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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°87

Posts Tagged ‘molise’

In Molise arrivano i medici stranieri specializzati in Anestesia e Rianimazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2023

Hanno risposto all’avviso pubblico dell’Azienda sanitaria regionale del Molise (Asrem) per l’assunzione a tempo determinato di 19 professionisti.Di questi, uno è risultato in possesso di tutta la documentazione richiesta, altri dieci sono stati ammessi con riserva per carenza di documentazione, uno è stato escluso in quanto non in possesso della specializzazione richiesta. Da alcuni mesi, a seguito della scarsa adesione di medici italiani ad avvisi e concorsi per il Molise, l’Asrem ha deciso di rivolgersi a quelli stranieri “in deroga alle norme che disciplinano le procedure per il riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie conseguite in un Paese dell’Unione Europea o in Paesi terzi”

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Musica dal Molise a Roma Sinfonietta

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2023

Roma. la stagione concertistica dell’Università di Roma “Tor Vergata”, si svolgerà mercoledì 22 marzo 2023 alle 18.00 nell’Auditorium “E. Morricone” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) e sarà dedicata al Molise. Il concerto è a cura del Prof. Giorgio Adamo, docente di Etnomusicologia presso il secondo Ateneo romano. Il concerto presenta alcune delle più interessanti tradizioni musicali del Molise. In diverse località viene celebrato tuttora il Maje – il Maggio – antico rito arboreo primaverile che vede il primo del mese cantori e musicisti annunciare per le strade l’arrivo del maggio, rivolgere gli auguri alla popolazione e girare per le case per la tradizionale questua in cui si chiede una ricompensa in cibo e vino. Il gruppo è formato da un cantore, dallo zampognaro e da un portatore di una struttura a forma di cono rivestita di erbe e fiori che simboleggia il Maje chiamata pagliara. A fronte delle varie “messe in forma” del Maggio praticate in Italia ed anche in Molise (innesti di rami, rami, petali di fiori, ecc.), la messa in forma “a cono” è tipica dell’area molisana, ma pur essendo praticata anche presso le comunità romanze – ormai solo a Fossalto, Lucito e Colle d’Anchise – è un lascito della ibridazione culturale con le tradizioni delle comunità alloglotte croato-molisane, arrivate d’oltre Adriatico molti secoli fa. Quelle che conservano la lingua sono Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice. Il rito del Maggio è ancora praticato solo ad Acquaviva Collecroce (Živavoda Kruc in na-našu, ossia in croato molisano); anticamente lo era anche a San Felice del Molise (Filić in croato molisano), mentre non vi sono tracce per Montemitro (Mundimitar in croato molisano). La zampogna rappresenta da tempo uno degli strumenti simbolo del Molise, grazie soprattutto all’importante centro di costruzione dello strumento nell’area di Scapoli e delle Mainarde, in provincia di Isernia, e di San Polo nell’area del Matese. Saranno suonate diverse tipologie di tale strumento, compresi modelli innovativi di recente sviluppo e una ricostruzione dell’antica zampognetta di canna di Fossalto, in provincia di Campobasso. Tra i canti ancora vivi, esempio ormai raro di una vocalità di origine contadina, si potrà ascoltare la carrese di Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso, che viene eseguita da due cantori accompagnati da fisarmonica all’interno dei carri trainati da buoi durante la festa di S. Antonio da Padova, il 13 giugno. A suonare la zampogna sarà Giuseppe Moffa, polistrumentista molisano che passa dalla musica popolare della sua terra al blues più nero. È tra i protagonisti del CD “Canti, ballate e ipocondrie d’Ammore “, vincitore della Targa Tenco 2017 come miglior disco in dialetto. Da vari centri del Molise provengono i quattro gruppi che si esibiranno nel concerto: il Gruppo musicale della Pro Loco “Eugenio Cirese” di Fossalto, i Musicisti dell’Associazione Altair di Lucito, Musicisti dell’Associazione “Naš Život” di Acquaviva Collecroce e I Cantori della “carregna” di Santa Croce di Magliano. Biglietti: € 12,00 intero; € 8,00 ridotti per personale universitario e over 65; € 5,00 per studenti. I biglietti si possono prenotare telefonicamente (06 3236104) e ritirare all’auditorium il giorno del concerto oppure acquistare direttamente prima del concerto.

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Ciaspolate che incantano sulle vette del Molise

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2023

Castel del Giudice (IS) Con Borgotufi – Albergo Diffuso Via Borgo Tufi, 80 si parte per insolite esplorazioni con le ciaspole tra i boschi e le cime dell’Appennino molisano-abruzzese. I passi scricchiolano sopra il candore della neve fresca nel silenzio dei boschi degli abeti soprani che dipingono le vette dell’Appennino molisano-abruzzese. Sono orme nuove che si delineano su rotte quasi inesplorate quelle lasciate dalle ciaspole degli amanti della neve, che approfittano delle vacanze in montagna per percorrere itinerari sorprendenti nella natura immacolata dell’Alto Molise. Partono da Borgotufi, albergo diffuso di Castel del Giudice (IS), a seguito delle guide escursionistiche di Attraverso il Molise, per vivere esperienze che vanno oltre lo sci, praticato nelle vicine piste di Roccaraso. Ogni giorno, da Borgotufi, accogliente borgo in pietra nato dal recupero di stalle e fienili in disuso circondato dalle montagne innevate, si parte per ciaspolate sulle montagne di Capracotta, dove brilla il pianoro di Prato Gentile, meta apprezzata anche da coloro che amano lo sci di fondo, e la splendida cima di Monte Campo. Oppure per passeggiate con le ciaspole tra le luci del tramonto tra i maestosi abeti soprani di Pescopennataro, giganti verdi che si stagliano verso l’alto, mentre il cielo si accende di colori, o anche per avventurose escursioni a bordo di una motoslitta. Tante ed originali le avventure sulla neve, con brindisi in vetta a base di vin brulé e ciaspolate panoramiche nella magnifica natura dell’Alto Molise. E al ritorno, ad accogliere gli esploratori c’è il calore della piscina riscaldata del centro benessere di Borgotufi con vista sulle cime imbiancate, per momenti di rigenerante relax, e i sapori autentici dei due ristoranti dell’albergo diffuso: il Ristorante del Borgo e MIA per degustazioni gourmet.Con il pacchetto “Avventura sulla Neve”, 2 notti in una delle camere e suite di Borgotufi, colazione con prodotti locali e artigianali molisani, una ciaspolata o un trekking guidato tra le più belle località del Molise, compreso di ciaspole e attrezzature, sono a partire da 239 euro per 2 persone. Il pacchetto “Avventura sulla Neve” va prenotato con un anticipo minimo di 3 giorni.https://bit.ly/CasteldelGiudiceCiaspolate

