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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘monitoraggio’

Monitoraggio e diagnostica strutturale applicata ai ponti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 giugno 2019

Torino. Ingegneri progettisti e ingegneri incaricati della direzione dei lavori, esperti di infrastrutture stradali e ferroviarie e amministratori locali a confronto sul monitoraggio e la diagnostica strutturale applicata ai ponti: è accaduto oggi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, che ha ospitato un convegno su di un tema molto sentito dall’opinione pubblica: la sicurezza delle infrastrutture stradali e le garanzie che un adeguato monitoraggio di tali infrastrutture può offrire all’utenza e agli Enti proprietari delle strade. L’iniziativa del Politecnico, del Centro Interdipartimentale per la Sicurezza di Infrastrutture e Costruzioni SISCON e dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Torino era patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, che ha partecipato con un saluto istituzionale affidato al Consigliere delegato ai lavori pubblici e infrastrutture, Antonino Iaria. “Il nostro Ente di area vasta non è certamente all’anno zero in tema di monitoraggio dei ponti. – ha sottolineato il Consigliere Iaria – Un centinaio dei mille ponti che sono presenti negli oltre 3.000 Km della rete stradale di nostra competenza ha unaluce superiore ai 90 metri. (con il temine “luce” nelle costruzioni civili si identifica la dimensione maggiore degli elementi strutturali portanti orizzontali, o leggermente inclinati – Nd.R.) Stiamo investendo risorse nella progettazione di nuove opere e nella diagnosi visiva e strumentale delle infrastrutture esistenti, utilizzando anche nuove tecnologie come i droni. Investiamo sulla professionalità dei nostri tecnici, con corsi di formazione e momenti di approfondimento. Con il Politecnico abbiamo in corso di attuazione un protocollo d’intesa per la valutazione statica e sismica di manufatti realizzati alcuni decenni orsono, come il cavalcavia di corso Grosseto a Torino”.
La giornata di studio e approfondimento tecnico è stata organizzata per porre a confronto le esperienze americane e italiane in tema di procedimenti operativi per il controllo e la diagnostica delle opere d’arte. La riflessione si è soffermata su come si è operato sinora e su come procedere in futuro, riqualificando e valorizzando le competenze tecniche di diversi soggetti professionali e istituzionali e facendole dialogare sempre più tra di loro.È un tema che interessa soprattutto le pubbliche amministrazioni che realizzano e gestiscono opere infrastrutturali e hanno la responsabilità della qualità della progettazione ed esecuzione dei lavori, del monitoraggio, della manutenzione delle opere esistenti e del loro miglioramento dal punto di vista statico e sismico. Nel convegno si è parlato di una prevenzione da attuare in fasi successive e della modulazione degli interventi in base alla disponibilità di risorse.Come ha sottolineato il professor Francesco Bellino, docente al Politecnico di Torino, un corretto monitoraggio può allungare la vita tecnica delle strutture, perché la manutenzione ordinaria non è sufficiente a rallentare il degrado delle infrastrutture. Occorre investire nella formazione e nell’aggiornamento dei tecnici, perché non basta posizionare sensori sui ponti: occorre sapere dove e come usarli e come elaborare ed interpretare i dati raccolti. L’ingegner Bruno Ifrigerio, coordinatore della Commissione strutture dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Torino, ha ricordato a sua volta che il Ministero delle Infrastrutture ha dato vita ad un gruppo di lavoro che elaborerà linee guida per il monitoraggio dei ponti. L’elaborazione di procedure standard non potrà però escludere una certa discrezionalità, affidata alla sensibilità dei tecnici.

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Fondi Mavga per il monitoraggio della qualità dell’aria

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

Il M5S dopo un anno di annunci e proclami per aver finalmente trovato 3 milioni di fondi residui del programma MAVGA dell’ex Provincia di Roma, la smetta di raccontare bugie ai cittadini della Valle Galeria e si sbrighi a far impegnare queste somme per il monitoraggio della qualità dell’aria.
I cittadini del quadrante Valle Galeria, Monte Stallonara, Casal Lumbroso, Massimina e Malagrotta sono anni che combattono con odori nauseabondi che si sono pericolosamente intensificati dell’ultimo periodo e si stanno muovendo per pagare di tasca propria un monitoraggio della qualità dell’aria. A loro vanno date urgenti risposte e quindi abbiamo convocato in commissione ambiente alla Regione Lazio i vertici dell’Area Metropolitana per comprendere i motivi dell’inerzia dei grillini che governano i Municipi, Roma Capitale e la stessa ex Provincia. Così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Giovanni Picone capogruppo Fdi al Municipio XII

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Roma: Verde, al via il monitoraggio di 82mila alberi

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

alberiRoma Sono partiti i lavori di monitoraggio, sorveglianza, custodia e pronto intervento h24 sulle alberature comunali. Più di 82mila alberi tra pini, platani, lecci e altri generi di “prima grandezza” (pari o superiori ai 20 metri) posizionati lungo le strade della città e nelle maggiori ville storiche, verranno controllati, monitorati e — se necessario — potati, abbattuti e ripiantati. Questo è il risultato del bando di gara europeo che si è concluso con l’affidamento dei lavori, relativi a nove lotti, alle ditte aggiudicatrici per un valore complessivo di 3 milioni e mezzo di euro. Si parte con i municipi IX, XI, XII e XIII per poi estendere le operazioni su tutta la città. La durata dell’“appaltone” è di 1 anno e mezzo, tempo utile per pianificare la programmazione successiva. L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di incidenti, tutelare lo straordinario patrimonio arboreo della Capitale, porre le premesse per successivi lavori di manutenzione, pianificare le attività di ripiantumazione. “Da via Cristoforo Colombo a Corso Trieste, da viale Mazzini a viale Regina Margherita, saranno operative tutti i giorni, nei diversi quartieri della città, squadre a lavoro con motoseghe, segacci, cesoie, autocarri e mezzi vari per la potatura delle piante, rimozione dei rami e abbattimento di alberi secchi nel più ampio rispetto del patrimonio arboreo. In più – spiega Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale – si potrà provvedere alla gestione delle emergenze con il servizio di pronto intervento h24, entro 1 ora dalla segnalazione. I tecnici abilitati dovranno anche redigere una scheda di valutazione per ogni singola pianta controllata, consentendo il censimento e l’aggiornamento del database in possesso di Roma Capitale. Tale operazione rappresenta una prima fase di screening utile a valutare gli interventi che si rendono necessari”. “Finalmente creiamo le condizioni per ristabilire la normalità all’insegna di una pianificazione strategica. Si tratta di un risultato che Roma aspettava da tempo e siamo solo all’inizio. Questo è il primo tassello di un percorso finalizzato a garantire un’attenzione costante e puntuale per i 330mila alberi della città. Dopo anni di incuria e abbandono vogliamo garantire trasparenza, correttezza e pianificazione strategica”, conclude la Montanari.

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Pianificazione e monitoraggio dei grandi eventi

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

Roma Lunedì 5 Dicembre 2016, ore 10:00 Dipartimento di Ingegneria, Aula Conferenze Via Vito Volterra 62 seminario dal titolo Pianificazione e monitoraggio dei grandi eventi attraverso la cartografia digitale organizzato con “Roma per il Giubileo” per illustrare il lavoro svolto nel corso dell’anno giubilare dalla Segreteria Tecnica per il Giubileo e da tutti i partner. In particolare come la cartografia digitale sia stata fondamentale nel processo di pianificazione e monitoraggio dei grandi eventi giubilari. Saranno ospiti la Segreteria Tecnica del Giubileo, l’Ufficio Speciale Giubileo di Roma Capitale, Roma Servizi per la Mobilità, Sogei e gli assessori comunali e regionali.

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Inaugurata in Italia la prima piattaforma per la mappatura e il monitoraggio dei geni e mutazioni coinvolti nei tumori solidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

malattie-genetiche-feto-5Si chiama SCED (Solid Cancer Early Detection) ed è il primo test che, mediante un prelievo di sangue periferico, esegue la mappatura e il monitoraggio delle mutazioni genetiche coinvolte nei tumori solidi per uno screening facilmente ripetibile perché non invasivo.
La tecnologia SCED è unica poiché incrocia l’analisi del DNA libero circolante (ctDNA) con quella del DNA germinale e delle Cellule Tumorali Circolanti (CTC) portando agli estremi il livello di affidabilità.
Dalla prevenzione secondaria al reparto di oncologia – Le applicazioni di questa tecnica, genericamente chiamata ‘biopsia liquida’, sono molteplici perché spaziano dalla prevenzione alla terapia: infatti, consentono l’individuazione del tumore solido in fase veramente precoce, preclinica, anche quando non è identificabile con la biopsia tissutale, abbinando al monitoraggio non invasivo della malattia anche la terapia. L’analisi del ctDNA e delle CTC, infatti, permette non solo di identificare le mutazioni genetiche associate al tumore solido ma di scegliere la terapia più adatta (Targeted Therapy) in considerazione delle decine di farmaci oncologici approvati dall’FDA che basano le indicazioni sul profilo genetico della patologia e non su quello istologico.
Il razionale della tecnologia – Frammenti del DNA libero circolante (cfDNA) sono presenti nel sangue periferico di ciascun individuo, e una porzione di questi potrebbe essere chiamata ctDNA (Circulating Tumor DNA) se rilasciati nel circolo sanguigno da una formazione tumorale. L’isolamento e analisi del ctDNA può evidenziare frequenze di mutazione anomale che segnalano una patologia ad uno stadio particolarmente precoce, prima che si manifesti qualsiasi sintomo. L’analisi di questi frammenti di DNA può essere abbinata a quella delle cellule tumorali circolanti (CTC) e del DNA germinale, in caso di stadi avanzati della patologia, fornendo anche un determinante follow-up della terapia.
Come si esegue – Il prelievo di sangue può essere effettuato ovunque, per essere inviato presso Bioscience Genomics, spin off dell’Università di Roma Tor Vergata, presente con propri laboratori in Roma, Milano e San Marino. Da un minimo prelievo di sangue, di circa 10 cc, i biologi di Bioscience Genomics isolano il DNA libero circolante ed estraggono la frazione di DNA circolante per sequenziarlo alla ricerca della mutazione genetica tramite l’innovativa tecnologia NGS (Next Generation Sequencing).
“Nonostante al momento la SCED sia considerata un test per il follow up dei malati, riteniamo che in pochi anni, grazie al supporto alla ricerca offerto dall’Università, potrà diventare il gold standard nella diagnostica in oncologia, non solo come esame, ma come un percorso di monitoraggio della salute” chiarisce il Prof. Giuseppe Novelli, Genetista dell’ Università di Roma Tor Vergata.
Individuare il tumore in fase precocissima – “Il percorso di SCED e la sua tecnologia potrebbero rappresentare una svolta epocale nella prevenzione al cancro” afferma il Dr. Luca Quagliata dell’Istituto di Medicina, Genetica e Patologia dell’Università di Basilea “la maggior parte dei tumori solidi sono asintomatici nelle prime fasi, nonostante ciò quale conseguenza di processi apoptotici e proliferativi rilasciano costantemente nel sangue tracce di DNA tumorale; inoltre, in certi casi, gruppi di cellule tumorali si staccano dalla massa primaria e restano in circolazione per un periodo limitato” “SCED offre con un solo test la possibilità di analizzare entrambe queste componenti”.
Uno dei più vasti studi di patologia biomolecolare mai realizzati con questa tecnica, presentato al congresso dell’ASCO (American Society of Clinical Oncology), ha analizzato campioni di sangue prelevati ad oltre 15 mila pazienti con 50 diverse tipologie di tumori (37% di tumori del polmone, 14% di tumori della mammella, 10% di tumori del colon-retto e 39% di altri tumori). È stato quindi affermato il ruolo di protagonista, presente e futuro, di questa tecnica per la prevenzione e diagnosi dei tumori solidi.
Utilizzo dopo la diagnosi – Nella pratica clinica il test rappresenta l’ulteriore opportunità di individuare e monitorare i cambiamenti del tumore nel tempo in maniera rapida, minimamente invasiva, per fornire informazioni necessarie a valutare le varie opzioni di trattamento. Serve a monitorare nel tempo la comparsa di mutazioni di resistenza alle terapie anti-tumore, (permette infatti in individuare alcune alterazioni nel ctDNA associate con la resistenza alle terapie a bersaglio molecolare, come EGFR T790M, che annulla le capacità anti-tumorali dei farmaci inibitori di EGFR).
Bioscience Genomics è la prima azienda al mondo ad eseguire nei suoi laboratori il percorso SCED su soggetti sani ed eseguire lo screening ‘sentinella’ di soggetti a rischio per familiarità, comorbidità e stili di vita. Nonostante non sostituisca la biopsia tradizionale ma sia pensata come strumento di screening precoce, la biopsia liquida potrà essere presto catalogata come test diagnostico, purché sia sempre accompagnata da un percorso di counseling medico che ne gestisca i risultati.
“SCED è un percorso di prevenzione che coinvolge diverse figure specialistiche, quali genetisti, patologi molecolari o oncologi, in funzione delle informazioni contenute nel referto” spiega Giuseppe Mucci, amministratore delegato di Bioscience Genomics “Quando si fa la prevenzione per il melanoma, il dermatologo esegue una mappatura di tutti i nevi e poi avvia un monitoraggio periodico di quelli sospetti, che dura tutta la vita, Col monitoraggio il dermatologo verifica se nel tempo il nevo abbia subito variazioni morfologiche che possano indurre a una diagnosi di melanoma. Con SCED, la mappatura viene fatta ai geni, protagonisti dei tumori solidi, che vengono sottoposti al monitoraggio delle frequenze di mutazione al fine di verificare che le stesse non esprimano, nel tempo, la tendenza ad aumentare”.
Il percorso SCED, quindi, non conduce ad un referto positivo o negativo, bensì alla valutazione della individuale stabilità genetica del soggetto, sulla quale viene impostato il programma di monitoraggio, ciò in considerazione del fatto che possono intercorrere da 10 a 30 anni tra l’inizio della mutazione genetica e il decesso del paziente.”
La SCED permette la diagnosi precoce di oltre 100 tipi di cancro, analizzando oltre 50 geni e 2800 mutazioni note, dei tumori solidi indagati con SCED sono da escludere quelli al cervello che sono caratterizzati dalla mancanza di permeabilità di alcuni tessuti. La possibilità di ripetere con regolarità SCED nel tempo, e l’elaborazione incrociata dei dati storici, consente l’analisi e il monitoraggio di mutazioni che non sono significative se non sono soggette a variazioni nel tempo.
Il procedimento prevede alcune fasi: Prelievo di sangue (7-8 cc) Stabilizzazione del campione di sangue per più di 96 ore e spedizione all’HUB (tramite una rigorosa catena di custodia) ai laboratori Bioscience Genomics di Roma (Tor Vergata), Milano (c/o San Raffaele) o San Marino per l’isolamento e sequenziamento del cfDNA, DNA germinale e CTC; Rilascio del referto da personale medico specializzato in sede di counseling.
Biopsia Liquida è la tecnologia che permette di analizzare, partendo da un prelievo di sangue, le mutazioni a carico della frazione del DNA circolante tumorale e delle Cellule Tumorali Circolanti mediante approcci molecolari NGS di alta precisione (Next Generation Sequencing o Digital PCR) Questa tecnologia presenta molteplici utilizzi: dall’individuazione di mutazioni da monitorare nel tempo allo screening orientato alla diagnosi precoce di forme asintomatiche sino al monitoraggio delle terapie nei casi conclamati e alla individuazione tempestiva delle recidive. La SCED permette di monitorare nel tempo, in modo non invasivo, i pazienti.
Come si svolge?Il flusso SCED permette di stabilizzare il campione di sangue fino a 96 h a temperatura ambiente; il campione di sangue viene centrifugato in laboratorio per separare la fase plasmatica da cui si estrae: il DNA circolante mediante sistema manuale o automatizzato) MagMax Cell FreeDNA e la fase corpuscolare del sangue; quest’ultima viene unita ad un cocktail di anticorpi, coniugati a beads magnetiche, in grado di riconoscere antigeni specifici delle cellule tumorali circolanti di natura epiteliale e di quelle soggette a transizione epitelio-mesenchimale. Il campione così trattato viene caricato sulla Liquid Biopsy Platform che in 3.5 ore è in grado di arricchire, mediante un sistema di flussaggio proprietario, le CTC del campione. Da prove con controlli di laboratorio, la macchina è in grado di arricchire fino a 3CTC a partendo da 8 ml di sangue.
Il DNA circolante e le CTC ottenute vengono manipolate mediante il flusso Ampliseq per la generazione di librerie genomiche per un pannello genico di 50 geni di interesse oncologico. I dati ottenuti sono analizzati da una pipeline automatica di analisi che permette di valutare la presenza di mutazioni a carico della frazione cfDNA che CTC con una frequenza allelica dell’1%.Allo stato attuale questa è il primo flusso di analisi in grado di garantire la caratterizzazione contestuale delle due frazioni di interesse: cfDNA e CTC.

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CS. BG e BS. M5S Lombardia ottiene 50 mila euro per monitoraggio inquinanti Lago d’Iseo

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

porta nuova milanoSì del consiglio regionale a un emendamento del M5S Lombardia che garantisce 50 mila euro per il monitoraggio periodico degli inquinanti nel Lago d’Iseo e la realizzazione di interventi per migliorare la qualità delle acque.Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Finalmente, grazie al nostro interessamento, arrivano risorse per le acque del Lago d’Iseo che soffrono di un grave inquinamento. Certo quello della Lombardia è un piccolo passo, ma l’urgenza di un monitoraggio degli inquinanti e d’interventi di eliminazione delle fonti d’inquinamento necessitava di un primo intervento. Non mancheremo di verificare che i monitoraggi e gli interventi siano effettivamente messi in campo”. Il consigliere regionale Dario Violi aggiunge: “il nostro lago merita più attenzione dalla Regione Lombardia. Oltre alla tutela dell’ecosistema e dell’ambiente, che sono un investimento per il futuro, l’azione avrà ricadute positive anche sull’attrattività del Sebino”.

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“Future by Quality”. L’innovazione è fondamentale per sostenere lo sviluppo

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2015

psicofarmaciL’innovazione è il fattore chiave perché l’Italia mantenga la leadership nella produzione farmaceutica nel mondo. Un Paese che non voglia competere solo sui costi richiede una continua evoluzione verso prodotti nuovi, tecnologie di maggiore complessità e valore aggiunto, processi produttivi innovativi. È quindi importante facilitare, stimolare e attrarre investimenti e innovazione nella produzione farmaceutica in Italia. Ma in che modo è possibile aumentare l’attrattività del nostro Paese? Una possibile “ricetta” è emersa nel secondo Forum Future by Quality Produzioni farmaceutiche di qualità: valore ed innovazione, organizzato dalla Fondazione Zoé – Zambon Open Education, che si è svolto nella Health&Quality Factory del gruppo Zambon a Vicenza con la partecipazione di 35 importanti professionisti ed esperti del settore e dell’indotto. Da un lato le competenze del settore rappresentano il fattore competitivo chiave, dall’altro l’inefficienza della burocrazia e gli insufficienti incentivi fiscali agli investimenti costituiscono elementi di rallentamento. Nonostante i progressi nelle politiche di settore portati avanti dal Governo, diventa essenziale migliorare la “facilità di fare business”, puntando in particolare sulla collaborazione tra Ente regolatorio e industria anche nell’innovazione in produzione. Oggi il nostro Paese è secondo nell’Unione Europea per valore e trend solo alla Germania. E le previsioni di breve-medio termine sono positive: uno studio condotto da A.T. Kearney nei mesi scorsi, cui hanno partecipato 22 siti produttivi di farmaci e vaccini di 18 aziende farmaceutiche, indica per questi siti investimenti nel triennio 2015-2017 in crescita del 42% rispetto al triennio 2012-2014. In particolare gli investimenti in nuove produzioni e tecnologie rappresentano un quarto del totale e sono previsti in crescita del 46% nel 2015-2017 rispetto al triennio precedente. Sebbene il panel non sia statisticamente rappresentativo dell’universo produttivo italiano, la sua ampiezza – pari al 28% del comparto produttivo farmaceutico italiano in termini di occupati e al 13% in termini di investimenti – e la sua composizione offrono considerazioni significative. L’indagine è stata presentata al Forum da Renato Ridella, partner di A.T. Kearney. “Il nostro Paese mantiene, nonostante le difficoltà, grande capacità di attrarre, mantenere e sviluppare una forte presenza produttiva – ha spiegato Elena Zambon, Presidente della Fondazione Zoé –. Non basta però essere tra i Paesi leader, bisogna migliorare la capacità di attrarre ulteriori investimenti. Il futuro della produzione farmaceutica si gioca nel rinnovamento degli stabilimenti e nella qualità. In questo senso anche la politica dovrebbe farsi carico di scelte strategiche che riconoscano il giusto valore a questo settore industriale. Come imprenditore credo vi sia ancora molto da fare nel migliorare la capacità di ‘fare network’, intensificare le relazioni tra industria e agenzia regolatoria italiana per creare un percorso parallelo e condiviso. Penso che per consolidare il ruolo del nostro Paese come piattaforma produttiva del settore farmaceutico in Europa e nel mondo sia necessario garantire gli investimenti dei farmaci maturi, il nostro asse portante, e sviluppare allo stesso tempo la produzione dei farmaci innovativi, come i biologici o i biosimilari”. Sergio Pecorelli, presidente di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), ha sottolineato la carenza di una pianificazione preventiva e di chiare linee guida, che garantirebbero rapidità non solo nella gestione delle procedure di autorizzazione di nuovi farmaci, ma anche nel monitoraggio e nell’aggiornamento dei dossier. “Sarebbe utile rivedere ed estendere i compiti di AIFA – ha affermato il professor Pecorelli -, per adeguarli a quelli degli Enti regolatori degli altri Paesi europei. Occorre perciò avviare un nuovo modello di governance dell’intera filiera del farmaco, dall’industria alle associazioni di pazienti, che veda le aziende coinvolte in modo sistematico nella definizione degli obiettivi di settore e nella condivisione delle leve per assicurare sostenibilità al sistema. Va inoltre considerato il peso dell’azione politica che spesso non agevola i progressi, ma al contrario li rallenta o addirittura li ostacola”.
“Infatti, come ha spiegato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, il settore farmaceutico ha portato grandi risultati a livello nazionale in termini economici e occupazionali, anche in un periodo di crisi, ma è costretto ad operare in un contesto di forte sottofinanziamento della spesa pubblica e sempre con rischi di ulteriori tagli. Per questo motivo, spesso innovare è considerato un rischio e non un’opportunità. Si rende quindi necessaria una stabilità e semplificazione normativa da parte delle Istituzioni, per disporre di regole adeguate e al passo con i tempi. Inoltre, la frammentazione del Servizio Sanitario Nazionale crea forti disuguaglianze tra Regioni, con gravi conseguenze negative per i pazienti”.
Uno stimolo al dibattito sull’innovazione è stato offerto da Salvatore Mascia, fondatore e presidente di CONTINUUS Pharmaceuticals – una start-up spin-out dell’MIT – che nel suo intervento video ha parlato della nuova tecnologia di produzione in continuo per farmaci, su cui lavora da anni dapprima presso il “Novartis – MIT Center for Continuous Manufacturing”, e poi anche attraverso CONTINUUS Pharmaceuticals. 65 milioni di dollari di finanziamenti hanno consentito lo sviluppo e la produzione in un impianto pilota di un farmaco, l’Aliskiren Hemifumarate, con un processo di produzione continuo e integrato a partire dalla sintesi del principio attivo al prodotto finito.
Fondazione Zoé – Zambon Open Education – nasce nel 2008 per volontà della famiglia Zambon – dell’omonimo gruppo chimico-farmaceutico – per occuparsi dei temi legati alla comunicazione della salute.

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La Società Italiana di Diabetologia per il monitoraggio Aifa

Posted by fidest press agency su martedì, 7 ottobre 2014

diabete_21-300x224La società di diabetologia esprime piena soddisfazione per il risultato dei dati del monitoraggio AIFa su sitagliptin, vildagliptin ed exenatide. Pubblicato oggi sulla rivista Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases il risultato dei primi anni di monitoraggio AIFa delle terapie basate sulle incretine. Lo studio rappresenta la fotografia real life dello stato di salute di tutti gli italiani trattati con sitagliptin, vildagliptin e exenatide dal febbraio 2008 all’agosto 2010. Si tratta dunque primo ed unico registro globale sulla prescrizione, gli effetti collaterali e l’efficacia e di questa nuova classe di farmaci L’efficacia di queste terapie è risultata superiore alle aspettative: la riduzione dell’emoglobina glicata è stata di circa l’1% (nei trial clinici è dell’ordine dello 0,6-0,8%). Sul fronte degli effetti collaterali, le terapie basate sulle incretine si confermano molto sicure e ben tollerate. Su 75.283 pazienti iscritti nel registro AIFa, sono stati registrati solo 12 casi di pancreatite, una percentuale inferiore sia a quella registrata nei trial clinici, ma anche a quella attesa per la popolazione diabetica. In Italia, la prescrizione delle terapie basate sulle incretine (analoghi del GLP-1 e DPP4-inibitori), è soggetta al monitoraggio dell’agenzia del farmaco (AIFa), sin dal momento della loro introduzione sul mercato. La rivista Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases pubblica oggi i tanto attesi dati, relativi ai primi anni di monitoraggio delle terapie basate sulle incretine, dal febbraio 2008 all’agosto 2010, relativi a 75.283 pazienti con diabete iscritti nel registro AIFa.La popolazione in oggetto, registrata da 3.741 specialisti diabetologi afferenti a 1.278 centri, presentava un ampio range di età (6.125 pazienti avevano un’età uguale o superiore ai 75 anni), di indice di massa corporea (22.015 pazienti presentavano un BMI uguale a superiore a 35 Kg/m2) e di controllo metabolico (3.151 pazienti presentavano un’emoglobina glicata uguale o superiore all’11%).I pazienti arruolati nel registro di monitoraggio costituivano dunque un gruppo assai eterogeneo, non contemplato nella popolazione arruolata nei trial clinici registrativi di questi farmaci. Anche per questo i dati del registro AIFa forniscono preziose e inedite informazioni circa l’azione terapeutica e gli effetti indesiderati delle terapie basate sulle incretine, in una condizione di vita reale.La maggior parte dei soggetti era in terapia anche con metformina, con o senza aggiunta di sulfaniluree, mentre rari erano i pazienti in trattamento con glitazone. Meno dell’1% dei trattati era in monoterapia con sitagliptin.“Questo lavoro – afferma il professor Enzo Bonora, Presidente della Società Italiana di Diabetologia – reso possibile grazie alla collaborazione di migliaia di diabetologi italiani, che hanno registrato per anni moltissimi dati su oltre 75 mila pazienti e la cui stesura ha visto il contribuito come autore del professor Giulio Marchesini, autorevole membro della SID, presenta dati sui nuovi farmaci anti-diabete, raccolti usando un punto di osservazione diverso rispetto a quello dei classici studi registrativi (trial clinici randomizzati).E’ uno spaccato del mondo reale – prosegue Bonora – che non ha le forzature imposte da trial, il cui il contesto è ‘artificiale’ . I risultati di questo studio sono molto incoraggianti e rassicuranti. Incoraggianti perché i benefici dei farmaci in esame sul controllo glicemico sono stati superiori a quelli attesi e si sono osservati anche in soggetti anziani (in genere trascurati nei trial), in soggetti molto obesi e in soggetti con emoglobina glicata molto alta (1 su 5 di quelli con un valore superiore a 9% raggiungeva un valore inferiore al 7%). Rassicuranti perché gli eventi avversi sono stati rari, e quelli severi ancora di più, meno di 0.5 per 1000 pazienti per anno. Tassi ben inferiori a quelli attesi. Rarissime poi le pancreatiti (solo 12 casi in 30 mesi in 75 mila trattati): un’incidenza bassissima. Quanto alle ipoglicemie, un evento temibile perché condizionante la qualità della vita e foriero di complicanze anche fatali, sono state rare e confinate in genere ai soggetti che assumevano anche sulfoniluree, le vere responsabili dell’ipoglicemia. Si ha quindi una conferma solidissima – conclude Bonora – che si tratta di farmaci efficaci e sicuri, in armonia con un vecchio concetto ippocratico: la sicurezza è ancora più importante dell’efficacia (primum non nocere)”. “Ringrazio il professor Luca Pani – afferma il professor Andrea Giaccari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, editor della rivista Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases – di aver scelto NMCD, quinta rivista al mondo di diabetologia, per pubblicare i dati del registro AIFa. Sono certo che questi risultati di AIFa saranno molto utili a tutto il mondo del diabete. Si tratta infatti del primo ed unico registro davvero globale sulla prescrizione, gli effetti collaterali e l’efficacia e di questa nuova classe di farmaci. Grazie ad AIFa ed a NMCD, per una volta, l’Italia è prima nel mondo”.
“Negli ultimi tempi – conclude il prof. Bonora – è stata instaurata una proficua collaborazione fra le società scientifiche dell’area diabetologica (SID e AMD) e AIFa al fine di individuare strategie sostenibili per garantire ai 4 milioni di persone con diabete italiane i frutti della ricerca nel campo di terapia. Oltre alle incretine, sono in arrivo anche altre classi di farmaci per il diabete e il loro uso potrà essere possibile solo con un rispetto attento dell’appropriatezza prescrittiva, non solo dei farmaci ma anche dei dispositivi, degli esami di laboratorio e strumentali e dei ricoveri ospedalieri. Una saggia spending review per liberare risorse per avvantaggiarsi dell’innovazione”.

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Suicidi imprenditori

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

“Con l’ennesimo tentativo di suicidio mi chiedo: Chiudere le imprese e portare gli imprenditori all’esasperazione è una volontà governativa?”. A dichiararlo è il presidente di Confartigianato Imprese Palermo, Nunzio Reina che punta il dito contro un meccanismo che ritiene “lesivo della dignità personale degli artigiani. La parola “dignità” – precisa – non è una parola vuota, ma descrive pienamente l’umiliazione che stritola chi è a capo di un’impresa e non riesce a riempire dei buchi che si trasformano i voragini. L’artigiano vive dodici ora col proprio dipendente, quando non riesce più a pagarlo non può nemmeno guardarlo più negli occhi, sentendosi impotente”. Alla base di una condizione critica, secondo Reina, le imposte indirette, i costi d’impresa e l’Imu. “Anche quest’ultima tassa – ribadisce il presidente – si ripercuote sia sugli imprenditori che possiedono un immobile, ma, indirettamente, anche con chi ce l’ha in locazione, perché l’affitto aumenterà al rinnovo del contratto. Insomma, un cane che si morde la coda. Inoltre, la serie di sanzioni prevista per il mancato pagamento delle imposte indirette, dovrebbe essere annullata, per non parlare poi – aggiunge Reina – degli interessi, che dovrebbero essere ridotti. Lo Stato doveva inoltre rimborsare l’Iva, il pagamento è adesso arrivato, è stato definito quasi come una vittoria, ma in realtà è arrivato in ritardo, per il quale non c’è stata alcuna sanzione. Quest’ultima è forse prevista solo per gli artigiani? Come fa un imprenditore in difficoltà a sostenere tutto questo? Quando le banche chiudono la porta in faccia, quando non arrivano i pagamenti dalla pubblica amministrazione, l’unica alternativa resta l’usura. Propongo quindi – sottolinea Reina – un migliore monitoraggio da parte delle associazioni antiusura. La scia di suicidi deve terminare, perché non è una scelta condivisibile e si ripercuote sull’intera famiglia dell’imprenditore, che non c’entra nulla”.

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Tibet: risoluzione Vernetti

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2012

Tibet

Tibet (Photo credit: moniqca)

Ieri mattina la Terza Commissione Affari Esteri ha approvato all’unanimità la Risoluzione sul Tibet presentata dall’on. Gianni Vernetti, deputato del Terzo Polo e già Sottosegretario agli Affari Esteri. Il testo è stato sottoscritto da esponenti di diversi partiti: Veltroni, Tempestini, Corsini, Mecacci del PD; Boniver, Pianetta, Nirenstein, Malgeri del PDL. «Il voto di ieri della Risoluzione sul Tibet – ha dichiarato l’on. Vernetti – è un fatto molto importante che impegna il Governo italiano a sollevare il problema del rispetto dei diritti umani in Tibet in occasione del prossimo vertice Unione Europea-Cina che inizierà il prossimo martedì 14 febbraio a Pechino». «La Risoluzione -ha dichiarato l’on.Vernetti- prende le mosse dai numerosi episodi di repressione violenta da parte delle autorità cinesi di quelle manifestazioni pacifiche che hanno avuto luogo in Tibet in seguito alle ennesime autoimmolazione di religiosi tibetani». «Sono oramai 19 i monaci e le monache tibetane – continua l’on. Vernetti – che si sono dati fuoco per protestare con un gesto estremo contro il governo della Repubblica Popolare Cinese che nega loro i diritti umani fondamentali». «La Risoluzione impegna il Governo a compiere un passo formale nei confronti del Governo Cinese affinché vengano immediatamente interrotte le violenze nei confronti dei religiosi e della minoranza tibetana. Nel testo si chiede, inoltre, al governo cinese di riprendere il dialogo con il Dalai Lama e con i tibetani in esilio e di riaprire il Tibet ai media internazionali» «Infine – conclude l’esponente del Terzo Polo – con il voto odierno il Governo è impegnato anche a farsi promotore presso le sedi competenti delle Nazioni Unite di un’iniziativa di monitoraggio sul rispetto dei diritti umani in Tibet».

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Screening osteoporosi in farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2011

Farmacia dell'Eremo

Image by zu78 via Flickr

Si è conclusa con successo la campagna gratuita di prevenzione dell’osteoporosi promossa da Farmondo, la rete di 83 farmacie di Pisa e Livorno che aderiscono a Cofapi (Cooperativa farmacisti pisani). Di queste, 60 hanno svolto uno screening nelle due province tra maggio e settembre che consisteva in una ultrasonometria ossea con apparecchi di facile trasportabilità e senza radiazioni, particolarmente adatti a un monitoraggio di primo livello. L’esame non durava più di 60 secondi, e al paziente veniva rilasciato un referto e a seconda dell’esito veniva invitato a recarsi dal medico di famiglia o dallo specialista. Sono stati eseguiti 3.300 test, per il 96% dei casi a donne e buona parte dei soggetti è risultata soffrire di osteoporosi o osteopenia severa già prima dei 60 anni, con il 5% di questi assolutamente ignari e quindi “scoperti” per la prima volta. «I farmacisti della rete hanno operato assolutamente in maniera gratuita, dedicando il loro tempo, la poro professionalità e gli spazi della loro farmacia».(fonte farmacista33)

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Estate: allarme meduse

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

Dopo il successo della scorsa estate, anche quest’anno Focus, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sandro Boeri, insieme all’Università del Salento e il Cnr-Ismar lancia la campagna “Occhio alla medusa”, che invita i cittadini a segnalare le meduse lungo le coste. L’obiettivo è il monitoraggio scientifico del fenomeno, ma anche l’offerta di un servizio di “meteo-meduse” per i bagnanti, con un’importante novità: da quest’anno le segnalazioni si potranno effettuare anche per le coste spagnole e greche oltre che per quelle italiane. “Grazie alle segnalazioni dei cittadini, diventati così ricercatori, nell’estate 2010 abbiamo avuto il primo censimento di meduse” dice Ferdinando Boero dell’Università del Salento a Focus. “La base della ricerca sarà sempre la ‘scienza dei cittadini’ che caratterizza questa iniziativa perché non è facile tenere sotto controllo 8.500 km di coste italiane. Sulla spinta dei cittadini-ricercatori, il mondo scientifico ha finalmente qualche risorsa a disposizione per mobilitarsi a studiare le meduse”. Per segnalare le meduse che si “avvistano” in mare, Focus mette a disposizione di tutti attraverso il proprio sito web una mappa aggiornata in tempo reale sulla presenza degli animali lungo le nostre coste. Oltre al sito, per le segnalazioni è possibile mandare un sms o mms (al numero 3332400712, facendo precedere il testo dalla scritta MED), e infine – altra novità per il 2011 – anche utilizzare una speciale app per iPhone già disponibile gratuitamente, mentre quella per Android potrà essere scaricata dalla fine della prossima settimana.

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E’ on line “Qui Autovie”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2011

Il magazine della Concessionaria che ogni mese approfondisce i temi collegati alla viabilità, alla logistica, al territorio, all’ambiente. Fra gli argomenti trattati in questo numero, il punto della situazione sui lavori del casello di Meolo; la certificazione integrata Ambiente, Qualità e Sicurezza; la collaborazione fra Autovie Venete e Friuli Venezia Giulia Strade per il monitoraggio del traffico sulla Strada regionale 354 che da Latisana porta a Lignano.

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Fukushima: monitoraggio su latte e verdure

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Il gruppo di esperti in contaminazione radioattiva di Greenpeace, ritornato a Tokyo dopo una prima missione di ricerca a Fukushima, ha annunciato l’intenzione di aumentare le attività di monitoraggio nella regione e ha chiesto al governo giapponese di mettere in sicurezza la popolazione locale, ampliando la zona ufficiale di evacuazione. Il team di monitoraggio ha riscontrato livelli tali di radiazione da richiedere l’evacuazione di diverse località, compresa la cittadina di Iitate, 40 chilometri a nord-ovest dalla centrale nucleare di Fukushima/Daiichi e 20 chilometri oltre la zona di evacuazione ufficiale. “Mentre le nostre prime misurazioni confermano i dati delle autorità giapponesi, le stesse autorità non riescono a proteggere adeguatamente la popolazione e non forniscono sufficienti informazioni”, ha dichiarato oggi in conferenza stampa a Tokyo, Jan van de Putte, esperto in sicurezza da radiazioni, “È nostro obbligo morale comunicare adesso i nostri risultati. La maggior parte delle persone vive ancora in aree contaminate come Iitate, dove bastano pochi giorni per essere esposti alla dose massima di radiazione consentita in un anno.” “Il Governo deve agire immediatamente per evacuare le zone più contaminate, a cominciare  dai bambini e dalle donne in stato di gravidanza. Questa settimana torneremo nella zona di Fukushima per continuare a testimoniare la reale situazione e per fornire alla popolazione  un’analisi indipendente sugli impatti dell’incidente nucleare”. La seconda parte del lavoro di monitoraggio di Greenpeace vedrà il team impegnato fino a metà aprile in una valutazione più dettagliata sui rischi per la popolazione che vive fuori dalla zona di evacuazione. Verranno presi ulteriori campioni e analizzati latte e verdure. Greenpeace accoglie con favore l’annuncio di oggi del Capo di gabinetto giapponese Yukio Edano, secondo il quale il Giappone sarebbe intenzionato a investire in fonti di energia rinnovabile nel quadro del piano di ricostruzione.

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Ariccia e il “ponte monumentale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Ariccia (Rm) Mi preme – afferma il Sindaco Emilio Cianfanelli – dare una corretta informazione in merito alla delicata situazione del Ponte Monumentale. Lo scorso venerdì 25 marzo abbiamo avuto un incontro presso il Ministero delle Infrastrutture con l’Anas e i consulente tecnici che hanno curato gli studi statici e sismici sui tre viadotti. Da questo incontro è emerso quanto segue:
• i ponti non sono adeguati alle norme sismiche vigenti e vanno adeguati;
• il Ponte Monumentale presenta rilevanti criticità per le quali va fatta una manutenzione straordinaria urgente;
• è necessario effettuare ulteriori studi ed un monitoraggio delle strutture e dei terreni per verificare eventuali situazioni di evoluzione della situazione geologica e strutturale;
• è necessario avviare la fase di progettazione degli interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento antisismico dei viadotti ed in particolare del Ponte Monumentale.L’Anas presenta la relazione del prof. E.F. Radogna (che ha già redatto il primo studio sul Ponte Monumentale nel 1997 nel quale venivano già evidenziati notevoli problemi sulla struttura) nella quale lo stesso professionista conclude ritenendo non consigliabile la riapertura del traffico pesante sul Ponte Monumentale. Lo stesso prof. Petrangeli fa rilevare delle anomalie nella spalla del ponte verso Roma le quali debbono essere approfondite e monitorate con l’utilizzo, se possibile, di mezzi di rilevo satellitari o, in alternativa, attraverso sistemi tradizionali.Ad oggi il Comune di trova di fronte a due grandi problemi:il primo è quello del transito dei mezzi pubblici che debbono continuare a percorrere via del Pometo, via Appia Antica e via Vallericcia con la conseguenza che si rende necessaria una radicale manutenzione viaria straordinaria di questa viabilità già degradata dall’attuale transito dei pullman;il secondo è quello legato alla necessità di far partire immediatamente gli incarichi di progettazione degli interventi straordinari di ristrutturazione del Ponte per i quali si è stabilito che la stazione appaltante deve essere il comune di Ariccia al quale le opere sono state consegnate.In una nota di questi giorni del Ministero delle Infrastrutture, il Direttore Generale esprime al Ministro l’estrema urgenza di reperire fondi per l’avvio della manutenzione straordinaria di ponti che in Italia si trovano in condizioni simili al nostro, evidenziando come ciò debba essere inserito in un Piano che riguarda migliaia di strutture. Questo ci dimostra che l’azione di studio sul Ponte, intrapresa da questa Amministrazione, era non solo necessaria ma indispensabile per evitare di mettere in pericolo la vita di molte persone. (Daniele Ricca)

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Infiltrazioni mafiose a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

«Di fronte al quadro delle indagini della Direzione nazionale Antimafia sulle infiltrazioni delle attività criminali nella Capitale è necessario adottare provvedimenti più incisivi. Il Prefetto e la Camera di Commercio devono costituire una task force per elaborare uno schema di controllo sulle attività economiche che metta in atto un effettivo monitoraggio di tutte le transazioni economiche e commerciali che possono risultare sospette». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Per quanto attiene le competenze a noi affidate, Roma Capitale dal 2008 ha intensificato e incrementato i controlli per il recupero dell’evasione fiscale dei tributi comunali, controlli che hanno l’effetto di aumentare la trasparenza delle attività economiche che si svolgono sul territorio. In particolare, nell’anno 2010 i controlli effettuati dalla società Aequa Roma sono stati intensificati di circa il 20% rispetto all’anno precedente». «È necessario però un più stretto coinvolgimento di tutte queste attività di controllo che non può non coinvolgere la Prefettura e la Camera di Commercio che hanno gli strumenti principali per monitorare le attività economiche».

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Pompei: attività tutela e monitoraggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

“Ricostituire la Soprintendenza autonoma di Pompei e dotare il Soprintendente di poteri più incisivi per la tutela del sito; individuare gli strumenti necessari per l’adozione di un piano straordinario di manutenzione, con l’aumento del personale tecnico e con l’invio immediato di una task force, composta da archeologi, architetti e operai specializzati, per realizzare tutti gli interventi necessari; adottare una linea comune, in concertazione con i rappresentanti della Regione Campania e della Provincia di Napoli per il miglior utilizzo dei fondi europei sulle aree archeologiche interessate”Sono queste le linee guida di una strategia, annunciata dal Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali, Francesco Maria Giro, durante l’interrogazione odierna alla Camera, riguardante la salvaguardia dell’area archeologica di Pompei. Infine ha fatto il punto sul restauro del Teatro, dell’Odeion e del Quadriportico, osservando che “il progetto originario del 2003 prevedeva per la cavea del teatro Grande una ricostruzione integrale in marmo. Secondo la normativa e la prassi in materia, il restauro consente solo la ricostruzione di nuove gradinate con materiale asportabile e reversibile mediante l’inserimento di materiale moderno, proprio per non creare nei visitatori l’illusione di trovarsi di fronte ad un manufatto antico, cosa che sarebbe inaccettabile dal punto di vista filologico”.

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Auto blu: nuovo monitoraggio

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2010

Parte il nuovo monitoraggio sulle auto blu per il 2010. L’annuncio è avvenuto a Napoli all’apertura del convegno su “Federalismo fiscale e riforma della P.A.”. Da lunedi’ 8 novembre, KRLS Network of Business Ethics ha iniziato la raccolta e elaborazione dei nuovi dati sulle “Auto Blu” per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che, con lo Sportello del Contribuente, monitora costantemente il parco auto delle vetture di rappresentanza della pubblica amministrazione, con esclusione delle sole auto di servizio, strettamente strumentali per l’esercizio dell’attività. Nel primo trimestre del 2010, le auto blu erano cresciute dello 0,6% raggiungendo il tetto record di 629.120 unità. KRLS Network of Business Ethics, nell’elaborazione dei dati, analizzerà il parco delle auto blu utilizzate in qualunque modo dalla P.A., conteggiando sia qu elle proprie che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici, Societa’ misto pubblico-private e Societa’ per azioni a totale partecipazione pubblica.
L’indagine tende ad accertare se la P.A. ha rispettato in questi anni la normativa varata nel lontano 2008 con la quale si disponeva l’istituzione di mezzi “cumulativi” di trasporto ed il taglio del 50%, rispetto ai costi sostenuti nel 2004, delle spese di “acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio” della auto di servizio e della legge varata nel 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali. Nella classifica generale dei paesi che utilizzano le “auto blu” l’Italia primeggia con 629.120 seguita dagli USA con 72.000, Francia con 61.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 54.000, Turchia con 51.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 30.000, Grecia con 29.000 e Portogallo con 22.000.  “Con il monitoraggio vogliamo contribuire a tagliare la spesa pubblica senza arrecare alcun danno agli italiani – afferma Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Ciò e’ possibile se si applicano le leggi vigenti anche alla casta. Gli amministratori pubblici, in Italia, devono tornare a dare l’esempio, come fa il buon padre di famiglia. Non basta pubblicare sul sito internet il nome delle amministrazioni buone o cattive; per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione bisogna pubblicare il nome e cognome degli utilizzatori e tassare le auto blu come fringe benefit”.CONTRIBUENTI.IT

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Scoraggiare la contraffazione delle banconote

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Premesso che la competenza all’emissione delle banconote  (articolo 106 del Trattato e articolo 16 dello statuto del Sebc) è della Bce e delle Bcn e che esse si impegnano ad attuare tutte le misure necessarie per assicurare l’integrità dell’euro, comprese quelle per la lotta alla contraffazione delle banconote, ci sembra evidente che l’impegno vada maggiormente assolto oltre la creazione e la gestione di un Centro di analisi della contraffazione (Cac) al fine di accentrare la classificazione e l’analisi dei dati tecnici relativi ai biglietti falsi, e al sistema di monitoraggio delle contraffazioni (Smc) che costituisce l’archivio dove sono registrate le informazioni statistiche e tecniche sui falsi. Oggi possiamo contare sul Central Bank Counterfeit Deterrente Group (Gruppo di banche centrali per la lotta alla contraffazione – CBCDG). Questo gruppo ha il mandato di esaminare  i rischi che emergono  in tema di sicurezza delle banconote e di proporre soluzioni.  Attualmente, ha messo a punto un sistema che impedirà la riproduzione di banconote utilizzando hardware e software standard per Pc. La BCE ha recentemente annunciato una consultazione pubblica riguardo al suo intendimento di vedere attuata in tutta l’UE una normativa che vincoli i produttori e gli esportatori di hardware e software per Pc a incorporare nei loro prodotti i moduli di lotta alla contraffazione messi a punto dal CBCDG.

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Monitoraggio di cetacei

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Parte a luglio 2010 il monitoraggio di cetacei lungo i circa 700 chilometri della rotta dell’autostrada del mare da Catania a Civitavecchia. Ricercatori dell’Associazione Ketos (http://www.ketos.sicily.it/) e dell’Università di Catania, imbarcati a bordo delle navi della Grimaldi Lines esploreranno una delle regioni marine meno conosciute in Italia, scopo principale della campagna di monitoraggio è, infatti, quello di incrementare le conoscenze delle popolazioni di cetacei del mari dell’Italia meridionale. Molte specie di cetacei che vivono nei nostri mari sono protette da leggi nazionali o accordi internazionali. Queste normative richiedono informazioni e programmi di monitoraggio anche al fine di attivare azioni specifiche di tutela e conservazione. Il gruppo di ricerca entra così nel network Italiano di monitoraggio coordinato dall’ISPRA. Dal 2007, infatti, il Dipartimento Difesa della Natura, ha attivato un network con una rete di enti per realizzare un progetto di monitoraggio dei cetacei in simultanea e su larga scala che copre ad oggi i mari che vanno dal Tirreno al Mar Ligure occidentale. I diversi gruppi di ricerca, che sono responsabili per una o più tratte, sono: Università di Genova e Fondazione CIMA per la Savona-Bastia e Nizza-Calvi; Università di Pisa per la Livorno-Bastia; Accademia del Leviatano-CARICIV, Università La Sapienza di Roma per la Civitavecchia-Golfo Aranci. La rete in Italia è destinata ad ampliarsi e parteciperà al network europeo condividendo  metodologia e dati raccolti. Il progetto si avvale della preziosa collaborazione della Corsica-Sardinia Ferries e, dal luglio 2010, della Grimaldi Lines che ospitano i ricercatori a bordo delle proprie navi; anche Confitarma ha una parte attiva nel programma. Il metodo è relativamente semplice ed economico ma efficace: dai 2 ai 4 ricercatori esperti si imbarcano settimanalmente su alcune rotte fisse trans-regionali percorse da navi o traghetti di linea registrando la presenza delle diverse specie di cetacei incontrate, tutti i dati ambientali ed il traffico nautico. I risultati disegnano nel tempo tanti fotogrammi, che indicano quali specie sono più frequenti e dove e come cambia la situazione nel corso dei mesi e degli anni. Informazioni che permettono di “monitorare” sincronicamente e spazialmente lo stato delle popolazioni, correlandolo ai diversi fattori antropici ed ambientali che possono influenzare la presenza di questi animali, i loro ritmi migratori ed il loro diverso utilizzo degli habitat. Inoltre, il monitoraggio permette di individuare, lungo le principali rotte commerciali (le autostrade del mare) quali sono le aree ad alta densità di cetacei. La mappatura di queste aree permetterà, insieme a indicati comportamenti di navigazione, di prevenire collisioni le navi e le grandi balene. Sarà possibile seguire gli avvistamenti di cetacei sul blog: http://lericerchedelleviatano .blogspot.com/ (stenella)

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