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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Natale: i consigli della SIPPS per le festività ‘a misura di bimbo’

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

In occasione delle festività di Natale e Capodanno, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce ai genitori utili consigli per trascorrere questi giorni ‘a misura di bimbo’, stilando un decalogo per mamme e papà che contiene importanti messaggi educazionali per ciò che riguarda l’alimentazione, il tempo libero e la sicurezza dentro e fuori le mura domestiche.“Il Natale – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – rappresenta un importante momento da trascorrere in famiglia, cercando di vivere momenti di gioia e serenità. La salute dei nostri figli è importante, sia quella fisica sia quella legata al benessere psico-emotivo. Durante questi giorni di vacanza, allo svago, al gioco e alla distrazione i bambini dovrebbero dedicare il proprio tempo anche ad attività che spesso tralasciano: il riposo, ad esempio, è fondamentale per i più piccoli, così come si dovrebbe evitare di esporli a dannosi stimoli sonori. L’auspicio è che le festività natalizie, oltra a lasciare un bel ricordo, siano vissute all’insegna della serenità e del recupero di tanti valori che oggi sembrano persi ma dei quali la nostra società ha davvero bisogno, anche per guardare al nuovo anno con la maggior fiducia possibile”. Questo il decalogo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:
· Insegnare ai bambini il rispetto degli altri e dare loro esempio attraverso un gesto di solidarietà può essere un modo semplice ed efficace per trasmettere loro il significato più profondo di questi giorni di vacanza. Il Natale dovrebbe infatti essere la festa della condivisione e della fratellanza.
· Mai discutere di fronte ai propri bambini. Lo stato d’animo dei genitori si ripercuote, inevitabilmente, su tutta la famiglia e spesso le festività natalizie si trasformano in un pretesto per dare sfogo a conflitti e tensioni spesso sopite. Le vacanze diventino, dunque, un momento di convivialità e di unione.
· Leggere sempre con attenzione le etichette degli alimenti: è una buona abitudine da trasmettere ai propri figli per renderli consapevoli di cosa stanno mangiando. Da non trascurare, ovviamente, le etichette e il foglietto illustrativo dei farmaci: rivolgersi sempre al pediatra per il loro corretto utilizzo e in caso di dubbi.
· Dare alla frutta un ruolo di primo piano sulle tavole imbandite. Arance, mandarini, mele, pere, melograni, ad esempio, apportano sempre un tocco di colore e allegria e, pur rispettando le tradizioni di ogni Regione, non bisogna far mancare ai bimbi un giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali.
· Evitare assolutamente gli eccessi alimentari. Ogni anno i Pronto Soccorso registrano casi di bimbi ‘intossicati’ a causa delle abbuffate natalizie.
· Diversificare il più possibile le attività. Inoltre, i bambini che vanno a scuola, dovrebbero fare i compiti un po’ alla volta per renderli meno pesanti.
· Non fate diventare i piccoli schiavi della tecnologia: davanti a cartoni animati, computer e videogiochi, i bambini si incantano, senza poi contare quelli che ormai hanno sempre lo smartphone in mano. Portate i vostri figli almeno un paio d’ore all’aria aperta o invitate a casa i loro amici.
· Trovare una via di mezzo tra la monotonia e i sovraccarichi di ogni genere. Passati i 15-18 mesi qualche trasgressione può essere concessa, ma l’organismo del bambino necessita di regolarità.
· Comprare giocattoli a norma e dunque certificati dal marchio CE, puntando al loro corretto utilizzo. La sicurezza riguarda poi anche lo sport: bisogna rispettare le norme basilari (comportamentali, gradualità, eventuale appoggio a un istruttore) fare uso di opportune dotazioni protettive, oltre ad alcune abitudini, come quella dei fuochi di Capodanno, purtroppo funestate da incidenti ogni 31 dicembre.

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Oncologia: le cure su misura

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

L’oncologia di precisione è in grado di migliorare le percentuali di sopravvivenza nella fase metastatica della malattia, fino a raddoppiarle. Notevoli anche i risparmi, grazie all’utilizzo delle terapie mirate solo nei pazienti che ne possono beneficiare, evitando inutili tossicità e i ricoveri in ospedale. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Oncotarget nel 2018, condotto da ricercatori dell’Università di Stanford. La sopravvivenza mediana dei pazienti trattati con l’oncologia di precisione è stata di 51,7 settimane rispetto a 25,8 settimane dei pazienti che hanno seguito la chemioterapia standard (o la migliore terapia di supporto). Netta anche la differenza nei costi. Ogni settimana di trattamento con l’oncologia di precisione ha comportato un esborso di 2.720 dollari, rispetto a 3.453 con le cure tradizionali. L’approccio che sta rivoluzionando il trattamento del cancro è al centro del XX Congresso Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in corso a Roma. “Devono essere istituiti quanto prima i Molecular Tumor Board, cioè team multidisciplinari che possano garantire l’integrazione e il confronto tra le diverse figure professionali coinvolte (oncologo, biologo molecolare, genetista, anatomo-patologo e farmacologo) che, grazie alla loro esperienza, permettano una corretta interpretazione dei dati genetici e molecolari e la scelta della strategia terapeutica adeguata – spiega Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. L’istituzione di un Molecular Tumor Board è il primo passo per garantire al paziente questa multidisciplinarietà e l’accesso ai trattamenti personalizzati. Il concetto di oncologia di precisione prevede che specifiche alterazioni di una sequenza genica diventino l’obiettivo di un trattamento individualizzato. Alla base della precisa selezione del paziente in relazione alle caratteristiche molecolari della neoplasia, vi è il potenziale beneficio clinico maggiore e per un tempo più lungo, rispetto al trattamento con la classica chemioterapia. Si passa, così, dall’approccio tradizionale che prevedeva la classificazione del tumore sulla base dell’organo da cui prende origine e del tipo istologico, a quella basata sul profilo molecolare”. Nello studio pubblicato su Oncotarget, è stata realizzata anche un’analisi separata dei costi relativi a 1.814 pazienti in fase terminale per verificarne l’andamento negli ultimi 3 mesi di vita. A ulteriore conferma dei risparmi ottenibili con le terapie mirate, nelle 93 persone trattate con queste armi si è osservata una spesa inferiore del 6,9% rispetto alla chemioterapia. In questo lavoro, i pazienti sono stati selezionati effettuando una profilazione dei geni grazie a una nuova tecnologia, la next generation sequencing (NGS). “I progressi nel campo della genomica sono resi possibili dal recente sviluppo di nuove piattaforme che consentono di effettuare il sequenziamento di un più ampio numero di geni rispetto ai metodi precedenti, con tempi ridotti per l’analisi e un aumento della sensibilità, con lo scopo di identificare le mutazioni corrispondenti a specifici bersagli molecolari su cui scegliere i farmaci mirati – afferma Antonio Marchetti, ordinario di anatomia patologica e Direttore del Centro di Medicina Molecolare Predittiva dell’Università di Chieti.
“Il nuovo approccio diagnostico-terapeutico alle neoplasie, che integra criteri clinico-patologici con le analisi molecolari, si riflette anche nella conduzione delle sperimentazioni cliniche – conclude la Presidente Gori -. La classificazione basata sul profilo molecolare causa una segmentazione delle neoplasie in numerosi sottotipi molecolari, nei quali rientrano sottogruppi di pazienti poco numerosi. Sono stati, pertanto, sviluppati nuovi disegni di studi clinici (i cosiddetti basket trial e umbrella trial), in cui i pazienti vengono reclutati sulla base delle caratteristiche genetiche e molecolari della neoplasia, con lo scopo di somministrare un trattamento solo ai malati potenzialmente più responsivi, riducendo l’utilizzo di farmaci inefficaci e comunque tossici, nonché i tempi di sviluppo delle nuove terapie e i costi associati”.

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“Restart – Reddito di inclusione: la misura necessaria”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

Roma, 11 luglio alle ore 9.30 via dei Frentani 4 “Restart – Reddito di inclusione: la misura necessaria”. È il titolo dell’iniziativa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil e in programma mercoledì 11 luglio a Roma presso il Centro congressi Frentani in via dei Frentani dalle ore 9.30 alle ore 13,30. Al centro il tema del reddito di inclusione e una sua valutazione alla luce dei primi dati disponibili che mettono in evidenza alcuni elementi significativi: le infrastrutture necessarie alla sua attuazione, le ricadute sul personale e sull’organizzazione dei servizi, le profonde differenze territoriali, l’insufficienza delle risorse umane e materiali dedicate. Partendo così dal confronto tra le diverse misure di protezione sociale adottate in Europa, l’iniziativa della Fp Cgil fornirà elementi di conoscenza e di riflessione sul tema: contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.Il programma dell’iniziativa, che sarà coordinata da Lorella Brusa (Politiche per l’inclusione Fp Cgil), vedrà interventi su: ‘Il Reddito di inclusione in Italia’, a cura di Giordana Pallone (Dipartimento Welfare Cgil); ‘Europa: sistemi di protezione sociale a confronto’, a cura di Salvatore Marra (Politiche Europee ed Internazionali Cgil) e Enzo Bernardo (Responsabile Politiche Internazionali Fp Cgil); ‘Il Reddito di inclusione e lotta alla povertà’, a cura di Michele Raitano (professore associato Politica Economica – Sapienza Università Roma); ‘Le infrastrutture necessarie’, a cura di Alessandro Purificato (Capo Area Funzioni Locali Fp Cgil); ‘L’esperienza dei Servizi Sociali Comunali e dei Centri per l’impiego’, a cura di Laura Paradiso (Assistente Sociale Rsu Comune di Roma) e di Ilaria Raimondi (Operatrice Centro per l’impiego Riccione). A seguire il dibattito e, infine, le conclusioni dei lavori affidate alla segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.

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La crescita tecnologica e la misura del divenire collettivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

ricercatoreLa ricerca medica, la pratica che ne segue, l’esperienza clinica dimostrano che abbiamo toccato un punto di non ritorno.Se vogliamo che si compia il grande passo che c’induce a ritenere la conclusione del ruolo sino ad oggi svolto da tutte le componenti dell’universo sanitario nella prevenzione e nella cura dei mali che ci affliggono, dobbiamo volgere lo sguardo altrove.
La medicina non potrà più essere appannaggio di speculazioni commerciali, di profitti a beneficio d’interessi personali o di gruppi cosi come accade oggi con le società farmaceutiche che producono farmaci e la ricerca scientifica che opera dentro le loro strutture e spesso è finalizzata a ben diversi scopi rispetto a quello primario in difesa della salute umana.Oggi, forse, i segnali in questo senso sono ancora molto deboli per avere qualcosa di più di una percezione che ci possa permettere di vedere con chiarezza quanto si sta maturando sotto i nostri occhi. E’ perché siamo ancora troppo accecati dalle logiche del profitto, dall’avidità dei singoli, dagli interessi di bottega, dal concetto che la salute non sia un diritto universale ma un bene accessibile solo per chi dispone di un reddito, di una posizione sociale di riguardo. Uscire da questo tunnel non è facile perché occorre superare molti tabù, radicate convinzioni, la logica di chi continua a credere fermissimamente in un mondo diviso in due distinte parti tra chi ha e chi è. Tra la massa dei servus servorum dei e la schiera degli eletti e ai quali tutto è dovuto, niente è precluso.
Cito a questo riguardo “L’ultima fatica di Save the Children” nel suo rapporto intitolato “Nati per morire”, dove si denuncia che ogni anno 6,3 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono e tra questi 2,8 milioni sono neonati. Il documento misura l’indice di rischio mortalità mamma-bambino e propone diverse soluzioni per ridurre questa catastrofe. Così si muore per colpa dell’eterno conflitto tra il diritto alla vita e al vivere.
E’ l’eterna lotta che si ripropone dalle ceneri della storia tra plebei e patrizi. Tra chi comanda, e tutto gli si deve, e chi è a lui sottoposto ed è senza diritti soffocato com’è dai doveri. E la medicina è uno di questi gingilli preferiti dal potente di turno per il suo benessere e poco importa che il suo accesso sia proibito ai paria. Sono creature inutili e possono solo servire da cavie.
Se questo giudizio può apparire alquanto drastico e severo e persino cinico lo si deve al fatto che mi giunge intollerabile che ancora oggi mentre la medicina fa passi da gigante vi siano milioni di persone che muoiono per l’impossibilità d’accedere ai farmaci salvavita non avendo la disponibilità economica per farlo.
Qualcuno leggendo quanto scrivo può legittimamente chiedersi perchè solo ora mi sono reso conto o per lo meno ho affrontato il problema in un modo così risoluto per non dire definitivo.
E’ che la miccia è stata accesa casualmente da uno studio condotto e coordinato da Antonio Filippini dell’Università Sapienza e da Antony Galione della Oxford University. Egli ha identificato un meccanismo alla base della generazione dei vasi sanguigni, precedentemente sconosciuto.
I risultati, sono stati pubblicati dalla rivista internazionale PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences USA) e hanno dimostrato che è possibile inibire selettivamente una specifica catena di reazioni attivata dal VEGF, provocando il blocco dell’angiogenesi. Il meccanismo individuato in questa ricerca permette infatti di fermare più a valle e in modo specifico la proliferazione e migrazione delle cellule endoteliali, senza interferire con altre funzioni essenziali della proteina. Infatti, bloccando l’attività com-plessiva del VEGF si innescano una serie di “contromisure” causate dall’inibizione di tutti i recettori e di tutte le reazioni elettriche che annullano o attenuano gli effetti dei farmaci anti-angiogenici.
La ricerca apre nuove prospettive per lo sviluppo di farmaci ancora più intelligenti di quelli attuali. “Sarà fondamentale valutare – spiega Antonio Filippini – gli effetti dell’inibizione di questo specifico pathway, che ha fornito brillanti risultati in modelli sperimentali, nell’angiogenesi tumorale e in pazienti oncologici”.
Il progetto è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Anatomiche Istologiche Medico-Legali e dell’Apparato Locomotore della Sapienza di Roma, l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e il Dipartimento di Farmacologia della Oxford University in Inghilterra. Del gruppo di ricerca della Sapienza fanno parte Annarita Favia, Guido Gambara, Elio Ziparo, Fioretta Palombi e Antonio Filippini.
Fin qui la notizia. L’innesco che ha provocato può apparire poco visibile a un osservatore occasionale, ma per me è stata la dimostrazione che ci stiamo avviando a tracciare un percorso nuovo dove la funzione della terapia medica farmacologica, andando persino di là di quanto segnalato dalla precedente nota tende a integrarsi con l’alimentazione e a renderla, a sua volta, più efficace per uniformarsi alle esigenze del nostro corpo e per evitare i rischi di malattie e d’infezioni virali e batteriche. Da qui derivano molte altre considerazioni di merito che lascio all’intuizione di chi mi legge dedurne e che mi sembra non possono che rendere ovvia la sua naturale conclusione nel senso da me indicato.
Quanto tempo ci vorrà è difficile dirlo. Questo ciclo presenta indubbi ostacoli di non facile superamento. Ma se in qualche modo riusciamo, percorrendo questa strada, ad “alimentare curando” per la tutela della vita resta a monte un altro problema che è quello di pervenire a una drastica riduzione della natività. (Centro studi scientifici della Fidest)

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Terapie su misura contro l’asma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

asma-bronchialeAnche nelle malattie respiratorie il futuro è la medicina personalizzata. Gli esperti già oggi hanno la possibilità di distinguere diversi tipi di asma, capire grazie a test innovativi quali differenti proteine infiammatorie sono responsabili della malattia e di conseguenza quale terapia mirata deve essere somministrata per ogni singolo paziente. La conferma giunge dal primo meeting internazionale dal titolo “Focus on upper & lower airways disease”, appena concluso a Genova e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «L’asma è un target della medicina personalizzata da quando abbiamo la possibilità di selezionare i pazienti utilizzando i biomarcatori» spiega Giorgio Walter Canonica, Presidente del congresso, Docente di Asma e Allergia Clinica al Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Humanitas di Rozzano, Milano e al Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Genova. «Grazie ai biomarcatori possiamo identificare il meccanismo che provoca la malattia in un determinato paziente. Con una diagnosi precisa la medicina personalizzata può garantire diversi vantaggi: la scelta della terapia più efficace e dell’inalatore più appropriato per ogni paziente; lo sviluppo di una rete tra centri di riferimento qualificati per gestire i pazienti con asma severa; lo sviluppo di farmaci biologici come nuovo approccio terapeutico nei pazienti con asma severa».
Sono diversi i test diagnostici che possono aiutare nella differenziazione dei pazienti con asma, alcuni già disponibili, e altri nel prossimo futuro. Tra questi le tecniche di imaging come l’imaging ottico in vivo con sonde fluorescenti degli infrarossi vicini per monitorare l’infiammazione del tessuto polmonare. Per valutare i cambiamenti del tessuto polmonare dovuti all’asma, i ricercatori hanno usato anche la tomografia micro-computerizzata. Anche un semplice esame del sangue potrebbe diventare uno strumento estremamente efficace per guidare le cure in chi soffre di asma, grazie alla conta degli eosinofili. «Sono cellule infiammatorie che si trovano nel sangue circolante e nei diversi tessuti e la cui quantità si correla all’intensità di alcune malattie polmonari e delle vie aree, prime fra tutte l’asma» precisa Canonica. «Quindi arrivare a contare gli eosinofili potrebbe aiutare a individuare i pazienti a maggior rischio di riacutizzazione di queste patologie e di conseguente decadimento funzionale nonché a impostare una terapia ad hoc caso per caso. Il numero degli eosinofili è facilmente acquisibile da un esame del sangue, molto meno oneroso della ricerca che potrebbe essere fatta anche sull’espettorato. Si qualificano quindi, per queste patologie respiratorie, come un biomarcatore a basso costo e in grado di discriminare i pazienti più esposti a complicanze, ma anche di migliorare la sintomatologia respiratoria impostando terapie personalizzate con una ricaduta positiva, in termini di risparmio, per il sistema sanitario nazionale».
Per quanto riguarda le terapie, sono in corso di sperimentazione diversi anticorpi monoclonali, i cosiddetti farmaci biologici, che consentono di bloccare in maniera totalmente selettiva alcuni mediatori responsabili dell’infiammazione. È già a disposizione l’anticorpo anti-IgE e sarà presto disponibile l’anticorpo anti interleuchina 5, proteina infiammatoria secreta da cellule del sistema immunitario. Si tratta del primo di una serie di farmaci biologici che rivoluzioneranno la terapia dell’asma, consentendo l’intervento farmacologico a diversi livelli del meccanismo che scatena i sintomi della malattia e dando così allo specialista altrettante armi per una terapia personalizzata. «Se infatti questo farmaco dà buoni risultati nei casi in cui il meccanismo della malattia è sostenuto proprio da questa specifica molecola, i prossimi farmaci “intelligenti” saranno quelli mirati contro altre molecole coinvolte in altre forme di asma grave, come l’interleuchina-4 o l’interleuchina-13» aggiunge Canonica. «Si tratta di farmaci specifici in grado di spegnere gli interruttori molecolari responsabili di diverse tipologie di asma grave: questi farmaci inoltre, essendo del tutto simili agli anticorpi umani, non determinano alcuna risposta negativa nel sistema immunitario. La loro azione selettiva consente efficacia senza significativi effetti collaterali, perché mirano a cause precise della malattia, che però devono essere riconosciute in ciascun paziente, per poter prescrivere a ognuno il farmaco più adatto al suo caso». Per raggiungere questi obiettivi è stato creato il Progetto SANI – Severe Asthma Network Italy, un network di centri di eccellenza nella cura dell’asma grave diffusi su tutto il territorio nazionale, selezionati sulla base di precisi requisiti definiti dalle più rigorose linee guida internazionali, ciascuno dei quali deve garantire la presenza di adeguate risorse strumentali e conoscenze clinico-scientifiche. L’elenco dei centri è consultabile sul sito http://www.sani-asma.org.

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Un Servizio Sanitario a misura di senior

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2016

MedicinaSi è concluso  al Palacongressi di Rimini il Congresso Nazionale di Senior Italia, la federazione delle associazioni della terza età con oltre 3,8 milioni di aderenti, che ha visto medici, esperti, rappresentanti della massime Istituzioni e pazienti riuniti per l’elaborazione delle linee guida mirate al miglioramento del Servizio Sanitario.
L’Assemblea dei delegati Senior Italia ha approvato un documento strategico, frutto del lavoro svolto nei due giorni precedenti dalle Commissioni Tecniche Nazionali, che hanno visto medici, rappresentati delle principali società scientifiche, riuniti su specifiche aree tematiche in ambito sanitario. Ecco i dieci punti approvati dal Congresso:
1. Uguaglianza delle cure, trattamenti e metodiche in tutta Italia. Chiediamo un’assistenza sanitaria equa ed accessibile, ovvero uguale possibilità di accesso alle prestazioni sanitarie, a terapie, farmaci e medical device, su tutto il territorio nazionale.
2. No a cure o metodiche con principi ragionieristici. Chiediamo che le terapie vengano scelte in scienza e coscienza dai medici e che la tutela del diritto alla salute dei cittadini non veda le garanzie degli utenti limitate dalle esigenze di bilancio.
3. Diritto di informazione e di scelta sui device e sui farmaci. Chiediamo adeguata informazione dei pazienti in merito ai farmaci e device loro prescritti o impiantati, con informazioni trasparenti, per garantire un’effettiva libertà di scelta.
4. Riduzione tempi delle liste d’attesa. I tempi delle liste di attesa permangono, in Italia, inaccettabilmente lunghi e fortemente disomogenei. Chiediamo una riduzione di tali tempistiche affinché l’inquadramento diagnostico e le successive terapie non siano ingiustificatamente procrastinati compromettendo la prognosi e la qualità della vita dei cittadini/pazienti. Chiediamo l’adozione di programmi e misure che garantiscano in modo effettivo il rispetto della tempestività delle prestazioni.
rimini5. Uniformità e semplificazione dei modelli dei consensi informati. Chiediamo l’uniformità e la semplificazione dei modelli di consenso informato per rendere effettiva la facoltà di scegliere tra le diverse possibilità di trattamento medico; l’informazione verso il paziente deve riguardare la natura del trattamento, la sua portata ed estensione, i rischi, i risultati conseguibili, le possibili conseguenze negative, la possibilità di raggiungere gli stessi risultati attraverso altri tipi di intervento: in sostanza, il paziente deve essere messo in condizione di valutare ogni rischio e ogni alternativa del trattamento.
6. Avvio dei piani terapeutici (PDTA) da parte della medicina generale. IL Medico di Medicina Generale (MMG) rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la presa in carico del paziente cronico e una delle figure centrali dell’assistenza sanitaria. Chiediamo di estendere la possibilità di affidare ai Medici di medicina generale la prescrizione di farmaci sottoposti a Piani Terapeutici in ambiti terapeutici rilevanti per il Territorio e ad alta prevalenza quali: il metabolico (Diabete Mellito), il cardiovascolare (Terapia anticoagulante), il respiratorio (terapia di Asma e BPCO), l’osteoporosi, anche per evitare che il proliferare di autonomi progetti pilota da parte delle Regioni sulla prescrizione di farmaci anche sottoposti a PT, aumenti la disparità di trattamento tra cittadini sul territorio.
7. Diffusione della cultura della longevità di massa. Chiediamo l’implementazione di programmi che contribuiscano a diffondere la conoscenza del fenomeno della longevità di massa e del suo impatto nei vari ambiti sociali, economici, sanitari, per consentire ai decisori, in ambito pubblico e privato, di mettere a punto nuove strategie che affrontino in modo efficace tale fenomeno e i cambiamenti ad esso connessi.
8. Campagne informative sull’aderenza alla terapia e per la prevenzione delle principali patologie. L’aderenza alla terapia è un diritto del paziente, che deve essere adeguatamente formato e informato, coinvolto in un processo di empowerment che gli consenta di seguire al meglio le terapie prescritte dal medico. Sono necessari adeguati investimenti in programmi che coordinino i medici di medicina generale, i farmacisti, le associazioni di pazienti e i diversi attori del sistema salute attraverso campagne di sensibilizzazione, di automonitoraggio e azioni multilivello.
9. Avvio di programmi di teleassistenza e di telemonitoraggio. E’ necessario implementare programmi di teleassistenza e telemonitoraggio per la popolazione senior, e più in generale le persone affette da patologie croniche per una loro più efficace presa in carico, attraverso tutti gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie. Ciò consentirà di ridurre il numero e la durata dei ricoveri ospedalieri e del ricorso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali, di evitare o ritardare l’istituzionalizzazione dei pazienti, di contenere la spesa sanitaria, migliorando significativamente la qualità della vita per i pazienti ed i loro familiari.
10. Soluzioni alle difficoltà di accesso ai farmaci innovativi. Chiediamo l’accesso a farmaci innovativi per patologie quali fibrillazione atriale, osteoporosi, artrite reumatoide, psoriasi. Chiediamo siano rispettate le indicazioni delle linee guida emanate dalle principali società medico scientifiche e fatte proprie da diversi documenti prodotti da istituzioni competenti quali l’Agenzia Italia del Farmaco rispetto all’importanza per il paziente di accedere ai farmaci innovativi per il trattamento di una serie di patologie, ad oggi prevalentemente trattate con farmaci di vecchia generazione, forieri di complicazioni per lo stato di salute del paziente.

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Strumenti elettronici per misurare la salute: Convincono?

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

diabete testIl mercato della mobile health si è rapidamente evoluto negli ultimi anni, basti pensare che attualmente nel mondo sono disponibili più di 100.000 app dedicate alla salute. Sono sempre più diffusi strumenti come braccialetti contapassi, lenti a contatto smart capaci di misurare il livello di glucosio nel sangue o gli smartwatch, che sanno dove andiamo, quanto velocemente ci muoviamo, e quando e quanto dormiamo.Secondo l’ultima ricerca1 firmata UniSalute2, tuttavia, sembra che gli italiani non siano ancora pronti per passare all’e-health: solo l’8% degli intervistati ritiene utili app e weareable legati alla salute, il 13% li ritiene utili ma non sostituibili ai normali controlli medici, il 19% ritiene che non siano affidabili e addirittura l’80% non ne conosce l’esistenza.
In realtà attraverso questi sistemi di monitoraggio si potrebbero invece ottenere grandi vantaggi: i medici potrebbero controllare a distanza e in tempo reale i parametri vitali dei loro pazienti e intervenire in caso di anomalie, mentre i pazienti potrebbero interagire virtualmente con gli specialisti che li hanno in cura, ponendo domande su dati poco chiari o preoccupanti. Nonostante tutto ciò, ad oggi le app più apprezzate dagli intervistati italiani sono quelle legate al mondo dello sport, come il controllo dei battiti cardiaci (25%) o quelle più legate alla forma fisica, come quelle che segnalano le calorie giornaliere consumate (22%). Passano in secondo piano le app che tengono sotto controllo i valori mentre si dorme, ritenute utili per il 13% degli intervistati.
Gli italiani tuttavia riconoscono che l’utilizzo delle app potrebbe dare un grande aiuto in campo medico, soprattutto per quanto riguarda la ricerca (43% degli intervistati), nella telemedicina e nel monitoraggio a domicilio per i non autosufficienti (24%) e nella realizzazione di macchinari medici per esami o operazioni (18%).Secondo Fiammetta Fabris, Direttore Generale di UniSalute, “i vantaggi derivanti dall’utilizzo di nuovi sistemi elettronici in campo medico sono molteplici. Oltre a quelli sopra descritti, non è da sottovalutare l’aspetto economico: secondo una recente ricerca di CSVHealth (azienda con oltre settemila farmacie negli Stati Uniti), sfruttando le potenzialità dei wearable e delle app e migliorando il monitoraggio e la comunicazione, il loro utilizzo consentirebbe di risparmiare nella spesa per l’acquisto di medicinali, potendo investire il denaro risparmiato ad esempio nel miglioramento delle infrastrutture ospedaliere e nell’acquisto di strumenti per le diagnosi”.

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Farmaci e terapie a “misura” di bambino

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2015

firenzeFirenze. Venerdì 13 e sabato 14 marzo 2015 sarà il centro mondiale della ricerca in pediatria. Si svolgerà infatti il simposio internazionale dal titolo “Clinical research in pediatrics”, organizzato dall’Università di Firenze, dall’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dal Comitato Etico Pediatrico della Regione Toscana, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
La mattina di venerdì 13, dopo l’introduzione dei due presidenti del simposio, Alberto Zanobini, Commissario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer e Alessandro Mugelli, Presidente del Comitato Etico Pediatrico della Regione Toscana, sarà dedicata alle neuroscienze e in particolare all’epilessia.
Nel pomeriggio si parlerà di neonatologia e di malattie infettive. Sabato si aprirà con la genetica per chiudere con una lettura di Luca Pani, Direttore di AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, che illustrerà i cambiamenti futuri che la ricerca in ambito pediatrico dovrà sostenere nel prossimo futuro. Oggi infatti i farmaci che vengono utilizzati nel bambino spesso vengono somministrati senza aver fatto un percorso registrativo specifico, basandosi soltanto su studi condotti con pazienti adulti. È quindi importante che si conducano ricerche cliniche in pediatria.

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Riconoscimento: School of Management Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2011

Ancora un riconoscimento internazionale per la School of Management del Politecnico di Milano: nell’Executive Education 2011 Custom Ranking pubblicato oggi dal Financial Times, la scuola entra direttamente al 40° posto nella classifica che contempla i migliori 65 programmi al mondo di formazione executive ‘su misura’, ossia l’offerta formativa progettata dalle scuole di management congiuntamente con le aziende clienti ed erogata ai manager, quadri e impiegati ad alto potenziale delle imprese stesse. Considerando le sole scuole europee, nel ranking la School of Management si posiziona al 17° posto. Quella del Politecnico di Milano risulta essere la prima scuola italiana per molti criteri, tra cui: collaborazione con le aziende nella progettazione dei corsi, obiettivi raggiunti dalle aziende e dai partecipanti, corpo docente, metodi di insegnamento. Alla voce ‘follow up’ (ovvero la continua interazione della scuola con i partecipanti dopo il corso), si colloca addirittura al 7° posto al mondo. La School of Management del Politecnico di Milano è composta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dal MIP, la business school dell’Ateneo milanese. “Il risultato ottenuto oggi conferma il progressivo apprezzamento della business community nazionale e internazionale per i nostri corsi, studiati appositamente con e per le aziende”, spiega Gianluca Spina, già direttore e ora neoeletto presidente del MIP.

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Comportamenti su falsi valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

Lettera al direttore. Saverio Romano (Pid) nella trasmissione Ottoemezzo del 26 gennaio. Bella fronte spaziosa, eloquio facile. Peccato però che la profondità dei ragionamenti fosse inversamente proporzionale all’altezza della fronte. Ha affermato,  a un dipresso, che lui non vede nulla di male nel comportamento del suo Cavaliere, giacché non reca danno a nessuno, e che solo i comportamenti che nuocciono a qualcuno sono riprovevoli. Evidentemente Romano dalla bella fronte non ha mai sentito parlare di decoro, convenienza, dignità, senso della misura, sobrietà. E se si comportasse alla stessa maniera il Presidente della Repubblica? Ma a parte ciò, in realtà, le vicende del Cavaliere e delle sue donzelle (si noti la mia delicatezza!) nuocciono eccome alla società, e soprattutto ai giovani ai quali trasmettono modelli di comportamento basati su falsi valori. (Elisa Merlo)

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La cooperazione agricola a misura di studente

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Udine. Sono quasi 200 le cooperative agricole in Fvg, per un fatturato complessivo che sfiora i 600 milioni di euro. A livello nazionale, il valore della produzione agricola del mondo cooperativo raggiunge i 16 miliardi di euro. Dati e caratteristiche dell’agricoltura cooperativa sono stati illustrati da Confcooperative Fvg (relatore, il tecnico dell’organizzazione cooperativa, Giovanni Dean) agli studenti della Facoltà di Agraria dell’Università di Udine. Obiettivo del seminario, presentare il modello d’impresa cooperativa applicata al settore agroalimentare per illustrare ai giovani le opportunità di tirocinio nelle cooperative vitivinicole, lattiero-casearie, ortofrutticole e attive nell’ambito dell’agricoltura sociale: si tratta di un progetto formativo-lavorativo promosso da Confcooperative in sinergia con la Facoltà e il Centro Orientamento e Tutorato dell’ateneo udinese, che coinvolge già un migliaio d’iscritti al percorso accademico. L’incontro, organizzato dal docente Sandro Sillani con la collaborazione del preside della Facoltà di Agraria Roberto Pinton, ha permesso di focalizzare l’attenzione sulla storia e le motivazioni che hanno dato vita al movimento cooperativo nel settore agroalimentare, sugli esempi e i marchi cooperativi d’eccellenza a livello regionale e nazionale, nonché sui vantaggi economico-sociali del modello cooperativo e le sfide dello stesso per affrontare il futuro.

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Le periferie a misura d’uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Roma 1-2 dicembre 2010 Auditorium Ara Pacis,  in Via di Ripetta, si terrà il convegno “Ritorno alla Città”, promosso dall’Assessorato alle Periferie di Roma Capitale. L’incontro segue idealmente il workshop internazionale di aprile 2010, “Modelli di Trasformazione Urbana”, avviato dall’Amministrazione capitolina in continuità con il progetto del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di dotare la Capitale di un Piano Strategico di Sviluppo, e con l’obiettivo di giungere agli Stati Generali della Città con un ampio ventaglio di apporti e di suggerimenti da parte di tecnici, studiosi e di esponenti della società civile.
I lavori, che saranno aperti dal sindaco Gianni Alemanno, prevedono la presentazione di progetti ad opera di Allies & Morrison, Peter Calthorpe, David Dernie, Francesco Cellini, Wittfrida Mitterer, Lucien Kroll, Leon Krier, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Cristiano Rosponi, Nikos A. Salingaros. Seguiranno interventi di Francesco Coccia , Livio De Santoli e Paolo Colarossi. A concludere due tavole rotonde: una sulle “regole” con Fabrizio Ghera, Teodoro Buontempo, Marco Corsini e Luciano Ciocchetti; l’altra sulle “risposte” con Massimo Frontera, Fabio Bastianelli, Eugenio Batelli, Giovanni D’Onofrio, Maurizio Flammini, Francesco D. Rossi, Amedeo Schiattarella.

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Sicurezza: è legge lo “sfolla carceri”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Il provvedimento contenente misure deflattive per il sovraffollamento delle carceri, terzo pilastro del piano straordinario varato dal governo alcuni mesi fa, è diventato legge. Il Parlamento, infatti, ha dato il via libero definitivo alle norme che consentono ai detenuti di scontare ai domiciliari l’ultimo anno di pena. Spetta al magistrato il controllo dei presupposti per la concessione della misura alternativa al carcere. La norma non si applica ai delinquenti socialmente pericolosi, abituali, o sottoposti a regime di sorveglianza particolare. Quando la pena detentiva da eseguire non è superiore a dodici mesi, il pubblico ministero, sospende l’esecuzione dell’ordine di carcerazione e trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza affinchè disponga che la pena venga eseguita presso il domicilio. Se il condannato è già detenuto, la pena detentiva non superiore a dodici mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, è eseguita presso il proprio domicilio.
Ad esclusione di alcuni casi: se esiste la possibilità che il condannato possa fuggire o commettere altri reati o quando il domicilio non risulti idoneo e effettivo anche rispetto alla tutela delle persone offese dal reato. Rimangono inoltre esclusi i delinquenti socialmente pericolosi, abituali, professionali e quelli sottoposti a regime di sorveglianza particolare. Spetta al magistrato di sorveglianza il controllo dei presupposti per la concessione della misura alternativa. – Nel caso di condannato tossicodipendente o alcol dipendente sottoposto ad un programma di recupero o che ad esso intenda sottoporsi, la pena può essere eseguita presso una struttura sanitaria pubblica o una struttura privata accreditata.

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La battaglia vinta su eco bonus

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Ha dichiarato l’on.le On. Aldo Di Biagio: “Sono soddisfatto della decisione del Governo di presentare il tanto invocato emendamento a favore del bonus del 55% per le ristrutturazioni energetiche, frutto della battaglia sostenuta dal gruppo FLI e da altri gruppi parlamentari che hanno sempre evidenziato quanto rinunciare a questa misura avrebbe significato per il nostro Paese rinunciare ad una misura per il futuro dell’Italia;Voglio sottolineare quanto il lavoro coordinato e  congiunto dei vari gruppi parlamentari sia stato fruttuoso ai fini dell’ampliamento della portata normativa della legge finanziaria a sostegno dei cittadini e delle imprese”.

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Pena capitale e morti in carcere

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

“Oggi si celebra la giornata mondiale contro la pena di morte. Nei giorni scorsi la Camera, tra un tripudio di belle parole, ha votato alla unanimità  una risoluzione in tal senso. Il fatto e’ che nelle carceri italiane, dall’inizio dell’anno, vi sono stati piu’ di cinquanta suicidi. Non è anche questa una odiosa pena di morte di cui e’ in larga misura responsabile lo Stato?” (On. Giuliano Cazzola)

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Province: I numeri ballerini di Tremonti

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

100-200 milioni di risparmio, sarebbe il risultato della abolizione delle Province, secondo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. I nostri ricordi di aritmetica ci dicono che 200 è il doppio di 100 e un ministro dell’Economia che approssima le cifre in tale misura non ci ispira molta fiducia. La notizia è stata riportata da radio e telegiornali con una certa evidenza ma  senza contraddittorio. C’e’ solo un piccolo particolare: il risparmio si riferisce ai costi degli eletti. Intanto informiamo che le Province pesano sulle tasche del contribuente per 16 miliardi di euro l’anno.  L’abolizione porterebbe, secondo l’Istituto Bruno Leoni, a un risparmio di 2 miliardi di euro che salirebbe a 7 miliardi  secondo altre fonti, calcolando l’abolizione della pletora delle consulenze, delle sagre paesane, delle aziende partecipate (38mila consiglieri di amministrazione) e l’alienazione dei beni provinciali. A regime i contribuenti italiani risparmierebbero una montagna di soldi. Ma Berlusconi non voleva abolire le Province? Non c’era scritto nel programma elettorale del PdL?  Come mai un ministro di questo governo smentisce le promesse elettorali sminuendo l’efficacia di un provvedimento tanto atteso? Anche Bossi, in un primo momento, voleva farlo poi, una volta conquistate alcune poltrone provinciali, ha cambiato idea e il ministro Tremonti, vicino alle posizioni della Lega, se ne è fatto interprete. Allora a che serve fare programmi elettorali se poco dopo le elezioni se ne smentiscono i contenuti? A proposito quando  diminuiranno le tasse, come promesso? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Elena Arzuffi: Misura d’incertezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Pietrasanta (Lu) Inaugurazione:  Sabato 9 ottobre 2010 ore 18,30 Piazza Duomo, 11 Della Pina Artecontemporanea  (Periodo:  9 ottobre – 11 novembre 2010  Orari:  Giovedì – Domenica dalle 16,00 alle 20,00  Presentazione :  Emanuela Betti.  Elena Arzuffi espone per la prima volta presso la Galleria Della Pina di Pietrasanta, in una personale dal titolo Misura d’incertezza in cui  presenta video, fotografie, disegni e installazioni.  Un mondo altro, parallelo a quello della verità degli oggetti in cui siamo immersi, sembra volersi imporre a luogo d’elezione sia estetica che affettiva dell’artista, come se una dimensione di sogno fosse in agguato, e dunque pronta a imporsi non appena la si voglia ammettere entro il proprio orizzonte di pensiero, non appena si sia disposti a “scorgerla” dietro quella realtà insignificante che la nostra vita di membri di una civiltà del consumo giunta al tramonto ci propone con inesausto effetto depressivo. E si può ipotizzare che proprio in questo risieda il fascino delle immagini – sia fotografiche sia videografiche – che la Arzuffi ci propone: esse vengono a indicare in modo sottile e quasi subliminale una via di scampo, inattese “soluzioni” all’impoverimento spirituale ed estetico che il contesto in cui ci muoviamo – con il suo tripudio di prodotti artificiosi e di “merci” inutili – determina su di noi.  http://www.dellapinaarte.com (elena)

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Un fisco a misura di famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2010

«Ben venga la verifica politica e di governo se servirà a dare all’Italia una reale ed efficace politica familiare». E’ il commento di Francesco Belletti, presidente del  Forum delle associazioni familiari.
«Dopo anni di sforzi e di mobilitazione (compresa la raccolta di un milione e duecentomila firme) da parte nostra e di silenzio da parte dei vari governi che si sono succeduti, sembra che il fisco a misura di famiglia sia finalmente entrato nei punti irrinunciabili intorno a cui costruire e verificare alleanze di governo.   «Come non esserne soddisfatti? Certo, l’esperienza suggerisce la prudenza, ma fin da ora confermiamo la nostra disponibilità ad essere accanto al governo che nelle prossime settimane si presenterà alle Camere per studiare insieme come ottimizzare le risorse disponibili per dare alle famiglie le risposte che attendono da anni. «Se poi lo strumento migliore sarà il quoziente familiare o altro, si vedrà» conclude Belletti.  «L’importante in questa fase è che la famiglia entri nella politica che conta, e che vengano individuate risorse certe, consistenti, per un fisco a misura  di famiglia con una modifica non effimera, ma strutturale: basta  provvedimenti una tantum!».

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Manovra finanziaria e leggi particolari

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

Il 26 luglio 2007 sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il DPCM 30 aprile 2010 “Adeguamento del trattamento economico del personale non contrattualizzato a decorrere dal 1° gennaio 2010” on il quale sono stati disposti gli aumenti Le misure degli stipendi, dell’indennità  integrativa speciale e degli assegni fissi e continuativi  del personale  dirigente  della  Polizia  di  Stato  e qualifiche e gradi corrispondenti  dei  corpi  di  polizia  civili  e militari, dei colonnelli e generali delle Forze armate in vigore alla data del 1° gennaio  2009  sono  incrementate,  a  decorrere  dal  1° gennaio 2010, in misura percentuale pari al 3,09 per cento. Il giorno dopo è stata approvata la manovra finanziaria che sta andando in tutt’altra strada. Una stranissima coincidenza che ci conferma ancora una volta che a pagare sono sempre i soliti. La pubblicazione del DPCM ha il sapore della beffa con cui questo Governo ci ha abituato a convivere. “ Lo dichiara Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia.

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Le vicende giudiziarie di Vittorio Bonadeo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Il legale Roberta Bonadeo in un comunicato ha reso noto: “Ad oltre un mese dall’inizio delle vicende giudiziarie che stanno investendo il mio assistito signor Vittorio Bonadeo, ritengo maturi i tempi per partecipare l’opinione pubblica di alcune considerazioni, al solo scopo di fornire ulteriori ragguagli utili ad una serena e obiettiva comprensione della vicenda. Innanzitutto una precisazione. L’”Operazione Reset”, ove è stato coinvolto il signor Bonadeo, e l’indagine “Dirty Leather”, ove il medesimo non è in alcun modo coinvolto, riguardano fatti e circostanze del tutto diverse sia a livello dimensionale sia relativamente ai reati conseguenti. Per l’Operazione Reset si tratta di forse qualche centinaio di migliaia di euro di “mazzette” che avrebbero riguardato diverse persone nell’arco di dieci anni; per l’indagine “Dirty Leather si tratterebbe di centinaia di milioni di euro di evasione fiscale. L’unica nota in comune riguarda la circostanza per cui taluni soggetti coinvolti nella Dirty Leather sembrerebbero anche essere coinvolti nell’Operazione Reset, ma debbo ribadire che non è il caso del sig. Bonadeo. E non si tratta di una distinzione di dettaglio. Relativamente alla misura cautelare cui è tuttora sottoposto il signor Bonadeo, ovvero gli arresti domiciliari che si protraggono da oltre un mese, ho già avuto modo di affermare assieme al collega avv. Riccardo Canilli, che assieme a me assiste il signor Bonadeo, che ritengo tale misura cautelare eccessiva.  Non credo inoltre sussista alcun pericolo di reiterazione dei reati che gli vengono contestati almeno per due motivi: l’età del mio assistito, data la quale egli esercita ormai la propria professione in forma molto ridotta (basti osservare che l’ultimo fatto che gli viene addebitato risale al 2007); la circostanza per cui tutti i funzionari degli Uffici coinvolti nell’Operazione Reset non lavorano più, impedendo oggettivamente qualsiasi possibilità di reiterare tali presunti reati da parte del signor Bonadeo. Il mio assistito è anche mio padre. Sono certa che saprà dimostrare la propria estraneità ai fatti e alle accuse che gli sono state mosse, e riabilitare questa immagine di “oscuro manovratore” che gli è stata affibbiata. Dategli, e dateci, tempo. (avv. Roberta Bonadeo in sintesi)

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