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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

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Ripensare ad un nuovo modello di politiche attive del lavoro per la ripresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

L’attuale emergenza sanitaria da Covid-19 ha imposto interrogativi profondi sul futuro del mercato del lavoro italiano e in particolar modo su quello delle politiche attive del lavoro. Queste ultime, in particolare, sono senza dubbio centrali perché consentono di accompagnare al lavoro il disoccupato e di provvedere alla formazione dei lavoratori adattando e riqualificando le loro competenze in base alle esigenze del mercato del lavoro. Un ruolo importante e che necessita di essere rafforzato. Il tema è stato discusso ieri nel corso del convegno in videoconferenza “Coronavirus e politiche attive del lavoro”, organizzato dalla Fondazione Consulenti del Lavoro con il patrocinio del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, alla presenza del Presidente della Fondazione Consulenti per il Lavoro, Vincenzo Silvestri, del Direttore della Fondazione, Enrico Limardo, del Direttore Generale dell’Anpal, Paola Nicastro, del Direttore dell’ente regionale Veneto Lavoro, Tiziano Barone, e del prof. ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università di Pisa, Pasqualino Albi.

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“Interrogazione su app “Immuni”, evitare modello “Cina”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

“Usciremo dalla crisi anche grazie all’innovazione ma questo non significa sottovalutare i rischi derivanti dall’abuso di tecnologia. Raccogliamo l’appello del Copasir per la sicurezza dell’app “Immuni” e le modalità di affidamento e gestione, e per questo presenteremo un’interrogazione al governo: come ha detto l’esperto di sicurezza informatica Umberto Rapetto, non sono state rese note le valutazioni della “task force dati”, sull’efficacia della soluzione tecnologica adottata, le sue effettive finalità, sulla sicurezza dei dati che verranno – e lo apprendiamo dalla stampa e non da un’informativa del governo – stoccati in un unico cloud ministeriale, l’assicurazione sulla loro completa anonimizzazione e il funzionamento con i software già installati sul dispositivo. Al netto della gratuità dello sviluppo del sistema, il vero valore sono i dati e, per questo, va coinvolto il Garante della privacy nella valutazione delle modalità di acquisizione delle informazioni di tracciamento. Riteniamo, inoltre, incompleta l’informazione prodotta sulle modalità di selezione dell’azienda – che, ricordiamo, è specializzata in app ludiche e aveva già avanzato il progetto a inizio Marzo, ben prima della “call” del ministero dell’Innovazione – e chiediamo chiarezza sugli aspetti societari.
 I dati clinici sono estremamente appetibili sia nel mercato sanitario che assicurativo, che nel mercato illecito che corre sul web. Non vorremmo che, per le photo opportunity del ministro Pisano, si finisca in un secondo caso di “data breach”, come per il sito dell’INPS. Infine, il parlamento va coinvolto nella fase di test, come già avvenuto in altri contesti: non possiamo mettere in gioco i dati di 60 milioni di italiani con un’ordinanza di Arcuri, un atto amministrativo, mentre andrebbe promulgata un’apposita legislazione. 
Il rischio di scivolare verso il modello “Cina” è enorme, come già rilevato dal Garante della Privacy Soro.
 Anche per questo, con l’intergruppo Intelligenza Artificiale e l’intergruppo Innovazione, abbiamo organizzato un momento di approfondimento online con esperti e analisti che si terrà domani dalle 16.” Così il deputato responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia e co-promotore dell’integruppo parlamentare Innovazione e dell’integruppo Intelligenza Artificiale, Federico Mollicone.

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La California: modello nazionale per affrontare il covid-19?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

by Domenico Maceri. “Siamo estremamente grati a Gavin Newsom e il popolo della California”. “Ricambieremo il favore quando la California ne avrà bisogno”. Così Phil Murphy, governatore del New Jersey, in un tweet in cui riconosceva il bel gesto di Newsom per avere mandato 100 ventilatori polmonari al suo Stato che di questi giorni ne ha veramente bisogno. Con una popolazione di 9 milioni, il New Jersey ha avuto finora più di 50mila contagi di coronavirus e più di 1700 decessi. Altrettanti ventilatori sono stati inviati dalla California all’Illinois e lo Stato di New York, colpiti severamente anche loro. L’epicentro è lo Stato di New York con più di 160mila contagi e 7mila decessi, al primo posto negli Stati Uniti. La California, invece, con una popolazione di 40 milioni, ha sofferto cifre inferiori ma anche notevoli con più di 20mila contagi e poco più di 500 morti.La California, stato liberal in cui i democratici controllano il potere esecutivo e le due camere legislative, ha agito tempestivamente in modo molto responsabile ed è riuscita ad arginare la pandemia del coronavirus. Le cifre inferiori di contagi e decessi, tenendo conto anche della notevole popolazione, paragonabile a non pochi Paesi europei, sono dovute in parte all’amministrazione di Newsom e le sue azioni decisive all’inizio della pandemia, avendo considerato quanto già successo in altri Paesi.Newsom ha agito quasi immediatamente ordinando a tutti i californiani di rimanere a casa eccetto per fare la spesa, andare alle farmacie e qualche altra situazione indispensabile. Inoltre, Gil Garcetti e London Breed, sindaci rispettivamente di Los Angeles e San Francisco, hanno anche loro sottolineato l’importanza di contenere la pandemia, imponendo ulteriori restrizioni. I due hanno ordinato ai commercianti di risorse essenziali che devono rimanere aperti, di fare uso delle mascherine, e di non offrire servizi ai clienti che si rifiutino di fare altrettanto. Queste misure sono state messe in campo per cercare anche di proteggere i lavoratori e il personale di sanità i cui servizi sono indispensabili per tutti.Newsom nel suo ordine ha anche insistito sull’importanza di lavorare da casa se possibile. Ciò è stato accolto favorevolmente nella Silicon Valley, quella parte della California del Nord con le città di San Jose, Santa Clara ecc., centri di aziende come Apple, Google ed altre, per cui lavorare da casa è stato relativamente facile.A favorire il numero ridotto di contagi e vittime è stato anche il fattore di densità demografica in California. Mentre nella zona di New York, New Jersey, Connecticut, la densità di popolazione è forte, in California si tratta di un’altra situazione. Ciononostante i centri urbani del Golden State esistono e includono San Diego, Los Angeles e San Francisco anche se di densità meno forte che nella zona metropolitana di New York.Dal punto di vista di risorse Newsom ha anche avuto successo, ottenendo la cooperazione di parecchie aziende che hanno accettato di servire lo Stato. Newsom ha ottenuto la cooperazione volontaria di aziende capaci di produrre risorse necessarie come mascherine ma anche di ventilatori. Alcune settimane fa il governatore, ex sindaco di San Francisco, ha annunciato la distribuzione di 24 milioni di mascherine N95 che sarebbero fabbricate in California e ha poi dichiarato in una recentissima intervista televisiva che si fabbricheranno 200 milioni di mascherine al mese. L’imprenditore miliardario Ellon Musk ha promesso più di 1000 ventilatori e Bloom Energy, un’azienda di elettronica nella Silicon Valley, ha deciso di modificare la sua fabbrica per costruire e rimettere a nuovo ventilatori.Quando Newsom ha dato il suo ordine di restare a casa a tutti i californiani è stato accusato di volere distruggere l’economia. La sua decisione però ha salvato vite umane. A livello federale, come si sa, il presidente Donald Trump ha minimizzato dall’inizio il pericolo del coronavirus e continua tuttora a lasciare agli Stati di decidere da se stessi, preoccupato dai rischi all’economia più che dalle vite umane. Seguendo le sue indicazioni una decina di Stati dominati da governatori repubblicani non hanno ancora dato l’ordine di stare a casa ai loro cittadini. Alcuni lo hanno fatto tardi e con riluttanza come il governatore della Florida, l’italo-americano Ron DeSantis, il quale alla fine ha ceduto e ha ordinato ai suoi cittadini di stare a casa, senza però tante insistenze. Il governatore della Georgia Brian Kemp, anche lui repubblicano, proprio recentemente ha dato l’ordine di stare a casa, spiegando che solo nelle precedenti 24 ore si era saputo che gli asintomatici possono contagiare altri. Difficile capire in quale caverna Kemp abitasse considerando il fatto che chiunque abbia seguito le notizie era già a conoscenza di questo pericolo.Se le cifre di contagi e decessi in California sono fino ad adesso relativamente bassi, quelli a livello nazionale riflettono una realtà completamente diversa. I contagi negli Usa stanno per oltrepassare 450mila e i decessi 15mila, un primato mondiale tragico. Il governo federale avrebbe dovuto seguire il modello californiano salvando un notevole numero di vite. Il presidente Trump ha però inizialmente minimizzato il pericolo, preoccupandosi più dello stato dell’economia, vedendola come carta decisiva per la sua rielezione. Il 45esimo presidente ha fatto ben poco per assistere gli Stati i quali sono rimasti in grande misura a dovere affrontare la pandemia da soli. Anche dopo avere riconosciuto che la pandemia è una crisi e che lui è un “presidente di guerra” Trump continua i suoi tentativi di presentare un quadro roseo per convincere gli americani che tutto va bene. Che l’economia continui a dominare la sua mente ce lo conferma anche il suo piano di formare una seconda task force sul coronavirus che concentri i suoi sforzi sulla ripresa economica.Il ritiro di Bernie Sanders della corsa alla nomination del Partito Democratico lascia il campo libero al suo rivale Joe Biden, il quale continua a stentare, nonostante sia visto da Trump come avversario temibile. Il buon lavoro di Newsom nell’affrontare la pandemia del covid-19 lo ha già fatto emergere come candidato presidenziale nel caso in cui il 77enne Biden dovesse inciampare. In realtà un altro nome più probabile in questa eventualità sarebbe il governatore Andrew Cuomo di New York il quale, nonostante la seria situazione nel suo Stato, si è conquistato l’ammirazione di tutti gli americani per la sua leadership esemplare di combattere il coronavirus. ( by Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California)

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Presentazione del volume: “Un modello di sviluppo plurisecolare”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

Camerino. Il prossimo 21 febbraio, con inizio alle ore 10, alla Scuola di Giurisprudenza presso il Campus Universitario dell’Università di Camerino, in via D’Accorso, Neil Anthony Harris, professore di Archivistica dell’Università di Udine, e Silvano Bertini, Dirigente del Servizio Attività produttive, Lavoro e Istruzione della Regione Marche, presenteranno il volume “Un modello di sviluppo plurisecolare: economia integrata e vocazione manifatturiera nell’Appennino centrale. Tra memoria storica e prospettive future”, a cura di Emanuela Di Stefano e Tiziana Croce, edito dal Consiglio regionale delle Marche, per la collana Quaderni del Consiglio, n. 302. Porteranno il loro saluto il rettore prof. Claudio Pettinari, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, il capo gabinetto della Presidenza del Consiglio regionale Daniele Salvi e il Direttore della Scuola di Giurisprudenza prof. Rocco Favale. Presenti anche numerosi autori e collaboratori, che con il loro contributo hanno evidenziato le specificità economiche dell’area appenninica all’apogeo del suo sviluppo, allorché era sostenuta da un’economia fiorente basata su manifatture di eccellenza proiettate verso i grandi mercati italiani ed europei. Il volume offre l’immagine di un’area appenninica dinamica e aperta alle innovazioni tecnologiche e agli scambi culturali, superando definitivamente lo stereotipo dell’arretratezza e dell’immobilismo: una realtà storica che offre interessanti suggestioni e indicazioni per un nuovo, auspicabile sviluppo dell’Appennino, nel quale l’investimento nella manifattura culturale e sostenibile può rafforzare un tessuto produttivo innovativo e accompagnare un processo di ricostruzione che tenga conto dell’identità più profonda del territorio e delle istanze di amministratori e imprenditori. Ai partecipanti sarà consegnata copia del libro.

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Il modello di Etienne Monnot per il monumento funebre di Innocenzo XI Odescalchi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Roma Palazzo Barberini Via delle Quattro Fontane, 13 Apertura al pubblico: maggio – novembre 2020 Mostra a cura di Maurizia Cicconi, Michele Di Monte, Paola Nicita e Yuri Primarosa. Le Gallerie Nazionali realizzano un focus attorno al grande modello preliminare in legno dipinto e terracotta dorata per il monumento funebre di papa Innocenzo XI in San Pietro in Vaticano, scolpito a Roma da Etienne Monnot sotto la guida di Maratti attorno al 1695.L’opera, che costituisce un raro esempio di collaborazione tra Monnot e Maratti, si trova da sempre nella cappella privata di Palazzo Odescalchi e non è mai stata esposta al pubblico prima d’ora. In mostra anche un bozzetto in terracotta di Monnot e una serie di opere con soggetto Gli apostoli che Maratti dipinse per la famiglia Barberini, raramente esposte nel loro complesso.Intero 12 € – Ridotto 2 € (ragazzi dai 18 ai 25 anni)

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Sciopero 17 maggio: Il mondo della scuola ha bisogno di certezze

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Considerazione e sostegno. Infatti non investire nell’istituzione scolastica significa non investire nel futuro. Per tutte queste ragioni vogliamo ribadire il nostro pieno sostegno al mondo scolastico e allo sciopero indetto per il 17 Maggio. Va infatti sottolineato che nel corso degli anni le figure del mondo della scuola hanno subito varie forme di delegittimazione, da quelle economiche a quelle pedagogiche. La fine del progetto di regionalizzazione della scuola; la parità di trattamento retributivo tra gli operatori scolastici e quelli del pubblico impiego; il rinnovo del contratto e l’equiparazione degli stipendi dei maestri italiani con quelli europei sono solo alcune delle rivendicazioni che vengono giustamente fatte dal mondo della scuola e a cui il governo deve una risposta seria, tempestiva e trasparente.Dietro alla noncuranza verso chi lavora per formare le prossime generazioni c’è un qualcosa di estremamente malsano e l’incapacità di ragionare in prospettiva. Questo tipo di approccio ha determinato, e determina, ritardi di vario genere; soprattutto nell’acquisizione di competenze tecnico-teoriche da parte dei ragazzi che hanno necessità di inserirsi nel mercato del lavoro. Per noi di Soggetto Giuridico esiste solo un modo per far ripartire il Paese; ed è quello di creare opportunità lavorative in cui l’Italia possa primeggiare e distinguersi. Per farlo, però, serve investire nel creare competenze che siano in grado di mettere il Paese al passo delle maggiori potenze mondiali.

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A Rovereto riprodotto un modello dello Sputnik 1

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

La mostra, che durerà fino al 21 luglio, è stata organizzata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, con Eclipse Events e con il patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il modello sarà esposto nell’ambito della mostra “La Luna. E poi?”, e che tratta della storia della conquista della Luna e dell’esplorazione spaziale con le misure originarie. Lo Sputnik 1 fu lanciato dall’Unione Sovietica il 4 ottobre 1957 e fu il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra. La copia dello Sputnik 1 è stata realizzata da Valter Rossi, collaboratore di Eclipse Events. (by christian.flammia)

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Solutions Group costruisce un modello di Predictive Analytics

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Carlson Wagonlit Travel, società globale di gestione dei viaggi d’affari, ha presentato nuove tecniche di Predictive Analytics, migliorando in modo significativo l’accuratezza delle previsioni, fornendo una visibilità ancora migliore sulle metriche chiave relative al travel e offrendo ai clienti nuove opportunità per controllare le spese di viaggio.
CWT Solutions Group, la divisione di consulenza di CWT, ha sviluppato un modello avanzato che esamina grandi insiemi di dati storici legati alle trasferte, nonché dati pubblici sui prezzi delle materie prime, indicatori macroeconomici, meteo e festività. Questi dati vengono analizzati per identificare schemi e correlazioni, così da generare previsioni affidabili sulla spesa futura di un’azienda, in particolare riguardo al numero di viaggi e al costo per singola trasferta. «Con questi nuovi algoritmi all’avanguardia, possiamo prevedere la spesa di un’azienda con notevole precisione – ha affermato Christophe Renard, Vice President di CWT Solutions Group. – L’analisi predittiva è molto utile per fornire ai nostri clienti approfondimenti e aree su cui intervenire: anche piccole modifiche alle travel policy o agli accordi con i fornitori possono generare grandi risparmi. Essendo una delle più grandi società di viaggi d’affari del mondo, abbiamo a disposizione una miniera di dati. Utilizzando l’analisi predittiva, possiamo davvero far in modo che i dati supportino in modo ancora più esteso le aziende nostre clienti». Il modello di Predictive Analytics è stato provato con successo con uno dei più importanti clienti internazionali di CWT Solutions Group e ha permesso un netto miglioramento nell’accuratezza delle previsioni rispetto ai precedenti approcci. Grazie al suo utilizzo, il cliente è stato in grado di identificare aree con potenziali risparmi fino al 10%. Il test ha anche dimostrato che i risultati migliorano nel tempo man mano che il sistema apprende da serie di dati sempre più ampie.La tecnologia verrà resa disponibile per i clienti di CWT Solutions Group a livello globale nel corso del 2019.

