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Castelli, “Recuperare il rapporto intergenerazionale per costruire un nuovo modello economico e sociale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

Roma – “C’è un tema, quello del rapporto intergenerazionale che deve richiamare l’attenzione delle Istituzioni, da un lato, ma soprattutto della società, nel suo complesso, e dei giovani, in modo più specifico. “L’alleanza fra le generazioni, che restituisce all’umano tutte le età della vita, è il nostro dono perduto. Deve essere ritrovato”. Lo ha detto molto bene Papa Francesco, anche oggi, tornando sul valore della “vecchiaia”. È un tema che la pandemia ha reso plastico, in un momento in cui sono stati proprio gli anziani a pagare il prezzo più alto, e che deve aprire ad una riflessione attenta sul modello economico che vogliamo costruire (e che in parte stiamo già costruendo). Viviamo un’epoca in cui cambiano le proporzioni, in cui l’allungarsi della vita sta incidendo in maniera strutturale sulla storia dei singoli, delle famiglie e delle società. E questo deve essere il nostro punto di partenza nella definizione di una nuova economia, quella sociale. Perché mentre ciascuno di noi deve lavorare ad un miglioramento del rapporto e del dialogo intergenerazionale, comprendendo l’importanza fondamentale che l’anziano ha nella società odierna ed in quella del futuro, la politica e il mondo economico devono dare una prospettiva concreta all’Economia Sociale e all’impatto che i servizi alla persona, la transizione ecologica e digitale, l’assistenza sociale, hanno sulla quotidianità dell’intero sistema Paese, lavorando per obiettivi di lungo periodo e tesi a risolvere i grandi temi di cui tutti parlano ma dei quali pochi propongono visioni e soluzioni concrete”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Sicilia: Modello innovativo di partecipazione civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2022

Rosario Santanastasio ( Presidente nazionale di Archeoclub D’Italia): “In Sicilia, in queste ore, è nato un modello innovativo di partecipazione civile, di protezione civile a vantaggio dei Beni Ambientali, che sono anche Beni Culturali. La Scala dei Turchi è subito ritornata al suo splendore affermato nel mondo grazie alla rete che ha visto insieme: istituzioni regionali, locali, volontari, associazioni, cittadini, subito in campo per condannare l’atto vandalico, ma anche per ricondurlo allo splendore!”.“Possiamo dire che in Sicilia, in queste ore, è nato un modello innovativo di protezione civile dei beni culturali. Una rete di associazioni, volontari, cittadini, istituzioni regionali e comunali, in campo per condannare l’atto vandalico ma anche per riportarlo subito al suo antico splendore. Questo è il modello per il quale da decenni Archeoclub d’Italia si batte con orgoglio. E vorrei citare Peppino Impastato quando dice: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. La Scala dei Turchi è già ritornata al suo splendore grazie all’intervento immediato della Regione Sicilia e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento che hanno fatto squadra con i cittadini in difesa del Patrimonio Ambientale.Ora in Italia bisognerebbe andare oltre, infatti è evidente che le responsabilità sono sicuramente anche da attribuire al legislatore del recente passato, che da troppo tempo si attarda sull’inasprimento delle sanzioni penali rispetto ai beni culturali. Pare infatti che dal 2015 siamo ancora in attesa del passaggio definitivo alla camera dei deputati della normativa che amplia i reati relativi ai beni culturali e trasferendoli dal Codice Urbani al Codice Penale. Un qualsiasi luogo che conserva siti archeologici, rifugi di guerra, testimonianze storiche e culturali, ma anche qualsiasi sito naturalistico anche di costa che narra mitologia, storia, tradizione, deve essere considerato Patrimonio Culturale alla pari di un museo!”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia.

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Il modello italiano di nazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Le grandi nazioni si sono costruite essenzialmente su due modelli, quello legittimistico basato sull’alleanza fra il “trono” e “l’altare” e quello giacobino della “nazione in armi”. Qual è il modello italiano? Se penso al nostro Risorgimento mi pare impossibile inquadrare la sua evoluzione in uno dei due modelli citati. D’altra parte, la nazione “legittimista” finì con il realizzarsi con il concordato del 1929 che chiudeva la questione romana, identificata da Antonio Gramsci come il problema principale (insieme con quella meridionale) per la realizzazione effettiva dell’unità nazionale. Fu una partenza debole, per le istituzioni liberali, essendo rimaste a lungo prive dell’apporto delle masse cattoliche e contadine. È in quella fase che il nazionalismo diventa, proprio perché espressione di élite ristrette, antiparlamentare e potenzialmente eversivo. La rivincita dell’idea della nazione in armi venne con la Resistenza, in cui però le motivazioni patriottiche e quelle classiste non si fusero mai completamente, la lotta sociale s’intrecciò con la guerra civile, e il risultato fu la costruzione di un nuovo Stato e di un nuovo patto costituzionale che prescindeva dall’idea di nazione. Un’altra indicativa svolta l’abbiamo avuta nel 1948, dove i vincitori si raccolsero intorno alla figura di Alcide de Gasperi e i perdenti si sentirono stranieri in patria. Ancora una volta il vento del cambiamento nelle relazioni internazionali, dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989 riportò in Italia un sostanziale reinserimento delle forze di origine comunista e il loro modo di riconciliarsi pienamente con l’idea di nazione. Oggi, probabilmente, siamo di fronte a nuove forme evolutive del nostro modello di nazione. La sua crescita è in una fase iniziale per cui per il momento è arduo dare una definizione esaustiva. Vedremo nei prossimi anni. Ciò che, tuttavia, mi appare indicativo è che nell’attesa del nuovo corso ci siamo imbattuti in un risveglio dei localismi e delle tendenze separatiste. La verità è che abbiamo fatto poco per dare al sistema paese il suo assetto unitario lasciando che il meridione restasse indietro rispetto agli stimoli innovativi esercitati nel Nord. Ora questo nodo irrisolto giunge al pettine e potrebbe guastare la festa a quella parte di italiani che sente vivo il sentimento unitario. (Riccardo Alfonso)

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Un nuovo modello di sanità per il mondo post-COVID

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

A cura di Lydia Haueter, Senior Investment Manager del Pictet-Health e del Pictet-Biotech di Pictet Asset Management. Poco tempo fa l’OMS ha pubblicato un rapporto sulla gestione globale della pandemia. Pur ammettendo i propri errori (ad esempio il fatto di non aver dichiarato subito lo stato di pandemia mondiale), l’organizzazione ha anche sottolineato il grande fallimento della cooperazione internazionale, che ha determinato situazioni tanto diverse nelle varie parti del mondo. Di recente, inoltre, The Economist ha presentato un modello per stimare il numero reale delle vittime della pandemia di COVID-19. In tutto il mondo i decessi ufficiali ammontano a 3 milioni circa, ma considerando le morti non dichiarate, soprattutto in Asia (con particolare riferimento all’India) e in Africa, si stima che il numero reale delle vittime sfiori i 10 milioni.Solo lo 0,2% delle forniture globali di vaccini è destinato ai mercati emergenti e, benché vi siano diversi vaccini in via di sviluppo che potrebbero ampliare l’offerta mondiale, le società produttrici hanno difficoltà con la produzione e ricevono poco aiuto dai Paesi avanzati, la cui domanda è in gran parte soddisfatta dai vaccini a mRNA. Le disuguaglianze emerse con la pandemia interessano anche i Paesi più ricchi, come gli Stati Uniti o la Svizzera: la morbosità (incidenza della malattia) e la mortalità (decessi) della malattia COVID-19 sono più alte tra le fasce più povere della popolazione, probabilmente a causa di una maggiore esposizione legata alla densità di persone sul luogo di lavoro o nelle abitazioni, ma anche a causa di uno stato generale di salute peggiore per via di comorbilità come l’obesità e la mancanza di attività fisica, che possono provocare danni più gravi. È difficile ridurre le ineguaglianze sul fronte sanitario nei Paesi più ricchi, figuriamoci su scala globale. Ad esempio, negli Stati Uniti una discriminante costante nell’esito delle cure sanitarie a pazienti ricchi e poveri è il livello di istruzione e la capacità di richiedere l’assistenza medica necessaria. L’onere del controllo della qualità delle prestazioni sanitarie e della continuità delle misure preventive ricade quindi interamente sul paziente. Fortunatamente, le cose stanno lentamente cambiando. I nuovi modelli di business allineano gli incentivi per compagnie assicurative e centri medici a quelli dei pazienti. Parliamo di assistenza sanitaria basata sul valore (“value based care”), un sistema che prevede il pagamento di un servizio sanitario in base al risultato e non per la prestazione in sé. In altre parole il paziente (o il governo) acquista un “pacchetto sanitario” e poi spetta al fornitore del servizio determinare come meglio occuparsi della salute del paziente. I professionisti del settore sanno bene che prevenire le malattie è più facile (e meno costoso) che curarle, quindi a parità di compenso la scelta è obbligata. Economicamente è più conveniente assegnare al paziente un case manager che coordini i trattamenti e faccia da intermediario fra i vari specialisti, piuttosto che lasciare che il paziente faccia due risonanze magnetiche invece di una sola o si sottoponga a tre procedure non strettamente necessarie, per poi magari sentirsi esattamente come prima. Come è più conveniente far iscrivere il paziente a una palestra specializzata dove i fisioterapisti supervisionano ogni progresso anziché sottoporlo a un’operazione altamente invasiva di fusione spinale. La bellezza di questo approccio è che toglie un peso al paziente e crea un sistema che lo accompagna nella giusta direzione.

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L’agenzia AM Best conferma il modello e la solidità finanziaria del gruppo Relyens

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2021

L’agenzia di rating AM Best conferma anche quest’anno a Sham, società di mutua assicurazione a capo del gruppo Relyens, il rating di solidità finanziaria (Financial Strength Rating) e di credito emittente (Issuer Credit Ratings) al livello “A- (Eccellente), outlook stabile”. Un risultato di cui beneficia l’intero gruppo Relyens, che ha visto rafforzare la sua strategia e il suo posizionamento in qualità di società europea di riferimento nel settore assicurazioni e gestione rischi presso gli operatori sanitari e territoriali. La trasformazione del modello, la diversificazione delle attività, dei rischi e dei clienti contribuiscono a mettere in sicurezza le attività degli assicurati e tutelare coloro che sono al servizio di pazienti e cittadini.Per AM Best il rating riflette la solidità del bilancio finanziario di Sham, caratterizzato da un livello di patrimonializzazione perfettamente adeguato ai rischi e da un portafoglio investimenti di qualità, gestito in maniera prudente.Inoltre, l’agenzia sottolinea nel suo comunicato stampa (disponibile per consultazione qui) i punti di forza di Sham e di Relyens:
La strategia del Gruppo volta a offrire ai soci una gamma completa di servizi di gestione del rischio per generare nuovi ricavi
La posizione consolidata sul mercato della responsabilità civile medica in Francia (con una quota di mercato superiore al 50%) e in Europa (leader in Spagna e nel Nord Italia),La qualità delle partnership a lungo termine con gli operatori di riassicurazione.
Per il gruppo Relyens la valutazione positiva s’inserisce in un contesto di trasformazione della propria clientela e delle proprie attività e di forti tensioni competitive e tariffarie sui mercati. Conferma altresì che Relyens, in qualità di Risk Manager partner di operatori sanitari e regionali, ha saputo consolidare le proprie attività storiche, sviluppare un nuovo modello e soluzioni di Risk Management, affermare la propria dimensione europea (Francia, Germania, Spagna, Italia) rispondendo a sfide economiche e di solvibilità.
Fondata in Francia nel 1927 da alcuni direttori ospedalieri, Sham, mutua specializzata in assicurazioni e gestione dei rischi, è da oltre 90 anni un partner solido e duraturo per gli operatori del settore sanitario e socio-sanitario. Operatore di riferimento europeo in materia di responsabilità civile, Sham conta quasi 11.000 soci tra istituzioni e professionisti. Presente in Francia (sede legale a Lione), Spagna, Italia e Germania, Sham occupa quasi 550 persone e nel 2019 ha generato ricavi per 422 milioni di euro. http://www.sham.com/it
Con oltre 1.000 dipendenti, 30.000 clienti e soci e quasi 900.000 persone coperte in 4 paesi (Francia, Spagna, Italia e Germania), Relyens è un gruppo mutualistico europeo di riferimento nell’assicurazione e nella gestione del rischio al servizio degli operatori sanitari e dei territori, e svolge una missione di interesse generale. Il gruppo, saldamente radicato nell’ambiente dei propri clienti attraverso i marchi Sham, Sofaxis e Neeria, sviluppa soluzioni globali su misura che coniugano soluzioni assicurative (assicurazioni personali e patrimoniali) e servizi di gestione del rischio. Nel 2019 Relyens ha raccolto 891 milioni di euro di premi per un fatturato di 484 milioni di euro. http://www.relyens.eu

