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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘moda’

Mostra virtuale “1972. Moda, design, storia”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2022

Parma Lunedì 28 novembre, alle 15 nell’Aula Mulas del complesso monumentale della Pilotta (piazzale della Pace 7/A), verrà presentata agli studenti e a tutti gli interessati la mostra virtuale “1972. Moda, design, storia”. La presentazione avrà luogo nel corso della lezione di “Storia delle mostre” di Alessandra Acocella, docente del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC dell’Università di Parma. Interverranno Alberto Salarelli, responsabile scientifico della mostra virtuale, e Valentina Rossi, curatrice della mostra in collaborazione con Lara Marziali. La mostra virtuale 1972. Moda, design, storia è il frutto di un progetto di ricerca sviluppato nell’ambito delle digital humanities per la creazione di una mostra basata sul software Omeka S, a fianco della digitalizzazione di un elevato numeri di documenti progettuali conservati presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione-CSAC dell’Università di Parma. L’esposizione ha il fine di indagare precisi aspetti della cultura progettuale legata soprattutto all’ambito del design e della moda, considerando lo CSAC testimone di questo tipo di progettualità dagli inizi degli anni Settanta. Questa esposizione ha lo scopo di restituire e riaffermare due importati momenti storici: il primo legato a uno dei massimi riconoscimenti del design italiano, la mostra del MoMA Italy: The New Domestic Landscape curata da Emilio Ambasz nel 1972, di cui allo CSAC si conservano alcuni materiali progettuali come quelli di Ettore Sottsass jr; l’altro momento riguarda invece la nascita del prêt-à-porter, grazie a uno stilista pioneristico come Walter Albini di cui allo CSAC sono conservate 4191 opere. Il titolo dell’esposizione cita inoltre un importante studio degli anni Ottanta curato da Gloria Bianchino e Arturo Carlo Quintavalle, Moda Media Storia. La mostra non ha solo lo scopo di valorizzare e studiare il patrimonio conservato presso l’istituzione universitaria, ma vuole approfondire criticamente due momenti storici legati alla cultura del progetto. Da un lato si assiste all’affermazione di importanti designer sulla scena internazionale, dall’altro entra in scena il prêt-à-porter: presto tra design e moda si innescheranno dei cortocircuiti progettuali permettendo un dialogo tra le due discipline. In mostra saranno esposti materiali progettuali di Walter Albini, Archizoom Associati, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Krizia, Franco Moschino, Alberto Rosselli, Cinzia Ruggeri, Ettore Sottsass Jr e Gianni Versace. La mostra virtuale è visitabile all’indirizzo https://mostra1972.unipr.it/.

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Moda, a Roma il 17 settembre sfilata in Campidoglio con due molisani

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2022

Importante appuntamento con la moda sartoriale a Roma. Al termine di una kermesse di due giorni a Villa Malta con convegni e vari eventi, sabato 17 settembre lo “stile sartoriale” dei maestri dell’Accademia nazionale dei sartori sfilerà in piazza del Campidoglio a Roma. Luogo simbolico in quanto qui nel 1575 nacque l’Universitas Sutorum, la cui eredità è raccolta proprio dai Sartori, che festeggia 75 anni di attività. Una storia raccolta, tra l’altro, nel recente e monumentale volume di Giampiero Castellotti sul maestro Sebastiano Di Rienzo di Capracotta, a lungo presidente dell’Accademia, edito da De Luca. Il défilé della grande sartoria sarà diviso in tre momenti: la presentazione delle collezioni di grandi maestri sarti senior, quella dei maestri sarti junior, under 35 e le dieci migliori promesse nella sartoria da donna, con il premio “Manichino d’oro”. Due i rappresentanti per il Molise. Ci saranno il giovane stilista Mario Iannetta di Bojano specializzato in abiti da uomo e l’alta sartoria Nelly Marika di Venafro.

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Desigual è una casa di moda internazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2022

E’ stata fondata a Barcellona nel 1984. Si caratterizza per la singolarità e il carattere unico delle sue creazioni, pensate per portare positività e autenticità a migliaia di persone che cercano di esprimere la migliore versione di sé stesse. Attualmente, l’azienda ha oltre 2.700 dipendenti ed è presente in 100 Paesi attraverso 10 canali di vendita, 408 negozi monomarca e sei categorie di prodotto: Woman, Man, Kids, Accessories, Shoes e Sport.Dal 2011, la relazione di Desigual con Monsieur Christian Lacroix è molto più di una semplice collaborazione: è una storia di amicizia, rispetto e amore.Lo stilista francese è uno degli elementi imprescindibili dell’haute couture della fine del XX secolo. Legato a nomi e marchi storici, come Hermès, nel 1987 apre la sua maison e per decenni riceve riconoscimenti da parte della critica e del pubblico. Nel corso della sua carriera ha disegnato non solo abbigliamento, ma anche borse, calzature e occhiali; ha creato una linea di make-up con Avon ed è stato persino responsabile di una Capsule Collection per Schiaparelli nel 2013. Per Desigual, avere un amico come Monsieur Christian Lacroix che traduce il suo immaginario haute couture in capi di streetwear per un’infinità di donne, è un sogno che diventa realtà.

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Il Molise e la moda: a Roma molisani protagonisti dell’Accademia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Ben quattro molisani sono presenti nel video promozionale dell’iniziativa “Le radici della moda”, realizzato all’interno dell’Accademia nazionale dei Sartori di Roma, che ha aperto la Settimana internazionale della moda nella Capitale.Il video, realizzato dalla redazione della rivista nazionale Infoimpresa, si apre con Sebastiano Di Rienzo, capracottese, già Presidente dell’Accademia ed oggi direttore della Scuola, il quale illustra le tendenze del settore. A seguire vengono ripresi due ragazzi di origine molisana, Carmine Trotta e Giorgia Del Bianco, entrambi allievi nei corsi, mentre sistemano un modello. Tra gli ex allievi è stato scelto il giovane sarto Mario Iannetta, di Bojano, che racconta la sua esperienza, oggi attivo tra il Molise, Roma, Milano e l’estero.

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Moda: il Molise protagonista della mostra a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2022

Il Molise fa moda. Almeno a livello sartoriale. Grazie agli oltre mille sarti che sono partiti per lo più da Capracotta (Isernia). E non solo dall’Alto Molise, ma un po’ da tutta la regione. Importanti nomi dell’alta sartoria hanno origini molisane. Un elenco lunghissimo, non pubblicabile soltanto per non scontentare qualcuno “dimenticato”, come spesso succede.Non mancano giovani molisani che ancora oggi mantengono alta questa tradizione, compiendo i passi giusti: formazione di alto livello e pratica. Alcuni sono a Roma, tra gli allievi della scuola dell’Accademia nazionale dei sartori, lo storico sodalizio del settore la cui scuola è diretta dal molisano Sebastiano Di Rienzo. Tra i ragazzi, due capracottesi: Carmine Trotta e Giorgia Del Bianco. Per immergersi nella storia di questo segmento produttivo dell’abilità e della creatività artigianali, c’è un appuntamento importante nei prossimi giorni: l’evento “Le radici della moda”, viaggio sartoriale alla scoperta dei tanti modi di fare moda, tra passato e futuro. L’appuntamento è per i giorni 11 e il 12 luglio 2022 presso la prestigiosa Accademia nazionale dei sartori in via Francesco Crispi 115 a Roma, nel cuore della Capitale, a due passi dalla fermata della metro A “Barberini”. Sarà possibile ripercorrere gli ultimi decenni della storia sartoriale italiana grazie ai magnifici abiti esposti, tra cui alcuni provenienti dal Museo “Di Rienzo” di Capracotta. Saranno infatti visibili alcuni manufatti realizzati dai grandi maestri italiani.Ma la grande sartoria “made in Italy” continua a incantare il mondo grazie ai giovani maestri del futuro. Gli allievi più bravi dell’Accademia, infatti, aspettano il pubblico per esempi di live tailoring, esercitazioni e dimostrazioni per spiegare concretamente il significato dell’espressione “su misura”. Tra loro anche alcuni molisani. Un’esperienza coinvolgente, quindi, da non perdere, per tutti gli amanti dell’eleganza e del fatto a mano. L’Accademia nazionale dei sartori, sodalizio con secoli di vita alle spalle, continua ad essere la più importante associazione di settore, che riunisce oltre 130 sartorie italiane.

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Monica Bolzoni. La grammatica e la sintassi del Semplice

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2022

Roma Venerdì 11 marzo, ore 17.30 Sala delle Colonne Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Viale delle Belle Arti 131 in collaborazione con Accademia Costume & Moda dedica un incontro alla moda designer Monica Bolzoni, protagonista della mostra Poetica del semplice. Moda e design secondo Monica Bolzoni/Bianca e Blu, curata da Anna Di Cesare, attualmente in corso alla Galleria.L’incontro esplora il percorso creativo di Monica Bolzoni, figura sui generis della storia della moda italiana e internazionale e ideatrice di un linguaggio originale che, attraverso scelte rigorose e coerenti con la propria personalità, dà espressione a un canone di eleganza contemporaneo, sofisticato e sintetico, che esalta il corpo reale della donna. Al centro della conversazione, i temi ricorrenti e gli aspetti che maggiormente hanno caratterizzato il suo lavoro, pionieristico sotto molti aspetti: dalla ricerca attorno agli archetipi del femminile allo studio delle forme modulari, alla sperimentazione sui materiali in un’ottica di sostenibilità, al suo rapporto con l’arte sempre presente e profondo.A comporre la grammatica e la sintassi di questo universo che è la Poetica del semplice, vi sono elementi come la favola e la letteratura, fonti di ispirazione del vestito-pensiero, il gioco, la modularità, le forme geometriche, i colori come valori. Alla radice, c’è la fedeltà al design, più che allo stilismo, motivo per cui la progettualità emerge come vera cifra stilistica, laddove gioco e creatività si fondono con la ricerca tecnica e l’innovazione per dar vita a capi funzionali, ma sempre e comunque immediatamente riconoscibili nella loro costruzione del semplice come valore imprescindibile.Tutte queste traiettorie sono declinate nel percorso della mostra e saranno al centro di una conversazione con il giornalista, scrittore ed esperto di moda Antonio Mancinelli, con la semiologa e saggista Caterina Marrone e con la curatrice Anna Di Cesare, alla presenza di Monica Bolzoni.Questo evento si inserisce nel programma di approfondimento della mostra Poetica del semplice. Moda e design secondo Monica Bolzoni/Bianca e Blu, originata dalla donazione di parte dell’archivio documentale Bianca e Blu di Monica Bolzoni alla Galleria Nazionale e allestita non come mero percorso cronologico del suo lavoro la mostra espone oltre a una selezione di fotografie, in parte della donazione, materiali, abiti e accessori dell’archivio personale di Monica Bolzoni.

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Moda Italiana: ” il commercio interno soffre ancora e deve essere aiutato”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2022

“La moda continua ad essere una filiera strategica per la ripresa economica del Paese, ma servono ancora misure di sostegno per recuperare le perdite causate dalla pandemia” ha affermato Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, ieri in audizione presso la Commissione Bilancio del Senato sul Decreto Sostegni Ter. Così, se la Moda italiana ha perso, solo nel 2020, 24 miliardi di euro, riuscendo a recuperane 16 nel 2021, oggi il settore si confronta con gli aumenti vertiginosi che stanno vessando tutta l’industria “Energia elettrica, ma non solo – dice Capasa – il settore ha visto i costi della logistica toccare il +300%, ecco perché servono ancora provvedimenti che aiutino a calmierare e ristorare questi aumenti”. La Camera Nazionale della Moda chiede quindi che si continui con le iniziative di supporto agli affitti “perché se l’export vola – ricorda il presidente – il commercio interno soffre ancora e deve essere aiutato“ e proprio in questa direzione va l’invito di Capasa al mantenimento delle norme sulle rimanenze di magazzino che prevedono un credito d’imposta proporzionale alle rimanenze del non venduto.“Ben vengano poi misure, ma anche operazioni di comunicazione, capaci di supportare il turismo legato allo shopping” dice ancora Capasa che ribadisce la leadership di Milano la quale, prima della pandemia, era la meta turistica preferita dagli stranieri per gli acquisti legati a moda e design. Infine il presidente sottolinea il danno subito dal settore a causa dell’esclusione dei marchi di impresa dalle tutele previste dalla norma della patent box per l’agevolazione fiscale sui redditi derivati dall’uso di opere d’ingegno “Nel mercato globale – dice Capasa – la competitività della moda Made in Italy si gioca sempre di più su innovazione e creatività, strumenti che vanno protetti e sostenuti”. E conclude con un appello perché vengano diffuse norme specifiche per favorire il reshoring “È il momento giusto perché le nostre produzioni rientrino in Italia – conclude il Presidente – ma servono misure ad hoc”

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Ottava edizione del Premio Nazionale ed Europeo ST. Oscar della Moda

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Firenze 5 Dicembre 2021 presso la fondazione Franco Zeffirelli grande appuntamento pensato e voluto dal Direttore Artistico Steven Torrisi, un percorso iniziato da diversi anni sia a livello Nazionale che Europeo. Per l’Ottava edizione del premio europeo st.oscar della moda 2021 la conduzione della serata è affidata per il secondo anno all’eleganza di Ambra Lombardo direttamente da Chiambretti e Tiki taka canale 5 e da Stefano Baragli che vanta anni di conduzione per tutta l’Italia che arricchiranno la kermesse con il giusto appeal di humour ed eleganza che li distinguono . La serata è presenziata da personaggi della moda, della tv, dello spettacolo finalizzata solo al riconoscimento di tutte le eccellenze che ruotano intorno alla moda e alla raccolta di fondi per la fondazione Franco Zeffirelli

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L’eccellenza della moda italiana sbarca a Kiev

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

A Kiev, capitale ucraina, dal 12 al 13 ottobre 2021, i due eventi b2b in presenza rappresenteranno un’occasione importante per ripartire con il networking, la generazione di nuovi contatti ed ordini per spingere sulla ripartenza dei consumi. Dopo un lungo periodo di difficoltà, infatti, causato dalle vicissitudini finanziarie dei due Paesi, prima, e dall’emergenza pandemica successivamente, con prolungati lockdown delle attività commerciali, la domanda di prodotti moda sta riprendendo gradualmente vigore con dinamiche di acquisto che, trainate dal recupero dei valori delle materie prime nel gigante centroasiatico e da una rinnovata fiducia dei buyer in Ucraina, lasciano emergere segnali incoraggianti e promettenti per questa e, soprattutto, la prossima stagione di vendita.Organizzata da Assocalzaturifici e Ente Moda Italia, La Moda Italiana@Almaty vedrà in scena una collettiva di 50 marchi tra i più rappresentativi della moda italiana i quali tornano in Kazakistan, dopo due anni di assenza, grazie ad un’operazione di sistema che vede coinvolti tutti gli attori della politica promozionale del made in Italy all’estero: le associazioni aderenti a Confindustria Moda, oltre alla già citata Assocalzaturifici, Sistema Moda Italia, Associazione Italiana Pellicceria ed Assopellettieri, affiancati dal contributo organizzativo e politico della rappresentanza italiana nel Paese: Ambasciata d’Italia a Nur-Sultan e ICE Agenzia ad Almaty, la quale agisce come partner organizzativo in loco tramite azioni di comunicazione e promozione fondamentali gestendo un imponente programma di incoming buyer da tutte le province del Kazakistan, dal vicino Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan.Importantissimo il contributo finanziario fornito dai soggetti territoriali, con particolare menzione per la Regione Marche, che ha deciso di supportare le aziende del distretto che partecipano all’esposizione.Soggetti pubblici, ma anche soggetti privati che hanno da tempo colto l’importanza strategica di un’area, quella kazaka e centroasiatica in generale – di cui il primo rappresenta certamente il mercato più ricco – e che hanno deciso di sostenere con servizi di trasporto customizzati la ripartenza del progetto La Moda Italiana@Almaty. Ad accompagnare, favorendola in termini logistici, la missione degli imprenditori italiani ad Almaty c’è infatti l’attivazione di un charter operato da NEOS, sulla tratta Malpensa – Almaty, collocato negli slot utili allo svolgimento della rassegna espositiva: un servizio ad altissimo valore aggiunto confermato in una fase, tutto sommato, ancora delicata, di passaggio, in cui la mobilità internazionale è ancora inevitabilmente condizionata da rallentamenti e ostacoli, retaggio dell’ondata pandemica mondiale.

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Enfasi sul tema della sostenibilità: una moda sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

A cura di Pauline Grange, Portfolio Manager – Global Equities. Ogni anno si vendono circa 100 miliardi di articoli di abbigliamento, ovvero il 50% in più rispetto al 2006. Ciò è dovuto in parte all’avvento del “fast fashion”, cioè capi d’abbigliamento all’ultima moda e a basso costo. In effetti, oggi il settore emette più CO2 dell’industria aeronautica e navale messe insieme e usa 79 miliardi di metri cubi di acqua dolce all’anno, causando circa il 20% dell’inquinamento da acque industriali. Sfortunatamente, una quota minuscola di ciò che il settore della moda produce viene riciclato e riutilizzato; la maggior parte degli articoli finisce in discarica o negli inceneritori entro un anno dalla produzione. In effetti, secondo la Ellen Macarthur Foundation, l’industria mondiale della moda produce circa 53 milioni di tonnellate di fibre all’anno, di cui più del 70% finisce interrato o incenerito. Meno dell’1% viene riutilizzato per produrre nuovi capi d’abbigliamento.Questa accresciuta consapevolezza ha modificato le mie abitudini di consumo: adesso compro meno articoli, ma di qualità superiore. Inoltre, ho smesso di snobbare l’acquisto di vestiti usati e ora vado felicemente alla ricerca di occasioni attraverso piattaforme online o negozi di beneficenza locali. E sembra che io non sia la sola: la percentuale di donne disposta a comprare abbigliamento di seconda mano è salita dal 45% nel 2016 al 70% di oggi. Di conseguenza, le piattaforme di noleggio e rivendita di abbigliamento sono in pieno boom. Nella strategia Threadneedle Global Sustainable Equity possediamo una di queste piattaforme di rivendita, Mercari, che nel corso dell’ultimo anno ha registrato una crescita accelerata nei suoi due principali mercati, Giappone e Stati Uniti, con un aumento sia del numero di utenti che dell’attività sulla sua piattaforma.Tuttavia, se abbiamo una partecipazione in un’azienda tessile, vogliamo anche che i suoi prodotti non abbiano un impatto negativo sull’ambiente. L’abbigliamento per il fitness è di solito indossato più spesso e utilizzato più a lungo rispetto agli articoli all’ultima moda. Inoltre, Adidas è un leader sostenibile nel settore. Al suo Capital Markets Day di marzo, la sostenibilità era ancora una volta il primo punto all’ordine del giorno. La società ha spiegato le innovazioni adottate per rendere i suoi prodotti più circolari e sostenibili, e ha messo l’accento sull’obiettivo di produrre un 90% di articoli ecosostenibili entro il 2025 usando una strategia a “tre circuiti”: 1. Circuito del riciclo: approvvigionamento di materie prime riciclate al di fuori dei propri prodotti, vale a dire poliestere riciclato al 100% o rifiuti plastici oceanici Parley (raccolti su litorali e zone costiere). 2. Circuito della produzione circolare: realizzazione di prodotti che possono essere riciclati e trasformati in nuovi articoli Adidas, secondo lo slogan “made to be remade”. La società ha lanciato le sneaker Ultraboost, che possono essere restituite, riciclate e successivamente trasformate in un nuovo paio di scarpe, con l’obiettivo di espandere questo concetto ad altri modelli e categorie nel tempo. 3. Circuito della rigenerazione: laddove i prodotti non rientrano nelle categorie di cui sopra, Adidas mira a realizzarli con materiali naturali biodegradabili. Tutto questo ci sembra ottimo, ma abbiamo voluto verificare personalmente come la sostenibilità è incorporata nel marketing dell’azienda e nei prodotti realizzati in fabbrica. Così, a più di un anno dalla nostra ultima visita, siamo tornati a ispezionare il flagship store Adidas in Oxford Street, a Londra.Adidas mira, inoltre, a implementare tutte queste innovazioni su grande scala, in modo che i suoi prodotti più popolari diventino anche i più sostenibili. Questa intenzione era visibile all’ingresso del flagship store di Londra, dove siamo stati accolti da una nuova linea “verde” di Stan Smith, uno dei modelli di sneaker più iconici di Adidas, che oggi sono prodotte con materiali Primeblue o Primegreen. Nello store era in mostra anche una novità assoluta per il settore: una Stan Smith realizzata con l’impiego di Mylo, un materiale derivato dai funghi che ha le stesse prestazioni della pelle ma è biodegradabile.Un altro servizio disponibile in negozio è il centro di riparazione “Sneaker services”, che permette ai clienti di aggiustare le proprie scarpe di ginnastica, evitando lo smaltimento precoce e inutile. Prolungando la vita di un indumento di soli nove mesi, si può ridurre il suo impatto ambientale di uno straordinario 20-30%. Un’altra area di investimento fondamentale per Adidas è il digitale, la cui integrazione con la sostenibilità era in mostra nello store. Ad esempio, la società ha installato in negozio cabine fotografiche, in cui è possibile scattare e condividere foto, insieme al proprio impegno ambientale, con la community online di Adidas. Nel complesso, siamo andati via fiduciosi che l’impresa potrebbe realizzare la sua missione aziendale: “Crediamo che attraverso lo sport abbiamo il potere di cambiare la vita di tutti. Puntiamo a espandere i limiti delle possibilità umane, a includere e unire tutte le persone nello sport e a creare un mondo più sostenibile”.

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Dubai: La soluzione distributiva della moda per i paesi del Golfo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

ITADISTRIBUTION nasce nel 2021 da gruppo imprenditoriale con forte esperienza nel mondo della moda e lancia la sua filiale a Dubai. L’intesa è stata stipulata da Pasquale Corvino AD del gruppo. La nuova sede che comprende 10000 mq di logistica e 500 mq di show room nel centro della città, prevede il potenziamento dell’area GCC compresa Africa e Asia, con l’obiettivo di diventare un vero e proprio riferimento distributivo della moda made in Italy nel mercato del golfo.Alla guida come direzione commerciale Francesco Donadio con esperienza in molti brand moda come Roberto Cavalli, Versace e Hugo Boss. Il piano acquisizioni dei brands prevede 30 milioni di investimento, di cui 90% nel mercato moda Italia e 10% mercato moda estero.La mission di ITADISTRIBUTION è espandere e posizionare la vendita e la visibilità degli articoli nella fascia medio-alta del mercato Middle Est e sviluppare soluzioni di e-commerce diventando come un ponte di connessione tra la distribuzione off line e quella on line del mercato di riferimento, con una forte presenza multichannel tra retail, marketplace, sectorwebsite.Introdurre la tecnologia è stata quindi la chiave di svolta, sistemi operativi sofisticati creati a doc per gestire il controllo dei canali e la distribuzione, ed un attento monitoraggio riescono a dare una situazione sempre aggiornata dei flussi. ITADISTRIBUTION è quindi la prima piattaforma B2B multilevel, nata per soddisfare un mercato esigente come quello del middle est, ma sempre all’avanguardia sui tempi, che permette di operare in maniera diversificata e competitiva, con particolare focus su brand moda.

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Pronta la nuova collezione moda di Nicola Convertino

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Maggio 2021

“Moda D’Autore” verrà presentata a Tashkent, in Uzbekistan, nella splendida location dell’Hotel Hilton a fine mese di Giugno.La collezione prevede capi con le immagini dei quadri del Convertino e alcuni capi esclusivi dipinti a mano dall’artista stesso: Capi Spalla, T-shirt, Felpe, Camicioni e Sneakers piene di colori e piene di fantasia.La tendenza della linea è estremamente giovanile, con situazioni e idee che si rapportano con le installazioni che normalmente il Convertino crea.Il concetto di moda per lui si fonde con l’Arte, non c’è confine; chi compra il suo abbigliamento si pone come un collezionista d’arte, dove ogni capo moda corrisponde ad un capo unico, esclusivo, con la certezza che è irripetibile.“Carpe Diem” potremo dire, compralo adesso altrimenti non lo ritroverai più, e il prossimo sarà diverso, saranno diversi i colori, lo stile e l’immagine impressa. Una moda che prevede stampe artistiche, esclusive….ma potrebbero capitare anche alcuni capi direttamente dipinti a mano dal Convertino, una sorta di prove d’autore (come nell’Arte) che vengono divulgati insieme ai capi stampati.Tutto è esclusivo, ma alcuni sono proprio “unici” e irriproducibili. Una collezione quale interscambio tra Moda e Arte, la visione è globale ma anche globalizzante, si adatta ai tempi e all’esigenze di un pubblico sempre più incontentabile, che tende all’esclusività. Una sorta di sfida ai capi d’abbigliamento “usa e getta”.In un momento storico in cui la Cina ci ha abituato al consumo veloce e soprattutto massificato, il Convertino esce sul mercato con prodotti diversificati e assolutamente inimitabili. Il Made in Italy riprende il controllo del mercato, sale in cattedra e urla al mondo la sua unicità.

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Le fiere della moda vanno in digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Le fiere della moda di Milano, unite dal progetto espositivo #strongertogether, hanno deciso di rinunciare agli eventi fisici programmati dal 20 al 24 marzo 2021 nel quartiere espositivo di Fieramilano Rho.Nonostante l’impegno e la determinazione degli organizzatori, e nel rispetto di aziende, visitatori, buyer e media MICAM Milano (il salone internazionale delle calzature), MIPEL (l’evento internazionale dedicato alla pelletteria e all’accessorio in pelle), TheONE Milano (il salone dell’haut-à-porter femminile), LINEAPELLE (mostra dedicata a pelli, tessuti, accessori e i componenti più innovativi) e HOMI Fashion&Jewels Exhibition, (manifestazione dedicata al bijoux e all’accessorio moda) hanno preso una decisione sofferta, ma doverosa.
Il DPCM in vigore vieta, infatti, le fiere in presenza fino al 5 marzo 2021 compreso e, se anche dal 6 marzo, verrà riaperta la possibilità di organizzare eventi fisici, non potranno essere garantiti né il livello qualitativo e di prestigio proprie delle manifestazioni. Ancora più importante, non potrà essere garantito il significativo afflusso di buyer da tutto il mondo che ha reso questi saloni degli indiscussi punti di riferimento globale. Le limitazioni internazionali, sia sanitarie che di viaggio e trasporto, non permetterebbero, infatti, a migliaia di visitatori di raggiungere serenamente e in sicurezza Fieramilano Rho.Gli organizzatori restano, però, accanto alle proprie community di riferimento, convinti che solo insieme si possa superare questo momento per riconfermarsi nei prossimi mesi, ancora una volta, #strongertogether.Per questo motivo, nelle prossime settimane saranno attivate iniziative digitali sulle quali verranno canalizzati tutti gli investimenti e gli sforzi degli organizzatori i quali, pur consapevoli del fatto che gli eventi virtuali non potranno sostituire gli eventi fisici, daranno la possibilità agli espositori di poter presentare in modalità digitale le proprie collezioni e la propria indiscutibile creatività.

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Moda: il Covid cambia i bisogni emozionali dei clienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Como. La pandemia da Covid-19, ha esercitato e continua ad esercitare un impatto diretto su tutti i settori, compresa la moda, e in primo luogo su tutti coloro che si apprestano a celebrare un matrimonio, o ad organizzare un evento speciale. Per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori a causa del Covid le aziende cercano di organizzarsi con nuovi servizi ed idee improntate alla soddisfazione dei nuovi bisogni dei clienti.“In questo momento, c’è una forte propensione ad investire su se stessi, la conseguenza del passare molto più tempo in casa, ha portato molti a riscoprire sé stessi e a desiderare qualcosa di esclusivo anche nell’acquisto”, spiega Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza, nonché anima e corpo della Boutique Tosetti Sposa di Como.Monica ed il team della boutique attraverso degli strumenti di ricerca ed analisi hanno analizzato il mercato sposa ed hanno individuato una necessità assoluta tra le più richieste dei clienti: un’attenzione speciale. È nato così il “Progetto vendita post Covid” della Boutique Tosetti.“La pandemia in cui ci troviamo ha senza dubbio posto l’accento sulla salute e sulla bellezza, che mai come ora sono state così centrali, e anche sul desiderio di fare acquisti in modo diverso.A questo si aggiungono la voglia di intrattenimento e di tornare alla socialità”, spiega ancora Monica.C’è voglia di soddisfare dei desideri in modo emozionale insomma, in un contesto particolarmente difficile, facendo degli acquisti intesi come una rivalsa dopo un periodo di privazioni.Indubbiamente stiamo assistendo e assisteremo ancora a cambiamenti fondamentali nelle modalità di comprare dei consumatori.“Mai come in questo momento, i nostri clienti sono al centro di ogni nostro pensiero, con assoluto rispetto delle attuali regole e prevenzioni e con particolari eventi dedicati e personalizzati. La luce in fondo al tunnel ai nostri clienti la mostriamo ad esempio con il continuo comunicare di momenti particolari e di innovazioni, con la tranquillità e l’entusiasmo sulle prospettive di nuovi momenti.Il cliente ha bisogno di percepire un percorso chiaro e certo, con un deciso avanzamento verso un futuro roseo, che lo faccia sentire rassicurato.E il nostro compito di operatori della moda è di dar loro un servizio che rassicuri sul futuro e soddisfi questi bisogni emozionali, con un grande approccio umano e con eventi dedicati e creati appositamente per ogni cliente”, conclude Monica Gabetta Tosetti (www.monicagabettatosetti.it).

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Il settore moda contiene le perdite e guarda avanti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

«Le attese parlavano di un calo del 50%. La realtà si è fortunatamente fermata ad un meno 20%. A livello globale il settore moda ha subito un pesante colpo dal lockdown e da tutta l’emergenza Covid; anche se il cammino è tutto in salita, le prospettive sono buone: c’è fiducia, ottimismo. E, soprattutto, una strada da seguire». Alla vigilia dell’apertura di White Milano, il salone più importante dedicato al fashion in programma dal 24 al 27 settembre nella capitale della moda, Giorgio Magello Mantovani presidente di Niam – Nazionale Italiana Agenti Moda, l’associazione che raccoglie oltre 800 agenti – apre al rilancio di uno dei settori più importanti per l’economia nazionale. «La filiera moda vale in Italia 80 miliardi di euro. Di questi, 40 sono rivolti al mercato estero, l’altra metà è invece una “questione” tutta interna. Alla riapertura dopo il lockdown, ci siamo ritrovati con 15 miliardi di merce ferma: l’azione degli agenti ha permesso di riallocarla, rimettendo in moto un sistema vitale per l’intera economia. Anche perché un fermo avrebbe compromesso non solamente l’anno in corso, ma avrebbe avuto ripercussioni anche per gli anni successivi». Davanti alla necessità di ripartire, di rimettersi in moto, si pone però un dilemma. «La domanda principale è: in quale direzione andare?», prosegue Magello. E la strada da seguire ha i termini della digitalizzazione, il fronte dell’ecosostenibilità e l’impellenza di fare rete. Spiega il presidente di Niam: «La rete è quella creata dagli agenti moda: il filo di unione tra aziende e negozi. È lo scopo di Niam: porre l’attenzione su tutta la filiera moda perché produzione e vendita possano camminare insieme». L’ecosostenibilità è la nuova frontiera. «All’indomani del lockdown in Italia si è ampliata la forbice tra i prodotti di bassa fascia e quelli di lusso. Questi ultimi hanno subito un pesante stop; non così gli altri che, visti anche i problemi economici, hanno registrato una pronta ripresa. La sfida è però sul prodotto premium: siamo davanti a uno stacco generazionale. Le nuove fasce di clienti pongono attenzione alla sostenibilità e, in un rapporto corretto di qualità-prezzo, privilegiano i temi ecologici». Non certo ultima, la digitalizzazione. «Il Covid ha accelerato il cambiamento: quanto probabilmente sarebbe avvenuto in due anni è stato realizzato in due mesi. Abbiamo a disposizione una tecnologia molto avanzata che ci permette di fare cose impensabili. E, quando parliamo di moda, occorre uscire dalla contrapposizione tra fisico e digitale ed entrare in una logica di complementarietà. Banalmente, le nuove generazioni cercano nel negozio la modernità, il digitale. Il contatto fisico continuerà a mantenere la sua importanza, ma non può essere scevro dall’essere anche digitale. Avremo una comunicazione più mirata, più specifica che produrrà un numero maggiore di dati da analizzare con il vantaggio che, se le relazioni sono soggettive, i dati sono invece oggettivi». Ed è proprio l’apporto digitale, dato da Niam in collaborazione con l’agenzia di marketing digitale Velvet Media, che caratterizza il White Milano 2020. «Il White è la prima fiera phygital; la prima capace di coniugare l’elemento fisico a quello digitale – sottolinea il presidente di Niam -. È un punto di svolta per il futuro». E precisa Alessio Badia, tra i maggiori esperti di moda in Italia che ha seguito il progetto phygital di White MIlano: «Occorreva superare le distanze imposte dal Covid. Arrivare a coinvolgere i buyer di Londra, Parigi, Singapore, New York e portarli tutti a Milano. Nell’impossibilità di farlo fisicamente, il digitale è la strada da percorrere, con set virtuali e digital room per raccontare le collezioni e una piattaforma web che permette non solo le attività di networking, ma anche la gestione di ordini B2B in tempo reale. In questo modo White ha la grande occasione di non nascere e finire in soli quattro giorni, ma di essere viva almeno per l’intera stagione».

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Moda Milano: Virtual Exhibition

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Sedici tra i migliori progetti di tesi ied moda milano in mostra, in veste inedita, a partire dalla milano fashion week di settembre Una stanza delle meraviglie virtuale, senza precedenti, in cui esplorare un mondo di progetti in veste inconsueta. È l’arte generativa digitale a costruire – nel rispetto del distanziamento sociale – la speciale vetrina di presentazione dei migliori progetti di tesi dei diplomandi IED Moda Milano, con Avant Défilé 2020, una virtual exhibition immersiva visitabile dal 23 settembre prossimo tramite app e piattaforma web, in una iniziativa che renderà le creazioni graduate IED per la prima volta permanenti, evidenziando soprattutto il “processo” di lavoro, espressione di una metodologia intelligente e in continuo sviluppo, più che la collezione finale.
Un’inedita opportunità per dare risalto al talento, un innovativo “avant” senza un défilé, che si gioca interamente sul virtuale, reso possibile dalla collaborazione di IED con Streamcolors – studio milanese di arte digitale specializzato nello sviluppo di software in real time e nella produzione di soluzioni interattive, fondato da Giuliana Geronimo e Giacomo Giannella (quest’ultimo è un ex-studente di CG Animation proprio in IED Milano): l’incontro delle due realtà – IED e Streamcolors – ha trasformato i limiti di un anno difficoltoso in un percorso su nuove strade, alla scoperta di spazi e linguaggi inediti di racconto in “non presenza”, a vantaggio di un pubblico molto più ampio di quello di professionisti e stakeholder solitamente coinvolti in una sfilata.Nello spazio-vetrina virtuale e immersivo, in cui dal 23 settembre il visitatore potrà muoversi autonomamente come in una sorta di videogame, troveranno posto 16 progetti per un totale di 18 giovani autori, preselezionati da un comitato tecnico tra i diplomandi IED Moda Milano dell’anno 2019/2020 in Fashion Design, Shoes and Accessories Design e Jewelry Design. Si tratta di Claudio Atzeni (con i colleghi di Fashion Stylist Fabio Candotti e Mario Cattaldi), Jacopo Cazzoli, Eleonora Cutruzzulà, Valeria Fogazzi, Giorgia Gervasoni, Roberta Martin, Gianluca Minola, Alice Podavini, Davide Poloni, Omar Repossi, Neithan Herbert Ruiz Pillajo, Alessandro Rupilli, Francesca Spatola, Liliana Vailati, Michelle Visenda, Hsin-Yi Chen.
“IED Avant Défilé 2020 è una nuova dimostrazione del fatto che i limiti, con una progettualità flessibile e creativa, possono diventare occasioni per percorrere nuove strade e aprire nuovi mondi – commenta Olivia Spinelli, Coordinatrice e Creative Director IED Moda Milano. – Anche quest’anno non rinunciamo a offrire ai futuri talenti del fashion world la vetrina che meritano. Con un inedito Avant Défilé abbiamo pensato a una mostra permanente che ci permetta di svelare il processo più che dare risalto al prodotto finito. Sarà un evento continuativo che non precede il classico fashion show di fine anno, ma che vuole diventare la base di lancio per i nostri studenti/designer all’inizio del loro percorso professionale. Un esperimento al contempo audace e meraviglioso, oggi – più che mai – necessario.”

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“La Boccardi” Storia della decana del giornalismo di moda e costume

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

La biografia della giornalista di moda Luciana Boccardi firmata da Alda Vanzan.“Mai paura di niente” è la frase guida di Luciana Crovato, in arte Luciana Boccardi , nota ai più come La Boccardi , giornalista di moda. Una frase appresa dal padre dopo l’incendio che gli bruciò gli occhi e portò la famiglia a vivere di stenti. Una frase che l’avrebbe accompagnata sempre, sin da quando fu costretta ad abbandonare gli studi, a lavorare di giorno e a frequentare un corso di stenodattilografia la sera, fino a diventare una “mitraglietta”. La sua “università” fu la Biennale. L’approdo al giornalismo un premio per un racconto breve consegnatole da Georges Simenon. Poi sarebbero arrivati i libri e la direzione di due riviste, le sfilate organizzate a San Marco e al Lido, la fase “femminista” e l’amore spassionato per la sua Venezia con le battaglie per i referendum, perfino un ristorante suggeritole da uno stilista.Del resto erano ancora gli anni in cui il défilé serviva per presentare i vestiti: «Un numerino per ogni abito. Il tutto in un silenzio religioso». E le modelle? «Inesistenti». Per dire: «Marta Vacondio che lavorava in un atelier come sartina, e indossatrice quando serviva, ha dovuto sposare Marzotto per diventare famosa». Poi arrivarono i rutilanti anni 80, con le super-top di Gianni Versace, il compianto stilista che scriveva a Luciana: «Cara signora, la moda italiana ha bisogno di lei» (ma re Giorgio Armani le dà ancora del tu: «Grazie per avermi conferito la medaglia di chi è riuscito ad alzare una barriera contro la volgarità. È il miglior complimento che mi potevi fare!»). Da questo punto di vista, la Boccardi ne ha per tutti (e, come annota la Vanzan: «Ecco, il problema non era farla parlare. Era farla smettere»). Valentino? «La gentilezza». Claudia Schiffer? «Un libro mastro vivente». Krizia? «Un po’ spietata. Ma tanto brava». Naomi Campbell? «Maleducata». Dolce&Gabbana? «Terribilmente volgari». Il preferito? «Senza dubbio Emanuel Ungaro», il mentore che la convinse perfino ad aprire un ristorante a Castello, dove proporre il risotto alla Sultana tramandato dalla nonna con gli avanzi del fritto di Carnevale. Anche se davvero memorabili sono i ricordi delle cene preparate da Alfredo e Arturo del Toulà per la maison Missoni: «C’era di tutto, ma solo e rigorosamente cucina veneta che sia Ottavio che Rosita apprezzavano tanto». Mentre adesso ci sono «pasticcini tutti uguali, senza sapore» e «l’ignoranza e la supponenza» dei pierre a cui Luciana è orgogliosamente allergica: «Sono una fuori serie. Niente cerchi magici, in nessun caso della mia vita». Leggere per credere l’episodio, visto con i suoi occhi e riportato da nessuna testata, della torta in faccia ad Anna Wintour.Nelle 128 pagine del libro, scritto dalla giornalista Alda Vanzan e pubblicato dalla casa editrice veneziana Supernova, ci sono le sue lotte, un carattere non facile, la caparbietà e la voglia di arrivare, ma ci sono sicuramente anche i contorni di un viaggio professionale di quelli che non si compiono più.

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L’ultima moda dell’inverno 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Passo del Tonale (TN/BS) Anche trascorrere la notte totalmente avvolti dalla neve a 2750 metri di altezza può diventare un’esperienza estremamente piacevole da vivere e da ricordare: dipende dai comfort che si hanno a disposizione e dal luogo in cui si soggiorna. In questo senso, il Ghiacciaio Presena si candida ad essere il luogo cult dell’inverno 2020.All’ormai celebre Ice Music Festival (una kermesse musicale di oltre 50 concerti ospitati in un igloo da 300 posti e suonati con 17 strumenti rigorosamente di ghiaccio), si affiancherà, a partire da Capodanno, un’iniziativa in più: accanto al Rifugio Capanna Presena e a pochi metri dall’ EQ ICE DOME sono state realizzate infatti tre lussuose camere-igloo. “Abbiamo iniziato a parlare del progetto delle Ice Room non appena conclusa la prima edizione di Ice Music Festival: l’idea è quella di una continua ricerca e sviluppo del prodotto turistico che ruota intorno al ghiacciaio del Presena, riuscendo ad impreziosirlo ogni anno con delle novità. La società Capanna Presena ha subito accettato la scommessa delle camere di ghiaccio inserendosi a pieno in questa visione che sicuramente potrà dare a tutti grandi soddisfazioni sul piano dell’immagine di località” commenta Michele Bertolini, consigliere delegato Consorzio Pontedilegno-Tonale. Ogni camera è ispirata ad un tema particolare: c’è la Arctic Room, arricchita da sculture che richiamano un paesaggio artico con orsi polari, foche e stalattiti. C’è la Forst Room in cui campeggiano botti di legno immerse in un bosco con cervi e caprioli, a simboleggiare il legame tra la famosa birra altoatesina e il territorio montano. C’è infine la Chalet Room, in cui è stata rievocata una cascina tipica montana, completa di caminetto, arredi e sullo sfondo un borgo alpino.Delle vere opere d’arte “temporanea” perché ovviamente saranno fruibili solo fino a primavera quando inevitabilmente si scioglieranno. Una caratteristica che le rende ancora più esclusive.Ma, a rendere particolare l’esperienza è ovviamente la possibilità di trascorrere la notte in un igloo, magari dopo aver assistito al concerto nell’EQ Ice Dome. Per gli inuit e le popolazioni artiche nulla di straordinario, ma alle nostre latitudini e sull’arco alpino iniziative analoghe si contano sulla punta delle dita di una mano. Eppure, le stanze-igloo vengono incontro a un secolare principio delle popolazioni della Val di Sole: “dormire al freddo e mangiare al caldo”. La temperatura interna nella stanza rimane sempre attorno ai 4 gradi. Pochi ma di gran lunga più alti delle temperature glaciali che si registrano sul Presena di notte (si arriva anche a -30°C).Rigorosamente di ghiaccio sono anche gli arredi della stanza e ovviamente il letto: sulla sua base viene infatti posto un materasso in pvc, una coperta per isolare termicamente e poi un materasso normale. Su di esso viene collocato un piumino inserito dentro a calde coperte di flanella. Il risultato è straordinario: dormire all’interno dell’igloo, anche grazie alla suggestiva illuminazione assicurata da eleganti lampade a led, risulterà comunque molto confortevole. Tanto più che gli ospiti avranno a disposizione i servizi di alto livello garantiti dalla adiacente Capanna Presena, un rifugio totalmente ristrutturato con fondi privati nel 2016. In particolare, a loro sarà riservata, dalle 21 alle 24, l’accesso alla suggestiva Spa (composta da idromassaggio, sauna e bagno turco dai quali si può ammirare il panorama mozzafiato del ghiacciaio Presena illuminato solo da luna e stelle). Lo stesso gruppo di lavoro si è poi dedicato a impreziosire il percorso che, dal Passo del Tonale porta all’Ice Dome: quattro grandi sculture, dedicate al connubio tra sport invernali e musica. Nella prima, collocata alla partenza della cabinovia Paradiso al Passo del Tonale a 1850 metri, un atleta fa una discesa libera su un tracciato realizzato su uno spartito musicale. Nella seconda, la più imponente, posta all’arrivo della cabinovia a 2587 metri, uno sciatore fa da sfondo a un grande divano nel quale i turisti possono sedersi per l’immancabile foto.

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Il consumismo 2019? Può fare male. Ci si può difendere?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

Oggi la tecnologia innovativa ci viene proposta in continuazione, ed ha ragion veduta. In un mondo dove ci sono miliardi di persone disposte ad acquistare un telefonino che costa più di 1.000 euro e che poi viene utilizzato per servizi svolti anche da un telefonino che costa meno di 200 euro… non c’è da stupirsi di nulla. “Status symbol” o “moda” che dir si voglia, questo lo hanno capito in tanti, tant’è che la maggiore economia emergente si muove proprio in questo ambito. La parte del leone, per quanto riguarda il mezzo, si chiama “app”, il proponente ovviamente è una “start-up”.
Oggi parliamo di una “start-up” emergente, di un giovane italiano emigrato e cresciuto in Australia e che poi ha deciso di tornare in Italia… contesto che fa ancora più colpo perché è controcorrente rispetto all’andazzo in vigore nel settore e non solo, a significare che “tornare in Italia conviene” (per chi ci crede….). E’ una “app” che parte dall’Italia ma ha aspirazioni mondiali, una “app” che viene presentata come un grande aiuto per la nostra economa quotidiana: è in via di creazione un circuito per i piccoli acquisti, dagli articoli per bebè ai piccoli viaggi, financo biglietti ferroviari e chi più ne ha più ne metta. Caratteristica: pagamento rateale senza interessi, con spese zero, anche di eventuale ingresso nel circuito. Il commerciante viene pagato subito e chi gestisce il circuito recupera il denaro a rate, che se vengono non rispettate alla scadenza, possono generare interessi anche fino al 10% (occhio!… nel caso…) (2).
A nostro avviso una sorta di mix tra la finanza islamica e le presunte (e spesso malefiche) “genaliate” che si trovano in Rete. Ovviamente non c’é un “buono” che presta soldi, ma c’é un metodo di fare business a metà tra il low-cost e il giro di soldi (che col tempo – non si po’ escludere visto ciò che ci offre questo mercato – potrebbe trarre benefici dalla gestione e vendita dei dati, dalla pubblicità, etc.).Insomma: un business come un altro, di quelli oggi alla moda. Il problema che vogliamo sollevare/ricordare, e che sostanzialmente prende occasione da questa nuova “app” che a primo acchito sembra molto conveniente per il consumatore, è del consumismo in sé. Siamo inondati di offerte di automobili impensabili per le finanze medie che circolano tra i comuni mortali, e che ti porti sotto casa o davanti al bar per qualche centinaio di euro al mese. Così come siamo inondati di offerte rateali per ogni tipo di acquisto che, però, hanno tutte la caratteristica di costare qualcosa in commissioni varie. La “app” di cui stiamo parlando non dovrebbe avere spese. Tutti contenti?
Domanda: siamo sicuri che questo metodo più economico e più accattivante non sia essenzialmente foriero di nuove e più facili uscite di soldi (anche quando scarseggiano) dalle tasche dei consumatori? Per prodotti e servizi che vengono acquistati grazie alla nuova convenienza? E che se non vengono acquistati stiamo bene come prima fatta salva la permanenza di qualche prurito che ci era sopraggiunto per la convenienza dell’acquisto piuttosto per l’acquisto in sé?
Non abbiamo intenzione di fare dissertazioni sul vantaggio di “essere” piuttosto che “avere”. Le lasciamo alle filosofie del caso, che non mancano. Ma il fatto che le economie (emergenti, e quindi quelle del e per il nostro futuro) debbano fondarsi quasi esclusivamente sul consumo, inducendolo in tutti i modi possibili e immaginabili anche quando praticarlo porterebbe a restrizioni dei propri equilibri… ci lascia perplessi come nel caso dell’acquisto di un telefonino a più di 1.000 euro per usarne le funzioni di quello che costa meno di 200. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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GDD FASHION WEEK: la casa ideale dell’arte della moda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Tre giorni intensi, difficili e ricchi di entusiasmo. Il racconto del successo dell’edizione 2019 della GDD FASHION WEEK inizia dall’involucro: il rinnovamento delle luci e di tutti gli allestimenti scenografici hanno lasciato il segno. Ogni palco, ogni set ha emozionato per ricercatezza e per la valorizzazione del luogo, dando modo al visitatore di vivere le varie iniziative nel migliore contesto possibile. Tanti gli stilisti in gara, in rappresentanza di undici diverse regioni d’Italia e non solo: Alberto Maiorelli (Toscana), Giada Zavaglia (Calabria), Ingrid Fiorita (Calabria), Laura Frigerio (Lombardia), Cristina Cilla & Marianna Sticca (Molise), Miriam Russo & Alessandra Russo (Sicilia), Raffaella La Rocca (Campania), Samantha Caputi (Piemonte), Vivian Rossi (San Paolo – Brasile), Daniela De Santis (Lazio), Rossana Pane (Lazio), Giusy Di Bartolo (Calabria), Irene Contini (Sardegna), Alice Fruendi (Toscana), Maria Rosaria Venditto (Campania).Nella serata “Dalla parte delle donne”, che ha avuto luogo a San Pietro in Amantea (Cs), la vittoria ha sorriso a Giada Zavaglia, Giusy Di Bartolo e Irene Contini: per loro la realizzazione di uno shooting fotografico e di un redazionale pubblicato sul magazine “La Mia Boutique”.Nella Serata di Anteprima, che si e svolta sulla splendida scalinata della città di Lago (Cs), sul gradino più alto del podio si è accomodata Alice Fruendi. Il social fashion lab Never Tee Stop si farà carico di realizzare una capsule che sarà poi immessa direttamente sul mercato.E poi la Serata di Gala, nella cornice d’incanto del Parco della Grotta con le installazioni di luci che, finalmente, hanno reso giustizia al “salotto sotto le stelle della città di Amantea”. A trionfare, per lui una borsa di studio da 2 mila euro offerta da Banca Mediolanum, lo stilista Alberto Maiorelli, alla sua “prima” competizione ufficiale.Anche la politica ha fatto sentire la propria voce: gli elogi del consigliere regionale Orlandino Greco, dei sindaci che hanno accolto i vari appuntamenti sono un stimolo a proseguire in questo cammino. Un percorso “virtuoso” come definito dal presidente dell’Ordine giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri.Tutti gli eventi sono stati costellati da testimonianze, racconti e rappresentazioni artistiche che hanno reso l’intera kermesse mai banale e dal chiaro sapore contemporaneo. La creatrice di gioielli Daniela Moretti si è proposta con i toni del bianco alla ricerca della luce, il brand Onom, conosciuto ed apprezzato nel corso delle preview romane, è stato un inno alla modernità, gli abiti di Ina Bordonaro hanno mostrato le meraviglie della sartorialità. Ed ancora: gli accessori, in questo caso le borse, rivisitati in forma artistica dalla pittrice Giovanna Capraro; gli occhiali, da sole e da vista, firmati Vision Ottica Muto; ed infine il ritorno di Simone Bartolotta e Salvatore Martorana, vincitori nel 2015, assoluti protagonisti del made in Italy che non solo hanno generato passione tra il pubblico, ma che accoglieranno il vincitore alla Milano Fashion Week del prossimo settembre.E poi i grandi ospiti. Dopo esattamente nove anni dalla sua ultima apparizione è tornata, affascinante come non mai, Daniela Fazzolari. Protagonista indiscussa della grande moda, tra Valeria Oppenheimer, conduttrice del fashion magazine di Rai Uno “Top tutto quanto fa tendenza” e la GDD è stato amore a prima vista. Per lei il premio “Job & Fashion”. Non sono mancati i grandi protagonisti del cinema italiano. Con l’attore Alessio Vassallo, che ha avuto il piacere di conoscerlo e di lavorarci insieme, è stato ricordato il maestro Andrea Camilleri. E, dulcis in fundo, Aurora Ruffino, la Benedetta innamorata di “Questo nostro amore”, la Cris di “Braccialetti Rossi”, la sorella di Lorenzo il Magnifico nella serie record di ascolti “I Medici”. Per la giovane attrice, apprezzatissima anche in ambito internazionale, l’award “Cinema e Moda”.La GDD FASHION WEEK 2020, ovviamente, è già iniziata. Tra ottobre e dicembre si terranno le preview nella suggestica cornice del Museo di arte contemporanea di Roma. Il Macro sarà la sede di presentazione del nuovo bando e del nuovo corso organizzativo di un evento che non smette mai di stupire. (Direzione artistica Grotta dei Desideri – Ufficio stampa dott. Ernesto Pastore)

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