Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘mobilità’

Scuola: Mobilità docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

Sulle assegnazioni provvisorie “il Ministero vuole “correre” e punta ad aprire le operazioni per i docenti già dal 15 giugno”, anche a seguito delle informazioni che i sindacati hanno recepito nell’incontro tenuto con l’amministrazione scolastica centrale giovedì scorso sulla medesima tematica. A segnalarlo è Orizzonte Scuola, che fa anche osservare come questa data strida “con le richieste da parte dei lavoratori con vincolo quinquennale di richiedere l’assegnazione provvisoria in modo tale da poter ricongiungersi con il proprio nucleo familiare. Su questo, è la novità delle ultime ore, c’è da segnalare un pressing della politica per spostare le date di qualche settimana (probabilmente alla fine di giugno)”. Sempre secondo la rivista specializzata probabilmente, a breve, forse già nelle prossime ore, verrà “ufficializzata la data di avvio delle operazioni che, a meno di clamorosi ripensamenti, è fissata” già per “martedì 15 giugno”.Continua, nel frattempo, l’opera del giovane sindacato per mettere mano al decreto Sostegni-bis già approvato dal Consiglio dei ministri, atteso dall’iter di conversione in legge dello Stato: attraverso una serie di emendamenti, diversi dei quali recepiti dai partiti e giunti alla V commissione Bilancio della Camera, Anief intende cancellare i vincoli di permanenza sulle sedi con la contrattazione collettiva, proprio per lasciare spazio all’assegnazione provvisoria annuale derivante da comprovate esigenze di famiglia. Oltre che di far cadere lo stop triennale in caso di soddisfazione ‘puntuale’, nella scuola indicata dal richiedente. L’obiettivo dell’organizzazione sindacale è quello di accordare l’assegnazione provvisoria a “tutto il personale scolastico che abbia presentato relativa domanda”, in modo da “consentire la contemplazione del diritto al lavoro e del diritto alla famiglia, ad invarianza finanziaria, nel rispetto delle norme contrattuali”, in “deroga ai vincoli introdotti dalla sulle domande di assegnazione provvisoria per i neo-assunti degli ultimi due anni”. Una disposizione che risponde anche “al divieto di spostamento tra le regioni durante la pandemia”. In attesa degli sviluppi politico-sindacali, Anief continua a raccogliere ricorsi per la mancata mobilità del personale scolastico, che negano il ricongiungimento alla famiglia, tra cui quello specifico per chiedere subito l’assegnazione temporanea per i docenti con almeno un figlio con meno di tre anni”.

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In un paese lontano – Emigrazione e Nuova Mobilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

17.06.2021 18.06.2021 Online Conferenza. Le persone sono in continuo movimento. Sebbene la società sia stata scossa dal clima di incertezza innescato dall’attuale pandemia, la globalizzazione e la digitalizzazione giocano il ruolo, ora più che mai, di fattori chiave per spingere le persone a cercare nuove opportunità ed evitare lo svantaggio. Le ragioni degli spostamenti tra stati, regioni, o dalla campagna ai centri urbani sono multiple, e spaziano dalla necessità alla scelta individuale. Possono riguardare la ricerca di condizioni economiche migliori, prospettive di carriera vantaggiose, o il mantenimento dei legami famigliari. Il cyberspazio rende le opportunità di lavoro e di carriera visibili e istantaneamente accessibili a un bacino di applicanti molto più vasto, aprendo i mercati del lavoro a una maggiore competizione internazionale. I soggetti pubblici e privati competono per la manodopera straniera, mentre la mancanza di opportunità di lavoro in certe aree e settori incoraggia lo spostamento verso luoghi dove le possibilità di essere assunti sono ancora intatte.Sul piano politico, gli anni precedenti hanno assistito ad accesi dibattiti sull’immigrazione e al disaccordo sulla questione della gestione del flusso di migranti e rifugiati. A livello europeo, per esempio, la cosiddetta crisi della migrazione è divenuto un tema fortemente contestato riguardo il numero di nuovi arrivi, la loro distribuzione all’interno dell’Eurozona, e la gestione delle rotte migratorie. C’è però almeno un’altra realtà che a questo proposito viene raramente messa a fuoco: una risorgente ondata di emigrazione che è particolarmente pronunciata nei paesi del sud Europa. La conferenza, della durata di due giorni, pone l’attenzione su questo fenomeno e le sue implicazioni per l’individuo e la società. Le prospettive multiple – che comprendono sia l’esperienza personale sia la ricerca scientifica – getteranno luce sull’argomento, considerando questa nuova emigrazione nel contesto delle politiche di mobilità europea e del principio della libera circolazione. Saranno tre i nodi fondamentali che verranno discussi durante la conferenza: Il panel indaga la complessa relazione tra la percezione dell’emigrazione, il suo nesso con la storia nazionale, ponendoli in relazione con gli effettivi dati della migrazione. L’equazione tra migrazione e decadenza e la formazione di un’auto-identità nazionale come popolo di emigranti sarà discussa prendendo l’esempio dell’Italia come punto di partenza. Il panel si concentra sulle regioni di confine tra Svizzera, Italia e Francia – come il confine italo-svizzero, la regione del Sud Tirol o l’area del Lago di Ginevra – per discutere le specificità sociali e politiche della mobilità di confine. Inoltre, verranno considerati anche i casi di confine esteso, come gli esempi di pendolarismo su lunga distanza. Il panel considera il modello della residenza, profondamente radicato nella struttura sociale della città di Roma. Nelle sue diverse manifestazioni storiche, ha portato molti stranieri a entrare in contatto con la realtà romana, per ricerche artistiche o scientifiche o pellegrinaggio religioso. La trasformazione digitale odierna sfida il concetto classico e introduce il dibattito su nuove forme di mobilità. L’evento è organizzato in collaborazione con NCCR-On the Move, University of Neuchatel, e il CNR IRPPS – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali. Comitato scientifico organizzativo: Enrico Pugliese, Università Sapienza, Roma, CNR IRPPS Corrado Bonifazi, CNR IRPPS Gianni D’Amato, Università di Neuchâtel, NCCR On The Move. La conferenza si terrà in inglese con traduzione simultanea in italiano.

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Scuola e mobilità docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

l Decreto Sostegni bis cambia qualcosa per le procedure ordinarie di mobilità, ma nulla per le assegnazioni provvisorie. Una decisione, fa osservare la stampa specializzata, dettata anche dall’intenzione “del Ministero di anticipare le operazioni, chiudendo le immissioni in ruolo a fine luglio e tutte le altre operazioni (assegnazioni provvisorie, supplenze) entro il 31 agosto 2021”.Il vincolo quinquennale riguarda i docenti immessi in ruolo nel corrente anno scolastico 2020/21, per i quali il vincolo quinquennale vale non solo per la mobilità territoriale e professionale, ma anche per la mobilità annuale. Per questi docenti, infatti, rimane valido quanto stabilito nel comma 17-octies dell’art. 1 del D.L. n. 126/2019, coordinato con la Legge di conversione n. 159/2019 dove viene disposto che: “A decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020/2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra istituzione scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso soltanto dopo cinque anni scolastici di effettivo servizio nell’istituzione scolastica di titolarità, fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o soprannumero […]”L’unica eccezione a tale impossibilità, come stabilito nella succitata normativa riguarda i docenti soprannumerari, dichiarati tali in seguito a contrazione nell’organico della scuola di titolarità. Questi docenti, infatti, potranno presentare domanda di mobilità a prescindere dal vincolo quinquennale. Potranno infine chiedere lo spostamento i docenti beneficiari della precedenza legata all’articolo 33, commi 3 e 6, della Legge n.104/92, a condizione che tali situazioni riferite alla legge 104 siano intervenute successivamente alla data di iscrizione dei concorsi o dell’aggiornamento delle Gae.

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Il Piano urbano di mobilità sostenibile al Next Generation Mobility

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

Anche Città metropolitana di Torino partecipa al Next Generation Mobility, il salone online dedicato alla mobilità sostenibile da martedì 18 a giovedì 20 maggio. Sarà l’occasione per illustrare agli addetti ai lavori il nuovo Piano urbano di mobilità sostenibile (Pums), cui Città metropolitana di Torino sta lavorando. La tre giorni in cui istituzioni e aziende presentano al pubblico servizi e prodotti di mobilità sarà l’occasione per far conoscere il piano che organizza i movimenti nel territorio di persone e merci, garantendo che i bisogni delle generazioni attuali non vadano a compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.Alla base del Pums – che è uno strumento di pianificazione strategica previsto per legge dal decreto ministeriale del 4 agosto 2017, la cui redazione e approvazione compete alla Città metropolitana – ci sono le tre dimensioni della sostenibilità: ambientale, economica e sociale, e la prospettiva è quella di investimenti per ampliare l’offerta di trasporto pubblico in sicurezza e di mobilità in sharing, e per costruire una rete sempre più fitta di itinerari ciclopedonali.Focus principale del piano sono le persone, a cui garantire accessibilità e qualità della vita attraverso uno sviluppo equilibrato di tutte le modalità di trasporto rilevanti, con preferenza per i modi più puliti e sostenibili attraverso scelte condivise.Per il consigliere metropolitano con delega ai trasporti Dimitri De Vita, “la sostenibilità rischia di essere messa in discussione dagli effetti di un’emergenza sanitaria che sta fortemente condizionando anche le nostre modalità di trasporto, con il rischio di un passo indietro verso forme di mobilità motorizzata privata giustificata e giustificabile solo dal timore per la prossimità cui inducono i mezzi di trasporto pubblico. È una scelta regressiva, rispetto alla quale le nostre Amministrazioni, locali così come nazionali, stanno mettendo in campo politiche e iniziative di tutela”.Il Pums prevede anche una serie di azioni: aumentare i chilometri ciclopedonali e gli interventi collegati, come zone 30, marciapiedi, bicistazioni ai capolinea della metropolitana; migliorare il trasporto pubblico collettivo, puntando anche sull’interscambio gomma-ferro, sui bus di adduzione al Servizio ferroviario metropolitano e sul trasporto a chiamata; migliorare la sicurezza stradale riducendo gli impatti ambientali connessi al traffico; infine, favorire l’innovazione tecnologica verso le grandi sfide future della mobilità elettrica e a guida autonoma.

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Scuola: Mobilità dei presidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

A seguito dell’audizione del giovane sindacato Udir in Senato, sono 3 le proposte emendative all’articolo 31 del Dl Sostegni (A.S.2144) che cambiano i vincoli attuali, estendendo fino al 70 ( 3.1.43) o addirittura al 100% il limite dei posti sulle sedi vacanti e disponibili utili per i trasferimenti dei dirigenti scolastici, ed eliminano i blocchi per i neo assunti dell’ultimo concorso (31.31, 31.23) a dispetto dell’emergenza epidemiologica che ha portato un preside su otto a manifestare il proprio diritto alla famiglia senza che venga sacrificato quello al lavoro.Sono misure che vengono adottate al fine di assicurare il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche e l’efficace gestione delle problematiche conseguenti all’emergenza sanitaria da Covid-19.Udir fa un plauso, convinto che il dialogo con le istituzioni sia alla base di una nuova scuola, capace di saper ascoltare e abbracciare le esigenze e le priorità di tutto il personale scolastico. Infatti, solo pochi giorni fa, una delegazione del sindacato Udir è intervenuta in V e VI commissione del Senato per discutere di alcune proposte emendative al decreto Sostegni. Tra gli emendamenti segnalati particolare importanza era stata data a quelli relativi alla richiesta di uno scudo penale per i presidi rispetto all’apertura delle scuole al tempo del Covid-19, la messa a regime della norma approvata in Legge di Bilancio che ha permesso di recuperare circa 400 sedi di presidenza e ancora la richiesta di una mobilità straordinaria su tutte le sedi vacanti senza alcun vincolo per i neo-assunti per il prossimo anno scolastico, a sostegno di chi ha lavorato durante la pandemia lontano da casa.

