Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘molière’

Le opere di Molière hanno, su di me, esercitato un indubbio fascino

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Forse lo devo al fatto che ho, praticamente da sempre, inseguito la parte ironica se non comica della vita a dispetto dei malanni che mi capitavano sia personalmente sia attraverso i miei familiari. Penso tra l’altro alla “Scuola dei mariti” e a quella delle “mogli” che Molière nel giro di due anni tra il 1661 e il 1662 scrisse con l’intento di mettere in ridicolo i vecchi Cresi che presumono di ottenere l’amore di giovani spose, come quelle che a dispetto di tutte le precauzioni sanno sempre dirigere in meglio i loro affetti.
Com’è noto la “Scuola delle mogli” ottenne, nello specifico un successo strepitoso che scombussolò i critici, i quali aggredirono l’autore con i loro invidiosi scritti. Alla critica il Molière risposte mettendo in scena gli avversari nella commedia “La critica della scuola delle mogli”. Con i personaggi satirici di quest’opera il Molière vinse, sì, ma non guadagnò certamente l’amicizia né dei vecchi marchesi, né delle “preziose”, né dei suoi rivali messi in azione.
Ma dire d’essermi fermato a questo filone narrativo sarei senza dubbio riduttivo. Cinque anni dopo La scuola dei mariti” venne il misantropo dove colse l’occasione per criticare, magistralmente, la società del suo tempo. Si vuole che nei due protagonisti il Molière rappresentasse se stesso dal lato peggiore ed esagerando e la propria moglie che fu il suo tormento. Sta di fatto che in questo studio il cuore umano è penetrato in modo sorprendente e messo a nudo con un’efficacia descrittiva da vero intenditore e pedagogo. L’anno successivo scrisse “Il Tartufo” e divenne il suo capolavoro in assoluto per il teatro comico francese.
L’ipocrisia vi è rappresentata nel modo più reale e più sincero. L’ha studiata in tutti gli aspetti, così da renderla ripugnante. L’azione è svolta magistralmente fino allo scioglimento, i caratteri sono di una precisione e di una così fedele verità da credere impossibile il profondo acume che li ha penetrati.
Si dice che l’intitolazione “Tartufo” gli fosse suggerita da un abate italiano, il quale alla vista di un piatto di tartufi avendo esclamato “Tartuffi!” con tale beata sensuale cupidigia da impressionare profondamente Molière.
Sulla commedia il Paganini scrisse in proposito: “E’ da credersi che ai tempi di Molière la classe degli impostori fosse in Francia tanto numerosa quanto quella dei vecchi marchesi e delle preziose ridicole, poiché la nuova commedia di Molière destò una tempesta. I gesuiti stessi se ne occuparono. L’autore fu accusato di aver voluto gettare il ridicolo sulle cose religiose e la commedia fu proibita per ordine del re subito dopo la prima rappresentazione.
Molière lasciò passare la burrasca, poi ricominciò. Nell’assenza del re la polizia credette bene d’intromettersi, ma Molière che ben conosceva le buone disposizioni personali del re per lui e per il suo Tartufo, gli mandò due servi con un promemoria in cui si difendeva energicamente. Il re gliela diede vinta e permise la rappresentazione.”
Ma in tutto questo come tralasciare l’Avaro? E’ se vogliamo l’unico lavoro che il Molière scrisse in prosa eccettuato il “Convitato di pietra” e il “Borghese gentiluomo”. L’avaro è derivato da una delle più note commedie di Plauto: l’Aulularia, e se parecchi dei migliori tratti sono del poeta latino, tuttavia la parte comica d’invenzione è magnifica. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Luci della ribalta: parte quinta

