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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘mobilità’

Scuola: Mobilità, si parte in ritardo ma i problemi sono i vincoli illegittimi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Non c’è accordo sull’ordinanza che regolerà i trasferimenti del prossimo anno scolastico di tantissimi docenti e Ata di ruolo. Per Anief, il nodo non è la tempistica di pubblicazione dell’ordinanza, ma il contenuto che continua a tenere fermi i neo assunti da GMRA della secondaria per cinque anni e conferma il blocco sul sostegno con l’impossibilità di calcolare il servizio preruolo. Criticità, anche, per chi è stato trasferito lo scorso anno sull’istituto prescelto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “invece di procedere con una mobilità straordinaria su tutti i posti vacanti senza più vincoli e algoritmi impazziti, si è andati a cavillare su aspetti irrilevanti. Si è andati a cercare il motivo dell’eccesso di domande: il ministero, d’accordo con gli altri sindacati, ha limitato non solo i trasferimenti per i neoimmessi, ma anche le assegnazioni provvisorie. Noi non possiamo accettarlo. Rimane illogico e illegittimo qualsiasi genere di blocco e, se necessario, arriveremo anche alla Consulta”.Anche sulla mobilità del personale scolastico c’è poca sintonia tra il ministero dell’Istruzione e i sindacati: per i dirigenti ministeriali e la ministra Lucia Azzolina occorre rispettare i tempi previsti, anche in presenza di uffici scolastici in operatività ridotta per l’emergenza del Coronavirus. Invece, per le organizzazioni che rappresentano i lavoratori occorre posticipare la tempistica, già slittata perché inizialmente fissata al 16 marzo. Alcuni giorni dopo la suddetta richiesta sindacale, illustrando le misure sulla scuola previste nel decreto legge “cura Italia” n. 18 del 17 marzo 2020, la ministra Lucia Azzolina ha affermato: “La mobilità andrà assolutamente avanti, il personale ha tutto il diritto di ricongiungersi con i propri cari”. Sempre la ministra non ha, tuttavia, dato indicazioni specifiche sulle date effettive di presentazione delle domande o della pubblicazione dell’ordinanza ministeriale che darà avvio alle operazioni. Per Anief, tuttavia, il nodo della questione non è la tempistica di pubblicazione dell’ordinanza, bensì il contenuto. A partire dalla conferma dei vincoli di permanenza sul proprio posto, come quello quinquennale da quest’anno imposto ai neo-assunti da GMRA della secondaria e quello contrattuale su sostegno che impedisce il passaggio su disciplina se non dopo 5 anni e senza la possibilità di computare gli anni di preruolo. Entrambi, pregiudicano il ricongiungimento dei propri affetti, pure in presenza di posti disponibili: nel caso del blocco per un lustro degli immessi in ruolo nella secondaria, che il prossimo anno sarà esteso a tutti gli immessi in ruolo a prescindere dalla graduatoria da cui saranno convocati, Anief conferma l’intenzione di impugnare l’ordinanza per sollevare questione di illegittimità costituzionale delle norme introdotte dalla legge n. 159/2019 a seguito della palese violazione del principio di uguaglianza sostanziale, parità di trattamento, ragionevolezza. Nel caso del blocco contrattuale su sostegno senza computare il servizio preruolo, il giovane sindacato ribadisce che è stato dichiarato più volte illegittimo nelle sentenze ottenute dal sindacato presso i tribunali di competenza.Un altro punto critico del regolamento sulla mobilità è l’inibizione a fare domanda di trasferimento nei confronti di tutti gli insegnanti che nella precedente mobilità hanno chiesto e ottenuto una scuola con titolarità. Lo stesso vincolo sarà confermato per i trasferimenti dei prossimi due anni a meno che non si sia individuati come soprannumerari. In questo caso la limitazione è contenuta nel contratto nazionale sulla mobilità, voluto dai sindacati maggiori, nel quale è stato introdotto l’impedimento triennale in tutti i casi in cui si è ottenuta una scuola attraverso il codice puntuale della istituzione scolastica prescelta.

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Emergenza coronavirus e mobilità. Conseguenze del mancato rispetto

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

La necessaria premessa a quanto stiamo per dire è che il modo corretto di affrontare l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo è attenersi alle prescrizioni date dall’autorità sanitaria e rispettare le misure di contenimento destinate a prevenire il contagio e la maggior diffusione dell’epidemia.Devono quindi evitarsi al massimo gli spostamenti non necessari e rispettare le quarantene programmate al fine di evitare che altre persone si ammalino, eseguendo le prescrizioni stabilite dai provvedimenti che si sono susseguiti negli ultimi giorni.A tale proposito, l’art. 3, co. 4, D.L. 6/2020, prevede che “salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale”.
L’art. 650 c.p., intitolato <> a sua volta prevede che “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.L’inosservanza delle misure di contenimento previste dai provvedimenti di questi giorni, insomma, configura un reato, e dunque l’attivazione, in caso di denunzia da parte delle forze di polizia preposte al controllo, di un procedimento penale contro il trasgressore.
Le conseguenze non devono essere sottovalutate, poiché la condanna per un reato, sebbene minore, viene successivamente registrata nel certificato penale della persona che, da quel momento, diviene effettivamente un <>. Queste conseguenze sono in realtà coerenti con la gravità dei tempi che viviamo e, tuttavia, sono stati segnalati casi di persone che si stavano legittimamente muovendo, per lavoro, per dare assistenza a familiari non autosufficienti, per andare a comprare generi alimentari di prima necessità (e addirittura per andare dall’Avvocato!) che per un motivo o per un altro non siano stati in grado di dimostrare la legittimità dei motivi per cui erano fuori casa, e siano stati di conseguenza denunziati dall’autorità.In questi casi, le forze dell’ordine redigono un documento che si chiama “verbale di identificazione, di nomina di difensore e di elezione di domicilio” con cui identificano il trasgressore, gli chiedono di designare un proprio Difensore e di indicare un domicilio, ossia il luogo in cui poi gli verranno eseguite le notificazioni.Qualora la persona non sia in grado di nominare un Difensore di fiducia, verrà di seguito nominato un Difensore d’ufficio, tratto dagli appositi elenchi.Le forze dell’ordine rilasceranno una copia del documento al trasgressore, che resterà a ogni effetto a piede libero, e ne trasmetteranno l’originale alla Procura della Repubblica competente, che poi eserciterà l’azione penale. Esiste tuttavia una soluzione per evitare il procedimento penale e le due conseguenze molto negative per la vita della persona, e più precisamente l’oblazione.L’articolo 650 c.p. appartiene, infatti, alla famiglia delle c.d. “contravvenzioni” ossia reati minori che possono essere estinti (quindi senza consegue penali e senza iscrizione nel certificato penale) mediante il pagamento di una somma. È bene da subito specificare che tale somma è diversa dall’ammenda di euro 206 che viene inflitta per il reato in sé che, anzi, non deve essere pagata perché il suo pagamento costituisce esecuzione della pena, che a quel punto diviene irrevocabile.L’oblazione è prevista dagli art. 162, 162 bis c.p. e 141 disp. att. c.p.c.La relativa domanda può essere presentata anche senza l’assistenza dell’Avvocato direttamente alla Procura o al Giudice delle Indagini Preliminari competente.
Se la richiesta è presentata alla Procura, il PM la trasmette, con tutti gli atti e il proprio parere, al GIP. Qualora, invece, la domanda sia presentata direttamente al GIP, costui ne chiederà gli atti al PM unitamente al suo parere.Poiché l’art. 650 c.p. è punito alternativamente con l’arresto e l’ammenda l’oblazione non è automatica, bensì facoltativa (introdotta dalla L. 689/1981) e il GIP, pervenuta la richiesta, può respingerla o accoglierla con ordinanza e, in questo secondo caso, stabilire la somma da versare e un termine per il pagamento non superiore a dieci giorni, dandone avviso al trasgressore e al Difensore, se nominato.Solo a questo punto il pagamento non costituisce esecuzione della pena ma estinzione del reato!
Sebbene sembri la stessa cosa, risolvendosi comunque in un pagamento, è bene non confondere le cose vista la gravità delle conseguenze.Se però il GIP respinge la richiesta o se il trasgressore non chiede l’oblazione, il PM eserciterà l’azione penale e al cittadino sarà notificato un Decreto Penale di Condanna, ossia una condanna a tutti gli effetti che intima al pagamento della somma stabilita dal GIP.Anche in questo caso, la somma non va pagata, poiché costituirebbe esecuzione della pena, che diverrebbe irrevocabile.Entro quindici giorni dalla notifica del Decreto, il destinatario può proporre opposizione allo stesso (questa volta con l’obbligatoria assistenza dell’Avvocato), contestualmente chiedendo l’oblazione, e dunque rientrerebbe nella procedura sopra descritta. Se l’opposizione non viene presentata entro quindici giorni, il Decreto Penale diviene irrevocabile, e la condanna viene iscritta al casellario giudiziale. Il pagamento dell’oblazione determina l’estinzione del reato che, quindi, non verrà iscritto nel certificato penale del cittadino. Tutto questo, tuttavia, a condizione che il trasgressore non fosse consapevole di essere ammalato e stesso comunque violando la quarantena. In tale caso, infatti, in ragione dell’inciso “salvo che il fatto non costituisca più grave reato” potrebbe essere sottoposto a procedimento penale per il gravissimo delitto di cui all’art. 452 c.p. (Epidemia colposa): per tutti dunque, resta valido il primo consiglio di rispettare scrupolosamente le disposizioni sanitarie e rimanere isolati il più possibile, limitando gli spostamenti a solo quanto strettamente necessario.Sebbene nel caso descritto l’oblazione possa essere richiesta anche direttamente dal trasgressore, il consiglio è comunque quello di nominare un Difensore di fiducia, attesta l’estrema gravità delle conseguenze in caso di errore nelle procedure. (Marco Biagioli Avvocato, membro del Network Legale di Aduc, membro della Consulta Giuridica di UGL. In collaborazione con Caterina Caregnato Avvocato, Difensore d’Ufficio)

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Mobilità sostenibile e risparmio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Sostenibile per l’ambiente ma soprattutto per le tasche: la mobilità sostenibile e condivisa nel 2019 ha registrato numeri da record, con oltre 832 tonnellate di CO2 non emesse e 1,2 milioni di euro risparmiati. A rivelarlo è il Rapporto annuale sulla Mobilità Sostenibile Aziendale di Jojob, il principale servizio in Italia che offre alle aziende uno strumento completo di welfare aziendale dal punto di vista della mobilità grazie alla certificazione di viaggi casa-lavoro fatti in carpooling, in bici, a piedi o con le navette aziendali. Jojob permette infatti alle aziende di diffondere e incentivare l’uso dei trasporti condivisi e basso impatto ambientale tra i dipendenti, grazie alla certificazione tramite app per smartphone dei viaggi casa-lavoro fatti in carpooling, ma anche in bici, a piedi o con le navette aziendali. Nel 2019 si è assistito ad un vero e proprio boom nell’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende, che hanno così stimolato i lavoratori ad adottare mezzi di trasporto sempre più green.In particolare il carpooling aziendale, grazie al quale i lavoratori possono condividere il tragitto casa-lavoro con colleghi e dipendenti di aziende limitrofe, ha permesso nel 2019 ai dipendenti di risparmiare – quindi di percorrere in condivisione anziché con la propria auto – 5.892.016 km, un dato cresciuto dell’88% rispetto all’anno precedente. Una pratica comoda che contribuisce a diminuire il traffico veicolare: basti pensare che in un anno sono quasi raddoppiati i km percorsi in carpooling da chi si è recato a lavoro trasportando colleghi e amici (4.288.848 km), togliendo così dalle strade 197.595 auto e non emettendo in atmosfera 765.962 kg di CO2 (+81% rispetto al 2018), una cifra che corrisponde alla CO2 che – se emessa – richiederebbe di essere neutralizzata da un bosco di 38.298 alberi.Da record, di conseguenza, il risparmio generato nell’anno: passeggeri e autisti hanno risparmiato in totale 1,2 milioni di euro semplicemente utilizzando il carpooling, quasi raddoppiando i dati del 2018, quando si parlava di 650mila euro.Un’auto con 2,38 persone per un tragitto di 29 km è il viaggio medio percorso dai carpooler che ogni giorno scelgono di condividere l’auto per andare a lavoro. In questo modo, ciascun utente arriva a risparmiare in media 1.966,20 euro ogni anno, considerando che il costo medio per chi viaggia da solo sarebbe di 2.613 euro (calcolato su tabella ACI 0,20 €/km).
Nel 2019 a conquistare i dipendenti della aziende sono stati inoltre i servizi Bici, Piedi e Navette lanciati da Jojob nel corso del 2018 per certificare le tratte casa-lavoro fatte a piedi o in bicicletta o a bordo delle navette aziendali.
L’utilizzo della bicicletta è quintuplicato rispetto al 2018, raggiungendo negli ultimi 12 mesi 240.000 km percorsi, che hanno permesso di risparmiare 48.000 euro e di non emettere in atmosfera 31.200 kg di CO2. I dipendenti che raggiungono la sede di lavoro a piedi hanno invece percorso in totale 50.649,7 km, pari a +608% rispetto al 2018, per un risparmio economico di 10.129 euro e ambientale di 6.584 kg di CO2.Con Jojob Navette invece sono stati certificati 220.092 km (+176% rispetto all’anno precedente), risparmiati 44.018 euro, 28.611kg di CO2 non emessi.
Una crescita legata anche al fatto che le aziende che scelgono le soluzioni di mobilità proposte da Jojob sono passate a 3.000 (+50% rispetto al 2018), di cui 260 grandi aziende (+44% rispetto al 2018), che oltre al servizio di carpooling aziendale stanno promuovendo gli spostamenti a piedi, in bici o con le navette aziendali.Tra le aziende che anno dopo anno continuano ad adottare Jojob spiccano Amazon, Aeroporto di Bologna, BVLGARI, Chiesi, CNH Industrial, Eli Lilly, Gruppo MutuiOnline, Kedrion Biopharma, Lavazza, OVS SpA, Salvatore Ferragamo.A queste, nel corso del 2019 si sono affiancate numerose grandi aziende tra cui Banca d’Italia, Bomi Italia, Fincantieri, Fonderie di Montorso, ING, Jacobacci & Partners, Loro Piana, Pietro Fiorentini, Sea Aeroporti di Milano. Tra le PMI che si sono aggiunte nel corso del 2019 alla squadra di Jojob spuntano invece ART, Coface, Knorr Bremse.

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Scuola: Vincolo quinquennale mobilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

Il decreto scuola, tra i vari provvedimenti, ha varato anche l’estensione a tutti gli immessi in ruolo a decorrere dal 2020/2021 del vincolo di permanenza di cinque anni nella scuola di titolarità. Come Anief abbiamo già più volte protestato contro tale decisione. Siamo convinti, infatti, che la continuità didattica sia certamente da garantire, specie nel primo ciclo e sul sostegno, ma è pur vero che non è possibile negare così a lungo ai docenti il diritto alla libera mobilità sul territorio nazionale. Ma c’è un aspetto nell’introduzione su larga scala del suddetto vincolo che troviamo particolarmente odioso: il coinvolgimento anche di coloro che fruiscono, per sé o per un congiunto (coniuge, figli, parte dell’unione civile), dei benefici della legge 104/92, con la sola esenzione di chi ha ottenuto il riconoscimento dopo la presentazione della domanda di partecipazione al concorso o di aggiornamento delle graduatorie a esaurimento. Si tratta di una decisione che lascia allibiti e per la quale non è possibile trovare alcuna plausibile giustificazione. Ricordiamo che la legge 104/92 è nata per tutelare i disabili (nel caso presente i lavoratori disabili) e coloro che si prendono cura di un congiunto entro il secondo grado. Porre un simile limite all’esenzione dai vicoli alla mobilità, per di più comprendendo anche quella annuale (utilizzazioni e assegnazioni provvisorie) e addirittura gli incarichi TD ex art 36 CCNL 2007, vuol dire negare quei diritti alla stragrande maggioranza degli aventi titolo, con gravissime ripercussioni sulle loro vite. È chiaro, infatti, che bloccare per cinque anni un genitore o un coniuge in una sede di servizio posta a centinaia di chilometri di distanza dalla propria residenza significa porre quel lavoratore di fronte alla necessità di dover scegliere tra il proprio lavoro e la propria salute e/o la cura dei propri affetti più cari. Una scelta indegna di uno Stato di diritto e, crediamo, in aperta violazione di quanto indicato dall’art. 3 della Costituzione. Forse, crediamo, non si è posta sufficiente attenzione al fatto che una siffatta norma finirà per colpire anche coloro che svolgeranno il concorso nella propria regione. Non dimentichiamo, infatti, che le procedure concorsuali della scuola si attuano a livello regionale. Pertanto, se – poniamo – al momento della scelta un docente vincitore di concorso di Cuneo che vive e si prende cura del figlio, disabile da prima che papà partecipasse al concorso, sarà costretto ad accettare il ruolo a Domodossola (distante più di tre ore di automobile) dovrà rimanerci per cinque anni senza alcuna possibilità di rientro anticipato, nemmeno con assegnazione provvisoria. E non si può nemmeno pensare di dire a quel padre che potrà in ogni caso spostare tutta la sua famiglia a Verbania se, poniamo sempre, sua moglie lavora anch’essa a Cuneo, il mutuo lo sta già pagando a Cuneo e il figlio disabile è già inserito in un progetto di vita (scuola, servizi educativi, attività associative) a Cuneo.Insomma, siamo di fronte ad una norma scritta davvero male. E a renderla se possibile peggiore si aggiunga la previsione del decreto scuola di sottrarre la materia del nuovo vincolo di permanenza quinquennale alla contrattazione con i sindacati. Una tendenza – quella all’esclusione delle parti sociali dalla concertazione sui provvedimenti più importanti – che, con fatica, in questi anni si è riusciti ad arginare ma che a volte, come in questo caso, riaffiora con prepotenza, nell’erronea convinzione che sia bene escludere i sindacati dalla scrittura delle regole del gioco. Come si vede, invece, se solo si ascoltassero di più i rappresentanti dei lavoratori, le norme potrebbero essere più eque ed efficaci.Come Anief, quindi, chiediamo di riaprire i tavoli sulla mobilità – comunque necessari per integrare il contratto triennale vigente viste le numerose novità – anche su questo punto, di grave e inderogabile urgenza, così come anche sul tema più generale del vincolo quinquennale.

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Trenitalia festeggia i 10 anni di Frecciarossa, ma il diritto alla mobilità è davvero garantito?

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Durante la giornata di festeggiamenti per i 10 anni di Frecciarossa di Trenitalia, ricordiamo il diritto alla mobilità, riconosciuto dalla nostra carta costituzionale e presente nella Carta dei diritti dell’Unione Europea (Art. II-105), ma il diritto alla mobilità in Italia è realmente garantito? “Dall’Aeroporto Pitagora Sant’Anna di Crotone è stato soppresso l’unico volo internazionale – afferma l’Avv. Andrea Tucci responsabile della sede konsumer di Crotone – e dopo 10 anni di Frecciarossa e alta velocità a Crotone siamo sempre con un solo binario non elettrificato. Ritengo pertanto che i nostri diritti vengano, come spesso accade, dimenticati ed è bene ogni tanto ricordarli.”
Incalza l’associazione di volontariato “Diversi ma Uguali Kr” con sede a Crotone – “La procedura di rilascio della Carta Blu, per i titolari di indennità di accompagnamento, non è rispettosa delle difficoltà che affrontano quotidianamente le persone con grave disabilità.
Infatti, per poter ottenere la Carta Blu ci si deve recare ben due volte in biglietteria, per la registrazione e per il ritiro e a Crotone non c’è una biglietteria attiva, quindi i disabili devono percorrere un tragitto di oltre 120 km.” Konsumer Italia sollecita Trenitalia S.p.A. e i suoi uffici di competenza a ripensare con una procedura più snella ed efficace alle modalità di rilascio della Carta Blu, questo a tutela e protezione nei confronti delle persone disabili. Provveda ad un piano di ammodernamento delle linee regionali dove i Cittadini non sono di serie B ma hanno la stessa dignità di chi ha la fortuna di vivere sulle direttrici delle Frecce.

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Decreto scuola: il blocco della mobilità

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

Una delle novità del Decreto scuola, attualmente in discussione al Senato e che dovrà essere approvato entro il 29 dicembre, è l’estensione del vincolo quinquennale di permanenza nella scuola di titolarità: l’obbligo quinquennale riguarderebbe tutti gli assunti dal 1° settembre 2020. Infatti, come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “il comma 17-octies dell’articolo 1 del Decreto Scuola innalza da 3 a 5 anni scolastici di effettivo servizio – per tutti i docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato – l’obbligo di permanenza nella scuola di titolarità, a decorrere dall’anno scolastico 2020-2021, con alcune limitate eccezioni”. Si precisa che “fanno eccezione le assunzioni effettuate fino all’a.s. 2019/20, nelle quali alcuni docenti hanno il vincolo triennale (infanzia e primaria) e alcuni già quello quinquennale (scuola secondaria), a seconda la graduatoria da cui sono stati assunti in ruolo”. In particolare, “il comma 17-octies stabilisce che i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solo dopo 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità. Tale previsione si applica a decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020-2021”. L’obbligo di permanenza quinquennale è parimenti esteso anche: al personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado che supera il periodo di formazione e di prova del concorso straordinario secondaria e al personale docente ed educativo immesso in ruolo, su propria istanza, in territori diversi da quelli di pertinenza delle rispettive graduatorie qualora residuino posti vacanti e disponibili.

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Mobilità elettrica in sharing

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Helbiz, si è aggiudicata la licenza per 12 mesi del District Department of Transportation (DDOT) per operare come gestore di un servizio di e-bike freefloating a Washington D.C. Dopo la licenza ottenuta solo due giorni fa a Milano che ha una durata di 18 mesi la società è stata selezionata fra una moltitudine di candidati per l’attenzione finora dimostrata ai temi della sicurezza e dello sviluppo responsabile, nonché per il suo approccio innovativo in termini di tecnologia e investimenti sulla formazione e la crescita del proprio staff. L’azienda porterà in strada la sua flotta di quasi 2.000 biciclette elettriche a Washington D.C. a partire dal 1° gennaio 2020 mentre a Milano l’avvio dell’operatività della flotta di 750 monopattini è atteso per la prossima settimana non appena saranno concluse le verifiche sui mezzi da parte delle autorità competenti.In qualità di nuovo membro della comunità di Washington D.C., Helbiz si impegnerà a supportare la crescita dell’economia locale come fa per ogni apertura di una nuova città in cui opera. L’azienda offrirà opportunità di carriera per tutti i migliori talenti locali interessati a lavorare nel settore della micromobilità e aprirà un ufficio e un magazzino in città per gestire le operazioni su strada, la ricarica dei mezzi, la manutenzione e l’assistenza in modo diretto e immediato grazie ad un team a tempo pieno. Helbiz, inoltre, negli Stati Uniti come qui da noi, prevedrà attività dedicate ad accrescere il coinvolgimento della cittadinanza su tutte le tematiche riguardanti la guida sicura di questi nuovi mezzi elettrici. Il debutto del servizio di e-bike a Washington D.C. si inserisce in un contesto di crescente bisogno di servizi di mobilità sostenibile all’interno delle città più importanti del mondo. Dopo aver portato i suoi monopattini elettrici a Miami e le prime e-bike a Roma – le novità più recenti – Helbiz ha scelto di candidarsi a Washington per rispondere alle richieste del sindaco Bowser e del DDOT di aiutare il comune a sviluppare servizi innovativi e sicuri per i cittadini.Novità anche per quanto riguarda le tariffe: per i cittadini a basso reddito di Washington D.C., Helbiz offrirà un programma di accesso speciale con corse gratuite illimitate fino a 30 minuti a tutti i residenti del distretto con un reddito pari o inferiore al 200% delle linee guida federali sulla povertà. Mentre a Milano, il servizio tanto amato nei suoi primi mesi di sperimentazione dello scorso anno sarà disponibile ad un pezzo più basso in quanto non ci sarà più il costo allo sblocco.

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“Nuova mobilità, vecchie sfide”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Il mercato automotive vive oggi un paradosso: sono sempre più consistenti gli investimenti delle case automobilistiche sull’elettrico, raggiungeranno globalmente la cifra di 225 miliardi di dollari nel 2023, con un’offerta di modelli in Europa che si amplierà passando dagli attuali 62 (ibridi plug-in ed elettrici) a più di 230; la penetrazione di vetture elettriche è destinata per ora a rimanere limitata e il repentino calo delle motorizzazioni diesel è andato finora a favore di vetture a benzina. Di questo passo sarà difficile raggiungere gli obiettivi di emissioni medie delle flotte imposti per il 2020 (95 gr CO2/km) e il 2025 (81 gr/km) con conseguente impatto negativo sui conti delle case costruttrici. La rivoluzione elettrica potrebbe produrre anche un potenziale calo del 20% dei ricavi per concessionarie e officine di autoriparazione, in virtù del progressivo spostamento a vetture elettriche con costi e frequenza di manutenzione sensibilmente ridotti. In Italia nel 2025 il peso dei motori diesel sarà del 36%, in continua discesa (16% nel 2030), a tutto vantaggio delle motorizzazioni ibride, mentre le vetture elettriche si attesteranno all’8% (13% considerando anche le vetture ibride plug-in)

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Presentato uno studio sulla “Nuova mobilità, vecchie sfide”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Il mercato automotive vive oggi un paradosso: sono sempre più consistenti gli investimenti delle case automobilistiche sull’elettrico, raggiungeranno globalmente la cifra di 225 miliardi di dollari nel 2023, con un’offerta di modelli in Europa che si amplierà passando dagli attuali 62 (ibridi plug-in ed elettrici) a più di 230; la penetrazione di vetture elettriche è destinata per ora a rimanere limitata e il repentino calo delle motorizzazioni diesel è andato finora a favore di vetture a benzina. Di questo passo sarà difficile raggiungere gli obiettivi di emissioni medie delle flotte imposti per il 2020 (95 gr CO2/km) e il 2025 (81 gr/km) con conseguente impatto negativo sui conti delle case costruttrici. La rivoluzione elettrica potrebbe produrre anche un potenziale calo del 20% dei ricavi per concessionarie e officine di autoriparazione, in virtù del progressivo spostamento a vetture elettriche con costi e frequenza di manutenzione sensibilmente ridotti. In Italia nel 2025 il peso dei motori diesel sarà del 36%, in continua discesa (16% nel 2030), a tutto vantaggio delle motorizzazioni ibride, mentre le vetture elettriche si attesteranno all’8% (13% considerando anche le vetture ibride plug-in)

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Aton Informatica e New Incentric: la sinergia per il futuro della mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Il concetto di mobilità è in un periodo di transizione e rapida evoluzione con i motori a combustione che lasciano gradualmente il passo all’elettrico. Solo ad aprile del 2019 sono stati più di mille i veicoli elettrici immatricolati in Italia, circa 6.000 le immatricolazioni nei primi 7 mesi dell’anno, con una crescita del 113% rispetto allo stesso periodo del 2018 e una stima che va dai 2,5 ai 7 milioni di veicoli in circolazione sulle strade nazionali nel 2030 (dati School of Management del Politecnico di Milano). Il comune sguardo verso il futuro della mobilità ha spinto Aton Informatica e New Incentric ad unire le proprie competenze verso un’idea condivisa delle tecnologie a supporto di questo mercato in espansione, con soluzioni e servizi molto innovativi, rispetto all’attuale mercato, dedicati alle imprese e alla pubblica amministrazione ma con un occhio attento ed interessato, anche ai cittadini.Una sinergia completa che unisce le tecnologie sviluppate da New Incentric, relative alla mobilità elettrica e alle infrastrutture di ricarica – anche attraverso il “battery swap” – con le competenze negli ambiti di Cybersecurity, IoT, Blockchain e GDPR di Aton Informatica, che curerà in particolare tutto il firmware e lo sviluppo software dei sistemi.L’obiettivo è offrire una sistema integrato sicuro, sostenibile e applicabile alla mobilità urbana del cittadino, a scopo commerciale e turistico in linea con le esigenze più integrate della società e del mercato.“Lo sviluppo dei software e quindi l’evoluzione tecnologica è la nostra missione – spiega Fulvio Duse, Direttore Generale del Gruppo Aton – Questa partnership con New Incentric consolida le nostre competenze in un mercato in tumultuosa crescita che abbraccia ambiti sensibili per il presente e il futuro della società: l’economia, la sostenibilità e la mobilità elettrica”.
“La mobilità elettrica sostenibile va affrontata considerando non solo le caratteristiche dei veicoli, ma coniugando le stesse a innovazioni strutturali, servizi, connettività e sicurezza degli utenti – sottolinea Massimo Pagetti, New Incentric – generando delle piattaforme integrate personalizzabili alla crescente domanda del mercato. La stretta collaborazione con il Gruppo Aton, grazie alle sue competenze ed esperienze progettuali, completa e arricchisce il nostro Team di Professionisti integrando gli obiettivi congiuntamente condivisi”. http://www.atoninformatica.it

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Scuola: Comitato di ds chiede la mobilità straordinaria

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Un gruppo di neo presidi scrive alle massime cariche istituzionali, sottolineando contraddizioni e iniquità delle immissioni in ruolo, fra obbligo – per la metà dei vincitori – di lavorare in un’altra regione, blocco triennale e centinaia di reggenze. Pacifico: “Una causa sacrosanta, una battaglia comune. Il nostro sindacato è al fianco dei ds appena nominati, li assistiamo dal punto di vista formativo e legale”Il recente concorso per dirigenti scolastici e la distribuzione dei neo ds nelle varie regioni italiane continuano a far notizia. Inevitabile, se si pensa che dei 2.900 posti a concorso saranno immessi in ruolo da settembre solo i primi 1.984 della graduatoria di merito, mentre in 916 dovranno attendere che lo stesso destino si compia nei due anni successivi. E se si pensa che soltanto la metà dei 1.984 vincitori ha ottenuto di lavorare nella regione di prima scelta.Per mettere in luce contraddizioni e ingiustizie di questa fase iniziale delle immissioni in ruolo si è appena costituito un gruppo, “Neo Dirigenti Scolastici per la Mobilità Straordinaria”, le cui osservazioni collettive, pubblicate da TuttoScuola, sono state inviate all’attenzione delle massime cariche istituzionali, il presidente della Repubblica Mattarella, il presidente del Consiglio Conte – dimissionario ma operativo per gli affari correnti – e il ministro dell’Istruzione Bussetti.Nella missiva si sottolineano i «giorni di profonda amarezza e angoscia» e i dubbi dei ds «costretti a scegliere tra ciò che si è tanto rincorso attraverso mesi di intenso studio e una drastica rinuncia. Nell’assegnazione dei vincitori, infatti, oltre la metà dei neo DS sono stati destinati a occupare sedi lontane dalla propria regione, sparse in tutto il territorio nazionale. La procedura selettiva appena espletata ha avuto inizio dunque con una situazione del tutto anomala in Campania, con zero posti a concorso, e con pochi posti messi a concorso in Sicilia e nel Lazio, a fronte di un numero cospicuo di candidati vincitori. Ne è risultata un’onda anomala di assegnazioni fuori regione». Un’amarezza che si aggrava, a fronte di oltre cinquecento reggenze conclamate. Non possiamo nascondere la sofferenza legata al dilemma se trasferirsi lontano dal proprio luogo di vita e di lavoro, lasciando a centinaia di chilometri figli, mogli, mariti e, in diversi casi, parenti con gravi disabilità, e l’essere tristemente depennati dalle graduatorie, rinunciando così all’occasione professionale, per cui tanti sacrifici sono stati affrontati nel corso degli ultimi anni».

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Nuovi capitali per ampliare il business che rivoluzionerà la mobilità

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Helbiz, la società americana che ha lanciato il fenomeno del monopattino in sharing, annuncia un nuovo round di finanziamenti da 10 milioni di dollari guidato da investitori e venture capital interessati agli sviluppi della nuova economia della smart mobility.
Helbiz utilizzerà il capitale per far scalare le proprie attività a livello globale con un focus particolare verso l’iniziativa italiana. “Più della metà dei proventi verranno reinvestiti in Italia”, spiega Salvatore Palella, CEO e fondatore della società, preannunciando un programma di espansione basato su tre direttrici principali: apertura di nuove città, rafforzamento delle flotte di monopattini e del fleet team. “L’arrivo del Decreto Attuativo ha sbloccato lo stallo normativo che impediva ai Comuni tricolori di aprirsi al trasporto del futuro. Ora possiamo finalmente rompere gli indugi dando agli italiani un nuovo orizzonte di sviluppo, anche in termini occupazionali”.L’obiettivo a breve termine è replicare il successo di Milano, capitale italiana ed europea dello sharing. Nel capoluogo meneghino Helbiz gestisce oggi una flotta di quasi 800 monopattini elettrici in condivisione gestiti da un team di circa 30 persone fra addetti al ritiro, manutentori, city manager, responsabili amministrativi e marketing. Il nuovo flusso di capitali permetterà di ampliare il raggio d’azione del servizio, a cominciare da tutte quelle città – anche del Sud Italia – che combattono quotidianamente con i problemi di congestionamento della viabilità. Parte degli investimenti verranno inoltre destinati all’ammodernamento dei mezzi, che verranno equipaggiati con batterie removibili per incrementare il numero di ore di esercizio.Helbiz, che ha recentemente annunciato la presentazione di un’Offerta Pubblica Iniziale (IPO) dual listing al Nasdaq e in Borsa Italiana, è oggi presente in 10 Paesi nel mondo.

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La mobilità a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Un piano strategico di ampio respiro che inglobi la visione di mobilità di medio e lungo periodo nella città di Roma: dai tram, alle infrastrutture, nuove metropolitane, alla ciclabilità e isole ambientali, tutte misure da attuare per migliorare il trasporto pubblico locale e la qualità della vita dei cittadini. È quanto prevede la delibera sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile adottata dall’Assemblea capitolina.“Roma si dota finalmente di una vera programmazione sulla mobilità, una strategia futura di medio e lungo periodo che risponde a una visione precisa di quello che vogliamo per la Capitale. Il piano è stato pensato mettendo al centro le esigenze di mobilità delle persone e delle imprese, perché la nostra città può e deve offrire una migliore qualità della vita a chi la abita e la vive ogni giorno. Le politiche e le misure definite nel PUMS coprono tutte le tipologie di trasporto, sia pubblico sia privato, su tutto il territorio”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.
Priorità è il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema di mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali, previsti negli attuali strumenti di pianificazione.
L’adeguamento delle metropolitane A e B, l’ammodernamento della ferrovia Roma-Giardinetti, la creazione di un collegamento tra le metro A e C a Tor Vergata, la realizzazione di nuove linee tranviarie: dal tram che passerà su via dei Fori imperiali, per arrivare a Piazza Vittorio a quello che collegherà Stazione Tiburtina a Piazzale del Verano, fino alla linea Auditorium-piazza Risorgimento.Ma anche funivie a partire da Battistini-Casalotti, fino alla realizzazione di altri due progetti: la funivia di Magliana-Piazza Civiltà del Lavoro e quella su rotaie, Jonio-Bufalotta. Sono alcune delle opere, definite invarianti infrastrutturali “punti fermi”, inserite nel Piano urbano della mobilità sostenibile. A queste vanno aggiunte le opere condivise e decise anche grazie alle consultazioni e alla partecipazione di tutti i Municipi.A dicembre scorso Roma Capitale ha chiesto al ministero delle Infrastrutture i finanziamenti per sette progetti contenuti nel Pums: tre nuove tranvie; il potenziamento e l’estensione di linee ferroviarie urbane; due funivie e l’acquisto di nuovo materiale rotabile per la rete tranviaria di Roma.“I principi guida del piano si basano sull’integrazione tra le diverse tipologie di mobilità, la promozione di diverse modalità di trasporto alternative all’auto privata, il rafforzamento degli standard di sicurezza nel trasporto pubblico e per il traffico stradale, l’aumento della capacità di trasporto pubblico, progetti e strategie per la mobilità dolce e condivisa. Tra i progetti inseriti nel PUMS, e recentemente presentati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per avere accesso ai fondi governativi, ci sono tre tramvie, due funivie e l’acquisto di nuovi tram”, spiega l’assessore alla città in Movimento, Linda Meleo. “È un importante pezzo della visione che questa amministrazione ha e che guarda alle città come luoghi in cui si giocano le sfide del futuro. Un futuro – sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori – che si lega anche agli impegni che Roma ha sottoscritto con altre grandi città del mondo per raggiungere obiettivi condivisi sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Una visione integrata che prevede diversi interventi sia per quanto riguarda gli obiettivi già definiti e finanziati, quindi in corso di realizzazione, sia quelli per lo scenario di programmazione dei prossimi anni. Stiamo dialogando anche con altri attori fondamentali per raggiungere risultati attesi da tempo come ad esempio il tema del completamento dell’anello ferroviario, dello sviluppo dei nodi delle stazioni, sia con il recupero delle aree urbane esistenti, da piazza dei Cinquecento a piazzale Ovest a piazzale Ostiense e piazzale Flavio Biondo che con lo sviluppo delle aree dismesse previste dall’ambito strategico: la revisione del piano di assetto di Tiburtina, in collegamento con l’area dello SDO di Pietralata, e di Tuscolana tra gli altri. Il PUMS è uno strumento fondamentale per immaginare la città futura, è uno strumento di democrazia, perché spostarsi liberamente rappresenta uno dei pilastri fondamentali del diritto alla città”.“Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è stato rimodulato con l’integrazione delle opere richieste dalla cittadinanza attraverso numerosi passaggi partecipativi. Gli obiettivi di rete integrata su ferro sono molto ambiziosi ed è evidente che sono legati alla straordinaria urgenza di recuperare i decenni persi. Abbiamo un tracciato da seguire per ‘infrastrutturare’ la nostra visione della Capitale del futuro, i cui effetti andranno ovviamente a ridefinire gli scenari di sviluppo urbano, dove anche gli spazi pubblici saranno ripensati sulla base delle idee condivise in un percorso durato due anni: l’accessibilità come principio quadro in tutte le linee del Piano, l’indispensabile garanzia di realizzare la sicurezza nelle nostre strade, il piano della mobilità dolce e sostenibile, della ciclabilità, la riorganizzazione dei parcheggi di scambio, la sistematizzazione della logistica delle merci, ma soprattutto la cura forte del ferro con la previsione di nuove linee metro e tram. Il PUMS pone al centro le persone e la soddisfazione delle loro esigenze di mobilità, aggiunge Pietro Calabrese, Presidente Commissione Mobilità.

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Campidoglio, Roma Capitale e Atenei romani insieme per mobilità sostenibile studenti

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Riorganizzare gli orari e i tempi delle attività accademiche per favorire la mobilità degli studenti iscritti nelle Università romane. Obiettivo: sperimentare questa innovazione già a partire dal secondo semestre dell’anno accademico 2019-2020.È questa la richiesta che la Sindaca Virginia Raggi ha formulato sottoscrivendo una “Lettera di Intenti” insieme con il presidente e AD di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi, il Rettore de La Sapienza Università di Roma, Eugenio Gaudio, il Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Giuseppe Novelli, e il Rettore dell’Università Roma Tre, Luca Pietromarchi.Grazie a questo accordo per la prima volta Roma Capitale e i maggiori atenei pubblici romani lavoreranno in modo integrato, mettendo a disposizione database e best practice con l’obiettivo di rendere la mobilità di tutti, in primis per la vastissima popolazione di universitari in città, più sostenibile.“Con la firma della Lettera di Intenti abbiamo fatto un salto di qualità nella collaborazione con gli atenei romani, per condividere progetti e sviluppare nuovi programmi per la mobilità sostenibile. Obiettivo comune: creare modelli di trasporto disegnati sulle esigenze degli studenti universitari e dei lavoratori, che vivono o risiedono nella nostra città e di quelli che arrivano da fuori, applicabili già a partire dal prossimo anno accademico”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.Il piano di collaborazione punterà a ricercare soluzioni capaci di allentare la congestione del traffico intorno alle sedi universitarie favorendo interventi di razionalizzazione dei flussi nei momenti di maggiore intensità degli spostamenti, anche a beneficio di una mobilità più fluida e meno inquinante su tutto il territorio della Capitale.Una volta realizzati i piani di mobilità e verificata la loro fattibilità, partirà la sperimentazione, programmata già dal secondo semestre dell’anno accademico 2019-2020. L’accordo ha validità triennale, è rinnovabile, e rafforza la collaborazione già avviata tra Roma Capitale, Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre.

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Scuola – Mobilità: ogni anno solo il 2% dei docenti cambia regione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Negli ultimi quattro anni si sono spostati lungo la penisola 342.374 insegnanti; di questi, 57.580 sono andati in un’altra regione. Vale a dire il 16,8% per cento. Se si eccettua il 2016/17, quando il deflusso è stato maxi per effetto della mobilità obbligatoria prevista per tutti gli assunti della Buona Scuola, ogni volta ha cambiato scuola il 10% del corpo docente. A scriverlo è oggi Il Sole 24 Ore, che ha realizzato anche un approfondimento sull’ultimo biennio: qualche giorno fa, il Miur, con effetto 1° settembre 2019, ha accolto 63.997 domande di docenti sulle 115.534 complessive presentate, pari al 55%; l’anno prima le richieste accolte erano state 58mila su 129mila (il 45%). Inoltre, è un dato oggettivo, riportato anche dall’Invalsi, che i trasferimenti non comportano alcun “impatto negativo sugli apprendimenti degli studenti”.
Secondo Anief, i dati pubblicati oggi dal primo quotidiano economico nazionale possono essere interpretati in molti modi, ma quello che fa scalpore è senza dubbio quel 16,8% di trasferimenti realizzati fuori regione. “Significa – commenta il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico – che solo un docente su sei di quelli che fanno domanda di trasferimento cambia sede di servizio spostandosi di centinaia di chilometri. Se a questo aggiungiamo che il 90% dei docenti non si muove, si scopre che è un falso mito quello che vorrebbe lo spostamento, ogni anno, di tantissimi insegnanti da Nord verso Sud”.
Tra l’altro, sempre Il Sole 24 Ore ha fatto notare che gli spostamenti non comportano alcun “impatto negativo sugli apprendimenti degli studenti”. Secondo Annamaria Ajello, presidente dell’Invalsi, “basta guardare i risultati degli scorsi anni per confermare la tendenza: gli studenti delle regioni del Nord ottengono, mediamente, punteggi più elevati in italiano e matematica, nonostante l’andirivieni citato prima di docenti soprattutto del Sud. «La loro presenza temporanea – commenta Ajello – non determina alcun effetto negativo nel rendimento degli studenti, tanto che gli studenti settentrionali continuano a registrare i migliori risultati alle prove Invalsi. Ciò vuol dire che “il contesto”, complessivamente inteso, esercita un’influenza positiva tanto da far sì che il docente meridionale contribuisca efficacemente ai buoni risultati di quegli studenti. Per il Mezzogiorno il discorso si ribalta”. Perché, “l’impegno dei docenti, per quanto intenso, non riesce a compensare l’influenza negativa delle variabili non didattiche”. A proposito di contesto e di politiche nazionali dell’istruzione in tempo di autonomia.

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Scuola: – Mobilità docenti nel caos

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

Errori e rettifiche per circa mille docenti: forse per errore degli uffici non si è considerato l’accantonamento dei posti da dare in ruolo. Amaro il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Almeno questa volta qualcuno a Viale Trastevere se ne è accorto, mentre ancora in migliaia aspettano di capire perché l’algoritmo ‘segreto’ li ha trasferiti a chilometri di distanza dalla sede dove hanno svolto l’anno di prova e dalla propria famiglia. Ancora una volta la metà delle domande non è stata accolta, anche perché gli organici continuano a essere truccati, vacanti e disponibili, ma non in organico di diritto. Una truffa che coinvolge pure i precari, i quali non possono essere immessi in ruolo su questi posti e sono costretti a ricorrere in tribunale per vedersi riconoscere lo stipendio dei mesi estivi”. Altro che “grande lavoro”, tutto bene tutto a posto, come voleva farci credere solo qualche giorno fa Marco Bussetti. La mobilità docenti 2019/20 è nel caos più totale. Con il ministero dell’Istruzione che ha fornito i numeri di quasi mille trasferimenti sbagliati, tra annullati e rettifiche effettuate. Si tratta, riassume la rivista specializzata Orizzonte Scuola, di 925 casi. questi, i trasferimenti revocati sono 352: 8 per posti di scuola dell’infanzia, 14 di primaria, 187 di secondaria di I grado e 143 di secondaria di II grado. Poi sono state effettuate 573 rettifiche di movimento: hanno riguardato più che altro i docenti che avevano ottenuto il passaggio di cattedra/ruolo e che, con la modifica, hanno ottenuto invece il trasferimento nella propria classe di concorso. Ma perché è accaduto tutto questo? L’ipotesi iniziale, il fatto che le rettifiche e le revoche siano da attribuire al mancato accantonamento dei posti per i docenti FIT 2018 (le cui graduatorie sono state pubblicate entro il 31 dicembre scorso e che hanno già scelto la provincia), non sembra avere avuto riscontro. Perché, in realtà, scrive ancora Orizzonte Scuola, sono stati annullati anche alcuni trasferimenti alla scuola primaria e infanzia, che non riguardano il FIT. In ogni caso, per Anief quanto è accaduto non è una sorpresa: il sindacato aveva da subito messo in risalto che la metà dei trasferimenti andati in porti, di cui si vantava il Miur, era un dato superficiale. Perché non sono andati a buon fine la maggior parte dei trasferimenti più rilevanti, quelli interprovinciali, che avrebbero finalmente sanato le assunzioni della Buona Scuola di Matteo Renzi, svolte sulla base di un algoritmo “impazzito” che solo nella fase B del reclutamento straordinario attuato nel 2016 ha portato oltre 8 mila docenti fuori provincia e regione.

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Scuola: Mobilità, assegnazioni provvisorie

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

Non c’è accordo sulle assegnazioni e le utilizzazioni del prossimo triennio scolastico: l’incontro del 4 giugno non ha sciolto “alcuni nodi” ed altri rimangono “ancora senza soluzione”, riferisce la stampa specializzata. L’unica certezza, al momento, è che il contratto sarà triennale, ma le domande annuali. Il Miur sembra intenzionato a negare la mobilità annuale ai docenti che hanno terminato il sistema di Formazione iniziale e tirocinio. Per il giovane sindacato si sta ledendo un diritto: questi insegnanti vanno considerati alla stregua di quelli assunti da GaE e da graduatoria di merito. Marcello Pacifico (Anief): Ricorreremo in tribunale in loro difesa. Una delle novità, in via di approvazione, riguarda il fatto che “l’assegnazione provvisoria potrà essere richiesta da tutti i docenti, indipendentemente dall’esito della domanda di mobilità. Si tratta di una novità che sarà introdotta con l’aggiornamento di questo contratto”. Inoltre, “le domande di assegnazione provvisoria interprovinciale potranno essere anche su posti di sostegno per quei docenti privi di specializzazione, che, però, abbiano almeno un anno di servizio su sostegno. Infine, “per quanto riguarda i docenti del terzo anno FIT, non si è ancora raggiunto un accordo con il Ministero sulla loro possibilità di partecipare alle operazioni di mobilità annuale”. Per Anief un’eventuale esclusione dalla mobilità annuale dei docenti del terzo anno FIT – il sistema di Formazione iniziale e tirocinio, introdotto con il nuovo reclutamento per la scuola secondaria approvato dal decreto legislativo 59/2017 – sarebbe una vera ingiustizia, perché si tratta di 7 mila docenti che risultano in periodo di prova e formazione, alla pari degli altri colleghi assunti da GaE e da graduatoria di merito del concorso 2016. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “un insegnante che ha superato il periodo di prova, il cosiddetto periodo di ‘straordinariato’, ha pieno diritto a partecipare alle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisoria”.

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Telematica e “mobilità connessa” entrano in ANIASA

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Il settore della telematica e della mobilità connessa entra ufficialmente in ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità. La nuova sezione “Digital Automotive” si aggiungerà alle quattro già esistenti (noleggio a lungo termine, rent-a-car, vehicle sharing, servizi all’auto) per trovare adeguati strumenti di interlocuzione, analisi e rappresentanza nei confronti dei diversi stakeholder della mobilità e delle istituzioni nazionali e locali. La decisione è stata annunciata nel corso dell’Assemblea dell’Associazione.
Soci fondatori della nuova sezione sono alcuni tra i principali protagonisti dell’Intelligence of Things a bordo dell’auto: ACI Infomobility, Alphaevolution Technology (UNIPOL), LoJack, Omoove (Octo), Safo Group, Targa Telematics, Texa, Viasat, Vodafone Automotive.“L’apertura di ANIASA verso le nuove forme di mobilità condivisa e connessa che si stanno rapidamente diffondendo”, dichiara Massimiliano Archiapatti, Presidente di ANIASA, “evidenzia il ruolo da protagonista che l’Associazione sta giocando nell’evoluzione in corso dell’offerta e della domanda di mobilità, sempre più propensa al modello ‘pay per use’ e meno vincolata alla proprietà del bene auto. Primo obiettivo dell’Associazione in questo ambito sarà la definizione, attraverso il dialogo con le istituzioni, di un contesto chiaro di regole sulla gestione dei dati condivisi attraverso i dispositivi che mettono in connessione i veicoli”.
Secondo uno studio condotto recentemente da ANIASA con la società di consulenza strategica BAIN & Company oggi 1 italiano su 3 guida un’auto connessa, oltre la metà intende dotarsene; il 60% degli automobilisti è disposto a condividere i dati del veicolo (ma non quelli personali del telefono) per servizi che possano aumentare la sicurezza personale e dell’auto, come la localizzazione in caso di emergenza o furto, la diagnostica da remoto e la manutenzione predittiva. (Marco Catino)

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Parma: Com’è stata la mobilità degli individui nell’ultima glaciazione nell’Italia del Sud?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

Uno studio appena pubblicato su Nature Ecology & Evolution prova a ricostruirla. A firmarlo, ricercatori di diverse università italiane (Parma, Bologna, Modena, Siena e Milano), europee (Leipzig e Aarhus) e nordamericane (Simon Fraser University, Canada, e Columbia University, USA): tra questi Paola Iacumin, docente di Geochimica e vulcanologia all’Università di Parma. All’Università di Parma (al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale) c’è infatti uno dei pochi laboratori di isotopi stabili di elementi leggeri presenti in Italia, dove sono state eseguite le analisi sugli isotopi stabili di carbonio e azoto. La prof.ssa Iacumin ne è la responsabile scientifica.Comprendere le ragioni che stanno alla base delle strategie di mobilità delle popolazioni umane e le abitudini alimentari è da sempre una sfida importante negli studi di paleoantropologia: gli isotopi stabili di alcuni elementi (in particolare carbonio, azoto e stronzio) possono essere misurati su resti scheletrici e utilizzati per questo fine.
Nello studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution sono stati analizzati due gruppi di individui appartenenti a due diversi periodi del Paleolitico, l’uno del Gravettiano iniziale (circa 33-31 mila anni fa), l’altro all’Epigravettiano finale (circa 20-18 mila anni fa), ambedue provenienti dalla Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Puglia, Italia meridionale). In questa grotta sono stati ritrovati più di 140 resti di uomini vissuti nel periodo più freddo dell’ultima glaciazione (circa 20.000 anni fa). I risultati ottenuti hanno indicato due diverse strategie di spostamento e approvvigionamento del cibo e una sostituzione della popolazione durante l’Epigravettiano. Questa ipotesi concorda con i dati genetici e con il probabile cambiamento nelle strategie di caccia, come testimoniano le industrie litiche e ossee. Infine, è ipotizzato che il miglioramento globale del clima potrebbe aver facilitato l’arrivo di nuovi gruppi di persone dal Nord o dall’Est, spinte dal miglioramento generale dell’ambiente e dall’apertura di nuovi corridoi migratori.

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Entra nel vivo la mobilità del personale scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

E’ stata regolata quest’anno dal rinnovato contratto collettivo nazionale, valido per il prossimo triennio, e dalle ordinanze Miur che hanno scandito ufficialmente i tempi di presentazione delle domande: da alcuni giorni si è conclusa la fase più corposa delle domande, relativa ai docenti di ogni ordine e grado; da oggi, fino al 5 maggio, sarà la volta degli insegnanti di religione cattolica; dal 3 al 28 maggio prossimi toccherà agli educatori. Il personale Ata, invece, ha tempo fino al prossimo 26 aprile. Il sindacato, intanto, dice basta alle discriminazioni, attraverso degli emendamenti al ddl AS-1122, in questi giorni all’esame delle Commissioni del Senato: per Anief, bisogna finirla con l’obbligo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione; ma anche aprire all’adeguamento alla normativa comunitaria sui trasferimenti intercompartimentali, con il riconoscimento del servizio prestato nel ruolo precedente e della posizione stipendiale più favorevole. In vista degli spostamenti richiesti da circa 200 mila lavoratori per il prossimo anno scolastico, Orizzonte Scuola ha fatto sapere che stanno man mano giungendo le prime notifiche sui punteggi del personale docente, derivanti dai titoli e servizi presentati tramite il sistema istanze online: la lettera di notifica, che giunge via e-mail ed è composta dal dettaglio delle voci del modulo di domanda ritenute valide, comprese le esigenze di famiglia (se valutabili) ed eventuali precedenze, è valida sia ai fini della convalida della domanda medesima che ai fini dell’attribuzione del punteggio spettante. “Il docente viene invitato a prendere visione dei dati riportati nel documento e, nel caso di errori nell’attribuzione del punteggio e/o riguardo alle precedenze o altro, avrà 10 giorni di tempo, a partire dalla data di ricezione della notifica di convalida, per presentare reclamo all’Ufficio scolastico provinciale di competenza (quello di titolarità)”. Quest’anno, infine, l’esito delle domande di mobilità verrà comunicato in un’unica data, il 20 giugno. A proposito della mobilità futura del personale scolastico, Anief sta operando per sanare le discriminazioni ancora in essere. In particolare, nell’esaminare il disegno di legge AS-1122 voluto dalla ministra Giulia Bongiorno, attraverso il quale si intendono modificare le norme che regolano l’accesso, il merito, la mobilità, la contrattazione e la dirigenza del pubblico impiego, il 9 aprile, presso l’XI Commissione del Senato, il giovane sindacato ha presentato una serie di proposte emendative – che vanno a superare i bug del decreto legislativo n. 165/2001 e successive norme – che ancora oggi costringono docenti e Ata a rimanere in servizio in istituti lontani dalla loro residenza, pur in presenza di posti liberi molto più vicini. Si tratta, ricordiamo, di una situazione letteralmente esplosa a seguito dei marchiani errori prodotti con lo sciagurato algoritmo “impazzito” adottato a seguito del maxi piano di assunzioni del 2016, voluto dal Pd con la Legge 107/2015, che a distanza di tre anni vede tanti di quei docenti ancora fuori regione: Anief chiede, pertanto, l’eliminazione dell’obbligo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione, in modo da assicurare anche “tutela del diritto alla famiglia” e il superamento di ingiuste “barriere regionali, nella disponibilità di posti”. Il sindacato autonomo ha quindi chiesto ai senatori di adottare nella PA la “normativa comunitaria sui trasferimenti anche intercompartimentali di cui all’art. 29-bis del d.lgs. 165/01 e all’art. 48 del d.lgs. 150/09 con il riconoscimento della posizione stipendiale più favorevole e del servizio prestato nel ruolo precedente anche nei passaggi di ruolo”.

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