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Agricoltura: Decreto sostegno alle imprese molisane danneggiate da siccità

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2023

“Ringraziamo il ministro Francesco Lollobrigida per la tempestività del decreto che consentirà alle imprese agricole aventi sede nei Comuni delle province di Campobasso e Isernia, nei quali è stato riconosciuto lo stato di calamità, di poter essere ristorate dei danni subiti”. Lo dichiarano i parlamentari molisani di Fratelli d’Italia, senatore Costanzo Della Porta e l’onorevole Elisabetta Lancellotta. “Sin dall’insediamento del Ministro Lollobrigida ci siamo preoccupati della questione – hanno proseguito Della Porta e Lancellotta – l’intervento del Ministro e della struttura è stato davvero veloce e le imprese agricole dei Comuni in cui è stato riconosciuto lo stato di calamità per la siccità del periodo maggio – agosto 2022 possono oggi tornare a guardare al futuro con maggiore ottimismo. Quattro mesi di siccità sono un periodo lungo in agricoltura e i danni economici sono stati di vasta entità. Il Governo Meloni sta dimostrando di dare risposte in maniera celere e non possiamo che essere soddisfatti per questo decreto, indispensabile per dare serenità alle tante imprese agricole preoccupate per le ingenti perdite del 2022”. Il Decreto ha fatto seguito la proposta della Regione Molise per l’applicazione nei territori danneggiati delle provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale. Si tratta dei seguenti Comuni della provincia di Campobasso: Baranello, Bojano, Bonefro, Busso, Campobasso, Campodipietra, Casacalenda, Cercemaggiore, Cercepiccola, Colle d’Anchise, Colletorto, Duronia, Ferrazzano, Gambatesa, Gildone, Jelsi, Macchia Valfortore, Mirabello Sannitico, Molise, Monacilioni, Montagano, Montorio Nei Frentani, Morrone Del Sannio, Pietracatella, Riccia, Ripabottoni, Ripalimosani, Rotello, San Giuliano Di Puglia, Sant’Elia a Pianisi, San Martino i Pensilis, Santa Croce di Magliano, Sepino, Torella del Sannio, Toro, Ururi, Vinchiaturo. E dei seguenti Comuni della provincia di Isernia: Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Carpinone, Civitanova Del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castelverrino, Frosolone, Isernia, Longano, Macchiagodena, Montenero Val Cocchiara, Monteroduni, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Pizzone, Poggio Sannita, Roccamandolfi, Roccasicura, Vastogirardi. Il Decreto Ministeriale ha accertato l’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi e, dunque, in riferimento ai danni causati alle produzioni dei territori agricoli dei sopraelencati Comuni, nei quali trovano applicazione le specifiche misure di intervento previste del Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 102, ovvero interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole.

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Weekend dell’Immacolata di fuoco in Molise

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2022

Agnone (Is) Per la prima volta, il 3 dicembre 2022 si terrà la Festa dei Fuochi rituali, con la partecipazione di tutte le comunità dei riti del fuoco del Molise: la faglia di Oratino, le farchie di Montefalcone e Salcito, le ‘ndocce di Agnone, Civitanova, Pietrabbondante e Belmonte del Sannio, le quali si sono unite per un percorso finalizzato a ottenere il riconoscimento di Patrimonio Immateriale Unesco. Un’occasione speciale per conoscere questi riti ancestrali e i caratteristici paesi del Molise da cui hanno origine. Al calare del sole e al suono delle campane migliaia di persone attendono che i portatori delle torce infuocate delle 5 contrade agnonesi vestiti con cappe e cappelli neri e abiti contadini sfilino in città, sfoggiando sulle spalle le ‘ndocce, costruite a mano con legno d’abete e composte a raggiera. Musica ed eventi collaterali riempiono di magia il weekend dell’Immacolata. Castel del Giudice con l’albergo diffuso Borgotufi è in una posizione strategica per visitare i luoghi più affascinanti del territorio, vivendo un’esperienza in un borgo ritrovato: un tempo qui c’erano antiche stalle e fienili in stato di abbandono, trasformati in un luogo di ospitalità diffusa, fulcro di turismo esperienziale, con 32 case spaziose e indipendenti, alcune su due livelli, concepite come camere e suite con i confort e i servizi di un hotel di livello, ideali per coppie, famiglie o amici, il ristorante e il centro benessere. In occasione della manifestazione del 10 dicembre, al mattino si può partecipare ad un’escursione guidata nei boschi e tra le cime dell’Alto Molise, con la guida AIGAE Michele Permanente, a partire da Borgotufi, per poi recarsi ad Agnone nel pomeriggio e vivere la magia della ‘Ndocciata. https://bit.ly/DicembreBorgoTufi

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Gli inizi professionali in Molise di Riccardo Cucchi

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2022

Con le cronache del Campobasso in serie B, sono stati rievocati da Gianni Letta in occasione della consegna del prestigioso “Premio Atri” di giornalismo in Abruzzo, che ha in giuria Aldo Cazzullo (Corriere della Sera), Lina Palmerini (Sole 24 Ore), Alessandro De Angelis (Huffington Post), Antimo Amore (Rai) e Barbara Palombelli (Retequattro) e lo stesso Riccardo Cucchi, che hanno anche ricevuto il premio alla carriera. Gianni Letta, presentando il giornalista radiofonico, ne ha ricordato gli albori in Molise, la cui prima radiocronaca è stata Campobasso-Fiorentina di Coppa Italia nel 1982, storica vittoria dei lupi molisani per uno a zero. “Quella radiocronaca avrebbe dovuta farla Ezio Luzi ma per una serie di vicende toccò a me. Andai con spavento ma anche con gioia – ha raccontato il giornalista radiofonico, che ha anche raccontato il suo immenso amore per la radio. I tre vincitori dell’importante premio, che ha raccolto oltre cento elaborati, sono stati Federico Centola, Giampiero Castellotti e Paolo Martocchia. Castellotti, giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio da quarant’anni, è anche presidente di “Forche Caudine”, lo storico circolo di cultura sannita a Roma. Con la sapiente regia del giornalista Marino Spada e la conduzione di Elisabetta Di Carlo, il concorso nazionale, ha visto la presenza, oltre dei giornalisti membri della giuria, anche di Etelwardo Sigismondi (senatore di Fratelli d’Italia), Giulio Sottanelli (deputato di Azione), Stefano Pallotta (presidente Ordine dei giornalisti d’Abruzzo), Tiziana Di Sante (presidente Fondazione Tercas), Piergiorgio Ferretti (sindaco di Atri) e di numerosi amministratori abruzzesi.

