Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘moneyfarm’

Moneyfarm: premio Best Direct SIPP provider

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2019

Moneyfarm, società di gestione digitale di risparmio specializzata in investimenti a medio-lungo termine, è stata insignita del premio Best Direct SIPP provider (migliore pensione integrativa offerta tramite canale diretto) nel corso della ventiduesima edizione dei YourMoney.com Awards, uno dei più prestigiosi premi per i servizi finanziari del Regno Unito.SIPP – Self-Invested Personal Pension – è il prodotto previdenziale lanciato da Moneyfarm sul mercato britannico nel 2018 per rispondere ad una delle necessità più urgenti per i risparmiatori di tutta Europa: la ricerca di una soluzione previdenziale integrativa semplice ed efficiente.Il premio Best Direct SIPP provider 2019, assegnato attraverso un processo molto rigoroso da uno dei più grandi portali online di finanza personale del Regno Unito, conferma la qualità della consulenza offerta dal team Moneyfarm, direttamente al telefono, via mail o chat. Un supporto dedicato lungo tutto il percorso d’investimento che unisce alla scrupolosa pianificazione finanziaria, la valutazione periodica dell’adeguatezza dell’investimento al profilo di rischio dell’investitore, nonché la disponibilità costante all’approfondimento degli accadimenti sui mercati finanziari e delle scelte d’investimento operate dal team di gestione; un supporto taylor-made e sempre disponibile, in grado di rendere trasparente e semplice l’accesso al servizio (in modo autonomo sulla piattaforma o tramite con la guida dei consulenti Moneyfarm).“Siamo orgogliosi che Moneyfarm stia rendendo finalmente disponibile a un pubblico sempre più ampio un servizio di consulenza finanziaria completo e di alta qualità. È un onore aver vinto questo premio ed essere riconosciuti per la nostra miscela unica di tecnologia e competenza umana che aiuta gli investitori a ottimizzare l’allocazione dei propri risparmi e raggiungere i propri obiettivi finanziari. Siamo fermamente convinti che il nostro approccio innovativo e ibrido contribuirà davvero a migliorare la gestione del risparmio in senso lato in tutta Europa” – dichiara Giovanni Daprà, Co-founder e Ceo Moneyfarm.Il premio va ad aggiungersi ai numerosi riconoscimenti già conseguiti da Moneyfarm negli ultimi anni: il Sigillo d’Oro (Numero 1 del Servizio) dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza nella categoria Miglior Consulente Finanziario Indipendente in Italia nonché il sigillo Top Servizio nella categoria Robo Advisor del medesimo istituto, il premio Miglior piattaforma d’investimento ai YourMoney.com Awards 2018, il premio Innovation of the Year ai British Bank Awards 2018 e, nel 2017, il premio Ascosim per l’innovazione nell’Asset Management, il riconoscimento della Camera di Commercio di Milano ai fondatori Paolo Galvani e Giovanni Daprà in quanto imprenditori milanesi distintisi per l’elevato grado di internazionalizzazione nella propria azione imprenditoriale, quello del Department for International Trade (DIT) e Borsa Italiana per l’attività di Moneyfarm in UK in qualità di azienda Italiana di successo all’estero.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ricerca Moneyfarm insieme alla School of Management del Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Moneyfarm, società di gestione digitale di risparmio specializzata in investimenti a medio-lungo termine, ha realizzato in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, una analisi comparata sull’informativa sui costi e sugli oneri connessi secondo la direttiva MIFIDII prodotta da 20 fra i più importanti intermediari finanziari operanti in Italia, focalizzati su una clientela retail e ‘mass affluent’ – relativamente ai servizi di consulenza in materia di investimenti – di seguito anche “consulenza finanziaria” o “consulenza” – (offerto da tutte le case) e di gestione di portafogli – di seguito anche “gestione patrimoniale” (offerto da 16 su 20). Considerando che alla data del 30 giugno la maggior parte degli intermediari non avevano ancora provveduto alla rendicontazione “ex-post”, questa prima parte della ricerca è quindi focalizzata sulla analisi delle informative “ex-ante” fornite dal campione. La raccolta, condotta da febbraio a luglio 2019, è stata effettuata direttamente sulla rete Internet oppure attraverso richieste di contatto, senza menzionare la finalità (simulando quindi l’approccio di un normale investitore, per non condizionarne l’esito). Come previsto da MiFID II, l’informativa ex ante dovrebbe essere consegnata prima della stipula del contratto di intermediazione, in tempo utile e completa. In tal senso si è esplicitamente espressa Consob in data 28 febbraio 2019, attraverso il Richiamo di attenzione n.2/2019. Nell’analisi sono stati utilizzati i seguenti parametri di valutazione utilizzati (si veda la matrice riassuntiva in calce al comunicato):
· la disponibilità dell’informativa ex-ante sul web, a disposizione di tutti;
· la modalità di somministrazione dell’informativa a seguito del contatto da parte del potenziale cliente (cartacea, digitale, verbale);
· il formato della documentazione (su carta intestata ufficiale o no);
· il contenuto di merito delle informazioni rispetto ai costi, considerato sotto cinque aspetti: (1) l’esplicitazione delle spese ‘una tantum’, (2) delle ‘spese correnti’, (3) dei ‘costi per le operazioni’, (4), delle spese per i ‘servizi accessori’ e (5) dei ‘costi accessori’ (commissioni di performance);
· l’illustrazione degli effetti cumulativi dei costi e degli oneri sulla redditività dell’investimento (Articolo 50 par. 10 del Regolamento Delegato UE 2017/565) ad esempio attraverso simulazioni e ipotesi di scenario;
· l’indicazione dei costi non solo in percentuale ma anche in valore assoluto (Articolo 50 par. 2) sempre attraverso simulazioni e ipotesi di scenario.
I risultati relativi all’analisi dell’informativa ex ante sono significativi.
· Il 75% della documentazione relativa alla consulenza in materia di investimenti e alla gestione di portafogli non riporta la totalità delle informazioni raccomandate dalla disciplina MiFID II;
· In circa l’80% dei casi analizzati non si riscontra trasparenza dell’effetto cumulativo dei costi sulla redditività dell’investimento;
· I costi vengono esplicitati in valori assoluto nel 45% dei casi per la consulenza e solo nel 19% per la gestione di portafogli;
· Nel 60% delle richieste relative alla consulenza finanziaria la documentazione è stata consegnata solo in forma verbale, senza supporto documentale nonostante sia stato richiesto esplicitamente, mentre tale percentuale scende al 31% per la gestione patrimoniale;
· L’informativa è spesso carente rispetto ai costi per operazioni, alle spese per i servizi accessori e ai costi accessori. Le spese correnti e le spese una tantum sono più frequentemente dettagliati;
· Nella maggior parte dei casi è stato necessario recarsi direttamente presso le filiali per ottenere dai consulenti le informazioni relative ai costi applicati ai servizi offerti;
· Nonostante sia obbligo di legge fornire al cliente i costi prima di stipulare il contratto, è emersa una certa difficoltà nell’ottenerli e nell’interpretarli per via di una presentazione spesso verbale e generica.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Moneyfarm, nuovi capitali per continuare la crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Moneyfarm, la società indipendente di gestione del risparmio fondata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà nel 2011 e leader in Italia nell’innovazione legata alla consulenza finanziaria, annuncia di aver concluso un ulteriore importante round di finanziamento da 46 milioni di euro (il più alto finanziamento di sempre nel fintech Italiano). Questo porta il totale dei fondi raccolti da Moneyfarm a oltre 70 milioni di euro, una cifra che rende la società una delle aziende innovative più finanziate di sempre in Italia e in Europa.Al round, cui seguirà ora il processo di approvazione da parte dell’FCA (l’ente regolatore britannico), hanno partecipato Allianz Asset Management (lead investor), il fondo di Venture Capital Endeavor Catalyst e la Fondazione di Sardegna. Hanno anche aderito United Ventures e Cabot Square Capital, dando seguito agli investimenti già effettuati in Moneyfarm nei precedenti round, rispettivamente nel 2012 e nel 2015.L’importante aumento di capitale è finalizzato a consolidare ulteriormente la presenza di Moneyfarm in Italia e nel Regno Unito, oltre a supportare il progetto di espansione internazionale, permettendo alla Società di continuare a offrire ai risparmiatori una consulenza indipendente, investendo nella crescita, ampliando l’offerta di prodotti e consolidando il team che oggi conta 90 professionisti nelle sedi di Londra, Milano e Cagliari.Con la tecnologia che fa da facilitatore per combinare una consulenza finanziaria indipendente e sofisticata a un’esperienza d’uso semplice e trasparente, Moneyfarm ha dimostrato in questi anni che esiste un modo innovativo per offrire servizi di investimento altamente efficienti per i risparmiatori. Una tematica, quella dei costi, che sta diventando sempre più di attualità anche grazie agli interventi degli enti regolatori (non ultima la MiFiD II di recente introduzione) volti a rendere chiaro e trasparente un mercato che, anche in un recente passato, non ha sempre brillato in questo senso.Questo importante round di finanziamento, che valida un modello di business al quale anche gli istituti finanziari tradizionali hanno iniziato a guardare con grande interesse, supporterà la Società nel suo piano per affermarsi ulteriormente come leader europeo nel settore del risparmio gestito digitale e continuare a guidare l’innovazione della consulenza finanziaria.Moneyfarm è stata una delle prime società al mondo ad adottare il modello di consulenza ibrido che unisce innovazione tecnologica al lavoro di una squadra di consulenti tradizionali. Secondo Morgan Stanley, il segmento della consulenza finanziaria che opera online (robo advisory) ha raddoppiato i propri asset gestiti a livello globale nel 2017 e potrebbe superare i 2.000 miliardi nel 2020. Negli Stati Uniti esistono già due unicorni che operano nel settore (Betterment e Wealthfront) mentre in Europa il fenomeno vede Moneyfarm, insieme a Nutmeg nel Regno Unito e Scalable Capital in Germania, fare da capofila a un movimento in grande crescita.Moneyfarm gestisce oggi il patrimonio di oltre 27.000 risparmiatori tra Italia e Regno Unito a un ritmo di crescita che nel 2017 ha visto la base clienti triplicare e le masse gestite crescere del 225%.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Moneyfarm insignita del UK-Italy Business Awards dal Consolato Britannico a Milano

