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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘momenti’

Momenti da ricordare: sono le piccole cose

Posted by fidest press agency su domenica, 9 settembre 2018

In un’epoca in cui ogni momento vissuto permane nella memoria nella misura in cui viene immortalato, postato e condiviso in diretta sui social, esistono però anche tanti ricordi intimi che si sottraggono alla camera dello smartphone. Per sette italiani su 10 (72%) i momenti da ricordare sono legati alle piccole cose, a esperienze emotivamente coinvolgenti o ad avvenimenti inaspettati, e non soltanto ai grandi e lieti eventi della vita, quali il matrimonio, la laurea, il giorno della Prima Comunione o quella della nascita o del battesimo di un figlio.
È quanto emerge da uno studio promosso da Coppa del Nonno in occasione della campagna digital “Momenti da ricordare”. La ricerca è stata condotta su circa 1200 italiani, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 55 anni, con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) e su un panel di 20 esperti tra psichiatri e psicologi, attraverso un monitoraggio dei principali social network, forum, blog e community, per approfondire il ruolo e il significato dei ricordi nella vita quotidiana degli italiani. A quali momenti sono legati i ricordi più significativi degli italiani? Tra i momenti indelebili nella memoria del popolo del Belpaese c’è sicuramente il primo incontro con la persona di cui si è innamorati (57%); la prima vacanza soltanto con gli amici (46%); una grande sfuriata di papà per avergli disobbedito (35%), ma anche l’emozione suscitata da un bel film (32%) o dalla lettura di un romanzo avvincente (18%).
Con quali persone gli italiani hanno condiviso i momenti rimasti indelebili nella propria memoria? Più di sei su 10 (64%) custodiscono nel cuore un’esperienza vissuta con il proprio fidanzato/coniuge o con il proprio figlio (59%); uno su 2 (52%) lega invece i propri ricordi più belli a un momento condiviso con gli amici o con i propri genitori (41%), mentre uno su tre (33%) a un’esperienza vissuta con i propri nonni.
Così nel cassetto dei ricordi legati in particolar modo alla sfera familiare un italiano su 2 ripesca con affetto l’abbraccio scambiato con la propria mamma sull’uscio di casa prima di una partenza per motivi lavorativi (51%) o quella carezza materna capace di mutare in un sorriso il proprio pianto (47%); quattro su 10 (43%) ricordano invece l’abbraccio forte ricevuto dal papà dopo un goal segnato durante una partita di calcio o dopo la vittoria in una gara importante, segno di gioia e condivisione. C’è chi ancora ricorda con commozione le prime sillabe di senso compiuto pronunciate dalla figlia (35%) o i primi passi di suo figlio (32%) e chi custodisce nel cuore il momento in cui correva dal nonno per ricevere una caramella o un cioccolatino (27%) e il profumo del ragù o della pasta al forno preparati dalla nonna per il pranzo domenicale (19%).
Spesso in realtà sono proprio i profumi e i sapori a ridestare nella memoria ricordi lontani. Tale processo in atto viene raccontato da Marcel Proust nel suo capolavoro autobiografico Alla ricerca del tempo perduto, ove i ricordi d’infanzia dell’autore affiorano mentre egli intinge la sua madeleine nel tè. Ma perché è così importante ricordare? “Ricordare ha la potenza di riportarci all’evento o a quel momento così come se stesse accadendo nel presente, portando con sé tutte le sensazioni positive provate a livello corporeo, emotivo e sensoriale – afferma la Dr.ssa Ilaria Merici, psicologa e psicoterapeuta dello Studio Porta Nuova a Milano – La memoria è senza tempo. Ha quindi la capacità di riportarci in uno stato d’animo senza fatica. Per questo ha proprietà curative. Le esperienze che non siamo in grado di ricordare, perché rimosse, hanno in genere un contenuto o neutro, non specifico né contestuale, o traumatico, molto negativo. In qualche modo la memoria ci proibisce di ricordare ciò che in quel momento non siamo in grado di sopportare”. Insomma anche quando è la gallery di Facebook a suggerirla e ridestarla, la bellezza di un ricordo risiede nell’esperienza vissuta con le persone che si amano e non semplicemente in centinaia di scatti fugaci capaci di riempire con estrema facilità la memoria dello smartphone senza però implementare quella del cuore.

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Dalla storia alla memoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Il tentativo pseudo culturale che tenta, oggi, di affermarsi è quello di far transitare la storia nella memoria, al fine di permettere un ulteriore spostamento nello scrigno dell’oblio, magari dopo averne riscritto  e reinterpretato i momenti più significativi. Chi ricorda e commemora più la “presa di Porta Pia”, che pure fu il momento  conclusivo della unificazione d’Italia con Roma capitale ? Siamo rimasti in pochi a ricordare lo “sbarco dei Mille” come una delle più perniciose invasioni che la Sicilia abbia subito nella sua lunga storia, con annessa rapina dell’oro del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, con cui i Savoia finanziarono le infrastrutture del Nord, provocando l’impoverimento dell’isola e l’inizio dell’emigrazione; ce lo dice la storia e ce lo spiegano gli storici, ma la memoria ha appreso ben altro e lo ha riposto nell’oblio degli eventi passati. Ora corre obbligo riscrivere la storia per adeguarla alle esigenze del nuovo satrapo, per offrire i risultati ad una conoscenza approssimativa pronta a memorizzare e disposta a dimenticare. L’oblio, o memoria corta degli italiani, rappresenta il viatico delle menzogne, il supporto del falso, la scorciatoia per mostrarsi ciò che si vuole apparire, nascondendo accuratamente ciò che si è. C’è di mezzo il primato dell’uomo che pretende un’affermazione che non può chiedere alla storia, così l’affida alla memoria.  La competizione è iniziata da tempo; il confronto con Obama è stato presto liquidato in forza dei sondaggi che esaltano il cavaliere con percentuali bulgare  di fanatici consensi, contro un misero 50% del capo della nazione più potente del pianeta, che, pure, sta cercando di rimediare agli errori della precedente amministrazione; una percentuale superiore anche all’indice di gradimento del Grande Fratello !!! Il confronto con Napoleone ebbe momenti di drammatica ammissione: “Solo Napoleone ha fatto più di me !”, ma non tutto è perduto, se ne occuperanno i nuovi scrittori della memoria con gli  interventi dei novelli biografi  Quagliarello, Letta, Buonaiuti, Capezzone, Bondi (in versi liberi), Gasparri, La Russa e i resoconti di Emilio Fede imitato da Bruno Vespa… o  viceversa. Rimane in piedi la tenzone con Mussolini con il bisogno di rivalutare l’uomo per assimilarlo al nuovo cavaliere. Ci pensò Dell’Utri attribuendo al duce il medesimo buonismo che ha fatto lacrimare il cavaliere a L’Aquila.  Secondo Dell’Utri Mussolini avrebbe fatto la guerra e l’avrebbe persa per colpa degli altri, tale e quale come il cavaliere, che arraffa le immagini dell’apparenza e scarica sugli altri i poderosi vuoti di credibilità che lo identificano per quello che è.  Aderente il parallelo tra questo cavaliere ed il precedente per quanto riguarda la mandrillesca attività sessuale; di Benito si vantava la sua capacità di “sfiancare un cavallo al giorno e una donna a notte”, solo che il cavaliere Mussolini non ambiva distribuire cariche istituzionali agli uni e alle altre.Ma Mussolini ebbe un’amante, devota e fedele fino alla morte.  Come per l’oblio di Porta Pia, anche per le festività che segnano le pietre miliari della storia moderna d’Italia è in atto il processo di revisionismo, per sostituire le pietre miliari con i rigurgiti dell’opportunismo. E’ così  che la ricorrenza della Liberazione la si vuol fare diventare “Festa della Libertà” e la “Festa del Lavoro (o dei Lavoratori)”, Festa della speranza.  Non deve restare nulla che possa segnare le tappe storiche; ogni evento dovrà avere un parallelismo alternativo, come l’assimilazione dei repubblichini ( definiti da Dell’Utri “partigiani di destra”)  ai partigiani, nel nome di una unità che pretende trasformare l’intero popolo italiano in un gregge di pecore che ha trovato il suo pastore, ben dotato di addestratissimi cani, che eseguono gli ordini, mentre il popolo dovrebbe belare al seguito del vincitore della storia, novello Zaratustra. (Rosario Amico Roxas)

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Sulle tracce di Luca Giordano: Collettiva

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

San Giorgio a Cremano (NA) fino al 9/10/2010 via Cavalli di Bronzo, 20 Villa Bruno. Sarà inaugurata sabato 25 settembre alle ore 9.00, al piano nobile di Villa Bruno in San Giorgio a Cremano (Via Cavalli di Bronzo, 20), la rassegna culturale “Sulle tracce di Luca Giordano”, promossa dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale di San Giorgio a Cremano per rievocare la presenza in città di Luca Giordano, protagonista della pittura barocca in Italia e in Europa. L’artista possedeva una masseria, una taverna ed una cappella rustica nella cittadina vesuviana, dove non solo trascorse lieti momenti, ma stabili’ intense e feconde relazioni d’affari.
Gli artisti sono: Todd Williamson; Igor Verrilli; Ttozoi; Artan Shabani; Roberto Sanchez; Roberto Ripamonti; Liu Ren; Jole Raimo; Ruth Pastine; Fujio Nishida; Laura Niola; Yasunary Nakagomi; Andy Moses; Alfred ‘Milot’ Mirashi; Giovanni Mangiacapra; H.H. Lim; Vassilis Patmios Karouk; Horacio Garcia Rossi; Prisco De Vivo; Patrizio De Biase; Joe Davidson; Alfonso Coppola; Francesco Capasso; Carmine Boccia; Maria Anna Barretta; Carmelo Arden Quin.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dal 25 settembre (Giornata Europea del Patrimonio) fino al 9 ottobre (Giornata del Contemporaneo) alle ore 9,00-13,00 e 16,00-20,00. (1285)

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Il discorso polemico

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

Autore: vari Collana: Quaderni del Circolo Filologico Linguistico Padovano (21) formato cm 17 x 24; 440 pp.; ISBN 88-6058-033-1; € 40,00 Il volume accoglie i saggi di trentacinque studiosi (Peron, Cattani, Montecalvo, Bachmann, Orazi, Zambon, Lecco, Mazzadi, Buschinger, Di Nono, Andreose, Cappuccio, Mancini, Catelli, Anselmi, Zinato, De Nicolao, Capelli, Lindon, Zanon, Bonanni, Krömer, Bricchi, Argelli, Rispoli, Zogovic´, Milinkovic´, Cenini, Conti Nibali, Morbiato, Stevanoni, Campi, Meter, Todesco, Cambiaghi) che, puntando su problemi generali o su singoli autori e opere di diverso spessore, tracciano un quadro denso e articolato della polemicità, soprattutto letteraria, dall’antichità ad oggi. Dopo due saggi introduttivi sono analizzati momenti di specifica importanza, come la critica anticiceroniana di Dione Cassio, temi e figure della letterature medievali: latina (dibattito sull’eredità tra Lazzaro e Maria), provenzale (Guilhem Figueira), francese (Fauvel, Roman de la rose), spagnola (debates duecenteschi) e tedesca (Goffredo di Strasburgo, Frauenlob e Marner). Sono presi in esame testi e autori della letteratura italiana dal Quattro al Novecento (L. Venier, Machiavelli, Galileo, Alfieri, Manzoni, Leopardi, Giusti, Fogazzaro, Palazzeschi), delle letterature francese (da Balzac a Céline, alla poesia magrebina), inglese (Swift, Byatt), tedesca (Goethe, Hegel, Heine, Grass, ecc.), serbo-croata (Niegos, Ljubisa) e neogreca (Kavafis). L’attenzione è inoltre focalizzata su alcuni dei grandi dibattiti medievali e tardo-medievali (quello del chierico e del cavaliere, la querelle sul Roman de la rose), sulle diatribe trecentesche, musicali (Ars Nova) e letterarie, su quelle relative alla poesia dei trovatori nel Seicento (Galaup de Chasteuil e P. J. Haitze), sulle discussioni attorno alì Romanticismo, su quelle della Spagna fin de siécle, sull’utilizzazione polemica di figure dell’antichità (Tersite) e dei proverbi o sulle polemiche per un “monumento mancato” a Leopardi. (Esedra editrice, via Palestro 8, Padova, : http://www.esedraeditrice.com)

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L’estensione del peccato

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

Lettera al direttore. Pietro Citati su La Repubblica del 10 luglio, scrive: “Secondo Benedetto XVI, alla fine del ventesimo secolo, il regno del peccato si è esteso. Quasi nessuno prega, varca le porte delle cattedrali, pensa a Dio e a Cristo, rispetta le leggi della Chiesa sulla vita e la morte. La società è profondamente  irreligiosa e anticristiana”. Qualche considerazione che lo scrittore non fa nel suo articolo. Se per pregare s’intende recitare preghiere nelle chiese, forse è vero che gli oranti siano pochi, ma se per preghiera s’intende rivolgere il pensiero a Dio qualora vediamo qualcuno soffrire, o quando noi stessi siamo nella sofferenza o semplicemente in difficoltà, ma anche nei momenti di gioia, allora non si può affermare che “quasi nessuno prega”. Poi: l’estensione del regno del peccato non si misura in base al numero delle persone che entrano nelle cattedrali, ma in base al loro comportamento verso il prossimo; non si misura in base al rispetto verso le leggi della Chiesa, ma in base al rispetto dei valori espressi dal Vangelo. Le leggi della Chiesa, infatti, non sempre s’identificano con la legge del Signore. Ma io credo che l’inquietudine e l’angoscia di Benedetto XVI siano da attribuire a ben altro. (Miriam Della Croce)

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Torino a cielo alto

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

Torino 30 giugno 2010, alle ore 18,15 presso la Sala Principe Eugenio della Sede di “Immagine per il Piemonte” in via Legnano 2/b. L’Associazione Immagine per il Piemonte propone l’Aperitivo culturale sul tema:Torino a cielo alto. Il fascino di una città allo specchio nel nuovo libro di Pier Massimo Prosio  Intervengono: Vittorio G. CARDINALI, presidente dell’Associazione Immagine per il Piemonte; Roberto COALOA, storico e giornalista “Il Sole 24 Ore” Domenicale; e Giovanni RAMELLA, critico letterario e saggista. Sarà presente lo scrittore Pier Massimo PROSIO, autore del libro: Torino a cielo alto. Una città in sette tempi. Eventi personaggi e figure della letteratura dell’800, ediz. Centro Studi Piemontesi, 2009. Sette momenti della storia di Torino, sette anni memorabili tra il 1804 e il 1911 visti nelle loro valenze culturali e letterarie. Una serie di istantanee sulla vita culturale della città lungo quell’affascinante fatale e mutevole secolo che fu l’Ottocento per Torino. Tra scrittori e pittori e musicisti, tra libri quadri e sinfonie, esposizioni universali e opere teatrali, personaggi politici ed eventi storici, una città che trasforma il suo aspetto e i suoi destini dalla Torino Napoleonica alla capitale del Regno.
ITALIA 150 – L’iniziativa è inserita sul percorso di avvicinamento alle celebrazioni 2011 del 150° dell’Unità d’Italia e nel bicentenario della nascita di Camillo Benso conte di Cavour (1810-1861).

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Premi della Critica teatrale 2010

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Mag 2010

Barletta 5 giugno 2010 al  “Teatro Curci” verranno assegnati gli annuali Premi promossi dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro che intendono porre all’attenzione del mondo del teatro gli eventi più significativi che nel corso della presente stagione hanno caratterizzato la vita teatrale nel nostro Paese. Nessun obbligo di riferimento a “generi” o “categorie” professionali specifiche, ma l’indicazione di quei momenti, di quelle persone che con la loro arte, passione e lavoro hanno sviluppato la ricerca di nuove forme teatrali, sia sul piano strettamente artistico sia su quello degli studi scientifici e dell’organizzazione. I Premi sono il risultato di una originale indagine conoscitiva che ha interessato, attraverso i Soci dell’ANCT,  l’intera area geografica del teatro italiano, e che ha individuato in Puglia, il cui sistema teatrale si è affermato a livello nazionale come il più interessante e innovativo di questi ultimi anni, e in uno dei suoi teatri più belli e più vicino alla contemporaneità, il “Curci “ di Barletta, il luogo ideale per  la Cerimonia di consegna dei premi. Vincitori di questa edizione 2010 sono risultati Adriana Asti, magnifica interprete del recente Giorni felici di S. Beckett per la regia di Bob Wilson, Fabrizio Gifuni, per lo straordinario lavoro interpretativo e culturale del suo L’ingegnere Gadda va alla guerra, Antonio Albanese per la strepitosa galleria di tipi umani e disumani del suo Personaggi, Filippo Luna che sa muoversi con sensibilità e intelligenza fra differenti modalità di spettacoli, e che nel monologo Le mille bolle blu raggiunge una perfetta sintesi scenico-attorale di emozione e disincanto, Valerio Binasco, lucido regista, nonché interprete, dell’originale messa in scena di Sonno dell’autore norvegese Jon Fosse, lo spettacolo Col sole in fronte di Maurizio Camilli del Balletto Civile, l’Accademia degli Artefatti, con l’interessante progetto di ricerca di Fabrizio Arcuri, la coraggiosa stagione teatrale promossa da “Questa Nave” di Venezia, il Festival  “Castel dei Mondi”,  un importante avamposto della scena internazionale ,  Arianna Scommegna per la sua ricerca d’attrice sempre a confronto con difficili figure di donne, come la sua ultima Cleopatràs, Manrico Gammarota, solido interprete dalle sicure sfumature espressive, Corrado d’Elia infaticabile organizzatore di eventi teatrali, nonché attore e regista di spettacoli dalla particolare cifra stilistica, le edizioni Ubulibri di Franco Quadri per l’irrinunciabile contributo dato in questi anni alla cultura del teatro, lo spettacolo Otello di Arturo Cirillo per l’originalità della messa in scena, l’interpretazione di Jago fatta dallo stesso Cirillo e la bellissima traduzione di Patrizia Cavalli, Lluis Pasqual, fra i più prestigiosi registi europei che operano in Italia, Carmelo Grassi, Presidente del teatro pubblico pugliese. Un Premio Speciale è stato assegnato al Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro alla Scala di Milano, Sthéphane Lissner per il coraggio nelle scelte di programmazione e regia della stagione d’Opera 2010. Il prestigioso “Premio Poesio” è stato assegnato a Giuliana Lojodice. Per i “Premi delle Riviste” di Teatro sono risultati vincitori Enzo Vetrano e Stefano Randisi, per la rivista “Hystrio”; il regista Giampiero Borgia, per “Sipario”, e il burattinaio Mariano Dolci, per “Teatri delle diversità”.

