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Posts Tagged ‘montagna’

‘Una montagna di salute’, la promozione del benessere passa dalle terre alte

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2021

Domenica 10 ottobre si terranno 15 escursioni organizzate in Liguria, in Piemonte, in Lombardia, in Trentino-Alto Adige, in Emilia-Romagna, in Abruzzo, nel Lazio e in Sicilia. La promozione del benessere psicofisico è al centro dell’evento diffuso “Una montagna di salute” organizzato dalla Commissione centrale medica del Club alpino italiano che punta ai territori montani del nord, del centro e del sud del nostro Paese. “Attraverso l’organizzazione di escursioni diffuse nel territorio nazionale, il nostro obiettivo è quello di promuovere stili di vita corretti, un’alimentazione equilibrata e allo stesso tempo l’attenzione al territorio. Nata da un’idea di Carla D’angelo, componente della Commissione centrale medica, l’iniziativa è stata pensata per essere condivisa con le Commissioni mediche periferiche e con le sezioni locali”, spiega il presidente della Commissione centrale medica Franco Finelli.”Interagire con le terre alte, camminare nell’ambiente montano permette di preservare lo stato di salute inteso come stato di benessere fisico, psichico e sociale. Esiste un legame diretto tra la quantità di attività fisica e la speranza di vita, ragione per cui le popolazioni fisicamente più attive tendono a essere più longeve di quelle inattive”, spiega la stessa Commissione medica centrale. “Una Montagna di Salute è rivolta a tutti, in particolare ai più giovani. I soci Cai devono essere portatori di stili di vita sostenibili e salutari, proprio perché la diffusione del benessere può generare minori costi sanitari, a livello globale”, puntualizza ancora Finelli.L’iniziativa si inserisce appieno all’interno del cartellone del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2021. Infatti, la promozione della salute è parte del goal “Benessere” dell’Agenda 2030 definita dall’OMS, “come un processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla”.Da nord a sud, passando per il centro, le iniziative sono possibili solo grazie all’apporto delle sezioni locali. In Liguria e in Piemonte, con il coinvolgimento del Cai La Spezia e del Cai di Lanzo Torinese. In Lombardia, con l’apporto del Cai Bergamo. In Trentino Alto-Adige, con il coinvolgimento del Cai Pinzolo e Val Rendena. In Emilia-Romagna, con il supporto del Cai “Cani Sciolti” di Cavriago, del Cai di Bismantova – Castelnovo ne’ monti, Cai Sassuolo, Cai Bologna, Cai Modena e Cai Pavullo nel Frignano. In Abruzzo, con il Cai Sulmona, con la sottosezione Val Vibrata e con la sezioni Vallelonga Coppo dell’Orso e Ortona. Nel Lazio, con la sezione Cai di Roma e in Sicilia, con la partecipazione degli organi tecnici territoriali operativi.L’iniziativa è stata realizzata con il coinvolgimento della Commissione medica della Liguria, del Piemonte e della Valle d’Aosta, del Cai Bergamo e della Lombardia. Senza dimenticare quella della Sat, del Veneto, del Friuli Venezia-Giulia, dell’Emilia-Romagna, del Lazio e della Sicilia.

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Il sangue della montagna di Massimo Maugeri

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2021

Collana Oceani, pp. 608, 19 euro in libreria dal 16 settembre. Maugeri ci riporta in Sicilia con un romanzo sui nostri tempi, sul nostro rapporto inestricabile con la natura e sulla cronica crisi economica che attanaglia soprattutto certe zone del nostro territorio, ma è anche il racconto di una visione, di un nuovo sistema capace di mettere l’uomo, e non il mercato, al centro di tutto. Per gli abitanti del luogo l’Etna non è un vulcano, ma la Montagna. Marco Cersi, quarantasei anni, con la sua impresa specializzata nella realizzazione di prodotti in pietra lavica, tenta di rivalersi nei confronti di questa magmatica madre che gli ha segnato la vita. Paola Veltrami, vedova, quarantatré anni, è una docente universitaria di letteratura con il sogno di un modello economico più umano. Le loro vite si incrociano a causa della sparizione di un vecchio intagliatore di pietra lavica, amante della poesia: don Vito Terrazza. Mentre una nuova eruzione aumenta la propria intensità devastatrice, Marco e Paola rimangono schiacciati dal peso di problematiche enormi: l’uno deve fare i conti con il proprio doloroso passato e i risvolti sempre più aspri della crisi; l’altra deve gestire il difficilissimo rapporto con la figlia. Sarà la Montagna, con il fluire incandescente del suo sangue, a segnare il passo in un arco temporale ampissimo che ci conduce fino all’anno 1886 per poi catapultarci nuovamente nei nostri giorni inquieti.La crisi d’identità, i drammi famigliari, il tema del doppio e della follia, costruiscono un romanzo-mondo capace di coinvolgere, emozionare e sorprendere fino alle ultimissime righe. Editore La Nave di Teseo

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Economia: Meroi (Alfa Sistemi), “impresa in montagna possibile se dipendenti scelgono di viverci”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

(TiLancio) Fare impresa in montagna? ‘Si può’. Creare attrazione ed attrattiva per l’area montana, in generale: è sempre possibile. Come? “Creando una massa critica di addetti che gravitano, per abitazione, o luogo deputato alla propria esistenza, proprio in montagna. Mi spiego: se fra i miei dipendenti ce ne fossero almeno una decina che per scelta hanno deciso di vivere nelle aree montane del Friuli Venezia Giulia, potremmo sicuramente creare un ufficio decentrato, in montagna, per accoglierli. Ovviamente, il peso specifico della decisione dipenderebbe dal numero di persone. Abbiamo capito, attraverso anche gli effetti di questa pandemia, che si può lavorare in qualsiasi luogo e contesto. Pertanto, decentrare, creare una filiale in montagna, perché ho diversi dipendenti che lo vogliono, non sarebbe un problema”. Sono le dichiarazioni di Ferruccio Meroi, presidente ed amministratore delegato di Alfa Sistemi, azienda tecnologica di Udine, costantemente alla ricerca di personale, anche di giovane età, per le proprie divisioni all’interno dell’impresa.Serve un cambio di passo culturale, anche e soprattutto da parte dei giovani che vivono in montagna. Si può fare tutto, ovunque. Servono idee, coraggio e voglia di fare. Un certo grado di attitudine anche all’imprenditorialità. “Probabilmente, un certa propensione alla volontà di uscire dalla propria zona di confort, per andare a cercare stimoli, fuori dalla montagna. Magari, per i giovani, questo significa formarsi altrove, per poi tornare e sviluppare idee e capacità” continua Meroi.C’è una penuria incredibile di giovani da inserire in aziende tecnologiche: “Li cerchiamo ovunque, che provengono dal territorio montano non rappresenta certamente un limite. Oltremodo: che le start up satellite, gli spin off che possono nascere da aziende già insediate in montagna, può essere un grandissimo valore aggiunto per la ricchezza dell’area intera. La necessità, prima di tutto, è di investire in infrastrutture ed “autostrade digitali” per avvicinare la montagna alla città” conferma Meroi.Alfa Sistemi è una azienda tecnologica che fra le priorità pensa al benessere dei suoi dipendenti, in modo concreto ed esaustivo, con una forte connotazione all’apertura strategica, anche verso culture nuove e più aperte, del fare impresa. Impiega oltre 100 addetti.

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Rivitalizzare l’economia di montagna

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Rivitalizzare un’area interna del nostro Appennino, creare attività per la difesa del territorio e opportunità per la valorizzazione dell’agricoltura e della zootecnia di montagna, sviluppare nuove forme di lavoro come driver per l’economia verde, mettere al centro la salute, la tutela dell’ambiente e il risparmio dell’acqua grazie allo sviluppo di tecnologie innovative come la pirolisi e la produzione di idrogeno verde. Creare un sistema di formazione continua – attraverso la realizzazione di una scuola residenziale per l’economia della conoscenza – e un albergo diffuso per l’ospitalità dei pellegrini lungo la via Francigena.I tre pilastri fondamentali di ispirazione del progetto – presentato dall’Autorità Distrettuale del fiume Po al Ministero della Transizione Ecologica con la richiesta di un finanziamento di oltre 165 milioni di euro per tre anni – sono uomo, natura e tecnologia. Il progetto pilota, a partire dalla mitigazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio attraverso nuove strategie di gestione forestale, genera un circuito virtuoso e circolare.Il primo ritorno occupazionale verrà ottenuto con la formazione di una cooperativa di comunità composta da un team di persone under 45: in totale RESTART BERCETO porterà – nel corso di tre anni – all’impiego e all’assunzione di circa 200 persone, tra tecnici specializzati, tecnici forestali, agronomi, operatori turistici e ambientali.La produzione della biomassa di qualità potrà essere impiegata nella generazione di energia tramite nuove tecnologie come la pirolisi, che andrà ad affiancare una stazione sperimentale per la produzione di idrogeno green, oltre al recupero dei salti idraulici di rii e torrenti che, in passato, alimentavano vecchi mulini, generando un ulteriore volano economico ed occupazionale altamente specializzato.Nell’ottica di una formazione continua, necessaria per tutte le attività del progetto pilota, verrà realizzata una scuola residenziale per l’economia della conoscenza, presieduta e diretta da un Comitato Tecnico Scientifico di un istituto universitario forestale e di un incubatore per Start-up innovative nella Fornace di Ghiare ristrutturata, non solo per la formazione degli addetti al progetto ma per l’esportazione del sapere anche ad altri territori.Per rafforzare la ricettività – una delle criticità del territorio montano – verrà creato un albergo diffuso che ospiterà i pellegrini della Via Francigena, oltre agli operatori non residenti che parteciperanno al progetto. RESTART BERCETO prevede anche il ripristino del patrimonio abitativo pubblico e privato, attraverso alcune riqualificazioni del tessuto urbano.La valorizzazione dei prodotti di montagna – tramite un nuovo paradigma di agricoltura sostenibile ad alta integrazione ambientale – avverrà attraverso la creazione della ‘Vetrina dell’Appennino’, un banco per la vendita diretta dei prodotti del territorio lungo l’autostrada A15 Parma-La Spezia.

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“Un piano di investimento triennale per la montagna”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

“Lo scorso luglio agli Stati Generali della Montagna è emersa la richiesta di inserire la montagna nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Ci sono interventi inseriti nella Legge di Bilancio destinati ad aiutare le aree svantaggiate, tra cui le zone montuose”. “Le risorse che arriveranno dalla Ue con il Recovery Fund – spiega la Presidente – saranno decisive per approntare un piano triennale di investimenti in grado non solo di sostenere la vita in montagna, ma anche per ridurre il gap con le le altre zone del nostro Paese cominciando dall’abbattimento del digital divide. Non si tratta infatti di perseguire logiche assistenzialistiche, ma di andare a individuare quali sono le funzioni strategiche della montagna e garantire pari servizi e pari accessibilità a tutti i cittadini”.“Per questa ragione – conclude Rotta – nel PNRR sono previsti aiuti e ristori a aree interne e montane al fine di incentivare processi di sviluppo socio-economico laddove i tassi occupazionali troppo bassi spingono verso lo spopolamento”

