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Scuola: Anief risponde al Governo sul DEF con tutte le modifiche da attuare

Posted by fidest press agency su sabato, 13 ottobre 2018

Dai nuovi concorsi alla lotta al precariato, dai trasferimenti bloccati ai nuovi piani orari sino alle novità su sostegno e sicurezza. Dopo il via libera della Commissione Bilancio, giunge oggi nell’Aula di Montecitorio la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza della legge di bilancio. Per il settore dell’Istruzione sono diversi i temi trattati: tra i tanti, particolare interesse riscuotono il reclutamento e i trasferimenti, l’autonomia differenziata e gli organici, l’alternanza scuola-lavoro, il personale ATA, i concorsi a dirigente scolastico e Dsga, la dispersione, l’educazione alla cittadinanza, l’inclusione, la scuola primaria e il sistema 0-6, la scuola digitale e la prevenzione dei crolli degli istituti.
Il sindacato invita a riaprire le graduatorie ad esaurimento garantendo l’assunzione nei ruoli di chi ha superato l’anno di prova, stabilizzando il personale abilitato con almeno 36 mesi di servizio svolto, su tutti i posti vacanti e disponibili ivi inclusi i posti in deroga e trasformando le graduatorie d’istituto in graduatorie permanenti, da aggiornare annualmente e organizzare a livello provinciale. A tal fine, Anief intende fornire alle proprie RSU gli strumenti per avviare l’operazione verità sugli organici di ogni istituzione scolastica.
L’organizzazione sindacale è pronta a ricorrere nei tribunali laddove riscontri la lesione dei principi costituzionali sulla libera circolazione dei cittadini nella ricerca al lavoro e sulla parità di trattamento in tema di reclutamento (domicilio professionale), trasferimenti (blocco da una regione all’altra), risorse (assegnazione in base al PIL regionale). La continuità didattica si persegue eliminando il precariato e non compromettendo i legami con le famiglie dei lavoratori precari o neo-assunti.
La riduzione del numero di ore dedicate all’alternanza scuola-lavoro deve essere accompagnata da un’inchiesta speciale su quanto svolto dagli studenti nel triennio precedente, con particolare attenzione allo statuto degli studenti-lavoratori.
La sola internalizzazione di alcuni servizi non risolve il problema del reclutamento che deve prevedere la stabilizzazione di chiunque abbia prestato servizio per 36 mesi da collaboratore scolastico, assistente amministrativo o tecnico o in altri ruoli come la revisione di un punto percentuale del rapporto Ata/studenti. È inoltre necessario revisionare il profilo professionale, aggiornando le fasce di appartenenza rispetto anche ai lavoratori degli altri settori pubblici, al titolo di studio, ai ruoli ricoperti e alle responsabilità, attivare il profilo di coordinatore dei servizi di segreteria, i corsi per gli altri passaggi bloccati ormai da 8 anni e una specifica card per la formazione.
La semplificazione delle procedure di reclutamento garantisce l’assunzione nei ruoli dei vincitori dell’ultimo concorso in corso di svolgimento ma deve essere accompagnata, visti i nuovi pensionamenti, da un nuovo corso riservato ai ricorrenti del 2011 al fine di neutralizzare un eventuale giudizio negativo della Consulta rispetto al contenzioso pendente relativo alla legge 107/2015 e alle assunzioni già effettuate.
Bisogna accelerare nell’emanazione di un bando annunciato da tempo e che deve prevedere una quota di posti riservati agli assistenti amministrativi facenti funzione da stabilizzare immediatamente nei ruoli dopo 36 mesi di servizio. Bisogna riconsiderare il servizio svolto dal 1999, anno di emanazione della direttiva UE.
Accanto al potenziamento del tempo pieno e del tempo prolungato nel primo ciclo di istruzione, al Sud è evidente che bisogna rivedere il principio di assegnazione degli organici del personale in base alle esigenze del territorio, in deroga agli attuali parametri stabiliti dalla legge, e ripristinare l’obbligo scolastico fino al compimento del 18° anno di età.
Lo sviluppo di tali percorsi deve essere seguito dall’introduzione dello studio obbligatorio di due ore di Diritto nel primo biennio della scuola superiore.
Per raggiungere la piena inclusione scolastica, al di là di nuovi specifici corsi o indicatori di valutazione, risulta necessario rivedere profondamente il decreto delegato 66/2017, annullando i nuovi criteri per la determinazione delle certificazioni e dell’assegnazione delle ore di sostegno e dei gruppi di lavoro per l’inclusione, garantendo l’assegnazione degli organici richiesti dalle scuole e l’assunzione su tutti i posti in deroga.
Il potenziamento di musica o scienze motorie è opportuno attraverso l’utilizzo di personale docente abilitato e/o provvisto di competenze specifiche, ma anche attraverso la reintroduzione dell’insegnante specialista in lingua inglese e dell’insegnamento per moduli con il maestro prevalente.
Oltre ad incrementare il fondo nazionale relativo al sistema integrato, risulta necessario revisionare il decreto legislativo 65/2017, al fine di anticipare l’obbligo scolastico a cinque anni con una compresenza di docenti dell’infanzia e della scuola primaria, con l’introduzione del docente specializzato su sostegno già a partire dagli asili nido.
Bene l’attivazione di équipe a supporto delle scuole, ma con risorse certe che permettano un piano di investimenti finalizzato alla creazione di strutture tecnologicamente avanzate.
Alla mappatura satellitare degli edifici si deve affiancare una revisione del Testo Unico sulla Sicurezza, relativamente alle responsabilità di dirigenti, Rls, Rssp, unitamente allo sblocco delle risorse già stanziate per una rapida programmazione degli interventi che non può prescindere dal ripristino del numero delle scuole autonome attivate dieci anni fa e ridotte progressivamente a seguito della legge 133/2008.