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Un nuovo modello di medicina

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Se ci limitiamo a osservare quanto accade nei nosocomi italiani e le metodiche adottate sia dal punto di vista della prestazione sanitaria sia alberghiera, ci chiediamo se sia possibile adottare un modulo diverso per favorire un percorso virtuoso dell’assistenza che tenga in maggior conto il valore della persona e il suo rapporto con i suoi nuovi soggetti: medici, infermieri, personale ausiliario e amministrativo. L’Italia, nello specifico, ha già fatto una scelta di campo con l’assistenza universale affermando la necessità che tutti possano accedervi, a prescindere dalle loro condizioni economiche. Ciò comporta, ovviamente, un costo sociale non indifferente. Lungo questo tragitto “virtuoso” si frappongono, in aggiunta, vari ostacoli. Essi sono ascrivibili non tanto e non solo alla qualità delle prestazioni ma al modo come sono effettuate e ai tempi richiesti, oltre all’utilizzo di personale, in particolare infermieristico specializzato.
A questo punto ci chiediamo se fermo restando la prestazione universalistica non si possa fare di meglio e di diverso. Questo tracciato non solo è auspicabile ma, a mio avviso, è possibile praticarlo se partiamo dall’idea che la prevenzione è la risposta più adeguata per una migliore razionalizzazione delle risorse, per evitare gli sprechi, per favorire l’interdisciplinarietà delle pratiche mediche, il lavoro clinico di ricerca.
In questo caso tutta la filiera assistenziale dovrebbe essere rivista e adeguata a un assunto che vada oltre i tempi di attesa per interventi o controlli di qualsivoglia natura e ponga al centro dell’interesse condiviso sia il malato, cronico o acuto, sia gli altri soggetti che vi ruotano attorno. Un check-up generalizzato dovrebbe permetterci l’esistenza di centri di eccellenza e interdisciplinari che offrano una visione d’insieme delle prestazioni sanitarie e prevedere, invece, altri moduli capaci di adottare terapie ad hoc in casi accertati per i trattamenti mirati. D’altra parte avere circa cento specialità e lasciarle a se stesse senza prevedere una sintesi nel processo terapeutico è un aspetto deformante della medicina che non si può accettare. Ora se questo discorso è possibile affrontarlo senza pregiudizi, prevenzioni o chiusure corporative o interessi di bottega dalla farmaceutica alle imprese produttrici di strumentazioni e apparecchiature sanitarie, di certo potremmo ottenere una risposta capace d’inquadrare meglio le opportunità e anche correggere gli aspetti negativi che ne potrebbero derivare e apporvi possibili correttivi. Sicuramente è suggestiva l’idea che vi sia, nella costanza della vita di ogni individuo, la possibilità di un controllo continuo, quasi automatico, delle sue condizioni di salute. Sarebbe finalizzato a prevenire qualsiasi alterazione del suo status fisico e mentale con una metodica attenta e scrupolosa che permetta, di conseguenza, di avvertire in tempi utili taluni processi degenerativi asintomatici e dai quali possono derivarne effetti perversi e debilitanti e conseguenti percorsi lungodegenziali con l’adozione di farmaci costosi e frequentazioni in centri di riabilitazione motoria e neuronale.
Se i critici o anche i burocrati obiettassero che l’Italia non sarebbe in grado di sobbarcarsi un costo per la prevenzione medica che riguardi tutta la popolazione, dovremmo loro chiedere cosa risparmierebbero evitando di curare a posteriori.
Apriamo un dibattito che sappia coinvolgere uomini e donne di scienza medica e i politici, ma anche sociologi e antropologi. Apriamo il discorso ai media e, tramite loro, all’opinione pubblica affinché si prenda coscienza che è possibile andare oltre l’assistenza universale prevedendo una “prevenzione universale”. Essa oggi è più necessaria che in passato poiché numerose e subdole sono le minacce, per la nostra salute, che ci attraversano e che non vi sono più confini che possono frenare le pandemie o qualsiasi altro pericolo: pensiamo al nucleare ma anche agli agenti chimici irrorati sul terreno a uso agricolo ecc. e che espongono il nostro corpo a infiltrazioni infettive sempre più massive e devastanti. (Riccardo Alfonso)

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Il sistema sanitario basato sul valore: un modello che può salvare 25mila vite ogni anno in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Oltre 25.000 vite potrebbero essere salvate all’anno in Italia se i tassi di mortalità delle regioni con performance peggiore raggiungessero il valore medio nazionale. Questa riduzione del 5% del tasso di mortalità nazionale è solo un esempio del grande impatto che un sistema sanitario basato sul valore avrebbe in Italia, come descritto nel nuovo studio di The Boston Consulting Group “Generare valore, un approccio in tre fasi” sullo stato attuale della salute pubblica. La ricerca di BCG svela alcune tendenze significative del sistema sanitario nazionale:
· Italiani più longevi, ma meno sani: il dato di aspettativa di vita, che continua ad aumentare leggermente, non dice tutto dello stato di salute della popolazione. Tra il 2005 e il 2015, infatti, la percentuale di cittadini che lamentano un cattivo o un pessimo stato di salute è cresciuta dal 9,9 al 12,5%: un fenomeno che non ha paragoni negli altri quattro principali Paesi dell’UE (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna).
· Finanziamenti in calo per la sanità pubblica: la percentuale di spesa sanitaria sostenuta dal finanziamento pubblico è in continua riduzione (78% nel 2008, 76% nel 2012, 75% nel 2016), avvicinando sempre più l’Italia a Paesi storicamente meno universalistici, come Svizzera (64%) e Stati Uniti (49%).
· Variabilità regionale, l’ospedale più vicino non è necessariamente il migliore: ospedali poco distanti possono mostrare differenze significative in termini di processi ed esiti clinici. Ad esempio, in una delle regioni più avanzate dal punto di vista degli esiti di salute, la possibilità di subire, entro due giorni, l’intervento chirurgico necessario per una frattura al femore può variare dal 15 al 95%, mentre in un’altra regione la mortalità a 30 giorni a seguito di infarto miocardico acuto varia dal 5 all’11% a seconda della qualità e dell’efficienza dell’ospedale in cui si è trattati. Un sistema sanitario basato sul valore per il paziente parte da un concetto semplice: per ottenere risultati migliori gli esiti vanno guardati non solo con gli occhi dello specialista, ma anche con quelli del paziente. E creare valore per il paziente deve essere sia l’obiettivo ultimo, che un vantaggio competitivo sempre più strategico per payer e provider del settore sanitario. La divisione Health Care di BCG Italia supporta gli attori principali del settore, a livello nazionale e internazionale, nella trasformazione dei loro modelli di business, affinché possano offrire servizi economicamente competitivi ma, al tempo stesso, in grado di migliorare i risultati dei pazienti e garantire la crescita sostenibile delle organizzazioni.Quanto alla possibilità di mettere in pratica tale sistema basato sul valore, Stefano Cazzaniga, Principal di BCG, commenta: “Nonostante le numerose sfide, il sistema sanitario italiano resta uno dei migliori al mondo. Affinché questo eccellente posizionamento sia sostenibile nel tempo, bisogna innescare un nuovo cardine, legato al concetto di valore e di impatto sulla vita del paziente. Sono necessarie azioni decise e rapide, come affrontare in maniera sistematica l’eterogeneità fra gli esiti delle regioni e dei singoli ospedali e intervenire per scongiurare l’insostenibilità dei costi, che si traduce in una difficoltà degli accessi e in un’impennata della spesa privata. Sempre coniugando la prospettiva dei pazienti (gli esiti clinici) con quella del sistema (la sostenibilità)”.

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Il modello Invimit impressiona favorevolmente i francesi

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Anche la Francia potrebbe essere interessata a creare una “Società di gestione del risparmio” simile ad Invimit: è quanto emerso al termine di un incontro tra il presidente della stessa Invimit, Massimo Ferrarese, e una delegazione della Commissione Finanze del Senato francese. L’incontro, organizzato dall’Ambasciata di Francia in Italia, era finalizzato alla conoscenza del funzionamento della Sgr pubblica italiana.Il presidente Ferrarese ha ricevuto a Roma, presso la sede di Invimit, Carcenac Thierry (senatore della provincia del Tarn-Occitanie) e Nougein Claude (senatore di Corrèze–Nouvelle Aquitaine).Nel corso dell’incontro la delegazione francese è rimasta favorevolmente colpita dai risultati che Invimit è riuscita a realizzare, tra l’altro decuplicando, negli ultimi tre anni, il patrimonio gestito, passato da 120 milioni di euro a un miliardo 200 milioni di euro.Il presidente Ferrarese si è detto particolarmente soddisfatto per il buon risultato raggiunto da Invimit centrando l’obiettivo primario di riduzione del debito pubblico per oltre 450 milioni di euro. I due senatori francesi sono apparsi favorevolmente impressionati dall’efficacia di Invimit tanto da essere interessati a verificare le condizioni per la creazione anche in Francia di una Sgr pubblica, proprio sulla base del modello realizzato dal Ministero delle Finanze italiano con Invimit.

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Il modello italiano di nazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

Le grandi nazioni si sono costruite essenzialmente su due modelli, quello legittimistico basato sull’alleanza fra il “trono” e “l’altare” e quello giacobino della “nazione in armi”.
Qual è il modello italiano? Se penso al nostro Risorgimento mi pare impossibile inquadrare la sua evoluzione in uno dei due citati modelli.
D’altra parte la nazione “legittimista” finì con il realizzarsi con il concordato del 1929 che chiudeva la questione romana, identificata da Antonio Gramsci come il problema principale (insieme con quella meridionale) per la realizzazione effettiva dell’unità nazionale. Fu una partenza debole, per le istituzioni liberali, essendo rimaste a lungo prive dell’apporto delle masse cattoliche e contadine. E’ in quella fase che il nazionalismo diventa, proprio perché espressione di élite ristrette, antiparlamentare e potenzialmente eversivo. La rivincita dell’idea della nazione in armi venne con la Resistenza, in cui però le motivazioni patriottiche e quelle classiste non si fusero mai completamente, la lotta sociale s’intrecciò con la guerra civile, e il risultato fu la costruzione di un nuovo Stato e di un nuovo patto costituzionale che prescindeva dall’idea di nazione. Un’altra indicativa svolta l’abbiamo avuta nel 1948, dove i vincitori si raccolsero intorno alla figura di Alcide de Gasperi e i perdenti si sentirono stranieri in patria. Ancora una volta il vento del cambiamento nelle relazioni internazionali dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 riportò in Italia un sostanziale reinserimento delle forze di origine comunista e il loro modo di riconciliarsi pienamente con l’idea di nazione. Oggi, probabilmente, siamo di fronte a nuove forme evolutive del nostro modello di nazione. La sua crescita è in una fase iniziale per cui per il momento è arduo dare una definizione esaustiva. Vedremo nei prossimi anni. Ciò che, tuttavia, mi appare indicativo è che nell’attesa del nuovo corso ci siamo imbattuti in un risveglio dei localismi e delle tendenze separatiste. La verità è che abbiamo fatto poco per dare al sistema paese il suo assetto unitario lasciando che il meridione restasse indietro rispetto agli stimoli innovativi esercitati nel Nord.
Ora questo nodo irrisolto giunge al pettine e potrebbe guastare la festa a quella parte degli italiani che sente vivo il sentimento unitario. (Riccardo Alfonso)

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Puglia: Un nuovo modello di sviluppo economico basato sulla cultura

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

BariE’ questo l’obiettivo della Regione Puglia che ha presentato il Piano Strategico della Cultura nell’ambito della seconda edizione della Manifestazione “All Routes Lead to Rome”, evento ufficiale dell’Anno Mondiale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, proclamato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO).
Con un investimento di 400 milioni di euro per dieci anni (2017-2016) la Puglia ha deciso di puntare sulla cultura. Un Piano di duecento pagine che intende sviluppare un prodotto culturale capace di generare lavoro e che auspica il pieno coinvolgimento del tessuto produttivo e delle comunità.
Durante il Workshop “Verso l’economia della felicità – PIIIL Cultura in Puglia” tenutosi nel Salone delle Conferenze di Palazzo Massimo, gremito di gente, la Puglia è emersa come la prima Regione in Italia ad aver redatto un Piano strategico decennale della cultura.“La valorizzare dell’identità della Puglia – ha sottolineato Loredana Capone, Assessore Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, nell’intervento in video – è fondamentale anche per dare una prospettiva di lavoro ai nostri giovani”.
«La Puglia ha dimostrato che si può investire una cifra altissima solo sulla cultura. – ha spiegato Aldo Patruno, direttore Dipartimento Turismo, Economia della Cultura della Regione Puglia – La sfida che ci poniamo è molto difficile, ma ci muoviamo tutti verso uno sviluppo culturale di qualità, un sistema che viaggia verso un’unica direzione e mira alla valorizzazione del patrimonio culturale».
Strumento di pianificazione e sviluppo nel lungo periodo, il “PIIIL Cultura” si ispira alle 5 M del territorio: Mediterraneo, Mondo, Madre, Mezzogiorno e Mare, con l’intenzione di internazionalizzare le sue bellezze e di costruire la sua specificità a partire da alcune tematiche su cui la Regione è particolarmente sensibile. Si mira infatti al Prodotto, che deve essere di qualità, al Lavoro, perché senza buona occupazione non c’è Economia della Cultura; alla valorizzazione dell’Identità, alla Cultura d’Impresa, in grado di realizzare innovazione di prodotto e di processo.
«Per il Teatro Pubblico Pugliese è una grande soddisfazione, – ha inoltre commentato Carmelo Grassi, Presidente Teatro Pubblico Pugliese – il Piano non è un semplice documento di programmazione, ma è una scelta condivisa sul futuro».
«La Puglia è una di quelle poche regioni – ha affermato Claudio Bocci direttore di Federculture,- che ha ben compreso l’importanza della cultura come elemento costitutivo dello sviluppo di un territorio. La cultura è un’area del welfare, è cibo dell’anima e se viene inserita in un piano di sviluppo integrato e partecipato può dare vita a grandi opportunità». Un sistema che si muove quindi in un’unica direzione verso la nascita di un’imprenditorialità culturale.«Il Piano rappresenta uno strumento concreto di sviluppo economico, – ha affermato Paolo Ponzio, coordinatore Piano Strategico regionale della Cultura – in Puglia stanno nascendo imprese che vivono di economia culturale, che incoraggia il turismo regionale e permette la destagionalizzazione del turismo, visto come strumento di trasmissione della cultura».
Nel pomeriggio vari relatori si sono soffermati sui dettagli programmatici del Piano e sono stati illustrati alcuni Bandi regionali e analizzate le azioni prioritarie work in progress.

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Il modello italiano di nazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

alcide de gasperiLe grandi nazioni si sono costruite essenzialmente su due modelli, quello legittimistico basato sull’alleanza fra il “trono” e “l’altare” e quello giacobino della “nazione in armi”.
Qual è il modello italiano? Se penso al nostro Risorgimento mi pare impossibile inquadrare la sua evoluzione in uno dei due modelli citati.
D’altra parte la nazione “legittimista” finì con il realizzarsi con il concordato del 1929 che chiudeva la questione romana, identificata da Antonio Gramsci come il problema principale (insieme con quella meridionale) per la realizzazione effettiva dell’unità nazionale. Fu una partenza debole, per le istituzioni liberali, essendo rimaste a lungo prive dell’apporto delle masse cattoliche e contadine. E’ in quella fase che il nazionalismo diventa, proprio perché espressione di élite ristrette, antiparlamentare e potenzialmente eversivo. La rivincita dell’idea della nazione in armi venne con la Resistenza, in cui però le motivazioni patriottiche e quelle classiste non togliatti_gramscisi fusero mai completamente, la lotta sociale s’intrecciò con la guerra civile, e il risultato fu la costruzione di un nuovo Stato e di un nuovo patto costituzionale che prescindeva dall’idea di nazione. Un’altra indicativa svolta l’abbiamo avuta nel 1948, dove i vincitori si raccolsero intorno alla figura di Alcide de Gasperi e i perdenti si sentirono stranieri in patria. Ancora una volta il vento del cambiamento nelle relazioni internazionali dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 riportò in Italia un sostanziale reinserimento delle forze di origine comunista e il loro modo di riconciliarsi pienamente con l’idea di nazione. Oggi, probabilmente, siamo di fronte a nuove forme evolutive del nostro modello di nazione. La sua crescita è in una fase iniziale per cui per il momento è arduo dare una definizione esaustiva. Vedremo nei prossimi anni. Ciò che, tuttavia, mi appare indicativo è che nell’attesa del nuovo corso ci siamo imbattuti in un risveglio dei localismi e delle tendenze separatiste. La verità è che abbiamo fatto poco per dare al sistema paese il suo assetto unitario lasciando che il meridione restasse indietro rispetto agli stimoli innovativi esercitati nel Nord.
Ora questo nodo irrisolto giunge al pettine e potrebbe guastare la festa a quella parte di italiani che sente vivo il sentimento unitario. (Riccardo Alfonso)

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Un nuovo modello di governo dell’economia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

opportunita-lavoroIntendiamo rappresentare in questo concetto i due aspetti più qualificanti oggi più avvertiti e che sono il patto di stabilità e quello per l’occupazione. Lo sviluppo del primo percorso è già delineato, il secondo poggia su un approfondito coordinamento delle politiche economiche occupazionali, di assistenza agli Stati membri nella elaborazione complessiva di tali politiche, le quali rimangono pur sempre di responsabilità dei singoli Paesi che debbono produrre risultati economici nazionali convergenti. Il monitoraggio, la verifica e la valutazione della coerenza delle politiche nazionali con i grandi orientamenti comunitari, sono affidati ad una sorveglianza multilaterale organizzata “inter pares”: sono coinvolti Commissione, Consiglio e tutti gli Stati membri. In particolare, il patto per l’occupazione tende a fare la sintesi tra le riforme economiche strutturali e la strategia coordinata per l’occupazione. Introduce inoltre un dialogo macroeconomico comunitario tra responsabili nazionali e comunitari delle politiche macroeconomiche e partners sociali (imprenditori e sindacati) organizzati sul piano comunitario a Bruxelles. L’obiettivo principale del “dialogo” è quello di migliorare l’interazione tra l’evoluzione dei salari e le politiche nei campi monetario, di bilancio e fiscale. Il ruolo dei partner sociali nel processo di formazione dei salari è giudicato essenziale perché, insieme ad altri fattori, incide notevolmente sulla stabilità dei prezzi e può consentire risultati economici soddisfacenti. Secondo il “gruppo dei 10”, allo stadio attuale, il modello di “governance europea” dell’economia, che fa da pendant al governo unico della moneta, ha evidenziato numerosi punti deboli nella sua applicazione. Tra questi l’insufficiente divulgazione degli orientamenti comunitari e dei processi avviati per rispettarli, dei programmi governativi trasmessi a Bruxelles e delle raccomandazioni comunitarie agli inadempienti; ed anche le scarse ripercussioni del “dialogo macroeconomico comunitario” che si incentra soprattutto sullo sviluppo delle infrastrutture e sulla cooperazione. Queste carenze impediscono una presa di coscienza collettiva delal nuova realtà e del modo di governarla. In definitiva rendono più difficile l’assunzione collettiva di responsabilità, ai vari livelli nazionali, regionali e locali, perché la società civile, le parti sociali, i mercati non si sentono ancora parte attiva del processo di coordinamento economico europeo.
(Riccardo Alfonso direttore Centro studi economici e finanziari della Fidest da “Lezioni di economia”)

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L’Italia e il “nuovo” modello energetico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

energiaenergia1Si chiude a Roma il G7 Energia senza neanche la solita, rituale, dichiarazione congiunta conclusiva. Neppure sulle formule di rito si trova un accordo. Già alla strada del contrasto al cambiamento climatico non bastavano le roboanti dichiarazioni di impegno in sede internazionale, se le politiche nazionali restano poco ambiziose ed ancorate allo sfruttamento intensivo delle fonti fossili. Adesso, con l’amministrazione Trump al potere, neanche la forma è salva. Intanto il governo italiano annuncia che presenterà le linee guida della nuova Sen il 27 aprile. Linee guida decise in stanze chiuse, assieme alle lobbies del fossile, senza reali processi partecipativi, senza il profondo ripensamento di modello energetico che sarebbe necessario. Di certo non si taglieranno gli incentivi alle fonti fossili, non si bloccheranno nuovi progetti estrattivi, non si cambierà la strategia rifiuti basata sull’incenerimento, non si incentiverà la produzione diffusa di energia. Però si continuerà ad affermare, senza alcuna coerenza, che l’Italia è protagonista della lotta ai cambiamenti climatici. (foto. energia)

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Integratori alimentari: il farmacista al centro di un modello virtuoso

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

integratoriLe patologie croniche sono un ampio gruppo di malattie caratterizzate da una progressiva degenerazione, con un forte impatto socio economico e una ricaduta sulla qualità di vita di chi ne è affetto. In particolare, quelle legate alla salute delle ossa, al colesterolo alto, all’ipertensione, al diabete, all’apparato circolatorio, incidono su una popolazione caratterizzata da un elevato invecchiamento. Esse sono infatti più frequenti nella fascia dei Senior, tra i 55 e i 74 anni, composta da quasi 15 milioni di individui. Una quota non trascurabile di queste malattie è dovuta a stili di vita scorretti, quali fumo, alcool, mancanza di attività fisica, cattiva alimentazione. Tuttavia all’interno di questa categoria della popolazione, come emerge dalla ricerca di Gfk per FederSalus “Salute, ciclo di vita e integratori”, circa 2 milioni sono i cosiddetti Active Aging, persone attive, dedite alla cura di sé e alla promozione del proprio benessere, che mettono in pratica atteggiamenti verso la salute competenti e responsabili. In una logica di attenzione alla salute e orientamento alla prevenzione, gli Active Aging integrano più degli altri la propria alimentazione. Questa nuova fascia della popolazione costituisce un modello comportamentale da tenere in considerazione e che, se supportato, porterebbe a significativi risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale.Il ruolo del farmacista, attore fondamentale nel processo di cura, in termini di relazionalità sociale, assume in questo contesto un’importanza determinate per l’affermarsi di questo modello virtuoso che potrebbe contribuire al contenimento dei costi del SSN, abituando il paziente ad adottare atteggiamenti che prevengano l’insorgere di patologie ospedaliere.“FederSalus ha accettato l’invito a partecipare a FarmacistaPiù nella convinzione che il farmacista rappresenti una figura determinante per l’industria degli integratori alimentari – afferma Marco Testa, Presidente FederSalus -. L’integratore alimentare si è progressivamente affermato con un ruolo funzionale per affrontare e gestire specifiche esigenze di trattamento e prevenzione di malattie promuovendo il mantenimento della salute. Questi prodotti potrebbero risultare utili per la riduzione dell’incidenza di alcune patologie e delle loro complicanze e comportare quindi un reale risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. In questo il Congresso dei farmacisti italiani ha rappresentato un’importante occasione di confronto con le Istituzioni e gli attori del Sistema Salute”.

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Modello di organizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2016

udineUdine Il 16 novembre, dalle 14 alle 18, in Camera di Commercio di Udine (via Morpurgo 4) ci sarà una lezione di approfondimento sul Modello di organizzazione (ultimi posti disponibili), che ha importanti conseguenze in tema di responsabilità dell’impresa, consentendole nel contempo maggior competitività. Il corso, organizzato dall’Azienda Speciale I.Ter-Formazione della Ccciaa, sarà tenuto dall’avvocato Giacinto Tommasini e da Gabriele Copetti di Ic&Partners.
Di che cosa si tratta? Il decreto legislativo 231/01 ha introdotto nell’ordinamento un sistema di responsabilità (definita “amministrativa”) delle società. La responsabilità, accertata nell’ambito di un procedimento penale, sorge in relazione al fatto che un dipendente, collaboratore, amministratore, chi è legato quindi da un rapporto funzionale con la società, commetta uno dei reati o degli illeciti amministrativi indicati nella norma, se commessi nell’interesse o a vantaggio della società. Le sanzioni sono anche molto pesanti. Per prevenire queste conseguenze, la società può adottare efficacemente “modelli di organizzazione, di gestione e di controllo” idonei a prevenire i reati, affidando a un organismo autonomo il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli nonché di curarne l’aggiornamento. Al corso si approfondiranno in particolare i reati presupposti e la modalità di valutazione del rischio siano commessi nella propria società: contro l’industria e il commercio, in materia di violazione del diritto d’autore, di riciclaggio, ricettazione e impiego di denaro e beni o altre utilità di provenienza illecita, i reati ambientali e gli “ecoreati”, i delitti informatici, i reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro e quelli contro la Pa.
Adottare il Modello di organizzazione esonera la società da responsabilità, migliora le procedure interne, tutela gli azionisti e gli amministratori per quanto accade nella società o nelle controllate estere, facilità l’accesso al credito o ai finanziamenti privati e pubblici, e assolve il datore dall’obbligo di vigilanza nella delega di funzioni, costituendo un vantaggio competitivo commerciale sui concorrenti.

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Presentazione del saggio di Orazio Parisotto

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

Roma 06 Novembre 2015 ore 10 Sala delle Bandiere” Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo Via IV Novembre 149 Presentazione del saggio di Orazio Parisotto Fondatore e Presidente Onorario di Unipax:“Per un Nuovo Umanesimo alla luce del processo di unificazione europea” Diversi sono gli strumenti per poter partecipare attivamente alle varie proposte di sostegno e di mobilitazione, dall’adesione al Manifesto della Rivoluzione Globale attraverso il sito di Unipax, alla firma della Maxi Petizione in 10 punti rivolta ai Capi di Stato e di Governo affinché si avvii un processo di democratizzazione delle Istituzioni Internazionali, che sarà pubblicata sulla piattaforma http://www.change.org
Nel Progetto sono state già coinvolte decine di migliaia di associazioni di tutti i continenti impegnate per la civile convivenza e la pace (vedi la World Directory consultabile sul sito) con l’ambizione di proporre per la prima volta un nuovo modello per organizzare la nostra società nell’era della globalizzazione del 21° secolo, sollevando i problemi ma al tempo stesso indicando anche delle possibili soluzioni, delle vie di uscita dalle emergenze planetarie.“La sfida fondamentale per l’uomo d’oggi” afferma Parisotto “è saper passare da una società economico centrica e stato centrica ad una società umano centrica e bio centrica con una governance internazionale democratica ad alta intensità etica”.A tale riguardo significative sono le espressioni del Segretario di Stato Vaticano S.Em. Cardinale Pietro Parolin che lo ha definito :”Lavoro titanico, ricco di interessanti spunti e di indicazioni concrete volte all’avvio di una società più giusta e più solidale.”
Alla presentazione ufficiale del saggio e del progetto del 06 novembre sono previsti gli interventi di Cedric Boniolo, Presidente di Unipax, di Gianpaolo Meneghini Direttore dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo, di Gerardo Pelosi giornalista inviato speciale del Sole 24 ore, di Italo Cucci Direttore editoriale Agenzia di Stampa Italpress, di Claudio Tessarolo giornalista e scrittore e di Franco Malerba, primo astronauta italiano (che interverrà con un suo videomessaggio)
Orazio Parisotto autore del saggio e coordinatore del Progetto ne illustrerà i contenuti e le modalità operative.
Anche l’artista Maurizio D’Agostini http://www.mauriziodagostini.com ha voluto dare il suo personale contributo disegnando l’incisione sulla copertina del libro che vuole rappresentare l’immagine del Nuovo Umanesimo: il titolo dell’incisione “Verso la meta” è volutamente profetico e segna idealmente un percorso virtuoso da intraprendere tutti insieme per tentare di risolvere gli squilibri del pianeta.
Dopo Roma è in programma un tour di presentazione del progetto nelle principali città italiane. Nei prossimi mesi saremo poi a Bruxelles e a New York.

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Roma: Binetti: (Ap): no città moralmente inferiore ma in balia a classe dirigente poco credibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

campidoglio“I giornali aprono in larga misura sulla leadership morale di Milano rispetto a Roma e sulla sua capacità di reagire con prontezza davanti agli attacchi di quel virus formidabile che si chiama corruzione, mentre le difese immunitarie di Roma appaiono rallentate e in larga parte probabilmente sopite”. Così Paola Binetti, deputato di Area popolare commenta le notizie sui quotidiani di oggi. “Non mi interessa verificare se e quanto tutto ciò sia vero, personalmente credo di no e considero la Milano dalle Mani pulite costantemente esposta al rischio corruzione, come accade laddove si concentrano ricchezze e risorse materiali. E’ quanto accaduto all’inizio con Expo e quanto sta accadendo a Roma da quando nel ruolo di Roma Capitale si è trovata a gestire più fondi del previsto anche nella prospettiva del prossimo Giubileo. Ma un fatto è certo: la vicenda Marino non giova né all’immagine della città né alla credibilità operativa delle decisioni che una giunta potenzialmente dimissionaria può prendere. E’ questo uno dei danni maggiori che si stanno facendo a Roma- commenta Binetti- e che suggeriscono il sospetto che si voglia lasciare la città in balia di una sorta di una mafia capitale non governata né governabile.La città non riesce a darsi quella spinta ormai indilazionabile per affrontare problemi materiali e immateriali in vista del prossimo giubileo e le molteplici rassicurazioni che qualcuno si ostina ad inviare appaiono agli stessi romani come puro millantato credito. Ma non è tanto del Giubileo che i romani si preoccupano, quanto del caos giornaliero del traffico impazzito, della fatiscente manutenzione delle strade e degli impianti essenziali per la vita della città, come suggeriscono le stesse metropolitane, rotte o interrotte a giorni alterni. Roma non sembra una città senza guida, è una città in balia degli umori di una classe dirigente che ha perso il contatto con la sua gente, con quella stessa gente che ha votato un sogno, un progetto, che va dalla qualità di vita ordinaria al maggiore impegno per il Giubileo e si spinge fino alle possibili olimpiadi.Sembra proprio che di Roma alla sua classe dirigente non interessi nulla, se non una stucchevole dialettica tutta interna al Pd, che Renzi dà per conclusa, ma che non lo sarà definitivamente fino a quando lui non dirà un No chiaro, secco, e senza alternative all’attuale gestione, colpevole di aver spinto la città più bella del mondo nel caos più incomprensibile del mondo. Nessuno riesce a capire perché Roma infatti debba vivere sistematicamente sull’orlo di uno sfascio continuo ”

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