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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘monografica’

Mostra monografica di Giuseppe Bezzuoli (1789-1855)

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Conferenza stampa 1 aprile ore 11 (2 aprile – 31 luglio 2020) Gli Uffizi, Aula Magliabechiana e Sala Detti Un grande protagonista della pittura romanticaa cura di Vanessa Gavioli, Elena Marconi, Ettore Spalletti. Si tratta della prima mostra monografica dedicata a Giuseppe Bezzuoli, uno dei protagonisti della pittura dell’Ottocento. Dagli esordi neoclassici, il percorso espositivo giungerà alla fase matura, con capolavori che si inseriscono a pieno titolo nella grande pittura romantica italiana: basti citare l’Ingresso di Carlo VIII a Firenze, Il ripudio di Agar, Eva tentata dal serpente (recentemente acquistata dalle Gallerie degli Uffizi) e i grandi ritratti della borghesia. La mostra permetterà inoltre di confrontare la produzione artistica di Bezzuoli con quella di maestri del calibro di Francesco Hayez e Massimo D’Azeglio, nonché dei maggiori esponenti della cultura cosmopolita a Firenze nel primo Ottocento, con i magnifici ritratti di Ingres e di Thomas Lawrence. Le sculture di Horatio Greenough e Hiram Powers, oltre ai paesaggi di Thomas Cole, saranno in un’apposita sezione dedicata ai giovani artisti americani frequentatori dei corsi di Giuseppe Bezzuoli presso l’Accademia di Belle Arti, dove egli ebbe, tra i suoi più celebri allievi, anche Giovanni Fattori.

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Prima mostra monografica di Tesfaye Urgessa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Firenze fino al 3 febbraio 2019 apre a Palazzo Pitti Piazza Pitti, 1 la prima mostra monografica di Tesfaye Urgessa. «Alcuni vedono delle vittime nelle mie figure. Io vedo in loro quelli che ce l’hanno fatta. Mi danno conforto. Una cicatrice non è necessariamente il segno di una tragedia, un campione di boxe può bene avere un occhio nero o un sopracciglio che sanguina» scrive Tesfaye Urgessa, l’artista nato ad Addis Abeba nel 1983, trasferitosi grazie a una borsa di studio a Stoccarda nel 2009 dove oggi insegna e lavora, apprezzato dalla critica e dal mercato.
Parole che sembrano alludere alla parabola di riscatto che Urgessa attribuisce ai suoi personaggi come, probabilmente, a se stesso. Le figure magnetiche che popolano le sue tele in solitudine o più spesso in composizioni di corpi aggrovigliati e mutili sono infatti a tutti gli effetti una proiezione personale che non ha alcun portato narrativo o sociale. «Se qualcuno si riconosce nelle mie figure così come io mi riconosco in loro, allora necessariamente si riconoscerà in me», scrive ancora Urgessa per spiegare il dialogo che i suoi dipinti attivano tra chi crea e chi guarda, mediato da un repertorio di volti, maschere, corpi, nonché da una raccolta di oggetti famigliari dispiegati secondo logiche arcane. Terreno di scambio è la cultura visiva dell’arte del Novecento (e non solo) con la quale Urgessa si confronta in chiave di contaminazione e superamento, definendo una cifra stilistica del tutto originale: «Infatti per quanto Urgessa sia ben radicato nella tradizione della pittura figurativa e le sue opere siano ricche di elementi apparentemente iconici o simbolici, il suo modo di comunicare è fondamentalmente deittico» scrive Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, curatore della mostra con Chiara Toti.
Le foto in catalogo, con Urgessa nello studio mentre disegna a terra o con gli stadi compositivi dei dipinti ricostruiti in sequenza, danno anche conto di un processo creativo che, rifuggendo ogni premeditazione, si affida totalmente al flusso spontaneo delle immagini generate dalla mente dell’artista e registrate in contemporanea su una pluralità di tele. «Rifuggendo – come nella vita – i limiti e le definizioni imposti a priori, Urgessa trasforma dunque l’arte in “viaggio avventuroso e pieno di incertezze”», aggiunge Chiara Toti. Il percorso della mostra si estende tra le sei sale dell’Andito degli Angiolini, con un ordinamento cronologico che si dispiega a seguire Trapped in the Flesh, l’ultima grande tela dipinta da Urgessa scelta come focus di apertura. In una prevalenza di olii, non manca una scelta della produzione su carta con un rotolo di disegni e quattro monotipi che confermano la capacità dell’artista di spaziare tra tecniche e materiali.
L’Autoritratto, esposto a pendant con un intenso Ritratto d’uomo, è stato donato da Urgessa per la storica collezione delle Gallerie degli Uffizi: un ritratto non allo specchio o tratto da una fotografia, ma dipinto a memoria, passato anch’esso al vaglio della sua potente immaginazione.

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Mostra monografica di Nicolas Schöffer

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Roma Martedì 20 novembre p.v. alle ore 19.30 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungeria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1 20 novembre 2018 -26 gennaio 2019) si terrà il vernissage di LUCE IN MOVIMENTO – mostra monografica di Nicolas Schöffer, artista ungherese naturalizzato francese (Kalocsa 1912 – Parigi 1992), fra i più significativi esponenti dell’arte cinetica. L’esposizione organizzata dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con la Collezione di Nicolas Schöffer di Kalocsa e lo Studio Farnese e curata da Éva Iván Mácsainé e Németh Pál presenterà al pubblico circa 40 opere dell’artista tra cui disegni, collages, sculture e installazioni. Nicolas Schöffer scultore, pittore, architetto, progettista, video- artista, computer grafico, professore universitario, teorico dell’arte e artista sperimentale.
Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Budapest sotto la guida di István Szőnyi, nel 1936 si stabilì a Parigi. Perseguendo un’integrazione costruttiva e dinamica dello spazio nell’opera d’arte (spaziodinamismo), dal 1949 realizzò le sue prime opere cinetiche giungendo con le monumentali torri spazio-dinamiche, all’identificazione tra scultura, architettura e ambiente. Nel 1968 a Miklós Schöffer, divenuto nel frattempo Nicolas Schöffer e oramai di fama mondiale, venne assegnato il Gran Premio della Biennale di Venezia. L’anno successivo furono le sue opere ad inaugurare lo Studio Farnese di Roma. Rientrò a Kalocsa per la prima volta solo nel 1976. Nel 1980 presso la sua casa natale venne inaugurato il Museo a lui dedicato, il Museo ”Schöffer Múzeum”, il cui corpus fu l’opera omnia dell’artista, donato dallo stesso al Museo un anno prima. Nel 1982 venne eletto nella sezione d’arte figurativa dell’Accademia di Francia. La sua vasta opera venne premiata dallo Stato francese con i più prestigiosi premi nonché con l’Ordine di merito. Morì l’8 gennaio del 1992 a Parigi presso il suo atelier a Montmartre. Le sue opere oggi sono visibili in numerose città europee e americane. Al vernissage seguirà l’inaugurazione del nuovo progetto dell’Accademia d’Ungheria dedicato alle arti audio-visive contemporanee, intitolato “Il CUBO”.Lo spazio della Scala Nobile di Palazzo Falconieri per una serata si trasformerà in un pop up concept space.
La prima edizione del progetto – che prevede eventi unici con frequenza mensile – sarà dedicata all’arte di Nicolas Schöffer, proiezioni dei suoi film sperimentali accompagnati da musica elettronica, techno ungherese.

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Rassegna monografica “Omar Galliani

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Sassoferrato dal 6 agosto al 30 ottobre 2010, Palazzo della Pretura  Inaugurazione venerdì 6 agosto, ore 17,30 con l’Assessore regionale alla cultura Pietro Marcolini Rassegna monografica “Omar Galliani: la verità della pittura, l’eros del disegno” ed inoltre: spazi ed incontri con giovani artisti. La mostra, curata da Mariano Apa, è incentrata su opere dei tardi anni Settanta e di esemplari importantissimi dei cicli realizzati dall’artista negli anni Novanta e Duemila, molti dei quali mai esposti prima.. L’indagine su alcuni storici lavori dei tardi anni Settanta e primi anni Ottanta, riguardano le tematiche critico culturali che legano la sua pittura al Concettualismo, così come nel disegno si riscopre la tematica della pratica artistica e delle problematiche esistenziali, il recupero di simbologie esoteriche, lo sguardo emozionato per il viaggiare nella geografia della vita, della morte e dell’eros.
Omar Galliani, emiliano per nascita e vocazione (Montecchio Emilia, 1954 dove vive e lavora), da decenni svolge un’intensa ed appassionata attività di docente in Accademie ed Università ed attualmente, per l’Accademia di Belle Arti di Carrara, dirige il Corso di Eccellenza in Disegno di Pietrasanta.
La manifestazione è promossa e organizzata dal Comune di  Sassoferrato, in collaborazione con Regione Marche-Assessorato Cultura, Provincia di Ancona-Assessorato alla Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e con il Patrocinio dell’ Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.La mostra con le quattro sezioni e il relativo catalogo – un volume di 320 pagine – sono curate da Mariano Apa. L’allestimento è progettato e curato da Enrico Branchini.
Orari di visita: dal 6 al 29 agosto 2010 (mostra aperta nei pomeriggi – dalle 17,00 alle 21,00  – di tutti i giorni, festivi compresi) – dal 30 agosto al 26 settembre 2010 (mostra aperta nei pomeriggi di venerdì, sabato e domenica) – dal 27 settembre al 30 ottobre 2010 (mostra aperta nei pomeriggi di sabato e domenica). http://www.sassoferratocultura.it Ingresso: € 3,00 (galliani)

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Mostra di Machiko Kodera

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2010

Roma via del Plebiscito, 118  Inaugurazione 29 aprile ore 18,00 Nuovi Spazi Espositivi di Palazzo di Venezia a cura di Emanuela Garrone. La Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per il Polo Museale della Città di Roma ospita dal 30 aprile al 27 maggio 2010 la mostra della scultrice giapponese Machiko Kodera.  L’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Crocetti, dell’Ambasciata Giapponese e dell’Istituto Giapponese di Cultura.  E’ quindi il risultato di una felice cooperazione tra istituzioni diverse con l’obbiettivo di realizzare un’esposizione monografica dedicata alla scultrice  Machiko Kodera, attiva in Italia già da molti anni.
Nata a Hakodate, Hokkaido (Giappone) nel 1950, la Kodera dopo una prima formazione artistica nel suo paese natale, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma, con Venanzo Crocetti, raggiungendo il diploma nel 1985. Da allora la sua carriera  si è svolta tra Italia e Giappone ed è costellata di mostre e premi internazionali. L’esposizione ha una caratteristicha precisa: è una mostra  che ripercorre tutto il lungo iter creativo della scultrice nipponica. Le opere presenti coprono infatti un lungo arco di tempo: dalle prime sculture della fine degli anni ’80 fino alle più recenti sculture, realizzate in occasione di questa manifestazione.

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Michael Ende in Italia. Mostra monografica

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

endeRoma fino al 24/1/2010 Via del Corso, 18 (Piazza del Popolo) Casa di Goethe a cura di Roman Hocke e Uwe Neumahr In occasione del 80º compleanno di Michael Ende, celebre scrittore tedesco di libri per ragazzi, e del 30º anniversario della Storia Infinita, La critica tedesca sessantottina aveva rimproverato al popolarissimo autore de Le avventure di Jim Bottone lo scarso impegno sociale e lo aveva definito: -letterato in fuga- nel regno della fantasia.  Nel 1970 un Michael Ende disgustato lascia la Germania. Vive per quindici anni con la moglie Ingeborg Hoffmann a Genzano, a circa trenta chilometri da Roma.  La ricchezza artistica e la tolleranza che regnano in Italia lo affascinano e ispirano il suo lavoro. Qui nascono molti dei suoi capolavori, tra cui i due successi mondiali Momo (1973) e La storia infinita (1979) che lo rendono un autore di culto.  In questa mostra sono raccontati per la prima volta i decisivi anni italiani di Ende, che hanno influenzato la sua concezione del fantastico e reso possibile una riconciliazione con la sua patria. Dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1985, Ende ritorna in Germania.  I testi, le foto e i documenti originali della mostra raccontano la vita di Ende, la storia di un artista che ritrova se stesso. I manoscritti provenienti dal Deutsches Literaturarchiv Marbach (Momo e La storia infinita) nonche’ oggetti personali dell’autore sono i gioielli di questa mostra.. Una parte importante e’ dedicata al tema -Michael Ende e la musica-. È poco noto che l’opera di ispirazione italiana Der Goggolori, composta da Wilfried Hiller quando era borsista a Villa Massimo, e per la quale Ende aveva scritto il libretto, e’ diventata una delle opere tedesche piu’ celebri del dopoguerra. Altri temi sono la fortuna di Ende in Italia, la tradizione del fantastico a Roma, il rapporto con artisti italiani e tedeschi-romani, l’amicizia con Angelo Branduardi e l’influenza artistica esercitata su di lui dal padre, il pittore surrealista Edgar Ende.  Sarà pubblicato un catalogo bilingue con numerose illustrazioni.  In cooperazione con AVA international GmbH Autoren- und Verlagsagentur (ende)

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Pasquale Massacra: Impeto e poesia

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Ricciardino LangoscoPavia fino al 13/12/2009 Viale XI Febbraio, 35 Scuderie del Castello Visconteo Pavia celebra Pasquale Massacra (1819-1849), uno dei suoi artisti piu’ noti e apprezzati, con una mostra monografica, dal titolo Impeto e Poesia, che si tiene dal 25 settembre al 13 dicembre 2009 nelle Scuderie del Castello Visconteo. Curata da Susanna Zatti, l’esposizione presenta 60 opere in grado di ripercorrere la produzione del talentuoso maestro pavese, la cui vicenda artistica si incrocia con l’adesione agli ideali patriottici antiaustriaci, che lo condussero alla morte a soli trent’anni.  Un appuntamento destinato a rivelare, anche a quanti non ne hanno finora conosciuto e apprezzato il lavoro, l’indubbio valore di un artista del Romanticismo italiano destinato a un sicuro successo e a piu’ alta fama, se la morte prematura non ne avesse interrotto il percorso creativo.  Il suo talento naturale viene segnalato da un notabile pavese al professor Cesare Ferreri il quale, malgrado Pasquale non sia dotato della necessaria istruzione, lo ammette alla Scuola di Nudo e Incisione, dove segue i corsi di disegno, plastica e pittura sino al 1841.  Si dedica a numerose committenze – fra cui quelle di pavesi illustri come Carpanelli e Marozzi – realizzando soprattutto soggetti storici e patriottici. Da Pavia la fama dell’artista giunge a Milano.  Le sue opere presentate all’Accademia di Belle Arti di Brera ricevono giudizi estremamente favorevoli e Massacra, ancora giovanissimo, viene salutato come un potenziale innovatore della futura pittura italiana. Il pittore Francesco Hayez, con cui ha diversi contatti, diviene per lui un prodigo consigliere. Ma ancora una volta la vicenda umana e quella artistica di Pasquale Massacra si compenetrano; nell’agosto del 1848, con il ritorno degli austriaci a Pavia, si rifugia in territorio piemontese, dove ha inizio la sua militanza anti-austriaca. Il martirio di Massacra dà luogo a una tradizione letteraria, che si sviluppa per tutta la seconda metà dell’Ottocento e anche gli artisti suoi contemporanei – Giovanni Ferreri, Federico Faruffini, Agostino Bellinzona e Giovanni Cavallotti – lo ricordano come un -animoso italiano e sublime artista, caduto pugnando contro l’oppressore nel marzo 1849-.  Immagine: La madre di Ricciardino Langosco http://www.alefcultural.com

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