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Scuola. Drago (FdI): su mobilità docenti prorogare termini

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

“Chiedo una proroga per la presentazione delle domande di mobilità, che scadrà stanotte alle 23.59, come già sollevato sia per via sia formale che informale. Il tutto alla luce della paradossale situazione che si è venuta a creare, la quale danneggia i docenti. Infatti, a causa di una carenza di comunicazione che si ripresenta ogni anno, tra Inps e SIDI (sistema informatizzato del Miur), non è consentito di visualizzare in maniera prioritaria i dati completi dei pensionamenti, in questo caso, per l’Anno Scolastico 2021–2022 informazioni che dovrebbero esser note prima della pubblicazione dei bandi sulla mobilità; dati fondamentali per scegliere le destinazioni. Quindi chiedo che “Inps comunichi in via prioritaria”, allungando così il termine di presentazione della scadenza delle domande dei docenti. Solo così facendo gli insegnanti fuorisede potranno scegliere, come logica vuole, con cognizione di causa. Colmare tali discrepanze sarà possibile, inoltre, permettendo, come più volte sollecitato, una mobilità straordinaria al 100 per cento, con eliminazione del vincolo quinquennale e rispettando il valore progressivo dettato dall’anzianità di servizio prestato oltre l’obbligo previsto per legge”. Lo ha detto la senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Drago.

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Mobilità, il sindacato Anief ricorre per far riconoscere i diritti dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

L’Ordinanza n. 106 pubblicata ieri, conferma il vincolo di 5 anni sulla sede di titolarità per i docenti neoimmessi in ruolo, anche per i docenti disabili o che assistono un congiunto in situazione di disabilità grave riconosciuta precedentemente e già dichiarata nella procedura da cui sono stati immessi in ruolo (GaE o Concorso). L’Ufficio Legale Anief, pertanto, avvia le procedure di adesione agli specifici ricorsi e fornisce per ogni tipologia di ricorso le istruzioni utili ai fini dell’effettiva proposizione dell’azione legale. Possibile ricorrere, anche, contro il vincolo di cinque anni su posto di sostegno, per ottenere il riconoscimento della priorità anche nei trasferimenti interprovinciali per il figlio che assiste il genitore disabile in situazione di gravità, per il riconoscimento dei servizi prestati in paritaria e del punteggio intero per il preruolo anche nelle graduatorie interne d’istituto, per la valutazione dei titoli SSIS, TFA, Sostegno e del servizio militare prestato non in costanza di nomina.Adesioni aperte, anche, per il ricorso specifico per rivendicare la mobilità sul 100% dei posti disponibili. L’Ufficio Legale Anief ricorda a tutti gli interessati che l’adesione al ricorso è gratuita e che nella scheda di ogni singolo ricorso saranno fornite tutte le istruzioni per la corretta proposizione della domanda di mobilità in modo da procedere con l’azione legale di proprio interesse. Specifico ricorso elaborato dall’Ufficio Legale Anief dedicato ai docenti con diploma magistrale che erano stati immessi in ruolo con riserva da Graduatoria a Esaurimento e ora sono stati nuovamente immessi in ruolo dalle graduatorie concorsuali. Il ricorso è volto a ottenere la retrodatazione del ruolo alla prima immissione in ruolo per non essere più soggetti al vincolo quinquennale che blocca i docenti immessi in ruolo 2020/2021. Tutti i ricorrenti che avranno aderito ai ricorsi Anief potranno sottoporre la loro specifica situazione al legali del giovane sindacato e saranno seguiti per valutare la singola situazione personale e professionale e procedere con un’azione legale mirata.

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Scuola: Mobilità, Anief ricorre per rivendicare la mobilità sul 100% dei posti

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2021

Con la pubblicazione dell’O.M. 106 del 29 marzo 2021 è stato confermato il vincolo di permanenza nella sede di assunzione per tutti i neo immessi in ruolo nel corrente anno scolastico con conseguente compressione del diritto al ricongiungimento familiare e di altre tutele di legge come quelle regolate dalla Legge 104/92. Anief conferma, dunque, l’avvio dei ricorsi Mobilità per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori. Nello specifico, il sindacato avvia il ricorso al Giudice del Lavoro per rivendicare il diritto al trasferimento utilizzando il 100% dei posti vacanti e disponibili (e non il 25%, come previsto). Per ricorrere, è necessario presentare, entro il termine indicato dal ministero dell’istruzione, regolare domanda di trasferimento su Istanze Online. Il ricorso verterà esclusivamente a rivendicare il diritto al trasferimento non sul 25% dei posti vacanti, ma su tutto l’organico di diritto (100% dei posti vacanti).

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Scuola: Precariato e mobilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

I numeri record del precariato sono all’esame del Governo: secondo quanto scrive oggi Il Sole 24 Ore, l’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere almeno 90 mila precari per un piano di stabilizzazioni. Nel frattempo, il ministero dell’Istruzione avrebbe già definito l’organico dei prof per il prossimo anno scolastico: 620 mila cattedre comuni, 106 mila di sostegno e 14 mila cattedre “di fatto”. Evidentemente, è ormai chiaro a chi governa la scuola, come ha sempre detto il sindacato, che non basta il concorso straordinario svolto con l’accordo tra i sindacati firmatari di contratto e l’ex ministro Fioramonti che sacrificò pure il trasferimento dei docenti immobilizzati. Sono due le possibilità che si starebbero esaminando. La prima passerebbe dallo sblocco della mobilità e dall’addio al vincolo dei 5 anni – con 100-130mila insegnanti che ne approfitterebbero per riavvicinarsi a casa – e dall’avvio di un corso-concorso “semplificato” (ma non riservato) e incentrato sui titoli di servizio, per inserire precari storici, magari con un primo anno formativo e l’immissione in ruolo nel 2022/2023. La seconda possibilità verterebbe invece sul rinvio di un anno della mobilità e sulla conferma di tutti i precari sui posti attualmente occupati. Confermato il corso-concorso. Un aspetto da considerare, segnala sempre Il Sole 24 Ore, riguarda possibili ricorsi: da qui l’idea di stabilizzare in ordine di graduatoria (non quindi quelli oggi in cattedra, spesso non abilitati). La soluzione tecnica prospettata passa, naturalmente, anche da quella politica, con M5S e Iv contrari a nuove sanatorie, Pd e Lega invece favorevoli alla stabilizzazione dei precari storici. Trovare un compromesso, ancora una volta, non sarà semplice, commenta la rivista specializzata Orizzonte Scuola. Anief ritiene che in questa situazione di incertezza diventa ancora più importante reintrodurre il doppio canale di reclutamento, procedendo con le assunzioni per titoli e servizi dopo 36 mesi che ci chiede l’Unione europea, con i concorsi riservati e la riapertura delle GaE.

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Scuola: Al via l’iter della mobilità per oltre 100 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2021

Sul vincolo a spostarsi per 5 anni non vi sono purtroppo novità. Il problema è che il blocco stabilito per legge, scrive oggi Orizzonte Scuola, “non può essere derogato per contrattazione. Il Ministero, pur essendosi mostrato orientato ad accogliere le istanze proposte dai sindacati, ha poi rinviato il confronto al nodo politico. E dunque migliaia di docenti sono in attesa di uno strumento normativo che consenta di sospendere l’applicazione del vincolo quinquennale per la mobilità e se proprio non si fa in tempo, almeno per le assegnazioni provvisorie”. Altrettanto importante è anche la richiesta di rivedere le aliquote per la mobilità territoriale interprovinciale, che per l’anno scolastico 2021/22 è appena del 25% e che rischia di saturarsi con le sole precedenze.
Anief ricorda che tutte le forze politiche avevano presentato emendamenti nell’ultimo decreto Milleproroghe per eliminare il vincolo quinquennale, considerato iniquo e dannoso per le famiglie. Ora sembra che questa battaglia di civiltà comune a tutti i gruppi politici sia insormontabile da vincere. Anche il giovane sindacato ha ribadito con forza la proposta di considerare quest’anno come un anno di transizione e permettere almeno di poter richiedere l’avvicinamento ai propri cari mediante le assegnazioni provvisorie su tutti i posti disponibili. “Noi non ci rassegniamo – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – perché se non riusciremo a spuntarla politicamente ricorreremo contro questo vincolo e chiederemo ai tribunali quello che l’amministrazione si ostina a non voler abolire”.

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Diffusione della mobilità elettrica in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Elettrificazione della flotta aziendale, soluzioni integrate per la ricarica dei veicoli elettrici e una piattaforma di monitoraggio dei caricatori installati. Sono queste alcune delle attività che rientrano nella partnership tra Enel X e Novartis, nata per promuovere la diffusione della mobilità elettrica in Italia. Enel X è la global business line del Gruppo Enel che progetta e sviluppa soluzioni incentrate sui principi di sostenibilità ed economia circolare, per fornire a persone, comunità, istituzioni e aziende un modello alternativo che rispetti l’ambiente e integri l’innovazione tecnologica nella vita quotidiana; Novartis, tra le maggiori aziende farmaceutiche a livello globale e leader dell’innovazione nel settore, è impegnata nella protezione dell’ambiente e nella gestione sostenibile delle risorse naturali, una componente essenziale della propria responsabilità d’impresa. L’accordo sui progetti di mobilità elettrica è parte di una collaborazione più ampia tra le aziende, nata nel 2019 con la firma di un protocollo d’intesa che ha portato alla recente presentazione dello studio ‘Le città del futuro – ambiente e salute per città più sostenibili e inclusive’, anche in relazione alla diffusione del Covid-19.
Enel X si occuperà dell’elettrificazione della nuova sede di Milano di Novartis in costruzione a Piazza Gae Aulenti e delle altre sedi italiane dell’azienda, installando le infrastrutture della gamma Juice: le stazioni di ricarica pubblica JuicePole, da 22kW + 22 kW e le nuove JuiceBox, da 22kW per la ricarica della flotta aziendale. I collaboratori Novartis, inoltre, usufruiranno di una soluzione integrata all inclusive che comprende la dotazione di un veicolo elettrico o ibrido, l’installazione della JuiceBox domestica nel garage della propria abitazione e la possibilità di accedere ad un’ampia rete di ricarica in Italia, in Europa e presso le sedi di Novartis, tramite l’App JuicePass di Enel X. Per la gestione di tutte le operazioni di ricarica della flotta aziendale e per il monitoraggio e la gestione delle stazioni Juice installate presso le sedi, Novartis potrà accedere inoltre al portale JuiceNet Manager di Enel X. In aggiunta alle soluzioni tecnologiche Enel X metterà a disposizione del personale di Novartis il proprio know-how nel settore dell’e-mobility attraverso sessioni di training specifiche per conoscere meglio i servizi per la mobilità elettrica pensati per l’azienda e le ultime novità dell’intera filiera della mobilità elettrica.
Oltre alla carbon neutrality, il Gruppo Novartis punta a raggiungere anche, entro il 2030, la plastic neutrality e la water neutrality, nell’ambito di piano globale di medio periodo per la sostenibilità nel quale l’Italia è pienamente coinvolta. In ognuna delle sedi Novartis nel nostro paese sono state adottate misure in grado di migliorare sensibilmente le performance ambientali: a Origgio si è per esempio già raggiunto l’obiettivo dell’eliminazione dell’uso della plastica monouso in ambito alimentare; la nuova sede centrale dell’azienda, sarà ospitata in un edificio, in fase di completamento a Milano, a elevata efficienza energetica; l’insediamento produttivo di Torre annunziata (Na) ha in programma investimenti orientati all’acquisto di nuovi macchinari a basso impatto ambientale.

