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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘molisani’

Gli Immoderati” si occupano degli “sprechi” molisani

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Gli Immoderati, storico gruppo di giovani liberali sparsi per il mondo, nel proprio seguitissimo sito internet (https://www.immoderati.it/2019/06/24/il-molise-non-esiste-ma-i-suoi-soldi-si-purtroppo/) si occupa del Molise, in particolare delle potenzialità inespresse dal punto di vista turistico. Il sito ricorda che Eurostat ha certificato la regione come la meno turistica d’Europa nonostante “questo lembo d’Italia, con un po’ di seria promozione – ma affidata a professionisti del settore, meglio se di fuori regione perché liberi da immancabili ingerenze o collusioni – potrebbe far conoscere le proprie eccellenze, che pure non mancano”, citando ad esempio il paleolitico di Isernia, il teatro di Pietrabbondante, la rete di tratturi, la produzione di tartufi.
Tuttavia, analizzando nel dettaglio i fondi post-sisma del 2002, il bando “Turismo è cultura” del 2019 (1,8 milioni euro) e la “chimera del turismo di ritorno”, con numeri paradossali come il presunto milione e mezzo di molisani all’estero sbandierato in un recente convegno a Campobasso, il sito stigmatizza la pioggia di soldi pubblici, denunciando, in perfetta chiave liberale, che “le responsabilità di questo ennesimo scialacquio pubblico non ricadono ovviamente sui soggetti beneficiari, che raccolgono ciò che passa il convento, bensì su una classe di amministratori che perpetua una politica assistenziale e pregna di retorica”.Dopo aver esposto i dati economici del recente report di Bankitalia, il pezzo si conclude ricordando la vocazione assistenziale, che tanti danni ha prodotto in tutto il Mezzogiorno, e che rappresenta “la principale zavorra di questo piccolo territorio”.

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Molisani a Roma: voto prevalente a Toma

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

ROMA – Tra i molisani che, pur vivendo a Roma, mantengono la residenza nel Molise, i voti sono confluiti più su Donato Toma che su Andrea Greco. E’ quanto emerge da una ricerca compiuta dall’associazione “Forche Caudine” sia su un campione di iscritti sia comparando i paesi d’origine del maggior numero di domiciliati a Roma con i risultati elettorali.“Pur con numeri non decisivi, i molisani di Roma con diritto di voto, originari soprattutto dell’entroterra e dei paesi della provincia di Isernia, hanno premiato il centrodestra – confermano dall’associazione. “Castel San Vincenzo, Bagnoli del Trigno, Acquaviva d’Isernia, Filignano, Carovilli, Cerro al Volturno e Trivento sono comuni con rilevanti presenze nella Capitale e dove Toma ha ottenuto più del 60% dei voti – rilevano ancora da Forche Caudine.“Tra gli altri paesi d’emigrazione romana che hanno premiato il centrodestra ci sono Sant’Elena Sannita (Toma al 58%), Pietrabbondante (al 57%), Poggio Sannita (al 54%), Macchiagodena (53,5%) e Frosolone (al 49,5%). Vittoria meno netta del centrodestra a Salcito (45,5%) e Duronia (42,4%). A San Pietro Avellana, nonostante la vittoria di Veneziale, Toma ha incassato il 42% lasciando a Greco appena il 9%.Il candidato dei Cinquestelle, oltre ad Agnone (66,3%), tra i paesi d’emigrazione romana s’è imposto soprattutto a Capracotta (41,6%).Insomma, anche la comunità molisana di Roma conferma la tendenza tradizionalmente conservatrice. (fonte: Forche Caudine)

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Elezioni: il contributo dei molisani di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

