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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

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Molise: riconoscimento del Distretto del cibo “Olio Evo Molisano”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2022

By Pasquale Di Lena. Il recente riconoscimento del Distretto del cibo “Olio Evo Molisano” è, per il Molise, la grande occasione per rimettere l’agricoltura al centro dello sviluppo economico, sociale e culturale, e, con essa, il suo comparto primario l’olivicoltura. A partire da Larino, che, nel corso dei millenni, deve la sua grandezza e la sua fama all’agricoltura, ai suoi olivi e al suo “Olio Gentile”. Alla fine del secondo millennio, 17 dicembre 1994, culla dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio e, dal 2017, grazie alla lungimiranza dell’allora sindaco, Vincenzo Notarangelo, sede del 1° Distretto biologico “Laghi Frentani”, in seguito rinominato “BioMolise”. Sede, anche, del secondo panel test aperto e operativo in Italia; del prestigioso premio “Goccia d’Oro”, che tanto impulso ha dato alla crescita della qualità e dell’immagine dell’olio molisano. Il luogo di nascita e di formazione di ben quattro campioni italiani di potatura. La città che ha, con le sue tre varietà (Gentile di Larino, Salegna o Saligna e san Pardo), il primato mondiale della biodiversità olivicola, e che, se scendono in campo i giovani, ha ancora la possibilità di recuperare il tempo perso, soprattutto in questi ultimi 4 anni, per pensare a un: – Parco agricolo e della biodiversità olivicola italiana, con l’impianto di un oliveto dedicato alle oltre 550 varietà di olivo autoctone italiane. Un primato mondiale che nessun altro paese al mondo può raggiungere. Una straordinaria risorsa che guarda alla qualità e alla diversità, le armi vincenti sul mercato di oggi e di domani. – Università dell’olivo e dell’olio del Mediterraneo, da affiancare all’Istituto Tecnico Agrario Statale “San Pardo”, quale centro di formazione di giovani provenienti dai paesi segnati da millenni dall’olivo e dall’olio, fonti, con la vite e il vino, della civiltà mediterranea e di uno stile di vita e un modo di mangiare. la Dieta Mediterranea, la più amata e ricercata al mondo. – Biennio post diploma dedicato al biologico, con particolare riferimento all’olivo ed al suo olio. – Un centro regionale di comunicazione, promozione e valorizzazione che elabora quella strategia di marketing di cui ha bisogno un piano di sviluppo regionale, con il recupero di villa Petteruti. – Un museo dell’olivo e dell’olio nell’ex convento che affianca la Chiesa di san Francesco, con annesso un bar-ristorante. – Il pieno utilizzo del centro fieristico con la plurisecolare Fiera d’Ottobre (quest’anno la 279a edizione) da trasformare in Fiera regionale “Bio Molise”, tutta dedicata alla sostenibilità e al rispetto della Terra, oggi maltrattata dalla ricerca della quantità ad ogni costo. Un centro fieristico che ospita tutte le altre fiere, quelle mensili, oggi semplici continuazioni dei mercati settimanali, dando alle stesse un pari carattere per renderle punti di riferimento del consumatore molisano e non solo. Opportunità di richiamo turistico con la possibilità di una visita a una città bella con il suo centro storico, attrattiva con il suo Anfiteatro e la Villa Zappone, piacevole con i suoi paesaggi argentati dai venti che arrivano da ogni parte. – Procedura per l’inserimento di Larino, con i suoi oliveti sparsi da ogni parte, nel Registro Nazionale dei Paesaggi rurali storici, che, per quanto riguarda, il Molise e l’olivo, ad oggi, vede presente solo il Parco Regionale storico dell’olivo di Venafro. – Procedura, anche, per il riconoscimento Dop della “Gentile di Larino”, la varietà rappresentativa di un terzo dell’olivicoltura molisana, per rendere Larino, grazie a questa sua varietà autoctona, immagine della qualità dell’olio italiano nel mondo., – Rendere Larino snodo delle strade dell’olio, in particolare di quelle segnate di olivi secolari, che da Venafro partono per raggiungere Portocannone e il Basso Molise. Denominare “l’Olio del Tempo” quello ricavato dalle olive di queste piante che sono storia, cultura, paesaggio, ambiente, e, soprattutto, continuità di un passato con l’oggi e il domani. Continuità interrotta dalla prepotenza del neoliberismo – il sistema che, con le banche e le multinazionali, governa il mondo – per dare spazio a un nuovo dio, il denaro, che, non avendo il senso del limite e del finito, sa solo depredare e distruggere. Il clima malato, che sta per raggiungere la fase del non ritorno, è solo un esempio della sua voracità e della guerra dichiarata alla natura. Idee che hanno, anche nell’attualità del momento che viviamo, il seme della speranza in un nuovo domani, sapendo che solo il sogno, l’amore per la propria terra e la propria identità, la voglia di fare, può modificare e trasformare tutto quello che uno ha in opportunità. Hanno la possibilità di essere realizzate, solo se chi governerà Larino avrà la consapevolezza del significato e valore del territorio e di tutti i suoi tesori sparsi. Importante questa consapevolezza per preservarlo e valorizzarlo e non per regalarlo a chi lo distrugge con cemento e asfalto.

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Salutequità: ultima chiamata per il diritto alla salute in Molise

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2022

L’assistenza domiciliare integrata (ADI) in Molise è tra quelle che in Italia assistono la maggiore percentuale di ultrasessantacinquenni. Una medaglia importante se si considera che la Regione si caratterizza per un’alta presenza di aree montane e zone disagiate. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio e se le prestazioni di ADI per 100mila abitanti sono tra le più numerose del Paese, il totale delle ore per singolo caso trattato nel 2019 è la metà rispetto alla media nazionale: 9 ore in Molise rispetto alle 18 dell’Italia e 50 del Lazio, 36 della Campania e della Sicilia.Le “buone notizie”, però, finiscono sostanzialmente qui. Per gli altri indicatori di salute ed efficienza dei servizi, il Molise, in piano di rientro da oltre 10 anni (dal 2007) e commissariata per la sanità, è oggi tra i fanalini di coda delle Regioni. Secondo i dati del monitoraggio sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), nel 2019 (ultimo anno analizzato) è l’unica Regione insieme alla Calabria a non aver rispettato i LEA. Le cose non vanno – ma sono “in miglioramento” – anche per quanto riguarda i posti letto per gli anziani nelle strutture residenziali, mentre si ricade nel “non accettabile” per lo scostamento dai valori normali per l’assistenza ospedaliera e la salute mentale. Nel 2019 in Molise sono stati assistiti presso i dipartimenti di salute mentale 1,9 cittadini per 1000 residenti contro i 21,52 in Emilia-Romagna, con un peggioramento significativo rispetto agli anni precedenti. I dati del Molise sulla sanità sono (quasi) tutti in rosso e non è un problema di finanziamento, in linea con il resto d’Italia. Alla base piuttosto c’è un difetto di programmazione sanitaria, organizzazione dei servizi e una carenza di personale, andato diminuendo negli anni, anche per colpa dei blocchi di turn over (ricambio rispetto a chi va in pensione) dovuti al piano di rientro e al commissariamento, ma non solo. Tra il 2010 al 2018 la Regione ha perso 1027 unità di personale sanitario: di cui 204 medici e 366 infermieri.E i cittadini molisani si spostano per curarsi: il tasso di ospedalizzazione fuori Regione per 1.000 abitanti è il più alto d’Italia (27,70).Per non parlare degli investimenti per l’edilizia sanitaria, previsti – e via via incrementati – fin dal 1988: oltre 142 milioni ancora da utilizzare su poco meno di 170 a disposizione.Il Molise ha difficoltà evidenti nell’implementazione delle decisioni assunte: è l’esempio dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA). Ne sono stati approvati 14 tra il 2016 e il 2019, ma dai dati del monitoraggio del Ministero la loro attuazione è critica e con difficoltà crescenti negli anni. E ancora il fascicolo sanitario elettronico è attuato ma poco utilizzato, con valori percentuali che non raggiungono (al secondo trimestre 2021) nemmeno il 5% della popolazione, contro Regioni (quasi tutte al Nord a onor del vero) che raggiungono o comunque sfiorano il 100 per cento.E le criticità sono anche nel Piano nazionale Cronicità: recepito con due anni di ritardo e rimasto per ora solo sulla carta: il gruppo di lavoro regionale di coordinamento e monitoraggio del Piano sembrerebbe non essere stato attivato e non si trovano informazioni sul sistema di stratificazione della popolazione nella Regione (a parte una sperimentazione del 2018 su dati del 2017).