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Mobilità scuola: A breve ordinanze ministeriali

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Il ministero dell’istruzione si prepara a pubblicare le ordinanze ministeriali per la mobilità 2021-22 ma restano immutati i vincoli di natura contrattuale (triennale e quinquennale sul sostegno) e legislativo (quinquennale per i neoimmessi in ruolo).“Purtroppo non ci sono state date delle garanzie sull’impegno dell’amministrazione per l’eliminazione dei vincoli che costringeranno le famiglie a restare divise – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief – non capiamo come la politica non si renda conto che in questo momento bisogna risolvere il problema della mobilità con una misura legislativa tampone che permetta a tutti di ricongiungersi ai propri cari dopo un anno di blocco imposto dalla pandemia almeno prevedendo una assegnazione provvisoria libera per tutti”.
Tutte le forze politiche avevano presentato emendamenti nell’ultimo decreto Milleproroghe per eliminare il vincolo quinquennale, considerato iniquo e dannoso per le famiglie. Ora sembra che questa battaglia di civiltà comune a tutti i gruppi politici sia insormontabile da vincere.L’Anief anche in questa occasione ha ribadito con forza la proposta di considerare quest’anno come un anno di transizione e permettere almeno di poter richiedere l’avvicinamento ai propri cari mediante le assegnazioni provvisorie su tutti i posti disponibili.Altri argomenti sono stati ribaditi all’interno della riunione riguardanti la mobilità: i controlli sulle domande di mobilità, la possibilità di scelta per i docenti della scuola primaria con lingua slovena di poter scegliere scuole di lingua ad insegnamento italiano, la possibilità per il personale ATA di poter avere la possibilità di chiedere il trasferimento su più provincie come avviene per il personale docente e altro.

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Nuovo incontro al ministero dell’istruzione per la mobilità di docenti e personale Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Il ministero ha proposto un’intesa senza garanzie però sull’eliminazione dei vincoli da quest’anno. Il giovane sindacato Anief non è d’accordo e ha chiesto una misura tampone nel nuovo DPCM a seguito del blocco di un anno imposto dalla pandemia su tutti i posti vacanti e assegnazione provvisoria libera per tutti.Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha più volte sottolineato come sia necessario eliminare il vincolo soprattutto in virtù dell’emergenza da Coronavirus che da un anno ha limitato fortemente la libera circolazione tra le regioni. Il leader del sindacato ha affermato che “abbiamo una pandemia che ha vietato gli spostamenti: non puoi dire a una persona dopo un anno che non può ricongiungersi ai propri cari. Oggi la politica è d’accordo ad abolire il vincolo. Qual è l’interesse primario? Continuare a dire che una persona non si può spostare?” “C’è un problema concreto: le famiglie italiane non si possono permettere di lavorare di fronte a posti vacanti a chilometri da casa. C’è gente che non vede crescere i propri figli, facciamo una riunione con la Presidenza del Consiglio. Tutte le forze politiche hanno presentato emendamenti per eliminare il vincolo quinquennale, è una battaglia di tutti quanti. Perché se in 27 anni si mette un vincolo solo per 5 anni vuol dire che questo vincolo è inutile. Non possiamo uscire da questa riunione dicendo che nulla si può fare”, ha continuato Pacifico. Pacifico ha pure sottolineato come “prima c’era l’assegnazione provvisoria che bilanciava tra i vincoli, adesso non c’è più. Cerchiamo d’intervenire col primo strumento utile: bisogna far capire al Governo che c’è un problema serio e va affrontato”.

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Scuola Mobilità: incontro interlocutorio ministero-sindacati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

Al tavolo si raggiunge finalmente la concordia da parte di tutte le parti sociali per superare il vincolo quinquennale alla mobilità, come si è registrato negli emendamenti presentati in Parlamento al Milleproroghe dopo le proposte suggerite dal giovane sindacato. La riunione è stata aggiornata a domani per consentire alcune verifiche ministeriali per un’eventuale intesa condivisa. Marcello Pacifico (Anief): “Siamo pronti a suggerire proposte legislative, modifiche alle ordinanze o al contratto integrativo. Serve un impegno preciso della politica per eliminare tutti i vincoli ai trasferimenti e alle assegnazioni provvisorie, per consentire la convivenza tra diritto al lavoro e diritto alla famiglia, esigenza tanto più sentita in tempi di distanziamento sociale e divieto di spostamenti tra le regioni, sia per il personale docente che educativo e amministrativo, senza dimenticare gli insegnanti di sostegno o chi ha o convive con parenti con patologie invalidanti”. Segnalata anche la necessità di far trasferire in tutte le province il personale Ata.

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Scuola mobilità e vincolo quinquennale

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Quasi pronta l’ordinanza ministeriale sulla mobilità per l’a.s. 2021/2022, che sarà presentata nei prossimi giorni ai sindacati. Anief pronta ad avviare azioni legali per i propri iscritti che presenteranno la domanda al fine di favorire i trasferimenti rispetto ai posti limitati e ai vincoli di permanenza di cinque anni per neo assunti e sui posti di sostegno, peraltro dichiarati illegittimi da diverse sentenze. Possibile ricorrere per ottenere la corretta valutazione dei titoli e dei servizi nonché per il diritto alla precedenza nella mobilità interprovinciale ai docenti che assistono genitori con disabilità grave. Avvia la preadesione gratuita ai ricorsi con i legali ANIEF. È imminente la pubblicazione dell’ordinanza con cui il nuovo Ministro dell’Istruzione darà avvio ai trasferimenti per l’anno scolastico 2021/2022 e che presto sarà presentata ai sindacati, sempre che il Parlamento non ascolti il giovane sindacato e approvi un emendamento specifico al milleproroghe. L’ANIEF parteciperà all’incontro per esporre, ancora una volta, le proprie richieste di risoluzione delle numerose criticità che permangono sulle regole della mobilità.Tra queste, la più urgente è senza dubbio il vincolo quinquennale di permanenza nella sede di assunzione per tutti i neo immessi in ruolo dal il 1° settembre 2020 e la limitazione dei posti vacanti assegnati alla mobilità prima delle prossime immissioni in ruolo. La norma, introdotta dall’articolo 1, commi 17-octies e 17-nonies della legge n. 159/2019, estende a tutti gli insegnanti assunti nell’a.s. 2020/21 il blocco quinquennale, a dispetto di quelli assunti negli anni precedenti, negando anche il diritto all’assegnazione provvisoria nel silenzio delle altre organizzazioni sindacali firmatarie di contratto. A tale vincolo, ricordiamo, non sfuggono nemmeno i docenti che per lavorare usufruiranno della “Call veloce” o della possibilità di inserirsi in coda nelle GMRE in altra regione. Ed è per questo motivo, non a caso, che lo scorso settembre si è registrato il clamoroso fallimento delle assunzioni da ‘Chiamata veloce’, con i precari scoraggiati dalla prospettiva di un “esilio” di ben cinque anni. Il blocco quinquennale sul sostegno, la mancata valutazione del servizio presso la scuola paritaria e di quello pre-ruolo per intero nelle graduatorie interne di istitutoIn applicazione dell’art. 23, comma 7 del Contratto collettivo nazionale integrativo vigente firmato dalle altre OO.SS. rappresentative nel 2019, e che scadrà il prossimo anno, rimane purtroppo confermato il blocco quinquennale su posti di sostegno per tutti gli insegnanti, indipendentemente dalla data di assunzione, nonostante le numerose sentenze ottenute dai legali Anief presso i tribunali del lavoro che lo hanno annullato e avverso il quale bisogna continuare a ricorrere in tribunale.

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Auto: Mobilità elettrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

In Italia ci sono più di 19.300 punti di ricarica elettrica in 9.700 stazioni aperte al pubblico. Di queste, 8 su 10 sono in aree pubbliche (nelle strade, per esempio) e il restante 20% su terreni privati con accesso pubblico (parcheggi, supermercati, centri commerciali…). Nel 2020 è stato installato il 40% in più di questi sistemi, numeri che continueranno a crescere nel 2021. Oltre la metà di questi punti di ricarica si trova nel Nord del Paese. Il Lazio è una delle regioni più impegnate con 1.700 punti ricarica; solo dietro alla Lombardia che ne ha 3.300, Piemonte con duemila, Emilia-Romagna con oltre 1.800. Anche Veneto e Toscana ne hanno 1700.Tra i migliori posti per ricaricare i veicoli elettrici ci sono sicuramente i parcheggi. Quando si passeggia in città, si fa shopping, si va in centro per un appuntamento, ci si sposta per lavoro o per incontrare gli amici si parcheggia la macchina e allo stesso tempo si ricarica. Una volta ripresa l’auto, la sua autonomia sarà di nuovo al massimo. Secondo i dati forniti da https://parclick.it azienda leader in Europa per la prenotazione di parcheggi online, il 32% dei parcheggi italiani ha già dei sistemi di ricarica per auto elettriche. Le regioni con più punti sono Lazio, Lombardia, Campania, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. E le singole città con più punti sono Roma, Milano, Firenze e Napoli.Ci sono diversi tipi di veicoli elettrici:
Ibridi Funzionano con due motori: uno a combustione principale (benzina o diesel) e uno elettrico. In questo caso la batteria si ricarica quando l’auto rallenta, quindi queste auto non hanno bisogno di stazioni di ricarica.
Ibridi plug-in Anche questi veicoli hanno un motore a combustione e un motore elettrico. La differenza con le auto ibride è che il motore elettrico ha la priorità. La batteria si ricarica quando l’auto rallenta ma può anche essere collegata a una fonte esterna di energia elettrica e questo rende più facile guidare il 100% del tempo con il motore elettrico rispetto a un’auto ibrida tradizionale.
100% elettrico.Sono veicoli che funzionano solo con l’elettricità. Hanno uno o più motori elettrici, quindi batterie ricaricabili con più capacità. Per queste auto le stazioni di ricarica sono essenziali e indispensabili, anche se le batterie durano più a lungo visto che non c’è un motore a combustione per supplire nel caso in cui il motore elettrico si scarichi. Le auto elettriche rappresentano un mercato in crescita. Secondo i dati dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (UNRAE), i veicoli elettrici rappresentano già lo 0,7% delle nuove immatricolazioni in Italia, una cifra che sembra piccola ma è superiore a quella del 2019. Inoltre, da gennaio a novembre 2020 gli acquisti di ibridi plug-in sono aumentati di 20 volte nonostante con la pandemia sia stato un anno difficile per i produttori di auto. Infatti, gli ibridi (ibridi plug-in e non plug-in) sono stati gli unici veicoli che hanno registrato vendite maggiori nel 2020 rispetto all’anno precedente. A livello europeo, nell’ultimo anno, delle auto vendute una su cinque era ibrida o elettrica.

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Scuola: Mobilità dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Il Giudice del Lavoro di Torino ha accolto totalmente e integralmente la tesi sostenuta dai Legali Udir, avvocati Ursini e Rinaldi: risulta illegittimo per il Giudice quanto previsto dal bando, ovvero il non riconoscimento della precedenza nella scelta della sede per i vincitori affetti da grave disabilità.Marcelo Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “siamo molto sodisfatti, oggi viene legittimato quello che riteniamo essere un diritto sacrosanto e innegabile. Grazie ai legali Udir viene ripristinato un diritto: adesso avanti, procediamo con il riconoscimento dei diritti per la perequazione, per lo scudo penale riguardo la sicurezza e per il 100% dei posti vacanti e disponili da destinare alla mobilità interregionale”.

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Bonus mobilità e disservizi per i rimborsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

Nei giorni scorsi è stata avviata la nuova fase del Bonus Mobilità, in cui torna quindi per gli utenti la possibilità di chiedere il rimborso per l’acquisto biciclette, monopattini, segway, hoverboard e servizi per la mobilità condivisa. Peccato però che, così come accaduto nei mesi scorsi, il fantomatico “clickday” sul sito dedicato alle agevolazioni sia partito di nuovo all’insegna dei disservizi e delle ormai note interminabili code online. Anche stavolta la procedura prevede una “coda” virtuale, che tuttavia risulta così prolungata da impedire, almeno ad un numero consistente di utenti, l’accesso stesso al bonus. Molti cittadini hanno rilevato e continuano a riscontrare importanti problematiche, sia per i tempi di attesa che per i disservizi di natura tecnica: episodi che ci riportano a quanto già accaduto mesi fa e che appaiono quindi a dir poco paradossali proprio perché assolutamente prevedibili. Perché nelle scorse settimane il servizio non è stato potenziato, in modo da evitare i problemi già riscontrati? La domanda, almeno per ora, resta senza risposta.Il dato più preoccupante è costituito dal fatto che la vicenda del Bonus Mobilità non costituisce un caso isolato, anzi: in questi mesi si sono susseguiti numerosi blackout dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione, con disagi importanti – basti pensare al crash del sito INPS all’inizio di aprile o al recentissimo blocco del cashback di Stato – ulteriormente aggravati dalla attuale emergenza sanitaria. I risultati fallimentari ottenuti fino ad ora dimostrano che, evidentemente, è necessario rinunciare alla modalità del cosiddetto “clickday” per la presentazione di istanze e richieste di agevolazioni. “I malfunzionamenti e i blackout che si ripresentano dimostrano la necessità di potenziare i servizi digitali della Pubblica Amministrazione: in assenza di interventi strutturali e mirati, il cittadino si vede di fatto privato di tutti i vantaggi connessi ad un servizio online che dovrebbe appunto semplificare le procedure e consentire agli utenti di risparmiare tempo ed energie” – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

