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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘mobilità’

La mobilità dei cervelli sotto la lente dell’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

cervelloIl Vecchio Continente, in mancanza di adeguate strategie per arginare le migrazioni intellettuali verso Stati Uniti, Canada e Australia, rischia di trovarsi impoverito, nel giro di un decennio, di conoscenze. E’ lo scenario già descritto dal progetto Brain Drain – Emigration Flows of Qualified Scientists, che però evidenzia anche le misure adottate: dalle apposite normative ad un programma comunitario di monitoraggio a cui, per l’Italia, partecipa il Consiglio nazionale delle ricerche. Quest’iniziativa rappresenta il primo tentativo della Commissione Europea di tradurre in cifre il fenomeno della mobilità intellettuale europea. Per quanto riguarda gli occupati in professioni scientifiche, anche se l’incidenza degli europei negli Usa non supera il 4,5%, i numeri assoluti sono consistenti. I lavoratori ad altissima qualificazione (con visto H1B) provenienti dall’Europa ed immigrati negli Usa se andiamo a ritroso a partire dal 2003 erano oltre 100.000; tra i cinque paesi che forniscono questo capitale umano, l’Italia occupa il quarto posto con 5.900 persone, dopo Regno Unito (31.000 persone), Francia (15.000), Germania (13.000), e prima della Spagna (5.800). Nel solo 2013 tale numero è stato quasi triplicato e continua in un crescendo impressionante. Dagli studi si deduce che gli europei vanno in Usa, in Canadà e in Australia non solo per svolgere una ricerca migliore, ma anche per avere più opportunità di lavoro, carriera, e finanziamenti più alti: tra le loro motivazioni, la possibilità di fare carriera prevale con il 78%, seguita dal prestigio dell’istituzione che li ospita con il 74,6%, dalle possibilità di accesso alle tecnologie di punta (73%), dai maggiori fondi disponibili per la ricerca (69%), dalle opportunità di contatto con le reti di ricercatori e professionisti (68%). In coda alla graduatoria delle motivazioni, la mera opportunità occupazionale, che conta per il 56%, e i miglioramenti retributivi (54%). Molto diversa la spinta degli studiosi statunitensi a lasciare il loro paese: il prestigio dell’ente destinatario prevale con il 61%, seguito dalle condizioni di vita del paese ospitante (60%). Speculari le motivazioni che portano al rientro in patria: prevalgono per i ricercatori europei le condizioni di vita del paese di origine (80%) e il desiderio di ricongiungersi alla famiglia (71%). Per i colleghi americani il rientro in patria è motivato soprattutto da ambizioni di carriera (71%), dai miglioramenti salariali (63%) e dall’esigenza di maggiori fondi per la propria attività (61%). Ora che siamo nel 2017 ci troviamo in Italia con il più alto indice di migrazione giovanile dopo gli anni postbellici, oltre 200mila unità in un anno e la loro stragrande maggioranza è laureata e con un alto livello di professionalità mentre con gli attuali immigrati ci ritroviamo con un numero elevato di analfabeti o con un livello modesto d’istruzione. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Mobilità: Meleo, Pd su Funivia usa due pesi e due misure

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

meleo“Fa piacere sapere che a Milano la Giunta del sindaco Giuseppe Sala, a metà giugno, abbia conferito incarico a Metropolitane Milanese di realizzare entro i prossimi otto mesi uno studio di fattibilità per la costruzione di una funivia e che il Pd, in questo caso, non abbia proferito parola. Mi aspettavo qualcosa di diverso e sono rimasta colpita dal non sentire parlare di Dolomiti o skilift, come hanno fatto ironicamente rispetto al nostro progetto”.Lo dichiara l’Assessora alla Citta in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.
“L’idea di una funivia lombarda, che colleghi il capolinea della Metro 4 a Linate e la nuova area commerciale Westfield Milan, sembra quindi piacere al Pd. Il cambio di rotta mi lascia ‘perplessa’, probabilmente preferiscono l’aria che si respira a Milano piuttosto che quella di Roma”.

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Scuola: Mobilità, sulle assegnazioni provvisorie troppe restrizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 luglio 2017

scuola-montagna-pianoIl personale scolastico non può a esempio produrre domanda all’interno del comune di titolarità; a livello interprovinciale introdotti diversi vincoli, con la domanda che può essere accolta ma per finire poi di fatto lontano da dove è necessario assolvere alle motivazioni che sono alla base della domanda presentata. Il contratto sottoscritto il 21 giugno scorso è ancora al vaglio degli organi di controllo per la prevista certificazione di rito: sarebbe bene, quindi, che sulle assegnazioni provvisorie cadano gli attuali vincoli. In caso contrario, l’Anief annuncia sin d’ora che ha intenzione di tutelare tutto il personale della scuola che venisse danneggiato da tali illegittime preclusioni, lesive di oggettive esigenze personali o familiari.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le assegnazioni provvisorie sono accordate eccezionalmente, sulla base di motivazioni comprovate, sempre per un anno: che senso ha ridurne la portata, introducendo spostamenti su Ambito territoriale o genericamente su provincia? In questo modo, molti dipendenti scolastici rischiano di vedersi concessa la loro domanda. Ma poi, di fatto, non possono usufruire degli effetti in pieno, perché non sono stati collocati nel Comune richiesto. Il senso dell’assegnazione provvisoria è venire incontro a necessità personali, spesso legate a motivi di salute propri, di parenti o affini. Laddove vi sono le possibilità, ovvero posti vacanti, allora è bene procedere all’assegnazione piena. Concederla a metà costituisce un no sense che rischia di avere anche degli strascichi in tribunale. Con riflessi negativi pure sul regolare avvio dell’anno scolastico, il quale potrebbe andare a produrre spostamenti d’ufficio a lezioni abbondantemente avviate.

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Roma e la mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

strade«A un anno dall’avvio della nuova consiliatura di Roma Capitale si inizia finalmente a parlare più operativamente di mobilità sostenibile, tema che negli ultimi anni è rimasto puntualmente confinato al livello di dibattiti pubblici, dichiarazioni di principio, buoni propositi. Il fatto che esponenti dell’amministrazione Raggi dichiarino di voler puntare in modo massiccio sullo sviluppo della rete tranviaria va accolto con interesse: ciò consentirebbe alla città di riappropriarsi di una modalità trasportistica che aveva ampiamente caratterizzato il suo passato e di allinearsi alle scelte di ispirazione ecologista di diverse grandi città del panorama internazionale».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«I tram si presentano come mezzi altamente sostenibili, che consentono buoni carichi di passeggeri e che, grazie ai percorsi su corsie dedicate o protette, assicurano frequenze e tempi di percorrenza certi. Anche i costi di realizzazione delle tratte potrebbero essere assai contenuti, al pari della durata dei lavori. Per un consistente arco temporale del secolo scorso, Roma ha potuto contare su 30-40 linee di superficie su ferro che coprivano buona parte del suo territorio: in molti casi i binari sono ancora presenti sotto l’asfalto che è stato posato successivamente.Più approfondimenti, invece, dovranno essere dedicati ai progetti che riguardano le funivie. Se la conformazione del territorio cittadino e le caratteristiche di parte del tessuto urbanistico possono rappresentare aspetti favorevoli all’idea, vanno però compresi meglio costi di realizzazione e di gestione degli impianti, frequenze e capacità di carico dei passeggeri, possibilità di sviluppare una efficace intermodalità con le altre soluzioni trasportistiche pubbliche. Assai discutibile, invece, la riproposizione di progetti ormai datati come i prolungamenti delle attuali metropolitane: ad esempio quello della linea B da Rebibbia a Casal Monastero, meno di 3 chilometri di tracciato da realizzare da parte di privati in cambio delle solite concessioni edilizie. Una logica per la quale Roma ha già pagato prezzi altissimi nella sua storia recente».

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La mobilità dei cervelli sotto la lente dell’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

immigrazione-via-mareIl Vecchio Continente, in mancanza di adeguate strategie per arginare le migrazioni intellettuali verso Stati Uniti e Canada, rischia di trovarsi impoverito di conoscenze. E’ lo scenario descritto dal progetto Brain Drain – Emigration Flows of Qualified Scientists, che però evidenzia anche le misure già adottate: dalle apposite normative ad un programma comunitario di monitoraggio a cui, per l’Italia, partecipa il Consiglio nazionale delle ricerche. Quest’iniziativa rappresenta il primo tentativo della Commissione Europea di tradurre in cifre il fenomeno della mobilità intellettuale europea, in una situazione di totale assenza di dati ufficiali, che invece gli Usa hanno a disposizione spiegano Maria Carolina Brandi e Sveva Avveduto dell’Istituto di ricerca sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle Ricerche, curatrici per l’Italia del progetto Brain Drain – Migration Flows of Qualified Scientists, i cui risultati sono stati pubblicati nel numero speciale della rivista Studi Emigrazione con il titolo Le migrazioni qualificate tra mobilità e Brain Drain. C’è da evidenziare però, in proposito, una novità. L’Unione Europea, tramite la Direzione Generale di ricerca di Bruxelles, ha attivato un programma di monitoraggio dei flussi di mobilità dei propri ricercatori lo Human resources in research and developement monitoring system on career paths and mobility flows, al quale partecipano Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Norvegia, Svezia, Repubblica Ceca e Polonia. Per l’Italia, l’ente interessato è il Cnr. Dal progetto si evince che in assenza di iniziative adeguate per arginare il fenomeno, il Vecchio Continente si ritroverebbe, nel giro di dieci anni, depauperato di conoscenze. Per quanto riguarda gli occupati in professioni scientifiche, anche se l’incidenza degli europei negli Usa non supera il 2%, i numeri assoluti sono consistenti. I lavoratori ad altissima qualificazione (con visto H1B) provenienti dall’Europa ed immigrati negli Usa nel 2003 erano oltre 100.000; tra i cinque paesi che forniscono questo capitale umano, l’Italia occupa il quarto posto con 5.900 persone, dopo Regno Unito (31.000 persone), Francia (15.000), Germania (13.000), e prima della Spagna (5.800). Nel 2004 il personale qualificato proveniente da tutti i paesi del mondo che ha ottenuto il visto H1B aumenta ancora rispetto al 2003: si passa da 360.000 a 387.000 visti. Dal 1998 al 2003, ogni anno, in media circa 5.000 italiani altamente qualificati nella ricerca e nelle professioni tecniche trovano occupazione negli Usa per un periodo che può durare fino a 6 anni. Nel solo 2003 il 17% degli italiani che si sono stabiliti in maniera permanente negli USA sono manager, dirigenti e professionisti. Ma quali sono le ragioni principali delle migrazioni e le cause che determinano il ritorno in patria? Lo hanno svelato, nell’ambito del Progetto, due indagini, di cui una condotta dal Cnr su un campione di 250 ricercatori stranieri presenti negli Enti pubblici di ricerca italiani e, laltra, dal Merit su un campione di 1000 ricercatori europei ed americani dellAmerican Association for the Advancement of Science (Aaas) che conta 250.000 iscritti. Dagli studi si deduce che gli europei vanno in Usa non solo per svolgere una ricerca migliore, ma anche per avere più opportunità di lavoro, carriera, e finanziamenti più alti: tra le loro motivazioni, la possibilità di fare carriera prevale con il 78%, seguita dal prestigio dell’istituzione che li ospita con il 74,6%, dalle possibilità di accesso alle tecnologie di punta (73%), dai maggiori fondi disponibili per la ricerca (69%), dalle opportunità di contatto con le reti di ricercatori e professionisti (68%). In coda alla graduatoria delle motivazioni, la mera opportunità occupazionale, che conta per il 56%, e i miglioramenti retributivi (54%). Molto diversa la spinta degli studiosi statunitensi a lasciare il loro paese: il prestigio dell’ente destinatario prevale con il 61%, seguito dalle condizioni di vita del paese ospitante (60%). Speculari le motivazioni che portano al rientro in patria: prevalgono per i ricercatori europei le condizioni di vita del paese di origine (80%) e il desiderio di ricongiungersi alla famiglia (71%). Per i colleghi americani il rientro in patria è motivato soprattutto da ambizioni di carriera (71%), dai miglioramenti salariali (63%) e dall’esigenza di maggiori fondi per la propria attività (61%). (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici)

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Scuola Mobilità docenti: 1 su 5 presenta domanda: pochi ottengono la sede richiesta

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cAnche se la richiesta di trasferimento è tornata quest’anno a essere ordinaria e volontaria, il numero di richieste di cambio sede rimane altissimo: il motivo è l’aver assunto, con la riforma della Buona Scuola, decine di migliaia di docenti lontano dalla propria provincia di appartenenza. Anche quando i posti erano disponibili in sedi molto più vicine. Questi insegnanti, giustamente, chiedono ora di avvicinarsi. C’è poi il problema della correttezza delle operazioni: i parametri utilizzati dai tecnici del Miur per impostare l’algoritmo che regola i trasferimenti continuano a essere segreti. Mentre erano state promesse regole chiare e certe. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): purtroppo, in pochi verranno soddisfatti perché la maggioranza degli insegnanti che ha espresso la volontà di cambiare scuola, per avvicinarsi a casa, è del Centro-Sud. Dove però il numero di abbandoni scolastici rimane altissimo, alcuni istituti addirittura chiudono e il numero di cattedre libere è ridotto ai minimi termini. Se si fosse dato ragione all’Anief, che da anni chiede un organico maggiorato proprio per le zone disagiate, ad alta presenza migratoria e con una bassa incidenza culturale del territorio, anche la mobilità ne avrebbe giovato. Uno degli aspetti inquietanti del sistema è anche quello della soprannumerarietà di tanti docenti, finiti loro malgrado negli ambiti territoriali: il nostro sindacato continua a raccogliere lamentele e richieste di impugnazione per l’errata formulazione delle graduatorie interne d’istituto.

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L’Europa in movimento: iniziativa della Commissione per una mobilità pulita, competitiva e interconnessa

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

europa comunitaria2Bruxelles. Con l’iniziativa odierna, la Commissione europea punta a modernizzare la mobilità e i trasporti a livello europeo. Lo scopo è aiutare il settore a rimanere competitivo nel quadro di una transizione socialmente equa verso l’energia pulita e la digitalizzazione. “L’Europa in movimento” racchiude varie iniziative ad ampio raggio che consentiranno di: rendere il traffico più sicuro; incoraggiare l’adozione di sistemi di pedaggio più equi; ridurre le emissioni di CO2, l’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico; ridurre gli oneri burocratici per le imprese; combattere il fenomeno del lavoro nero e garantire ai lavoratori condizioni e tempi di riposo adeguati. I benefici a lungo termine si estenderanno ben oltre il settore dei trasporti, in quanto tali misure promuoveranno l’occupazione, la crescita e gli investimenti, rafforzeranno l’equità sociale, amplieranno le possibilità di scelta dei consumatori e porranno con decisione l’Europa sul binario della diminuzione delle emissioni.
Maroš Šefčovič, Vicepresidente per l’Unione dell’energia, ha dichiarato: “Il mondo dei trasporti si sta trasformando in modo radicale. L’Europa deve cogliere questa opportunità e plasmare il futuro della mobilità. Per noi è un’occasione unica per “reinventare la ruota”. Vorrei che la nostra industria non fosse soltanto coinvolta dal cambiamento globale, ma che ne fosse protagonista.”
Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: “La nostra impostazione riguardo al tema della mobilità va ben al di là del settore dei trasporti. Oggi assistiamo a un’evoluzione del settore dei trasporti che si inscrive nel quadro di tendenze economiche emergenti come l’economia collaborativa o l’economia circolare. Di conseguenza, è un’opportunità per modernizzare l’economia europea nel suo complesso e spingerla verso una maggiore sostenibilità.” Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha aggiunto: “L’UE ha l’opportunità unica di modernizzare il trasporto su strada non soltanto in casa propria, ma anche a livello globale. Con le nostre riforme porremo le fondamenta per soluzioni stradali digitali standardizzate, condizioni sociali più eque e regole di mercato applicabili. Le riforme contribuiranno a ridurre i costi socio-economici dei trasporti, come il tempo perduto a causa del traffico, gli incidenti stradali mortali o con feriti gravi e i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento e dal rumore, e andranno incontro alle esigenze dei cittadini, delle imprese e della natura. Con norme comuni e servizi transnazionali, inoltre, i viaggi multimodali potranno diventare realtà in tutta Europa.” La mobilità ha un influsso importante sulla vita quotidiana dei cittadini europei e dà lavoro direttamente a oltre 11 milioni di persone. Si tratta tuttavia di un settore che sta attraversando una serie di trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali, il cui ritmo sta accelerando. Sfruttare tali trasformazioni è essenziale per realizzare un’Europa che protegge, dà forza e difende, obiettivo che costituisce una priorità politica della Commissione Juncker. A tale fine, la Commissione ha adottato oggi una strategia a lungo termine per trasformare queste sfide in opportunità e giungere entro il 2025 ad una mobilità intelligente, socialmente equa e competitiva. L’UE guiderà questa transizione con una legislazione mirata e misure di sostegno comprendenti investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e nell’innovazione. In questo modo, in Europa potranno essere sviluppati, offerti e prodotti i migliori veicoli, le migliori attrezzature per i trasporti e le migliori soluzioni per una mobilità pulita, interconnessa e automatizzata.
“L’Europa in movimento” prevede una prima serie di 8 iniziative legislative riguardanti in modo specifico il trasporto su strada. Si tratta di un settore di particolare importanza, sia perché impiega direttamente 5 milioni di europei, sia perché è all’origine di circa un quinto delle emissioni di gas serra dell’UE. Le proposte miglioreranno il funzionamento del mercato del trasporto delle merci su strada e le condizioni sociali e occupazionali dei lavoratori. Tale miglioramento sarà il frutto di una maggiore attenzione al rispetto delle normative, della lotta alle pratiche occupazionali illecite, del taglio degli oneri amministrativi per le aziende e della precisazione delle norme esistenti, ad esempio per quanto riguarda l’applicazione delle leggi nazionali relative al salario minimo.
La Commissione promuove inoltre le soluzioni di mobilità senza interruzioni che permettono ai cittadini e alle imprese di spostarsi più facilmente in tutta Europa. Va in questa direzione la proposta di migliorare l’interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio, che consentirà agli utenti della strada di viaggiare nell’intera UE senza doversi preoccupare delle diverse formalità amministrative. Specifiche comuni per i dati relativi al trasporto pubblico, inoltre, permetteranno di pianificare meglio il viaggio e di seguire l’itinerario migliore anche quando questo comporta l’attraversamento di una frontiera.
Questa prima serie di 8 proposte sarà integrata nel corso dei prossimi 12 mesi da altre proposte, fra cui quelle relative alle norme sulle emissioni successive al 2020 per autovetture e furgoni, oltre alle prime norme in assoluto riguardanti le emissioni dei veicoli pesanti, che fanno seguito alla proposta odierna concernente il monitoraggio e la trasmissione di informazioni in tema di emissioni di CO2 e consumo di carburante dei veicoli pesanti. Tali proposte stimoleranno ulteriormente l’innovazione, oltre a contribuire ad aumentare la competitività, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria, la salute pubblica e la sicurezza dei trasporti.

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Mobilità docenti: pericolo punteggi non corretti per la fretta di non fare in tempo le nomine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzionePer fare in modo che ci siano ‘i docenti in cattedra per il 1° settembre ed evitare l’assurda situazione creatasi lo scorso anno scolastico, quando a novembre c’erano ancora classi scoperte e assegnazioni provvisorie fatte e rifatte più volte’, c’è il fondato pericolo che non vi siano i tempi tecnici per la verifica dei titoli e servizi presentati, oltre che per una corretta e obiettiva valutazione. A denunciarlo sono dei docenti, secondo cui gli Usr potrebbero lavorare con l’assillo del ‘dobbiamo fare in tempo’, tralasciando l’importante procedura di controllo che dovrebbe accompagnare la valutazione delle domande: qualcosa potrebbe sfuggire e i punteggi risultare alterati, in particolare del servizio svolto nelle scuole paritarie, scrive oggi la stampa specializzata.
A fornire assistenza legale su questo genere di ricorsi è l’Anief che, contro la mancata assegnazione del servizio svolto nelle scuole paritarie, ha predisposto apposito ricorso al giudice del lavoro impugnando la tabella valutazione dei titoli previsti dalla mobilità 2017/18; il giovane sindacato, inoltre, ha organizzato un ricorso analogo, per chi ha svolto lo stesso genere di servizi d’insegnamento avverso alla tabella di valutazione titoli della mobilità d’ufficio, la cosiddetta ‘domanda condizionata’; sempre al giudice del lavoro è possibile impugnare la tabella valutazione titoli ai fini della compilazione delle graduatorie interne d’istituto 2017 che non abbiano contemplato correttamente la valutazione del servizio pre-ruolo o di altro servizio pre-ruolo o di ruolo prestato nella scuola paritaria, nei percorsi di formazione professionale, nelle scuole comunali anche situati nelle piccole isole.

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Un convegno per ripensare la mobilità a partire dalle aziende e dalle università

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 maggio 2017

torino5gTorino Lunedì 15 maggio dalle 14 alle 17.30 in Città metropolitana di Torino, corso Inghilterra 7“Smart mobility, strong economy: il ridisegno della mobilità a partire dai poli aziendali e universitari” è il titolo del convegno. L’incontro, organizzato dalla Città metropolitana di Torino in collaborazione con Città di Torino e Regione Piemonte, è dedicato alle aziende del territorio. Sarà l’occasione per avviare per la prima volta un’indagine in merito agli spostamenti casa-lavoro su tutto il territorio provinciale.
Al termine del convegno saranno premiate 36 aziende vincitrici della “Bike Challenge 2016”, competizione rivolta alle aziende e ai loro dipendenti: una vera e propria gara tra luoghi di lavoro a chi avrebbe messo in sella più dipendenti, svoltasi tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2016 (e proseguita fino al 31 marzo per l’assegnazione dei premi internazionali). La Bike Challenge ha rappresentato il momento centrale del progetto europeo“Bike2Work – Smart choice for commuters” – il cui partner italiano è la F.I.A.B. (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) – che è stato portato sul territorio dalla Città metropolitana di Torino con l’obiettivo di trasferire quote di mobilità dall’auto alla bicicletta, attraverso un programma di cambiamento della visione collettiva di lavoratori, pendolari e aziende.

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Scuola: È partita la corsa alla mobilità 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneGli insegnanti dovranno fare molta attenzione alle preferenze esprimibili nella domanda di trasferimento e di passaggio: sarà infatti possibile inserire, all’interno del modello di domanda, massimo 15 preferenze. Di queste, solamente 5 potranno essere delle scuole specifiche. Anche i neo-assunti, se ne avranno la possibilità, potranno essere collocati su una singola scuola e uscire dalle incertezze professionali derivanti dalla collocazione su ambito territoriale. Diventa fondamentale, quindi, ottenere il massimo del punteggio. E farsi valere dal proprio Ufficio Scolastico Provinciale, di conseguenza, tutti i titoli e i servizi svolti.A questo proposito, Anief ricorda che ci sono diversi punti dell’Ordinanza sulla mobilità 2017 – la n. 220 e 221 del 12 aprile scorso – che penalizzano i docenti: non si considera per intero, a esempio, il servizio pre-ruolo. Va poi rilevata la mancata equiparazione del servizio svolto nelle scuole paritarie, nonché per i periodi di supplenze su sostegno che andranno considerati per coloro che chiederanno il passaggio su posto comune. Così come non c’è traccia nemmeno di quel punteggio massimo che si sarebbe dovuto assegnare per la presentazione del conseguimento dei titoli abilitanti o specializzanti, conseguiti attraverso Ssis, Tfa, Pas, Scienze della formazione primaria e corsi analoghi. In tanti saranno costretti a ricorrere al giudice.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo di fronte a mancate applicazioni di servizi e titoli che potrebbero essere decisivi ai fini del soddisfacimento delle domande. Forti anche dalle ultime sentenze della Corte di Cassazione, tanti docenti e Ata della Scuola si stanno rivolgendo a noi per aver giustizia. Perché a volte anche un solo punto può fare la differenza sull’esito della domanda di mobilità presentata. Figuriamoci quando in ballo ci sono punteggi importanti derivanti da pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti.

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Stadio della Roma. Pelonzi (PD) ”Progetto residuale aggrava ripercussioni su mobilità”

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

stadio roma (2)“La giunta capitolina a cinque stelle ha approvato un provvedimento in cui si da il via libera a 18 palazzine di sette piani per tagliare tre grattacieli di un architetto di fama internazionale. Rimane solo un progetto residuale che ridimensiona considerevolmente anche le opere pubbliche. Del progetto Stadio della Roma resta solo l’impianto sportivo e un residuo complesso di opere pubbliche. Il progetto cancellato ieri dalla giunta Raggi voleva far arrivare allo stadio con treni o metro il 50% dei tifosi. Con l’attuale progetto solo il 10 % degli investimenti andrà al trasporto su ferro e la Roma Lido avrà un paio di treni in più. Quella che doveva essere uno nuovo asseto urbanistico e infrastrutturale per il quadrante ovest della città, ora dovrà fare i conti con un maggiore congestionamento della mobilità.” Così in una nota il consigliere del Pd capitolino Antongiulio Pelonzi.

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Mobilità: Roma non riparte ma va in panne

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

meleoRoma “Dopo la figuraccia della seguita ad una inaugurazione grottesca ora l’M5S del Municipio 9° e l’assessore Meleo sono andati in confusione anche sui tempi di completamento del ‘corridoio della mobilità laurentino’. I primi assicurano per bocca del Presidente una conclusione dell’infrastruttura entro pochi mesi e l’altra nei primi mesi del 2018. Alle indecisioni, alle incertezze e come in questo caso ai pasticci la giunta 5 stelle ci ha abituato da mesi però intestardirsi su progetti dannosi e controproducenti non è una scelta raziocinante. E’ utile quindi ricordare che i filobus elettrici destinati al corridoio della mobilità Laurentina e attualmente utilizzati sulle linee 90 express e 60 hanno solo motori elettrici. Questo significa che quando non sono collegati ad una rete aerea di alimentazione elettrica entra in funzione un generatore alimentato a gasolio che provvede a fornire la corrente necessaria per la marcia.
E’ evidente che l’amperaggio e la tensione prodotta da un generatore non è uguale ne tantomeno ha la stabilità e la potenza della rete che dovrebbe alimentare il motore elettrico. I recenti guasti alle centraline elettroniche e i surriscaldamenti dei generatori, come avevano avvertito i tecnici di ATAC, dipendono dall’anomalo uso di mezzi predisposti per essere collegati ad una rete filoviaria. Ad oggi ogni tratta percorsa da Largo Labia a piazza dei Cinquecento prevede 3 km di trazione attraverso il generatore di supporto, più 8 km per raggiungere il deposito di Grottarossa. Quindi ogni vettura percorre generalmente centinaia di chilometri al giorno solo con la propulsione del generatore di supporto. La banda degli esperti del Campidoglio avrebbe dovuto ascoltare gli operatori dell’azienda capitolina di trasporto che avevano sconsigliato l’uso dei nuovi mezzi progettati per fare solo pochissimi km con l’energia prodotta dai generatori.
I filobus a corto di rodaggio sul campo, uniti alla follia di farli girare a vuoto per raggiungere dei capolinea distanti anche 20 km con il solo ausilio dei generatori, si sono puntualmente fermati. Non vorremmo, come è accaduto in casi analoghi che in assenza di pezzi di ricambio dovuto alla mancata sottoscrizione di un contratto di manutenzione e anche a causa delle garanzie scadute si ricorra in questi giorni alla cannibalizzazione di parte dei mezzi guasti per ripararne altri.
Nella speranza che i cittadini possano veder realizzato al più presto il nuovo corridoio della mobilità auspichiamo per allora di avere ancora filobus integri per la nuova linea di trasporto pubblico. “ Così in una nota la consigliera del PD capitolino e vice presidente della commissione trasporti Ilaria Piccolo.

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Scuola – Mobilità: contratto in fase di stallo per mancato accordo sulla chiamata diretta

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa trattativa con i sindacati vive una fase di stallo, perché le parti sono lontane sul ruolo che assumerà il Collegio dei docenti nella scelta dei nuovi colleghi. Se non dovesse chiudersi a breve, la macchina organizzativa ne risentirà, rendendo vana la promessa del Ministro dell’Istruzione di concludere tutto entro la prima quindicina di agosto. Inoltre, vanno apposte delle modifiche sui punteggi riguardanti pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti. In caso contrario, soprattutto dopo le ultime sentenze della Cassazione, in tanti saranno costretti a ricorrere in tribunale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione scolastica deve convocare subito i sindacati e dire come stanno le cose sulla chiamata diretta. Questo ping pong non fa bene a nessuno. Agli alunni, che rischiano di iniziare l’anno senza i loro insegnanti. Al personale, che rimane ‘appeso’ a una chiamata per mesi. Ai dirigenti scolastici, costretti a tamponare la situazione con supplenze fino all’avente diritto. Pensavamo che la lezione del 2016 fosse servita, con l’algoritmo impazzito, le nomine protratte fino allo scorso Natale e un tourbillon di cattedre senza precedenti nella scuola pubblica italiana.

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La Commissione europea dà impulso alla mobilità dei giovani in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

erasmusBruxelles. La Commissione europea ha presentato oggi un’iniziativa nell’ambito del programma Erasmus+ che offre ulteriore sostegno all’apprendimento e alla mobilità dei giovani europei. La Commissione europea ha presentato oggi un’iniziativa nell’ambito del programma Erasmus+ che offre ulteriore sostegno all’apprendimento e alla mobilità dei giovani europei. Denominata “Move2Learn, Learn2Move”, permetterà ad almeno 5 000 giovani cittadini di recarsi in un altro paese dell’UE in modo sostenibile, individualmente o insieme alla classe. Questa iniziativa una tantum, legata al 30º anniversario del programma Erasmus, è coerente con due delle priorità fondamentali della Commissione, ossia riportare l’attenzione sui giovani europei e agevolare la mobilità dei cittadini dell’UE, in particolare la mobilità a basse emissioni. L’iniziativa “Move2Learn, Learn2Move” nasce da un’idea avanzata dal Parlamento europeo nel 2016 e sarà attuata mediante eTwinning, la più grande rete di insegnanti al mondo. Parte del programma Erasmus+, eTwinning consente a insegnanti e studenti di tutta Europa di sviluppare insieme progetti attraverso una piattaforma online. Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: “Questa iniziativa, che si sviluppa dal successo di eTwinning, permetterà ai giovani di scoprire e vivere in prima persona paesi e culture di tutta Europa. In occasione del 30º anniversario di Erasmus, sarà un altro esempio del successo di questo programma, che unisce le persone e le aiuta a capire cosa significa essere europei.”
Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “I trasporti non sono solo una questione di binari, navi e autostrade, bensì di persone. Vogliamo offrire ai giovani europei l’occasione di scoprire l’Europa e vogliamo incoraggiarli a viaggiare in maniera rispettosa dell’ambiente: per questo motivo si terrà conto delle emissioni di CO2. Sono inoltre felice di poter contare sulla partecipazione attiva degli operatori dei trasporti, così da dare maggiore forza all’iniziativa.”
L’iniziativa sarà aperta alle classi di studenti di età pari o superiore a 16 anni che partecipano a eTwinning, che sono invitate a indicare se desiderano essere prese in considerazione per l’assegnazione di biglietti di viaggio gratuiti come premio per i migliori progetti eTwinning in ciascun paese partecipante. L’inclusione sociale sarà un criterio importante per la selezione dei progetti migliori. Una volta scelti, i vincitori potranno viaggiare da agosto 2017 a dicembre 2018, in una data a loro discrezione. Gli studenti potranno viaggiare in gruppo nell’ambito di una gita scolastica o da soli, in funzione della decisione di genitori e insegnanti.
Si può scegliere qualsiasi modo di trasporto, operatore e linea, tenendo conto dei criteri di sostenibilità e dei punti di partenza e di destinazione degli studenti partecipanti. Alcuni operatori sostengono l’iniziativa offrendo uno sconto speciale ai partecipanti. Tali operatori sono: Aegean Airlines, Air Dolomiti, ALSA Grupo, Azores Airlines, Brussels Airlines, Comboios de Portugal, Croatia Airlines, Deutsche Bahn, Hahn Air, Iberia Express, Interrail, Luxair, Naviera Armas, Olibus, SNCF, Transferoviar Calatori, Trenitalia, Vueling e Westbahn. La Commissione incoraggia altri operatori ad aderire all’iniziativa.