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Hikmet Aslan: “Il Molise è una terra pulita dalle ottime potenzialità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Hikmet Aslan, 50 anni, giornalista pubblicista curdo che da anni vive in Molise, candidato alle prossime elezioni politiche con Unione popolare, è stato video intervistato da Giampiero Castellotti, direttore di Forche Caudine, mentre Elio Germano con un video ripreso dalle maggiori testate nazionali sosteneva la sua candidatura. Aslan, dopo aver raccontato la sua storia fatta di incarcerazioni e di violenze nel Kurdistan, in Iran e in Turchia, fino alla rinascita in Italia, ha espresso parole di ammirazione per il Molise, definita “terra pulita”, dove la popolazione “è una grande famiglia”, dalle ottime potenzialità. “Io e il Molise siamo carne ed ossa – ha sintetizzato. “Il Molise è da scoprire o da riscoprire, molti lo hanno fatto nel corso della pandemia – ha detto Aslan. “Le possibilità di crescita non mancherebbero, i soldi a disposizione ci sono, specie con i fondi europei, ma purtroppo ne beneficiano sempre gli stessi a causa del diffuso clientelismo”. Un altro problema evidenziato è la sfiducia ormai cronica dei cittadini, in particolare verso la politica, verso tutti i politici ritenuti uguali tra loro”. L’esponente della comunità curda internazionale ha richiamato il valore dell’immigrazione, che potrebbe contrastare lo spopolamento dei piccoli centri, dove ormai vivono soltanto gli anziani a causa soprattutto della continua chiusura di scuole. “L’integrazione nasce dalla conoscenza della lingua – ha spiegato Aslan. “Chi arriva in Germania la mattina lavora e il pomeriggio impara gratuitamente la lingua tedesca. Qui in Italia, purtroppo, se vuoi imparare l’italiano ti devi pagare un corso”.

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Il Molise e la moda: a Roma molisani protagonisti dell’Accademia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Ben quattro molisani sono presenti nel video promozionale dell’iniziativa “Le radici della moda”, realizzato all’interno dell’Accademia nazionale dei Sartori di Roma, che ha aperto la Settimana internazionale della moda nella Capitale.Il video, realizzato dalla redazione della rivista nazionale Infoimpresa, si apre con Sebastiano Di Rienzo, capracottese, già Presidente dell’Accademia ed oggi direttore della Scuola, il quale illustra le tendenze del settore. A seguire vengono ripresi due ragazzi di origine molisana, Carmine Trotta e Giorgia Del Bianco, entrambi allievi nei corsi, mentre sistemano un modello. Tra gli ex allievi è stato scelto il giovane sarto Mario Iannetta, di Bojano, che racconta la sua esperienza, oggi attivo tra il Molise, Roma, Milano e l’estero.

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Moda: il Molise protagonista della mostra a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2022

Il Molise fa moda. Almeno a livello sartoriale. Grazie agli oltre mille sarti che sono partiti per lo più da Capracotta (Isernia). E non solo dall’Alto Molise, ma un po’ da tutta la regione. Importanti nomi dell’alta sartoria hanno origini molisane. Un elenco lunghissimo, non pubblicabile soltanto per non scontentare qualcuno “dimenticato”, come spesso succede.Non mancano giovani molisani che ancora oggi mantengono alta questa tradizione, compiendo i passi giusti: formazione di alto livello e pratica. Alcuni sono a Roma, tra gli allievi della scuola dell’Accademia nazionale dei sartori, lo storico sodalizio del settore la cui scuola è diretta dal molisano Sebastiano Di Rienzo. Tra i ragazzi, due capracottesi: Carmine Trotta e Giorgia Del Bianco. Per immergersi nella storia di questo segmento produttivo dell’abilità e della creatività artigianali, c’è un appuntamento importante nei prossimi giorni: l’evento “Le radici della moda”, viaggio sartoriale alla scoperta dei tanti modi di fare moda, tra passato e futuro. L’appuntamento è per i giorni 11 e il 12 luglio 2022 presso la prestigiosa Accademia nazionale dei sartori in via Francesco Crispi 115 a Roma, nel cuore della Capitale, a due passi dalla fermata della metro A “Barberini”. Sarà possibile ripercorrere gli ultimi decenni della storia sartoriale italiana grazie ai magnifici abiti esposti, tra cui alcuni provenienti dal Museo “Di Rienzo” di Capracotta. Saranno infatti visibili alcuni manufatti realizzati dai grandi maestri italiani.Ma la grande sartoria “made in Italy” continua a incantare il mondo grazie ai giovani maestri del futuro. Gli allievi più bravi dell’Accademia, infatti, aspettano il pubblico per esempi di live tailoring, esercitazioni e dimostrazioni per spiegare concretamente il significato dell’espressione “su misura”. Tra loro anche alcuni molisani. Un’esperienza coinvolgente, quindi, da non perdere, per tutti gli amanti dell’eleganza e del fatto a mano. L’Accademia nazionale dei sartori, sodalizio con secoli di vita alle spalle, continua ad essere la più importante associazione di settore, che riunisce oltre 130 sartorie italiane.

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Molise: riconoscimento del Distretto del cibo “Olio Evo Molisano”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2022

