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Posts Tagged ‘mobilità’

Parma: Com’è stata la mobilità degli individui nell’ultima glaciazione nell’Italia del Sud?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

Uno studio appena pubblicato su Nature Ecology & Evolution prova a ricostruirla. A firmarlo, ricercatori di diverse università italiane (Parma, Bologna, Modena, Siena e Milano), europee (Leipzig e Aarhus) e nordamericane (Simon Fraser University, Canada, e Columbia University, USA): tra questi Paola Iacumin, docente di Geochimica e vulcanologia all’Università di Parma. All’Università di Parma (al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale) c’è infatti uno dei pochi laboratori di isotopi stabili di elementi leggeri presenti in Italia, dove sono state eseguite le analisi sugli isotopi stabili di carbonio e azoto. La prof.ssa Iacumin ne è la responsabile scientifica.Comprendere le ragioni che stanno alla base delle strategie di mobilità delle popolazioni umane e le abitudini alimentari è da sempre una sfida importante negli studi di paleoantropologia: gli isotopi stabili di alcuni elementi (in particolare carbonio, azoto e stronzio) possono essere misurati su resti scheletrici e utilizzati per questo fine.
Nello studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution sono stati analizzati due gruppi di individui appartenenti a due diversi periodi del Paleolitico, l’uno del Gravettiano iniziale (circa 33-31 mila anni fa), l’altro all’Epigravettiano finale (circa 20-18 mila anni fa), ambedue provenienti dalla Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Puglia, Italia meridionale). In questa grotta sono stati ritrovati più di 140 resti di uomini vissuti nel periodo più freddo dell’ultima glaciazione (circa 20.000 anni fa). I risultati ottenuti hanno indicato due diverse strategie di spostamento e approvvigionamento del cibo e una sostituzione della popolazione durante l’Epigravettiano. Questa ipotesi concorda con i dati genetici e con il probabile cambiamento nelle strategie di caccia, come testimoniano le industrie litiche e ossee. Infine, è ipotizzato che il miglioramento globale del clima potrebbe aver facilitato l’arrivo di nuovi gruppi di persone dal Nord o dall’Est, spinte dal miglioramento generale dell’ambiente e dall’apertura di nuovi corridoi migratori.

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Entra nel vivo la mobilità del personale scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

E’ stata regolata quest’anno dal rinnovato contratto collettivo nazionale, valido per il prossimo triennio, e dalle ordinanze Miur che hanno scandito ufficialmente i tempi di presentazione delle domande: da alcuni giorni si è conclusa la fase più corposa delle domande, relativa ai docenti di ogni ordine e grado; da oggi, fino al 5 maggio, sarà la volta degli insegnanti di religione cattolica; dal 3 al 28 maggio prossimi toccherà agli educatori. Il personale Ata, invece, ha tempo fino al prossimo 26 aprile. Il sindacato, intanto, dice basta alle discriminazioni, attraverso degli emendamenti al ddl AS-1122, in questi giorni all’esame delle Commissioni del Senato: per Anief, bisogna finirla con l’obbligo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione; ma anche aprire all’adeguamento alla normativa comunitaria sui trasferimenti intercompartimentali, con il riconoscimento del servizio prestato nel ruolo precedente e della posizione stipendiale più favorevole. In vista degli spostamenti richiesti da circa 200 mila lavoratori per il prossimo anno scolastico, Orizzonte Scuola ha fatto sapere che stanno man mano giungendo le prime notifiche sui punteggi del personale docente, derivanti dai titoli e servizi presentati tramite il sistema istanze online: la lettera di notifica, che giunge via e-mail ed è composta dal dettaglio delle voci del modulo di domanda ritenute valide, comprese le esigenze di famiglia (se valutabili) ed eventuali precedenze, è valida sia ai fini della convalida della domanda medesima che ai fini dell’attribuzione del punteggio spettante. “Il docente viene invitato a prendere visione dei dati riportati nel documento e, nel caso di errori nell’attribuzione del punteggio e/o riguardo alle precedenze o altro, avrà 10 giorni di tempo, a partire dalla data di ricezione della notifica di convalida, per presentare reclamo all’Ufficio scolastico provinciale di competenza (quello di titolarità)”. Quest’anno, infine, l’esito delle domande di mobilità verrà comunicato in un’unica data, il 20 giugno. A proposito della mobilità futura del personale scolastico, Anief sta operando per sanare le discriminazioni ancora in essere. In particolare, nell’esaminare il disegno di legge AS-1122 voluto dalla ministra Giulia Bongiorno, attraverso il quale si intendono modificare le norme che regolano l’accesso, il merito, la mobilità, la contrattazione e la dirigenza del pubblico impiego, il 9 aprile, presso l’XI Commissione del Senato, il giovane sindacato ha presentato una serie di proposte emendative – che vanno a superare i bug del decreto legislativo n. 165/2001 e successive norme – che ancora oggi costringono docenti e Ata a rimanere in servizio in istituti lontani dalla loro residenza, pur in presenza di posti liberi molto più vicini. Si tratta, ricordiamo, di una situazione letteralmente esplosa a seguito dei marchiani errori prodotti con lo sciagurato algoritmo “impazzito” adottato a seguito del maxi piano di assunzioni del 2016, voluto dal Pd con la Legge 107/2015, che a distanza di tre anni vede tanti di quei docenti ancora fuori regione: Anief chiede, pertanto, l’eliminazione dell’obbligo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione, in modo da assicurare anche “tutela del diritto alla famiglia” e il superamento di ingiuste “barriere regionali, nella disponibilità di posti”. Il sindacato autonomo ha quindi chiesto ai senatori di adottare nella PA la “normativa comunitaria sui trasferimenti anche intercompartimentali di cui all’art. 29-bis del d.lgs. 165/01 e all’art. 48 del d.lgs. 150/09 con il riconoscimento della posizione stipendiale più favorevole e del servizio prestato nel ruolo precedente anche nei passaggi di ruolo”.

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Scuola: aspettando il contratto rivedere le regole della mobilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Fornire una risposta ai docenti che attendono di ricongiungersi alle famiglie dopo anni di servizio a centinaia di chilometri di distanza. È una delle priorità di Anief, che trova spazio nella recente piattaforma contrattuale. Marcello Pacifico, presidente Anief: «Occorre riscrivere drasticamente le norme sui trasferimenti, in modo da fondere diritto al lavoro e diritto alla famiglia». Quello della mobilità è un caso aperto, perché il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo da poco sottoscritto – per la mobilità del personale docente, educativo, ausiliario, tecnico e amministrativo della scuola dal 2019/20 al 2021/22 – non tiene in considerazione i successi di Anief presso i tribunali amministrativi e del lavoro, che hanno messo in evidenza il mancato rispetto del principio del merito e della professionalità dei lavoratori, né tantomeno l’esperienza acquisita durante il precariato. Una mobilità, quella messa in atto dal Miur, con modalità inadatte e superate.
C’è in ballo un contratto per circa 1,3 milioni di lavoratori, fra insegnanti, educatori, Ata della scuola, dell’università e della ricerca e Afam. Nella piattaforma contrattuale il giovane sindacato chiede interventi urgenti in favore degli aumenti economici per il personale della scuola, del recupero della centralità della funzione docente, delle lavoratrici vittime della violenza, di un sistema disciplinare che salvaguardi la dignità dei docenti.
Nella piattaforma contrattuale Anief chiede: di rivedere le aliquote per i trasferimenti interprovinciali (rispettivamente del 40%, 30% e 25% nei prossimi tre anni) e per la mobilità professionale (rispettivamente del 10%, 20%, 25% nel prossimo triennio); di attribuire pari dignità (come chiarito da parecchi tribunali del Lavoro) al servizio svolto a tempo determinato ai fini del raggiungimento del quinquennio obbligatorio di permanenza su posti di sostegno e ottenere il trasferimento su posto comune; di attribuire, nella valutazione dei titoli, punteggio per il servizio, pre-ruolo o di ruolo, prestato nelle scuole paritarie, nei percorsi di formazione professionale e nelle scuole comunali e il giusto riconoscimento a titoli professionalizzanti quali le abilitazioni (Ssis, Tfa, Pas) e la specializzazione per il sostegno cui non è riconosciuto alcun punteggio aggiuntivo.
Necessario, inoltre, equiparare nella Tabella valutazione titoli della mobilità d’ufficio (utile anche per la composizione delle Graduatorie interne d’istituto, da cui si individuano i perdenti posto) il punteggio riconosciuto al servizio preruolo rispetto a quello a tempo indeterminato (ora valutato solo 3 punti per i primi 4 anni e 2 per i restanti, a fronte dei 6 punti riconosciuti a ogni anno di ruolo) per superare la discriminazione a discapito del periodo di precariato che permane in quella tabella, nonostante i dettami eurounitari (direttiva 1999/70/CE) che impongono di riconoscere pari dignità al servizio a tempo determinato.

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Pacchetto mobilità: Parlamento adotta revisione norme sui trasporti su strada

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

I deputati hanno approvato la loro posizione sulle norme per combattere le pratiche illegali nel trasporto stradale e migliorare le condizioni di lavoro dei conducenti.
Giovedì, il Parlamento ha approvato la sua posizione per negoziare con il Consiglio la revisione delle norme sul distacco dei conducenti, sui periodi di riposo dei conducenti e su una migliore applicazione delle norme in materia di cabotaggio. L’obiettivo è anche di porre fine alle distorsioni della concorrenza da parte dei trasportatori che utilizzano società fittizie. Concorrenza più equa e lotta alle pratiche illegali nei trasporti internazionali
Per individuare i casi di violazione delle norme da parte dei trasportatori stradali, il Parlamento intende sostituire l’attuale limite che si applica al numero complessivo delle operazioni di cabotaggio (le operazioni di trasporto in un altro paese UE effettuate a seguito di una consegna transfrontaliera) con un limite temporale di 3 giorni e introdurre la registrazione dei passaggi di frontiera tramite i tachigrafi.Dovrebbe inoltre essere previsto un “periodo di riposo” per i veicoli di 60 ore, da trascorrere nel paese d’origine prima di poter dirigersi verso un altro cabotaggio, per evitare il cosiddetto “cabotaggio sistematico”.
Per combattere l’uso delle società fittizie, le imprese di trasporto dovrebbero avere la parte sostanziale delle proprie attività nello Stato membro in cui sono registrate. Poiché sempre più operatori utilizzano veicoli commerciali leggeri per fornire servizi di trasporto, i deputati vogliono che queste regole si applichino anche a tali operatori.Le norme comunitarie sul distacco dei lavoratori dovrebbero applicarsi anche ai lavoratori distaccati nel settore dei trasporti, per evitare il peso burocratico causato dai diversi approcci nazionali e garantire un’equa remunerazione dei conducenti.In pratica, i deputati chiedono che le norme esistenti sul distacco dei lavoratori si applichino al cabotaggio e alle operazioni di trasporto transfrontaliero, escludendo però il transito e le operazioni bilaterali con un carico o scarico supplementare in ogni direzione (o zero in uscita e due al ritorno).I deputati vogliono inoltre che le tecnologie digitali siano utilizzate per semplificare la vita dei conducenti e ridurre i tempi di controllo su strada. Chiedono anche che le autorità nazionali si concentrino sulle imprese con risultati insoddisfacenti in materia di conformità, riducendo nel contempo i controlli casuali sugli operatori che rispettano la legge.I deputati hanno infine proposto modifiche per garantire migliori condizioni di riposo per i conducenti. Le imprese dovranno organizzare i loro orari in modo che i conducenti possano tornare a casa a intervalli regolari (almeno ogni 4 settimane). Il periodo di riposo obbligatorio alla fine della settimana non dovrebbe essere speso nella cabina del camion, aggiungono i deputati.

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Europa creativa: sì a mobilità degli artisti e circolazione delle opere

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo Il Parlamento europeo ha votato per raddoppiare il bilancio 2021-2027 del programma Europa creativa, per una migliore circolazione internazionale delle opere e sostenere la mobilità degli artisti.Il testo, approvato con 501 voti a favore, 51 contrari e 42 astensioni, è inoltre incentrato sulla promozione delle tecnologie digitali nel settore creativo.Il Parlamento sostiene una maggiore mobilità degli artisti, incoraggiando fortemente gli scambi transfrontalieri di creativi e artisti, anche attraverso programmi comuni di residenza. I settori dell’editoria, del cinema, della musica, dei festival, del patrimonio culturale e dell’architettura beneficeranno di diverse azioni finanziate nell’ambito di questo programma.I deputati ribadiscono l’importanza di coinvolgere un pubblico giovane, soprattutto per promuovere l’utilizzo di opere audiovisive attraverso canali legali. Anche l’alfabetizzazione mediatica è una delle priorità del programma, con i membri della commissione per la cultura e istruzione che insistono sul suo contributo per lo sviluppo di un pensiero critico.Anche i professionisti dei nuovi media dovrebbero beneficiare del programma.La relatrice Silvia Costa (S&D, IT) ha dichiarato: “Ho voluto rafforzare tre aree: il valore intrinseco della cultura, la mobilità degli artisti e degli operatori culturali e lo sviluppo di una narrazione sulle radici comuni europee e la diversità”.Ha poi aggiunto: “I talenti europei – specialmente le giovani generazioni – dovrebbero poter muoversi liberamente e far circolare le loro opere, avere la possibilità di lavorare su coproduzioni ed essere ulteriormente sostenuti, a fronte dell’attuale mancanza di fondi che causa una grande perdita di opportunità”.

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Scuola – Mobilità docenti, partenza col botto: 10 mila domande in 72 ore

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Si tratta in prevalenza di insegnanti che tentano il passaggio fuori provincia: a loro viene riservato il 40% dei posti vacanti. C’è tempo fino al 5 aprile e si prevede un record di richieste. Ma le procedure sui trasferimenti, confermate in toto, diventeranno motivo di respingimento per molti richiedenti. Marcello Pacifico (Anief): Era l’occasione giusta per aprire una fase di mobilità e trasferimenti aperti a tutti coloro che ne abbiano fatto richiesta. Toccherà ai giudici, sollecitati dai ricorsi, dirimere questa e tante altre questioni irrisolte. Partenza col botto per la mobilità 2019 del personale scolastico, regolata quest’anno dal contratto collettivo nazionale e delle relative ordinanze che hanno scandito ufficialmente i tempi di presentazione delle domande: il Miur ha comunicato che nei primi tre giorni di avvio delle procedure, riservate in questa prima fase al personale docente, sono state acquisite 10.888 domande di cui 2.388 confermate. Secondo la rivista specializzata Orizzonte Scuola, ad essere particolarmente interessati a fare proprio uno dei posti assegnati alla mobilità (complessivamente il 50% dei posti vacanti e disponibili, di cui il 40% per i trasferimenti interprovinciali e 10% per i passaggi di ruolo o cattedra), sono i docenti che chiedono il trasferimento interprovinciale.
“A fronte di una situazione così particolarmente d’emergenza, come quella che stiamo vivendo, e tenendo conto del considerevole numero di posti vacanti e disponibili – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, alla luce anche della cancellazione degli ambiti territoriali, era l’occasione giusta per aprire una fase di mobilità e trasferimenti aperti a tutti coloro che ne abbiano fatto richiesta. A gridare vendetta sono poi i tanti docenti interessati ai passaggi di ruolo i quali, in base alle residue quote previste nell’ultimo contratto sulla mobilità, potranno vedere attuata la loro richiesta solo in minima parte. Toccherà ai giudici, quindi, dirimere questa e tante altre questioni irrisolte”. Il sindacato ricorda che ci sono anche altri motivi per cui è stato deciso di impugnare il contratto sulla mobilità sottoscritto la scorsa settimana: Anief, infatti, ha deciso di attivare le preadesioni per accantonamento posto Fit 31 dicembre prima dei trasferimenti, per il terzo anno Fit partecipazione trasferimenti, per il servizio nelle scuole paritarie, per la precedenza per assistenza al genitore disabile nei trasferimenti interprovinciali, per il vincolo quinquennale sostegno, per graduatorie interne d’istituto 2019/20 valutazione servizio pre-ruolo per intero e servizio scuole paritarie, per mancato trasferimento ambito/sede richiesta sempre per via di uno o più errori cagionati dal famigerato algoritmo ministeriale.

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Scuola – Mobilità: è partita la macchina che a settembre farà cambiare sede a 200 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Fino al 5 aprile potranno presentare domanda, tramite il portale ministeriale istanze on line, gli insegnanti di tutti gli ordini scolastici. Per il personale educativo le richieste di mobilità potranno essere presentate dal 3 al 28 maggio prossimi. Per il personale Ata le istanze potranno essere presentate dall’1 al 26 aprile 2019. Per la mobilità professionale e territoriale verso le discipline specifiche dei Licei Musicali la presentazione delle domande è stabilita dal 12 marzo al 5 aprile 2019. Per gli insegnanti di religione cattolica le domande, infine, potranno essere presentate dal 12 aprile al 15 maggio prossimi. Come già rilevato a commento dell’accordo raggiunto con gli altri sindacati a fine 2018, Anief ricorda che non c’è alcuna norma che preveda il ritorno a casa degli insegnanti assunti sotto ricatto con la riforma della Buona Scuola: sono i cosiddetti docenti “immobilizzati”, assunti tramite algoritmo impazzito nel 2016 a centinaia di chilometri da casa e penalizzati da una cervellotica stesura di fasi di assunzioni che li ha costretti ad accettare sedi lontane pur in presenza di posti vacanti molto più vicini.
È emblematico cosa accadrà in Sicilia. Il quotidiano La Repubblica ha spiegato che “quest’anno, in base al contratto sulla mobilità sottoscritto dai sindacati, metà delle cattedre libere (circa duemila posti) andrà alle immissioni in ruolo, il 40 per cento (circa 1.600 cattedre) verrà destinato ai trasferimenti interprovinciali, e quindi anche a quelli da fuori regione, e il restante 10 per cento (400 cattedre) ai passaggi di ruolo e ai passaggi di cattedra: coloro che intendono cambiare ordine di scuola o materia, a patto che abbiano i titoli per farlo”. Inoltre, “ad ambire al trasferimento da fuori regione circa ottomila docenti siciliani che, per diverse ragioni, prestano servizio al Nord o nel Centro Italia. E, se non ci saranno decurtazioni dell’organico, soltanto uno su cinque riuscirà a rientrare in Sicilia”.
Lo stesso Ministro dell’Istruzione ha ricordato che gli sono serviti appena 10 secondi per comprendere che si trattava di un’assegnazione tramite algoritmo errato, ma siccome non farà nulla per porvi rimedio serviranno altri tre anni per completare il loro avvicinamento a casa. Significa che per i più sfortunati saranno serviti 5 o 6 anni per sanare un errore non loro: ecco perché Anief conferma i ricorsi per ripristinare il diritto ad avere una cattedra non più a centinaia di chilometri di distanza. Inoltre, Anief continua a rivendicare l’introduzione di una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dell’algoritmo ‘impazzito’”, ma anche l’avvio di corsi abilitanti per il personale docente già assunto a tempo indeterminato, oltre a quelli rivolti ai colleghi precari, in modo da favorire i passaggi di ruolo per tutti coloro che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.
Ma ci sono anche altri motivi per cui Anief ha deciso di impugnare il contratto sulla mobilità sottoscritto la scorsa settimana: il sindacato attiva le preadesioni per accantonamento posto fit 31 dicembre prima dei trasferimenti, per il terzo anno fit partecipazione trasferimenti, per il servizio nelle scuole paritarie, per la precedenza per assistenza al genitore disabile nei trasferimenti interprovinciali, per il vincolo quinquennale sostegno, per graduatorie interne d’istituto 2019/20 valutazione servizio preruolo per intero e servizio scuole paritarie, per mancato trasferimento ambito/sede richiesta per errore dell’algoritmo.

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L’Europa primeggia nel settore della mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Una nuova ricerca del PTOLEMUS Consulting Group ha rivelato che 12 tra i primi 17 provider mondiali di piattaforme B2B per la mobilità hanno la loro sede centrale in Europa. Questi fornitori di software provengono da diversi contesti tecnologici o di operatività stradale, ma sono tutti sostenuti da un ambiente favorevole e numerose iniziative cittadine in Europa.Frederic Bruneteau, Amministratore Delegato di PTOLEMUS, ha affermato: “Mentre l’India ha appena lanciato il modello MaaS (Mobility as a Service) a livello nazionale integrato e verticale, le aziende tecnologiche europee del settore mobilità (mobtech) stanno proponendo un modello diverso che usufruisce di piattaforme open software che tutti possono utilizzare. Stanno dando agli operatori mobili un’alternativa agli inevitabili duelli fra chi mangia (chi integra) e chi verrà mangiato (chi viene integrato). Questo rapporto fa luce sugli attori specialisti che competono con le iniziative governative e i giganti come Google e Uber”.Il manuale “Mobility Platform Suppliers” è il primo a identificare e valutare i fornitori di software MaaS e a chiarire questo mercato veramente complesso. Aiuterà le città, gli operatori di trasporto pubblico e i provider di servizi di mobilità a scegliere il modello ottimale e offrire esperienze di mobilità senza discontinuità.
Il rapporto offre una mappa della catena di valore e degli stakeholder. Stabilisce anche i 6 livelli di integrazione necessari a offrire una soluzione MaaS completa. Include una valutazione di 17 fornitori di piattaforme di mobilità, descrivendo in dettaglio i loro clienti fondamentali, servizi, investitori e casi di studio.

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Milano: mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

Milano «Per la sua estensione, per i meccanismi di funzionamento e per le possibilità di sviluppo future non c’è dubbio che la nuova zona a traffico limitato di Milano denominata Area B, operativa dal prossimo lunedì, possa rappresentare un punto di svolta nel rapporto tra la mobilità e i grandi centri urbani italiani. Un’intuizione felice innanzitutto perché riguarda oltre il 70% del territorio comunale e coinvolge la quasi totalità dei cittadini residenti e poi perché la misura non può essere aggirata attraverso il pagamento di un ticket di ingresso. In questo modo passa un messaggio chiaro e univoco: se l’uso del tuo mezzo è insostenibile per la collettività, non ti permetto di circolare».
«Importante è il fatto che l’Area B sarà in funzione nei giorni feriali, quelli in cui il traffico impatta con maggiore gravità sulle aree urbane: rispondere agli sforamenti nella concentrazione delle polveri sottili con qualche domenica ecologica, come ad esempio accade a Roma, non serve a nulla ed è una prassi che le leggi regionali dovrebbero finalmente rivedere e superare. C’è bisogno di interventi strutturali e non emergenziali. Positivo anche avere programmato il decremento, con il trascorrere degli anni, delle cosiddette giornate di bonus, che consentiranno a cittadini con particolari esigenze di accedere comunque alla zona a traffico limitato.Compito dell’amministrazione – continua Simoncini – sarà quello di non snaturare il provvedimento di fronte alle inevitabili criticità che potrebbero manifestarsi nei primi giorni e di non cedere alle pressioni di chi osteggia apertamente misure di questo tipo. Un buon sostegno arriverà dalla rete di trasporto pubblico, che a Milano è assai efficiente e in continuo sviluppo, e dalle ricadute positive sulla qualità della vita delle persone, che saranno tangibili già nel breve periodo». ( by Giorgio Giuliani)

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Mobilità: Anief avvia il ricorso per il servizio prestato nelle scuole paritarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Anief avvia le pradesioni ai ricorsi mobilità 2019/20 e ricorre per: accantonamento posto FIT 31 dicembre prima dei trasferimenti, terzo anno FIT partecipazione trasferimenti, servizio scuole paritarie, precedenza per assistenza al genitore disabile nei trasferimenti interprovinciali, vincolo quinquennale sostegno, graduatorie interne d’Istituto 2019/2020 – Valutazione servizio preruolo per intero, graduatorie interne d’Istituto 2019/2020 – servizio scuole paritarie, mancato trasferimento ambito/sede richiesta per errore algoritmo.
Anief attiva la preadesione al ricorso che sarà depositato presso il Tar del Lazio avverso la tabella valutazione dei titoli mobilità che non attribuisce punteggio al servizio nelle scuole paritarie. Il ricorso vuole ottenere, ai fini dell’attribuzione del punteggio per la mobilità 2019/2020, la valutazione del servizio pre-ruolo o di ruolo prestato nella scuola paritaria/nei percorsi di formazione professionale/nelle scuole comunali, o per ogni anno di servizio pre-ruolo o di ruolo effettivamente prestato in scuole paritarie/corsi di formazione professionali/scuole comunali anche situati nelle piccole isole.

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Scadono l’8 e il 10 febbraio due bandi di mobilità per attività di tirocinio

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Parma Bandi promossi da Università di Parma e Mobility Consortium SEND. L’8 febbraio 2019 è fissata l’ultima delle tre scadenze del Bando Erasmus + SMT 2018/2019, che consente a studenti del primo, secondo e terzo ciclo di studi di trascorrere un periodo all’estero per svolgere attività di tirocinio.Il periodo di scambio per tirocinio non può avere durata inferiore a 60 giorni e deve necessariamente concludersi entro il 30 settembre 2019. È possibile candidarsi sia in caso si possegga un Company Agreement Form (lettera di accettazione) firmato dall’ente ospitante (Lista A) sia in caso contrario (Lista B): in quest’ultimo caso, se lo studente risulta idoneo in fase di selezione sarà suo compito trovare un ente ospitante per poter usufruire della borsa di mobilità.Il candidato deve presentare domanda online (accedendo alla propria pagina personale su ESSE3) entro le 23 dell’8 febbraio 2019 e consegnare la domanda cartacea entro le 12 dell’11 febbraio 2019 all’Ufficio Protocollo di Ateneo in via Università, 12 (in caso di spedizione non fa fede la data di invio).Per ulteriori informazioni gli studenti interessati possono consultare il bando al link https://www.unipr.it/erasmusplus_smt_out_2018_2019
Scade invece il 10 febbraio il bando ERASMUS PLUS “Universities for EU projects” 2018 del Mobility Consortium SEND (Agenzia per il lavoro e la mobilità internazionale), di cui l’Università di Parma è partner. Il bando mette a disposizione 165 borse di mobilità per lo svolgimento di periodi di tirocinio all’estero da 60 o 90 giorni in un’azienda/ente ospitante che operi nell’ambito dell’innovazione sociale. Le attività all’estero dovranno iniziare in una data compresa tra il 15 marzo 2019 e il 30 giugno 2019, e comunque terminare entro il 30 settembre 2019.Possono presentare domanda di candidatura gli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale, laurea magistrale e dottorato di ricerca (sono esclusi gli iscritti a master di I o II livello, fatta eccezione per il Diploma in Alti Studi Europei – DASE – e il Master in Alti Studi Europei organizzati in collaborazione con la Fondazione Collegio Europeo di Parma).
L’ambito dell’Innovazione sociale, intesa come processo creativo finalizzato all’elaborazione di strumenti e strategie per promuovere lo sviluppo economico e sociale della comunità, è un settore occupazionale in forte crescita in Europa. Scopo del bando è sviluppare competenze e figure professionali di diverso tipo che possano rispondere sempre più efficacemente ai bisogni della società in materia di salute, sicurezza, istruzione, emergenza abitativa, prevenzione dei crimini, protezione ambientale, abbattimento di discriminazioni sociali ed economiche.Tutte le informazioni sono contenute nel bando, pubblicato sul sito web di SEND al link http://www.sendsicilia.it/main/news/dettaglio.jsp?i=90

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Scuola: Mobilità ATA 2019/2021

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

La pre-intesa sulla mobilità del personale scolastica, prossima all’attivazione, non contiene l’attesa l’attivazione dei passaggi verticali del personale Ata riguardante i profili B e D previsti dalle precedenti norme: analizzando il testo che regolerà i trasferimenti e i movimenti per l’anno scolastico 2019/20, e che verrà ufficializzato nelle prossime ore, subito dopo l’approvazione definitiva della Legge di Stabilità, si scopre infatti che non vi è traccia dei previsti movimenti professionali, su grado superiore, previsti dalla legge anche per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

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Scuola – Mobilità: i sindacati firmano il contratto dimenticando i docenti “immobilizzati” e molto altro

