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Moda: il Covid cambia i bisogni emozionali dei clienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Como. La pandemia da Covid-19, ha esercitato e continua ad esercitare un impatto diretto su tutti i settori, compresa la moda, e in primo luogo su tutti coloro che si apprestano a celebrare un matrimonio, o ad organizzare un evento speciale. Per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori a causa del Covid le aziende cercano di organizzarsi con nuovi servizi ed idee improntate alla soddisfazione dei nuovi bisogni dei clienti.“In questo momento, c’è una forte propensione ad investire su se stessi, la conseguenza del passare molto più tempo in casa, ha portato molti a riscoprire sé stessi e a desiderare qualcosa di esclusivo anche nell’acquisto”, spiega Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza, nonché anima e corpo della Boutique Tosetti Sposa di Como.Monica ed il team della boutique attraverso degli strumenti di ricerca ed analisi hanno analizzato il mercato sposa ed hanno individuato una necessità assoluta tra le più richieste dei clienti: un’attenzione speciale. È nato così il “Progetto vendita post Covid” della Boutique Tosetti.“La pandemia in cui ci troviamo ha senza dubbio posto l’accento sulla salute e sulla bellezza, che mai come ora sono state così centrali, e anche sul desiderio di fare acquisti in modo diverso.A questo si aggiungono la voglia di intrattenimento e di tornare alla socialità”, spiega ancora Monica.C’è voglia di soddisfare dei desideri in modo emozionale insomma, in un contesto particolarmente difficile, facendo degli acquisti intesi come una rivalsa dopo un periodo di privazioni.Indubbiamente stiamo assistendo e assisteremo ancora a cambiamenti fondamentali nelle modalità di comprare dei consumatori.“Mai come in questo momento, i nostri clienti sono al centro di ogni nostro pensiero, con assoluto rispetto delle attuali regole e prevenzioni e con particolari eventi dedicati e personalizzati. La luce in fondo al tunnel ai nostri clienti la mostriamo ad esempio con il continuo comunicare di momenti particolari e di innovazioni, con la tranquillità e l’entusiasmo sulle prospettive di nuovi momenti.Il cliente ha bisogno di percepire un percorso chiaro e certo, con un deciso avanzamento verso un futuro roseo, che lo faccia sentire rassicurato.E il nostro compito di operatori della moda è di dar loro un servizio che rassicuri sul futuro e soddisfi questi bisogni emozionali, con un grande approccio umano e con eventi dedicati e creati appositamente per ogni cliente”, conclude Monica Gabetta Tosetti (www.monicagabettatosetti.it).

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Il settore moda contiene le perdite e guarda avanti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

«Le attese parlavano di un calo del 50%. La realtà si è fortunatamente fermata ad un meno 20%. A livello globale il settore moda ha subito un pesante colpo dal lockdown e da tutta l’emergenza Covid; anche se il cammino è tutto in salita, le prospettive sono buone: c’è fiducia, ottimismo. E, soprattutto, una strada da seguire». Alla vigilia dell’apertura di White Milano, il salone più importante dedicato al fashion in programma dal 24 al 27 settembre nella capitale della moda, Giorgio Magello Mantovani presidente di Niam – Nazionale Italiana Agenti Moda, l’associazione che raccoglie oltre 800 agenti – apre al rilancio di uno dei settori più importanti per l’economia nazionale. «La filiera moda vale in Italia 80 miliardi di euro. Di questi, 40 sono rivolti al mercato estero, l’altra metà è invece una “questione” tutta interna. Alla riapertura dopo il lockdown, ci siamo ritrovati con 15 miliardi di merce ferma: l’azione degli agenti ha permesso di riallocarla, rimettendo in moto un sistema vitale per l’intera economia. Anche perché un fermo avrebbe compromesso non solamente l’anno in corso, ma avrebbe avuto ripercussioni anche per gli anni successivi». Davanti alla necessità di ripartire, di rimettersi in moto, si pone però un dilemma. «La domanda principale è: in quale direzione andare?», prosegue Magello. E la strada da seguire ha i termini della digitalizzazione, il fronte dell’ecosostenibilità e l’impellenza di fare rete. Spiega il presidente di Niam: «La rete è quella creata dagli agenti moda: il filo di unione tra aziende e negozi. È lo scopo di Niam: porre l’attenzione su tutta la filiera moda perché produzione e vendita possano camminare insieme». L’ecosostenibilità è la nuova frontiera. «All’indomani del lockdown in Italia si è ampliata la forbice tra i prodotti di bassa fascia e quelli di lusso. Questi ultimi hanno subito un pesante stop; non così gli altri che, visti anche i problemi economici, hanno registrato una pronta ripresa. La sfida è però sul prodotto premium: siamo davanti a uno stacco generazionale. Le nuove fasce di clienti pongono attenzione alla sostenibilità e, in un rapporto corretto di qualità-prezzo, privilegiano i temi ecologici». Non certo ultima, la digitalizzazione. «Il Covid ha accelerato il cambiamento: quanto probabilmente sarebbe avvenuto in due anni è stato realizzato in due mesi. Abbiamo a disposizione una tecnologia molto avanzata che ci permette di fare cose impensabili. E, quando parliamo di moda, occorre uscire dalla contrapposizione tra fisico e digitale ed entrare in una logica di complementarietà. Banalmente, le nuove generazioni cercano nel negozio la modernità, il digitale. Il contatto fisico continuerà a mantenere la sua importanza, ma non può essere scevro dall’essere anche digitale. Avremo una comunicazione più mirata, più specifica che produrrà un numero maggiore di dati da analizzare con il vantaggio che, se le relazioni sono soggettive, i dati sono invece oggettivi». Ed è proprio l’apporto digitale, dato da Niam in collaborazione con l’agenzia di marketing digitale Velvet Media, che caratterizza il White Milano 2020. «Il White è la prima fiera phygital; la prima capace di coniugare l’elemento fisico a quello digitale – sottolinea il presidente di Niam -. È un punto di svolta per il futuro». E precisa Alessio Badia, tra i maggiori esperti di moda in Italia che ha seguito il progetto phygital di White MIlano: «Occorreva superare le distanze imposte dal Covid. Arrivare a coinvolgere i buyer di Londra, Parigi, Singapore, New York e portarli tutti a Milano. Nell’impossibilità di farlo fisicamente, il digitale è la strada da percorrere, con set virtuali e digital room per raccontare le collezioni e una piattaforma web che permette non solo le attività di networking, ma anche la gestione di ordini B2B in tempo reale. In questo modo White ha la grande occasione di non nascere e finire in soli quattro giorni, ma di essere viva almeno per l’intera stagione».

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Moda Milano: Virtual Exhibition

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Sedici tra i migliori progetti di tesi ied moda milano in mostra, in veste inedita, a partire dalla milano fashion week di settembre Una stanza delle meraviglie virtuale, senza precedenti, in cui esplorare un mondo di progetti in veste inconsueta. È l’arte generativa digitale a costruire – nel rispetto del distanziamento sociale – la speciale vetrina di presentazione dei migliori progetti di tesi dei diplomandi IED Moda Milano, con Avant Défilé 2020, una virtual exhibition immersiva visitabile dal 23 settembre prossimo tramite app e piattaforma web, in una iniziativa che renderà le creazioni graduate IED per la prima volta permanenti, evidenziando soprattutto il “processo” di lavoro, espressione di una metodologia intelligente e in continuo sviluppo, più che la collezione finale.
Un’inedita opportunità per dare risalto al talento, un innovativo “avant” senza un défilé, che si gioca interamente sul virtuale, reso possibile dalla collaborazione di IED con Streamcolors – studio milanese di arte digitale specializzato nello sviluppo di software in real time e nella produzione di soluzioni interattive, fondato da Giuliana Geronimo e Giacomo Giannella (quest’ultimo è un ex-studente di CG Animation proprio in IED Milano): l’incontro delle due realtà – IED e Streamcolors – ha trasformato i limiti di un anno difficoltoso in un percorso su nuove strade, alla scoperta di spazi e linguaggi inediti di racconto in “non presenza”, a vantaggio di un pubblico molto più ampio di quello di professionisti e stakeholder solitamente coinvolti in una sfilata.Nello spazio-vetrina virtuale e immersivo, in cui dal 23 settembre il visitatore potrà muoversi autonomamente come in una sorta di videogame, troveranno posto 16 progetti per un totale di 18 giovani autori, preselezionati da un comitato tecnico tra i diplomandi IED Moda Milano dell’anno 2019/2020 in Fashion Design, Shoes and Accessories Design e Jewelry Design. Si tratta di Claudio Atzeni (con i colleghi di Fashion Stylist Fabio Candotti e Mario Cattaldi), Jacopo Cazzoli, Eleonora Cutruzzulà, Valeria Fogazzi, Giorgia Gervasoni, Roberta Martin, Gianluca Minola, Alice Podavini, Davide Poloni, Omar Repossi, Neithan Herbert Ruiz Pillajo, Alessandro Rupilli, Francesca Spatola, Liliana Vailati, Michelle Visenda, Hsin-Yi Chen.
“IED Avant Défilé 2020 è una nuova dimostrazione del fatto che i limiti, con una progettualità flessibile e creativa, possono diventare occasioni per percorrere nuove strade e aprire nuovi mondi – commenta Olivia Spinelli, Coordinatrice e Creative Director IED Moda Milano. – Anche quest’anno non rinunciamo a offrire ai futuri talenti del fashion world la vetrina che meritano. Con un inedito Avant Défilé abbiamo pensato a una mostra permanente che ci permetta di svelare il processo più che dare risalto al prodotto finito. Sarà un evento continuativo che non precede il classico fashion show di fine anno, ma che vuole diventare la base di lancio per i nostri studenti/designer all’inizio del loro percorso professionale. Un esperimento al contempo audace e meraviglioso, oggi – più che mai – necessario.”

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“La Boccardi” Storia della decana del giornalismo di moda e costume

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

La biografia della giornalista di moda Luciana Boccardi firmata da Alda Vanzan.“Mai paura di niente” è la frase guida di Luciana Crovato, in arte Luciana Boccardi , nota ai più come La Boccardi , giornalista di moda. Una frase appresa dal padre dopo l’incendio che gli bruciò gli occhi e portò la famiglia a vivere di stenti. Una frase che l’avrebbe accompagnata sempre, sin da quando fu costretta ad abbandonare gli studi, a lavorare di giorno e a frequentare un corso di stenodattilografia la sera, fino a diventare una “mitraglietta”. La sua “università” fu la Biennale. L’approdo al giornalismo un premio per un racconto breve consegnatole da Georges Simenon. Poi sarebbero arrivati i libri e la direzione di due riviste, le sfilate organizzate a San Marco e al Lido, la fase “femminista” e l’amore spassionato per la sua Venezia con le battaglie per i referendum, perfino un ristorante suggeritole da uno stilista.Del resto erano ancora gli anni in cui il défilé serviva per presentare i vestiti: «Un numerino per ogni abito. Il tutto in un silenzio religioso». E le modelle? «Inesistenti». Per dire: «Marta Vacondio che lavorava in un atelier come sartina, e indossatrice quando serviva, ha dovuto sposare Marzotto per diventare famosa». Poi arrivarono i rutilanti anni 80, con le super-top di Gianni Versace, il compianto stilista che scriveva a Luciana: «Cara signora, la moda italiana ha bisogno di lei» (ma re Giorgio Armani le dà ancora del tu: «Grazie per avermi conferito la medaglia di chi è riuscito ad alzare una barriera contro la volgarità. È il miglior complimento che mi potevi fare!»). Da questo punto di vista, la Boccardi ne ha per tutti (e, come annota la Vanzan: «Ecco, il problema non era farla parlare. Era farla smettere»). Valentino? «La gentilezza». Claudia Schiffer? «Un libro mastro vivente». Krizia? «Un po’ spietata. Ma tanto brava». Naomi Campbell? «Maleducata». Dolce&Gabbana? «Terribilmente volgari». Il preferito? «Senza dubbio Emanuel Ungaro», il mentore che la convinse perfino ad aprire un ristorante a Castello, dove proporre il risotto alla Sultana tramandato dalla nonna con gli avanzi del fritto di Carnevale. Anche se davvero memorabili sono i ricordi delle cene preparate da Alfredo e Arturo del Toulà per la maison Missoni: «C’era di tutto, ma solo e rigorosamente cucina veneta che sia Ottavio che Rosita apprezzavano tanto». Mentre adesso ci sono «pasticcini tutti uguali, senza sapore» e «l’ignoranza e la supponenza» dei pierre a cui Luciana è orgogliosamente allergica: «Sono una fuori serie. Niente cerchi magici, in nessun caso della mia vita». Leggere per credere l’episodio, visto con i suoi occhi e riportato da nessuna testata, della torta in faccia ad Anna Wintour.Nelle 128 pagine del libro, scritto dalla giornalista Alda Vanzan e pubblicato dalla casa editrice veneziana Supernova, ci sono le sue lotte, un carattere non facile, la caparbietà e la voglia di arrivare, ma ci sono sicuramente anche i contorni di un viaggio professionale di quelli che non si compiono più.

