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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘modello europeo’

Investire nella locazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

Il patrimonio residenziale è la ricchezza di un Paese. Oltre a un valore (per l’Italia) di oltre 5mila miliardi di euro, il sistema casa muove quasi il venti per cento del Pil. La grande corsa alla proprietà individuale che ha creato milioni di piccoli proprietari sta rallentando da tempo e si affacciano nuove tendenze. Nei quattro anni precedenti Sidief ha analizzato, attraverso la promozione di varie ricerche, queste trasformazioni. Dalla casa-taxi che introduceva nel dibattito il tema della casa da usare per brevi periodi, alle domande nuove dei giovani o dei lavoratori immigrati. È emersa una importante domanda di case realizzate per la locazione, stimata in 2,6 milioni di persone, sul modello europeo, dove esistono grandi investitori con patrimoni residenziali progettati e gestiti in modo industriale. Questi sono alcuni dei dati emersi oggi a Roma nel corso del seminario di studio ” Investire nella locazione – Limiti e opportunità” organizzato da Sidief e Banca d’Italia.Negli ultimi tre anni l’esplosione della locazione breve ad uso turistico ha introdotto una nuova tipologia di domanda che rende sempre più problematica la situazione di chi cerca una casa per lavoro o studio. Il seminario, promosso da Sidief e Banca d’Italia presenta i numeri di questo fenomeno. Se c’è una domanda, c’è anche una offerta. In Europa i grandi investitori immobiliari da diversi anni si concentrano sulle nuove forme di residenzialità e ne fanno un asset class importante. Per il solo 2019 sono attesi circa 90 miliardi di investimenti, di cui quasi nulla in Italia. Occorre lavorare per attirare questi investitori e creare un mercato domestico di imprese che investano nella locazione residenziale.I lavori sono stati aperti da Daniele Franco, Vice Direttore Generale di Banca d’Italia. È intervenuto Mario Breglia, presidente di Sidief, sul tema “La casa in Italia. Un quadro d’insieme” cui è seguito Luigi Cannari, Vice Capo Dipartimento Economia e statistica di Banca d’Italia su “Proprietà e affitto in una società che cambia”. Successivamente Fabrizio Di Lazzaro, Professore Ordinario di Economia Aziendale LUISS GUIDO CARLI e Consigliere SIDIEF si è focalizzato su “I limiti e le proposte operative” mentre Carola Giuseppetti, Consigliere e Direttore Generale SIDIEF, su “Le opportunità per il mercato e per l’industria immobiliare”. È seguita una tavola rotonda di commento con la partecipazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA, Marco Daviddi, Partner EY, Mediterranean Leader Transaction Advisory Services, Filippo Delle Piane, Vice Presidente di ANCE, Paola Del Monte, Chief Business Development Officer di CDP INVESTIMENTI SGR, Andrea Mucchietto, Senior Associate Student Housing & Living di Hines Italy, Silvia Rovere, Presidente di ASSOIMMOBILIARE, Giorgio Spaziani Testa, Presidente di CONFEDILIZIA. A moderare i lavori è stato Luigi Donato, Capo Dipartimento Immobili e Appalti di Banca d’Italia. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Piccialli, Presidente Consiglio di Sorveglianza di Sidief.

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“Quale Europa. Il modello europeo nella storia contemporanea”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Parma Martedì 26 marzo, al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali (SEA) dell’Università di Parma, sarà presentato il volume di Dario Velo Quale Europa. Il modello europeo nella storia contemporanea, edito da Cacucci (Bari, 2018).Il seminario, organizzato dalla Cattedra Jean Monnet in Economia industriale europea, si terrà dalle 11 alle 13 nell’Aula M della sede principale del Dipartimento in Via Kennedy, 6.
L’incontro sarà aperto da un’introduzione di Luca Di Nella, Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. I lavori proseguiranno con una relazione di Dario Velo, docente all’Università di Pavia e da sempre impegnato in iniziative istituzionali e culturali legate al processo di unificazione europea. Oggi il prof. Velo dirige la rivista “The EuroAtlantic Union Review” ed è presidente del Collegio Sindacale della Banca d’Italia Seguirà un dibattito sulle tesi esposte nel libro aperto da Nicola Antonetti (Presidente dell’Istituto Sturzo, già Presidente all’Università di Parma del Corso di laurea interfacoltà in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali) e Franco Mosconi (professore all’Università di Parma e titolare della Cattedra Jean Monnet in Economia industriale europea).I lavori saranno conclusi da una relazione di Giulio Tremonti, Presidente di Aspen Institute Italia, già Ministro dell’Economia.
L’unificazione europea si è sviluppata per tappe, ciascuna delle quali ha scritto un capitolo della Costituzione europea, che deve essere ancora completata. Un modello europeo di Stato si è sviluppato diverso dai modelli tradizionali.
Comprendere come e perché abbiamo costruito una nuova forma di Stato è essenziale per rafforzare gli aspetti innovativi e governare il cambiamento.L’economia sociale di mercato ha fondato un nuovo rapporto fra Stato e cittadino affermando i valori di libertà solidarietà e sussidiarietà. Un nuovo ordine europeo e mondiale può svilupparsi sulla base del modello europeo che va compreso compiutamente. (scheda tratta dal risvolto di copertina del volume)

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Nessun contrasto tra dipendenti e collaboratori parlamentari