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FdI: Stati Generali della Montagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Roccaraso (AQ) dal 31 gennaio al 2 febbraio gli Stati generali della Montagna 2020 organizzati e promossi dal gruppo al Senato di Fratelli d’Italia, presso la sala Consiliare “G. Spataro” in viale degli Alberghi, 2/a. L’obiettivo delle tre giornate, per il partito guidato da Giorgia Meloni, è quello di lavorare all’elaborazione di una legge quadro per la montagna, per valorizzarne identità e tradizione e far sì che essa possa essere anche un importante volano per l’economia dei territori. A fare gli onori di casa sarà il presidente del gruppo dei senatori di FdI, Luca Ciriani, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio insieme con il presidente della Provincia de L’Aquila Angelo Caruso, ai sindaci de L’Aquila Pierluigi Biondi, di Roccaraso Francesco Di Donato e di Abetone Cutigliano Diego Petrucci.
I lavori inizieranno venerdì 31 gennaio alle ore 16,30 con il saluto del capogruppo Ciriani, della responsabile del Dipartimento Montagna FdI Monica Ciaburro, del responsabile Enti Locali del partito Guido Castelli, della vicepresidente vicario di FdI in Senato Isabella Rauti, del componente dell’esecutivo FdI Giandonato Morra, del Consigliere Regionale Abruzzo FdI Mario Quaglieri, del coordinatore regionale Etel Sigismondi e del capogruppo in Regione Guerino Testa. Prevista la partecipazione dei parlamentari nazionali ed europei, degli amministratori, dei dirigenti di Fratelli d’Italia che si alterneranno sul palco, insieme con i rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo, durante le due tavole rotonde, previste il 31 gennaio e il 1 febbraio alle ore 17,00, dal titolo “Sci e non solo” e “Montagna, Territorio fragile?”.Interverranno i senatori FdI Patrizio La Pietra, Adolfo Urso, Andrea de Bertoldi, Francesco Zaffini, Antonio Iannone. Fra i dirigenti di partito ricordiamo il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, il responsabile dell’organizzazione Giovanni Donzelli e il responsabile del dipartimento Turismo Gianluca Caramanna, i parlamentari e sindaci dei comuni montani di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo e di Leonessa, Paolo Trancassini.Porteranno la loro testimonianza, tra gli altri, il consigliere regionale di FdI della Regione Lazio, Giancarlo Righini, gli assessori al turismo di Fratelli d’Italia della Regione Lombardia Lara Magoni, della Regione Sicilia Manlio Messina, della Regione Liguria Giovanni Berrino; l’assessore all’Ambiente della Regione Sardegna Gianni Lampis; il Consigliere d’Amministrazione dell’Enit Sandro Pappalardo; il presidente della XII commissione Regione Lazio Sergio Pirozzi; il Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Infrastrutture di Confassociazioni, Stefano Cianciotta; l’Amministratore Unico del Centro Turistico Gran Sasso, Dino Pignatelli; il Presidente del Parco Nazionale della Majella, Lucio Zazzara; il Presidente del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga Tommaso Navarra; il segretario generale dell’Istituto nazionale di urbanistica, Pierluigi Properzi, il Presidente del Parco Nazionale dell’Abruzzo e del Molise Giovanni Cannata; il presidente dell’Ordine dei Geologi Regione Abruzzo, Nicola Tullo.

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«Per Capodanno hotel della montagna pieni al 70%»

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

Sauris (Udine). La montagna si prepara a riempirsi di turisti in vista di Capodanno. E i numeri sono in linea con quelli dello scorso anno, come racconta Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg: «Gli hotel, tanto in Carnia quanto nel Tarvisiano, saranno pieni al 70% per il periodo post natalizio – racconta – e nella località “di punta” i soggiorni avranno una durata media di 4-5 giorni. Per le stazioni sciistiche minori, invece, la permanenza sarà leggermente inferiore, fra le due e le tre giornate». Dopo un Natale in città, o comunque “casalingo”, i visitatori cominceranno a muoversi. In montagna la neve ha già fatto capolino, ma l’auspicio è che ci siano ulteriori precipitazioni nel prossimo periodo: «Speriamo che il meteo sia clemente – aggiunge Schneider -, sappiamo che la gente ama la montagna per stare tranquilla, per poi uscire a festeggiare il Capodanno con tutto il fascino del contorno delle nostre zone. A prescindere dall’arrivo della neve, non credo ci saranno disdette nelle prenotazioni». Da dove provengono i visitatori? «Di stranieri ne sono previsti davvero pochi, mentre a fare la parte del leone saranno, oltre ai friulani, anche turisti provenienti da Veneto, Emilia Romagna e Lombardia» anticipa la presidente di Federalberghi Fvg. Dopo il 1° gennaio è previsto un fisiologico calo di presenze, poi pronte a riprendere quota dopo l’Epifania grazie alle settimane bianche dove le persone in arrivo dall’estero saranno ben più abbondanti di quelle italiane.Ad agevolare la situazione saranno anche i servizi: «Zoncolan e Forni di Sopra sono ben strutturati in questo senso già da diverso tempo, mentre Arta, con le terme, cercherà di intercettare i turisti diretti sullo Zoncolan – dice ancora la referente di categoria -. Ben vengano anche i nuovi eventi studiati nel Tarvisiano per il periodo delle Feste, a dimostrazione che c’è la necessaria attenzione verso i turisti». Potrà dare buoni riscontri, secondo la presidente di Federalberghi Fvg, anche la riapertura con nuova gestione del Centro benessere in località Velt, a Sauris. «Oltre a tutto questo – evidenzia Schneider – sono sempre di grande impatto le varie manifestazioni proposte, un esempio su tutti le fiaccolate sulle piste da sci, sempre di grande impatto». Per Capodanno, dunque, oltre due terzi delle strutture sono prenotate «ed è certamente un buon valore – conclude Schneider -. Ovunque c’è una buona scelta, a livello di alberghi e opportunità di svago. Oggi c’è possibilità di viaggiare dovunque, ma direi che stiamo facendo il nostro per intercettare quanti più turisti è possibile».