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L’ultima moda dell’inverno 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Passo del Tonale (TN/BS) Anche trascorrere la notte totalmente avvolti dalla neve a 2750 metri di altezza può diventare un’esperienza estremamente piacevole da vivere e da ricordare: dipende dai comfort che si hanno a disposizione e dal luogo in cui si soggiorna. In questo senso, il Ghiacciaio Presena si candida ad essere il luogo cult dell’inverno 2020.All’ormai celebre Ice Music Festival (una kermesse musicale di oltre 50 concerti ospitati in un igloo da 300 posti e suonati con 17 strumenti rigorosamente di ghiaccio), si affiancherà, a partire da Capodanno, un’iniziativa in più: accanto al Rifugio Capanna Presena e a pochi metri dall’ EQ ICE DOME sono state realizzate infatti tre lussuose camere-igloo. “Abbiamo iniziato a parlare del progetto delle Ice Room non appena conclusa la prima edizione di Ice Music Festival: l’idea è quella di una continua ricerca e sviluppo del prodotto turistico che ruota intorno al ghiacciaio del Presena, riuscendo ad impreziosirlo ogni anno con delle novità. La società Capanna Presena ha subito accettato la scommessa delle camere di ghiaccio inserendosi a pieno in questa visione che sicuramente potrà dare a tutti grandi soddisfazioni sul piano dell’immagine di località” commenta Michele Bertolini, consigliere delegato Consorzio Pontedilegno-Tonale. Ogni camera è ispirata ad un tema particolare: c’è la Arctic Room, arricchita da sculture che richiamano un paesaggio artico con orsi polari, foche e stalattiti. C’è la Forst Room in cui campeggiano botti di legno immerse in un bosco con cervi e caprioli, a simboleggiare il legame tra la famosa birra altoatesina e il territorio montano. C’è infine la Chalet Room, in cui è stata rievocata una cascina tipica montana, completa di caminetto, arredi e sullo sfondo un borgo alpino.Delle vere opere d’arte “temporanea” perché ovviamente saranno fruibili solo fino a primavera quando inevitabilmente si scioglieranno. Una caratteristica che le rende ancora più esclusive.Ma, a rendere particolare l’esperienza è ovviamente la possibilità di trascorrere la notte in un igloo, magari dopo aver assistito al concerto nell’EQ Ice Dome. Per gli inuit e le popolazioni artiche nulla di straordinario, ma alle nostre latitudini e sull’arco alpino iniziative analoghe si contano sulla punta delle dita di una mano. Eppure, le stanze-igloo vengono incontro a un secolare principio delle popolazioni della Val di Sole: “dormire al freddo e mangiare al caldo”. La temperatura interna nella stanza rimane sempre attorno ai 4 gradi. Pochi ma di gran lunga più alti delle temperature glaciali che si registrano sul Presena di notte (si arriva anche a -30°C).Rigorosamente di ghiaccio sono anche gli arredi della stanza e ovviamente il letto: sulla sua base viene infatti posto un materasso in pvc, una coperta per isolare termicamente e poi un materasso normale. Su di esso viene collocato un piumino inserito dentro a calde coperte di flanella. Il risultato è straordinario: dormire all’interno dell’igloo, anche grazie alla suggestiva illuminazione assicurata da eleganti lampade a led, risulterà comunque molto confortevole. Tanto più che gli ospiti avranno a disposizione i servizi di alto livello garantiti dalla adiacente Capanna Presena, un rifugio totalmente ristrutturato con fondi privati nel 2016. In particolare, a loro sarà riservata, dalle 21 alle 24, l’accesso alla suggestiva Spa (composta da idromassaggio, sauna e bagno turco dai quali si può ammirare il panorama mozzafiato del ghiacciaio Presena illuminato solo da luna e stelle). Lo stesso gruppo di lavoro si è poi dedicato a impreziosire il percorso che, dal Passo del Tonale porta all’Ice Dome: quattro grandi sculture, dedicate al connubio tra sport invernali e musica. Nella prima, collocata alla partenza della cabinovia Paradiso al Passo del Tonale a 1850 metri, un atleta fa una discesa libera su un tracciato realizzato su uno spartito musicale. Nella seconda, la più imponente, posta all’arrivo della cabinovia a 2587 metri, uno sciatore fa da sfondo a un grande divano nel quale i turisti possono sedersi per l’immancabile foto.

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Il consumismo 2019? Può fare male. Ci si può difendere?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

Oggi la tecnologia innovativa ci viene proposta in continuazione, ed ha ragion veduta. In un mondo dove ci sono miliardi di persone disposte ad acquistare un telefonino che costa più di 1.000 euro e che poi viene utilizzato per servizi svolti anche da un telefonino che costa meno di 200 euro… non c’è da stupirsi di nulla. “Status symbol” o “moda” che dir si voglia, questo lo hanno capito in tanti, tant’è che la maggiore economia emergente si muove proprio in questo ambito. La parte del leone, per quanto riguarda il mezzo, si chiama “app”, il proponente ovviamente è una “start-up”.
Oggi parliamo di una “start-up” emergente, di un giovane italiano emigrato e cresciuto in Australia e che poi ha deciso di tornare in Italia… contesto che fa ancora più colpo perché è controcorrente rispetto all’andazzo in vigore nel settore e non solo, a significare che “tornare in Italia conviene” (per chi ci crede….). E’ una “app” che parte dall’Italia ma ha aspirazioni mondiali, una “app” che viene presentata come un grande aiuto per la nostra economa quotidiana: è in via di creazione un circuito per i piccoli acquisti, dagli articoli per bebè ai piccoli viaggi, financo biglietti ferroviari e chi più ne ha più ne metta. Caratteristica: pagamento rateale senza interessi, con spese zero, anche di eventuale ingresso nel circuito. Il commerciante viene pagato subito e chi gestisce il circuito recupera il denaro a rate, che se vengono non rispettate alla scadenza, possono generare interessi anche fino al 10% (occhio!… nel caso…) (2).
A nostro avviso una sorta di mix tra la finanza islamica e le presunte (e spesso malefiche) “genaliate” che si trovano in Rete. Ovviamente non c’é un “buono” che presta soldi, ma c’é un metodo di fare business a metà tra il low-cost e il giro di soldi (che col tempo – non si po’ escludere visto ciò che ci offre questo mercato – potrebbe trarre benefici dalla gestione e vendita dei dati, dalla pubblicità, etc.).Insomma: un business come un altro, di quelli oggi alla moda. Il problema che vogliamo sollevare/ricordare, e che sostanzialmente prende occasione da questa nuova “app” che a primo acchito sembra molto conveniente per il consumatore, è del consumismo in sé. Siamo inondati di offerte di automobili impensabili per le finanze medie che circolano tra i comuni mortali, e che ti porti sotto casa o davanti al bar per qualche centinaio di euro al mese. Così come siamo inondati di offerte rateali per ogni tipo di acquisto che, però, hanno tutte la caratteristica di costare qualcosa in commissioni varie. La “app” di cui stiamo parlando non dovrebbe avere spese. Tutti contenti?
Domanda: siamo sicuri che questo metodo più economico e più accattivante non sia essenzialmente foriero di nuove e più facili uscite di soldi (anche quando scarseggiano) dalle tasche dei consumatori? Per prodotti e servizi che vengono acquistati grazie alla nuova convenienza? E che se non vengono acquistati stiamo bene come prima fatta salva la permanenza di qualche prurito che ci era sopraggiunto per la convenienza dell’acquisto piuttosto per l’acquisto in sé?
Non abbiamo intenzione di fare dissertazioni sul vantaggio di “essere” piuttosto che “avere”. Le lasciamo alle filosofie del caso, che non mancano. Ma il fatto che le economie (emergenti, e quindi quelle del e per il nostro futuro) debbano fondarsi quasi esclusivamente sul consumo, inducendolo in tutti i modi possibili e immaginabili anche quando praticarlo porterebbe a restrizioni dei propri equilibri… ci lascia perplessi come nel caso dell’acquisto di un telefonino a più di 1.000 euro per usarne le funzioni di quello che costa meno di 200. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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GDD FASHION WEEK: la casa ideale dell’arte della moda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Tre giorni intensi, difficili e ricchi di entusiasmo. Il racconto del successo dell’edizione 2019 della GDD FASHION WEEK inizia dall’involucro: il rinnovamento delle luci e di tutti gli allestimenti scenografici hanno lasciato il segno. Ogni palco, ogni set ha emozionato per ricercatezza e per la valorizzazione del luogo, dando modo al visitatore di vivere le varie iniziative nel migliore contesto possibile. Tanti gli stilisti in gara, in rappresentanza di undici diverse regioni d’Italia e non solo: Alberto Maiorelli (Toscana), Giada Zavaglia (Calabria), Ingrid Fiorita (Calabria), Laura Frigerio (Lombardia), Cristina Cilla & Marianna Sticca (Molise), Miriam Russo & Alessandra Russo (Sicilia), Raffaella La Rocca (Campania), Samantha Caputi (Piemonte), Vivian Rossi (San Paolo – Brasile), Daniela De Santis (Lazio), Rossana Pane (Lazio), Giusy Di Bartolo (Calabria), Irene Contini (Sardegna), Alice Fruendi (Toscana), Maria Rosaria Venditto (Campania).Nella serata “Dalla parte delle donne”, che ha avuto luogo a San Pietro in Amantea (Cs), la vittoria ha sorriso a Giada Zavaglia, Giusy Di Bartolo e Irene Contini: per loro la realizzazione di uno shooting fotografico e di un redazionale pubblicato sul magazine “La Mia Boutique”.Nella Serata di Anteprima, che si e svolta sulla splendida scalinata della città di Lago (Cs), sul gradino più alto del podio si è accomodata Alice Fruendi. Il social fashion lab Never Tee Stop si farà carico di realizzare una capsule che sarà poi immessa direttamente sul mercato.E poi la Serata di Gala, nella cornice d’incanto del Parco della Grotta con le installazioni di luci che, finalmente, hanno reso giustizia al “salotto sotto le stelle della città di Amantea”. A trionfare, per lui una borsa di studio da 2 mila euro offerta da Banca Mediolanum, lo stilista Alberto Maiorelli, alla sua “prima” competizione ufficiale.Anche la politica ha fatto sentire la propria voce: gli elogi del consigliere regionale Orlandino Greco, dei sindaci che hanno accolto i vari appuntamenti sono un stimolo a proseguire in questo cammino. Un percorso “virtuoso” come definito dal presidente dell’Ordine giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri.Tutti gli eventi sono stati costellati da testimonianze, racconti e rappresentazioni artistiche che hanno reso l’intera kermesse mai banale e dal chiaro sapore contemporaneo. La creatrice di gioielli Daniela Moretti si è proposta con i toni del bianco alla ricerca della luce, il brand Onom, conosciuto ed apprezzato nel corso delle preview romane, è stato un inno alla modernità, gli abiti di Ina Bordonaro hanno mostrato le meraviglie della sartorialità. Ed ancora: gli accessori, in questo caso le borse, rivisitati in forma artistica dalla pittrice Giovanna Capraro; gli occhiali, da sole e da vista, firmati Vision Ottica Muto; ed infine il ritorno di Simone Bartolotta e Salvatore Martorana, vincitori nel 2015, assoluti protagonisti del made in Italy che non solo hanno generato passione tra il pubblico, ma che accoglieranno il vincitore alla Milano Fashion Week del prossimo settembre.E poi i grandi ospiti. Dopo esattamente nove anni dalla sua ultima apparizione è tornata, affascinante come non mai, Daniela Fazzolari. Protagonista indiscussa della grande moda, tra Valeria Oppenheimer, conduttrice del fashion magazine di Rai Uno “Top tutto quanto fa tendenza” e la GDD è stato amore a prima vista. Per lei il premio “Job & Fashion”. Non sono mancati i grandi protagonisti del cinema italiano. Con l’attore Alessio Vassallo, che ha avuto il piacere di conoscerlo e di lavorarci insieme, è stato ricordato il maestro Andrea Camilleri. E, dulcis in fundo, Aurora Ruffino, la Benedetta innamorata di “Questo nostro amore”, la Cris di “Braccialetti Rossi”, la sorella di Lorenzo il Magnifico nella serie record di ascolti “I Medici”. Per la giovane attrice, apprezzatissima anche in ambito internazionale, l’award “Cinema e Moda”.La GDD FASHION WEEK 2020, ovviamente, è già iniziata. Tra ottobre e dicembre si terranno le preview nella suggestica cornice del Museo di arte contemporanea di Roma. Il Macro sarà la sede di presentazione del nuovo bando e del nuovo corso organizzativo di un evento che non smette mai di stupire. (Direzione artistica Grotta dei Desideri – Ufficio stampa dott. Ernesto Pastore)

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A Hong Kong l’industria 4.0 parla italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

C’è una componente italiana nel progetto di re-industrializzazione che vuole trasformare Hong Kong in un hub internazionale di innovazione. La prima linea industriale basata sulla smart production della regione amministrativa speciale cinese sarà infatti realizzata da NiRoTech, società di elettronica di cui è co-fondatore l’imprenditore italiano Roberto Leone. Originario del Bellunese, residente in Cina da oltre 17 anni, Managing Director di un’azienda che fattura 24 milioni di USD e dà lavoro a 42 persone, Leone ha infatti stretto un accordo con un ente semi-governativo locale per costruire un impianto industriale ad altissimo grado di automazione, basato sull’integrazione tra robot, intelligenza artificiale, IoT e cloud. La nuova linea sarà pronta a ottobre 2019: per la prima volta dopo decenni Hong Kong tornerà ad avere un’industria manifatturiera. «E sarà un’industria 4.0 – commenta Roberto Leone –, cioè quel’industria automatizzata e interconnessa che rappresenta il futuro, e che per l’Asia è già il presente. La nuova linea realizzata da NiRoTech permetterà non solo di aumentare la capacità produttiva e ottimizzare i costi, ma soprattutto di ottenere prodotti finiti ad alta tecnologia e di qualità superiore».La linea “smart”, che si sviluppa a L per 40 metri e impiega una decina di robot che operano in autotuning, permette di raddoppiare la capacità produttiva rispetto a un impianto tradizionale, nonché di sviluppare contemporaneamente sei modelli, invece di uno solo. Tutto questo con il lavoro di quattro o cinque persone, «quando lo stesso tipo di produzione in Cina ne richiederebbe 25» spiega sempre Leone.NiRoTech comincerà in autunno a produrre sistemi elettronici per il controllo accessi destinati a clienti europei. Le schede SMD, «componenti relativamente semplici che da anni in tutto il mondo si producono in modo automatizzato» spiega Leone, saranno realizzate da NiRoTech in Vietnam; poi il prodotto semifinito sarà completato e testato a Hong Kong, dove avviene anche la gestione di logistica e spedizioni. L’ottimizzazione dei costi e il controllo totale sulla qualità sono permessi dal particolare modello di filiera che caratterizza NiRoTech: l’azienda, fondata nel 2013, si basa infatti su un network di fornitori affidabili e controllati in Cina e Vietnam, con i quali vengono sviluppati progetti ad alto grado di personalizzazione. Inoltre, negli ultimi anni NiRoTech si è preparata alle sfide dell’automazione digitalizzando completamente il proprio sistema di gestione dei dati, e ora è pronta a integrare produzione e logistica in modo da avere un controllo real time e previsioni affidabili su tutti i processi coinvolti.«Questo a Hong Kong è il primo sito produttivo interamente di proprietà di NiRoTech, 2500 metri quadri con una decina di persone al lavoro, ed è un passo fondamentale per avere una supply chain completamente smart – sottolinea Leone –. Si tratta di un investimento importante che ci permetterà crescere e posizionarci in un settore strategico».
La Cina infatti è decisamente avanti sulla strada dell’automazione: viene considerata la soluzione ai problemi di manodopera, sempre più costosa e sempre più scarsa. A Hong Kong, in particolare, negli anni il manifatturiero è progressivamente scomparso, mentre i costi dei terreni e degli immobili sono lievitati tanto da rendere impensabile sviluppare siti industriali. Il governo però vuole invertire la tendenza e spingere un “Made in Hong Kong” basato su innovazione e tecnologia. «La chiave per essere competitivi è proprio questa, puntare sullo smart manufacturing per realizzare prodotti di qualità eccelsa e ad alto valore aggiunto – conclude Roberto Leone –. Ed è un modello che a mio avviso è estremamente interessante anche per noi europei. Infatti, se l’esperienza con questa nuova linea a Hong Kong sarà positiva, non escludo che in futuro potremo replicarla anche in altri.

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Moda, cinema e letteratura

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

Roma il 19 luglio alle ore 21:30 Libreria in Itinere presso Lungo il Tevere… Questi i tre grandi argomenti trattati nel libro dell’ormai famoso regista Luca Pizzurro.
Una raccolta di tre testi teatrali: Dante Restart, Gabrielle, che parla della vita di Coco Chanel e A man story che narra della vita di Charlie Chaplin.Nello scenario della città eterna Franco Oppini e Patrizia Pellegrino leggeranno dei passi del libro di Luca Pizzurro: un viaggio lungo un sogno, quello che il Sommo Poeta percorre nella sua Divina Commedia per arrivare a parlare di Coco Chanel, la donna di ferro amata dalle donne, che ha rivoluzionato definitivamente il mondo della moda, stravolto i canoni estetici del ‘900; nel guardarla da vicino è molto diversa dalla donna consacrata, dal mito che tutti conoscono. In questo libro, infatti, svanisce l’immagine autoritaria e dispotica racchiusa nella sua magrezza nervosa ed appare quella Chanel che forse nessuno ha mai visto e conosciuto: fragile e pura.“Infine si parlerà dell’uomo che ha rivoluzionato la storia del cinema: Charlie Chaplin.
Luca Pizzurro decide di indagare nella vita dell’uomo, in questo caso Charlie Chaplin, dapprima bambino povero ed estremamente sofferente per i colpi che la vita gli aveva assestato, fino al raggiungimento del suo successo. Ed è solo a questo punto che l’autore decide di creare una sospensione della narrazione, abbandonando quindi la carriera, nota oramai a molti, per entrare all’interno della sua bellissima casa in Svizzera dieci giorni prima della morte dell’attore.È quì che la lente d’ingrandimento della storia indaga con sorprendente lucidità il Charlie Chaplin padre, un uomo, che al mondo appariva in modo assolutamente diverso da quello che i figli e, in particolar modo Jane Chaplin, la figlia, riscontrava dentro una casa dove regnava il silenzio e l’anaffettività, al punto da spingerla a definirsi figlia di un’icona e orfana di padre.Si parlerà di tre grandi artisti dal punto di vista umano e non da celebrità per cui si parlerà delle fragilità, dei tormenti, ma anche dei momenti di felicità di questi personaggi che tutti quanti considerano dei miti, ma in fondo, togliendo quella patina mitologica, sono delle persone “comuni” come tutti noi!La presentazione sarà accompagnata da un flash mob organizzato dagli attori del teatro del Torrino decisamente tutti vestiti e truccati, creando un effetto in bianco e nero per catapultare il pubblico presente in una cornice storica non tanto lontana dai nostri giorni ma sicuramente unica ed irripetibile!Vi aspettiamo in tanti a Porto di Ripa Grande, con ingresso a Lungo il Tevere… Roma da Ponte Sublicio!

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“Moda all’Ombra del Vesuvio 2019”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Ercolano (Na) GIOVEDÍ 16 MAGGIO 2019, ORE 10.30 Sede di Confartigianato Imprese Napoli Via Medina 63, conferenza stampa. Interventi di: Enrico Inferrera, Presidente di Confartigianato Imprese Napoli Annabella Esposito, Presidente dell’Associazione Piazza di Spagna. Sfilata e premiazione VENERDÍ 24 MAGGIO 2019, ORE 20.30 MAV – Museo Archeologico Virtuale Via IV Novembre 44, Ercolano (NA) Nel corso della serata si svolgerà anche la terza edizione del “Premio Ulisse per Arte e Ingegno”, un riconoscimento voluto dal Presidente di Confartigianato Napoli, Enrico Inferrera – in collaborazione con ANCoS Napoli e i movimenti Giovani Imprenditori e Donne Impresa – per promuovere l’impegno imprenditoriale sul territorio e le sue ricadute virtuose. L’iniziativa si avvale del patrocinio della Regione Campania e del Comune di Ercolano e del contributo di Artigiancassa Gruppo BNP Paribas e Centrale Garanzia Fidi.

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Falsi nella moda: record di sequestri

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

By Ginevra Cozzi Responsabile Ufficio Stampa Il Sole 24 Ore. Oltre sessantotto milioni di prodotti moda sequestrati in diciassette mesi dalla Guardia di Finanza. Di cui un quarto, cioè circa 17 milioni, sono prodotti contraffatti: falsi venduti per strada, in spiaggia e soprattutto online. A raccontare questo business in netta crescita (nel 2006 i capi sequestrati erano stati “solo” 14,3 milioni) sono le pagine “.Moda” del Sole 24 Ore, in edicola oggi con un approfondimento sul tema della contraffazione con tutti i numeri del fenomeno, l’impatto sulle imprese e sull’occupazione, e anche le strategie per combatterla. Un fenomeno che, negli ultimi anni, è stato accelerato dalla diffusione dei siti che vendono prodotti falsi e copie “fedeli” e affligge la moda in modo sempre più marcato, in Italia e all’estero. Danneggiando le aziende (che ammettono la perdita di fatturato) e i lavoratori.

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Fallimenti in crescita nella moda e nel Centro-Sud d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Fallimenti ancora in calo nel 2018 per il quarto anno consecutivo, ma a ritmi più blandi in alcuni settori (addirittura in crescita nella moda), e chiusure ai minimi dal 2005 (90.000), benché nell’ultimo trimestre abbiano ripreso ad aumentare le liquidazioni volontarie (37.000, + 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2017), in particolare nell’industria, nei servizi e nel Nord Italia. Si comincia a percepire un’inversione di tendenza, dunque, nelle principali evidenze dell’ultimo Osservatorio sui fallimenti, procedure e chiusure di imprese di Cerved, primario operatore in Italia nella gestione del rischio di credito e nella fornitura di soluzioni commerciali e marketing per le aziende. Un Osservatorio relativo al quarto trimestre 2018 ma che fa il punto sull’intero anno.
Le aziende uscite dal mercato a seguito di una procedura concorsuale o di una liquidazione volontaria nel 2018 sono state 90.000, -1,3% rispetto al 2017 (91.573). Il fallimento invece ha riguardato 11.277 imprese, il 7% in meno rispetto al 2017 e il minimo toccato dopo il picco del 2014 (15.694). Tuttavia, non si può non notare la forte frenata nell’industria (-3% contro il -18,6% registrato l’anno precedente) e nelle costruzioni (-6,2% contro -16,4%), così come il segno positivo ricomparso nelle regioni in cui il calo si è interrotto: + 17% in Umbria, +7,1% in Sardegna, +3,5% in Calabria, + 0% in Sicilia.
Dal punto di vista geografico, nel 2018 i fallimenti continuano a diminuire a ritmi marcati nel Nord-Est (-16% contro il 12,2% del 2017, da 2.266 a 1905), in particolare in Friuli-Venezia Giulia (-19%), Emilia-Romagna (-18,5%), Veneto (-13%) e Trentino Alto Adige (-17,3%). Nel Nord-Ovest invece il calo è in frenata: -2,3%, contro il -12,2% del 2017 (da 3.513 a 3.431): -1,3% in Lombardia, -2,6% in Piemonte, ma -9,9% in Liguria e addirittura -31% in Valle d’Aosta.Rallenta il miglioramento anche nell’Italia Centrale: nel 2018 sono fallite 2.954 aziende, -4% rispetto alle 3.077 del 2017. Le procedure si riducono nel Lazio (-5,5%), in Toscana (-4,4%) e nelle Marche (-8,1%), ma fanno registrare un deciso aumento in Umbria (+17,3%). Nel Mezzogiorno sono fallite 2.937 aziende, in calo dell’8,6% rispetto alle 3.213 del 2017. Gli andamenti risultano però piuttosto eterogenei: in forte miglioramento Campania, Puglia e Molise (rispettivamente -15,3%, -20,3% e -22,9%), calo più contenuto in Basilicata (-2%), tendenze in peggioramento o stabili in Sardegna (+7,1%), Calabria +3,5%) e Sicilia (+0%).Analizzando i settori, si vede che i fallimenti sono diminuiti nel 2018 soprattutto nei servizi (6.099 imprese, -8% sul 2017), in particolare nel comparto della distribuzione (-11,6%) e dell’immobiliare (-12,4%), assai meno nei servizi non finanziari (-2,1%). Significativo anche il -5% nel campo della logistica e dei trasporti. Prosegue il calo dei fallimenti anche nelle costruzioni e nell’industria, ma le tendenze risultano in netta frenata: nell’edilizia si passa dai 2.398 del 2017 a 2.250 (-6,2%, contro il -16,4% del 2017), nell’industria da 1.658 a 1.609 (-3%, contro il -18,6%). Da segnalare invece, nell’industria, il ritorno alla crescita dei fallimenti nel comparto moda (+8,3%) dopo una forte discesa nel 2017 (-27%) e in quello della lavorazione dei metalli (+10,6%, era -26% nel 2017). Nell’ultimo trimestre dell’anno sono fallite 3.029 aziende, -7,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un maggior calo tra le società di persone (-13,8%) e le ditte individuali ( -10%) e meno tra le di società di capitali, dove invece si erano registrate diminuzioni più rapide negli anni precedenti.
La forte riduzione delle procedure non fallimentari ha riguardato tutta la Penisola: dopo l’aumento del 2017 (+7,8% sul 2016), il numero di casi è tornato a diminuire nel Mezzogiorno, passando da 441 a 349 (-21%), una tendenza analoga a quella del Nord Ovest, in cui le procedure si sono ridotte da 470 a 353 (-25%). Nel Centro e nel Nord Est invece i dati indicano un rafforzamento del calo del 2017: rispettivamente -14,7% (da 457 a 390 casi) e -17,9% (347 a 285).
Il numero di ‘vere’ società che chiudono volontariamente risulta in crescita nell’industria, dal minimo del 2017 (3.196) a 3.316 (+5,6%). Nei servizi, in cui si concentrano tre quarti delle liquidazioni volontarie, l’aumento è più contenuto (da 26.516 a 27.194, +2,6%), ma il dato rimane a livelli storicamente elevati. Viceversa, nelle costruzioni continua il calo (4.951 a 4.858, -1,9%). (fonte: Fallimenti, Cerved)

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Il futuro della moda: entro il 2020 il 25% delle vendite sarà in e-commerce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Oggi più che mai, i consumatori acquistano in rete. Per i 90 marchi internazionali di moda intervistati, il 20% del volume degli scambi commerciali è già online. Una quota destinata a crescere a 25% entro il 2020 e che spinge i budget del marketing a concentrarsi sempre di più sul web. Questa è una delle evidenze dello studio “Dressed For Digital – The Next Evolution In Fashion Marketing” di Boston Consulting Group (BCG) e Zalando Marketing Services (ZMS), l’unità di marketing della piattaforma Zalando.
“Tra le aziende intervistate, la vendita al dettaglio online sta crescendo tre volte più velocemente rispetto al business tradizionale. Una tendenza che non mostra segni di rallentamento” afferma Jessica Distler, Partner & Managing Director di BCG ed esperta del settore moda.
Al momento le vendite sui canali online di proprietà delle aziende e sulle piattaforme si rivelano equilibrate, ma entro il 2020 l’ago della bilancia si sposterà a favore delle piattaforme. Le vendite nei marketplace online stanno crescendo significativamente, con un tasso annuo del 12%, mentre i negozi online di proprietà dell’aziende crescono un terzo più lentamente. “In particolare, le aziende che sono già forti in e-commerce stanno sviluppando sempre più la loro presenza sulle piattaforme online, dove realizzano due terzi delle vendite online”, afferma il Dr. Andreas Antrup, Managing Director di Zalando Marketing Services.Molte delle aziende intervistate stanno affrontando la sfida dell’e-commerce riallineando le strategie di marketing e spostando la quota principale del loro budget di marketing sui canali online. Con il 43%, la voce più importante del budget del marketing è quella relativa ai media, e oltre il 60% di essa è in media già speso online. “Queste strategie di marketing consistono principalmente di attività di social media a pagamento, search machine optimization e retail media per attività promozionali”, spiega Antrup. “La maggior parte delle aziende investe già in digital marketing, ma molto è il potenziale inutilizzato”, aggiunge Distler. Il canale online offre ai marchi molte opportunità per la vendita al dettaglio: rispetto a quello tradizionale, infatti, offre un approccio al cliente ancora più personalizzato. Lo studio dimostra come strategie mature e personalizzate di marketing digitale possano aumentare le vendite del 15%. E nonostante il 76% delle aziende ne riconosca il potenziale, finora solo il 13% ha messo in atto strategie di personalizzazione attraverso e-mail, post sui social media e screen ad per i singoli clienti. “Per garantire la soddisfazione e la retention dei clienti, i brand devono personalizzare al massimo la loro comunicazione, sfruttando tutti i canali”, conclude Distler.

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Presentazione del libro “Arte in Moda: Giochi d’ispirazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

Roma giovedì 25 ottobre ore 17.00 Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea viale delle Belle Arti, 131 Presentazione del volume Arte in Moda. Giochi d’ispirazione di Stefania Macioce edito da Logartpress (2018) con ingresso libero. Intervengono: Claudio Strinati critico d’arte, Antonio Romano brand designer, Roberto Capucci maestro di moda, Santo Versace imprenditore di moda Sarà presente l’autrice.
Se la moda Made in Italy ha conquistato una leadership mondiale – realizzando nel 2017 ricavi per oltre 94 miliardi di euro, di cui 61,8 destinati al mercato straniero con una crescita dell’export del 5,2% – il merito è in gran parte degli stilisti. I quali spesso, in modo sistematico o intuitivo, hanno saputo ispirarsi a un immenso patrimonio artistico trasformandolo dall’interno e restituendo, a loro volta, nuove produzioni d’arte.Con Arte in Moda. Giochi d’ispirazione, Stefania Macioce, professore di Storia dell’arte moderna alla Sapienza di Roma, sviscera il paradigma tradizionale dell’arte che influenza la moda, raccontando che cosa accade quando è la moda a diventare arte e l’arte a interessarsi alla moda e alle sue produzioni. Una separazione, quella tra arte e moda, sempre più labile se entrambe, oltre ad essere terreno di creatività sono ­ suggerisce Macioce – sinonimo di lusso.L’analisi di Stefania Macioce è insieme storica, sociologica e antropologica ed è supportata da un ricchissimo apparato iconografico di ben 120 fotografie a colori e 80 in bianco e nero.Nel volume, rigoroso nell’analisi ma di piacevole lettura anche per un pubblico non esperto, non mancano profili a tuttotondo degli stilisti che con più talento hanno interpretato l’arte nella e della moda: da Ken Scott – artista divenuto stilista – a Coco Chanel, da Balenciaga a Gianni Versace e Roberto Capucci, i cui abiti-scultura sono esposti nei musei più prestigiosi del mondo. E a proposito di musei, è di grande interesse anche la ricostruzione del rapporto moda-arte attraverso i luoghi, come la celebre sfilata di Ferragamo al Louvre nel giugno 2012 e la creazione, nell’ultimo decennio, di numerose fondazioni di moda per l’arte contemporanea, a loro volta occasione di eventi collaterali, quali premiazioni e nascita di spazi alternativi. Macioce dedica inoltre una ricognizione molto accurata agli apparati pubblicitari di cui l’universo della moda si avvale, dalle vetrine alle immagini promozionali, al vastissimo campo delle riviste.

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Manuele Canu Milano: il nuovo marchio della moda ‘Made in Italy’

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Dopo una perdita importante per l’Italia di un marchio della moda come Versace arriva un nuovo brand che promette di fare scintille. Alla Milano Fashion Week è stata infatti presentata la nuova casa moda Manuele Canu Milano. Il progetto dietro il nuovo marchio si propone sul mercato con una personale concezione moda, unica nel suo genere, che racconta tagli, forme e dettagli del passato, rivisitati in chiave contemporanea.La direzione creativa è del fashion designer Manuele Canu che, forte della sua formazione che lo ha portato a disegnare per i maggiori brand al mondo, sapientemente ha ideato una collezione capace di essere riconoscibile, portabile e assolutamente unica.Un passato che si sposa con il presente, dove la donna è artefice del suo mondo, capace di raccontare la sua personalità e la sua femminilità.Il marchio sta attuando una serie di iniziative che lo porteranno, fin da subito, a porsi come un brand attivo in ambito internazionale.La prima collezione completa Manuele Canu Milano verrà presentata durante l’edizione di Milano Moda Donna di febbraio 2019. Il nuovo brand si pone esclusivamente attraverso un posizionamento di alto livello, con la fondamentale presenza dei capi nelle testate di maggior spessore a livello mondiale, accanto ai grandi nomi della moda.

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Collezioni autunno/inverno indossate e presentate dalle clienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

Capena (Rm) 28 settembre alle ore 17:00, a titolo completamente gratuito, il Centro Commerciale Tiberinvs sito in via Tiberina 9 sfilata durante la quale saranno proprio le clienti le vere protagoniste, indossando gli abiti della collezione autunno – inverno dei molteplici negozi della galleria commerciale, come Patrizia Pepe, Jeckerson, Halfon, Sport più, Rifle, Disegual, Prima Classe, Jonny Joy, Target, in collaborazione con Let’s Bubble, marchio ideato da Federica Panicucci!Sarà una giornata ricca di emozioni, uno show suggestivo, decisamente unico nel suo genere, presentato dalla drag Paola Penelope protagonista del film Metamorfosi (2014) dove due persone raccontano la loro storia, dall’infanzia al presente, ripercorrendo le vicende che hanno scandito il loro percorso di crescita, di dolore e fatica, di lucida consapevolezza, fino alla decisione coraggiosa, sofferta e liberatoria insieme di cambiamento di sesso.
Il tutto sarà arricchito dalla ballerina e coreografa Ilaria Aguzzi e dalle performance della ballerina e attrice Sara Morgillo che aprirà la manifestazione. Per l’occasione entrambe vestiranno Let’s Bubble, che ha ideato l’evento, punto vendita della galleria commerciale gestito dall’icona intramontabile del famoso programma degli anni ’90 “Non è la Rai” Eleonora Cecere, che ha partecipato, inoltre, ad importanti programmi televisivi come “Domenica In”, “Stasera mi butto”, “Tappeto Volante” e in film per il grande schermo come “L’intervista” di Federico Fellini, “La Famiglia” di Ettore Scola. Come in passato, con spettacoli di altissimo spessore culturale, anche in questa occasione, il Tiberinvs non deluderà le aspettative dei suoi molteplici clienti, e proprio a tale proposito il centro commerciale si differenzia dai suoi competitori poiché ha come punto di forza il benessere del cliente stesso, per cui non punta esclusivamente al proprio fabbisogno, ma cerca di creare un vero e proprio “punto di incontro” per tutti, grandi e piccini, e proprio in questa occasione darà l’opportunità di assistere ad uno spettacolo meraviglioso, adatto ad ogni tipo di età! La struttura commerciale è situata nel Comune di Capena, in un punto cardine, facilmente raggiungibile da tutto l’ambiente territoriale circostante, per cui non ci resta che invitarvi a raggiungere questa “magica” location, che vi catapulterà in un mondo fantastico e surreale.Ma senza dare troppe anticipazioni vi invitiamo al Centro Commerciale Tiberinvs, precisamente al 1° piano presso la Galleria Argento, per assistere ad uno show mai visto prima che regalerà emozioni uniche… a tale proposito a tutte le partecipanti è stato regalato un corso presso una scuola di portamento!

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Parte lo spazio Margutta il workshop dedicato alla moda e alle donne

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

“Spazio Margutta” vive uno stile preciso, di avanguardia e di unicità, un mondo sofisticato ed elegante, punto nodale dello scouting della capitale, che ha come settore trainante “Il Mondo dei Creativi”. Un forte background nel settore ed eterogenee esperienze dirette, sono alla base degli ideatori del format Grazia Marino e Antonio Falanga, che hanno ospitato in Via Margutta il pre-incontro che ha anticipato il convegno dal titolo: STORIE VISSUTE SU STRADE INESPLORATE – QUANDO LA MODA SVILUPPA NUOVE OPPORTUNITA’ tenutosi successivamente al Centro Congressi “Roma Eventi” di Via Alibert. L’appuntamento ideato da Bettina Giordani Presidente FIDAPA BPW Italy sezione Roma, ha avuto come testimonial e relatrice del workshop Grazia Marino individuata dal comitato organizzatore sia per essere socia e donna Fidapa, sia per essere un’affermata professionista nel campo della moda e del business collegato. Dopo la sua mirata relazione nella quale è emersa la forte e positiva esperienza della squadra di Spazio Margutta e dei suoi brand, si sono succedute al tavolo relatori: Silvana Alesiani dei Convegni di Cultura; Gaia Caramazza che ha testimoniato la sua esperienza di jewelry design; Cristina Sanna che ha parlato della comunicazione, di come tutto possa ruotare intorno al brand se comunicato nel modo corretto e con gli strumenti appropriati e Francesca Cuqui Jones che ha presentato alla folta platea presente il progetto di Dress for Success Roma. Brindisi finale all’Art Hotel di Via Margutta, diretto da Monica Marini.

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17° edizione di “Moda all’Ombra del Vesuvio –Premio Giovani talenti della Moda”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Ercolano (Na) venerdì 25 maggio 2018 ore 20 17° edizione di “Moda all’Ombra del Vesuvio –Premio Giovani talenti della Moda” presso il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, con la conduzione di Paola Mercurio e Gianni De Somma.L’iniziativa gode del patrocinio di Regione Campania, Camera di Commercio di Napoli e Comune di Ercolano e del contributo di Artigiancassa Gruppo BNP Paribas, Centrale Garanzia Fidi, Webidoo società di comunicazione digitale, Erima Flying agenzia di viaggi e Bella Brì l’Arte della Resina maison di gioielli in resina.
Si sfideranno negli spazi d’avanguardia del MAV – Museo Archeologico Virtuale di Ercolano (NA), nella realizzazione di capi d’Alta Moda, nelle categorie ‘Migliore Scuola’ e ‘Giovani Talenti della Moda’ nella cui sezione senior sfileranno le creazioni degli stilisti Claudia D’Andrea, Isabella Di Natale, Peito Giusy, Marica Scafati e Antonio D’Arcangelo. I migliori, selezionati da una prestigiosa giuria composta dagli stilisti Andrea Riccio, Anna Guarda, Ferdinando Borrelli, Francesco Visconti, Giovanna Duraccio, Giusy Sorrentino, Luigi Di Domenico, Nunzia Duraccio e Vincenzo Casapulla e da Enrico Inferrera Presidente di Confartigianato Imprese Napoli, Ciro Tufo responsabile commerciale locale di Webidoo, Leonardo Lasala giornalista e titolare dell’agenzia di viaggi Erima Flying e Giuseppe Miranda giornalista ed esperto di comunicazione digitale, si aggiudicheranno degli stage presso importanti case di moda. «Siamo lieti di ospitare proposte interessanti e portate avanti in maniera serie, come quelle che propone sempre Confartigianato – dice Girolamo Pettrone, Commissario Straordinario della Camera di Commercio definita ‘Casa delle Imprese’, introducendo i lavori della mattinata – In particolare questa che, in diciassette anni ha saputo incontrare il favore degli operatori e della stampa». Annabella Esposito, Presidente dell’Associazione Piazza di Spagna, ideatrice e motore della rassegna coglie l’occasione per rivolgere un appello alle istituzioni e ai giovani stilisti presenti: «incontriamo tanti ragazzi demotivati; forse dobbiamo dare loro più forza e speranza, eppure le opportunità ci sono e non bisogna aver paura del sacrificio». Rocco Dragonetti, Direttore di Artigiancassa Campania conferma il momento difficile «soprattutto nel Mezzogiorno che fatica a superare la crisi». In linea con la politica di rappresentatività del territorio e non esclusivamente delle aziende, la Confartigianato Napoli ha inaugurato l’anno scorso, nell’ambito della competizione fra giovani stilisti il “Premio Ulisse per Arte e Ingegno”, un riconoscimento rivolto alle persone che si sono distinte per la loro vivacità imprenditoriale e per il forte legame con la Napoli e la sua provincia. «Per essere imprenditori nel nostro contesto territoriale, è necessario avere un po’ della scaltrezza di Ulisse e saper resistere alla Maga Circe, o al Polifemo di turno» spiega il Presidente Enrico Inferrera annunciando i vincitori del 2018. Si tratta di Stefania Lambiase, stilista di gioielli in resina e cofondatrice con il marito della casa Bella Brì l’Arte della Resina, Salvatore Rullo amministratore delegato dell’azienda di informatica Dasir Tech e Ciro Veneruso direttore commerciale del Gruppo AutoUno, mentre un riconoscimento speciale è andato a Mauro Limongi, imprenditore calabrese e referente nazionale dell’Osservatorio Internazionale per l’Economia del Mare. «Valorizzare i talenti esordienti della sartoria, creare per loro opportunità e visibilità sono gli obiettivi fondamentali di questa manifestazione ormai di livello nazionale, che vogliamo assuma un’importanza sempre maggiore – prosegue il Presidente Inferrera – I risultati ottenuti in questi anni sono lusinghieri; molti partecipanti hanno fatto di questa esperienza il loro lavoro, creando imprese, o offrendo le loro capacità a importanti case di moda. I giovani sono la nostra ricchezza e devono trovare qui la possibilità di esprimersi». «Se le nuove generazioni vanno via perché non hanno la possibilità di dimostrare il proprio valore, colpiamo il territorio a morte e non c’è Finanziaria che tenga ma l’occupazione, che un tempo dipendeva dallo Stato, oggi deve partire dalle imprese che sanno darsi un valore sociale, in relazione con la Scuola, che è il grande punto di forza di questa iniziativa» sottolinea Leonardo Lasala. Tra coloro i quali immaginano un modo nuovo di concepire il rapporto con lo sviluppo c’è anche Giuseppe De Nicola, ideatore di Jazz’Inn, Jazz e innovazione, una kermesse musicale che si svolgerà dal 29 luglio al 2 agosto a Pietrelcina, alla quale interverranno imprenditori e dirigenti di società importante, per conoscersi e conoscere un pezzo delle regione tutto da scoprire. «L’impegno paga sempre, anche in in tempi difficili come i nostro» concludono Carmine Daniele e Marcello Boscato, responsabili del settore commerciale della Webidoo.

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Moda all’Ombra del Vesuvio

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

Napoli 18 maggio 2018 ore 11 Camera di Commercio di Napoli, Sala del Consiglio Piazza Borsa conferenza stampa e sfilata e premiazione ad Ercolano (Napoli) 25 maggio 2018 ore 20 MAV – Museo Archeologico Virtuale Via IV Novembre 44. La Conferenza Stampa di presentazione della 17° edizione del concorso riservato ai giovani delle Scuole e delle Accademie d’Italia ideato da Annabella Esposito, Presidente dell’Associazione Piazza di Spagna e organizzato in collaborazione con Confartigianato Imprese Napoli rileverà i vincitori della seconda edizione del ‘Premio Ulisse 2018 per Arte e Ingegno’ riservato a chi ha saputo dare rilevanti contributi al territorio, attraverso la propria attività professionale. L’iniziativa vede il patrocinio istituzionale di Regione Campania, Camera di Commercio di Napoli e Comune di Ercolano e il sostegno di Artigiancassa Gruppo BNP Paribas, Centrale Garanzia Fidi, della società di comunicazione digitale Webidoo, dell’agenzia di viaggi Erima Flying e della maison di gioielli in resina Bellabrì.

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Un’iniziativa creata dall’Unione Europea per stimolare le industrie della moda e del lifestlyle in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2018

E per sviluppare prodotti innovativi basati sul design. Ora, il WORTH Partnership Project riapre le candidature per trovare i prossimi progetti promettenti. WORTH sta per intraprendere la seconda edizione di un viaggio di 4 anni, che ha l’obiettivo di sostenere 150 partnership per tutta la durata del progetto.
La seconda call per l’invio delle candidature si è aperto il 17 aprile. La WORTH Community sta crescendo rapidamente, con oltre 650 membri registrati e pronti a connettersi e a costruire collaborazioni transnazionali. Tutti i creativi sono invitati a registrarsi e a candidarsi alla seconda call del WORTH Partnership Project, che si concluderà il 24 ottobre 2018.
I Progetti premiati riceveranno supporto finanziario, attività di coaching, possibilità di partecipare a eventi internazionali, creazione di legami professionali, crescita del mercato e accesso a una comunità innovativa per rilanciare le proprie idee innovative e dirompenti.
In linea con gli obiettivi dell’Unione Europea, siamo focalizzati sul rendere più competitive le imprese dei settori fashion, lifestyle e beni di consumo, spingendo l’acceleratore su design e innovazione. WORTH Partnership Project è un’opportunità per le PMI e le start-up creative per espandere le proprie capacità di innovazione e design attraverso partnership transnazionali attraverso tutta l’Europa “, ha dichiarato Vicente Cambra, R&D Assistant Manager di AITEX e project manager di WORTH.
I 25 progetti di design altamente innovativi selezionati a seguito della prima call riguardavano un’ampia gamma di settori industriali in 20 diversi paesi europei. Tutti i progetti hanno dimostrato di avere un forte potenziale di mercato e hanno dato vita a veri e propri partenariati intenzionali per sviluppare la creatività europea.
“Dobbiamo riflettere su nuovi modi per mescolare creatività e innovazione e per esprimere la creatività attraverso le lenti di altre discipline” – ha affermato Leslie Holden, direttrice dell’Amsterdam School of Fashion e membro del comitato direttivo.
Un’iniziativa della Commissione Europea che si propone di sostenere collaborazione tra PM e start-up di designers, produttori e imprese tecnologiche per creare nuovi prodotti e realizzare idee innovative e dirompenti. L’iniziativa è attuata da un consorzio in tutta Europa, nella convinzione che le industrie creative (PMI e start-up) siano i principali motori della crescita economica in Europa.

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