Posted by fidest press agency su martedì, 25 dicembre 2018

Non convince l’accordo sui trasferimenti del personale per il triennio 2019/22, raggiunto con il Miur alla vigilia di Natale e che vedrà la sua sottoscrizione appena verrà approvata la Legge di Stabilità alla Camera: non c’è alcuna norma che preveda il ritorno a casa degli insegnanti assunti sotto ricatto con la riforma della Buona Scuola, assunti tramite algoritmo impazzito nel 2016 a centinaia di chilometri da casa. Penalizzato anche chi ha scelto un ambito o una provincia nonostante dal prossimo anno potrebbe cambiare tutto. Aumentati di un decimo i contingenti sui posti disponibili. Rimane sbagliata la tabella di valutazione dei titoli di servizio svolti dai docenti durante il pre-ruolo su posti di sostegno, nella paritaria o ancora da precari nelle nuove graduatorie interne di istituto per individuare perdenti cattedra e sovrannumero. Per tutti questi casi, appena il contratto sulla mobilità verrà sottoscritto e reso pubblico, Anief provvederà a presentare singoli ricorsi, sempre al fine di tutelare le posizioni e i diritti dei lavoratori della scuola. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’accordo sottoscritto dagli altri sindacati sembra essere un compromesso uscito male; per reintrodurre la titolarità di scuola, l’amministrazione ha chiesto ed ottenuto la possibilità di far perdere al personale diversi diritti e di non introdurne dei nuovi. Inoltre, è stato ignorato l’appello di Anief al rinvio del contratto, per via del ddl Granato AS 763 che abolisce chiamata diretta ed ambiti territoriali: peggio di così poteva fare solo la befana col carbone.

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Nuova mobilità docenti: addio ambiti territoriali e chiamata diretta docenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Considerando che il disegno di legge AS 763 procede in modo spedito verso l’approvazione finale, potendo fare affidamento sulle altre forze di governo, Anief chiede a gran voce di fermare il tavolo sulla mobilità del personale. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda infatti che l’approvazione del ddl avrebbe delle immediate importanti ricadute sui trasferimenti a domanda e d’ufficio degli insegnanti di ruolo, visto che erano legati anche agli ambiti territoriali in via di dismissione. Considerando che ci sono 50 mila posti vacanti in organico di diritto ed è prossima la nuova riforma del reclutamento, è giunta l’ora di riaprire una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dell’algoritmo. Parallelamente, devono partire i corsi abilitanti per il personale docente a tempo indeterminato, in modo da favorire i passaggi di ruolo.

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Scuola: La nuova mobilità del personale sarà stravolta

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

Considerando che il disegno di legge AS 763 procede in modo spedito verso l’approvazione finale, potendo fare affidamento sulle altre forze di governo, Anief chiede a gran voce di fermare il tavolo sulla mobilità del personale. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda infatti che l’approvazione del ddl avrebbe delle immediate importanti ricadute sui trasferimenti a domanda e d’ufficio degli insegnanti di ruolo, visto che erano legati anche agli ambiti territoriali in via di dismissione. Considerando che ci sono 50 mila posti vacanti in organico di diritto ed è prossima la nuova riforma del reclutamento, è giunta l’ora di riaprire una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dell’algoritmo. Parallelamente, devono partire i corsi abilitanti per il personale docente a tempo indeterminato, in modo da favorire i passaggi di ruolo.

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Scuola: Mobilità, non si possono trattare gli insegnanti di sostegno come in una riserva indiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Quella verso i docenti di sostegno sembra una persecuzione senza fine: non bastava che a tutti gli immessi in ruolo, incaricati di insegnare didattica speciale, si imponesse un eccessivo vincolo quinquennale di permanenza su tale tipologia di posto; ora, nel corso di una riunione coi sindacati, il Ministero dell’Istruzione ha annunciato che intende “porre un limite ai trasferimenti da sostegno a posto comune”, al fine di “limitare i trasferimenti provinciali da sostegno a posto comune al 50% dei posti disponibili, in luogo dell´attuale 100%”.Le ragioni di tale decisione risalirebbero all’eccessiva spesa e alla mancanza cronica di insegnanti di sostegno. “Al momento – commenta la rivista Orizzonte Scuola – si tratta dunque di una proposta, non sappiamo se potranno esserci novità in tal senso anche nella Legge di Bilancio o si tratta di una novità da limitare al contratto. A ciò si aggiungano anche le novità della permanenza nella sede di immissione in ruolo per un periodo di cinque anni, se la norma sarà inserita nella Legge di Bilancio”. L’amministrazione, quindi, procede a gran passi verso ulteriori contenziosi, visto che già “per il conteggio del vincolo quinquennale il Ministero dell’Istruzione non hai mai riconosciuto il servizio svolto da precari, mentre sono numerose le sentenze che hanno dato ragione ai docenti interessati”, commenta ancora la stampa specializzata riferendosi proprio alle tante decisioni dei giudici favorevoli alla linea Anief.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, sottolinea come “quella dell’insegnate sia una particolare professione che necessita di mirate attenzioni, a maggior ragione se si tratta di un docente di sostegno che non può ricevere tale trattamento. Se si volesse davvero coprire buona parte delle oltre 40 mila cattedre vacanti della categoria, basterebbe immettere in ruolo i supplenti già specializzati sui tanti posti rimasti in deroga per meri motivi di risparmio, collocando queste cattedre in organico di diritto. Nel contempo, anche su questo versante è indispensabile che vengano riaperte le GaE. È chiaro che non staremo a guardare: ci rivolgeremo alle sedi opportune, perché chi svolge una professione impegnativa come questa non può essere trattato così”.

