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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘mobilità’

“Nuova mobilità, vecchie sfide”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Il mercato automotive vive oggi un paradosso: sono sempre più consistenti gli investimenti delle case automobilistiche sull’elettrico, raggiungeranno globalmente la cifra di 225 miliardi di dollari nel 2023, con un’offerta di modelli in Europa che si amplierà passando dagli attuali 62 (ibridi plug-in ed elettrici) a più di 230; la penetrazione di vetture elettriche è destinata per ora a rimanere limitata e il repentino calo delle motorizzazioni diesel è andato finora a favore di vetture a benzina. Di questo passo sarà difficile raggiungere gli obiettivi di emissioni medie delle flotte imposti per il 2020 (95 gr CO2/km) e il 2025 (81 gr/km) con conseguente impatto negativo sui conti delle case costruttrici. La rivoluzione elettrica potrebbe produrre anche un potenziale calo del 20% dei ricavi per concessionarie e officine di autoriparazione, in virtù del progressivo spostamento a vetture elettriche con costi e frequenza di manutenzione sensibilmente ridotti. In Italia nel 2025 il peso dei motori diesel sarà del 36%, in continua discesa (16% nel 2030), a tutto vantaggio delle motorizzazioni ibride, mentre le vetture elettriche si attesteranno all’8% (13% considerando anche le vetture ibride plug-in)

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Presentato uno studio sulla “Nuova mobilità, vecchie sfide”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Il mercato automotive vive oggi un paradosso: sono sempre più consistenti gli investimenti delle case automobilistiche sull’elettrico, raggiungeranno globalmente la cifra di 225 miliardi di dollari nel 2023, con un’offerta di modelli in Europa che si amplierà passando dagli attuali 62 (ibridi plug-in ed elettrici) a più di 230; la penetrazione di vetture elettriche è destinata per ora a rimanere limitata e il repentino calo delle motorizzazioni diesel è andato finora a favore di vetture a benzina. Di questo passo sarà difficile raggiungere gli obiettivi di emissioni medie delle flotte imposti per il 2020 (95 gr CO2/km) e il 2025 (81 gr/km) con conseguente impatto negativo sui conti delle case costruttrici. La rivoluzione elettrica potrebbe produrre anche un potenziale calo del 20% dei ricavi per concessionarie e officine di autoriparazione, in virtù del progressivo spostamento a vetture elettriche con costi e frequenza di manutenzione sensibilmente ridotti. In Italia nel 2025 il peso dei motori diesel sarà del 36%, in continua discesa (16% nel 2030), a tutto vantaggio delle motorizzazioni ibride, mentre le vetture elettriche si attesteranno all’8% (13% considerando anche le vetture ibride plug-in)

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Aton Informatica e New Incentric: la sinergia per il futuro della mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Il concetto di mobilità è in un periodo di transizione e rapida evoluzione con i motori a combustione che lasciano gradualmente il passo all’elettrico. Solo ad aprile del 2019 sono stati più di mille i veicoli elettrici immatricolati in Italia, circa 6.000 le immatricolazioni nei primi 7 mesi dell’anno, con una crescita del 113% rispetto allo stesso periodo del 2018 e una stima che va dai 2,5 ai 7 milioni di veicoli in circolazione sulle strade nazionali nel 2030 (dati School of Management del Politecnico di Milano). Il comune sguardo verso il futuro della mobilità ha spinto Aton Informatica e New Incentric ad unire le proprie competenze verso un’idea condivisa delle tecnologie a supporto di questo mercato in espansione, con soluzioni e servizi molto innovativi, rispetto all’attuale mercato, dedicati alle imprese e alla pubblica amministrazione ma con un occhio attento ed interessato, anche ai cittadini.Una sinergia completa che unisce le tecnologie sviluppate da New Incentric, relative alla mobilità elettrica e alle infrastrutture di ricarica – anche attraverso il “battery swap” – con le competenze negli ambiti di Cybersecurity, IoT, Blockchain e GDPR di Aton Informatica, che curerà in particolare tutto il firmware e lo sviluppo software dei sistemi.L’obiettivo è offrire una sistema integrato sicuro, sostenibile e applicabile alla mobilità urbana del cittadino, a scopo commerciale e turistico in linea con le esigenze più integrate della società e del mercato.“Lo sviluppo dei software e quindi l’evoluzione tecnologica è la nostra missione – spiega Fulvio Duse, Direttore Generale del Gruppo Aton – Questa partnership con New Incentric consolida le nostre competenze in un mercato in tumultuosa crescita che abbraccia ambiti sensibili per il presente e il futuro della società: l’economia, la sostenibilità e la mobilità elettrica”.
“La mobilità elettrica sostenibile va affrontata considerando non solo le caratteristiche dei veicoli, ma coniugando le stesse a innovazioni strutturali, servizi, connettività e sicurezza degli utenti – sottolinea Massimo Pagetti, New Incentric – generando delle piattaforme integrate personalizzabili alla crescente domanda del mercato. La stretta collaborazione con il Gruppo Aton, grazie alle sue competenze ed esperienze progettuali, completa e arricchisce il nostro Team di Professionisti integrando gli obiettivi congiuntamente condivisi”. http://www.atoninformatica.it

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Scuola: Comitato di ds chiede la mobilità straordinaria

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Un gruppo di neo presidi scrive alle massime cariche istituzionali, sottolineando contraddizioni e iniquità delle immissioni in ruolo, fra obbligo – per la metà dei vincitori – di lavorare in un’altra regione, blocco triennale e centinaia di reggenze. Pacifico: “Una causa sacrosanta, una battaglia comune. Il nostro sindacato è al fianco dei ds appena nominati, li assistiamo dal punto di vista formativo e legale”Il recente concorso per dirigenti scolastici e la distribuzione dei neo ds nelle varie regioni italiane continuano a far notizia. Inevitabile, se si pensa che dei 2.900 posti a concorso saranno immessi in ruolo da settembre solo i primi 1.984 della graduatoria di merito, mentre in 916 dovranno attendere che lo stesso destino si compia nei due anni successivi. E se si pensa che soltanto la metà dei 1.984 vincitori ha ottenuto di lavorare nella regione di prima scelta.Per mettere in luce contraddizioni e ingiustizie di questa fase iniziale delle immissioni in ruolo si è appena costituito un gruppo, “Neo Dirigenti Scolastici per la Mobilità Straordinaria”, le cui osservazioni collettive, pubblicate da TuttoScuola, sono state inviate all’attenzione delle massime cariche istituzionali, il presidente della Repubblica Mattarella, il presidente del Consiglio Conte – dimissionario ma operativo per gli affari correnti – e il ministro dell’Istruzione Bussetti.Nella missiva si sottolineano i «giorni di profonda amarezza e angoscia» e i dubbi dei ds «costretti a scegliere tra ciò che si è tanto rincorso attraverso mesi di intenso studio e una drastica rinuncia. Nell’assegnazione dei vincitori, infatti, oltre la metà dei neo DS sono stati destinati a occupare sedi lontane dalla propria regione, sparse in tutto il territorio nazionale. La procedura selettiva appena espletata ha avuto inizio dunque con una situazione del tutto anomala in Campania, con zero posti a concorso, e con pochi posti messi a concorso in Sicilia e nel Lazio, a fronte di un numero cospicuo di candidati vincitori. Ne è risultata un’onda anomala di assegnazioni fuori regione». Un’amarezza che si aggrava, a fronte di oltre cinquecento reggenze conclamate. Non possiamo nascondere la sofferenza legata al dilemma se trasferirsi lontano dal proprio luogo di vita e di lavoro, lasciando a centinaia di chilometri figli, mogli, mariti e, in diversi casi, parenti con gravi disabilità, e l’essere tristemente depennati dalle graduatorie, rinunciando così all’occasione professionale, per cui tanti sacrifici sono stati affrontati nel corso degli ultimi anni».

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Nuovi capitali per ampliare il business che rivoluzionerà la mobilità

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Helbiz, la società americana che ha lanciato il fenomeno del monopattino in sharing, annuncia un nuovo round di finanziamenti da 10 milioni di dollari guidato da investitori e venture capital interessati agli sviluppi della nuova economia della smart mobility.
Helbiz utilizzerà il capitale per far scalare le proprie attività a livello globale con un focus particolare verso l’iniziativa italiana. “Più della metà dei proventi verranno reinvestiti in Italia”, spiega Salvatore Palella, CEO e fondatore della società, preannunciando un programma di espansione basato su tre direttrici principali: apertura di nuove città, rafforzamento delle flotte di monopattini e del fleet team. “L’arrivo del Decreto Attuativo ha sbloccato lo stallo normativo che impediva ai Comuni tricolori di aprirsi al trasporto del futuro. Ora possiamo finalmente rompere gli indugi dando agli italiani un nuovo orizzonte di sviluppo, anche in termini occupazionali”.L’obiettivo a breve termine è replicare il successo di Milano, capitale italiana ed europea dello sharing. Nel capoluogo meneghino Helbiz gestisce oggi una flotta di quasi 800 monopattini elettrici in condivisione gestiti da un team di circa 30 persone fra addetti al ritiro, manutentori, city manager, responsabili amministrativi e marketing. Il nuovo flusso di capitali permetterà di ampliare il raggio d’azione del servizio, a cominciare da tutte quelle città – anche del Sud Italia – che combattono quotidianamente con i problemi di congestionamento della viabilità. Parte degli investimenti verranno inoltre destinati all’ammodernamento dei mezzi, che verranno equipaggiati con batterie removibili per incrementare il numero di ore di esercizio.Helbiz, che ha recentemente annunciato la presentazione di un’Offerta Pubblica Iniziale (IPO) dual listing al Nasdaq e in Borsa Italiana, è oggi presente in 10 Paesi nel mondo.

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La mobilità a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Un piano strategico di ampio respiro che inglobi la visione di mobilità di medio e lungo periodo nella città di Roma: dai tram, alle infrastrutture, nuove metropolitane, alla ciclabilità e isole ambientali, tutte misure da attuare per migliorare il trasporto pubblico locale e la qualità della vita dei cittadini. È quanto prevede la delibera sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile adottata dall’Assemblea capitolina.“Roma si dota finalmente di una vera programmazione sulla mobilità, una strategia futura di medio e lungo periodo che risponde a una visione precisa di quello che vogliamo per la Capitale. Il piano è stato pensato mettendo al centro le esigenze di mobilità delle persone e delle imprese, perché la nostra città può e deve offrire una migliore qualità della vita a chi la abita e la vive ogni giorno. Le politiche e le misure definite nel PUMS coprono tutte le tipologie di trasporto, sia pubblico sia privato, su tutto il territorio”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.
Priorità è il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema di mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali, previsti negli attuali strumenti di pianificazione.
L’adeguamento delle metropolitane A e B, l’ammodernamento della ferrovia Roma-Giardinetti, la creazione di un collegamento tra le metro A e C a Tor Vergata, la realizzazione di nuove linee tranviarie: dal tram che passerà su via dei Fori imperiali, per arrivare a Piazza Vittorio a quello che collegherà Stazione Tiburtina a Piazzale del Verano, fino alla linea Auditorium-piazza Risorgimento.Ma anche funivie a partire da Battistini-Casalotti, fino alla realizzazione di altri due progetti: la funivia di Magliana-Piazza Civiltà del Lavoro e quella su rotaie, Jonio-Bufalotta. Sono alcune delle opere, definite invarianti infrastrutturali “punti fermi”, inserite nel Piano urbano della mobilità sostenibile. A queste vanno aggiunte le opere condivise e decise anche grazie alle consultazioni e alla partecipazione di tutti i Municipi.A dicembre scorso Roma Capitale ha chiesto al ministero delle Infrastrutture i finanziamenti per sette progetti contenuti nel Pums: tre nuove tranvie; il potenziamento e l’estensione di linee ferroviarie urbane; due funivie e l’acquisto di nuovo materiale rotabile per la rete tranviaria di Roma.“I principi guida del piano si basano sull’integrazione tra le diverse tipologie di mobilità, la promozione di diverse modalità di trasporto alternative all’auto privata, il rafforzamento degli standard di sicurezza nel trasporto pubblico e per il traffico stradale, l’aumento della capacità di trasporto pubblico, progetti e strategie per la mobilità dolce e condivisa. Tra i progetti inseriti nel PUMS, e recentemente presentati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per avere accesso ai fondi governativi, ci sono tre tramvie, due funivie e l’acquisto di nuovi tram”, spiega l’assessore alla città in Movimento, Linda Meleo. “È un importante pezzo della visione che questa amministrazione ha e che guarda alle città come luoghi in cui si giocano le sfide del futuro. Un futuro – sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori – che si lega anche agli impegni che Roma ha sottoscritto con altre grandi città del mondo per raggiungere obiettivi condivisi sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Una visione integrata che prevede diversi interventi sia per quanto riguarda gli obiettivi già definiti e finanziati, quindi in corso di realizzazione, sia quelli per lo scenario di programmazione dei prossimi anni. Stiamo dialogando anche con altri attori fondamentali per raggiungere risultati attesi da tempo come ad esempio il tema del completamento dell’anello ferroviario, dello sviluppo dei nodi delle stazioni, sia con il recupero delle aree urbane esistenti, da piazza dei Cinquecento a piazzale Ovest a piazzale Ostiense e piazzale Flavio Biondo che con lo sviluppo delle aree dismesse previste dall’ambito strategico: la revisione del piano di assetto di Tiburtina, in collegamento con l’area dello SDO di Pietralata, e di Tuscolana tra gli altri. Il PUMS è uno strumento fondamentale per immaginare la città futura, è uno strumento di democrazia, perché spostarsi liberamente rappresenta uno dei pilastri fondamentali del diritto alla città”.“Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è stato rimodulato con l’integrazione delle opere richieste dalla cittadinanza attraverso numerosi passaggi partecipativi. Gli obiettivi di rete integrata su ferro sono molto ambiziosi ed è evidente che sono legati alla straordinaria urgenza di recuperare i decenni persi. Abbiamo un tracciato da seguire per ‘infrastrutturare’ la nostra visione della Capitale del futuro, i cui effetti andranno ovviamente a ridefinire gli scenari di sviluppo urbano, dove anche gli spazi pubblici saranno ripensati sulla base delle idee condivise in un percorso durato due anni: l’accessibilità come principio quadro in tutte le linee del Piano, l’indispensabile garanzia di realizzare la sicurezza nelle nostre strade, il piano della mobilità dolce e sostenibile, della ciclabilità, la riorganizzazione dei parcheggi di scambio, la sistematizzazione della logistica delle merci, ma soprattutto la cura forte del ferro con la previsione di nuove linee metro e tram. Il PUMS pone al centro le persone e la soddisfazione delle loro esigenze di mobilità, aggiunge Pietro Calabrese, Presidente Commissione Mobilità.

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Campidoglio, Roma Capitale e Atenei romani insieme per mobilità sostenibile studenti

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Riorganizzare gli orari e i tempi delle attività accademiche per favorire la mobilità degli studenti iscritti nelle Università romane. Obiettivo: sperimentare questa innovazione già a partire dal secondo semestre dell’anno accademico 2019-2020.È questa la richiesta che la Sindaca Virginia Raggi ha formulato sottoscrivendo una “Lettera di Intenti” insieme con il presidente e AD di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi, il Rettore de La Sapienza Università di Roma, Eugenio Gaudio, il Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Giuseppe Novelli, e il Rettore dell’Università Roma Tre, Luca Pietromarchi.Grazie a questo accordo per la prima volta Roma Capitale e i maggiori atenei pubblici romani lavoreranno in modo integrato, mettendo a disposizione database e best practice con l’obiettivo di rendere la mobilità di tutti, in primis per la vastissima popolazione di universitari in città, più sostenibile.“Con la firma della Lettera di Intenti abbiamo fatto un salto di qualità nella collaborazione con gli atenei romani, per condividere progetti e sviluppare nuovi programmi per la mobilità sostenibile. Obiettivo comune: creare modelli di trasporto disegnati sulle esigenze degli studenti universitari e dei lavoratori, che vivono o risiedono nella nostra città e di quelli che arrivano da fuori, applicabili già a partire dal prossimo anno accademico”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.Il piano di collaborazione punterà a ricercare soluzioni capaci di allentare la congestione del traffico intorno alle sedi universitarie favorendo interventi di razionalizzazione dei flussi nei momenti di maggiore intensità degli spostamenti, anche a beneficio di una mobilità più fluida e meno inquinante su tutto il territorio della Capitale.Una volta realizzati i piani di mobilità e verificata la loro fattibilità, partirà la sperimentazione, programmata già dal secondo semestre dell’anno accademico 2019-2020. L’accordo ha validità triennale, è rinnovabile, e rafforza la collaborazione già avviata tra Roma Capitale, Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre.

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Scuola – Mobilità: ogni anno solo il 2% dei docenti cambia regione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Negli ultimi quattro anni si sono spostati lungo la penisola 342.374 insegnanti; di questi, 57.580 sono andati in un’altra regione. Vale a dire il 16,8% per cento. Se si eccettua il 2016/17, quando il deflusso è stato maxi per effetto della mobilità obbligatoria prevista per tutti gli assunti della Buona Scuola, ogni volta ha cambiato scuola il 10% del corpo docente. A scriverlo è oggi Il Sole 24 Ore, che ha realizzato anche un approfondimento sull’ultimo biennio: qualche giorno fa, il Miur, con effetto 1° settembre 2019, ha accolto 63.997 domande di docenti sulle 115.534 complessive presentate, pari al 55%; l’anno prima le richieste accolte erano state 58mila su 129mila (il 45%). Inoltre, è un dato oggettivo, riportato anche dall’Invalsi, che i trasferimenti non comportano alcun “impatto negativo sugli apprendimenti degli studenti”.
Secondo Anief, i dati pubblicati oggi dal primo quotidiano economico nazionale possono essere interpretati in molti modi, ma quello che fa scalpore è senza dubbio quel 16,8% di trasferimenti realizzati fuori regione. “Significa – commenta il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico – che solo un docente su sei di quelli che fanno domanda di trasferimento cambia sede di servizio spostandosi di centinaia di chilometri. Se a questo aggiungiamo che il 90% dei docenti non si muove, si scopre che è un falso mito quello che vorrebbe lo spostamento, ogni anno, di tantissimi insegnanti da Nord verso Sud”.
Tra l’altro, sempre Il Sole 24 Ore ha fatto notare che gli spostamenti non comportano alcun “impatto negativo sugli apprendimenti degli studenti”. Secondo Annamaria Ajello, presidente dell’Invalsi, “basta guardare i risultati degli scorsi anni per confermare la tendenza: gli studenti delle regioni del Nord ottengono, mediamente, punteggi più elevati in italiano e matematica, nonostante l’andirivieni citato prima di docenti soprattutto del Sud. «La loro presenza temporanea – commenta Ajello – non determina alcun effetto negativo nel rendimento degli studenti, tanto che gli studenti settentrionali continuano a registrare i migliori risultati alle prove Invalsi. Ciò vuol dire che “il contesto”, complessivamente inteso, esercita un’influenza positiva tanto da far sì che il docente meridionale contribuisca efficacemente ai buoni risultati di quegli studenti. Per il Mezzogiorno il discorso si ribalta”. Perché, “l’impegno dei docenti, per quanto intenso, non riesce a compensare l’influenza negativa delle variabili non didattiche”. A proposito di contesto e di politiche nazionali dell’istruzione in tempo di autonomia.

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Scuola: – Mobilità docenti nel caos

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

Errori e rettifiche per circa mille docenti: forse per errore degli uffici non si è considerato l’accantonamento dei posti da dare in ruolo. Amaro il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Almeno questa volta qualcuno a Viale Trastevere se ne è accorto, mentre ancora in migliaia aspettano di capire perché l’algoritmo ‘segreto’ li ha trasferiti a chilometri di distanza dalla sede dove hanno svolto l’anno di prova e dalla propria famiglia. Ancora una volta la metà delle domande non è stata accolta, anche perché gli organici continuano a essere truccati, vacanti e disponibili, ma non in organico di diritto. Una truffa che coinvolge pure i precari, i quali non possono essere immessi in ruolo su questi posti e sono costretti a ricorrere in tribunale per vedersi riconoscere lo stipendio dei mesi estivi”. Altro che “grande lavoro”, tutto bene tutto a posto, come voleva farci credere solo qualche giorno fa Marco Bussetti. La mobilità docenti 2019/20 è nel caos più totale. Con il ministero dell’Istruzione che ha fornito i numeri di quasi mille trasferimenti sbagliati, tra annullati e rettifiche effettuate. Si tratta, riassume la rivista specializzata Orizzonte Scuola, di 925 casi. questi, i trasferimenti revocati sono 352: 8 per posti di scuola dell’infanzia, 14 di primaria, 187 di secondaria di I grado e 143 di secondaria di II grado. Poi sono state effettuate 573 rettifiche di movimento: hanno riguardato più che altro i docenti che avevano ottenuto il passaggio di cattedra/ruolo e che, con la modifica, hanno ottenuto invece il trasferimento nella propria classe di concorso. Ma perché è accaduto tutto questo? L’ipotesi iniziale, il fatto che le rettifiche e le revoche siano da attribuire al mancato accantonamento dei posti per i docenti FIT 2018 (le cui graduatorie sono state pubblicate entro il 31 dicembre scorso e che hanno già scelto la provincia), non sembra avere avuto riscontro. Perché, in realtà, scrive ancora Orizzonte Scuola, sono stati annullati anche alcuni trasferimenti alla scuola primaria e infanzia, che non riguardano il FIT. In ogni caso, per Anief quanto è accaduto non è una sorpresa: il sindacato aveva da subito messo in risalto che la metà dei trasferimenti andati in porti, di cui si vantava il Miur, era un dato superficiale. Perché non sono andati a buon fine la maggior parte dei trasferimenti più rilevanti, quelli interprovinciali, che avrebbero finalmente sanato le assunzioni della Buona Scuola di Matteo Renzi, svolte sulla base di un algoritmo “impazzito” che solo nella fase B del reclutamento straordinario attuato nel 2016 ha portato oltre 8 mila docenti fuori provincia e regione.

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Scuola: Mobilità, assegnazioni provvisorie

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

Non c’è accordo sulle assegnazioni e le utilizzazioni del prossimo triennio scolastico: l’incontro del 4 giugno non ha sciolto “alcuni nodi” ed altri rimangono “ancora senza soluzione”, riferisce la stampa specializzata. L’unica certezza, al momento, è che il contratto sarà triennale, ma le domande annuali. Il Miur sembra intenzionato a negare la mobilità annuale ai docenti che hanno terminato il sistema di Formazione iniziale e tirocinio. Per il giovane sindacato si sta ledendo un diritto: questi insegnanti vanno considerati alla stregua di quelli assunti da GaE e da graduatoria di merito. Marcello Pacifico (Anief): Ricorreremo in tribunale in loro difesa. Una delle novità, in via di approvazione, riguarda il fatto che “l’assegnazione provvisoria potrà essere richiesta da tutti i docenti, indipendentemente dall’esito della domanda di mobilità. Si tratta di una novità che sarà introdotta con l’aggiornamento di questo contratto”. Inoltre, “le domande di assegnazione provvisoria interprovinciale potranno essere anche su posti di sostegno per quei docenti privi di specializzazione, che, però, abbiano almeno un anno di servizio su sostegno. Infine, “per quanto riguarda i docenti del terzo anno FIT, non si è ancora raggiunto un accordo con il Ministero sulla loro possibilità di partecipare alle operazioni di mobilità annuale”. Per Anief un’eventuale esclusione dalla mobilità annuale dei docenti del terzo anno FIT – il sistema di Formazione iniziale e tirocinio, introdotto con il nuovo reclutamento per la scuola secondaria approvato dal decreto legislativo 59/2017 – sarebbe una vera ingiustizia, perché si tratta di 7 mila docenti che risultano in periodo di prova e formazione, alla pari degli altri colleghi assunti da GaE e da graduatoria di merito del concorso 2016. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “un insegnante che ha superato il periodo di prova, il cosiddetto periodo di ‘straordinariato’, ha pieno diritto a partecipare alle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisoria”.

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Telematica e “mobilità connessa” entrano in ANIASA

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Il settore della telematica e della mobilità connessa entra ufficialmente in ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità. La nuova sezione “Digital Automotive” si aggiungerà alle quattro già esistenti (noleggio a lungo termine, rent-a-car, vehicle sharing, servizi all’auto) per trovare adeguati strumenti di interlocuzione, analisi e rappresentanza nei confronti dei diversi stakeholder della mobilità e delle istituzioni nazionali e locali. La decisione è stata annunciata nel corso dell’Assemblea dell’Associazione.
Soci fondatori della nuova sezione sono alcuni tra i principali protagonisti dell’Intelligence of Things a bordo dell’auto: ACI Infomobility, Alphaevolution Technology (UNIPOL), LoJack, Omoove (Octo), Safo Group, Targa Telematics, Texa, Viasat, Vodafone Automotive.“L’apertura di ANIASA verso le nuove forme di mobilità condivisa e connessa che si stanno rapidamente diffondendo”, dichiara Massimiliano Archiapatti, Presidente di ANIASA, “evidenzia il ruolo da protagonista che l’Associazione sta giocando nell’evoluzione in corso dell’offerta e della domanda di mobilità, sempre più propensa al modello ‘pay per use’ e meno vincolata alla proprietà del bene auto. Primo obiettivo dell’Associazione in questo ambito sarà la definizione, attraverso il dialogo con le istituzioni, di un contesto chiaro di regole sulla gestione dei dati condivisi attraverso i dispositivi che mettono in connessione i veicoli”.
Secondo uno studio condotto recentemente da ANIASA con la società di consulenza strategica BAIN & Company oggi 1 italiano su 3 guida un’auto connessa, oltre la metà intende dotarsene; il 60% degli automobilisti è disposto a condividere i dati del veicolo (ma non quelli personali del telefono) per servizi che possano aumentare la sicurezza personale e dell’auto, come la localizzazione in caso di emergenza o furto, la diagnostica da remoto e la manutenzione predittiva. (Marco Catino)

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Parma: Com’è stata la mobilità degli individui nell’ultima glaciazione nell’Italia del Sud?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 Mag 2019

Uno studio appena pubblicato su Nature Ecology & Evolution prova a ricostruirla. A firmarlo, ricercatori di diverse università italiane (Parma, Bologna, Modena, Siena e Milano), europee (Leipzig e Aarhus) e nordamericane (Simon Fraser University, Canada, e Columbia University, USA): tra questi Paola Iacumin, docente di Geochimica e vulcanologia all’Università di Parma. All’Università di Parma (al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale) c’è infatti uno dei pochi laboratori di isotopi stabili di elementi leggeri presenti in Italia, dove sono state eseguite le analisi sugli isotopi stabili di carbonio e azoto. La prof.ssa Iacumin ne è la responsabile scientifica.Comprendere le ragioni che stanno alla base delle strategie di mobilità delle popolazioni umane e le abitudini alimentari è da sempre una sfida importante negli studi di paleoantropologia: gli isotopi stabili di alcuni elementi (in particolare carbonio, azoto e stronzio) possono essere misurati su resti scheletrici e utilizzati per questo fine.
Nello studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution sono stati analizzati due gruppi di individui appartenenti a due diversi periodi del Paleolitico, l’uno del Gravettiano iniziale (circa 33-31 mila anni fa), l’altro all’Epigravettiano finale (circa 20-18 mila anni fa), ambedue provenienti dalla Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Puglia, Italia meridionale). In questa grotta sono stati ritrovati più di 140 resti di uomini vissuti nel periodo più freddo dell’ultima glaciazione (circa 20.000 anni fa). I risultati ottenuti hanno indicato due diverse strategie di spostamento e approvvigionamento del cibo e una sostituzione della popolazione durante l’Epigravettiano. Questa ipotesi concorda con i dati genetici e con il probabile cambiamento nelle strategie di caccia, come testimoniano le industrie litiche e ossee. Infine, è ipotizzato che il miglioramento globale del clima potrebbe aver facilitato l’arrivo di nuovi gruppi di persone dal Nord o dall’Est, spinte dal miglioramento generale dell’ambiente e dall’apertura di nuovi corridoi migratori.

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Entra nel vivo la mobilità del personale scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

E’ stata regolata quest’anno dal rinnovato contratto collettivo nazionale, valido per il prossimo triennio, e dalle ordinanze Miur che hanno scandito ufficialmente i tempi di presentazione delle domande: da alcuni giorni si è conclusa la fase più corposa delle domande, relativa ai docenti di ogni ordine e grado; da oggi, fino al 5 maggio, sarà la volta degli insegnanti di religione cattolica; dal 3 al 28 maggio prossimi toccherà agli educatori. Il personale Ata, invece, ha tempo fino al prossimo 26 aprile. Il sindacato, intanto, dice basta alle discriminazioni, attraverso degli emendamenti al ddl AS-1122, in questi giorni all’esame delle Commissioni del Senato: per Anief, bisogna finirla con l’obbligo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione; ma anche aprire all’adeguamento alla normativa comunitaria sui trasferimenti intercompartimentali, con il riconoscimento del servizio prestato nel ruolo precedente e della posizione stipendiale più favorevole. In vista degli spostamenti richiesti da circa 200 mila lavoratori per il prossimo anno scolastico, Orizzonte Scuola ha fatto sapere che stanno man mano giungendo le prime notifiche sui punteggi del personale docente, derivanti dai titoli e servizi presentati tramite il sistema istanze online: la lettera di notifica, che giunge via e-mail ed è composta dal dettaglio delle voci del modulo di domanda ritenute valide, comprese le esigenze di famiglia (se valutabili) ed eventuali precedenze, è valida sia ai fini della convalida della domanda medesima che ai fini dell’attribuzione del punteggio spettante. “Il docente viene invitato a prendere visione dei dati riportati nel documento e, nel caso di errori nell’attribuzione del punteggio e/o riguardo alle precedenze o altro, avrà 10 giorni di tempo, a partire dalla data di ricezione della notifica di convalida, per presentare reclamo all’Ufficio scolastico provinciale di competenza (quello di titolarità)”. Quest’anno, infine, l’esito delle domande di mobilità verrà comunicato in un’unica data, il 20 giugno. A proposito della mobilità futura del personale scolastico, Anief sta operando per sanare le discriminazioni ancora in essere. In particolare, nell’esaminare il disegno di legge AS-1122 voluto dalla ministra Giulia Bongiorno, attraverso il quale si intendono modificare le norme che regolano l’accesso, il merito, la mobilità, la contrattazione e la dirigenza del pubblico impiego, il 9 aprile, presso l’XI Commissione del Senato, il giovane sindacato ha presentato una serie di proposte emendative – che vanno a superare i bug del decreto legislativo n. 165/2001 e successive norme – che ancora oggi costringono docenti e Ata a rimanere in servizio in istituti lontani dalla loro residenza, pur in presenza di posti liberi molto più vicini. Si tratta, ricordiamo, di una situazione letteralmente esplosa a seguito dei marchiani errori prodotti con lo sciagurato algoritmo “impazzito” adottato a seguito del maxi piano di assunzioni del 2016, voluto dal Pd con la Legge 107/2015, che a distanza di tre anni vede tanti di quei docenti ancora fuori regione: Anief chiede, pertanto, l’eliminazione dell’obbligo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione, in modo da assicurare anche “tutela del diritto alla famiglia” e il superamento di ingiuste “barriere regionali, nella disponibilità di posti”. Il sindacato autonomo ha quindi chiesto ai senatori di adottare nella PA la “normativa comunitaria sui trasferimenti anche intercompartimentali di cui all’art. 29-bis del d.lgs. 165/01 e all’art. 48 del d.lgs. 150/09 con il riconoscimento della posizione stipendiale più favorevole e del servizio prestato nel ruolo precedente anche nei passaggi di ruolo”.

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Scuola: aspettando il contratto rivedere le regole della mobilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Fornire una risposta ai docenti che attendono di ricongiungersi alle famiglie dopo anni di servizio a centinaia di chilometri di distanza. È una delle priorità di Anief, che trova spazio nella recente piattaforma contrattuale. Marcello Pacifico, presidente Anief: «Occorre riscrivere drasticamente le norme sui trasferimenti, in modo da fondere diritto al lavoro e diritto alla famiglia». Quello della mobilità è un caso aperto, perché il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo da poco sottoscritto – per la mobilità del personale docente, educativo, ausiliario, tecnico e amministrativo della scuola dal 2019/20 al 2021/22 – non tiene in considerazione i successi di Anief presso i tribunali amministrativi e del lavoro, che hanno messo in evidenza il mancato rispetto del principio del merito e della professionalità dei lavoratori, né tantomeno l’esperienza acquisita durante il precariato. Una mobilità, quella messa in atto dal Miur, con modalità inadatte e superate.
C’è in ballo un contratto per circa 1,3 milioni di lavoratori, fra insegnanti, educatori, Ata della scuola, dell’università e della ricerca e Afam. Nella piattaforma contrattuale il giovane sindacato chiede interventi urgenti in favore degli aumenti economici per il personale della scuola, del recupero della centralità della funzione docente, delle lavoratrici vittime della violenza, di un sistema disciplinare che salvaguardi la dignità dei docenti.
Nella piattaforma contrattuale Anief chiede: di rivedere le aliquote per i trasferimenti interprovinciali (rispettivamente del 40%, 30% e 25% nei prossimi tre anni) e per la mobilità professionale (rispettivamente del 10%, 20%, 25% nel prossimo triennio); di attribuire pari dignità (come chiarito da parecchi tribunali del Lavoro) al servizio svolto a tempo determinato ai fini del raggiungimento del quinquennio obbligatorio di permanenza su posti di sostegno e ottenere il trasferimento su posto comune; di attribuire, nella valutazione dei titoli, punteggio per il servizio, pre-ruolo o di ruolo, prestato nelle scuole paritarie, nei percorsi di formazione professionale e nelle scuole comunali e il giusto riconoscimento a titoli professionalizzanti quali le abilitazioni (Ssis, Tfa, Pas) e la specializzazione per il sostegno cui non è riconosciuto alcun punteggio aggiuntivo.
Necessario, inoltre, equiparare nella Tabella valutazione titoli della mobilità d’ufficio (utile anche per la composizione delle Graduatorie interne d’istituto, da cui si individuano i perdenti posto) il punteggio riconosciuto al servizio preruolo rispetto a quello a tempo indeterminato (ora valutato solo 3 punti per i primi 4 anni e 2 per i restanti, a fronte dei 6 punti riconosciuti a ogni anno di ruolo) per superare la discriminazione a discapito del periodo di precariato che permane in quella tabella, nonostante i dettami eurounitari (direttiva 1999/70/CE) che impongono di riconoscere pari dignità al servizio a tempo determinato.

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Pacchetto mobilità: Parlamento adotta revisione norme sui trasporti su strada

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

I deputati hanno approvato la loro posizione sulle norme per combattere le pratiche illegali nel trasporto stradale e migliorare le condizioni di lavoro dei conducenti.
Giovedì, il Parlamento ha approvato la sua posizione per negoziare con il Consiglio la revisione delle norme sul distacco dei conducenti, sui periodi di riposo dei conducenti e su una migliore applicazione delle norme in materia di cabotaggio. L’obiettivo è anche di porre fine alle distorsioni della concorrenza da parte dei trasportatori che utilizzano società fittizie. Concorrenza più equa e lotta alle pratiche illegali nei trasporti internazionali
Per individuare i casi di violazione delle norme da parte dei trasportatori stradali, il Parlamento intende sostituire l’attuale limite che si applica al numero complessivo delle operazioni di cabotaggio (le operazioni di trasporto in un altro paese UE effettuate a seguito di una consegna transfrontaliera) con un limite temporale di 3 giorni e introdurre la registrazione dei passaggi di frontiera tramite i tachigrafi.Dovrebbe inoltre essere previsto un “periodo di riposo” per i veicoli di 60 ore, da trascorrere nel paese d’origine prima di poter dirigersi verso un altro cabotaggio, per evitare il cosiddetto “cabotaggio sistematico”.
Per combattere l’uso delle società fittizie, le imprese di trasporto dovrebbero avere la parte sostanziale delle proprie attività nello Stato membro in cui sono registrate. Poiché sempre più operatori utilizzano veicoli commerciali leggeri per fornire servizi di trasporto, i deputati vogliono che queste regole si applichino anche a tali operatori.Le norme comunitarie sul distacco dei lavoratori dovrebbero applicarsi anche ai lavoratori distaccati nel settore dei trasporti, per evitare il peso burocratico causato dai diversi approcci nazionali e garantire un’equa remunerazione dei conducenti.In pratica, i deputati chiedono che le norme esistenti sul distacco dei lavoratori si applichino al cabotaggio e alle operazioni di trasporto transfrontaliero, escludendo però il transito e le operazioni bilaterali con un carico o scarico supplementare in ogni direzione (o zero in uscita e due al ritorno).I deputati vogliono inoltre che le tecnologie digitali siano utilizzate per semplificare la vita dei conducenti e ridurre i tempi di controllo su strada. Chiedono anche che le autorità nazionali si concentrino sulle imprese con risultati insoddisfacenti in materia di conformità, riducendo nel contempo i controlli casuali sugli operatori che rispettano la legge.I deputati hanno infine proposto modifiche per garantire migliori condizioni di riposo per i conducenti. Le imprese dovranno organizzare i loro orari in modo che i conducenti possano tornare a casa a intervalli regolari (almeno ogni 4 settimane). Il periodo di riposo obbligatorio alla fine della settimana non dovrebbe essere speso nella cabina del camion, aggiungono i deputati.

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Europa creativa: sì a mobilità degli artisti e circolazione delle opere

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo Il Parlamento europeo ha votato per raddoppiare il bilancio 2021-2027 del programma Europa creativa, per una migliore circolazione internazionale delle opere e sostenere la mobilità degli artisti.Il testo, approvato con 501 voti a favore, 51 contrari e 42 astensioni, è inoltre incentrato sulla promozione delle tecnologie digitali nel settore creativo.Il Parlamento sostiene una maggiore mobilità degli artisti, incoraggiando fortemente gli scambi transfrontalieri di creativi e artisti, anche attraverso programmi comuni di residenza. I settori dell’editoria, del cinema, della musica, dei festival, del patrimonio culturale e dell’architettura beneficeranno di diverse azioni finanziate nell’ambito di questo programma.I deputati ribadiscono l’importanza di coinvolgere un pubblico giovane, soprattutto per promuovere l’utilizzo di opere audiovisive attraverso canali legali. Anche l’alfabetizzazione mediatica è una delle priorità del programma, con i membri della commissione per la cultura e istruzione che insistono sul suo contributo per lo sviluppo di un pensiero critico.Anche i professionisti dei nuovi media dovrebbero beneficiare del programma.La relatrice Silvia Costa (S&D, IT) ha dichiarato: “Ho voluto rafforzare tre aree: il valore intrinseco della cultura, la mobilità degli artisti e degli operatori culturali e lo sviluppo di una narrazione sulle radici comuni europee e la diversità”.Ha poi aggiunto: “I talenti europei – specialmente le giovani generazioni – dovrebbero poter muoversi liberamente e far circolare le loro opere, avere la possibilità di lavorare su coproduzioni ed essere ulteriormente sostenuti, a fronte dell’attuale mancanza di fondi che causa una grande perdita di opportunità”.

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Scuola – Mobilità docenti, partenza col botto: 10 mila domande in 72 ore

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Si tratta in prevalenza di insegnanti che tentano il passaggio fuori provincia: a loro viene riservato il 40% dei posti vacanti. C’è tempo fino al 5 aprile e si prevede un record di richieste. Ma le procedure sui trasferimenti, confermate in toto, diventeranno motivo di respingimento per molti richiedenti. Marcello Pacifico (Anief): Era l’occasione giusta per aprire una fase di mobilità e trasferimenti aperti a tutti coloro che ne abbiano fatto richiesta. Toccherà ai giudici, sollecitati dai ricorsi, dirimere questa e tante altre questioni irrisolte. Partenza col botto per la mobilità 2019 del personale scolastico, regolata quest’anno dal contratto collettivo nazionale e delle relative ordinanze che hanno scandito ufficialmente i tempi di presentazione delle domande: il Miur ha comunicato che nei primi tre giorni di avvio delle procedure, riservate in questa prima fase al personale docente, sono state acquisite 10.888 domande di cui 2.388 confermate. Secondo la rivista specializzata Orizzonte Scuola, ad essere particolarmente interessati a fare proprio uno dei posti assegnati alla mobilità (complessivamente il 50% dei posti vacanti e disponibili, di cui il 40% per i trasferimenti interprovinciali e 10% per i passaggi di ruolo o cattedra), sono i docenti che chiedono il trasferimento interprovinciale.
“A fronte di una situazione così particolarmente d’emergenza, come quella che stiamo vivendo, e tenendo conto del considerevole numero di posti vacanti e disponibili – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, alla luce anche della cancellazione degli ambiti territoriali, era l’occasione giusta per aprire una fase di mobilità e trasferimenti aperti a tutti coloro che ne abbiano fatto richiesta. A gridare vendetta sono poi i tanti docenti interessati ai passaggi di ruolo i quali, in base alle residue quote previste nell’ultimo contratto sulla mobilità, potranno vedere attuata la loro richiesta solo in minima parte. Toccherà ai giudici, quindi, dirimere questa e tante altre questioni irrisolte”. Il sindacato ricorda che ci sono anche altri motivi per cui è stato deciso di impugnare il contratto sulla mobilità sottoscritto la scorsa settimana: Anief, infatti, ha deciso di attivare le preadesioni per accantonamento posto Fit 31 dicembre prima dei trasferimenti, per il terzo anno Fit partecipazione trasferimenti, per il servizio nelle scuole paritarie, per la precedenza per assistenza al genitore disabile nei trasferimenti interprovinciali, per il vincolo quinquennale sostegno, per graduatorie interne d’istituto 2019/20 valutazione servizio pre-ruolo per intero e servizio scuole paritarie, per mancato trasferimento ambito/sede richiesta sempre per via di uno o più errori cagionati dal famigerato algoritmo ministeriale.

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Scuola – Mobilità: è partita la macchina che a settembre farà cambiare sede a 200 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Fino al 5 aprile potranno presentare domanda, tramite il portale ministeriale istanze on line, gli insegnanti di tutti gli ordini scolastici. Per il personale educativo le richieste di mobilità potranno essere presentate dal 3 al 28 maggio prossimi. Per il personale Ata le istanze potranno essere presentate dall’1 al 26 aprile 2019. Per la mobilità professionale e territoriale verso le discipline specifiche dei Licei Musicali la presentazione delle domande è stabilita dal 12 marzo al 5 aprile 2019. Per gli insegnanti di religione cattolica le domande, infine, potranno essere presentate dal 12 aprile al 15 maggio prossimi. Come già rilevato a commento dell’accordo raggiunto con gli altri sindacati a fine 2018, Anief ricorda che non c’è alcuna norma che preveda il ritorno a casa degli insegnanti assunti sotto ricatto con la riforma della Buona Scuola: sono i cosiddetti docenti “immobilizzati”, assunti tramite algoritmo impazzito nel 2016 a centinaia di chilometri da casa e penalizzati da una cervellotica stesura di fasi di assunzioni che li ha costretti ad accettare sedi lontane pur in presenza di posti vacanti molto più vicini.
È emblematico cosa accadrà in Sicilia. Il quotidiano La Repubblica ha spiegato che “quest’anno, in base al contratto sulla mobilità sottoscritto dai sindacati, metà delle cattedre libere (circa duemila posti) andrà alle immissioni in ruolo, il 40 per cento (circa 1.600 cattedre) verrà destinato ai trasferimenti interprovinciali, e quindi anche a quelli da fuori regione, e il restante 10 per cento (400 cattedre) ai passaggi di ruolo e ai passaggi di cattedra: coloro che intendono cambiare ordine di scuola o materia, a patto che abbiano i titoli per farlo”. Inoltre, “ad ambire al trasferimento da fuori regione circa ottomila docenti siciliani che, per diverse ragioni, prestano servizio al Nord o nel Centro Italia. E, se non ci saranno decurtazioni dell’organico, soltanto uno su cinque riuscirà a rientrare in Sicilia”.
Lo stesso Ministro dell’Istruzione ha ricordato che gli sono serviti appena 10 secondi per comprendere che si trattava di un’assegnazione tramite algoritmo errato, ma siccome non farà nulla per porvi rimedio serviranno altri tre anni per completare il loro avvicinamento a casa. Significa che per i più sfortunati saranno serviti 5 o 6 anni per sanare un errore non loro: ecco perché Anief conferma i ricorsi per ripristinare il diritto ad avere una cattedra non più a centinaia di chilometri di distanza. Inoltre, Anief continua a rivendicare l’introduzione di una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dell’algoritmo ‘impazzito’”, ma anche l’avvio di corsi abilitanti per il personale docente già assunto a tempo indeterminato, oltre a quelli rivolti ai colleghi precari, in modo da favorire i passaggi di ruolo per tutti coloro che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.
Ma ci sono anche altri motivi per cui Anief ha deciso di impugnare il contratto sulla mobilità sottoscritto la scorsa settimana: il sindacato attiva le preadesioni per accantonamento posto fit 31 dicembre prima dei trasferimenti, per il terzo anno fit partecipazione trasferimenti, per il servizio nelle scuole paritarie, per la precedenza per assistenza al genitore disabile nei trasferimenti interprovinciali, per il vincolo quinquennale sostegno, per graduatorie interne d’istituto 2019/20 valutazione servizio preruolo per intero e servizio scuole paritarie, per mancato trasferimento ambito/sede richiesta per errore dell’algoritmo.

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L’Europa primeggia nel settore della mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Una nuova ricerca del PTOLEMUS Consulting Group ha rivelato che 12 tra i primi 17 provider mondiali di piattaforme B2B per la mobilità hanno la loro sede centrale in Europa. Questi fornitori di software provengono da diversi contesti tecnologici o di operatività stradale, ma sono tutti sostenuti da un ambiente favorevole e numerose iniziative cittadine in Europa.Frederic Bruneteau, Amministratore Delegato di PTOLEMUS, ha affermato: “Mentre l’India ha appena lanciato il modello MaaS (Mobility as a Service) a livello nazionale integrato e verticale, le aziende tecnologiche europee del settore mobilità (mobtech) stanno proponendo un modello diverso che usufruisce di piattaforme open software che tutti possono utilizzare. Stanno dando agli operatori mobili un’alternativa agli inevitabili duelli fra chi mangia (chi integra) e chi verrà mangiato (chi viene integrato). Questo rapporto fa luce sugli attori specialisti che competono con le iniziative governative e i giganti come Google e Uber”.Il manuale “Mobility Platform Suppliers” è il primo a identificare e valutare i fornitori di software MaaS e a chiarire questo mercato veramente complesso. Aiuterà le città, gli operatori di trasporto pubblico e i provider di servizi di mobilità a scegliere il modello ottimale e offrire esperienze di mobilità senza discontinuità.
Il rapporto offre una mappa della catena di valore e degli stakeholder. Stabilisce anche i 6 livelli di integrazione necessari a offrire una soluzione MaaS completa. Include una valutazione di 17 fornitori di piattaforme di mobilità, descrivendo in dettaglio i loro clienti fondamentali, servizi, investitori e casi di studio.

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Milano: mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

Milano «Per la sua estensione, per i meccanismi di funzionamento e per le possibilità di sviluppo future non c’è dubbio che la nuova zona a traffico limitato di Milano denominata Area B, operativa dal prossimo lunedì, possa rappresentare un punto di svolta nel rapporto tra la mobilità e i grandi centri urbani italiani. Un’intuizione felice innanzitutto perché riguarda oltre il 70% del territorio comunale e coinvolge la quasi totalità dei cittadini residenti e poi perché la misura non può essere aggirata attraverso il pagamento di un ticket di ingresso. In questo modo passa un messaggio chiaro e univoco: se l’uso del tuo mezzo è insostenibile per la collettività, non ti permetto di circolare».
«Importante è il fatto che l’Area B sarà in funzione nei giorni feriali, quelli in cui il traffico impatta con maggiore gravità sulle aree urbane: rispondere agli sforamenti nella concentrazione delle polveri sottili con qualche domenica ecologica, come ad esempio accade a Roma, non serve a nulla ed è una prassi che le leggi regionali dovrebbero finalmente rivedere e superare. C’è bisogno di interventi strutturali e non emergenziali. Positivo anche avere programmato il decremento, con il trascorrere degli anni, delle cosiddette giornate di bonus, che consentiranno a cittadini con particolari esigenze di accedere comunque alla zona a traffico limitato.Compito dell’amministrazione – continua Simoncini – sarà quello di non snaturare il provvedimento di fronte alle inevitabili criticità che potrebbero manifestarsi nei primi giorni e di non cedere alle pressioni di chi osteggia apertamente misure di questo tipo. Un buon sostegno arriverà dalla rete di trasporto pubblico, che a Milano è assai efficiente e in continuo sviluppo, e dalle ricadute positive sulla qualità della vita delle persone, che saranno tangibili già nel breve periodo». ( by Giorgio Giuliani)

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