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Castellotti: “La riforma del catasto sarà ferale in Molise”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

“La riforma del catasto potrebbe rappresentare l’ennesimo colpo ferale per il Molise, in particolare per i comuni montani, dove il patrimonio immobiliare negli ultimi anni ha perso totalmente di valore e i vani tentativi di sbarazzarsi delle case di famiglia da parte di proprietari che ormai vivono altrove sono davvero innumerevoli”. È quanto ha detto Giampiero Castellotti, presidente dell’associazione “Forche Caudine”, nel corso di un webinar di settore a Roma, in cui ha portato ad esempio la situazione molisana.“Moltissimi borghi molisani sono tappezzati di cartelli ‘vendesi’ perché con il passare delle generazioni i rientri delle famiglie originarie di un luogo sono sempre meno abituali – ha osservato il giornalista. “Purtroppo l’aumento della tassazione sugli immobili, parliamo per lo più di seconde case, ma anche i crescenti costi di gestione spingono le famiglie ad adottare scelte drastiche. Come associazione ormai in cima alle richieste che riceviamo c’è proprio l’esigenza di indicazioni per ‘liberarsi’ di una casa in Molise”.Castellotti ha elencato almeno cinque motivi per sconfessare la paventata riforma che dovrebbe partire dal 2026: “Il primo è che il previsto ‘adeguamento’ degli estimi catastali si scontra con prezzi di mercato in caduta libera in tutta Italia, Molise compreso, sia delle abitazioni, causa anche il decremento demografico che s’accentuerà nel futuro, sia dei locali commerciali, danneggiati dal commercio elettronico sempre più permeante. Il secondo motivo è di natura generazionale, in quanto a pagare le conseguenze dell’adeguamento saranno i giovani eredi di immobili di cui spesso non sono in grado di provvedere economicamente persino alla loro gestione e manutenzione: spesso ad ereditare sono più persone, accentuando le problematiche. Terzo punto: una crescente tassazione degli immobili nei piccoli centri dell’entroterra appenninico accentuerebbe quella desertificazione sociale, culturale e ambientale già in atto, annullando anche speranze di crescita turistica e di ripresa del mercato immobiliare. Quarto motivo: la riforma dei valori catastali inciderebbe sull’Isee, con pesanti ripercussioni economiche per le famiglie, si pensi alla mensa scolastica o alle tasse universitarie, ma anche ai bonus e alle agevolazioni. C’è un quinto motivo, forse il meno considerato in logiche ormai prettamente economiche: la “casa dei nonni” in Molise, il cui vero se non unico valore è di natura affettiva, non può continuare ad essere un bancomat per Stato e Comuni: l’abitazione è il fondamento della convivenza, della stabilità e del radicamento, come ha ricordato il sociologo De Rita, riequilibrare attraverso il mattone la distanza tra poveri e ricchi è utopia, specie in Molise, dove le abitazioni hanno tutte perso di valore: questa distanza – come ha ben ricordato il sociologo d’origine molisana – passa ormai per il digitale, per la finanza internazionale, per i risparmi collocati all’estero”.Castellotti ha concluso ricordando come, con il passaggio dall’Ici all’Imu, il gettito per lo Stato sia aumentato da 9 a quasi 25 miliardi di euro l’anno e le tasse globali degli immobili fruttino circa 50 miliardi, considerando anche la tassa per i rifiuti, l’Irpef, la cedolare secca, l’Iva, le imposte di registro, quelle per la successione, ecc.“Un conto è individuare case non accatastate, problema prettamente degli enti locali e non certo di una riforma nazionale, altro è toccare il catasto, il cui scopo è proprio e unicamente quello fiscale. Con un iter non proprio ortodosso: dopo che il Parlamento aveva approvato il 30 giugno un parere contrario, ecco che il provvedimento rientra dalla finestra con l’inserimento nella Legge delega fiscale. ‘Ce lo chiede l’Europa’ è il solito refrain. Ma che ne sa l’Europa del valore affettivo di un immobile? – conclude ironicamente Castellotti.

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Andamento piogge con Invasi Abruzzo e Molise a secco