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

Luci della ribalta parte quinta(Italian Edition) Kindle Edition. Le opere di Molière hanno, su di me, esercitato un indubbio fascino. Forse lo devo al fatto che ho, praticamente da sempre, inseguito la parte ironica se non comica della vita a dispetto dei malanni che mi capitavano sia personalmente sia attraverso i miei familiari.
Penso tra l’altro alla “Scuola dei mariti” e a quella delle “mogli” che Molière nel giro di due anni tra il 1661 e il 1662 scrisse con l’intento di mettere in ridicolo i vecchi Cresi che presumono di ottenere l’amore di giovani spose, come quelle che a dispetto di tutte le precauzioni sanno sempre dirigere in meglio i loro affetti.
Com’è noto la “Scuola delle mogli” ottenne, nello specifico un successo strepitoso che scombus-solò i critici, i quali aggredirono l’autore con i loro invidiosi scritti. Alla critica il Molière risposte mettendo in scena gli avversari nella commedia “La critica della scuola delle mogli”. Con i personaggi satirici di quest’opera il Molière vinse, si, ma non guadagnò certamente l’amicizia né dei vecchi marchesi, né delle “preziose”, né dei suoi rivali messi in azione.
Ma dire d’essermi fermato a questo filone narrativo sarei senza dubbio riduttivo. Cinque anni dopo La scuola dei mariti” venne il misantropo dove colse l’occasione per criticare, magistralmente, la so-cietà del suo tempo. Si vuole che nei due protagonisti il Molière rappresentasse se stesso dal lato peggiore ed esagerando e la propria moglie che fu il suo tormento. Sta di fatto che in questo studio il cuore umano è penetrato in modo sorprendente e messo a nudo con un’efficacia descrittiva da vero intenditore e pedagogo. L’anno successivo scrisse “Il Tartufo” e divenne il suo capolavoro in assoluto per il teatro comico francese.
L’ipocrisia vi è rappresentata nel modo più reale e più sincero. L’ha studiata in tutti gli aspetti, così da renderla ripugnante. L’azione è svolta magi-stralmente fino allo scioglimento, i caratteri sono di una precisione e di una così fedele verità da credere impossibile il profondo acume che li ha penetrati. Si dice che l’intitolazione “Tartufo” gli fosse suggerita da un abate italiano, il quale alla vista di un piatto di tartufi avendo esclamato “Tartuffi!” con tale beata sensuale cupidigia da impressionare profondamente Molière.
Sulla commedia il Paganini scrisse in proposito: “E’ da credersi che ai tempi di Molière la classe degli impostori fosse in Francia tanto numerosa quanto quella dei vecchi marchesi e delle preziose ridicole, poichè la nuova commedia di Molière destò una tempesta. I gesuiti stessi se ne occuparono. L’autore fu accusato di aver voluto gettare il ridicolo sulle cose religiose e la commedia fu proibita per or-dine del re subito dopo la prima rappresentazione. Molière lasciò passare la burrasca, poi ricominciò. Nell’assenza del re la polizia credette bene d’intromettersi, ma Molière che ben conosceva le buone disposizioni personali del re per lui e per il suo Tartufo, gli mandò due servi con un promemoria in cui si difendeva energicamente. Il re gliela diede vin-ta e permise la rappresentazione.”
Ma in tutto questo come tralasciare l’Avaro? E’ se vogliamo l’unico lavoro che il Molière scrisse in prosa eccettuato il “Convitato di pietra” e il “Borghese gentiluomo”. L’avaro è derivato da una delle più note commedie di Plauto: l’Aulularia, e se parecchi dei mi-gliori tratti sono del poeta latino, tuttavia la parte comica d’invenzione è magnifica. A questo punto apro una parentesi per fare una riflessione sul fatto che noi abbiamo colto molto del sapere e dell’inventiva degli autori greci e romani che scrissero innumerevoli commedie e tragedie co-me se volessimo semplicemente cambiare l’abito sdrucito per sostituirlo con un nuovo di zecca pur considerando che la materia prima è comunque la stessa. Un discorso che per estensione dovremmo fare a molte altre vicende umane che interessano il nostro vivere quotidiano, i nostri rapporti sociali, la politica e anche le relazioni tra popoli. (foto: luci ribalta5)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Michail Bulgakov: Vita del signor De Molière

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2012

Statue of Molière at the corner of Rue de Rich...

Statue of Molière at the corner of Rue de Richelieu and Rue Molière in Paris, France. (Photo credit: Wikipedia)

Bulgakov si rispecchia in Molière e nel commediografo riscopre parte delle sue angosce esistenziali e delle sue ansie creative. L’autore de Il maestro e Margherita, alla stessa maniera del francese, ha conosciuto gioie e dolori del palcoscenico, ma soprattutto ha vissuto un rapporto complesso con il potere. Un ritratto costruito per affinità e grazie a una buona documentazione storica integrata da spunti di fantasia nel quale Bulgakov racconta di un uomo eccezionale costretto a sottostare alle regole di una società a cui aderisce solo in parte. Pagine 226 Euro 15,00 Codice 14259Q EAN 978-88-425-4800-3 Mursia editore

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La giostra di Molière

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Roma Sabato 4 (ore 21) e domenica 5 giugno (ore 17) al Teatro Tor Bella Monaca è di scena “La giostra di Molière”, lo spettacolo del Laboratorio teatrale “Edoardo Amaldi” diretto da Filippo d’Alessio e Maddalena Rizzi. Una grande giostra scandisce i tempi dello spettacolo, di volta in volta lo sguardo dello spettatore si ferma su un gruppo di figure, siano esse dame o cavalli bianchi, che si animano e presentano lo spaccato delle tanto amate commedie di Molière. I trenta ragazzi del laboratorio si divertono ad interpretare ruoli diversi tra loro mettendo in scena le parti più interessanti di ogni pièce: l’ironica battaglia pseudo femminista de Le Intellettuali, la ferocia critica alla morale dell’epoca nel Tartufo e la profonda psicologia dei personaggi nella Scuola delle mogli. Commedie brillanti non senza una vena satirica come il Malato immaginario e l’Avaro, commedia i cui temi sono più che mai attuali. (orari spettacoli:sabato 4 giugno ore 21.00 domenica 5 giugno ore 17.00

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’avaro di Moliere

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Cagliari 23 febbraio alle ore 18 Marco Martinelli terrà una lezione di teatro nell’aula magna Motzo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari. L’appuntamento rientra nel ciclo di seminari e lezioni curati dal Teatro Stabile della Sardegna e la Facoltà di Lettere e Filosofia. Durante l’incontro Martinelli proietterà lo spettacolo “I Polacchi”, riscrittura dall’Ubu re di Jarry, in cui spiegherà due modalità differenti di affrontare i classici: registica nel caso de “L’avaro” (in programmazione al Teatro Massimo di Cagliari dal 24 al 27 Febbraio); drammaturgica nel caso de “I Polacchi”. Oggi come non mai la lezione di Molière è attuale, con quella netta capacità di penetrare il male in tutte le sue forme, sociali e psichiche, facendo ricorso alle armi della satira e della comicità. Ma la particolarità qui sta anche nel fatto che a interpretare Arpagone – antico avaro che si va trasformando in un moderno finanziere – sarà Ermanna Montanari. Nel segno capovolto delle Albe, l’attrice pluripremiata incarnerà questo fantasma come un risibile angelo sterminatore, con la regia sapiente di Marco Martinelli a imprimere al gioco scenico quel ritmo vitale e travolgente, quella capacità di coniugare tradizione e visionarietà che hanno portato la compagnia ravennate ad assumere una posizione di primo piano nel panorama del teatro internazionale.traduzione Cesare Garboli ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari regia Marco Martinelli Teatro Massimo- Cagliari 24-27 febbraio 2011 con Loredana Antonelli, Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Laura Dondoli, Luca Fagioli, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Alice Protto, Massimiliano Rassu, Laura Redaellispazio Edoardo Sanchi luci Francesco Catacchio, Enrico Isola costumi Paola Giorgimusiche originali Davide Sacco produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro in collaborazione con AMAT, Emilia Romagna Teatro Fondazione foto Claire Pasquier (avaro)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’avaro di Moliere

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Bologna da venerdì 11 a domenica 13 Febbraio, feriali ore 21, domenica ore 16, Teatro Duse – Via Cartoleria, 42 la Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna, presenta Guido Ferrarini in “L’Avaro” di Jean Baptiste Poquelin detto Molière. Regia di Luciano Leonesi e Guido Ferrarini, scene di Fabio Sottili, luci di Poppy Marcolin, costumi di Renata Fiorentini, fotografo di scena Gino Rosa. Con Guido Ferrarini, Aldo Sassi, Alessandro Fornari, Federica Tabori, Alida Piersanti, Serena D’Andria, Lorenzo Spiri, Tiziano Tommesani, Andrea Zacheo, Ivano Nunzi, Maurizio Grondona, Simona Pace.
Questo Avaro di Molière è impostato sulla forza comica e tragica del primo grande “carattere” creato da Molière, dando però rilievo all’ambiente familiare e sociale da cui questo personaggio è condizionato, un ambiente di arrivisti, altrettanto violenti quanto il protagonista. La passione di ARPAGONE per l’accumulo e la conseguente proliferazione dei profitti in forma di interessi è esclusiva, violenta, pericolosa a sé e agli altri, una tortura come il gioco in borsa, come l’incertezza del “buon fine”. La sua rabelaisiana parsimonia corrompe i figli, i servi, gli amici; tutti diventano suoi avversari, veri ladri di denaro e di affetto, che lo costringono all’isolamento drammatico. Lui solo, in una commedia senza il solito unico, riconoscibile antagonista, perché per antagonisti ha tutti, uno per volta, feroci spalle teatrali del suo comico malessere. In effetti, tutti sognano di derubare chi possiede, aizzati dallo stesso possessore che, senza l’invidia altrui, non gode del proprio potere economico. La corruzione di tutta la sua “corte” è visibile nell’analisi dei personaggi: la figlia Elisa che si concede all’amore segreto per mettere il padre di fronte al fatto compiuto, costringendolo a darle una dote matrimoniale. Il suo seduttore Valerio che si infila in casa fingendosi cameriere e che teorizza l’adulazione e la mette in pratica con un cinismo altrettanto violento della spilorceria di ARPAGONE. La mezzana Frosina che promette ricchezza alla povera ragazza se sposerà il vecchio avaro, ma con la clausola contrattuale che garantisce la morte dello sposo in pochi mesi. La gentile, dolce, promessa sposa Mariana che avrebbe accettato il “buon partito” per far piacere alla mamma che la vuole sistemata comunque. Il figlio Cleante, un futuro damerino che vive di debiti per vestire alla moda in vista dell’eredità, capace, nel suo insieme, di scandalizzare perfino Rousseau che scriveva: “La commedia in cui si rende accettabile un figlio insolente e ladro verso il padre, non è forse definibile una scuola di costumi indegni?”. E poi i servi sfacciati e ladri, il cuoco-cocchiere Mastro Giacomo, capace di vendette atroci per torturare il vecchio avvoltoio in balia di tutti dopo il furto e che finisce per prendersi quelle bastonate ereditate dalla commedia dell’arte, ma questa volta “realistiche” e dolorose, secondo il nuovo contesto teatrale. Prezzi:  Platea   €  15,00 1° Galleria    €  10,00 2° Galleria   €  7,00