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Legge di stabilità: Docenti, servono modifiche per correggere l’ultima riforma

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cAnief chiede al Senato di intervenire su mobilità, GaE, educatori, potenziamento e organici. Il giovane sindacato chiede di collocare nella Legge di Stabilità di fine anno una serie di interventi a favore dei docenti precari “storici” e di ruolo che, a seguito della riforma 107/2015, hanno subìto palesi ingiustizie: si va dalla soluzione per tutti quei neo assunti costretti a lavorare in sedi lontanissime per diversi anni alla modifica di gestione delle Graduatorie ad Esaurimento che andrebbero aggiornate ogni anno, per permettere l’inserimento alle tante categorie sino ad oggi illegittimamente escluse; dal trasferimento degli educatori di ruolo nella scuola primaria all’assunzione su posti di potenziamento di almeno 8mila maestri della scuola dell’Infanzia, 20mila Ata e 500 nuovi educatori, fino alla conversione in organico di diritto di tutti i posti, come docente e amministrativo, oggi senza motivi validi inseriti in quello di fatto.

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Costituzione, premier, elezioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

respect-costituzioneLa nostra è la Costituzione più bella del mondo, sosteneva un noto comico (Benigni, 2012), tant’è che quando ci hanno messo mano hanno fatto danni (governo Amato e successivo referendum confermativo, 1991). Il popolo, convocato, di nuovo, per esprimere un parere sulle modifiche costituzionali, proposte del governo Berlusconi, 2005-2006, e dal governo Renzi, 2014-2016, ha sancito che la Costituzione va bene così.
Sembra, però, che alcuni esponenti politici non conoscono la nostra Costituzione e si incaponiscono a chiamarsi “candidato premier” e fare appello al Presidente della Repubblica affinchè sciolga anticipatamente le Camere (Senato e Camera dei Deputati).
Il “candidato premier” o il “premier indicato” non esistono nella nostra Costituzione perché è il Presidente della Repubblica che nomina il “premier”, cioè il Presidente del Consiglio (art. 92 della Costituzione).
Il Presidente della Repubblica può sciogliere anticipatamente le Camere se il Presidente del Consiglio si dimette per mancata approvazione della fiducia, sentiti i Presidenti delle due Camere (art.88 della Costituzione). Se prosegue la fiducia nei confronti di provvedimenti governativi, le Camere non si possono sciogliere anticipatamente.
Ma, tant’è, si continua a blaterare di premierati e di elezioni anticipate. Il tutto senza che nessuno ponga, al loquace di turno, la domanda: conosce la Costituzione? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Medicina: ritardo bando specializzandi non sia preludio a modifiche negative

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

medico“Condividiamo le motivazioni che hanno indotto i medici specializzandi a scendere in piazza. Quello che sta accadendo rende evidenti a tutti i problemi esistenti sul sistema formativo post-laurea, problemi che abbiamo sollevato in tempi non sospetti. Riteniamo importante il lavoro fatto dal Miur per rilanciare le scuole di specializzazione italiane e auspichiamo che non vengano cambiati i principi dell’accreditamento che rappresentano garanzia di qualità dei percorsi formativi. Non capiamo il ritardo della convocazione dei concorsi per l’ingresso nelle scuole di specializzazione e speriamo che non sia preludio a modifiche peggiorative che farebbero ricadere il sistema formativo in un oscurantismo oggi anacronistico e insostenibile”. Lo afferma il presidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Pierluigi Marini.

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Scuola: Da lunedì il decreto sotto la lente del Senato: per Scuola e Università servono modifiche urgenti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 gennaio 2017

pacifico-marcelloIn caso contrario il prossimo anno scolastico e accademico i problemi diventeranno insanabili. Durante le vacanze natalizie il sindacato Anief ha sviluppato una serie di modifiche normative che il Parlamento ha ora l’occasione di esaminare apportando i dovuti accorgimenti al decreto legge n. 244 del 30 dicembre 2017 che verrà esaminato nei dettagli con la riapertura dei lavori‎ fissata la prossima settimana: primo step affidato alla Commissione Affari Costituzionali. Gli emendamenti riguardano diversi punti: dalla proroga dei termini per attuare le nove leggi delega previste dalla Legge 107/2015 all’inserimento degli abilitati nella fascia aggiuntiva GaE; dal reclutamento di 20mila Ata e 8mila maestri d’infanzia alla stabilizzazione di 500 educatori in organico potenziato; dal reclutamento dei vincitori dell’ultimo concorso a cattedra alla validità delle Graduatorie di merito dove inserire tutti gli idonei all’organizzazione di prove suppletive dello stesso concorso per i candidati laureati o educatori ricorrenti; dall’estensione del corso-concorso per presidi ai ricorrenti del 2011 alla cancellazione del limite-beffa di 36 mesi di servizio svolto per la stipula di contratti a termine. Infine, in ambito universitario e di ricerca, Anief reputa sempre più impellente l’esigenza di assumere a tempo indeterminato i ricercatori e la proroga del blocco per i distacchi e i comandi di docenti e personale Ata presso enti e Università. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per Governo e Parlamento è un’occasione importante per evitare che i problemi organizzativi si ripercuotano negativamente sulla didattica e sulla formazione degli studenti. L’opera del nostro sindacato non si fermerà qui: nei prossimi giorni saranno infatti presentate ulteriori proposte, sempre attinenti allo spirito del provvedimento che non permette abrogazioni o soluzioni innovative se non già adottate attraverso precedenti provvedimenti analoghi.