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Quale è il nuovo modello assistenziale per affrontare il futuro?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Martedì 15 dicembre 2020 – ore 14:30-16:00 sul tema “Il Covid-19 ha rilanciato la sfida delle cronicità”. L’evento è organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle associazioni di pazienti ANMAR – Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus e APMARR, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare APS. Nel corso dell’incontro verrà presentata l’Indagine sulla gestione delle malattie reumatologiche durante la pandemia promossa da ANMAR e APMARR in collaborazione con il Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’ISS. L’argomento è di attualità dal momento che, proprio in questi giorni, il Governo sta esaminando la bozza di Recovery plan che dovrebbe destinare 9 miliardi alla Sanità, di cui 4,8 miliardi all’assistenza di prossimità e alla telemedicina, entrambi temi che riguardano direttamente i pazienti cronici. Il programma prevede gli interventi di: Francesco Gabbrielli, Direttore Centro Nazionale di Telemedicina ISS – Istituto Superiore di Sanità Silvia Tonolo, Presidente ANMAR – Associazione Nazionale Malati Reumatici Antonella Celano,Presidente APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Roberto Gerli, Presidente Società Italiana di Reumatologia Fabiola Bologna, Deputato alla Camera – Commissione Affari Sociali e Membro dell’Intergruppo Innovazione Modera: Eleonora Pellegrini de Vera – Giornalista ed Executive Vice President di Weber Shandwick L’evento è realizzato con il contributo incondizionato di Galàpagos.

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Covid-19. Zaffini (FdI): non esiste ‘modello Italia’ ma ‘fallimento Italia’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2020

“Dopo la prima ondata e nel pieno della seconda il governo e la maggioranza continuano a millantare un presunto ‘modello Italia’ nella gestione della pandemia. Al punto che lo stesso ministro della Salute Speranza aveva mandato nelle librerie un libro per spiegare, anzi millantare, come il virus fosse stato debellato dal ‘modello Italia’. Testo, poi, frettolosamente ritirato dalle librerie. Ecco, siamo dinanzi a una seria forma di patologia psichica negatrice di una realtà infamante. E basterebbe osservare i dati per rendersi conto del fallimento di Conte, dei ministri e dei rappresentanti della maggioranza, tutti preda di un delirio negazionista del loro vergognoso disastro”.A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini, capogruppo in Commissione Sanità.“E per l’appunto guardiamo i dati, in particolare quelli dei decessi per ogni 100mila abitanti, da cui si evince il fallimento italiano. In Italia abbiamo 93 decessi ogni 100mila abitanti, che è il dato più alto rispetto a qualsiasi altro Stato indipendentemente dalla densità abitativa, dall’efficienza dei sistemi di assistenza sanitaria e dal livello di senso civico della popolazione. Così in Svezia ci sono soltanto 67 decessi ogni 100mila abitanti, in India 10, in Grecia 21 e in Francia 81. Addirittura in Germania solo 21 e in Bulgaria e Romania 60 per ciascuno Stato. E pure rispetto ai ‘famigerati’ Trump e Bolsonaro l’Italia è indietro visto che ci sono per ognuno 82 decessi ogni 100mila abitanti. Infine, la Svizzera, Stato che non ha mai effettuato un lockdown generale, rispetto a cui l’Italia risulta ultima della classe visto che lì ci sono soltanto 57 decessi. I dati, quindi, parlano chiaro: non esiste alcun ‘modello Italia’. E questo, senza considerare che da oltre 10 mesi mancano i protocolli di cure domiciliari. Questo è un fallimento di cui è responsabile il governo, che in maniera inadeguata e avventata ha affrontato l’epidemia di Covid-19” rendendosi colpevole oltre che di una responsabilità politica anche, in taluni casi, di una evidente responsabilità penale colposa sulla quale ben fanno alcune magistrature ad indagare”, conclude il senatore Zaffini.

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Un nuovo modello di business per i giornali

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Da un lato rendere il lettore protagonista del giornale, coinvolgendolo non solo come punto di riferimento ideale, ma anche nel sostegno economico della testata. Dall’altro ragionare sulle regole relative alla tutela del diritto di autore, garantendo al contempo le testate giornalistiche e le piattaforme digitali. Due delle principali sfide dell’editoria contemporanea saranno al centro di altrettanti incontri dell’edizione 2020 di Glocal, in programma interamente in streaming dal 12 al 15 novembre, appuntamenti che vedono rinnovarsi la collaborazione tra il Festival e Google. “Proposte per la sostenibilità editoriale” è il titolo del primo panel, in cartellone sabato 14 novembre dalle 15 alle 17. Tema al centro della discussione appunto la membership, uno strumento attraverso il quale gli editori digitali possono coinvolgere le comunità dei lettori nel sostenere economicamente le testate. L’incontro metterà a confronto esperienze internazionali, maturate nell’ambito della Google News Initiative, iniziativa di collaborazione con il mondo dell’informazione per aiutare il giornalismo a crescere nell’era digitale voluta da Google. Al panel prenderanno parte: Madhav Chinappa, Director of News Ecosystem, Google; Emile Lefebvre, Head of Editorial Strategy and Audience Development, Mamamia; Jeff Elgie, Ceo, Village Media Inc.; Esther Alonso, Marketing & Development Director, elDiario.es; Federica Cherubini, Head of Leadership Development, Reuters Institute for the Study of Journalism; Sarah Hartley, GNI Innovation Challenges; Virginia Stagni, Business Development Manager, Financial Times. Il panel sarà introdotto da Riccardo Terzi, Head of News & Publishers Partnerships, Italy & CEE, Google. A moderare sarà Marco Giovannelli, direttore di Varesenews, ideatore di Festival Glocal e presidente ANSO, Associazione Nazionale Stampa Online. Il secondo appuntamento, in programma sempre il 14 novembre tra le 17 e le 19, è intitolato “Giornalismo, diritti e copyright”. Un momento di confronto tra istituzioni, editori e piattaforme digitali per discutere di come ripensare le regole del gioco a garanzia di tutti gli operatori e della libertà di informazione. L’incontro vedrà la partecipazione di: Andrea Martella, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Informazione e all’Editoria: Enrico Bellini, Government Affairs & Public Policy Manager, Google; Fabrizio Barbato, CFO, Ciaopeople; Luca Lani, Founder & CEO, Citynews; Matteo Rainisio, CEO Edinet e Vice-presidente Anso. A moderare il panel sarà Marco Giovannelli. «I temi in discussione durante i due panel sono in realtà le due facce della stessa medaglia. I giornali devono gestire i rapporti con le piattaforme digitali, che da un lato competono per la pubblicità, ma dall’altro garantiscono il traffico che rende appetibili le testate per gli investimenti pubblicitari – osserva Giovannelli, ideatore di Glocal – dall’altro la membership, una sorta di abbonamento digitale, può rappresentare una soluzione per garantire la sostenibilità economica dei giornali, un’industria il cui stato di salute incide molto sulla qualità della democrazia di un Paese».