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il malato immaginario

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

Roma Debutta l’8 febbraio al Teatro Argentina “Il malato immaginario” di Molière, sul palcoscenico da protagonista nel ruolo di Argante, un grande e istrionico Gabriele Lavia che firma anche la regia di una delle commedie più acclamate del teatro.  Traduzione di Chiara De Marchi con Gabriele Lavia (Argante, malato immaginario)  Pietro Biondi (Dottor Diarreus, medico), Gianni De Lellis (Beraldo, fratello di Argante), Giorgio Crisafi (Buonafede, notaio), Barbara Begala (Antonietta, cameriera), Mauro Mandolini (Professor Purgone, medico di Argante), Vittorio Vannutelli (Dottor Fetus, farmacista), Giulia Galiani (Belinda, seconda moglie di Argante), Andrea Macaluso (Cleante, innamorato di Angelica), Michele Demaria (Tommaso Diarreus, figlio del Dottore e pretendente di Angelica), Lucia Lavia (Angelica, prima figlia di Argante) scena Alessandro Camera  costumi Andrea Viotti  luci Simone De Angelis musiche originali Giordano Corapi. Teatro Stabile dell’Umbria, Compagnia Lavia Anagni

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Les Précieuses ridicules”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

Milano, 18 maggio 2010 ore 9.15 e ore 11.30  Teatro Carcano – Corso di Porta Romana, 65 al Teatro Carcano va in scena   “Les Précieuses ridicules” di Molière produzione Palkettostage  spettacolo in lingua francese  La stagione di teatro in lingua originale firmata da Palkettostage international theatre productions prosegue con un grande classico del teatro francese: Molière, di cui martedì 18 maggio 2010, al Teatro Carcano di Milano, andrà in scena la farsa in lingua originale “Les Précieuses ridicules”.   Opera datata 1659, “Les Précieuses ridicules” è stato il primo grande successo di Molière e  rappresenta un tipico esempio di satira al costume sociale. In particolare, questa commedia colpiva uno dei fenomeni culturali sviluppatosi in Francia nel XVII secolo, ‘il preziosismo’, assai diffuso tra le dame che perseguivano l’eleganza, la raffinatezza, e le ricercatezze più insolite nella vita come nell’arte. Una moda inaugurata dalla marchesa Catherine di Rambouillet e da Madeleine de Scudery, da cui l’autore trae ispirazione per i nomi delle protagoniste.   Le due ‘ridicules’ citate nel titolo dell’opera sono le cugine Magdelon e Cathos, giovani vacuamente sofisticate che pretendono di mettere in pratica in provincia i precetti dei saloni letterari dei précieux parigini, soprattutto per quanto concerne il comportamento amoroso. Per tale ragione, respingono la corte dei cavalieri La Grange e Du Croisy, i quali decidono di vendicarsi: inviano alle dame i loro lacchè, Mascarillo e Jodelet, che si fingono nobili e, nonostante le loro goffaggini, le conquistano facilmente. Quando le ragazze credono di potere entrare in società grazie ai favori dei due presunti gentiluomini, ecco che la burla viene svelata, gettando nel ridicolo le ambizioni ‘preziose’ delle cugine.  Palkettostage rilegge l’opera di Molière conferendogli un taglio moderno e scanzonato, dove ciprie e merletti ottocenteschi lasciano spazio a leggings scintillanti, abiti di lustrini e boa di struzzo. mentre la scenografia evoca il mobilio d’epoca attraverso un vezzoso mobile da toeletta e un fondale realizzato con graziosi paravento.  La regia di Véronique Boutonnet accentua le sfumature grottesche della vicenda, grazie ad un’attenta costruzione dei personaggi caratterizzati da una forte fisicità, e dona così respiro moderno alla farsa di Molière che si arricchisce di musiche e canzoni originali. (Precieuses)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’avaro di Molière