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Il personale scuola precluso alle procedure di mobilità volontaria intercompartimentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Si “è insediata all’Aran la Commissione paritetica prevista dall’articolo 34 del CCNL 2018, al fine di rivedere i profili del personale ATA”. La delegazione dell’Aran ha consegnato “un dossier sul personale Ata, contenente i dati di partenza: distribuzione fra i profili, per anzianità anagrafica e per titolo di studio. La stessa delegazione ha evidenziato la necessità di dover prendere in considerazione non solo quanto previsto nel CCNL ma anche quanto stabilito in merito dalle leggi”. Anief, anche in seguito alla presentazione degli emendamenti specifici, chiede, ancora una volta, i nuovi passaggi di livello per tutto il personale Ata e il giusto riconoscimento per la categoria.
La Buona Scuola già prevedeva la mobilità intercompartimentale (cioè il passaggio ad altra Amministrazione pubblica) anche se solo per il personale in posizione di comando, distacco o fuori ruolo. In particolare all’art. 1 comma 133 la suddetta normativa prevede: “il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario in posizione di comando, distacco o fuori ruolo alla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base di un provvedimento formale adottato ai sensi della normativa vigente, può transitare, a seguito di una procedura comparativa, nei ruoli dell’amministrazione di destinazione, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n 165, previa valutazione delle esigenze organizzative e funzionali dell’amministrazione medesima e nel limite delle facoltà assunzionali, fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n. 190”.Ma per il personale della scuola si è mosso davvero poco. Malgrado le numerose istanze di nulla osta per la partecipazione alle procedure di mobilità intecompartimentale ai sensi dell’art.30 d.lgs. 165/2001, al momento è ancora tutto fermo: dunque il personale scolastico viene invitato a non presentare domanda.
Ricordiamo che già il Decreto Brunetta (L. 150/2009) ne prevedeva la possibilità, sia pure a seguito di trattativa sui comparti all’Aran circa l’emanazione delle tabelle di equiparazione tra i vari comparti della PA. Tali tabelle non furono però nell’immediato predisposte, tanto che successivamente fu subito presentato un ordine del giorno dagli Onorevoli Di Giuseppe, Messina, Zazzera, Paladini, Formisano, accolto peraltro dal governo, che mirava a rendere possibile la mobilità dei lavoratori della Pubblica Amministrazione, cioè i trasferimenti da settori in esubero di personale a quelli con carenza di organico; tutto ciò malgrado il Ministro Brunetta avesse sbandierato, nella sua riforma della Pubblica Amministrazione, la mobilità intercompartimentale come strumento per razionalizzare la gestione delle risorse economiche ed umane senza oneri per lo Stato. Tale ordine del giorno mirava a impegnare il governo a valutare se, in mancanza delle tabelle al momento non ancora emanate, previste dal decreto legislativo n. 150 del 2009, si potessero eventualmente applicare quelle disposte ai sensi dell’art. 6, comma 3, lettera b del D.M. Funzione Pubblica del 15 novembre 1989.
Ma, ad oggi, tutto tace. Rimembriamo, ancora, circa il personale Ata transitato dagli EE.LL. allo Stato, che, a seguito della pronuncia in senso favorevole avvenuta in data 07/06/2011 da parte della Corte Europea, veniva accolto il ricorso proposto da alcuni di questi lavoratori già transitati dagli Enti Locali allo Stato a norma della L. n. 124/99, i quali avevano giustamente lamentato la violazione dell’art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU), nel senso che lo Stato italiano, con la cosiddetta legge di interpretazione autentica (legge finanziaria 2006) aveva interpretato l’art. 8 della L. n. 124/99 nel non riconoscere l’intera anzianità pregressa maturata presso l’Ente di provenienza, violando palesemente i diritti degli interessati.
Il 06/09/2011 anche la Corte di Giustizia Europea si pronunciava favorevolmente sul ricorso proposto da un altro gruppo di lavoratori Ata (amministrativi, tecnici ed ausiliari) che si trovavano nelle stesse condizioni, affermando che: ”le autorità italiane non potevano emanare una legge retroattiva in corso di causa in contrasto con l’art. 6 della Convenzione europea, che invece garantisce il diritto al giusto processo”.Se poi andiamo a valutare le possibilità di progressione di carriera verticale (come da art. 557 del Testo Unico 297/94) vediamo che la situazione del personale Ata subisce le disattese di tutte le disposizioni, come si evince dalla lettura dell’articolo suddetto: Art. 557 – Concorsi riservati – 1. Una quota del 30% e, rispettivamente, del 40% dei posti disponibili annualmente nei ruoli della quinta e della quarta qualifica è conferita, mediante concorsi riservati, agli impiegati di ruolo delle qualifiche immediatamente inferiori anche se privi del titolo di studio richiesto per l’ammissione alla qualifica cui aspirano, purché in possesso del titolo di studio richiesto per la qualifica di appartenenza e di una anzianità di almeno cinque anni di servizio di ruolo, o, a prescindere da tale anzianità, se in possesso del titolo di studio richiesto per la qualifica cui accedono, fatto salvo quanto disposto dall’art. 556, comma 4, per particolari attività tecniche o specialistiche. 2. I concorsi riservati per la quinta qualifica sono per esami. Gli esami consistono nelle due prove scritte e nel colloquio previsti dall’articolo 552 per i concorsi pubblici. 3. Il concorso riservato per la quarta qualifica è per titoli, integrato da una o più prove pratiche attinenti alle mansioni proprie del profilo professionale e del ruolo per cui il concorso viene indetto. 4. I bandi sono emanati, con periodicità biennale, dai provveditori agli studi, sulla base di un’ordinanza del Ministro della pubblica istruzione.
Anief ribadisce, ancora una volta, anche in seguito alla richiesta di emendamenti, che non accetta disparità di trattamento tra lavoratori della funzione pubblica e porterà avanti le giuste rivendicazioni, affinché risultino applicate tutte le disposizioni di legge finora emanate dal legislatore, ma incredibilmente disattese dal governo.

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Scuola: Mobilità, il Ministro esce allo scoperto e dice basta ai trasferimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il Ministro dell’Istruzione vuole rendere l’insegnamento a scuola una missione che prevarica tutti gli altri diritti dei cittadini che hanno questa ambizione. A breve, chi vorrà fare il docente dovrà prima fornirsi di domicilio professionale: è questa la “patente” che servirà, assieme al titolo di studio, per presentare domanda di accesso ai nuovi concorsi ordinari. E le regole varranno per tutti, anche per i precari storici, che dopo anni e anni di supplenze dovranno adattarsi. L’intento del Ministro appare chiaro: si vogliono selezionare i precari e usarli all’uopo, costringendoli a rimanere per diversi anni, almeno cinque, senza nemmeno la possibilità di presentare domanda di mobilità provvisoria. Anief dice no: non è colpa dei precari se hanno servito il Paese, spesso lontani da casa, in un sistema che ha sempre tenuto un posto su dieci vacante per ragioni di finanza pubblica. Si facciano allora organici differenziati, favorendo il gap con il Centro-Sud del Paese, così da agevolare la mobilità, la ricerca del lavoro, la tutela della famiglia e il diritto all’istruzione, principi costituzionalmente protetti. Non possono essere gli insegnanti, studenti e famiglie a pagare le scelte sbagliate del legislatore.

