Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘mitt romney’

U.S.A.: the Republican primaries

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2012

English: Governor Mitt Romney of MA

Image via Wikipedia

The GOP candidates are spending a huge amount of time attacking President Obama — no surprise. But instead of basing their attacks on our differences of opinion, they’ve chosen to run on claims about his record that just aren’t true.
Mitt Romney says that, despite 23 consecutive months of job growth under the President’s watch, he’s made the recession “worse.” Rick Santorum says that the Affordable Care Act, which was based in part on Republican proposals and provides millions of Americans with access to affordable, private health insurance, is a government takeover of health care. They’re not acting alone: With the newfound power of outside groups, these lies can be instantly amplified with millions of dollars in special-interest ad spending.If the other guys are going to run a campaign based on misrepresenting the President’s record — and their own — we have two options: sit back and let these lies go unchallenged, or fight back with the truth.We’re fighting back. Today we’re introducing a new resource for grassroots supporters who want to make sure that when voters go to the polls in November, they know the truth — and you should be a part of it.
The website has three sections to reflect the team’s goals: KeepingHisWord, where we’ll communicate about President Obama’s record and promises kept; AttackWatch, to fight back against false attacks on the President; and KeepingGOPHonest, where we’ll debunk the Republicans’ false claims about their own records.In short, it’s the grassroots communications team of the Obama 2012 campaign. We’ll provide resources for you to learn everything you need to know and tools to help you share it with undecided voters in your life.Communicating about the President’s record — and that of our opponents — is what I do full-time. But people don’t just want to hear from campaign statements or ads — they want to hear from the family and friends they trust.The President needs folks on board to roll up their sleeves, stand with him, and get the truth out all over the country. So the next time you hear Mitt Romney accusing the President of “crony capitalism” or someone asking, “What has President Obama really accomplished?” you’ll know what to do.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Mitt Romney stravince le primarie repubblicane della Florida

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2012

Romney Signs Wind Turbine In Iowa

Romney Signs Wind Turbine In Iowa (Photo credit: Talk Radio News Service)

Con il 46,4% dei voti e oltre 14 punti di distacco da Newt Gingrich e si candida a diventare lo sfidante di Barack Obama alle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti. La sigla britannica William Hill, riferisce Agipronews, offre a 1,04 la possibilità che l’ex governatore del Massachussets sia designato dai repubblicani per sfidare l’attuale inquilino della Casa Bianca. “Il risultato di ieri sembra spegnere sul nascere la sfida con Gingrich. Se Romney non dovesse conquistare la nomination saremmo molto stupiti”, ha spiegato il portavoce di William Hill, Graham Sharpe. Il bookmaker ha anche tagliato da 2,50 a 2,25 le quote relative alla conquista della presidenza. “E’ una corsa a due ma, anche se Romney sta acquistando forza, Obama rimane il favorito a 1,57”, ha aggiunto Sharpe.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Primarie Usa: Dialogo Transatlantico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

Ron Paul at the 2007 National Right to Life Co...

Image via Wikipedia

Con le primarie del New Hampshire la corsa alla presidenza americana entra nel vivo. Già da domani si potrebbe avere una fotografia più chiara di chi potrebbe essere il candidato del partito repubblicano a sfidare il Presidente Obama. Dialogo Transatlantico ha confermato la sua prima tavola rotonda per il 2 febbraio, aprendo i lavori di quello che sarà un anno intensissimo che vedrà numerosi esperti statunitensi visitare Roma per discutere degli scenari che si stanno delineando.Per Pietro Paganini, docente alla John Cabot University e ideatore insieme al giornalista Roberto Race, di Dialogo Transatlantico “le primarie di questa sera in New Hampshire e la settimana prossima in South Carolina, potrebbero consegnarci un candidato repubblicano monco, e un partito sempre più diviso. Il Presidente Obama che i sondaggi danno in ripresa non può che trarne giovamento. In più, la figura del libertario Ron Paul, che molti media continuano ad ignorare, potrebbe diventare il vero ago della bilancia. Il texano che si propone come il vero successore di Ronald Regan, potrebbe infatti minacciare i repubblicani con un’eventuale candidatura indipendente”. Conclude Paganini “molti osservatori non si accorgono che con la situazione attuale, l’ago della bilancia si sposta verso Destra, come fu per Clinton. Le ripercussioni sull’Europa e le relazioni internazionali potrebbero essere pesanti”. Ha detto Romney, “noi siamo per il modello americano, non quello europeo”. (Roberto Race)

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La nomination repubblicana e l’estremismo di Perry

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2011

"The Honorable Rick Perry (front right), ...

