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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Chiarire le modalità di affido dei minori: Iniziativa pentastellata

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2019

Alla luce delle recenti inchieste in Emilia Romagna e su input del gruppo nazionale Pari Opportunità del Movimento 5 Stelle, in coordinamento con quelli regionali, la Consigliere regionale del M5S Lombardia Monica Forte ha formalizzato un’interrogazione al consiglio regionale e sollecita i Consiglieri comunali del M5S a presentarla nei Comuni di appartenenza.
Un’interrogazione per chiarire le modalità di affido dei minori, dati e numeri dei servizi e per verificare la correttezza delle procedure adottate dagli organi competenti. A portare avanti la battaglia in Regione Lombardia è la consigliere regionale Monica Forte, che ha formalizzato l’atto in consiglio e che, grazie alla sinergia con i gruppi pentastellati locali, verrà esteso anche agli altri consigli comunali della Lombardia.
Il M5S Lombardia chiede alla Giunta regionale di “conoscere il numero e le caratteristiche delle pratiche e dei procedimenti pendenti di affido; conoscere il numero dei minori e delle famiglie interessate dalle procedure medesime alla data odierna; conoscere il numero e la natura giuridica delle associazioni, fondazioni, imprese e altri enti, pubblici o privati, direttamente o indirettamente implicati nell’esecuzione delle procedure di affidamento, ovvero nelle relative attività di controllo e conoscere il numero dei singoli periti, consulenti o altri professionisti parimenti coinvolti nelle procedure di affidamento, ovvero nelle relative attività di controllo”.
Sono molti, ogni anno, i minori allontanati coattivamente dalle proprie famiglie e non sempre, secondo quanto emerso da alcune inchieste giornalistiche in Emilia Romagna, con motivazioni tali da giustificarne la drastica scelta. È necessaria una verifica anche in Lombardia.
«Il Movimento 5 Stelle Lombardia – commenta la consigliera regionale Forte – risponde prontamente all’appello delle parlamentari, Alessandra Maiorino e Gilda Sportiello, del coordinamento nazionale Pari Opportunità, al fianco dei 5 Stelle del Veneto, Lazio, Emilia Romagna e di tantissimi portavoce regionali e comunali di tutta Italia. L’obiettivo è quello di avere dati e report che possano definire e monitorare la situazione degli affidi familiari e il funzionamento delle strutture di accoglienza anche in Lombardia. Con questa azione capillare vogliamo fare trasparenza e promuovere una politica responsabile sul tema dell’affidamento familiare quale indirizzo prioritario e vigilare sulle modalità e gestione dell’inserimento dei bambini nelle strutture anche in Regione Lombardia. Una verifica puntuale deve essere effettuata con urgenza».

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Nuova modalità di recruiting

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Marketers Company Srl, (https://marketers.media/) azienda fondata da Dario Vignali e Luca Cresi Ferrari, che si occupa di formazione in ambito digital e imprenditoriale, ha svelato quali sono le sue modalità di recruiting: “Cerchiamo di innovare anche il processo di assunzioni, perché oggi non possiamo più pensare di basarci solo su annunci classici”.
Marketers nel 2018 ha fatturato quasi due milioni di euro, ha migliaia di studenti in tutta Italia e tutti i suoi collaboratori (ad oggi circa una trentina) lavorano da remoto, da diverse parti del mondo.“Non abbiamo uffici, gestiamo tutti i flussi di lavoro in mobilità, da diverse nazioni: c’è chi lavora in Australia, chi in Asia, chi in Europa” raccontano Dario e Luca.Ma come avviene il processo di assunzione?
Per lavorare all’interno dell’azienda non è necessario presentare il proprio curriculum o sostenere un colloquio classico. I collaboratori di Marketers Company Srl, infatti, vengono selezionati principalmente tra i membri del gruppo Facebook dedicato (https://www.facebook.com/groups/dariovignali/), il quale conta oggi quasi 40.000 iscritti.
È proprio sul social network che avviene l’attività di scouting, il cui obiettivo è quello di aggiungere nuovi talenti all’impresa. Generosità e ambizione: l’importanza della creazione di contenuti di valore, utili per gli altri membri del gruppo “Chi mette a disposizione le proprie competenze tecniche per gli altri membri della community, condividendo casi studio e dimostrando di avere delle conoscenze pratiche nel proprio ambito, viene sicuramente notato dal nostro team – spiega Dario Vignali – e successivamente, se si tratta di valore condiviso in modo continuativo e costante, si può essere chiamati per un ‘colloquio’ conoscitivo.In questo modo siamo sicuri di assumere persone realmente capaci di produrre un risultato in un determinato settore e persone che hanno l’attitudine a condividere con gli altri le proprie conoscenze, in modo generoso e ambizioso.” Intraprendenza personale, spirito imprenditoriale e competenze sono le tre caratteristiche necessarie per farsi notare Durante il processo di selezione dei nuovi collaboratori, non vengono valutate solamente le abilità specifiche richieste dalla posizione. Al contrario, giocano un ruolo fondamentale le soft skills, tra le quali spiccano l’intraprendenza personale ed un forte spirito imprenditoriale. Come spiega Dario Vignali stesso, infatti, “per noi è fondamentale il concetto di ‘imprenditore dentro l’azienda’. Con ciò intendo che gli stessi dipendenti o collaboratori devono avere a cuore il futuro dell’impresa ed essere pronti a mettersi in gioco per migliorare se stessi ed apportare un contributo sempre maggiore. Cerchiamo persone non solo abili nel proprio lavoro, ma anche capaci di assumersi una responsabilità sul proprio operato. È proprio grazie a queste qualità, presenti in tutti coloro che lavorano con noi, che la nostra azienda riesce ad operare da remoto in maniera efficace.”A differenza delle imprese più tradizionali, nelle quali una posizione ha delle caratteristiche precise e richiede lo svolgimento di un compito specifico, Marketers Company Srl, adotta un approccio di collaborazione progressiva con i propri collaboratori. Una volta che si è stati notati, il lavoro all’interno dell’azienda inizia richiedendo un piccolo contributo da parte del collaboratore (gli viene richiesto, ad esempio, di produrre contenuti di valore per la community). Con il passare del tempo, se è in grado di portare dei risultati costanti e di dare un effettivo beneficio all’impresa, le responsabilità aumenteranno, così come la mole di lavoro e, di conseguenza, il compenso.
Grazie a questa strategia di reclutamento e selezione dei propri collaboratori, Marketers Company Srl riesce a portare avanti il proprio progetto senza necessitare di uffici e orari di lavoro prestabiliti, permettendo a chi collabora con l’azienda di essere autonomo nella gestione del proprio ruolo.