By Pasquale Di Lena. Il recente riconoscimento del Distretto del cibo “Olio Evo Molisano” è, per il Molise, la grande occasione per rimettere l’agricoltura al centro dello sviluppo economico, sociale e culturale, e, con essa, il suo comparto primario l’olivicoltura. A partire da Larino, che, nel corso dei millenni, deve la sua grandezza e la sua fama all’agricoltura, ai suoi olivi e al suo “Olio Gentile”. Alla fine del secondo millennio, 17 dicembre 1994, culla dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio e, dal 2017, grazie alla lungimiranza dell’allora sindaco, Vincenzo Notarangelo, sede del 1° Distretto biologico “Laghi Frentani”, in seguito rinominato “BioMolise”. Sede, anche, del secondo panel test aperto e operativo in Italia; del prestigioso premio “Goccia d’Oro”, che tanto impulso ha dato alla crescita della qualità e dell’immagine dell’olio molisano. Il luogo di nascita e di formazione di ben quattro campioni italiani di potatura. La città che ha, con le sue tre varietà (Gentile di Larino, Salegna o Saligna e san Pardo), il primato mondiale della biodiversità olivicola, e che, se scendono in campo i giovani, ha ancora la possibilità di recuperare il tempo perso, soprattutto in questi ultimi 4 anni, per pensare a un: – Parco agricolo e della biodiversità olivicola italiana, con l’impianto di un oliveto dedicato alle oltre 550 varietà di olivo autoctone italiane. Un primato mondiale che nessun altro paese al mondo può raggiungere. Una straordinaria risorsa che guarda alla qualità e alla diversità, le armi vincenti sul mercato di oggi e di domani. – Università dell’olivo e dell’olio del Mediterraneo, da affiancare all’Istituto Tecnico Agrario Statale “San Pardo”, quale centro di formazione di giovani provenienti dai paesi segnati da millenni dall’olivo e dall’olio, fonti, con la vite e il vino, della civiltà mediterranea e di uno stile di vita e un modo di mangiare. la Dieta Mediterranea, la più amata e ricercata al mondo. – Biennio post diploma dedicato al biologico, con particolare riferimento all’olivo ed al suo olio. – Un centro regionale di comunicazione, promozione e valorizzazione che elabora quella strategia di marketing di cui ha bisogno un piano di sviluppo regionale, con il recupero di villa Petteruti. – Un museo dell’olivo e dell’olio nell’ex convento che affianca la Chiesa di san Francesco, con annesso un bar-ristorante. – Il pieno utilizzo del centro fieristico con la plurisecolare Fiera d’Ottobre (quest’anno la 279a edizione) da trasformare in Fiera regionale “Bio Molise”, tutta dedicata alla sostenibilità e al rispetto della Terra, oggi maltrattata dalla ricerca della quantità ad ogni costo. Un centro fieristico che ospita tutte le altre fiere, quelle mensili, oggi semplici continuazioni dei mercati settimanali, dando alle stesse un pari carattere per renderle punti di riferimento del consumatore molisano e non solo. Opportunità di richiamo turistico con la possibilità di una visita a una città bella con il suo centro storico, attrattiva con il suo Anfiteatro e la Villa Zappone, piacevole con i suoi paesaggi argentati dai venti che arrivano da ogni parte. – Procedura per l’inserimento di Larino, con i suoi oliveti sparsi da ogni parte, nel Registro Nazionale dei Paesaggi rurali storici, che, per quanto riguarda, il Molise e l’olivo, ad oggi, vede presente solo il Parco Regionale storico dell’olivo di Venafro. – Procedura, anche, per il riconoscimento Dop della “Gentile di Larino”, la varietà rappresentativa di un terzo dell’olivicoltura molisana, per rendere Larino, grazie a questa sua varietà autoctona, immagine della qualità dell’olio italiano nel mondo., – Rendere Larino snodo delle strade dell’olio, in particolare di quelle segnate di olivi secolari, che da Venafro partono per raggiungere Portocannone e il Basso Molise. Denominare “l’Olio del Tempo” quello ricavato dalle olive di queste piante che sono storia, cultura, paesaggio, ambiente, e, soprattutto, continuità di un passato con l’oggi e il domani. Continuità interrotta dalla prepotenza del neoliberismo – il sistema che, con le banche e le multinazionali, governa il mondo – per dare spazio a un nuovo dio, il denaro, che, non avendo il senso del limite e del finito, sa solo depredare e distruggere. Il clima malato, che sta per raggiungere la fase del non ritorno, è solo un esempio della sua voracità e della guerra dichiarata alla natura. Idee che hanno, anche nell’attualità del momento che viviamo, il seme della speranza in un nuovo domani, sapendo che solo il sogno, l’amore per la propria terra e la propria identità, la voglia di fare, può modificare e trasformare tutto quello che uno ha in opportunità. Hanno la possibilità di essere realizzate, solo se chi governerà Larino avrà la consapevolezza del significato e valore del territorio e di tutti i suoi tesori sparsi. Importante questa consapevolezza per preservarlo e valorizzarlo e non per regalarlo a chi lo distrugge con cemento e asfalto.

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Salutequità: ultima chiamata per il diritto alla salute in Molise

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2022

L’assistenza domiciliare integrata (ADI) in Molise è tra quelle che in Italia assistono la maggiore percentuale di ultrasessantacinquenni. Una medaglia importante se si considera che la Regione si caratterizza per un’alta presenza di aree montane e zone disagiate. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio e se le prestazioni di ADI per 100mila abitanti sono tra le più numerose del Paese, il totale delle ore per singolo caso trattato nel 2019 è la metà rispetto alla media nazionale: 9 ore in Molise rispetto alle 18 dell’Italia e 50 del Lazio, 36 della Campania e della Sicilia.Le “buone notizie”, però, finiscono sostanzialmente qui. Per gli altri indicatori di salute ed efficienza dei servizi, il Molise, in piano di rientro da oltre 10 anni (dal 2007) e commissariata per la sanità, è oggi tra i fanalini di coda delle Regioni. Secondo i dati del monitoraggio sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), nel 2019 (ultimo anno analizzato) è l’unica Regione insieme alla Calabria a non aver rispettato i LEA. Le cose non vanno – ma sono “in miglioramento” – anche per quanto riguarda i posti letto per gli anziani nelle strutture residenziali, mentre si ricade nel “non accettabile” per lo scostamento dai valori normali per l’assistenza ospedaliera e la salute mentale. Nel 2019 in Molise sono stati assistiti presso i dipartimenti di salute mentale 1,9 cittadini per 1000 residenti contro i 21,52 in Emilia-Romagna, con un peggioramento significativo rispetto agli anni precedenti. I dati del Molise sulla sanità sono (quasi) tutti in rosso e non è un problema di finanziamento, in linea con il resto d’Italia. Alla base piuttosto c’è un difetto di programmazione sanitaria, organizzazione dei servizi e una carenza di personale, andato diminuendo negli anni, anche per colpa dei blocchi di turn over (ricambio rispetto a chi va in pensione) dovuti al piano di rientro e al commissariamento, ma non solo. Tra il 2010 al 2018 la Regione ha perso 1027 unità di personale sanitario: di cui 204 medici e 366 infermieri.E i cittadini molisani si spostano per curarsi: il tasso di ospedalizzazione fuori Regione per 1.000 abitanti è il più alto d’Italia (27,70).Per non parlare degli investimenti per l’edilizia sanitaria, previsti – e via via incrementati – fin dal 1988: oltre 142 milioni ancora da utilizzare su poco meno di 170 a disposizione.Il Molise ha difficoltà evidenti nell’implementazione delle decisioni assunte: è l’esempio dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA). Ne sono stati approvati 14 tra il 2016 e il 2019, ma dai dati del monitoraggio del Ministero la loro attuazione è critica e con difficoltà crescenti negli anni. E ancora il fascicolo sanitario elettronico è attuato ma poco utilizzato, con valori percentuali che non raggiungono (al secondo trimestre 2021) nemmeno il 5% della popolazione, contro Regioni (quasi tutte al Nord a onor del vero) che raggiungono o comunque sfiorano il 100 per cento.E le criticità sono anche nel Piano nazionale Cronicità: recepito con due anni di ritardo e rimasto per ora solo sulla carta: il gruppo di lavoro regionale di coordinamento e monitoraggio del Piano sembrerebbe non essere stato attivato e non si trovano informazioni sul sistema di stratificazione della popolazione nella Regione (a parte una sperimentazione del 2018 su dati del 2017).

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Castellotti: “La riforma del catasto sarà ferale in Molise”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

“La riforma del catasto potrebbe rappresentare l’ennesimo colpo ferale per il Molise, in particolare per i comuni montani, dove il patrimonio immobiliare negli ultimi anni ha perso totalmente di valore e i vani tentativi di sbarazzarsi delle case di famiglia da parte di proprietari che ormai vivono altrove sono davvero innumerevoli”. È quanto ha detto Giampiero Castellotti, presidente dell’associazione “Forche Caudine”, nel corso di un webinar di settore a Roma, in cui ha portato ad esempio la situazione molisana.“Moltissimi borghi molisani sono tappezzati di cartelli ‘vendesi’ perché con il passare delle generazioni i rientri delle famiglie originarie di un luogo sono sempre meno abituali – ha osservato il giornalista. “Purtroppo l’aumento della tassazione sugli immobili, parliamo per lo più di seconde case, ma anche i crescenti costi di gestione spingono le famiglie ad adottare scelte drastiche. Come associazione ormai in cima alle richieste che riceviamo c’è proprio l’esigenza di indicazioni per ‘liberarsi’ di una casa in Molise”.Castellotti ha elencato almeno cinque motivi per sconfessare la paventata riforma che dovrebbe partire dal 2026: “Il primo è che il previsto ‘adeguamento’ degli estimi catastali si scontra con prezzi di mercato in caduta libera in tutta Italia, Molise compreso, sia delle abitazioni, causa anche il decremento demografico che s’accentuerà nel futuro, sia dei locali commerciali, danneggiati dal commercio elettronico sempre più permeante. Il secondo motivo è di natura generazionale, in quanto a pagare le conseguenze dell’adeguamento saranno i giovani eredi di immobili di cui spesso non sono in grado di provvedere economicamente persino alla loro gestione e manutenzione: spesso ad ereditare sono più persone, accentuando le problematiche. Terzo punto: una crescente tassazione degli immobili nei piccoli centri dell’entroterra appenninico accentuerebbe quella desertificazione sociale, culturale e ambientale già in atto, annullando anche speranze di crescita turistica e di ripresa del mercato immobiliare. Quarto motivo: la riforma dei valori catastali inciderebbe sull’Isee, con pesanti ripercussioni economiche per le famiglie, si pensi alla mensa scolastica o alle tasse universitarie, ma anche ai bonus e alle agevolazioni. C’è un quinto motivo, forse il meno considerato in logiche ormai prettamente economiche: la “casa dei nonni” in Molise, il cui vero se non unico valore è di natura affettiva, non può continuare ad essere un bancomat per Stato e Comuni: l’abitazione è il fondamento della convivenza, della stabilità e del radicamento, come ha ricordato il sociologo De Rita, riequilibrare attraverso il mattone la distanza tra poveri e ricchi è utopia, specie in Molise, dove le abitazioni hanno tutte perso di valore: questa distanza – come ha ben ricordato il sociologo d’origine molisana – passa ormai per il digitale, per la finanza internazionale, per i risparmi collocati all’estero”.Castellotti ha concluso ricordando come, con il passaggio dall’Ici all’Imu, il gettito per lo Stato sia aumentato da 9 a quasi 25 miliardi di euro l’anno e le tasse globali degli immobili fruttino circa 50 miliardi, considerando anche la tassa per i rifiuti, l’Irpef, la cedolare secca, l’Iva, le imposte di registro, quelle per la successione, ecc.“Un conto è individuare case non accatastate, problema prettamente degli enti locali e non certo di una riforma nazionale, altro è toccare il catasto, il cui scopo è proprio e unicamente quello fiscale. Con un iter non proprio ortodosso: dopo che il Parlamento aveva approvato il 30 giugno un parere contrario, ecco che il provvedimento rientra dalla finestra con l’inserimento nella Legge delega fiscale. ‘Ce lo chiede l’Europa’ è il solito refrain. Ma che ne sa l’Europa del valore affettivo di un immobile? – conclude ironicamente Castellotti.

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Andamento piogge con Invasi Abruzzo e Molise a secco

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

Da Nord a Sud d’Italia stanno virando, verso una conclamata aridità, territori finora caratterizzati da piogge “a macchia di leopardo” e sempre più rade. Così anche il Molise, finora considerato un’oasi del Centro-Sud Italia, si scopre siccitoso con la diga del Liscione, a Guardalfiera, che segna livelli inferiori di oltre 2 metri a quanto fatto registrate nel 2017 caratterizzato da forte siccità (fonte Molise Acque: 2017, m.111,54; 2021, m. 109,29). Non va meglio nel confinante Abruzzo, dove è stato sospeso il servizio irriguo dalla diga di Penne per esaurimento della disponibilità d’acqua (contiene solo 0,6milioni di metri cubi contro una capacità di Mmc.8,80).Risalendo la dorsale adriatica, nelle Marche le dighe trattengono volumi idrici, inferiori di circa 10 milioni di metri cubi alla media degli ultimi 5 anni; anche i fiumi della regione non segnalano significativi miglioramenti nelle portate, ma anzi il Sentino segna il record negativo, scendendo a -40 centimetri sullo zero idrometrico (fonte: Protezione Civile Marche). Le zone costiere della siccitosa Romagna sono ormai vicinissime alla zona rossa per l’assenza di precipitazioni, dove entreranno probabilmente già dalla settimana prossima. In Emilia, i corsi d’acqua minori si mantengono su livelli bassi, mentre i fiumi Trebbia e Taro sono addirittura “a secco” dalla terza decade di agosto (portata: mc/s 0); anche l’Enza è sotto il minimo storico mensile, mentre le dighe del Molato e di Mignano, nel piacentino, sono in media con l’anno scorso.Altra regione in sofferenza è la Toscana, dove i fiumi scendono tutti sotto media con Serchio ed Ombrone, che hanno livelli ben al di sotto del Deflusso Minimo Vitale. Anche in Umbria le precipitazioni, seguendo un’alternanza annuale, sono inferiori alla media e la diga di Maroggia è ai livelli minimi. Al Nord, Il fiume Po è in regime di magra ordinaria, seppur presenti portate dimezzate sia rispetto alla media storica che all’anno scorso; tra gli altri fiumi piemontesi (tutti con portate inferiori allo scorso anno), va segnalato il Tanaro che, pur in leggera ripresa, ha una portata ridotta a meno del 30% sul livello 2020. Secondo l’indice SPI (Standardized Precipitation Index) di Agosto, si rileva una siccità estrema per tutta la fascia centro orientale della regione (fonte: A.R.P.A. Piemonte). In controtendenza sono le abbondanti portate della Dora Baltea in Valle d’Aosta (mc/sec 70,20 contro una media settembrina di mc/sec 10,00)Per quanto riguarda i grandi bacini settentrionali, sono tutti in decrescita stagionale (solo il Garda si mantiene sopra media ed il bacino artificiale d’Idro è sceso all 11,4% della disponibilità); dal calo dei livelli del lago di Como consegue la perdita di portata del fiume Adda in Lombardia, dove sono stati significativamente ridotti anche i prelievi dal lago Maggiore.In Veneto, si segnalano un record negativo nel livello del fiume Adige (solo nel 2015 registrò una portata inferiore in questo periodo) e -20% di precipitazioni in Agosto (fonte A.R.P.A.V.).“Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche conferma così la gravità dei fenomeni siccitosi sul Centro-Nord Italia, durante questa estate ed il perdurare della carenza di significative precipitazioni sta creando seri problemi di approvvigionamento idrico specialmente nelle regioni adriatiche” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).“Come abbiamo dimostrato nei nostri workshop al salone fieristico Macfrut di Rimini, la risposta per incrementare la capacità di resilienza dei territori non può che essere duplice, pena forti ripercussioni sull’economia non solo agricola del Paese; è necessario, cioè, l’efficientamento e l’ampliamento della rete irrigua del Paese, ma contestualmente anche la realizzazione di nuovi invasi: dai mille laghetti del progetto congiunto con Coldiretti ai 23 nuovi bacini, che abbiamo proposto per essere inseriti nel P.N.R.R.” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.Scendendo al Centro-Sud, nel Lazio, i fiumi Liri e Sacco segnano invece le migliori performance dal 2018.In Campania, le portate dei fiumi Sele, Volturno e Garigliano risultano in aumento, mentre sono stabili quelle del Sarno nel tratto medio. I volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento risultano in calo, ma con riserve elevate (fonti: Regione Campania, Centro Funzionale Protezione Civile ed Ente per l’Irrigazione di Puglia Lucania e Irpinia).I bacini appulo-lucani, che l’anno scorso erano in forte crisi di approvvigionamento, continuano a servire efficientemente gli utenti irrigatori (le dighe della Basilicata trattengono ancora quasi 296 milioni di metri cubi d’acqua, mentre quelle pugliesi oltre 115 milioni).Gli invasi della Sicilia registrano invece i dati peggiori dal 2010. In Sardegna, infine, la situazione degli invasi è leggermente migliore dell’anno scorso, ma la tendenza è alla diminuzione dall’inizio del decennio: si è passati dagli oltre 1400 milioni di metri cubi dell’Agosto 2010 ai meno di 1200 dell’Agosto di quest’anno.

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Libro di Castellotti e Mamone su un anno di pandemia (anche in Molise)

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Giampiero Castellotti, giornalista di lungo corso e presidente della storica associazione “Forche Caudine”, firma “Covid e dintorni” insieme all’imprenditore Domenico Mamone, il libro con un dettagliato racconto di un anno di pandemia, compresa l’analisi delle criticità sanitarie, sociali e organizzative emerse, ma anche una serie di riflessioni su un’esperienza che offre vere e proprie “lezioni” di vita.Il volume nelle 208 pagine compie una sistematica ricognizione dell’emergenza Covid. Da Wuhan, dalla coppia di cinesi ricoverata all’ospedale “Spallanzani” di Roma e dai casi di Codogno e Vo’ Euganeo fino alle quarantene, alla corsa ai vaccini e alla spada di Damocle delle varianti. C’è spazio anche al Molise, con il primato di contagi nelle scuole secondo la ricerca di Wired, la storia di una signora ricoverata in una Rsa regionale e i rapporti precedenti all’emergenza Covid tra l’amministrazione regionale e alcune delegazioni di Wuhan, con trasferte Molise-Cina.Gli autori offrono la loro personale lettura dei tanti problemi emersi in questo drammatico periodo, dall’inaffidabilità di molti dei numeri diffusi e dei sistemi di monitoraggio ai costanti contrasti tra Stato e Regioni, dalle discutibili “profezie” della scienza ai diktat ideologici e strumentali sulla scuola. Un approfondimento indicativo è sul rapporto tra Nord e Sud del Paese: se la pandemia ha colpito in modo più cruento il Settentrione, la disastrosa situazione delle strutture sanitarie ha finito per accentuare nel Mezzogiorno “l’emergenza nell’emergenza”. L’ultima parte del libro raccoglie le considerazioni degli autori sul futuro dopo questo lungo periodo di “sospensione”: Castellotti e Mamone indicano la loro gerarchia delle priorità, con in testa la necessaria rigenerazione morale per affrontare le tante macerie accumulate in questa ecatombe economica e sociale.

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Riabilitazione cardiovascolare in Molise

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Campobasso. Solo 1 paziente su 3, dopo un infarto o un intervento cardiochirurgico, accede alla riabilitazione cardiovascolare. Eppure, seguire un percorso di questo tipo, diminuisce la mortalità e la probabilità di un nuovo ricovero del 30 per cento. Non solo: la riabilitazione migliora in generale la qualità della vita ed è particolarmente efficace nel risolvere tutta una serie di problemi e di dolori cronici. A fare il punto sulla cardiologia riabilitativa di domani, con analisi, proposte e suggerimenti saranno gli esperti del Gemelli Molise nel sesto appuntamento del percorso Insieme in Salute, martedì 13 aprile 2021 alle 16.30. L’incontro Insieme in Forma – la Fisioterapia del cuore verrà trasmesso in diretta streaming sul sito di Gemelli Molise e sulla pagina Facebook. Tutti potranno partecipare e interagire con i relatori, facendo domande attraverso i commenti social.La riabilitazione cardiovascolare dopo un infarto o un intervento di cardiochirurgia, per esempio un bypass o la sostituzione di una valvola cardiaca, riduce del 30 per cento la mortalità. “Grazie alla riabilitazione cardiologica, finalizzata al recupero clinico, funzionale e psicologico dei pazienti che hanno avuto un evento cardiologico non letale, possiamo ridurre i sintomi legati alla patologia, migliorare la capacità funzionale e ridurre il rischio di nuovi eventi cardiovascolari – dichiara il prof. Massimo Massetti, Direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Gemelli Molise -. È particolarmente indicato, perciò, per tutti quei pazienti colpiti da infarto del miocardio, scompenso cardiaco oppure con disturbi funzionali dopo intervento cardio-chirurgico.” L’obiettivo non è soltanto fare esercizi adattati per mantenere una buona funzionalità cardiovascolare, ma seguire il paziente a 360 gradi dopo l’evento: la riabilitazione è un percorso multidisciplinare attraverso cui valutare a fondo le caratteristiche per impostare la giusta prevenzione secondaria e fornire un supporto psicologico. La cardiologia riabilitativa è di fatto un mezzo anche per seguire il paziente dopo un problema cardiovascolare per ridurre il rischio che si ripresenti. Ad affrontare questi temi insieme al prof. Massetti, saranno Celeste Condorelli, Amministratrice Delegata Gemelli Molise, Alessia Rabini, Specialista in Medicina fisica e riabilitazione, Giovanni Barassi, Fisioterapista – Responsabile del CeFiRR Gemelli Molise, Antonio Colombo, Referente SITRA , Donatella Perrella, Presidente del Comitato Regionale Paralimpico del Molise. Modera l’incontro: Sabrina Varriano, giornalista professionista. Fare attività motoria regolarmente aiuta il cuore a lavorare meglio e di più e a mantenere alto lo stato di benessere dell’organismo. L’esercizio fisico deve essere eseguito in modo corretto altrimenti può determinare patologie dell’apparato muscolo scheletrico oppure del sistema cardiovascolare. Il concetto di attività fisica è molto ampio; comprende, infatti, tutte le forme di movimento realizzate nei vari ambiti di vita. Secondo l’OMS, per “attività fisica” si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”. In questa definizione rientrano non solo le attività sportive ma anche semplici movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici, che fanno parte dell’attività motoria spontanea. Fonte: Ufficio Stampa Adnkronos Comunicazione per Gemelli Molise

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Il 2020 è stato l’anno record per numero di decessi in Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Dal 2000 al 2010, ricorda l’associazione dei romani d’origine molisana, il numero annuo di morti in Molise s’è mantenuto stabile intorno a quota 3.500, nello specifico tra i 3.402 del 2002 e i 3.599 del 2006. Nel decennio dopo le cose sono cambiate: nonostante il calo della popolazione residente, il numero dei morti è salito mediamente di 150 unità, da un minimo di 3.561 toccato sia nel 2013 sia nel 2014 fino a 3.855 del 2017 e 3.884 del 2015. Il 2020, nonostante a febbraio abbia segnato la discesa sotto la quota psicologica dei 300mila residenti (probabilmente a fine anno si è scesi poco sopra 296mila), il numero dei decessi dovrebbe costituire un record, sfondando di poco la soglia delle 4.000 unità. Il Covid ha ovviamente inciso pesantemente, per quanto abbia accentuato un trend già presente, dovuto ad un’età media in costante crescita. Sul coronavirus l’associazione presenterà in modalità online il libro “Covid e dintorni” di Domenico Mamone e Giampiero Castellotti, Unsic editore, di imminente uscita.

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Supporto sanitario alla Regione Molise

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Proseguono le attività del Servizio nazionale della Protezione Civile a supporto delle strutture sanitarie regionali impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.Su richiesta della Regione Molise, il Dipartimento della protezione civile ha attivato nei giorni scorsi la Centrale remota operazioni soccorso sanitario (CROSS), che ha già assicurato il trasferimento di 8 pazienti di terapia intensiva positivi al COVID-19 presso ospedali di Grosseto, Roma, Foggia e Cesena. Il supporto della Cross, che ha coordinato i trasferimenti attraverso ambulanze medicalizzate ed elicotteri del 118 e dell’Aeronautica Militare, è assicurato dalla centrale 118 di Pistoia.La CROSS, in questa seconda attivazione, può contare sulla forte esperienza acquisita durante i mesi di marzo ed aprile scorsi durante i quali sono stati 116 i pazienti trasferiti dagli ospedali della Regione Lombardia in altre regioni italiane e anche in Germania.
La scorsa settimana il Dipartimento ha inoltre raccolto oltre 1400 candidature di professionisti sanitari attraverso la manifestazione d’interesse per una task force sanitaria a supporto della regione Molise.

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Nuovo presidente del Confartigianato Imprese Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Il Consiglio Direttivo di Confartigianato Imprese Molise ha nominato Romolo D’Orazio nuovo Presidente Regionale. D’Orazio, che ricoprirà il ruolo per i prossimi 4 anni, è Presidente e Amministratore Delegato di ModaImpresa, manager con esperienza pluriennale nel settore moda e tessile, già Vicepresidente Vicario Regionale e Presidente di Confartigianato Moda Molise.Una nomina che in questo momento storico assume un forte valore simbolico, dal momento che l’artigianato rappresenta un mondo fatto di eccellenze e competenze locali, un universo denso di saperi e capacità creative, anima più autentica del Molise e di quel tessuto produttivo sul quale è necessario puntare per dare nuovo slancio all’economia regionale e nazionale.Fra le sfide da affrontare c’è quella di accompagnare e stimolare l’evoluzione di aziende nelle quali convivono la tradizione di mestieri antichi verso l’innovazione e l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia. La nuova presidenza di Romolo D’Orazio – fra gli obiettivi principali – prevederà l’apertura di un dialogo diretto e costante con le Istituzioni. Avviare una riflessione strutturata sulle piccole imprese che popolano il tessuto produttivo diventa oggi fondamentale per poter avviare il processo di ripartenza economica tanto auspicato. Il 2020 ha costituito un punto di demarcazione preciso: abbiamo davanti un mondo diverso da quello vissuto fino ad ora, che ha già avuto e avrà un forte impatto sull’economia interna e per questo è fondamentale avere la capacità di agire insieme.

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Covid, da agosto è cambiata la geografia: al Sud contagi più che raddoppiati, in Molise su del 43%

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

La vera novità della pandemia è il ribaltamento geografico: nelle sette regioni del Mezzogiorno, dai 16.491 casi registrati al 31 luglio si è passati ai 38.139 attuali. Cioè in appena due mesi si è finiti dal 6,6 all’11,7% del totale nazionale. Preoccupa anche il Lazio, passato da un’incidenza del 3,5 al 5,4% dei casi sul totale nazionale (da 8.647 a 17.509). La Lombardia, nello stesso periodo, è scesa dal 39 al 33,2%: dai 96.219 contagi al 31 luglio è arrivata ai 108.065 del 4 ottobre, con 11.846 casi in più. Il quadro preoccupante è soprattutto al Sud. Il totale dei casi è addirittura triplicato negli ultimi due mesi rispetto al periodo precedente in Campania (da 4.999 a 14.337) e Sardegna (da 1.404 a 4.229), è più che raddoppiato in Basilicata (da 452 a 920) e Sicilia (da 3.288 a 7.681), è quasi raddoppiato in Calabria (da 1.266 a 2.063) e Puglia (da 4.611 a 8.234). In Molise l’incremento negli ultimi due mesi è stato del 43%. Si è passati da 471 contagiati complessivi al 31 luglio a 675 del 4 ottobre, incremento di 204 unità.Sono i numeri elaborati dall’ufficio comunicazione dell’Unsic, sindacato datoriale ramificato in tutta Italia.“Il Covid ha ripreso la sua corsa, i numeri dei contagiati sono in crescita da nove settimane – spiega Domenico Mamone, presidente del sindacato e autore di un libro sul coronavirus di prossima uscita, scritto con Giampiero Castellotti. “La novità più evidente di questa fase è il rovesciamento geografico: se prima dell’estate quasi la metà dei casi apparteneva alla Lombardia e l’infezione era concentrata nel Settentrione, oggi preoccupa l’evoluzione nel Mezzogiorno, dove, tra l’altro, la condizione ospedaliera non è paragonabile con quella lombarda o veneta. L’attendismo è deleterio: occorre subito mettere in campo proposte, viste le previsioni non allettanti”.

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Il ritornello “aperture in sicurezza” non cancella le preoccupazioni di genitori e docenti anche in Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, Molise compreso, crescono i timori legati alla riapertura delle scuole in presenza. E’ quanto rivela l’Unsic, sindacato datoriale che grazie ai 2.100 Caf e ai 580 patronati distribuiti in tutta la Penisola riporta lo “stato d’animo” di buona parte del Paese reale.Ad aprire un grande dibattito sul tema è stato un editoriale del presidente dell’Unsic, Domenico Mamone, che denuncia innanzitutto un’eccessiva presenza dei giudizi di politici e dei “presunti esperti” che finiscono “per annebbiare le opinioni, ben più interessate e intrise di una visione meno rosea, delle quattro categorie che costituiscono l’ossatura del mondo della scuola: i docenti, gli studenti, i genitori e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario”.Mamone si domanda, provocatoriamente, se “saranno sufficienti i tre milioni di banchi nuovi di zecca, con rotelle o senza (alcuni, sembra, provenienti dalla Cina), o la decina di milioni di mascherine che saranno quotidianamente elargite negli edifici scolastici (chi paga?) a giustificare tanto ottimismo, spinto fino all’euforico ‘rischio zero’ o a quell’usurato ritornello dell’apertura ‘in sicurezza’, come se qualcuno possa auspicare il contrario”.Quindi la domanda centrale: “Vale davvero la pena riaprire fisicamente gli istituti scolastici, specie quelli di secondo grado, se ciò equivarrà a spingere in alto i numeri dei ricoverati o, addirittura, dei decessi quotidiani per coronavirus? Se per i bambini più piccoli – aggiunge il presidente dell’Unsic – la scuola fisica assume anche una funzione di aggregazione e di supporto alla maturazione, nonché di necessità per genitori che lavorano, ben diverso è il discorso per gli adolescenti, il cui mondo è già totalmente segnato dalle nuove tecnologie e da un’autonomia gestionale nell’apprendimento che, per quanto preoccupante, è però un dato di fatto”. Mamone si domanda, quindi, se non sarebbe stato più utile, anziché acquistare milioni di banchetti (“e che fine faranno i milioni di banchi attualmente in servizio? – chiede), indirizzare gli investimenti per colmare quel divario digitale che nel nostro Paese – vedere i dati Eurostat – rappresenta una vera e propria emergenza per le sfide professionali future globali dei nostri ragazzi.Sono giunte a centinaia le adesioni alla posizione del presidente dell’Unsic, anche da parte di alcuni di quegli 800 mila docenti (età media: 51 anni), poco più di quattromila quelli che operano in Molise, che il 14 dovrebbero tornare in aula, benché si prevedano molte defezioni.
Numerosi interlocutori dichiarano che avrebbero preferito un’apertura delle scuole ad ottobre, come avveniva un tempo, che avrebbe permesso anche il prolungamento della stagione estiva, benefico per l’economia. Altri avrebbero preferito investimenti non sui banchi o sulle mascherine, bensì sulle attrezzature informatiche e sulla formazione digitale dei docenti, che colmerebbero le lacune emerse nella didattica a distanza. Altri ancora sono certi che a scuola non sarà possibile garantire la massima sicurezza con centinaia di studenti (otto milioni e 400mila il numero complessivo, circa 37mila in Molise) comunque ammassati in un edificio, un po’ come avvenuto con le discoteche.Ad esprimere preoccupazione sono soprattutto genitori e nonni, da tempo anagraficamente entrati negli “anta”. Ma gli stessi studenti più avveduti temono di poter diventare fonte di contagio per i propri cari. Insomma, secondo buona parte dell’utenza dell’Unsic occorre prendere coscienza che rimaniamo in una fase di emergenza ed ogni richiamo al “ritorno alla normalità” appare solo un palliativo.

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