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Perché votare NO al Referendum sulle modifiche alla Costituzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2016

costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x4474 ragionamenti, che non condivido, per votare NO o SI
1) “Voto no perché sono contro Renzi” oppure “Voto sì perché sono a favore di Renzi”, “Perché voglio indebolire questo Governo” oppure “lo voglio sostenere”, e altre ragioni di questo tipo. Il referendum è sulla Costituzione e non su Renzi. Il Governo Renzi (così come qualsiasi altro eventuale governo), piaccia o no, durerà al massimo qualche anno; le modifiche alla Costituzione dureranno decenni.
La Costituzione è molto più importante di qualsiasi Governo o contingenza politica: a seconda di quello che vi è scritto può irrobustire la democrazia o renderla fragile e precaria, può garantire efficacia ed efficienza o creare inefficienze ecc. Se nella Costituzione della Repubblica di Weimar non fosse esistito l’articolo che permetteva al Presidente della Repubblica di emanare decreti validi anche senza l’approvazione del Governo e del Parlamento probabilmente Hitler avrebbe avuto seri problemi a instaurare il nazismo.
2) “Perché si è cercato varie volte di cambiarla e poi non se ne è fatto niente”, oppure “La riforma costituzionale fa schifo, ma meglio che restare fermi” (Cacciari)Il cambiamento (e il non cambiamento) non sono valori in sé: se il cambiamento modifica la situazione in meglio è un valore, se la cambia in peggio è una iattura. Quindi bisogna entrare nel merito e valutare i possibili effetti della modifica della Costituzione.
3) “Con tante cose che non vanno proprio la Costituzione devono cambiare?” Si può essere di opinioni diverse sulla necessità o meno di modificare la Costituzione e se è o no una priorità, ma ora c’è una proposta di cambiamento sul tappeto e bisogna esprimersi nel merito. Se fosse una buona riforma sarebbe stupido rigettarla per tale motivo.
4) Ce lo chiede l’Europa Quello che chiede l’Europa non è detto che sia la cosa migliore per noi e per gli europei. Varie cose che l’Europa ha chiesto e ottenuto in questi anni, come la restrizione della spesa pubblica (anche per investimenti), il pareggio di bilancio come priorità assoluta (anche rispetto alla lotta alla disoccupazione), l’ossessione per una possibile ripresa dell’inflazione, ci hanno affossato in una crisi economica che dura da 9 anni, hanno determinato un enorme aumento della povertà e delle disuguaglianze, una tale deflazione, o un’inflazione talmente bassa, da comprimere consumi e investimenti, hanno portato a un vasto movimento anti UE e alla fine della coesione tra i suoi Paesi membri.
respect-costituzioneIn realtà queste politiche hanno avvantaggiato solo gli speculatori (oggi è chiamato “investitore” chi gioca in borsa), cioè i ricchi (infatti le disuguaglianze e la ricchezza dei ricchi sono aumentate in tutta Europa). Quindi che ce lo chieda l’Europa, la Confindustria, la BCE e la JP Morgan non è un motivo per mettere mano alla Costituzione. Questi soggetti (o i gruppi di potere che essi esprimono) hanno interesse che gli Stati mettano in atto i loro desiderata, prima che le informazioni raggiungano vaste fasce della popolazione, si crei un’opposizione e le scelte rientrino nel gioco democratico (e ciò nel campo della Politica con la P maiuscola), in modo da favorire l’informazione dei cittadini, fare esprimere le diverse posizioni (frutto di diversi interessi, bisogni, opzioni) e cercare di trovare una sintesi o una mediazione, avendo come faro il bene comune. Lo stop al TTIP (il trattato di libero commercio tra USA ed Europa) è avvenuto proprio perché non sono riusciti a chiuderlo subito, e quindi la popolazione ne è venuta a conoscenza, in modo che soggetti sociali ed economici (p. es. i piccoli agricoltori e produttori) capissero che era contro i loro interessi ecc.Un criterio importante da utilizzare per giudicare la bontà di qualsiasi Costituzione (e proposta di riforma): “Le Costituzioni sono catene con cui gli uomini si legano nei loro giorni di saggezza per non commettere suicidio nei loro giorni di follia” (JP Stockton). Quando si scrive o si modifica una Costituzione bisogna sempre ipotizzare la possibilità di “giorni di follia”. Se la Costituzione di Weimar o lo statuto albertino fossero stati più accorti, probabilmente nazismo e fascismo avrebbero avuto molte più difficoltà ad instaurarsi. Da ciò deriva che argomentazioni quali: “Non bisogna essere pessimisti”, “Ormai siamo una democrazia consolidata”, “I cittadini non permetteranno mai tali assurdità”, “Sono scenari da fantapolitica” ecc. sono argomentazioni prive di valore. E lo sono ancor più oggi che con le tecnologie e i saperi a disposizione e la presenza di soggetti con un’enorme ricchezza è molto facile guadagnarsi un ampio consenso in tempi anche molto brevi (si pensi alla discesa in campo di Berlusconi, alla Lega, a Grillo, a Orban, alla Polonia di Kaczyński e Szydło ecc.). Se ci avessero detto di Berlusconi politico prima della sua “discesa in campo”, avremmo pensato che fosse fantapolitica, e invece …
La Costituzione non è una legge qualunque. E’ il patto tra cittadini che costituisce uno StatoHa una “funzione ordinatrice e unificante”, cioè è la legge che:
a) dà un assetto allo Stato;
b) è la fonte per le altre leggi, fungendo da criterio di legittimità o meno;
c) unisce i diversi attori sociali e politici, in conflitto tra loro, in un quadro di valori e regole condivise (almeno dalla stragrande maggioranza dei soggetti), in modo tale da impedire che il conflitto possa diventare “distruttivo”.
Per garantire tutto ciò le Costituzioni moderne sono scritte da “Assemblee costituenti”, cioè organi preposti esclusivamente a tale scopo (non fanno leggi contingenti e non controllano/sostengono il Governo). Esse cessano di esistere al momento dell’approvazione della Costituzione, e sono elette con suffragio ampio e proporzionale (non dovendo garantire la “governabilità”, ma la rappresentatività).
Viceversa l’attuale modifica della Costituzione è stata scritta da un Parlamento non eletto con sistema proporzionale e, per di più, con una legge dichiarata incostituzionale. Il testo di modifica è stato redatto dal Governo, e non da una Commissione parlamentare, ed è stato approvato a maggioranza semplice, e per di più con una maggioranza che, a causa della legge elettorale anticostituzionale utilizzata, rappresenta meno del 40% dei cittadini votanti. Inoltre l’approvazione della riforma è avvenuta sotto la minaccia di crisi di governo e nuove elezioni. (di Pio Russo Krauss in abstract)

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La Corte costituzionale conferma la non necessarietà delle modifiche chirurgiche ai fini del cambio di sesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2015

palazzo consultaCon sentenza n. 221 depositata oggi, la Corte Costituzionale, in adesione all’orientamento espresso dalla Corte di cassazione con sentenza n. 15138/2015 a seguito del ricorso promosso da Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford ha escluso il carattere necessario dell’intervento chirurgico ai fini della rettificazione anagrafica di sesso. La Corte, riaffermando il principio per cui resta “ineludibile un rigoroso accertamento giudiziale delle modalità attraverso le quali il cambiamento è avvenuto e del suo carattere definitivo”, ha precisato che, rispetto al cambiamento di sesso, “il trattamento chirurgico costituisce uno strumento eventuale, di ausilio al fine di garantire, attraverso una tendenziale corrispondenza dei tratti somatici con quelli del sesso di appartenenza, il conseguimento di un pieno benessere psichico e fisico della persona” e ha sottolineato che “la prevalenza della tutela della salute dell’individuo sulla corrispondenza fra sesso anatomico e sesso anagrafico porta a ritenere il trattamento chirurgico non quale prerequisito per accedere al procedimento di rettificazione”, ma “come possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico”.Importante, infine, il riferimento della Consulta all’art 31 del d.lgs. n. 150 del 2011, che assume “il ruolo di garanzia del diritto all’identità di genere, come espressione del diritto all’identità personale (art. 2 Cost. e art. 8 della CEDU) e, al tempo stesso, di strumento per la piena realizzazione del diritto, dotato anch’esso di copertura costituzionale, alla salute”.La presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI, avv. Maria Grazia Sangalli, esprime la sua soddisfazione per l’esito di un giudizio tanto atteso: “si tratta di una pronuncia che chiarisce definitivamente le ambigue zone d’ombra della legge 164/82 in tema di rettificazione di attribuzione di sesso. La legge non impone la modifica chirurgica del sesso, secondo una interpretazione della stessa definitivamente orientata nei termini di una valorizzazione del diritto costituzionale alla salute. L’intervento è dunque solo un possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico della persona”. (foto: corte costituzionale)

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Approvato il decreto legislativo di riforma del processo tributario

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

corte europea giustiziaIl Governo ha definitivamente approvato il decreto legislativo di parziale riforma del processo tributario, che ha accolto molte proposte modificative scritte dal noto tributarista salentino Maurizio Villani nel libro “Per un “giusto” processo tributario” del 25/01/2000 (Congedo Editore) e nel suo progetto di legge presentato al Senato il 06 agosto 2014 dalla Senatrice Gambaro (n. 1593). Infatti, i principali istituti giuridici introdotti riguardano la possibilità di conciliare in appello, quella di ottenere i rimborsi subito senza attendere il passaggio in giudicato della sentenza e la facoltà di chiedere la sospensione degli atti e delle sentenze negative in sede di appello e di giudizio per Cassazione. Per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, un’impegno notevole e lodevole quello dell’avvocato Villani, che per anni ha sostenuto in giro per l’Italia e con le sue numerose iniziative in materia, la necessità di rendere più giusto ed equo un processo, quale quello tributario, troppo sbilanciato in favore del Fisco e gravoso per il contribuente e che ora, con la riforma, vede realizzate almeno a grandi linee le necessità di modifica che il tributarista leccese aveva da tempo propugnato e che noi dello “Sportello dei Diritti”, avevamo sempre fermamente supportato. A darci atto di questo lo stesso avvocato che ci comunica: “Ringrazio lo “Sportello dei Diritti”, che ha sempre appoggiato la mia iniziativa legislativa per tutelare meglio il cittadino contribuente nelle aule giudiziarie. Con l’occasione, terrò a Lecce sabato 10 ottobre c.a. un seminario di aggiornamento sul tema”. In allegato, quindi, la brochure dell’interessante convegno che illustrerà le principali novità che lo “Sportello dei Diritti” aveva già pubblicato nei mesi scorsi e che sono state approvate nel Decreto legislativo in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Pensioni, per favorire il turn-over il Governo vuole calmierare la riforma Fornero penalizzando il lavoratore

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2015

forneroÈ di queste ore la notizia che il Governo sta seriamente pensando di modificare le tante norme illogiche approvate con l’ultima riforma pensionistica dell’Esecutivo del premier Monti. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: stiamo predisponendo «interventi normativi finalizzati a prevedere forme di flessibilità di pensionamento che possano, così, favorire il ricambio generazionale». Solo che al trattamento pensionistico sarà applicata una riduzione sulla quota calcolata con il sistema retributivo pari ad una certa percentuale per ogni anno mancante all’età di vecchiaia. Un modello non molto diverso dal ddl Damiano (Pd), che prevede flessibilità in uscita permettendo il pensionamento già a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni dell’8% (una sorta di quota 97) sull’assegno pensionistico, già ridotto all’osso.Anief-Confedir ritiene che il fine, sicuramente nobile, di mandare in pensione i lavoratori italiani, dopo una vita di lavoro, non può giustificare il mezzo: bisogna necessariamente trovare altri canali per finanziare il diritto di un dipendente a lasciare l’occupazione dopo aver versato 40 anni di contributi.Marcello Pacifico (Anief-Confedir): è inammissibile cambiare le regole ad ogni legislatura, senza pensare che a subirne gli eventi ci sono lavoratori in carne ed ossa. Nell’ultimo quinquennio, le riforme sulla quiescenza hanno allungato di dieci anni l’età pensionabile: dal 2050, i neo-assunti potranno andare in pensione dopo 70 anni o 46 anni e mezzo di contributi. E dal primo gennaio 2016, avremo un peggioramento della situazione per via dell’aspettativa di vita crescente. Intanto, gli insegnanti tedeschi continuano a lasciare la cattedra dopo 27 anni senza riduzioni. Siamo pronti a dare battaglia in tribunale.

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Unione Naz. Consumatori su ddl concorrenza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2015

camera deputati2L’Unione Nazionale Consumatori avanza delle proposte per rendere efficace il capitolo II, art. 16 e 17, del ddl concorrenza, che disciplina il recesso in materia di comunicazioni.
“Attualmente la norma del Governo è, nella migliore ipotesi, inutile. La reintroduzione dell’espressione penali, eliminate formalmente con la Bersani, per quanto rimaste nella sostanza sotto forma di spese giustificate, è simbolicamente indicativa dell’inutilità della proposta” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Per un’effettiva liberalizzazione, l’Unc propone al Parlamento le seguenti modifiche:
1) Azzeramento delle spese per il recesso da contratto telefonico, in modo da realizzare una vera portabilità, come avviene per i conti correnti.
2) Zero spese di chiusura anche in caso di offerte promozionali legate a sconti tariffari.
3) Nuovo tetto di durata alle offerte promozionali: da 24 a 12 mesi
4) In presenza di beni in offerta, tipo modem o smartphone in omaggio o scontati, in caso di recesso anticipato il consumatore dovrà versare una spesa commisurata al valore del bene al momento del recesso.
5) Eliminazione delle spese di spedizione delle bollette a carico degli utenti. Oggi, con la scusa che sono servizi a favore del consumatore, le compagnie telefoniche (ma anche quelle elettriche, del gas ecc ecc), fanno pagare al consumatore la spedizione della fattura, anche se, per l’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 sono a carico di chi le emette (“non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo”). La proposta era nella famosa terza lenzuolata Bersani, mai approvata.
Nel dettaglio ecco le modifiche tecniche proposte al ddl concorrenza:
1) E’ abrogato l’art. 1 comma 3 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, limitatamente alle parole “senza spese non giustificate da costi dell’operatore”.
2) Al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: non potranno essere addebitate spese o ogni altro onere comunque denominato in relazione al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore, anche in caso di offerte promozionali legate a sconti tariffari.
3) e 4) L’art. 3, comma 3 ter. che il ddl concorrenza propone di aggiungere all’art. 1 della legge n. 40/2007 diventa: “Il contratto stipulato con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica ove comprensivi di offerte promozionali non può avere durata superiore a dodici mesi. Se, e solo se, nel contratto sono previsti beni offerti in promozione, ed in caso di recesso anticipato, le spese e ogni altro onere comunque denominato dovranno essere rese note al consumatore al momento della sottoscrizione del contratto, nonché comunicati, in via generale, all’Autorità per le garanzie delle comunicazioni, esplicitando analiticamente la composizione di ciascuna voce e la rispettiva giustificazione economica. In ogni caso la spesa e ogni altro onere per il recesso anticipato dovranno essere equi e proporzionati, oltre che inferiori al valore del bene offerto nel contratto, tenuto conto anche dei versamenti già effettuati dal consumatore e del valore del bene al momento del recesso”.
5) Al ddl va aggiunto un nuovo articolo: “E’ fatto divieto assoluto di addebitare spese di qualsiasi natura o contributi comunque denominati anche inerenti alla predisposizione o produzione oppure alla spedizione o riscossione della fattura o della bolletta”.

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Ditelo al Governo: prima proposta

