Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘mistificazioni’

Scoprire e riflettere la verità

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

Roma-bocca della verità

Image via Wikipedia

Gli antichi romani la sapevano lunga allorchè affermavano: “veritas odium parit” (la verità genera odio). Detto ancora più realistico se lo rapportiamo ai fatti odierni. Scoprire e riflettere la verità che sappiamo è dentro e intorno a noi rischia di diventare un “delitto di lesa maestà” per chi l’ammanta di parole mielate, di abili mistificazioni. La menzogna diventa il frutto di una propaganda intesa come strumento di governo della popolazione secondo il ben oliato marchingegno che il popolo vada illuso, blandito, ingannato. Le notizie vanno plasmate, mondate dalla brutalità della verità, dalla buccia della riflessione, dalla scoperta del suo contenuto. Le notizie non devono inculcare valori e meno che mai dischiudere una forza organizzata, rafforzare le responsabilità, intravedere un cambiamento sociale. Le notizie devono essere Instrumentum regni per farle diventare una forza organizzata al governo per la sudditanza. E tutto questo affannarsi a paludare il rito della verità di enormi panni menzogneri diventa una forza per legittimare la costruzione del consenso fatto, per lo più, come negazione della realtà, come violenza da esercitare sui valori, sulla dignità e sul rispetto di se stessi. E la nostra cosiddetta civiltà ha anche esaltato un’altra parola: l’ipocrisia per abbeverare i più ingenui alla fonte dei dotti pedagoghi che predicano bene e razzolano male. Così si completa il quadro che fa della verità il peggiore dei mali, il più ricercato dalla giustizia, il male incurabile della nostra umanità, il pericolo pubblico numero uno. Alla fine della verità non vi sarà più traccia se non nei manicomi pieni dei predicatori di verità, la parola più folle del mondo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Italiani: me li gioco come voglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Senza andare molto lontano nel tempo bastano alcuni episodi di questi ultimi giorni per capire quanto sia facile governare il nostro paese e trarne lauti profitti. Ci rifilano di tutto a colpi di promesse, mistificazione della realtà, show mediatici con imbonitori da strapazzo e quel che ne segue. C’è da chiedersi, a questo punto, se abbiamo toccato il fondo o ci resta ancora un tratto da percorrere anche se è arduo solo immaginare che si possa fare di più dopo i limiti che stiamo toccando. Certo che se qualche buontempone avesse messo in giro la voce che il nostro presidente del consiglio si fosse presentato a Lampedusa per informarli che vi aveva comprato casa pagandola due milioni di euro, che si riprometteva di aprire un casinò e che avrebbe presentato la candidatura a premio Nobel per la Pace al comune disastrato dall’emergenza migratoria e fossimo al primo aprile non credo che i giornali ne avrebbero parlato anche in presenza di telecamere. Ed invece è tutto vero. E’ tanto vero che anche la notizia che le 40 vichinghe del rais Gheddafi si trovano a Milano in attesa di ricongiungersi con il loro patron e che per l’occasione sono state ordinate 40 divise di poliziotte (a spese del Ministero degli interni) non sembra tanto strana, anzi potrebbe essere classificata verosimile a tutti gli effetti. Ciò che intendo dire è che siamo giunti ad un punto nel quale tutto diventa accettabile e digeribile dagli italiani tanto che chi le dice e ancor più chi le fa sa che in ogni caso può farla franca, anzi se si presenta alle elezioni diventa il più gettonato. Questi italiani, pare dire: “me li gioco come voglio” tanto sono…. E’ proprio così? Ma. Certo che è strano… (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Patrimoniale: svolta liberale del premier

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

“Capezzone non si illuda: stavolta nel tranello del ‘PD partito delle tasse’ non cadrà nessuno.  È  un film che abbiamo già visto: mistificazioni, negazione della verità, campagne orchestrate di comunicazione fondate su un unico messaggio reiterato ossessivamente. Nel 2006 riuscirono a farla franca e a recuperare consensi, giovandosi soprattutto delle posizioni ideologiche e di retroguardia brandite da una parte della sinistra radicale e massimalista. Oggi – e lo dico anche a Bertinotti che stamane ha voluto rispolverare la patrimoniale, forse in preda alla nostalgia  – quelle posizioni non appartengono al PD e non appartengono al centrosinistra. Lo ripeteremo  fino alla saturazione: primo, non abbiamo mai proposto, e mai proporremo, l’introduzione della patrimoniale. Secondo, i livelli della pressione fiscale sono i più alti di sempre:  43,5%, alla faccia delle eterne promesse del premier. Terzo, il PD ha presentato pubblicamente un suo pacchetto di proposte sul fisco, sull’impresa, sulla famiglia, sui giovani, che non solo non prevedono alcun aumento della pressione fiscale ma che, in parte, possono essere realizzate anche a costi zero, attraverso una riqualificazione intelligente e coraggiosa della spesa pubblica. Venerdì e sabato porteremo avanti il percorso avviato a Roma e a Varese per presentare nell’Assemblea nazionale del PD le altre nostre idee sul Paese che vogliamo costruire o, meglio,  ricostruire.  In tre anni il governo non  ha fatto nulla né sul versante fiscale, né su quello, fondamentale, del sostegno alla crescita. La svolta liberale di Berlusconi è un’illusione, un gioco di prestigio, nient’altro che una ‘fiction’ come quella che sta sceneggiando con la sua verità alternativa sul ‘ruby gate’”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, Paola De Micheli, deputato  e responsabile PMI del PD e tra i fondatori dell’Associazione di Enrico Letta.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ru486 e le mistificazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, durante un suo tour elettorale in Emilia Romagna ha avuto occasione di esprimersi sul prossimo arrivo della pillola abortiva Ru486 nelle strutture sanitarie italiane: “provvederemo ad iniziative di rilevanza penale” se le abortienti non saranno sottoposte al ricovero ospedaliero così come prevede la legge 194 sull’aborto; “non consentiremo l’aborto a domicilio”. Il nostro senatore vorrebbe far intendere una sorta di obbligo al ricovero, ma dimentica che, salvo il ricovero coatto, non c’è nessuna legge che possa imporre ad un paziente di stare in ospedale senza la propria volontà. E allora a cosa servono queste affermazioni, tra l’altro non nuove, ma ripetute alla noia? Nel nostro caso ciò avviene con conseguenze disastrose, che se fossero applicate, minerebbero la medesima esistenza democratica del sen. Gasparri: una società in cui le donne che abortiscono dovessero essere costrette al ricovero farebbe accapponare la pelle anche al più riottoso anti-abortista purchè democratico. A poche settimane dall’arrivo della pillola abortiva: il Poligrafico dello Stato sta terminando in questi giorni la stampa delle etichette e poi’ la francese Exelgyn cominciera’ l’esportazione verso l’Italia, anche se al momento sono solo sei le Regioni pronte (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trento e Veneto) mentre le altre aspettano il dopo elezioni regionali ed eventuali indicazioni ministeriali. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’era ghedaffiana

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2009

(Settima parte) Posso considerarla una coincidenza se preciso che nello stesso anno, il 1988, il mondo celebrò il 40° anniversario della dichiarazione mondiale dei diritti dell’uomo da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu?  Di certo, a mio avviso, non fu casuale perché ai rituali celebrativi aveva chiara la visione della condizione umana che beveva i diritti dal calice dell’inganno e delle mistificazioni. Ricordo, in proposito che fu sempre, il 1988, a mostrarci l’altra faccia della realtà e gli esempi che ci prepariamo a elencare sono una chiara dimostrazione dell’esistente: I violenti disordini spesso sanguinosi, in Sud Africa, per chiedere l’abolizione della discriminazione razziale ed il conferimento di tutti i diritti politici ed economici agli abitanti neri indigeni. Le rivolte popolari in molti stati africani, per protestare contro l’aggravarsi delle crisi economiche, il diffondersi della corruzione amministrativa e lo sperpero del denaro pubblico in inutili progetti e contro l’uso della repressione per soffocare la libertà. Le innumerevoli forme di ribellione, rivoluzione, disobbedienza in America Latina, miranti a liberarsi dai regimi dittatoriali: l’esempio più evidente è il voto espresso dal popolo cileno contro la dittatura di Pinochet. In proposito non deve sembrarci sorprendente la circostanza che, dopo dieci anni, si disquisisce ancora se perseguire legalmente o no i crimini di cui è stato mandante questo “dittatorello sud americano”. Si sa, inoltre, che l’imbarazzo di taluni Stati è dettato da connivenze e “inciuci” praticati a piene mani durante il potere esercitato nel suo paese da Pinochet. Così ci troviamo con una Gran Bretagna, ritenuto un Paese con le sue più antiche e consolidate forme di democrazia compiuta, che non sa che pesci pigliare nonostante che è noto, oramai a tutti, di quali crimini si sia macchiato il generale cileno. E’ questa la dimostrazione più evidente del come sia facile sostenere i principi e guardare dall’altra parte quando si chiede, d’essere conseguenti. Purtroppo non è il solo caso e non citiamo, di certo, ciò che potrebbe accadere solo in un mondo dei barbari e di miscredenti. Le manifestazioni, le occupazioni e scontri con le forze dell’ordine nella maggior parte dei paesi asiatici per esprimere il malcontento locale di fronte a metodi repressivi e brutali usati dai regimi al potere nei confronti delle opposizioni: la vittoria della signora Benazir Buhtto nelle elezioni parlamentari in Pakistan è solo un esempio della grande oppressione in cui vivevano i cittadini all’epoca del suo predecessore perito in un incidente aereo. Le crisi ed i moti in Europa, specie quella orientale, con slogan inneggianti alla democrazia, per rivendicare il consolidamento delle linee liberali, prima di tutto la libertà d’opinione e d’espressione. L’attività del sindacato “Solidarnosh” in Polonia, caratterizzata da molta serietà, impegno e consistenza organizzativa e attaccamento ai propri principi, è stata un esempio evidente del rifiuto delle masse all’idea del partito unico, della dottrina e dello slogan unico. Le sommosse popolari nelle regioni del Grande Magreb Arabo, e che sono finite, per nostra fortuna, con risultati di buon auspicio, hanno dato la misura di un disagio reso insostenibile tra le masse. Ricordiamo che in Algeria, dopo una serie di sommosse popolari, si giunse a un accordo ponendo fine al regime del partito unico e nel concedere alle masse una maggiore libertà e partecipazione libera alle decisioni politiche. In Tunisia, invece, è apparsa una nuova lea-dership politica che ha permesso il pluripartitismo ed ha concesso la libertà promettendo d’estirpare la corruzione e trovare soluzioni eque alle crisi sociali. Nel regno del Marocco, a sua volta, è diminuito il peso del problema del Sahara e la classe media ha ripreso il suo ruolo principale nelle decisioni politico-sociali. In Mauritania sono avvenuti movimenti simili, che hanno portato a rinsaldare i legami e a consolidare la comprensione tra le masse e le autorità governative.   L’Intifada, in Palestina, già nell’ultimo mese del 1987, iniziò la “rivolta delle pietre” che riassunse il suo potenziale, la sua estensione e la sua organizzazione ponendola all’attenzione di tutto il mondo. Il documento verde, quindi, diventa un contro altare ai pronunciamenti occidentali per significare che non bastano le parole e i buoni propositi per costruire una società egualitaria, ma bisogna essere in grado di misurarsi con il vissuto e soprattutto di dare il buon esempio. Il Libro verde sollecita i figli della società a distruggere molti totem ideologici e a respingere quegli assiomi, oramai vecchi, e insegna, a tutti, la ribellione contro le tradizioni pietrificate e a combattere tutte le forme di discriminazione tra gli uomini.  Significa creare la società delle masse. Quella, per intenderci, che si fonda sulla democrazia reale, sulla legge naturale rappresentata dalla norma e dai principi religiosi sull’attività economica rivolta al soddisfacimento dei bisogni materiali delle masse e per la loro felicità, al miglioramento delle condizioni sociali attraverso una società di liberi soci e alla liberalizzazione delle terre abolendo il concetto di proprietà. E’ la pura riaffermazione della libertà e dell’uguaglianza contemperando un preciso equilibrio tra l’interesse dell’individuo e quello della società. Siamo, in definitiva, davanti alla nascita di un terzo sistema che raggruppa i pregi dei due precedenti e utilizza le esperienze e le lezioni passate per crescere in armonia con le leggi dell’Uni-verso. Questa costante, nella ricerca di un equilibrio tra i diversi bisogni, che coinvolgono il genere umano, è un qualcosa di dinamico e non di statico.  Significa che il processo rivoluzionario è continuo e inarrestabile e che la sua stessa periodica revisione è prevista e accettata come un logico percorso.  Significa, anche, che l’individuo deve imparare a costruire la società in cui vive, con la sua attiva partecipazione, senza delegare a nessuno la sua sovranità, il suo concetto di libertà, la sua voglia di crescere in armonia con i suoi vicini e con la società tutta. Significa avviarci alla costruzione di un mondo delle masse in cui i popoli possiedono il potere, le risorse e le armi; un mondo nel quale scompaiono i governi e si liberano i gruppi, e i popoli e le nazioni possono finalmente sottrarsi dal pericolo delle guerre per stabilire un mondo pervaso dalla pace, dalla concordia, dall’amore e dalla cooperazione. E’ il solo modo per sconfiggere le forze del male siano esse rappresentate con le corna o meno. Non sono i soliti spauracchi della storia di cui assumiamo, nel bene e nel male, l’eredità, ma è quanto ci corrode all’interno tra la ricerca del bene comune e i propri egoismi. Quelli che dobbiamo sconfiggere sono i nostri fantasmi, quelli che credono di poter contare ancora su uno spazio disponibile per bivaccare, come hanno sempre fatto, nei nostri cuori e nelle nostre menti. E’ l’ora di mandarli a ramengo per cancellarli definitivamente e irrevocabilmente dai nostri cuori e dalle nostre menti.

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »