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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘modelli’

Nuovi modelli di business per il trasporto ferroviario ad idrogeno

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

FS Italiane e Snam hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding per valutare la fattibilità tecnico-economica e nuovi modelli di business legati allo sviluppo e la diffusione dei trasporti ferroviari a idrogeno in Italia.L’accordo, firmato dagli amministratori delegati del Gruppo FS Italiane, Gianfranco Battisti, e di Snam, Marco Alverà, prevede la realizzazione di analisi e studi di fattibilità e lo sviluppo di progetti congiunti su linee ferroviarie convertibili all’idrogeno sul territorio nazionale.In particolare, FS Italiane e Snam costituiranno un gruppo di lavoro con l’obiettivo di valutare possibili progetti pilota che prevedano la sostituzione dei combustibili fossili con idrogeno.Le aziende sperimenteranno soluzioni tecnologiche innovative legate alla produzione, al trasporto, alla compressione, allo stoccaggio, alla fornitura e all’utilizzo dell’idrogeno per contribuire allo sviluppo della mobilità sostenibile, anche partecipando insieme a iniziative congiunte oggetto di potenziale finanziamento o gara d’appalto pubblica.

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Capire quali saranno i modelli di business vincenti dopo la pandemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

By Kirk Moore Responsabile globale della ricerca. Per valutare i vincitori e i vinti dell’emergenza Covid-19, lo studio dei modelli di business sottostanti fornisce spunti più utili rispetto all’analisi dei settori tradizionali. L’evoluzione dei modelli di business delle società ha ridotto il potere informativo delle classificazioni (o codici) standard delle attività economiche. Ad esempio, Amazon è una società tecnologica, un venditore al dettaglio o entrambe le cose? Inoltre, il Covid-19 è destinato ad alterare il comportamento dei clienti sul lungo periodo e a modificare la natura delle operazioni.A grandi linee, le tre categorie sono:
1. Impatto negativo – si prevede che il modello di business non tornerà ai livelli pre-Covid, come nel caso delle vendite al dettaglio tradizionali.
2. Impatto nullo – si prevede che il modello di business tornerà ai livelli pre-Covid, come nel caso dell’industria farmaceutica.
3. Impatto positivo – si prevede che il modello di business supererà i livelli pre-Covid, come nel caso delle vendite al dettaglio online.
Una cosa è certa: il Covid-19 rappresenta un importante punto di svolta e avrà ripercussioni a lungo termine, alterando con tutta probabilità i comportamenti delle persone per molti anni a venire e trasformando le dinamiche di interazione e transazione dei consumatori, in misura variabile a seconda dell’eventuale sviluppo di un vaccino. Tuttavia, le ripercussioni non riguardano unicamente la relazione tra aziende e clienti. La capacità di tenuta e la flessibilità delle catene produttive sono diventate cruciali ben oltre la mera efficienza. Le società che riusciranno a non rimanere imbrigliate nell’attuale infrastruttura o che saranno capaci di trasformarsi rapidamente potrebbero espandersi.L’esplorazione delle opportunità e delle sfide sottovalutate dal mercato non sarebbe completa senza un’adeguata ricerca sotto il profilo dell’investimento responsabile (IR) o dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG), soprattutto alla luce del fatto che la pandemia ha esacerbato le problematiche sociali. I fattori ESG rappresentano un indicatore non finanziario della qualità di una società che, oltre a integrare l’analisi finanziaria, rivela la capacità o meno di riflettere su determinati aspetti delle operazioni aziendali, tra cui la validità della dirigenza e il rigore della struttura di governance. Tali criteri illustrano il potenziale di crescita organica di un’azienda, nonché le sue capacità di adattamento e innovazione.
Raramente in passato si è sentita l’esigenza di informazioni analitiche tanto quanto oggi. Nei prossimi due anni, le società dovranno fare i conti con un contesto economico estremamente difficile a cui non tutti i modelli di business sopravviveranno. Siamo dell’idea che il percorso di ripresa più plausibile sia quello a U, con un possibile riproporsi del virus in autunno, una contrazione della crescita del PIL statunitense del 6-8% nel 2020 e una ripresa economica solo nel 2022. Il team di ricerca azionaria fondamentale statunitense di Columbia Threadneedle Investments ipotizza una ripresa dei ricavi e dei proventi netti aggregati più rapida rispetto all’economia, poiché le società più grandi ed esposte a una crescita duratura dovrebbero avanzare più velocemente rispetto al contesto economico più ampio, con un ritorno ai livelli del quarto trimestre 2019 entro i mesi centrali del 2021.Tuttavia, come evidenziato dai team dedicati al reddito fisso investment grade e high yield, non si prevede una ripresa omogenea per tutti i modelli di business: infatti, quelli colpiti negativamente dal Covid-19 faticheranno a recuperare terreno nei prossimi tre anni.
Questa pandemia rappresenta un momento topico per il contesto economico, un evento raro che merita a tutti gli effetti di essere descritto come una crisi. Ed è proprio nell’analisi rigorosa del suo impatto sui vari modelli di business che risiede l’opportunità di individuare valore. Il Covid-19 costituisce un vero e proprio punto di svolta: per i gestori attivi è una sfida ma al contempo anche un’occasione per identificare le diverse ripercussioni e posizionare i portafogli di conseguenza. Ora più che mai, una ricerca originale, lungimirante e indipendente è fondamentale per ottenere rendimenti regolari dagli investimenti.

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Tumori: Un nuovo modello di cura

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

A quasi cinque mesi dall’inizio della pandemia, il sistema sanitario è chiamato a fornire risposte ai pazienti oncologici, visto che l’emergenza sanitaria ha costretto a rinviare screening, visite di controllo e interventi chirurgici non urgenti. Nel nostro Paese, circa 3 milioni e 400mila cittadini vivono dopo la diagnosi di tumore. La necessità di fornire continuità di cura alle migliaia di pazienti oncologici si unisce all’opportunità di operare una vera riforma della presa in carico diffusa sul territorio. In che modo è possibile riorganizzare l’assistenza oncologica per continuare a garantire a questi cittadini le cure migliori, anche durante un’eventuale seconda ondata del Covid-19 in autunno e al termine della pandemia? Che ruolo deve avere la medicina del territorio e come va rivisto il rapporto con l’ospedale?
Per rispondere a queste domande, All.Can organizza un webinar aperto alla stampa mercoledì 22 luglio, dalle 11 alle 13 Al webinar interverranno, tra gli altri, Emilia Grazia De Biasi (Portavoce All.Can Italia), Mattia Altini (Direttore Sanitario IRCCS Irst Meldola), Domenico Crisarà (Vice Segretario Nazionale FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), Barbara Mangiacavalli (Presidente FNOPI – Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), Tiziana Frittelli (Presidente Federsanità ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Gianni Amunni (Direttore ISPRO Toscana). Parteciperanno anche le Associazioni e i membri di All.Can Italia.

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Covid-19: modelli organizzativi di sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

Post-lockdown: la convivenza con il Covid-19. La riapertura estesa, seppure a scaglioni, delle attività produttive è oramai in corso e necessita di processi di gestione per limitare i possibili rischi e garantire la continuità delle attività, anche in previsione dei possibili scenari evolutivi nei prossimi mesi. Il mondo del lavoro e le aziende saranno normati da nuove regole, che potranno essere a sua volta soggette a cambiamenti repentini, e che impongono già da adesso misure di distanziamento fisico, la possibilità di verificare la temperatura di chi entra in un luogo di lavoro o in un esercizio commerciale, la sanificazione costante degli ambienti e molto altro. La ripresa post Covid-19, vedrà tra l’altro un nuovo modo di vivere i contatti in generale ed una diffusa diffidenza e, pertanto, non può che prevedere, già da queste prime fasi, modelli di gestione delle modalità di riapertura e previsione delle evoluzioni future. Serve dunque un format di risposta, nei diversi settori, capace di unire tecnologia e procedure di comportamento. È questo, in sintesi, il modello di Secursat, la società italiana che utilizza dati e tecnologia come driver per individuare nuovi modelli di business e prevenire e risolvere situazioni di crisi.Secursat nata nel 2013 con l’idea di aiutare le aziende a trasferire sulla rete i sistemi di security tradizionali è riuscita in pochi anni a trasformare il concetto stesso di sicurezza passiva in un modello predittivo in grado di prevenire le crisi e le minacce e contenere i rischi. Il modello di prevenzione dei rischi proposto da Secursat è facilmente replicabile in diversi contesti lavorativi ed è di utilità immediata; nel caso Covi-19 si muove lungo tre binari, come spiega Maura Mormile, responsabile dell’Area Business Development di Secursat: “la mappatura delle informazioni, tramite questionari per dipendenti e fornitori per monitorare e limitare l’eventuale diffusione del virus; la predisposizione di linee guida e protocolli sulle modalità di accesso e di comportamento in azienda; l’analisi dei rischi in relazione alle diverse aree o reparti produttivi per definire soluzioni e tecnologie di mitigazione”. “Le tecnologie possibili sono diverse, da Sensori in grado di restituire informazioni puntuali ed in tempo reale per gestire i flussi di accesso e di mobilità nelle aree, a soluzioni per il monitoraggio della temperatura o del rispetto della distanza gli uni dagli altri, fino alla gestione remota delle tecnologia per limitare al minimo la mobilità, il tutto, chiaramente, sempre nel rispetto della privacy. L’importante è però pensare alle diverse soluzioni all’interno di un quadro complessivo, all’interno di una strategia di sicurezza e gestione delle tecnologie, solo così, infatti, potranno essere a valore aggiunto per le aziende”.La mappatura dei reparti e delle aree consentirà di identificare, e quindi correggere, i comportamenti che possano esporre ad una maggiore rischio di contagio. Le procedure comportamentali e di gestione degli accessi saranno conseguenti, invece, alla individuazione delle funzioni aziendali strategiche per il riavvio e la continuità della produzione e in base a tale premessa si adotteranno le linee guida per gli accessi che possano garantire la governance della sicurezza.
Le tecnologie sono fondamentali, tuttavia è necessario un approccio univoco che ne definisca e governi le modalità di gestione: nel caso della sicurezza come immaginata da Secursat, al fine di creare, ben oltre le telecamere, una rete disensori di nuova, nuovissima, generazione, capaci di disegnare spazi lavorativi realmente interconnessi, smart, sicuri, e rispettosi della privacy, e processi aziendali capaci di garantire la Business Continuity ed il rapido adattamento a situazioni di crisi.

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Online i modelli virtuali di vulcani, faglie attive e fondali marini

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

Dalla Grecia all’Islanda, dall’Italia alle Maldive. Tutto in un touch. Studenti, ricercatori o semplici curiosi potranno ritrovarsi, con un clic, sulle pendici di vulcani attivi, sui fondali oceanici, lungo faglie attive o all’interno di caldere vulcaniche. Ambienti reali fotografati con i droni e fruibili attraverso la realtà virtuale direttamente da casa.Lo staff del Laboratorio di Realtà Virtuale per le Scienze della Terra – GeoVires (https://geovires.unimib.it/) del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente della Terra dell’Università di Milano-Bicocca ha infatti deciso di mettere a disposizione quaranta siti geologici virtuali, denominati “Virtual Outcrops”, per rendere esplorabili in prima persona siti geologici di varie parti del mondo. Sarà così possibile effettuare delle vere e proprie escursioni geologiche attraverso la realtà virtuale o i video a 360°, utilizzando degli appositi visori collegati a smartphone o PC. Chi non ha i visori, può comunque esplorare i siti in tre dimensioni.Ogni Virtual Outcrop è arricchito da un’apposita spiegazione, in inglese, e dall’indicazione delle pubblicazioni scientifiche di riferimento, così da guidare gli utenti attraverso la fruizione e la comprensione del sito geologico. Tanti gli aspetti scientifici che potranno essere “studiati”: dalla tettonica attiva ai vulcani, dai fondali marini del Mar Mediterraneo alle barriere coralline dell’Oceano Indiano fino ai fossili in laboratorio. La condivisione dei Virtual Outcrop continuerà anche dopo la pandemia, con lo scopo di mettere la scienza a disposizione di tutti. Sarà quindi sempre possibile esplorare siti che, in molti casi, sarebbero difficilmente raggiungibili a causa della loro localizzazione in regioni remote del pianeta.A livello italiano, stanno collaborando con GeoVires Lab il consorzio interuniversitario CRUST, l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese e l’Osservatorio Etneo – INGV di Catania; a livello internazionale l’Università di Atene e l’European Geosciences Union.
≪Il Laboratorio di Cartografia e Droni dell’Osservatorio Etneo dell’INGV – spiega Emanuela De Beni, ricercatrice dell’INGV che ha partecipato al progetto insieme al collega Massimo Cantarero – ha messo a disposizione dei colleghi dello staff del Laboratorio di Realtà Virtuale per le Scienze della Terra dell’Università di Milano-Bicocca una serie di modelli “virtual outcrop” realizzati tramite tecniche fotogrammetriche SfM (Structure from Motion) per la loro diffusione in realtà virtuale. I droni mostrano ormai da anni delle grandi potenzialità quali strumenti indispensabili per il monitoraggio ambientale, la ricerca scientifica e la divulgazione. Siamo quindi fieri di condividere con altri colleghi i prodotti realizzati, con l’obiettivo comune di incrementare la possibilità di visitare siti unici e geologicamente molto interessanti come quelli che caratterizzano il territorio siciliano>>.GeoVires Lab nasce dall’esperienza maturata in due precedenti progetti, Argo3D (http://argo3d.unimib.it/) e 3DTeLC, coordinati da Alessandro Tibaldi, docente di Geologia strutturale. In quell’occasione è stato sviluppato un software mirato a consentire agli studenti di Milano-Bicocca di utilizzare la realtà virtuale immersiva per futuri studi geologici, con navigazione su modelli ad altissima risoluzione in grado di garantire una didattica innovativa e coinvolgente.

