Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n°108

Posts Tagged ‘mobilità’

Mobilità personale scolastico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

La Corte di Cassazione, che in questo senso si è espressa a sezioni unite con la sentenza n. 22552/16, risolvendo l’annoso problema della mancata parità di trattamento tra personale di ruolo e precario, accorda le richieste di non discriminazione patrocinate dal sindacato. Lo stesso principio vale per la validità dei servizi svolti, che vanno per forza di cose considerati tutti per intero. E ciò vale, ovviamente, anche per i docenti di sostegno. I quali, lo ricordiamo, sono insegnanti abilitati con diritti analoghi ai colleghi su disciplina. Detto questo, rimane un mistero il perché al Miur si continui a considerare il loro servizio pre-ruolo non utile per il raggiungimento del quinquennio di servizio e a chiedere, in questo modo, il ritorno sulla loro disciplina d’insegnamento. Secondo il giovane sindacato, risulta quindi illegittima la norma contrattuale laddove non riconosce il servizio pre-ruolo come utile per la valutazione del servizio obbligatorio da svolgere nei trasferimenti. A questo proposito, nel periodo di consegna delle domande di trasferimento, che rimarrà aperto fino al prossimo 26 aprile, Anief ricorda di dichiararlo nella domanda, per poter impugnare il tutto. Per aderire al ricorso vai al seguente link.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Appena Anief diverrà rappresentativa, al fine di ottenere il punteggio spettante in fase di richiesta di mobilità ed in particolare di trasferimento annuale, si batterà al massimo sia per questa istanza, sia per revisionare la tabella di valutazione dei titoli, per valutare il servizio nella paritaria, tutto quellopre-ruolo nelle graduatorie interne d’istituto e per garantire i trasferimenti attraverso l’adeguamento degli organici di fatto agli organici di diritto. Proprio in questi giorni è indispensabile rivolgersi in tribunale per presentare anche altri ricorsi Anief e non soccombere dinanzi alle norme ingiuste incluse nel contratto vigente sulla mobilità del personale scolastico.

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Mobilità sostenibile all’interno del capoluogo lombardo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

ReFeel eMobility, JV tra il Gruppo ReFeel e il Gruppo Building Energy, attivo nel settore del corporate car sharing ecosostenibile, ha vinto la gara indetta dal Comune di Milano per l’assegnazione del primo “Corporate car sharing elettrico station based” presente sul territorio comunale, che ha l’obiettivo di fornire ad aziende, strutture alberghiere, campus universitari, centri direzionali e residenziali una soluzione di mobilità flessibile ad impatto zero.
Le aziende presenti sul territorio del Comune di Milano possono avvalersi del servizio reso disponibile da ReFeel eMobility e offrire ai propri dipendenti la possibilità di spostarsi agevolmente all’interno della città e dell’hinterland, sia per lavoro che per il tempo libero, abbattendo del 100% le emissioni di anidride carbonica. Le oltre 30 Renault ZOE attualmente messe a disposizione da ReFeel eMobility sono auto elettriche alimentate unicamente da fonti rinnovabili con un’autonomia di circa 310 km su percorso misto, con una velocità massima di 135 km/h. Le vetture possono essere ricaricate velocemente collegandosi alle apposite colonnine da 22 kW che verranno installate da Be Charge, società del Gruppo Building Energy specializzata in infrastrutture per la mobilità sostenibile, presso le sedi delle organizzazioni che attiveranno il servizio.ReFeel eMobility promuove una modalità di trasporto conveniente ed eco-sostenibile tramite la condivisione dei mezzi elettrici tra persone che lavorano o vivono nello stesso luogo, che avvicina le persone alla mobilità elettrica senza dover rinunciare alle comodità. L’app Refeel eMobility, disponibile sia per iOS che per Android, consente di affittare l’auto e gestire tutte le fasi del noleggio, dalla prenotazione al pagamento. Le auto elettriche di ReFeel eMobility possono circolare liberamente ed essere parcheggiate ovunque in maniera completamente gratuita all’interno del territorio del Comune e dell’hinterland. Milano rappresenta, infatti, la città italiana più all’avanguardia sotto il profilo della mobilità, il terreno ideale da cui partire per diffondere la cultura dell’e-mobility su scala nazionale.

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Scuola: Mobilità docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

I servizi svolti nelle paritarie, nei professionali e comunali considerati di serie B. Questa differenziazione illegittima può andare a determinare seri problemi al personale docente, in particolare ai fini della mobilità. Perché vedersi riconosciuto un punteggio inferiore nella graduatoria d’istituto oppure in fase di richiesta di trasferimento, passaggio di ruolo o di cattedra, oltre che di utilizzazione e assegnazione provvisoria, può essere determinante in modo negativo. Al fine di ottenere la validazione totale del punteggio relativo all’insegnamento effettuato in tali istituti, tutti equiparabili alla scuola statale, il sindacato Anief ha promosso un apposito ricorso al giudice del lavoro: tale impugnazione va a contestare la tabella di valutazione dei titoli ai fini dell’attribuzione del punteggio della mobilità 2018. Non vedersi riconosciuto quel punteggio rischia di compromettere l’esito della mobilità alla quale i docenti di ruolo possono presentare domanda, tramite il portale Istanze on line, fino al prossimo 26 aprile. Per aderire, vai al seguente link. L’impugnazione è allargata alle graduatorie interne d’istituto, per la formulazione delle quali si continua a non considerare per intero il servizio d’insegnamento pre-ruolo svolto nella paritaria, nei percorsi di formazione professionale, nelle scuole comunali e anche nelle piccole isole. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quel servizio va dichiarato e valutato se prestato dopo il 2000. E a pensarla come noi sono anche i tribunali del lavoro. Per questi motivi, Anief conferma la strada del ricorso dopo il rinnovo del divieto già siglato nel precedente contratto. Le tante pronunce positive dei giudici ci inducono ad essere davvero fiduciosi anche per l’esito di questa ennesima battaglia legale. Siamo convinti di far prevalere sempre la giustizia a danno di quelle norme discriminanti e inique che il Miur si ostina a tenere in vita.

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Scuola: Mobilità docenti di sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Forte delle sentenze delle sezioni unite della Cassazione, che riconoscono la parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato, il giovane sindacato consiglia agli interessati di non soccombere alla norma iniqua imposta dal Ministero di Viale Trastevere: perché gli anni validi ai fini del raggiungimento del quinquennio sono sia quelli svolti da precari, sia successivamente alla stipula del contratto di assunzione in ruolo, sempre su sostegno .Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Su questa lunghezza d’onda si sono anche sintonizzati tutti i tribunali del lavoro, specialmente dopo le sentenze delle sezioni unite della Corte Cassazione che riconoscono la parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato. Noi siamo convinti che tale espressione non può rimanere lettera morta: per questo, invitiamo tutti gli insegnanti di sostegno che hanno superato l’anno di prova ed in precedenza svolto servizio sullo stesso posto, per un periodo complessivo di almeno cinque anni, a rivolgersi al nostro sindacato per presentare domanda di mobilità entro il prossimo 26 aprile.

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Piano d’azione sulla mobilità militare: un’iniziativa concreta per un’Unione della difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2018

In linea con l’impegno dichiarato dal Presidente Juncker per un’autentica Unione della difesa entro il 2025, la Commissione e l’Alta rappresentante hanno presentato un piano d’azione per migliorare la mobilità militare all’interno e all’esterno dell’Unione europea.
gli spostamenti delle truppe e delle risorse militari è fondamentale per la sicurezza dei cittadini europei e per costruire un’Unione più efficace, reattiva e coesa, come indicato nella comunicazione congiunta sul miglioramento della mobilità militare nell’UE del novembre 2017 e auspicato nella strategia globale dell’UE per la politica estera e di sicurezza. Il piano d’azione di oggi individua una serie di misure operative per superare le barriere fisiche, procedurali o normative che ostacolano la mobilità militare. Per attuare questo piano d’azione sarà essenziale operare in stretta collaborazione con gli Stati membri dell’UE e con tutti i soggetti pertinenti. L’Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione Federica Mogherini ha dichiarato: “Promuovere la pace e garantire la sicurezza dei nostri cittadini è la prima priorità dell’Unione europea. Facilitando la mobilità militare all’interno dell’UE possiamo essere più efficaci nel prevenire le crisi, efficienti nel dispiegare le missioni e rapidi nel rispondere alle sfide quando si presentano. Questo è un altro passo avanti nel consolidamento della nostra cooperazione a livello di UE, anche nel quadro della cooperazione strutturata permanente che abbiamo da poco varato formalmente e con i nostri partner, iniziando con la NATO. Per noi, come UE, la cooperazione rimane l’unico strumento per essere efficaci nel mondo di oggi.”
Il piano d’azione di oggi prende spunto dalla tabella di marcia sulla mobilità militare redatta nel quadro dall’Agenzia europea per la difesa e propone una serie di azioni concrete nei settori che seguono.Requisiti militari: questo è il punto di partenza per un approccio efficace e coordinato alla mobilità militare in tutta l’UE. Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e lo Stato maggiore dell’UE individueranno una serie di requisiti militari in base alle esigenze dell’UE e degli Stati membri, anche per quanto riguarda l’infrastruttura necessaria per la mobilità militare. Il Consiglio è invitato ad esaminare e convalidare tali requisiti entro il primo semestre del 2018.
Infrastrutture di trasporto: la politica per le infrastrutture e il settore degli investimenti offrono opportunità per una maggiore sinergia tra le esigenze civili e militari. Entro il 2019 la Commissione individuerà le sezioni della rete transeuropea di trasporto utilizzabili per il trasporto militare e i potenziamenti necessari da realizzare sulle infrastrutture esistenti (ad esempio l’altezza o la capacità portante dei ponti). Sarà elaborato un elenco prioritario di progetti. La Commissione prenderà in considerazione la possibilità di un sostegno finanziario supplementare dell’UE per questi progetti, nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale.
La Commissione esaminerà varie opzioni di razionalizzazione e semplificazione delle formalità doganali per le operazioni militari e valuterà la necessità di allineare la normativa sul trasporto di merci pericolose nel settore militare. Parallelamente, l’Agenzia europea per la difesa sosterrà gli Stati membri nell’elaborazione di un regime di permessi per la circolazione transfrontaliera.
La Commissione, il Servizio europeo per l’azione esterna e l’Agenzia europea per la difesa opereranno in stretto coordinamento con gli Stati membri per un’attuazione efficace di queste misure, che saranno realizzate nel pieno rispetto della sovranità degli Stati membri sul territorio nazionale e dei processi decisionali nazionali. È inoltre assicurato il coordinamento con le iniziative realizzate nell’ambito della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e con il progetto PESCO sulla mobilità militare. La collaborazione e la consultazione con la NATO sulle questioni riguardanti la mobilità militare saranno approfondite ulteriormente nel quadro dell’attuazione della dichiarazione congiuntaCerca le traduzioni disponibili del link precedente per assicurare coerenza e sinergie.

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Car Sharing e Ride Sharing protagonisti della mobilità del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2018

La diffusione di innovative forme di mobilità condivisa, e in particolare di car sharing e ride sharing, è destinata a crescere significativamente nei prossimi anni in tutto il mondo. Gli italiani sono, in Europa, gli utenti più fidelizzati ai servizi di condivisione dell’auto e nei prossimi 12 mesi ci si attende un’ulteriore crescita di queste due nuove forme di mobilità nel nostro Paese. Già oggi il 61% degli utenti italiani dichiara di aver evitato o rinviato l’acquisto di un nuovo veicolo, grazie all’utilizzo di servizi di smart mobility, e dati simili si osservano anche in altri Paesi. Le Case automobilistiche stanno investendo in modo significativo in nuovi servizi di mobilità, ma i modelli di business di successo devono ancora essere individuati.Sono questi i principali trend che emergono dalla presentazione della società globale di consulenza aziendale AlixPartners dal titolo “Mobilità condivisa – verso l’era del robotaxi”, illustrati da Giacomo Mori, Managing Director, nel corso di #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore tenutosi oggi a Milano. L’analisi propone un focus sullo sviluppo e sulle prospettive di crescita delle nuove forme di mobilità alternative all’acquisto dell’auto, car e ride sharing su tutte, proponendo un confronto della situazione nazionale con quella dei principali Paesi europei e non solo.
“Lo studio di AlixPartners lancia un messaggio chiaro: il modo di muoversi sta cambiando alla velocità della luce”, evidenzia Pierluigi Bonora – Promotore di #FORUMAutoMotive, “E gli operatori del settore sono sempre più chiamati a rivedere le loro strategie, magari messe a punto solo pochi anni fa, per adattarle alla nuova realtà. È una grande sfida che può favorire nuove partnership all’interno del settore, allargando la collaborazione anche a forze esterne. Tutto il mondo della mobilita è in fermento, tra alimentazioni alternative, guida autonoma e condivisione. Questo studio ci offre lo stato dell’arte del cambiamento in corso”.

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Scuola: Mobilità, si parte

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

Prendono il via le grandi manovre che a breve porteranno almeno 200mila lavoratori della scuola a chiedere di spostarsi sui tanti posti vacanti e disponibili: di questi, il 30% saranno assegnati ai trasferimenti di sede e il 10% per i passaggi di ruolo e di cattedra. Nello stesso periodo è prevista la presentazione delle domande per la compilazione delle graduatorie d’istituto, al fine dell’individuazione dei docenti soprannumerari che saranno obbligati a presentare anche loro domanda di trasferimento. Le date sono state già prefissate e variano a seconda del ruolo professionale. Il nuovo sindacato Anief, forte dei numerosissimi successi ottenuti con i ricorsi, ha organizzato una serie di incontri tematici sulla mobilità 2018 e deciso di offrire una consulenza gratuita per la compilazione delle domande di mobilità. La consulenza, da realizzare in tutti gli sportelli Anief, servirà anche a chiarire le posizioni individuali e a fornire assistenza per la presentazione di eventuali ricorsi, laddove il dipendente sia stato danneggiato per delle scelte errate dell’amministrazione. L’organizzazione sindacale consiglia pertanto agli interessati di consultare lo sportello Anief più vicino e partecipare al prossimo seminario Anief nel territorio. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo deciso di attivare sportelli e seminari, a seguito delle numerosissime domande che ogni giorno raccogliamo dal personale, ancora una volta disorientato dinanzi alla mole di cavilli e burocrazia che caratterizza la mobilità scolastica italiana: lo stesso personale scolastico è infatti cosciente che inserire o meno una X su un modello di domanda può essere decisivo per ottenere il trasferimento. La nostra assistenza riguarda, inoltre, la tutela dei loro diritti, nuovamente lesi da norme inique e discriminanti: per questo, continuiamo a patrocinare ricorsi per docenti e Ata.

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FORUMAutoMotive 2018 tra passato, presente e futuro della mobilità

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

A Milano, il 20 marzo ospiti d’onore la FIAT 1100 E, la Eva EsseEsse9 e la Vodafone Giga Bike. La passione per le quattro, due e più ruote sarà il perno centrale anche della prossima edizione di #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore in programma a Milano il 20 marzo (Enterprise Hotel in Corso Sempione, 91, dalle ore 9).
Ad evidenziare anche iconograficamente questa passione contribuirà la presenza di alcuni esemplari di veicoli protagonisti della storia della mobilità a motore, dal Ventesimo secolo agli anni a venire.A ricordare i fasti dell’industria automotive italiana sarà uno splendido esemplare in esposizione per gentile concessione del Museo Nicolis di Villafranca (Verona), partner ormai abituale di #FORUMAutoMotive, la FIAT 1100 E del 1950.
Questo raro modello risale al Secondo dopoguerra e nasce da alcune modifiche estetiche (fra cui l’applicazione di un cofano bagagli posteriore) apportate alla 508C Nuova Balilla 1100, ribattezzata poi 1100 B. La vettura esposta è la creazione della Carrozzeria Castagna di Milano che negli anni a cavallo fra le due guerre si impose in tutto il mondo con le sue eleganti carrozzerie costruite su telai prestigiosi. Il cabriolet “Vistotal” deve il suo nome al particolare parabrezza senza montanti laterali, brevettato nel 1936, che permette al guidatore una visibilità totale della strada davanti a sé. In sintonia con il parabrezza è anche il volante trasparente, un’opera d’arte vista solo su vetture di maggiore importanza.
Ispirata alle moto del passato, ma totalmente immersa nel presente con uno sguardo diretto alla mobilità elettrica del futuro, è la moto Eva EsseEsse9, realizzata da Energica Motor Company S.p.A., il primo costruttore di moto elettriche supersportive made in Italy.
Il nome di questo modello è ispirato al vero nome della Via Emilia, storica arteria che attraversa la Motor Valley Italiana. Nell’anima di questo terzo modello Energica l’innovazione si fonde con la preziosa tradizione dei motori della terra emiliana. Tecnologia e passione si coniugano in un design interamente studiato dall’ufficio stile Energica su cui primeggiano i componenti strutturali a vista e l’equipaggiamento che prevede una sella di ispirazione classica con tessuto soft touch e un fanale full led con DRL, un ovale di luce incastonato in una preziosa corona di alluminio lavorato dal pieno.Guarda decisamente al futuro della mobilità a due ruote il terzo super vehicle che sarà esposto a #FORUMAutomotive, Vodafone Giga Bike, rappresentazione di una mobilità più connessa, sicura, sostenibile e flessibile.Bike intelligente, estensione del pilota sempre connesso e abituato ad avere il massimo controllo attraverso lo smartphone incastonato a filo della carrozzeria, Vodafone Giga Bike prefigura e sperimenta gli scenari futuri della mobilità che vedranno i veicoli connessi fra loro, con le persone e le infrastrutture. La Concept superbike targata Vodafone è stata concepita per avere due motori elettrici che scatenino la trazione alle doppie ruote posteriori, presentando un assetto di marcia che può variare in tempo reale grazie a una semplice App dedicata, da gestire dal display inserito nella parte superiore della carrozzeria. L’altezza da terra, l’interasse, la posizione della sella, l’inclinazione del manubrio e la regolazione della forcella monobraccio, tutto si modificherà in tempo reale.

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Scuola: Mobilità, sottoscritto il contratto-ponte per docenti, educatori e Ata: valanga di ricorsi in arrivo

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Coinvolgerà oltre 100mila lavoratori, tra docenti, amministrativi, tecnici, ausiliari e personale educativo e avrà effetti pratici con il prossimo 1° settembre. Assieme alle regole, sono state fissate tutte le date di presentazione delle domande di mobilità, di comunicazione al SIDI e di pubblicazione dei movimenti concessi o rifiutati.Anief ricorda agli interessati che è pronta a rivincere nei tribunali per far riconoscere il servizio pre-ruolo su sostegno nel blocco quinquennale previsto per chi viene assunto o trasferito; per le graduatorie interne d’istituto, per la formulazione delle quali si continua a non considerare per intero il servizio pre-ruolo e contro la mancata considerazione del servizio prestato nella scuola paritaria. Tali mancate valutazioni, si rammenta, possono avere delle conseguenze negative dirette sull’individuazione dei soprannumerari e quindi sulla perdita di titolarità che oggi significa terminare negli sfavorevoli ambiti territoriali, quindi precarizzarsi a vita. Il giovane sindacato ha deciso poi di rivolgersi al giudice del lavoro per impugnare la tabella valutazione dei titoli previsti dalla mobilità 2017/18, anche per quella della mobilità d’ufficio (pure per il servizio specifico svolto nelle scuole paritarie, centri di formazione professionale o comunali anche situati nelle piccole isole). C’è poi un ricorso ad hoc contro l’assurda decisione del Miur di impedire la scelta della seda di attuale incarico triennale e anche la non accettazione di un mancato trasferimento (su ambito territoriale o sede scolastica richiesta) derivante da un errore algoritmico.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Al Miur le lezioni giuridiche che arrivano dai tribunali non sembrano mai bastare: di fatto, risultano confermate le regole dell’anno scorso, con tutte le norme illegittime su cui si sono già espressi tantissimi giudici. Continuiamo a pensare che contrattare sindacalmente un contratto che non si migliora mai non serve a nulla. Ecco perché puntiamo a superare la soglia di rappresentatività e a chiedere ai lavoratori di votare i candidati della lista Anief in occasione delle elezioni Rsu di metà aprile 2018. La nostra presenza, ai tavoli contrattuali di Viale Trastevere e delle scuole, porterà quella ventata di diritto di cui l’istruzione italiana ha bisogno: arrivando, tra l’altro, a coincidere con la discussione di un contratto particolarmente importante, visto che nel 2019 diventerà triennale.

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Scuola: Parte la “giostra” della mobilità per oltre 100mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

I sindacati sono stati convocati a Viale Trastevere mercoledì prossimo, 7 marzo, per la sottoscrizione definitiva del contratto sulla mobilità del personale docente, educativo ed ATA che avrà effetti con decorrenza dal 1° settembre 2018. L’intesa è pronta da oltre due mesi: si tratta di un Accordo ponte, valido solo per la mobilità dell’a.s. 2018/19. Il contratto è infatti quello dell’anno precedente a parte qualche aggiustamento tecnico che però non basta per evitare che vengano lesi una lunga serie di diritti dei tanti lavoratori coinvolti. Per questo il sindacato ha predisposto una serie di ricorsi Anief sulla mobilità 2018.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È un film già visto, perché sono confermate le regole dell’anno scorso, già ritenute illegittime dai tribunali. Il servizio pre-ruolo continua a essere valutato la metà nelle graduatorie interne d’istituto. Il servizio prestato nella paritaria seguita ad essere ignorato. Il blocco quinquennale sul sostegno prosegue a non tener conto del servizio pre-ruolo. Ecco perché la firma del 7 marzo aprirà una nuova stagione del contenzioso. Dal prossimo anno il contratto diventerà triennale, ma cambierà tutto appena il giovane sindacato Anief diventerà rappresentativo a seguito delle elezioni Rsu di metà aprile 2018.

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GFG Style e Envision presentano una concept car che guida il futuro della mobilità

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2018

MONCALIERI, Italia e SHANGHAI/PRNewswire/ GFG Style e Envision sono lieti di presentare un nuovo concept per i veicoli elettrici al Geneva Motor Show del 2018.La concept car racchiude la bellezza di design ed energia, definendo un’automobile che si integra con la sua infrastruttura energetica.”Per festeggiare l’80o compleanno di mio padre, abbiamo progettato un’automobile che combina il comfort di un SUV con l’eleganza di una berlina di lusso e la dinamicità delle auto sportive. Il tutto in una bellissima forma ispirata dall’efficienza offerta dalla piattaforma IoT energetica EnOS™ di Envision,” ha dichiarato Fabrizio Giugiaro, Amministratore Delegato di GFG STYLE.”L’integrazione della ricarica EV nell’impianto elettrico è una delle più grandi sfide per il settore automobilistico odierno. La mobilità sostenibile può diventare una realtà solo dopo l’integrazione nel sistema energetico di sufficiente energia pulita per caricare milioni di EV, e per fare si che ciò accada, i sistemi di trasporti ed energetico mondiale devono fondersi in un ecosistema. Abbiamo unito le nostre forze con GFG Style per affrontare questa sfida,” ha dichiarato Zhang Lei, Fondatore e Amministratore Delegato di Envision.Una berlina di lusso a quattro porte alimentata da una piattaforma IoT energetica EnOS™ di Envision, un concept rivoluzionario che introduce soluzioni innovative nell’accessibilità e nel controllo della guida grazie a energia pulita e una connessione con il vasto ecosistema energetico.Alimentata da EnOS™, la piattaforma IoT energetica più grande al mondo, l’auto può anche diventare una centrale elettrica intelligente. Un’auto (ad esempio con una batteria da 75 KWh) accumula la stessa quantità di elettricità consumato da una famiglia europea media in una settimana, e può essere sia un’utilizzatrice flessibile che una fonte di energia. Con EnOS™ l’auto non solo si connette a una rete di 100GW di beni rinnovabili, ma comunica e allo stesso tempo condivide energia con altri veicoli, abitazioni ed edifici, per creare un sistema energetico futuro flessibile e intelligente. Ciò rende l’elettricità pulita, sicura e accessibile per milioni di utenti EV.
Zhang aggiunge: “Con EnOS™ per la prima volta un guidatore può influenzare il colore della propria elettricità e contribuire a un mondo di Energia pulita®.” Il nome dell’auto, Sibylla, è stato scelto pensando a una figura mitologica latina in grado di dare risposte e predire il futuro. Il nome riflette la possibilità da parte della piattaforma EnOS™ di creare un’auto intelligente all’interno di un vasto ecosistema energetico, e di offrire i dati dal mondo esterno e sostenere il futuro dell’e-mobility. Il nome Sibylla rappresenta inoltre un tributo alla mamma di Giorgetto. http://www.envision-energy.com

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Scuola: mobilità docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Le Regioni Meridionali coinvolte nel Piano straordinario d’assunzioni – Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Abruzzo, Molise e Sardegna – si sono svuotate d’insegnanti non più giovanissimi e con anni di esperienza alle spalle. Sono oltre 25 mila, soprattutto donne, i docenti prima costretti alla scelta obbligata dell’assunzione al nord e poi immobilizzati lì dai contratti sulla mobilità firmati dai sindacati concertativi. Per due anni il MIUR ha finto di dialogare con i docenti coinvolti da questo dramma e nel frattempo confezionava contratti sulla mobilità che prevedevano percentuali di organico riservate alla mobilità irrisorie.Di fatto questo Governo, pur ammettendo la colpa di un algoritmo fallace, non ha mai avviato un piano straordinario di mobilità, anzi ha tergiversato sulle problematiche causate dalla Buona Scuola e non ha concretizzato misure urgenti e necessarie per riportare a casa i docenti lesi. Trasformazione dell’Organico di Fatto in Organico di Diritto, nuovi corsi di specializzazione sul sostegno, in considerazione del fatto che molti docenti meridionali per anni hanno lavorato al nord su posti di sostegno senza titolo di specializzazione, sono alcune delle soluzioni possibili per consentire il ritorno dei docenti esiliati. Ma ancora più urgente è l’attuazione del tempo pieno al Sud come al Nord, al fine di garantire tempo scuola per i bambini e nuovo organico per la mobilità dei docenti.Le misure sopra esposte andrebbero a favore di tutti i docenti meridionali, anche dei precari inseriti in GaE e nelle GM, in quanto ne permetterebbe la stabilizzazione definitiva. La L. 107, con i decreti legislativi che ne sono seguiti, ha oppresso il comparto scuola, portandolo al collasso: le classi al sud restano affollate, gli insegnanti esiliati e i posti per i precari ridicoli. Tantissimi docenti hanno preferito la strada dell’aspettativa non retribuita, restando senza stipendio e senza servizio, anticamera delle dimissioni, che per molti è già una realtà.Quando a 1300 euro al mese ne sottrai 600 per l’affitto, 200 per il vitto, altre 500 per i viaggi, cosa resta? E se il compagno o la compagna, il marito o la moglie non lavorano? Come affrontare anche le spese per l’abitazione nella terra d’origine, le spese mediche, le spese per i figli? Questi docenti impegnano ogni mese interamente lo stipendio per conservare un posto di lavoro che dopo decenni hanno visto trasformarsi da tempo determinato a tempo indeterminato, ma a chilometri e chilometri di distanza dai luoghi in cui avevano da sempre prestato servizio. Lavorare al solo scopo di conservare il posto di lavoro: a questo sono costretti molti dei docenti assunti dalla “Buona Scuola”.
Tutto questo si chiama sfruttamento. Siamo stanchi di come le testate giornalistiche e la politica dipingono i docenti esiliati dalla Buona Scuola, cioè come “ingrati” o ancor peggio “furbetti”, per avere accettato un’assunzione al Nord che poi vogliono lasciare per far ritorno al sud. Il diritto al lavoro ed alla parità di trattamento, dopo decenni di sfruttamento del lavoro precario, non sono e non devono mai essere confusi con concessioni e regali. Bisogna sradicare il pregiudizio del meridionale fannullone ed assenteista.L’esperienza dei docenti assunti obbligatoriamente nelle fasi nazionali della L.107, così come obbligatoriamente mobilitati, è emblematica della conclusione di un lungo processo che ha portato allo sgretolamento del ruolo professionale del docente che va denunciato costantemente come parte della mai risolta Questione Meridionale, raccontando il vero su questo subdolo e anomalo reclutamento che ha colpito una parte dei docenti e soprattutto delle docenti italiane.

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Forche Caudine porta la solidarietà ai 1.744 lavoratori molisani in lotta per la mobilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

molise lavoratori in lottaEsponenti dell’associazione al presidio davanti al ministero del Lavoro in via Veneto. Sit-in e volantinaggio di un nutrito gruppo di lavoratori molisani davanti al ministero del Lavoro per ottenere lo sblocco della vertenza che interessa 1.744 lavoratori della regione sul tema della mobilità. Presente il Comitato mobilità in deroga Molise in presidio per lanciare un appello al ministro Poletti e giungere alla conclusione della vertenza che coinvolge 1.744 famiglie, quindi una parte consistente dell’intero territorio molisano.
‘La Regione Molise, con un tratto di penna ha cancellato i nostri diritti e ci ha sospeso ingiustamente i pagamenti della mobilità in deroga per gli anni 2015 e 2016 – denunciano i lavoratori. ‘Per questo abbiamo costituito il Comitato, e per le stesse motivazioni vogliamo difendere i nostri diritti di lavoratori e la nostra dignità di persone. Le fasce deboli del mondo del lavoro vanno difese e non umiliate. Per queste ragioni chiediamo il rispetto della delibera del Consiglio regionale del Molise n. 242 del 29 dicembre 2017; la riformulazione corretta della istanza indirizzata al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sostitutiva della nota sbagliata dell’assessore regionale Carlo Veneziale; il completamento della istruttoria comunicataci il 15 gennaio 2018 dalla segreteria della Direzione generale di Ugo Menziani per consentire al ministro una attenta valutazione della vertenza; lo sblocco dei pagamenti della mobilità in deroga a nostro favore da parte della Direzione nazionale dell’Inps’. Nel corso della giornata sono intervenuti diversi rappresentanti della società civile, del sindacalismo e delle istituzioni per portare la propria
solidarietà e vicinanza ai lavoratori in lotta. Tra questi Andrea Gianfagna, già segretario della Camera del Lavoro di Campobasso, poi segretario generale nazionale di Federbraccianti e della Filziat. Intorno a mezzogiorno, in rappresentanza della associazione Forche Caudine, sono giunti Renzo Rea e poi Gabriele Di Nucci insieme al presidente Giampiero Castellotti, recentemente insignito del titolo di Ambasciatore dei Molisani nel Mondo ai sensi della legge regionale n.12/2015. Forche Caudine nel pomeriggio ha provveduto a pubblicare notizie e a diffondere note a sostegno della vertenza. A seguire sono giunti dirigenti nazionali, personalità politiche ed esponenti sindacali a conferma del valore simbolico di una mobilitazione che ‘non si limita solo a rivendicare un diritto
spettante per legge ma assume il rilievo di difesa della dignità di un intero territorio abbandonato dalle istituzioni nazionali – come ha sottolineato Michele Petraroia in una nota. La mobilitazione è stata premiata: la delegazione è stata ricevuta dal direttore generale del ministero del Lavoro Ugo Menziani a conferma del valore e del rilievo della manifestazione.

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Roma può essere davvero ciclabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

bici a romaAmministrazione capitolina, tecnici del Campidoglio e cittadini dimostrano una nuova e coesa volontà di compiere passi concreti a favore della ciclabilità, superando le criticità che hanno finora attanagliato lo sviluppo di tanti progetti, a cominciare dal Grab e dalla ciclabile di S. Bibiana. E’ quanto emerso nel convegno organizzato oggi dall’Associazione per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti del Lazio presso la sede nazionale dell’ACI, alla presenza di Enrico Stefano, presidente della Commissione III Mobilità di Roma Capitale, Alessandro Fuschiotto di Roma Servizi per la Mobilità, Alberto Fiorillo di Legambiente, Beatrice Galli della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Alfredo Giordani di Vivinstrada e Roberto Pallottini dell’Istituto Nazionale di Urbanistica.
L’AIIT è riuscita a porsi come facilitatore di contatto tra il Campidoglio e le associazioni dei ciclisti, favorendo lo sviluppo di un dialogo costruttivo tra le parti a fronte della complessità normativa e della carenza di risorse che spesso pongono più ostacoli che opportunità nelle fasi di pianificazione e progettazione delle piste ciclabili.
ENRICO PAGLIARI“L’Associazione propone un’organizzazione più razionale della mobilità cittadina – dichiara il presidente di AIIT Sezione Lazio, Enrico Pagliari – a partire da una classificazione delle strade in primarie e secondarie. Le prime dedicate in modo prioritario alla circolazione dei veicoli a motore; le seconde con precedenza a pedoni e bici, con l’istituzione di specifiche zone30 a velocità ridotta per tutelare le utenze più deboli della strada”.
L’Associazione auspica inoltre che la ciclabilità sia sempre più parte integrante delle strategie della mobilità cittadina e che sia inserita in un quadro sistemico in cui si incentivi lo scambio con il trasporto collettivo attraverso collegamenti ai principali nodi di scambio, con sviluppo di aree per una sosta sicura delle biciclette.
In uno scenario tecnico e culturale in rapida evoluzione, infine, AIIT confida in un adeguamento delle normative vigenti e una condivisione di buone pratiche internazionali che consentano anche ai nostri progettisti di proporre soluzioni sicure, efficaci ed efficienti in linea con le aspettative degli utenti a due ruote. (foto: bici a roma, Enrico Pagliari)

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La mobilità dei cervelli sotto la lente dell’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

cervelloIl Vecchio Continente, in mancanza di adeguate strategie per arginare le migrazioni intellettuali verso Stati Uniti, Canada e Australia, rischia di trovarsi impoverito, nel giro di un decennio, di conoscenze. E’ lo scenario già descritto dal progetto Brain Drain – Emigration Flows of Qualified Scientists, che però evidenzia anche le misure adottate: dalle apposite normative ad un programma comunitario di monitoraggio a cui, per l’Italia, partecipa il Consiglio nazionale delle ricerche. Quest’iniziativa rappresenta il primo tentativo della Commissione Europea di tradurre in cifre il fenomeno della mobilità intellettuale europea. Per quanto riguarda gli occupati in professioni scientifiche, anche se l’incidenza degli europei negli Usa non supera il 4,5%, i numeri assoluti sono consistenti. I lavoratori ad altissima qualificazione (con visto H1B) provenienti dall’Europa ed immigrati negli Usa se andiamo a ritroso a partire dal 2003 erano oltre 100.000; tra i cinque paesi che forniscono questo capitale umano, l’Italia occupa il quarto posto con 5.900 persone, dopo Regno Unito (31.000 persone), Francia (15.000), Germania (13.000), e prima della Spagna (5.800). Nel solo 2013 tale numero è stato quasi triplicato e continua in un crescendo impressionante. Dagli studi si deduce che gli europei vanno in Usa, in Canadà e in Australia non solo per svolgere una ricerca migliore, ma anche per avere più opportunità di lavoro, carriera, e finanziamenti più alti: tra le loro motivazioni, la possibilità di fare carriera prevale con il 78%, seguita dal prestigio dell’istituzione che li ospita con il 74,6%, dalle possibilità di accesso alle tecnologie di punta (73%), dai maggiori fondi disponibili per la ricerca (69%), dalle opportunità di contatto con le reti di ricercatori e professionisti (68%). In coda alla graduatoria delle motivazioni, la mera opportunità occupazionale, che conta per il 56%, e i miglioramenti retributivi (54%). Molto diversa la spinta degli studiosi statunitensi a lasciare il loro paese: il prestigio dell’ente destinatario prevale con il 61%, seguito dalle condizioni di vita del paese ospitante (60%). Speculari le motivazioni che portano al rientro in patria: prevalgono per i ricercatori europei le condizioni di vita del paese di origine (80%) e il desiderio di ricongiungersi alla famiglia (71%). Per i colleghi americani il rientro in patria è motivato soprattutto da ambizioni di carriera (71%), dai miglioramenti salariali (63%) e dall’esigenza di maggiori fondi per la propria attività (61%). Ora che siamo nel 2017 ci troviamo in Italia con il più alto indice di migrazione giovanile dopo gli anni postbellici, oltre 200mila unità in un anno e la loro stragrande maggioranza è laureata e con un alto livello di professionalità mentre con gli attuali immigrati ci ritroviamo con un numero elevato di analfabeti o con un livello modesto d’istruzione. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Mobilità: Meleo, Pd su Funivia usa due pesi e due misure

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

meleo“Fa piacere sapere che a Milano la Giunta del sindaco Giuseppe Sala, a metà giugno, abbia conferito incarico a Metropolitane Milanese di realizzare entro i prossimi otto mesi uno studio di fattibilità per la costruzione di una funivia e che il Pd, in questo caso, non abbia proferito parola. Mi aspettavo qualcosa di diverso e sono rimasta colpita dal non sentire parlare di Dolomiti o skilift, come hanno fatto ironicamente rispetto al nostro progetto”.Lo dichiara l’Assessora alla Citta in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.
“L’idea di una funivia lombarda, che colleghi il capolinea della Metro 4 a Linate e la nuova area commerciale Westfield Milan, sembra quindi piacere al Pd. Il cambio di rotta mi lascia ‘perplessa’, probabilmente preferiscono l’aria che si respira a Milano piuttosto che quella di Roma”.

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Scuola: Mobilità, sulle assegnazioni provvisorie troppe restrizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 luglio 2017

scuola-montagna-pianoIl personale scolastico non può a esempio produrre domanda all’interno del comune di titolarità; a livello interprovinciale introdotti diversi vincoli, con la domanda che può essere accolta ma per finire poi di fatto lontano da dove è necessario assolvere alle motivazioni che sono alla base della domanda presentata. Il contratto sottoscritto il 21 giugno scorso è ancora al vaglio degli organi di controllo per la prevista certificazione di rito: sarebbe bene, quindi, che sulle assegnazioni provvisorie cadano gli attuali vincoli. In caso contrario, l’Anief annuncia sin d’ora che ha intenzione di tutelare tutto il personale della scuola che venisse danneggiato da tali illegittime preclusioni, lesive di oggettive esigenze personali o familiari.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le assegnazioni provvisorie sono accordate eccezionalmente, sulla base di motivazioni comprovate, sempre per un anno: che senso ha ridurne la portata, introducendo spostamenti su Ambito territoriale o genericamente su provincia? In questo modo, molti dipendenti scolastici rischiano di vedersi concessa la loro domanda. Ma poi, di fatto, non possono usufruire degli effetti in pieno, perché non sono stati collocati nel Comune richiesto. Il senso dell’assegnazione provvisoria è venire incontro a necessità personali, spesso legate a motivi di salute propri, di parenti o affini. Laddove vi sono le possibilità, ovvero posti vacanti, allora è bene procedere all’assegnazione piena. Concederla a metà costituisce un no sense che rischia di avere anche degli strascichi in tribunale. Con riflessi negativi pure sul regolare avvio dell’anno scolastico, il quale potrebbe andare a produrre spostamenti d’ufficio a lezioni abbondantemente avviate.

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Roma e la mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

strade«A un anno dall’avvio della nuova consiliatura di Roma Capitale si inizia finalmente a parlare più operativamente di mobilità sostenibile, tema che negli ultimi anni è rimasto puntualmente confinato al livello di dibattiti pubblici, dichiarazioni di principio, buoni propositi. Il fatto che esponenti dell’amministrazione Raggi dichiarino di voler puntare in modo massiccio sullo sviluppo della rete tranviaria va accolto con interesse: ciò consentirebbe alla città di riappropriarsi di una modalità trasportistica che aveva ampiamente caratterizzato il suo passato e di allinearsi alle scelte di ispirazione ecologista di diverse grandi città del panorama internazionale».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«I tram si presentano come mezzi altamente sostenibili, che consentono buoni carichi di passeggeri e che, grazie ai percorsi su corsie dedicate o protette, assicurano frequenze e tempi di percorrenza certi. Anche i costi di realizzazione delle tratte potrebbero essere assai contenuti, al pari della durata dei lavori. Per un consistente arco temporale del secolo scorso, Roma ha potuto contare su 30-40 linee di superficie su ferro che coprivano buona parte del suo territorio: in molti casi i binari sono ancora presenti sotto l’asfalto che è stato posato successivamente.Più approfondimenti, invece, dovranno essere dedicati ai progetti che riguardano le funivie. Se la conformazione del territorio cittadino e le caratteristiche di parte del tessuto urbanistico possono rappresentare aspetti favorevoli all’idea, vanno però compresi meglio costi di realizzazione e di gestione degli impianti, frequenze e capacità di carico dei passeggeri, possibilità di sviluppare una efficace intermodalità con le altre soluzioni trasportistiche pubbliche. Assai discutibile, invece, la riproposizione di progetti ormai datati come i prolungamenti delle attuali metropolitane: ad esempio quello della linea B da Rebibbia a Casal Monastero, meno di 3 chilometri di tracciato da realizzare da parte di privati in cambio delle solite concessioni edilizie. Una logica per la quale Roma ha già pagato prezzi altissimi nella sua storia recente».

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La mobilità dei cervelli sotto la lente dell’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

immigrazione-via-mareIl Vecchio Continente, in mancanza di adeguate strategie per arginare le migrazioni intellettuali verso Stati Uniti e Canada, rischia di trovarsi impoverito di conoscenze. E’ lo scenario descritto dal progetto Brain Drain – Emigration Flows of Qualified Scientists, che però evidenzia anche le misure già adottate: dalle apposite normative ad un programma comunitario di monitoraggio a cui, per l’Italia, partecipa il Consiglio nazionale delle ricerche. Quest’iniziativa rappresenta il primo tentativo della Commissione Europea di tradurre in cifre il fenomeno della mobilità intellettuale europea, in una situazione di totale assenza di dati ufficiali, che invece gli Usa hanno a disposizione spiegano Maria Carolina Brandi e Sveva Avveduto dell’Istituto di ricerca sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle Ricerche, curatrici per l’Italia del progetto Brain Drain – Migration Flows of Qualified Scientists, i cui risultati sono stati pubblicati nel numero speciale della rivista Studi Emigrazione con il titolo Le migrazioni qualificate tra mobilità e Brain Drain. C’è da evidenziare però, in proposito, una novità. L’Unione Europea, tramite la Direzione Generale di ricerca di Bruxelles, ha attivato un programma di monitoraggio dei flussi di mobilità dei propri ricercatori lo Human resources in research and developement monitoring system on career paths and mobility flows, al quale partecipano Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Norvegia, Svezia, Repubblica Ceca e Polonia. Per l’Italia, l’ente interessato è il Cnr. Dal progetto si evince che in assenza di iniziative adeguate per arginare il fenomeno, il Vecchio Continente si ritroverebbe, nel giro di dieci anni, depauperato di conoscenze. Per quanto riguarda gli occupati in professioni scientifiche, anche se l’incidenza degli europei negli Usa non supera il 2%, i numeri assoluti sono consistenti. I lavoratori ad altissima qualificazione (con visto H1B) provenienti dall’Europa ed immigrati negli Usa nel 2003 erano oltre 100.000; tra i cinque paesi che forniscono questo capitale umano, l’Italia occupa il quarto posto con 5.900 persone, dopo Regno Unito (31.000 persone), Francia (15.000), Germania (13.000), e prima della Spagna (5.800). Nel 2004 il personale qualificato proveniente da tutti i paesi del mondo che ha ottenuto il visto H1B aumenta ancora rispetto al 2003: si passa da 360.000 a 387.000 visti. Dal 1998 al 2003, ogni anno, in media circa 5.000 italiani altamente qualificati nella ricerca e nelle professioni tecniche trovano occupazione negli Usa per un periodo che può durare fino a 6 anni. Nel solo 2003 il 17% degli italiani che si sono stabiliti in maniera permanente negli USA sono manager, dirigenti e professionisti. Ma quali sono le ragioni principali delle migrazioni e le cause che determinano il ritorno in patria? Lo hanno svelato, nell’ambito del Progetto, due indagini, di cui una condotta dal Cnr su un campione di 250 ricercatori stranieri presenti negli Enti pubblici di ricerca italiani e, laltra, dal Merit su un campione di 1000 ricercatori europei ed americani dellAmerican Association for the Advancement of Science (Aaas) che conta 250.000 iscritti. Dagli studi si deduce che gli europei vanno in Usa non solo per svolgere una ricerca migliore, ma anche per avere più opportunità di lavoro, carriera, e finanziamenti più alti: tra le loro motivazioni, la possibilità di fare carriera prevale con il 78%, seguita dal prestigio dell’istituzione che li ospita con il 74,6%, dalle possibilità di accesso alle tecnologie di punta (73%), dai maggiori fondi disponibili per la ricerca (69%), dalle opportunità di contatto con le reti di ricercatori e professionisti (68%). In coda alla graduatoria delle motivazioni, la mera opportunità occupazionale, che conta per il 56%, e i miglioramenti retributivi (54%). Molto diversa la spinta degli studiosi statunitensi a lasciare il loro paese: il prestigio dell’ente destinatario prevale con il 61%, seguito dalle condizioni di vita del paese ospitante (60%). Speculari le motivazioni che portano al rientro in patria: prevalgono per i ricercatori europei le condizioni di vita del paese di origine (80%) e il desiderio di ricongiungersi alla famiglia (71%). Per i colleghi americani il rientro in patria è motivato soprattutto da ambizioni di carriera (71%), dai miglioramenti salariali (63%) e dall’esigenza di maggiori fondi per la propria attività (61%). (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici)

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Scuola Mobilità docenti: 1 su 5 presenta domanda: pochi ottengono la sede richiesta

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cAnche se la richiesta di trasferimento è tornata quest’anno a essere ordinaria e volontaria, il numero di richieste di cambio sede rimane altissimo: il motivo è l’aver assunto, con la riforma della Buona Scuola, decine di migliaia di docenti lontano dalla propria provincia di appartenenza. Anche quando i posti erano disponibili in sedi molto più vicine. Questi insegnanti, giustamente, chiedono ora di avvicinarsi. C’è poi il problema della correttezza delle operazioni: i parametri utilizzati dai tecnici del Miur per impostare l’algoritmo che regola i trasferimenti continuano a essere segreti. Mentre erano state promesse regole chiare e certe. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): purtroppo, in pochi verranno soddisfatti perché la maggioranza degli insegnanti che ha espresso la volontà di cambiare scuola, per avvicinarsi a casa, è del Centro-Sud. Dove però il numero di abbandoni scolastici rimane altissimo, alcuni istituti addirittura chiudono e il numero di cattedre libere è ridotto ai minimi termini. Se si fosse dato ragione all’Anief, che da anni chiede un organico maggiorato proprio per le zone disagiate, ad alta presenza migratoria e con una bassa incidenza culturale del territorio, anche la mobilità ne avrebbe giovato. Uno degli aspetti inquietanti del sistema è anche quello della soprannumerarietà di tanti docenti, finiti loro malgrado negli ambiti territoriali: il nostro sindacato continua a raccogliere lamentele e richieste di impugnazione per l’errata formulazione delle graduatorie interne d’istituto.

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