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Mobilità: Il prossimo contratto varrà per il triennio 2019-2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

“Il CCNL 2016/2018 ha stabilito che il nuovo Contratto Integrativo sulla mobilità avrà validità triennale (2019/20, 2020/21, 2021/22): sarebbe un grande esercizio di democrazia, da parte dell’amministrazione e delle OO.SS., attendere la certificazione della rappresentatività sindacale per il triennio 19-21, prima di avviare una nuova contrattazione o coinvolgere comunque Anief – che tutti sanno esser divenuta rappresentativa fin dai primi incontri -” dichiara Marcello Pacifico presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. Nel nuovo contratto sulla mobilità, bisogna in primo luogo prendere atto di quanto hanno deciso i diversi giudici del lavoro e amministrativi: vanno valutati il servizio pre-ruolo su sostegno ai fini del superamento del vincolo quinquennale, il servizio prestato nella scuola paritaria, il servizio pre-ruolo per intero nelle graduatorie interne d’istituto. Come tacere, d’altronde, la gravosa questione del personale neo-assunto con la 107/2015 e spedito a chilometri di distanza dopo aver superato l’anno di prova o ancora lontano dai propri affetti familiari per via di un algoritmo impazzito o della classificazione in fasce discriminatorie. Bisogna elaborare un piano di rientro di tutti quei lavoratori costretti a vivere lontani dalle proprie famiglie e che ogni anno, nella speranza di poter tornare a casa, si cimentano nella presentazione della domanda di mobilità (quasi 300 mila), partendo proprio dalla trasformazione in organico di diritto di tutti quei posti vacanti e disponibili. Erronea, inoltre, appare nella nuova validità triennale, in base all’art. 22 comma 4 lettera a1) del nuovo CCNL, la preclusione della domanda al personale che ha ottenuto il trasferimento in una delle sedi indicate, ma magari di non prima scelta. Se la norma non sarà cambiata, a partire dal prossimo anno scolastico i docenti che verranno soddisfatti nella domanda di mobilità territoriale o professionale, acquisendo la titolarità in una delle scuole richieste, non potranno presentare ulteriore domanda di mobilità per un triennio a decorrere dall’anno scolastico in cui avranno ottenuto il movimento, anche se quella sede non era proprio quella ottimale. Al momento, invece, non è pervenuto alcun chiarimento per i docenti che acquisiranno o manterranno la titolarità su ambito territoriale.Come dimenticare ancora il riconoscimento della precedenza nella mobilità interprovinciale per il dipendente referente unico che assiste il genitore affetto da disabilità grave (la normativa attuale lo riconosce solo per i trasferimenti all’interno della sola provincia di titolarità) o l’estensione anche ai trasferimenti interprovinciali della precedenza per il figlio che assiste il genitore disabile (oggi riconosciuta solo per le operazioni di assegnazione provvisoria)? Diritto, peraltro, già riconosciuto da diverse sentenze. E perché non introdurre la precedenza nella mobilità in favore delle donne vittime di violenza? Tale novità, dettata dall’emergenza del nostro tempo e dal senso civico, permetterebbe alla persona interessata di concentrarsi sul proprio lavoro conciliandolo con le esigenze personali. Appare, comunque, forviante trattare l’argomento della mobilità in un momento in cui ancora non si conoscono le scelte del Governo nella prossima legge di stabilità in considerazione del fatto che nel DEF per il 2019 si accenna a ulteriori limiti ai trasferimenti mentre in alcuni disegni di legge presentati da autorevoli parlamentari si parla di abolire gli ambiti territoriali o di introdurre il domicilio professionale per i neo-assunti, peraltro da Anief già bollato come incostituzionale. Per queste ragioni, Anief ribadisce la necessità di rinviare l’incontro a dopo la certificazione della rappresentatività e l’approvazione della legge di stabilità, chiedendo fin d’ora di partecipare, ad ogni modo, al tavolo per riscrivere drasticamente le norme contemplando il diritto al lavoro con il diritto alla famiglia.

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Roma: “Mobilità accessibile a tutti ma c’è ancora molto da fare”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

C’è da dire che in questi ultimi due anni è mezzo non è stato fatto nulla. Infatti, le 21 le linee che operano con autobus dotati di sistemi di accessibilità, citati dalla consigliera Penna, che sono recentemente entrate in servizio, fanno parte dello stock di 150 bus acquistati in leasing dalla precedente giunta di centrosinistra nel 2015. Roma va governata, cosa che non sta avvenendo in questa consiliatura. E’ bene sottolineare che parte di quei ‘mattoncini’ di cui la consigliera parla, sono eredità di un percorso già avviato. Giunti a metà mandato sarebbe ora che il M5S si prendesse qualche responsabilità evitando di ricorrere al solito stucchevole ‘scarica barile’ verso il passato. Roma non parte dall’anno zero come la retorica grillina vorrebbe far credere, e l’abbattimento delle barriere con l’installazione di tutti gli ausili idonei a rendere più accessibile la città è un obiettivo che deve unire gli amministratori. E’ inammissibile però aver interrotto completamente, come ha fatto la giunta Raggi, il percorso avviato negli ultimi anni come sottolineano anche dalle associazioni che si occupano di disabilità”. Lo dichiara in una nota la consigliera comunale Pd Ilaria Piccolo.

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