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Euro NCAP ha valutato 55 modelli di auto

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

Nel corso del 2019, Euro NCAP ha valutato 55 modelli di auto: ben 41 hanno ottenuto il punteggio massimo di 5 stelle. Il 2019, quindi, è risultato uno degli anni migliori da quando Euro NCAP – il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia – ha iniziato a valutare la sicurezza degli autoveicoli in vendita in Europa.
Mercedes-Benz CLA (Small Family Cars), Tesla Model 3 & BMW serie 3 (Large Family Cars), Subaru Forester (Small Off-Road/MPV), Tesla Model X (Large Off-Roader), Audi A1 & Renault Clio (Supermini), Tesla Model 3 (Hybrid & Electric), sono gli 8 modelli vincitori – nelle diverse categorie – dei test Euro NCAP 2019.Mercedes-Benz ha riguadagnato la corona nella categoria delle piccole familiari, con il modello CLA, l’alternativa sportiva alla berlina di classe A, vincitrice del Best in Class dell’anno 2018. La CLA si è distinta per aver ottenuto il miglior punteggio complessivo dell’anno, con valutazioni superiori al 90 per cento in tre delle quattro aree di valutazione. La Casa tedesca nel 2019 ha presentato altri cinque modelli, tutti valutati con il massimo punteggio, con ottime prestazioni delle tecnologie ADAS di assistenza alla guida.
La Tesla Model 3 è in cima alla categoria dei veicoli familiari “grandi”, ex aequo con la Serie 3 della BMW. La tedesca è risultata migliore nella protezione dei pedoni, mentre l’americana, complessivamente, per i sistemi ADAS. In questa categoria, risulta seconda classificata la nuova Škoda Octavia.Nella classe piccoli Suv vince la nuova Subaru Forester, con eccellenti prestazioni in tutte le prove. Secondo posto ex aequo per Mazda CX-30 e VW T-Cross. La giapponese si è messa in evidenza anche con il modello Mazda 3, che ha ottenuto ottime performance nella protezione degli occupanti “adulti”, conquistando il secondo posto nella categoria piccole familiari, dietro alla superstar Mercedes-Benz CLA.Anche nella classe delle Supermini si registra un ex aequo tra la sportiva Audi A1 e la Renault Clio (entrambe nell’ultima versione presentata nel 2019), da anni tra le berline più popolari e vendute in Europa. Bene anche la nuova arrivata Ford Puma, seconda in classifica. Menzione speciale alla BMW Z4 per le ottime prestazioni, unica roadster testata nel 2019, che ha fissato un nuovo punto di riferimento in questo segmento, per quanto riguarda la sicurezza.Altra nota di merito per la Tesla, prima e seconda classificata nella categoria “elettriche e ibride”, rispettivamente con i modelli 3 e X. Quest’ultimo modello risulta, anche, vincitore nella categoria Suv di grandi dimensioni. Secondo posto per la SEAT Tarraco.“Tre modelli su 4 valutati nel 2019 da Euro NCAP hanno ottenuto 5 stelle, un risultato che testimonia l’impegno dei costruttori ad investire in sicurezza – ha dichiarato il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani. Nota di merito anche per le ottime performance dei modelli del segmento delle Supermini, con livelli di sicurezza equivalenti a quelli delle autovetture più grandi e costose”.

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La scuola si trasforma “alla pari” con strumenti e modelli condivisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Dopo il successo della prima edizione che ha coinvolto 470 insegnanti, la Fondazione Mondo Digitale lancia a 5 “super docenti” la sfida di formare oltre 500 colleghi di 5 regioni all’uso di Google Computer Science First (g.co/csfirst/it) per l’insegnamento del coding in classe. Con la collaborazione di docenti della scuola primaria, prende vita anche il primo tentativo di curriculum mapping e di sperimentazione dell’uso della piattaforma per l’insegnamento delle materie tradizionali.Anche per il 2019 la Fondazione Mondo Digitale è al fianco di Google per appassionare i docenti della scuola italiana al pensiero computazionale attraverso l’esperienza di Computer Science First, la piattaforma gratuita, semplice e innovativa per insegnare e apprendere nuovi linguaggi di programmazione e acquisire velocemente le competenze digitali per integrare la didattica con metodologie più efficaci e trasversali.
Dopo il successo della prima edizione, che ha coinvolto 470 insegnanti e 9.000 studenti, la Fondazione Mondo Digitale lancia una nuova sfida a 5 “super docenti” che dovranno formare nel 2019 oltre 500 colleghi di Lazio, Campania, Sicilia, Veneto e Piemonte. Il modello di insegnamento “alla pari”, supportato da attività guidate, giochi e video animazioni, aiuta il docente, anche senza esperienza, a introdurre i nuovi linguaggi digitali nell’insegnamento delle materie scolastiche e a creare curriculum verticali, dalle elementari alle superiori, che rispettano tempi e modalità di apprendimento di ciascuno studente, anche con bisogni speciali.La piattaforma, basata sul linguaggio intuitivo Scratch, ideato dal gruppo Lifelong Kindergarten del MIT Media Lab, non è pensata solamente per acquisire in modo veloce le abilità base di programmazione ma anche per accompagnare i docenti lungo percorsi didattici capaci di intrecciare il coding con le discipline curricolari. Il lavoro fianco a fianco con alcuni insegnanti di scuola primaria, protagonisti della prima edizione del progetto, ha permesso infatti alla Fondazione Mondo Digitale di sperimentare un primo tentativo di mappatura del curriculum per creare connessioni tra le aree di attività di CS First (Story-telling, Fashion and Design, Arte, Friends, Social media, Game design, Animation, Mathematics, Computer Science) e le principali materie scolastiche. Il risultato della collaborazione è una selezione di attività trasversali che ogni insegnante può implementare e personalizzare secondo le proprie esigenze per trovare soluzioni pedagogiche nuove e accattivanti: da animazioni di scienze sul ciclo dell’acqua e sulla nascita della terra, a progetti di storytelling sulla storia, fino a giochi interattivi di geografia, matematica e inglese. Nel mese di ottobre, con la “CSF League”, vengono premiati i progetti migliori realizzati dai docenti insieme ai loro studenti.
“I risultati raggiunti con la prima edizione del progetto ci hanno confermato che ci sono moltissimi docenti e dirigenti innovatori pronti a sperimentare nuovi modi di fare didattica. Il nostro impegno, al fianco di Google, è quello di offrire formazione e strumenti per renderli protagonisti del cambiamento e attori consapevoli della trasformazione digitale della scuola”, dichiara Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.“A Google vogliamo ispirare i giovani di tutto il mondo non solo a utilizzare la tecnologia, ma anche a crearla. Desideriamo preparare gli studenti per il futuro, e incrementare l’accesso all’educazione informatica. Per questo siamo entusiasti di collaborare nuovamente con il nostro partner Fondazione Mondo Digitale per la formazione di 500 insegnanti sui moduli di Computer Science First”, dichiara Verónica Gebhardt, Google Education Program Manager.Per prenotarsi ai corsi di Google Computer Science First https://forms.gle/uR5Q4hbHPMWqGxmY8

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I modelli di business innovativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Digital Magics, Auchan Retail Italia, Cisco, Do different, Nava Design, Nexi, RDS 100% GRANDI SUCCESSI, SisalPay e UBI Banca hanno decretato le 6 startup innovative vincitrici di “Magic Wand Retail Revolution”: il primo acceleratore in Italia dedicato all’innovazione tecnologica in ambito retail.Dopo aver concluso la prima fase con oltre 300 ore di formazione qualificata e advisoring – raggiungendo interessanti performance di crescita – Dilium, Disignum, Eligo, Impossible Minds, InTribe e Wenda accedono alla seconda fase del programma, che consentirà loro di validare i modelli di business sviluppati nel corso degli ultimi due mesi e di entrare a far parte del portfolio di Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” attivo su tutto il territorio italiano.Ognuna delle 6 startup riceverà un investimento iniziale di 90.000 Euro e parteciperà ai due eventi esclusivi, organizzati a Londra e a Milano, presentando le loro innovazioni a importanti investitori italiani e internazionali.Gli obiettivi di “Magic Wand Retail Revolution” sono innovare il settore retail, migliorare l’esperienza dei clienti e creare il negozio del futuro connesso e omnicanale.Al termine del programma di accelerazione, è previsto un ulteriore round di investimento, sempre con la partecipazione di Digital Magics. Grazie alla collaborazione con 200Crowd, piattaforma di equity crowdfunding, gli investitori interessati a partecipare ai round d’investimento avranno la possibilità di investire in tutte le startup vincitrici tramite un veicolo costituito ad hoc.

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Gestione delle città: fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Castel Gandolfo (Roma) Dal 17 al 20 gennaio 2019, 400 amministratori, cittadini, economisti, esperti e professionisti di tutto il mondo si incontreranno a Castel Gandolfo in una quattro giorni di confronto e approfondimento sulla gestione delle città, fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza.
Interverranno, tra gli altri, pensatori e protagonisti del lavoro nelle città, che rifletteranno sul loro significato in quest’era ‘post-democratica’ come Emilce Cuda, argentina, politologa e profondamente conoscitrice del pensiero di Papa Francesco o l’ on. Sunggon Kim (김성곤) – buddista, già Segretario Generale dell’Assemblea Nazionale Coreana. Sarà presente l’architetto Ximena Samper, colombiana, l’on.Ghassan Mukheiber, libanese, Chairman dell’Arab Region Parliamentarians Against Corruption. Da segnalare anche la presenza del Sindaco di Katowice (Polonia) dove si è appena conclusa la COP 24, il responsabile dell’accoglienza ai rifugiati della Catalogna, Angel Miret e il Presidente della Comunità islamica di Firenze e della Toscana, Izzedin Elzir.Se governare le città è sempre stata un’arte complessa, oggi lo è ancora di più. Occorre rispondere a una società che cambia senza sosta, attraversata da problemi locali e globali e da un ritmo di sviluppo tecnologico convulso che rischia di aprire abissi economici e zone inedite di nuove povertà. Occorre decidere per oggi e programmare a lunga distanza. È per questo che le città sono strategiche dal punto di vista politico e culturale perché sono “casa” per più della metà della popolazione mondiale (fonte Onu) e non è una scelta libera, ma spesso legata a mancanza di cibo e lavoro.In questa epoca di sovranismi, le città stanno emergendo come veri e propri hub sociali, distributori di infinite connessioni: civili, politiche, antropologiche, economiche, comunicative. Le città, dunque, come espressione di un nuovo modello identitario, dove identità non fa rima con localismo o nazionalismo esasperati, ma con partecipazione, condivisione dell’appartenenza a una vicenda comune, perché siamo parte della famiglia umana, prima ancora di prendervi parte.
Perché Co-Governance? Perché c’è bisogno di una corresponsabilità, di un patto reciproco fra cittadini e amministratori, politici e tecnici. È questo il filo rosso di tutto il convegno.
Saranno previsti focus tematici, laboratori, gruppi di lavoro interculturali che proporranno l’attualità della partecipazione nel contesto interdipendente di oggi. Inoltre sarà determinante lo scambio di buone pratiche fra politici, tecnici, docenti e cittadini e le reti tra città per implementare politiche innovative e lungimiranti.
Co-governance è organizzato dal Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità.

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Nuovi modelli di business per “decarbonizzare” la produzione energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 settembre 2018

Gli investimenti necessari per la transizione energetica verso modelli più sostenibili dovranno necessariamente aumentare del 30% entro il 2050: dagli attuali 93 trilioni di dollari, già pianificati, si dovrà arrivare a 120 trilioni di dollari. Questi temi saranno al centro delle discussioni che si svolgeranno a Milano durante la World Energy Week dall’8 all’11 ottobre, un evento internazionale organizzato dal Consiglio Mondiale dell’Energia (World Energy Council) che riunirà i leader globali del settore con l’obiettivo di rendere l’industria energetica più sostenibile ed inclusiva. Da oggi al 2050, l’economia mondiale dovrà impegnare in media ogni anno circa il 2% del suo PIL in soluzioni innovative per la decarbonizzazione come fonti rinnovabili, efficienza energetica o ancora nuove tecnologie abilitanti.“Considerata la portata globale della sfida energetica – afferma Marco Margheri, presidente del World Energy Council Italia – risulta sempre più cruciale un dialogo di ampio respiro tra tutti gli stakeholders del settore. In questo spirito, la World Energy Week 2018 rappresenta una piattaforma unica di dialogo internazionale multienergy riunendo più di 400 delegati provenienti da oltre 90 Paesi. Per ampliare questo confronto, saranno presenti le organizzazioni partner della World Energy Week: l’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia, il GO-15 (network mondiale dei gestori di rete elettrica), l’Unione per il Mediterraneo e l’Istituto per gli Studi di Politiche Internazionali (ISPI) con Towards MED dialogues. Siamo orgogliosi che l’Italia e Milano siano stati scelti come sede per questa piattaforma di dialogo. Sarà l’occasione per valorizzare la prospettiva e le eccellenze del sistema energetico italiano facendo leva sulla sostenibilità, l’innovazione tecnologica nonché l’interconnessione dei sistemi energetici europei e mediterranei”.Dei 120 trilioni di dollari da investire stimati da IRENA (International Renewable Energy Agency), 18 trilioni saranno necessari per migliorare le reti elettriche e la flessibilità dei sistemi energetici. Secondo gli accordi del COP21 di Parigi (2015) per limitare l’aumento della temperatura media globale di 2 gradi centigradi e tornare ai livelli preindustriali, il fabbisogno energetico globale dovrà essere coperto al 60% da fonti rinnovabili e gli investimenti addizionali annui richiesti rispetto a quanto già programmato dovranno ammontare a 1,7 trilioni di dollari al 2050. La quota totale delle energie rinnovabili dovrà aumentare dal 15% dell’offerta totale di energia del 2015 fino anche ai due terzi della produzione totale entro il 2050.Gli incontri della World Energy Week organizzati a Milano tra l’8 e l’11 ottobre permetteranno di riflettere sui temi di maggiore attualità per il settore tra i quali l’integrazione e la resilienza delle infrastrutture energetiche, l’innovazione digitale, la mobilità sostenibile, i meccanismi di finanziamento e i modelli di business innovativi per la transizione energetica. Sono tre gli appuntamenti di grande rilievo: l’Energy Transition Summit (ETS) previsto il 10 ottobre, l’Italian Energy Day (IED) e il World Energy Leaders’ Summit (WELS) programmati in parallelo l’11 ottobre. Per quest’ultimo, un incontro di alto livello strettamente riservato ai ministri, presidenti, amministratori delegati e rappresentanti ministeriali e delle organizzazioni internazionali, sono già confermate una ventina di delegazioni ministeriali provenienti dall’area Euro-mediterranea, dal Medio Oriente e dall’Africa.

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I modelli possibili in un’attività consortile a livello di area

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Se usciamo da “schemi”, in un certo qual modo “protettivi”, e ci concentriamo sulle strategie operative e immaginarci taluni modelli d’intervento, la situazione ci apparirà più chiara.
Se ci troviamo, per esempio, al cospetto di un consorzio export e nel paese di destino abbiamo un nostro “partner” le strutture di vendita e di distribuzione non hanno bisogno d’essere create ex novo e ad hoc. Considerazioni analoghe possono essere fatte riguardo un consorzio d’acquisto e alla scelta dei prodotti da comprare in forma consortile. In pratica ci troveremmo con due gruppi di aggregati: uno territoriale a dimensione limitata dove si produce, si esporta e s’importa e l’altro quale sistema ricevente e operante con analoghe finalità.
Può essere anche il caso del consorzio commerciale, dove i prodotti sono i servizi o finanziari o legati all’intermediazione di elementi tecnologici acquistati altrove. In questo modo si possono evitare costi aggiuntivi e rischi nell’export e, non ultima, la possibilità di poter programmare uno sviluppo delle rispettive produzioni in misura armonica con le domande di mercato.
Non vi è dubbio che per ottenere risultati indicati è necessario prevedere la messa a punto di prodotti e servizi, ma anche prontezza d’intermediazione, stipulazioni di convenzioni, attività di ricerca, ecc. che possano essere indirizzati a una clientela non captive e che presentino caratteristiche tali da poter competere sul mercato. La partnership tipo di un simile aggregato consortile deve combinare una scelta capace di consolidare strategie comuni e di reciproco sostegno. Penso a un editore da una parte e, dall’altra, quelle aziende che hanno bisogno di servizi editoriali per la stampa aziendale, la modulistica e via dicendo e non solo in cartaceo ma anche per via telematica.
Penso ai possibili ritorni quando un istituto finanziario si avvale della consorziata per soddisfare le proprie esigenze operative: stessi ambienti, apparecchiature seriali in comune, migliore utilizzo delle rispettive risorse ecc.
Il tutto per creare le condizioni di crescita, di un sistema, e per aprire mercati là dove la piccola e media impresa incontra maggiori ostacoli e costi proibitivi. E’ un discorso, ovviamente, che è simile a quello che potrebbe essere fatto per impostare una logica imprenditoriale nel settore agricolo. (Riccardo Alfonso)

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Modelli educativi utili

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Come evidenziato dal Rapporto Annuale Istat 2017 – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – il 65% dei bambini che stanno per entrare nella scuola elementare farà una tipologia di lavoro che ancora non esiste e avrà davanti a sé un mondo totalmente diverso da quello di oggi. E’ da dati come questi – continua Tiso – che si rafforza la nostra convinzione di dover lavorare sin da ora su dei modelli educativi utili e virtuosi come quelli espressi dal mondo agricolo. Infatti, come abbiamo più volte evidenziato, l’agricoltura può rappresentare una grande occasione di riscatto se vissuta, non come un semplice aggregato economico, ma come il paradigma giusto per ristabilire un rapporto sano con l’ambiente, la natura e il cibo. Il primario – conclude Tiso – contiene in sé numerose occasioni di crescita e per questo va concepito, non come il passato, ma come la vera strada per il progresso e per la crescita. È solo da questo cambio culturale e sociale che può partire il vero cambiamento tante volte auspicato.

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I nuovi modelli di business e le tecnologie emergenti fanno crescere il mercato FinTech europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

La ricerca di Frost & Sullivan intitolata European FinTech Market Outlook, 2018 delinea i trend per il 2017 e 2018 nel settore Fintech europeo che è in rapida evoluzione. La crescita può essere attribuita a un ecosistema costituito da start-up innovative e tradizionali, istituzioni finanziarie favorevoli alla digitalizzazione, investitori che identificano le opportunità di crescita e regolatori proattivi. L’integrazione di tecnologie emergenti, come Artificial Intelligence (AI), Machine Learning (ML), big data, analytics e Internet of Things (IoT), consente alle aziende di soddisfare le richieste dei consumatori digitali, tra cui la facilità di utilizzo, l’accesso in mobilità e la personalizzazione. L’integrazione verticale dei servizi finanziari è soggetta a rigide misure di regolamentazione e di conformità; i partecipanti al mercato sono infatti particolarmente attenti alla sicurezza e alla riservatezza dei dati e si avvalgono anche di queste tecnologie avanzate per aumentare i livelli di sicurezza. Lo studio di Frost & Sullivan analizza i trend tecnologi in Europa e il loro impatto sull’industria. Esamina inoltre i trend nei segmenti BankTech, InsurTech, RegTech, PayTech e WealthTech e prevede opportunità di crescita in ciascuno di essi.”Per il futuro possiamo prevedere che le aziende FinTech si concentreranno sempre più e parteciperanno alla ricerca e alla dimostrazione “proof of concept” in tecnologie come blockchain e quantum computing” afferma Deepali Sathe, Senior Industry Analyst, ICT, Frost & Sullivan. “Nel frattempo, gli sviluppi nell’ambito di piattaforme AI e ML creeranno nuove allettanti opportunità.”L’afflusso di start-up e soluzioni innovative trasforma la catena del valore in segmenti come PayTech e InsurTech, i tradizionali partecipanti al mercato riconoscono quindi la necessità di essere agili. Le frequenti modifiche e aggiornamenti delle norme e dei requisiti di conformità, nonché gli eventi come Brexit, evidenziano il bisogno di flessibilità.Poiché nel 2018 le aziende faticano a rispettare le scadenze e a soddisfare i requisiti del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e della direttiva sui servizi di pagamento rivista (PSD2), aumenta la domanda di RegTech, per il quale è prevista una crescita di oltre 500 milioni di dollari nel 2018.”I nuovi modelli di business e la crescita di soluzioni incentrate sul cliente creeranno opportunità per offrire nuovi servizi o X-as-a-Service (XaaS)” osserva Sathe. “Questi modelli automatizzano i processi e si integrano nell’infrastruttura IT esistente per promuovere la crescita globale. Inoltre, molti segmenti di mercato che sono scarsamente o per niente serviti, come le piccole e medie imprese (PMI), gli espatriati e le persone con pochi antecedenti in materia di prestiti, hanno iniziato ad offrire ulteriori opportunità di business.”Le aziende stanno esaminando sempre più le opzioni a disposizione per la realizzazione di partnership e investimenti strategici al fine di garantire un time-to-market più veloce per soddisfare le richieste dei consumatori che desiderano un accesso 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 e permettere un approccio omnicale. Le API e l’economia condivisa avranno un impatto in tutto il settore, in quanto il nuovo ecosistema incoraggia un approccio collaborativo.European Fintech Market Outlook, 2018 fa parte del programma globale ICT Growth Partnership Service di Frost & Sullivan.

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Presentazione del volume “Glottodidattica e neuroscienze: verso modelli traslazionali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Parma. Mercoledì 11 aprile, alle ore 17, all’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Toscanini” di Parma (via Cuneo 3A), il prof. Marco Mezzadri, docente di Didattica dell’italiano e delle lingue moderne dell’Università di Parma, presenta il volume Glottodidattica e neuroscienze: verso modelli traslazionali (Firenze, Cesati Editore). Modera l’incontro Stefano Parmigiani, docente di Biologia dell’Università di Parma.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Parma, è organizzata nell’ambito della rassegna “Ci aggiorniamo con gli autori” promossa dal CePDI (Centro Provinciale di Documentazione per l’Integrazione scolastica) di Parma e rivolta in particolare a docenti, educatori e famiglie. La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione.

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Versus Versace

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 maggio 2017

versaceversace1versace2versace3versace4Instinct and attitude: Styles clash and combine. Silhouettes contrast. Pinstripes are subverted with tailoring for the street: the stripes wide, the cuts playing with the idea of uniform, perfectly paired with sportswear layers. Laced eyelets turn a masculine shirt into a corset dress, the lacing with a functional draw-string for utilitarian edge. Cropped jackets in garment-dyed denim have exaggerated moto sleeves, crop tops and skater skirts emphasise the provocative effect of short layers. Oversized plaids play with scale on a men’s car coat. Match with a buttoned-up shirt and cropped, flared utilitarian pants for a look that twists the norm. Techno tweed is matched with unexpected fabrics, like black patent for a gilet and pants, or raw-edged with vintage denim for pants and a western jacket. The VERSUS lion is reimagined by hand, appearing as patches on denim jackets and T-shirts, as well as intarsia knits. A new camouflage, cut-up from the new VERSUS lion, is printed onto a long-sleeve cropped dress with safety pinned cut-outs at the waist. Motocross style Versus logos flash across sweatshirts and fine knits. While knit sweaters are padded with motorcross detailing.Punk mood comes in a one-sleeve dress slashed at the front, then held by a safety pin through eyelets. Fil coupe give unexpected elegance to a slash-sleeve T-shirt dress.
Grommets add toughness, whether to men’s denim jackets, or women’s skirts that are slashed then partially laced. Logos are key, like the VERSUS logos on a white men’s sweatshirt: one in pink graffiti, the other embroidered with long threads left hanging. Fluid dresses get a hard edge, with slip and flapper dresses cut and reassembled from chiffon, georgette, net and printed T-shirt jersey, the seams overlocked and engineered like the insides exposed. VERSUS bags with a new iconic buckle have flashes of neon colour. Sneakers have platform treads. Heel sandals come with socks. Bucket hats and VERSUS caps finish the look. “The VERSUS generation stands for individuality. It’s about an instinctive mix, an open mind, a carefree attitude.” Donatella Versace (photos: versace)

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Tavola rotonda “Nuovi modelli di lavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

poletti-giuliano-Legacoop_11Verona lunedì 15 maggio 2017 dalle ore 9.30 alle ore 12.00 presso il Fonderia Aperta Teatro (via del Pontiere 40 A) la tavola rotonda “Nuovi modelli di lavoro: l’esperienza delle cooperative culturali e dello spettacolo. Spunti per estendere le tutele alle nuove figure professionali e per favorirne l’ingresso in un contesto legale e tutelato”.
Alla tavola rotonda parteciperanno il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, Mauro Lusetti (Presidente Nazionale Legacoop), Donata Gottardi (Direttrice Dipartimento di Scienze Giuridiche Università di Verona), Chiara Chiappa (Consulente del Lavoro – Responsabile Settore Lavoro CultTurMedia), Emanuela Bizi (Segretaria nazionale settore produzione culturale SLC CGIL). Conduce Ugo Bacchella (Presidente Fondazione Fitzcarraldo). Saranno presenti inoltre Giovanni Dicola (Segretario Nazionale Uilcom UiL) e Antonio Belviso Segretario Regionale Fistel Cisl).Organizzato da Doc Servizi in collaborazione con Legacoop, Università degli Studi di Verona, IIS Galileo Ferrari-Enrico Fermi di Verona e Metis Studio Associato Consulenti del Lavoro, l’incontro intende essere un momento di confronto e riflessione sull’opportunità di estendere strumenti contrattuali e di tutela, già utilizzati nel mondo dello spettacolo, ad altri ambiti dell’industria creativa (operatori digitali, smart workers, sharing economy) e, più in generale, della nuova economia caratterizzata da attività creative tout court, di design, artistiche e intellettuali discontinue, fino a ieri spesso pagate con collaborazioni occasionali, autonome, a progetto o voucher.
Da questo punto di vista un valido esempio può venire dall’esperienza di migliaia di soci lavoratori di cooperativa del settore spettacolo, anch’esso caratterizzato da discontinuità e pluralità di committenti. Tali lavoratori, riunendosi in cooperativa con rapporto di lavoro subordinato, anche intermittente, hanno avuto la possibilità di uscire dal sommerso e di acquisire così tutele previdenziali, continuità contrattuale e dignità professionale, sancite anche dal primo contratto collettivo nazionale del settore.
La tavola rotonda è organizzata da Doc Servizi in occasione dell’inaugurazione dei nuovi uffici veronesi che si svolgerà dopo il convegno e a cui parteciperà il Ministro Giuliano Poletti. Doc Servizi è una cooperativa di lavoratori professionisti, nata nel 1990 e oggi leader in Europa nella produzione e gestione di eventi e nella fornitura di servizi tecnici e artistici nel mondo dello spettacolo, dell’arte, della cultura e della creatività. Doc Servizi, che svolge la propria attività attraverso il lavoro artistico e tecnico dei suoi soci, ha fatto della legalità e del lavoro in sicurezza un presupposto irrinunciabile, al fine di riconoscere il valore del lavoro di ciascuno, realizzato attraverso lo strumento cooperativo che i lavoratori del settore hanno scelto. Alla luce dell’esperienza sin qui realizzata, Doc Servizi propone di estendere queste opportunità a nuovi ambiti lavorativi che presentano caratteristiche simili, anche attraverso la piattaforma cooperativa.La partecipazione all’evento è riservata unicamente alla stampa e agli operatori del settore invitati.

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Mostra gioielli alla moda

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2016

gioielliMilano dall’8 al 20 novembre 2016 Palazzo Reale, Piazza Duomo 12 Orari: lunedì 14,30 – 19,30 martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9,30 – 19,30 giovedì – sabato 9,30 – 22,30 Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura INGRESSO GRATUITO. Un percorso espositivo con oltre 500 opere provenienti dai laboratori di maestri affermati e di giovani talenti, da maison internazionali e da singoli artigiani. Selezionate per rappresentare il Made in Italy del gioiello dandone un’interpretazione critica nuova e dirompente, definisce il contributo del bijou italiano nell’ambito della produzione del settore moda. Un settore importante per l’economia italiana tanto che 17607-Matthias%20Parillaud17600-Matthias Parillaudproprio dall’arte e dalla moda derivano i principali flussi creativi e innovativi, capaci di determinare l’evoluzione di tutti i settori produttivi.
Diva Gioielli è il marchio di un’azienda friulana produttrice di gioielli in argento che si distinguono per gioielli1design e un forte senso della materia restituito dalle accurate finiture manuali. Già da qualche anno lo staff si interroga sull’ambivalenza del gioiello contemporaneo dal quale il pubblico si aspetta contenuti intrinseci riconducibili al valore del metallo nobile e alle pietre impiegate ma anche contenuti di design, vestibilità e ovviamente estetica. Queste ultime istanze coincidono con quelle del mondo della moda. Per raccogliere le reazioni attorno a questo tema l’azienda ha lanciato sull’argomento l’hashtag #fashionisaseriousthing ed è particolarmente orgogliosa di vedere esposte le due creazioni che appartengono non a caso alla collezione “Défilé”, concepita per raccontare una donna contemporanea e seducente, che incede con grazia e si fa notare per la gestualità sofisticata e naturale al tempo stesso. E’ una visione misteriosa restituita nei singoli gioielli attraverso l’utilizzo di numerosissime catene scintillanti che, ondeggiando, catturano la luce e la riflettono grazie alla diamantatura dei singoli anelli che le compongono. Sono gioielli realizzati in argento dalle forme nuove e inattese. Il movimento dei pendenti Défilé riproduce l’ancheggiare morbido, esclusivamente femminile, sulla passerella.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue edito da Corraini Editore. Alba Cappellieri è Professore Ordinario al Politecnico di Milano e alla Stanford University, è Presidente del Corso di Laurea in Design della Moda, direttore del Master internazionale in Accessory Design e del Corso di Perfezionamento in Design del Gioiello al Politecnico di Milano. È autrice di numerose pubblicazioni, ha coordinato ricerche internazionali e curato le principali mostre sul gioiello in Italia. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 20 novembre 2016. (foto: gioielli)

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Incontinenza urinaria, nuovi modelli e terapie

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

tumore vescicaRoma Lunedì 26 settembre 2016 Ore 15.00 – 16.30 Residenza di Ripetta Via di Ripetta, 231. L’Incontinenza urinaria è tra le 5 patologie più costose (e diffuse) al mondo. Ne soffre un numero compreso tra il 20 e il 30 per cento di tutte le donne italiane e tra il 5 e il 10% degli uomini. Sono i numeri, con molti zeri, dell’Incontinenza urinaria, una patologia per la quale, nelle sue diverse forme, si prova vergogna e imbarazzo e per questo molto spesso chi ne soffre non va dal medico. Al centro della Conferenza Stampa i nuovi possibili modelli di assistenza sul territorio e le ultime novità terapeutiche poste a carico del Servizio Sanitario nazionale. Parteciperanno:
Prof. Enrico Finazzi Agrò – Presidente SIUD, Società italiana di Urodinamica
Prof. Antonio Carbone – Direttore UOC Urologia, Università La Sapienza, Roma
Prof. Roberto Carone – Direttore Neuro-Urologia Città della Salute, Torino
Prof. Mauro Cervigni – Segretario scientifico AIUG, Società Italiana di Urologia Ginecologica
Prof. Andrea Tubaro – Direttore UOC Urologia Azienda ospedaliera Sant’Andrea, Roma

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Amministrative Roma: Qualche consiglio ai candidati Raggi e Giachetti prima del ballottaggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2016

