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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘mondo agricolo’

E’ ora di tutelare i diritti del mondo agricolo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

mondo agricolodi GIORGIO SCARLATO. Mentre stanno per terminare in Molise e nel Meridione le operazioni di mietitrebbiatura del grano duro, si accentuano in modo preoccupante i segnali negativi in merito alla caduta libera del relativo prezzo di mercato. Per la verità una campagna iniziata già sotto una cattiva stella con segnali per nulla positivi visti il prezzo che oscillava intorno ai 22 euro/ql; ora si attesta sui 17-19 euro. Una debacle.
Di questo passo non si possono che avere pensieri negativi per il futuro.
Il prezzo potrà ancora scendere visti i continui arrivi di grosse navi cariche di grano estero che costantemente riforniscono i nostri molini. Il settore agricolo ancora sotto scacco, e questo da anni, per una politica nazionale e regionale che non fa molto per tutelarne gli interessi, per di più affossato da un mercato globalizzato che poco ha che vedere con la leale concorrenza.
Un’agricoltura avviata verso una pericolosa deriva politico-economica a danno di una categoria da sempre svenduta: quella dei “cafoni”.Non si può restare inerme ed accettare in modo impassibile tali decisioni astruse ed aggressive nei confronti delle imprese agricole. C’è preoccupazione perché quello che si sta prefigurando.
Il rischio è quello di creare danni irreparabili alle aree tradizionalmente vocate alla cerealicoltura.
Gli scenari ipotizzabili sono infatti anche quelli di un definitivo abbandono di questa coltivazione visto che, prendendo ad esempio il Molise, dopo l’abbandono della coltivazione delle barbabietole da zucchero, le riduzioni di superfici quali quelle di pomodoro da industria, di orticole e frutticole non ci sono alternative agronomicamente praticabili; il conseguente degrado ambientale, sociale ed economico è vicino.Proprio mercoledì 29 giugno u.s. si è tenuto davanti alla Camera di Commercio di Foggia un sit-in di protesta contro il continuo ribasso del prezzo del grano ( in Molise, come al solito non si è saputo nulla) e come all’indomani della Brexit con il crollo di tutte le borse mondiali, anche il borsino nazionale del grano duro ha presentato un andamento in forte calo al punto che nella piazza della città dauna, la più importante a livello nazionale, è stato deciso di sospendere le quotazioni.
Non è possibile che il nostro grano venga svalutato e nel contempo veder continuare in modo inarrestabile l’import di grano dall’estero. Il mondo agricolo si trova in una situazione peggiore rispetto a quella dello scorso anno, inimmaginabile, con valori ben al di sotto dei costi di produzione.La famiglia agricola non può vivere con una redditività inesistente! Sempre la scorsa settimana, presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia si è tenuto un vertice tra l’assessore Di Gioia, le Organizzazioni di categoria e della trasformazione per cercare di trovare un punto d’incontro.
Come pure l’On Colomba Mongiello, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione da precisato: ” I pastai affermano che è necessario importare grano a causa del basso tasso proteico di quello italiano, assumendosi la responsabilità di deprimere il prezzo della materia prima molto al di sotto dei costi di produzione. Però non vogliono dichiarare in etichetta il Paese d’origine del grano per non perdere appeal commerciale.
La drammatica crisi di questi giorni impone l’urgenza del confronto tra gli attori economici ed istituzionali sul Piano Cerealicolo Nazionale per condividere le misure più idonee a valorizzare la cerealicoltura italiana e dei prodotti della filiera 100% Made in Italy.Sono in evidente crescita i produttori di pasta ottenuta dalla trasformazione di solo grano nazionale, segno che c’è un valore aggiunto commerciale e che è possibile ottenere prodotti di alta qualità.” Vista la grave situazione, è ora che le varie regioni, Molise compreso, si siedano ad un tavolo per cercare in modo concreto soluzioni al grave problema che da anni si trascina. Il malcontento dei produttori è evidente, anche nell’ “ovattato” Molise.
Non è più concepibile veder fare il solito scarica barile delle responsabilità fra tutti gli attori della filiera senza giungere, così come sempre avvenuto in passato, al nulla.
Non è più concepibile assistere a tavoli interprofessionali simili ad una “torre di Babele” dove ciascuna componente parla una lingua diversa, incomprensibile per le altre e dove, sempre, si tende a minimizzare o peggio disconoscere addirittura il ruolo fondamentale della produzione della materia prima.E’ ora che il governo regionale unito ai nostri onorevoli e senatori regionali, con le altre regioni, si preparino a tutelare ed a rivendicare i sacrosanti diritti del mondo agricolo.
Basta alle accettazioni passive calate dall’alto! Il mondo agricolo ha diritto alla sua dignità che non può essere più calpestata. (fonte: Pasquale Di Lena blogspot.it) (foto: mondo agricolo)

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Il mondo agricolo e il referendum

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

agricolturaAncora una volta si tenta di coprire la verità con le menzogne e di far credere che il settore agroalimentare sia favorevole alla riforma costituzionale proposta dal governo. Tutto questo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è di fatto inammissibile e offende profondamente i tanti agricoltori nostrani che vivono la politica con passione e partecipazione.
Come Confeuro – prosegue Tiso – sentiamo la necessità di rivendicare la nostra netta contrapposizione (dalla quale ha preso vita il movimento politico Radici) verso questi tentativi di portare il Paese ad una ulteriore regressione democratica e ad una ennesima riduzione degli spazi di confronto e di dialogo.
Nel rispetto dei valori costituzionali alla base della nostra società civile infatti – conclude Tiso –, non accetteremo mai una riforma che cerca di modificare simultaneamente 47 articoli della Costituzione; che aumenta le firme per indire i referendum; che cancella le prerogative locali e che, più in generale, calpesta la democrazia italiana.

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Il mondo agricolo e il referendum costituzionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

agricoltura europea1In queste ore, dopo l’ennesimo endorsement fatto da alcune sigle della rappresentanza agricola “tradizionale” all’esecutivo di Matteo Renzi – dichiara il presidente Confeuro, Rocco Tiso – sta circolando la finta notizia che l’intero comparto agroalimentare sia favorevole alla riforma costituzionale. Tutto questo però è falso.
Da diverso tempo si è infatti creata una spaccatura considerevole tra quel che dicono e fanno le organizzazioni sindacali “tradizionali” del settore e gli operatori del primario. E tutto questo è ampiamente documentato dai numeri sulla perdita del loro consenso nel Paese.La verità – prosegue Tiso – è che il mondo agricolo più di chiunque altro conosce gli effetti causati dalla restrizione degli spazi democratici che questa riforma vorrebbe ulteriormente ridimensionare. Le organizzazioni sindacali agricole conosciute come le “tradizionali” – conclude Tiso – hanno palesato ancora una volta la propria vicinanza all’esecutivo guidato da Matteo Renzi. E tutto questo in effetti non stupisce affatto considerato che questo governo verrà giustamente ricordato per essere stato quello delle lobby e dei poteri forti.

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Expo Milano: la montagna ha partorito il topolino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

expo-2015-milanoEd ecco finalmente arrivata, dopo centinaia di dichiarazioni e migliaia di righe inutili, l’occasione di guardare a quel che è stato Expo con un minimo di obiettività. A renderlo possibile – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – sono i numeri; e i numeri dicono che dal 2009 ad oggi l’operazione ha portato ad un guadagno netto inferiore ai 30 milioni di euro.
A questi dati però di va aggiunta qualche considerazione, e la più importante è quella che per arrivare a questo piccolo introito si è dovuti passare per un esborso di denaro pubblico di 1.258,7 milioni di euro. A questo punto, quindi, è quantomeno necessario chiedersi: a chi sono andati questi guadagni? Ed è valsa la pena cementificare ulteriormente Milano per queste cifre?
Ma attenzione, il punto più importante di Expo è un altro. E cioè quello di a aver dato un’immagine totalmente sbagliata del mondo agricolo e di averlo assoggettato ancora una volta agli interessi delle multinazionali invece che ai bisogni dei cittadini.
Ora – conclude Tiso – c’è da chiedersi: su questi numeri e su queste considerazioni cosa ha da dire il ministro dell’Agroalimentare Maurizio Martina?

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La gestione delle acque al centro del G8

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2009

“Può sembrare banale, ma non era scontato che la gestione delle risorse idriche fosse uno dei temi al centro del G8 agricolo, che l’Italia ospita da domani a Cison di Valmarino; dopo anni di oblio, le politiche agricole sono finalmente tornate al centro del confronto internazionale e la disponibilità d’acqua è fondamentale per qualsiasi progetto, mirato a rispondere alle crescenti esigenze alimentari del Pianeta.> Ad affermarlo, alla vigilia del vertice trevigiano, è Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), che ricorda anche altri temi legati alla risorsa acqua.  <Una questione da porre sul tappeto è l’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica, i cui limiti sono oggi noti; è una responsabilità anche etica, che spetta prioritariamente ai Paesi, come l’Italia, ricchi d’acqua. Il mondo agricolo italiano, ormai da anni, sta adottando tecniche a basso consumo idrico, utilizzando oggi meno del 50% del fabbisogno del Paese. In questo, i Consorzi di bonifica e di irrigazione svolgono un ruolo fondamentale, al quale ulteriore slancio deve arrivare dal Piano Irriguo Nazionale, che va rilanciato ed ampliato; a ciò va affiancato un Piano Nazionale degli Invasi, che abbini funzioni ambientali, di prevenzione idrogeologica e di riserva idrica. Una seconda, importante questione è legata alla gestione della risorsa idrica per la quale solo l’autogoverno garantito dai Consorzi di bonifica e di irrigazione assicura all’agricoltura una gestione economica ed efficiente. Per l’agricoltura italiana la qualità è indissolubilmente legata alla disponibilità d’acqua: ben l’84% del “made in Italy” agroalimentare è derivato da colture irrigue.  I Consorzi di bonifica -conclude Gargano – guardano con grande attenzione all’incontro di Cison di Valmarino, prologo del G8, previsto a luglio in Sardegna; per questo, auguriamo buon lavoro al Ministro Zaia, cui rendiamo merito di aver individuato l’acqua, come un elemento centrale di politica agricola sul quale, auspichiamo, alle parole di principio seguano fatti concreti anche in campo nazionale.”

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