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Politica: I giorni del Condor

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Editoriale fidest. In questi ultimi mesi la politica italiana si presenta sullo scenario mondiale sotto forma di una telenovela volta a rappresentare un declino e un’ascesa di due leader che per quanto poco di carismatico avessero hanno catturato, anni fa, l’attenzione degli italiani e li hanno persino illusi all’idea di una rivoluzione liberale incruenta ma decisiva per una svolta epocale del paese dopo i fatti e i “misfatti” di mani pulite agli albori degli anni novanta. Il tutto, certamente, è iniziato qualche anno prima con la caduta del muro di Berlino. E’ questo il giro di boa che ha fatto mutare gli scenari mondiali e ha riverberato la sua ombra nelle realtà nazionali. L’Italia sembrò, in un primo momento non accorgersene più di tanto, se non ci fosse stato lo scossone di “mani pulite”. Di certo sarebbe rimasta più a lungo nel suo ovattato mondo fatto di intrallazzi, corruzioni, ricatti, voti di scambio, compromessi con la malavita organizzata, ecc. Allora si pensò ad un ripulisti generale ma si sottovalutò la capacità di una revanche dei “perdenti” con la logica del “camaleonte”. E per farlo occorreva un amalgama credibile nel nuovo impasto ripescando, all’occorrenza, un partito, il Msi, poi Destra Nazionale alla cui guida vi era il giovane delfino di Almirante, Gian Franco Fini, ambizioso quanto bastava, voglioso di uscire dall’isolamento in cui lo aveva cacciato la storia e capace di fare piazza pulita, all’occorrenza, di coloro che potevano adombrargli il passo. A seguire si accompagnò una forza come la Lega di Bossi capace di tenere saldo il contatto con la base e di catalizzarla dietro un sogno, se non proprio indipendentista di certo autonomista per ricavare il massimo profitto dallo stare insieme sotto la bandiera comune della nazione Italia. Con essi nacque un nuovo partito “Forza Italia” erede di molte e composite anime politiche: ex-dc diventati improvvisamente orfani del loro partito, ex-socialisti con il loro capo esiliato in Tunisia, ex-comunisti shoccati dal crollo dell’Urss e ex di tutto. Per tenerli insieme non occorreva un leader ma un organizzatore con molte risorse economiche, proprietario di emittenti televisive e di carta stampata e dalla faccia credibile e dalla parola facile e convincente. Così nacque il mito Silvio Berlusconi che da quel momento riuscì ad accumulare due fantastici primati da Guiness: l’essere il politico più inquisito del mondo ma anche il più abile non sfuggire alle grinfie della giustizia.
E agli italiani è subito piaciuto questo profilo di uomo capace di squinternare un sistema politico che sembrava ossidato e gli diedero fiducia così come accadde con Hitler in Germania e Mussolini in Italia. Questi ultimi erano dei dittatori, ma Berlusconi anche se lo avesse voluto non avrebbe potuto esserlo. I tempi erano cambiati. Ma si poteva fare qualcosa di simile, senza lasciarlo molto a vedere. Così nacque l’impero berlusconiano della politica e, bisogna dirlo, le opposizioni gli diedero un formidabile appoggio restando divise, litigiose, polemiche.
Ora siamo prossimi ad una nuova svolta. Fini è stanco di fare il delfino del capo e vuole la sua fetta di potere a Palazzo Chigi e non si contenta più di Monte Citorio. La Lega, a questo punto, si rende conto che perdendo il suo referente privilegiato rischia di essere risucchiata da altre forze politiche e cerca di salvare il salvabile, mentre all’interno del Pdl (nato dal recente matrimonio Forza Italia – destra Nazionale) c’è chi non riesce a ritornare alle origini e continua a sperare nel buon Silvio e altri, più ammanierati già preparano le valige per imboccare il nuovo corso.
Ora la situazione si sta facendo più complessa. Non sono tanto Fini e Berlusconi e giocarsi la partita politica, quanto gli stessi partiti come lo fu la Dc e il Psi negli anni novanta. Parliamo del pdl e del pd. Sono destinati a sfaldarsi per trasferire armi e bagagli verso un nuovo contenitore. Sarà con molta probabilità, per il centro destra, con Futuro e Libertà, l’Udc di Casini, gli amici di Francesco Rutelli, Walter Veltroni, ecc. e, sull’altro versante, ciò che resta della lega e della sinistra. Ma potremmo andare anche più in là condividendo l’idea del filosofo-politico Cacciari che considera oramai superate le collocazioni politiche con il metro tradizionale degli schieramenti: destra – centro – sinistra. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Storie d’arte e di misfatti

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Celano museo Musè, località Paludi, Celano (AQ) fino al 15 settembre Sei indagini sull’archeomafia raccontate a fumetti Da un’idea di Legambiente in collaborazione con i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale arrivano una mostra e un libro per raccontare il fenomeno dell’archeomafia attraverso il fumetto. La mostra si inserisce nelle attività del Laboratorio Aperto “Terra Madre Abruzzo” che continueranno fino a dicembre 2010; è ad ingresso gratuito e sarà visitabile fino al 15 settembre, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19,30. I venerdì, i sabato e le domeniche di agosto il museo resterà aperto fino alla mezzanotte.
La mostra “Storie d’arte e di misfatti” è corredata da un libro-catalogo pubblicato da Francesco Coniglio Editore e a cura di Paolo Barcucci con testi di Silvano Mezzavilla, Paolo Barcucci e Alessandro Ruggieri. I racconti che compongono “Storie d’arte e di misfatti” sono tutti sceneggiati da Silvano Mezzavilla e disegnati da Giancarlo Alessandrini, Sara Colaone, Marco Corona, Giuseppe Palumbo, Maurizio Ribichini, Fabio Visintin.
Nel solo 2009 i furti d’arte in Italia 882 furti di opere d’arte effettuati, 13.219 oggetti trafugati, 1.220 persone indagate, 45 arresti; ma anche 19.043 beni culturali illecitamente sottratti recuperati, insieme a 14.596 reperti paleontologici e 55.586 archeologici. Grazie all’attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale sono stati recuperati 55.586 reperti archeologici, provenienti da scavi clandestini e 19.043 oggetti d’arte rubati. Ad essere prese di mira dai “Lupin dell’arte” le collezioni, gli archivi e le biblioteche, sia pubbliche che private, ma anche le chiese e gli istituti religiosi diffusi sul territorio.
Da qui nasce l’idea di Storie d’Arte e di Misfatti: sei indagini sull’archeomafia dei “Carabinieri per l’Arte”, raccontate a fumetti per Legambiente e che sono state presentate ieri al museo Musè di Celano dalla direttrice regionale per i Beni Culturali e paesaggistici dell’Abruzzo Anna Maria Reggiani, dal direttore del museo Musè Geltrude Di Matteo, dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, e dal tenente Giovanni Prisco, ufficiale addetto al Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. (mostra storie arte misfatti, immagine mostra2)

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Storie d’arte e di misfatti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Roma fino al 16/5/2010 via della Stamperia, 6 Istituto nazionale per la Grafica – Calcografia Sei indagini sull’archeomafia raccontate a fumetti Dalla collaborazione tra Legambiente, Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, l’Istituto Nazionale per la Grafica e sette autori di fumetti nasce una mostra che racconta il lucroso business dei furti d’arte in Italia  Sei preziosi reperti recuperati, sei indagini condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sei storie a fumetti realizzate da prestigiosi autori italiani.  Da un’idea di Legambiente, che da anni si occupa di monitorare, con il contributo delle Forze dell’Ordine, il traffico illecito di opere d’arte, nasce questo progetto mirato alla sensibilizzazione e informazione sul fenomeno delle Archeomafie, attraverso la promozione della Nona Arte, ovvero il Fumetto.  Prendendo spunto da sei Storie d’arte e di misfatti, ovvero sei indagini, relative a recuperi d’opere d’arte, compiute dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, sono stati realizzati altrettanti racconti a fumetti, sceneggiati da Silvano Mezzavilla e disegnati da Giancarlo Alessandrini, Sara Colaone, Marco Corona, Giuseppe Palumbo, Maurizio Ribichini, Fabio Visintin. Nella mostra, a cura di Paolo Barcucci con allestimenti di Cinzia Leone, l’arte del fumetto verrà affiancata alle arti tradizionali, rappresentate dalle sei opere recuperate dai Carabinieri, ovvero un reperto votivo d’era precristiana, un mosaico catacombale, un volume bodoniano, dipinti autentici e falsi d’autore.
Archeomafia e’ la parola coniata da Legambiente all’inizio degli anni ’90 per definire l’attività illegale della criminalità organizzata nell’ambito dei beni culturali. Nel solo 2009 i furti d’arte in Italia sono stati 882 per 13.224 oggetti trafugati. 1.264 sono state le persone indagate di cui 44 quelle arrestate. Grazie all’attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sono stati recuperati 55.584 reperti archeologici, provenienti da scavi clandestini, e 19.043 oggetti d’arte rubati. Il libro pubblicato per l’occasione per i tipi di Francesco Coniglio Editore e’ a cura di Paolo Barcucci con testi di Silvano Mezzavilla, Paolo Barcucci e Alessandro Ruggieri.

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