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Il modello italiano di nazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Le grandi nazioni si sono costruite essenzialmente su due modelli, quello legittimistico basato sull’alleanza fra il “trono” e “l’altare” e quello giacobino della “nazione in armi”. Qual è il modello italiano? Se penso al nostro Risorgimento mi pare impossibile inquadrare la sua evoluzione in uno dei due modelli citati.
D’altra parte, la nazione “legittimista” finì con il realizzarsi con il concordato del 1929 che chiudeva la questione romana, identificata da Antonio Gramsci come il problema principale (insieme con quella meridionale) per la realizzazione effettiva dell’unità nazionale. Fu una partenza debole, per le istituzioni liberali, essendo rimaste a lungo prive dell’apporto delle masse cattoliche e contadine. È in quella fase che il nazionalismo diventa, proprio perché espressione di élite ristrette, antiparlamentare e potenzialmente eversivo. La rivincita dell’idea della nazione in armi venne con la Resistenza, in cui però le motivazioni patriottiche e quelle classiste non si fusero mai completamente, la lotta sociale s’intrecciò con la guerra civile, e il risultato fu la costruzione di un nuovo Stato e di un nuovo patto costituzionale che prescindeva dall’idea di nazione. Un’altra indicativa svolta l’abbiamo avuta nel 1948, dove i vincitori si raccolsero intorno alla figura di Alcide de Gasperi e i perdenti si sentirono stranieri in patria. Ancora una volta il vento del cambiamento nelle relazioni internazionali, dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989 riportò in Italia un sostanziale reinserimento delle forze di origine comunista e il loro modo di riconciliarsi pienamente con l’idea di nazione. Oggi, probabilmente, siamo di fronte a nuove forme evolutive del nostro modello di nazione. La sua crescita è in una fase iniziale per cui per il momento è arduo dare una definizione esaustiva. Vedremo nei prossimi anni. Ciò che, tuttavia, mi appare indicativo è che nell’attesa del nuovo corso ci siamo imbattuti in un risveglio dei localismi e delle tendenze separatiste. La verità è che abbiamo fatto poco per dare al sistema paese il suo assetto unitario lasciando che il meridione restasse indietro rispetto agli stimoli innovativi esercitati nel Nord. Ora questo nodo irrisolto giunge al pettine e potrebbe guastare la festa a quella parte di italiani che sente vivo il sentimento unitario. (Riccardo Alfonso)

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Per uscire davvero dalle emergenze, occorre un nuovo modello di sviluppo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Indichiamo qui di seguito solo alcuni dei punti, sui quali individuiamo l’emergenza dell’azione:
GIUSTA TRANSIZIONE. Ancora il nostro Paese non si è dotato di piani e misure per la giusta transizione, né a livello nazionale, né a livello regionale e locale. Sarà necessario convogliare risorse per la riconversione industriale di queste aree, prevedendo investimenti ingenti nelle fonti rinnovabili, nell’accumulo di energia, negli impianti per la chiusura del ciclo dei materiali, perché la transizione energetica porterà, in meno di 5 anni, alla chiusura di centrali a carbone e olio combustibile (vedi PNIEC) obbligando molte imprese a ripensare le proprie produzioni, con conseguenze pesanti sul lavoro e sulle comunità.
PRODUZIONE DI ENERGIA ED EFFICIENZA ENERGETICA. Accelerare gli investimenti per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, puntando sui nuovi modelli energetici (comunità rinnovabili ed autoconsumo collettivo) e confermando il phase out del carbone al 2025, è un’azione necessaria per ridurre le emissioni climalteranti. È ugualmente urgente promuovere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, anche prorogando i recenti provvedimenti sulle detrazioni fiscali al 110% e rendendo strutturale la cessione del credito alle banche, al fine di ottimizzare la riduzione dei consumi e delle emissioni e di rimettere in moto alcuni settori produttivi, portando un beneficio economico ai cittadini, anche delle fasce più povere, che potranno effettuare gli interventi senza, o con un ridotto, esborso di denaro.
SUSSIDI AMBIENTALMENTE DANNOSI. Devono essere gradualmente eliminati e/o rimodulati entro il 2025: in Italia, come documenta il terzo catalogo del Ministero dell’Ambiente – su una stima totale di 19,7 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi nel 2018 – 17,7 miliardi sono sussidi alle fonti fossili. Per tale fine sarà necessario che questa operazione venga fatta accompagnando i settori produttivi con misure di attenuazione di impatto sociale e di riallocazione delle risorse recuperate che, tendenzialmente, dovranno essere ripartite attraverso un mix di misure che, da una parte aiutino le fasce meno abbienti della popolazione, evitando così di mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, dall’altra sostengano interventi ed attività virtuose, investimenti pubblici in ricerca, sviluppo e infrastrutture per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. L’eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi deve essere accompagnata da una riforma fiscale di tipo ambientale che orienti le produzioni e i consumi verso la riconversione ecologica e la sostenibilità e da una forte riduzione delle spese militari da convogliare nella riconversione ecologica.
FILIERA AGRO-ALIMENTARE. L’emergenza ha reso evidente a tutti il ruolo primario dell’agricoltura, troppo spesso, a torto, considerata la cenerentola del mercato delle commodites. Servono strumenti per dare dignità al settore, con politiche di giusti prezzi per i produttori e politiche di sostegno per la riduzione dell’impatto sulle emissioni e sui suoli, nonché per la garanzia di qualità per i consumatori.
MOBILITÀ. Oggi sono necessari e urgenti interventi radicali per la mobilità: rafforzamento del trasporto pubblico locale con nuove flotte elettriche o idrogeno verde; innovazioni per la mobilità privata, sempre elettrica; mezzi condivisi; sviluppo della micro-mobilità nelle città; sviluppo di tecnologie sostenibili, ecc. In questa direzione è necessario dare sostegno alle Amministrazioni impegnate nel ridisegnare gli spazi della mobilità a favore di mezzi sostenibili come TPL, biciclette, micro-mobilità e mezzi elettrici in sharing. In questo periodo, la “scoperta” dello smart working ha consentito di ridurre notevolmente gli spostamenti, ma ha anche evidenziato limiti, quali la mancanza di socialità e il “diritto alla disconnessione” (per evitare un tempo di lavoro senza limiti). Lo smart working non può quindi considerarsi la chiave per la riduzione della mobilità, anche se può senz’altro aiutare, se applicato correttamente. Per il settore dell’auto, il Governo deve aprire il confronto con i sindacati, per un piano di rilancio che garantisca innovazione ecologica e occupazione.
ECONOMIA CIRCOLARE (E CICLO DEI RIFIUTI). Non ci sono dubbi sulla necessità di favorire un modello di sviluppo basato sull’economia circolare, attraverso la diffusione della raccolta differenziata, la tariffazione puntuale, la costruzione di impianti di nuovi impianti di riciclo e per la riparazione dei prodotti, sia per i rifiuti urbani che per quelli speciali, per ridurre l’uso di risorse ed energia, riducendo a pochi punti percentuali, rispetto al totale, il conferimento alle discariche e agli inceneritori.
DIGITAL DIVIDE. Il distanziamento sociale ha reso ancora più evidente la necessità di dotarsi di un piano organico ed adeguato per la connettività tale da garantire, su tutto il territorio nazionale incluse le aree rurali e montane, pari accessibilità alla rete per tutti i cittadini.
COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO E INTERNAZIONALIZZAZIONE. Il contrasto al cambiamento climatico è un’azione collettiva globale a cui l’Italia deve contribuire.
SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA. Centrale dovrà essere il ruolo di Scuola, Università e Ricerca per una Giusta Transizione. L’istruzione è innanzitutto relazione e non può essere sostituita dalla digitalizzazione.La scienza non ha dubbi ormai sulle ricadute delle attività umane sui cambiamenti climatici e sull’urgenza di un cambio di paradigma per un nuovo modello di sviluppo eco-sostenibile. Per tutto ciò è imprescindibile una revisione a tutto tondo del ruolo pubblico, che sia in grado di tornare a governare processi tanto ambiziosi per cui occorrono risorse adeguate.www. coalizioneclima.it (fonte: uff stampa Il Refuso)

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Lombardia: Nuovo modello sanitario con al centro medici e operatori sanitari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

I lombardi meritano una sanità pubblica di qualità che sia in grado di curarli. Servono investimenti nella rete dei medici di famiglia e nella sanità territoriale, quella che il centrodestra ha smantellato in questi anni.Annunciare un mega ospedale da mezzo miliardo di euro, senza avere una visione, senza alcuna condivisione con il territorio, e soprattutto senza mettere in discussione il modello di gestione della sanità lombarda, è la classica operazione da venditori di fumo. Un tentativo di spostare l’attenzione dal fallimento del “modello” leghista di sanità lombarda alla solita proposta propagandistica che se andrà in porto si vedrà tra dieci anni.
Al contrario i lombardi devono avere risposte subito. In modo concreto e realistico chi governa in Lombardia si adoperi subito per valutare i costi e le opere necessarie per consolidare e migliorare l’Ospedale Maggiore di Cremona, e al contempo pensi anche a come valorizzare le altre strutture della provincia per rafforzare tutta la rete territoriale e non indebolirla come ha fatto in questi anni.Questa la reazione del Movimento 5 Stelle, per voce del Senatore Danilo Toninelli e del Consigliere Regionale Marco Degli Angeli, alla proposta dell’europarlamentare di Forza Italia, Salini, di costruire con in fondi del MES un nuovo ospedale da 450 milioni a Cremona.Toninelli e Degli Angeli non si limitano a pensare solo all’infrastruttura ma guardano anche ad un nuovo modello sanitario. “Abbiamo bisogno di maggiori investimenti nella sanità pubblica, del ripristino della rete di medicina di base del territorio, di assistenza domiciliare, dell’infermiere di famiglia, del rafforzamento dei consultori e di più programmi di prevenzione.
Occorrono investimenti in studi epidemiologici, ricerca, in particolare quella oncologica, e laboratori di diagnosi”.Continuano i due portavoce cremonesi del M5S: “Le sparate mediatiche che arrivano dagli esponenti di quella parte politica che per anni ha condiviso e tutt’oggi difende il modello di Sanità voluta da Formigoni e Maroni, rasentano il ridicolo.
Dispiace che anche qualcuno del Partito Democratico si lasci attirare da questo agghiacciante eco di sirene. Tutto questo – concludono Degli Angeli e Toninelli -, non può poi prescindere dalla stabilizzazione dei contratti di medici, infermieri e operatori sanitari, che da anni vivono nel limbo del precariato”.Abbiamo già visto con l’ospedale in Fiera di Milano, che un contenitore vuoto senza risorse umane professionali è un mero spot elettorale. Il M5S in Lombardia lotta da anni per un rafforzamento della sanità pubblica. Ora è giunto il momento che Fontana e la sua compagine di centrodestra ci ascoltino e la smettano di far ingrassare la sanità privata a discapito di quella pubblica.”

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Per un nuovo modello di sviluppo agricolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Il miglior cammino per l’Europa del futuro è quello che conduce a una sovranità alimentare in grado di valorizzare il commercio interno al Vecchio continente – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Nel medio e lungo termine è necessario che tutti gli Stati membri lavorino in questa direzione, che deve essere prioritaria anche rispetto al necessario sostegno alle esportazioni. In occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente, dedicata al declino della biodiversità, è bene inoltre ricordare che Il concetto di sovranità alimentare nasce proprio col fine di rimettere al centro la piccola e media agricoltura sostenibile che rispetta il pianeta, privilegia la qualità e minimizza gli sprechi. Se questo obiettivo era già parte della mission dell’Unione europea, lo è a maggior ragione adesso che la crisi sanitaria si è inevitabilmente trasformata in una crisi economica – continua Tiso. La fornitura di cibo e bevande è diventata ormai un fattore chiave per la ripresa e l’Europa non può dipendere dalle importazioni per garantirla. Le implicazioni di una vera sovranità alimentare sono molteplici. Tra queste ci sono il diritto a un cibo sano e alle risorse per produrlo – mantenendo se stessi e la società – e il diritto di decidere quale sistema alimentare adottare e su quali basi fondarlo. In questo periodo l’Unione europea è chiamata a compiere scelte decisive. Rispetto della biodiversità e sviluppo agricolo saranno obiettivi raggiungibili se in queste settimane raccoglieranno il consenso degli Stati membri per diventare principi guida della nuova politica agricola europea.

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Ripensare ad un nuovo modello di politiche attive del lavoro per la ripresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2020

L’attuale emergenza sanitaria da Covid-19 ha imposto interrogativi profondi sul futuro del mercato del lavoro italiano e in particolar modo su quello delle politiche attive del lavoro. Queste ultime, in particolare, sono senza dubbio centrali perché consentono di accompagnare al lavoro il disoccupato e di provvedere alla formazione dei lavoratori adattando e riqualificando le loro competenze in base alle esigenze del mercato del lavoro. Un ruolo importante e che necessita di essere rafforzato. Il tema è stato discusso ieri nel corso del convegno in videoconferenza “Coronavirus e politiche attive del lavoro”, organizzato dalla Fondazione Consulenti del Lavoro con il patrocinio del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, alla presenza del Presidente della Fondazione Consulenti per il Lavoro, Vincenzo Silvestri, del Direttore della Fondazione, Enrico Limardo, del Direttore Generale dell’Anpal, Paola Nicastro, del Direttore dell’ente regionale Veneto Lavoro, Tiziano Barone, e del prof. ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università di Pisa, Pasqualino Albi.

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“Interrogazione su app “Immuni”, evitare modello “Cina”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

“Usciremo dalla crisi anche grazie all’innovazione ma questo non significa sottovalutare i rischi derivanti dall’abuso di tecnologia. Raccogliamo l’appello del Copasir per la sicurezza dell’app “Immuni” e le modalità di affidamento e gestione, e per questo presenteremo un’interrogazione al governo: come ha detto l’esperto di sicurezza informatica Umberto Rapetto, non sono state rese note le valutazioni della “task force dati”, sull’efficacia della soluzione tecnologica adottata, le sue effettive finalità, sulla sicurezza dei dati che verranno – e lo apprendiamo dalla stampa e non da un’informativa del governo – stoccati in un unico cloud ministeriale, l’assicurazione sulla loro completa anonimizzazione e il funzionamento con i software già installati sul dispositivo. Al netto della gratuità dello sviluppo del sistema, il vero valore sono i dati e, per questo, va coinvolto il Garante della privacy nella valutazione delle modalità di acquisizione delle informazioni di tracciamento. Riteniamo, inoltre, incompleta l’informazione prodotta sulle modalità di selezione dell’azienda – che, ricordiamo, è specializzata in app ludiche e aveva già avanzato il progetto a inizio Marzo, ben prima della “call” del ministero dell’Innovazione – e chiediamo chiarezza sugli aspetti societari.
 I dati clinici sono estremamente appetibili sia nel mercato sanitario che assicurativo, che nel mercato illecito che corre sul web. Non vorremmo che, per le photo opportunity del ministro Pisano, si finisca in un secondo caso di “data breach”, come per il sito dell’INPS. Infine, il parlamento va coinvolto nella fase di test, come già avvenuto in altri contesti: non possiamo mettere in gioco i dati di 60 milioni di italiani con un’ordinanza di Arcuri, un atto amministrativo, mentre andrebbe promulgata un’apposita legislazione. 
Il rischio di scivolare verso il modello “Cina” è enorme, come già rilevato dal Garante della Privacy Soro.
 Anche per questo, con l’intergruppo Intelligenza Artificiale e l’intergruppo Innovazione, abbiamo organizzato un momento di approfondimento online con esperti e analisti che si terrà domani dalle 16.” Così il deputato responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia e co-promotore dell’integruppo parlamentare Innovazione e dell’integruppo Intelligenza Artificiale, Federico Mollicone.

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La California: modello nazionale per affrontare il covid-19?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

by Domenico Maceri. “Siamo estremamente grati a Gavin Newsom e il popolo della California”. “Ricambieremo il favore quando la California ne avrà bisogno”. Così Phil Murphy, governatore del New Jersey, in un tweet in cui riconosceva il bel gesto di Newsom per avere mandato 100 ventilatori polmonari al suo Stato che di questi giorni ne ha veramente bisogno. Con una popolazione di 9 milioni, il New Jersey ha avuto finora più di 50mila contagi di coronavirus e più di 1700 decessi. Altrettanti ventilatori sono stati inviati dalla California all’Illinois e lo Stato di New York, colpiti severamente anche loro. L’epicentro è lo Stato di New York con più di 160mila contagi e 7mila decessi, al primo posto negli Stati Uniti. La California, invece, con una popolazione di 40 milioni, ha sofferto cifre inferiori ma anche notevoli con più di 20mila contagi e poco più di 500 morti.La California, stato liberal in cui i democratici controllano il potere esecutivo e le due camere legislative, ha agito tempestivamente in modo molto responsabile ed è riuscita ad arginare la pandemia del coronavirus. Le cifre inferiori di contagi e decessi, tenendo conto anche della notevole popolazione, paragonabile a non pochi Paesi europei, sono dovute in parte all’amministrazione di Newsom e le sue azioni decisive all’inizio della pandemia, avendo considerato quanto già successo in altri Paesi.Newsom ha agito quasi immediatamente ordinando a tutti i californiani di rimanere a casa eccetto per fare la spesa, andare alle farmacie e qualche altra situazione indispensabile. Inoltre, Gil Garcetti e London Breed, sindaci rispettivamente di Los Angeles e San Francisco, hanno anche loro sottolineato l’importanza di contenere la pandemia, imponendo ulteriori restrizioni. I due hanno ordinato ai commercianti di risorse essenziali che devono rimanere aperti, di fare uso delle mascherine, e di non offrire servizi ai clienti che si rifiutino di fare altrettanto. Queste misure sono state messe in campo per cercare anche di proteggere i lavoratori e il personale di sanità i cui servizi sono indispensabili per tutti.Newsom nel suo ordine ha anche insistito sull’importanza di lavorare da casa se possibile. Ciò è stato accolto favorevolmente nella Silicon Valley, quella parte della California del Nord con le città di San Jose, Santa Clara ecc., centri di aziende come Apple, Google ed altre, per cui lavorare da casa è stato relativamente facile.A favorire il numero ridotto di contagi e vittime è stato anche il fattore di densità demografica in California. Mentre nella zona di New York, New Jersey, Connecticut, la densità di popolazione è forte, in California si tratta di un’altra situazione. Ciononostante i centri urbani del Golden State esistono e includono San Diego, Los Angeles e San Francisco anche se di densità meno forte che nella zona metropolitana di New York.Dal punto di vista di risorse Newsom ha anche avuto successo, ottenendo la cooperazione di parecchie aziende che hanno accettato di servire lo Stato. Newsom ha ottenuto la cooperazione volontaria di aziende capaci di produrre risorse necessarie come mascherine ma anche di ventilatori. Alcune settimane fa il governatore, ex sindaco di San Francisco, ha annunciato la distribuzione di 24 milioni di mascherine N95 che sarebbero fabbricate in California e ha poi dichiarato in una recentissima intervista televisiva che si fabbricheranno 200 milioni di mascherine al mese. L’imprenditore miliardario Ellon Musk ha promesso più di 1000 ventilatori e Bloom Energy, un’azienda di elettronica nella Silicon Valley, ha deciso di modificare la sua fabbrica per costruire e rimettere a nuovo ventilatori.Quando Newsom ha dato il suo ordine di restare a casa a tutti i californiani è stato accusato di volere distruggere l’economia. La sua decisione però ha salvato vite umane. A livello federale, come si sa, il presidente Donald Trump ha minimizzato dall’inizio il pericolo del coronavirus e continua tuttora a lasciare agli Stati di decidere da se stessi, preoccupato dai rischi all’economia più che dalle vite umane. Seguendo le sue indicazioni una decina di Stati dominati da governatori repubblicani non hanno ancora dato l’ordine di stare a casa ai loro cittadini. Alcuni lo hanno fatto tardi e con riluttanza come il governatore della Florida, l’italo-americano Ron DeSantis, il quale alla fine ha ceduto e ha ordinato ai suoi cittadini di stare a casa, senza però tante insistenze. Il governatore della Georgia Brian Kemp, anche lui repubblicano, proprio recentemente ha dato l’ordine di stare a casa, spiegando che solo nelle precedenti 24 ore si era saputo che gli asintomatici possono contagiare altri. Difficile capire in quale caverna Kemp abitasse considerando il fatto che chiunque abbia seguito le notizie era già a conoscenza di questo pericolo.Se le cifre di contagi e decessi in California sono fino ad adesso relativamente bassi, quelli a livello nazionale riflettono una realtà completamente diversa. I contagi negli Usa stanno per oltrepassare 450mila e i decessi 15mila, un primato mondiale tragico. Il governo federale avrebbe dovuto seguire il modello californiano salvando un notevole numero di vite. Il presidente Trump ha però inizialmente minimizzato il pericolo, preoccupandosi più dello stato dell’economia, vedendola come carta decisiva per la sua rielezione. Il 45esimo presidente ha fatto ben poco per assistere gli Stati i quali sono rimasti in grande misura a dovere affrontare la pandemia da soli. Anche dopo avere riconosciuto che la pandemia è una crisi e che lui è un “presidente di guerra” Trump continua i suoi tentativi di presentare un quadro roseo per convincere gli americani che tutto va bene. Che l’economia continui a dominare la sua mente ce lo conferma anche il suo piano di formare una seconda task force sul coronavirus che concentri i suoi sforzi sulla ripresa economica.Il ritiro di Bernie Sanders della corsa alla nomination del Partito Democratico lascia il campo libero al suo rivale Joe Biden, il quale continua a stentare, nonostante sia visto da Trump come avversario temibile. Il buon lavoro di Newsom nell’affrontare la pandemia del covid-19 lo ha già fatto emergere come candidato presidenziale nel caso in cui il 77enne Biden dovesse inciampare. In realtà un altro nome più probabile in questa eventualità sarebbe il governatore Andrew Cuomo di New York il quale, nonostante la seria situazione nel suo Stato, si è conquistato l’ammirazione di tutti gli americani per la sua leadership esemplare di combattere il coronavirus. ( by Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California)

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Presentazione del volume: “Un modello di sviluppo plurisecolare”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

Camerino. Il prossimo 21 febbraio, con inizio alle ore 10, alla Scuola di Giurisprudenza presso il Campus Universitario dell’Università di Camerino, in via D’Accorso, Neil Anthony Harris, professore di Archivistica dell’Università di Udine, e Silvano Bertini, Dirigente del Servizio Attività produttive, Lavoro e Istruzione della Regione Marche, presenteranno il volume “Un modello di sviluppo plurisecolare: economia integrata e vocazione manifatturiera nell’Appennino centrale. Tra memoria storica e prospettive future”, a cura di Emanuela Di Stefano e Tiziana Croce, edito dal Consiglio regionale delle Marche, per la collana Quaderni del Consiglio, n. 302. Porteranno il loro saluto il rettore prof. Claudio Pettinari, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, il capo gabinetto della Presidenza del Consiglio regionale Daniele Salvi e il Direttore della Scuola di Giurisprudenza prof. Rocco Favale. Presenti anche numerosi autori e collaboratori, che con il loro contributo hanno evidenziato le specificità economiche dell’area appenninica all’apogeo del suo sviluppo, allorché era sostenuta da un’economia fiorente basata su manifatture di eccellenza proiettate verso i grandi mercati italiani ed europei. Il volume offre l’immagine di un’area appenninica dinamica e aperta alle innovazioni tecnologiche e agli scambi culturali, superando definitivamente lo stereotipo dell’arretratezza e dell’immobilismo: una realtà storica che offre interessanti suggestioni e indicazioni per un nuovo, auspicabile sviluppo dell’Appennino, nel quale l’investimento nella manifattura culturale e sostenibile può rafforzare un tessuto produttivo innovativo e accompagnare un processo di ricostruzione che tenga conto dell’identità più profonda del territorio e delle istanze di amministratori e imprenditori. Ai partecipanti sarà consegnata copia del libro.

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Il modello di Etienne Monnot per il monumento funebre di Innocenzo XI Odescalchi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Roma Palazzo Barberini Via delle Quattro Fontane, 13 Apertura al pubblico: maggio – novembre 2020 Mostra a cura di Maurizia Cicconi, Michele Di Monte, Paola Nicita e Yuri Primarosa. Le Gallerie Nazionali realizzano un focus attorno al grande modello preliminare in legno dipinto e terracotta dorata per il monumento funebre di papa Innocenzo XI in San Pietro in Vaticano, scolpito a Roma da Etienne Monnot sotto la guida di Maratti attorno al 1695.L’opera, che costituisce un raro esempio di collaborazione tra Monnot e Maratti, si trova da sempre nella cappella privata di Palazzo Odescalchi e non è mai stata esposta al pubblico prima d’ora. In mostra anche un bozzetto in terracotta di Monnot e una serie di opere con soggetto Gli apostoli che Maratti dipinse per la famiglia Barberini, raramente esposte nel loro complesso.Intero 12 € – Ridotto 2 € (ragazzi dai 18 ai 25 anni)

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Sciopero 17 maggio: Il mondo della scuola ha bisogno di certezze

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Considerazione e sostegno. Infatti non investire nell’istituzione scolastica significa non investire nel futuro. Per tutte queste ragioni vogliamo ribadire il nostro pieno sostegno al mondo scolastico e allo sciopero indetto per il 17 Maggio. Va infatti sottolineato che nel corso degli anni le figure del mondo della scuola hanno subito varie forme di delegittimazione, da quelle economiche a quelle pedagogiche. La fine del progetto di regionalizzazione della scuola; la parità di trattamento retributivo tra gli operatori scolastici e quelli del pubblico impiego; il rinnovo del contratto e l’equiparazione degli stipendi dei maestri italiani con quelli europei sono solo alcune delle rivendicazioni che vengono giustamente fatte dal mondo della scuola e a cui il governo deve una risposta seria, tempestiva e trasparente.Dietro alla noncuranza verso chi lavora per formare le prossime generazioni c’è un qualcosa di estremamente malsano e l’incapacità di ragionare in prospettiva. Questo tipo di approccio ha determinato, e determina, ritardi di vario genere; soprattutto nell’acquisizione di competenze tecnico-teoriche da parte dei ragazzi che hanno necessità di inserirsi nel mercato del lavoro. Per noi di Soggetto Giuridico esiste solo un modo per far ripartire il Paese; ed è quello di creare opportunità lavorative in cui l’Italia possa primeggiare e distinguersi. Per farlo, però, serve investire nel creare competenze che siano in grado di mettere il Paese al passo delle maggiori potenze mondiali.

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A Rovereto riprodotto un modello dello Sputnik 1

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

La mostra, che durerà fino al 21 luglio, è stata organizzata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, con Eclipse Events e con il patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il modello sarà esposto nell’ambito della mostra “La Luna. E poi?”, e che tratta della storia della conquista della Luna e dell’esplorazione spaziale con le misure originarie. Lo Sputnik 1 fu lanciato dall’Unione Sovietica il 4 ottobre 1957 e fu il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra. La copia dello Sputnik 1 è stata realizzata da Valter Rossi, collaboratore di Eclipse Events. (by christian.flammia)

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Solutions Group costruisce un modello di Predictive Analytics

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Carlson Wagonlit Travel, società globale di gestione dei viaggi d’affari, ha presentato nuove tecniche di Predictive Analytics, migliorando in modo significativo l’accuratezza delle previsioni, fornendo una visibilità ancora migliore sulle metriche chiave relative al travel e offrendo ai clienti nuove opportunità per controllare le spese di viaggio.
CWT Solutions Group, la divisione di consulenza di CWT, ha sviluppato un modello avanzato che esamina grandi insiemi di dati storici legati alle trasferte, nonché dati pubblici sui prezzi delle materie prime, indicatori macroeconomici, meteo e festività. Questi dati vengono analizzati per identificare schemi e correlazioni, così da generare previsioni affidabili sulla spesa futura di un’azienda, in particolare riguardo al numero di viaggi e al costo per singola trasferta. «Con questi nuovi algoritmi all’avanguardia, possiamo prevedere la spesa di un’azienda con notevole precisione – ha affermato Christophe Renard, Vice President di CWT Solutions Group. – L’analisi predittiva è molto utile per fornire ai nostri clienti approfondimenti e aree su cui intervenire: anche piccole modifiche alle travel policy o agli accordi con i fornitori possono generare grandi risparmi. Essendo una delle più grandi società di viaggi d’affari del mondo, abbiamo a disposizione una miniera di dati. Utilizzando l’analisi predittiva, possiamo davvero far in modo che i dati supportino in modo ancora più esteso le aziende nostre clienti». Il modello di Predictive Analytics è stato provato con successo con uno dei più importanti clienti internazionali di CWT Solutions Group e ha permesso un netto miglioramento nell’accuratezza delle previsioni rispetto ai precedenti approcci. Grazie al suo utilizzo, il cliente è stato in grado di identificare aree con potenziali risparmi fino al 10%. Il test ha anche dimostrato che i risultati migliorano nel tempo man mano che il sistema apprende da serie di dati sempre più ampie.La tecnologia verrà resa disponibile per i clienti di CWT Solutions Group a livello globale nel corso del 2019.

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