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Posts Tagged ‘moneta unica’

Grecia: nuovo declassamento da Standard & poor’s, l’addio all’euro a 1,36

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 febbraio 2012

Mapa de la Antigua Grecia.

Image via Wikipedia

Roma – Non è bastato il via libera al pacchetto di aiuti in favore della Grecia da parte del Parlamento tedesco. Standard & Poor’s ha ancora declassato il rating del debito del Paese che sembra sempre più vicino al default. Sempre più accreditata l’ipotesi che la Grecia sia il primo paese a dire addio all’Euro, che si gioca sulla lavagna di StanJames a 1,36. La possibilità che questo avvenga entro la fine del 2012, informa Agipronews, è a 1,83. Seguono, sulla lavagna dei possibili Paesi che saluteranno la moneta unica, l’Italia (a 4,00), la Germania (a 7,00), il Portogallo (a 11,00) e la Spagna (a 17,00).

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La felicità personale in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

Danimarca

Image by rossamente via Flickr

Amburgo, Germania. I danesi sono il popolo europeo più felice Più di due terzi degli europei sono soddisfatti della propria vita nonostante la crisi monetaria dell’euro e le paure relative alla moneta unica. Questa è la conclusione di un nuovo studio condotto dalla fondazione no-profit BAT-Foundation for Future Studies nel quale più di 15.000 persone in 13 paesi diversi sono state intervistate. L’atteggiamento più positivo sulla vita è quello della popolazione della Danimarca dove quasi tutte le persone intervistate (96%) dichiara di essere felice. I tedeschi invece (61%) sono scivolati dal terzo all’ultimo posto, confermando la loro reputazione di pessimisti. Alcune cose si ripetono in tutti i paesi: le donne sono più felici degli uomini, quelli che vivono in campagna sono più felici di quelli che vivono in città e le coppie sono molto più soddisfatte delle loro vite rispetto ai single, così come coloro che hanno un buono stipendio rispetto a quelli con un reddito basso. Quello che il Capo scientifico della fondazione, il prof. Ulrich Reinhardt, trova particolarmente positivo è il fatto che le giovani generazioni in tutta Europa esprimono una grande felicità e, anche in tempi di incertezza, continuano a guardare al futuro con speranza e ottimismo. Questi risultati sono parte del vasto progetto europeo per studiare le prospettive e gli atteggiamenti dei cittadini europei, nonché le loro speranze e paure. Per andare avanti, la fondazione esorta chi fosse interessato a visitare http://www.uniteddreamsofeurope.eu e raccontare il proprio sogno personale per l’Europa. Una cosa piuttosto insolita forse, considerata la situazione attuale, senza concentrarsi sulle lamentele e le richieste dei cittadini europei, ma per dare ai loro sogni e desideri un ruolo di primo piano. Questo è affascinante oltre che necessario se vengono definite le giuste priorità in relazione al futuro del “Progetto Europa”.

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La moneta unica e lo sviluppo del mercato dei capitali

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

Non vi è dubbio che i due aspetti si sono espansi contemporaneamente. Intendiamo dire che la creazione di un mercato dei capitali nei paesi dell’area dell’euro ha permesso la creazione di un mercato unico della moneta e della finanza. Essa è avvenuta senza che il trattamento fiscale e le regole di emissione dei paesi membri siano stati pienamente uniformati.  Ciò tende a concentrare le emissioni su quei mercati in cui la fiscalità e gli adempimenti imposti dalla normativa risultano meno onerosi. Tali mercati sono localizzati soprattutto in economie di piccola dimensione; i titoli emessi tendono a rifluire, in gran parte, nei paesi di insediamento del gruppo di appartenenza dei singoli emittenti. L’attività delle banche internazionali contribuisce a diffondere, in tutti i mercati, tecniche e prassi omogenee nelle procedure di collocamento dei prestiti obbligazionari e a fissare adeguate condizioni di emissione in relazione ai rischi propri di ciascun emittente. Nell’area dell’euro dall’avvio della moneta unica le emissioni di obbligazioni sono aumentate dal 44 al 59% del prodotto interno lordo. Per l’Italia i collocamenti sono cresciuti dal 28 al 47%. Ma vi è anche un risvolto negativo. La debolezza del ciclo economico internazionale ha determinato un aumento dei default. Nel 2009 ben 32 società europee non sono state in grado di onorare i prestiti obbligazionari e, per quello che ci è dato di sapere lo stesso andazzo si è verificato nel corrente anno. Le insolvenze si sono concentrate  nei paesi dove maggiore è lo sviluppo dei mercati finanziari vedesi la Grecia e la Spagna.

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