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Posts Tagged ‘mobilitazione’

Sciopero: Continua la mobilitazione dei DS, Udir fornisce indicazioni precise circa l’adesione

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

A causa dell’accelerazione dell’iter del ddl Concretezza, che inserisce le impronte digitali e i sistemi biometrici per la rilevazione delle presenze solo per i DS, alcune sigle sindacali hanno organizzato un sit-in dei dirigenti scolastici davanti al Senato il 16 maggio. Udir rilancia il proprio sciopero fissato per venerdì 17 maggio e comunica che anche chi partecipa al sin-in del 16 può, il giorno dopo, continuare la protesta aggiungendosi ai nostri scioperanti.
Per lo sciopero dei dirigenti scolastici e dei presidi incaricati, la comunicazione va inviata al direttore regionale, via mail, all’indirizzo dell’Usr: avviene sulla base dell’allegato al contratto (Cnnl 1998-2001) del comparto scuola, in attuazione della Legge 146/90. Non sono state infatti approvate le nuove norme sui servizi minimi. Nell’art. 2 del citato allegato, ai commi 3 e 4, si precisa che il DS o il preside incaricato che intende scioperare deve semplicemente comunicare la propria adesione. Bisogna inoltre comunicare la propria assenza per sciopero al personale della scuola e che le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolti, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il dirigente, da altro collaboratore, o dal docente in servizio più anziano di età. Il dirigente o preside incaricato deve prendere in considerazione lo sciopero anche in assenza di comunicazione da parte dell’amministrazione, che non è tenuta, a norma di legge, a informare le singole scuole, risultando sufficiente l’informazione attraverso gli organi di stampa.
Il dirigente scolastico (preside incaricato) dunque: comunica al direttore regionale la propria adesione; comunica al personale docente e Ata la sua adesione allo sciopero e che, in sua assenza, le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolte, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il DS, da un altro collaboratore o dal docente in servizio più anziano d’età. Richiama, nella stessa comunicazione di adesione allo sciopero, che il docente che lo sostituirà dovrà farsi carico di inviare, nei tempi indicati dal Miur, la comunicazione dell’adesione del dirigente allo sciopero.

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Sanità privata Lazio: la mobilitazione dei lavoratori non si ferma

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

“La mobilitazione dei lavoratori non si ferma, andremo avanti fino alla firma del nuovo contratto”. Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – non cedono di un millimetro e lanciano la seconda fase delle iniziative di protesta nei posti di lavoro e nelle strutture della sanità privata accreditata della regione.”Se marzo è stato un mese caldo, aprile lo sarà ancora di più”, attaccano. “In queste settimane di lotta e azioni informative abbiamo registrato le prime aperture da parte datoriale. Ma non ci basta affatto: troppi imprenditori sono ancora asserragliati dietro la difesa dei profitti, la scusa della crisi o la proposta di un rinnovo a zero euro. Per noi è inaccettabile. E lo ribadiremo con tutta la determinazione e la rabbia accumulata in 12 anni di attesa. Vogliamo un contratto giusto, con più salario, più diritti, più riconoscimento professionale. Anche le migliaia di cittadini e utenti che abbiamo incontrato ne sono convinti: per avere una buona sanità e un sistema di salute d’eccellenza bisogna credere e investire nelle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Per questo abbiamo pronto un nuovo calendario di iniziative, assemblee e volantinaggi che toccheranno tutti i territori”, spiegano Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Oggi si inizia con il frusinate, al San Raffaele di Cassino, all’Ini Città Bianca e a Villa Alba di Veroli. Il 3 aprile sarà la volta della casa di cura Città di Roma, il 4 aprile di Capodarco e Villa Fulvia, il 5 aprile dell’ospedale Cristo Re. L’8 aprile si riparte con Villa Tiberia, il 10 aprile con la clinica Sant’Anna di Pomezia, il 12 con l’Icot di Latina, il 15 con l’Aurelia Hospital e poi in tante altre strutture. Sempre ad aprile ci sarà poi una grande manifestazione nazionale con Furlan, Landini e Barbagallo”.”Ai datori di lavoro, Aris e Aiop in testa, non daremo tregua. I lavoratori della sanità privata meritano un contratto come i loro colleghi del pubblico: stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti”, concludono i segretari di categoria di Cgil Cisl e Uil. “Ma anche Regione Lazio e Conferenza Stato-Regioni devono assumersi le loro responsabilità su regole e tariffe di accreditamento. Non siamo disposti a fare sconti e se sarà necessario arriveremo a un nuovo sciopero del comparto”

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Pa: Cgil Cisl Uil, parte mobilitazione per contratti

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

“Parte la mobilitazione per il rinnovo dei contratti pubblici e si registrano i primi importanti risultati”. Già Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa hanno dato vita a Roma ad una giornata di mobilitazione, partita in mattinata con gli attivi unitari e, a seguire, nel pomeriggio con il presidio all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Presso la Camera di Commercio, inoltre, le categorie dei servizi pubblici di Cgil, Cisl e Uil si sono riunite dando il via alla mobilitazione per il rinnovo dei contratti pubblici, relativi al triennio 2019-2021, insieme a quelli privati, come la Sanità Privata in attesa da oltre 12 anni, per il varo di un piano straordinario di nuove assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e per maggiori risorse per il sistema di welfare.
Vi è stato poi nei pressi dell’Aran, in via del Corso a Roma, presidio di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa per rivendicare la convocazione delle commissioni paritetiche per la riforma del sistema di classificazione del personale, come previsto dai passati contratti. Un passaggio cruciale, propedeutico per dare il via alle trattative per i prossimi rinnovi e, soprattutto, per riconoscere il giusto valore alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici. Nel corso del presidio una delegazione sindacale, guidata dai segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, ha incontrato il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini. Nel corso dell’incontro, fanno sapere i sindacati, “si è deciso il calendario delle convocazioni: la commissione paritetica per la riforma dell’ordinamento e del sistema di classificazione del personale delle funzioni centrali si riunirà il 14 marzo, quella delle funzioni locali il 20 marzo e quella della Sanità pubblica il 27 marzo. Una prima importante risposta alle rivendicazioni che oggi abbiamo posto all’Aran”.

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Repubblica Democratica del Congo: mobilitazione contro Ebola

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

L’UNICEF si è subito attivato nella risposta contro Ebola nella Repubblica Democratica del Congo per fornire sostegno a migliaia di persone, compresi i bambini, a rischio nella città di Butembo, a seguito della recente conferma da parte del Governo di due nuovi casi di Ebola.
“Butembo è un’importante città commerciale e ha quasi un milione di abitanti. C’è quindi un rischio reale che il virus possa diffondersi rapidamente in un centro abitato così vasto”, ha detto Gianfranco Rotigliano, rappresentante dell’UNICEF nella R.D. del Congo durante la sua missione a Butembo. “Il numero di casi confermati di Ebola a Butembo rimane limitato, ma dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che l’epidemia sia controllata in questa fase iniziale”.L’UNICEF sta ampliando la risposta di Ebola e sta impiegando a Butembo un team di 11 specialisti in sensibilizzazione delle comunità, istruzione, assistenza psico-sociale, acqua, servizi igienico-sanitari per aiutare a contenere la malattia ed evitare un’ulteriore diffusione dell’epidemia. L’UNICEF ed i suoi partner hanno già dato priorità ai quartieri di Butembo con casi confermati di Ebola e alle persone che sono state in contatto con persone colpite.
I team multidisciplinari dell’UNICEF comprendono antropologi, che assicurano che la risposta sia sensibile alle credenze e alle pratiche culturali, in particolare per quanto riguarda la cura delle persone malate, e per affrontare le preoccupazioni della popolazione riguardo a sepolture sicure e dignitose. A Ndindi, i comitati locali stanno lavorando a stretto contatto con l’UNICEF per identificare e attuare attività di sensibilizzazione. I comitati locali hanno contribuito ad attivare camion per sensibilizzare la comunità con megafoni che attraversano il quartiere. L’UNICEF ha fornito a 120 leader locali telefoni cellulari per rafforzare la diagnosi precoce e la segnalazione ai servizi sanitari di persone sospettate di essere state colpite.

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Mobilitazione per fermare Ebola nella RD del Congo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

Dopo il lancio, lo scorso 8 agosto, della campagna di vaccinazioni del governo della Repubblica Democratica del Congo contro il virus Ebola (EVD), l’UNICEF ha mobilitato operatori specialisti per informare e coinvolgere le comunità colpite dalla malattia sula campagna in corso.
“I nostri specialisti nella sensibilizzazione e comunicazione sono sul campo e stanno fornendo informazioni sulla campagna di vaccinazione alle comunità colpite” – ha dichiarato Gianfranco Rotigliano, Rappresentante UNICEF in Repubblica Democratica del Congo. “La precedente epidemia di Ebola ha dimostrato che sensibilizzare le comunità locali è fondamentale per prevenire la diffusione della malattia e garantire la partecipazione alle operazioni di vaccinazione.”
Insieme con i suoi partner l’UNICEF ha:
-fornito a 60 leader di comunità messaggi sulla prevenzione, nell’area sanitaria di Magina nella zona sanitaria di Mabalako;
– formato 100 operatori delle comunità locali nella zona sanitaria di Beni per organizzare ulteriori attività di sensibilizzazione nelle comunità locali;
– collaborato con 79 giornalisti locali e 9 stazioni radio a Beni e Goma coinvolgendoli nelle attività di sensibilizzazione;
– distribuito messaggi sulla prevenzione dell’Ebola in 241 chiese nella zona sanitaria di Beni;
Come parte del Piano di Risposta Congiunto del Governo della Repubblica Democratica del Congo in coordinamento con OMS e UNICEF, i vaccini sono forniti gratuitamente e su base volontaria a chiunque sia entrato in contatto con una persona contagiata dal virus.
L’UNICEF ha inviato 12 specialisti di sensibilizzazione nelle aree colpite nel Nord del Kivu e nelle provincie dell’Ituri per collaborare con gli operatori delle comunità locali. Stanno fornendo consulenza preventiva alle persone che potrebbero essere vaccinate e informazioni di base sul vaccino alle comunità colpite.Questi sforzi sono parte della mobilitazione sociale globale e della comunicazione nelle comunità che l’UNICEF sta portando avanti con i suoi partner per sensibilizzare la popolazione sull’Ebola, sui modi per proteggersi dalla malattia ed evitare un ulteriore diffusione del virus. Inoltre, l’UNICEF sta supportando l’impiego di ulteriori operatori di comunità nella regione colpita per incrementare gli sforzi utili a diffondere informazioni per promuovere pratiche igieniche e servizi igienico sanitari sicuri e supportare la campagna di vaccinazioni.

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A Buon Diritto aderisce e promuove la mobilitazione European Solidarity

Posted by fidest press agency su martedì, 26 giugno 2018

Il 28 giugno si riunirà il Consiglio Europeo per discutere di politiche migratorie: i governi hanno una responsabilità storica nell’attuare il principio di solidarietà, su cui è stata fondata l’Unione Europea. Chiedere asilo in Europa è un diritto fondamentale, ma leggi e pratiche ingiuste fanno sì che questo diritto non sia sufficientemente tutelato. Noi chiediamo un sistema più equo, che garantisca il rispetto dei diritti umani fondamentali e una giusta condivisione delle responsabilità in tema di asilo. I governi europei devono trovare insieme una risposta a quella che è chiaramente una sfida condivisa.La battaglia per la Solidarietà europea non può essere portata avanti sulla pelle delle persone che si trovano in mare, come è avvenuto la settimana scorsa con i 629 migranti a bordo della nave Aquarius, ma attraverso la modifica di regole ingiuste come il Regolamento di Dublino, che fa ricadere la responsabilità maggiore nell’accoglienza dei rifugiati sui paesi di frontiera. Il Parlamento Europeo ha già votato a larga maggioranza per superare l’ingiusto criterio del “primo paese di arrivo”, e per sostituirlo con un meccanismo di relocation che prenda in considerazione i legami preesistenti della persona, e che assicuri che ogni Stato Membro faccia la sua parte nell’accoglienza.C’è un’altra Europa, un’Europa che accoglie, aperta e solidale: facciamoci sentire!Il 27 giugno riempiamo le piazze europee di barchette di carta per chiedere ai governi europei di prendersi le loro responsabilità, di modificare il Regolamento di Dublino nella direzione indicata dal Parlamento Europeo e di aprire canali di ingresso legali e sicuri per tutti i paesi europei.Ecco come ci mobiliteremo per chiedere #EuropeanSolidarity:
Segnando sulla mappa in quale piazza Europea porteremo le nostre barchette di carta il 27 giugno
Inviando una mail al nostro governo per chiedere di appoggiare la modifica del Regolamento di Dublino durante la riunione del Consiglio Europeo, per garantire un’equa ripartizione delle responsabilità nell’accoglienza dei rifugiati Diffondendo sui social l’iniziativa con gli hashtag #changeDublin #EuropeanSolidarity

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Non un uomo, non un soldo per la guerra! Parte la mobilitazione!

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Venerdì notte gli Usa, la Francia e l’Inghilterra hanno dato inizio ai bombardamenti contro la Siria. La possibilità che, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, si arrivi ad uno scontro militare diretto, fra due delle maggiori potenze economiche, è all’orizzonte con conseguenze di carattere mondiale.La strategia del terrore ha bisogno di fabbricare prove false per manipolare l’opinione pubblica, come ai tempi della Guerra in Vietnam, in Iraq ad inizio secolo, in Palestina, in Libia ed in decine di altre situazioni. Ora la storia sembra ripetersi, per giustificare l’escalation militare di cui la UE, tramite il governo francese è una dei principali protagonisti.L’Italia non deve essere complice della politica di aggressione USA, come lo è stata in passato a causa della propria internità alla Nato, nonostante la Costituzione ripudi la guerra.Negli ultimi dieci anni di tagli enormi alla spesa sociale e ai salari, le spese militari dell’Italia sono aumentate del 25% (64 milioni al giorno!). Il quasi ex ministro della difesa Pinotti, ha sparso il “made in Italy” delle armi in tutto il Medioriente con contratti per miliardi di euro.La presenza delle basi militari Usa e Nato in Italia, da cui possono partire armi e aerei, carichi di bombe, destinati alle aree di guerra, assume in questo scenario un ruolo tragicamente importante.La guerra produce lutti, miseria e distruzioni nei paesi aggrediti e colpisce duramente le condizioni dei lavoratori e dei settori popolari dei paesi aggressori ai quali vengono addebitati i costi della guerra, limitati i diritti sociali e annullati gli spazi di democrazia.Per questo il movimento dei lavoratori deve battersi contro la guerra e i suoi costi umani, economici e sociali. Scendiamo in piazza contro la guerra ed in solidarietà di tutti i popoli che la subiscono! Scendiamo in piazza perché l’Italia non partecipi alla guerra e non conceda le basi militari per gli interessi guerrafondai di Trump, Macron e la May!Invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori a partecipare alle iniziative contro la guerra ed in particolare:
GIOVEDI’ 19 APRILE ROMA ORE 15,30 PRESIDIO ALL’AMBASCIATA USA
MILANO PRESIDIO ORE 16,00 AL CONSOLATO USA
BOLOGNA 0RE 17,00 PRESIDIO AL CONSOLATO FRANCESE

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“UE, mobilitarsi o gettare la spugna?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Perugia Sabato 14 aprile 2018 ore 15.15 Palazzo Graziani, “International Journalism Festival” L’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Italia, in occasione della diciassettesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, organizza una tavola rotonda sabato 14 aprile 2018 dal titolo “UE, mobilitarsi o gettare la spugna?” L’evento, che vedrà la presenza del vicepresidente del Parlamento europeo, David Sassoli, si pone come obiettivo quello di creare sensibilizzazione intorno ai valori fondanti dell’Unione Europea che, mai prima d’ora, sono stati messi così in discussione. Interverranno, oltre al Vice Presidente del PE David Sassoli: Eva Giovannini, giornalista e inviata per diversi programmi sia della Rai che di La7; Luca Misculin, giornalista de’ Il Post; Alberto Alemanno, ricercatore dell’Ecole des Hautes Etudes Commerciales Paris; Raffaella De Marte, coordinatrice media della campagna istituzionale del Parlamento europeo per le elezioni 2019.
A fine maggio 2019 infatti, i cittadini dell’UE saranno chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento europeo e mentre le forze apertamente euroscettiche sono sempre più vocali, è giunto il momento per chi crede nell’Europa, di mobilitarsi per non mettere a repentaglio il progetto politico che, da oltre settant’anni, ci permette di vivere in un luogo che resta il più attraente al mondo per standard di benessere, pace e prosperità.

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Pa: Cgil Cisl Uil, 5 febbraio mobilitazione per rinnovo contratti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

palazzo-vidoniA Roma appuntamento a palazzo Vidoni, richiesto incontro a Madia il 5 febbraio presso Palazzo Vidoni, sede del Ministero della Pubblica amministrazione, e contemporaneamente presidi in tutte le regioni “per sollecitare il rinnovo dei contratti nazionali delle Funzioni locali e della Sanità”. A darne notizia sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi, i quali, in una lettera alla ministra Marianna Madia, chiedono in concomitanza con la giornata di mobilitazione di lunedì prossimo un incontro sul tema rinnovi contrattuali.Il confronto, infatti, scrivono i tre segretari generali, “con il quale vanno avanti le trattative, dopo aver acquisito una disponibilità delle autonomie locali a procedere celermente e avendo già predisposto l’atto integrativo con la quantificazione delle risorse per ciò che attiene le Funzioni locali e per la Sanità ad avere registrato la volontà di trovare soluzioni normative ed economiche compatibili con l’accordo del 30 novembre, sta subendo uno stallo a nostro avviso ingiustificato”. Per queste ragioni, in concomitanza con il presidio di palazzo Vidoni di lunedì 5 febbraio dalle 10 alle 12, i segretari generali Sorrentino, Petriccioli e Librandi, chiedono alla ministra Madia un incontro.

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Autostrada A 24: mobilitazione dei sindaci

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

autostrade“Sosteniamo con convinzione la mobilitazione dei sindaci dei tanti comuni dell’area metropolitana, e dei cittadini romani che vivono nell’area orientale della Capitale – Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia – trattati come bancomat dal centrosinistra che non ha esitato a mettere le mani nei loro portafogli. L’irragionevole aumento delle tariffe autostradali su tratti ormai di uso quotidiano da parte degli automobilisti dell’hinterland la dice lunga sulle capacità del presidente Zingaretti di tutelare gli abitanti del Lazio, ma anche di opporsi a un governo del suo stesso colore politico che ha deciso questa assurda gabella. Siamo già scesi in strada nei giorni scorsi per protestare contro gli aumenti – conclude Santori – oggi ribadiamo il nostro sostegno al sit-in dei sindaci dell’area metropolitana a difesa dei cittadini che già pagano le tasse più alte d’Italia e meritano di essere tutelati dal Pd”.

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Il Comitato Difesa Lago di Bracciano: “non cedere a pressioni Acea”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 maggio 2017

lago braccianoIl Comitato per la Difesa del Lago di Bracciano denuncia con forza e fa appello alla magistratura di fronte alla gravissima situazione che ad oggi vede il lago di Bracciano sostanzialmente come unica fonte di approvvigionamento idrico per Roma e per altri Comuni del Lazio. Il dato è emerso chiaro dai recenti incontri dei sindaci di Acea Ato 2 e al Campidoglio. Acea è uscita allo scoperto ed ha ammesso che non ha alternative alle captazioni dal lago di Bracciano che invece di diminuire, come da noi richiesto da mesi per scongiurare la perdita di un ecosistema unico e ricco di biodiversità, aumenteranno. Tutto questo è inaccettabile. Devono essere individuate le responsabilità di chi, in questi anni non ha fatto programmazione e ha confidato nelle piogge, sempre meno frequenti, e in un bacino come quello del lago di Bracciano che, lo ribadiamo, non può essere considerato una cisterna ma come un bene da tutelare. Acea, che si è data molto da fare per acquisire con diffide ed azioni legali i servizi idrici integrati di quasi tutti i Comuni, non si è preoccupata di avviare allo stesso tempo delle fonti di approvvigionamento alternative al lago di Bracciano. Il Comitato ritiene inoltre che i Comuni rivieraschi del lago di Bracciano non debbano cedere alle pressioni e al dato di fatto e debbano invece, proprio perché non si è fatta programmazione, mettersi alla guida di un un’azione di resistenza a difesa del proprio lago che coinvolga i comitati e le popolazioni.
In oltre duemila anni è forse la prima volta che Roma si trova in questa situazione per la incapacità di chi aveva il dovere di programmare e di prevenire e non lo ha fatto. Il territorio sabatino non può pagare un dazio così caro per le negligenze di altri Comuni e delle istituzioni sovraordinate.
L’Acea, per quanto riguarda il lago di Bracciano, è stata inadempiente in quanto non ha provveduto alla separazione delle acque chiare da mandare al lago e le acque scure da avviare alla depurazione. L’Acea inoltre non ha provveduto in tutti questi anni ad eliminare le ingentissime perdite del proprio sistema acquedottistico da lei stessa ammesse ed indicate nel 44 per cento.
Perché, ci si chiede inoltre, non ha previsto il recupero delle acque depurate derivanti dall’anello fognario Cobis, e le disperde nell’Arrone e da qui al mare, mentre avrebbe potuto prevedere impianti per riversarle nel lago? Il Comitato continuerà nella sua azione di resistenza a difesa del proprio lago.

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Studenti: tutti in piazza il 9 maggio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

studenti in piazza1Un mese fa sono state approvate dal consiglio dei Ministri le deleghe della 107. In soli due mesi si è conclusa la discussione su alcuni dei temi più importanti per la scuola: diritto allo studio, valutazione ed esami di stato, disabilità, formazione tecnica e professionale. Ancora assente decreto su Statuto studenti in alternanza e delega Testo Unico, studenti pronti a mobilitarsi il 9 Maggio. “L’approvazione delle deleghe a scatola chiusa, senza ascoltare gli studenti è un atto gravissimo. I contenuti della 107 peggiorano le condizioni delle scuole e di chi le vive, le Invalsi non possono diventare uno strumento di valutazione individuale.” Dichiara Francesca Picci, Coordinatrice Nazionale dell’Unione degli studenti- “Siamo lontani da una legge nazionale sul diritto allo studio che combatta la dispersione scolastica che è ancora al 17%, l’apprendistato a 15 anni è un passo indietro per la formazione degli studenti, inoltre l’esame di stato basato su alternanza scuola- lavoro e INVALSI, svilisce i nostri percorsi di studio” “Non possiamo più subire le decisioni, vogliamo prenderle noi! Per questo il 9 Maggio ci mobiliteremo, boicottando i test INVALSI attraverso cortei, sit-in e assemblee pubbliche!” Dichiara l’Unione degli studenti- “Se non ci ascoltano, grideremo ancora più forte. Vogliamo un’istruzione gratuita e di qualità, un’alternanza formativa e con uno statuto che tuteli i diritti degli studenti. Basta sfruttamento, barriere economiche ed esclusione, adesso la scuola la facciamo noi. Tutti in piazza il 9 Maggio!” (foto: studenti in piazza)

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Serve una mobilitazione diffusa nel contrasto alla violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

violenza sulle donne«Prima Borgo Vercelli, poi Pinerolo. Il Piemonte si è tinto del sangue rosso di due donne che sono state le ennesime vittime della follia maschile. Una di queste, Fiorilena Ronco, è stata operata nella notte e adesso le sue condizioni sono stabili. A ventiquattro ore di distanza il bilancio si aggrava: fuori dalla nostra regione, nel casertano, oggi un uomo ha ucciso la moglie e poi si è lanciato dal balcone. Concordo con Telefono Rosa: questi fatti non devono diventare la normalità, bisogna reagire di fronte all’inaccettabile» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte. «L’ho detto ieri e lo ribadisco oggi: il lavoro che dobbiamo fare è di prevenzione e culturale. Istituzioni e forze dell’ordine non devono lasciare sole le donne quando le situazioni sono a rischio, è il caso del tentato femminicidio di ieri a Borgo Vercelli dove l’uomo aveva già ricevuto una diffida a non avvicinarsi alla donna. In Piemonte, anche grazie all’approvazione della legge regionale numero 4 del 2016 contro la violenza sulle donne, siamo stati in grado di rinnovare e rendere solida la rete regionale dei centri antiviolenza sostenendo il loro lavoro e affiancandoli nel percorso che stanno portando avanti. È di ieri l’ultima riunione del Tavolo di coordinamento regionale dei centri antiviolenza e delle case rifugio durante il quale abbiamo discusso delle linee programmatiche per l’utilizzo dei fondi per gli anni 2017-2018 del piano nazionale d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere» – ha commentato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
«Credo che sia fondamentale agire a sostegno delle nuove generazioni portando avanti un lavoro di rinnovamente culturale che inizi all’interno degli istituti scolastici incentivando l’educazione all’affettività, il rispetto tra i sessi e il superamento degli stereotipi. I nostri ragazzi non devono crescere pensando che le donne siano un oggetto o che dipendano dalle figure maschili. La parità dei ruoli deve essere un principio che nessuno può mettere in discussione. Rinnovamento culturale è sinonimo anche di contrasto a messaggi sessisti e fuorvianti come per esempio la locandina promozionale del party degli studenti del Politecnico che tanto ha fatto discutere. Il lavoro che dobbiamo fare è enorme e dobbiamo continuare a farlo con ancora maggior determinazione» – ha concluso Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

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Studenti in mobilitazione

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2016

mobilitazionemobilitazione1Sette ottobre. Gli studenti sono tornati da poco sui banchi di scuola e, a un anno dall’approvazione della “Buona Scuola”, aumenta il dissenso. In tutta Italia già si organizzano le prime azioni e assemblee per discutere dei temi da portare nelle piazze il 7 ottobre. Collettivi, associazioni di istituto, assemblee pubbliche, sono le forme con cui studentesse e studenti si stanno confrontando su come sia cambiata la scuola in seguito alla legge 107. Il malcontento cresce e, a una settimana dalla prima data di mobilitazione nazionale il 7 Ottobre, si palesa il fallimento della riforma della scuola e delle politiche del Governo.Una data fondamentale è stata quella di oggi, 30 settembre, giornata di lancio del 7 Ottobre, che porta il nome evocativo “Alziamo la testa” per rivendicare diritti e democrazia.
mobilitazione2“Da nord a sud, si sono organizzate iniziative politiche dentro e fuori le nostre scuole. La mattinata ha visto il moltiplicarsi di azioni sul diritto allo studio, di banchetti informativi, fotopetizioni e striscioni calati dalle scuole o da luoghi simbolici delle città. Il pomeriggio, invece, ci saranno assemblee pubbliche, che verranno accompagnate da eventi musicali, teatrali e culturali in generale. Centrale per questa giornata è la stesura delle piattaforme rivendicative territoriali e relative alla singola scuola, passaggio imprescindibile per la costruzione di percorsi di partecipazione reali e di qualità.” Dichiara Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti, e continua “Come lo stesso nome vuole sottintendere, la giornata del 30 settembre è solo il primo passo verso un autunno che vuole puntare alla riappropriazione degli spazi decisionali nelle scuole e nelle città, difronte ad un attacco corazzato portato avanti dal Governo Renzi, che punta ad un accentramento del potere attraverso il referendum costituzionale di inizio Dicembre. Noi daremo battaglia.”
Per questo il 7 Ottobre saremo nelle piazze per dire il nostro NO a chi vuole imporre le decisioni, a chi ha già approvato una riforma della scuola passando sulle teste di migliaia di persone in mobilitazione. Ora basta, decidiamo noi da ora in poi, nelle nostre scuole e sui nostri territori. (mobilitazione)

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USB, solidarietà ad attivisti napoletani scesi in piazza il 6 aprile scorso

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2016

napoliL’Unione Sindacale di Base esprime la propria solidarietà umana e politica agli attivisti napoletani destinatari dei provvedimenti giudiziari della Magistratura per la contestazione a Renzi durante la sua visita a Napoli lo scorso 6 aprile.In quella giornata di mobilitazione migliaia di persone – tra cui la nostra Federazione provinciale napoletana – sfilarono per la città, risposero unitariamente agli assurdi ed antidemocratici divieti polizieschi e parteciparono, nel pomeriggio dopo il corteo, all’assemblea popolare alla Galleria Umberto I. Oggi vengono individuati e colpiti, a caso, 6 attivisti accusati di reati assolutamente generici, tentando di negare e stravolgere la dimensione popolare e di massa dell’ostilità a Renzi ed al complesso delle sue politiche antisociali. Come sempre l’USB è al fianco degli attivisti inquisiti ed è parte delle mobilitazioni sindacali, sociali e territoriali contro le misure del Governo, che vorrebbe di nuovo mettere le mani su Napoli e la sua area metropolitana. Nel percorso di costruzione dello Sciopero Generale del prossimo 23 settembre, l’USB mette al centro della sua Piattaforma anche la lotta alla repressione, la battaglia per la libertà di lotta e di organizzazione e l’opposizione ad ogni blindatura autoritaria della società.

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Unioni civili: Il movimento pro si mobilita

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2016

aula senatoSul tema voto di fiducia il movimento lgbti italiano ribadisce il proprio dissenso, difendendo la linea parlamentare della legge sulle unioni civili. Le Associazioni lgbt hanno pertanto chiesto un incontro con il direttorio M5S che potrebbe avvenire già nella mattinata di domani. Anche SEL si è resa disponibile ad incontrare nelle prossime ore le Associazioni. Accordo di governo con mediazioni al ribasso e fiducia equivalgono a svuotamento della legge e quindi diciamo chiaramente no! Chiediamo alle forze politiche di mantenere gli impegni presi con gli elettori e con le persone LGBTI e di trovare le strade regolamentari per farlo. Se necessario tornare al voto degli emendamenti in aula del Senato subito! Qui le forze politiche ed i singoli senatori e senatrici si assumeranno la propria responsabilità. Non servono i proclami e giocare ad un ignobile scaricabarile; ognuno lavori per il risultato senza alibi. Avremo buona memoria. Facciamo appello perché Pd M5S e Sel si incontrino nelle prossime ore per trovare un accordo politico che escluda il voto di fiducia. L’attuale legge è già una MEDIAZIONE e non sono accettabili altre mediazioni al ribasso, a partire dalla cancellazione della stepchild adoption, per questo saremo davanti al senato dal 24 febbraio alla ripresa dei lavori d’aula e confermiamo la manifestazione del 5 marzo a Roma invitando tutte le persone che hanno a cuore i diritti umani a partecipare e la società civile a mobilitarsi in queste ore.

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Il 29 Novembre tutti a Roma! Marcia per il clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

marcia per il climaDomenica 29 Novembre, ore 14 Piazza FarneseMarcia per il Clima fino ai Fori Imperiali, dove dalle 17 ci sarà il Concerto per il Clima.
Dichiarano gli organizzatori: “in tutto il mondo ci stiamo organizzando per scendere in piazza il prossimo 29 novembre, poche ore prima del vertice per il clima più importante della nostra generazione! E Roma può essere uno dei cuori pulsanti di questa enorme mobilitazione.” (foto marcia per il clima)

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Studenti la Sapienza: oltre il 15 ottobre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2011

Sapienza University of Rome

Image via Wikipedia

Il 15 ottobre oltre 50 000 studenti e studentesse provenienti da tutt’Italia si sono ritrovati a piazzale Aldo Moro, rispondendo all’appello della Sapienza per la costruzione di uno spezzone studentesco che confluisse nel corteo insieme a tutti gli altri soggetti sociali che hanno promosso la costruzione di quella giornata. L’intuizione di costruire uno spezzone studentesco unitario si è dimostrata vincente, convinti che esista un filo conduttore che lega la crisi del debito pubblico e della finanziarizzazione dell’economia allo smantellamento della formazione e della ricerca pubblica. Non è retorica: ci sentiamo davvero quel 99% che non sopporta più di leggere le scelte della politica attraverso la lettera di Draghi e Trichet, quel 99% che pensa che non ci sia democrazia senza coinvolgimento dei soggetti sociali nelle scelte che riguardano le nostre vite. Siamo quel 99% che partendo da un’idea diversa di scuola e università, attraverso percorsi di mobilitazione reali, prova a costruire un’idea diversa di democrazia, di economia, di politica, di società.
Per fare questo il movimento studentesco ha scelto negli ultimi anni di costruire e praticare un conflitto sociale largo, attraverso pratiche di massa che sapessero tenere insieme pratica dell’obiettivo, conflitto sociale e consenso, radicalità ed efficacia. Non abbiamo mai esitato a sfidare i divieti di chi voleva impedirci di manifestare nei luoghi e nelle forme che sceglievamo durante la mobilitazione, convinti che il conflitto sia un’opportunità politica, nel momento in cui si pone l’obiettivo di invertire i rapporti di forza e di opporsi alla repressione del potere politico, per riaprire spazi di cambiamento. Tramite decisioni collettive, abbiamo deciso se e quando violare le zone rosse per manifestare sotto i palazzi del potere (politico ed economico), così come abbiamo deciso se e quando lasciare quei palazzi del potere soli nelle zone rosse per riprenderci le strade che ci venivano sottratte da un governo sordo e da un parlamento svuotato di senso.
Con questo spirito abbiamo costruito la data del 15 ottobre, attraverso percorsi assembleari nell’università, coinvolgendo le migliaia di studenti che hanno deciso di tornare a invadere le strade di Roma, riportando in piazza i book block, che hanno caratterizzato il nostro movimento lo scorso anno. L’abbiamo fatto insieme a quel mezzo milione di persone che, nell’irriducibile molteplicità di pratiche e di idee che contraddistingue i movimenti più grossi, è sceso in piazza spontaneamente per porre fine a un presente schiacciato dallo strapotere delle Banche Centrali e della Finanza e per riprendersi il futuro. Non ci piacciono le semplificazioni, ma siamo convinti che il livello del conflitto sia espressione della capacità di un movimento di autodeterminarsi, non delle forzature di pochi. Per questi motivi leggiamo come un attacco alla stessa manifestazione la volontà di alcuni gruppi di sovradeterminare le modalità di un intero corteo, mettendo in campo delle azioni che, in una logica del tutto minoritaria ed incomprensibile ai più, hanno impedito agli altri manifestanti di protestare liberamente, nelle forme da loro scelte. Crediamo che sia diversa la scelta di quanti hanno resistito in piazza S. Giovanni alla reazione repressiva e scomposta della polizia che, attraverso l’utilizzo di idranti e caroselli con i blindati ha attaccato l’intera piazza. Il comportamento delle forza dell’ordine, guardavano sicuramente al giorno dopo, quando (come sta accadendo) si sarebbe potuto parlare di Legge Reale di arresti nel mucchio, perquisizioni a tappeto, di chiusura di ogni spazio di agibilità per chi vuole manifestare in un momento in cui l’autunno sarebbe stato particolarmente caldo. Non ci piacciono le semplificazioni della stampa, perché provano a dividere i manifestanti tra aggressori e vittime, ma noi “vittime” non ci sentiamo. Lo spezzone studentesco ha proseguito la giornata del 15 ottobre con un corteo selvaggio non autorizzato, che ha bloccato la città e la tangenziale fino alle 21 di sera, raccogliendo ancora una volta il consenso della gente che applaudiva e si univa a noi. Per questo motivo ripartiamo dal 15 ottobre per rilanciare una nuova stagione di lotta in questo paese. Siamo convinti che la sfida lanciata in tutto il mondo della costruzione di un movimento globale non possa arrestarsi. Manifestazioni in 1.000 città e 82 paesi di tutto il mondo ci parlano di un’opportunità enorme per la costruzione di un’alternativa economica, sociale e politica. Un movimento che non si spaventerà davanti ai deliri repressivi di Maroni, che invaderà ancora le strade e le piazze, con quella indignazione e quei desideri che da sempre hanno caratterizzato le nostre pratiche e i nostri cortei. Ripartiamo già da domani dall’università, rilanciando i percorsi di mobilitazione nelle forme che hanno caratterizzato le nostre manifestazioni lo scorso anno e provando a proporne delle nuove, anche analizzando le esperienze di altri paesi come Spagna, U.S.A., Cile Siamo convinti di non poter tornare indietro adesso, nemmeno per prendere la rincorsa. (Studenti e studentesse della Sapienza in Mobilitazione)

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Peoples of Europe, rise up!

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2011

Roma - Via dei Fori Imperiali vista dal Vittoriano

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Roma 15 ottobre – Partenza ore 14.00 da Piazza della Repubblica Ci siamo. Oggi è la giornata globale di mobilitazione che ha adottato come slogan “united for global change/uniti per il cambiamento globale”. Non solo in Italia e in Europa ma in tutto il mondo milioni di persone si mobiliteranno contemporaneamente: saranno infatti oltre 800 le manifestazioni che riempiranno le strade e le piazze di 719 città di 71 paesi sparsi nei 5 continenti per rivendicare diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell’occupazione, del welfare contro le misure di austerity imposte dagli organismi finanziari internazionali con il beneplacito dei governi nazionali.
Da questa notte diverse centinaia di autobus da oltre 70 città di tutto il paese partiranno per raggiungere la capitale, dove nel pomeriggio di sabato si snoderà il grande corteo unitario.
L’appuntamento è per le ore 14.00 a Piazza delle Repubblica. Il corteo attraverserà via Cavour, via dei Fori Imperiali, via Labicana e via E.Filiberto prima di raggiungere piazza San Giovanni. A San Giovanni saranno allestiti diversi speakers’ corner per dare ai manifestanti la possibilità di prendere parola. Dal punto voce principale si susseguiranno i rappresentanti delle principali lotte in corso in Italia, dai cassintegrati della Fiat, agli studenti, ai precari, ai lavoratori dello spettacolo, alle vertenze in difesa del territorio e dei beni comuni.
In Italia l’appello internazionale è stato raccolto da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre. La grande manifestazione nazionale non sarà che una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, necessario per cambiare l’Italia e il nostro continente e restituire democrazia, partecipazione, diritti.

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Manovra: conflitto sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2011

Roma L’USB indice per lunedì 12 settembre un nuovo presidio in piazza di Monte Citorio e invita tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori pubblici e privati, i precari, i disoccupati, i pensionati, i migranti e tutti coloro che sono indignati contro la macelleria sociale in atto, a partecipare dalle ore 15.00, in concomitanza con i lavori della Camera, per rimanere “col fiato sul collo” alla manovra. Prosegue la mobilitazione dell’Unione Sindacale di Base e dei movimenti sociali contro la manovra. Dopo l’occupazione della Borsa di Milano, le partecipatissime manifestazioni che in tutta Italia hanno accompagnato lo sciopero generale del sindacalismo conflittuale; la tendopoli indignata in piazza Navona, che ha fatto sentire la sua indignazione al Senato ed in corteo è giunta fino alla Camera, l’USB parteciperà all’Assemblea Nazionale “Indipendenza e conflitto sociale”.

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