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Un viaggio mitico, che non ha eguali: da Mosca a Pechino in treno

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Itinerario: Italia, Mosca, Ekaterinburg, Novosibirsk, Krasnoyarsk, Irkutsk, Lago Baikal, Ulan-Ude, Ulaanbaatar – volo – Pechino, Italia. Quota di partecipazione: a partire da € 5.605,00 a persona in standard economy quadrupla. Da Mosca, ci si sposta verso il cuore dell’Asia per arrivare fino a Pechino, per ammirare una delle meraviglie del mondo, la Grande Muraglia Cinese.
Un itinerario transcontinentale unico al mondo, quasi 8.000 chilometri, 7 fusi e tre Paesi: Russia, Mongolia e Cina, attraversati nella comodità di un treno storico ma con tutti i comfort moderni. Da Mosca a Ulaanbaatar, e poi con volo a Pechino, un viaggio di 15 giorni che prevede soste e pernottamenti in sette splendide località intermedie e guida parlante italiano per le partenze garantite del 20 luglio e del 10 agosto.
Partenze garantite di gruppo: 20 luglio e 10 agosto 2019 con guida parlante italiano (sono previste altre partenze garantite con guide parlanti inglese)
Queste due metropoli sono il punto di partenza e di arrivo di questa emozionante proposta di Le Vie del Nord. Ma la vera avventura, quella in grado di regalarvi emozioni ed esperienze intense è quella che vivrete a bordo del treno privato Grand Trans-Siberian Express.
La prima delle località toccate lungo la rotta è Ekaterinburg, la “Capitale dei Monti Urali”, al confine tra Europa e Asia. Oltre alla visita della città fondata nel 1723 dallo zar Pietro I come polo dell’industria metallurgica, particolarmente interessante sarà l’escursione nelle foreste degli Urali per visitare Ganina Yama, luogo ritenuto sacro dai russi.Attraversando le pianure della Siberia occidentale, si giunge a Novosibirsk e, dopo aver visitato la città, vi attendono un’escursione nella Taiga, la ‘vera foresta siberiana’ e una crociera in barca sul fiume Ob, passando sotto il possente ponte della ferrovia Transiberiana.Avrete la possibilità di arrivare a Krasnoyarsk, città il cui accesso nell’era sovietica era vietato agli stranieri e alla maggior parte dei cittadini sovietici, prima di proseguire per Irkutsk, definita la “Parigi della Siberia” per il suo colorato stile di vita durante il periodo degli Zar e caratterizzata da case in legno di fine ’800. Qui, potrete anche assistere ad un concerto privato di musica classica in uno storico palazzo. Il momento saliente del tour con il Grand Trans-Siberian Express è sicuramente il lago Baikal, la più grande riserva di acqua dolce del mondo, che saprà incantarvi con le sue acque dal colore blu intenso e per lo splendido scenario circostante. Una breve crociera sul lago fino al piccolo villaggio di Port Baikal, dove il treno privato vi starà aspettando per condurvi a bassa velocità lungo la scenografica linea ferroviaria Circum Baikal tra Port Baikal e Sludyanka.Un’ultima sosta a Ulan-Ude, la capitale della cosiddetta “Repubblica Autonoma Buryat”, prima che il treno lasci la Siberia in direzione sud per raggiungere la Mongolia, tra paesaggi di steppe, montagne e deserti. È in questo tratto che avviene il passaggio dalla linea principale transiberiana alla linea principale trans mongola.Una visita alla città di Ulan Bator, capitale della Mongolia, un incredibile spettacolo di musica e danze e una tradizionale cena “mongola” vi attendono all’arrivo, ma l’escursione al Parco Nazionale Terelj sarà indimenticabile. Famoso per le sue bellezze naturalistiche, vi lascerà a bocca aperta per il fantastico paesaggio montuoso creato dalle gigantesche rocce di granito, tra cui si distingue la “Turtle Rock”.E infine, da Ulan Bator in volo a Pechino, dove si potrà ammirare la Città Proibita e la Grande Muraglia Cinese.

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Mitico tango

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2015

mitico tangoSan Donà di Piave giovedì 3 dicembre alle ore 21 al Teatro Metropolitano Astra di San Donà di Piave appuntamento all’insegna della passionalità e dell’emozione con MITICO TANGO, che vede in scena Adrian Aragon e Enrica Boaglio assieme ad altre due coppie di ballerini – Pablo Moyano e Roberta Beccarini, Pablo Velez e Daniela Kyzyima – accompagnati dalle musiche dal vivo del Quintetto I Fiori Blu ovvero Gloria Clemente – Pianoforte, Pietro Sinigaglia Voce – Corno francese – Percussioni, Matteo Rovinalti – Violino, Davide L’Abbate – Chitarra e Andrea Cozzani – Basso elettrico. Sulle note dei tanghi più celebri, in un percorso che va da Gardel a Piazzolla passando per le varie contaminazioni che questo genere ha attraversato, musicisti e danzatori trasportano il pubblico in un emozionante viaggio dalla Buenos Aires di inizio secolo a Parigi, toccando i più famosi brani che hanno fatto la storia del tango. Su queste indimenticabili note si dipanano gli incontri delle coppie che in un viaggio immaginario arrivano al Vecchio Continente e ai carrugi di Genova, dove la malinconia del “sentimento triste che si balla” viene raccolta dalla voce di De Andrè e dalle sue storie. Mitico tango è una serata indimenticabile di mondi lontani, solitudini che si incontrano e emozioni notturne.
Adrian Aragon e Erica Boaglio insieme dal 1994, vantano esperienze di altissimo mitico tango1livello nell’ambito del tango e questo ha permesso loro di toccare i massimi vertici della professione. Costantemente impegnati in tournée e seminari in Europa come in America Latina, protagonisti assoluti di festival e grandi eventi, ammaliano da tempo le platee di tutto il mondo interpretando come pochi tutta la passione di questo intramontabile ballo. I Fiori Blu, direzione Pietro Sinigaglia, è un progetto musicale che unisce la passione e il lavoro di una vita che ha esplorato il territorio del tango e la musica italiana d’autore, nel segno di Fabrizio De Andrè e del suo amico fragile, Luigi Tenco. Tutto comincia da uno sguardo trasversale che quasi per caso cerca di coniugare in una sola musica le sonorità scure, meditative, sensuali ma mai lascive del tango con la raffinatezza del pensiero che si trasforma in parola comune, del comune mortale, tanto cara a De Andrè. È l’incontro dell’immortalità, inseguita dal passo lento della milonga notturna, con la mortalità dei vinti cantati e poi risorti nelle canzoni del cantautore, poeta. (foto: mitico tango)

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Un francobollo per Albertone

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Roma 26 ottobre 2010 alle ore 11.15 Biblioteca Teatrale SIAE Del Burcardo,  Via del Sudario, 44  (Traversa di Via di Torre Argentina) Presenzieranno:  Avv. Giorgio Assumma, Presidente della SIAE e Presidente Onorario della Fondazione Alberto Sordi.  Ing. Sergio Utili, Direttore della Fondazione Alberto Sordi Stefania Binetti, Responsabile delle Relazioni Esterne della Fondazione Alberto Sordi Francesca Fellini, nipote del regista e Alessandro Gassman, figlio dell’attore.
Da Giovedì 28 ottobre il mitico Alberto Sordi verrà celebrato con un’emissione filatelica limitata, realizzata da Poste Italiane su proposta della Fondazione Alberto Sordi. Un francobollo che farà parte di un trittico per celebrare tre grandi protagonisti del cinema italiano:  Alberto Sordi,  Vittorio Gassman e Federico Fellini. L’emissione sarà accompagnata inoltre da una brochure con i testi di: Gian Luigi Rondi, Tullio Kezich, Diletta D’Andrea Gassman, Sergio Utili (Direttore Fondazione Alberto Sordi), Stefania Binetti (Relazione esterne Fondazione Alberto Sordi).

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La Tartuca vince il Palio dell’Assunta

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

Siena. Luigi Bruschelli detto ‘Trecciolino’ della contrada di Castelvecchio sul cavallo Istriceddu ha vinto il Palio di Siena. E’ la sua dodicesima vittoria. Gli mancano altre due vittorie per portarsi alla pari del mitico Aceto con i suoi 14 tagli del nastro. Il cavallo un baio scuro di sette anni, invece, è alla sua seconda  vittoria. La prima volta correva per la contrada La Civetta. Il risultato ha rispettato i pronostici della vigilia. Dopo la vittoria i  contradaioli della Tartuca si sono recati, secondo tradizione, in Duomo per intonare il Te deum di ringraziamento.
Quest’anno è stato un Palio sfortunato prima per la morte di un turista francese per una pietra staccatasi da un balcone mentre l’uomo partecipava ad una cena della Contrada e oggi una donna è stata ferita, ma lievemente, alla testa da uno sbandieratore.

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L’altra città possibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

“L’Altra Città” edizioni Studium Roma  è il nuovo libro di Padre Pier Sandro Vanzan e Fabio Rossi, un volume sul disagio giovanile, l’immigrazione, il carcere, come costruire nuove solidarietà.  Padre Vanzan grande amico della comunità Casa del Giovane, non è soltanto  il mitico scrittore di Civiltà Cattolica, è anche un uomo che non arretra di fronte all’arrembaggio contemporaneo delle nuove certezze vendute a poco prezzo, basate spesso sulla capacità di dire tante cose in fretta proprio per non dire niente. “L’Altra Città” racconta di come tanto tempo fa chi abbandonava il paese raggiungeva la sicurezza nella città, nello stare insieme a tante altre persone incontrava sempre nuove opportunità. Città  del passato e città del presente, tanti agglomerati e  tante differenze, città del buio e città della luce, manifesti universali e cartelli artigianali, città che non hanno più capacità di riparare e migliorare, di modificare percezioni e vivibilità, la stessa paura del diverso che “non consente di pensare una differente dimensione  sociale”. Questo libro possiede coerenza e generosità, righe che riguardano i costruttori di futuro e i custodi attenti di verità, pagine scritte con quadratura intellettuale ferma e allo stesso tempo mobile, per non rimanere sconvolti dalla scoperta di avere tante città diseguali, mimetizzate, straripanti una nuova idealità del passare avanti, del non fare caso a chi cade, non andare troppo sul sottile per quanto succede nelle parti “altre” della città, e “altre” città che non sono la nostra, anch’essa ci appare distante da ciò che credevamo fosse. Città  di periferie esistenziali, di colori di guerra sulla pelle, di luoghi sicuri non per arte di tolleranza che spesso professa disinteresse per le condizioni altrui. “L’Altra città” descritta da  Padre Vanzan, va spiegata fin dalla scuola materna, fin da piccoli, quando gli occhi non vedono dall’altra parte della strada. Stili di vita, comportamenti, quotidianità  che possono essere strumenti e riferimenti alti, per allentare i sovraccarichi intollerabili degli interventi di una giustizia giusta per ogni città che si presenta scoperta, spogliata, tradita, nelle sue molteplicità, a partire dalle problematiche mai risolte dei rom e dei sinti, del carcere ridotto a un contenitore di numeri e inutilità, ai flussi migratori impediti a Lampedusa e vaganti sul territorio, sulla violenza che dilaga tra le mura domestiche e  sulle carreggiate, violenza che obbliga a barricarci dentro noi stessi, e così perpetrare altra violenza nelle generazioni più giovani, quelle che dentro una classe optano per il sopruso e la sofferenza dell’altro per arrivare primi al traguardo. L’Altra città è una ridotta specola sulle tante altre città che divampano private di uscite di emergenza, nelle altre estremità esistenziali ove non esiste attenzione, ma disamore per quanti non sono come noi. Questo libro è diga insormontabile affinché  la violenza non diventi l’unico strumento di certezza di fronte a ciò che riteniamo una diversità etnico, religiosa, o più semplicemente socioeconomica, pagine  di vista prospettica, posseggono la fiducia necessaria per ricondurre la società in un alveo di civiltà, concordia, e integrazione. (Vincenzo Andraous)

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