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

Da Nord a Sud d’Italia stanno virando, verso una conclamata aridità, territori finora caratterizzati da piogge “a macchia di leopardo” e sempre più rade. Così anche il Molise, finora considerato un’oasi del Centro-Sud Italia, si scopre siccitoso con la diga del Liscione, a Guardalfiera, che segna livelli inferiori di oltre 2 metri a quanto fatto registrate nel 2017 caratterizzato da forte siccità (fonte Molise Acque: 2017, m.111,54; 2021, m. 109,29). Non va meglio nel confinante Abruzzo, dove è stato sospeso il servizio irriguo dalla diga di Penne per esaurimento della disponibilità d’acqua (contiene solo 0,6milioni di metri cubi contro una capacità di Mmc.8,80).Risalendo la dorsale adriatica, nelle Marche le dighe trattengono volumi idrici, inferiori di circa 10 milioni di metri cubi alla media degli ultimi 5 anni; anche i fiumi della regione non segnalano significativi miglioramenti nelle portate, ma anzi il Sentino segna il record negativo, scendendo a -40 centimetri sullo zero idrometrico (fonte: Protezione Civile Marche). Le zone costiere della siccitosa Romagna sono ormai vicinissime alla zona rossa per l’assenza di precipitazioni, dove entreranno probabilmente già dalla settimana prossima. In Emilia, i corsi d’acqua minori si mantengono su livelli bassi, mentre i fiumi Trebbia e Taro sono addirittura “a secco” dalla terza decade di agosto (portata: mc/s 0); anche l’Enza è sotto il minimo storico mensile, mentre le dighe del Molato e di Mignano, nel piacentino, sono in media con l’anno scorso.Altra regione in sofferenza è la Toscana, dove i fiumi scendono tutti sotto media con Serchio ed Ombrone, che hanno livelli ben al di sotto del Deflusso Minimo Vitale. Anche in Umbria le precipitazioni, seguendo un’alternanza annuale, sono inferiori alla media e la diga di Maroggia è ai livelli minimi. Al Nord, Il fiume Po è in regime di magra ordinaria, seppur presenti portate dimezzate sia rispetto alla media storica che all’anno scorso; tra gli altri fiumi piemontesi (tutti con portate inferiori allo scorso anno), va segnalato il Tanaro che, pur in leggera ripresa, ha una portata ridotta a meno del 30% sul livello 2020. Secondo l’indice SPI (Standardized Precipitation Index) di Agosto, si rileva una siccità estrema per tutta la fascia centro orientale della regione (fonte: A.R.P.A. Piemonte). In controtendenza sono le abbondanti portate della Dora Baltea in Valle d’Aosta (mc/sec 70,20 contro una media settembrina di mc/sec 10,00)Per quanto riguarda i grandi bacini settentrionali, sono tutti in decrescita stagionale (solo il Garda si mantiene sopra media ed il bacino artificiale d’Idro è sceso all 11,4% della disponibilità); dal calo dei livelli del lago di Como consegue la perdita di portata del fiume Adda in Lombardia, dove sono stati significativamente ridotti anche i prelievi dal lago Maggiore.In Veneto, si segnalano un record negativo nel livello del fiume Adige (solo nel 2015 registrò una portata inferiore in questo periodo) e -20% di precipitazioni in Agosto (fonte A.R.P.A.V.).“Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche conferma così la gravità dei fenomeni siccitosi sul Centro-Nord Italia, durante questa estate ed il perdurare della carenza di significative precipitazioni sta creando seri problemi di approvvigionamento idrico specialmente nelle regioni adriatiche” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).“Come abbiamo dimostrato nei nostri workshop al salone fieristico Macfrut di Rimini, la risposta per incrementare la capacità di resilienza dei territori non può che essere duplice, pena forti ripercussioni sull’economia non solo agricola del Paese; è necessario, cioè, l’efficientamento e l’ampliamento della rete irrigua del Paese, ma contestualmente anche la realizzazione di nuovi invasi: dai mille laghetti del progetto congiunto con Coldiretti ai 23 nuovi bacini, che abbiamo proposto per essere inseriti nel P.N.R.R.” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.Scendendo al Centro-Sud, nel Lazio, i fiumi Liri e Sacco segnano invece le migliori performance dal 2018.In Campania, le portate dei fiumi Sele, Volturno e Garigliano risultano in aumento, mentre sono stabili quelle del Sarno nel tratto medio. I volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento risultano in calo, ma con riserve elevate (fonti: Regione Campania, Centro Funzionale Protezione Civile ed Ente per l’Irrigazione di Puglia Lucania e Irpinia).I bacini appulo-lucani, che l’anno scorso erano in forte crisi di approvvigionamento, continuano a servire efficientemente gli utenti irrigatori (le dighe della Basilicata trattengono ancora quasi 296 milioni di metri cubi d’acqua, mentre quelle pugliesi oltre 115 milioni).Gli invasi della Sicilia registrano invece i dati peggiori dal 2010. In Sardegna, infine, la situazione degli invasi è leggermente migliore dell’anno scorso, ma la tendenza è alla diminuzione dall’inizio del decennio: si è passati dagli oltre 1400 milioni di metri cubi dell’Agosto 2010 ai meno di 1200 dell’Agosto di quest’anno.

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Libro di Castellotti e Mamone su un anno di pandemia (anche in Molise)

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Giampiero Castellotti, giornalista di lungo corso e presidente della storica associazione “Forche Caudine”, firma “Covid e dintorni” insieme all’imprenditore Domenico Mamone, il libro con un dettagliato racconto di un anno di pandemia, compresa l’analisi delle criticità sanitarie, sociali e organizzative emerse, ma anche una serie di riflessioni su un’esperienza che offre vere e proprie “lezioni” di vita.Il volume nelle 208 pagine compie una sistematica ricognizione dell’emergenza Covid. Da Wuhan, dalla coppia di cinesi ricoverata all’ospedale “Spallanzani” di Roma e dai casi di Codogno e Vo’ Euganeo fino alle quarantene, alla corsa ai vaccini e alla spada di Damocle delle varianti. C’è spazio anche al Molise, con il primato di contagi nelle scuole secondo la ricerca di Wired, la storia di una signora ricoverata in una Rsa regionale e i rapporti precedenti all’emergenza Covid tra l’amministrazione regionale e alcune delegazioni di Wuhan, con trasferte Molise-Cina.Gli autori offrono la loro personale lettura dei tanti problemi emersi in questo drammatico periodo, dall’inaffidabilità di molti dei numeri diffusi e dei sistemi di monitoraggio ai costanti contrasti tra Stato e Regioni, dalle discutibili “profezie” della scienza ai diktat ideologici e strumentali sulla scuola. Un approfondimento indicativo è sul rapporto tra Nord e Sud del Paese: se la pandemia ha colpito in modo più cruento il Settentrione, la disastrosa situazione delle strutture sanitarie ha finito per accentuare nel Mezzogiorno “l’emergenza nell’emergenza”. L’ultima parte del libro raccoglie le considerazioni degli autori sul futuro dopo questo lungo periodo di “sospensione”: Castellotti e Mamone indicano la loro gerarchia delle priorità, con in testa la necessaria rigenerazione morale per affrontare le tante macerie accumulate in questa ecatombe economica e sociale.

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Riabilitazione cardiovascolare in Molise

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Campobasso. Solo 1 paziente su 3, dopo un infarto o un intervento cardiochirurgico, accede alla riabilitazione cardiovascolare. Eppure, seguire un percorso di questo tipo, diminuisce la mortalità e la probabilità di un nuovo ricovero del 30 per cento. Non solo: la riabilitazione migliora in generale la qualità della vita ed è particolarmente efficace nel risolvere tutta una serie di problemi e di dolori cronici. A fare il punto sulla cardiologia riabilitativa di domani, con analisi, proposte e suggerimenti saranno gli esperti del Gemelli Molise nel sesto appuntamento del percorso Insieme in Salute, martedì 13 aprile 2021 alle 16.30. L’incontro Insieme in Forma – la Fisioterapia del cuore verrà trasmesso in diretta streaming sul sito di Gemelli Molise e sulla pagina Facebook. Tutti potranno partecipare e interagire con i relatori, facendo domande attraverso i commenti social.La riabilitazione cardiovascolare dopo un infarto o un intervento di cardiochirurgia, per esempio un bypass o la sostituzione di una valvola cardiaca, riduce del 30 per cento la mortalità. “Grazie alla riabilitazione cardiologica, finalizzata al recupero clinico, funzionale e psicologico dei pazienti che hanno avuto un evento cardiologico non letale, possiamo ridurre i sintomi legati alla patologia, migliorare la capacità funzionale e ridurre il rischio di nuovi eventi cardiovascolari – dichiara il prof. Massimo Massetti, Direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Gemelli Molise -. È particolarmente indicato, perciò, per tutti quei pazienti colpiti da infarto del miocardio, scompenso cardiaco oppure con disturbi funzionali dopo intervento cardio-chirurgico.” L’obiettivo non è soltanto fare esercizi adattati per mantenere una buona funzionalità cardiovascolare, ma seguire il paziente a 360 gradi dopo l’evento: la riabilitazione è un percorso multidisciplinare attraverso cui valutare a fondo le caratteristiche per impostare la giusta prevenzione secondaria e fornire un supporto psicologico. La cardiologia riabilitativa è di fatto un mezzo anche per seguire il paziente dopo un problema cardiovascolare per ridurre il rischio che si ripresenti. Ad affrontare questi temi insieme al prof. Massetti, saranno Celeste Condorelli, Amministratrice Delegata Gemelli Molise, Alessia Rabini, Specialista in Medicina fisica e riabilitazione, Giovanni Barassi, Fisioterapista – Responsabile del CeFiRR Gemelli Molise, Antonio Colombo, Referente SITRA , Donatella Perrella, Presidente del Comitato Regionale Paralimpico del Molise. Modera l’incontro: Sabrina Varriano, giornalista professionista. Fare attività motoria regolarmente aiuta il cuore a lavorare meglio e di più e a mantenere alto lo stato di benessere dell’organismo. L’esercizio fisico deve essere eseguito in modo corretto altrimenti può determinare patologie dell’apparato muscolo scheletrico oppure del sistema cardiovascolare. Il concetto di attività fisica è molto ampio; comprende, infatti, tutte le forme di movimento realizzate nei vari ambiti di vita. Secondo l’OMS, per “attività fisica” si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”. In questa definizione rientrano non solo le attività sportive ma anche semplici movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici, che fanno parte dell’attività motoria spontanea. Fonte: Ufficio Stampa Adnkronos Comunicazione per Gemelli Molise

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Il 2020 è stato l’anno record per numero di decessi in Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Dal 2000 al 2010, ricorda l’associazione dei romani d’origine molisana, il numero annuo di morti in Molise s’è mantenuto stabile intorno a quota 3.500, nello specifico tra i 3.402 del 2002 e i 3.599 del 2006. Nel decennio dopo le cose sono cambiate: nonostante il calo della popolazione residente, il numero dei morti è salito mediamente di 150 unità, da un minimo di 3.561 toccato sia nel 2013 sia nel 2014 fino a 3.855 del 2017 e 3.884 del 2015. Il 2020, nonostante a febbraio abbia segnato la discesa sotto la quota psicologica dei 300mila residenti (probabilmente a fine anno si è scesi poco sopra 296mila), il numero dei decessi dovrebbe costituire un record, sfondando di poco la soglia delle 4.000 unità. Il Covid ha ovviamente inciso pesantemente, per quanto abbia accentuato un trend già presente, dovuto ad un’età media in costante crescita. Sul coronavirus l’associazione presenterà in modalità online il libro “Covid e dintorni” di Domenico Mamone e Giampiero Castellotti, Unsic editore, di imminente uscita.

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Supporto sanitario alla Regione Molise

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Proseguono le attività del Servizio nazionale della Protezione Civile a supporto delle strutture sanitarie regionali impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.Su richiesta della Regione Molise, il Dipartimento della protezione civile ha attivato nei giorni scorsi la Centrale remota operazioni soccorso sanitario (CROSS), che ha già assicurato il trasferimento di 8 pazienti di terapia intensiva positivi al COVID-19 presso ospedali di Grosseto, Roma, Foggia e Cesena. Il supporto della Cross, che ha coordinato i trasferimenti attraverso ambulanze medicalizzate ed elicotteri del 118 e dell’Aeronautica Militare, è assicurato dalla centrale 118 di Pistoia.La CROSS, in questa seconda attivazione, può contare sulla forte esperienza acquisita durante i mesi di marzo ed aprile scorsi durante i quali sono stati 116 i pazienti trasferiti dagli ospedali della Regione Lombardia in altre regioni italiane e anche in Germania.
La scorsa settimana il Dipartimento ha inoltre raccolto oltre 1400 candidature di professionisti sanitari attraverso la manifestazione d’interesse per una task force sanitaria a supporto della regione Molise.

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Nuovo presidente del Confartigianato Imprese Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Il Consiglio Direttivo di Confartigianato Imprese Molise ha nominato Romolo D’Orazio nuovo Presidente Regionale. D’Orazio, che ricoprirà il ruolo per i prossimi 4 anni, è Presidente e Amministratore Delegato di ModaImpresa, manager con esperienza pluriennale nel settore moda e tessile, già Vicepresidente Vicario Regionale e Presidente di Confartigianato Moda Molise.Una nomina che in questo momento storico assume un forte valore simbolico, dal momento che l’artigianato rappresenta un mondo fatto di eccellenze e competenze locali, un universo denso di saperi e capacità creative, anima più autentica del Molise e di quel tessuto produttivo sul quale è necessario puntare per dare nuovo slancio all’economia regionale e nazionale.Fra le sfide da affrontare c’è quella di accompagnare e stimolare l’evoluzione di aziende nelle quali convivono la tradizione di mestieri antichi verso l’innovazione e l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia. La nuova presidenza di Romolo D’Orazio – fra gli obiettivi principali – prevederà l’apertura di un dialogo diretto e costante con le Istituzioni. Avviare una riflessione strutturata sulle piccole imprese che popolano il tessuto produttivo diventa oggi fondamentale per poter avviare il processo di ripartenza economica tanto auspicato. Il 2020 ha costituito un punto di demarcazione preciso: abbiamo davanti un mondo diverso da quello vissuto fino ad ora, che ha già avuto e avrà un forte impatto sull’economia interna e per questo è fondamentale avere la capacità di agire insieme.

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Covid, da agosto è cambiata la geografia: al Sud contagi più che raddoppiati, in Molise su del 43%

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

La vera novità della pandemia è il ribaltamento geografico: nelle sette regioni del Mezzogiorno, dai 16.491 casi registrati al 31 luglio si è passati ai 38.139 attuali. Cioè in appena due mesi si è finiti dal 6,6 all’11,7% del totale nazionale. Preoccupa anche il Lazio, passato da un’incidenza del 3,5 al 5,4% dei casi sul totale nazionale (da 8.647 a 17.509). La Lombardia, nello stesso periodo, è scesa dal 39 al 33,2%: dai 96.219 contagi al 31 luglio è arrivata ai 108.065 del 4 ottobre, con 11.846 casi in più. Il quadro preoccupante è soprattutto al Sud. Il totale dei casi è addirittura triplicato negli ultimi due mesi rispetto al periodo precedente in Campania (da 4.999 a 14.337) e Sardegna (da 1.404 a 4.229), è più che raddoppiato in Basilicata (da 452 a 920) e Sicilia (da 3.288 a 7.681), è quasi raddoppiato in Calabria (da 1.266 a 2.063) e Puglia (da 4.611 a 8.234). In Molise l’incremento negli ultimi due mesi è stato del 43%. Si è passati da 471 contagiati complessivi al 31 luglio a 675 del 4 ottobre, incremento di 204 unità.Sono i numeri elaborati dall’ufficio comunicazione dell’Unsic, sindacato datoriale ramificato in tutta Italia.“Il Covid ha ripreso la sua corsa, i numeri dei contagiati sono in crescita da nove settimane – spiega Domenico Mamone, presidente del sindacato e autore di un libro sul coronavirus di prossima uscita, scritto con Giampiero Castellotti. “La novità più evidente di questa fase è il rovesciamento geografico: se prima dell’estate quasi la metà dei casi apparteneva alla Lombardia e l’infezione era concentrata nel Settentrione, oggi preoccupa l’evoluzione nel Mezzogiorno, dove, tra l’altro, la condizione ospedaliera non è paragonabile con quella lombarda o veneta. L’attendismo è deleterio: occorre subito mettere in campo proposte, viste le previsioni non allettanti”.

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Il ritornello “aperture in sicurezza” non cancella le preoccupazioni di genitori e docenti anche in Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, Molise compreso, crescono i timori legati alla riapertura delle scuole in presenza. E’ quanto rivela l’Unsic, sindacato datoriale che grazie ai 2.100 Caf e ai 580 patronati distribuiti in tutta la Penisola riporta lo “stato d’animo” di buona parte del Paese reale.Ad aprire un grande dibattito sul tema è stato un editoriale del presidente dell’Unsic, Domenico Mamone, che denuncia innanzitutto un’eccessiva presenza dei giudizi di politici e dei “presunti esperti” che finiscono “per annebbiare le opinioni, ben più interessate e intrise di una visione meno rosea, delle quattro categorie che costituiscono l’ossatura del mondo della scuola: i docenti, gli studenti, i genitori e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario”.Mamone si domanda, provocatoriamente, se “saranno sufficienti i tre milioni di banchi nuovi di zecca, con rotelle o senza (alcuni, sembra, provenienti dalla Cina), o la decina di milioni di mascherine che saranno quotidianamente elargite negli edifici scolastici (chi paga?) a giustificare tanto ottimismo, spinto fino all’euforico ‘rischio zero’ o a quell’usurato ritornello dell’apertura ‘in sicurezza’, come se qualcuno possa auspicare il contrario”.Quindi la domanda centrale: “Vale davvero la pena riaprire fisicamente gli istituti scolastici, specie quelli di secondo grado, se ciò equivarrà a spingere in alto i numeri dei ricoverati o, addirittura, dei decessi quotidiani per coronavirus? Se per i bambini più piccoli – aggiunge il presidente dell’Unsic – la scuola fisica assume anche una funzione di aggregazione e di supporto alla maturazione, nonché di necessità per genitori che lavorano, ben diverso è il discorso per gli adolescenti, il cui mondo è già totalmente segnato dalle nuove tecnologie e da un’autonomia gestionale nell’apprendimento che, per quanto preoccupante, è però un dato di fatto”. Mamone si domanda, quindi, se non sarebbe stato più utile, anziché acquistare milioni di banchetti (“e che fine faranno i milioni di banchi attualmente in servizio? – chiede), indirizzare gli investimenti per colmare quel divario digitale che nel nostro Paese – vedere i dati Eurostat – rappresenta una vera e propria emergenza per le sfide professionali future globali dei nostri ragazzi.Sono giunte a centinaia le adesioni alla posizione del presidente dell’Unsic, anche da parte di alcuni di quegli 800 mila docenti (età media: 51 anni), poco più di quattromila quelli che operano in Molise, che il 14 dovrebbero tornare in aula, benché si prevedano molte defezioni.
Numerosi interlocutori dichiarano che avrebbero preferito un’apertura delle scuole ad ottobre, come avveniva un tempo, che avrebbe permesso anche il prolungamento della stagione estiva, benefico per l’economia. Altri avrebbero preferito investimenti non sui banchi o sulle mascherine, bensì sulle attrezzature informatiche e sulla formazione digitale dei docenti, che colmerebbero le lacune emerse nella didattica a distanza. Altri ancora sono certi che a scuola non sarà possibile garantire la massima sicurezza con centinaia di studenti (otto milioni e 400mila il numero complessivo, circa 37mila in Molise) comunque ammassati in un edificio, un po’ come avvenuto con le discoteche.Ad esprimere preoccupazione sono soprattutto genitori e nonni, da tempo anagraficamente entrati negli “anta”. Ma gli stessi studenti più avveduti temono di poter diventare fonte di contagio per i propri cari. Insomma, secondo buona parte dell’utenza dell’Unsic occorre prendere coscienza che rimaniamo in una fase di emergenza ed ogni richiamo al “ritorno alla normalità” appare solo un palliativo.

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Incontro con la sen. Garavini sul Molise e problematiche migratorie

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Quest’anno tutti gli italiani all‘estero, proprietari di una casa in Italia, devono pagare l’Imu. Compresi quindi i tantissimi molisani che vivono lontani dal nostro Paese. E’ un provvedimento che rischia di compromettere il rapporto di tanti molisani residenti all’estero con la terra d’origine perché equipara doveri ma non diritti. L’associazione “Forche Caudine”, che da oltre trent’anni rappresenta un punto di riferimento dell’emigrazione molisana, ha raccolto il parere di Laura Garavini (Italia Viva), senatrice eletta all’estero, da anni residente in Germania, da sempre vicina al circolo dei molisani a Roma.“Pur vivendo oltreconfine, tanti molisani continuano a svolgere un prezioso ruolo sociale, economico e culturale per la terra di origine – ha spiegato la senatrice nel corso dell’incontro. “Ad esempio, si prendono cura dell’immobile, lo ristrutturano, ne evitano l’abbandono architettonico e, trascorrendo lì le vacanze con familiari, amici, conoscenti, portano vita alla cittadina, e anche un continuo indotto economico. Insomma rappresentano una vera ricchezza – umana ed economica – che va coltivata. Anche attraverso l’esonero dal pagamento dell’Imu. Si tratta di un investimento pubblico per far sì che tanti connazionali residenti all‘estero non interrompano il proprio legame con il territorio di provenienza”.Il confronto che l’associazione ha cercato con la senatrice rientra nell’opera di raccolta delle istanze dell’emigrazione molisana non solo all’estero, ma anche in Italia. Il mantenimento sempre più esoso degli immobili nei paesi d’origine, a fronte di presenze sempre più ridotte, è proprio una delle questioni più sentite. Non a caso i cartelli “vendesi”, il più delle volte infruttuosi, si moltiplicano anno dopo anno.“Alcuni comuni hanno saggiamente esonerato i propri concittadini residenti all‘estero dal pagamento dell’imposta sulla casa attraverso un’apposita delibera comunale – informa la senatrice. “E’ il caso della siciliana Cattolica Eraclea a favore dei pensionati che vivono fuori dall’Italia. Certo, una scelta non facile perché comporta minori entrate per un Comune. Ma c’è consapevolezza del valore aggiunto che i propri concittadini nel mondo, proprietari di un immobile in paese, rappresentano per il proprio territorio. L’esonero dal pagamento dell‘Imu, tra l‘altro, scongiura il rischio che si verifichi un‘ondata di messa in vendita degli immobili. Con evidenti danni per l‘intera economia della zona. Anche altri Comuni stanno adottando delibere analoghe, ad esempio Mirabella Imbaccari, in provincia di Catania o San Fele, in Basilicata. Anche in Molise bisognerebbe avere più coraggio in tal senso”.C’è sempre il problema di bilanci non floridi, per cui rinunciare ad una tassa è visto come un controsenso da parte di molte amministrazioni, specie nel piccolo Molise. Non sarebbe utile, allora, che il governo ripristinasse l’esenzione dell‘Imu, almeno per i pensionati italiani residenti all’estero? “Certamente sì, facendosene carico a livello nazionale, senza che siano i singoli Comuni a pagarne il prezzo – sottolinea la Garavini. “Con l‘ultima legge di Bilancio, infatti, onde evitare una misura di infrazione da parte dell‘Europa purtroppo è stata abolita quella esenzione dall‘Imu che avevamo introdotto col governo Renzi a partire dal 2015. Al fine di ripristinarla ho proposto al ministero dell’Economia e delle Finanze una formulazione che ci permetterebbe di evitare eventuali multe da parte dell’Europa. Su questo aspetto siamo in attesa di un riscontro da parte delle autorità europee competenti in materia. E, se la proposta sarà accolta, l’obiettivo è di reinserire l’esonero nel primo provvedimento utile in Parlamento”.

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Aumentare la presenza degli specialisti sul territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Occorre passare da 20 a 38 ore settimanali per rispondere ai bisogni dei pazienti cronici che in questi mesi hanno visto bloccate le visite a causa del Coronavirus, in modo da evitare l’esplosione delle liste d’attesa. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni sindacali di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del COVID -19 nella Regione Molise” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità a Lolita Gallo, Direttore Generale Salute della Regione Molise.Anche in Molise come nelle altre regioni in questo periodo di lockdown si è accumulato un importante ritardo nelle visite di controllo delle persone affette da patologie croniche, negli screening e nelle nuove diagnosi, un ritardo che ora va colmato facendo subito ripartire la macchina della sanità. I ritardi nelle diagnosi fanno sì che le patologie saranno intercettate a uno stadio più avanzato con rischi di salute per i cittadini e ulteriori costi per il servizio sanitario nazionale. Rispetto all’anno precedente in oncologia ci sono a livello nazionale circa 90mila diagnosi non scovate. Far slittare ancora la presa in carico dei pazienti cronici significa mettere a rischio la loro vita e tardare ancora nelle diagnosi equivale a compromettere le possibilità di successo delle terapie.Tra le altre criticità riscontrate in Molise in questo periodo anche un calo importante dell’aderenza alla terapia, con molti pazienti che hanno autosospeso i farmaci ad esempio in ambito cardiologico, un aumento degli infarti per via del timore dei pazienti a recarsi in Pronto Soccorso anche in caso di sintomi preoccupanti; il blocco di interventi delicati come quelli per le patologie valvolari cardiache. Una maggiore presenza degli specialisti può consentire un monitoraggio appropriato della salute dei pazienti con conseguenti risparmi anche per il servizio sanitario della regione, considerata la riduzione delle complicanze, delle riacutizzazioni, delle ospedalizzazioni.«Una buona attività specialistica può aiutare senz’altro a ridurre le liste d’attesa e infatti si è ritenuto di poter incrementare le ore di tali attività per raggiungere questo scopo. Siamo una Regione in piano di rientro, dove si è rivista la rete ospedaliera e si è iniziato il percorso di implementazione delle attività territoriali. Stiamo provvedendo alla riapertura dei settori della specialistica, compresi gli screening, per tornare alla normalità rispetto a tutti i servizi di cui necessita l’utenza. Già durante il periodo Covid e ora con gli interventi legislativi di questo periodo si è inteso anche a livello centrale porre nuovamente l’attenzione sul potenziamento del territorio, che possa dare una risposta pronta ed efficace alle esigenze dei cittadini.» ha dichiarato Lolita Gallo, Direttore Generale della Salute della Regione Molise.Hanno partecipato: Lolita Gallo – Direttore Generale Salute Regione Molise, Alessandra Balestrazzi – Responsabile rapporti con gli enti A.I.M.O. – Associazione Italiana Medici Oculisti, Antimo Aiello – Vice Presidente AMD regionale, Pierluigi Bartoletti – Vice Segretario Generale Nazionale FIMMG, Giuseppe D’Ascenzo – Presidente Regionale A.R.C.A. Molise – Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali, Stefano Marinari – Centro Studi SIP, Domenico Uliano- SIMFER – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, Marco Gabini – Consigliere SIR – Società Italiana di Reumatologia, Antonio Magi – Segretario Generale SUMAI-Assoprof – Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria, Roberto Messina – Presidente Senior Italia FederAnziani.

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Le 20 località del Molise incluse in “E-state in Italia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

L’iniziativa di promozione gratuita, lanciata dall’Unsic con alcuni partner, raggiungerà oltre 900mila italiani C’è davvero la necessità di trascorrere le vacanze in Grecia o in Spagna quando le splendide e variegate coste italiane garantiscono un quarto delle spiagge dell’intero vecchio continente? Almeno per quest’anno possiamo puntare sulle nostre inesauribili città d’arte anziché oltrepassare il confine in cerca di un’offerta certamente meno ricca e differenziata? Non certo con uno spirito autarchico, ma semplicemente per attenuare i problemi economici causati dal Covid-19 al settore turistico, l’Unsic, associazione di rappresentanza datoriale, in collaborazione con altri organismi, dal 21 giugno – giorno di partenza della bella stagione – lancerà l’iniziativa “E-state in Italia” con lo scopo di raggiungere innanzitutto i 900mila utenti dei propri tremila uffici territoriali sparsi in tutte le regioni italiane, tra 2.100 Caf, 600 Patronati (di cui 15 all’estero), 103 Caa, ecc., ma anche il maggior numero di interlocutori possibile.
L’Unsic ha predisposto una directory nel proprio portale (https://unsic.it/news/e-state-in-italia/) con la selezione di oltre 650 località italiane, ognuna con uno o più link di collegamento, 20 di base per ogni regione, più tutti i capoluoghi di provincia e le 55 località preservate dall’Unesco. Questa offerta, che privilegia i siti promozionali locali, verrà diffusa attraverso buona parte dei tremila uffici locali e i relativi social, nonché delle strutture partner. Il tutto gratuitamente.
Per quanto riguarda il Molise, oltre ai due capoluoghi di provincia, la scelta è ricaduta su Agnone con focus sul museo della campana e le Chiese, Bagnoli del Trigno, Campomarino, Capracotta, Casacalenda con focus sull’oasi Lipu, Castel San Vincenzo con la cripta dell’Abate Epifanio, Castelpetroso con il santuario, Civitacampomarano e la sua street art, Fornelli, Frosolone con l’artigianato delle lame e il museo settoriale, Gambatesa con il castello, Guardialfiera con il lago e il ponte sommerso, Pescopennataro con il parco Abete Bianco, Pietrabbondante con il teatro italico, Pizzone con il museo dell’Orso, Santa Maria del Molise con la frazione di Sant’Angelo in Grotte, Scapoli con il museo della zampogna, Sepino con la zona archeologica di Altilia, Termoli e Venafro.

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Il Molise si presenti unito all’appuntamento con la sanità del futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

L’associazione degli ex-consiglieri regionali del Molise Chiede:
– a tutti i rappresentanti delle istituzioni e privati cittadini, di non disperdere il prezioso lavoro fatto e di sostenere fino in fondo la strategia, che i sindaci molisani hanno elaborato, affinché si ottenga l’inserimento del Molise nella rete nazionale dei centri covid, raccoman-dando a ciascuno di restare vigile affinché la molteplicità delle proposte non si traduca nella nullità del risultato.
– a quanti – sussidiariamente – hanno la responsabilità di pronunziarsi per decidere, di non ritenere bastevole, per ottenere il positivo risultato, un voto di astensione o di rinvio alle decisioni governative. Abbiamo voluto l’autonomia del Molise, per decidere noi il nostro futuro. La Regione Molise e le sue democratiche rappresentanze hanno il diritto-dovere di decidere da sé!
Al Presidente della Regione Donato Toma è rivolto l’appello particolare,
– affinché non mortifichi i sindaci (che sono in permanente servizio di presidio territoriale) e quanti, democraticamente, vogliano dare risposte di prevenzione, cura e riabilitazione alla salute propria e a quella dei concittadini molisani,
– perché consideri le autonomie locali, baluardo e rafforzamento dell’autonomia della stessa Regione,
– affinché le scelte fatte in Molise con coraggio e senso di appartenenza alle istituzioni e alla comunità molisana, contribuiscano a rendere merito e ed evidenza a Roma alla identità regionale dei primi cinquanta anni della prima Assemblea legislativa regionale. (by Il Presidente dell’Associazione ex Cons. Reg.li Gaspero Di Lisa)

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Gestione risorsa acqua ed esigenze del territorio: Puglia e Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

“Serve un maggiore dialogo tra i ministeri interessati alla gestione della risorsa acqua per accelerare i tempi delle scelte e delle loro concrete realizzazioni.” A chiederlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un confronto sul Blog del M5S.“Dopo anni di attesa – prosegue – è finalmente e concretamente avviata a soluzione la vicenda del trasferimento di importanti quantitativi d’acqua, altrimenti e colpevolmente destinati a mare, dal Molise alla Puglia, incrementando le potenzialità agricole del Tavoliere: si parla di 50 milioni di metri cubi, che permetteranno di irrigare ulteriori 25.000 ettari con importanti ricadute economiche ed occupazionali. Salutiamo con orgoglio di sistema e soddisfazione questa novità, che vede soggetti attivi i Consorzi molisani guidati dall’Ing. Napoli e il Consorzio per la bonifica della Capitanata ma anche la visione strategica delle amministrazioni regionali guidate dai Presidenti Toma ed Emiliano. La collaborazione fra istituzioni è fondamentale ovunque e ancora di più al Sud, ma non possiamo tacere che, per mancanza di accordo fra le Istituzioni coinvolte, non sono tuttora utilizzabili, a fini irrigui, le acque del bacino di Campolattaro in Campania, il più grande invaso del Centro Italia. Non solo – insiste il DG di ANBI – la capacità degli invasi nel Sud Italia, il più infrastrutturato del Paese, è fortemente ridotta dagli interrimenti, il cui escavo è rallentato anche per l’equiparazione dei materiali di risulta a rifiuti industriali, con tutti i conseguenti costi di smaltimento. Serve, dunque, uno snellimento normativo, ma anche un cambio di passo per infrastrutturare il Pese tutto con invasi capaci di abbinare funzioni di prevenzione idraulica a quelle di riserva idrica. Ancora qualche anno fa – prosegue Gargano – si quantificava in 9 miliardi di euro, il fabbisogno necessario per un piano nazionale invasi; si tratta ora di avviare un processo, evitando la polverizzazione degli investimenti, ma puntando su interventi di sistema, che superino le logiche regionaliste, perché l’acqua non conosce confini amministrativi; oltre a ciò, vanno completate le troppe infrastrutture idriche incomplete: un’autentica offesa alle esigenze del territorio. Per questo, ANBI presenterà un Piano Strategico di infrastrutture indispensabili per garantire regolarità negli apporti irrigui e quindi reddito agricolo, ma anche sviluppo del made in Italy agroalimentare, evitando le conseguenze del crescente andamento torrentizio dei corsi d’acqua, dovuto ai cambiamenti climatici. Viviamo in una società sempre più idroesigente – conclude il Direttore Generale di ANBI – A fronte di un’agricoltura, che ha ridotto, grazie soprattutto alle innovazioni tecnologiche adottate dai Consorzi di bonifica, le proprie necessità a meno del 50% del fabbisogno idrico del Paese, crescono gli appetiti d’acqua di cui, però, nessuno parla. L’irrigazione altresì non è solo un fondamentale asset produttivo, ma anche ambientale, mantenendo la risorsa all’interno del ciclo vitale e restituendola non di rado qualitativamente migliore di come prelevata.”

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I giornali lombardi scoprono il Molise: grazie alla storia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 Maggio 2020

“I molisani ai lombardi: venite da noi, lo chiede la storia longobarda”. Ed ancora: “I molisani ai lombardi: ‘Le ferie fatele da noi, da riscoprire le radici longobarde”. Sono i titoli di importanti giornali locali della Lombardia (“Qui Brescia”, “Varesepress”), corredati da foto della montagna di Frosolone, stimolati da un articolo di “Forche Caudine” sui collegamenti tra le due regioni in ambito storico. Un accostamento che sta generando grande pubblicità per il Molise in terra lombarda.Tutto è nato a seguito dell’inclusione di Molise e Lombardia nella medesima categoria di rischio Covid-19, con l’ipotesi di trasferimenti soltanto tra queste regioni per le vacanze. “Forche Caudine” ha colto l’occasione al volo per far conoscere il Molise ai lombardi, mettendo in evidenza, tramite il prestigioso apporto del professor Mancini, i collegamenti sul fronte principalmente della storia longobarda.I giornali lombardi riprendono alcune segnalazioni di siti longobardi selezionati dall’associazione dei molisani (il complesso monastico di San Salvatore–Santa Giulia a Brescia e il castrum di Castelseprio-Torba, in provincia di Varese), ma anche le più significative testimonianze della presenza longobarda in Molise: i toponimi di alcuni borghi (compresa Campobasso), castelli e ruderi (Bagnoli del Trigno, Cerro al Volturno, Civita di Bojano, Tufara), edifici religiosi (Santa Maria di Casalpiano a Morrone del Sannio), necropoli (località Morrione e Vicenne nella piana di Bojano), ecc. Presenza che potrebbe essere valorizzata, come offerta turistica unica, con tutto il Sannio, a cominciare dalla chiesa di Santa Sofia a Benevento, inserita dall’Unesco nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.“Ancora una volta sono la storia e la cultura ad offrire possibilità di valorizzazione – dicono dall’associazione. “Sarebbe ora che le politiche regionali puntassero principalmente su questo, anziché perpetuare sagre o produzioni che, per quanto importanti, non possono certo rappresentare un’unicità e un elemento di richiamo per target così lontani”.
pasqualedilena@gmail.com, a.bucci@rai.it, redazione.campobasso@agi.it,

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La situazione della pandemia nel Molise

