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Christie’s to Offer Monet’s ‘Nymphéas

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2022

Claude Monet’s Nymphéas, temps gris (1907, estimate: £20,000,000-30,000,000) will be a highlight of Christie’s 20/21 London to Paris sale series, and is the second major painting by the artist to be offered in London this season, presented within the 20th / 21st Century: London Evening Sale on 28 June. Claude Monet’s depictions of the horticultural paradise that he designed and cultivated in Giverny stand among the greatest works of his career. Nymphéas, temps gris is one of a small series of Nymphéas that Monet painted in a moment of intense creativity in 1907. Here, Monet has employed a vertical format to capture the spectacular effects of late afternoon light upon his water lily pond. A long stream of light streaks through the height of the canvas, overlaid in places by clusters of lily pads. Using a variety of painterly techniques, including gestural brushstrokes, rich impasto for the flowers, and myriad layers of colour in the watery areas, with this vertical format, Monet masterfully captured both the reflections of light on the surface of the pond, and the changing hues in its depths. As a result, this canvas is filled with a majestic visual drama that sets this series apart from others of the same period. Of this rare series of 15 vertical Nymphéas of 1907, eight are now held in museum collections including the Museum of Fine Arts, Houston, and the Artizon Museum, Tokyo. This work has a distinguished provenance and was initially acquired by the Parisian pharmaceutical magnate and devoted Monet collector, Henri Canonne. Canonne amassed a notable group of 15 Nymphéas, among other important works by the artist.

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MONET Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Genova Dall’11 febbraio Palazzo Ducale ospiterà negli spazi del Munizioniere i capolavori del più importante rappresentate dell’Impressionismo. Tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi, i 50 capolavori in mostra rappresentano alcune delle punte di diamante della produzione artistica di Monet e raccontano l’intera parabola artistica del Maestro impressionista, letta attraverso le opere a cui Monet teneva di più, le “sue” opere, quelle che l’artista ha conservato gelosamente nella sua casa di Giverny fino alla morte, quelle da cui non ha mai voluto separarsi.L’eccezionalità di questa mostra risiede nell’amore e nell’intimità che emanano le opere esposte, allestite in maniera del tutto inedita e suggestiva nelle varie sale del Munizioniere di Palazzo Ducale, luogo pieno di fascino che consentirà un viaggio del tutto nuovo nel mondo di Monet.Nelle sue tele di luce evanescente, Monet ha sempre unito il suo amore per la natura con l’arte e, facendo del pennello una propaggine della sua mano, ha creato e riprodotto giardini ovunque abbia vissuto. Sebbene trascorresse molto del suo tempo a Parigi e viaggiasse molto in Francia e all’estero, Monet preferì la campagna e visse per più di cinquant’anni lungo la Senna, accrescendo sempre più il suo interesse per il giardinaggio, per le aiuole che allietavano le sue prime case ad Argenteuil e per i suoi magnifici giardini a Giverny, che divennero un piacere per gli occhi, un luogo rilassante per contemplare la natura e fonte di ispirazione.Proprio Giverny, la sua casa dopo il 1883, può essere considerata come il luogo di consapevolezza e rinascita per lo stesso artista; una sequenza di nuovi elementi dettati da una brillante innovazione formale, geografica e di ricerca stilistica che lo ha portato a interessarsi sempre di più soggetti impregnati di nuova lirica e colori vivaci.Ad accogliere il pubblico come in un onirico giardino lussureggiante, appositamente creato, ci saranno opere come le sue amatissime e iconiche Ninfee (1916-1919 ca.), Iris (1924-1925 ca.), Emerocallidi (1914-1917 ca.), Salice piangente (1918-1919 ca.), le varie versioni de Il ponte giapponese e la sua ultima e magica opera Le rose (1925-1926 ca.).Ma non solo. Verdeggianti salici piangenti, viali di rose e solitari ponticelli giapponesi dai colori impalpabili fanno da cornice a una natura ritratta in ogni suo più sfuggente attimo, variazione di luce, tempo o stagione. Promossa dal Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, prodotta e organizzata da Arthemisia e in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi, la mostra è curata da Marianne Mathieu, studiosa di Monet e direttrice scientifica dello stesso museo parigino.

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Monet e gli Impressionisti in Normandia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Trieste Dal 4 febbraio arriva al Museo Revoltella di Trieste un eccezionale corpus di oltre 70 opere che racconta il movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia.Sul palcoscenico di questa terra, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet – in mostra insieme a molti altri – colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo. La mostra “Monet e gli impressionisti in Normandia” è incentrata soprattutto sul patrimonio della Collezione Peindre en Normandie – tra le collezioni più rappresentative del periodo impressionista – affiancata da prestiti provenienti da Musée Marmottan Monet di Parigi, dal Belvedere di Vienna, dal Musée Eugène-Boudin di Honfleur e da collezioni private e ripercorre le tappe salienti della corrente artistica: opere come Falesie a Dieppe (1834) di Delacroix, La spiaggia a Trouville (1865) di Courbet, Camille sulla spiaggia (1870) di Monet, Tramonto, veduta di Guernesey (1893) di Renoir – tra i capolavori presenti in mostra – raccontano gli scambi, i confronti e le collaborazioni tra i più grandi artisti dell’epoca che – immersi in una natura folgorante dai colori intensi e dai panorami scintillanti – hanno conferito alla Normandia l’immagine emblematica della felicità del dipingere.Furono gli acquarellisti inglesi come Turner e Parkes che, attraversata la Manica per abbandonarsi allo studio di paesaggi, trasmisero la loro capacità di tradurre la verità e la vitalità naturale ai pittori francesi: gli inglesi parlano della Normandia, della sua luce, delle sue forme ricche che esaltano i sensi e l’esperienza visiva. Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp – rappresentati nelle opere in mostra al Museo Revoltella – diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionista.La mostra, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo con il supporto di Trieste Convention and Visitors Bureau e PromoTurismo FVG, è prodotta da Arthemisia ed è curata da Alain Tapié.In occasione della mostra sugli Impressionisti, inoltre, si potrà anche visitare con un unico biglietto d’ingresso lo stupendo Museo Revoltella, Galleria d’arte moderna di Trieste che vanta una prestigiosa collezione: a partire dal ricchissimo lascito dell’omonimo barone Pasquale Revoltella – che ne fece la sua dimora fino al 1869 – per giungere alle più recenti acquisizioni con opere di grandi artisti come Fattori, De Nittis, Sironi, Carrà, De Chirico, Fontana, Pomodoro, Hayez e molti altri importanti esponenti dell’arte moderna e contemporanea. È prevista, inoltre, una proposta promozionale a favore dei turisti denominata “Trieste ti regala le Grandi Mostre”, l’iniziativa, sostenuta dal Trieste Convention and Visitors Bureau, che mira ad incentivare il turismo culturale in città, premiando i turisti con un meraviglioso regalo offerto grazie agli introiti dell’imposta di soggiorno (info su https://www.discover-trieste.it/Esperienze-e-pacchetti-turistici).

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Mostra: Monet

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

monetRoma Monet Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, 19 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018 e arriva a Roma l’esposizione più attesa dell’autunno 2017: Monet.
Curata da Marianne Mathieu, la mostra presenta circa sessanta opere – per la prima volta esposte in Italia – del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny, che il figlio Michel donò al museo e che rimasero sconosciute al pubblico fino al 1966.
Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet.(foto monet)

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Mostra Monet: Aperte le prenotazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 20 Maggio 2017

monetmonet1Roma 19 maggio aperte le prenotazioni per la mostra MONET che arriva al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma il prossimo 19 ottobre.L’esposizione, curata da Marianne Mathieu, presenta circa sessanta opere del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo. Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet. (foto: monet)

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“Da Corot a Monet. La sinfonia della natura”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

Roma – Complesso del Vittoriano Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)  Ultimi giorni (chiude il 29 giugno) per poter ammirare le oltre 170 opere tra dipinti, opere su carta e fotografie d’epoca, queste ultime mai esposte prima in Italia, presentate nella mostra “Da Corot a Monet.  La sinfonia della natura” al Complesso del Vittoriano.  Grande il successo di pubblico: a partire dal 6 marzo, in 110 giorni di apertura circa 180.000 visitatori hanno affollato le sale del Vittoriano per riscoprire attraverso la mostra “Da Corot a Monet. La sinfonia della natura” una selezione di importanti capolavori che per la prima volta  mette in relazione le straordinarie innovazioni attraverso cui gli Impressionisti rivoluzionarono la pittura tradizionale, con una comprensione più ampia della natura, della cultura e della modernizzazione del loro tempo. La Mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione –, della Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, allo Spettacolo e allo Sport -, della Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali -, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero degli Affari Esteri. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.
L’esposizione “Da Corot a Monet.  La sinfonia della natura”, a cura di Stephen F. Eisenman, Ordinario di Storia dell’Arte, Northwestern University, Chicago, in collaborazione con Richard R. Brettell, Commissario Internazionale della Mostra, Ordinario di Storia dell’Arte, University of Texas, Dallas, si avvale di un prestigioso comitato scientifico. Catalogo: Skira Costo del biglietto: € 10,00 intero; € 7,50 ridotto Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30 (precedenti: qui)

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Da Corot a Monet: La sinfonia della natura

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2010

Roma 27 maggio 2010 alle ore 18.00 Sala Zanardelli Complesso del Vittoriano Piazza dell’Ara Coeli Lezione arte in diretta Testi, immagini e filmati raccontano artisti e opere d’arte a cura di  Fabiana Mendia giornalista e critica d’arte. La lezione d’arte dura 1 ora e trenta minuti circa Ingresso libero. “L’esperienza e l’anima della natura dai pittori della scuola di Barbizon alla dissoluzione delle immagini nella luce di Monet” Pagine di critica, poesie, scritti di Baudelaire, Zola, Proust, Maupassant e di autori impressionisti interpretati da  Antonio Merone Documentari: “L’idillio, la percezione, lo spettacolo della natura e  il racconto del paesaggio”. “Monet pittore della vita moderna “. Le nuove interpretazioni pittoriche degli artisti in Francia: da Camille Corot, uno degli eredi della tradizione del paesaggio storico, sensibile alla rappresentazione del vero e alla ricerca di una sintesi visiva, al fenomeno della pittura “en plein air”. Per mantenere la luminosità e
la freschezza della luce reale, i dipinti di paesaggio non devono più essere realizzati in studio, dopo aver compiuto schizzi sul luogo. Riflessioni sulla natura confidente dei protagonisti della scuola di Barbizon (dal nome del villaggio vicino a Parigi dove dal 1830 si ritirano Rousseau, Daubigny, Diaz de la Peña, Troyon, Dupré) interpreti di soggetti colorati di una passionalità romantica byroniana, impegnata a rendere l’oggettività della visione che non si identifica con la copia fedele e minuta dei particolari del reale, ma con la capacità di esprimere l’intensità delle emozioni. Tra i soggetti dipinti: gli alberi e le scene d’inverno, i crepuscoli, “i tramonti singolari e inzuppati d’acqua”, gli effetti di luce e di ombra. È naturalmente l’Impressionismo che compirà la successiva tappa di interpretazione del paesaggio all’interno di una nuova concezione della pittura e dell’immagine. La conquista dell’infinito di Monet risultato della ricercata concentrazione nel volere dipingere “la bellezza dell’aria”

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