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Cosa fare prima di un colloquio di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Preparazione: ecco la parola chiave per superare al meglio un colloquio di lavoro. Quando ci si appresta ad affrontare una job interview è sempre bene seguire una serie di regole per arrivare quanto più concentrati, in forma e determinati possibile. Gli esperti di Hays Response – la divisione di Hays dedicata ai profili più junior – hanno stilato una lista di consigli utili per massimizzare le proprie opportunità di successo.Una settimana prima del colloquio:
1. Fare i compiti È importante studiare l’azienda e il suo background, cercando informazioni online. Inoltre, è fondamentale individuare la persona che condurrà il colloquio e rileggere attentamente la job description in modo da essere certi di averla compresa a pieno. Infine, può essere utile cercare notizie e dati sul settore in cui opera l’azienda per dimostrare interesse e proattività.
2. Prepararsi delle domande. Quando il recruiter chiederà se si desidera porre qualche domanda, vietato farsi cogliere impreparati! È sempre bene averne pronte due o tre per dimostrare di essere “sul pezzo”, entusiasti e realmente interessati al ruolo e all’azienda. Ovviamente più le domande saranno interessanti e non banali, maggiori saranno le possibilità di distinguersi dagli altri candidati.
3. Fare delle prove di intervista. Meglio pensare in anticipo come valorizzare le proprie abilità e competenze durante il colloquio, esercitandosi e facendo delle prove. Questo aiuta a sentirsi più sicuri di sé di fronte al recruiter. Se per il colloquio viene richiesto di preparare una presentazione, assicurarsi di mettere a punto un documento snello, coinciso e quanto più convincente possibile.
4. Pianificare gli spostamenti. È opportuno organizzare gli spostamenti, pianificando in anticipo come raggiungere la sede del colloquio. Consultare gli orari dei mezzi pubblici o verificare la disponibilità di parcheggi nei dintorni dell’azienda. Verificare quanto tempo occorre per arrivare, facendo se necessario anche un “viaggio” di prova. L’ideale è sempre presentarsi con quindici minuti di anticipo.
5. Restare focalizzati sul colloquio. Meglio liberare la propria agenda e non pianificare appuntamenti immediatamente prima o dopo il colloquio. Per essere completamente concentrati, infatti, è bene non avere altri impegni che possono distogliere l’attenzione dall’intervista.
Il giorno prima e la mattina del colloquio:
6. Dormire bene. Mai rimandare la preparazione alla sera prima. Affannarsi a cercare notizie sull’azienda e fare le prove del colloquio appena prima di andare a letto potrebbe disturbare il sonno. Meglio, invece, rilassarsi e concedersi il giusto riposo per arrivare il giorno dopo carichi e preparati.
7. Nutrirsi in modo equilibrato.
8. Restare calmi e avere fiducia in se stessi
9. Dare un ultimo sguardo agli appunti. Una rilettura finale degli appunti o della presentazione è sempre utile per fissare le informazioni principali. Sconsigliate le ricerche dell’ultimo minuto poiché non fanno altro che confondere.
10. Stampare i documenti
11. Vestirsi in modo appropriato
Una volta giunti al colloquio:
12. Salutare in modo amichevole e professionale
13. Mentre si aspetta di svolgere l’intervista è fondamentale avere un atteggiamento professionale.
14. La prima impressione conta
Come affermano gli esperti Hays, in occasione di una job interview vale sempre la pena garantirsi le migliori chance di successo. (fonte: melismelissrl.onmicrosoft.com)

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Zanzare: Come difendersi

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

zanzara tigreI consigli di Aduc. Occorre sfatare una leggenda metropolitana: le zanzare preferiscono il sangue dolce. Tale credenza e’ priva di logica perche’ per succhiare il sangue piu’ “dolce” le zanzare devono comunque pungere la persona; e’ invece l’odore della pelle e la sua temperatura che le attirano ed e’ per questo motivo che esistono in commercio prodotti repellenti da spalmare sul corpo. Un tempo le zanzare pungevano prevalentemente di sera, oggi con la presenza della fastidiosissima zanzara tigre, gli attacchi si svolgono anche di giorno, tanto che alcuni comuni hanno avviato operazioni di bonifica del territorio. Il metodo piu’ antico per difendersi dalle zanzare e’ quello della… zanzariera. Alle finestre o sopra il letto, la zanzariera offre da millenni la sua naturale ed efficace protezione contro gli insetti fastidiosi e nocivi. Sono, comunque, disponibili insetticidi in diverse modalita’ d’uso: spray, spirali e diffusori. Sono efficaci con l’avvertenza di tenersi lontani dai luoghi dove vengono irrorati e di collocare i propagatori vicino a porte e finestre e non accanto al letto o al divano. L’uso di tenere piante aromatiche (basilico, citronella, geranio, lavanda, ecc) su balconi e terrazze, oltre ad abbellirle, svolge un’azione di contenimento delle zanzare, a dire il vero un po’ blanda, che puo’ essere aumentata scuotendo le piante stesse in modo da diffondere nell’ambiente le essenze in esse contenute. Altri rimedi sono quelli che chiamiamo le “sedie elettriche per gli insetti”: sono le lampade a raggi ultravioletti con “griglia” elettrica; ultimamente vanno di moda le “racchette elettriche” che possono essere agitate nell’aria proprio come una racchetta da tennis; spesso sulla “griglia” finiscono una moltitudine di insetti che sono scambiati per zanzare. Insomma tra zanzariere, creme e insetticidi il sistema di difesa c’e’, basta attivarlo con un po’ di anticipo rispetto all’attacco pungitore. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Modalità di interazione fra uomo e sistemi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2015

milanodavedereMilano il 12 e 13 novembre 2015 presso il Vodafone Theatre, l’avvenieristico auditorium del Vodafone Village, è da 10 anni il punto di riferimento di tutti coloro che desiderano esplorare i nuovi trend e trarre ispirazione per specifici temi che riguardano le modalità di interazione fra uomo e sistemi. Come nelle scorse edizioni, grazie al suo particolare format che prevede importanti momenti di divulgazione, ma anche performance musicali, la manifestazione offrirà ai partecipanti un’esperienza immersiva tra anticipazioni tecnologiche e cambiamenti sociali.E’ la digital transformation a fare da filo conduttore negli oltre 15 workshop che si terranno giovedì 12 e negli altrettanti interventi di venerdì 13, tenuti da oltre 40 speaker internazionali provenienti da diversi settori e realtà: imprenditori, designer, manager, analisti, ricercatori e artisti si alterneranno per raccontare come stanno cambiando le regole del mercato e influenzando le abitudini e i comportamenti delle persone. Gli interventi spazieranno dalle nuove modalità di gestione delle finanze private e professionali, alla rilevazione, analisi e condivisione dei dati sulla propria salute, alle nuove esperienze di acquisto.”Nelle edizioni precedenti – spiega Leandro Agrò, founder di Frontiers of Interaction – abbiamo anticipato i tempi, parlando di temi che sono poi entrati o stanno entrando sempre di più nella nostra vita quotidiana, come i social media, l’internet of things e la realtà aumentata. Queste tecnologie ormai mature non saranno al centro della narrazione di quest’anno, ma saranno inserite nelle storie che ciascun relatore racconterà, evidenziando come sia invece il design ad essere in grado di creare nuove forme e nuovi modi per utilizzarle”.Spazio al “design thinking”, che reclama una nuova figura professionale nelle aziende moderne: nasce il DEO, Design Executive Officer.Il keynote di apertura sarà tenuto da Maria Giudice, VP Experience Design di Autodesk, il cui intervento si concentrerà su come si possa diventare un leader e su come scoprire le proprie competenze per costruire, far rivivere o reinventare la prossima generazione di aziende. Maria Giudice, una donna che da 25 anni è in prima linea nel design e nel business, ha recentemente pubblicato il volume “The Rise of DEO” in cui esplora l’intersezione fra creatività e senso degli affari, spiegando come e perché questo accoppiamento apparentemente improbabile produca manager e dirigenti in grado di risolvere meglio i problemi di business sempre più complessi che le aziende si trovano ad affrontare oggi. Il Design Executive Officer è un ibrido che associa capacità di management strategico con quelle di problem solving creativo e vede l’organizzazione come un progetto di design che richiede abilità in entrambe le aree. Con questa prospettiva e queste abilità, il DEO esamina i problemi di business come problemi di progettazione, risolvibili attraverso il giusto mix di fantasia e metriche.
Si parlerà anche di Internet of Things con l’intervento di David Rose, autore di “Enchanted Objects”, Professore al M.I.T. di Boston e Founder e CEO di Ditto, una tecnologia di riconoscimento delle immagini che permette alle aziende di rilevare il proprio brand e le preferenze degli utenti in miliardi di foto pubbliche condivise sui social media.Jeff Dachis, Founder e CEO di One Drop, illustrerà l’innovativo sistema di monitoraggio e condivisione del livello di diabete sulla base dell’analisi della propria alimentazione e abitudini.Sarà presente anche Valentin Stalf, Founder e CEO di Number26, la startup tedesca che sta rivoluzionando il modo di fare banca, con l’ambizione di costruire una grande banca digitale pan-europea e trasformare ogni attività commerciale in potenziali sportelli bancari.Di grande interesse sarà anche l’intervento di Dan Saffer, creative director, interaction designer e scrittore di successo, che in un workshop dedicato alle microinterazioni spiegherà come siano i dettagli a decidere il futuro di un prodotto.
Accanto a tanti relatori internazionali troveranno spazio anche le realtà italiane con imprenditori come Carlo Brianza, ingegnere lombardo che illustrerà la sua nuova interfaccia “one-click” che risponde perfettamente all’esigenza di semplicità e immediatezza richiesta dagli utenti di oggi, per i loro acquisti online.Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione http://www.

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Democrazia: Non bastano le riforme

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

agricolturaIl dibattito di questi giorni sulle riforme inerenti all’assetto istituzionale – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – sta evidentemente spostando l’attenzione sul binario sbagliato e tralasciando invece quello principale. La democrazia infatti non si pratica solo cambiando le regole, ma con un atteggiamento inclusivo e di dialogo con tutti gli attori della cosa pubblica.
Un esempio concreto – continua Tiso – viene ancora una volta dal primario. Il settore (che pure avrebbe bisogno di riforme radicali) paga chiaramente un deficit democratico derivante dalla scarsa considerazione di numerosi soggetti radicati nel territorio ma che, sia il governo, sia il ministero per le Politiche Agricole, continuano deliberatamente ad ignorare e ad escludere dai processi decisionali.
I risultati di questi atteggiamenti – conclude Tiso – sono sotto gli occhi di tutti; soprattutto perché consentono a coloro che sono stati artefici del collasso del sistema agricolo nostrano di effettuare scelte fondamentali senza dover nemmeno giustificare i tanti fallimenti di questi anni. E’ in primo luogo questa modalità, prima ancora delle regole, a dover essere necessariamente cambiata

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Saldi: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

saldiInizierà a giorni la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novità. Per fortuna e meno male. Perche’ vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l’abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l ‘acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di “fare l’affare”, a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L’ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L’ACQUISTO – PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita’ della merce di riferimento (dopo non si potra’ rivendicare il cambio di un prodotto perche’ il negozio a cento metri piu’ in la’ vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se’ e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”.
DURANTE L’ACQUISTO – PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche’ siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo’ chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L’ACQUISTO – QUALITA’
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu’, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo’ variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalita’ di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio’ che e’ indicato: la sua esperienza puo’ servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e’ portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e’ di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo’ essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e’ molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L ‘ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche’ difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e’ sbagliata la taglia o si e’ semplicemente cambiato idea, e’ solo la disponibilita’ del commerciante che puo’ ovviare al problema, ma non c’e’ un diritto del consumatore. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Melanoma: la Commissione europea approva nivolumab

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2015

commissione europeaLa Commissione Europea ha approvato nivolumab, inibitore del checkpoint immunitario PD-1, per il trattamento dei pazienti con melanoma avanzato (non operabile o metastatico) sia in prima linea che precedentemente trattato, indipendentemente dallo stato della mutazione BRAF. Nivolumab è l’unico inibitore del checkpoint immunitario PD-1 a ricevere una valutazione con procedura accelerata in Europa e il primo inibitore di PD-1 ad essere approvato dalla Commissione europea. Uno dei due studi che hanno condotto all’approvazione, CheckMate -066, è il primo studio di fase 3 con un inibitore del checkpoint immunitario PD-1 ad aver dimostrato un beneficio di sopravvivenza globale nel melanoma avanzato, con un tasso di sopravvivenza ad un anno del 73% e una riduzione del rischio di morte del 58% nei pazienti trattati con nivolumab. L’approvazione della Commissione europea rende possibile la commercializzazione di nivolumab in tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea ed è successiva alla valutazione con procedura accelerata del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) annunciata lo scorso 24 aprile. Nivolumab ha avuto accesso alla valutazione con procedura accelerata conseguentemente alla designazione di “medicinale con maggiore rilevanza dal punto di vista di innovazione terapeutica ed impatto sulla salute pubblica”. L’incidenza del melanoma è in continuo aumento in quasi tutti i Paesi europei e si stima che un paziente su cinque possa sviluppare la malattia in forma metastatica. Storicamente la prognosi del melanoma in fase avanzata è sempre stata sfavorevole: la mediana di sopravvivenza in stadio IV è di appena 6 mesi, con un tasso di mortalità a un anno del 75%. “In Bristol-Myers Squibb continuiamo a focalizzarci sullo sviluppo di nuove modalità per trasformare le prospettive dei pazienti colpiti dalle forme di cancro più difficili da trattare e più letali – ha affermato Emmanuel Blin, senior vice president, head of commercialization, policy and operations, Bristol-Myers Squibb -. Siamo lieti di essere riusciti a rendere disponibile in Europa il primo inibitore di checkpoint immunitario PD-1 per il trattamento del melanoma avanzato. Stiamo lavorando senza sosta e a tempo di record per sviluppare le nostre conoscenze nell’immuno-oncologia e rendere disponibili nuove opzioni terapeutiche con l’obiettivo di migliorare la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti”.

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24 ottobre: sciopero generale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 ottobre 2014

lavoratoriVenerdì 24 ottobre l’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero generale nazionale di 24 ore in tutto il lavoro pubblico e privato.
Lo sciopero è indetto contro il jobs act e le politiche dettate dalla troika al governo Renzi sul lavoro e la pubblica amministrazione e contro il blocco dei contratti nel pubblico impiego; per l’occupazione e in difesa dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori. In occasione dello sciopero saranno organizzate manifestazioni territoriali in tutte le regioni. Queste le modalità dello sciopero generale:
Lavoro Pubblico
Ministeri, Università, Ricerca, Scuola, Enti Locali, Parastato (Inps, Inail, Inpdap, Aci), Agenzie Fiscali, Presidenza del Consiglio, Enac: intera giornata del 24 ottobre.
Vigili del Fuoco: personale operativo, 9.00/13.00; personale giornaliero, tutta la giornata del 24.
Sanità: sia pubblica che privata, da inizio del primo turno del giorno 24 a fine dell’ultimo turno dello stesso giorno.
Lavoro privato
Personale non sottoposto alla 146/90: intero orario di lavoro
Trasporto Aereo
Personale navigante, turnista e addetti settori operativi: dalle ore 00.00 alle ore 23.59 con il rispetto delle fasce di garanzia e dei voli garantiti
Lavoratori normalisti o non operativi: intero turno di lavoro
Trasporto Marittimo
Collegamenti isole maggiori
Personale amministrativo: intero turno
Personale viaggiante: da un’ora prima delle partenze del 24 ottobre
Collegamenti isole minori
Personale amministrativo: intero turno
Personale viaggiante: dalle 00.00 del 24 ottobre alle 24.00 del 25 ottobre.
Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica:
24 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite
Trasporto Ferroviario
Personale addetto alla circolazione: dalle ore 09.01 alle 16.59
Personale fisso: intero turno
ANAS
Tutto il personale, compreso quello turnista h24: intero turno a partire dalle 06.00 del 24 ottobre alle ore 06.00 del 25 ottobre.
Energia
Intera giornata del 24
Turnisti: 8 ore per ciascun turno, a partire dall’orario d’inizio del turno di mattina fino al termine del successivo turno di notte.
Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali.