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Bologna 19 Gennaio, alle ore 21, al Teatro Dehon, la Compagnia Alfa Prosa presenta Augusto Grilli in “L’Avaro” di Molière. Regia di Augusto Grilli. Costumi e scene Alfateatro. Con: Franco Abba, Claudio Bertoni, Ugo De Los Rios, Antonello Ligia, Silvia Pezza, Stefania Rosso, Mauro  Stante.  Scritta nel 1668, “L’Avaro” è una delle commedie più famose dell’autore francese Jean Baptiste Poquelin, in arte Molière (1622-1673). Nella casa di Arpagone, nome che vuol caratterizzare nella sua etimologia la rapacità del tipo, oltre ai suoi due figli Cleante ed Elisa troviamo il giovane Valerio, che ha conosciuto Elisa col favore di un caso romanzesco, se ne è innamorato, e ha immaginato, per vivere vicino a lei e facilitare un matrimonio che prevede contrastato, di farsi assumere come maggiordomo da Arpagone, ingraziandoselo con l’assecondarlo nella sua folle avarizia. Cleante, da parte sua, sempre in lite col padre che lo tien troppo corto a denari, si è innamorato di Marianna, una fanciulla dabbene ma ridotta in povertà, che è venuta ad abitare da poco con la madre nel vicinato. Ma il vecchio Arpagone vorrebbe assegnare Elisa all’anziano signor Anselmo, persona facoltosa che accetterebbe di sposarla senza dote, e destina al figlio una ricca vedova; egli stesso, poi, che malgrado la sua età non è rimasto insensibile all’amore, ha gettato gli occhi sull’ingenua grazia di Marianna, e intriga, valendosi della mezzana Frosina, per ottenere il consenso della giovinetta e della madre di lei. I figli, da lui informati di questi progetti, sono alla disperazione: lo pseudo-maggiordomo Valerio finge di dar ragione anche in questo ad Arpagone, per meditare qualche stratagemma; mentre Cleante, aiutato dal fido Freccia, sfrontato e astuto valletto, cerca in tutti i modi di procurarsi una forte somma per rendersi indipendente dal padre. Egli si rivolge a questo scopo a mastro Simone, sensale, che gli promette di metterlo in relazione con un certo usuraio; ma quando Cleante sta per concludere un prestito che non potrebbe essere più esoso, egli scopre che l’usuraio non è nient’altri che suo padre, mentre Arpagone riconosce nello sventurato giovine che egli si apprestava a spogliare il suo stesso figlio! Messo sull’avviso dal paradossale incidente, l’avaro teme sempre più che tutti lo vogliano truffare, e vive in perpetuo tremore per una certa cassetta contenente diecimila scudi d’oro che egli ha sotterrata nel suo giardino. Prosegue tuttavia nei suoi progetti matrimoniali; invita a pranzo Marianna e la madre, mostrandosi comicamente imbarazzato tra il desiderio di far bella figura e la sua invincibile avarizia; e proprio in tale occasione si inizia per lui una piccola serie di catastrofi. Infatti egli scopre dapprima che suo figlio ama Marianna e non à ha nessuna intenzione di ritirarsi davanti a lui, perché è riamato dalla fanciulla; viene a conoscere subito dopo il furto della sua preziosa cassetta (che il Freccia è riuscito a trovare e ha sottratto per amor del padroncino), e infine, mentre egli fuor di sé sospetta e accusa il maggiordomo Valerio, il finto servo gli rivela che, amando sua figlia, si è legato a lei con una mutua promessa di matrimonio, ed è assolutamente sicuro del cuore della giovinetta. Arpagone, come ammattito, provoca l’intervento della giustizia, accusa successivamente tutti e vuol far causa a tutti, minacciando torture e galera. Ma sopraggiunge il signor Anselmo: nel corso dell’intricata baruffa si viene a scoprire che costui è il padre di Valerio e di Marianna, i quali son dunque fratelli, essendo stata la lor famiglia separata e dispersa molti anni prima da strani colpi di fortuna che avevano persuaso reciprocamente gli uni della morte degli altri… Cleante sposerà dunque Marianna, che si ritrova ricca ereditiera; Elisa andrà a nozze col suo Valerio; e Arpagone, calmato dal ritrovamento della cassetta che gli vien riportata dal Freccia, finisce per dare il suo consenso: tanto più che il ricco Anselmo gli promette di incaricarsi di tutte le spese del duplice matrimonio. Prezzo: Intero: 20 Euro Ridotti: 17 Euro http://www.vivaticket.it. (avaro,1,2)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »