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Greepeace in azione davanti alla Miteni

Posted by fidest press agency su domenica, 14 ottobre 2018

Miteni greenpeaceTRISSINO (VICENZA) Questa mattina attivisti di Greenpeace hanno aperto uno striscione a forma di freccia, indirizzato verso l’ingresso della Miteni, a Trissino, con il messaggio “Crimini ambientali in corso”. In contemporanea altri attivisti hanno aperto uno striscione con la scritta “Bonifica subito”. La protesta pacifica è avvenuta poche ore prima dell’inaugurazione di un monumento che si terrà a poca distanza rispetto alla Miteni. Evento a cui dovrebbero partecipare istituzioni cittadine, regionali e rappresentanti del governo nazionale. «Come dimostrano dati recenti di ARPAV, l’inquinamento da PFAS, e il crimine ambientale che ne deriva, è tuttora in corso», dichiara Giuseppe Ungherese responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. «Oggi assistiamo addirittura al paradosso in cui è l’azienda, che ha originato uno degli inquinamenti di acqua potabile più vasti d’Europa, a dettare i tempi degli interventi, mentre le sue casse si svuotano pericolosamente con il rischio di lasciare allo Stato l’incombenza di coprire i futuri costi della bonifica. Oltre al danno la beffa per tutta la popolazione contaminata. È necessario che le autorità locali prendano in mano la situazione e stabiliscano tempi brevi per la bonifica», conclude Ungherese. Secondo fonti stampa, lo stabilimento dell’azienda Miteni presenterebbe numerosi problemi di sicurezza che avrebbero causato la recente dispersione nelle acque di falda di PFAS di nuova generazione, come il GenX e il C6O4. A ciò si aggiunge la grave situazione finanziaria di Miteni, che ha recentemente avviato le procedure per la richiesta del concordato preventivo, e che pone seri interrogativi sulle reali possibilità dell’azienda di poter far fronte alle future richieste di risarcimento danni. (foto: copyright greenpeace)

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Venezia: subito la bonifica del sito di Miteni

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 dicembre 2017

richiesta bonificarichiesta bonifica2Venezia Mamme NO PFAS, cittadini dei comuni interessati dall’inquinamento da PFAS, insieme ad attivisti della Climate Defense Units e di Greenpeace sono entrati in azione a Venezia, davanti alla sede del Consiglio Regionale del Veneto a Palazzo Ferro Fini, per protestare contro il grave inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) che interessa un’ampia area del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova.Circa 30 attivisti hanno raggiunto il palazzo regionale in barca e hanno aperto sul pontile uno striscione “Bonifica subito” per chiedere l’avvio delle operazioni di bonifica del sito di Miteni, l’azienda chimica di Trissino ritenuta dalle autorità la principale fonte della contaminazione. Gli attivisti hanno chiesto di essere ricevuti durante la seduta del Consiglio Regionale in corso. Contemporaneamente davanti a Palazzo Ferro Fini, dall’altro lato del Canal Grande presso le fondamenta della Salute, circa 50 attivisti creavano un presidio informativo per spiegare le ragioni della protesta.“La lentezza con cui si sta procedendo all’individuazione delle zone da cui ha origine l’inquinamento è inaccettabile, soprattutto per le migliaia di cittadini veneti che continuano a subire quotidianamente le conseguenze sulla propria salute e su quella dei loro figli. In base alle ultime notizie divulgate dalla stampa, i dati della contaminazione sono stati trasmessi da Miteni a luglio, ma Regione e ARPAV non sembrano tenerne completamente conto per individuare le 004_Stop PFAS_S7A7476zone prioritarie da analizzare” afferma Giuseppe Ungherese, Responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. La Regione Veneto (con la delibera della Giunta n.360 del 22 marzo 2017) si è dotata di un importante provvedimento normativo che le dà la possibilità di intervenire su “stabilimenti e siti industriali potenzialmente contaminati, che abbiano generato o che siano ancora in grado di generare situazioni di criticità relative alle acque utilizzate per l’approvvigionamento idropotabile.” Il provvedimento prevede la chiusura o la delocalizzazione, nel più breve tempo possibile, delle suddette fonti di pressione. “È paradossale che, nonostante i dati recenti di Miteni evidenzino importanti e attuali criticità riguardo la contaminazione, la Regione Veneto non sia ancora intervenuta applicando quanto stabilito dal provvedimento 360. Insieme alle mamme, ai papà e a tutti gli attivisti impegnati oggi chiediamo la massima chiarezza” conclude Ungherese. Lo scorso 19 giugno Greenpeace aveva inviato una lettera a tutti i membri del Consiglio Regionale del Veneto chiedendo delucidazioni sull’applicabilità della delibera n.360 e sollecitando le necessarie bonifiche nei tempi più brevi possibili, richiesti dall’estrema gravità della situazione. Purtroppo, salve poche eccezioni, a quella lettera non è seguita alcuna risposta né tantomeno azioni concrete e risolutive da parte del Consiglio. La petizione con la quale Greenpeace chiede sin dal marzo scorso azioni urgenti e concrete per fermare l’inquinamento da PFAS è stata firmata da oltre 70 mila cittadini. (foto: richiesta bonifica)

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