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Premio ITAS del Libro di Montagna

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 Maggio 2019

E’ il concorso letterario internazionale dedicato alle opere in cui si celebra la montagna, è giunto alla sua tappa conclusiva proclamando i vincitori della 45ᵃ edizione nell’ambito del 67. Trento Film Festival. La giuria, presieduta da Enrico Brizzi e di cui per la prima volta ha fatto parte anche Paolo Cognetti (vincitore del Premio nel 2017), ha decretato i vincitori dopo avere valutato le 88 opere pervenute da oltre 50 case editrici. A ritirare il Trofeo Aquila ITAS per ciascuna delle tre categorie in gara sono:
Migliore opera narrativa: Simon McCartney con Il Legame (Alpine Studio)
Migliore opera non narrativa: Manolo con Eravamo immortali (Fabbri Editore)
Migliore opera narrativa per ragazzi: Alessandro Boscarino con K2. Storia della montagna impossibile (Rizzoli)
Menzione speciale all’opera Abschnitt. Adamello 1915-1918, di Tommaso Mariotti e Rudy Cozzini (Parco Naturale Adamello Brenta).
“La giuria del Premio Itas del Libro di Montagna, che da quest’anno conta fra i suoi membri il vincitore uscente ed ex Premio Strega Paolo Cognetti, si è trovata di fronte a un ventaglio ricchissimo di proposte – commenta Enrico Brizzi, Presidente della giuria – Gli autori, premiati nel corso della cerimonia organizzata congiuntamente con il Trento Film Festival, hanno riscosso la piena approvazione dei giurati, ma mai come quest’anno sarebbe stato d’uopo assegnare riconoscimenti e segnalazioni a diversi volumi, segno che l’editoria di montagna è più viva che mai”. http://www.premioitas.it

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Romanzo: “La pozza del Felice”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

E’ un romanzo di montagna e silenzi di Fabio Andina di montanari, di vette e di silenzi, di solidarietà e solitudini il nuovo romanzo di Fabio Andina, scrittore ticinese che esce in libreria in questi giorni per Rubbettino con “La pozza del Felice”. Il Felice è un personaggio realmente esistito, conosciuto dall’autore che, di ritorno dall’America dove era stato per apprendere i mestieri della scrittura cinematografica, aveva deciso di rifugiarsi in una casa di montagna di proprietà della famiglia. «Durante quei tre anni – racconta Andina – io e il Felice trascorrevamo molto tempo assieme: si cenava assieme, si camminava assieme, si andava al bar assieme, si chiacchierava poco. Il Felice non apriva la bocca tanto per dire qualcosa. Andavamo d’accordo perché eravamo molto simili: taciturni, grandi camminatori, amanti di una vita minimalista, fatta di poche cose, pochi oggetti, e amanti di riti e rituali vecchi che stanno andando scomparendo». Anche la “pozza del Felice” esiste davvero. Ma cos’è questa pozza, e perché il Felice aveva l’abitudine di immergervisi? «Dalla morte del Felice – continua Andina – tutte le volte che salgo in baita vado a immergermi nella pozza. Dista 45 minuti a piedi dalla mia baita. Lo faccio per sentirmi vicino al Felice, perché lo stargli vicino per quei tre anni mi ha cambiato la vita: ora, sono sempre più alla ricerca dell’essenziale. Mi sto liberando di tutte quelle zavorre inutili che la vita ci attacca al piede».
Da questa vicenda che mette insieme il legame con i luoghi, con la terra, e con la propria anima, da questa storia che sa di elementi primordiali che riprendono prepotentemente vita all’interno della propria esistenza viene fuori un romanzo delicato, essenziale in cui ognuno può ritrovare un pezzo di sé che credeva irrimediabilmente perduto.
Fabio Andina (Lugano, 1972) si è laureato in cinema a San Francisco. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Ballate dal buio” (2005) ed è stato inserito nell’antologia “Di soglia in soglia. Venti nuovi poeti della Svizzera italiana (2008). Nel 2016 ha pubblicato il romanzo “Uscirne fuori” e ha ricevuto una menzione al Premio Chiara Inediti per la raccolta di racconti “Il paese senza nome” che gli è valsa l’inserimento nell’antologia “Dieci racconti per Piero Chiara”

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In cordata: Narrazioni di montagna

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Torino Lunedì 12 novembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9 la quarta tappa di IN CORDATA coincide con il ritorno di uno scrittore amatissimo. È Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega con il suo fortunato Le otto montagne (Einaudi), caso editoriale tradotto in moltissimi paesi. Il nuovo romanzo si intitola Senza mai arrivare in cima (Einaudi), taccuino di viaggio che restituisce il senso del bisogno di avventurarsi sulle vette. Infatti, che cosa cerchiamo davvero quando andiamo in montagna? Se in Occidente procedere sui monti significa scalare una vetta, in Oriente può voler dire pellegrinare sulle pendici dell’Himalaya senza mai profanare la sommità. L’incontro dello scrittore con la tradizione dei montanari del Dolpo, è un tuffo dentro una montagna viva, abitata, usata, a volte subita, molto lontana dalla nostra. Senza mai arrivare in cima è un racconto illustrato, caldo, dettagliato, di come ci si perde e ci si ritrova camminando, di come vacillano le certezze col mal di montagna, di come si dialoga con un cane tibetano. Paolo Cognetti racconta le notti infinite in tenda con l’amico Nicola, l’assoluta magnificenza della natura, l’alterità dei luoghi e delle persone che s’incontrano, il saliscendi del cammino in alta quota, il dislivello come srotolarsi di una vera e propria trame del corpo e dello spirito.

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La montagna nel racconto di chi l’ama

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Riprendo una bella pagina scritta da Pietro De Francisci su “La Montagna”. La ritengo in tono con entrambi i miei precedenti lavori: Vulnus e la Terra dei padri. Vi è, altresì, un richiamo alla solitudine che riecheggia il ricordo de “Le Ombre”. Nel loro insieme indicano una strada che mi è familiare. Mi accomuna, con De Francisci, l’amore per la montagna. Se avessi potuto, da giovane, avrei scelto di fare il guardaparco, pur di restare a contatto con la natura, per andare lungo i sentieri di montagna, fin sulle cime e per camminare, arrampicandomi, ma non scalando.
Avrei potuto difendere la fauna che amo, comprenderla meglio, amarla.
Avrei potuto accarezzare un petalo di fiore che si sporgeva sul dirupo, ardito e temerario.
Avrei potuto pensare e sognare ad occhi aperti mentre calpestavo l’erba e l’acciottolato, schivavo una pozzanghera e lasciavo fuggire una serpe nascosta sotto un masso e distolta, dal suo raccoglimento, dal rumore dei miei passi e da quello del mio bastone che ritmicamente appoggiavo sul terreno.
Avrei potuto rivivere lo spirito de “Le ombre” che ho visto riflesso dai fusti possenti degli alberi che svettano verso il cielo e inondano la terra con i loro rami e i loro fogliami. Avrei avvertito solo i rumori provenienti dai cespugli e dai rami degli alberi: un battere d’ali o il movimento scomposto e frettoloso degli abitatori della foresta disturbati dalla mia presenza e che si ritraevano nel sottobosco nasco-ndendosi alla mia vista ma non senza lasciare che le piccole piante, che calpestavano, si agitassero urtandosi tra loro e fino a svelarmi il loro passaggio.
Forse è questo ciò che ha stimolato la fantasia dei creatori di favole popolando i boschi e le foreste di folletti e di gnomi. Forse è questo il vero passaggio che ci porta all’eternità. (Riccardo Alfonso)

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Montagna e altitudine, una “palestra” per osservare come reagisce il cuore a una carenza di ossigeno

Posted by fidest press agency su domenica, 21 Maggio 2017

montagnaIl mal di montagna può colpire escursionisti che salgono a grandi altezze, ma qualche disturbo può essere avvertito anche dal turista che arriva a Duemila metri per il fine settimana. Ad alta quota il respiro si fa affannoso, si può soffrire di capogiro, senso di nausea. Salire in alta montagna, tuttavia, può creare problemi anche più importanti, a carico del cuore e della pressione del sangue. Infatti uno dei principali problemi dell’alta quota, che genera anche il mal di montagna, è l’ipossia ipobarica. Si tratta di una minor disponibilità dell’ossigeno nell’organismo per la ridotta pressione dell’aria conseguente all’altitudine. L’esposizione prolungata a questa condizione causa modificazioni in varie funzioni biologiche, in particolare quella cardiovascolare. Studiare gli effetti della bassa pressione dell’aria sull’organismo è utile anche per patologie da ridotta disponibilità di ossigeno, come apnee del sonno, insufficienza respiratoria e cardiaca, e sono questi i temi del meeting “Cardiovascular and metabolic changes at high altitude” in programma a Lima (Perù) il 25 e 26 maggio 2017 e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Presidenti del meeting sono Gianfranco Parati, Presidente della Società Italiana di Ipertensione, Direttore del Departimento di Medicina e Chirurgia, Università di Milano-Bicocca, Direttore del dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Neurologiche e Metaboliche dell’UC di Cardiologia, Ospedale S. Luca, Istituto Auxologico Italiano di Milano, e José Manuel Sosa Rosado, Presidente della Società Peruviana di Cardiologia.
«Abbiamo pensato di usare le montagne come modello per capire cosa succede al corpo quando si verifica una carenza di ossigeno» spiega Parati. «Sono stati trial clinici veri e propri ad alta quota: per esempio, per la pressione arteriosa, abbiamo dimostrato chiaramente per la prima volta che aumenta in modo significativo proporzionalmente all’altitudine. Inoltre l’aumento maggiore si è osservato nelle ore notturne, in relazione al fatto che in montagna si respira peggio di notte, quando tra l’altro si verifica il cosiddetto ‘respiro periodico’. Cioè un alternarsi di apnee (brevissime interruzioni del respiro nel sonno) e iperventilazione. E durante il meeting a Lima presenteremo il nuovo progetto Highcare LAPS Project (HIGH altitude CArdiovascular REsearch Latin America Population Study)».

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Per le feste la montagna più cara delle città d’arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2016

scuola-montagna-pianoAnalisi Casevacanza.it. Tra Natale e Capodanno si concentra oltre l’80% di tutte le richieste di soggiorno e prenotazioni per il mese di dicembre, ma quali saranno le mete più ambite? E quale la spesa affrontata dagli italiani per trascorrere le feste in vacanza? Secondo le analisi di CaseVacanza.it è Roma la città che cattura l’interesse maggiore da parte degli italiani. La Capitale occupa la prima posizione sia per i giorni di Natale, sia per San Silvestro, con costi medi che vanno dai 176 ai 188 euro a notte (per un gruppo di quattro persone).A Capodanno, com’è tradizione, i prezzi salgono rispetto al Natale e, considerando le dieci destinazioni più prenotate, la più costosa è Bormio con una spesa media di 204 euro a notte. Ben più conveniente è Abetone, con soli 144 euro a notte. Il pernottamento medio più lungo lo si registra a Torino (5 giorni), quello più breve – forse per via dei costi – è nella cittadina di Bormio (2,6 giorni).Per il Natale, invece, sarà La Salle la località più costosa fra quelle più gettonate: qui si spenderanno 192 euro a notte. Solo 136 ne serviranno a Bard, che è il comune più conveniente tra i primi dieci. (casa vacanza)