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2020

“La crescita dei contagi rischia di lasciare il Molise nella fase 1, con la conseguenza di un prolungamento dei tempi e relativo isolamento. Ciò induce a porre l’attenzione all’evolversi della proposta del Commissario ad acta della sanità molisana, Giustini, perché essa è, per tutti noi, una straordinaria opportunità, non sol per il rilancio della sanità a carattere pubblico del Molise, ma, anche, per il domani del Molise. È d’obbligo ricordare l’invito che il 22 Marzo abbiamo rivolto al Presidente della Regione, Dr. Toma, a prendere in considerazione e con la dovuta urgenza la necessità di riaprire gli ospedali “Vietri” di Larino e “SS. Rosario” di Venafro per renderli centri Covid 19. Una necessità per il Molise e, anche una risposta di solidarietà a quanti in altre regioni del Paese venivano colpiti duramente dal virus e avevano bisogno di strutture adeguate. La risposta del presidente Toma che intendeva gratitudine e consenso per la premura rivoltagli ci aveva tranquillizzati fino a quando, con l’aggravarsi della situazione, abbiamo visto che questo consenso si era trasformato in un silenzio rispetto al No espresso dal direttore dell’Asrem, che ha avuto il significato di un No alla decisione presa con un atto d’indirizzo, dal Consiglio Regionale. Un atto sul quale è assordante il silenzio del Consiglio prima citato. Si apre la stagione dei confronti e delle giustificazioni, facili da confutare, che portano solo a rinviare una decisione, allora come ora, urgente. Agli inizi di Aprile, con un nostro comunicato, abbiamo ripreso il discorso e rinnovato l’invito al Presidente e, per conoscenza, ai consiglieri regionali e ai sindaci, sollecitando la decisione di riapertura dei due ospedali a centri Covid, ritenendo molto avveduta la proposta avanzata dal Commissario Giustini, Una proposta lungimirante quella di un utilizzo del “Vietri” di Larino a ospedale Covid , e, anche, di Centro di Ricerca per le Malattie Infettive a carattere Interregionale, cioè il punto di riferimento, sin da subito, di un’utenza pari a 1,2 milioni di persone, cioè quattro volte gli abitanti del Molise. Una straordinaria opportunità– lo sottolineiamo ancora una volta – che partendo dal carattere pubblico della sanità si estenda in modo positivo alla programmazione del Molise, che ha forte bisogno di un diverso sviluppo per affermare la sua natura di paese –campagna, cioè di un insieme di territori verdi che contornano i centri storici dei 136 Paesi, che hanno bisogno di una visione condivisa del domani. Territori che hanno nei valori e nelle risorse – ambiente, paesaggi, storia, cultura, tradizioni – la risposta adeguata al bisogno di salute, un bene primario che, come si sa, va oltre la sanità. In tal senso la parola salute è solo da aggiungere al logo “Piacere Molise” per quel nuovo turismo, non più mordi e fuggi, ma di chi vuol godere aria pulita, acqua potabile, il verde e gli altri colori dell’arcobaleno, l’ospitalità, la bontà della tavola molisana, il paese con la sua piazza, il suo campanile, le sue viuzze, le sue piccole case. Sta qui un’altra importante opportunità, che vale la pena cogliere, ed è il Decreto rilancio, approvato dal Consiglio dei Ministri, che prevede, tra l’altro, un sismabonus al 110% per i lavori di miglioramento sismico eseguiti, tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, per i nostri territori colpiti dagli ultimi terremoti del 2002 e 2018. Si tratta di un provvedimento di altrettanta rilevanza al quale deve essere apportato un emendamento finalizzato a consentire interventi anche sulle seconde case solo nelle aree dei crateri sismici. Case da poter aprire per ridare nuova vita a un tesoro, sopra citato, che già abbiamo, i nostri 136 centri storici, a rischio abbandono. Tante opportunità da ritenere fortune da prendere a volo per dare le risposte che servono ad affrontare la crisi ed a risolverla” E’ quanto dichiara il presidente dell’Associazione fra ex consiglieri regionali del Molise Gasparo Di Lisa

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Per una pianificazione della sanità pubblica molisana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2020

Ci avviamo verso l’auspicato superamento del dramma della pandemia e siamo chiamati a ragionare sui profondi cambiamenti da introdurre nel nostro Servizio Sanitario Nazionale per proteggere al meglio la salute dei nostri concittadini e dell’ambiente nel quale vivono.E’ ormai chiaro che questo Paese ha bisogno di un indirizzo unitario nell’ organizzazione dei servizi sanitari territoriali senza intaccare le competenze attribuite alle regioni, ma riconducendo le loro scelte nell’alveo del dettato costituzionale e dei principi sanciti dalla legge 833/78. Negli ultimi decenni molte regioni si sono prese la libertà di indebolire e, in alcuni casi, di smantellare la rete dei presidi sanitari territoriali. Le numerose morti causate da tali inopinate scelte segneranno a lungo le coscienze di quanti hanno preso decisioni illegittime e di coloro che non le hanno contrastate. Di fronte a questo dramma serve una concreta e leale collaborazione delle varie istituzioni regionali con il governo nazionale su due obiettivi cruciali: la creazione di una robusta e omogenea rete di servizi socio-sanitari per tutti i cittadini italiani e la realizzazione di una rete nazionale di centri covid. Il secondo obiettivo merita, da parte di noi molisani, un supplemento di riflessione. La disponibilità di ingenti risorse europee per la riqualificazione della nostra sanità, consente al governo nazionale di mettere in piedi una rete di ospedali dedicati alle malattie infettive. Noi molisani possiamo ignorare tutto questo e immergerci in perniciosi e inconcludenti dibattiti campanilistici? In alternativa, dobbiamo partire dalla proposta del Commissario ad acta, dr.Giustini, di destinare a tale scopo l’ospedale di Larino, come centro interregionale a servizio di una popolazione di gran lunga superiore a quella molisana, e fare fronte comune per ottenerne l’approvazione da parte del governo nazionale. Quest’ultima ipotesi richiede che tutte le forze politiche, culturali, sociali ed economiche si uniscano per raggiungere lo scopo e che la battaglia sia condotta, in prima persona, dal Presidente della Regione Molise, Donato Toma, anche a mente della risposta favorevole che ha dato alla nostra proposta del 22 Marzo u.s.. Convinti come siamo che la battaglia è tutta politica da combattere esige senso di responsabilità, unità, piena solidarietà ed è per questo Signor Presidente Toma, che siamo a chiederle se vuole averci a suo fianco in questo momento così decisivo per il futuro del Molise. (By Associazione fra ex consiglieri regionali del Molise – il Presidente Gaspero Di Lisa)

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Il Sud riparta subito. Inammissibile trattare il Molise, la Basilicata come la Lombardia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Maggio 2020

“L’unico aspetto positivo della tragedia pandemica, è quello di approfittare per sburocratizzare lo Stato, rivedere subito il codice degli appalti per far ripartire i cantieri subito e anche su questo Fdi ha fatto la sua parte, inascoltata. L’unica soluzione per dare tranquillità al mondo produttivo, soprattutto alle piccole aziende, è il risarcimento diretto. Lo Stato ha imposto l’azzeramento delle attività e deve ripagare interamente il danno nelle forme che stabilirà. Sin qui al contrario ha costretto le imprese al protesto e, ora, all’indebitamento. Consegnare le imprese alle banche è un atto feroce, altro che atto d’amore, la richiesta di restituzione entro 6 anni è offensiva come quella di pagare interessi, come se l’azienda avesse deciso liberamente di fare un investimento. Infine non si possono trattare il Molise, la Basilicata dove ci sono zero contagi e mortalità infinitesimale, o tutto il Sud che ha la medesima tendenza, come la Lombardia. È necessario che lo Stato sappia leggere le differenze e concerti con le regioni protocolli diversi. Questo consentirebbe all’Italia di fare cassa con il Sud per ristorare la parte del Nord in crisi drammatica. Ci vuole una visione di sistema che Conte fin qui non ha saputo interpretare. Facciamo intanto ripartire il Meridione, facciamolo diventare la nostra locomotiva economica in questa difficile crisi”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli intervenendo a Coffee Break su la7.

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