Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘molisano’

E’ morto Tito Amodei: grande artista e padre passionista molisano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

tito amodeiEra nato in Molise, trasferitosi a Firenze, viveva da anni a Roma. Si è spento a Roma nella mattinata di oggi, 31 gennaio 2018, l’artista e padre passionista molisano Tito Amodei. Tra qualche settimana avrebbe compiuto 92 anni. Ad annunciarlo è l’associazione “Forche Caudine”, a cui era legato da lunga collaborazione. La camera ardente è stata allestita nel convento dei Padri Passionisti alla Scala Santa a Roma, dove viveva. I funerali si terranno giovedì 1 febbraio alle ore 10,30 nella Cappella di San Lorenzo alla Scala Santa. Ora la Fondazione Tito Amodei si occuperà di tutelare il suo immenso patrimonio artistico, in parte ubicato proprio nella galleria Sala 1 da lui creata dietro la Scala Santa. Ferdinando Amodei, più noto come Tito, era nato a Colli a Volturno l’11 marzo 1926 da una famiglia modesta. è stato uno scultore, pittore, critico d’arte e religioso. Si era diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, iniziando qui l’attività espositiva nel 1964.
Ha cominciato con i nudi: la sua prima scultura è stata un grande nudo nato da un grande albero che trova nella Feniglia di Orbetello e che ispira a Torino il titolo di un libro di Giorgio Saviane “La donna di legno”. Hanno fatto seguito molti interventi decorativi in ambienti pubblici, specialmente chiese: il concettuale è presente in particolare nell’arte religiosa negli anni sessanta legata soprattutto al tema della Deposizione. A seguire il suo percorso s’è mosso da esigenze di carattere formale: tralasciando la figura e i riferimenti ai concetti, ha realizzato un tipo di scultura che si pone nello spazio come forma e come sostanza contenibile. Le sue opere hanno aqcuisito sempre più una valenza spaziale, tant’è che Amodei è sempre attratto dall’architettura.
Membro della Comunità passionista della Scala Santa, nel quartiere San Giovanni a Roma, il suo impegno per il sacro nell’arte si è espresso fino all’ultimo anche attraverso conferenze e pubblicazioni e promuovendo mostre del settore.
Nel 1970 ha fondato a Roma il Centro di sperimentazione artistica “Sala 1” a piazza San Giovanni in Laterano, che svolge un’attività culturale internazionale tra le più vive della Capitale.
Nel corso degli anni Ottanta ha inserito sempre più la sua scultura in uno spazio architettonico, animando le sue strutture minimali in un ambiente: grandi pareti, forme circolari, euclidee, grandi sculture. Poi ha ridotto tale espansione nello spazio in forme sempre più chiuse fino ad arrivare al “Cilindro di Piero” (Piero della Francesca), artista che lo ha affascinato più di altri.
La “Colonna di tre elementi” ha segnato l’eliminazione, all’interno del suo percorso, di concetti legati ad aspetti quasi sentimentali e romantici. Da segnalare inoltre “Albero di melo”, “Paesaggio urbano”, impatto emotivo che deriva da un paesaggio artificiale creato dalle convenzioni sociali, sorta di scultura tautologica. Con i “Semi della forma” (1992-1994) ha sperimentato la terracotta.
Riguardo al rapporto tra la sua arte e la religione, nel corso di un incontro con “Forche Caudine” ha detto: “Dio non c’è come rappresentazione dei misteri e delle liturgie, ma come presenza di una consistenza spirituale che io rivendico. In questo senso le mie opere sono realmente sacre. La presenza di Dio nelle opere è di rimbalzo, perché se le sculture che faccio sono una promanazione della mia vita religiosa, allora Dio non può non esservi”. E’ stato in attività fino alla morte, nonostante l’etá avanzata e la malattia di Parkinson che l’ha colpito ad una mano. Con l’associazione dei molisani a Roma ha collaborato in campo artistico. Le sue mostre alla Scala Santa hanno avuto sempre promozioni e presenze molisane. Ha lasciato le sue opere anche nella sua regione d’origine. In una nota “Forche Caudine”, la cui sede è vicino alla Scala Santa, ne ricorda “il grande dinamismo, la genialità, la sensibilità”. Era rimasto legato al suo Molise, ricordandone soprattutto le radici contadine. (foto: tito amodei)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

Partire dal territorio molisano per un piano di sviluppo regionale non più rinviabile

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

cutugno nanniIl direttivo degli ex consiglieri regionali – allargato alla partecipazione di tanti associati e di alcuni consiglieri in carica – convocato dal suo presidente Gaspero Di Lisa, continua, dopo le tante iniziative (in particolare le due pubbliche promosse tempo addietro a Campobasso), nella sua azione di sprone nei confronti della Regione, affinché il Molise si doti di una pianificazione, coerente e sostenibile per tutti i settori produttivi, suscettivi di sviluppo e capaci di dare risposte alla crescente e insoddisfatta domanda di lavoro. Erano presenti, per il Consiglio, il suo Presidente Vincenzo Cotugno e per il Governo regionale, l’Assessore Pier Paolo Nagni.Un piano di sviluppo capace di stimolare idee, progetti; mettere in campo strategie e strumenti atti a indicare e costruire il Molise dei prossimi vent’anni.
Una necessità, soprattutto in questa fase di grave crisi, quando diventa più facile “buttare, con l’acqua sporca, anche il bambino”. La salvaguardia dell’Autonomia regionale, bene prezioso che deve alimentare sempre più l’orgoglio di ogni molisano, figlio di una terra generosa, e, trovare risposta politica nella qualità (non potendo per le sue dimensioni concorrere sul piano quantitativo) di beni e di valori unici, davvero preziosi e, soprattutto vincenti, sul mercato globale. Valori e risorse di un territorio unico, la sola miniera d’oro che il Molise ha.Si tratta di approfittare di questo tesoro, per renderlo base della costruzione del PIANO di SVILUPPO REGIONALE, indifferibile, a detta di chi ha avuto la possibilità – nel lontano e recente passato – di governare questa nostra Regione, per rendere il Molise esempio positivo di un Paese, che, oggi più che mai, ha forte bisogno del primato della politica, di unità e della più ampia partecipazione.Un piano di sviluppo per proiettare nel futuro il “Piccolo Grande Molise” e dare ai giovani la possibilità di restare e vivere da protagonisti il proprio territorio. (Pasquale Di Lena) (foto: cutugno-nagni)

Posted in Spazio aperto/open space, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il granone “Agostinello”, tutto molisano, può, insieme con altre iniziative, rilanciare le aree interne

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

mais-agostinelliL’altro sabato sono andato a S. Giovanni in Galdo per seguire la tre giorni della Condotta Slow food “Galdina”, nelle mani di Michela Budino e di Nicola Del Vecchio, impegnati, con il sindaco della bella cittadina prima citata e quello di Campodipietra, a rilanciare, con l’agricoltura sostenibile, il territorio e le attività legate alla promozione, valorizzazione e commercio dei prodotti agricoli fortemente legati alla tradizione e alla qualità.
Questa mattina, su invito del caro amico di tante avventure, Michele Tanno (penso al rilancio della Tintilia), sono stato a Matrice, per ascoltare un’idea progettuale basata sul recupero e la diffusione della coltivazione del mais “Agostinello”, dentro il tempio della trasformazione dei cereali, il Molino Cofelice. Una realtà che ha sempre più un ruolo importante da svolgere all’interno di una filiera corta, che vuole parlare direttamente al consumatore e con esso avviare quel dialogo permanente che serve per dare quelle risposte sicure, soprattutto per ciò che riguarda la qualità e la salubrità di prodotti basilari, quali sono i cereali, con tutte le loro trasformazioni e adattamenti alla cucina e alla tavola.
Cereali, prima di tutto pane e pasta, cioè il nostro cibo quotidiano, fondamentale da sempre, insieme con l’olio di oliva, il vino, le verdure e la frutta, per i popoli del Mediterraneo.
A Matrice, dicevo, all’altezza della stazione ferroviaria, lungo il braccio Cortile-Centocelle, che raccordava il tratturo Castel di Sangro – Lucera con quello che da Celano arrivava a Foggia, non lontano da quel luogo magico segnato dalla stupenda chiesa di Santa Maria della Strada (sec. XII) con la sua leggenda del re Bove e del masso del diavolo.
Ebbene, quel leggero e piacevole sentore di una bella rivoluzione in atto, la più pacifica, che avevo sentito grazie alla condotta slow food Galdine e che coinvolge il territorio più interno del Molise, questa mattina è diventato un profumo inebriante di voglia di ripartire per non abbandonare definitivamente il campo (campagna) e, come recita una scritta sulla parete del molino, fare“un passo indietro per andare avanti”.
Questa volta con un mais tutto nostro l’”Agostinello”, che si semina a maggio e matura ad agosto per dare all’amante della “tolle” (pannocchia), quella bollita,il piacere di sgranare un qualcosa dal delicato sapore ma dal gusto intenso, piacevole o, per i più esigenti, quella buttata sulla brace o tenuta con un ferro per non bruciarsi. Che dire poi della pizza di granone “Agostinello” sotto la coppa per tagliarla a metà (preparata dalle signore Cofelice)) e imbottirla di peperoni fritti o, volendo, renderla famosa con le verdure (pizz’è foje), un piatto che, al pari della polenta e altri derivati da questo mais o dalla sua farina. merita, una volta formulato il disciplinare di produzione del mais “Agostinello”, il riconoscimento di una indicazione geografica, Dop o Igp.
Altri piatti come la polenta al sugo di pomodoro, preparata per i partecipanti all’incontro voluto dall’Associazione “Arca Sannita”, che ha sede a Ferrazzano, mi ha saziato di bontà.
Solo chi ha in mano i Psr e, di questi tempi, anche le organizzazioni professionali credono alla bontà dei risultati del Psr, una volta erogati i fondi a disposizione e che, come si sa, finiranno nel 2020.
C’è da dire che questi programmi, come altri finanziamenti della Ue, hanno reso il coltivatore quello che prendeva da una mano i soldi, impegnando per una parte anche i suoi, e, con l’altra, passava il tutto all’industria dei trattori e delle attrezzature, a quelle della chimica e alle banche. Infatti, con tutti i soldi erogati nessun coltivatore, a differenza dell’industria, della finanza e delle multinazionali, si è vestito con abiti d’oro. Anzi, dal 2004, l’anno che ha fatto esplodere la crisi dell’agricoltura che ha anticipato di qualche anno la crisi più generale a dimostrazione di un sistema fallito, con il coltivatore che ha pagato questa crisi a caro prezzo, l’abbandono dell’attività, spesso cacciato da espropriazioni per dare spazio ad altre attività sul proprio terreno, molte delle quali speculative e fonti di tangenti.
Ecco che ripartire dalla terra – come vogliono fare i giovani di San Giovanni in Galdo e i sindaci di questo paese e di quello vicino, Campodipietra; Michele Tanno con l’Arca Sannita; Cofelice e i coltivatori rimasti – è una necessità se si vogliono creare esempi convincenti per allargare il campo e coinvolgere altri protagonisti.
Esempi convincenti anche per la politica e i gruppi dirigenti di questa nostra Regione, che non ancora hanno capito che il loro domani dipende da una svolta, soprattutto culturale, che è quella di partire dalle risorse e dai valori del territorio e che solo salvaguardando, tutelando, utilizzando e valorizzando questo prezioso bene comune, si può tornare a camminare insieme e affrontare il futuro con la conoscenza e il sogno del domani. (Pasquale Di Lena, tanno) (foto: mais agostinelli)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Mostra del molisano Paolo Borrelli

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Mag 2016

campobasso villa comunaleRoma 21 maggio 2016, dalle ore 18 presso Sala 1-Centro Internazionale d’Arte Contemporanea di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano, dietro la Scala Santa mostra del molisano Paolo Borrelli. L’iniziativa presenterà circa venti opere di recente produzione, fra collage pittorici e installazioni, ispirate ad uno dei fenomeni socio-culturali di maggiore rilievo in questi tempi: l’immigrazione. Da sempre incline alla sperimentazione, Borrelli ha perfezionato il suo linguaggio affinando tecniche e azioni comunicative, caricandole di una maggiore valenza critica. Il lavoro dell’artista comincia nella sua scelta tematica di valore artistico a cui viene accompagnata l’essenza vera dell’opera: l’uomo, l’individuo urbano, l’umano.
Nella dilagante retorica governativa sui migranti (definiti dall’artista “gli ultimi sognatori”), Borrelli si inserisce con modestia e garbo rappresentativo, interrompendo quel ritmo tristemente consolidatosi volto alla decadenza morale e alla visione stereotipata di una vicenda che, contrariamente, si presenta di eccezionale straordinarietà. L’artista racchiude nelle sue sagome “racconti” emblematici di un momento di rilevanza storica come quello presente: le immagini sono ridotte alla più cruda realtà, esplicite e dirette, affiancate l’una all’altra per affinità di senso e contenuti; la costruzione semantica è amplificata dalla scelta di incastonare ogni figura, così composta, in un perimetro antropomorfo.Le sue opere esprimono le incoerenze del vivere contemporaneo, i turbamenti subiti dalla negazione dei valori sociali che alimentano, o dovrebbero alimentare, la comunità. Una sorta di aspirazione politica, dove con il termine “politica” si intende quello spazio di convergenza umana, intellettuale e emotiva. L’artista assorbendo i contenuti di questi valori ne esprime la relazione che Il progetto espositivo comprende, inoltre, un’opera video dedicata a Tito Amodei, l’artista fondatore di Sala 1, realizzata da Paolo Borrelli in collaborazione con l’artista Fausto Colavecchia. Orari di visita: da martedì a sabato dalle ore 16:30 alle 19:30. Fino al 15 giugno 2016.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

E’ un molisano di Larino, Alessandro Di Lena, il neo campione nazionale di potatura dell’olivo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Mag 2016

potatura oliviDopo il terzo posto ottenuto qualche settimana fa a Colletorto, città dell’olio sede del Campionato regionale di potatura, che ha visto la brillante vittoria del fratello Pasquale, Alessandro sale sul podio più alto, quello del Campionato Nazionale di potatura dell’olivo, organizzato dall’Assam a Montopoli Sabina, in provincia di Rieti nel Lazio.
E’, ancora diciassettenne, il campione italiano di potatura nella categoria Giovani, cioè i concorrenti compresi tra il 16° e il 21° anno d età. Non è la prima volta che Alessandro sale sul podio, avendo già ottenuto un secondo e due terzi posti (l’ultimo pochi giorni fa) al Campionato regionale di Potatura, organizzato dall’Agenzia regionale di Sviluppo dell’agricoltura molisana.
Un grande successo quello di oggi del giovanissimo Alessandro, che premia la sua grande passione per la campagna e l’olivicoltura in particolare, e premia, ancora una volta, una famiglia di potatori plurivincitori, quella di Antonio Di Lena, da considerare il grande maestro dei suoi due figli Pasquale e Alessandro. Anche lui abituato al podio del Campionato regionale, avendolo vinto due volte e, mancando per un soffio quello di un Campionato nazionale, giunto quarto.
Il grande applauso oggi è tutto per Alessandro per questa stupenda vittoria che premia la sua grande passione per l’olivicoltura e l’arte, non facile della potatura, che è tanta parte dei successi di un olio. Grazie a Alessandro e a questa sua vittoria che onora Larino, antica e recente capitale dell’olio, culla delle Città dell’olio, e il Molise forte dell’antica tradizione legata all’olivo e all’olio. (foto: potatura olivi)

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mostra del molisano Guerrino Palomba

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Mag 2011

Roma 6 giugno, alle ore 18, presso la Facoltà di Architettura dell’università “La Sapienza” di Roma, nello spazio polifunzionale gestito dagli studenti (sede di Valle Giulia, via Gramsci 53), retrospettiva di Guerino Palomba, artista nato in Molise (a Poggio Sannita) e cresciuto nella Capitale, dove ha vissuto i fermenti culturali degli ambienti artistici più significativi negli anni Settanta. La retrospettiva raccoglie opere indicative del lungo e articolato percorso artistico di Palomba. Abbracciano i primi interventi degli anni Settanta, dove il tema dominante è il paesaggio, caratterizzati da colori limpidi e vibranti che raffigurano soprattutto l’avvenenza della campagna molisana nelle declinazioni stagionali. Seguono le nature morte, le composizioni, i nudi di donna, contraddistinti da segni marcati che esprimono forti intensità emotive. Con il nuovo millennio Palomba abbandona l’effetto cromatico tipicamente impressionistico, maturando un nuovo linguaggio figurativo che sfiora i confini dell’astratto. Qualificano questo periodo le figure scarne, i volti senza occhi, privi della bocca, del naso e delle orecchie, contornati da linee ispessite, fino a condurre l’immagine alla massima esasperazione. Esprimono di volta in volta angoscia e nostalgia, orrore e bellezza, pene e gioie, facendo emergere la complessità e la solitudine del mondo contemporaneo. Un percorso strutturato ma flessibile, incentrato su una costante ricerca, dove la sperimentazione si esprime nell’utilizzo di svariate tecniche nell’ambito del figurativo, dall’olio alla tempera, dai pastelli alle chine colorate, mentre in scultura dominano la terra cotta e il gesso.
L’iniziativa è promossa in collaborazione con l’associazione “Forche Caudine”, il circolo dei molisani a Roma, e con l’associazione culturale “Acca” di Roma. Nella retrospettiva di Valle Giulia l’artista molisano ha voluto ricordare, attraverso la poesia “Il pianeta azzurro”, l’intellettuale pugliese Nerio Tebano, scomparso nel 2000, suo docente al liceo artistico di Roma, assistente presso la cattedra di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma, nonché critico cinematografico del Corriere della Sera e dell’Unità. (fonte forche caudine)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pomeriggio molisano a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

Roma 3 ottobre, dalle ore 15,30, presso gli spazi della Sala Uno di piazza San Giovanni in Laterano (di fronte alla basilica) avrà luogo un incontro di molisani promosso dalla Parrocchia di Fossalto (Campobasso) in collaborazione con l’associazione “Forche Caudine”, lo storico circolo dei molisani a Roma. Il programma prevede l’apertura a cura di Michelina Saliola, fossaltese residente a Roma, tra le promotrici dell’iniziativa. A seguire l’intervento di Don Antonio Pizzi, sacerdote fossaltese, scrittore e poeta. La prima parte della kermesse vedrà ragazze molisane che leggeranno poesie di Altobello, Cirese e Della Porta. Quindi don Antonio Pizzi reciterà brani dalle “Storie di Fossalto e Roccaspromonte”. Sono previsti canti tradizionali molisani a cura del coro parrocchiale di Fossalto. Nel corso della seconda parte sarà ancora don Antonio Pizzi a recitare poesie dedicate ai paesi molisani. Quindi, dopo alcune letture, sarà il coro ad intonare “Mmiez’a la vigna”, canto tradizionale molisano. Un rappresentante dell’associazione “Forche Caudine” saluterà i convenuti. Dulcis in fundo: chiusura con un buffet di prodotti squisitamente molisani. L’ingresso è libero. Preferibile inviare una prenotazione all’e-mail: info@forchecaudine.it

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »