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Posts Tagged ‘mobilità’

Scuola: Mobilità, non si possono trattare gli insegnanti di sostegno come in una riserva indiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Quella verso i docenti di sostegno sembra una persecuzione senza fine: non bastava che a tutti gli immessi in ruolo, incaricati di insegnare didattica speciale, si imponesse un eccessivo vincolo quinquennale di permanenza su tale tipologia di posto; ora, nel corso di una riunione coi sindacati, il Ministero dell’Istruzione ha annunciato che intende “porre un limite ai trasferimenti da sostegno a posto comune”, al fine di “limitare i trasferimenti provinciali da sostegno a posto comune al 50% dei posti disponibili, in luogo dell´attuale 100%”.Le ragioni di tale decisione risalirebbero all’eccessiva spesa e alla mancanza cronica di insegnanti di sostegno. “Al momento – commenta la rivista Orizzonte Scuola – si tratta dunque di una proposta, non sappiamo se potranno esserci novità in tal senso anche nella Legge di Bilancio o si tratta di una novità da limitare al contratto. A ciò si aggiungano anche le novità della permanenza nella sede di immissione in ruolo per un periodo di cinque anni, se la norma sarà inserita nella Legge di Bilancio”. L’amministrazione, quindi, procede a gran passi verso ulteriori contenziosi, visto che già “per il conteggio del vincolo quinquennale il Ministero dell’Istruzione non hai mai riconosciuto il servizio svolto da precari, mentre sono numerose le sentenze che hanno dato ragione ai docenti interessati”, commenta ancora la stampa specializzata riferendosi proprio alle tante decisioni dei giudici favorevoli alla linea Anief.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, sottolinea come “quella dell’insegnate sia una particolare professione che necessita di mirate attenzioni, a maggior ragione se si tratta di un docente di sostegno che non può ricevere tale trattamento. Se si volesse davvero coprire buona parte delle oltre 40 mila cattedre vacanti della categoria, basterebbe immettere in ruolo i supplenti già specializzati sui tanti posti rimasti in deroga per meri motivi di risparmio, collocando queste cattedre in organico di diritto. Nel contempo, anche su questo versante è indispensabile che vengano riaperte le GaE. È chiaro che non staremo a guardare: ci rivolgeremo alle sedi opportune, perché chi svolge una professione impegnativa come questa non può essere trattato così”.

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Il personale scuola precluso alle procedure di mobilità volontaria intercompartimentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Si “è insediata all’Aran la Commissione paritetica prevista dall’articolo 34 del CCNL 2018, al fine di rivedere i profili del personale ATA”. La delegazione dell’Aran ha consegnato “un dossier sul personale Ata, contenente i dati di partenza: distribuzione fra i profili, per anzianità anagrafica e per titolo di studio. La stessa delegazione ha evidenziato la necessità di dover prendere in considerazione non solo quanto previsto nel CCNL ma anche quanto stabilito in merito dalle leggi”. Anief, anche in seguito alla presentazione degli emendamenti specifici, chiede, ancora una volta, i nuovi passaggi di livello per tutto il personale Ata e il giusto riconoscimento per la categoria.
La Buona Scuola già prevedeva la mobilità intercompartimentale (cioè il passaggio ad altra Amministrazione pubblica) anche se solo per il personale in posizione di comando, distacco o fuori ruolo. In particolare all’art. 1 comma 133 la suddetta normativa prevede: “il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario in posizione di comando, distacco o fuori ruolo alla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base di un provvedimento formale adottato ai sensi della normativa vigente, può transitare, a seguito di una procedura comparativa, nei ruoli dell’amministrazione di destinazione, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n 165, previa valutazione delle esigenze organizzative e funzionali dell’amministrazione medesima e nel limite delle facoltà assunzionali, fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n. 190”.Ma per il personale della scuola si è mosso davvero poco. Malgrado le numerose istanze di nulla osta per la partecipazione alle procedure di mobilità intecompartimentale ai sensi dell’art.30 d.lgs. 165/2001, al momento è ancora tutto fermo: dunque il personale scolastico viene invitato a non presentare domanda.
Ricordiamo che già il Decreto Brunetta (L. 150/2009) ne prevedeva la possibilità, sia pure a seguito di trattativa sui comparti all’Aran circa l’emanazione delle tabelle di equiparazione tra i vari comparti della PA. Tali tabelle non furono però nell’immediato predisposte, tanto che successivamente fu subito presentato un ordine del giorno dagli Onorevoli Di Giuseppe, Messina, Zazzera, Paladini, Formisano, accolto peraltro dal governo, che mirava a rendere possibile la mobilità dei lavoratori della Pubblica Amministrazione, cioè i trasferimenti da settori in esubero di personale a quelli con carenza di organico; tutto ciò malgrado il Ministro Brunetta avesse sbandierato, nella sua riforma della Pubblica Amministrazione, la mobilità intercompartimentale come strumento per razionalizzare la gestione delle risorse economiche ed umane senza oneri per lo Stato. Tale ordine del giorno mirava a impegnare il governo a valutare se, in mancanza delle tabelle al momento non ancora emanate, previste dal decreto legislativo n. 150 del 2009, si potessero eventualmente applicare quelle disposte ai sensi dell’art. 6, comma 3, lettera b del D.M. Funzione Pubblica del 15 novembre 1989.
Ma, ad oggi, tutto tace. Rimembriamo, ancora, circa il personale Ata transitato dagli EE.LL. allo Stato, che, a seguito della pronuncia in senso favorevole avvenuta in data 07/06/2011 da parte della Corte Europea, veniva accolto il ricorso proposto da alcuni di questi lavoratori già transitati dagli Enti Locali allo Stato a norma della L. n. 124/99, i quali avevano giustamente lamentato la violazione dell’art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU), nel senso che lo Stato italiano, con la cosiddetta legge di interpretazione autentica (legge finanziaria 2006) aveva interpretato l’art. 8 della L. n. 124/99 nel non riconoscere l’intera anzianità pregressa maturata presso l’Ente di provenienza, violando palesemente i diritti degli interessati.
Il 06/09/2011 anche la Corte di Giustizia Europea si pronunciava favorevolmente sul ricorso proposto da un altro gruppo di lavoratori Ata (amministrativi, tecnici ed ausiliari) che si trovavano nelle stesse condizioni, affermando che: ”le autorità italiane non potevano emanare una legge retroattiva in corso di causa in contrasto con l’art. 6 della Convenzione europea, che invece garantisce il diritto al giusto processo”.Se poi andiamo a valutare le possibilità di progressione di carriera verticale (come da art. 557 del Testo Unico 297/94) vediamo che la situazione del personale Ata subisce le disattese di tutte le disposizioni, come si evince dalla lettura dell’articolo suddetto: Art. 557 – Concorsi riservati – 1. Una quota del 30% e, rispettivamente, del 40% dei posti disponibili annualmente nei ruoli della quinta e della quarta qualifica è conferita, mediante concorsi riservati, agli impiegati di ruolo delle qualifiche immediatamente inferiori anche se privi del titolo di studio richiesto per l’ammissione alla qualifica cui aspirano, purché in possesso del titolo di studio richiesto per la qualifica di appartenenza e di una anzianità di almeno cinque anni di servizio di ruolo, o, a prescindere da tale anzianità, se in possesso del titolo di studio richiesto per la qualifica cui accedono, fatto salvo quanto disposto dall’art. 556, comma 4, per particolari attività tecniche o specialistiche. 2. I concorsi riservati per la quinta qualifica sono per esami. Gli esami consistono nelle due prove scritte e nel colloquio previsti dall’articolo 552 per i concorsi pubblici. 3. Il concorso riservato per la quarta qualifica è per titoli, integrato da una o più prove pratiche attinenti alle mansioni proprie del profilo professionale e del ruolo per cui il concorso viene indetto. 4. I bandi sono emanati, con periodicità biennale, dai provveditori agli studi, sulla base di un’ordinanza del Ministro della pubblica istruzione.
Anief ribadisce, ancora una volta, anche in seguito alla richiesta di emendamenti, che non accetta disparità di trattamento tra lavoratori della funzione pubblica e porterà avanti le giuste rivendicazioni, affinché risultino applicate tutte le disposizioni di legge finora emanate dal legislatore, ma incredibilmente disattese dal governo.

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Scuola: Mobilità, il Ministro esce allo scoperto e dice basta ai trasferimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il Ministro dell’Istruzione vuole rendere l’insegnamento a scuola una missione che prevarica tutti gli altri diritti dei cittadini che hanno questa ambizione. A breve, chi vorrà fare il docente dovrà prima fornirsi di domicilio professionale: è questa la “patente” che servirà, assieme al titolo di studio, per presentare domanda di accesso ai nuovi concorsi ordinari. E le regole varranno per tutti, anche per i precari storici, che dopo anni e anni di supplenze dovranno adattarsi. L’intento del Ministro appare chiaro: si vogliono selezionare i precari e usarli all’uopo, costringendoli a rimanere per diversi anni, almeno cinque, senza nemmeno la possibilità di presentare domanda di mobilità provvisoria. Anief dice no: non è colpa dei precari se hanno servito il Paese, spesso lontani da casa, in un sistema che ha sempre tenuto un posto su dieci vacante per ragioni di finanza pubblica. Si facciano allora organici differenziati, favorendo il gap con il Centro-Sud del Paese, così da agevolare la mobilità, la ricerca del lavoro, la tutela della famiglia e il diritto all’istruzione, principi costituzionalmente protetti. Non possono essere gli insegnanti, studenti e famiglie a pagare le scelte sbagliate del legislatore.

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Mobilità: Il prossimo contratto varrà per il triennio 2019-2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

“Il CCNL 2016/2018 ha stabilito che il nuovo Contratto Integrativo sulla mobilità avrà validità triennale (2019/20, 2020/21, 2021/22): sarebbe un grande esercizio di democrazia, da parte dell’amministrazione e delle OO.SS., attendere la certificazione della rappresentatività sindacale per il triennio 19-21, prima di avviare una nuova contrattazione o coinvolgere comunque Anief – che tutti sanno esser divenuta rappresentativa fin dai primi incontri -” dichiara Marcello Pacifico presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. Nel nuovo contratto sulla mobilità, bisogna in primo luogo prendere atto di quanto hanno deciso i diversi giudici del lavoro e amministrativi: vanno valutati il servizio pre-ruolo su sostegno ai fini del superamento del vincolo quinquennale, il servizio prestato nella scuola paritaria, il servizio pre-ruolo per intero nelle graduatorie interne d’istituto. Come tacere, d’altronde, la gravosa questione del personale neo-assunto con la 107/2015 e spedito a chilometri di distanza dopo aver superato l’anno di prova o ancora lontano dai propri affetti familiari per via di un algoritmo impazzito o della classificazione in fasce discriminatorie. Bisogna elaborare un piano di rientro di tutti quei lavoratori costretti a vivere lontani dalle proprie famiglie e che ogni anno, nella speranza di poter tornare a casa, si cimentano nella presentazione della domanda di mobilità (quasi 300 mila), partendo proprio dalla trasformazione in organico di diritto di tutti quei posti vacanti e disponibili. Erronea, inoltre, appare nella nuova validità triennale, in base all’art. 22 comma 4 lettera a1) del nuovo CCNL, la preclusione della domanda al personale che ha ottenuto il trasferimento in una delle sedi indicate, ma magari di non prima scelta. Se la norma non sarà cambiata, a partire dal prossimo anno scolastico i docenti che verranno soddisfatti nella domanda di mobilità territoriale o professionale, acquisendo la titolarità in una delle scuole richieste, non potranno presentare ulteriore domanda di mobilità per un triennio a decorrere dall’anno scolastico in cui avranno ottenuto il movimento, anche se quella sede non era proprio quella ottimale. Al momento, invece, non è pervenuto alcun chiarimento per i docenti che acquisiranno o manterranno la titolarità su ambito territoriale.Come dimenticare ancora il riconoscimento della precedenza nella mobilità interprovinciale per il dipendente referente unico che assiste il genitore affetto da disabilità grave (la normativa attuale lo riconosce solo per i trasferimenti all’interno della sola provincia di titolarità) o l’estensione anche ai trasferimenti interprovinciali della precedenza per il figlio che assiste il genitore disabile (oggi riconosciuta solo per le operazioni di assegnazione provvisoria)? Diritto, peraltro, già riconosciuto da diverse sentenze. E perché non introdurre la precedenza nella mobilità in favore delle donne vittime di violenza? Tale novità, dettata dall’emergenza del nostro tempo e dal senso civico, permetterebbe alla persona interessata di concentrarsi sul proprio lavoro conciliandolo con le esigenze personali. Appare, comunque, forviante trattare l’argomento della mobilità in un momento in cui ancora non si conoscono le scelte del Governo nella prossima legge di stabilità in considerazione del fatto che nel DEF per il 2019 si accenna a ulteriori limiti ai trasferimenti mentre in alcuni disegni di legge presentati da autorevoli parlamentari si parla di abolire gli ambiti territoriali o di introdurre il domicilio professionale per i neo-assunti, peraltro da Anief già bollato come incostituzionale. Per queste ragioni, Anief ribadisce la necessità di rinviare l’incontro a dopo la certificazione della rappresentatività e l’approvazione della legge di stabilità, chiedendo fin d’ora di partecipare, ad ogni modo, al tavolo per riscrivere drasticamente le norme contemplando il diritto al lavoro con il diritto alla famiglia.

