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In libreria il “Dizionarietto dei miti greci e latini”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 novembre 2019

Gli autori Cesaretti e Minguzzi nell’universo delle “favole antiche”. Achille e il suo tallone, Argo e i suoi occhi, Penelope e la sua tela, Arianna e il suo filo, Tantalo e il suo supplizio, Sisisfo e la sua fatica, Prouste e il suo letto, Mida e il suo tocco, Lucullo e il pranzo, Gordio e il nodo, Damocle e la spada. Pindaro e i voli, Pandora e il vaso, Nesso e la camicia, sono diventati luoghi comuni della lingua. Mentre, limitandoci a qualche esempio, la maratona, il sosia, il mecenate, il marcantonio…, sono ormai tipologie universali.
Appena stampato, il nuovo “Dizionarietto dei miti greci e latini” (Scholé-Morcelliana, pagg. 272, euro 18) di Paolo Cesaretti e Edi Minguzzi, si aggiunge a quelli di greco e di latino, con gli stessi autori e lo stesso editore.
Il volumetto ne riprende anche l’impostazione di base, adattandola alla diversa tipologia del materiale, sempre finalizzandola al rapporto diretto del lettore con le lingue. Ne emerge una accurata ricostruzione di miti ed eventi che hanno trasformato un dio, un eroe, un personaggio storico o leggendario in una metafora o in un’antonomasia.
Gli autori, noti docenti universitari (Cesaretti di storia romana, letteratura greca e civiltà bizantina nell’ateneo bergamasco; Minguzzi di greco e latino alla Statale di Milano dove ha insegnato linguistica e glottologia), sulla base di ben quattrocento voci attinte all’oceano della mitologia (e ad alcuni snodi della storia antica), si propongono ancora una volta di tracciare un ponte fra la dimensione del mito e quella del linguaggio. E dunque del pensiero. Da un lato esso evidenzia gli apporti tra l’etimologia di un nome, la narrazione del mito corrispondente, dall’altro lato confronta la fraseologia della lingua d’uso e i testi greci e latini, trascritti e tradotti, nei quali il mito appare soprattutto un “racconto”. “Sapremo ascoltarlo?”, si chiedono gli autori del “Dizionarietto dei miti greci e latini”. In ogni caso si rivelerà una “chiave di lettura” indispensabile per la comprensione di tante opere dell’arte (si veda il ricco inserto iconografico di quest’opera), della letteratura, della musica, ma soprattutto il fondamento di una consapevolezza culturale europea maturata per tanta parte e tanto a lungo proprio nel nostro Paese.

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IVI: miti e falsi miti della gravidanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

La gravidanza non è una malattia, ma uno stato di benessere. È quello che ripetono le donne in attesa di diventare mamme, che si vedono subissate dai consigli su cosa fare e cosa non fare durante i mesi che precedono la nascita del proprio figlio.Per fare chiarezza sul tema, l’Istituto Valenciano di Infertilità (IVI) fornisce utili indicazioni su cosa si possa fare e cosa non si possa fare durante i 9 mesi, con l’augurio a tutte le future mamme di vivere al meglio questo periodo così “speciale”.“Partendo da un argomento fondamentale come l’alimentazione – dichiara la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – è bene sapere che non è vero che la donna in gravidanza debba mangiare per due, perché il feto assorbe quello di cui ha bisogno dalle riserve materne. Deve invece stare attenta a non ingrassare eccessivamente per evitare le complicanze che ne derivano, come la gestosi. Inoltre, deve fare attenzione ad alcuni alimenti per evitare il contagio di malattie pericolose per il bambino, come il pesce crudo, così come deve lavare accuratamente frutta e verdura con amuchina o bicarbonato prima di consumarla”. Gli altri consigli della Dottoressa Galliano sono:
Bere molta acqua: è vero che fa bene perché in questo modo si favorisce la lotta alla ritenzione idrica, così come è vero il divieto assoluto di bere vino e alcolici che possono nuocere allo sviluppo del feto. Sempre in tema di vizi, non è vero che si possono fumare fino a 5 sigarette al giorno ma vige, invece, il divieto assoluto di fumo.
Non si può praticare nessuna attività sportiva: falso. Lo sport moderato è assolutamente consigliato perché aiuta a non ingrassare, a preparare il fisico al parto oltre che a non soffrire di mal di schiena, ma niente sforzi eccessivi. Yoga, pilates, nuoto e camminate tra le attività più consigliate. Se l’attività fisica viene praticata all’aria aperta, si favorisce anche l’assorbimento di vitamina D, importantissima per madre e figlio.
Niente più sesso per tutelare la salute del bambino: se la gravidanza procede normalmente non serve fare certe rinunce ma, al contrario, la vita intima fa bene alla coppia che si trova ad attraversare un nuovo periodo della vita pieno di cambiamenti. In caso di parto cesareo programmato o gestazione problematica, invece, bisogna fare attenzione nelle ultime settimane di gravidanza perché il sesso in questo periodo può favorire le contrazioni. È consigliato, quindi, consultare il proprio ginecologo.
Divieto assoluto di sauna, perché potrebbe comportare una vasodilatazione e quindi un calo della pressione con conseguenti giramenti di testa o svenimenti; meglio l’idromassaggio, assicurando che il gettito (getto?) dell’acqua non sia troppo forte e caldo.
Bando alle medicine: non è vero per tutte. In gravidanza bisogna fare molta attenzione ai farmaci ma molte si possono assumere senza rischio; basta consultare il medico che escluderà quelle che possono provocare seri problemi e malformazioni al feto.
Come la mettiamo con i capelli? E’ vero che i capelli in gravidanza sono più belli perchè l’aumento della produzione di ormoni femminili estrogeni li rendono più numerosi e spessi ma non è vero che si debba rinunciare alla tintura ai capelli: possono essere utilizzati coloranti vegetali e senza ammoniaca.

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8 miti sulle sanzioni imposte dall’Unione Europea nei confronti della Russia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 Mag 2018

Spesso si sente dire, anche da parte dei politici italiani, che le sanzioni imposte dall’Unione Europea nei confronti della Russia sono inutili e dannose per l’economia dell’Italia. Gli esperti parlano addirittura di perdite che ammontano a miliardi di euro, nella speranza che tali misure restrittive vengano ritirate. A riguardo, sorge spontanea la domanda sull’opportunità o meno di tali sanzioni.
MITO 1: Le sanzioni europee contro la Russia causano danni irreparabili all’economia italiana
L’Unione Europea ha introdotto una serie di misure restrittive nei confronti di individui, istituzioni e organizzazioni responsabili di azioni illegali compiute dalla Russia, in particolare, in relazione alla violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, e a causa dell’aggressione militare della Russia. Si tratta di sanzioni personali, economiche (divieto dell’attività economica con la Crimea) e settoriali (restrizioni sul commercio di armamenti ecc.) che, a dire il vero, non hanno un diretto impatto sull’economia italiana.
MITO 2: L’economia italiana perde 3 miliardi di euro all’anno a causa delle sanzioni europee
Negli ultimi anni si è registrato un forte calo delle esportazioni italiane in Russia: si è passati dai 10,7 miliardi di euro del 2013 (prima dell’introduzione delle sanzioni) ai 6,7 miliardi del 2016 (dati ISTAT). Sarebbe facile trovare la causa nelle sanzioni, senza tuttavia tener conto del crollo del prezzo mondiale del petrolio che ha causato una significativa riduzione delle entrate valutarie nella Federazione Russa, abbassando la capacità d’acquisto in Russia e svalutando anche il rublo. Tra l’altro, nello stesso periodo, si è registrata anche la contrazione dell’import russo da tutto il resto del mondo, non solo dall’Italia. A partire dal 2017, quando i prezzi del petrolio sono tornati a crescere e la situazione economica in Russia si è stabilizzata, anche le importazioni dall’Italia sono cresciute del 19,3%.
MITO 3: Le sanzioni europee colpiscono di più i produttori del settore agroalimentare. Dovrebbero essere tolte il prima possibile. Occorre innanzitutto evidenziare che le sanzioni europee non colpiscono affatto il settore agroalimentare, anche se le esportazioni di merci italiane relative a questo comparto sono diminuite. Ciò è dovuto al fatto che la Russia stessa ha imposto l’embargo sulle importazioni di un certo numero di prodotti agroalimentari provenienti dall’Unione Europea. E’ del tutto evidente, tuttavia, che l’eliminazione delle sanzioni europee non ripristinerà automaticamente le esportazioni di questi beni verso la Russia, come lasciano credere alcune dichiarazioni di politici russi.
MITO 4: L’agroalimentare è l’unico settore con un embargo totale. L’embargo russo riguarda solamente i 55 tipi di prodotti dell’agroalimentare mentre ci sono più di 2.000 tipi di merci che vengono commercializzate tra Italia e Russia. A proposito, sotto l’embargo russo non ricadono vino, pasta, caffè e tanti altri prodotti dell’eccellenza agroalimentare italiana.
MITO 5: Il settore agroalimentare italiano è in crisi profonda dopo l’introduzione delle sanzioni e dell’embargo russo. Secondo l’ICE la flessione delle esportazioni italiane dei prodotti sotto l’embargo ammonta a circa 151 milioni di euro nel biennio 2014-15. Nonostante, ogni anno l’export di prodotti agroalimentari dall’Italia verso i paesi del mondo cresce del 2-6% colmando tutte le perdite nei singoli mercati. Inoltre, se nel 2013 (prima delle sanzioni) la dinamica delle industrie alimentari era negativo (-0,7%), nel 2015 l’indicatore è stato pari al +1,0% e nel 2017 ha raggiunto una crescita del 1,7%. L’agricoltura ha realizzato risultati positivi in termini occupazionali con la crescita del 0,9%. Per produzione agricola l’Italia è tra i primi tre paesi europei.
MITO 6: L’Italia ha sofferto dell’embargo russo più di altri Paesi. Se l’embargo russo è costato al comparto agroalimentare italiano secondo vari valutazioni da 150 a 200 milioni di euro,la flessione delle forniture di questi prodotti in Russia ha costituito per la Germania 518,5 milioni di euro e 260,5 milioni per la Francia. Allo stesso tempo le vendite della produzione italiana verso i paesi del mondo sono cresciute in modo significativo. Dal 2013 al 2017 l’export italiano è cresciuto da 390,2 a 448,1 miliardi di euro ovvero del 15%.
MITO 7: L’Italia è ostaggio della politica “suicida” dell’UE. Spesso sentiamo dire che l’Italia, in quanto membro dell’UE, ha dovuto attuare decisioni imposte dall’alto, anche contro i propri interessi. Tuttavia, nel caso delle sanzioni e dell’embargo russo, queste affermazioni sono percipite come le ulteriori manipolazioni, perché due terzi delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari vengono proprio negli stati membri dell’UE proprio grazie al mercato comune europeo.
MITO 8: Le sanzioni non funzionano. Le sanzioni non sono un esercito, rappresentano, invece, uno strumento di pressione, una forte risposta, una denuncia della comunità internazionale alle attività di aggressione militare di uno stato nel mezzo dell’Europa. Tuttavia, senza di esse, le forze armate russe avrebbero avuto una più elevata aggressività nei confronti dell’Ucraina e, per tale ragione, non possono essere eliminate senza passi concreti da parte della Russia verso normalizzazione della situazione in Ucraina, incluso Crimea. Senza di esse si avrebbe l’assoluta debolezza della politica europea e italiana, il riconoscimento della sola forza contro ogni diritto, con il rischio di legittimare, al contempo, ogni eventuale e futura azione aggressiva di Mosca a livello globale.

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Mito, storie e misteri dei Campi Flegrei

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2015

PozzuoliDal 5 al 15 settembre c’è Malazè, l’evento enoarcheogastronomico tipicamenteflegreoMartedì 15 evento speciale: “L’ultima notte di Miseno” al Castello di Baia con Peppe Lanzetta Il territorio flegreo mette in vetrina il suo straordinario patrimonio di miti, storie e misteri. Decine di eventi alla scoperta dell’enigmatica Sibilla Cumana, del matricidio di Nerone e della tradizione popolare legata a San Gennaro. Escursioni tra le decine di luoghi suggestivi come i sentieri del mare, della terra e del vino di Monte di Procida, i borghi di Procida, il lago Miseno e la Piscina Mirabile a Bacoli. A Cuma rievocazione storica con i gladiatori e a Pozzuoli racconti nel vulcano Solfatara e cena con i pescatori. Evento speciale per martedì 15 settembre con l’attore Peppe Lanzetta che racconterà il mito di Miseno leggendo l’Eneide al Castello di Baia.
Dal 5 al 15 settembre a Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida, isola di Procida e Napoli ci sarà Malazè, l’evento enoarcheogastronomico dei Campi Flegrei a cui parteciperanno decine di associazioni, cooperative, ristoranti e aziende del settore turistico, vitivinicolo e gastronomico.Il dettaglio degli eventi di Malazè, sezione “Mito e storie”.
Sabato 5 settembre a Pozzuoli (ore 18), evento spettacolo alla Necropoli di via Celle con l’Associazione Vivara e Azienda Agricola Vigne di Cigliano. La Compagnia teatrale “Naviganti InVersi” invita a conoscere in modo diverso le caratteristiche la Necropoli Romana. L’evento si concluderà nella vigna dove si degusteranno i vini dell’azienda. Costo “a cappello”.
Domenica 6 a Pozzuoli, lago d’Averno (ore 20), “Stelle e Miti intorno al fuoco” a cura di GeaVerde Escursioni. Una serata lungo le sponde del lago d’Averno per scoprire insieme stelle e costellazioni, imparando a leggere una carta del cielo e conoscere le storie che gli astri racchiudono. Zuppa preparata con i prodotti dell’orto.
Domenica 6 a Pozzuoli, alla Darsena (ore 20:3), “Assettate a tavola ca te conto” con le associazioni ArteMide e AfricainTesta. Cena-racconto in casa di pescatori, la pesca di un tempo, le parole, il dialetto, i suoni della tradizione, nella voce di chi della pesca ci ha vissuto. Cena preparata con le ricette di una volta, per riscoprire gusto ed identità. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione Africaintesta.
Venerdì 11 settembre, al santuario di San Gennaro a Pozzuoli (ore 18), “I luoghi di San Gennaro” a cura delle associazioni ArteMide e Flegreando. Dal santuario partirà la passeggiata attraverso i luoghi che furono scenario delle miracolose vicende del Santo. Si conoscerà una fonte di mistero, dove s’intrecciano storia e fede, superstizione e speranza. Si varcheranno i confini del Mito per scoprire le radici di una delle più fervide tradizioni popolari. Cena degustazione all’azienda vitivinicola Iovino.
Venerdì 11 settembre al lago d’Averno a Pozzuoli, (ore 21) a cura di Wunderkammer e Cantine dell’Averno. Wunderkammer, la rassegna di teatro itinerante nei luoghi d’eccellenza, fa tappa sul lago d’Averno con uno spettacolo en plein air. La magia e le suggestioni dei luoghi del mito incontrano lo stupore e la meraviglia del teatro. Degustazione con i vini e nella vigna di Cantine dell’Averno, raccontati da Michela Guadagno.
Sabato 12 settembre all’Acropoli di Cuma, Pozzuoli (ore 10,30), “Il canto e l’enigma. Dalle sirene alle sibille” con l’associazione Quo Vadis Napoli. Accompagnati dalle pagine evocative del libro Korallion di Fiorella Franchini, visita all’area archeologica di Cuma, con i templi di Apollo e di Giove e l’ingresso dell’Antro della Sibilla. Partendo dalla lettura di brani si racconteranno la nascita e la diffusione del mito delle Sirene, della Sibilla e di tutte quelle figure femminili scrigno di una religiosità profonda ed antica che arriva, attraverso gli echi di una terra legata ai vaticini e alle arti predittive, sino ad oggi.
Sabato 12 a Monte di Procida (ore 17:30), “Sentiero del Mare” a cura di Pro Loco Monte di Procida e delle associazioni Sinergie Campane, Archè e Facc’Caso. Una visita guidata itinerante, un percorso di trekking e trekking urbano alla scoperta dell’identità marinaresca di Monte di Procida. Passeggiare per le vie cittadine permette di ammirare scorci impossibili da cogliere in auto, di sentire l’odore del ragù in cotture, del caffè appena fatto, dei dolci appena sformati, di “ascoltare” il mare. Partendo dalla Chiesa seicentesca di Maria SS. Assunta in Cielo Santa Patrona e protettrice dei marinai, si scende lungo via Marconi, verso la Marina per un giro in barca. Lungo il percorso suggestioni e racconti in chiave Teatrale e Musicale. Le passeggiate si concluderanno con un aperitivo a base di prodotti tipici.
Sabato 12, Monte di Procida (ore 23:30), “Lungo le rotte dei pescatori” a cura della Pro Loco e delle associazioni Sinergie Campane, Archè e Facc’Caso. Partenza in barca dalla Darsena dei Pescatori della Marina per un’esperienza unica, lungo le rotte dei pescatori, alla scoperta delle ricchezze del mare e delle tradizioni del mestiere di pescatore. A bordo suggestioni e racconti in chiave Teatrale e Musicale.
Domenica 13 settembre a Pozzuoli (ore 10), nella Foresta Regionale di Cuma (ore 10) “A spasso nel tempo” a cura del Gruppo Archeologico Kyme, L’Orto Consapevole e Reenactment Society Ospite anche de “Il Bosco e la Duna” nella Foresta di Cuma, la “Macchina del tempo” ci condurrà dalla Cuma Romana, per assistere ad un combattimento tra gladiatori, a Cuma Medievale per prendere lezioni di combattimento storico e tiro con l’arco da maestri d’arme. Infine pasto dei gladiatori.
Domenica 13 settembre, Monte di Procida (ore 10), “I Sentieri del vino” a cura della Pro Loco Monte di Procida e delle associazioni Sinergie Campane e Il Ditirambo. Percorso di trekking e trekking urbano alla scoperta dell’identità contadina e di viticoltura con partenza dal belvedere di Via Panoramica. La passeggiata prevede la visita guidata all’antica necropoli, per proseguire sul “Casale” e la vecchia chiesa dedicata alla Madonna del Buon Consiglio; la visita continuerà in un sentiero in terra battuta dove tra i ruderi di un cellaio si assisterà allo spettacolo teatrale : “Pascandozia e Colospizia – l’appiccico dint‘a cantina”liberamente tratto da “Le fonnachere” di Giambattista Basile a cura di Gaetano Basile. Infine visita alle vicine Cantine per una degustazione di vini e assaggi di prodotti locali.
Domenica 13 a Bacoli (ore 11), “Agrippina, saggio sulla fisionomia del potere” a cura delle associazioni Flegreando, LunAzione e Azienda Agricola Piscina Mirabile. Rappresentazione teatrale nel sito archeologico di Piscina Mirabilis. Intrighi e passioni di una corte dove morire naturalmente era raro ed ancor più raro era amare senza covare interesse. A seguire degustazione di prodotti tipici e vini.
Domenica 13 sull’Isola di Procida (ore 11:30), Tour delle tradizioni procidane con l’associazione Vivara: l’economia della pesca, alcuni prodotti tipici dell’isola in un’escursione insolita lungo alcuni borghi.
Domenica 13 a Pozzuoli (ore 17), “I campi ardenti tra mito, racconto e arte” a cura dell’associazione Quo Vadis. La lettura di brani scelti dal libro Korallion di Fiorella Franchini guiderà il visitatore alla scoperta del paesaggio inimitabile della Solfatara. Cantato e raffigurato dagli artisti di tutto il mondo, sin da tempi antichissimi, questo luogo ha alimentato il mito dei campi ardenti, spesso visti anche come visione di quell’oltretomba con cui da sempre la nostra terra ha coltivato un rapporto unico.
Martedì 15 (ore 20) evento speciale al Castello di Baia a Bacoli per “L’ultima notte di Miseno” con Peppe Lanzetta e La Mescla. Narrano la leggenda e la letteratura che Miseno fosse il trombettiere dell’esercito troiano. Il suono del suo “cavo bronzo” risuonava con forza nei campi di battaglia ma il suo destino era segnato da una profezia della Sibilla. Miseno, sfidò il Tritone con il suono della sua cava conchiglia e fu per questo motivo annegato dallo stesso dio. La sua morte, però, rappresentò anche il sacrificio umano necessario ad Enea per potere entrare nell’Ade. Enea trovò il corpo del compagno annegato sulla spiaggia flegrea e lo bruciò e seppellì nel luogo che oggi prende il nome di Capo Miseno. La terrazza del Castello di Baia, diventa così il luogo ideale per raccontare la leggenda di Miseno. L’attore Peppe Lanzetta e il collettivo di fiati de La Mescla si esibiranno al tramonto al cospetto di Capo Miseno, cercando di evocare l’eco di una musica di guerra e di speranza, connessa al sogno così come al mare che ci ospita.
Tutti i fine settimana a Bacoli (ore 10), “In barca e bici dal lago Miseno ai Bagni di Bacco”. Gli operatori di LagoVivo accompagneranno i turisti alla scoperta dell’Avamporto Romano. Sosta al centro del lago per descrizione storica. Seguirà itinerario in bicicletta lungo la pista ciclabile sulla sponda del Lago. Infine ai Bagni di Bacco, relax e vino terapia e alla scopera del vigneto. In alternativa: visita Necropoli di Cappella con cena a bordo piscina oppure visita alla Piscina Mirabile e visita all’Azienda Agricola Piscina Mirabile.
Tutti i giorni a Bacoli (ore 11), al “Castello di Baia in compagnia di Giulia, figlia di Augusto” e CulturAvventura. Una visita al museo archeologico dei Campi Flegrei con guide in costume.

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Chirurgia plastica: i 10 miti da sfatare

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

chirurgia esteticaTutti ne parlano, ma spesso in modo improprio. L’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica stila un decalogo sui luoghi comuni più diffusi. La chirurgia plastica è senza dubbio un argomento che fa discutere, anche se spesso se ne parla in modo improprio: per questo l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) ha stilato una lista delle convinzioni errate più diffuse sul tema.«La chirurgia plastica è spesso collegata agli eccessi, come quelli della donna-gatto o di vip che si sono fatti prendere un po’ troppo la mano – afferma il segretario di Aicpe, Pierfrancesco Cirillo -. In realtà la stragrande maggioranza dei pazienti che si rivolge a un chirurgo plastico è composta da persone equilibrate, che hanno il desiderio di stare meglio con il proprio corpo, senza esagerazioni. Rivolgersi a professionisti seri e qualificati è determinante».Ecco quindi il decalogo dei falsi miti della chirurgia plastica. Primo: i risultati sono facce gonfie e corpi artificiali. «La chirurgia plastica ben fatta dà risultati naturali e non artefatti – afferma Cirillo-. I cattivi esempi di chirurgia plastica molto spesso riconducibili a medici che non sono veri specialisti o che assecondano indistintamente le richieste dei pazienti». Secondo mito da sfatare: è troppo cara. «La chirurgia plastica non è più un lusso riservato a un’elite – prosegue il segretario di Aicpe -. Grazie alla tecnologia, ci sono molte procedure non invasive accessibili a più persone. Inoltre, complice la crisi, il prezzo di molti interventi si è abbassato rispetto al passato. Attenzione però a offerte speciali e prezzi troppo bassi, che vanno quasi sempre a scapito della qualità». Terzo: le minorenni fanno la coda dai chirurghi plastici. «In Italia le richieste di interventi per motivi estetici da parte di minorenni sono fortunatamente davvero rarissime – chiarisce il portavoce Aicpe -. Nel 2013 secondo i dati raccolti da Aicpe, solo lo 0,4% del totale degli interventi di chirurgia estetica in Italia ha riguardato minorenni. Tra questi nessuna mastoplastica additiva e nessuna iniezione di tossina botulinica, ma otoplastiche e interventi per correggere deformità o problemi di tipo funzionale». Una quarta credenza errata è che le cicatrici siano molto visibili. «Tutti gli interventi chirurgici lasciano delle cicatrici – spiega ancora il dottore -. I chirurghi plastici certificati, tuttavia, sono esperti proprio nell’aspetto estetico e quindi cercano di nasconderle e minimizzarle, qualunque sia la procedura. In caso di liposuzione, le cicatrici sono millimetriche e nascoste sotto la linea del bikini e degli slip; per il lifting si fanno coincidere con l’attaccatura dei capelli o dietro le orecchie; per l’aumento del seno nell’areola, sotto il seno o nell’ascella». Quinto: liposuzione uguale dimagrimento. «La liposuzione non è un’alternativa a una perdita di peso permanente, ma è un intervento che serve a ridefinire i contorni del corpo, eliminando il grasso in eccesso accumulatosi localmente. Se dopo l’intervento si riprende peso, si tornerà a ingrassare» precisa Cirillo. Sesto: un medico vale l’altro. Non tutti i medici che eseguono trattamenti di chirurgia estetica sono necessariamente chirurghi plastici. «In Italia è sufficiente la laurea in Medicina e Chirurgia per essere legalmente abilitati ad eseguire interventi di chirurgia plastica, ma tale titolo non garantisce che il medico abbia una preparazione adeguata». I soci Aicpe sono selezionati solo tra chi ha una reale esperienza e formazione nel settore. Altra notizia non corretta: le protesi al seno non sono sicure. «Ci sono diversi impianti con marchio CE approvati per uso medico e sottoposti a ricerche e test scientifici – afferma il segretario Aicpe -. I controlli sono frequenti e continui ed ormai è scientificamente dimostrato che non esistono relazioni con l’insorgenza di cancro o altre malattie, anche se i controlli di screening (con o senza protesi) sono sempre consigliati. Si dice inoltre che con le protesi non si può allattare al seno. «Molte donne allattano al seno anche con delle protesi, ma a volte, anche se non frequentemente, dopo l’intervento si può avere qualche difficoltà. Non ci sono invece evidenze scientifiche che hanno dimostrato l’eventuale presenza di silicone nel latte materno e non sono mai state riscontrate differenze rilevanti tra bambini allattati da mamme con le protesi e quelli senza» puntualizza. Altro falso mito è che la chirurgia plastica sia troppo rischiosa. Come tutte le procedure chirurgiche, non bisogna mai dimenticare che anche quelle di chirurgia plastica hanno dei rischi, che sono minori se ci si rivolge a un chirurgo plastico certificato. È possibile visitare il sito di Aicpe (www.aicpe.org) per consultare l’elenco dei chirurghi plastici certificati, o http://www.sicpre.it. Decimo punto, la chirurgia plastica è spesso considerata una cosa da donne. Oggi non è più così: negli Stati Uniti i dati dell’Asaps (American Society for Aesthetic Plastic Surgery) parlano di un aumento dal 1997 al 2013 del 273% dei pazienti maschi di chirurgia plastica estetica. Anche in Italia la chirurgia e la medicina estetica per l’uomo non sono più un tabù. Nel 2013, secondo l’indagine Aicpe, costituivano il 17,3% del totale dei pazienti. «Gli uomini sono sempre più attenti al loro aspetto e non disdegnano l’aiuto del chirurgo per piacersi di più» conclude Cirillo.
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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Nella terra dei miti e delle leggende

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

ll terzo emozionante episodio della saga di Tom Trueheart Tom è audace, ma sarà in grado di sconfiggere creature terribili come il drago del Nord, un ciclope furioso e, soprattutto, il Minotauro che attende famelico al centro del labirinto? Intanto il servo di Ormestone si vendica del suo padrone, donandogli il potere di re Mida. Ancora una volta l’arma più efficace di Tom è il coraggio. Di Ian Beck Edizioni San Paolo 344 pagine € 18,00

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Piombino Leggendaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

Storie e miti della Val di Cornia Pag. 210 – Euro 15,00 Un libro che racconta la storia di Piombino e della Val di Cornia riletta da Gordiano Lupi attraverso le leggende e alcuni elementi storici romanzati ispirati alle opere di Enrico Sole, Mauro Carrara e Licurgo Cappelletti. Alcuni argomenti affrontati: Origini di Piombino tra storia e leggenda, Baldaccio Bruni, Cesare Borgia a Piombino, Il mistero Malopescio, Leggende sui primi Appiani, Una strega di nome Baciocca, Il mistero del Frassine, Sant’Anastasia, San Mamiliano, La vera storia di Alessandro Appiani, La ragazza dal vestito rosso, Cicciolo e il Carnevale, Luciano Costanzo e lo squalo bianco, La storia del Volterraio, Il mistero di Pia de’ Tolomei, La leggenda di Sant’Antimo, San Guglielmo e la Maremma, La leggenda di Torre del Sale, La leggenda di Torre Mozza, La leggenda della Sdriscia, Origini di Riotorto, Eresie maremmane, Leggende campigliesi, Uno scrittore di nome Aldo Zelli, Idoneo Quiriconi arbitro per sempre, Una partita leggendaria: Piombino batte Roma 3 a 1. A Piombino lo trovate presso: Libreria Fenice (via Petrarca), Libreria Coop (Via Gori) e Libreria Tornese (Via Lmbroso). Per i piombinesi residenti all’estero e per gli appassionati di storia locale si consiglia di ordinare su www.ibs.it:http://www.ibs.it/code/ 9788876062889/lupi-gordiano/piombino-leggendaria.html Disponibile subito e consegna in 1 – 2 giorni

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Riti senza miti: Collettiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Milano fino al 30/10/2010 via Montevideo, 11 Impronte Contemporary Art a cura di Ilari Valbonesi presenta la mostra collettiva Riti senza miti con opere di Said Atabekov, Egill Sæbjörnsson, Lorenzo Scotto di Luzio, Yelena Voroboyeva e Viktor Vorobyev, Lin Yilin, Artur Zmijewski. Sottratta al quadro interpretativo e legittimante della “grande narrazione” del mito, personale o collettivo, l’arte si ritrova come pratica autostrutturante, in cui la ripetizione e la ricorsività sono motivi affettivi che normano il suo farsi. Trasfigurando simbologie codificate e eventi traumatici, l’arte e’ rito senza mito, ricorrenza a partire dall’attenzione stessa, in un continuo ingenerarsi dell’opera sul piano temporale, e rimessa ad un qualcosa di anarchico. Immagine: Lin Yilin, Chronicle

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La Malattia di Parkinson tra miti e realtà

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

Cioccaro di Penango (Asti) il 10 e l’11 settembre 2010 presso la Locanda del Sant’Uffizio a Cioccaro “La Malattia di Parkinson: miti e realtà” organizzato con la collaborazione di Boehringer Ingelheim Italia, cui parteciperanno i massimi esperti a livello nazionale quali il Dottor Marco Aguggia, Primario di Neurologia presso l’Ospedale di Asti, il Dottor Giovanni Asteggiano, Direttore della Struttura Complessa di Neurologia degli Ospedali di Alba e Bra, il Dottor Luca Barbato, neurologo presso l’Ospedale Bolognini di Seriate, il Professor Alberto Priori, Direttore del Centro di Ricerca Clinica per le Neuronanotecnologie e la Neurostimolazione del Policlinico di Milano, il Professor Giovanni Abbruzzese, Ordinario di Neurologia all’Università di Genova, il Dottor Giovanni Cossu del Centro Parkinson UO Neurologia presso l’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, il Professor Leonardo Lopiano, Ordinario di neurologia presso l‘Università di Torino, la Dottoressa Margherita Canesi, neurologa presso il Centro Parkinson ICP di Milano, il Dottor Maurizio Zibetti, Dirigente Medico presso la Struttura Complessa di Neurologia dell’Ospedale San Giovanni Battista di Torino, il Professor Alberto Albanese, Direttore dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Istituto Neurologico Besta di Milano.
E’ il caso, ad esempio, del pramipexolo, un dopamino-agonista, il cui uso è stato notevolmente incoraggiato negli ultimi anni in seguito alla pubblicazione di studi che hanno dimostrato come il precoce utilizzo possa ritardare significativamente l’insorgenza delle fluttuazioni motorie, per il quale nel mese di luglio 2010 è stata lanciata la nuova formulazione in compresse a rilascio prolungato che associa ai benefici clinici ben noti il vantaggio della monosomministrazione giornaliera.
“Ci aspettiamo molto – sottolinea il dottor Aguggia – dalla nuova formulazione di pramipexolo, che dovrebbe ottimizzare il buon funzionamento del farmaco. Le compresse a rilascio prolungato hanno, infatti, il vantaggio di una maggior stabilità dei livelli plasmatici e cerebrali nelle 24 ore, rispetto a quelle a rilascio immediato, che richiedono tre somministrazioni al giorno, ed un miglioramento più costante della funzionalità motoria durante la giornata, con una riduzione della fase “off” ed aumento della fase “on” senza periodi di immobilità fra le dosi”. Un filone di ricerca molto importante, ma che ad oggi non ha dato ancora risultati concreti, è quello della neuro protezione, ossia la ricerca di terapie finalizzate non tanto ad un miglioramento sintomatico ma a un rallentamento dell’evoluzione della malattia stessa che, come si sa, è una patologia degenerativa a carattere evolutivo.

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I miti del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

Roma 22 giugno 2010 ore 11.30 via Garibaldi 15 (Fontanone del Gianicolo) conferenza stampa di presentazione della mostra Miró  i miti del mediterraneo in programma a Pisa – Blu Palazzo d’Arte e Cultura dall’8 ottobre 2010 al 23 gennaio 2011 Interverranno: Marco Filippeschi – Sindaco di Pisa Rosa Maria Malet – Direttrice Fundació Joan Miró, Barcelona Filippo Zevi – Amministratore delegato di Giunti Arte Mostre Musei Claudia Beltramo Ceppi – Curatore della mostra

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Miti e riti nel pensiero tradizionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Mag 2010

Miti e riti nel pensiero tradizionale Ventura G. pag. 160 E 13,50 Questo volume raccoglie scritti che riassumono il credo esoterico e tradizionale di Gastone Ventura. Dal significato della parola Conoscenza nel senso spirituale del termine, al concetto di Sapere tradizionale che si fonda sui principi universali della metafisica, viene tracciato un filo che unisce queste opere, alla luce di quella via che Ventura definisce Via Sanguigna, un richiamo verso un passato, una memoria, pervasi da uno stato di coscienza “particolare”.

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Il cortile dei gentili

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Mag 2010

Introvigne Massimo: La Chiesa e la sfida della nuova religiosità: «sette», nuove credenze, magia Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2010, 1 ed. Codice ISBN-10: 882156763X Codice ISBN-13: 978-8821567636Formato: 13,5×21, brossurato, 164 pagine  Prezzo di copertina: € 12,00  Sette, esoterismo e maghi: un viaggio alla scoperta dei lati nascosti della nuova religiosità. Benedetto XVI ha rievocato nel 2009 il «cortile dei gentili» del Tempio di Gerusalemme da cui Gesù ha cacciato i mercanti e dove i pagani scontenti dei loro innumerevoli riti si riunivano alla ricerca di un Dio per loro ignoto. Oggi quel cortile e quei gentili ci sono ancora: la pluralità di religioni e miti è aumentata e i mercanti si sono fatti più scaltri e aggressivi. Dopo trent’anni di studi dedicati ai nuovi movimenti religiosi, alle «sette» e all’esoterismo, Massimo Introvigne si ferma a riflettere sul significato delle sue ricerche per la società e per la Chiesa. Non si tratta solo di movimenti organizzati, ma di credenze – come quella nella reincarnazione, diffusa anche tra i cattolici – e di influenze che derivano da romanzi come Il Codice Da Vinci e da film come Avatar. Questi nuovi discorsi, le suggestioni, i percorsi cambiano il panorama religioso ma anche il modo di credere di tanti fra gli stessi cattolici. Che fare, allora? Con il rigore del sociologo e la passione del fedele, alla sequela del Magistero di Papa Benedetto XVI e dei vescovi – di cui sono pubblicati in appendice alcuni testi essenziali – Introvigne invita a diffidare delle soluzioni facili e immediate e ad apprendere la difficile arte del discernimento.
Massimo Introvigne è un sociologo che ha al suo attivo oltre quaranta volumi, dedicati soprattutto al pluralismo religioso e ai nuovi movimenti spirituali. Dirige a Torino il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), una delle maggiori istituzioni mondiali che si occupano di rilevare e descrivere le presenze religiose in Italia e nel mondo; è vice-presidente dell’APSOR (Associazione Piemontese di Sociologia delle Religioni) e vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica.

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Oms, smontare i falsi miti sui vaccini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

È l’obiettivo della quinta Settimana europea dell’immunizzazione, iniziativa promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità fino al 1 maggio, che quest’anno si focalizzerà sulla vaccinazione anti-morbillo e rosolia.  In Italia – informa una nota – si terranno tre seminari con il patrocinio dell’Unicef e del Moige, che avranno come tema Il valore della vaccinazione: gli incontri sono in programma all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (26 aprile), all’università degli studi di Palermo (27 aprile) e di Cassino (28 aprile) e sono destinati ai futuri professionisti sanitari, come gli studenti in Medicina e chirurgia e in Scienze infermieristiche, ma anche ai cittadini. L’obiettivo è diffondere il messaggio del vaccino come tecnologia creatrice di valore e non mero strumento di profitto, come dimostrano robuste evidenze scientifiche. Grazie alle vaccinazioni, infatti, è stato e sarà possibile sconfiggere e ridurre considerevolmente gravi patologie infettive, abbattendo in maniera drastica mortalità e morbilità a esse associate. (fonte doctor news)

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Mostra: Simboli e miti

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

Roma 29 aprile 2010, ore 18.00 Piazza della Repubblica 55/56 Inaugurazione mostra della pittrice Irem Incedayi  Orari : 9.00 – 17.00 (dal lunedì al venerdì) Ingresso gratuito  Tema conduttore  della pittura di Irem Incedayi è fondere l’arte d’Oriente e l’arte d’Occidente. Le sue sono tele caratterizzate da intrecci tra calligrafie e motivi orientali ricchi di simboli ed equilibri  dati dalla forza della statuaria classica. Nelle opere di Irem Incedayi prendono forma i “miti” nati sulle opposte sponde del Mediterraneo,  la tecnica che utilizza si ispira agli antichi affreschi romani.  Opere di medio e grande formato con una tecnica che rispecchia le radici culturali dell’artista che spaziano da Oriente a Occidente, lungo un immaginaria “via della seta”. Un Oriente la cui trama fitta, misteriosa, intricata e inestricabile forma una specie di labirinto che richiama ad un gioco cangiante di riflessi, riflettendo se stessa e il suo passato. Un Occidente “staccato” dagli antichi palazzi di Pompei, di Roma che appare dalla memoria sulle tele dell’artista come un “affresco”. Nelle sue opere lo studio di diverse tecniche approdano in una forma pittorica in cui le stesse tele vengono trattate come se fossero muro e diventano degli “strappi d’affresco”.  E’ da una lontananza spazio temporale che ci arrivano le immagini. Esse si rapprendono sulla tela in una materia che è quella degli intonaci dei palazzi di Bisanzio e si snodano flessuose e raffinate come una calligrafia ottomana. E’ un linguaggio fatto soprattutto di segni: sono segni vaganti, ora sommersi, ora in superficie che assumono forme che a volte ricordano “l’antica tappezzeria” quasi per confondere le idee a chi le osserva e obbligarlo ad entrare nell’opera per comprenderne il vero significato. (Irem Incedayi)

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Lorenzo Maria Bottari: L’errare inquieto dei miti

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Enna fino al 10/5/2010 via Lombardia Castello di Lombardia A cura di Elvira D’Angelo  La mostra raccoglie un significativo corpus di opere, che vanno dalla fine degli anni Sessanta sino ad oggi, attraverso il quale e’ possibile tracciare una breve ma significativa cronistoria dell’artista.  Un nuovo Efesto, Lorenzo Maria Bottari, che, contrariamente a quello dei racconti mitologici, fa del mondo la propria fucina. Da questa si liberano creature dai colori ora della folgore, ora della tenerezza evanescente, ma sempre, tuttavia, soggette all’azione ammorbidente del fuoco.  Artista prolifico mai pago del proprio girovagare tra i luoghi corruschi della mente e fra quelli contaminati della realtà, i cui odori, liquori e sapori intridono inevitabilmente il corpo della materia pittorica, Bottari e’ un pittore che ha sempre creduto nel valore dell’immagine, e ne ha sviluppato, in tutta la sua opera, la volontà iconografica contro l’iconoclastia dell’arte minimale e concettuale.  ( Da Elvira D’Angelo (storica e critica d’arte. Catania, 26 marzo 2010) (bottari)

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I satanisti. Storia, riti e miti del satanismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Massimo Introvigne – Sugarco 2010 – pp. 440 – € 25,00 scontato 22,50 Massimo Introvigne ha indagato per oltre trent’anni. Oggi può riassumere i suoi studi nell’opera di una vita, rispondendo finalmente in modo attendibile a domande che molti si pongono ma che spesso non trovano risposte. Chi sono i satanisti? Quanti sono? Quali riti celebrano? Sono pericolosi? Che cosa fare per allontanare i giovani dal satanismo? Dalla corte del Re Sole alla California della Chiesa di Satana, dalla Francia del secolo XIX ai culti satanici contemporanei di Torino e di New York, dagli Hell-Fire Club alle Bestie di Satana, Introvigne ricostruisce con dovizia di particolari – e con un rigoroso esame di fonti e documenti – la storia del satanismo dal Seicento ai giorni nostri. Come pendant – non meno interessante – alle vicende dei satanisti si disegna un’altra storia: quella delle reazioni sproporzionate che amplificano la realtà del satanismo e ne fanno un incubo collettivo delle nostre notti più oscure, dove in pieno secolo XXI Satana continua a tormentarci con la sua inquietante presenza. (fonte Theseus Libreria internet)

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Gianni Morandi sabato in Tv

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2010

Gianni Morandi ritorna in tv, sabato 3 Aprile 2010,  Rai 1  ore 21.10, per lo spettacolo Ti lascio una canzone, condotto da Antonella Clerici. Gianni proporrà i suoi cavalli di battaglia, esibendosi con i piccoli concorrenti che partecipano alla trasmissione, in onda dall’Auditorium di Napoli  ed alcune delle canzoni contenute nel suo ultimo album Canzoni da non perdere, brani fra i più belli composti da autori come  Jovanotti, Baglioni, Dalla, Battisti,  De Gregori,  Venditti, Bennato,  Concato e riproposti da Morandi nel suo inconfondibile stile. Appuntamento imperdibile, quindi, con Gianni che da circa 3 mesi e’ al lavoro per la preparazione di Canzonissima, riedizione dello storico ed indimenticabile programma Rai, andato in onda dal 1957 al 1974, di cui ancora oggi si ricordano le sfide fra veri e propri miti della musica italiana come Claudio Villa, Massimo Ranieri e lo stesso Morandi, vincitore di ben 3 edizioni nel 65-66 con “Non son degno di te”, 68-69 con “Scende la pioggia”, 69-70 con “Ma chi se ne importa” e che ha vantato negli anni conduttori come Manfredi, Mina, Panelli, Walter Chiari, Tognazzi, Nino Taranto, Mondaini, Dario Fo, Franca Rame, Corrado, Raffaella Carrà. Working  in  progress quindi per Gianni che, da noi raggiunto telefonicamente, ha confermato la sua volontà di riproporre lo show e di far rivivere uno storico marchio, ancora adesso vivo nei ricordi della gran parte dei telespettatori italiani. Per il momento sono state pubblicate, in proposito, notizie non confermate e, in alcuni casi, prive di fondamento, Morandi ufficializzerà tutte le informazioni reali che riguarderanno Canzonissima 2010 non appena ci sarà la conferma da parte della Rai e della produzione Ballandi.

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Carlo Zoli: Mito e Leggenda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

Mantova fino al 26/11/2009 via Cappello 17, Galleria “Arianna Sartori” Carlo Zoli espone per la quinta volta a Mantova alla Galleria -Arinna Sartori – Arte- nella Sala di Via Cappello 17.  La personale intitolata Mito e Leggenda, si compone di una selezione di sculture recenti eseguite dall’artista in terracotta.   La creatività di Carlo Zoli aggiunge sempre nuovi episodi allà sua avvincente Saga epica, della quale i protagonisti si materializzano emergendo da un passato tanto lontano da generare una commistione fra storia, leggenda e mitologia: guerrieri carichi di gloria, liocomi guizzanti, ardite amazzoni e severe valchirie, ma anche molte altre figure altrettanto nobili che ispirano serenità inserendo nel contesto delle opere le tematiche della bellezza, dell’amore e di una dolce maternità.  La sua scultura e lo specchio dell’eterno contrasto fra il plasticismo mimetico, il culto romantico dell’immagine, la ten-denza modernizzante alla sintesi ed una ardita e complessa elaborazione che possa conferire slancio e’ senso del diveni-re alle figure. Figure alle quali l’autore riesce sempre ad imprimere un atteggiamento dinamico al fine di’ realizzare un compromesso artistico fra l’opera compiuta, la forma pura e la genesi creativa, fondata su di una idealizzazione quasi sacrale del soggetto. (zoli)

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