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Scuola: Mobilità, ai docenti italiani negato il diritto a ricongiungersi con la famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Il vincolo quinquennale determina l’obbligo di permanenza per un quinquennio nella scuola di titolarità. I docenti interessati non possono, quindi, partecipare alla mobilità per 5 anni. Coloro che sono sottoposti al vincolo quinquennale nella scuola di titolarità rientrano in due grandi categorie. La prima è composta dai docenti della scuola secondaria di I e II grado assunti dalle graduatorie di merito del concorso straordinario 2018, per i quali si applica l’articolo 13 comma 3 del D.lgs 59/2017, come modificato dalla Legge n. 145/2018. Questi docenti dovranno, quindi, rimanere per 5 anni (l’anno di arrivo, più altri quattro) nella stessa scuola, per la stessa classe di concorso e tipologia di posto. Il vincolo non si applica in caso di soprannumero oppure nel caso in cui gli interessati assistano persone disabili (art.33 commi 5 e 6 della Legge n.104/92) a condizione che tale necessità sia sopraggiunta dopo la presentazione delle domande per il relativo concorso. La seconda categoria di insegnanti sottoposti al mancato trasferimento di cinque anni, sono coloro immessi in ruolo nell’anno scolastico 2020/21, qualunque sia la procedura utilizzata per il loro reclutamento e a prescindere dall’ordine o grado di istruzione di assunzione, come esplicitato nel comma 17-octies dell’art. 1 del D.L. n. 126/2019, coordinato con la Legge di conversione n. 159/2019. Il blocco quinquennale si applica, quindi, ai docenti immessi in ruolo con decorrenza giuridica 1° settembre 2020, e interessa tutte le graduatorie di reclutamento, GaE, concorso 2016, concorso 2018 sia Infanzia, Primaria che Secondaria. Il vincolo quinquennale, inoltre, non riguarderà solo la domanda di trasferimento, passaggio di cattedra e passaggio di ruolo, ma durante i 5 anni non sarà possibile richiedere neanche l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione, o svolgere supplenza ai sensi dell’art. 36 del CCNL. Fanno eccezione al vincolo quinquennale due categorie di docenti: docenti soprannumerari, dichiarati tali in seguito a contrazione nell’organico della scuola di titolarità – questi docenti, infatti, potranno presentare domanda di mobilità a prescindere dal vincolo quinquennale -; docenti beneficiari della precedenza legata all’articolo 33, commi 3 e 6, della Legge n.104/92, a condizione che tali situazioni riferite alla legge 104 siano intervenute successivamente alla data di iscrizione dei concorsi o dell’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento. Tra i docenti immessi in ruolo nell’anno scolastico 2020/21, coloro che sono stati immessi in ruolo su Quota 100, per i quali la decorrenza giuridica della nomina è l’anno scolastico 2019/20, non necessariamente sono interessati al vincolo quinquennale. Si tratta delle immissioni in ruolo straordinarie effettuate sulla base dell’art. 1 comma 18 quater del DL 126/2019 convertito con modificazioni dalla Legge 20 dicembre 2019 n. 159, assunzioni disposte sui posti corrispondenti ai pensionamenti Quota 100, che avranno decorrenza giuridica dal 1° settembre 2019 ed economica dal 1° settembre 2020 o comunque dalla presa di servizio nell’anno scolastico 2020/21. I docenti neo-immessi in ruolo con questa procedura straordinaria potranno partecipare alla mobilità per l’anno scolastico 2021/22, ad eccezione di coloro che sarebbero stati sottoposti al vincolo quinquennale nella scuola assegnata. Si tratta dei docenti della scuola Secondaria di I e II grado assunti dalle graduatorie di merito del concorso straordinario 2018 (ex FIT). Tutti gli altri docenti immessi in ruolo nel 2020/21 su posti Quota 100 potranno, invece, presentare domanda di mobilità per il prossimo anno scolastico I docenti titolari sul sostegno sono interessati da uno specifico vincolo temporale che riguarda la tipologia di posto in cui sono titolari. Questi docenti, infatti, sono obbligati a rimanere sul sostegno per 5 anni a decorrere dall’anno scolastico di immissione in ruolo su questa tipologia di posto o dall’anno scolastico in cui ottengono il trasferimento da posto comune a sostegno. Come chiarisce l’art. 23 comma 7, infatti, “Il trasferimento ai posti di tipo speciale, ad indirizzo didattico differenziato e di sostegno comporta la permanenza per almeno un quinquennio a far data dalla decorrenza del trasferimento su tali tipologie di posti”. Fanno eccezione a questo vincolo soltanto i docenti trasferiti a domanda condizionata, in quanto soprannumerari da posto comune o cattedra a posto di sostegno. Pertanto questi docenti conservano titolo alle precedenze previste nell’art. 13 punti II) e V) del CCNI, riguardanti il rientro con precedenza nella scuola (II) e nel comune (V) di precedente titolarità e potranno chiedere trasferimento anche per posto comune.

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Scuola: Mobilità docenti 2021, si riduce al 25% la quota dei trasferimenti per l’anno prossimo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

Con il nuovo anno si torna a parlare di mobilità, sempre sulla base del Ccnl vigente. Per quanto riguarda la mobilità territoriale, scrive Orizzonte Scuola, vi rientrano tutti i trasferimenti sia nella provincia di titolarità (trasferimento provinciale) che in altra provincia (trasferimento interprovinciale). Con il trasferimento il docente chiede di acquisire la titolarità in un’altra scuola per la stessa classe di concorso e per lo stesso grado di istruzione. Rientrano nella mobilità professionale i passaggi di cattedra e i passaggi di ruolo sia nella provincia di titolarità che in altra provincia. Con il passaggio di cattedra il docente chiede una classe di concorso diversa da quella di titolarità nello stesso grado di istruzione. Con il passaggio di ruolo si chiede un grado di istruzione diverso da quello di titolarità. Per la domanda di mobilità territoriale e di mobilità professionale dovranno essere utilizzati moduli distinti per ogni tipologia di movimento richiesto. Per ogni domanda potranno essere espresse fino a quindici preferenze indicando le scuole con preferenza analitica, oppure i comuni o distretti con preferenza sintetica sia per la mobilità provinciale che per quella interprovinciale; in questo ultimo caso sarà possibile esprimere anche codici sintetici di una o più province. I trasferimenti provinciali rappresentano i primi movimenti a essere disposti, con priorità per quelli all’interno del comune di titolarità (I Fase) e di seguito quelli in comuni diversi nella provincia di titolarità (II Fase). La mobilità territoriale provinciale (I e II Fase) viene disposta sul 100% delle disponibilità. I posti residui, rimasti cioè vacanti dopo i trasferimenti provinciali, vengono ripartiti nel seguente modo: 50% alle immissioni in ruolo; 50% ai movimenti della III Fase, cioè ai trasferimenti interprovinciali e alla mobilità professionale (passaggi di cattedra e passaggi di ruolo si provinciali ch interprovinciali). All’interno del 50% da destinare ai movimenti della III Fase, per ogni anno scolastico del triennio di validità del CCNI, viene specificata la precisa percentuale da destinare ai trasferimenti interprovinciali e alla mobilità professionale. “Quanto indicato nell’art.8 comma 6 – scrive ancora Orizzonte Scuola – evidenzia la volontà ministeriale di equilibrare nel corso del triennio le aliquote destinate alle diverse tipologie di movimento. Se nel 2019/20 la percentuale maggiore è stata destinata ai trasferimenti interprovinciali (40%), questa aliquota è diminuita per il corrente anno scolastico (30%) e diminuirà ancora per il prossimo anno scolastico 2021/22, raggiungendo una percentuale equivalente a quella da destinare alla mobilità professionale (25%)”. Una percentuale che il sindacato contesta ed è pronto ad andare in tribunale.

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