Posted by fidest press agency su sabato, 5 Mag 2012

Abbiamo prese seriamente l’iniziativa governativa di collaborare per indicare gli sprechi, suggerire rimedi, segnalare disfunzioni e abusi nella P.A. ma anche nel settore privato. Il link è il seguente:
http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm
Lo facciamo sulla scorta delle nostre esperienze misurate sul campo e con l’ausilio dei Centri studi della Fidest che sono stati attivati, nei propositi degli ideatori, per studiare e valutare l’applicabilità di alcune proposte operative nel campo dei servizi resi al pubblico. L’idea è partita molti anni fa ed era sostenuta da alcuni dirigenti statali in pensione che a titolo gratuito e con grande spirito di servizio avevano individuato i punti deboli, i dispendi ovviabili e suggeriti i correttivi. Alcune nostre proposte furono ritenute interessanti ma “inapplicabili” perché la classe politica non era pronta alle innovazioni che avrebbero ridotto di molto non tanto gli sprechi ma la possibilità di lucrare sulle disfunzioni e favorire il malgoverno del paese. Un politico in proposito con molto cinismo ci disse: “ma se non ci sono i problemi ditemi a che serve la politica? E poi da qualche parte dobbiamo guadagnare, non siamo mica un istituto di beneficenza.”
La politica, ovviamente non è quella figura pensata dal nostro politico. E’ di tutt’altra pasta e crediamo nel suo ruolo di mediazione e di correzione delle storture per una società virtuosa che fa delle distorsioni esistenti non un dato patologico ma, semmai fisiologico.
Facciamo anche un’altra premessa nel richiamare l’attenzione di chi ci legge che noi abbiamo scritto in proposito centinaia di articoli e uno stralcio degli è possibile visionarlo su: https://www.google.com/bookmarks/lookup
Vogliamo cominciare con una richiesta “organizzativa” proponendo accanto alla figura del supertecnico Bondi (come i media lo definiscono) dei “piccoli Bondi” preposti a cercare sul campo e a verificare la correttezza delle segnalazioni ricevuto e nell’indicare la fattibilità e il risparmio conseguente nelle piccole cose per il recupero delle risorse umane e mobiliari e immobiliari costituendo un apposito dipartimento a costo zero, avvalendosi del supporto gratuito di volontari ex funzionari dello Stato, di giornalisti, ecc.
Ed ecco la prima osservazione. Il centro storico di Roma pullula di uffici dipendenti dalla Presidenza del Consiglio. Sono tutti necessari? Non lo crediamo. Se si rivedessero le funzioni svolte i tempi e i metodi di lavoro dei dipendenti e si considerasse la possibilità d’introdurre l’homeworking e il teleworking non potremmo di certo ridurli concentrandoli e recuperando qualche palazzo da cedere alle regioni per i loro uffici di rappresentanza oggi costosi perché presi per lo più in affitto e con personale che potrebbe essere ridotto in specie nelle mansioni più modeste (uscieri, ad esempio). Facciamo seguire a breve una nostra seconda proposta. Per la cronaca ne abbiamo pronte già 15 quante sono state le lettere inviate al Presidente Monti, già alcuni mesi fa ma rimaste inevase. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Innovation Award 2011

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2011

È un’azienda italiana, la Rotoprint Sovrastampa di Lainate (MI), la vincitrice dell’Innovation Award 2011 della ERA, European Rotogravure Association. La consegna del premio è avvenuta a Graz, Austria, nel corso della ERA Packaging Conference che si è tenuta il 17 e 18 novembre. «Siamo molto felici di ricevere questo premio -commenta Gian Carlo Arici, titolare di Rotoprint- che riconosce il carattere innovativo del procedimento da noi brevettato, un sistema di sovrastampa con macchine rotocalco che permette di intervenire su imballaggi già stampati con precisione millimetrica». Si tratta di un metodo unico, che consente alle aziende che hanno rimanenze di imballaggi perfetti ma non più utilizzabili (a causa di errori, aggiornamenti nelle etichette, eccetera), di sovrastamparli con un risultato perfetto.
«Poter riutilizzare il materiale vuol dire risparmiare sui costi di magazzino, smaltimento e produzione di nuovi imballaggi. E vuol dire anche fare un favore all’ambiente» sottolinea sempre Gian Carlo Arici: nel 2010 Rotoprint, infatti, ha salvato dal macero oltre 18mila km di materiale, come dire un viaggio di andata e ritorno fra Milano e Rio de Janeiro. Tutte emissioni di CO2 in meno e di spazio non occupato in discarica. La European Rotogravure Association, nata nel 1956, è la più importante associazione che riunisce, a livello europeo, i principali attori dell’industria della stampa a rotocalco. Ogni due anni premia le migliori aziende del settore con il Packaging Gravure Award: nel 2011, anno della settima edizione del premio, sono state premiate 13 aziende di 11 paesi diversi, appartenenti a sette categorie.
Rotoprint Sovrastampa è fra le imprese premiate con l’Innovation Award per il suo metodo esclusivo di sovrastampa con macchine rotocalco, in grado di adattarsi a qualsiasi materiale e a ogni modifica richiesta dal cliente. Rotoprint Sovrastampa S.r.l. Nata nel 1978 a Lainate (MI), Rotoprint Sovrastampa è specializzata nel modificare imballaggi già stampati, siano essi in formati (tetrarex, combiblok, elopak, scatole microonda, astucci, blister, cluster) o in bobina con supporto mono o pluristrato (alluminio, carta, poliammide, polietilene, polipropilene, poliestere, sleeves, tetrapak). Rotoprint Sovrastampa è una Società con Sistema di Gestione Qualità Certificato UNI EN ISO 9001: 2008

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Autovie venete: modifiche alla viabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2011

The Passante di Mestre.

Image via Wikipedia

L’evoluzione dei lavori sul raccordo autostradale Villesse-Gorizia richiede, man mano che i cantieri si spostano, modifiche alla viabilità. Nei prossimi giorni, esattamente lunedì 21 novembre riaprirà, a Villesse, la pista in uscita chiusa dallo scorso mese di giugno, con conseguente ripristino della viabilità d’accesso all’Ikea. L’apertura della pista, che si innesta sulla Strada Provinciale numero 3 in direzione Romans, resterà in vigore fino al completamento definitivo dello svincolo di Villesse. Mercoledì 23 novembre, invece, sarà Gradisca la località interessata da una modifica: in direzione Villesse verrà chiusa l’uscita dal raccordo e quindi, chi arriva da Gorizia, non potrà uscire a Gradisca, ma dovrà proseguire fino a Villesse. Una seconda chiusura, sempre a Gradisca, riguarderà la rampa d’entrata dello svincolo in direzione Villesse. Conseguenze sui tratti gestiti da Autovie Venete anche a causa dei lavori in programma sul Passante di Mestre, che sarà chiuso al traffico dalle ore 20,00 di
sabato 19 alle ore 22,00 di domenica 20 novembre. Il flusso di traffico in transito sulla A4 e diretto verso Padova/Milano, sarà deviato sulla A57 tangenziale di Mestre. Oltre a questi interventi, numerosi sono i
lavori in programma nei prossimi giorni. In A4 rifacimento della pavimentazione nel tratto Palmanova-San Giorgio di Nogaro, in direzione
Venezia venerdì 18 dalle ore 19.00 fino alle 6.00 del mattino di sabato 19 novembre. Sempre venerdì 18 dalle 21,00 alle 6 del mattino, stesso lavoro nel tratto Villesse-Palmanova in direzione Villesse. Cantiere per pavimentazioni anche nel tratto Portogruaro-Latisana, in direzione
Trieste, dalle 20.00 di lunedì 21 alle 6.00 del mattino di martedì 22 novembre Tutti questi interventi richiederanno la chiusura della corsia di marcia con scorrimento del traffico in corsia di sorpasso. Proseguono pure i lavori di manutenzione sui ponti. Sabato 19 novembre, dalle 7 del mattino alle 17,00 chiusura della corsia di marcia tra San Stino di Livenza e Cessalto, in entrambe le direzioni per lavori sui ponti che attraversano i fiumi Livenza e Malgher. Venerdì 18 novembre, in A28, interventi di ripristino di alcune travi con chiusura temporanea della corsia di marcia: i cavalcavia interessati sono quello all’altezza dello svincolo di Villotta, in direzione Portogruaro e quello
posizionato tra l’uscita di Pordenone “Centro Commerciale” e Cimpello in direzione Conegliano. Anche in questi casi il traffico scorrerà sulla corsia di sorpasso.

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Modifiche codice ordinamento militare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

39 aggiustamenti e 166 correttivi contenuti nello schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 16 giugno che apporta modifiche al recente Codice dell’ordinamento militare e recepisce le norme sopravvenute dopo la sua emanazione. Tra le norme inserite viene introdotta la disciplina del divieto di associazione di carattere militare. E’ punito chiunque promuova, costituisca, organizzi o diriga associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici. Per associazioni di carattere militare si intendono quelle costituite mediante l’inquadramento degli associati in corpi, reparti o nuclei, con disciplina ed ordinamento gerarchico interno analoghi a quelli militari, con l’eventuale adozione di gradi o di uniformi, e con organizzazione atta anche all’impiego collettivo in azioni di violenza o minaccia. E’ vietato l’uso di uniformi o divise. Sono eccettuate le associazioni od organizzazioni costituite a fine sportivo e gli istituti di carattere culturale e d educativo. Il provvedimento è stato sottoposto al parere del Consiglio di Stato e della Commissione bicamerale per la semplificazione.

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Roma: graduatorie scuole infanzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Mag 2011

Roma. «Sono 11.174 i nuovi bambini rientrati nelle graduatorie per la Scuola dell’Infanzia per l’anno scolastico 2011/2012, che si vanno ad aggiungere ai 22.826 che continueranno a frequentare le nostre scuole, per una utenza complessiva di ben 34 mila bambini dai 3 ai 6 anni», dichiara l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani Gianluigi De Palo, in riferimento ai dati delle graduatorie per le scuole comunali dell’infanzia resi noti oggi. Un dato suscettibile di ulteriori significative modifiche che concorreranno a un presumibile scorrimento della graduatoria verso il basso, dovuto, principalmente, al fenomeno delle doppie iscrizioni, sia presso una scuola statale sia presso una scuola comunale. Su 20.208 domande, 9.407 sono i bambini entrati al Tempo pieno; 1.767 quelli nelle classi antimeridiane. Su 2.333 bambini stranieri che hanno fatto domanda, 1151 sono quelli ammessi.
«Continuiamo a puntare sulla qualità dell’offerta formativa della nostra scuola dell’infanzia – precisa De Palo – il servizio che noi diamo comprende anche la mensa, una delle nostre eccellenze, con il 69% di cibi biologici, il trasporto, il sostegno ai bambini diversamente abili. Garantire tutto ciò, per noi, significa sostenere le famiglie e aiutare le mamme nel difficile compito della conciliazione dei tempi».

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Trasporti Roma: assemblea Atac

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

«La comunicazione del Presidente e dell’amministratore delegato di Atac, di rimettere il mandato nella prossima Assemblea convocata per l’approvazione del Bilancio 2010, desta profonda sorpresa. La decisione viene giustificata dall’esigenza di verificare “la piena condivisione dei contenuti del Piano (ovviamente con le modifiche e integrazioni che si rendessero opportune) e delle azioni da intraprendere per la sua efficace attuazione”. Vale la pena ricordare in proposito le iniziative intraprese in condivisione con il management, finalizzate a realizzare quelle condizioni necessarie per sostenere la situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale dell’Azienda». La Giunta ha già proposto all’Assemblea capitolina tre delibere, attraverso le quali realizzare un risanamento strutturale dell’Azienda. Tali iniziative troveranno il loro perfezionamento in corrispondenza della prossima Assemblea dei Soci». E’ quanto dichiarano Antonello Aurigemma, assessore alle Politiche della Mobilità, e Carmine Lamanda, assessore al Bilancio e Sviluppo economico. «La difficile situazione aziendale richiede, oltre a un consistente apporto di risorse finanziarie pubbliche – precisano gli Assessori – una perfetta sintonia e condivisione dell’azione di risanamento da realizzare da parte del management, ciò con l’obiettivo di assicurare, su basi solide e sostenibili, un efficiente servizio pubblico fondamentale per la collettività».

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Modifiche al bilancio Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Mag 2010

Strasburgo Parlamento europeo. I deputati discuteranno e voteranno per approvare modifiche al bilancio 2010 per permettere al Parlamento di affrontare le nuove responsabilità dovute all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e per preparare un bilancio dettagliato per l’anno prossimo. Una risoluzione sulla nuova strategia 2020 per la crescita e lo sviluppo sarà votata dal Parlamento mercoledì, a seguito del dibattito tenutosi a Bruxelles lo scorso 5 maggio. I deputati si pronunceranno su una serie d’interrogazioni orali dei gruppi politici e della commissione per gli affari economici e quella per gli affari sociali, oltre che su alcune relazioni inerenti vari aspetti della strategia 2020.

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Barese: nuovi posti lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

232 nuovi posti di lavoro nelle piccole e medie imprese della Terra di Bari grazie agli incentivi messi a disposizione dalla Camera di Commercio.  Si è conclusa con successo l’iniziativa dell’ente camerale barese per favorire l’occupazione e la qualificazione professionale, attraverso due bandi per uno stanziamento complessivo di 1 milione di euro.  Due i bandi – da 500mila euro ciascuno – pubblicati lo scorso anno dalla Camera di Commercio quale misura anticrisi. Il primo era stato rivolto alle imprese che assumono giovani con contratto di apprendistato professionalizzante, così come previsto dal D. Lgs. n. 276/2003 e dalla L.R. n. 13/2005 e successive modifiche. Obiettivo: favorire l’assunzione di giovani apprendisti di età compresa fra i 18 ed i 29 anni, al fine di farli divenire, attraverso la formazione sul campo, lavoratori qualificati.  Centoventicinque le aziende ammesse all’incentivo. La misura massima del contributo fornito a ciascuna azienda è di € 4.000, a titolo di compartecipazione per i costi sostenuti per l’assunzione di un giovane con contratto di apprendistato professionalizzante, per un periodo pari ad almeno 12 mesi continuativi.
Il secondo intervento è stato finalizzato invece a favorire le imprese per l’occupazione e l’inserimento di soggetti di età compresa tra 30 e 50 anni, che: non avessero ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito; fossero disoccupati di lungo periodo, ossia persone senza lavoro per 12 dei 16 mesi precedenti; che avessero perso il posto di lavoro a seguito di licenziamento nei 12 mesi precedenti.  Centosette le imprese ammesse.  La misura massima del singolo contributo è per azienda è di 4mila euro (per contratti full time) ed 2mila euro (contratti part time per almeno 20 ore di lavoro settimanali), a titolo di compartecipazione per i costi sostenuti per l’assunzione di tali soggetti per un periodo non inferiore a 12 mesi continuativi.

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Sicurezza stradale e costi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

Il numero degli incidenti resta pesante e costa agli italiani più di 5.000 morti e oltre 300.000 feriti l’anno, senza calcolare i morti oltre le 24 ore dall’incidente, che spesso fuggono al conteggio. Lodevole è l’obiettivo del nuovo codice della strada di dimezzare questo drammatico dato per il paese che porta con sé anche un forte costo sociale gravante sul sistema sanitario e previdenziale (circa 600 euro l’anno a persona).Adiconsum partecipando al convegno, svoltosi in parlamento lo scorso 26 gennaio, sulla sicurezza stradale, ha evidenziato l’urgenza di: • una rapida approvazione delle modifiche al nuovo codice della strada; • un accertamento dei sinistri in tempo reale in modo da evitare le frodi; • introdurre una norma che sanzioni pesantemente i “furbi” che millantano danni o invalidità inesistenti. Adiconsum ha posto anche il problema della necessità di combattere il malcostume diffuso che vede molti comuni utilizzare il codice della strada per fare cassa.

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Roma: tangenziale est, modifiche viabilità

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

Roma. Per consentire in sicurezza la prosecuzione dei lavori per la realizzazione della Nuova Circonvallazione Interna (Tangenziale Est) e della Nuova Stazione Tiburtina, dal 23 gennaio è prevista la chiusura di piazza Tommasini e di parte della complanare alla Tangenziale Est con le seguenti modifiche alla viabilità: • provenendo da via dei Monti Tiburtini e da via Lanciani, si deve utilizzare il percorso alternativo che, attraverso via Rasponi e via Tommasini, consente l’immissione sulla Tangenziale Est in direzione San Giovanni senza utilizzare la complanare esistente.•  il tratto di complanare alla Tangenziale da via dei Monti Tiburtini a Piazza Tommasini resterà aperto al traffico per i soli residenti. Sempre dal 23 gennaio sino a fine dicembre 2010 è prevista la chiusura della rampa di uscita dalla Tangenziale Est su Piazzale della Stazione Tiburtina in direzione Salaria con le seguenti modifiche all’attuale viabilità: • i veicoli provenienti da San Giovanni e diretti alla Stazione Tiburtina devono proseguire sulla Tangenziale in direzione Salaria fino all’altezza dello svincolo per via Livorno, dove è possibile invertire la marcia percorrendo la corsia complanare.• nelle ore notturne, per consentire la suddetta manovra, solo il tratto di Tangenziale Est tra Ponte Tiburtino e via Livorno, in direzione Salaria, viene riaperto al traffico dalle 23 alle 6 fino al 31 dicembre 2010. Da via Livorno in poi, in quest’orario, resta in vigore il solito divieto notturno.

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