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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘monoterapia’

Monoterapia nel trattamento dei pazienti adulti con carcinoma prostatico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

AstraZeneca e MSD annunciano che olaparib ha ricevuto l’approvazione europea come monoterapia nel trattamento dei pazienti adulti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) con mutazioni BRCA1/2 (germinale e/o somatica) in progressione da precedente terapia con un nuovo agente ormonale.L’approvazione della Commissione Europea si basa su una analisi di sottogruppo dello studio di Fase 3 PROfound che ha evidenziato come olaparib abbia dimostrato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) e della sopravvivenza globale (OS) rispetto a enzalutamide o abiraterone negli uomini con mutazione BRCA1/2. L’approvazione segue la raccomandazione espressa a settembre 2020 dal Comitato per i medicinali per uso umano dell’EMA (European Medicines Agency).Il tumore della prostata è il secondo tipo di tumore più comune negli uomini, con 1,3 milioni di nuove diagnosi stimate nel 2018 a livello mondiale. Circa il 10% degli uomini con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) presenta una mutazione BRCA.I risultati dell’analisi di sottogruppo dello studio PROfound mostrano che olaparib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 78% (HR 0.22 [95% CI, 0.15-0.32], p<0.0001) e ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) a una mediana di 9,8 mesi rispetto a 3,0 mesi con enzalutamide o abiraterone negli uomini con mCRPC con mutazioni BRCA1/2. Olaparib ha ridotto il rischio di morte del 37% (HR 0.63 [95% CI, 0.42-0.95]) con sopravvivenza globale mediana di 20,1 mesi rispetto a 14,4 mesi con enzalutamide o abiraterone. I risultati principali e i risultati di sopravvivenza globale dello studio sono stati pubblicati nel The New England Journal of Medicine nei primi mesi di quest’anno.Le reazioni avverse più comuni (ARs) nello studio PROfound, verificatesi nel ≥10% dei pazienti, per olaparib rispetto a enzalutamide o abiraterone sono state anemia (46% vs.15%), nausea (41% vs. 19%), fatigue (compresa astenia) (41% vs. 32%), diminuzione dell’appetito (30% vs. 18%), diarrea (21% vs. 7%), vomito (18% vs. 12%), trombocitopenia (12% vs. 3%), tosse (11% vs. 2%) e dispnea (10% vs. 3%). L’interruzione del dosaggio a causa di eventi avversi si è verificata nel 45% dei pazienti in trattamento con olaparib, mentre la riduzione del dosaggio nel 22% dei pazienti in trattamento con olaparib. L’interruzione a causa di eventi avversi si è registrata nel 18% dei pazienti trattati con olaparib.Olaparib è approvato negli Stati Uniti per il trattamento dei pazienti adulti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione con mutazioni della linea germinale o somatica del sistema di riparazione per ricombinazione omologa (HRR), in progressione a precedente trattamento con enzalutamide o abiraterone. AstraZeneca e MSD stanno conducendo ulteriori studi nel carcinoma prostatico metastatico, compreso lo studio PROpel di Fase 3 attualmente in corso per la valutazione di olaparib come terapia di prima linea in combinazione con abiraterone acetato per i pazienti con mCRPC rispetto al solo abiraterone acetato.

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Metformina, prima scelta negli antidiabetici orali

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2012

La metformina dovrebbe essere il farmaco di prima linea per la maggior parte dei pazienti con diabete di tipo 2 refrattari alle modificazioni dello stile di vita. La raccomandazione arriva dalle nuove linee guida stilate dall’American college of physicians (Acp), basate sulla revisione sistematica delle evidenze e sull’analisi comparativa di efficacia di tutti gli antidiabetici orali (sulfoniluree, metiglinidi, tiazolidinedioni, inibitori Dpp-4 e antagonisti dei recettori Glp-1). «Abbiamo verificato che la maggior parte degli antidiabetici riduce la glicemia a livelli simili» ha affermato Amir Qaseem, autore principale del documento. «In ogni caso, la metformina è più efficace sia se usata da sola che in combinazione. Inoltre riduce il peso corporeo e migliora il profilo lipidico». Più in dettaglio, le raccomandazioni sono queste:
1) quando la dieta, l’esercizio, la perdita di peso e altre modificazioni dello stile di vita non hanno adeguatamente corretto l’iperglicemia, il clinico dovrebbe aggiungere una terapia farmacologica;
2) nella maggior parte dei casi, la farmacoterapia iniziale dovrebbe essere una monoterapia con metformina;
3) quando le modificazioni dello stile di vita e la monoterapia con metformina falliscono nel controllo dell’iperglicemia, il clinico dovrebbe aggiungere un secondo farmaco alla metformina.
Metformina presenta dei vantaggi anche sul fronte degli effetti collaterali: meno frequenti rispetto a quelli delle sulfoniluree, che si distinguono negativamente anche dai tiazolidinedioni perché inducono un maggior rischio di ipoglicemia. Infine, non irrilevante, il basso costo della metformina.(fonte farmacista33)

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