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

A seguito di un articolo apparso nei giorni scorsi sul quotidiano Avvenire con il quale Giancarlo C. (questa la firma) rappresentava la contrarietà del personale delle Camere ad ogni forma di regolarizzazione dei collaboratori parlamentari ed esprimeva perplessità sul c.d. ‘modello europeo’ ossia quella forma di inquadramento temporaneo attraverso la quale lo stesso Parlamento Europeo, e le altre Assemblee parlamentari dell’Unione, hanno già regolarizzato il rapporto tra Parlamentari e collaboratori, in quanto possibile presupposto di “sanatorie”, dando così la chiara impressione che l’intera Istituzione Parlamentare sia effettivamente contro ogni forma di regolarizzazione di tale particolare rapporto di lavoro tra Collaboratori e Parlamentari. Ancoparl, l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari e la O.S.A. – Organizzazione Sindacale Autonoma della Camera, in un comunicato congiunto sottoscritto da Francesco Comellini, Presidente di Ancoparl e Amerigo Rivieccio, Segretario dell’ OSA, precisano che “Non è in atto nessuno ‘scontro’ tra collaboratori parlamentari e dipendenti delle Camere, come l’articolo invece lascerebbe strumentalmente presupporre. Anzi – precisa la nota congiunta – il dialogo avviato tra Ancoparl e Osa, dimostra come sia in atto un percorso di fattiva collaborazione tra dipendenti delle Camere e Collaboratori Parlamentari, non solo per quanto riguarda le fasi piu’ strettamente attinenti allo svolgimento dei rispettivi compiti  e funzioni all’interno delle Camere, comunque riconducibili all’esercizio del mandato parlamentare dei Deputati e dei Senatori, ma anche per quanto riguarda la ricerca delle giuste tutele delle differenti forme di lavoro che si svolgono presso le Istituzioni dello Stato”. Il Segretario dell’Osa, Amerigo Rivieccio, fa notare come “sia singolare da parte di una Istituzione Parlamentare farsi, apparentemente, rappresentare nell’esprimere considerazioni in ordine ad una questione tanto delicata e dibattuta come quella dei collaboratori parlamentari, al di la della giustezza o meno delle tesi esposte, da tale Giancarlo C., ovvero da chi non trova opportuno sottoscrivere con nome e cognome le posizioni espresse, arrivando quasi a deleggittimare in tal modo la stessa Istituzione alla quale dichiara di appartenere”. Per contro il Presidente di Ancoparl, Comellini, non comprendendo le motivazioni delle affermazioni di Giancarlo C. sul quotidiano Avvenire che “sembrerebbero essere dettate tutt’altro che da inopponibili motivazioni giuridiche che peraltro non trovano fondamento dopo le decisioni assunte dal Parlamento Europeo in ordine all’inquadramento temporaneo dei Collaboratori dei Deputati”, esprime “ viva soddisfazione per il rapporto avviato con l’Osa e, dunque, con il personale delle Camere. Tale collaborazione – aggiunge Comellini – non può che produrre positive sinergie e ricadute sull’effettivo svolgimento delle funzioni e compiti istituzionali dei differenti ruoli, del quale non può che beneficiarne il Cittadino ed il Paese, in termini di qualità del servizio reso ai Parlamentari e al mandato da questi esercitato. Continuare a configurare il rapporto tra parlamentari e personale delle Camere, escludendo la figura del Collaboratore, non solo appare oramai fuori luogo e in controtendenza a quanto avviene negli altri Parlamenti europei ma, anzi, rischia ancor più  di prestare il fianco delle Istituzioni Parlamentari a severe critiche da parte dell’opinione pubblica e della stampa che non giovano all’immagine complessiva delle Istituzioni. Per questo – conclude Comellini – riteniamo sia fondamentale aprire un confronto sereno con le Istituzioni Parlamentari nelle loro diverse articolazioni al fine di ricercare una soluzione non solo condivisa ma perfettamente in linea con i principi Costituzionali di tutela di ogni forma di lavoro”.

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Collaboratori parlamentari ma senza strumentalizzazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

“Prendiamo atto con interesse delle dichiarazioni del deputato del PD Andrea Sarubbi che dalle pagine del quotidiano Avvenire interviene sulla annosa e irrisolta,  questione dei collaboratori parlamentari” riferisce  in una nota l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari – ANCOPARL che aggiunge “Sarubbi afferma che la soluzione migliore ‘è a portata di mano: basta guardare al Parlamento europeo, dove non esistono lavoratori in nero’ e ha ragione.  Ma gli chiediamo – prosegue Ancoparl – come mai il PD non ha posto la questione del ‘modello europeo’ nel consiglio di presidenza delle Camere ove invece si è deciso di optare, almeno questo traspare dalle comunicazioni inviate ai deputati e senatori, per la disastrosa linea Marini-Bertinotti attuata nella passata legislatura. Speriamo che l’on. Sarubbi, per coerenza, si dia attivamente da fare affinche’ anche presso il Parlamento italiano sia attuato già da questa legislatura il ‘modello europeo’ da più parti indicato. E’ in gioco – conclude ANCOPARL – il rispetto, la dignita’ e la professionalita’ del lavoro di tante persone. Se così non dovesse essere la lettera di Sarubbi resterà solo una boutade elettorale, come tante”. (n.r. la questione dei collaboratori parlamentari è di vecchia data. Già la Fidest ben 15 anni fa ne parlò ma tutto fu messo a tacere. Ora di nuovo i politici nel parlano ma solo a determinate scadenze. La nostra impressione è che tutto continuerà a cadere nell’oblio. Vorremmo sbagliarci anche perché questa volta ci sono persone che vogliono seriamente fare qualcosa. Da parte nostra, per quanto possa essere modesta, tutta la nostra disponibilità mediatica.)

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