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

milanodavedereMilano. Ancora una volta Moneyfarm, la società di consulenza finanziaria che opera online, si conferma una realtà d’eccellenza nel panorama delle imprese italiane. A riconoscerlo è il Department for International Trade (DIT), la divisione italiana del Governo Britannico presso il Consolato di Milano, che, in partnership con Borsa Italiana, ha voluto premiare Moneyfarm nella cornice della 10ima edizione degli UK-Italy Business Awards. Il riconoscimento, consegnato personalmente dall’Ambasciatore Britannico Jill Morris, è una ulteriore conferma a supporto del continuo sviluppo volto alla qualità della società guidata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà.
Con l’appuntamento annuale degli UK-Italy Business Awards, il Department for International Trade e Borsa Italiana celebrano le migliori aziende italiane che più si sono distinte quali esempi di eccellenza di aziende Italiane nel Regno Unito. Il tratto che accomuna le imprese italiane selezionate come vincenti è quello di aver scelto il Regno Unito come punto di partenza per la propria espansione internazionale.La società di consulenza finanziaria online che nel novembre 2015 ha ricevuto dal fondo londinese Cabot Square e dalla milanese United Ventures un finanziamento di 16 milioni di euro, record per una start-up italiana, e a ottobre 2016 ha stretto un accordo strategico con Allianz Digital Venture, ha avviato il processo di internazionalizzazione a marzo 2016, annunciando l’inizio dell’operatività nel mercato UK e diventando di fatto il primo digital wealth manager operante su più mercati in Europa. Con un team internazionale e multiculturale di oltre 80 professionisti nelle tre sedi di Londra, Milano e Cagliari e rivolto allo sviluppo di più mercati, Moneyfarm conferma ancora una volta il suo posizionamento come una delle più promettenti e innovative realtà europee del Fintech. Solo nel 2016 l’organico è più che raddoppiato a servizio del crescente business italiano e inglese, le due sedi italiane hanno visto l’ingresso di più di 20 professionisti e la sede di Londra, aperta a febbraio 2016, è ad oggi formata da un team di oltre 40 persone. Inoltre, nel corso del 2016 la base clienti di Moneyfarm è più che triplicata e nel 2017 l’azienda cercherà di cementare questa espansione con il lancio di nuovi prodotti sia in Italia che nel Regno Unito, per agevolare ulteriormente i propri clienti in una gestione sempre più efficiente del loro patrimonio.“Il riconoscimento del Department for International Trade rappresenta un risultato di cui siamo orgogliosi – spiega Paolo Galvani, Presidente e Co-Founder di Moneyfarm – abbiamo voluto portare un approccio agli investimenti che fosse unico nel panorama del mercato inglese ed europeo, e questa è una delle prove che abbiamo avuto successo.” Giovanni Daprà, CEO e Co-Founder MoneyFarm, ha così commentato: “L’internazionalizzazione ha rappresentato, in un certo senso, il passaggio da startup locale con una grande mission e un piccolo team a una vera e propria azienda strutturata, con un team internazionale articolato in più sedi e rivolto allo sviluppo di più mercati. Il nostro obiettivo, però, resta sempre lo stesso: permettere alle persone di prendere il controllo delle proprie finanze e gestirle autonomamente in maniera semplice ed efficiente. Il nostro sguardo è sempre rivolto in avanti, a come migliorare la nostra offerta per avvicinarci sempre di più ai bisogni degli investitori.” Il riconoscimento del Governo Britannico va ad aggiungersi ai numerosi premi già riscossi da Moneyfarm, tra i quali, solo nel 2016, il secondo sigillo d’oro da parte dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza come Migliore Consulente Finanziario Indipendente in Italia e il riconoscimento come migliore Stocks & Share ISA Provider durante i MoneyAge Awards nel Regno Unito.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Da Moneyfarm: previsioni per il 2017

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2016

borsa-merci-telematica-italianaA cura di Richard Flax, Chief investment Office e Marco Aboav, Head of Asset Allocation di Moneyfarm. Il 2017 si prospetta come un anno molto interessante dal punto di vista non solo economico, ma soprattutto politico con le elezioni in tre importanti Stati europei (Germania, Francia, Olanda), l’insediamento di Trump negli Stati Uniti e il possibile inizio delle negoziazioni sulla Brexit. Da non dimenticare poi la situazione italiana che al momento deve fare i conti con un governo transitorio e una delicata crisi bancaria da risolvere. Ma in che modo questi e altri eventi potranno influenzare i mercati e gli investimenti finanziari? Facciamo il punto sui fattori di maggiore rilievo.
La politica di Trump, principalmente focalizzata sugli investimenti infrastrutturali, sulla ripresa dell’economia interna e sugli sgravi fiscali per le imprese, potrebbe avere effetti positivi sull’economia americana. Gli economisti si aspettano un PIL del 2,2% nel 2017, ma con un debito pubblico pari al 104.7% del PIL non sarà impresa facile. Gli Stati Uniti possono diventare la vera grande locomotiva dell’economia mondiale nel 2017, ma solo attraverso una politica monetaria accomodante (ciò su cui il mercato scommette meno in questo momento) e un’economia basata sul libero scambio, lontana quindi dalle barriere in entrata di cui Trump ha spesso parlato in campagna elettorale.Ci aspettiamo quindi un iniziale rialzo dei tassi e una successiva stabilizzazione a fronte di una crescita prevedibile ma moderata.
L’incertezza politica nei Paesi sviluppati è caratterizzata in particolare dal crescente consenso per i partiti populisti. Un aspetto che nel breve termine può incidere sui mercati portando volatilità e che si lega fondamentalmente a 2 fattori economici: la disoccupazione e le disuguaglianze, aspetti che nessun governo potrà permettersi di ignorare. Se l’Europa riuscirà a uscire dall’impasse politico, nel 2017 potrà offrire ottime opportunità nel 2017 nel comparto azionario.Le banche centrali hanno saputo risolvere i cali di mercato ma hanno esasperato le scelte di investimento favorendo la ricerca di rendimenti elevati, in un contesto di tassi di interesse ancora ai minimi storici. Nel 2017 le banche centrali dovrebbero iniziare a ridurre la loro presenza sul mercato, tuttavia l’assetto geopolitico pone alcuni rischi al ribasso per l’economia globale, lasciando le porte aperte a una politica monetaria ancora espansiva.In questo contesto, le asset class che generano extra yield, come high yield e bond dei Paesi emergenti, possono offrire ancora interessanti ritorni. La Cina non cresce più come prima ma le sue stime di crescita per il 2017 sono comunque del +6,5%.Non ci aspettiamo una svalutazione rilevante dello yuan, driver di Pechino per permettere ad un’economia abituata a steroidi monetari e legata all’accesso al credito facile, di trasformarsi in un’economia maggiormente basata sui consumi, come nelle altre economie avanzate.Questo dovrebbe favorire l’ottimismo sull’azionario dei Paesi emergenti, ancora a buon mercato rispetto ai Paesi sviluppati: il prezzo sugli utili (metrica tipica dell’investitore di lungo termine) si attesta a 11,6 per i Paesi emergenti contro 16,1 dei Paesi sviluppati.La decisione dei Paesi OPEC sul taglio della produzione di petrolio (1,2 milioni di barili al giorno) avrà il suo effetto nella prima parte dell’anno. Difficilmente il petrolio tornerà ai 70/80 dollari al barile in tempi brevi. Nonostante la ripresa della crescita globale e di conseguenza della domanda, i produttori americani sono pronti ad aumentare la produzione ai primi rialzi strutturali. Con il petrolio sui 50/60 dollari al barile ci aspettiamo effetti positivi sulle azioni e le obbligazioni ad alto rendimento, nonché minori sorprese dall’inflazione.Visti i trascorsi del 2016, non escludiamo il presentarsi di diverse sorprese nel 2017. Sono due, a nostro avviso, le più importanti per i mercati.
Una crescita globale oltre le attese potrebbe portare ottimismo nell’azionario e mettere ulteriormente sotto pressione le obbligazioni governative dei Paesi sviluppati. Questo scenario sconta una situazione gestibile dal punto di vista economico con l’inizio della negoziazione sulla Brexit e un’inflazione che potrebbe farsi sentire maggiormente nei Paesi sviluppati.Il presidente cinese è riuscito a concentrare maggiormente i poteri nei primi anni del suo mandato, la principale sfida che dovrà affrontare sarà la gestione dell’elevato debito nell’economia cinese, sempre più basata sui consumi. La possibilità di usare la leva del cambio per rendere questa transizione più gestibile è elevata. Una svalutazione dello yuan del 15/20% rispetto al dollaro è improbabile, dato l’impegno dell’occidente contro la deflazione. Ma se ciò dovesse succedere potrebbe essere difficile immaginare un 2017 roseo per l’azionario, soprattutto per quello emergente.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Moneyfarm: tre nuovi ingressi senior consolidano ulteriormente la positiva crescita del 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2016

mario-cucciapaolo-savini-nicciMoneyfarm, la società di consulenza finanziaria che opera online, consolida ulteriormente la propria crescita con l’ingresso di Richard Flax come nuovo Chief Investment Officer (CIO), Paolo Savini Nicci in qualità di Chief Financial Officer (CFO) e Mario Cuccia come nuovo membro dell’Advisory Board. A un anno dall’aumento di capitale di 16 milioni di euro e a un mese dall’accordo strategico con Allianz Digital Venture, questi ingressi chiudono un periodo molto positivo per Moneyfarm che nel 2016 ha più che raddoppiato il suo organico, suddiviso nelle tre sedi di Milano, Londra e Cagliari, a servizio del crescente business italiano e inglese; le due sedi italiane hanno visto l’ingresso di 10 professionisti e la sede di Londra, aperta a febbraio 2016, è ad oggi formata da un team di 40 persone.Inoltre, nel corso dell’anno la base di utenti di Moneyfarm è cresciuta del 60% e nel 2017 l’azienda cercherà di cementare questa espansione con il lancio di nuovi prodotti sia in Italia che nel Regno Unito, per agevolare ulteriormente i propri clienti in una gestione sempre più efficiente del loro patrimonio.Richard Flax, che si unisce a Moneyfarm come CIO, ha precedentemente ricoperto ruoli di gestione del portafoglio presso PIMCO e Goldman Sachs Asset Management. Basato a Londra, supporterà il Team di Asset Allocation nell’ottimizzazione delle scelte strategiche di investimento e nell’allocazione di portafoglio.Paolo Savini Nicci, che ha precedentemente ricoperto questo stesso ruolo in società operanti nel settore del private equity, tra cui JP Morgan e Morgan Stanley, si unisce al team di Moneyfarm in qualità di CFO per implementare ulteriormente la gestione ottimale delle attività finanziarie della società.
richard-flaxMario Cuccia si unisce ai già presenti Michael Spence, Paola Bonomo e Meir Statman, ha un’esperienza di 30 anni nel settore del risparmio gestito e in particolare ha partecipato alla ideazione e sviluppo di Banca Fideuram, di cui è diventato poi Direttore Generale. Attualmente svolge, inoltre, attività consulenziali per realtà bancarie e Sgr. Grazie alla sua importante esperienza, Mario Cuccia supporterà la società a consolidarsi ulteriormente quale attore principale nel settore e ponte tra la distribuzione tradizionale e il mondo del digital.
Paolo Galvani, Presidente di Moneyfarm, commenta: “Siamo molto orgogliosi della professionalità della nostra squadra, che ci ha sempre supportato nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi ottenuti e nella costante crescita di questi ultimi cinque anni. L’ingresso di tre professionisti del calibro di Richard Flax, Paolo Savini Nicci e Mario Cuccia è un ulteriore importante step nello sviluppo futuro di Moneyfarm e nel consolidamento della nostra leadership nel settore, a rapidissima crescita, della gestione patrimoniale digitale.”
È una società indipendente di servizi finanziari autorizzata e regolata dalla Financial Conduct Authority (FCA) e vigilata in Italia da Consob. Ad agosto 2012 è sbarcata sul web con Moneyfarm.com, aprendo la strada alla consulenza indipendente via Internet nel mercato italiano. L’azienda ha come soci principali fondi di investimento Cabot Square Capital e United Ventures, il gruppo Allianz e Vittorio Terzi (Director Emeritus di McKinsey Italia) tramite il suo veicolo d’investimento. La società guidata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà può contare su un team di 80 professionisti di qualificato background e su oltre 80.000 utenti attivi. La mission di Moneyfarm è quella di permettere alle persone di gestire i propri soldi in maniera semplice ed efficiente e offre un servizio unico in Europa che propone la consulenza personalizzata su ETF e l’attività di trading. (foto: mario cuccia, Paolo Savini Nicci, Richard Flax)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Moneyfarm: ecco i risultati dell’Indice di incertezza economico-finanziaria del III trimestre 2016

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

indice-incertezzaTorna l’analisi trimestrale di Moneyfarm che rivela il grado di incertezza economico-finanziaria trasmessa dai media e percepita dal pubblico. Moneyfarm, la società indipendente di servizi finanziari online, con sedi in Italia e nel Regno Unito, ha pubblicato l’Indice relativo al III trimestre 2016.Si ricorda che l’indice, realizzato grazie alla collaborazione con la società spin-off dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca Tabulaex S.r.l., è composto da due diversi indicatori:
· Indicatore di incertezza trasmessa dalle principali testate web nazionali – in particolare le sezioni economiche. L’analisi del III trimestre ha coperto quasi 12.000 articoli.
· Indicatore di incertezza percepita dalle persone, attraverso l’analisi dei tweet aventi a oggetto argomenti di natura economico-finanziaria. L’analisi del III trimestre ha coperto oltre 68 mila tweet.
I principali eventi analizzati in questo periodo in cui si evidenziano importanti picchi di incertezza sia trasmessa che percepita sono i seguenti:
· Effetti post Brexit (4-11 luglio)
· Dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, inerenti agli aiuti di Stato alle banche e al rilascio della BCE dei dati sugli stress test delle principali banche europee (18-25 luglio)
· Dichiarazioni di Mario Draghi sulla reddittività bancaria e sorti di Deutsche Bank (26-30 settembre)
indice-incertezza1Da una prima analisi generale si nota che, nel III trimestre 2016, il mese con la più alta quota di articoli incerti è luglio (54%). L’incertezza nelle prime settimane di questo mese è dovuta agli effetti post Brexit, mentre nelle settimane successive gli eventi che scatenano tale clima sono le dichiarazioni di Draghi inerenti agli aiuti di stato alle banche ed il rilascio da parte della BCE dei dati sugli stress test delle principali banche europee.
– Effetti sulle borse del post Brexit (4-11 luglio 2016): l’incertezza è massima nelle settimane che seguono il referendum (23 giugno), nelle quali il tema predominante sui media è stato l’ultimatum della Bce a Londra e le sofferenze dei mercati.
– Dichiarazioni Draghi su aiuti di stato alle banche (18-25 luglio 2016): l’indicatore di incertezza registra il valore massimo pochi giorni dopo la data delle dichiarazioni (21 luglio), ovvero il 25 luglio. Si segnala inoltre che l’incertezza è dovuta anche all’attesa del rilascio dei dati sugli stress test delle principali banche europee (29 luglio).
– Dichiarazioni Draghi su redditività delle banche (26-30 settembre 2016): Le dichiarazioni sono state pronunciate il 22 settembre in occasione di una conferenza organizzata dall’European Systemic Risk World. L’indicatore registra un evidente trend di crescita a partire da metà agosto, raggiungendo il picco in data 26 Settembre. (indice incertezza)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Moneyfarm si conferma il migliore consulente indipendente in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2016

fondo-monetario-internazionaleDopo gli importanti traguardi degli ultimi mesi, Moneyfarm ottiene ulteriori conferme a supporto del continuo sviluppo teso alla qualità e all’eccellenza del servizio, grazie a due premi: il sigillo d’oro da parte dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza come Migliore Consulente Finanziario Indipendente in Italia per soddisfazione dei clienti, ed il riconoscimento come migliore Stocks & Share ISA Provider dell’anno durante i MoneyAge Awards nel Regno Unito.I Sigilli Oro dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza rappresentano una delle certificazioni più prestigiose della soddisfazione dei clienti finali grazie all’assoluta indipendenza nelle rilevazioni. Ecco il dettaglio della classifica stilata per il 2017 dall’Istituto Tedesco (le aziende con valori sotto la media vengono riportate in ordine alfabetico):1) MoneyFarm (62%) 2) Consultique 57% 3) Copernico 50% AcomeA — AG advisory — K Kapital — M&G — Norisk. Se essere nuovamente in cima alle preferenze è di per se un importante riconoscimento, l’essere riusciti a migliorare ulteriormente di oltre il 13% il già buon risultato del 2016 è motivo ulteriore di orgoglio. Oltre 120.000 giudizi di italiani per assegnare l’oro alle aziende in gara che offrono il miglior servizio. L’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, leader europeo delle indagini e dei sigilli di qualità, analizza ogni anno centinaia di prodotti e servizi in differenti settori economici e ascolta il parere dei consumatori per offrire loro uno strumento per riconoscere le aziende che rispondano al meglio alle loro esigenze.“Un risultato tutt’altro che scontato – ha tenuto a precisare Paolo Galvani, Presidente e Co-Founder di Moneyfarm – dopo un anno che, seppure chiuso con i portafogli ampiamente in positivo, è stato caratterizzato da una grande volatilità sui mercati che, tradizionalmente, tende più a minare la fiducia degli investitori che a rafforzarla. Il risultato della ricerca premia quindi i nostri sforzi nella direzione della semplificazione e della trasparenza del percorso di investimento dei nostri clienti che, aldilà di eventuali scossoni di breve periodo durante il viaggio, possono restare sempre sereni e concentrati verso l’obiettivo di medio-lungo periodo, forti di un metodo (quello della diversificazione e di una particolare attenzione ai costi di gestione) che si sta dimostrando sul campo come l’unico realmente in grado di proteggere e al contempo dare valore all’investimento.” L’indagine “Migliori in Italia – Campioni del Servizio” realizzata quest’anno ha interessato 475 aziende italiane da 70 settori dell’economia attraverso i giudizi raccolti in oltre 120.000 interviste su un campione rappresentativo della popolazione italiana per area, sesso e età.
Un ulteriore riconoscimento arriva d’oltremanica dove Moneyfarm, che ha esteso l’attività anche al mercato britannico a inizio 2016, è stato premiato come migliore Stocks & Share ISA Provider dell’anno durante i MoneyAge Awards.
L’ISA è un prodotto promosso dall’FCA, l’ente regolatore britannico, che dà la possibilità ai risparmiatori di investire una quota fissa annuale di circa 15mila sterline completamente esentasse. Un prodotto molto vantaggioso dal lato fiscale ma in molti casi penalizzato dagli alti costi applicati dalle società di gestione. Ed è proprio l’impegno nella eliminazione di tutti quegli elementi di costo superflui, tipicamente devoluti esclusivamente a remunerare la distribuzione dei prodotti stessi, che ha caratterizzato la motivazione principale per il premio assegnato.
Moneyfarm è una società indipendente di servizi finanziari autorizzata e regolata dalla Financial Conduct Authority (FCA) e vigilata in Italia da Consob. Ad agosto 2012 è sbarcata sul web con Moneyfarm.com, aprendo la strada alla consulenza indipendente via Internet nel mercato italiano. L’azienda ha come soci principali fondi di investimento Cabot Square Capital e United Ventures, il gruppo Allianz e Vittorio Terzi (Director Emeritus di McKinsey Italia) tramite il suo veicolo d’investimento. La società guidata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà può contare su un team di 70 professionisti di qualificato background e su oltre 80.000 utenti attivi.
La mission di Moneyfarm è quella di permettere alle persone di gestire i propri soldi in maniera semplice ed efficiente e offre un servizio unico in Europa che propone la consulenza personalizzata su ETF e l’attività di trading.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Brexit e investitori privati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

londraLondra. La data del referendum si avvicina mentre di pari passo crescono i timori degli investitori, in particolare di quelli inglesi che, con portafogli fortemente esposti all’azionario inglese (il comparto più a rischio in caso di Brexit), temono di andare incontro a pesanti perdite.“Dal nostro punto di vista, un’ampia diversificazione sarebbe il modo più semplice per ridurre il rischio correlato all’esito del referendum”, spiega Marco Jean Aboav, Macro Portfolio Manager di MoneyFarm.“Una maggiore diversificazione dal punto di vista geografico e delle asset class in portafoglio, avrebbe aiutato, da un lato, a ridurre la rischiosità dell’investimento nel breve termine, dall’altro, a ottenere rendimenti migliori nel lungo temine”.Come ricordato nell’editoriale di qualche settimana fa (Brexit, inizia il conto alla rovescia a un mese dal referendum) a cura di Marco Jean Aboav, Macro Portfolio Manager di MoneyFarm, uno degli aspetti che più preoccupa è quello legato al tasso di cambio.“Il picco d’incertezza sulla sterlina contro l’euro si verificherà infatti tra due mesi e sebbene il mercato preveda una normalizzazione da qui ad un anno, a nostro avviso, questa richiederà invece un lasso di tempo ben più lungo”“Comprare una copertura per il rischio di cambio può risultare complesso per un investitore fai da te, inoltre il costo al momento risulta molto elevato per i recenti sondaggi sulla Brexit che hanno mostrato un riallineamento tra le 2 parti.” “Un semplice modo per ridurre l’incertezza quando ci si trova ad affrontare un rischio politico di questo genere è investire in un portafoglio ben diversificato che riduce la situazione tipica in cui l’investitore tende a allocare maggiormente capitale nel proprio paese di residenza.Intanto è bene ricordare che in uno scenario di Brexit gli asset che sono in grado di performare meglio sono:
• l’oro, il solito bene rifugio
• i titoli governativi tedeschi, i titoli obbligazionari considerati più sicuri
L’azionario inglese potrebbe riservare performance negative, mentre non si esclude un intervento della Bank of England tramite un allentamento dei tassi di interesse, favorendo così le obbligazioni governative inglesi.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Gli interventi delle Banche Centrali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2016

Banca europea per gli investimentiA cura di Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm. Dopo circa 10 anni durate i quali le banche centrali hanno operato per rimediare alla crisi finanziari che ha colpito l’economia globale, la fede degli investitori nell’efficace dei loro interventi ha iniziato a svanire negli ultimi anni. Il QE, i bassi tassi d’interesse, la strategia di comunicazione pubblica etc non sono stati risolutivi e gli investitori temono che banche centrali abbiano giocato tutte le carte in loro possesso per aiutare la crescita globale e generare inflazione. Inoltre, la lenta crescita economica, la mancata spinta inflazionista e i fattori di rischio esterni hanno portato i policymakers a rimanere sulla difensiva, come dimostrato in particolare nei primi mesi del 2016. Nell’ultimo periodo, come sintetizzato nella tabella sottostante, abbiamo assistito a diverse operazioni da parte delle banche centrali. Prime fra tutte, la Banca Centrale Europea (BCE) e la Bank of Japan (BoJ) si sono mostrate le più determinate nella lotta contro la deflazione e la stagnazione economica.
Il pacchetto di misure previste dalla BCE include un ulteriore taglio dei tassi d’interesse, una estensione del QE non solo nell’ammontare di titoli comprati ma anche nella tipologia di titoli comprati (oltre a titoli governativi, ora anche alcuni titoli obbligazionari societari potranno essere comprati) e di conseguenza un incoraggiamento verso la maggiore circolazione di denaro, spingendo le banche all’erogazione di nuovi prestiti.
Anche negli Stati Uniti, dove la situazione economica appare più solida, non mancano le preoccupazioni per una crescita globale lenta, come dimostrato della FED e della sua decisione di tenere invariati i tassi di interesse.
Emergono quindi temi comuni alle banche centrali globali accomunate dalla risoluzione delle medesime problematiche.
L’intervento delle banche centrali, nonostante sia la dimostrazione di un sostegno necessario ad un’economia che fatica a crescere, ha rinvigorito la fiducia degli investitori e influenzato i mercati. La volatilità sui mercati azionari e di credito negli ultimi anni è stata molto correlata con il tono usato dalle banche centrali. Un esempio recente è l’intervento a marzo della BCE, che annunciando l’espansione del suo piano di acquisto ha avuto un impatto enorme sul mercato delle obbligazioni societarie.
È importante sottolineare come anche la cosiddetta forward guidance (la strategia di comunicazione pubblica) sia a tutti gli effetti uno strumento di politica monetaria, tramite la quale una banca centrale regole le attese degli operatori economici. L’annuncio della BCE di nuove politiche hanno fatto, come è normale aspettarsi, indebolire l’Euro, che poi si è rafforzato in seguito alle parole di Draghi sul fatto che ulteriori tagli non saranno necessari. Le aspettative di tassi non in diminuzione hanno pesato più delle effettive politiche dispiegate.Si era osservata una reazione simile alle scelte della Boj di implementare tassi di interesse negativi, che contrariamente alle attese ha portato a un rafforzamento dello Yen.
Una chiara evidenza dei limiti delle politiche monetarie in atto che tuttavia, stanno sostenendo i mercati e la loro ripresa, dopo un inizio anno difficile.
Alcuni economisti non mancano di rimarcare il fatto che in fondo l’intervento della Bce è solo un palliativo, un modo per temporeggiare in mancanza di riforme strutturali efficaci. La ripresa economica non potrà che passare per i governi e il loro operato, meglio ancora se prima che l’effetto “palliativo” possa svanire.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »