Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘mise’

Safilo: Serracchiani-De Menech, Mise apra tavolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

“È necessario convocare un tavolo urgente al Mise alla presenza della dirigenza del gruppo Safilo, dei sindacati e delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia”. Lo chiedono in un’interrogazione già depositata alla Camera i deputati del Pd Debora Serracchiani e Roger De Menech, dopo che è stato reso noto il piano di ristrutturazione dell’azienda che prevede 700 esuberi (400 a Longarone, 250 a Martignacco, con la chiusura dello stabilimento e 50 nella sede di Padova). “Sono colpi durissimi al tessuto produttivo del Veneto e del Friuli Venezia Giulia – osservano i parlamentari dem – che così sono sottoposti a un dissanguamento occupazionale dalle pesanti ripercussioni sul territorio”.”Confidiamo si riesca a stringere un’alleanza istituzionale – aggiungono i deputati – per far fronte a queste situazioni, anche con un monitoraggio che prevenga le crisi, almeno ove possibile, intervenendo prima che esplodono in modo così drammatico”.

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Mise agirà per ridurre costi fissi bollette

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha detto alla Camera che promuoverà una serie di azioni finalizzate alla riduzione dei costi fissi delle bollette.”Ottima notizia, siamo contenti che, finalmente, si vogliano ridurre i costi delle bollette, sperando si cominci dagli oneri generali di sistema, una vera e propria tassa occulta che colpisce soprattutto i più poveri” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non vorremmo, però, che dietro a quella affermazione ci fosse la volontà di ritornare alle tariffe progressive, che graverebbero sulle famiglie più numerose e su chi non può permettersi elettrodomestici a basso consumo energetico o sistemi di riscaldamento più moderni ed efficienti” prosegue Vignola. “Anche perché le nuove tariffe non progressive servono a sviluppare l’elettrificazione del Paese e la riduzione delle emissioni, raggiungendo gli obiettivi di decarbonizzazione che stiamo pagando profumatamente da anni con gli incentivi alle fonti rinnovabili” conclude Vignola.

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Restauro Made in Italy promosso da MISE e ICE

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

Ferrara. Torna dal 18 al 20 settembre 2019 nella consueta cornice di Ferrara Fiere il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali con una XXVI edizione ricca d’importanti novità. L’unico e imprescindibile appuntamento annuale internazionale nell’ambito dei beni culturali e ambientali quest’anno ha stipulato un significativo accordo con il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane e Assorestauro. Questa nuova partnership prevede lo sviluppo di un Progetto promozionale straordinario ad hoc, orientato a incentivare la conoscenza e l’utilizzo del Restauro all’estero come prodotto dell’eccellenza italiana. Il Progetto “RESTAURO MADE IN ITALY” sarà articolato in differenti fasi progettuali in Italia e all’estero, individuando in Ferrara Fiere e nel Salone del Restauro un ruolo centrale come hub internazionale settoriale.La recente strategia volta al rinnovamento e portata avanti dalla nuova gestione affidata a Ferrara Fiere Congressi srl, ribadisce ancora una volta il ruolo del Salone come prima manifestazione di settore in Italia, ulteriormente confermato dal rinnovato patrocinio del MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali.

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Al Mise convocato il primo tavolo Biometano nel settore agricolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Secondo l’ultimo Report pubblicato di recente da Navigant Research (una delle principali società di consulenza e ricerche di mercato che copre la trasformazione energetica globale), è possibile risparmiare 217 miliardi per anno eliminando le emissioni di anidride carbonica entro il 2050 grazie al potenziale offerto dal gas rinnovabile. L’analisi di Navigant mostra, inoltre, che entro metà secolo tutto il biometano può produrre a emissioni zero ed eventuali emissioni residue possono essere compensate in agricoltura nelle aziende agricole che producono biometano. Questa importante risorsa può fornire fino a 1.170 TWh a costi fortemente ridotti.
Mentre il Ministero dello Sviluppo Economico convoca a Roma la prima riunione del tavolo “Biometano nel settore agricolo” per discutere con imprese e associazioni sul futuro della filiera”, CremonaFiere mette sul tavolo un importante contributo. «Sul fronte agricolo – spiega Piero Mattirolo, amministratore delegato di Agroenergia – si devono fare passi avanti per uno sviluppo del settore: il principale problema è l’interpretazione restrittiva data al decreto, secondo la quale chi vuole riconvertire un impianto deve anche cambiare completamente la dieta dell’impianto stesso. Prospettive nuove e molto interessanti che riguardano anche l’agricolo le sta offrendo la liquefazione del biometano, filone da considerare in stretta correlazione con l’abbandono del diesel nel settore dell’autotrazione in favore del gas naturale liquefatto. Con questa destinazione, si aggira il problema dei costi di allacciamento alla rete, e si attiverebbe un processo di filiera cortissima, con produttori agricoli in grado di allestire proprie stazioni di servizio di rifornimento per mezzi pesanti. I primi impianti di questo tipo dovrebbero nascere quest’anno. A un anno e mezzo dall’emanazione del decreto sul biometano si registra sicuramente una progressione sulla filiera dei rifiuti, più al nord che al sud per problemi non tanto organizzativi quanto autorizzativi. Le municipalizzate dei rifiuti sono spesso troppo gracili economicamente per affrontare gli investimenti necessari». Durante il seminario verrà offerta una prospettiva sul biometano in agricoltura, anche alla luce del crescente interesse del mondo dei carburanti per il biometano. Il biometano può offrire un futuro di sostenibilità economica agli impianti di biogas esistenti, al termine del periodo incentivato, a condizione che si possa convertire l’alimentazione da una dieta basata su biomasse coltivate, a una centrata su sottoprodotti e scarti agricoli, condizione necessaria per ottenere la qualifica di biometano avanzato. Diversi sono gli elementi che incidono nella scelta dell’impianto: le matrici utilizzate, le tecnologie di upgrading e la commercializzazione del prodotto finito sono aspetti fondamentali per un corretto business planning.

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Crisi Unicoop Tirreno: mercoledì 10 ottobre sciopero unitario e manifestazione al Mise

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

I lavoratori Unicoop Tirreno tornano a scioperare il prossimo mercoledì 10 ottobre e a manifestare al Mise. Già lo scorso 26 settembre via Molise era stata invasa da otre un migliaio di lavoratori, preoccupati per le cessioni di ben 8 punti vendita del basso Lazio e per le paventate contrazioni salariali a causa della disdetta/revisione del contratto integrativo aziendale.«Il botta e risposta a distanza tra il Ministro Di Maio e la dirigenza Unicoop Tirreno avvenuto in questi ultimi giorni – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – ha innescato la pronta risposta delle organizzazioni sindacali che pretendono rassicurazioni sulla sorte delle tante famiglie coinvolte in questa delicata vertenza.» «A rischio ci sono 270 poti di lavoro e tutti gli appalti collegati alle unità produttive (pulizie, vigilanza, etc…) – prosegue il rappresentante sindacale – e le dichiarazioni della dirigenza Unicoop, avvenute a stretto giro di posta dal question time in Senato e dalle dichiarazioni del Ministro Di Maio sulla necessità di bloccare le cessioni, sono preoccupanti, offensive per i lavoratori e in palese contrasto con quanto dichiarato al Mise dalla stessa dirigenza». «Abbiamo condiviso questa iniziativa con le organizzazioni sindacali confederali, convinti che l’importanza di questa vertenza richiede la massima partecipazione e la compattezza dei lavoratori.» – concude Iacovone.

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USB chiede al Mise l’accesso agli atti su Alitalia: vogliamo il reale stato dei conti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

alitalia-volo-aereoL’Unione Sindacale di Base, che da giorni sta chiedendo ai tre commissari il bilancio 2016 di Alitalia di cui non si ha ancora traccia, chiede formalmente al Ministero dello Sviluppo Economico l’accesso agli atti per verificare il reale stato dei conti della compagnia. Usb ritiene infatti sempre più evidente che la situazione finanziaria di Alitalia è stata determinata da errori folli e che la gestione operativa potrebbe essere addirittura sana.Lo dimostrano le notizie di oggi comparse sui quotidiani italiani, che elencano tra le offerte pervenute ai commissari straordinari le tre maggiori compagnie europee (AirFrance, Lufthansa e British Airways), insieme alle due maggiori compagnie low cost continentali (Easyjet e RyanAir). Un vero e proprio “parterre de roi” a conferma della certezza che da anni USB ha: il mercato del trasporto aereo italiano è un boccone ricco e prelibato in cui l’asset Alitalia svolge un ruolo determinante.La storia degli ultimi anni insegna che più Alitalia è stata debole, malgestita e ridimensionata, più le grandi compagnie europee e le low cost hanno tratto benefici enormi drenando flussi di milioni di passeggeri (e miliardi di euro l’anno). La stessa alleanza Skyteam è una sequela di sviluppi record per Air France & soci, e di lenta agonia per Alitalia.Non possiamo che chiederci quale possa essere il reale interesse di queste compagnie e delle low cost nel modificare un assetto di mercato che ha garantito lauti guadagni ai propri azionisti. L’acquisizione di Alitalia in fallimento si può trasformare nell’ultimo, più grande e definitivo affare per loro, ma nulla ha a che vedere con l’interesse dell’Italia, della sua industria e dei suoi lavoratori.A USB appare criminale che le istituzioni e la politica italiane non ritengano che il bando abbia altissime probabilità di trasformarsi in una svendita con ulteriori tagli occupazionali. L’intervento diretto dello Stato nel futuro di Alitalia, sino alla nazionalizzazione, ha tutte le ragioni di essere considerato nell’interesse dei lavoratori e dell’intero Paese, per rilanciare davvero la compagnia e per presidiare un mercato strategico.

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Confidi, il Mise sblocca 225 milioni. In arrivo plafond di oltre un miliardo di euro di nuovi finanziamenti per le imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

commissione europeaIl Ministero dello Sviluppo Economico ha ora sbloccato le risorse derivanti dal comma 54 della legge di Stabilità 2014: 225 milioni di euro destinati ad incrementare i fondi rischi dei Confidi e a realizzare un connesso plafond di nuovi finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro. Ad annunciarlo è Pier Giorgio Piccioli, Presidente di Assoconfidi, l’Associazione che rappresenta le Federazioni a cui aderiscono i Confidi italiani di tutti i settori economici.
Il decreto del 3 gennaio 2017, recante “Misure volte a favorire i processi di crescita dimensionale e di rafforzamento della solidità patrimoniale di consorzi di garanzia collettiva dei fidi”, è stato infatti pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17 febbraio 2017 ed il medesimo è frutto di due anni di intenso e costruttivo confronto che è stato svolto da Assoconfidi insieme al competente Ministero ed alla Commissione Europea.
Le garanzie rilasciate dai Confidi, a valere sullo specifico fondo rischi, saranno concesse in favore di micro, piccole e medie imprese operanti in tutti i settori merceologici di qualsivoglia attività economica e potranno coinvolgere anche le micro PMI che non vantano i parametri per l’accesso ai benefici della garanzia/controgaranzia del Fondo Centrale.
Nel ringraziare le Istituzioni coinvolte per il comune lavoro che ha portato a raggiungere questo importante obiettivo, il Presidente Piccioli auspica che il medesimo provvedimento possa essere replicato negli anni a venire in un contesto di rinnovata e più forte collaborazione tra le parti.

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MISE, SACE e Mediobanca firmano accordo per facilitare future relazioni economico-commerciali con Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

teheranIl Ministero dello Sviluppo Economico, SACE e Mediobanca annunciano la firma di un Memorandum of Understanding con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Banca Centrale dell’Iran con l’obiettivo di facilitare lo sviluppo di future relazioni economico-commerciali tra i due Paesi.
Firmato nel corso della missione governativa in Iran guidata dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Paolo Gentiloni, a poche settimane dalla conclusione dei negoziati di Vienna e dal raggiungimento del “Joint Comprehensive Plan of Action”, l’accordo fa da apripista a nuove importanti iniziative che vedranno un forte coinvolgimento di SACE al fianco d’istituti finanziari italiani e internazionali per una più rapida ed efficace ripresa dell’interscambio e degli investimenti nel Paese mediorientale, storico partner di diversi Paesi europei e in particolare dell’Italia.
In base al Memorandum, le controparti s’impegnano ad avviare una collaborazione, compatibilmente con il quadro normativo nazionale e internazionale vigente e con il ripristino del sistema dei pagamenti, per valutare progetti di breve e medio-lungo termine di mutuo interesse in comparti industriali d’eccellenza italiana funzionali allo sviluppo economico iraniano e per identificare istituzioni finanziarie locali che possano beneficiare di line di credito messe a disposizione da Mediobanca, con la garanzia di SACE e del Ministero dell’Economia e delle Finanze iraniano, per sostenere il finanziamento e il pagamento di transazioni di export e investimento. In prospettiva, l’iniziativa dischiude un ampio potenziale. Secondo le stime di SACE, la cessazione del quadro sanzionatorio potrebbe portare a un incremento dell’export italiano nel paese di quasi 3 miliardi di euro nel quadriennio 2015-2018, con le migliori opportunità nei comparti della meccanica strumentale, dell’oil&gas e dei trasporti. Alla missione in Iran partecipa, per SACE, l’amministratore delegato Alessandro Castellano.

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