I molisani di Roma dicono la loro sulla prossima tornata elettorale amministrativa nella regione d’origine. E lo fanno attraverso un documento di 50 pagine denominato “Piano d’intenti” frutto di un rilevante lavoro collettivo promosso dall’associazione “Forche Caudine” con il coinvolgimento di circa 400associati. Il corposo dossier offre una dettagliata analisi sulla condizione attuale del Molise in molti settori, una vera e propria “fotografia” economica e sociale supportata dagli ultimi dati sui trend regionali. A fronte di ciò, vengono riportate idee e proposte operative a uso dei prossimi amministratori regionali, ma anche dettagliate richieste di trasparenza (ad esempio con la pubblicazione on-line di biografia, curriculum professionale e politico, finanziamenti ottenuti per la campagna elettorale) e di impegno futuro. Chi lo farà potrà godere della “luce verde” da parte dell’associazione. C’è naturalmente grande attenzione anche dalla Capitale per le sorti del Molise, dove tante persone d’origine molisana conservano non solo affetti, ma anche beni materiali, ad iniziare da decine di migliaia di abitazioni e terreni. Inoltre non meno di cinquemila persone che vivono a Roma fanno parte delle liste elettorali molisane in quanto hanno conservato la residenza nei comuni d’origine. Ma cosa contiene, nel dettaglio, il dossier redatto dai molisani di Roma?
La prima parte del documento si sofferma sui settori che stanno più a cuore ai molisani capitolini: il turismo, i rapporti tra il Molise e Roma, la formazione (capace di ampiare le competenze anche della classe politica locale) e il lavoro, naturalmente la viabilità e il real estate. Per ogni argomento si offre sia un’approfondita disanima dello status regionale, arricchita dei numeri più recenti, sia un quadro di proposte operative.La seconda sezione del lavoro, denominata “Documenti utili”, riporta indicazioni sul brand molisano frutto delle consultazioni on-line operate negli ultimi anni tra gli associati. Emergono indicazioni operative soprattutto per la valorizzazione della regione, ad esempio nella scelta dei “simboli” ritenuti più idonei per rafforzare in modo univoco l’identità territoriale (la cultura sannita s’impone sul tratturo e sul tartufo, che invece vince tra le eccellenze enogastronomiche), nel folklore il campione sceglie i Misteri di Campobasso rispetto alla ‘Ndocciata di Agnone e ad altre numerose indicazioni, Sepino viene scelto come simbolo di testimonianza storica e infine il Monforte di Campobasso è preferito tra i castelli.
“Forche Caudine, come sempre, politicamente non si schiera, anche perché facendolo richierebbe di spaccare l’associazione e di macchiare la sua onorata ‘carriera’ trentennale – evidenzia il segretario Gabriele Di Nucci. “Tuttavia, proprio perché abbiamo a cuore le sorti della nostra regione, stiamo assicurando non solo un nostro contibuto di idee, qualificato perché frutto dei tanti professionisti molisani che fanno parte della nostra associazione, ma soprattutto un costante monitoraggio dall’esterno – continua Di Nucci.

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“La comunità molisana è protagonista a Roma”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

Un bagno di folla ha fatto da cornice all’incontro del governatore laziale Nicola Zingaretti con le comunità molisane e abruzzesi di Roma, iniziativa promossa dall’associazione Forche Caudine e dall’associazione abruzzese.Almeno quattrocento persone hanno affollato il Centro congresso di via dei Frentani, nel quartiere San Lorenzo. Ad aprire l’evento è stato Sebastiano Leonetti, già consigliere regionale, abruzzese con moglie molisana, che ha quindi impersonato il connubio tra le due comunità. Dopo il suo emozionato discorso, sono saliti sul palcoscenico Candido Paglione, sindaco di Capracotta (Is) e Marivera De Rosa, sindaca di Luco dei Marsi (Aq), in rappresentanza delle istituzioni locali (Forche Caudine ha posto il veto per i vertici regionali a causa delle imminenti elezioni amministrative in Molise). Paglione ha decantato le bellezze del Molise e ha invitato Zingaretti a Capracotta per la prima settimana di agosto in occasione della “Pezzata”. A chiudere la parte istituzionale sono stati i saluti del presidente Zingaretti, che dopo aver illustrato il bilancio della sua giunta, ha ribadito la collaborazione della sua giunta con le comunità abruzzesi e molisane.Alla vigilia dell’evento il governatore laziale ha trasmesso una lettera a Forche Caudine nella quale sottolinea come “decine di migliaia di donne e uomini molisani vivono nel nostro territorio, offrendo quotidianamente il proprio contributo di intelligenza, operosità, tenacia, distinguendosi in tantissime attività, dall’imprenditoria alle professioni, dalla cultura al pubblico impiego. Abbiamo tantissime profumerie sparse su tutto il territorio regionale, appartenenti a molte famiglie originarie di Sant’Elena Sannita, o gli oltre mille tassisti romani, molti dei quali originari di Bagnoli del Trigno, e ancora i sarti di Capracotta, i garagisti di Poggio Sannita e Frosolone, i ristoratori e tante, tantissime altre arti e professioni che rendono lustro alla nostra amata Regione. Il lavoro svolto dall’associazione Forche Caudine – ha sottoscritto ancora Zingaretti – attraverso un lungo percorso ormai trentennale, costituisce un contributo prezioso per la difesa e valorizzazione di un’antica e straordinaria cultura regionale che si richiama – sin dalla denominazione di molti paesi – alla civiltà sannita, dai tratturi al teatro di Pietrabbondante”.E’ stata quindi la volta dello spettacolo di Lino Rufo, noto folksinger originario di Castelnuovo al Volturno. A causa di un’indisposizione, non è potuto essere presente il comico ‘Nduccio. In conclusione il ricco buffet con prodotti molisani (formaggi dell’alto Molise), abruzzesi (salumi teramani e vini Tollo) e laziali (prodotti da forno e ricotta romana). I prodotti avanzati sono stati dati in beneficenza.Tante le personalità presenti, tra cui l’ex assessore regionale Michele Civita, il cui padre è stato sindaco di Acquaviva Collecroce, il presidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti (con moglie molisana), il consigliere molisano Michele Petraroia, il vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, l’ex parlamentare Carol Tarantelli (vedova dell’economista Ezio), di origini abruzzesi, l’architetto Antonello Ciancio, candidato al Senato a Roma (la moglie è molisana). Per i vertici dell’associazione Forche Caudine, oltre al presidente Giampiero Castellotti, anche il segretario Gabriele Di Nucci, la giornalista Ida Santilli (figlia del sindaco di Pietracupa), il professor Luca Turrisi, gli imprenditori Francesco Caterina e Mauro Bonello. Per l’associazione Amici di Capracotta presente il vicepresidente Paolo Trotta, mentre per Sviluppo Capracotta il presidente Nicola Di Tanna.

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Molisani a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 gennaio 2018

Nicola Di Tanna, Nicola Zingaretti e Giampiero CastellottiRoma E’ stato fissato a sabato 17 febbraio 2018, dalle ore 16,30 presso il Centro congressi Frentani, in via dei Frentani 4 a San Lorenzo, l’incontro tra la comunità molisana di Roma e il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, candidato al rinnovo della presidenza con il centrosinistra unito. Ieri Giampiero Castellotti, Nicola Di Tanna e Sabatino Leonetti per l’associazione “Forche Caudine”, il circolo dei molisani a Roma, hanno incontrato il governatore Zingaretti, mettendo a punto i dettagli dell’evento che dovrebbe vedere la partecipazione di almeno cinquecento persone.
Sono circolati anche i primi nomi degli artisti invitati. In attesa di conferma ci potrebbe essere l’intervento dell’attore Edoardo Siravo, originario di Roccamandolfi, e del comico Nduccio, uno degli idoli delle comunità molisane e abruzzesi a Roma. Ma la lista si arricchirà certamente di altri nominativi. Immancabile il buffet a base di prodotti locali. Insomma, un’occasione elettorale che si trasformerà nell’ennesima opportunità aggregativa e di festa.
“Da sempre l’associazione Forche Caudine, nel corso dei periodi elettorali, promuove occasioni d’incontro tra i candidati e i molisani a Roma, sempre in un’ottica di par condicio – evidenzia Giampiero Castellotti, presidente dell’associazione, di recente insignito dell’onorificenza di ambasciatore del Molise. “Già cinque anni fa abbiamo incontrato Nicola Zingaretti all’ex Fiera di Roma, presente il direttivo dell’associazione, e nel corso della sua amministrazione non sono mancate altre occasioni di proficuo interscambio”. Per partecipare all’evento, gratuito, è sufficiente inviare un’e-mail di prenotazione a info@forchecaudine.it, indicando i partecipanti e il paese d’origine. A breve sarà resa nota la data dell’incontro con il candidato di centrodestra alla Regione Lazio, Stefano Parisi. (dida foto allegata: Nicola Di Tanna e Giampiero Castellotti di Forche Caudine con Nicola Zingaretti)

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Forche Caudine porta la solidarietà ai 1.744 lavoratori molisani in lotta per la mobilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

molise lavoratori in lottaEsponenti dell’associazione al presidio davanti al ministero del Lavoro in via Veneto. Sit-in e volantinaggio di un nutrito gruppo di lavoratori molisani davanti al ministero del Lavoro per ottenere lo sblocco della vertenza che interessa 1.744 lavoratori della regione sul tema della mobilità. Presente il Comitato mobilità in deroga Molise in presidio per lanciare un appello al ministro Poletti e giungere alla conclusione della vertenza che coinvolge 1.744 famiglie, quindi una parte consistente dell’intero territorio molisano.
‘La Regione Molise, con un tratto di penna ha cancellato i nostri diritti e ci ha sospeso ingiustamente i pagamenti della mobilità in deroga per gli anni 2015 e 2016 – denunciano i lavoratori. ‘Per questo abbiamo costituito il Comitato, e per le stesse motivazioni vogliamo difendere i nostri diritti di lavoratori e la nostra dignità di persone. Le fasce deboli del mondo del lavoro vanno difese e non umiliate. Per queste ragioni chiediamo il rispetto della delibera del Consiglio regionale del Molise n. 242 del 29 dicembre 2017; la riformulazione corretta della istanza indirizzata al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sostitutiva della nota sbagliata dell’assessore regionale Carlo Veneziale; il completamento della istruttoria comunicataci il 15 gennaio 2018 dalla segreteria della Direzione generale di Ugo Menziani per consentire al ministro una attenta valutazione della vertenza; lo sblocco dei pagamenti della mobilità in deroga a nostro favore da parte della Direzione nazionale dell’Inps’. Nel corso della giornata sono intervenuti diversi rappresentanti della società civile, del sindacalismo e delle istituzioni per portare la propria
solidarietà e vicinanza ai lavoratori in lotta. Tra questi Andrea Gianfagna, già segretario della Camera del Lavoro di Campobasso, poi segretario generale nazionale di Federbraccianti e della Filziat. Intorno a mezzogiorno, in rappresentanza della associazione Forche Caudine, sono giunti Renzo Rea e poi Gabriele Di Nucci insieme al presidente Giampiero Castellotti, recentemente insignito del titolo di Ambasciatore dei Molisani nel Mondo ai sensi della legge regionale n.12/2015. Forche Caudine nel pomeriggio ha provveduto a pubblicare notizie e a diffondere note a sostegno della vertenza. A seguire sono giunti dirigenti nazionali, personalità politiche ed esponenti sindacali a conferma del valore simbolico di una mobilitazione che ‘non si limita solo a rivendicare un diritto
spettante per legge ma assume il rilievo di difesa della dignità di un intero territorio abbandonato dalle istituzioni nazionali – come ha sottolineato Michele Petraroia in una nota. La mobilitazione è stata premiata: la delegazione è stata ricevuta dal direttore generale del ministero del Lavoro Ugo Menziani a conferma del valore e del rilievo della manifestazione.

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Auguri dall’associazione “Forche Caudine”, circolo dei Molisani a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

dscn0382Com’è tradizione da ormai 27 anni, ai nostri auguri si accompagna un brano letterario che rende omaggio al Molise. Quest’anno andiamo su un classico: il romanzo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” (1957) del milanese Carlo Emilio Gadda (1893-1973).
Il protagonista del libro è il commissario di squadra mobile dottor Francesco “Ciccio” Ingravallo, trentacinquenne molisano, un po’ tozzo e ciondolante, con un cespuglio di neri capelli in testa, il quale affitta una camera presso una vedova che “lo venerava, a non dire adorava”, nonostante i suoi orari irregolari. Ecco come lo descrive con maestria lo stesso Gadda:
Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi.
Di statura media, piuttosto rotondo della persona, o forse un po’ tozzo, di capelli neri e folti e cresputi che gli venivan fuori dalla metà della fronte quasi a riparargli i due bernoccoli metafisici dal bel sole d’Italia, aveva un’aria un po’ assonnata, un’andatura greve e dinoccolata, un fare un po’ tonto come di persona che combatte con una laboriosa digestione: vestito come il magro onorario statale gli permetteva di vestirsi, e con una o due macchioline d’olio sul bavero, quasi impercettibili però, quasi un ricordo della collina molisana.
Una certa praticaccia del mondo, del nostro mondo detto «latino», benché giovine (trentacinquenne), doveva di certo avercela: una certa conoscenza degli uomini: e anche delle donne. La sua padrona di casa lo venerava, a non dire adorava: in ragione di e nonostante quell’arruffio strano d’ogni trillo e d’ogni busta gialla imprevista, e di chiamate notturne e d’ore senza pace, che formavano il tormentato contesto del di lui tempo. «Non ha orario, non ha orario! Ieri mi è tornato che faceva giorno!» (…).
Nella sua saggezza e nella sua povertà molisana, il dottor Ingravallo, che pareva vivere di silenzio e di sonno sotto la giungla nera di quella parrucca, lucida come pece e riccioluta come agnello d’Astrakan, nella sua saggezza interrompeva talora codesto sonno e silenzio per enunciare qualche teoretica idea (idea generale s’intende) sui casi degli uomini: e delle donne. A prima vista, cioè al primo udirle, sembravano banalità. Non erano banalità. Con quei rapidi enunciati, che facevano sulla sua bocca il crepitio improvviso d’uno zolfanello illuminatore, rivivevano poi nei timpani della gente a distanza di ore, o di mesi, dalla enunciazione: come dopo un misterioso tempo incubatorio. «Già!» riconosceva l’interessato: «il dottor Ingravallo me l’aveva pur detto.» Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo. Ma il termine giuridico «le causali, la causale» gli sfuggiva preferentemente di bocca: quasi contro sua voglia. L’opinione che bisognasse «riformare in noi il senso della categoria di causa» quale avevamo dai filosofi, da Aristotele o da Emmanuele Kant, e sostituire alla causa le cause era in lui una opinione centrale e persistente: una fissazione, quasi: che gli evaporava dalle labbra carnose, ma piuttosto bianche, dove un mozzicone di sigaretta spenta pareva, pencolando da un angolo, accompagnare la sonnolenza dello sguardo e il quasi-ghigno, tra amaro e scettico, a cui per «vecchia» abitudine soleva atteggiare la metà inferiore della faccia, sotto quel sonno della fronte e delle palpebre e quel nero pìceo della parrucca. Così, proprio così, avveniva dei «suoi» delitti. «Quanno me chiammeno!… Già, Si me chiammeno a me… può stà ssicure ch’è nu guaio: quacche gliuommero… de sberretà…» diceva, contaminando napolitano, molisano e italiano.
E poi soleva dire, ma questo un po’ stancamente, «ch’i femmene se retroveno addó n’i vuò truvà». Una tarda riedizione italica del vieto «cerchez la femme». E poi pareva pentirsi, come d’aver calunniato ’e femmene, e voler mutare idea. Ma allora si sarebbe andati nel difficile. Sicché taceva pensieroso, come temendo d’aver detto troppo. Voleva significare che un certo movente affettivo, un tanto o, direste oggi, un quanto di affettività, un certo «quanto di erotia», si mescolava anche ai «casi d’interesse», ai delitti apparentemente più lontani dalla tempeste d’amore. Qualche collega un tantino invidioso delle sue trovate, qualche prete più edotto dei molti danni del secolo, alcuni subalterni, certi uscieri, i superiori, sostenevano che leggesse dei libri strani: da cui cavava tutte quelle parole che non vogliono dir nulla, o quasi nulla, ma servono come non altre ad accileccare gli sprovveduti, gli ignari. Erano questioni un po’ da manicomio: una terminologia da medici dei matti. Per la pratica ci vuol altro! I fumi e le filosoficherie son da lasciare ai trattatisti: la pratica dei commissariati e della squadra mobile è tutt’un altro affare: ci vuole della gran pazienza, della gran carità: uno stomaco pur anche a posto: e, quando non traballi tutta la baracca dei taliani, senso di responsabilità e decisione sicura, moderazione civile; già: già: e polso fermo. Di queste obiezioni così giuste lui, don Ciccio, non se ne dava per inteso: seguitava a dormire in piedi, a filosofare a stomaco vuoto, e a fingere di fumare la sua mezza sigheretta, regolarmente spenta. (n.r. Un augurio che fa notizia non solo per chi l’ha formulato per la passione che vi è posta nel tenere alto il vessillo dell’appartenenza, del rispetto e dell’amore per la propria regione. Auguri a voi tutti di “Forche caudine” per il vostro impegno di sempre da parte della fidest a partire dal suo direttore).

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Molisani per trasmissione su Canale 5

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2011

Nell’ambito della costruzione del nuovo gioco a premi di Canale 5 che prenderà il via il prossimo settembre con la conduzione di Paolo Bonolis, la produzione è alla ricerca di persone che interpretino perfettamente la lingua dialettale di origine. Insomma si cercano soggetti che sappiano parlare perfettamente il proprio dialetto, in quanto il gioco verterà proprio sull’individuazione della “parlata” di origine. Alcune di queste persone verranno scelte in rappresentanza delle varie regioni italiane e saranno parte attiva del gioco enunciando frasi in dialetto di cui i concorrenti dovranno decifrare significato e appartenenza geografica. La ricerca è indirizzata a maggiorenni donne e uomini. I provini si svolgono a Roma, in zona Prati. La ricerca verte soprattutto sulle persone originarie di piccole regioni, quindi Val d’Aosta, Umbria, Molise e Basilicata, in quanto più difficili da reperire. Chi fosse interessato può inviare una mail a: info@forchecaudine.it. L’associazione “Forche Caudine”, dei molisani a Roma, fa soltanto da tramite tra la produzione e il pubblico molisano, girando quindi i contatti ricevuti ai selezionatori.

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