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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘mistero’

Giangiacomo Schiavi: Il mistero della notte, una diagnosi per Michelangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Collana le Onde, uscita prevista: 25 giugno. Ispirato dalla figura del grande oncologo Gianni Bonadonna, pioniere con Umberto Veronesi delle cure antitumorali in Italia e nel mondo, Giangiacomo Schiavi traccia un’indagine appassionante sull’enigma di una statua che nasconde un segreto: la storia di una lotta in nome della vita, delle donne e di una medicina più umana.
Un medico di fama internazionale, alla vigilia di un convegno di studi che chiude una carriera luminosa, decide di affrontare la sfida che lo appassiona da decenni. Da quando ha visto la statua della Notte di Michelangelo nelle Tombe Medicee a Firenze: quella donna disegnata nel marmo presenta un’anomalia, un seno asimmetrico, forse malato, che restituisce alla figura un aspetto inconsueto per la perfezione del maestro del Rinascimento.
In una lunga notte tra sogni e ricordi, il medico tira le fila della sua ossessione: con il rigore dello scienziato e l’intuito dell’investigatore, passa in rassegna le testimonianze raccolte in una intera vita da psicologi, critici d’arte, chirurghi, filosofi, per arrivare a scoprire la natura di quella traccia lasciata da Michelangelo sul corpo, altrimenti perfetto, della sua modella. In libreria dal 2 luglio

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In ebook “Il mistero dell’Erebus” di Michael Palin

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Canada, settembre 2014. Lungo la costa di un’anonima isola, una delle migliaia presenti nell’Artico canadese, una barchetta di nome Investigator sta compiendo dei rilevamenti acustici, quando si imbatte in qualcosa di più che sabbia e scogli: distesa sul fondale c’è una forma scura, solida e sconosciuta. Ha la poppa sfondata, come se qualcuno l’avesse morsicata; le travi del ponte sono scoperte e tutte rivestite da uno strato lanoso di vegetazione acquatica; tra i relitti, mezzo sprofondati nella sabbia, ci sono due eliche, otto ancore e un segmento del timone. È una nave, ma non una nave qualunque. È una nave scomparsa dalla faccia della terra, insieme al suo equipaggio, centosessantotto anni prima. Una nave che ha avuto una delle più straordinarie avventure dell’intera storia navale britannica: è la hms Erebus. Commissionata nel 1823, la hms Erebus venne utilizzata, con grande successo, per una spedizione in Antartide dal 1837 al 1840, dove, insieme alla sorella Terror, si guadagnò la formidabile reputazione di essere la nave più affidabile e resistente al ghiaccio di tutta la Marina britannica. Per questo motivo fu scelta per un’altra grandiosa impresa marinara nel glaciale Nord: la conquista del Passaggio a Nord-ovest. Agli ordini dell’Ammiragliato britannico, nel maggio del 1845 il capitano Sir John Franklin, celebre esploratore e ufficiale della Royal Navy, salì a bordo di una nave perfettamente equipaggiata per una spedizione della durata di tre anni: motori a vapore e ponti erano stati rinforzati, abbondante cibo era ammassato nella stiva e a bordo c’erano strumenti avanzatissimi per studiare il magnetismo, la geologia, la botanica e la zoologia e addirittura una macchina fotografica per dagherrotipi. Tutto faceva pensare a un’impresa organizzata con cura e dopo profonde riflessioni. Alle dieci e trenta del mattino del 19 maggio l’Erebus e la Terror levarono le ancore, ruotarono di 360 gradi per essere sicure che le bussole funzionassero e finalmente la spedizione di Franklin verso il Passaggio a Nord-ovest prese il via, conventiquattro ufficiali e centodieci uomini a bordo. Fu l’inizio di uno dei peggiori disastri nella storia delle esplorazioni artiche. In questo suggestivo libro Michael Palin offre un resoconto di prima mano del percorso e delle condizioni affrontati dall’equipaggio dell’Erebus che, nel 1846, insieme alla Terror, svanì dalla faccia della terra. Cos’è veramente accaduto all’Erebus? Com’era fatta? Dov’era riuscita ad arrivare? Come aveva potuto sopravvivere a tanto, per poi scomparire in quel modo misterioso? Ricercato e illustrato sapientemente con mappe, fotografie, dipinti e incisioni, Il mistero dell’Erebus è l’avvincente racconto di una spedizione tragica ma indimenticabile.Traduzione dall’inglese: Ada Arduini Pagine: 352 Prezzo cartaceo: 18,00 euro Prezzo ebook: 9,99 euro Neri Pozza Editore.
Sir Michael Edward Palin è un attore, comico, scrittore, presentatore televisivo e sceneggiatore britannico, noto per la sua militanza nel gruppo comico dei Monty Python e per i suoi documentari Palin’s Travels.

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Fra Mistero e Scienza: la Piramide “bioarmonica” di Solimè

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

Nel secondo secolo prima di Cristo, Antipatro di Sidone, letterato e poeta greco che visse lungamente a Roma, citato da Cicerone come sommo esempio oratorio, annoverò la Piramide di Cheope fra le “7 meraviglie” del mondo, insieme ai Giardini pensili di Babilonia, alla Statua di Zeus a Olimpia, al Tempio di Artemide ad Efeso, al Colosso di Rodi, al Mausoleo di Alicarnasso e al Faro di Alessandria d’Egitto. Mentre per le rimanenti sei “meraviglie” era solo la componente estetica a farle definire tali, la Piramide di Cheope esercitava (ed esercita) un fascino del tutto particolare, che nei tempi antichi sconfinava nel misticismo esoterico, mentre la Scienza attuale comincia a identificarne l’origine nella sua natura di “concentratore energetico”, in una visione fisico-quantistica che ormai, per dirla col Prof. Giorgio Spaggiari, rappresenta il nuovo scenario delle Scienze biomediche: la Fisica della Vita. Tutto il pianeta è del resto disseminato di costruzioni piramidali, sulla cui origine si affrontano le ipotesi più suggestive, dal continente africano (in Sudan, oltre che in Egitto) a quello americano, legate alle antiche civiltà precolombiane, dai territori europei a nord del Mar Nero (con strutture misteriose che qualcuno ha voluto collegare al mito di Atlantide) fino alla Cina: centinaia di piramidi dove erano sepolti i primi Imperatori, a testimonianza, come per i Faraoni egizi, del potere divino dei sovrani, e al tempo stesso “calendario celeste”, frutto di avanzatissime conoscenze astronomiche. Di piramidi si parla diffusamente nel numero di dicembre di “Natura docet”, nell’articolo dedicato alla “Casa bioarmonica”, voluta da Roberto Solimè per le sue produzioni fitoterapiche a Cavriago (Reggio Emilia), realizzata grazie al concorso di Tecnici e Scienziati, quali l’Ing. Franco Solia e il Tecnologo Ivano Calzoni, al fine di costruire un ambiente assolutamente unico sul piano “vibrazionale”, studiato secondo le misure auree e bonificato dalle potenziali geopatie. Le “Energie di campo” e i loro effetti sui sistemi biologici sono ormai una realtà accertata: tutti gli esseri viventi presentano un “biocampo” (HEF:Human Energy Field), che si affianca, nel mondo inanimato, ad un Campo Energo Vibrazionale (CEV), al punto che ogni oggetto “materiale” risulta caratterizzato da “vibrazioni” di varia natura (meccanica, elettrica, elettromagnetica, ottica, nucleare), potendo generare “risonanza” anche in funzione della “forma”: la struttura delle antiche piramidi era del resto quasi sicuramente legata anche a scopi bioenergetici. L’obiettivo di Solimè era ed è quello di ottimizzare l’ambiente di lavoro di ricercatori, tecnici, impiegati ed operai, e al tempo stesso di trattare i “suoi” vegetali, in ogni fase di lavorazione, con tecnologie innovative, finalizzate alla produzione di materie prime per alimenti, integratori alimentari, prodotti erboristici, aromi e cosmetici, con tecnologie di “carica” energetica e di armonizzazione vibrazionale, in perfetta coerenza con le cellule del corpo umano. Obiettivo certamente raggiunto.

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Adriano Laiolo e Paolo Viberti: Coppi. L’ultimo mistero (Ediciclo)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 aprile 2019

Torino Lunedì 29 aprile, ore 18.30 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Con Paolo Brusorio. In occasione di Storia di un campione. 100 anni di Fausto Coppi. In collaborazione con La Stampa. Adriano Laiolo, grande amico del Campionissimo, e Paolo Viberti a narrare l’Airone a partire da Coppi. L’ultimo mistero (Ediciclo), in dialogo con Paolo Brusorio, al Circolo dei lettori. Un incontro in collaborazione con La Stampa per scoprire pagine inedite e verità mai raccontate sulla sua vita: come l’Airone contrasse la malaria? Come nacque l’idea di produrre mountain bike 40 anni prima di tutti gli altri? Le ricerche certosine di Viberti e la testimonianza visiva di Laiolo ci restituiscono una realtà diversa da quella conosciuta, con particolari assolutamente inediti. Coppi si rifiutò di prendere il chinino quando era in Africa, pur sapendo di rischiare il contagio? Si sarebbe salvato, se Giulia fosse andata con lui? Quali furono i rapporti con la famiglia di Geminiani? E quando Raphaél Geminiani seppe del contagio? Adriano Laiolo racconta come contrasse la malaria in Alto Volta e spiega come lui e Geminiani riuscirono a salvarsi. E in un’intervista rilasciata pochi giorni prima di morire, Coppi afferma che nel 1960 avrebbe voluto correre ancora il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e il Giro d’Italia, prima di diventare produttore di mountain bike con 40 anni d’anticipo sul resto del mondo.
A Fausto Coppi, icona della storia sportiva italiana e piemontese eccezionale, è dedicato un calendario ricchissimo di incontri nei luoghi della sua vita, tra Castellania, Novi Ligure e Tortona, a Torino e dintorni, e a Cuneo, scenario della sua impresa più celebre, i 192 chilometri di fuga nella tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia nel 1949. È Storia di un campione. 100 anni di Fausto Coppi, progetto della Regione Piemonte, realizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, in collaborazione con DMO Piemonte Marketing e Piemonte Dal Vivo. Media Partner La Stampa e Il Secolo XIX. L’anno dedicato a Fausto Coppi è nato dalla sinergia e dal dialogo tra diverse realtà piemontesi che hanno messo insieme competenze, idee, visioni e storie, per realizzare un coinvolgente programma, capace di celebrare, con la sua varietà, il mito dell’Airone e raccontarlo alle nuove generazioni.

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Film documentario “Fatima, l’ultimo mistero”/La película documental “Fátima, el Último Misterio”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Continua il suo percorso di anteprime internazionali. E ‘in anteprima nel mese di ottobre in Germania, Portogallo e Curaçao. E dall’8 novembre in rete Cinemark teatri in Argentina, Paraguay, Cile, Bolivia e Perù. Il film è già stato rilasciato in 13 paesi in Europa e in America ed è stato visto da più di 300.000 persone, di cui quasi la metà erano in Brasile, dove ha trascorso diversi fine settimana nella top 10 e dispone di 11 settimane consecutive nei teatri. “La verità è che il successo di pubblico ha superato le nostre aspettative sin dal suo debutto in Spagna , ” dice il suo direttore Andrés Garrigó. “Questo successo è senza dubbio la protezione della Vergine e il sostegno entusiasta di televisori, radio e altri media cattolici in ciascun paese, così come il coinvolgimento delle parrocchie e delle istituzioni che generano una grande parola corrente della bocca”.
La película documental “Fátima, el Último Misterio” continúa su senda de estrenos internacionales. En octubre se estrenó en Alemania, Portugal y Curaçao. Y a partir del 8 de noviembre en la red de cines de Cinemark de Argentina, Paraguay, Chile, Bolivia y Perú.
La película se ha estrenado ya en 13 países de Europa y América y ha sido visto por más de 300.000 personas de las que casi la mitad fueron en Brasil donde estuvo varios fines de semanas en el top 10 y lleva 11 semanas consecutivas en cines.“La verdad es que el éxito de público superó nuestras previsiones ya desde su estreno en España”, comenta su director Andrés Garrigó. “Este éxito se debe, sin duda, a la protección de la Virgen y también al apoyo entusiasta de las televisiones, radios y demás medios católicos en cada país, así como a la implicación de parroquias e instituciones que generan una gran corriente de boca a boca”.

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Incontro con Antonietta Potente

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

Come il pesce che sta nel mareRoma Martedì 13 febbraio 2018 ore 16 Sede della UISG – piazza di Ponte Sant’Angelo, 28 Incontro con la teologa Antonietta Potente a partire dal libro Come il pesce che sta nel mare. La mistica luogo dell’incontro. Antonietta Potente, con la sua spiritualità ancorata al presente e il suo pensiero dialogante con la sapienza dei diversi popoli, è tra le teologhe più fertili e creative del panorama italiano e sudamericano. Nel suo nuovo libro “Come il pesce che sta nel mare” affronta il tema della mistica, intesa dall’autrice non come luogo distante dalla realtà, ma come punto d’incontro dei diversi percorsi umani, in cui si disvela il Mistero. Riprendendo la Bibbia, l’autrice si concentra sul secondo capitolo degli Atti degli Apostoli, la venuta dello Spirito, e scrive: “Ciò che mi sembra interessante è che nella descrizione di quel fatto si passa da un luogo preciso, che sembra essere una stanza in cui stavano riunite poche persone, a uno spazio aperto dove c’erano persone di diversi popoli. Non si dice che quelli che erano nella stanza uscirono, ma c’è un salto silente e trasformativo, anche se scompigliante, del luogo. Come se quel luogo fosse divenuto città-piazza con tanta gente (cfr. At 2,1-13)”.
Il libro, sotto forma di sei dialoghi, nasce dalla raccolta di parole e di gesti, di donne e di uomini, incontrati dalla stessa Autrice nei luoghi più preziosi della sua vita: dialoghi interiori e ricerche comuni, tra credenti e non credenti, tra persone di culture e religioni diverse; presenze contemporanee o semplicemente tracce di vita passata In questi dialoghi, sempre fortemente ancorati alla quotidianità, la Potente mostra come l’esperienza mistica sia – si potrebbe dire – lo spazio per eccellenza, la dimora di tutti, desiderata e amata da alcuni tanto da chiamarla Tu. Ciascuno l’ha fatto e lo fa, nello spazio e nel tempo, secondo la propria cultura, fede, condizione umana. Scrive ancora l’autrice: “È luogo trasfigurato e trasfigurante, cioè capace di metamorfosi, perché non solo è luogo, ma anche – come direbbe il filosofo francese Henry Corbin – è il luogo in cui accadono dolcissime e intense trasformazioni”.L’obiettivo che la Potente si propone è dunque quello di affrontare un soggetto così complesso, per renderlo più accessibile a tutti. “Perché tutti possano continuare a discuterlo, ma soprattutto perché la mistica può coltivarsi solo nei dialoghi della vita concreta”.
Antonietta Potente, teologa e scrittrice, fa parte delle Suore Domenicane di san Tommaso d’Aquino. (foto: Come il pesce che sta nel mare)

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“Il mistero della creazione artistica”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

copertinaMilano dal 24 al 26 marzo 2017 a Bookpride, la fiera della piccola editoria sarà presentato “Il mistero della creazione artistica”. “Il mistero della creazione artistica” di Stefan Zweig è la nuova proposta editoriale di Pagine d’Arte, piccola ma raffinata casa editrice con un catalogo che si contraddistingue per l’attenzione con cui unisce testi ricercati e originali a immagini di qualità.Il libro, che è arricchito da riproduzioni di Dürer, Rembrandt e manoscritti di opere musicali, si può considerare il prolungamento ideale della novella “La collezione invisibile” già pubblicata da Pagine d’Arte: due scritti intensi e brevi si sfogliano nella collana Sintomi, sul filo autobiografico che lega Zweig all’appassionata raccolta di carte d’arte. Collezionare per tentare di capire.
“Il mistero della creazione artistica” riproduce il testo della conferenza che Zweig tenne a New York nel 1939 e che viene proposta per la prima volta in italiano.
Insieme ad esso verrà illustrato anche il nuovo catalogo di Pagine d’Arte e saranno presenti anche le altre più recenti pubblicazioni: “Emilio Tadini testo&immagine”, un collage ideale e inedito dei fogli tratti dall’insieme dei raccoglitori rossi degli anni Settanta conservati allo Spazio Tadini di Milano fra le carte d’archivio di Emilio Tadini, “Sig. Bovary e altri personaggi” di Alberto Manguel, e due opere che, per impostazione e contenuti, si prestano per una lettura abbinata: “L’Apocalisse secondo Dürer”, sempre di Alberto Manguel, e “La mente nera di Piranesi” di Marguerite Yourcenar.
Il libro, che è arricchito da riproduzioni di Dürer, Rembrandt e manoscritti di opere musicali, si può considerare il prolungamento ideale della novella “La collezione invisibile” già pubblicata da Pagine d’Arte: due scritti intensi e brevi si sfogliano nella collana Sintomi, sul filo autobiografico che lega Zweig all’appassionata raccolta di carte d’arte. Collezionare per tentare di capire. (foto: copertina)

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Pasqua: Una luce nella notte

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2012

Italiano: Durer, La Grande Passione - La Risur...

Italiano: Durer, La Grande Passione - La Risurrezione. Dall'archivio della libreria antiquaria Bourlot di Marco Birocco, Torino (Photo credit: Wikipedia)

E subito dopo un grido di gioia. Il canto dell’Exultet, che annuncia la Risurrezione di Cristo. Nella Basilica Vaticana, come in tutte le chiese del mondo, luce e canto hanno annunciato ieri sera che «la vita è più forte della morte, il bene è più forte del male, l’amore è più forte dell’odio, la verità è più forte della menzogna». E le parole di Benedetto XVI, nell’omelia che Avvenire pubblica integralmente in questa stessa pagina, hanno accompagnato, spiegandola nei suoi profondi significati, la madre di tutte le Veglie.
«Pasqua – ha detto il Papa – è la festa della nuova creazione». Ma proprio per questo «la Chiesa comincia in tale giorno la liturgia con l’antica creazione, affinché impariamo a capire bene quella nuova».
Ricchissimo è infatti l’insieme dei riti che compongono la Veglia pasquale. Si è cominciato, come vuole la tradizione, con la benedizione del fuoco, cui è seguita la processione in Basilica con il cero pasquale, la celebrazione della Liturgia della Parola e di quella battesimale. Sono stati otto ieri sera, i catecumeni, di quattro continenti, che hanno ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima e Eucaristia). E infine la Veglia è terminata con la liturgia eucaristica e i riti conclusivi. Papa Ratzinger, nella sua omelia, ha come preso per mano i fedeli, conducendoli a comprendere meglio i diversi momenti. La luce innanzitutto. Quella luce che poco prima, con un effetto altamente suggestivo, si era diffusa in Basilica di candela in candela, risalendo dal fondo verso l’altare. La luce, ha spiegato il Pontefice, «rende possibile la vita. Rende possibile l’incontro. Rende possibile la comunicazione. Rende possibile la conoscenza, l’accesso alla realtà, alla verità. La luce pertanto è anche espressione del bene che è e crea luminosità». Con la Risurrezione, dunque, «Dio ha detto nuovamente “Sia la luce!”». Così Gesù «ci attira tutti dietro di sé nella nuova vita della Risurrezione e vince ogni forma di buio».
Benedetto XVI si è soffermato in maniera particolare su questo dualismo luce-buio. «Il buio su Dio e sui valori è la vera minaccia per la nostra esistenza e per il mondo in generale – ha sottolineato –. Se Dio e i valori, la differenza tra il bene e il male restano nel buio, allora tutte le altre illuminazioni, che ci danno un potere così incredibile, non sono solo progressi, ma al contempo sono anche minacce che mettono in pericolo noi e il mondo».
Ma come può la Risurrezione di Cristo entrare nella nostra vita e diventare una realtà in cui siamo coinvolti? La risposta di Benedetto XVI è stata chiarissima: «Mediante il Battesimo e la Professione di fede, il Signore ha costruito un ponte verso di noi». Cristo «prende per mano» ogni uomo, ha ricordato il Papa anche e soprattutto agli otto catecumeni provenienti da Italia, Albania, Slovacchia, Germania, Turkmenistan, Camerun e Stati Uniti d’America, che sono stati battezzati durante la Veglia pasquale. Infine il Pontefice ha invitato a guardare il cero che resterà acceso durante tutto il tempo di Pasqua. «Il cero vive in virtù del sacrificio», cioè «consumando se stesso». Così è il mistero di Cristo che si dona agli uomini e li illumina di luce che emana calore. Inoltre, poiché la cera è opera delle api, questo è anche un simbolo ecclesiale. «La nostra comunione – ha concluso il Papa – esiste affinché la luce di Cristo possa illuminare il mondo».(fonte:“Avvenire – in vetrina”, pag. 3 Quotidiano Cattolico Italia rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio)

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Libro di Nino Codagnone

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Lo strano naufragio del piroscafo postale Santa Lucia. Il 24 luglio 1943 il piroscafo postale Santa Lucia viene colpito e affondato da un siluro sganciato da un aereo inglese mentre viaggia da Ponza verso Ventotene. Grazie al ritrovamento di nuovi documenti e a ricerche storiche condotte anche presso gli archivi britannici, si è riusciti a far luce su un naufragio rimasto per oltre sessant’anni avvolto nel mistero. Pagine 88 Euro 3,90 Codice 21060J EAN 978-88-425-4759-4

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Luigi Tenco: Riaprire le indagini?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

ll sito http://www.lamescolanza.com pubblica un articolo di Giulia Lanza con una serie di rivelazioni e riflessioni sul presunto suicidio di Luigi Tenco al Festival di Sanremo del 1967. Sotto questa titolazione, “Chi cercava di uccidere Tenco subito prima che morisse?Una tra le tante domande rimaste senza risposta … Quel Festival del 1967 e il mistero irrisolto sulla morte del cantante. Suicidio? Tesi improbabile, non provata”, Giulia Lanza sottolinea, soprattutto, due aspetti cruciali: le contraddizioni, mai chiarite, sul ritrovamento della pistola; le minacce di morte, su cui non si indagò, ricevute dall’infelice cantante prima della misteriosa morte. Con una serie di altri particolari rimasti tuttora privi di accertamenti. La ricostruzione di quei tragici momenti, infatti, può fare affidamento solo su pochissimi elementi certi: Tenco è morto a Sanremo durante i giorni del Festival, ucciso da un colpo di pistola alla tempia partito da una pistola, la Ppk calibro 7.65, di proprietà dello stesso Tenco. Il suo corpo è ritrovato nella camera delSavoy nella notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1967, dalla cantante Dalida rientrata in albergo verso le 2. Tutto quello che è successo nelle ore immediatamente precedenti il ritrovamento del cadavere è ancora avvolto in una fittissima nebbia, anche perché le indagini scattate di lì a poco sono state frettolose e superficiali. Proprio per chiedere chiarezza e, soprattutto giustizia, da diversi anni si è formato il gruppo “Luigi Tenco60’s – la verde isola”: attraverso il sito internet http://www.luigitenco60s.it e con il supporto di Facebook, il gruppo porta avanti una battaglia supportata da documenti, foto, ricostruzioni e analisi dettagliate, alla quale partecipano in migliaia per chiedere la riapertura delle indagini. In sintesi le cinque prove sostenute dal gruppo “la verde isola” sono: 1) il guanto di paraffina sulla mano di Tenco non dimostra che abbia sparato; 2) nelle foto scattate all’epoca, sotto i glutei di Tenco, non c’e’ la sua Ppk 7.65, ma una Beretta calibro 22; 3) foto a lungo inedite mostrano ferite lacero contuse sul volto di Tenco, come se fosse stato picchiato, non riportate sul referto ufficiale della polizia; 4) la lettera d’addio riporta calchi, come se fosse l’ultima pagina di una lunga denuncia. Si vedono le parole “già” e “gioco”. La firma è contraffatta; 5 ) foto che mostrano sul viso, sui pantaloni e sull’auto di Tenco tracce di sabbia: potrebbe quindi essere stato ucciso in spiaggia. (tenco)

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Teatro: Il mistero del calzino bucato

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Roma dal 14 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011 Teatro de’ Servi – Via del Mortaro, 22 (Via del Tritone)  Il mistero del calzino bucato scritto e diretto da Marco Zadra con Marco Zadra e Marco Morandi Antonella Salerno, Giorgia Guerra, Claudia Clerici, Alessandro Frittella,  Tiko Rossi Vairo e al pianoforte Fabrizio Siciliano  Il Mistero del Calzino bucato ormai è considerato un vero e proprio “cult” della comicità a Roma. Dopo anni di repliche grazie a un testo di volta in volta aggiornato Marco Zadra, ecco che arriva una nuova versione esplosiva. Dopo il successo del Teatro Sette (record di incassi) ed il fortunato incontro con Gigi Proietti che ha voluto questo spettacolo per inaugurare la sala ”Ridotto del Brancaccio” nel 2003 con due mesi di repliche, la commedia arriva al Teatro Dè Servi.  Siamo in Inghilterra, fuori piove ed una nebbia malefica avvolge la mente dell’Ispettore Pendleton, quando si trova a dover risolvere uno dei casi più complicati della sua lunga carriera di segugio presso Scotland Yard. Il 25 Dicembre viene ucciso in circostanze misteriose Lord Timothy Pinkerton, uno degli uomini più ricchi di Londra. Unico indizio un sinistro calzino destro bucato in corrispondenza del ditone. I sospetti cadono sui nipoti di Lord Pinkerton, destinati ad ereditare l’immensa fortuna dello zio, ed inizia così una serie di delitti e colpi di scena che contribuiranno a rendere ancor più misteriosa l’atmosfera di quello che ancora oggi viene considerato il più classico dei gialli. Ambientato in una tipica casa inglese abitata da personaggi strani: l’immancabile maggiordomo, una cameriera non proprio inglese, un pianista cieco, una vecchia zia rimbambita, dei nipoti avidi e soprattutto un feroce quanto insospettabile assassino destinato, prima o poi, a finire nella trappola tesagli da Scotland Yard ! …situazioni  Esibizioni canore … balli improbabili … acrobazie … inseguimenti … sparatorie … risse da saloon esilaranti … gag a ripetizione e tanta suspence sono gli ingredienti di una commedia divertente per un pubblico di tutte le età.

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Mostra di Alessia De Montis

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

Bologna, 14 Maggio 2010 ore 18.30 (Lunedì / sabato:  14.00 / 19.00) via San Giorgio, 3 Contemporary Concept a cura di Olivia Spatola  Attraverso l’esposizione di una serie di lavori fotografici e video, la mostra tenta di documentare il percorso creativo e di ricerca che l’artista ha svolto a partire dagli anni 2000 ad oggi. Opere tratte da due cicli differenti vengono poste a confronto per dialogare e raccontarci l’universo femminile e maschile, secondo la personale lettura che l’artista ne dà.  Alessia De Montis immagina il mondo dell’arte come uno spazio aperto, un’architettura globale che le permette di tradurre le proprie urgenze in immagini.  Il suo occhio di artista si è incentrato prima sul mondo “femminile” nel tentativo di spiegare quel mistero che è l’universo della Donna, “strega” come la chiama lei. Di questo ciclo, iniziato nel 2000, dal titolo “Odissea Contemporanea” e sviluppato in varie tappe, vengono presentati in mostra due lavori rispettivamente chiamati Alveari e Bozzoli.

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Il mistero della morte secondo Sostakovič

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Torino 8 aprile a Torino, su Radio 3 piazza Rossaro Auditorium. Dopo lo straordinario successo ottenuto nella scorsa stagione, quando fu chiamato per sostituire l’indisposto Jukka-Pekka Saraste, torna sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il giovane direttore russo Dmitri Slobodeniouk. E proprio a uno dei più grandi compositori russi, Dmitrij Šostakovič, è dedicato l’intero concerto di giovedì 8 aprile 2010, programmato alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmesso in collegamento diretto su Radio 3 e in live streaming sul sito http://www.orchestrasinfonica.rai.it. Con Slobodeniouk altri due grandi interpreti russi: il basso Aleksandr Vinogradov e il soprano Tatjana Pavlovskaja. Vinogradov interpreta la Suite su rime di Michelangelo Buonarroti op. 145°, per basso e orchestra, scritta da Šostakovič tra il 1974 e il 1975, l’ultimo anno della sua vita. L’opera è una riflessione sull’arte, l’amore e la morte, condotta a partire da testi di Michelangelo Buonarrori tratti dalle sue Rime, e tradotti in russo da Abram Efros.
Nella seconda parte un’altra  profonda meditazione sul tema della morte, su testi di García Lorca, Apollinaire, Küchelbecker e Rilke: la Sinfonia n. 14 op. 135 per soprano e basso (Vinogradov e Pavlovskaja), orchestra d’archi e percussioni, scritta da  Šostakovič nel 1969 ed eseguita per la prima volta a Leningrado il 29 settembre di quello stesso anno, sotto la direzione di Rudolf Barshai.
Il concerto è replicato venerdì 9 aprile 2010 alle 21, sempre all’Auditorium Rai di Torino. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1980) sono in vendita sia online che presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1980). Informazioni: 011.8104653 http://www.orchestrasinfonica.rai.it. (Dmitri_Slobodeniouk)

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Sindone. L’avventura di un mistero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

Rivoli (Torino), marzo 2010 Sarà in edicola con il quotidiano La Stampa a partire da giovedì 8 aprile, ormai alla vigilia dell’Ostensione del 10 aprile – 23 maggio, il volume  Sindone. L’avventura di un mistero (Elledici 2010, pp. 64, € 8,80 in più rispetto al prezzo del quotidiano).   In questo nuovo libro scritto da Giovanni Maria Ricci, giornalista e scrittore, e illustrato a colori da Anna Motta, disegnatrice e grafico editoriale, è la stessa Sindone a “raccontare” e a “spiegare” se stessa: il dettaglio “parlante” sono i pollini che si trovano su di essa. Come è noto, infatti, queste tracce sono attendibili testimoni della storia e della geografia del Lenzuolo.  L’obiettivo, naturalmente, non è offrire impossibili “soluzioni”, ma raccontare in modo inedito, avvincente e insieme rigoroso a un pubblico di lettori composto di ragazzi e famiglie perché la Sindone è un’immagine così venerata dai fedeli e altrettanto dibattuta dagli studiosi.
Il volume Sindone. L’avventura di un mistero verrà distribuito nelle edicole del Piemonte, della Valle d’Aosta e della Liguria (esclusa La Spezia), mentre nel resto d’Italia potrà essere richiesto all’edicolante tramite il servizio “M-DIS”. Ma sarà anche disponibile in libreria.

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Scienza: Mistero impenetrabile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

La scienza come lotta pro e contro la natura. Erwin Chargaff – Lindau – 2009 – pp. 240 – € 22,00. Nel pieno della maturità, Erwin Chargaff – grande scienziato e umanista dai vastissimi interessi – compì un’«acrobazia» sorprendente: balzò giù dalla groppa della tigre che aveva cavalcato con successo per tanti decenni (prima come chimico, poi come biochimico) e iniziò a denunciare con veemenza, appena mitigata da un’amara ironia, i pericoli insiti in una ricerca scientifica sempre più spregiudicata. L’accusa di Chargaff si indirizza in particolare nei confronti dell’ingegneria genetica, che procede con passo spedito verso la creazione della vita umana artificiale, scardinando l’ordine naturale e configurando un futuro pieno di incognite. La scienza – quanto meno la sua parte più intraprendente – pare aver scommesso tutto sul progresso tecnologico, sulla scoperta sensazionale, sulla violazione sistematica di ogni confine, incurante di qualunque obiezione di carattere etico. Per Chargaff si tratta di un errore fatale, alimentato da giganteschi interessi finanziari e riconducibile al riduttivismo meccanicistico della nostra epoca. Gli scienziati hanno smarrito il senso più autentico della ricerca, la forza liberatrice e propulsiva – innanzitutto sul piano ideale – che è all’origine della loro missione e presenza nella società.

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Teatro: 8 donne e un mistero

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Roma dal 28 gennaio al 7 febbraio 2010 teatro Ghione Via delle Fornaci 37  Caterina Costantini e Sandra Milo in una commedia di Robert Thomas adattamento di Caterina Costantini e Terry D’Alfonso con Anna Maria Ghirardelli – Maria Teresa Pintus – Shelagh Gallivan Nancy De Lucia – Carlotta Gargiulo – Rossana Colace Regia: Terry D’Alfonso In una villa della campagna francese, un uomo viene assassinato. A causa di una nevicata, i presenti rimangono tutti bloccati nella villa e senza telefono. Si tratta di otto donne, le quali hanno qualche relazione con il morto: la cameriera, la moglie, l’amante, le due figlie, la sorella, la suocera e la cognata, e tutte che avevano una motivazione per ucciderlo. Un delitto dell’unica figura maschile del testo, e quindi, lo spunto per rivelare il substrato di menzogne e inganni che accompagna la vita delle otto protagoniste. Il gioco al massacro delle accuse reciproche alla ricerca del colpevole, mette in luce la parte nascosta delle relazioni che intercorrono all’interno della famiglia. Le otto splendide protagoniste sono obbligate a confrontarsi con il lato oscuro della loro personalità, con i vizi, le ambizioni, troppo spesso celate per il quieto vivere borghese.Otto donne e un mistero è un testo che strizza l’occhio alle vecchie pellicole degli anni ’50, carico di un’atmosfera da technicolor, rappresentata sopratutto dagli abiti di fine sartoria, dalla scenografia carica di colori, dialoghi brillanti alla George Cukor, inserendovi un intreccio giallo alla Agata Christie, ma che racchiude in se anche l’essenza della cultura di oggi, dove i tradimenti e le menzogne dominano sui buoni sentimenti. Tel. 066372294 Orario botteghino: dal martedì al sabato 10,30 –13,00 e 16,00 –19,00 – Costo biglietti, € 22,00 platea intero, € 18,00 platea ridotto, € 18,00 galleria, galleria ridotto € 16,00 (più 2€ di prevendita).  Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 17,00 (otto donne)

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Il mistero del calzino bucato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Roma 8 – 20 dicembre 2009 Teatro Ghione Via delle Fornaci 37 Il mistero del calzino bucato. Scritto e Diretto da Marco Zadra con Marco MorandiMarco Zadra – Marco SpampyClaudia Campagnola – Morgana Giovanetti Antonella Salerno, Claudia Clerici, Giancarlo Porcari, Giorgia Guerra, Francesca Baragli, Tiko Rossi Vairo, Stefano Micchia, Alessandro Frittella Al Pianoforte Fabrizio Siciliano. Un vero e proprio cult della comicità romana; è lo spettacolo Il mistero del calzino bucato, scritto e diretto da Marco Zadra, che ne è anche protagonista insieme a Marco Morandi e Marco Spampy. In scena già da diverse stagioni, approda a grande richiesta al Teatro Ghione dall’ 8 al 20 dicembre 2009. Nel 2003 Gigi Proietti vedendolo lo scelse per   inaugurare la sala Ridotto del Brancaccio dove è andato in scena per due mesi, realizzando il tutto esaurito. Nell’ultima edizione del novembre 2008, quella con  Marco Morandi, al Teatro Sette, lo spettacolo ha ottenuto il record d’incasso giornaliero, settimanale e mensile del teatro, successo che gli ha consentito di approdare quest’anno in un teatro storico come il Ghione.   Siamo in Inghilterra, fuori piove ed una nebbia malefica avvolge la mente dell’Ispettore Pendleton, quando si trova a dover risolvere uno dei casi più complicati della sua lunga carriera di segugio presso Scotland Yard. Il 25 Dicembre viene ucciso in circostanze misteriose Lord Timothy Pinkerton, uno degli uomini più ricchi di Londra. Unico indizio un sinistro calzino destro bucato in corrispondenza del ditone. I sospetti cadono sui nipoti di Lord Pinkerton, destinati ad ereditare l’immensa fortuna dello zio, ed inizia così una serie di delitti e colpi di scena che contribuiranno a rendere ancor più misteriosa l’atmosfera di quello che ancora oggi viene considerato il più classico dei gialli. Ambientato in una tipica casa inglese abitata da personaggi strani : l’immancabile maggiordomo, una cameriera non proprio inglese, un pianista cieco, una vecchia zia rimbambita, dei nipoti avidi e soprattutto un feroce quanto insospettabile assassino destinato, prima o poi, a finire nella trappola tesagli da Scotland Yard ! Costo biglietti, € 22,00 platea intero, € 18,00 platea ridotto, € 18,00 galleria, galleria ridotto € 16,00 (più 2€ di prevendita).  Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 17,00 (marco zadra, morandi)

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La bellezza nella parola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

L’arte a commento delle letture festive – anno C Come nei due precedenti volumi, l’Autore commenta i testi biblici di tutte le domeniche dei diversi tempi liturgici (Avvento, Natale, Quaresima, Triduo Pasquale, Pasqua e Tempo Ordinario) e le feste e solennità facendo precedere al testo scritto una tavola a colori che riproduce un’opera d’arte, che diviene essa stessa commento ai testi. Inoltre, all’inizio di ogni tempo liturgico, viene proposta una introduzione che aiuta il lettore a comprendere il mistero dell’anno liturgico. di Timothy Verdon Edizioni San Paolo 384 pagine € 44,00

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Il mistero che ci circonda e le certezze che ci sfuggono

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

(Edizioni fidest: racconti brevi di Riccardo Alfonso) Un al di là che non è morte, non è il nulla, ma l’inizio, da una fine. Il resto è strettamente personale. Egli ha guardato dentro la mia vita, è andato oltre il presente e mi ha parlato degli anni che ancora avrei dovuto vivere prima che si compiesse la naturale conclusione. Anni per i quali il mio unico destino era quello dello “osservatore.” Guardare e riferire. Ma a chi? Qui sta il vero aspetto della questione. Il nonno della mia storia infinita ha guardato ed ha riferito ai suoi nipoti e a quelli degli altri nonni, fatti e circostanze ammantate di storie ora piacevoli ed ora mescolate a dosi di fantasia come si conviene, ad esempio, ad un bimbo che deve prendere una purga amara e stomachevole come l’olio di ricino e gli si promette in premio una cioccolata, o un dolce. Il vecchio ha “osservato” ed ha riferito, quindi, a quelle che saranno le future generazioni. Ma vi è anche un altro modo di riferire più spirituale ed intimo. Pensiamo a chi ha commesso un peccato e si confessa o è la sua anima che si confessa con se stessa e gli effetti si evidenziano con il rimorso. Vi sono anche altri due modi d’utilizzare il ruolo dell’osservatore. Nel primo caso è colui che funge da residente in un dato luogo e s’imbatte in un viaggiatore che si rivolge a lui per chiedergli alcune informazioni sul posto dove si trova e quale strada debba percorrere per raggiungere la sua meta. Nel secondo, l’osservatore, da morto, lascia una sorta di “scatola nera” nella quale sono riassunte le notizie più importanti da affidare a chi s’impegna al recupero dell’oggetto. Questo “dialogo” verso un qualcosa che noi non riusciamo a definire razionalmente e che solo in particolari circostanze ne ammettiamo la possibilità, come il caso di Gesù che si rivolse al Padre nell’intento di respingere l’amaro contenuto del calice che gli era stato offerto o di bimbi che si intrattengono con una “misteriosa signora” a Lourdes o a Fatima, non è facile d’accettare. Eppure non vi è secolo, dalle origini dell’essere umano ad oggi, che non si riportano notizie di persone che parlano o incon-trano o sono folgorate da segni evidenti (pensiamo alle stimmate) da “entità” che non appartengono al nostro mondo e che per professione di fede noi definiamo santi, angeli, beati. La stessa mitologia greca ci ha abituato a convivere con divinità che comparivano e scomparivano o cambiavano forma di continuo. Vi sono persino particolari forme di pazzia che lasciano intravedere individui in realtà inesistenti ma che la mente “costruisce” con dovizia di particolari. Possiamo dire, in buona sostanza, che è tanta l’insicurezza che noi abbiamo sulla ragione ultima che ci fa vivere e morire, che spesso confondiamo il reale dal fantastico ed in tal modo corriamo il rischio di cancellare i segni autentici da quelle fasulli e devianti. D’altra parte non è facile accettare quanto di cattivo e di perverso è in noi allorché siamo gli artefici di tanti mali, mentre su un diverso versante la scienza incomincia ad indicarci percorsi di tutt’altra natura come corpi celesti che viaggiano alla velocità della luce o la superano, dove persino dei fenomeni esoterici possono trovare una spiegazione logica ed essere inquadrati in facoltà paranormali di cui taluni soggetti sono dotati sia pure inconsapevolmente. E’ che della vita sappiamo ancora pochissimo e di ciò che ci attende, ammesso che vi sia un dopo, di là della vita ancora meno. Ma l’osservatore non può dubitare che vi sia qualcuno ad attenderci per traghettarci sull’altra sponda e che vi sia qualcuno ad attendere da noi un messaggio più aperto alla fede, alla giustizia e alla solidarietà per permetterci di riscattare le nostre debolezze e a rigenerare quel gesto d’amore che sembra essersi smarrito nella notte dei tempi.

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Enciclica Redemptor Hominis

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

Roma. Si svolgerà i prossimi martedì 10 e mercoledì 11 marzo, presso l’aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense, il convegno intitolato A 30 anni dalla Redemptor Hominis. Memoria e Profezia.  Organizzato dal Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis, il simposio intende celebrare, con due giornate di studio, il trentesimo anniversario della pubblicazione dell’enciclica inaugurale di Giovanni Paolo II incentrata sul mistero di Cristo, redentore dell’uomo. Il convegno, strutturato in due giornate e suddiviso in quattro sessioni, intende riproporre in che senso l’uomo concreto costituisca l’imprescindibile via di Cristo e della Chiesa, come cioè l’esistenza umana valga in quanto punto di contatto tra Dio e l’uomo. La pastorale intesa come l’agire della Chiesa, ha bisogno, infatti, di non perdere questo fondamento che giustifica la sua attenzione ed il suo impegno in tutti i campi dell’umano, anche in quelli apparentemente meno “teologici”, come le questioni sociali ed economiche, la vita familiare e il destino eterno dell’uomo.  Introdotti dal Preside del Redemptor Hominis Dario E. Viganò, numerosi saranno gli studiosi e i testimoni che si alterneranno durante le due giornate. Oltre al Rettore Magnifico della Lateranense S.E. Mons. Rino Fisichella e ai professori stabili dell’Istituto Pastorale, interverranno S. Em. il Card. Angelo Scola, S. E. Mons. Luigi Negri, i Proff. Sergio Lanza, Philippe Chenaux, Stanislaw Grygiel, Silvano Petrosino, il Dr. Gian Guido Vecchi e il Dr. Aldo Maria Valli, l’On. Rocco Buttiglione, e il Presidente Ettore Gotti Tedeschi.

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