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Santiago Morilla Nidi 02

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Mag 2010

Roma 25 maggio-15 giugno Accademia di Spagna a Roma, Piazza di San Pietro in Montorio, 3, proiezione video su Roma (visibile da via dei Pettinari, via dell’Arco del Monte e Vicolo del Cedro) ore 21-24,  a cura di Federica Forti  L’intero progetto, a cura di Federica Forti, è nato per indagare, attraverso l’arte figurativa, il rapporto tra uomo ed architettura: “gli edifici vengono sacralizzati o al contrario dissacrati, riconvertiti e riutilizzati, alcuni sono stati demoliti ed altri sono diventate icone del passato. Roma in quanto museo a cielo aperto è testimonianza eclatante di questo fenomeno, ma perché costruiamo?” (Federica Forti). Da queste considerazioni è nata la mostra Nidi che, in tre appuntamenti intervallati e scanditi nell’arco di sei mesi, si snoda in tre differenti momenti (marzo – maggio – settembre) e in tre luoghi di Roma (Fondazione Pastificio Cerere, Accademia di Spagna a Roma e galleria CO2 contemporary art), dove si potranno seguire i diversi interventi dell’artista che appartengono ad un unico filo concettuale e coronano il suo soggiorno di ricerca a Roma. In occasione della terza mostra uscirà un catalogo con testo critico del curatore ed opere grafiche dell’artista. Presso la Fondazione Pastificio Cerere l’artista ha realizzato un dipinto murale progettato site specific: partito dallo studio delle superfetazioni storico-architettoniche di Roma, l’artista è arrivato alla lettura antropologica del nido inteso come legame fisico ed affettivo in relazione alle peculiarità del luogo. Il lavoro presso l’Accademia di Spagna a Roma, dove Santiago Morilla è borsista, parte invece dalla storia dell’edificio, antico monastero francescano come ricordato dagli affreschi del chiostro con scene della vita di San Francesco d’Assisi, per connettere il suo studio e l’Accademia alla città di Roma attraverso interventi video a metà tra l’intimità privata e la fruizione pubblica. L’opera prevede una doppia lettura: diurna presso l’Accademia di Spagna dove il 25, 27, 28, 29 maggio sarà possibile accedere allo studio dell’artista, il suo “nido” temporaneo, e notturna da via dei Pettinari, via dell’Arco del Monte e Vicolo del Cedro, da cui si potranno guardare i video proiettati sulle finestre dello studio. L’intervento di Santiago Morilla presso l’Accademia di Spagna a Roma è concepito infatti come un viaggio nella soggettiva dell’artista attraverso le finestre del suo studio che dal Gianicolo permettono una visione privilegiata sulla città ma anche come collegamento simbolico tra Roma e le Accademie internazionali che ospita.

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Roma: intitolazione strada a Pertini

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Roma. «Esprimo grande soddisfazione per la decisione, espressa dall’Aula Giulio Cesare, di intitolare una strada a Sandro Pertini, uno dei presidenti della Repubblica più amati». Lo afferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma.«Il consenso trasversale a questa proposta mi rallegra ulteriormente perché testimonia di come, di fronte ad alcune figure istituzionali non vi siano remore o distinzioni di sorta. Pertini è stato un grande Presidente, che ha saputo, in un periodo di profonda difficoltà per il nostro Paese lacerato e travagliato dal terrorismo, mantenere ben salda la rotta del nostro Paese. La sua immagine più famosa, quella della vittoria ai Mondiali di Spagna dell’82, si affianca a quella della sua presenza durante la tragedia di Alfredino Rampi a Vermicino: sempre presente nei momenti importanti del Paese, Pertini ha saputo restituire smalto e importanza al Quirinale. Non da ultimo, all’elogio di Pertini che si batté in gioventù per la libertà dell’Italia, va aggiunto il suo coraggio, in un periodo difficilissimo, che lo ha portato a rendere omaggio a Paolo Di Nella in ospedale e alla salma di Giorgio Almirante. Due gesti che hanno contribuito a creare un clima diverso in Italia».

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Expo: Maria Rosaria Marchi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2009

Napoli fino al 4/1/2010 vico Vetriera, 16 PicaGallery, sala Caroli La fiaba nella pittura Dipingere e’ libertà assoluta, gioco, volo dalle cose comuni, rifugio insieme con la musica dove ritemprare le forze, confessare ansie paure e malinconie. Dipingere è distanziarsi ed in virtù di ciò è un riappropriarsi e rinnovare giorno per giorno il desiderio di vivere la bellezza l’allegria il colore del mondo, le storie che hai inventato ed inventerai, meravigliarsi delle cose che esistono e non esistono.  Dipingere e suonare sono l’infanzia eterna: fantastiche immagini senza parole fuori del tempo, momenti di magia che si cristallizzano in una luce immota, lande remote e montagne incantate sotto infiniti silenzi lunari, enormi quinte di scene marine che affidano alle onde segni di ricordi e di forti passioni, città lontane emergenti dall’acqua illuminate da misteriosi pianeti, alberi danzanti quasi stregoni della notte lungo sentieri che sono invito ad andare , fiumi di sete di colori crepitanti e stoffe gemmate che si attorci- gliano in mille forme sotto cupole avvolgenti di palazzi damascati, improbabili miscugli di architetture e vestigia di popoli antichi , pale d’altare bizantine cucite tra linee rinascimentali e passioni messicane , eccitata visione di luci trapassanti alla propria estinzione nel profondo buio della notte. Un mondo perfetto pronto ad accogliere i vecchi eroi delle fiabe; ma si dovrà aspettare in eterno? (fiaba)

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“I giovani raccolgano il testimone”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

<<La festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rappresenta un momento importante per ogni cittadino , ed è compito di ognuno, tramandare quegli alti valori che rappresentano il filo conduttore del popolo italiano nei diversi momenti storici>>. Ad affermarlo è Carmelo Lentino, segretario nazionale di Giovani Insieme e componente del Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani, in occasione dell’anniversario della festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che si celebra oggi. <<La storia non può essere dimenticata – continua Lentino – ed assieme agli eventi che hanno costruito il nostro Paese, non possiamo dimenticare i valori che hanno costruito l’identità nella quale ognuno di noi oggi si riconosce. Ritengo che le nuove generazioni debbano raccogliere questo testimone, affinché tutto questo non cada in una semplice ricorrenza di poco valore>>. <<Oggi – conclude il segretario di Giovani Insieme – festeggiamo l’Unità d’Italia e le nostre Forze Armate e non possiamo non richiamare da un lato l’identità europea, con la sua ricchezza e opportunità, e dall’altra il lavoro e la solidarietà delle nostre Forze Armate impegnate in ogni momento in territori pericolosi. Oggi l’Italia si riconosce in tutto questo>>.

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L’ignoto che ci circonda

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2009

(Edizioni fidest: racconti brevi di Riccardo Alfonso) In noi, in quella stanza, si stava maturando una condivisione totale dei nostri rispettivi punti di vista sugli avvenimenti passati e recenti che avevano costellato e continuavano a farlo la vita dell’uomo. Provenivo, e di ciò ero consapevole, da un livello d’istruzione che in taluni casi aveva fatto deviare, i miei attuali convincimenti, per una diversa interpretazione o descrizione degli accadimenti umani.  Si trattava, evidentemente, di un’opportunità in più che mi era offerta. Ero orbo ed ora ci vedo bene e con entrambi gli occhi. Il mio interlocutore, in questo frangente, simboleggiava le ansie e i tormenti di tutta un’umanità vissuta in un moltiplicarsi di decine, centinaia, migliaia di generazioni. Era un tormento interiore, che veniva da molto lontano per andare ancora più distante. Egli stava soffrendo, nel rappresentare i due momenti più carat-terizzanti il travaglio dell’uomo a partire dal suo passato e per un futuro che sembrava sul punto di schiacciarlo. Nel frattempo egli vedeva crescere, sull’albero della vita, i frutti maturi ma avvelenati dall’aria e dalle scorie inquinanti che penetravano il terreno e raggiungevano le radici. Da quei frutti, diventati cibo per i nostri appetiti, il veleno si espandeva dentro di noi e ci rendeva più esposti alle logiche del male e della perversione.  Per chi veniva, come lui, da un mondo senza tempo, tutto appariva innaturale, assurdo in specie se continuava ad imbattersi nelle spesso raffinate meschinerie dell’essere umano e dei suoi falsi modelli di vita. Costui li aveva creati al solo scopo di conquistarsi un paradiso terrestre, fatuo per quanto era, ma per lui sommamente appagante.  E’ questo quanto egli vedeva prima che si mettes-se in moto un meccanismo che potremmo chiamare di “autotutela”. Per la stessa ragione era portato a schiudermi la visione, da qui a 30/40 anni più in là, di un’umanità senza sbocchi condannata all’estinzione e prima ancora al tormento e alle angustie.  E’ un periodo nel quale dobbiamo mettere in conto grandi sovvenimenti, con esplosioni d’odio razziale e generazionale e d’integralismo religioso, d’inaudita violenza. Il tutto diventa come una micidiale bomba che esercita la sua potenza distruttrice più dentro che fuori di noi. Il male che arrechiamo a noi stessi è nel non amare il nostro prossimo, poiché non ci amiamo.  Propendiamo verso una brutalità finalizzata al dominio, alla ricchezza e al disprezzo per gli altri meno dotati o, se vogliamo, più sfortunati. Intanto le generazioni passano ed altre succedono a loro fin dal tempo del nostro primo progenitore. Di coloro che costruiscono edifici non esistono più le magioni. Cosa ne abbiamo fatto? Le parole dei sapienti, che gli uomini spesso ripetono, ci affermano che le loro mura sono crollate, le abitazioni non esistono, come se non fossero mai esistite. Nessuno ritorna da laggiù, sì da poterci raccontare dove si trovano, sì da acquietare i nostri cuori fintanto che anche noi andiamo là dove essi sono andati. Se da tutto ciò non ci governasse la speranza “cristiana” di un futuro che saprà sconfiggere, nell’ira del giudizio, le forze che collassano, finiremmo con il ritrovarci disperati e cinici. Dovremmo, altresì, negare il valore essenziale dell’individuo e la sua stessa ragione di vita. Ma dentro agli schemi di una religiosità, in qualche modo definibile, come una ricerca del nostro divenire tra l’essere e il nulla noi cerchiamo, in realtà, di darci un ordinamento morale da adottare per il proprio stato presente ed in rapporto alle rispettive necessità d’adattamento. Solo in virtù di questo processo l’uomo potrà capire il valore e la portata del suo modo di vivere, del suo progredire. (terza parte)

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13° Campionato mondiale di nuoto

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2009

Roma dal 17 luglio al 2 agosto 2009, presso il Foro Italico Nikon annuncia la prosecuzione, per il terzo anno consecutivo, della partnership ufficiale con la Fédération Internationale de Natation (FINA) per il 13° Campionato mondiale di nuoto.  Durante questa XIII edizione si sfideranno oltre 2.500 atleti di fama internazionale, provenienti da 190 paesi diversi, in 65 gare suddivise in 5 differenti discipline: nuoto, nuoto in acque libere, tuffi, pallanuoto e nuoto sincronizzato.   Durante gli eventi sportivi si possono realizzare foto sensazionali di momenti unici e Nikon spera che in questa occasione sia i professionisti che i semplici amanti della fotografia diano libero sfogo alla propria creatività, realizzando immagini emozionanti ed indimenticabili. Nikon ha dichiarato che “un evento sportivo internazionale di questa natura non è solo entusiasmante in sé, ma offre anche l’opportunità di realizzare fotografie davvero coinvolgenti. E’ l’occasione ideale per fotografare atleti che sfidano continuamente i propri limiti e, nel frattempo, per avvicinarsi ad un nuovo e vasto pubblico, quello composto dagli appassionati di sport acquatici. Il “FINA World Championship” è infatti una splendida opportunità per mostrare le prestazioni delle nostre apparecchiature più sofisticate e per dimostrare quali soddisfazioni può dare e quanto può essere entusiasmante l’arte della fotografia”. Come Partner ufficiale FINA, Nikon, attraverso il Nikon Professional Service, fornirà a tutti i fotografi professionisti accreditati all’evento il supporto e i servizi di riparazione. Mr. Francois-Xavier Marit, Caporedattore tecnico di AFP Photo, ha dichiarato: “AFP è grata a Nikon per il supporto messo a disposizione dei fotografi durante un tale evento. Siamo inoltre entusiasti all’idea di utilizzare l’alloggiamento subacqueo per Nikon D3 a controllo wireless, per effettuare scatti in remoto dal fondo della piscina e trasmettere in tutto il mondo immagini ad alta risoluzione, nel giro di pochi secondi”.   Al’interno del foro italico, nella zona denominata “market district”, sarà inoltre allestito un corner, in cui i visitatori potranno visionare e provare la vasta gamma di prodotti Nikon, tra cui l’ammiraglia D3, ben conosciuta tra i fotografi professionisti per le sue alte prestazioni e le sue funzionalità avanzate (tra cui la sensibilità ISO estendibile fino a 6400, l’autofocus con 51 punti di messa a fuoco, il sistema di riconoscimento scena e la ripresa in sequenza a 9 fps – area immagine in formato FX).  Questo importante evento permette di festeggiare al meglio il cinquantesimo anniversario dell’innesto a baionetta Nikon F-mount che, da 50 anni, offre a generazioni di fotografi una compatibilità assoluta tra corpo camera ed obiettivi e, dunque, la possibilità di operare “in prima linea”, con una vasta gamma di apparecchiature Nikon, in tutti i momenti più importanti ed emozionanti della storia.  http://www.roma09.it

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Ricerca scientifica pugliese

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

pesceuova embrionateSta toccando importanti traguardi a livello internazionale. E’ ripreso in questi giorni a Torre Canne (BR) l’allevamento larvale di tonno rosso che lo scorso anno regalò alla regione un risultato da Guiness: 63 giorni di sopravvivenza per Nemo, il primo esemplare di tonno rosso nato in cattività. Bari Economica 3/2009 si occupa anche dei Confidi e delle questioni del credito in questo difficile momento dell’economia,  della rivalsa dei territori e del product placement, la forma di pubblicità indiretta nel cinema e negli audiovisivi, che può rivelarsi strumento assai utile anche per le aziende pugliesi,  La Puglia della ricerca rilancia la sfida internazionale per la riproduzione in cattività del tonno rosso. Lo scorso anno fece il giro del mondo la notizia delle larve nate in Puglia. “Forniremo un  alimento più energetico, più ricco di Omega 3 e Omega 6,  e ci auguriamo di avere risultati migliori”, spiega a Bari Economica Massimo  Caggiano, responsabile tecnico della Panittica Pugliese. “Lo scorso anno – continua – il risultato fu sorprendente perché il tonno rosso  non si era mai riprodotto prima in cattività. Come tanti altri animali non regge lo stress procurato dalla cattura e le condizioni di vita differenti rispetto a quelle naturali arrestano il ciclo riproduttivo delle femmine. Ma in Puglia con Nemo è successo e succederà di nuovo.”.  Ha così un seguito il progetto “Allotuna” dell’Università di Bari – finanziato nel 2008 dalla Regione Puglia, assessorato allo Sviluppo economico con 1.290.000 euro –  grazie al quale la ricerca pugliese si è imposta all’attenzione mondiale.  La rivista camerale nello “Zoom Cinema”, traendo spunto da un recente provvedimento assunto dalla Camera di Commercio di Bari per formare figure professionali specifiche nella filiera multimediale, pubblica un ampio articolo sul product placement. Questa forma di pubblicità indiretta, nata per il grande schermo ed estesa a tutto il mondo degli audiovisivi, genera investimenti da 14 miliardi di dollari e cresce del 18,4 % l’anno.  Per le PMi può rivelarsi uno strumento molto utile.  Il Fotoracconto di questo numero, con le splendide immagini di Cosmo Laera, dal titolo “Grano Duro”, pianta di civiltà, presenta   i volti e racconta le storie di alcuni protagonisti della mietitura. E sempre alla mietitura è dedicata anche la copertina della rivista, un’opera degli anni 20 di Hero Paradiso, artista di Santeramo in Colle, che fa parte della collezione d’arte della camera di Commercio di Bari. (pesce. Uova embrionate)

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