la sapienzaIl prof. Di Donato A. Limone, Ordinario di informatica giuridica e Direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche, Università degli studi di Roma “Unitelma Sapienza” ci ha fatto pervenire un interessante comunicato che riproduciamo con la speranza che i candidati romani al ballottaggio riescano a tovare il tempo “nella saggia tradizione politica italiana (quella seria) quando i consigli si danno e si ascoltano: soprattutto quando si tratta di consigli utili, funzionali al cambiamento dei modelli di “Governance” e “Government”. E non facciamoci illusione. Senza il cambiamento istituzionale ed organizzativo Roma Capitale rischia di sprofondare ancora di più in una condizione di totale ingovernabilità.
“Abbiamo già in dettaglio analizzato l’attuale statuto del comune di Roma Capitale – esordisce il professore – (per approfondimenti leggi PAdigitale. Osservatorio dei candidati sindaci per Roma 2016: serve un nuovo Statuto che non ignori il digitale e anche Elezioni a Roma. I programmi? Una lista di impegni senza tempi, costi, trasparenza e innovazione) e lo abbiamo “distrutto” in quanto lo statuto non supporta una Città Capitale, nemmeno un comune di 10.000 abitanti.Lo statuto deve essere cambiato con un testo moderno, semplice, comprensibile, su concetti della società dell’informazione, su misura della Capitale d’Italia, della Città Metropolitana, di un sistema di Municipi veri e non “finti” tenuti in piedi per sistemare qualche buca stradale, di una amministrazione moderna e digitale, semplificata, trasparente. Con una governance partecipata ed un management fatto da funzionari pubblici ad “esclusivo servizio di Roma Capitale”. Uno statuto per i cittadini e le imprese e non per la burocrazia. Prima azione dunque del nuovo sindaco: cambiare lo statuto subito. E’ una vergogna tenere uno statuto come quello attuale anche solo per un fatto linguistico (grammatica, sintassi, semantica) ed estetico. Il modello di amministrazione della Città Capitale dovrà essere progettato e realizzato su due livelli: il primo, con un gruppo ristretto di dirigenti responsabili dell’attuazione del programma di governo capitolino, della totale semplificazione e decertificazione amministrativa, della realizzazione dell’amministrazione digitale.
Si tratta di un modello “dimagrito” ed essenziale che opera per “progetti” approvati dalla Giunta e non più per “pratiche” (vecchia amministrazione anni 70). Con una mobilità “naturale” (almeno annuale) e premi a seguito di verifica di obiettivi raggiunti e con una produttività valutata sulla qualità dell’azione amministrativa e sulla soddisfazione dei cittadini. Ovviamente nominare un Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) che sia in grado di valutare con sistemi di analisi delle performance, sia riferite al singolo dirigente sia riferita alla/alle strutture di sua competenza. Progetti pubblicati sul sito all’atto della approvazione degli stessi; pubblicazione del sistema di valutazione dei dirigenti e dei dipendenti e delle valutazioni dell’OIV dei dirigenti durante la realizzazione dei progetti (almeno ogni 4 mesi); pubblicazione sul sito dei CV dei componenti dell’OIV dai quali risulta la reale capacità degli stessi di valutare, avendo per esempio partecipato almeno ad una ristrutturazione totale di una amministrazione comunale (altrimenti non sanno di cosa stanno parlando!). Tutte le regole sono nella legge 241/90 (chi la conosce?), nel dlgs 150/2009 (per la valutazione dei dirigenti e per l’OIV); legge 183/2011, art. 15 (decertificazione totale); dlgs 33/2013 e sm (per la pubblicazione sul sito ed il massimo della trasparenza verso i cittadini: oggi c’è la tendenza a creare le condizioni per non pubblicare gli atti, i dati, i documenti, i progetti, gli appalti pubblici, i verbali di collaudo dei lavori, delle forniture, dei servizi ecc.”
E soggiunge: “Il modello organizzativo non può non essere strettamente correlato al “metamodello” dell’amministrazione digitale. Il modello di base che supporta qualsiasi modello di organizzazione specifico di una amministrazione. Prima di tutto un’amministrazione nativamente digitale, con procedimenti semplificati e digitalizzati, con istanze digitali che si avviano dal sito di Roma Capitale. Un sito facile da consultare con procedure/procedimenti semplificati e decertificati. Un’amministrazione pubblica in rete: poco costosa e per niente ridondante, che opera per il benessere dei cittadini e che rende “pulito” e facile il lavoro di ufficio (senza contorsioni burocratiche di sapore psicoanalitico). Una organizzazione che opera nella logica del telelavoro. Le regole dell’amministrazione digitale sono tutte definite dal Codice dell’Amministrazione digitale (dlgs 82/2005 e sm).”
Una parola, ovviamente, va spesa anche per i Municipi: “I Municipi o sono autonomi con budget certo e finalizzati ai servizi diretti ai cittadini oppure è meglio ritornare alle “circoscrizioni”. Allora il sindaco deve affrontare subito questo problema sia a livello di statuto sia a livello organizzativo e dei servizi in rete.”
Per arrivare a questa sintesi:
Le azioni da “avviare” nel primo mese di governo (è possibile):
Nuovo statuto da mettere in cantiere immediatamente.
Scelta del nuovo modello di organizzazione con un approccio “positivo” ma deciso: pochi dirigenti responsabili del programma politico.
Operare per “progetti”: nuova metodologia da diffondere formando i dirigenti e i funzionari.
Avviare la semplificazione amministrativa per eliminare carta, costi di procedure tortuose e dannose, oneri per i cittadini.
Realizzare un sito per i cittadini e non per la burocrazia.
Adottare un nuovo modello istituzionale ed organizzativo per i Municipi.
Con i comuni della Città metropolitana avviare una pianificazione strategica della stessa Città metropolitana. Il sindaco pubblica sul sito tutte le azioni da avviare nel primo mese e il cronoprogramma delle stesse azioni nelle fasi di attuazione. Se queste azioni non saranno avviate nel primo mese rischiano di non essere mai realizzate. I cittadini apprezzeranno il cambio di stile, di comunicazione, di relazione con la comunità locale.” (fonte: Key4biz Focus)
(n.r.) E ora da cronista che da anni ha preso nota dai vari amministratori di Roma e dei loro programmi regolarmente disattesi mi domando se devo ancora illudermi che ci potrà essere un cambiamento. Prevale nella capitale la convinzione che se vincerà Giacchetti riprenderanno fiato i soliti affaristi mentre se vince la Raggi le creeranno tali e tanti ostacoli che alla fine o vivacchierà, come i suoi predecessori, o dovrà gettare la spugna. 

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Allarme SID: “Le Regioni stanno scardinando la rete diabetologica, andando contro i principi del Piano Nazionale Diabete”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

Ministero salute“Il congresso ‘Panorama Diabete’ in corso a Riccione ha un programma scientifico costruito secondo l’ottica della multidisciplinarietà e multidimensionalità – spiega il professor Enzo Bonora, presidente della Società Italiana di diabetologia SID – perché la persona con diabete non dovrebbe essere curata da un singolo specialista ma da un team di professionisti di pari importanza che include diabetologo, infermiere e dietista esperti di diabete e, quando necessario, podologo, psicologo e specialisti di altre discipline (oculista, nefrologo, cardiologo, ecc.). Il team dovrebbe interagire continuativamente con il medico di medicina generale, mantenendo operativo quel modello assistenziale implementato in Italia fin dagli anni ottanta. Un modello confermato dal Piano Nazionale Diabete. Un modello che purtroppo rischia di scomparire in alcune realtà dove i centri diabetologici sono smantellati e sostituiti da singoli professionisti dispersi sul territorio che, seppure specialisti in diabetologia, operano isolati senza risorse adeguate. Per non parlare di modelli che confinano il diabetologo alla cura dei pazienti con complicanze, dimenticando che questo testimonierebbe il loro fallimento: le complicanze andrebbero prevenute grazie ai team diabetologici e non affrontate tardivamente con gli specialisti”. “La rete dei centri diabetologici ha reso grande, famosa e invidiata nel mondo l’assistenza diabetologica italiana perché ha fatto sì che gli italiani con diabete fossero quelli con i migliori outcomes – continua il presidente SID – più basso livello di emoglobina glicata, complicanze meno frequenti, minore mortalità. Ci sono studi scientifici che lo documentano in maniera inoppugnabile. Essere seguiti nei centri diabetologici in Italia per anni ha fatto la differenza. L’ecosistema italiano, il modello basato sulla rete diabetologica andrebbe dunque salvaguardato a tutti i costi. Per una questione clinica e anche per una questione economica. Molte regioni del centro-sud e anche qualcuna del nord, invece, in un’ottica di presunto risparmio, stanno depotenziando la rete dei centri diabetologici. Non si riesce a capire la logica di tutto ciò, soprattutto considerando che il costo attuale dei centri diabetologici equivale a circa l’1% della spesa totale per l’assistenza alle persone con diabete (circa 150 milioni di euro). Una spesa, legata per il 90% alle complicanze della malattia, che è di circa 15 miliardi di euro all’anno per il SSN, da sommare a 3 miliardi di spese sostenute dai cittadini e 12 miliardi di euro. Spese che possono essere ridotte grazie ai professionisti della diabetologia e che aumenteranno certamente senza di loro. In alcune realtà lo si sta già osservando – conclude Bonora – Eliminare i centri diabetologici sarà un altro dei paradossi italiani?”

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