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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘monica cerutti’

I giovani sono una risorsa

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

regione piemonteTorino. Si è concluso il processo di confronto con gli amministratori locali piemontesi e le realtà associative sul nuovo disegno di legge regionale sulle Politiche Giovanili. Oggi a Torino l’assessora Monica Cerutti ha incontrato sindaci, assessori, consiglieri, rappresentanti dei centri di aggregazione giovanile, associazioni,giovanili: «Anche per quella che sarà la nuova legge sulle Politiche Giovanili in Piemonte abbiamo voluto adottare una modalità partecipata, incontrando oltre 200 amministratori locali di tutte le province della regione. Ciò è avvenuto dopo che abbiamo realizzato giovani» – ha dichiarato l’assessora.«Sono molte le riflessioni che ci sono state sottoposte e che abbiamo accolto elaborando la bozza finale del disegno di legge regionale. Ci è stato chiesto di valorizzare le realtà aggregative utili a coinvolgere i giovani nella vita delle comunità locali; creare un registro delle associazioni giovanili; affrontare il tema della mobilità, non solo quella internazionale, che è fondamentale per i nostri ragazzi e ragazze; potenziare la funzione degli Informagiovani; aprire una riflessione sulla fascia di età della popolazione destinataria del provvedimento; agire sul tema dell’inclusione, integrazione e sensibilizzazione alla socialità e al contrasto dei pregiudizi contro ogni discriminazione; pensare al tema del lavoro giovanile anche immaginando il potenziamento di strutture come i co-working; chiarire i criteri di selezione dei rappresentanti che devono essere coinvolti nell’organismo regionale di coordinamento delle politiche giovanili» – ha continuato Monica Cerutti, assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte.«Le politiche giovanili sono anche luoghi. Come Regione Piemonte abbiamo avviato e completato un primo censimento dei 60 centri di aggregazione giovanili presenti sul territorio piemontese con lo scopo di ricostruire una mappa delle realtà giovanili sul territorio. Abbiamo anche invitato i Comuni a rispondere ad un primo bando di sostegno alle loro progettualità che già realizzano i contenuti del disegno di legge, vale a dire azioni volte a diffondere e favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo attraverso la cittadinanza attiva. I Comuni finanziati sono 54 per un totale di 183.000. Le provincie più rappresentate sono Torino con 26 Comuni, Cuneo e Alessandria con 9. Ma tutte le province hanno risposto, con un risultato assolutamente positivo» – ha proseguito Monica Cerutti, assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte.«Dobbiamo partire da un concetto che deve essere chiaro a tutti noi che operiamo nelle istituzioni a favore dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze: i giovani sono una risorsa, non un problema da affrontare» – ha concluso Monica Cerutti, assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte.

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Lunedì il Forum Regionale dei nuovi cittadini e delle nuove cittadine

Posted by fidest press agency su domenica, 3 dicembre 2017

regione piemonteTorino. Si terrà lunedì 4 dicembre alle ore 16.30 presso l’Aula Darwin della Struttura Didattica Speciale per le Biotecnologie in Via Nizza 52. la riunione dell’istituendo Forum Regionale dei nuovi cittadini e delle nuove cittadine: «Questo strumento si inserisce nel contesto strutturale delle politiche per l’inclusione della popolazione straniera che la Regione Piemonte ha messo in campo negli ultimi anni. Il Forum, previsto dal testo del nuovo disegno di legge regionale sull’Immigrazione e al momento al vaglio della I e III Commissione del Consiglio regionale, è fondamentale nel processo di coinvolgimento dei residenti stranieri presenti sul nostro territorio, ma anche di chi opera nel settore» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
«Durante la riunione di lunedì illustreremo i progetti che stiamo mettendo in campo grazie al Fondo Asilo Immigrazione e Integrazione e con il protocollo firmato con i Centri Servizi Volontariato, a sostegno delle associazioni di migranti. A loro sottoporremo anche il piano di attuazione della legge regionale numero 5 contro ogni forma di discriminazione, la cui utilità è davanti agli occhi di tutti ogni volta che si legge sui giornali di un caso di razzismo o xenofobia. Affronteremo anche la progettazione della cooperazione decentrata per la quale ci siamo posti l’obiettivo di coinvolgere le diaspore, in un percorso analogo a quello intrapreso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale» – ha continuato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.«Stiamo cercando di costruire politiche che non siano emergenziali ma strutturali rafforzando il legame tra la comunità piemontese e i nuovi residenti. È solo attraverso la partecipazione ai processi decisionali e la conoscenza reciproca che si può creare un contesto sociale coeso e sicuro» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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Femminicidi: la Regione Piemonte intende potenziare la rete dei centri antiviolenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

regione piemonteTorino, «Non basta. Il grande lavoro che tutti insieme stiamo svolgendo per contrastare la violenza di genere, diffondere la cultura delle Pari Opportunità e sostenere le donne che subiscono maltrattamenti non basta. Evidentemente non facciamo ancora abbastanza, soprattutto nell’accompagnamento a una cultura del rispetto fra i sessi» – una riflessione di Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, in seguito al drammatico femminicidio di Casale Monferrato in cui è stata uccisa dal marito Elena Seprodi.«La costernazione che ho provato in questi giorni deve essere lo stimolo per fare ancora di più. La Regione Piemonte apprende con interesse della volontà di Me.Dea, Onlus Contro La Violenza Alle Donne dell’alessandrino, insieme all’amministrazione comunale di Casale Monferrato, di attivare un nuovo centro antiviolenza sul suolo comunale. L’impegno della Regione a sostegno della rete dei Centri Antiviolenza è costante, ed essendo Me.Dea il CAV per la provincia di Alessandria, l’associazione è destinataria dei fondi della legge regionale 4 del 2016 contro la violenza di genere. Proprio sabato 23 settembre parteciperò al corso organizzato dalla stessa Me.Dea per le operatrici dei centri e sarà l’occasione per fare il punto delle nostre azioni nell’alessandrino» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.«Proprio in questi giorni stiamo mettendo a punto i nuovi finanziamenti per la rete dei Centri Antiviolenza e ultimando la programmazione triennale di attuazione della legge quadro regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. In questo ambito, la Regione Piemonte ha stanziato più di 300.000 euro per l’apertura di nuovi centri antiviolenza perché la nostra intenzione è quella di potenziare su tutto il territorio regionale la rete regionale. Per questo motivo abbiamo deciso di finanziare progetti per l’apertura di nuovi centri antiviolenza e case rifugio prioritariamente nelle province che al momento presentano un rapporto tra numero di centri e popolazione femminile residente oltre i 14 anni più elevato rispetto alla media regionale. Tra queste province c’è anche quella di Alessandria che avrà priorità per l’apertura di un nuovo centro antiviolenza, e dunque auspichiamo di poter sostenere un nuovo progetto a Casale Monferrato» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte. «Infine ci stiamo dedicando anche alla promozione della cultura del rispetto fra i sessi e della sensibilizzazione al contrasto alla violenza sulle donne. Per questo motivo stiamo elaborando un progetto regionale di comunicazione ai quali hanno potuto aderire tutti i centri antiviolenza regionali che hanno deciso di rispondere alla manifestazione di partenariato. Possibilità aperta fino a oggi. Speriamo che il nostro progetto possa ricevere il sostegno del Dipartimento delle Pari Opportunità. Per riuscire a raggiungere il nostro obiettivo, tutti noi che facciamo parte del sistema di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, dobbiamo andare nella stessa direzione e fare squadra» – ha concluso Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

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Violenza sulle Donne: Non c’è più tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

montecitorio

Roma primo marzo ore 10,30-13 Camera dei deputati – Sala Aldo Moro Piazza Montecitorio ingresso principale. Interventi:
Sesa Amici – Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio
Monica Cerutti – Delegata Conferenza delle Regioni c/o la Cabina di Regia –
Assessora Regione Piemonte Pari Opportunità
Rita Visini – Assessora Regione Lazio Politiche Sociali
Marco Chiesara – Presidente WeWorld
Giovanna Melandri – Presidente Human Foundation
Rappresentante UBI Banca
Clodia Vurro e Giovanna Badalassi – ricercatrici WeWorld
Ore 12.30 – Presentazione campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #TimeOut. Interverranno alcuni Testimonial del progetto.
WeWorld presenta una nuova indagine “Violenza sulle Donne. Non C’è più Tempo. Quanto vale investire in prevenzione e contrasto. Analisi SROI (Social Return on Investment) delle politiche d’intervento”, realizzata grazie contributo di Ubi Banca, che completa e rilancia la riflessione sui costi, le politiche e gli investimenti necessari per prevenire e contrastare la violenza contro le donne.
A fronte dei circa 17 miliardi di costi che il nostro Paese paga quanto sarebbe il ritorno sociale per ogni euro investito in politiche di prevenzione o interventi di contrasto, cura e presa in carico che impediscano il ripetersi della violenza? Quali interventi sembrano avere i ritorni sociali più promettenti? A tutti questi interrogativi, lo studio di WeWorld, realizzato sotto la supervisione di un Comitato scientifico che include Antonella Picchio (Università di Modena e Reggio Emilia), Giuseppina Muratore (Istat), Michele Palma (Dipartimento per le Pari Opportunità), cerca di dare una risposta per offrire un modello di pianificazione a lungo termine che porti, a costi ragionevoli, a una drastica riduzione del fenomeno.Al termine del dibattito verrà presentata la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di WeWorld – #TIMEOUT – per dare un aiuto concreto alle oltre 6 milioni di donne che nel nostro Paese subiscono violenze e abusi, spesso di fronte ai loro figli. L’hashtag #TIMEOUT ribadisce che non c’è più tempo per fermare la violenza contro le donne e i loro bambini. Proprio da qui, da questa urgenza, nasce il simbolo della campagna: Il Time Out. Un gesto semplice e mutuato dal mondo sportivo, a cui si sono uniti tanti volti del mondo dello sport, del cinema e della cultura.

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Politiche giovanili in Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

torinoTorino. «Una nuova legge regionale sulle Politiche Giovanili per superare gli elementi di debolezza e creare un nuovo protagonismo giovanile in Piemonte» – è questo l’obiettivo che ha individuato Monica Cerutti, assessora regionale alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte, durante il dibattito che oggi si è svolto presso l’assessorato e al quale hanno partecipato operatori del settore, associazioni, amministrazioni provinciali e comunali. «La Regione Piemonte prosegue nell’esperienza dei Piani Locali Giovani, sta lavorando al nuovo sito internet dell’Informagiovani e a un percorso partecipato che dovrà portare alla stesura di una nuova legge regionale, usando la metodologia del dialogo strutturato. Sono già stati avviati i laboratori territoriali di confronto con i ragazzi e le ragazze piemontesi e oggi abbiamo voluto fare un punto intermedio sul nostro lavoro» – Monica Cerutti, assessora regionale alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte. Interessante la fotografia che è stata scattata da IRES Piemonte e che ha tracciato un quadro descrittivo dei giovani tra i 15 e i 29 anni residenti in Piemonte. Rispetto alla prima metà degli anni ’90 in Piemonte ci sono poco più di 228.000 giovani tra i 15 e i 29 anni in meno. All’epoca i ragazzi e le ragazze piemontesi erano 825.340, oggi sono 597.000 e rappresentano il 13,6% della popolazione. Un dato che in qualche modo viene arginato grazie al contributo della popolazione straniera che rappresenta il 15% di quella fascia di popolazione: i giovani stranieri presenti nella nostra regione sono 89.069.
Numeri che devono essere incrociati con quelli delle nascite. In primo luogo è necessario constatare che nella popolazione tra i 0 e i 4 anni i bimbi stranieri sono il 18,2%. I migranti in qualche modo attutiscono il calo delle nascite che perdura dal 2009: i nati sono 6.600 in meno nel 2015 rispetto al 2008, con un calo percentuale del 17%.
I giovani piemontesi non vanno a vivere da soli: il 72,7% di loro (tra i 20 e i 29 anni) vive ancora in famiglia, un fenomeno meno marcato nella popolazione straniera femminile. Un dato che è cresciuto negli anni della crisi economica.
Il 64,8% dei piemontesi nella fascia d’età che va dai 25 ai 29 anni è occupato, mentre solo il 15,8% è inattivo; il restante è potenzialmente impiegabile. Un dato che è più alto nella popolazione straniera: il 78,1% dei ragazzi stranieri è occupato, mentre per quanto riguarda gli italiani gli occupati sono il 72,2%; tra le ragazze le italiane occupate sono il 57,6% contro le 51,4% delle straniere.Una buona notizia giunge sul fronte dell’abbandono scolastico dove dal 2004 a oggi si può registrare un importante miglioramento: nel 2004 i giovani tra i 18-24 anni che non avevano titoli scolastici superiori alla licenza media era il 22,4%, nel 2015 sono il 12,6%. I ragazzi iscritti alle scuole superiori nell’anno 2014/15 sono stati 167.000 e 13.700 nei percorsi di istruzione e formazione professionale in agenzie formative.
Nel 2015/16 i giovani piemontesi iscritti all’università sono stati 86.200 con prevalenza femminile (56.000 pari al 59%); il 5% (4.500) sono i residenti piemontesi con cittadinanza straniera.
Il 26,5% dei giovani piemontesi si ferma alla licenza media; l’8,4% ha una qualifica professionale; il 41,6% ha il diploma; il 23,5% ha un titolo universitario o un corso post diploma.

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Monica Cerutti: “Un bilancio senza anima che non risponde ai problemi del Piemonte”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 maggio 2012

Ieri si è chiuso il lunghissimo iter dell’approvazione del Bilancio Regionale. I tempi spropositamente lunghi non possono essere addebitati ad un eventuale ostruzionismo dei Gruppi di opposizione, ma alla non coesione che è interna alla maggioranza stessa: un fattore da non sottovalutare che sicuramente avrà ripercussioni nell’applicazione dello stesso. La Regione con questo Bilancio non risponde alle vere problematiche del territorio e non esprime una politica di programmazione economica per il Piemonte. Non possiamo non apprezzare gli sforzi che sono stati fatti per ridurre i tagli al trasporto pubblico locale ed alle politiche sociali, ma siamo convinti e consapevoli che non sia ancora abbastanza.Siamo profondamente insoddisfatti per quanto si è scelto per l’Edisu. E’ evidente il ridimensionamento che subirà l’ente: nel Bilancio si parla di 11 milioni, giustificati con il fatto che verrebbero introdotti criteri di merito in modo da selezionare maggiormente i beneficiari. Non siamo assolutamente d’accordo! Passare da 10000 borse di studio degli anni passati a circa 3500 erogabili con queste risorse non puo’ essere ascritto semplicemente all’introduzione del principio della meritocrazia.Ad aggravare la situazione ci risulta che vi siano alcuni vizi formali ed è per questo che abbiamo sottoscritto anche noi l’esposto che verrà presentato dall’opposizione alla Corte dei Conti. Se questo aspetto non fosse stato di rilevante importanza avremmo sicuramente votato contro questo Bilancio, ma davanti ai fatti abbiamo deciso di non partecipare alla votazione dello stesso.

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