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Roma: “Mobilità accessibile a tutti ma c’è ancora molto da fare”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

C’è da dire che in questi ultimi due anni è mezzo non è stato fatto nulla. Infatti, le 21 le linee che operano con autobus dotati di sistemi di accessibilità, citati dalla consigliera Penna, che sono recentemente entrate in servizio, fanno parte dello stock di 150 bus acquistati in leasing dalla precedente giunta di centrosinistra nel 2015. Roma va governata, cosa che non sta avvenendo in questa consiliatura. E’ bene sottolineare che parte di quei ‘mattoncini’ di cui la consigliera parla, sono eredità di un percorso già avviato. Giunti a metà mandato sarebbe ora che il M5S si prendesse qualche responsabilità evitando di ricorrere al solito stucchevole ‘scarica barile’ verso il passato. Roma non parte dall’anno zero come la retorica grillina vorrebbe far credere, e l’abbattimento delle barriere con l’installazione di tutti gli ausili idonei a rendere più accessibile la città è un obiettivo che deve unire gli amministratori. E’ inammissibile però aver interrotto completamente, come ha fatto la giunta Raggi, il percorso avviato negli ultimi anni come sottolineano anche dalle associazioni che si occupano di disabilità”. Lo dichiara in una nota la consigliera comunale Pd Ilaria Piccolo.

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Mobilità: anche il TAR Lazio dà ragione all’Anief contro il CCNI

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Con ben 9 sentenze di identico tenore, il TAR annulla le procedure di mobilità straordinaria 2016 in quanto in contrasto con il fondamentale principio del merito e del punteggio posseduto. L’Avvocato Michele Ursini dell’Anief, in collaborazione con i nostri legali sul territorio, ottiene ragione sulle operazioni di mobilità 2016 con delle sentenze di pieno accoglimento che rilevano come il Miur, affidandosi ad un non meglio specificato “algoritmo”, abbia mancato di porre in essere una “vera e propria attività amministrativa, essendosi demandato ad un impersonale algoritmo lo svolgimento dell’intera procedura di assegnazione dei docenti alle sedi disponibili nell’organico dell’autonomia della scuola”, così violando la normativa sull’azione amministrativa e “gli istituti di partecipazione, di trasparenza e di accesso, in sintesi, di relazione del privato con i pubblici poteri” che, come correttamente evidenziato nelle sentenze “non possono essere legittimamente mortificate e compresse soppiantando l’attività umana con quella impersonale, che poi non è attività, ossia prodotto delle azioni dell’uomo, che può essere svolta in applicazione di regole o procedure informatiche o matematiche”.
Il TAR del Lazio, dunque, ancora una volta bacchetta il Ministero dell’Istruzione soprattutto per quanto riguarda le operazioni di mobilità affidate al “misterioso” algoritmo evidenziando, sul punto, come “alcuna complicatezza o ampiezza, in termini di numero di soggetti coinvolti ed ambiti territoriali interessati, di una procedura amministrativa, può legittimare la sua devoluzione ad un meccanismo informatico o matematico del tutto impersonale e orfano di capacità valutazionali delle singole fattispecie concrete, tipiche invece della tradizionale e garantistica istruttoria procedimentale che deve informare l’attività amministrativa, specie ove sfociante in atti provvedimentali incisivi di posizioni giuridiche soggettive di soggetti privati e di conseguenziali ovvie ricadute anche sugli apparati e gli assetti della pubblica amministrazione” e, per tale motivo ribadisce come le procedure informatiche debbano essere predisposte “in funzione servente e alle quali va dunque riservato tutt’oggi un ruolo strumentale e meramente ausiliario in seno al procedimento amministrativo e giammai dominante o surrogatorio dell’attività dell’uomo”.
“Il Tribunale Amministrativo ha dato ragione ai nostri legali – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – evidenziando come la deleteria prospettiva orwelliana posta in essere dal Miur con il famoso “algoritmo” cui ha, praticamente, deciso di demandare la funzione istruttoria e anche quella provvedimentale caratterizzanti l’azione amministrativa, risulta, invece, in aperto contrasto con il presidio costituito dal baluardo dei valori costituzionali scolpiti negli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione oltre che all’art. 6 della Convezione europea dei diritti dell’uomo”. Fondato, anche, l’ulteriore profilo di illegittimità, con cui i ricorrenti censurano la mancata previsione della deroga al vincolo di permanenza quinquennale dei docenti di sostegno sulla medesima tipologia di posto. Vittoria piena per l’Anief, dunque, che ancora una volta ottiene ragione sulle illegittimità poste in essere dal Miur nelle procedure di mobilità a discapito di tanti lavoratori della scuola.

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Settimana europea della Mobilità

