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Attentato terroristico a Mogadiscio

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Mogadiscio (Somalia) La Comunità di Sant’Egidio esprime il suo cordoglio al popolo somalo e alle sue istituzioni, per il gravissimo attentato che ha fatto ieri a Mogadiscio quasi cento morti, tra i quali molti giovani, studenti universitari.
E’ dal 1992 che la Somalia è in guerra, trasformatasi nei decenni trascorsi in una lunga serie di lutti per la popolazione civile. Un conflitto per lo più dimenticato, dove la vita umana non conta più nulla. Non passa settimana senza vittime, in attacchi terroristici di varia intensità. Intanto il paese si divide senza che i dirigenti somali riescano a trovare tra di loro un accordo sulla stessa Costituzione e sull’ordinamento istituzionale del paese. Numerosi tentativi sono andati a vuoto in questi anni e le regioni somale tendono a separarsi le une dalle altre, in una specie di “si salvi chi può” dovuto all’abbandono e al disinteresse internazionale. La Comunità di Sant’Egidio condanna l’ennesimo attacco terroristico e si rivolge, con urgenza, alla comunità internazionale perché la Somalia non sia abbandonata ad un destino di morte e disgregazione e siano investite energie e risorse utili alla sua pacificazione. Nel nostro lavoro con i rifugiati abbiano incontrato e continuiamo ad incontrare molti somali in fuga dal loro paese invivibile. Ci raccontano storie tremende di guerra e di sofferenza che nessuno ascolta più. E’ necessario un sussulto di sdegno e impegno internazionale perché anche a Mogadiscio si cessi di morire in questo modo assurdo.

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Nuovi scontri a Mogadiscio

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2012

Migliaia di civili sono in fuga dall’intensificarsi delle violenze e degli scontri vicino al corridoio di Afgooye, una zona a pochi chilometri a nord-ovest della capitale somala Mogadiscio dove quasi 41mila sfollati interni – un terzo degli sfollati interni somali -vivono in campi di fortuna ed insediamenti sempre più estesi costruiti ai lati della strada per Afgooye. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime preoccupazione per la sorte degli sfollati ed esorta tutti i gruppi armati e le forze militari coinvolti ad anteporre la protezione dei civili a qualsiasi altra considerazione. Nelle ultime due settimane, più di 7.200 somali sono stati costretti a fuggire da Afgooye. Più di 5.200 di queste persone sono scappate nel corso degli ultimi tre giorni a causa degli scontri che sono deflagrati martedì 14 febbraio. La maggior parte dei nuovi sfollati era già fuggita in precedenza, lasciando Mogadiscio ed altre zone della Somalia per i rifugi di fortuna del corridoio di Afgooye, e si sta dirigendo ora verso Mogadiscio.
Il 15 febbraio, 150 pullmini ed innumerevoli carretti trainati da asini che trasportavano persone sfollate, nonché molti sfollati a piedi, sono stati visti entrare a Mogadiscio attraverso uno dei punti d’ingresso della capitale dal personale dell’UNHCR in loco. Stando a quanto riferito dai team dell’Agenzia ONU per i rifugiati, alcuni nuovi sfollati si sono stabiliti negli insediamenti già esistenti a Mogadiscio, mentre altri si sono spostati in zone della capitale da cui
la popolazione è fuggita di recente oppure sono stati ospitati da amici e parenti. Alcuni sfollati sono riusciti a portare i propri averi con sé aMogadiscio, ma alcuni sono dovuti fuggire senza nulla. L’UNHCR, in collaborazione con altre agenzie, intende intensificare gli sforzi per assistere queste persone, fornendo loro ripari, alimenti ed acqua. Gli sfollati interni in Somalia sono circa 1,3 milioni, mentre i rifugiati somali ospitati nei paesi confinanti sono più di 968mila, di cui 520mila in Kenya, 203mila in Yemen e 186mila in Etiopia. In Somalia, dove i conflitti hanno generatoil numero più grande di rifugiati e sfollati al mondo dopo l’Afghanistan e l’Iraq, imperversa una delle crisi umanitarie peggiori e più preoccupanti di cui si occupa l’UNHCR.

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