Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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E’ un momento drammatico per la Chiesa cattolica

Posted by fidest press agency su domenica, 24 febbraio 2019

Film libri e giornali l’accusano, vecchie storie e nuove denunce si affollano, mentre essa stessa, con la recente riunione dei presidenti delle Conferenze episcopali a Roma insieme col papa fa una scelta di campo definitiva contro gli abusi sessuali, di coscienza e di potere del suo stesso clero, pur tra le proteste di qualche porporato riottoso.
Ma dietro questa facciata c’è un’altra partita anche più seria che si sta giocando: è la partita di quanti mirano a uno scisma nella Chiesa, gli uni per distruggerla, gli altri per distaccarla dalla guida di papa Francesco.
Tra i primi ci sono gli officianti del pensiero unico, che ritengono ormai incompatibile la persistenza della predicazione evangelica con la volata finale di un mondo senza pensiero forgiato e governato dal denaro nella sua ultima forma globale di liberismo selvaggio. A questo fronte senza saperlo dà un notevole apporto la campagna della destra teologica che in nome della tradizione si oppone al rinnovamento dell’annuncio evangelico “in quella forma” – come chiedeva papa Giovanni – “che i nostri tempi esigono”; la lettera del cardinale Müller contro il magistero di papa Francesco ne è l’ultimo esempio.
Tra i secondi c’è un’area progressista e riformista che critica papa Francesco “da sinistra”, accusando di immobilismo la sua Chiesa perché sono finora mancate riforme istituzionali, come la riforma della Curia, un’avanzata collegialità, una vera “democratizzazione”; ne è l’ultimo esempio il saggio di un professore di Bergamo, Marco Marzano su “Francesco e la rivoluzione mancata”, rilanciato dal “Fatto quotidiano” e anche da qualche sito cattolico. Esso invita “i progressisti a tentare la via della mobilitazione diretta” per denunciare la paralisi “imposta a un miliardo di fedeli cattolici da un’élite di anziani maschi celibi” e “a minacciare, se persisterà l’assoluto immobilismo, l’abbandono della barca e l’approdo ad altri territori ecclesiali più sensibili e interessati ad un rapporto meno ostile con la modernità e i suoi valori”, ossia “il metodo di Lutero”. È superfluo sottolineare qui la catastroficità di tale posizione apparentemente “innovatrice”. Vogliamo solo dire quanto sia sbagliata e conservatrice l’analisi di chi concepisce il rinnovamento della Chiesa solo come un cambio di carattere istituzionale e non come una rigenerazione del suo annuncio e della sua più profonda identità, lo stesso errore dei tradizionalisti che hanno sempre ridotto la Chiesa alla sua dimensione giuridicistica e fattuale.
Al contrario la Chiesa è rinnovata dalla Parola. L’istituzione ne è determinata. E non si può negare che la grande rivoluzione portata da papa Francesco sia stata quella della Parola, fino a una nuova rivelazione di Dio, delle religioni e della Chiesa.
Del resto questo non succede solo nella Chiesa. Ci sono discorsi, magari non subito seguiti dai fatti, che hanno cambiato il corso della storia.
Si pensi al discorso di Gesù nella sinagoga di Nazaret, che introdusse una nuova ermeneutica selettiva dell’Antico Testamento, separò la misericordia di Dio dalla sua vendetta e introdusse una lettura non sionista, non nazionalista cioè, delle Scritture ebraiche.
Si pensi al discorso di Paolo all’Areopago di Atene, che consegnò “il Dio ignoto” alle religioni e alle culture di tutti i popoli, senza rivendicarne l’esclusiva a una sola tradizione.
Si pensi al discorso di Gregorio Magno ai fedeli di Roma, straziati dai Longobardi di Agilulfo: “perito il popolo, scomparsi i potenti, assente il Senato, la città vuota ed in fiamme”, eppure il papa guarda al mondo nuovo che comincia, all’ascesa dei popoli nuovi, e fonda l’Europa.
E per venire a tempi più recenti, si pensi al discorso di Luigi Sturzo del 1905 a Caltagirone, che mutò l’identità dei cattolici italiani facendone non più sudditi del papa e araldi delle sue rivendicazioni temporali nella questione romana, ma cittadini dello Stato, fautori della democrazia, promotori della proporzionale e autonomi nelle loro scelte politiche, premessa necessaria del ruolo che essi avrebbero giocato dopo il fascismo.
Si pensi al discorso di Giovanni XXIII per l’inaugurazione del Concilio, nel quale attestò la Chiesa sulla frontiera della misericordia (“la medicina della misericordia invece delle armi del rigore”), l’attrezzò per l’”aggiornamento” dello stesso annuncio evangelico e sognò il sogno di una “Chiesa di tutti e soprattutto Chiesa dei poveri”.
Si pensi al discorso di Togliatti del 1963 a Bergamo sul “destino dell’uomo”, in cui il leader comunista riposizionava il suo partito, e l’idea stessa del comunismo, non più solo sul terreno delle lotte economiche e sociali, ma su quello di una nuova antropologia universalistica, per la quale la stessa coscienza religiosa, posta di fronte ai drammatici problemi del mondo contemporaneo, era chiamata in causa e poteva essere di stimolo al cambiamento della società.
Di papa Francesco non si può ancora dire quale sarà il discorso che farà storia, dopo il quale la Chiesa, tutt’altro che immobile, non sarà mai più quella di prima. Si potrebbe dire l’ “Evangelii gaudium” in cui questa nuova Chiesa è disegnata, la “Laudato sì” che coinvolge tutti gli abitanti del pianeta nella salvezza della Terra, i discorsi sulla misericordia che piantano il “Dio inedito” nel cuore di tutti gli uomini, oltre ogni diversità di religione, i discorsi ai movimenti popolari che esortano alla lotta, e non solo alla rivendicazione di un altro modo possibile, il discorso all’Europa per l’uscita dal regime di cristianità, i discorsi agli Stati per una rivoluzione degli ordinamenti che escludono e dell’economia che uccide, o il discorso con cui ha rovesciato fin nel catechismo una secolare dottrina che ammetteva la pena di morte. Più probabilmente, al di là di un singolo discorso, sarà il magistero globale di papa Francesco che avendo finalmente pensato la riforma della Chiesa a partire dalla riforma del papato (Santa Marta!) ha di fatto già realizzato quello che i suoi critici malevoli rifiutano, e che i suoi critici benevoli reclamano. Lo scisma è ormai fuori tempo.
È chiaro che questo non può bastare; il governo non è solo profezia, è anche istituzione, e un papa “governa” la Chiesa. Ma ogni cosa ha i suoi tempi, e in tempi selvatici come questi non si possono fare corti circuiti e false partenze. Ma di certo, se la Chiesa rimarrà fedele, “l’istituzione seguirà”; forse non oggi le riforme che tutti noi abbiamo nel cuore, ma certamente domani. (fonte: http://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it)

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Congratulazioni al presidente Monti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

Mario Monti, President of Università Bocconi a...

Image by FriendsofEurope via Flickr

La Federazione CONASFA, che unisce i farmacisti non titolari, formula al senatore Mario Monti le congratulazioni per la designazione a Presidente del Consiglio ed augura un proficuo lavoro nell’interesse del Paese in questo grave momento.
CONASFA auspica che il nuovo Governo, che speriamo nasca in tempi brevi, manifesti verso i Farmacisti l’attenzione che merita una Professione che si impegna ogni giorno per la tutela della salute dei cittadini e che non può essere considerata solo un costo. Auspichiamo che le farmacie divengano sempre più dei presidi del SSN, attraverso i quali
incrementare l’assistenza erogata alla popolazione.A questo proposito ci permettiamo di presentare all’attenzione del Presidente appena designato la nostra proposta di riordino del servizio farmaceutico, che prevedendo l’aumento del 30% del numero delle farmacie, permetterebbe di fornire il servizio nelle aree che oggi ne sono prive, e garantirebbe l’attribuzione delle concessioni non a chi appartiene a una famiglia di Titolari di farmacia come avviene ora, ma ai professionisti più preparati e meritevoli a garanzia di un servizio migliore

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L’on. Antonio Razzi in Noi Sud

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2010

“Esprimo viva soddisfazione per l’ingresso dell’on. Antonio Razzi in Noi Sud, si tratta della felice conclusione di un percorso iniziato da tempo” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia, nel corso della conferenza stampa che ha sancito l’ingresso dell’on. Razzi in Noi Sud “Conosco Antonio Razzi da molto tempo – spiega Porfidia – e sono onorato della sua amicizia. Durante la comune militanza politica nel precedente partito ho avuto modo di conoscere bene le sue profonde doti umane e di lavoratore che gli hanno consentito di raccogliere così tanti voti tra gli italiani all’estero. Chi più di me può comprendere il delicato momento dell’on. Razzi, il quale come me, dopo un percorso molto travagliato ha lasciato il precedente partito per approdare in una nuova forza politica. Noi Sud  – conclude il deputato campano – offrirà ad Antonio Razzi una nuova casa politica che sulla base della comprensione reciproca e di valori davvero condivisi punterà a valorizzare al massimo il suo potenziale, nell’interesse del Paese e in particolar modo degli italiani all’estero”

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Gèrard Macqueron: Il bello della solitudine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Sentirsi soli, abbandonati, e soffrirne in modo lacerante: è questa la solitudine? E un problema di carattere o il risultato di una carenza affettiva? E un sintomo di depressione o il riflesso della mancanza di amicizie? L psicoterapeuta Gérard Macqueron prende le mosse da queste domande per accompagnarci attraverso i segreti e le sfaccettature di uno stato d’animo che sembra  costituire oggi il minimo comun denominatore della normalità, e non solo una condizione patologica. Questo libro ci insegna che la solitudine non è irrimediabile e può rappresentare un momento in cui finalmente ci poniamo di fronte alle questioni fondamentali dell’esistenza e del suo significato. Un saggio che ci aiuta a ribaltare la prospettiva. Euro: 18,00 Pagine: 288 Ean: 9788841863480 In libreria il 7 ottobre
Gérard Macqueron è un medico psichiatra e lavora a Parigi. Ha firmato il saggio La timidité. Comment la surmonter (2004) e ha collaborato a Le guide de psychologie de la vie quotidienne (2008).

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Marcinelle: 54° anniversario tragedia mineraria

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

Bruxelles. Si celebrerà domani otto agosto nella cittadina belga di Marcinelle, il 54° anniversario della tragedia mineraria in cui morirono 262 lavoratori di cui 136 di nazionalità italiana. All’evento prenderà parte anche Aldo Di Biagio, deputato del Gruppo Futuro e Libertà per l’Italia.  “La commemorazione della tragedia di Marcinelle – spiega Di Biagio – è diventata da qualche anno un momento di sincera riflessione su quelle che sono state le difficoltà della nostra storia. E di  questa evoluzione  dobbiamo ringraziare Mirko Tremaglia, colui che ha reso possibile l’istituzionalizzazione di questa giornata commemorativa e che ha contribuito in maniera valida e sentita a creare una coscienza dell’italianità oltre confine nel nostro Paese”.  “Oggi Marcinelle è un simbolo”. Continua Di Biagio. “L’espressione del coraggio e della forza di centinaia di italiani fuggiti dalle loro terre per cercare fortuna e realizzare un sogno o per trovare condizioni di vita migliori. In un momento certamente non facile della storia del nostro Paese. E a loro che deve rivolgersi l’attenzione del Paese intero affinché venga dato un’adeguata e condivisa commemorazione dei giovani italiani scomparsi in condizioni atroci. Affinché il ricordo del sacrificio non si sbiadisca mai e la memoria di questa tragedia rimanga viva e lampante nella società italiana”.  “La tragedia di Marcinelle – spiega – ci porta a riflettere sulle condizioni in cui sono costretti a vivere molti lavoratori. Le umiliazioni ed i sacrifici che i nostri connazionali hanno dovuto sopportare sono un’eredità che non può essere abbandonata in un angolo della nostra storia. E da questa eredità che bisogna partire anche per cogliere il valore della nostra emigrazione e – allo stesso tempo – per comprendere l’essenza della nuova migrazione”.  “Un’eredità – conclude – che è e deve essere prima di tutto europea. Senza alcuna demagogia, ma con la dovuta volontà e capacità analitica con la quale poter affrontare una società in evoluzione. Una premessa di emancipazione sociale dinanzi alla quale non dobbiamo e non possiamo rimanere indifferenti”.

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Sciacallaggio su Fini

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

“Da giorni ormai si assiste ad un continuo stillicidio di accuse e di dichiarazioni nei confronti del Presidente della Camera e famiglia. Ritengo che questa sia una strategia gretta e di basso profilo da parte di chi – purtroppo – non trova altri argomenti su cui confrontarsi con la nascente compagine istituzionale”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato del neogruppo Futuro e Libertà. “I tentativi di screditamento e di abbrutimento mediatico dell’immagine di referenti scomodi è purtroppo prassi italica ben consolidata, – spiega – ma ritengo che la oggettiva criticità del momento storico-politico, solleciti una maggiore lucidità politica e volontà condivisa di fare qualcosa per il Paese rimettendo al centro della politica e del dibattito il cittadino liberale e democratico”. “La nostra priorità sta nel ritornare a parlare di riforme e nello strutturare programmi orientati allo sviluppo del Paese – conclude – ma continuare a gettare fango in maniera costante, ripetuta e logorante contro un’alta carica dello Stato credo che voglia dire avere tutt’altre intenzioni”.

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Pecorelli: ridisegnare trial clinici

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2010

«La nuova classificazione molecolare delle patologie comporta necessariamente una revisione degli studi e delle sperimentazioni cliniche, per individuare il modo più efficace di valutare un nuovo farmaco e renderlo immediatamente disponibile al paziente». Lo ha sottolineato Sergio Pecorelli, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), partecipando a un incontro fra aziende farmaceutiche e agenzie regolatorie italiane e americane organizzato a Washington DC. Pecorelli ha inoltre sottolineato il ruolo primario «della scienza applicata al procedimento regolatorio e della necessità, anche alla luce dei cambiamenti legati all’attuale congiuntura economica, di ridefinire e applicare un’unica strategia condivisa». Il presidente dell’Aifa ha infine ricordato l’importanza di un momento di incontro quale quello organizzato annualmente dalla Drug Information Association, a cui quest’anno l’Aifa partecipa con due presentazioni e uno spazio espositivo proprio nella Capitale Usa, per lo scambio costruttivo fra mondo regolatorio e dell’industria. «Il meeting Dia – ha affermato – è un appuntamento di enorme valore poiché mette insieme approcci e modelli differenti, consentendo un proficuo confronto di esperienze in un momento in cui la parola d’ordine è internazionalizzazione».(fonte farmacistas33)

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Chiusura della Gemma SpA

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Sono stati numerosi, nei giorni scorsi, i tentativi di scongiurarne la chiusura ma da ieri di fatto la società Gemma SpA, che si occupa dell’Ufficio Condono Edilizio del comune di Roma, ha cessato di ‘esistere’. La partecipata, per undici anni, ha fornito in esclusiva servizi al Campidoglio, per il Comune stesso e per i cittadini che in oltre 200.000 attendono lo svolgimento delle loro pratiche. Perplessità per quanto accaduto nelle parole del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà: “Non si può annullare un servizio di punto in bianco. Se si fossero fatti controlli e verifiche per tempo, si sarebbe potuto evitare di far finire per strada, senza tranquillità economica,  oltre 600 dipendenti. A rimetterci sono i lavoratori e le loro famiglie. In un momento così critico per la città di Roma e per i romani – prosegue Soldà – è una ulteriore dimostrazione che l’amministrazione capitolina falla da tutte le parti”. I progetti del sindaco Gianni Alemanno per il futuro gestionale, prevedono l’affidarsi ad un meccanismo totalmente nuovo, con una realtà che arrivi dal mercato. Il primo cittadino propone un tavolo per raggiungere una soluzione che auspicabilmente possa assorbire tutti i lavoratori, studiando forme alternative per mandare avanti le centinaia di migliaia di fascicoli arretrati. “Non sarà semplice – dichiara l’esponente del movimento guidato da Antonello de Pierro –, le pratiche di condono hanno una storia. Nacquero affidate ai dipendenti civici, poi furono statalizzate e infine affidate alla Gemma. Abbiamo assistito, negli anni,  ad un depauperamento nelle competenze dell’amministrazione comunale che ha reso sempre meno motivati gli architetti, i geometri e i  periti impiegati. Se si è scelto di  svuotare l’amministrazione dallo svolgimento delle  pratiche di condono – conclude Soldà – ora tocca reimpostare e fare una virata verso una nuova gestione.  Non si possono improvvisare delle  personalità e delle professionalità”.

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Inps: Roma centro diventa agenzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

Dichiara Luigi Romagnoli, Coordinatore nazionale della RdB Pubblico Impiego: “In merito alle affermazioni dell’INPS, secondo cui la sede di Piazza Augusto Imperatore a Roma non chiuderà e continuerà ad erogare gli stessi servizi di sempre, intendiamo sottolineare che l’attuale sede INPS di Roma Centro chiude e viene trasformata in Agenzia. Per le attività istituzionali saranno infatti allestiti i locali a livello strada che finora sono stati utilizzati come magazzino”.“Quanto poi ad erogare gli stessi servizi di sempre, con il personale adeguato alle normali attività di sportello e di ufficio – prosegue l’esponente RdB – è strano che l’INPS affermi che nulla cambierà, dal momento che si passerà dagli attuali 80 amministrativi a circa 25 e che il modello di Agenzia semplice prevede si eroghino esclusivamente prestazioni pensionistiche e prestazioni a sostegno del reddito. Che fine farà l’ufficio aziende, come pure quello dei lavoratori autonomi o dei domestici? – domanda Romagnoli – E’ indubbio che i servizi diminuiranno, a meno che l’INPS voglia affermare che è possibile erogare gli stessi servizi con un terzo del personale”. “Inaccettabile è anche la motivazione relativa alla razionalizzazione degli spazi  perché per primo si dovrebbe chiudere l’ufficio privato del Presidente/Commissario Mastrapasqua nello stabile INPS di Via della Frezza N. 17, visto che il Capo dell’INPS ha già spaziosi uffici presso la Direzione Generale all’Eur”, conclude il delegato nazionale RdB.

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Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2010

Rimini 7 maggio, ore 15.00 al Centro Congressi SGR venerdì  Il Gruppo SGR, in collaborazione con BERS/EBRD, organizza per venerdì 7 maggio, un importante Convegno a livello internazionale dal titolo “Fra etica e regole: la geografia della nuova Europa”.   La giornata è  rivolta a professionisti, dirigenti e funzionari d’azienda, istituti bancari e studenti in materie economiche in procinto di affacciarsi al mondo del lavoro. Acquista particolare significato sia per l’attualità dei suoi contenuti sia per il fatto che si tratta della prima volta che BERS/EBRD sbarca in Romagna come co-organizzatore di un evento.  L’appuntamento vuole rappresentare un momento di riflessione sul destino dell’Europa, alla ricerca di un progetto politico dopo la crisi finanziaria e di un punto di equilibrio tra globalizzazione e localizzazione.  Almeno quattro i temi che saranno approfonditi durante la giornata, a partire dai concetti di  globalizzazione e localizzazione, di regole, di etica ed infine, di come si pone l’Europa rispetto al resto del mondo. Quanto è lontano il giorno in cui l’Unione potrà parlare con una unica voce, quale sintesi delle tante anime che la compongono? E’ uno scenario desiderato da tutti i componenti dell’Unione? E in Italia è una visione condivisa? E le attualissime crisi finanziarie di alcuni stati membri sono una minaccia che potrebbe portare alla disgregazione o una opportunità per accelerare il processo di integrazione?  Interrogativi e questioni che saranno dibattuti durante la giornata del 7 maggio, alla quale parteciperanno illustri esponenti del mondo giornalistico ed economico.   Moderatore del convengo Francesco Guidara, caporedattore di Class Cnbc.  Parteciperanno, in qualità  di relatori, il giornalista ed economista Oscar Fulvio Giannino; Angelo Marcello Cardani, professore associato di Economia politica presso l’Università Bocconi di Milano e Direttore del BIEM (Bachelor degree in International Economics and Management); Adam Arvidsson, Sociologo dei nuovi media presso l’Università degli Studi di Milano e autore di ‘The ethical economy’; Riccardo Puliti, Direttore Generale Energia e risorse naturali di BERS/EBRD.

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Con risk-sharing accesso veloce a innovativi

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Ci vogliono in media 2-3 anni prima che un paziente italiano possa avere accesso a un farmaco oncologico innovativo, a partire dal momento in cui il prodotto viene analizzato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema). Ma se il medicinale viene introdotto in regime di risk-sharing, con l’azienda produttrice che si assume e rimborsa al Servizio sanitario nazionale il rischio di mancato successo della terapia, il prodotto arriva al malato più velocemente. E’ quanto dimostra, con dati statisticamente rilevanti, uno studio condotto dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dal Ceis-Sanità dell’università Tor Vergata di Roma, illustrato a Roma da Francesco Saverio Mennini, fra gli autori dell’indagine e professore incaricato di Politica economica dell’ateneo capitolino, in occasione del convegno “Market Access, un anno dopo: un bilancio sulle figure professionali, il prodotto e gli interlocutori” organizzato da Business International. “L’obiettivo principale dello studio – ha detto Mennini – era identificare e analizzare tutte le fasi attraverso cui un farmaco oncologico deve passare, dalla valutazione in sede europea fino all’accesso ai pazienti di ogni Regione italiana. E’ stato preso in considerazione un panel di medicinali approvati dall’Ema nel periodo 2006-2008 e sono state esplorate tutte le fasi di passaggio: quella attraverso l’Ema, poi l’Aifa e infine le singole Regioni. Dai risultati emerge che il tempo medio necessario affinché un paziente possa avere accesso a un farmaco innovativo oncologico è di 2-3 anni, con l’Ema che assorbe il 32% del tempo e l’Aifa il 28%. Mentre a livello regionale sono state riscontrate le maggiori variabilità. Ma quello che evidenzia l’indagine – ha concluso l’esperto – è anche che un farmaco oncologico autorizzato in regime di risk-sharing gode di un accesso più veloce, mentre il prezzo elevato è fra gli elementi che rallentano maggiormente l’iter”. (fonte farmacista33)

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La storia d’Italia in controtendenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Editoriale fidest. Forse un giorno si scriverà una storia dell’Italia contemporanea sfrondata dalle passioni e dagli interessi e più rivolta alla ricerca obiettiva degli accadimenti sia pure andando a ricercarli con il lanternino o per bocca del testimone capace alla fine da riscattarsi dai silenzi imposti dai potentati di turno. In questo frangente dobbiamo, presumibilmente, dividere i tempi storici in più parti. La prima è quella che va dall’Unità d’Italia alla fine della prima guerra mondiale nel 1918. Anni in cui i nostri padri hanno cercato di dare un contenuto ideologico, culturale e sociale alla nascente nazione ma fallirono, in parte, per il sopravanzare di interessi partigiani e per una frenesia di arricchimento e di potere e che ebbe il suo momento clou con lo scandalo della Banca romana. Nel 1918 entriamo nella seconda fase, con le contraddizioni che in qualche modo si erano assopite sotto il rombo del cannone e che ripresero con il vento in poppa alimentato da chi aveva fatto lauti affari con la produzione bellica. Il ritornare alla normalità con decine di migliaia di reduci in cerca di lavoro e con i moti di piazza, stimolati dalle nuove sacche di povertà, non fu facile, tanto che i contrasti classisti finirono con lo sfociare nell’autoritarismo di taglio fascista. Avemmo in tal modo un ventennio che ci portò dritti verso una nuova stagione post-bellica degli anni quaranta. L’Italia diventò, quindi, una repubblica e nuove speranze si aprirono a quel popolo di reduci che a somiglianza dei loro padri e nonni cercavano uno sbocco lavorativo, ma con minori velleitarismi barricadieri. Ad interferire con la vita degli italiani vi fu la “guerra fredda” allorchè il mondo si divise in due blocchi e il nostro paese, nolenti o volenti, divenne “terra di confine” tra l’espansionismo europeo dell’Urss e i bacini di contenimento dell’occidente capitalista. Così l’Italia divenne “zona franca” dove fu permesso di dilatare oltre misura il regime dei diritti a scapito di quello dei doveri. Fu inventato l’ammortizzatore sociale per moltiplicare surrettiziamente i posti di lavoro e gli aggregati per allungare i tempi di attesa per l’accesso al lavoro dei giovani: università, servizio militare con ferma obbligatoria, ecc. Giunse alla fine un’altra stagione. Incominciò nel 1988 con la caduta del muro di Berlino, lo scossone delle inchieste giudiziarie di mani pulite e l’attenuarsi di quel protettorato internazionale, essendo venuta meno l’espansione imperialista del comunismo. Ma avemmo anche un altro segnale importante che ci portò ad una diversa stagione, quella nella quale stiamo tutt’oggi vivendo. Da quel momento sono già trascorsi 16 anni e per qualcuno è una vita. In quest’arco di tempo sono sopravvenuti eventi che hanno segnato un notevole cambiamento della nostra cultura, del rapporto politico con i cittadini-elettori, con i giovanissimi e il tutto avvolto nella nostra ansia di precorrere di tempi, di ricercare nuove esperienze ed interessi, di esorcizzare le ideologie. Così questi passaggi si sono riconosciuti con quelli dell’uomo: dall’era giolittiana alla mussoliniana, dalla degasperiana ad un breve interregno senza punti di riferimento chiari e ben definiti per poi passare la mano a colui che nella sua actio, come ne parla Michele Prospero nel suo libro “Il comico della politica” “ha annullato la specificità della comunicazione politica” e l’ha ridotta a chiacchiericcio. In questo modo è riuscito a cogliere al primo balzo il vuoto di una politica che aveva perso da poco la sua carica ideologica e stava affondando nella noia. Una politica con i suoi ritmi lenti, con le sue rappresentanze statiche, con le sue proposte sprovviste di verve, di aggressività, di provocazione. Bisognava avere un uomo che sapesse “sbeffeggiare la rappresentanza politica tradizionale, evocare l’aziendalismo di un imprenditore che si propone agli elettori come il supremo decisore monocratico infastidito dagli stanchi riti della separazione dei poteri”. Ma anche un uomo che sapesse rinnovarsi con “la costruzione dell’immagine di sé come uomo eccezionale, rapido, decisionista e, soprattutto, mai indifferente agli interessi della sua base sociale”. Da qui al passo della politica spettacolo, del dire senza fare, “la simulazione di scadenze rispettate con miracolosa tempestività”, ma mai indifferente agli interessi della sua base sociale. Egli diventa lo stimolo per i clamori altrui che lo trasformano in un “campione del populismo aggressivo”. Ora ci avviciniamo ad un’altra fase, quella dei posteri dove non vi saranno più le “comiche e gli atteggiamenti attoriali”, per il semplice fatto che manca il personaggio che li ha ben personificati e la svolta sarà significativa se riusciremo a riconoscerci nella sfera degli individui e non più in quella delle masse. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Arresti per la strage di Duisburg

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

“Questi arresti sono un forte segnale del sistema antimafia che, in questo periodo, sta lavorando costantemente in Calabria”. Questo è il commento della responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti, Pamela Aroi, alla notizia dell’arresto degli alti due esponenti del clan accusato della strage di Duisburg del Ferragosto del 2007. La Aroi sostiene: “Quando tali persone rimangono libere sono possibili nuove violenze ed inoltre rimane incompleta l’azione della magistratura. In questo caso ciò non è avvenuto: si è chiuso il cerchio intorno a questi mafiosi. E’ un buon momento per la lotta alla criminalità sia a Reggio che in tutta la regione. Quanto accaduto è un segnale per tutti – continua – che la giustizia è presente sul territorio e riesce a farsi valere nella battaglia alla ‘ndrangheta”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro conclude poi: “Ringraziamo i magistrati e le forze dell’ordine per l’incessante lavoro di investigazione attuato contro tutte le mafie del paese. Proviamo profondo rispetto per coloro che a scapito della loro vita cercano di arginare la delinquenza organizzata che tenta di impossessarsi della Nazione”.

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L’Italia di Coppi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2010

Milano fino al 20/2/2010 Via Procaccini 4, Polifemo | Fabbrica del Vapore Fotografie dall’archivio Omega Fotocronache di Vito Liverani Nel gennaio 1960 moriva Fausto Coppi, ucciso da un attacco di malaria ignorato dai medici che lo scambiarono per un’influenza.  Nel 2010 saranno passati 50 anni dalla sua morte e Polifemo celebra l’evento con una importante mostra di fotografie tratte dall’archivio dell’agenzia Omega Fotocrache di Vito Liverani.  Coppi tutt’oggi e’ uno dei personaggi italiani piu’ popolari: alcuni dicono per come correva, altri per come vinceva, altri ancora per come e’ morto. Ma in realtà sembra che il suo mito sia soprattutto dovuto alla sua comparsa in un momento storico in cui l’Italia aveva bisogno di risollevarsi dal dramma della guerra, aveva bisogno di personaggi che riportassero un’immagine positiva del paese a livello internazionale.  L’uomo giusto al momento giusto. Ed e’ proprio questo periodo, il dopoguerra della ricostruzione che poi diventerà boom economico, uno dei protagonisti della mostra. Le immagini dell’archivio di Vito Liverani mostrano Coppi protagonista e circondato da un paese che gli si e’ stretto intorno non soltanto per le sue imprese sportive ma per quello che esse simboleggiavano.  Fotografie realizzate da grandi nomi della fotografia italiana degli anni ’40 e ’50, come Carlo Martini (autore della celebre immagine del passaggio della borraccia tra Bartali e Coppi), Luigi Bertazzini (che ha ritratto in studio un Fausto Coppi in posa con le sue maglie piu’ prestigiose) e lo stesso Vito Liverani (che ha seguito moltissime delle corse grazie alle quali Coppi ha costruito il suo mito). Immagini storiche, preziose, quasi tutte edite, che sono anche un omaggio a chi ha saputo vedere lungo conservando negativi e lastre originali di un’epoca altra anche riguardo al mezzo fotografico. Vito Liverani sarà infatti protagonista di una serata di incontro con il pubblico che si terrà presso Polifemo venerdi’ 12 febbraio alle 18.30. (coppi)

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Forum qualità alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

“La terza via tra troppe Dop che banalizzano l’identità di un territorio e poche denominazioni che non ne riconoscono la ricchezza c’è, e si chiama “valore potenziale del prodotto”. Occorre valutare la sua attrattività e le sue possibilità sul mercato e soprattutto è necessario legarlo in modo indissolubile alle materie prime locali per salvare la nostra agricoltura. Il mercato lo dimostra. Un esempio: la spianata di Ozieri o il pane Carasau hanno registrato nel tempo una crescita di valore superiore all’inflazione, il prezzo del grano invece ha sempre viaggiato sulle montagne russe. È arrivato il momento di chiederci il perché. La soluzione passa anche per il sistema comunitario della qualità, oggi l’unico e concreto baluardo per tutelare le produzioni”. È il messaggio che l’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato, ha lanciato a Bruxelles durante il Forum sulla qualità alimentare, invitato dal commissario Ue Mariann Fischer Boel. All’incontro organizzato da Qualivita erano presenti tra gli altri anche Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, l’ex commissario Ue Fishler, Giuseppe Nezzo capo dipartimento delle politiche di sviluppo rurale del ministero per le Politiche agricole e i rappresentanti dei ministeri dell’Agricoltura di Francia e Spagna. “Oggi in Europa esistono due scuole di pensiero – ha puntualizzato l’assessore – quella di chi vorrebbe porre un freno al riconoscimento di nuovi prodotti a denominazione di origine e, dall’altra parte, quella di chi invece vorrebbe, per così dire, assegnare marchi di qualità a ogni produzione. Beh, questi sono integralismi che non ci possiamo permettere perché se avesse ragione l’uno o l’altro crollerebbe l’intero sistema delle denominazioni di origine. La soluzione è quella che chiamo “terza via”, il valore potenziale di un prodotto, attuabile prima del riconoscimento comunitario. Esistono vari strumenti in grado di dirci se quel prodotto potrebbe avere, grazie al marchio Dop o Igp, un reale vantaggio e un valore aggiunto per essere competitivo sul mercato”. «Un altro motivo per il quale dobbiamo difendere a spada tratta il sistema comunitario della qualità – ha aggiunto l’assessore – è che oggi l’Unione europea assegna ingenti risorse per la promozione internazionale solo a quei prodotti a denominazione di origine. Insomma, senza marchio non si va lontani e senza comunicazione i nostri prodotti rischiano di essere conosciuti solo all’interno del nostro orticello. E oggi questo non basta più”.

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Contratti: Cazzola (PDL), su rinnovi c’è impegno del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

“I pubblici dipendenti hanno sicuramente diritto di rinnovare i loro contratti. E il Governo ha espresso un impegno in tal senso non appena sara’ chiaro il quadro dell’assetto contrattuale e delle regole applicabile ai rinnovi” lo afferma l’on. Giuliano Cazzola responsabile lavoro del PDL. ” Nel frattempo – aggiunge – il disegno di legge finanziaria ha provveduto a finanziare l’eventuale vacanza contrattuale. Ai quei dirigenti del sindacato che protestano, verrebbe da chiedere se in Italia, in questo momento, ci siano dei lavoratori più garantiti e tutelati di quei dipendenti pubblici che sembrano essere in cima ai loro pensieri”.

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Nel giorno del lutto nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

“In questa giornata di commemorazione e di dolore profondo l’Italia tutta vuole manifestare la sua vicinanza, il rispetto e l’orgoglio verso quei ragazzi che hanno perso la vita in una terra tanto lontana in nome della pace. La presenza di migliaia di persone alla camera ardente ieri ed ai funerali di oggi, uniti alle migliaia di messaggi di cordoglio provenienti dagli italiani residenti in ogni parte del mondo rappresentano i segni più forti e vividi di sensibilità e di amore del nostro Paese verso lo sforzo ed il sacrificio dei nostri giovani in territori di guerra”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, responsabile Italiani nel Mondo del PdL.“In questo triste e solenne momento, insieme all’on. Mirko Tremaglia intendo manifestare la vicinanza di tutti gli italiani residenti all’estero ai loro giovani caduti a Kabul – ha rilanciato – attraverso un fiore ed un messaggio che intenda evidenziare l’orgoglio che costantemente tiene unite le comunità residenti all’estero alla loro terra soprattutto in momenti così dolorosi”.“Proprio questo momento deve servire al nostro Paese a non mollare e a continuare a credere in quel sogno di pace e di cooperazione che ha animato e dato forza ai nostri giovani – ha continuato – e a non sfogarsi invocando una exit strategy difficile da proporre e soprattutto non in linea con gli orientamenti e le strategie della comunità internazionale”.“Bisogna continuare a credere in questo progetto di pace – ha concluso Di Biagio – rendendo palpabile la solidarietà tra i nostri Popoli e soprattutto aiutando popolazioni disagiate e martoriate a credere in un futuro di crescita, democrazia e libertà. Non possiamo abbandonare questa gente, che crede in noi e ci rispetta, e soprattutto non possiamo buttare al vento tutto quello che i nostri giovani e quelli di altri Paesi hanno costruito, come le strade, le scuole e gli ospedali, perché sopraffatti dal dolore. Potremmo uscire dall’Afganistan quanto la Comunità internazionale sarà pronta a farlo e quando avremo lasciato in quelle popolazioni un esempio concreto e giusto di vita democratica, ed in questo ringrazieremo ogni giorno i nostri giovani”.

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Afghanistan: onore ai caduti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu rendono onore ai Caduti Antonio Fortunato, Davide Ricchiuto, Giandomenico Pistonami, Matteo Mareddu, Roberto Valente e Massimiliano Randino, tutti “Meridionali”, tutti Parà, tutti eroi. Tutti morti nello svolgimento di una missione animata da ideali di pace e di amicizia fra i Popoli.  L’FNS esprime solidarietà alle famiglie ed a tutto il Corpo Militare impegnato in Afghanistan che vede fra le proprie fila tanti giovani Siciliani di buona volontà.  In questo momento di raccoglimento e di dolore, l’FNS non entra in valutazioni politiche. Anche se, – per la verità, – è sotto gli occhi di tutti che il modo di governare dei Talebani e il loro modo di pensare e di agire non siano i migliori possibili. Non sembrerebbe, pertanto, consigliabile dare loro la possibilità di espandersi in tutto il Mondo.  D’altra parte, appare altrettanto inopportuna ed irresponsabile la ingenuità degli Alleati Euro-Americani, i quali sembrano indecisi sul dilemma se sia meglio vincere o meglio perdere. E sull’altro dilemma se sia il caso o non di delegare ogni scelta alle rispettive Opposizioni interne, meglio se di cultura antisemitica e ben collegate con l’integralismo islamico più intransigente e più “imperialista”.  Onore ai Caduti, dunque. E nessuno ci venga a dire che quei Martiri siano morti per il compenso di 130 euro al giorno. Il denaro forse ha indotto i Giovani del Sud a trovare un’occupazione dignitosa ed onesta. Ma la generosità e gli Ideali con i quali questi giovani Meridionali e Siciliani vanno nelle zone a rischio e muoiono non sono monetizzabili. Fanno parte della loro Cultura, della loro identità e, ci sia consentito di dirlo, del loro DNA. Dei valori, cioè, nei quali hanno creduto. E mettono al servizio dell’Umanità, a prescindere dalle ideologie politiche e dalle fedi religiose.

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Sulle strade che hanno fatto la Storia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

stradeA 150 anni dalla battaglia di San Martino e Solferino, una delle più importanti del periodo risorgimentale che ha condotto all’Unità d’Italia, Slow Drive trova un modo originale per celebrare la ricorrenza. Uno speciale pacchetto che conduce gli amanti della spider sui luoghi che hanno fatto la storia, per approfondire la conoscenza del territorio e godere della dolcezza dell’autunno sul lago di Garda. Sulle colline tra bresciano, mantovano e veronese, ci si regala due giorni in libertà, con tempo per visitare i luoghi e i monumenti, momenti di relax gastronomico e scosse di adrenalina con il vento tra i capelli. L’Agriturismo Le Preseglie, dove si trascorre la notte, si trova proprio a San Martino della Battaglia, e al suo interno ha allestito una sala-museo in ricordo dell’evento. Sono in esposizione armi e uniformi del periodo, oggetti originali e rari come bottoni, palle di cannone, palle di fucile e persino una palla di cannone austriaca che si era conficcata nelle mura delle Presaglie. Il pezzo più importante di questo piccolo museo è un plastico della Battaglia in scala 1 a 300, composto da circa un migliaio di soldatini tra fanti, cavalieri, artiglieri e stati maggiori degli eserciti piemontesi e austriaci che qui si fronteggiarono. Il pacchetto weekend include due giorni di noleggio spider d’epoca o Fiat 500, una notte all’Agriturismo Le Preseglie in suite, con prima colazione e ingresso al museo risorgimentale, una cena per due al ristorante Fenil Conter con menu morenico e lacustre. Il prezzo parte da 540 euro con la spider e da 450 euro con la Fiat 500. http://www.ellastudio.it/articolo-3253.htm

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Firenze, arcigay: aggressori arrestati

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Arcigay ha resto noto in un comunicato che: “Accogliamo con soddisfazione e sollievo la conferma secondo cui uno dei due aggressori del ragazzo gay è stato fermato dalla Squadra Mobile di Firenze. Appena siamo venuti a conoscenza del fermo, ci siamo precipitati in Questura per incontrare il questore di Firenze Giuseppe Tagliente, che ci ha confermato la sua personale vicinanza al ragazzo, alla famiglia e ad Arcigay Firenze. Esprimiamo la gratitudine di tutta la nostra associazione per l’eccellente lavoro di indagine portato avanti dalle Forze della Polizia della città, in particolare del dottor Filippo Ferri, con cui ci siamo coordinati dal primo momento per raccogliere testimonianze e informazioni preziose ai fini dell’indagine. L’azione tempestiva delle forze dell’ordine è la positiva dimostrazione che i cittadini e le cittadine lgbt a Firenze possono stare tranquilli per il clima di collaborazione con le autorità e le istituzioni di questa città, che ancora una volta si è dimostrato solido e duraturo. Come Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, ci costituiremo parte civile al processo con i nostri legali Paola Pasquinuzzi e Alessandro Traversi e invitiamo a fare lo stesso il Comune, la Provincia e la Regione, che sono stati vicinissimi al giovane, alla famiglia e alla comunità lgbt fiorentina e toscana. Continueremo a rimanere in queste ore e nei prossimi giorni vicinissimi al ragazzo aggredito. Approfittiamo infine per invitare tutti i cittadini lgbt a non avere paura e a rivolgersi alle associazioni lgbt del territorio per denunciare qualunque tipo di abuso subito  e ricevere tutta l’assistenza necessaria”.

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