Image via Wikipedia

“È uno schema Ponzi” e una “menzogna mostruosa”, ecco come Rick Perry ha definito il Social Security. Lo ha detto nel recente dibattito repubblicano a Simi Valley, California, nella biblioteca presidenziale Ronald Reagan. È un’idea che Perry aveva anche espresso nel suo libro “Fed Up” (Adesso basta), dalla quale non si è allontanato nonostante la sua recente candidatura alla nomination del Partito Repubblicano. Si tratta di poco più di un’emozione ma sufficiente per confermare la sua posizione di primo della classe del Partito Repubblicano come indicano i recenti sondaggi. Perry, infatti, poco dopo la sua scesa in campo, ha superato Mitt Romney (27% a 14%), lasciando indietro gli altri candidati, specialmente Michelle Bachmann. La parlamentare del Minnesota era divenuta l’erede di Sarah Palin con il Tea Party e gli evangelici. Non più. Perry è riuscito in pochissimo tempo a creare un corsa a due con Romney, quest’ultimo visto come il candidato dell’establishment repubblicano. Romney, infatti, al dibattito in California, ha preso le difese del Social Security dicendo che nonostante i suoi problemi, è un programma dal quale dipendono molti americani. Romney parlava a un pubblico che includeva l’elettore americano medio. Perry invece si stava indirizzando a coloro che voteranno nelle elezioni primarie molti dei quali condividono le sue idee che il Social Security è in pericolo. La realtà è però molto più vicina all’ex governatore del Massachusetts che non a Perry. Il Social Security ha delle difficoltà come lo hanno tutti i sistemi di pensioni. Qualche ritocco però, come l’aumento dell’età per ottenere la pensione e qualche lieve aumento ai contributi, riusciranno a mantenere il programma vivo per molto tempo. Il fatto che la maggioranza degli americani lo considera importante nonostante tutti gli attacchi dalla destra vuol dire che rimarrà e che le soluzioni si troveranno.
Perry però si sta concentrando sulla vittoria delle primarie. Ecco come si spiegano le altre asserzioni estremiste dell’attuale governatore del Texas. Nel suo libro “Fed Up” Perry ha anche sostenuto idee che fanno piacere all’estrema destra. Ritiene che l’omosessualità è simile all’alcolismo, ossia una scelta personale che tutti potrebbero cambiare. Crede anche che il sedicesimo emendamento alla costituzione, che autorizza le tasse federali al reddito, andrebbe abrogato. Il successo di Perry è in buona parte dovuto all’economia del Texas e la creazione di posti di lavoro. È qui che il governatore del Texas vede il suo forte. Il Lone Star State ha creato un milione di posti di lavoro dal 2011 mentre in tutto il Paese invece si sono perduti 2,5 milioni di posti di lavoro. Ma anche qui si tratta di relazioni pubbliche da parte di Perry. Se si guarda un po’ con attenzione si nota che la crescita nel Texas è dovuta agli incrementi della popolazione, alle tasse ricevute dal petrolio, come pure alle spese del governo federale che Perry continua a demonizzare. Si calcola che il governo federale ha speso venti miliardi di dollari nel Texas, figura che spiega il 47 percento dei nuovi posti di lavoro. Perry non vede che una buona parte di questi nuovi posti di lavoro pagano pochissimo e molti non offrono l’assicurazione medica. Quando si aggiungono i tagli del governo statale alla spesa pubblica sulla sanità si nota che il 27 percento dei texani non ha assicurazione medica comparata alla media nazionale del 17%.
Nelle poche settimane che Perry è stato candidato alla nomination repubblicana ha scavalcato tutti i suoi avversari. Fino ad adesso però non ha subito gli scrutini della stampa né gli attacchi degli altri candidati eccetto per alcune frecciate nel recente dibattito. Una di queste che sembra avere colpito il bersaglio è la visione di Perry della scienza. Secondo il governatore del Texas il riscaldamento globale è una teoria che la scienza non ha ancora dimostrato. Quindi secondo lui non bisogna preoccuparsi e lasciare le aziende fare il suo lavoro senza mettergli i bastoni fra le ruote con regole eccessive che potrebbero avere un impatto negativo sull’economia.
Sia Romney che John Huntsman, uno dei candidati “minori” con poche chance alla nomination, hanno attaccato Perry dicendo che per essere eletti presidenti bisogna fare i conti con la scienza. Secondo la National Science Academy, infatti, il riscaldamento globale non solo esiste ma è causato dall’uomo e le sue attività industriali. Ciò potrebbe spiegare in parte la siccità che ha colpito il Texas quest’estate. La reazione di Perry è stata prima di tutto di tagliare i fondi ai vigili del fuoco dello Stato. Poi ha chiesto ai suoi concittadini di pregare Dio per la pioggia.
Se Perry dovesse ottenere la nomination repubblicana ed eventualmente vincere l’elezione generale forse saranno gli americani a pregare Iddio che ce la mandi buona. (Domenico Maceri)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’economia ed il secondo mandato di Obama

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

“Non può continuare a dare la colpa a George Bush. Questa è la sua economia e fino ad oggi non ha fatto altro che fallire”. Così Mitt Romney, ex governatore del Massachusetts, descrive l’operato di Barack Obama, in uno dei suoi primi discorsi politici subito dopo avere annunciato la sua candidatura alla nomina del Partito Repubblicano per la presidenza degli Stati Uniti.
Al di là della retorica tipica del discorso, la frase di Romney non è priva di fondamenta anche se nemmeno il presidente degli Stati Uniti ha una bacchetta magica. L’economia continua a stentare dopo quasi tre anni della presidenza di Obama. I dati della disoccupazione del mese di maggio, 9,1 percento degli americani senza lavoro, lieve aumento dal mese scorso, suggeriscono che non tutto va a gonfie vele e ovviamente fanno pensare a solide ombre per la rielezione di Obama l’anno prossimo. Solo 53.000 posti di lavoro sono stati creati negli Usa nel mese di maggio. Le compagnie private hanno assunto 83.000 lavoratori mentre i governi locali hanno licenziato 30.000 impiegati, 18.000 dei quali nella pubblica istruzione. Dal mese di settembre del 2008 il totale degli impieghi tagliati dai governi locali si aggira sui 450.000. Le cose sono andate molto meglio nei mesi di febbraio, marzo ed aprile che hanno visto la creazione di una media di 222.000 nuovi posti di lavoro. Maggio sarà un’anomalia ma ovviamente non servirà a tranquillizzare la campagna di Obama. I 14 milioni di americani senza lavoro non sono un buon presagio. La disoccupazione dovrebbe scendere a 8,5 percento verso la fine dell’anno prossimo secondo alcuni analisti. Una cifra non tanto gradevole dal punto di vista storico dato che nessun presidente in carica dai tempi di Franklin D. Roosevelt è stato rieletto con una disoccupazione simile. La storia più recente ci dice però che Ronald Reagan dovette anche lui affrontare simili situazioni economiche. Alla fine del 1982, quasi due anni prima della prossima elezione, Reagan presiedeva a una disoccupazione del 10,8 percento. Pochi mesi prima dell’elezione però la cifra era scesa al 7,5 percento. L’economia era in continua ripresa e Reagan fu rieletto. Ovviamente non si può stabilire una causa ed effetto tra economia e rielezione dato che altri fattori entrarono nell’equazione, in particolar modo la politica estera e specialmente l’avversario, Walter Mondale.
Nonostante le nubi sull’economia Obama ha cercato di sottolineare gli aspetti positivi. L’industria automobilistica è in netta ripresa ed i prestiti concessi alle grosse aziende sono già stati ripagati al governo. Wall Street ha perso un po’ di terreno la scorsa settimana ma da quando Obama è entrato alla Casa Bianca la Dow Jones è aumentata del 60 percento. Quindi qualcuno ci ha guadagnato anche se ciò non viene riflesso nella creazione di posti di lavoro.
In parte i guadagni di Wall Street sono legati alla speculazione. La non brillante ripresa dei posti di lavoro si deve in grande misura al fatto che le aziende sono molto caute con le assunzioni di nuovi lavoratori. La produttività dei lavoratori americani aumenta e ogni volta possibile le aziende esportano le fabbriche a climi economici più accoglienti dove la manodopera costa pochissimo.
I fondi dello stimolo approvato dall’amministrazione di Obama nel 2009 sono già stati spesi e qualche effetto positivo si è visto. Ma come ha scritto Paul Krugman nel New York Times si trattava di un mini-stimolo, insufficiente data la forte recessione. Parlare di altre spese del governo però non entra nel discorso politico attuale. I repubblicani al controllo della Camera non fanno altro che parlare di tagli per risolvere il deficit. Stallo quindi dato il controllo dei democratici al Senato e alla Casa Bianca. I candidati repubblicani alla nomina del Gop, quelli che hanno già annunciato e gli altri che non sono ancora entrati in campo, continuano a riscaldare la loro minestra di risolvere tutto con tagli alle tasse che stimolerà l’economia. Poco importa che le grosse aziende hanno già un sacco di soldi per investire ma che continuano a non usare. L’economia avrà certamente un forte impatto nell’elezione dell’anno prossimo ma anche la scelta del candidato repubblicano sarà vitale. Se i repubblicani sceglieranno Sarah Palin, un peso intellettualmente leggero come dimostra la sua recente gaffe su Paul Revere, Obama ha poco da preoccuparsi. (Domenico Maceri)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Elezione Usa: Il ruolo di Romney

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

“Mi piace il presidente Obama” ma non ha “nessun’idea su come creare posti di lavoro.” Ecco cosa ha dichiarato Mitt Romney al New York Times. Romney, candidato alla nomination presidenziale repubblicana nel 2008, si presenta come uno dei più papabili per la prossima corsa che non è ancora ufficialmente iniziata. Nel caso di Romney, però, gli indizi sono chiari che lui ci riproverà, essendo arrivato vicino al bersaglio la volta scorsa. Ovviamente non sarà facile ma l’ex governatore del Massachusetts ha buonissime chance. A cominciare dalla raccolta di fondi nella quale è considerato al primo posto fra i possibili aspiranti all’opportunità di sfidare Obama l’anno prossimo. Infatti, Romney è così efficiente con l’aspetto economico che ha persino speso non pochi quattrini ad aiutare altri candidati repubblicani con contributi. Il suo gruppo Free and Strong America ha già donato più di 300 mila dollari a candidati alla Camera ed al Senato quest’anno.Romney sta usando il suo potere di raccogliere fondi per spianarsi il terreno al livello nazionale e crearsi alleanze con i leader in parecchie parti del Paese. Il problema  per lui dunque non sarà l’aspetto economico che è di vitale importanza nelle costosissime elezioni presidenziali americane. Per quanto riguarda le idee si tratta di un’altra cosa. Romney è visto da molti analisti come un  candidato che farebbe qualunque cosa per vincere.  Da governatore del Massachusetts  fra il 2002 e il 2007 Romney ha firmato una legge sulla sanità del suo Stato che riflette in linea generale la riforma approvata dal governo americano l’anno scorso. Una delle caratteristiche principali  di ambedue i programmi è la disposizione che obbliga tutti a comprare l’assicurazione  medica.Adesso però Romney vuole fare abrogare la riforma federale sulla sanità creandogli così l’immagine di “flip-flop”, politico voltafaccia secondo la situazione. Questa instabilità di Romney si vede anche chiaramente con il suo spostamento a destra nelle sue posizioni sull’aborto e sul ruolo dei gay. Nell’elezione del 2008 Romney aveva iniziato la campagna presentandosi come un uomo di affari che sa creare posti di lavoro. Poi però si spostò sul campo sociale cercando di ricrearsi. Ebbe abbastanza successo riuscendo a vincere le primarie in 11 Stati con il 21% dei voti, classificandosi al secondo posto dopo John McCain. Questi cambiamenti sono decisamente politici dato che per potere avere delle chance e vincere la nomination del suo partito Romney deve dirigersi agli elementi più conservatori.  Questa svolta a destra è anche dimostrata dai legami e contatti di Romney. Recentemente ha ricevuto l’appoggio economico di David Koch, l’ultra conservatore magnate che ha anche supportato gruppi di estrema destra come i membri del Tea Party. Una volta poi ottenuta la nomination del suo partito egli farebbe ciò che tutti i candidati sono costretti a fare e spostarsi verso il centro onde ottenere una buona percentuale degli elettori indipendenti che eventualmente decidono gli esiti finali. Supponendo che Romney riesca a conquistarsi la nomina repubblicana dovrà ricrearsi e sottolineare le sue qualità positive per risolvere i problemi del Paese. Fin ad oggi si è limitato a dire che lui viene dal mondo degli affari e sa creare posti di lavoro. L’evidenza però   non è apparente e Romney si limita a parlare in generalità. Una delle poche eccezioni è stata la sua recentissima proposta di offrire incentivi fiscali ad aziende americane che hanno esportato posti di lavoro altrove e riportare in patria le loro fabbriche.  La realtà è che Romney è fondamentalmente un repubblicano moderato il quale si è spostato a destra una volta uscito dalle acque Statali del Massachusetts, un Stato principalmente liberal. In questo processo Romney ha seguito il Partito Repubblicano che si è spostato ulteriormente a destra,  in parte per l’ascesa del gruppo dei Tea Parties, nato principalmente come reazione anti-Obama. La sfida per i candidati repubblicani sarà quella di mantenere unito il partito durante le primarie e poi di sperare che l’economia non si riprenda. In caso contrario poco importerà chi sia il candidato repubblicano perché Obama diverrebbe imbattibile. (Domenico Maceri)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »