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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘monnezza’

La “monnezza” di Roma: Di chi è la colpa?

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

“Al Segretario del Pd Zingaretti sfugge che la Capitale ha l’immondizia a terra perché la Regione non ha impiantistica sufficiente ad assicurarne il trattamento (quindi anche a prevedere soluzioni immediate in caso di imprevisti come l’incendio avvenuto al Salario), un concetto che non dovrebbe invece sfuggire al Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, che dovrebbe sapere perfettamente quanto la gestione integrata e adeguata degli impianti in tutta la regione sia di sua esclusiva competenza.
Due anni fa in Toscana ci sono stati degli arresti e sono stati sequestrati gli impianti a causa del solito traffico illecito di rifiuti. L’area di Firenze Prato e Pistoia è finita subito con le strade invase dall’immondizia. Il Pd allora iniziò una guerra interna perché l’Ato Sud con Siena Arezzo e Grosseto non vollero farsene carico. Il Presidente della Regione intervenne per sistemare le cose. A pagarne le spese però fu la Regione Liguria, che in assenza di impianti, e non potendo più portare i rifiuti in Toscana, si accordò e risolse tutto col Piemonte. Ne avete mai sentito parlare? Eppure hanno avuto rifiuti a terra, contrasti fra territori. Zero clamore, del resto mica si è trattato di Roma! Tutto è stato gestito fra Presidenti di Regione. Non è che ad esempio i Sindaci di Firenze o Genova si sono messi a pregare in ginocchio per essere aiutati. Ci hanno pensato i loro Presidenti, delle loro Regioni. Semplicemente perché rispettano le norme.
Tranne che nel Lazio, dove invece il nostro Presidente non solo si dimentica di amministrare e non aiuta, (di esempi ne avremmo a decine), ma ci prende anche per i fondelli: bisogna ‘spiegare che si tratta di una cosa provvisoria’. Intende rispetto al tempo necessario per la realizzazione degli impianti. Peccato che questi li autorizza la Regione (con tempistiche variabili), e dipendono dal Piano Rifiuti regionale, che guarda caso dopo la chiusura della discarica di Malagrotta (evento significativo occorso nel 2013) non è mai stato rivisto nonostante lo imponesse la Legge, proprio da quando lui è Presidente della Regione, ovvero da 6 anni. Piano Rifiuti adeguato che invece hanno le altre Regioni di cui sopra, compresi gli Ambiti Territoriali Ottimali, con cui possono pure stabilire le tariffe per il conferimento.
Insomma, tutto l’opposto di Zingaretti”.Lo dichiara in una nota il consigliere M5S e Presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale Pietro Calabrese.

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La “monnezza” di Roma approda in Senato

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 Maggio 2017

senato“Quelle di Virginia Raggi contro Renzi sono davvero parole in libertà. Da sindaca della Capitale ha il preciso dovere di trovare una soluzione, di indicare nuovi impianti se li ritiene necessari e di varare il piano di gestione dei rifiuti. Fare a scaricabarile, dopo un anno di governo di Roma, non è concesso. Ciò che emerge è purtroppo la palese incompetenza delle persone da lei designate ad occuparsi di un problema spinoso: la gestione dei rifiuti in una città con più di 3 milioni di abitanti, che raddoppiano nelle stagioni del turismo, non si improvvisa. Nei prossimi giorni chiederò un sopralluogo a Roma della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il timore che con il caldo e il proliferare dei topi la situazione igienico sanitaria degeneri è purtroppo, del tutto fondato”. Lo dice la senatrice Laura Puppato, capogruppo del Pd nella Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

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La monnezza napoletana e secessionismo del nord

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Luigi Pirandello

Image via Wikipedia

Chiedere alla magistratura ordinaria italiana, e se non eventualmente soddisfatti, rivolgersi ai superiori livelli giudicanti europei ed internazionali, per ottenere una sentenza che si riconosca come dannoso ed incivile lo stile di vita napoletano, che si prenda atto quindi, dell’assoluta incompatibilità fra lo stile di vita napoletano e quello del nord. Ci fu un tempo in cui, il meridione, esprimeva intelligenze straordinarie come quelle di Ettore Majorana o di Luigi Pirandello. Ed è proprio ad una novella di Luigi Pirandello cui faccio riferimento: “La Patente”. Il nord, se vuol avviare un processo non rivoluzionario, non bellico, non violento di secessione dal sud o da parte di esso, deve ottenere la patente di territorio oppresso e reso schiavo da quello stato unitario dal quale chiede l’indipendenza. Questo è il solo ed unico modo di fare la secessione in Italia: quello legale, quello tutelato e garantito dal diritto internazionale. Bisogna portare in una aula di tribunale tutti quei comportamenti negativi che infrangono i fondamenti dello stato unitario, della sua integrità, della sua immagine comunitaria e sociale: il concetto di mafiosità, la corruzione elevata a prassi quotidiana, l’illegalità diffusa e promossa. Bisogna chiedere ed invocare giustizia nei confronti della schiavitù del nord al sud, nei confronti della espansione mafiosa dal sud al nord. Bisogna fare di ogni singola oppressione subita dal nord, una battaglia civile, politica e giudiziaria. Solo così si potrà ottenere libertà, benessere e sciurezza. Solo così. Ed in nessun altro modo. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X)

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Napoli: Rifiuti e militari “spazzini”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2010

“Ogni volta che rispunta il problema mai risolto dei rifiuti in Campania ecco che subito il Ministro La Russa si fa avanti al grido “armiamoci e partite”, in questo caso di badili per spalare la “monnezza”. I militari non sono gli spazzini di La Russa, sono servitori dello Stato e delle Istituzioni a cui si deve chiedere di fare il lavoro per cui sono pagati non di risolvere le incapacità e di un Governo dilaniato da lotte intestine.” – Lo dichiarano il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm.

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Garfagna: Silvio colpisce ancora

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Quanti alla vigilia della “sceneggiata” Garfagna-Mussolini ci assicuravano che era un’azione diversiva per distogliere, ancora una volta, il paese dai problemi reali e anche per dimostrare l’autorevolezza di Berlusconi nel saper sanare le divergenze interne al Pdl, avevano ragione. Una ministra che offende, secondo la Mussolini, che dichiara di dimettersi da tutte le cariche compresa quella di parlamentare e poi basta un breve colloquio con il capo che tutto ritorna come prima, compresa la “monnezza” di Napoli. Ora le stesse persone che oggi ci dicono lo avevamo detto, del tipo “qui lo dico e qui lo nego”, ci spiegano che la mossa di Berlusconi ha un doppio taglio strategico. Primo vuole dimostrare che senza di lui l’Italia politica va a rotoli e, secondo, intende scoraggiare gli oppositori dimostrando che è l’uomo del destino sia se ottiene la maggioranza sia se è messo in minoranza. In quest’ultimo caso Fini sarà tramacinato da un voto anticipato che lo spiazzerà del tutto e non potrà incassare nemmeno il favore dell’elettorato in quanto gli addebiterà il tradimento e il ritorno forzato alle urne. E se il 50% degli italiani non andrà a votare tanto meglio. In quel 50% molti sono del centro sinistra e pochi del centro destra. E poi il Pd dove può andare? Se si allea con la sinistra perde l’appoggio dell’Udc e lo stesso accadrebbe se conferma l’alleanza con l’Idv. Se il Pd confida sulle forze della sinistra rischia di perdere altri pezzi oltre quelli di Rutelli e compagni, in specie dell’ala cattolica. In pratica resterà, nella migliore delle ipotesi, dietro al Pdl e in questo modo perderà il premio di maggioranza. Insomma dove lo troviamo un Berlusconi tanto forte? Può persino permettersi un successo della Lega, tanto Bossi sa bene che resta in sella solo in virtù del suo patto d’acciaio con il caro Silvio. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Teatro: Asso di Monnezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Roma dal 12 al 24 gennaio 2010  Teatro dell’Orologio Il Centro Mediterraneo delle Arti Legambiente Teatro dei Filodrammatici  presentano  Asso di Monnezza i traffici illeciti di rifiuti  di e con Ulderico Pesce  Asso di Monnezza rientra nel filone del Teatro Civile già percorso da Ulderico Pesce con Storie di Scorie: il pericolo nucleare italiano. Il testo è stato scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura italiana e al Rapporto ecomafie di Legambiente, molte delle indagini citate sono ancora in corso, e nello spettacolo si denunciano i Clan della Camorra che si dedicano a questa fruttuosa attività, i funzionari delle Istituzioni pubbliche coinvolti e i titolari delle “finte” ditte di compost fertilizzante per l’agricoltura che sempre più spesso scaricano rifiuti tossici sulla terra agricola.   E’  la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di “monnezza” dove da 40 anni sono state sversate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti  dall’Acna di Cengio (Savona). Nata in una famiglia poverissima il suo primo giocattolo l’ha trovato proprio in questa discarica: una bambolina spelacchiata che ancora conserva; ma la discarica e i suoi fumi tossici le ha portato via tutta la famiglia, i genitori e una sorella stroncati da tumori.  Rimasta sola Marietta si sposa con Nicola e va ad abitare in una masseria agricola a Giugliano, alle porte di Napoli, dove presto arriverà un’altra discarica: dove arriva Marietta arrivano le discariche.  Marietta è marchiata dalla “monnezza” pertanto la odia ma, dopo un viaggio fatto a casa della sorella Marisa, nel quartiere Colli Aniene di Roma, dove si fa la raccolta differenziata porta a porta, e dove i rifiuti vengono riciclati, cambia vita. Torna a Giugliano, che come sempre è sommersa dai rifiuti e cerca, invano, di convincere le autorità a praticare gli stessi metodi scoperti nel quartiere di Roma. Nulla potendo comincia a praticare la raccolta differenziata porta a porta in assoluta autonomia e grazie all’aiuto dei figli Antonio e Vincenzo.  Rispetto al problema dei traffici dei rifiuti il sentire comune nato in questi anni vede soprattutto il Sud  dell’Italia afflitto dal problema e invece non è così. E’tutto il territorio nazionale che viene utilizzato dai  trafficanti, comprese regioni come la Lombardia e il Lazio. Del resto nel Lazio, dove non è mai nato un progetto  serio di riduzione del rifiuto oltre che del riciclo, la raccolta differenziata si ferma ad un misero 12%. Il caso  eclatante, scoppiato il 9 marzo del 2009, è il sequestro dell’inceneritore di Colleferro e l’arresto di 13 persone.  Secondo gli investigatori nell’inceneritore venivano bruciati anche rifiuti pericolosi.  Ma il problema di una  gestione all’acqua di rose dei rifiuti è esteso anche alla capitale che, se non avesse la grande discarica di Malagrotta, sarebbe sommersa dai rifiuti visto che, anche a Roma, si riesce a differenziare solo il 18-20% dei rifiuti. (ulderico)

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La casta della monnezza

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2009

Roma 24 Novembre – ore 21.00 Libreria L’Argonauta via Reggio Emilia, 89 Vincenzo Iurillo presenta il suo libro La casta della monnezza Di Bruno De Stefano e Vincenzo Iurillo Introducono Luca Giansanti, Presidente dell’associazione Il tempo La storia Roberto Bonuglia, segretario generale dell’associazione Interviene Prof. Grazia Pagnotta – Docente Università Roma Tre In diretta dalla Campania degli scandali, il ritratto di una classe politica sotto inchiesta. Indagati, imputati, condannati, salvati dalla prescrizione. Mentre la Campania cade nel baratro dell’emergenza spazzatura, soffoca per la disoccupazione ed è messa in scacco dalla violenza della camorra, la sua classe dirigente rimane nel mirino della magistratura per i reati più gravi e disparati. Si va dal Governatore della Campania, l’afragolese “rosso” Antonio Bassolino, alla sbarra per lo scempio dei rifiuti, al suo acerrimo rivale di partito, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, rinviato a giudizio dopo tre richieste di arresto andate a vuoto. Passando per l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, accusato di aver accettato viaggi e soggiorni di lusso in cambio di favori, e il suo ex collega di governo Clemente Mastella, indagato con l’accusa di aver utilizzato il suo potere per estorcere nomine e assessorati. E ancora: il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino (PDL), chiamato in causa da pentiti di camorra; il vice capogruppo alla Camera dei berlusconiani Italo Bocchino, nei guai per l’inchiesta “Magnanapoli” sugli appalti truccati per favorire l’imprenditore Alfredo Romeo; l’ex assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Enrico Cardillo (PD), arrestato per l’affare Romeo; il consigliere regionale Nicola Ferraro (UDEUR), sottoposto a diverse misure cautelari, dall’obbligo di dimora a Casal di Principe al divieto di dimora in Campania… Insieme con loro, nel libro di De Stefano e Iurillo sfilano quaranta uomini politici nei guai con la legge: senz’altro troppi per una terra che chiede a gran voce il riscatto dalle condizioni in cui è precipitata.
Bruno De Stefano è nato a Somma Vesuviana (Napoli) nel 1966. Giornalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani tra cui «Paese sera», «Il Giornale di Napoli», «Corriere del Mezzogiorno» (dorso campano del «Corriere della Sera») e per il settimanale «Metropolis», occupandosi in particolare di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente è redattore di «City», il quotidiano free-press del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera. Con la Newton Compton ha pubblicato Napoli criminale, I boss della camorra e La penisola dei mafiosi. L’indirizzo del suo blog è brunodestefano.splinder.com
Vincenzo Iurillo è nato a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1970. Giornalista professionista, ha lavorato come responsabile della cronaca politica del quotidiano «Metropolis» ed è stato collaboratore del «Corriere del Mezzogiorno».

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