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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Capracotta: Sebastiano Di Rienzo, un libro ne celebra il mito

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

È uno dei molisani più noti al mondo, con onorificenze raccolte ad ogni latitudine. Sebastiano Di Rienzo, nato a Capracotta nel 1940, da oltre sessant’anni è ambasciatore del fashion “made in Italy” grazie alla creazione di abiti femminili d’alta moda che hanno vestito dive immortali come Silvana Pampanini, Virna Lisi, Sofia Loren, le gemelle Kessler e Brit Ekland, moglie di Peter Sellers. Ma anche, tra le tante, Pupella Maggio, Maria Grazia Cucinotta, Anna Valle e Sabrina Ferilli.Per anni presidente della prestigiosa Accademia dei sartori, erede di quell’Università dei sartori voluta da Papa Gregorio XIII nel 1575, Di Rienzo ha preso parte da protagonista, sin dagli anni Settanta, ai congressi dei sarti in tutto il mondo.Particolarmente conosciuto in Asia, dove per anni ha avuto un ufficio e un proprio agente ed ha presieduto una ventina di importanti eventi del settore, nell’Expo di Shangai del 2010 è stato definito il “Marco Polo della Moda”. A coronamento di questa assidua frequentazione, è stato nominato preside onorario presso l’università di Xi-An.A ripercorrere il prestigioso cammino professionale di Di Rienzo, ad iniziare dalle sue numerose trasferte non solo in tutta Europa, ma anche in America (Usa, Canada, Argentina, Uruguay) e in Asia (Cina, Corea, Giappone, Kuwait, Malaysia, Taiwan, Thailandia) è ora il giornalista Giampiero Castellotti, che firma il volume “Sebastiano Di Rienzo, maestro del fashion internazionale” (De Luca editori d’arte). Nelle 224 pagine del libro riccamente illustrato, attraverso una lunga intervista caratterizzata da avvincenti ricordi, l’autore rende il doveroso omaggio al maestro noto anche per i suoi gesti solidali: nel corso della pandemia, Di Rienzo ha realizzato oltre tremila mascherine donate ad istituzioni e ad amici ed ha contribuito alla formazione professionale dei detenuti insegnando loro, direttamente nelle carceri, i segreti del taglio e del cucito.Le prime cinquanta pagine del volume sono dedicate al Molise e a Capracotta, paese da dove sono partiti un migliaio di sarti. Tra loro quel Ciro Giuliano nato nel 1894 e scomparso a Roma nel 1978, anche lui presidente dell’Accademia dei sartori, a cui il giornalista Indro Montanelli nel 1956, in “Busti al Pincio”, dedicò pagine immortali: “Ciò che sapevo di Ciro Giuliano, il re dei sarti europei, prima di conoscerlo, non era di tal natura da invogliarmi a diventarne cliente – ha scritto il giornalista e storico toscano. “Era stato lui a vestire Mario Pansa, l’ultimo, e forse l’unico, dandy italiano, di un’eleganza pari soltanto alla sua insolenza e al suo patrimonio; e continua a esser lui il fornitore di Palazzo Chigi e di quanti son rimasti nel mondo a contendersi il titolo di arbiter. La sua casa di piazza Farnese, mi dicevano, straripava di Tintoretti e di Tiziani; e alla sua mensa, perpetuamente imbandita per dodici persone, si riunivano principi e miliardari”.Di Rienzo continua a tenere alta la bandiera di Capracotta, costituendo anche la memoria storica di questo importante segmento dell’artigianato e della moda del “Made in Italy”.

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Dalla prefazione del “Mito” di Riccardo Alfonso

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

Nel porre mano a questo mio lavoro ho inteso titolarlo “Il mito” per il contenuto che mi sono proposto di conferirgli ma anche memore da ciò che ho tratto dalle mie letture. Non dimentico, infatti che nel mythos gli antichi greci non si riferivano solo al racconto delle azioni compiute dalle divinità, dai loro eroi leggendari ma anche per cercare una qualche spiegazione ai fenomeni che non sapevano intendere e che affondavano le loro origini nella notte dei tempi. Erano i miti della creazione o delle origini. Erano i miti naturalistici e quelli storici che avevano la funzione di tramandare le vicende e le tradizioni di un popolo. E oggi hanno il merito di consentirci di conoscerli e di comprenderli meglio. E anche di riflettere sugli aspetti naturali che attraversano le generazioni sui temi dalla nascita alla morte e ancor più sul mistero dell’aldilà e il rapporto con il soprannaturale.A tratti l’antico pensiero ci rinfranca con uno dei miti più profondi e soavi che l’anima greca abbia intessuto sopra una storia d’amore e di morte. Mi riferisco al trace Orfeo. Non fu un eroe ma un poeta tenero e armonioso. Incantò con le sue melodie le stesse Sirene che avevano circondato la nave degli Argonauti per affascinarli. Fu lo sposo della bella ninfa Euridice e viveva con essa nella ridente Tracia. Ma il destino volle che un giorno la diletta sposa per sfuggire ad Aristeo, che avrebbe voluto offrirle amore, mise il piede sopra una serpe nascosta nell’erba e la sua vita si spense tra le braccia del disperato sposo. Il suo dolore fu grande, il suo canto angosciato turbò la natura e i suoi abitanti che fecero eco ai suoi lamenti. Un giorno Orfeo, per cercare di placare la sua disperazione, volle cercare Euridice fra i morti e scese nell’Erebo. Il giovane avanzava lento tra sentieri mai battuti da un uomo vivo e si accompagnava con il tinnire della cetra in tono lamentoso: Euridice, Euridice, gemeva con il suo canto. Taceva Cerbero e non s’udiva l’urlo delle Furie. Quest’amore così straziante e disperato alla fine impietosì Plutone. Consentì che la giovane amata ritornasse in vita ma ad una sola condizione: Orfeo non doveva mai volgersi indietro a guardare Euridice finché non fossero giunti entrambi alla luce. Una dura condizione che avrebbe comunque rispettata se ad un certo punto non sentendo più i lievi passi dell’amata sull’erba si girò a guardarla. Non vide altro che un’ombra che svaniva. L’Erebo aveva ripreso per sempre la sua preda. La disperazione del poeta divenne incontenibile. Vagava come un folle nelle selve e negli spechi e il suo canto era mesto come un singhiozzo o lacerante come un grido. Un mattino il suo corpo fu trovato smembrato in un bosco. Le Menadi, fide a Bacco, rivale e nemico d’Orfeo, lo avevano dilacerato in una notte d’orgia. L’insegnamento che ne traiamo è la virtù divina della poesia che è capace persino di ridestare i morti e l’essenza di sogno delle cose desiderate, che se guardate troppo da presso, si dissolvono come nebbia.

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Vittorio Continelli in “discorso sul Mito – frammenti”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 Maggio 2021

Roma Teatro Villa Pamphilj 2 giugno 2021 – dalle ore 12 (ore 15 – Sfide al potere: Aracne, Prometeo ore 17 – Nascita di una civiltà: Europa, Atene ore 19 – Eros e Metamorfosi: Atteone) al Teatro Villa Pamphilj di Roma è di scena Vittorio Continelli con lo spettacolo “discorso sul Mito” composto da quattro differenti racconti: Latinoamericana, Sfide al potere, Nascita di una civiltà e Eros e Metamorfosi. “Discorso sul Mito” racconta passioni, sentimenti, avventure, disavventure, amori e metamorfosi di dèi e uomini. Vittorio Continelli mette in scena una serie di racconti incentrati sulle vicende della mitologia restituendo uno sguardo talvolta impietoso, talvolta divertito sull’umanità e sul presente. Gli spettatori entrano in teatro, l’attore li accoglie, li invita ad accomodarsi, rivolge loro qualche parola di benvenuto e poi sceglie una storia tratta dal suo repertorio, per ogni gruppo, per ogni spettatore una storia diversa. Si parte dal suono di un carillon e poi comincia il racconto.Ognuno può riconoscersi nei sentimenti e nelle azioni dei protagonisti delle storie – dèi ed eroi ma non solo. Discorso sul Mito ci racconta tutti così come siamo: coraggiosi e codardi allo stesso tempo, avventurieri e vittime delle nostre più intime paure. È il racconto dell’umanità attraverso il filtro di storie antichissime. Ognuno può ritrovare sé stesso nelle vicende di Orfeo o in quelle di Euridice, ognuno può immaginare di essere Zeus o una delle sue vittime.Discorso sul Mito è un progetto che da quasi dieci anni gira l’Italia incontrando il pubblico ovunque se ne dia l’occasione: negli appartamenti, nelle aule scolastiche, nelle sedi associative, nei giardini. In questo momento però, al di là delle difficoltà oggettive imposte dal tempo che viviamo, ci è sembrato doveroso stare su un palco, ribadire che il teatro è un luogo vivo. Non è soltanto una testimonianza, ma un tentativo vero di ricucire una distanza.In questa nuova versione del progetto l’incontro con gli spettatori avviene per piccoli gruppi nel corso di un’intera giornata. A ciascuno di essi (anche se dovesse trattarsi di un solo spettatore) viene donata una storia tratta da un ampio repertorio che va dalla mitologia classica a quella precolombiana, quest’ultima sezione è pensata anche per gli spettatori più piccoli.L’abbraccio (metaforico) con gli spettatori è ciò che più ci è mancato in questi lunghi mesi di silenzio forzato. Tornare in teatro e scegliere di restarci per un giorno intero è un atto d’amore oltre che una rivendicazione. Si tratta di una sfida, di un esercizio ostinato di volontà e di libertà, un tentativo di tornare ad abitare i teatri più piccoli e con meno risorse a disposizione.www.teatrovillapamphilj.it Costi biglietti: 7€: singolo spettacolo. 10€: due spettacoli, 14€: tre spettacoli 21€: quattro spettacoli.

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Riposo in gravidanza? Un mito da sfatare

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

“In Italia molti medici tendono ancora a prescrivere il riposo in gravidanza, secondo una tendenza ormai superata”. Ha affermato Daniela Galliano, medico chirurgo, specializzata in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Responsabile del Centro PMA di IVI Roma. “Premesso che ogni gravidanza è diversa e rappresenta un caso a sé, è importante far presente che, nella maggior parte dei casi, il riposo può essere nocivo. La sedentarietà può determinare un aumento di peso, rischioso tanto per la madre quanto per il feto. Al contrario, uno stile di vita attivo, combinato a un’alimentazione sana e bilanciata, mantiene alto il metabolismo, migliora l’umore e protegge il sistema cardiocircolatorio”.“Chiaramente – ha specificato la dott.ssa Galliano – l’approccio all’attività fisica in gravidanza deve essere calibrato in maniera personale. Atlete professioniste o donne molto allenate potranno continuare la loro routine, allentando il ritmo con il procedere della gravidanza ed eliminando le attività pericolose o traumatiche. Mentre, per coloro che non hanno mai praticato sport, è consigliabile iniziare in maniera soft, camminando all’aria aperta e magari frequentando corsi di pilates o yoga ideati appositamente per le donne in gravidanza”.“In più, – ha continuato la Responsabile del Centro PMA IVI di Roma – è opportuno tener presente che durante i 9 mesi della gestazione il corpo subisce cambiamenti importanti, e rapportare ad essi l’attività fisica. In generale, per prevenire dolori lombari è bene rafforzare i muscoli addominali e il pavimento pelvico. Inoltre, dato che il crescere del pancione e del seno determinano una compressione del diaframma e uno squilibrio anteriore del peso corporeo, è consigliabile la ginnastica posturale per mantenere una postura corretta.Per minimizzare i problemi fisici legati alla gravidanza e arrivare pronte al momento del parto, può essere utile, alle donne non abituate allo sport, frequentare un corso di ginnastica preparto. Tali corsi sono ideati per preparare le donne al momento della nascita sia da un punto di vista fisico, rafforzando i muscoli addominali per gestire meglio la spinta, lavorando sull’apertura delle anche e sulla respirazione, ma anche a livello psicologico, per allentare le tensioni legate al parto”. “Infine, – ha continuato la Dott.ssa Galliano – è da tener presente che l’attività fisica è un toccasana non solo per le donne incinte, ma anche per coloro che cercano una gravidanza. In particolare, l’allenamento all’aperto è estremamente benefico per l’organismo. Diversi studi hanno dimostrato che il tempo all’aria aperta ha una funzione antidepressiva, allevia le infiammazioni, abbassa la pressione, aumenta le capacità mentali. Ne consegue che in un allenamento outdoor i benefici sono amplificati rispetto alla tradizionale palestra. All’esterno si avrà una maggiore ossigenazione, vantaggiosa tanto per l’apparato respiratorio quando per i muscoli; si farà il pieno di vitamina D, essenziale per l’assorbimento di calcio, fosforo e per il sistema immunitario. In più, all’aperto migliorano le prestazioni cardiovascolari e si determina un maggior dispendio di energie, dato dall’imprevedibilità dell’ambiente rispetto a quello ben conosciuto della palestra. Da ultimo, non va dimenticato che, secondo la cromoterapia, la vista del verde è rilassante e benefica per l’equilibrio da un punto di vista psichico ed emotivo”.

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Goffredo Fofi: Il secolo dei giovani e il mito di James Dean

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Collana le Onde, pp. 96, 10 euro. La nave di Teseo. In libreria dal 26 novembre. Con il rifiuto delle borghesie che avevano mandato a morire milioni di giovani, dopo la I e la II guerra mondiale nacque una “questione giovanile” che invase le arti e la società ed ebbe il suo sbocco nel ’68, e terminò con l’amara sconfitta negli anni ’70 e ’80 di ogni illusione di poter “cambiare il mondo e cambiare la vita”. James Dean ne fu un esempio rivelatore nei film e nella vita, tormentato adolescente dentro la società del benessere. Gli incauti ed entusiasti studiosi che hanno osato chiamare il ’900 “il secolo dei giovani” non pensavano certamente al numero dei giovani morti nelle due guerre (e nelle tante altre che lo hanno insanguinato, col pretesto di questa o quella ideologia), ma alle nuove forme di protagonismo giovanile che si affermarono in reazione alle due “grandi” guerre, e ai modi di neutralizzarle messi in atto nel mondo occidentale capitalista dopo la seconda, con la diffusione o imposizione dei modelli della american way of life, infine vincenti. Il dominio parte sempre dai giovani, si serve dei giovani, manda al massacro i giovani per primi, e questo il Novecento ha saputo ben ricordarcelo, insegnarcelo.

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Il mito del deficit

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Tutto quello che sapete sulla moneta è sbagliato di Stephanie Kelton Collana Le terre (Fazi Editore) Il testo definitivo sulla MMT (Modern Monetary Theory), la nuova teoria economica che sta conquistando il mondo. Un libro rivoluzionario, considerato da molti il più importante testo di divulgazione economica degli ultimi anni. Bestseller del «New York Times» In libreria dal 26 novembre «Il genio della Kelton è pari a quello di da Vinci e di Copernico, pensatori eretici che ribaltarono le teorie dominanti del loro tempo. La Kelton fa lo stesso con l’economia moderna».

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L’uomo, il mito, il cantautore: Lucio Dalla

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

Castellammare del Golfo 19 luglio alle 21,30 a Castellammare del Golfo, in piazza Stenditoio, nell’area di Cala Marina.Farne sentire le atmosfere positive è compito dei Futura, che sarano col chitarrista Ricky portera e il batterista Gionata Colaprisca – che in passato hanno suonato con Dalla – il La band suonerà i più grandi successi di Dalla nei suoi arrangiamenti originali, con una formazione speciale, guidata da Giovanni Butticè. In scaletta: “Caruso”, “Attenti al lupo”, “Canzone” e tanti altri brani.I biglietti costano 15 euro e si possono comprare o su http://www.ticketone.it o nei punti vendita tickettando.Il concerto è organizzato da In the Spot Light.

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Metamorfosi: Altre Storie Oltre il Mito

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Maggio 2019

Roma Domenica 26 maggio ore 18.00 e ore 21.00 Teatro Ghione Via Delle Fornaci, 37 Enrico Lo Verso Con la partecipazione di Sade Mangiaracina in METAMORFOSI – Altre Storie Oltre il Mito regia di Alessandra Pizzi.
Un testo a parti fisse e parti modificabili in base agli “ospiti” della serata. Storie da raccontare, tratte dal capolavoro della classicità: Metamorfosi, scritto da Ovidio, nel tentativo di “tessere” quel grande arazzo di miti e leggende che, a distanza di duemila anni, fanno parte del tessuto collettivo patrimonio dell’umanità.
In scena l’amore di Apollo e Dafne, il viaggio impervio di Dedalo e Icaro, la bellezza incontenibile di Narciso, la brutale violenza ai danni di Proserpina, la vendetta di Pallade contro Aracne ed altri ancora. Il racconto su testi tradotti esclusivamente per lo spettacolo dal latinista Nicola Pice, è affidato ad Enrico Lo Verso che guida il pubblico in un viaggio senza tempo tra miti e leggende, attraversa l’Olimpo e svela vizi e virtù degli dei. Come un moderno Ovidio, l’attore traccia la narrazione avvalendosi della presenza sul palcoscenico di “ospiti d’eccezione”, che, per ogni replica, portano il loro omaggio al Poeta. Lo spettacolo così diventa in ogni replica “altra cosa”, si trasforma grazie alle diverse sensibilità artistiche che si avvicendano e dalla sinergia che si crea fra le diverse interpretazioni. Nasce così l’idea di uno spettacolo evento destinato a sole poche date su territorio nazionale che ha debuttato nell’estate del 2017 presso il teatro antico di Segesta, ha fatto tappa nei teatri e nei festival italiani, portando sui palcoscenici musicisti, coreografi ed artisti di vario genere.Il 26 maggio sarà in scena a Roma dove la recitazione di Enrico Lo Verso sarà accompagnata dal pianoforte di Francesco Maria Mancarella, dal clarinetto di Lorenzo Mancarella e dalla beatbox di Filippo Scrimieri, in arte BigByps.Parole e musica saranno incorniciate dalle coreografia aeree e a corpo libero di Marilena Martina. Pregiata partecipazione sarà quella di Sade Mangiaracina, straordinaria pianista jazz di fama internazionale (che ha portato la sua musica e il suo talento nei più prestigiosi teatri e jazz club di New York, Mosca, Shangai, Parigi e Tokio, per citarne alcuni), nominata da MUSICA JAZZ, la più autorevole rivista Jazz, attraverso il referendum TOP JAZZ, tra i primi 10 artisti nella categoria “Miglior Talento dell’Anno”.
“Un’idea di spettacolo nata dal desiderio di coniugare al racconto altre forme artistiche ed espressive, per tessere una narrazione multidisciplinare di un viaggio fantastico, in uno dei più interessanti capolavori della letteratura”, spiega Alessandra Pizzi, che ha curato l’adattamento e la regia dello spettacolo.Tutto all’interno di una messa in scena che tenta di rendere il mito popolare, avvicinandolo quanto più possibile alla sua primaria funzione, cioè quella di “spiegare” agli uomini le verità imponderabili. L’allestimento è un omaggio che la regista ha voluto fare alla lunga tradizione delle feste popolari che scandiscono la vita sociale del Paese, ma soprattutto alla sua terra d’origine: il Salento. Sul palco è quindi rievocata l’atmosfera delle feste di piazza, dove tra luminarie, decori e le sonorità della “pizzica” si animano i miti, in uno spazio “ludico” come sa essere quello del palcoscenico.Storie ri-lette con un linguaggio contemporaneo, efficace ed essenziale, riattualizzano il mito, individuandone i tratti essenziali della validità nella società contemporanea. Di classico resta, dunque, il valore del messaggio, che supera il tempo e resta integro. Perché il mito persiste solo oltre la storia, se il suo potere è senza tempo, se il suo valore è universale.

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Mostra “Mito. Dei Ed Eroi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Vicenza 6 aprile – 14 luglio 2019 Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari Contrà Santa Corona 25, La mostra, a cura di Fernando Mazzocca, Federica Giacobello e Agata Keran, facendo il punto sugli studi e sull’attività di valorizzazione sinora perseguiti, invita alla riscoperta dell’identità di questo palazzo e indaga la fortuna e l’esemplarità della mitologia classica a cui essa è legata, anche grazie all’eccezionale percorso iconografico delle decorazioni pittoriche e a stucco che ne caratterizzano l’architettura.
Partendo dalla rappresentazione di miti e personaggi eroici nell’antichità, il progetto espositivo mette in luce la fortuna della tematica mitologica nei secoli, a partire dalla Grecia, dalla Magna Grecia e da Roma sino all’approdo esemplare tra il Classicismo seicentesco e le diverse stagioni, tra Sette e Ottocento, del Neoclassicismo.
Il piano nobile del palazzo ospita oltre 60 opere, di cui molti capolavori in prestito come lo straordinario Mecenate presenta le Arti Liberali ad Augusto di Giovan Battista Tiepolo, dall’Hermitage di San Pietroburgo con cui Intesa Sanpaolo ha un accordo triennale di collaborazione.La mostra è suddivisa in otto sezioni, ognuna con una tematica diversa, in un continuo confronto tra dei, eroi, miti rappresentati nell’apparato decorativo del palazzo e quelli raffigurati sulle opere esposte. Apollo, Atena, Marsia, Niobe, Alessandro Magno, Ercole, Achille, saranno i protagonisti di un avvincente viaggio nel tempo e nello spazio architettonico, in un incessante rimando sul piano figurativo e iconologico tra i soggetti pittorici delle decorazioni e le opere in mostra, alla scoperta dei significati religiosi, morali e culturali che il mito ha assunto in tempi e contesti diversi.
I vasi dipinti della collezione di Intesa Sanpaolo dialogano con sculture e affreschi dell’arte greco-romana, analizzando gli aspetti produttivi e figurativi, l’influenza e la traduzione in immagine dei soggetti più celebri, le interpretazioni proposte per lo stesso mito da pittori e scultori; allo stesso modo le opere pittoriche di Pompeo Batoni, Ignazio e Filippo Collino, Francesco Hayez, Louis Gauffier, Laurent Pecheux, Camillo Pacetti, Luigi Basiletti, Francesco e Luigi Righetti, Giambattista Tiepolo e Cristoforo Unterberger sono testimonianza di come l’antico venisse considerato come modello universale di bellezza e virtù morale in epoca neoclassica.Il catalogo della mostra, edito da Skira, contiene saggi di Fernando Mazzocca, Federica Giacobello e Agata Keran.
OrariDa martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30)Chiuso il lunedì
Apertura straordinarie: 18 maggio, in occasione della notte europea dei musei, apertura fino alle 24.00Aperture straordinarie con orario ordinario: 2 giugno Ingresso
Biglietto: intero 5 euro, ridotto 3 euro.Gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni,clienti e dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo.Ingresso gratuito domenica 7 aprile e ogni prima domenica del mese.Prenotazione obbligatoria per i gruppi e le scuole.

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Il mito di Rodolfo Valentino torna sullo schermo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 aprile 2018

Dal 24 maggio 2018 il film sul divo dei divi. “Il mio Rudy rappresenta tutti i giovani che hanno un sogno da realizzare e, nonostante l’amore per la propria terra, sono costretti a lasciarla. Rodolfo Valentino con grande sacrificio, partendo da un piccolo paese della Puglia, riuscì in poco tempo a diventare la star più brillante di Hollywood, testimonial dello stile e dell’eleganza italiana”. Nel cast del film, oltre ai due protagonisti Pietro Masotti e Tatiana Luter, anche Claudia Cardinale, Nicola Nocella, Luca Cirasola, Rosaria Russo, Celeste Casciaro, Mauro Leuce, Giorgio Consoli, Lucio Montanaro, Dino Paradiso e la partecipazione di Alessandro Haber.Girato interamente a Castellaneta, il film è prodotto da Bunker Lab in associazione con Mediterranea Film e realizzato con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e di Apulia Film Commission, con il patrocinio del Comune di Castellaneta, in associazione con BCC San Marzano di San Giuseppe e in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato al Turismo e Prodotti di Qualità Puglia. Il film è scritto da Nico Cirasola, Lucia Diroma, Luigi Sardiello.www.rudyvalentinofilm.com

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Il mito della motocicletta

Posted by fidest press agency su domenica, 24 dicembre 2017

reggia venariaTorino Reggia di Venaria, Venaria Reale da luglio 2018 arriva Il mito della motocicletta: un racconto del tutto inedito sull’estetica della motocicletta che incontra il mondo dell’arte e della cultura tra letteratura, cinema, arti visive e fotografia. Accanto ai modelli di motocicletta più iconici – da quelli appartenuti a personaggi famosi e moto protagoniste di storie importanti e film epocali – in mostra opere di Antonio Ligabue, Mario Merz, Pino Pascali, Giuliano Vangi e molti altri: quadri, sculture e fotografie che rappresentano e immortalano l’arte e il mito della motocicletta.
In dieci sezioni, una storia straordinaria di stile, velocità e prestazioni attraverso i miti del viaggio, la conquista della libertà e la solitudine nel paesaggio.
La mostra è prodotta e organizzata da La Venaria Reale con Arthemisia ed è curata da Luca Beatrice, Arnaldo Colasanti e Stefano Fassone.

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La certezza del Diritto è un mito o realtà?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 novembre 2017

legge-e-giustiziaRoma Mercoledì 22 Novembre alle ore 16.00 nella sede del Palazzo Lancellotti, si terrà un convegno dal titolo “l’incertezza del Diritto e le disfunzioni del sistema giudiziario”. Il Presidente di VERSOilFUTURO, l’Avv. Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno darà modo ai tanti esponenti l’On. Nunzia De Girolamo(FI), l’On. Stefano Pedica (PD), Stefano Parisi (EPI), Sen. Nunziante Consiglio, On. Fabio Rampelli (FDI), Prof. Vito Tenore (Magistrato Corte dei Conti), Antonio Gazzanti Pugliese di Cotrone (Notaio, Ambasciatore Ord. Malta), Enea Franza (Dirigente Consob), Antonietta Lazzaruolo (Avv e Tesoriere Nazionale Uif), Carlo Sgandurra (Pres. AgenziaControllo Servizi – RomaCapitale) di poter intervenire sull’argomento. Come argomentava N. Bobbio “Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze”. (n.r. Potremmo dire, chiosando l’argomento, che la certezza del diritto lotta contro il tempo. In effetti la prima e più grave disfunzione del sistema giudiziario italiano è la lungaggine dei procedimenti prima della sentenza finale. Questa è la madre di tutto lo sfacelo che esiste in italia con le sue inevitabili ricadute nel sociale, nella politica, nell’economia).

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Parco archeologico di Ostia antica: “Il mito e il sogno”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

ostia anticaOstia antica. Dal 10 al 17 settembre il grande spettacolo torna al teatro romano di Ostia antica con la rassegna “Il Mito e il Sogno”. Il progetto nasce e si sviluppa con la partecipazione al bando indetto dalla Soprintendenza per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, con l’obiettivo di rilanciare la magnifica area del Parco archeologico.Il binomio fra tradizione e innovazione è il punto cardine del progetto che si è aggiudicato la vittoria del bando, proposto dall’Associazione temporanea di imprese costituita dagli Amici dell’Auditorium Conciliazione, The Base srl, Daniele Cipriani Entertainment, Associazione Culturale Progetto Goldstein e IdeaValore srl: tutte realtà che hanno fatto dell’arte e dello spettacolo la loro “mission” primaria.La scelta vincente è stata quella di puntare sul preciso obiettivo di riavvicinare il grande pubblico al teatro romano grazie a una rassegna in cui confluiranno importanti nomi dell’intrattenimento e della cultura internazionali.
L’apertura di sabato 10 settembre, è affidata, infatti, alla nuova applauditissima produzione dell’Inda, l’Istituto Nazionale Dramma Antico, “Fedra” di Seneca che, con la regia di Carlo Cerciello, ha debuttato a giugno al Teatro Greco di Siracusa registrando grande successo di pubblico e critica. “Fedra” sarà replicato anche domenica 11.
Il 12 settembre sarà la volta della compagnia Spellbound Contemporary Ballet che celebra i dieci anni dal debutto – e altrettanti di acclamati successi – dei “Carmina Burana” immersi nelle scenografie suggestive dell’area archeologica con la regia e la coreografia di Mauro Astolfi.Spellbound, eccellenza della danza italiana nel mondo, ha rappresentato questo spettacolo in Thailandia, Cipro, Germania, Svizzera, Lussemburgo, Spagna, Panama e prossimamente in Canada.Coprodotta in collaborazione con l’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Maiori nell’Ambito dei Grandi Eventi della Regione Campania, l’opera viene qui rappresentata nell’ultima versione messa in scena per Prisma International Dance Festival di Panama sulle composizioni di Carl Orff, Antonio Vivaldi, Theatrum Instrumentorum e di Alexandar Sasha Karlic , per ricreare un’atmosfera solenne tra sacro e profano.
Martedì 13 settembre avverrà l’atteso ritorno del Maestro Uto Ughi, testimonial ufficiale della rassegna, annoverato dalla critica tra più grandi violinisti di tutti i tempi, che eseguirà con i suoi Filarmonici di Roma (già Orchestra da Camera di Santa Cecilia) alcuni brani celeberrimi della tradizione musicale europea, tra cui il Preludio ed Allegro in stile di Gaetano Pugnani del grande virtuoso viennese Fritz Kreisler, oltre a brani di Rossini, Paganini, De Sarasate e Beethoven.La rassegna poi continuerà venerdì 16 settembre con “Caruso e altre storie italiane”, la nuova creazione del coreografo italo­africano Mvula Sungani. Un omaggio all’Italia e a due artisti che l’hanno resa grande nel mondo: Enrico Caruso e Lucio Dalla. Un’opera coreografica ispirata al testo della splendida lirica scritta da Lucio Dalla, in cui i rapporti, l’esistenza, la nostalgia dell’emigrante, la terra amata risultano gli elementi trainanti per uno spettacolo denso di significati e carico di emozioni.
Lo spettacolo, patrocinato dalla Fondazione Lucio Dalla e dal Comune di Sorrento, vede l’étoile Emanuela Bianchini ed i solisti della Mvula Sungani Physical Dance rendere tridimensionali arie di opere, canzoni e musiche grazie alla tecnica di danza contemporanea Physical dance per dare corpo e poesia a coreografie che basano la propria struttura sull’alternanza di quadri evocativi con quadri moderni.
Sabato 17 settembre, grande chiusura con i Pink Floyd Legend che riproporranno fedelmente il capolavoro “Live at Pompeii” nella fantastica e unica ambientazione del teatro di Ostia antica. Lo spettacolo ricreerà il sound psichedelico del mitico gruppo inglese, attraverso l’esecuzione, oltre dei grandi classici del reportorio Floydiano, di tutti i brani del celebre evento del 1971, calato in una cornice scenografica che riprodurrà la suggestione delle atmosfere, dei suoni e delle luci dell’originale. La prima edizione del progetto “Il Mito e il Sogno”, che si svilupperà lungo un percorso quadriennale, rappresenta solamente una piccola preview dell’intensa offerta culturale che il team di direzione artistica sta già preparando per le prossime stagioni, consacrando il teatro romano di Ostia antica come luogo di spettacolo e arti visive, sempre proseguendo nella valorizzazione, già in atto, della zona archeologica.La manifestazione si avvarrà, inoltre, della preziosa collaborazione con l’Atcl – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, Circuito Multidisciplinare dello spettacolo dal vivo, da sempre impegnata nella diffusione della cultura come nella valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico del Lazio, attraverso la promozione di manifestazioni che uniscono luoghi d’eccellenza alle arti performative.

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Verso Cassandra: Da Eschilo a Christa Wolf

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Milano dal 16 al 28 novembre Via Pastrengo 16 torna al Teatro Verdi il progetto Eroine del mito, un percorso costruito da Farneto Teatro e Teatro del Buratto nel corso degli anni per presentare al pubblico teatrale le donne del mito nelle loro riletture moderne e contemporanee.  Elisabetta Vergani propone sulla scena la vicenda della “profetessa di sventura”, un mito antichissimo tramandato nel corso dei secoli fino alla rilettura che ne ha dato la scrittrice tedesca Christa Wolf nel suo libro del 1983. La sua tragedia è  quella di ogni lingua perdente: Cassandra, che non rinuncia a dire la verità anche se rimane inascoltata è forse l’emblema di ogni concezione civile della cultura. La vicenda tramandata dagli scrittori tragici classici è ben nota a tutti.
Il progetto Le eroine del mito mira a coinvolgere in particolare il pubblico dei giovani come occasione per vedere sulla scena alcune tra la più belle e intense tragedie studiate al liceo o all’università. Dopo oltre venticinque secoli, i personaggi della tragedia greca continuano a parlarci, a farci riflettere e a emozionarci con le loro vicende che sono specchio dell’uomo di ogni tempo e di ogni condizione, con una qualità di sintesi, profondità e limpidezza straordinarie.
Farneto Teatro è  un’associazione culturale fondata da Elisabetta Vergani e Maurizio Schmidt nel 1990, la cui finalità è l’integrazione fra competenze differenti: teatro, musica, arti visive. La sua progettualità deriva da questa caratteristica elettiva: vi sono associate decine di professionisti nei vari settori culturali. Dal 2004 Farneto ha intrapreso un percorso di indagine sulle eroine del mito, un viaggio alle radici del nostro teatro, un tragitto di avvicinamento alla tragedia greca, realizzando cinque spettacoli: Cassandra, Medea, Antigone, Elektra ed Elena. http://www.teatrodelburatto.it

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Il Mito della Ribellione: Mostra collettiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Roma dal 25 settembre al 6 ottobre Inaugurazione: sabato 25 settembre ore 18.30 Casa Internazionale delle Donne (Sala Atelier) Via della Lungara 19, (dal lunedì al venerdì 9.00-19.00, sabato 9.00-13.00) Curatrici: Linda Filacchione e Marina Zatta e le collaborazioni di Gloria Ceschin, Gemma Guirado Robles, Yasmin Mohamed Samir,  Alessandra Parrella, Mara Valente.
La Casa Internazionale delle Donne è un luogo storico del femminismo romano sito in via della Lungara nel noto quartiere Trastevere. La casa Internazionale delle Donne è posta in un magnifico ex convento rinascimentale ed è provvista di spazi per conferenze e riunioni, bar, ristorante, negozio equo solidale, foresteria e la sala Atelier progettata come sala espositiva. I miti dell’antica Grecia erano concepiti per simboleggiare i diversi caratteri dell’animo umano. Come rappresentazioni della ribellione femminile al potere maschile, gli antichi hanno elaborato i miti di Medea ed Antigone.
Chi erano Medea ed Antigone? Entrambe figure della mitologia greca rappresentano, ciascuna con tratti diversi, due caratteri di grande personalità, due donne indomite, incapaci di sottomettersi al potere maschile e capacissime di ribellarsi con grande potenza.
Medea arriva ad uccidere i suoi figli per ribellarsi a Giasone che, dopo aver trascorso con lei una vita e generato due figli, per mere brame di potere politico decide di ripudiarla per aprirsi un varco verso un matrimonio regale. Antigone invece non si ribella per motivi di orgoglio, la sua disubbidienza è verso il potere maschile ed al contempo politico, verso un Re despota che nega la sepoltura alle spoglie di suo fratello, un’ingiustizia che Antigone vive non solo come sofferenza sul piano personale, ma in una più vasta visione etica del mondo nella quale il culto dei morti è sacro e và rispettato.
A queste figure femminili, né sante né puttane, Soqquadro dedica questa mostra, in un momento storico in cui le battaglie femministe sembrano cosa passata ed al contempo si rinnova una visione della donna centrata sulla sua “femminile grazia” o “procace sensualità” che in nulla rispetta la vera e potente essenza dell’anima delle donne, capaci di costruire con lacrime, sudore e sangue grandi pagine di Storia. http://www.soqquadro.eu  (vincent, flavio, elena, cinzia)

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Musica per tutti: circuito del mito

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

Santa Maria di Licodia 29 agosto alle 21 “Matteo Amantia in concerto” Prosegue a ritmo di musica la rassegna “Circuito del mito” promossa dall’Assessorato al Turismo e Spettacolo con la direzione artistica di Giancarlo Zanetti.
Matteo Amantia Scuderi nasce a Catania il 4 Febbraio del 1979. All’età di tredici anni scopre la sua passione per la musica e inizia gli studi di chitarra classica. Il suo eclettismo lo porta però ad intraprendere studi di flauto traverso, armonica a bocca, chitarra moderna e voce: il suo vero strumento. Ed è proprio da cantante che a 15 anni mette insieme le prime band fino ad arrivare nel 1998 ai Kataitna, band. Le atmosfere dei suoi brani hanno sonorità per lo più definibili come rock ma toccano, prendendo spunto dal funk, blues, pop, musica d’autore, elettronica e sperimentale, diversi generi musicali. Nel 2003 entra a far parte degli “Sugarfree. Con gli Sugarfree partecipa a numerose manifestazioni nazionali, San Remo 2006 sezione Big, Festivalbar 2005/2006, TIM tour e vari tour in giro per l’Italia. Nel 2007 firma il testo di “Splendida”, tema principale nella colonna sonora di “Appuntamento al buio” (U.S.A.-2007) ed interpreta quello di “Scusa ma ti chiamo amore” (2008). Nel 2008 viene pubblicato il secondo album degli Sugarfree, “Argento”, ma dopo pochi mesi sia Matteo che Luca Galeano escono dagli Sugarfree per motivi di natura artistica. Il 2009 inizia con la lavorazione del suo primo album da solista la cui uscita è prevista per il 2010. Voce apprezzata del panorama canoro che si ripropone in una nuova veste più personale. Già ai tempi degli Sugarfree, infatti, Matteo Amantia dimostrava una presenza scenica rara, in Italia, per i frontman della sua età. Con il tempo, dall’innegabile fascino scenico, è emerso un talento elegante e raffinato, sempre proiettato in una costante e personalissima ricerca musicale.

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Circuito del mito: Dalla – De Gregori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Taormina. 25 agosto, nello splendido scenario del Teatro antico di Taormina un doppio concerto per due grandi cantautori della musica italiana: Lucio Dalla e Francesco De Gregori. Portano in Sicilia in un’unica tappa il loro “Work in progress 2010”. L’evento arricchisce il prestigioso cartellone del “Circuito del Mito” – iniziativa dell’Assessorato al Turismo e Spettacolo con la direzione artistica di Giancarlo Zanetti- che raccoglie nel suo ciclo estivo una folta rassegna di spettacoli di pregio, inugurata dal concerto di Diana Kroll lo scorso 17 luglio e che andrà a concludersi il 24 settembre con Eltohn John e Ray Cooper nel Teatro antico di Taormina.  I due big indiscussi della canzone d’autore italiana propongono un concerto live pieno di brani classici, con l’inedito “Non basta saper cantare” che andrà ad arricchire il disco che stanno registrando dal vivo e verrà pubblicato alla fine del loro tour. Si esibiranno in una serie di brani, giocheranno con il loro vasto repertorio, interpretando i propri successi. E così, dopo “Come fanno i marinai”, arriveranno “Anna e Marco”, “l’Agnello di Dio”, “I muscoli del capitano”, “L’anno che verrà”e “Com’è profondo il mare”, con De Gregori che da artista consumato duetta a perfezione sul capolavoro di Dalla. In oltre due ore di concerto sfileranno più di 30 canzoni, tra classici radicalmente riarrangiati e brani altrui come “Just a gigolo” presi in prestito e riproposti con gran divertimento degli interpreti e del pubblico.

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Pino Daniele per “il Circuito del mito”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2010

Segesta 22 Agosto nell’Anfiteatro di Segesta, la nota rassegna di eventi musicali, teatro e spettacolo voluta dall’Assessore regionale al Turisimo Nino Strano e diretta da Giancarlo Zanetti, porta in scena la prima, attesissima tappa siciliana della tournée estiva di Pino Daniele con il suo “Electric Jam tour 2010”.  L’Electric Jam Tour 2010, partito il 14 luglio da Brescia, nella precedente edizione aveva varcato l’Oceano approdando in America e in Canada. Il cantautore italiano ha suonato nel leggendario Apollo Theatre di New York, tempio del soul americano, gia’ ‘teatro’ delle prime esibizioni di James Brown e di altri artisti di prima grandezza del panorama black e il 26 giugno scorso ha partecipato al festival “Crossroad Guitar 2010” organizzato da Eric Clapiton al Toyota Park di Chicago, suonando assieme a B.B. King, Joe Bonamassa e Robert Randolph.
L’Electric Jam Tour 2010 vede il bluesman interpretare brani del suo più classico repertorio come “Je so’ pazzo” e pezzi più recenti contenuti negli ultimi due dischi gemelli usciti lo scorso anno “Electric Jam”, e “Acoustic Jam”, primo fra tutti il singolo “il sole dentro di me” realizzato con il rapper Alessandro Aleotti in arte J-Ax, ex Articolo 31.  Questo tour estivo lo vede impegnato in una dimensione piu’ intimista e strumentale, che lascera’ grande spazio in scaletta all’improvvisazione e alla ricerca di nuove sonorità. Pino Daniele è accompagnato da Rino Zurzolo al basso e contrabbasso, Gianluca Podio al piano e alle tastiere, Agostino Marangolo alla batteria.

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“I colori del mito”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

Personale itinerante di Barbara Bouchet. Una passione per la pittura che l’ ha portata ad affrontare un nuovo, diverso pubblico. Sarà il pubblico a esprimersi su queste tele dai colori accesi, cariche di rossi vulcanici e di azzurri ultramarini che inevitabilmente evocano il forte rapporto con la terra maturato da ogni viaggiatore straniero  con la nostra Penisola.     “Sogni e incubi”, “Clessidre dell’ estate”, “I cieli della vita”, “Il mare dell’ anima”, ma anche “Cosmo napoletano”, “Campi Flegrei” e “‘ O Guarracino e dintorni”. Storie di vita vissuta, lo sguardo nordico colpito dalla luce del Sud, e infine Napoli, il Golfo, il mito del viaggiatore che viene da lontano e che approda nel paese del sole e del mare.   I suoi dipinti sono di  matrice astrattista, a tecnica mista, acrilico e olio.
Barbara Bouchet, nata a Reinchenburg che ora si chiama Liberec, in Boemia, in quel periodo occupata dalle truppe naziste, emigrò da bambina con la famiglia negli Stati Uniti. Giovanissima e molto bella, cominciò lavorando come modella e in Italia dove ebbe inizio la sua carriera di attrice cinematografica e televisiva.  http://www.danielalombardi.com (barbara, dipinto)

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Almeno risparmiateci l’oriundo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

Guido Bolaffi, Direttore di West, pubblica oggi sul quotidiano un editoriale-lettera diretta al Ministro dell’Interno Roberto Maroni e si inserisce nel dibattito-polemica su gli oriundi innescata pochi giorni fa dal nuovo CT della nazionale Prandelli. “On. Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, dopo la figuraccia sudafricana confidiamo nel Suo intervento per impedire alle  Autorità calcistiche nazionali di infliggercene una seconda. Forse più imbarazzante. Visto che l’idea di rimediare  al deficit di ‘piedi buoni’  della nostra Nazionale ricorrendo agli oriundi, come ventilato da qualcuno nelle agitate ore del dopo disfatta, è non solo inconsistente ma potenzialmente lesiva  dell’immagine nazionale agli occhi del mondo” -scrive Bolaffi nel suo editoriale. “Il mito dell’oriundo è nato dunque da un vero e proprio  sotterfugio. Concepito in nome e per conto di un’Italia che  non esiste più. Da molto tempo. Quella della Grande Madre dell’emigrazione mondiale che considerava il sangue  come l’unica, vera discriminante del diritto di cittadinanza. E  la civitas trasmettibile come l’etnia biologicamente. Di padre in figlio.” –prosegue Bolaffi. “Le moderne leggi della cittadinanza, che regolano anche quelle delle rappresentanze sportive nazionali, riconoscono solo due figure giuridiche. Tra loro nettamente distinte: i cittadini e gli stranieri. Terzium non datur.” – continua il Direttore su West.  “Perciò, come negli Usa esistono gli americani di origine italiana, in Germania i tedeschi di origine turca, anche in Italia avremo italiani di origine cinese, o marocchina, o indiana etc. Nuovi italiani con il trattino. Naturalizzati doc, ma non dei mezzo sangue. Per questo, On. Ministro Le saremmo grati se volesse chiarire ai responsabili del calcio nazionale di lasciar perdere la storiella dell’oriundo e,  se credono, di cercare qualche futuro azzurro  tra questi ‘italiani ultimi arrivati’ né più né meno come con i ‘locali’, vagliandone il carattere e le capacità tecniche. Punto e basta.” Prima di concludere Bolaffi, aggiunge alla lettera un post scriptum: “Mario Balotelli oltre a non essere un oriundo, come ha scritto qualche sciagurato, non è neppure  di quelli con il trattino. Per la semplice ragione che un bambino, in base alle nostre leggi  ed a quelle internazionali,  essendo stato adottato da padre e madre italiani é solo ed irrevocabilmente un italiano. Anche se di pelle scura.”

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