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Roma Domenica 16 settembre 2018, in apertura della Settimana europea della Mobilità, è prevista la nuova edizione dell’iniziativa #VIALIBERA: strade che per l’intera giornata saranno chiuse al traffico e interamente dedicate a pedoni e ciclisti. Il percorso interesserà più strade: da via Cola di Rienzo a via Tiburtina (San Lorenzo), via dei Fori Imperiali e largo Corrado Ricci, da via XX Settembre a Piazza Venezia e ancora viale Manzoni, via Labicana, via Veneto, via Bissolati, viale Regina Elena, largo Federico Fellini, piazzale Brasile, Villa Borghese.
Il progetto è promosso da Roma Capitale (Assessorati alla “Città in Movimento”, “Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi”) con la “Consulta Cittadina Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità” e curato da Roma Servizi per la Mobilità.Il progetto è stato avviato in via sperimentale il 10 giugno con il “numero zero”, per testare il percorso e avviare il coinvolgimento dei cittadini.Il percorso, potrà essere ulteriormente dettagliato e ampliato: altri itinerari potranno essere individuati in base alla risposta della Città e alle proposte dei cittadini; i percorsi si arricchiranno di eventi, attività e feste di quartiere, iniziative mirate a promuovere un nuovo approccio culturale alla mobilità e un nuovo uso della strada, a misura d’uomo e a salvaguardia delle utenze più deboli. Il progetto consentirà tra l’altro di verificare le pedonalizzazioni transitorie e definitive già allo studio da parte dell’Amministrazione nell’ambito dei diversi Municipi, e di promuoverne di nuove.In continuità con la precedente edizione, Roma Capitale e la Consulta Cittadina invitano, pertanto, gli enti privi di scopo di lucro, gli organismi associativi, i comitati e i liberi Cittadini attivi nella promozione della mobilità dolce e sostenibile e nei settori artistico-culturale e dello sport, a partecipare e a diffondere l’iniziativa, nonché a proporre eventuali attività nell’ambito della giornata del 16 settembre e nelle edizioni successive.Coloro che contribuiranno a valorizzare la giornata con eventi ed iniziative saranno rappresentati nel Programma #VIALIBERA, pubblicato e in aggiornamento continuo sulla pagina web romamobilita.it, dove sono disponibili tra l’altro tutte le informazioni relative all’evento, le mappe e le indicazioni sugli itinerari, nonché il programma delle ulteriori iniziative previste nell’ambito della Settimana europea della Mobilità.

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Storie di ordinaria mobilità sanitaria

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

Cartone al posto del gesso. È la soluzione “fai da te” dell’Ospedale di Reggio Calabria per far fronte ad un approvvigionamento carente dei materiali necessari a garantire le cure ai cittadini. Una scelta “obbligata” dalla mancanza di risorse e da una programmazione finalizzata esclusivamente a garantire la compatibilità finanziaria dei livelli assistenziali messi a disposizione della popolazione.
Non c’è dunque da meravigliarsi se in molti, soprattutto, gli italiani che vivono nelle regioni del Centro Sud decidono di spostarsi presso i centri del Nord per sottoporsi a cure o interventi. È il fenomeno della mobilità sanitaria che, come si legge nel VII Rapporto RBM – Censis, lo scorso anno è tornato a crescere: +21,4% rispetto al 2015, coinvolgendo oltre 1,7 milioni di italiani – 950.000 malati e 825.000 accompagnatori – e raggiungendo quota 4,3 miliardi, con un aumento pari al 10,2% rispetto all’annualità precedente, che si era attestata a quota 3,9 miliardi. Ma se il saldo totale dei flussi della migrazione sanitaria a livello nazionale è ovviamente pari a zero ci sono Regioni che ci “guadagnano” e Regioni che ci “perdono” e queste ultime sono la maggioranza: 13 Regioni su 20 hanno infatti un saldo negativo tra crediti e debiti (Campania, Calabria e Lazio in testa)

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Rapporto sulla mobilità sanitaria

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

I cittadini italiani possono esercitare il diritto di essere assistiti in strutture sanitarie di Regioni differenti da quella di residenza, alimentando il fenomeno della mobilità sanitaria interregionale. Sotto questo “cappello” si collocano la mobilità attiva – che identifica l’indice di attrazione di una Regione tramite prestazioni offerte a cittadini non residenti e rappresenta una voce di credito – e la mobilità passiva – che esprime l’indice di fuga da una Regione con le prestazioni erogate ai cittadini al di fuori della Regione di residenza e rappresenta una voce di debito. Le compensazioni finanziarie tra Regioni vengono regolate secondo un Testo Unico approvato dalla Conferenza Stato-Regioni che ha individuato 7 flussi finanziari: ricoveri ospedalieri e day hospital (differenziati per pubblico e privato), medicina generale, specialistica ambulatoriale, farmaceutica, cure termali, somministrazione diretta di farmaci, trasporti con ambulanza ed elisoccorso.
Nel 2017 il valore della mobilità sanitaria ammonta a € 4.635,4 milioni, cifra che include anche i conguagli relativi al 2014 (€ 218,9 milioni) e al 2016 (€ 296,3 milioni), importi tuttavia non ancora definitivamente approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Mobilità attiva. Le Regioni con maggiori capacità attrattive sono Lombardia (25,2%) ed Emilia Romagna (13,3%), che insieme ricevono oltre 1/3 della mobilità attiva; un ulteriore 27% viene attratto da Veneto (8,7%), Toscana (7,8%), Lazio (7,7%) e Piemonte (4,5%). Il rimanente 33% della mobilità attiva si distribuisce nelle rimanenti 15 Regioni, oltre al Bambin Gesù (€ 195,4 milioni) e all’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (€ 43,7 milioni). In generale, esiste una forte capacità attrattiva delle grandi Regioni del Nord, a cui fa da contraltare quella estremamente limitata delle Regioni del Centro-Sud, con la sola eccezione del Lazio.
Mobilità passiva. Le Regioni con maggiore indice di fuga dei propri residenti sono Lazio (13,9%) e Campania (10,1%) che insieme contribuiscono a quasi il 25% della mobilità passiva; un ulteriore 29% riguarda Lombardia (7,7%), Calabria (7,5%), Puglia (7,4%), Sicilia (6,5%) e il 46,8% si distribuisce nelle rimanenti 15 Regioni. Rispetto alla mobilità passiva, se quasi tutte le Regioni meridionali hanno elevati indici di fuga, questi sono rilevanti anche in grandi Regioni del Nord, in particolare in Lombardia, ma anche in Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, un fenomeno verosimilmente attribuibile a preferenze dei pazienti e agevolato dalla facilità di spostamento tra Regioni limitrofe con elevata qualità dei servizi sanitari.
«Dalla valutazione comparativa dei saldi – puntualizza il Presidente – emerge che le Regioni con saldo positivo superiore a € 100 milioni sono tutte del Nord, mentre quelle con saldo negativo maggiore di € 100 milioni tutte del Centro-Sud».
«Considerata la complessità del fenomeno della mobilità sanitaria – conclude Cartabellotta – con i dati attualmente disponibili è impossibile effettuare analisi più dettagliate. Ecco perché la Fondazione GIMBE chiede ufficialmente al Ministro della Salute di rendere pubblicamente disponibili tutti i dati sulla mobilità sanitaria che le Regioni trasmettono al Ministero. Questo permetterebbe di analizzare, per ciascuna Regione, la distribuzione delle tipologie di prestazioni erogate in mobilità, la differente capacità di attrazione di strutture pubbliche e private accreditate e la Regione di residenza dei cittadini che scelgono di curarsi lontano da casa, al fine di identificare quali dinamiche regolano le varie tipologie di mobilità regionale, di cui alcune sono “fisiologiche” ed altre francamente “patologiche”». Il report dell’Osservatorio GIMBE “La mobilità sanitaria interregionale nel 2017” è disponibile a: http://www.gimbe.org/mobilita_sanitaria2017.

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Milano, Torino, Roma e Palermo – analizzate e comparate sul metro della mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 giugno 2018

È questo, in sintesi, il merito del rapporto “Living. Moving. Breathing. Ranking of 4 major Italian cities on Sustainable Urban Mobility”, realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace e diffuso dall’organizzazione ambientalista.Il rapporto è un approfondimento di uno studio già diffuso lo scorso maggio, nel quale si mettevano a confronto 13 città europee in materia di sostenibilità dei trasporti. Utilizzando la stessa metodologia, gli studiosi del Wuppertal hanno quindi comparato le 4 città italiane; i dati raccolti e utilizzati sono relativi al 2016 e provenienti da fonti pubbliche ufficiali o direttamente dalle amministrazioni cittadine. Milano, Torino, Roma e Palermo sono state “lette” attraverso la lente di 21 diversi indicatori, sintetizzati in 5 parametri: sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva. Secondo lo studio, la città dove la mobilità è più sostenibile è Milano, che in termini di punteggio stacca nettamente le altre tre. Tra queste ultime (Torino seconda, Roma terza e Palermo ultima) le differenze di punteggio complessivo non sono marcate; i punteggi specifici ottenuti sui diversi parametri, però, rendono un quadro più chiaro delle profonde differenze tra i vari contesti urbani.
Il risultato di Milano è determinato da buone performance in materia di trasporto pubblico e mobility management; si tratta degli stessi indicatori, specularmente, che hanno maggiormente determinato il risultato negativo di Palermo. In generale le città italiane mostrano tassi di mobilità attiva – uso della bicicletta e spostamenti pedonali – molto più bassi di quelli di altre città europee e un livello di sicurezza stradale molto lontano dagli standard di altri centri urbani del Continente. Torino è risultata essere la città con le strade più insicure, ovvero con il più alto numero di morti tra pedoni e ciclisti in rapporto alla popolazione; è risultata anche essere la città con l’aria più inquinata. Ma la situazione dell’inquinamento atmosferico è grave in ognuna delle città oggetto della ricerca: tutte e quattro superano, ad esempio, i livelli di concentrazione massimi previsti dalle normative per il biossido di azoto, un gas tipico delle emissioni dei veicoli diesel.
La Capitale mostra inoltre indirizzi molto deboli di mobility management, che disincentivano poco o affatto l’uso del mezzo privato. Ciò determina anche una mobilità fortemente congestionata, con un incremento di circa il 40 percento dei tempi di spostamento, causato dall’alto numero di automobili presenti sulle strade. A Palermo i livelli di congestionamento del traffico sono persino leggermente superiori. La disponibilità di servizi di bike e car sharing è buona a Milano, modesta a Roma (specie in rapporto alla superficie della città) e nel capoluogo siciliano.La qualità del trasporto pubblico è forse l’indicatore sul quale si registrano le distanze maggiori tra i quattro sistemi urbani: da Milano, che ha un TPL di livello “europeo”, a Torino, dove il servizio è già meno efficiente e utilizzato; fino alla crisi di ATAC a Roma, assurta alle cronache nazionali, e al bassissimo livello di utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei palermitani. Questi ultimi utilizzano un mezzo privato per il 75% degli spostamenti in città; i milanesi vi ricorrono invece solo nel 43% dei casi.
Per Greenpeace, la mobilità sostenibile ha un obiettivo chiaro: quello di superare quanto prima la mobilità privata a motore, un sistema fossile che danneggia il clima e peggiora drasticamente la vita nelle nostre città. Per questo l’organizzazione ambientalista sostiene gli indirizzi di Milano e Roma, in materia di limitazione della circolazione dei diesel, e chiede anche a Torino e Palermo di approntare presto piani di riduzione della mobilità privata, cominciando dai veicoli più inquinanti.

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Governo: bene apertura allo sharing e attenzione alla mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, augura buon lavoro al nuovo Governo appena insediato e commenta positivamente le prime indicazioni su car sharing e sostenibilità ambientale evidenziate nel contratto di Governo, fornendo piena disponibilità al confronto. “Abbiamo percepito da parte del nuovo Governo, e soprattutto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali – Luigi Di Maio e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – Danilo Toninelli un nuovo approccio e una nuova sensibilità nei confronti dei temi della sharing mobility e della necessità di rendere finalmente meno inquinante e più sicuro il nostro parco circolante”, evidenzia il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “Come protagonisti della mobilità condivisa e sostenibile e della sicurezza sulle nostre strade, grazie a un parco composto esclusivamente da veicoli di ultima generazione, siamo pronti a fornire tutto il nostro supporto su questi e su altri temi strategici per ridisegnare la mobilità cittadina, aziendale e turistica del nostro Paese”.

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Mobilità: gli italiani non rinunciano all’auto per gli spostamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Il rapporto degli italiani con le quattro ruote è in forte “movimento”, ma pur cambiando le abitudini e il contesto sociale resta sempre il mezzo preferito per gli spostamenti (dal 66%)[1]. Solo in pochi scelgono i mezzi pubblici (10,7%) o preferiscono andare a piedi (17,1%), e ancora meno la bici (3%). Un dato importante se si considera che la popolazione italiana è “mobile”, con l’84% che si sposta quotidianamente e che il tempo medio di mobilità giornaliero è di circa un’ora. A questo si aggiunge la distanza percorsa, pari a ben 28,8 km nell’arco di una giornata. Come scelgono gli italiani l’auto? Secondo oltre quattro convenzionati su dieci (41%), gli acquirenti guardano principalmente allo stile e all’estetica e, solo in un secondo momento, al risparmio o al brand. Ad ogni modo, l’auto non è solo un mezzo di trasporto ma un vero e proprio “status symbol” e continuerà ad esserlo in futuro secondo il 60% dei convenzionati intervistati, perché è il modo più immediato per comunicare il proprio stato sociale.
Un settore, quello dell’automotive, che continua a vivere un momento favorevole. Lo confermano sia il trend di crescita delle vendite di autovetture e di motocicli, sia l’incremento nel 2017 del volume dei finanziamenti erogati per l’acquisto di auto e moto, aumentati del +10,2% sul 2016 e del +33,9% sul 2015, superando € 15,5 miliardi. Un dato che rappresenta ben l’82% dell’erogato complessivo tramite convenzionati e un terzo delle operazioni finanziate. Nei primi mesi del 2018 il comparto registra una moderata crescita, consolidando i risultati dell’anno precedente.
Rispetto ad altri comparti, il credito al consumo nel mondo della mobilità assume un ruolo chiave, poiché l’acquisto di un’auto o di una moto richiede spesso da parte delle famiglie una disponibilità economica elevata. La media degli importi finanziati tramite venditori convenzionati è, infatti, di 13.048 euro per l’auto – pari a 13.787€ per l’auto nuova e 10.884€ per l’auto usata – e di 4.186euro per le moto.Quali sono le previsioni per i prossimi mesi? Secondo l’Osservatorio Compass, entro la fine dell’anno quasi due italiani su dieci hanno in programma l’acquisto di un’auto o di una moto mentre nei prossimi 12 mesi il contesto macroeconomico continuerà ad essere positivo per molti convenzionati, con effetti diretti sulle vendite, indicate in aumento dal 42%.Guardando invece alle principali innovazioni tecnologiche che definiranno l’automobile del futuro, per oltre quattro convenzionati su dieci non possono mancare la completa connessione con diversi device tecnologici e, con la stessa percentuale, la sicurezza attraverso sistemi automatizzati che devono avere la priorità sui comandi umani nelle situazioni di emergenza. Il 39% immagina, invece, un veicolo più autonomo solo in determinate situazioni, come nei parcheggi.Infine l’Osservatorio Compass ha posto l’attenzione sui servizi di noleggio a lungo termine a privati e di sharing mobility, scoprendo che il 62% dei convenzionati promuove decisamente il primo, mentre guardano con sospetto alla sharing mobility: solo il 24% degli intervistati ritiene che possa avere risvolti importanti nel comparto auto.

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Roma: Sicurezza stradale e mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Roma. Educare alla sicurezza stradale e costruire, a partire dalle scuole, una cultura civica incentrata sulla mobilità sostenibile. Con questo duplice obiettivo l’Amministrazione capitolina ha avviato il progetto ‘De.Si.Re’ – Decoro, Sicurezza, Resilienza nella periferia romana, finalizzato a promuovere appositi percorsi di formazione nella scuola primaria, tramite attività propedeutiche e occasioni di confronto con tutti i soggetti coinvolti. In quest’ottica ieri, presso l’Aranciera di San Sisto, si è svolta l’iniziativa #Rome4Life di primavera che ha ospitato rappresentanti della Consulta Cittadina per la Sicurezza Stradale, istituzioni, Forze dell’Ordine, famiglie, studenti, cittadini e associazioni. Operatori specializzati hanno proposto attività ludico-educative all’aperto riguardanti: l’educazione stradale con le Forze dell’Ordine; un circuito sull’uso corretto della bicicletta; giochi e animazioni sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile; percorsi sensoriali e test sulla percezione del rischio indirizzati anche agli adulti.Tra i partecipanti, numerosi i dirigenti scolastici e i bambini che hanno decorato l’Aranciera con disegni in cui hanno rappresentato la loro idea di sicurezza stradale e di mobilità sostenibile. Questi temi costituiranno, infatti, materia dei percorsi formativi che coinvolgeranno le scuole primarie di Roma Capitale durante il prossimo anno scolastico.Linda Meleo, Assessora alla Città in Movimento, ha sottolineato che l’Amministrazione capitolina è impegnata a garantire una maggiore sicurezza nei percorsi che collegano le abitazioni e le scuole, con un occhio di riguardo per chi decide di utilizzare la bicicletta. In particolare sono state finanziate attività e messe a bilancio opere per impianti semaforici e attraversamenti pedonali.
L’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre ha ricordato come la sicurezza stradale sia un tema al centro dei progetti didattici integrativi che, nel corso di quest’anno, hanno riguardato oltre mille scuole, 6mila classi e 20mila partecipanti. Pilastro di queste attività è stato il coinvolgimento anche degli adulti, che svolgono un ruolo educativo determinante e il cui esempio risulta decisivo.Enrico Stefano, Presidente della Commissione Capitolina Mobilità, ha sottolineato l’importanza di valorizzare l’utilizzo della bicicletta, a partire proprio dai primi anni di vita. Per raggiungere questo obiettivo occorre però affermare anche un maggior rispetto delle regole che, prima di tutto, devono essere studiate e conosciute. Coinvolgere i bambini consente quindi di promuovere e radicare nuovi stili di vita che renderanno la città più sostenibile.La Presidente della Commissione Capitolina Scuola Maria Teresa Zotta ha posto l’accento sull’importanza di coinvolgere tutti i soggetti istituzionali, nell’ottica di creare raccordi funzionali tra i diversi soggetti in campo. Nella prima fase sono coinvolte 15 scuole dislocate in 12 Municipi che devono fungere da anello di trasmissione per innescare una processo di trasferimento delle conoscenze tra coetanei.

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Scuola: Mobilità, ancora ingiustizie

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2018

Anief ritiene che la modifica più rilevante del contratto sugli spostamenti annuali motivati sia quella di aprire le assegnazioni provvisorie, di durata annuale, a tutti i lavoratori della scuola, prescindendo dai blocchi legati all’anno di assunzione o altri limiti artificiosi imposti per legge.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’unico vincolo per l’accettazione della richiesta di assegnazione provvisoria dovrebbe rimanere quello dello svolgimento del periodo di prova. Superato il quale, secondo noi, ogni docente a Ata ha pieno diritto ad accedere alla mobilità, annuale o definitiva che sia. Si tratta di una disposizione fondamentale, che sanerebbe i tanti errori fatti da chi ha imposto gli algoritmi di assegnazione delle sedi che hanno rovinato la vita professionale e personale di decine di migliaia di lavoratori della scuola.

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Mobilità personale scolastico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

La Corte di Cassazione, che in questo senso si è espressa a sezioni unite con la sentenza n. 22552/16, risolvendo l’annoso problema della mancata parità di trattamento tra personale di ruolo e precario, accorda le richieste di non discriminazione patrocinate dal sindacato. Lo stesso principio vale per la validità dei servizi svolti, che vanno per forza di cose considerati tutti per intero. E ciò vale, ovviamente, anche per i docenti di sostegno. I quali, lo ricordiamo, sono insegnanti abilitati con diritti analoghi ai colleghi su disciplina. Detto questo, rimane un mistero il perché al Miur si continui a considerare il loro servizio pre-ruolo non utile per il raggiungimento del quinquennio di servizio e a chiedere, in questo modo, il ritorno sulla loro disciplina d’insegnamento. Secondo il giovane sindacato, risulta quindi illegittima la norma contrattuale laddove non riconosce il servizio pre-ruolo come utile per la valutazione del servizio obbligatorio da svolgere nei trasferimenti. A questo proposito, nel periodo di consegna delle domande di trasferimento, che rimarrà aperto fino al prossimo 26 aprile, Anief ricorda di dichiararlo nella domanda, per poter impugnare il tutto. Per aderire al ricorso vai al seguente link.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Appena Anief diverrà rappresentativa, al fine di ottenere il punteggio spettante in fase di richiesta di mobilità ed in particolare di trasferimento annuale, si batterà al massimo sia per questa istanza, sia per revisionare la tabella di valutazione dei titoli, per valutare il servizio nella paritaria, tutto quellopre-ruolo nelle graduatorie interne d’istituto e per garantire i trasferimenti attraverso l’adeguamento degli organici di fatto agli organici di diritto. Proprio in questi giorni è indispensabile rivolgersi in tribunale per presentare anche altri ricorsi Anief e non soccombere dinanzi alle norme ingiuste incluse nel contratto vigente sulla mobilità del personale scolastico.

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Mobilità sostenibile all’interno del capoluogo lombardo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

ReFeel eMobility, JV tra il Gruppo ReFeel e il Gruppo Building Energy, attivo nel settore del corporate car sharing ecosostenibile, ha vinto la gara indetta dal Comune di Milano per l’assegnazione del primo “Corporate car sharing elettrico station based” presente sul territorio comunale, che ha l’obiettivo di fornire ad aziende, strutture alberghiere, campus universitari, centri direzionali e residenziali una soluzione di mobilità flessibile ad impatto zero.
Le aziende presenti sul territorio del Comune di Milano possono avvalersi del servizio reso disponibile da ReFeel eMobility e offrire ai propri dipendenti la possibilità di spostarsi agevolmente all’interno della città e dell’hinterland, sia per lavoro che per il tempo libero, abbattendo del 100% le emissioni di anidride carbonica. Le oltre 30 Renault ZOE attualmente messe a disposizione da ReFeel eMobility sono auto elettriche alimentate unicamente da fonti rinnovabili con un’autonomia di circa 310 km su percorso misto, con una velocità massima di 135 km/h. Le vetture possono essere ricaricate velocemente collegandosi alle apposite colonnine da 22 kW che verranno installate da Be Charge, società del Gruppo Building Energy specializzata in infrastrutture per la mobilità sostenibile, presso le sedi delle organizzazioni che attiveranno il servizio.ReFeel eMobility promuove una modalità di trasporto conveniente ed eco-sostenibile tramite la condivisione dei mezzi elettrici tra persone che lavorano o vivono nello stesso luogo, che avvicina le persone alla mobilità elettrica senza dover rinunciare alle comodità. L’app Refeel eMobility, disponibile sia per iOS che per Android, consente di affittare l’auto e gestire tutte le fasi del noleggio, dalla prenotazione al pagamento. Le auto elettriche di ReFeel eMobility possono circolare liberamente ed essere parcheggiate ovunque in maniera completamente gratuita all’interno del territorio del Comune e dell’hinterland. Milano rappresenta, infatti, la città italiana più all’avanguardia sotto il profilo della mobilità, il terreno ideale da cui partire per diffondere la cultura dell’e-mobility su scala nazionale.

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Scuola: Mobilità docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

I servizi svolti nelle paritarie, nei professionali e comunali considerati di serie B. Questa differenziazione illegittima può andare a determinare seri problemi al personale docente, in particolare ai fini della mobilità. Perché vedersi riconosciuto un punteggio inferiore nella graduatoria d’istituto oppure in fase di richiesta di trasferimento, passaggio di ruolo o di cattedra, oltre che di utilizzazione e assegnazione provvisoria, può essere determinante in modo negativo. Al fine di ottenere la validazione totale del punteggio relativo all’insegnamento effettuato in tali istituti, tutti equiparabili alla scuola statale, il sindacato Anief ha promosso un apposito ricorso al giudice del lavoro: tale impugnazione va a contestare la tabella di valutazione dei titoli ai fini dell’attribuzione del punteggio della mobilità 2018. Non vedersi riconosciuto quel punteggio rischia di compromettere l’esito della mobilità alla quale i docenti di ruolo possono presentare domanda, tramite il portale Istanze on line, fino al prossimo 26 aprile. Per aderire, vai al seguente link. L’impugnazione è allargata alle graduatorie interne d’istituto, per la formulazione delle quali si continua a non considerare per intero il servizio d’insegnamento pre-ruolo svolto nella paritaria, nei percorsi di formazione professionale, nelle scuole comunali e anche nelle piccole isole. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quel servizio va dichiarato e valutato se prestato dopo il 2000. E a pensarla come noi sono anche i tribunali del lavoro. Per questi motivi, Anief conferma la strada del ricorso dopo il rinnovo del divieto già siglato nel precedente contratto. Le tante pronunce positive dei giudici ci inducono ad essere davvero fiduciosi anche per l’esito di questa ennesima battaglia legale. Siamo convinti di far prevalere sempre la giustizia a danno di quelle norme discriminanti e inique che il Miur si ostina a tenere in vita.

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Scuola: Mobilità docenti di sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Forte delle sentenze delle sezioni unite della Cassazione, che riconoscono la parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato, il giovane sindacato consiglia agli interessati di non soccombere alla norma iniqua imposta dal Ministero di Viale Trastevere: perché gli anni validi ai fini del raggiungimento del quinquennio sono sia quelli svolti da precari, sia successivamente alla stipula del contratto di assunzione in ruolo, sempre su sostegno .Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Su questa lunghezza d’onda si sono anche sintonizzati tutti i tribunali del lavoro, specialmente dopo le sentenze delle sezioni unite della Corte Cassazione che riconoscono la parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato. Noi siamo convinti che tale espressione non può rimanere lettera morta: per questo, invitiamo tutti gli insegnanti di sostegno che hanno superato l’anno di prova ed in precedenza svolto servizio sullo stesso posto, per un periodo complessivo di almeno cinque anni, a rivolgersi al nostro sindacato per presentare domanda di mobilità entro il prossimo 26 aprile.

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Piano d’azione sulla mobilità militare: un’iniziativa concreta per un’Unione della difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2018

In linea con l’impegno dichiarato dal Presidente Juncker per un’autentica Unione della difesa entro il 2025, la Commissione e l’Alta rappresentante hanno presentato un piano d’azione per migliorare la mobilità militare all’interno e all’esterno dell’Unione europea.
gli spostamenti delle truppe e delle risorse militari è fondamentale per la sicurezza dei cittadini europei e per costruire un’Unione più efficace, reattiva e coesa, come indicato nella comunicazione congiunta sul miglioramento della mobilità militare nell’UE del novembre 2017 e auspicato nella strategia globale dell’UE per la politica estera e di sicurezza. Il piano d’azione di oggi individua una serie di misure operative per superare le barriere fisiche, procedurali o normative che ostacolano la mobilità militare. Per attuare questo piano d’azione sarà essenziale operare in stretta collaborazione con gli Stati membri dell’UE e con tutti i soggetti pertinenti. L’Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione Federica Mogherini ha dichiarato: “Promuovere la pace e garantire la sicurezza dei nostri cittadini è la prima priorità dell’Unione europea. Facilitando la mobilità militare all’interno dell’UE possiamo essere più efficaci nel prevenire le crisi, efficienti nel dispiegare le missioni e rapidi nel rispondere alle sfide quando si presentano. Questo è un altro passo avanti nel consolidamento della nostra cooperazione a livello di UE, anche nel quadro della cooperazione strutturata permanente che abbiamo da poco varato formalmente e con i nostri partner, iniziando con la NATO. Per noi, come UE, la cooperazione rimane l’unico strumento per essere efficaci nel mondo di oggi.”
Il piano d’azione di oggi prende spunto dalla tabella di marcia sulla mobilità militare redatta nel quadro dall’Agenzia europea per la difesa e propone una serie di azioni concrete nei settori che seguono.Requisiti militari: questo è il punto di partenza per un approccio efficace e coordinato alla mobilità militare in tutta l’UE. Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e lo Stato maggiore dell’UE individueranno una serie di requisiti militari in base alle esigenze dell’UE e degli Stati membri, anche per quanto riguarda l’infrastruttura necessaria per la mobilità militare. Il Consiglio è invitato ad esaminare e convalidare tali requisiti entro il primo semestre del 2018.
Infrastrutture di trasporto: la politica per le infrastrutture e il settore degli investimenti offrono opportunità per una maggiore sinergia tra le esigenze civili e militari. Entro il 2019 la Commissione individuerà le sezioni della rete transeuropea di trasporto utilizzabili per il trasporto militare e i potenziamenti necessari da realizzare sulle infrastrutture esistenti (ad esempio l’altezza o la capacità portante dei ponti). Sarà elaborato un elenco prioritario di progetti. La Commissione prenderà in considerazione la possibilità di un sostegno finanziario supplementare dell’UE per questi progetti, nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale.
La Commissione esaminerà varie opzioni di razionalizzazione e semplificazione delle formalità doganali per le operazioni militari e valuterà la necessità di allineare la normativa sul trasporto di merci pericolose nel settore militare. Parallelamente, l’Agenzia europea per la difesa sosterrà gli Stati membri nell’elaborazione di un regime di permessi per la circolazione transfrontaliera.
La Commissione, il Servizio europeo per l’azione esterna e l’Agenzia europea per la difesa opereranno in stretto coordinamento con gli Stati membri per un’attuazione efficace di queste misure, che saranno realizzate nel pieno rispetto della sovranità degli Stati membri sul territorio nazionale e dei processi decisionali nazionali. È inoltre assicurato il coordinamento con le iniziative realizzate nell’ambito della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e con il progetto PESCO sulla mobilità militare. La collaborazione e la consultazione con la NATO sulle questioni riguardanti la mobilità militare saranno approfondite ulteriormente nel quadro dell’attuazione della dichiarazione congiuntaCerca le traduzioni disponibili del link precedente per assicurare coerenza e sinergie.

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Car Sharing e Ride Sharing protagonisti della mobilità del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2018

La diffusione di innovative forme di mobilità condivisa, e in particolare di car sharing e ride sharing, è destinata a crescere significativamente nei prossimi anni in tutto il mondo. Gli italiani sono, in Europa, gli utenti più fidelizzati ai servizi di condivisione dell’auto e nei prossimi 12 mesi ci si attende un’ulteriore crescita di queste due nuove forme di mobilità nel nostro Paese. Già oggi il 61% degli utenti italiani dichiara di aver evitato o rinviato l’acquisto di un nuovo veicolo, grazie all’utilizzo di servizi di smart mobility, e dati simili si osservano anche in altri Paesi. Le Case automobilistiche stanno investendo in modo significativo in nuovi servizi di mobilità, ma i modelli di business di successo devono ancora essere individuati.Sono questi i principali trend che emergono dalla presentazione della società globale di consulenza aziendale AlixPartners dal titolo “Mobilità condivisa – verso l’era del robotaxi”, illustrati da Giacomo Mori, Managing Director, nel corso di #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore tenutosi oggi a Milano. L’analisi propone un focus sullo sviluppo e sulle prospettive di crescita delle nuove forme di mobilità alternative all’acquisto dell’auto, car e ride sharing su tutte, proponendo un confronto della situazione nazionale con quella dei principali Paesi europei e non solo.
“Lo studio di AlixPartners lancia un messaggio chiaro: il modo di muoversi sta cambiando alla velocità della luce”, evidenzia Pierluigi Bonora – Promotore di #FORUMAutoMotive, “E gli operatori del settore sono sempre più chiamati a rivedere le loro strategie, magari messe a punto solo pochi anni fa, per adattarle alla nuova realtà. È una grande sfida che può favorire nuove partnership all’interno del settore, allargando la collaborazione anche a forze esterne. Tutto il mondo della mobilita è in fermento, tra alimentazioni alternative, guida autonoma e condivisione. Questo studio ci offre lo stato dell’arte del cambiamento in corso”.

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