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Notifica delle cartelle esattoriali in caso di irreperibilità del contribuente

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

La Corte Costituzionale, con l’importante e condivisibile sentenza n. 258 del 19/11/2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del terzo comma (corrispondente all’attualmente vigente quarto comma) dell’art. 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui stabilisce che la notificazione della cartella di pagamento “Nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile….si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60 del DPR 29 settembre 1973, n. 600”, anziché “Nei casi in cui nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi sia abitazione, ufficio o azienda del destinatario….si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60, primo comma, alinea e lettera e), del DPR 29 settembre, n. 600”.
Per comprendere l’importanza della suddetta sentenza, è opportuno fare un excursus giuridico delle varie forme di notifica sino ad ora adottate dal concessionario e dagli uffici fiscali sia per quanto riguarda gli avvisi di accertamento che le cartelle esattoriali.
A) NOTIFICA DEGLI AVVISI DI ACCERTAMENTO
Per la notifica degli avvisi di accertamento la normativa prevede, ai fini fiscali, una diversa disciplina a secondo che si tratti di irreperibilità relativa del contribuente o irreperibilità assoluta del contribuente.
1. Nelle ipotesi di irreperibilità relativa del contribuente è applicabile soltanto l’art. 140 c.p.c., che testualmente dispone: “Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell’articolo precedente, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento”.
A tal proposito, è opportuno ricordare che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 3 del 14/01/2010, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del suddetto articolo nella parte in cui prevede che la notifica si perfezioni per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione.
L’applicazione del suddetto art. 140 c.p.c. è tassativamente prevista, ai fini fiscali, anche dall’art. 60, comma 1, DPR n. 600/1973.
Le formalità previste per la notifica di cui al succitato art. 140 c.p.c. (deposito della copia nella casa comunale, affissione dell’avviso di deposito ed invio della raccomandata), in quanto organicamente coordinate tra di loro, hanno tutte carattere essenziale e, come tali, è condizionata al loro integrale adempimento l’efficacia giuridica della notifica stessa (Cassazione, sentenza n. 359 del 14/01/2002).
Infatti, i suddetti adempimenti sono essenziali per la costituzione della fattispecie notificatoria, sicchè la loro mancanza non può considerarsi un semplice vizio ab estrinseco, con mera efficacia invalidante del processo notificatorio e come tale suscettibile di sanatoria, ma si risolve nella mancanza di un elemento essenziale di esso ed esclude in radice che la notificazione possa ritenersi eseguita, neppure in forma viziata, giacchè l’ipotesi del vizio presuppone pur sempre un procedimento completato nei suoi momenti strutturali fondamentali.
Tale disciplina manifestamente non si pone in contrasto né con l’art. 24, comma 2, della Costituzione, in quanto l’adempimento di tutte queste formalità è necessario per la tutela del destinatario dell’atto e non è gravoso, risolvendosi in formalità di mera esecuzione, né con l’art. 3 della Costituzione, che prevede la sanatoria nelle varie ipotesi di irregolarità delle notificazioni, in quanto il principio della sanatoria previsto da quest’ultima disposizione si riferisce a fattispecie che non riguardano la radicale inesistenza della notificazione, come nella fattispecie di cui al succitato art. 140 (Cassazione, sentenze n. 4840 del 27/07/1981, n. 221 del 14/01/1982).
A norma dell’art. 138 c.p.c., può considerarsi equipollente alla notificazione effettuata in mani proprie il rifiuto di ricevere la copia dell’atto soltanto se proveniente dal destinatario della notificazione medesima o dal domiciliatario (stante l’assimilazione, stabilita dall’art. 141, comma 3, c.p.c. tra la consegna a mani proprie del destinatario e quella in mani proprie del domiciliatario); detta equipollenza non opera, pertanto, allorchè il rifiuto provenga da persona che, non essendo stato reperito il destinatario in uno dei luoghi di cui all’art. 139, comma 1 c.p.c., sia compresa nel novero di quelle tuttavia abilitate, ai sensi del secondo comma della medesima disposizione, alla ricezione dell’atto, sicchè detto rifiuto comporta la necessità di eseguire le formalità prescritte dall’art. 140 c.p.c. la cui omissione determina l’inesistenza della notificazione stessa (Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 9325 del 26/06/2002).
Infatti, si ha l’ipotesi dell’inesistenza della notifica quando la stessa si traduce in un atto totalmente difforme dal modello legale (Cassazione, sentenza n. 7219 del 17/05/2002).
Ultimamente, la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con la sentenza n. 11713 del 27/05/2011, ha stabilito che in caso di omissione di uno dei tre adempimenti previsti dall’art. 140 c.p.c. (nella specie, mancata affissione dell’avviso della porta dell’abitazione), la notificazione è tuttavia nulla, e non inesistente (per tutte , Cassazione n. 16141/2005 e Cassazione n. 4307/1999).
E la nullità resta, in ogni caso, sanata dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, l’effetto sanante in tal caso realizzandosi nel momento di tale ricezione (Cassazione n. 5450/2005).
L’art. 140 cod. proc. civ. richiede, per il perfezionamento del procedimento notificatorio in caso di irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia da parte delle persone indicate nell’art. 139 cod. proc. civ., il compimento di talune formalità (deposito nella casa comunale, affissione dell’avviso alla porta del destinatario, invio di raccomandata con avviso di ricevimento), la cui essenzialità è pacifica in giurisprudenza e viene qui ribadita, ma non postula affatto che del compimento di tali formalità l’agente notificatore debba dare atto con formule sacramentali, esattamente corrispondenti al tenore testuale della norma.
La relata di notificazione va, in altre parole, interpretata attribuendo a ciascuna parte di essa il senso che risulta dal complesso dell’atto (art. 1363 cod. civ.) e non certo sulla base di una considerazione “atomistica” delle parti che la compongono. Ne consegue che, ove l’agente notificatore dichiari di effettuare la notificazione di un atto ai sensi dell’art. 140 cod. proc. civ., l’attestazione di avere “rilasciato avviso sul luogo del destinatario” non può essere interpretata in altro modo, secondo buona fede, se non nel senso che detto avviso è stato rilasciato nelle forme previste dal citato art. 140 cod. proc. civ., e cioè mediante affissione sulla porta del destinatario, essendo ogni diversa interpretazione contraria alle usuali regole di ermeneutica contrattuale, applicabili, nei limiti della compatibilità, agli atti amministrativi (Cassazione, Sezione Tributaria, n. 3426 del 12/02/2010).
Nelle ipotesi di notificazione eseguita ai sensi del succitato art. 140 c.p.c., la relata di notifica fa fede fino a querela di falso in ordine all’attestazione delle operazioni compiute ed al contenuto estrinseco delle dichiarazioni ricevute dal messo notificatore, mentre l’attestazione che il luogo della notificazione fosse l’abitazione del notificando, in quanto risultante da attività meramente informativa, non può considerarsi assistita dalla fede pubblica privilegiata, ben potendo essere dimostrata non rispondente a verità con ogni mezzo di prova (Cassazione, sentenza n. 4844 del 24/04/1993).
2. Nelle ipotesi di irreperibilità assoluta del contribuente è applicabile, invece, soltanto l’art. 60, comma 1, lett. e), D.P.R. n. 600/73, che testualmente dispone, nella specifica materia fiscale:
“Quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso del deposito prescritto dall’art. 140 del codice di procedura civile, in busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione” (a seguito delle modifiche inserite dall’art. 174, comma 4, del D.Lgs. n. 196 del 30/06/2003, a decorrere dal 1° gennaio 2004).
Secondo la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione, la notificazione dell’avviso di accertamento tributario deve essere effettuata secondo il rito previsto dall’art. 140 cod. proc. civ. quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario ma non si sia potuto eseguire la consegna perchè questi (o altro possibile consegnatario) non è stato rinvenuto in detto indirizzo, da dove tuttavia non risulta trasferito; mentre, deve essere effettuata applicando la disciplina di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, lett. e), sostitutivo, per il procedimento tributario, dell’art. 143 cod. proc. civ., quando il messo notificatore non reperisca il contribuente che, dalle notizie acquisite all’atto della notifica, risulti trasferito in luogo sconosciuto (v. tra le altre Cass. n. 10189/2003, n. 7268/2002, n. 10799/1999, n. 4587/1997).
Poiché l’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973 non esclude l’applicabilità dell’art. 140 c.p.c., e non prevede neppure implicitamente una diversa disciplina per le ipotesi contemplate nella suddetta disposizione del codice, deve invero ritenersi, in virtù del generale richiamo alla disciplina stabilita dall’art. 137 e ss. c.p.c., che nel caso di assenza, incapacità o rifiuto di ricevere la copia da parte delle persone indicate dall’art. 139 c.p.c., la notifica vada effettuata, a norma del citato art. 140 c.p.c., seguendo esattamente la procedura ivi indicata (deposito di copia, affissione di avviso di deposito e invio di raccomandata), mentre solo nella diversa ipotesi in cui il contribuente risulti trasferito in luogo sconosciuto, disciplinata nel codice di rito dall’art. 143 c.p.c., poiché tale norma è stata espressamente esclusa da quelle applicabili, occorre fare riferimento alla specifica disciplina dettata dal D.P.R. n. 600/73 citato, art. 60, lett. e) (Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, sentenze n. 10177 del 04/05/2009 e n. 28698 del 03/12/2008).
In definitiva, deve rammentarsi un nutrito orientamento della Corte di Cassazione secondo il quale la notificazione ai sensi del succitato art. 60, lett. e), è valida soltanto se non sia effettivamente possibile reperire l’abitazione, l’ufficio o l’azienda del contribuente nel comune ove il medesimo ha il domicilio fiscale, malgrado le ricerche del messo notificatore, sempre che queste, secondo giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità, siano state sufficienti (Cassazione, Sezione Tributaria, sentenza n. 22677 del 25/10/2007 e sentenze n. 7120/2003, n. 5100/1997, n. 4654/1997, n. 8363/1993).
In ogni caso, l’interpretazione del documento contenente l’attestazione del messo notificatore spetta soltanto al giudice di merito, al quale compete altresì la valutazione circa la sufficienza o meno delle ricerche effettuate dal messo notificatore prima di procedere alla notifica, ai sensi dell’art. 60, lett. e), D.P.R. n. 600/1973, valutazione che costituisce giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità (Cassazione, sentenza n. 5100 del 1997).
E’ vero che l’attestazione de qua rappresenta il frutto di informazioni assunte dal messo notificatorio presso terzi e che, secondo la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione, la relata di notificazione di un atto fa fede fino a querela di falso per le attestazioni che riguardano l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario precedente, la constatazione di fatti avvenuti in sua presenza ed il ricevimento delle dichiarazioni resegli, limitatamente al loro contenuto estrinseco, ma fa fede, invece, fino a prova contraria per tutte le altre attestazioni che non siano frutto della diretta percezione del pubblico ufficiale, bensì, per esempio, di informazioni da lui assunte o di indicazioni fornitegli da altri (v., tra numerose altre, Cass. n. 3403 del 1996 e n. 4590 del 2000); tuttavia è, innanzitutto, da evidenziare che l’eventuale prova contraria offerta (nella specie, ovviamente, documentale) deve essere valutata dal giudice di merito e che la relativa valutazione è censurabile in Cassazione solo per vizi di motivazione (in tal senso, Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, sentenza n. 20425 del 28/09/2007).
3. Tutto quanto sopra esposto è applicabile anche per le notifiche alle persone giuridiche, ai sensi e per gli effetti dell’art. 145 c.p.c. (come modificato dall’art. 2, comma 1, lett. c), nn. 1,2 e 3, della Legge 28/12/2005 n. 263), che al terzo comma testualmente dispone:
“Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti, la notificazione alla persona fisica indicata nell’atto, che rappresenta l’ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143”.
A tal proposito, la Corte di Cassazione – Sezione tributaria -, con la sentenza n. 8637 del 30/05/2012, ha precisato che in riferimento alla notifica di atti alle società commerciali, il necessario coordinamento di tale disciplina con quella di cui all’art. 145 c.p.c. comporta, peraltro, che, in caso di impossibilità di eseguire la notificazione presso la sede sociale, il criterio sussidiario della notificazione alla persona fisica che la rappresenta è applicabile (con prevalenza sulle previsioni di cui all’art. 60, comma 1, lett. e), D.P.R. n. 600/1973) soltanto se tale persona fisica, oltre ad essere identificata nell’atto, risiede nel comune in cui l’ente ha il suo domicilio fiscale (in tal senso, anche Cassazione, sentenze n. 15856/09, n. 5483/08 e n. 3618/06).
In caso contrario, non potrà che farsi ricorso sempre e soltanto al criterio di cui all’art. 60, lett. e), citato più volte (affissione nell’albo del comune del luogo in cui la società contribuente ha il domicilio fiscale) come precisato dalla Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile – con la sentenza n. 13016 del 24/07/2012.
B) NOTIFICA DELLE CARTELLE ESATTORIALI
Per la notifica delle cartelle esattoriali in caso di irreperibilità del contribuente, prima dell’intervento della Corte Costituzionale succitato, l’art. 26, comma 4 (prima comma 3), D.P.R. n. 602 del 29/09/1973, testualmente disponeva:
“Nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile, la notificazione della cartella di pagamento si effettua con le modalità stabilite dall’art. 60 del D.P.R. 29/09/1973, n. 600 e si ha per eseguita nel giorno successivo a quello in cui l’avviso del deposito è affisso nell’albo del comune”.
Come emerge dalla sopra ricordata ricostruzione del quadro normativo in cui si inseriscono le censurate disposizioni, nelle ipotesi di irreperibilità meramente “relativa” del destinatario (cioè “nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile”, come recita il denunciato terzo comma dell’art. 26 del DPR n. 602 del 1973), la cartella di pagamento andava notificata applicando non l’art. 140 cod. proc. civ. ma le formalità previste per la notificazione degli atti di accertamento a destinatari “ assolutamente” irreperibili (lettera e, del primo comma dell’art. 60 del DPR n. 600 del 1973). Pertanto, nonostante che il domicilio fiscale fosse noto ed effettivo, non erano necessarie, per la validità della notificazione della cartella, né l’affissione dell’avviso di deposito alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda del destinatario né la comunicazione del deposito mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Inoltre, in forza dell’ultimo comma (quinto comma, trasfuso nel più ampio attuale sesto comma) dell’art. 26 del D.P.R. n. 602 del 1973 secondo cui “per quanto non è regolato dal presente articolo, si applicano le disposizioni dell’art. 60 nel predetto decreto n. 600 del 1973”, le sopra ricordate modalità di notificazioni previste dalla menzionata lett. e) del primo comma dell’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973 erano applicabili non solo, come visto, nelle ipotesi in cui il destinatario della cartella di pagamento era solo “relativamente” irreperibile (“nei casi previsti dall’art. 140 cod. proc. civ.”) ma anche in quella in cui detto destinatario era “assolutamente” (cioè oggettivamente e permanentemente) irreperibile.
In sostanza, da quanto sopra esposto, risultava che la notificazione, prima dell’intervento della Corte Costituzionale, si poteva eseguire con modalità diverse, a seconda che l’atto da notificare fosse un avviso di accertamento oppure una cartella di pagamento: nel primo caso, si applicavano le modalità previste dall’art. 140 c.p.c.; nel secondo caso, quelle previste dalla lett. e) del primo comma dell’art. 60 del D.P.R. n. 600/73, creando un’assurda disparità di trattamento.
Infatti, prima dell’intervento della Corte Costituzionale per la notifica delle cartelle esattoriali il concessionario non doveva fare differenza tra l’irreperibilità “relativa” e quella “assoluta”, dovendo rispettare soltanto la specifica procedura dell’art. 26 citato, estremamente penalizzante per il contribuente destinatario dell’atto.
La suddetta diversità della disciplina di una medesima situazione (notificazione a soggetto “relativamente irreperibile”) non è apparsa alla Corte Costituzionale riconducibile ad alcuna ragionevole ratio, con violazione dell’art. 3 della Costituzione.
Per ricondurre a ragionevolezza il sistema, è stato necessario, pertanto, nel caso di irreperibilità “relativa del destinatario”, uniformare le modalità di notificazione degli atti di accertamento e delle cartelle di pagamento.
Appunto per questo la Corte Costituzionale, con la più volte citata sentenza n. 258/2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del terzo comma (corrispondente all’attualmente vigente quarto comma) dell’art. 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui stabilisce che la notificazione della cartella di pagamento “Nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile….si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600”, anziché “Nei casi in cui nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi sia abitazione, ufficio o azienda del destinatario….si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60, primo comma, alinea e lettera e), del D.P.R. 29 settembre, n. 600”.
Tutto quanto sopra esposto è applicabile anche per le notifiche alle persone giuridiche, ai sensi e per gli effetti dell’art. 145 c.p.c. (come modificato dall’art. 2, comma 1, lett. c), nn. 1,2 e 3, della Legge 28/12/2005 n. 263), che al terzo comma testualmente dispone:
“Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti, la notificazione alla persona fisica indicata nell’atto, che rappresenta l’Ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143”.
A tal proposito, la Corte di Cassazione – Sezione tributaria -, con la sentenza n. 8637 del 30/05/2012, ha precisato che in riferimento alla notifica di atti alle società commerciali, il necessario coordinamento di tale disciplina con quella di cui all’art. 145 c.p.c. comporta, peraltro, che, in caso di impossibilità di eseguire la notificazione presso la sede sociale, il criterio sussidiario della notificazione alla persona fisica che la rappresenta è applicabile (con prevalenza sulle previsioni di cui all’art. 60, comma 1, lett. e), D.P.R. n. 600/1973) soltanto se tale persona fisica, oltre ad essere identificata nell’atto, risiede nel comune in cui l’ente ha il suo domicilio fiscale (in tal senso, anche Cassazione, sentenze n. 15856/09, n. 5483/08 e n. 3618/06).
In caso contrario, non potrà che farsi ricorso sempre e soltanto al criterio di cui all’art. 60, lett. e), citato più volte (affissione nell’albo del comune del luogo in cui la società contribuente ha il domicilio fiscale) come precisato dalla Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile – con la sentenza n. 13016 del 24/07/2012.
L’intervento della Corte Costituzionale è da apprezzare non solo perché parifica le modalità di notificazione sia per gli accertamenti che per le cartelle esattoriali ma, soprattutto, perché non limita il diritto di difesa del contribuente, consentendogli una maggiore possibilità di conoscenza degli atti, nel rispetto soprattutto dei principi dello Statuto del contribuente (art. 6, comma 1, della Legge 27 luglio 2000 n. 212).(Avv. Maurizio Villani)

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La prima memoria DDR3 che fornisce un Self-Refresh Powers

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2012

Boise, Idaho (GLOBE NEWSWIRE) Micron Technology, Inc. (Nasdaq: MU) sta ulteriormente espandendo il suo nome come leader delle memorie, introducendo una nuova categoria di prodotti DDR3 a basso consumo rivolti ai mercati dei Tablet e dei prodotti ultrasottili. Si tratta di soluzione di memoria “DDR3Lm”a 2-gigabit (Gb) e 4Gb mirate ad avere un basso self-refresh-power (IDD6) per una maggiora durata della batteria, pur mantenendo le elevate prestazioni e la convenienza delle memorie DRAM PC.La prima memoria di tipo DDR3Lm da 2Gb fornirà fino al 50 per cento di risparmio energetico per il self-refresh-power rispetto alle classiche memorie DDR3L da 2Gb, nel frattempo porterà le prestazioni fino a -1600 MT/s in base alle necessità. La memoria DDR3Lm da 4Gb di Micron garantisce la stessa efficienza di alimentazione ottimizzata della memoria da 2Gb, con un numero ridotto di chip, ideale per utenti Tablet e dei prodotti ultrasottili. Sia la memoria DDR3Lm da 2Gb che quella da 4Gb DDR3Lm entreranno a far parte delle classi di memorie Micron da 30 nanometri (nm) al fine di ottimizzare ulteriormente le caratteristiche di consumo energetico e di prestazioni, il dispositivo da 4Gb permette di raggiungere un livello di 3,7 mA IDD6 in modalità standby, continuando a supportare velocità fino a -1866 MT/s.”La riduzione di consumo energetico sta diventando sempre più critica nei mercati in rapida crescita dei prodotti ultrasottili. L’esperienza Micron sui requisiti delle memorie tradizionali per PC consente ai mercati di raggiungere obiettivi di alte prestazioni e di ottimizzare l’efficienza dei costi”, ha detto Robert Feurle, vice presidente per il marketing DRAM di Micron. “La combinazione del nostro impegno a collaborare con i clienti e la dedizione ad aprire nuove strade nel campo delle tecnologie DRAM si è dimostrata di grande successo, e questa nuova classe di memoria DRAM da 30nm continua a mantenere questa promessa.””Nello stesso modo in cui l’elettronica diventa sempre più mobile, la durata della batteria diventa sempre più preziosa per gli utenti finali”, ha dichiarato Geof Findley, senior memory enabling manger di Intel. “Il ridotto consumo energetico in modalità standby della memoria a basso consumo rappresenta un passo nella giusta direzione.” Sono ora in distribuzione campioni della nuova linea di prodotti DDR3Lm a basso consumo energetico, la produzione in volume dei dispositivi di classe 30nm dovrebbe iniziare nel secondo trimestre 2012. Per ulteriori informazioni sul prodotto DDR3Lm, visitare il sito http://www.micron.com/products/dram/ddr3-sdram.

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Liberazione: tornate subito

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2012

liberazione quotidiano

Image by agenziami via Flickr

“Quando i giornali torneranno in edicola “Liberazione” non ci sarà. “Torno subito” titola oggi il quotidiano diretto da Dino Greco. E noi ce lo auguriamo. Speriamo che l’assenza dalle edicole sia solo temporanea, che verranno individuate tutte le modalità affinchè questa testata possa tornare nelle rotative, per essere sfogliata e letta, ripiegata nella tasca della giacca o lasciata in autobus o in treno affinchè qualcun altro possa sapere cosa Dino, Fabio, Frida, Roberta, Checchino, Vincenzo, Daniele, Raffaele, Annamaria, Nicola, Tonino, Boris, Carla, Alessandro… hanno da dire sulle cose del mondo. Con un corsivo tagliente, un’analisi sul cedimento della politica (e anche di tanta partedella sinistra) alle lusinghe del mercato, un’inchiesta su una delle tante guerre dimenticate ai margini del mondo”. Così scrive il direttore di Articolo21 Stefano Corradino in un editoriale sull’omonimo sito. “Giornali storici come “Liberazione”, “il Manifesto” e pochi altri hanno il merito di essere molto più di un quotidiano, che esaurisce la sua funzione nelle 24 ore ma sono strumenti di riflessione e di dibattito; luoghi (rari) in cui si esercitano ancora punti di vista critici nei confronti di un’idea cinica del mercato che tutto avviluppa, imbarbarisce, disumanizza. Per
questo vogliamo sperare, anzi siamo sicuri che quello di “Liberazione” sia solo un arrivederci e non un addio e che al più presto ci ritroveremo in edicola per condividere battaglie di giustizia e di libertà; e con il quotidiano sotto braccio nelle manifestazioni, come se fosse una baguette. Perchè l’informazione, soprattutto quella vera e sana è come il pane. E non possiamo nè vogliamo farne a meno”.

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Iscrizioni mediatori civili

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Dopo due anni di ritardo, finalmente con il decreto n. 145/2011 pubblicato dal ministero di Giustizia sulla G.U il 25 in vigore dal 26 agosto, recante modifiche al D.M 180/2010 sulla determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché sull’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, si è dato seguito ai primi parziali atti del ministero sulla mediazione civile. Quali le novità dell’ultima ora? Poche ma, di spessore, dice Pecoraro presidente sia dell’ente formativo che dell’organismo di conciliazione & arbitrato dell’A.N.P.A.R, – il primo accreditato per la formazione al numero 21 e il secondo iscritto nel registro al numero 24 – c’è tutto quanto chiesto con la mia relazione al Presidente della commissione giustizia del Senato presentata a giugno. Faccio una sintesi delle richieste avanzate e di quelle pubblicate nel decreto 145. All’audizione nel mese di giugno, nell’esprimere il mio pensiero sulla estensione a tutti gli ordini professionali all’attività di mediatore, dissi al Presidente Berselli ” Presidente, se le dovesse capitare un caso di malasanità da chi preferirebbe essere conciliato da un medico o da un architetto? Certamente da un medico, dissi. Ora, cosa troviamo scritto nel citato decreto ” siano stabiliti criteri inderiogabili per l’assegnazione di affari di mediazione, predeterminati a seconda della specifica competenza professionale, ricavata anche dalla tipologia di laurea universitaria posseduta dal mediatore. Successivamente nella relazione (pubblicato sul sito della Commissione citata) così concludevo in merito alle richieste ” “Rimane, comunque, ferma ed ampia la disponibilità dell’A.N.P.A.R. a collaborarefattivamente alla redazione:
• di un progetto di riforma organica della disciplina della mediazione civile avente come principale scopo la specializzazione per materie dei mediatori;
• di un progetto che contempli un percorso di formazione continua da parte degli enti formatori a favore dei mediatori, attuato con i responsabiliscientifici di chiara fama di tutti gli enti accreditati in sinergia con il responsabile del registro, senza oneri aggiuntivi per lo Stato;
• di un progetto che prevede che la mediazione sia svolta da organismi, professionali, datati ed indipendenti, controllati da una commissione presieduta dal Responsabile del registro, senza oneri aggiuntivi per lo Stato. Per concludere continua Pecoraro, peccato per la mancata abolizione di avanzare proposte ad iniziativa del mediatore, prevista nel D.Leg.vo, non sia stata abolita. No per regolamento, abbiamo stabilito che “il mediatore non può avanzare nessun tipo ti proposta salvo che non la richiedano congiuntamente le parti”.

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Lavori usuranti: in pensione prima

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Lavori usuranti, dal 2011 scatta la possibilità di andare in pensione con tre anni d’anticipo. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’11 maggio scorso e chiarisce modalità e scadenze per poter ottenere la pensione con tre anni d’anticipo rispetto ai limite dell’età pensionabile. Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto che consente il pensionamento anticipato per chi ha svolto attività usurante o lavoro notturno. Attenzione, però, per presentare le domande occorre attendere il provvedimento attuativo che deve essere emanato dai ministeri del Lavoro e dell’Economia. La novità interessa la pensione di anzianità dunque serve sempre avere maturato 35 anni di contributi, mentre non sarà indispensabile avere l’età prevista per gli altri lavoratori. La pensione anticipata potrà essere richiesta da:
• lavoratori che svolgono attività definite “particolarmente usuranti” quali lavori in galleria, nelle cave, ad alte temperature, lavorazione del vetro;
• addetti al lavoro notturno con almeno 64 notti l’anno, o con almeno tre ore di lavoro tra mezzanotte e le 5 del mattino per tutto l’arco dell’anno;
• addetti alla catena di montaggio che, nell’ambito di un processo produttivo in serie, svolgano lavori caratterizzati dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale;
• conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto di persone.
Per godere dell’anticipo della pensione è necessario che le attività usuranti vengano svolte al momento dell’accesso al pensionamento e che siano state svolte per almeno sette anni negli ultimi 10 di qui fino al 31 dicembre 2017. A partire dal 2018, invece, per il pensionamento anticipato bisognerà aver effettuato lavori usuranti per metà della vita lavorativa. Da quando si ha diritto alla pensione? Dal 2011 può lasciare chi ha 57 anni di età, a patto di avere almeno 37 anni di contributi. E’ previsto, infatti, il diritto a lasciare con un’età inferiore di tre anni rispetto a quella richiesta per il resto dei lavoratori dipendenti (60 anni) e con una “quota”, ossia con la somma di età anagrafica e contributi, ridotta di due punti, vale a dire pari a 94, contro quota 96 prevista per gli altrui dipendenti. Dal 2013, poi, l’accesso alla pensione è consentito con un’età anagrafica di tre anni inferiore a quella prevista, vale a dire 58 anni, e tre punti in meno se si considera la quota tra età e anni di contribuzione, ossia 94 invece di 97. Le richieste potranno essere fatte appena sarà varato il decreto attuativo. Ma già ora ci sono delle indicazione, ovvero domande da inviare entro il 30 settembre al ente pensionistico, per chi matura i requisiti entro il 2011. Dal prossimo anno domande entro il 30 marzo.

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Acqua: pubblica o privata?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

La prossima scadenza referendaria ci offre l’occasione per tornare a discutere su un tema: acqua pubblica o privata? Il principio di considerare l’acqua un bene comune e’ ampiamente condiviso. Dobbiamo porci il problema se una gestione pubblica sia efficiente per amministrare questo bene comune. La cosiddetta legge Galli nasceva con l’obiettivo di smantellare una vecchia logica clientelare di gestione degli acquedotti che erano diventati carrozzoni partitocratrici clientelari. Negli anni e’ stata applicata con modalita’ che hanno tradito in parte l’obiettivo. La protesta, che nasce in alcune parti d’Italia riguarda il fatto che dove c’e’ stata una forte privatizzazione si e’ avuto un aumento delle bollette e scarsi investimenti. In pratica c’e’ stata una privatizzazione all’italiana. Il massimo vantaggio per il privato e il minimo per il consumatore e l’utenza. C’e’ chi sostiene che l’acqua deve essere gestita solo da aziende totalmente pubbliche e che deve essere eliminata la possibilita’ di ricorso anche alle Spa pubbliche. E’ evidente che le liberalizzazioni fanno bene all’economia e aumentano il benessere dei cittadini-consumatori. Cio’ e’ confermato proprio dall’Antitrust che ha rilevato come nelle regioni piu’ aperte alla concorrenza l’aumento dei prezzi e’ stato inferiore a quelle che hanno una regolamentazione piu’ rigida. Il modello della proprieta’ pubblica della risorsa e della gestione privata, che consenta di avere la priorita’ del servizio sul profitto, non ha avuto grande successo. Dobbiamo quindi ripensare il modello di gestione e soprattutto dobbiamo ripensarne agli usi. L’81% viene utilizzata per usi irrigui (agricoltura), industriali ed energetici e solo la parte restante per usi civili, dei quali pochissimi per uso potabile. Anche i prezzi devono essere bassi per l’uso civile e piu’ alti per le restanti attivita’. Posto che l’uso dell’acqua deve essere garantito, controllato e indirizzato dal potere pubblico, resta il problema del “come fare” e, contestualmente, assicurare efficienza. Abbiamo assistito a carrozzoni che hanno fatto la fortuna di alcuni e, guarda caso, il disastro dei bilanci della collettivita’, che si pagano in termini di aumento della spesa pubblica. Il pericolo e’ che se passa il principio che anche la gestione dell’acqua torni pubblica si rischia di affermare un sistema non competitivo. Occorre quindi che il gestore pubblico sappia che nel momento in cui produce disavanzi c’e’ un altro sistema pronto a sostituirlo. Insomma dalla gestione totalmente pubblica, clientelare, o da quella delle Spa, con la proliferazione dei consigli di amministrazione, ad un nuovo modello non privatizzato ma liberalizzato. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Elezioni e liste patacca

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

“Il proliferate di “liste patacca” e di disturbo, totalmente estranee a qualunque progetto politico nazionale o amministrativo, e spesso promosse per confondere l’elettore, rendono urgente una modifica della norma sulla presentazione delle liste elettorali” Ha dichiarato l’on.Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia. “Il problema non risiede solo nella denominazione delle liste ma anche – ha proseguito l’on.Vernetti- nella modalità con cui vengono raccolte le firme: troppi soggetti autorizzati a certificarle; possibilità di raccoglierle in qualunque luogo, anche privato; un numero di firme eccessivamente basso, che favorisce una proliferazione incontrollata.” “Tra le Elezioni Regionali del 2010 e le Elezioni Comunali del 2011, il fenomeno delle liste di disturbo ha raggiunto dimensioni non più accettabili, che riducono la credibilità delle politica, delle amministrazioni e delle istituzioni locali.” “I numerosi ricorsi presentati contro le liste di disturbo ed i diversi procedimenti giudiziari in corso contro liste depositate con firme false – ha proseguito l’on.Vernetti- sono la conferma di una situazione non più tollerabile.” “Depositerò quindi la prossima settimana alla Camera una Proposta di Legge nella quale verra’ previsto l’aumento significativo (il triplo) del numero di firme necessarie presentare una lista, l’obbligo di raccolta delle firme esclusivamente presso le anagrafi comunali o studi notarili, una norma molto restrittiva in materia di confondibilità dell’elettore”. “Sara una proposta di legge bipartisan -ha concluso l’on.Vernetti- e sara’ presentata, oltre che dal sottoscritto, dall’on.Osvaldo Napoli (PDL), dall’on.Giorgio Merlo (PD) e dall’on.Stefano Esposito (PD)”

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La Rai? Uno stato nello stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

Sembra proprio che la Rai non sia la televisione di Stato ma una sorta di Stato nello Stato, che si detta le proprie leggi e decide come e se rispettare quelle dello Stato che si sobbarca, attraverso l’imposizione ai contribuenti dell’imposta/canone, l’onere di finanziarla. La conferma l’abbiamo dal nuovo Contratto di servizio firmato proprio ieri da Rai e ministero dello Sviluppo economico. Vi si prevede di pubblicare su Internet gli stipendi dei dipendenti con modalità che saranno stabilite entro 90 giorni. A parte che ci crederemo solo quando vedremo questi dati, ci domandiamo perche’ cio’ non sia accaduto fino ad oggi cosi’ come lo prevedevano i precedenti contratti di servizio.E’ del 2008 una nostra denuncia alla Procura generale e alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la mancata pubblicazione sul sito web della Rai dei nomi e relativi importi percepiti dai consulenti e professionisti esterni. Ancora oggi sul sito apposito predisposto dalla Rai per la pubblicazione di questi dati appare la scritta “Lavori in corso”. E’ dello stesso anno una interrogazione in merito, da noi sollecitata, dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, interrogazione a cui il ministero non ha mai fornito risposta. Possibile che gli amministratori della tv di Stato debbano farla franca dopo aver cosi’ palesemente violato un contratto, violazione che prevede tra l’altro l’illegittimità dei relativi pagamenti? Se uno di noi, possedendo un apparecchio tv, non paga l’imposta/canone, come minimo gli fanno il fermo amministrativo dell’auto, fino al sequestro della stessa se non ottempera. Ma la Rai è uno Stato nello Stato…. Qui il canale web sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/

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L’altra metà dell’unità

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Cosenza 4 – 20 aprile 2011 Palazzo della Provincia, Piazza XV marzo, n. 5 La Provincia di Cosenza in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, presenta un progetto particolare, dedicato al ruolo della donna nelle complesse vicende che hanno accompagnato il processo di unificazione. Una pubblicazione di un volume e una mostra che raccontano, con modalità innovative, la storia d’Italia attraverso la scoperta di sorprendenti profili biografici di figure femminili, interpreti autorevoli delle vicende dell’epoca. Madri, mogli, figlie, ma soprattutto donne. Donne che hanno compiuto scelte difficili, donne che hanno messo in gioco la propria esistenza, donne che hanno stentato a essere riconosciute nella loro identità in un Paese che concederà loro il diritto di voto ,al divorzio e all’aborto solo in un secondo momento. Trenta giovani artiste, provenienti da ogni angolo del nostro Paese, rappresentano e interpretano il profilo esistenziale di trenta donne risorgimentali impegnate nel lavoro, in guerra, nella politica, nelle conquiste, nel rapporto con se stesse e con il proprio corpo, nella costruzione del proprio e del nostro futuro.  Profili femminili da conoscere e da stimare, i cui contributi sono  nascosti dalla storiografia ufficiale. Un omaggio alle donne voluto dalla Provincia di Cosenza, “L’altra metà dell’Unità” rappresenta un’ operazione culturale di grande spessore in cui passato e memoria storica si fondono, per guardare con più consapevolezza e responsabilità al futuro.

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Adiconsum: diffida a Mediaset

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

Adiconsum ha inviato a Mediaset una diffida per ottenere una modalità condivisa per i rimborsi relativi agli aumenti dell’abbonamento non previsti, come da sentenza Antitrust. Mediaset ha respinto la nostra richiesta, informandoci di non ritenere fondata la condanna dell’Antitrust e di aver fatto, quindi, ricorso al TAR. Attualmente la vicenda è in una fase di stallo. Per ogni singolo utente è sempre possibile avviare la via giudiziaria per ottenere il rimborso, però, con costi elevati. In attesa delle decisioni del Tribunale amministrativo proponiamo di tentare la richiesta di rimborso attraverso le speciale sportello, realizzato in esclusiva per Adiconsum, per la soluzione dei contenziosi. Tale modalità sarà gratuita solo per i rimborsi dell’aumento dell’abbonamento. Se vuole inoltrare tale richiesta deve nuovamente scrivere a questa mail dichiarando:
“Il sottoscritto: nome; cognome; domicilio, recapito telefonico (cellulare) dell’intestatario dell’abbonamento n:., autorizza Adiconsum a richiedere per mio conto il rimborso relativo all’abbonamento easy pay dal… al… con tessera n:.. “ Dopo l’invio della mail i reclamanti saranno contattati per via telefonica e tenuti informati sull’avanzamento della richiesta.

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Roma: procedure concorsuali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2010

Roma. «Dopo un intenso lavoro selettivo il 23 dicembre scorso si sono conclusi i corsi-concorso che hanno coinvolto migliaia di dipendenti comunali: i vincitori    stipuleranno i contratti entro venerdì 31 dicembre. Dunque non c’è alcun colpo di mano dell’amministrazione capitolina nelle modalità di assunzione di questo personale, bensì il pieno rispetto di quanto previsto dal piano assunzionale approvato esattamente un anno fa secondo il quale i vincitori avrebbero firmato il contratto di lavoro entro il 31 dicembre 2010». Lo dichiara, in una nota, l’assessore alle Risorse umane, Enrico Cavallari. «Con il 31 dicembre prossimo – prosegue Cavallari – Roma Capitale segnerà una svolta epocale nella storia dell’amministrazione capitolina: per la prima volta, infatti, si è portato a compimento un percorso di selezione assolutamente trasparente per il quale sono state messe in campo le migliori soluzioni tecnologiche attraverso la formazione on-line dei dipendenti, ovvero quelle “best practice” riconosciute a livello europeo». «Relativamente all’assunzione dei diversamente abili – continua Cavallari – stamani hanno firmato il loro contratto due dipendenti presso il Comando generale della Polizia municipale di via della Consolazione: questo personale è stato il primo a stipulare l’atto senza alcun tipo di problema o impedimento. Al consigliere Paolo Masini, che parla strumentalmente di ore di attesa, consiglio vivamente di recarsi sul posto e di guardare la realtà con i suoi occhi prima di diramare notizie assolutamente infondate, o quantomeno di verificare con scrupolo la fonte delle sue false informazioni che, tra l’altro, offendono il personale che sta lavorando affinché le procedure di stipula avvengano nel miglior modo possibile. Con questi autogol – conclude Cavallari – si percepisce chiaramente il senso di frustrazione e di invidia che affligge il centrosinistra capitolino per i risultati che la Giunta Alemanno sta raggiungendo nei grandi processi di rinnovamento del lavoro e della macchina comunale».

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