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Bando Uia: Campidoglio, Roma sceglie la “Mobilità sostenibile”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

raggiRoma Capitale partecipa al bando europeo Azioni Urbane Innovative con il tema “Mobilità sostenibile”. La decisione è stata presa direttamente dai cittadini romani a seguito della votazione sul sito istituzionale. Si è chiusa, infatti, alla mezzanotte del 23 febbraio la possibilità di aderire alla prima iniziativa di democrazia partecipata dell’amministrazione lanciata lo scorso 12 febbraio.I romani, iscritti al portale di Roma Capitale, hanno così scelto la tematica che verrà sviluppata dalla Giunta per concorrere al bando Uia. Le aree previste erano: Integrazione dei migranti e dei rifugiati; Economia circolare; Mobilità urbana sostenibile. Con 5.173 preferenze su 8.238 voti, la Mobilità sostenibile è stato il settore più scelto.Con le risorse che si potranno ottenere da questo bando, in caso di assegnazione, si punterà a realizzare progetti innovativi per migliorare la mobilità nel tessuto urbano con sperimentazioni specifiche sul territorio che prediligano possibilità e modi di spostamento orientati a ridurre la congestione e a migliorare la qualità di vita e ambientale della città, anche avvalendosi delle nuove tecnologie disponibili.”Per la prima volta i cittadini hanno potuto prendere parte ad un processo di democrazia partecipata. Un primo e significativo passo verso la città che vogliamo. I romani hanno scelto la Mobilità sostenibile che rappresenta una delle nostre priorità di governo. Coinvolgeremo sempre più i cittadini in iniziative come queste perché riteniamo la partecipazione uno dei principi fondamentali su cui costruire il futuro della nostra città”, commenta la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Scuola: Siglato il contratto mobilità 2017, ma è illegittimo e ad alto rischio impugnazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

pacifico-marcelloPremesso che sulle norme definite nella serata del 31 gennaio pesa il mancato accordo sulla chiamata diretta, che potrebbe rimettere tutto in discussione, per Anief non è stato disposto un concreto adeguamento dell’accordo con le disposizioni normative di rango primario, andando così a ledere i diritti di chi ha svolto servizio pre-ruolo o nelle paritarie. Eppure al Miur conoscono queste gravi mancanze, a seguito delle sentenze emesse dai tribunali, con i giudici che hanno deciso di riformulare i trasferimenti nel rispetto della normativa nazionale e transnazionale, oltre che del principio del merito sul lavoro. I punti oscuri del contratto sulla mobilità 2017/18 sono molti: si va dalla mancata considerazione del servizio pre-ruolo per il computo del quinquennio di permanenza sul sostegno, alla mancata valorizzazione completa della validità del periodo pre-ruolo (nella mobilità d’ufficio e nelle graduatorie interne d’istituto), dall’ancora scarsa trasparenza dell’algoritmo ministeriale, sino alla negata precedenza assoluta per i dipendenti con disabilità o che si occupano di familiari bisognosi d’assistenza.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa intesa sulla mobilità continua a non rispettare la normativa europea, poiché nega il giusto riconoscimento al servizio svolto durante il precariato, anche ai fini dell’assolvimento del vincolo sul sostegno. Infatti, già lo schema di decreto legislativo sulle ‘norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità’ approvato il 14 gennaio in Consiglio dei Ministri e ora al vaglio delle commissioni parlamentari, ci ha dato ragione. Avevamo auspicato la sottoscrizione di un contratto che avesse tenuto conto, nell’assegnazione del personale alle sedi, di tutti i periodi di servizio, a iniziare dalle supplenze e passando per le paritarie. Ciò vuol dire che la stagione dei ricorsi non è ancora finita.

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Scuola contratto mobilità 2017: per Anief si continua con l’algoritmo impazzito

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

tribunale-milanoI tribunali del lavoro confermano l’illegittimità dell’operato dell’amministrazione nei cambiamenti di sede svolti nel 2016 di 207mila dipendenti: il tribunale del Lavoro di Venezia rileva gravi errori nell’attribuzione delle sedi in Fase C, a causa del famigerato algoritmo e condanna il Ministero all’immediata correzione dei trasferimenti operati, riportando a casa una docente Campana erroneamente assegnata in Veneto. Intanto, il giudice del Lavoro di Pavia conferma che il contratto sulla mobilità è illegittimo nella parte in cui non attribuisce rilevanza alcuna al servizio precario su posto di sostegno. Sono, però, anche altri i punti da modificare: oltre alla considerazione del servizio da precari per il computo del quinquennio sul sostegno, è fondamentale che si renda valido tutto il periodo pre-ruolo, per la mobilità d’ufficio e le graduatorie interne d’istituto; che si valorizzi il servizio nelle paritarie, si renda trasparente l’algoritmo ministeriale, si dia precedenza assoluta per i dipendenti con disabilità o che assistono familiari che necessitano di assistenza. È bene, infine, che i docenti assegnati su ambito territoriale possano chiedere la titolarità nella scuola di attuale servizio. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il contratto in via di definizione dia giusto riconoscimento al servizio dei precari, anche ai fini dell’assolvimento del vincolo su posto di sostegno e nel pieno rispetto della normativa comunitaria; già lo schema di Decreto Legislativo recante “norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, approvato il 14 gennaio in CdM, e ora al vaglio delle commissioni parlamentari, ci ha dato ragione sul punto. Questa mobilità sarà determinante e il nostro sindacato vigilerà affinché i pasticci del 2016 non possano ripetersi: per questo, è bene sottoscrivere subito, nero su bianco, un contratto chiaro e puntuale, che consideri tutte le supplenze svolte. Altrimenti, saremo costretti a una nuova stagione di ricorsi e il Miur sarà ancora condannato in tribunale.

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Migliorare la mobilità della Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

Automobile Club d’ItaliaRoma La giunta capitolina, riunitasi in Campidoglio, ha approvato una delibera che prevede lo schema di accordo quadro tra Roma Capitale, l’Automobile Club Italia (Aci) e l’Automobile Club Roma.Il fine è di operare congiuntamente per migliorare le condizioni della mobilità in termini di sicurezza, fluidità e sostenibilità ambientale e promuovere al contempo la diffusione di modelli di mobilità compatibili (sollecitazioni all’uso del trasporto pubblico locale, promozione di modelli di mobilità attiva).Tra le azioni da implementare: attività di analisi di incidentalità e valutazione dei soggetti a massimo rischio (utenze vulnerabili); valutazione dei livelli di sicurezza delle infrastrutture stradali, con particolare riferimento all’ambito urbano; sensibilizzazione alle tematiche della sicurezza stradale, mobilità sostenibile e pratiche di guida sicura; formazione specialistica per operatori del settore; iniziative di informazione e diffusione della cultura della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile.
“La nostra città ha purtroppo un triste primato: è la prima in Italia per incidenti fatali – commenta l’Assessora alla Città in Movimento Linda Meleo – Soltanto nel 2015 sulle strade della Capitale si sono registrati 13.121 incidenti con vittime, che hanno provocato la morte di 173 persone, il 12% in più rispetto al precedente anno, con condizioni particolarmente critiche per i giovani, i motocilisti e soprattutto pedoni, ciclisti, bambini e anziani. In linea con le nostre attività programmatiche abbiamo deciso di avviare una collaborazione con Aci che si declinerà nella condivisione di dati, in attività di comunicazione per diffondere una cultura della sicurezza stradale e in attività di formazione volte a far accrescere la consapevolezza e la responsabilità soprattutto nei più giovani. L’accordo sarà valido cinque anni e non comporterà oneri per l’Amministrazione capitolina”.

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Scuola: Mobilità docenti, dopo 18 anni l’Italia si adegua all’UE sulla valutazione del servizio svolto

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cLe supplenze vengono equiparate, ma rimangono fuori quelle delle paritarie.Attraverso l’accordo politico raggiunto tra amministrazione e sindacati rappresentativi, anche l’Italia recepisce la direttiva dell’Unione Europea n. 70/99 sulla equiparazione del servizio pre-ruolo a quello svolto da chi ha sottoscritto il contratto a tempo indeterminato. Ciò varrà anche per chi ha svolto servizio sui posti di sostegno, ai fini del vincolo quinquennale. L’intesa ora dovrà tradursi in un contratto articolato da sottoscrivere entro il mese di gennaio, con effetti pratici ai fini della mobilità dei docenti 1°settembre 2017. Approvate anche importanti novità sulle percentuali dei posti vacanti da assegnare al personale precario. L’intesa, tuttavia, non tiene conto dei docenti che svolgono servizio negli istituti paritari, continuando a considerarli dei lavoratori di serie B.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è una mancanza particolarmente grave. Noi avevamo lanciato i primi ricorsi sull’equiparazione delle supplenze svolte negli istituti paritari già nel 2010, denunciando la violazione del principio di non discriminazione. Per tutti questi docenti, quindi, toccherà ancora una volta rivolgersi al giudice per vedersi considerare un loro pieno diritto: noi staremo, ancora una volta, al loro fianco.

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SCUOLA –Mobilità, sottoscritta l’intesa Miur-sindacati che aggira la Legge 107/15

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

ministero-pubblica-istruzioneSpariscono le fasi di presentazione delle domande, per fare spazio ad un’unica “finestra” temporale durante la quale tutti i docenti potranno o dovranno presentare domanda di trasferimento; cambierà la tabella di valutazione dei titoli posseduti, con la probabile successiva equiparazione del servizio pre-ruolo a quello di ruolo; per le sedi di destinazione, si introduce la possibilità di esprimere fino a 15 preferenze, una parte riguarderanno le singole scuole e l’altra gli ambiti territoriali. Inoltre, si è stabilito che il 60% dei posti vacanti sarà assegnato alle nuove assunzioni, il 30% alla mobilità, il 10% alla mobilità professionale. Viene data la possibilità di presentare domanda di trasferimento indipendentemente dagli anni in cui i docenti sono rimasti in ruolo nella provincia in cui insegnano. Diventeranno comunicanti gli ambiti territoriali e la titolarità su scuola. Tra i punti che occorreva scardinare con l’accordo sulla mobilità, invece rimasti intatti, ci sono poi la valutazione del servizio nella scuola paritaria e il blocco di cinque anni sull’insegnamento del sostegno.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa intesa conferma quanto sostenuto sempre dall’Anief sulla mobilità, ovvero che ambiti territoriali e paletti temporali imposti a neo-assunti e personale già di ruolo introdotti con la Legge 107/15 erano e rimangano un vero affronto verso centinaia di migliaia di docenti. Con questo accordo di massima assistiamo ad un minimo avvicinamento a quella libera circolazione dei lavoratori sul territorio, da noi indicata, a tutela del ricongiungimento alla propria famiglia. Certo, siamo contenti che si siano realizzate le premesse per accogliere, nella nuova prossima tabella dei titoli di valutazione, la richiesta formulata da tempo dall’Anief di equiparare il servizio svolto con contratti di lavoro a tempo determinato a quello svolto dai colleghi di ruolo; peccato, però, che questo principio possa valere solo ai fini della costituzione delle graduatorie della mobilità. Su blocco quinquennale sostegno e valutazione del servizio svolto nella scuola paritaria, vorrà dire che per tutelare i diritti dei lavoratori si continuerà ad agire nelle aule di giustizia.

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