Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘modernizzare’

Modernizzare e digitalizzare l’agricoltura italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Il fine è quello di aumentare produttività e sostenibilità del settore continuando a garantire l’approvvigionamento alimentare del Paese; rilanciare le aree rurali, in un’ottica abitativa e turistica, come argine contro lo spopolamento dei territori e il loro impoverimento ambientale e paesaggistico; costruire veri e propri “sistemi imprenditoriali territoriali” interconnessi, dove le attività economiche e le forze sociali possano fare rete per resistere meglio alle crisi. Questi alcuni dei punti chiave della ricetta di Cia-Agricoltori Italiani per “riprogettare il futuro” con “Agricoltura-Territorio-Società” al centro, come recita lo slogan dell’Assemblea nazionale 2020, costruendo un piano di rilancio post Covid e centrando al tempo stesso gli obiettivi fissati dal Green Deal europeo.Proprio con l’obiettivo di fornire un contributo concreto alla costruzione di un nuovo progetto di sviluppo dell’Italia, con gli strumenti messi in campo dall’Ue e dall’esecutivo anche con la prossima manovra di bilancio, Cia ha lanciato in Assemblea nazionale le sue cinque politiche direttrici del percorso di ripresa: • Sono riconducibili a tale sfera tutte quelle azioni che agevolano lo sviluppo estensivo dell’agricoltura digitale e la modernizzazione del settore, con l’obiettivo di rendere sempre più sostenibili i produttori nazionali, avendo a disposizione tecnologie innovative a supporto delle scelte di tecniche culturali e input produttivi, razionalizzazione delle risorse, raccolta dati, tracciabilità delle filiere. • Nelle aree interne, che fanno il 60% della superficie nazionale, l’agricoltura spesso rappresenta il principale asset economico, sociale ed ambientale, il solo freno all’abbandono di territori custodi da sempre di biodiversità e paesaggio. Occorrono, quindi, strumenti orientati a frenare lo spopolamento attraverso politiche di insediamento abitativo, che incentivino il recupero di fabbricati rurali, piccoli centri e borghi. • Riprogettare il futuro all’interno del rapporto stretto tra agricoltura, economia e società, vuol dire passare anche attraverso una sistematizzazione del sistema dei servizi alle imprese e alla persona che trovano diffusione sui territori. Questo vuol dire favorire “pacchetti” integrati in base ai bisogni e alla domanda, coerenti con le sfide del contesto globale, nonché ampliare e innovare la gamma dei servizi. • Nella convinzione che il turismo rurale sia una potente chance di rilancio del Paese, è necessaria una pianificazione che valorizzi maggiormente le dimensioni sostenibili dell’agriturismo e che metta a sistema il circuito enogastronomico con tutte le sue potenzialità. • La nuova Pac dovrà continuare a porsi come obiettivo principale lo sviluppo dell’agricoltura sostenibile e il sostegno al reddito degli agricoltori, mantenendo la produttività agricola e garantendo un approvvigionamento stabile di prodotti a prezzi accessibili. I pagamenti di base sono da riequilibrare: no al dato storico e sì al capping ragionevole. Bene anche alla nuova architettura (Piani strategici nazionali) se favorisce una visione strategica, migliora la governance e riduce la burocrazia. La vera ambizione per il futuro resta la capacità di unire sostenibilità e competitività. In tal senso, sì alla condizionalità rafforzata, superando le attuali misure del greening; misure agro-ambientali più ambiziose, se legate al territorio; uso più efficiente delle risorse dello Sviluppo rurale; estensione degli interventi settoriali (OCM) anche a nuovi settori.

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Torino: accordo di Mirafiori

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2010

Dichiarazione di Davide GARIGLIO (PD) L’accordo firmato oggi tra la FIAT e le organizzazioni sindacali Fim, Uilm e Fismic è positivo ed indispensabile per il futuro di Torino.  Di fronte ad una disoccupazione dell’8,7% e ad una disoccupazione giovanile che supera il 26%, l’investimento di un miliardo per modernizzare lo stabilimento di Mirafiori affidandogli una mission produttiva sul segmento C e D è un fatto rilevante per il futuro della nostra città. Con una produzione di 280 mila auto all’anno destinate al mercato mondiale viene garantita l’occupazione a 5800 lavoratori che oggi mediamente fanno due settimane al mese di CIG. Nei prossimi anni poi si riattiverà il canale  delle nuove assunzioni. Tutto ciò ha una ricaduta positiva sull’indotto che coinvolge 12 mila famiglie.  Le parti sociali hanno dedicato il massimo impegno per trovare un punto di equilibrio tra obiettivi dell’impresa ed interesse dei lavoratori superando convenienze momentanee. Si è operato puntando ad un accordo di alto profilo che tiene aperta uno prospettiva di sviluppo per Torino nello scenario mondiale del mercato dell’auto caratterizzato da una forte competitività tra i marchi. Questo accordo ferma l’esodo delle missioni produttive verso altri paesi e questo garantisce un ruolo a Torino nella produzione mondiale dell’auto. Non possiamo non tenere presente che nel 1970 in Piemonte si produceva l’80% di auto del gruppo FIAT, nel 2000 il 20% e oggi non si raggiunge il 10%. La Fiat Mirafiori deve essere nei prossimi anni il centro propulsore anche sulla ricerca e sullo sviluppo della mobilità alternativa rafforzando le sinergie  tra ricerca industriale e ricerca universitaria assegnando alla nostra città un ruolo significativo nelle produzioni per la mobilità “pulita”.

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Università: La Gelmini sequestra la democrazia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

«Sono trascorsi quasi cinque mesi dalle elezioni per il rinnovo del CNSU, il Consiglio nazionale degli studenti universitari, e il ministro Gelmini non ha ancora convocato la riunione di insediamento dell’organo. È un gesto lesivo delle funzioni degli organi studenteschi e della dignità di coloro che hanno espresso democraticamente il proprio voto. È per questo che domani discuteremo  un’interpellanza parlamentare, per capire le motivazioni del ritardo e i tempi entro i quali il ministro intenda attivarsi. Il mondo dell’università e’ in fibrillazione  per via di una riforma che pretende di modernizzare senza investire  e tutto questo sta accadendo senza dare la possibilità agli studenti eletti nel CNSU di partecipare  con il proprio ruolo di rappresentanza dei principali protagonisti della vita universitaria. Se in oltre 70 università italiane oltre 200 mila studenti votano e scelgono i propri rappresentanti è  per farli contare, non per farli aspettare. Siamo giunti al paradosso che vede i rappresentanti degli studenti, il cui mandato è scaduto da mesi, partecipare alle audizioni in corso sui progetti di riordino del sistema universitario messo in campo dal ministro Gelmini. La Gelmini accredita l’ipotesi di chi come me ritiene che dietro questo ritardo si nasconda un sottile ricatto.  Il ministro rinviando l’insediamento  punta forse a persuadere gli eletti a votare il candidato a lei gradito alla presidenza del CNSU?  Speriamo che la Gelmini smentisca al piu presto facendo  il proprio dovere di ministro, entro domani decida di arrendendersi alla forza della democrazia  dando l’esempio firmando il decreto di insediamento  del CNSU, aggiungendo come post scriptum “sono mortificata, scusate il ritardo”». Così Guglielmo Vaccaro, deputato del PD e tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Riforma della giustizia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

“La situazione della giustizia italiana è un’emergenza sociale del Paese che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione. E’ dunque la realtà che impone la riforma che con grande responsabilità il Presidente Berlusconi sta cercando di realizzare”. Questo il commento di Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture e dirigente nazionale PdL. “Un illuminante articolo di oggi del “Sole 24 Ore” conferma ancora una volta come su cittadini ed imprese gravi una vera tassa occulta, determinata dalle incredibili lungaggini del sistema giudiziario contro cui gli Italiani sono costretti ad imbattersi per ottenere una risposta definitiva alla loro esigenze. Situazione –continua Mantovani- che di fatto stravolge ed annulla proprio quei diritti di uguaglianza e di certezza del diritto sanciti dalla Costituzione di cui tanti si proclamano, evidentemente solo a parole, strenui difensori”. “Pertanto quanti ancora una volta utilizzano il consueto armamentario di urla e di insulti contro i propositi del Presidente del Consiglio, si fermino ad ascoltare il Paese reale: si accorgeranno –conclude Mantovani- che dietro a Berlusconi ci sono milioni di Italiani che sulla loro pelle stanno pagando le conseguenze di un sistema che non funziona e che, per tale ragione, occorre celermente correggere e modernizzare”.

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