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Rassegna a cinematografica

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2015

montagnaDal 22 al 30 agosto, a Bosco Chiesanuova (Verona) rassegna cinematografica dedicata a vita, storia, tradizioni in montagna.21° Film Festival della Lessinia che si terrà al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona).
La rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia, tradizioni in montagna nel suo omaggio tematico annuale incentrerà sui vulcani un’interessante retrospettiva. A partire dal film inaugurale di sabato 22 agosto: dal Guatemala il bellissimo Ixcanul – Vulcano, vincitore dell’Orso d’Argento alla Berlinale 2015.
Sarà la prima delle 60 opere cinematografiche (24 della quali nella sezione Concorso) in programma al Festival, provenienti da 26 Paesi di tutti i continenti, molte delle quali in anteprima italiana, per dieci giorni di proiezioni. Ricchissimo si preannuncia anche il programma culturale collaterale della kermesse con concerti, incontri editoriali, dialoghi con i registi, workshop nella Piazza del Festival e ancora animazioni per bambini e ragazzi oltre a escursioni guidate alla scoperta della montagna scaligera.
Arriva quest’anno l’atteso sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo la cui commissione tecnica, incaricata dal Ministro Dario Franceschini, ha riconosciuto il Film Festival della Lessinia come manifestazione ammessa al contributo.
Sostegno che si va ad aggiungere a quelli di Regione Veneto e Provincia di Verona e al rinnovato impegno a sostenere la rassegna da parte di Comunità Montana e Parco della Lessinia, Comune di Bosco Chiesanuova con gli sponsor Cantine Bertani, Cassa Rurale Bassa Vallagarina e Fimauto Concessionaria BMW con il sostegno di Fondazione Cariverona, Consorzio Bim Adige e Università degli Studi di Verona.

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2° raduno nazionale del 3° RGT Artiglieria da Montagna Julia

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2015

lignano sabbiadoroLignano Sabbiadoro, 12 e 13 settembre 2015 2° raduno nazionale del 3° RGT Artiglieria da Montagna Julia in occasione del 50° anniversario (1965-2015) della fondazione del gruppo ANA Lignano Sabbiadoro – Sezione di Udine e della celebrazione dei 100 anni di storia del 3° RGT Artiglieria da Montagna Julia. Per l’occasione è stato creato un sito internet ad hoc (www.alpinialignano.it) dove è possibile reperire tutte le informazioni necessarie per prendere parte al grande evento e una pagina facebook (facebook.com/AlpiniaLignano) dove è possibile interagire in maniera più diretta con gli organizzatori. Abbiamo anche il piacere di comunicare che nel numero estivo della rivista nazionale “L’alpino” siamo presenti con una sezione dedicata all’evento di settembre.
Questa seconda adunata, dopo l’evento di Maggio 1976, che ebbe grande successo e una straordinaria partecipazione, coinvolgerà l’intero territorio comunale con momenti istituzionali ed eventi culturali legati sia alla storia del Gruppo Alpini di Lignano, sia del 3° Rgt. Artiglieria da Montagna Julia.
Il programma, quindi, prevede per Mercoledì 9 settembre, l’inaugurazione della mostra fotografica della Grande Guerra sul fronte Italiano e l’inaugurazione della mostra storica del 3° RGT Artiglieria da Montagna Julia. Le mostre saranno allestite nei locali della Terrazza Mare e rimarranno aperte fino al 23 Settembre.
Sabato 12 settembre, spazio alla cerimonia con scoprimento del cippo commemorativo e alle 19.30 a Lignano Sabbiadoro la sfilata della Fanfara Sezionale A.N.A. di Vergnacco seguita dal Reparto Storico Alpino “Fiamme Verdi” in uniforme d’epoca, da 4 muli, ultimi esemplari già in dotazione all’esercito e dagli automezzi militari storici. Il radunopercorso si snoda da Piazza Abbazia fino alla Terrazza a Mare. La sola Fanfara prosegue per Viale Gorizia, Piazza Fontana, Via Tolmezzo fino a raggiungere il Piazzale della Chiesa dove si tiene il concerto assieme alla Fanfara sezionale Valtellinese A.N.A. di Sondrio con il famoso Coro Grigna di Lecco. Ore 19.30 a Lignano Pineta, sfilata della Fanfara sezionale Valtellinese A.N.A. di Sondrio da Piazza Rosa dei Venti fino al Piazzale Marcello D’Olivo per poi rientrare a Sabbiadoro sul Piazzale della Chiesa per il concerto serale.
Le due fanfare si ritrovano a Lignano Sabbiadoro, per il grande concerto congiunto con il Coro Grigna di Lecco.
Domenica 13 settembre a partire dalle ore 8.30 ammassamento e alzabandiera sul piazzale antistante la Terrazza Mare, con la presenza delle autorità civili, militari, fanfare e picchetto. A seguire, sfilata degli Alpini accompagnata dalla Fanfara della Julia, dal picchetto in armi e dai 4 muli. Il percorso si snoderà da P.zza Fontana, via Tolmezzo, viale Venezia, via Miramare, via della Quercia, viale Europa, piazzale Divisione Julia. Alla sfilata partecipano anche la Fanfara sezionale Valtellinese A.N.A. di Sondrio e la Banda Musicale “L. Garzoni” di Lignano. Al termine della sfilata sarà officiata la Santa Messa dal cappellano militare Alpino Don Albino D’Orlando e deposizione della corona di alloro al monumento dei caduti e discorsi celebrativi.
Ricordiamo anche che nei giorni dell’evento sarà attivo un servizio filatelico con annullo speciale.
Ricordiamo anche che in quest’occasione Lignano Holiday, il consorzio ufficiale del ricettivo di Lignano Sabbiadoro che riunisce più di 70 hotels e le principali agenzie di affittanze, collaborerà a stretto contatto con il Gruppo Alpini di Lignano Sabbiadoro per il grande evento del 12 e 13 settembre. Infatti, prenotando le strutture aderenti al consorzio attraverso il sito dell’evento, i partecipanti all’adunata potranno beneficiare del 15% di sconto sui pernottamenti. In allegato al presente comunicato stampa viene, inoltre, inserito un pass liberamente stampabile da tutti i membri dei gruppi alpini partecipanti. Tale pass renderà possibile il parcheggio degli autoveicoli nelle zone a pagamento di Lignano durante i due giorni della manifestazione, semplicemente esibendo tale pass sul cruscotto del veicolo. (lignano sabbiadoro, raduno)

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Occhiali da sole in montagna. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Sunglasses Italiano: Occhiali da sole...

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Parlare di occhiali da sole in pieno inverno sembrerebbe un controsenso ma coloro che frequentano la montagna, e quindi la neve, sono particolarmente coinvolti considerato che la neve riflette i raggi del sole 4 volte piu’ della sabbia (+400%) e l’uso di occhiali da sole, il cui scopo, e’ bene ricordarlo, e’ quello di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari, diventa necessario. La tentazione di rivolgersi alla prima bancarella per un acquisto e’ forte, vista la differenza tra i prezzi praticati dal tradizionale negozio di ottica e quelli del venditore ambulante. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge (1), possono causare danni alla vista, cioe’ cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti. Gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle da improvvisati venditori. Come scegliere
dunque un buon paio di occhiali? Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l’altro dalla legge, dove sono indicati:
* il fabbricante o mandatario;
* il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal piu’ chiaro al piu’ scuro);
* i limiti di impiego;
* le istruzioni d’uso;
* la marchiatura CE (conformita’ europea).
Certo tutto questo non basta, perche’ la nota informativa puo’ essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli. Allora? Non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia ricordando che, a parita’ di prestazioni, spesso e’ la marca che fa lievitare il prezzo. (fonte aduc)

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Sicurezza in montagna

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2011

Cartografia Topografica Garmin: Italia Topografica

Image by zipckr via Flickr

L’alpinismo è una attività in forte incremento nel panorama dell’outdoor, perché un crescente numero di appassionati si avvicina al mondo della montagna, attratti dalla sfida che solo il “verticale” è in grado di offrire. Se da una parte tutto ciò rappresenta un aspetto positivo delle attività in quota, dall’altra richiede da parte degli Enti preposti un pres idio costante della montagna, anche e soprattutto a fronte della crescita proporzionale degli incidenti. E a monitorare e intervenire in caso di necessità sono loro, gli angeli della montagna, gli operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sinteticamente racchiusi nella sigla CNSAS. Da sempre istituzione riconosciuta, il Soccorso Alpino è tra i primi “utenti” a impiegare le nuove tecnologie in grado di contribuire al salvataggio di vite umane, ed è per questo che dopo anni di collaborazioni è stata ufficialmente formalizzata la partnership tra il CNSAS e Garmin, l’azienda leader nella navigazione satellitare. L’obiettivo reciproco del protocollo d’intesa è divulgare e diffondere la cultura della montagna e di tutte le attività ad essa correlate incrementando, tramite l’utilizzo degli strumenti GPS di Garmin, le indispensabili condizioni di sicurezza che sono richieste durante gli spostamenti su terreni naturali in alta quota. Sotto il profilo pratico, Garmin Italia supporterà la Scuola Nazionale Direttori Operazioni di Soccorso fornendo know-how tecnologico per i propri navigatori satellitari, fornendo formazione tecnica e strumentazione GPS per la gestione dei Corsi operati dalla Scuola. Inoltre Garmin realizzerà con cadenza annuale un Corso di Alta Specializzazione per i Tecnici di Ricerca (TeR) ed i Coordinatori Operazioni di Ricerca (COR), in cui verranno illustrate le innovazioni tecnologiche degli strumenti della gamma dei prodotti Garmin.
Una partnership che va oltre la semplice collaborazione, poiché Garmin Italia fornirà al personale della Commissione Ricerca del CNSAS i nuovi prodotti che la casa madre immetterà sul mercato, al fine di consentire da parte dei tecnici del CNSAS l’effettuazione di test e prove sul campo, volti a stabilire il campo d’azione dei nuovi prodotti in base agli scopi istituzionali del CNSAS. Ora anche la montagna è un po’ più sicura

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2 Trofeo l’eco del Chisone

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Partenza da Cantalupa 2 luglio alle ore 13,15, passaggio in diversi centri della pianura pinerolese e quindi sconfinamento in provincia di Cuneo (Barge, Bagnolo). Siamo alle fasi calde, con la Val Pellice (strappo di Lusernetta) e gran premio della montagna di Prà Martino, affrontata dal versante villarese, lo stesso in cui pochi giorni orsono ha provato il finale di tappa del Tour de France Alberto Contador. Dopo la discesa molto tecnica, ecco, attorno alle 16,30, l’epilogo “appuntito” che da sempre costituisce un validissimo marchio del trofeo l’eco del chisone.
Chi succederà al bergamasco Andrea Di Corrado nel prestigioso albo d’oro? A contendersi il successo si daranno appuntamento compagini annoverate nel gotha italiano, con partecipazione internazionale garantita anche dai ragazzi stranieri che vestono i colori di squadre di casa nostra. Dalla detentrice uscente Bergamasca Colpack (Locatelli) si passa alla Lucchini Ski Maniva con Moreno Moser(recente vincitore di tappa al Giro Bio per Dilettanti), nipote di Francesco e figlio di Diego, alla Palazzago di Fabio Arù(2º agli italiani in Sicilia e gran protagonista alla Coppa delle Nazioni come il compagno di squadra bielorusso Kilmankou), all’emiliana Podenzano. Molte altre compagini provenienti dalla Lombardia, culla di talenti. Partecipazione straniera con il Team Polonia Norda Kvis del campione europeo Gawronski e del campione nazionale, gli svizzeri del Mendrisio, i francesi del Veloclub Sprinter Nizza.

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Pontida: Quando la montagna partorisce il topolino

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Umberto Bossi

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Niente di più collimante questo detto al raduno di Pondida della lega. Si è fatto un gran clamore alla vigilia e ora ci troviamo solo con pronunciamenti di principio ma privi di sostanza. Tutto ciò che la Lega chiede al Governo è solo motivo di disunione nella società civile per mettere il sud contro il nord, gli immigrati contro gli autoctoni, per favorire maggiori spese trasferendo i ministeri da Roma in Lombardia come se questo servisse a qualcosa. E c’è persino chi applaude. Noi che abbiamo sempre criticato talune rappresentanze faraoniche delle regioni, nord compreso, a Roma e a Bruxelles e che in periodi di vacche magre dovrebbero se non proprio essere chiuse almeno limitate all’osso, ora ci sentiamo presi in giro dall’idea di “rappresentanze ministeriali” fonte di risparmi e di maggiori guadagni per le popolazioni locali. Dove lo vedono questo profitto è proprio il caso di chiederlo. La nostra critica è anche un’altra e da tempo lo affermiamo. Al centro di Roma prolificano gli uffici che fanno capo alla presidenza del consiglio. Sono dislocali in vari palazzi e ciò significa il moltiplicarsi del personale di sorveglianza, il costo degli affitti, la manutenzione e via di questo passo. Avevamo sostenuto che potrebbero per lo meno ridursi al 50% introducendo una efficace razionalizzazione dei servizi, l’introduzione dell’homeworking, un potenziamento degli apparati tecnologici e, non certo ultimo, lo sfoltimento delle varie segreterie di ministri e sottosegretari, cosiddetti “senza portafoglio”. Ma siamo andati anche oltre proponendo la costituzione di un dipartimento, a costo zero, per l’individuazione e il recupero degli edifici pubblici in stato di abbandono sia per alienarli sia per destinarli ad altri usi. E le inchieste condotte tempo fa da una nota trasmissione televisiva non ha mancato di farci vedere edifici costruiti e abbandonati per motivi inspiegabili e che dovevano essere ospedali, carceri, centri culturali ecc. E queste costruzioni, per buona pace dei leghisti, non sono allocate solo al deprecato Sud ma anche al Nord. E allora smettiamola di prenderci in giro. Vogliamo rendere l’Italia virtuosa? Facciamo le riforme che ci fanno risparmiare e che sono popolari come la riduzione del 50% dei parlamentari e delle amministrazioni locali. Come l’abolizione o la drastica riduzione dei rimborsi per spese elettorali ai partiti come lo sanciva, per altro, un referendum di qualche anno fa. Riduciamo i ministeri riportandoli ai 20 di qualche anno fa e i sottosegretariati a non più di 40. Riserviamo un palazzo così recuperato per assegnarlo a sede di rappresentanza romana delle regioni evitando, in tal modo, le spese che ora si accollano per tali incombenze. Cerchiamo di ridurre, semplificare, armonizzare, razionalizzare l’apparato pubblico e di rappresentanza invece di cercare disperatamente poltrone d’assegnare ad amici e ad amici degli amici e subordinati. Ma se ciò accadesse la prima vittima sarebbe il governo Berlusconi ed è questo che la lega non vuole e i leghisti fanno la fine delle tre scimmiette: si coprono gli occhi, si turano le orecchie e mettono il bavaglio davanti alla bocca: in queste cose tutto il mondo è paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Salvare gli impianti di montagna

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2011

Una Mozione parlamentare per mettere a disposizione degli impianti olimpici di montagna i soldi necessari a scongiurare il loro progressivo abbandono: questo quanto annunciato dai Parlamentari del PD On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO. “Bisogna destinare immediatamente ai siti postolimpici i 40 milioni avanzati dalle Olimpiadi invernali del 2006 che giacciono inutilizzati su un conto corrente e che rischiano di venire dirottati altrove, ovvero alla candidatura olimpica di Roma. E’ un rischio molto concreto. Questi soldi devono essere dati alla Regione affinché li metta a disposizione dei Comuni con l’obiettivo di sfruttare al meglio l’eredità olimpica ed evitare la chiusura degli impianti di montagna. La Regione aveva presentato il progetto della ‘Coverciano della neve’, dopodiché è sceso il completo silenzio e dal Presidente Cota non abbiamo sentito più una sola parola. Le responsabilità della Regione sono evidenti. La mancanza di una iniziativa politica per ottenere fondi e stanziamenti rischia di gettare nell’abbandono le strutture olimpiche e di impoverire la stessa offerta turistica. Per questo auspichiamo che la Mozione venga sottoscritta dai parlamentari di tutti gli schieramenti. Purtroppo si sta facendo davvero tutto il possibile per destrutturare il sistema postolimpico e far fuggire i soci americani. E ogni giorno assistiamo a una nuova indagine giudiziaria…” Secondo il Sindaco di Pragelato Giovanni Arolfo la “situazione è drammatica e constatiamo da tempo una incapacità totale di governo del postolimpico. Gli impianti sono abbandonati al degrado. Quello di Pragelato, per esempio, necessiterebbe di una rete di protezione per impedire lo scivolamento del manto nevoso, ma tutte le richieste in tal senso sono cadute nel vuoto”.

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