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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘montatura’

E’ lecita una provocazione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

guerraSarà la seguente una affermazione provocatoria, ma vale la penna riflettere…. “Se fosse la strage di Parigi fosse tutta una montatura organizzata per giustificare futuri interventi aggressivi?” Come ho già affermato più volte accetto una coincidenza, ma la seconda mi fa riflettere, la terza poi alimenta i dubbi, dalla terza in poi le coincidenze irrobustiscono le convinzioni contrarie. La presenza di vittime incolpevoli dimostra solo l’assenza di ogni minimo scrupolo pur di salvaguardare interessi enormi.
Per ragioni di spazio e di Facilità di lettura, invito a consultare i link per ogni “coincidenza”, anche perché si tratta di interventi documentati e non solamente dubbi farneticanti.
· Fu studiata la partecipazione degli USA nella prima guerra mondiale; allora la motivazione fu l’affondamento del Lusitania e dell’Arabic, che trasportavano merci varie destinate all’Intesa, garantite da banche americane; gli attacchi sottomarini tedeschi mettevano a repentaglio le somme dovute dagli importatori dell’Intesa.
V. http://www.lagrandeguerra.net/ggstatiuniti.html
· Anche la partecipazione alla seconda guerra mondiale fu provocata dall’ attacco giapponese di Pearl Harbor.
V. http://www.storiainrete.com/25/storia-militare/pearl-harbor-il-grande-inganno-di-franklin-delano-roosevelt/
· Quindi la prima guerra del golfo, provocata dall’invasione da parte di Saddam del Kuwait, con la discreta approvazione dell’ambasciatrice americana a Bagdad Aprile Glaspie.
ùV. http://www.voltairenet.org/article184348.html
· Sarà poi l’11 settembre a scatenare le forze americane e inglesi, insieme a quelle italiane, ipocritamente chiamate in “missione di pace”
V. http://www.viveremeglio.org/conovive/guerra/11sett_collasso.htm
· Ora abbiamo questa strage di Parigi, che probabilmente scatenerà una reazione basata su fatti che potrebbero essere stati costruiti; non lo sapremo mai. I terroristi colpevoli sono stati abbattuti, ma non prima di avere “dimenticato” la carta di identità; come se uno scassinatore di banche si premurasse a timbrare il cartellino di uscita dalla banca.
Si sa che i morti non parlano.
Un’altra coincidenza ? Di certo c’è in atto una gross coalition tra nazioni, alcune delle quali hanno finanziato l’armamento di questi terroristi, vuoi che siano Al Queda o ISIS, poco importa. E’ risaputo che l’ISIS veicola un milione di dollari al giorno con il contrabbando del petrolio, che compiacenti petrolieri acquistano sottocosto, tutti utilizzati per mantenere gli uomini dell’organizzazione e acquistare armi da compiacenti contrabbandieri che accettano in pagamento anche pani di oppio.
Bisognerebbe individuare chi sta dietro i fanatici che accettano anche la morte, chi li arma, chi li sostiene, chi gestisce la regìa. I frazionamenti abusivi dell’Islam rendono incomprensibile la ricerca di una motivazione che giustifichi tanta violenza che finisce inevitabilmente nel sangue. Gli aggrediti si preparano alla reazione, ma non deve essere troppo efficace, altrimenti questo gioco al massacro rischierebbe di finire.
I capi religiosi sono gli stessi capi politici che finanziano le azioni e sfruttano il fanatismo religioso e il nazionalismo arabo religione, per mantenere il loro potere, tenendo a bada le masse popolari.
Gli esempi non mancano, suggellati da ragioni storiche, da antiche consuetudini e da radicate convinzioni.
* I sovrani del Marocco vantano la diretta discendenza da Maometto.
* I sovrani della Giordania preferiscono definirsi “re degli hascemiti” piuttosto che dei giordani; gli hascemiti appartengono alla tribù di appartenenza di Maometto, e vantano il diritto di essere considerati “custodi delle città sante”, che si trovano in Arabia, sotto la dinastia Saud che ne rivendica l’appartenenza, con una insanabile frattura tra le due case regnanti.
* A loro volta i Saud legittimano il loro potere con l’appartenenza alla confessione Waabita, alla quale, per motivi di cartello petrolifero, hanno aderito gli emiri del golfo , gli Al Sabbah del Kuwait, e i gli Yemeniti e i teocratici Omanidi; ma questi sono intoccabili, altrimenti chiudono i rubinetti del petrolio.
* La Siria ufficialmente è una repubblica presidenziale, ma presidenziale al punto da non potersi distinguere da una monarchia assoluta, anch’essa avallata dall’appartenenza alla confessione alawita.
* Anche il laico libano di Jhumblat è governato in nome di una enclave drusa che trae origine da Al Darazi, che secoli fa fondò una delle tante scissioni sciite che approdò ad un movimento politico fondato da Khālid ibn al-Walīd ibn al-Mughīra, e oggi ripreso da Jhumblat, come prima da suo padre. (Rosario Amico Roxas)

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Lettera di un italiano al “Foglio”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2011

Pizza Berlusconi, so-called ‘best pizza in the...

Image via Wikipedia

Egregio Direttore. Ho letto la lettera inviatale da Berlusconi. Mi consenta replicare. Premetto, a scanso di equivoci, che non intendo contestare quanto il presidente le ha scritto ma mi limito a fare qualche riflessione. Pare evidente che esistono due versioni opponenti tra loro. Da una parte esistono dei magistrati che hanno aperto un fascicolo nei confronti di Berlusconi con particolari infamanti sulla sua vita sessuale e quanto altro. Dall’altra si afferma che è tutta una montatura giudiziaria e mediatica. Se debbo credere al capo del governo ne consegue che ci troviamo al cospetto di una magistratura “eversiva e golpista” come è stato ripetutamente affermato dalla “vittima”. Ora mi domando se al cospetto di questo “vulnus” che colpisce gravemente la tenuta stessa della democrazia, tanto che lo stesso Berlusconi ha lasciato trasparire il sospetto che la procura di Napoli voglia interrogarlo come testimone solo per “incastrarlo” ovvero per coglierlo in flagranza di reato e quindi arrestarlo non essendo prevista, in questo caso, l’immunità parlamentare, non pensa, che a questo punto, egregio direttore, vi sia materia sufficiente per mandare i carabinieri ad arrestare questi “golpisti”? Ma se ciò non accade qualche dubbio sull’innocenza del presidente mi viene spontanea. Caspita, mi chiedo, è stato indagato, mi dicono, per ben 50 volte e mai un procedimento ha avuto modo di essere celebrato fino alla sentenza finale se non fossero intervenute le prescrizioni e le leggi ad personam e persino la derubricazione del reato di falso in bilancio. Glielo dica lei, egregio direttore, si faccia almeno una volta processare, dimostri di non temere la giustizia, dimostri che l’Italia è un Paese a democrazia compiuta e che i diversi poteri dello stato funzionano. Ha persino un precedente illustre: quello del senatore a vita Giulio Andreotti. Ma a questo punto non è tanto la difesa d’ufficio quanto l’intelligenza ad essere messa duramente alla prova. Per ogni cosa vi è un limite e questo limite, di là delle vicende giudiziarie, è stato superato. Non le pare? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Camera: passa il conflitto di attribuzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

De paseo con Ruby...

Image by Zoe Favole via Flickr

Roma. Con 314 voti contro 302, ovvero con solo 12 voti di differenza la Camera ha approvato il conflitto di attribuzione sul processo Ruby. Ancora una volta il presidente del consiglio si fa forte della sua maggioranza e dalla chiamata a raccolta di tutti i suoi ministri per evitare di essere processato nonostante abbia a più riprese dichiarato che il processo, che inizia domani a Milano, è frutto della montatura di una magistratura partigiana. Di certo avrebbe fatto una figura più dignitosa del ruolo che svolge se avesse accettato di farsi giudicare e in tribunale avesse esibito le prove a sua discolpa invece di continuare a lacerare il paese e ad esacerbare gli animi e a dare di se uno spettacolo alquanto discutibile sul piano morale ancor prima di quello giudiziario.

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Marrazzo si autosospende

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2009

Il governatore del Lazio Piero Marrazzo è nel pieno di uno scandalo di cui si dice vittima. Per quanto ci è dato di sapere risulta che gli inquirenti siano in possesso di una videocassetta nella quale è stato ripreso mentre si intratteneva in atteggiamenti intimi con un transessuale. Lui dichiara che si è trattato di una montatura. Resta il fatto politico. In proposito Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma dichiara: “Sarebbe stato molto più dignitoso rassegnare le dimissioni ammettendo il grave comportamento di un presidente di Regione che si fa ricattare non denunciando i suoi estorsori, proprio lui che da paladino della legalità, in ‘Mi Manda Rai Tre’, incitava i telespettatori a denunciare i soprusi e le illegalità – conclude Santori – vivere in un limbo di dantesca memoria è logorante per la sua persona e per le istituzioni tutte, continuando a gettare ombre sull’intera classe politica, per questi ragionevoli motivi le dimissioni di Piero Marrazzo sono indispensabili e improrogabili”.

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Accuse del Times ai Servizi italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2009

“Auspico che la vicenda sia una montatura, anche se il Times è una testata riconosciuta per autorevolezza e serietà professionale e quindi dubito che possa muovere in modo completamente gratuito accuse così gravi”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, si è espresso sull’ipotesi formulata dal quotidiano della City che i Servizi Segreti italiani abbiano versato dei soldi alle milizie talebane per scongiurare attacchi ai nostri soldati e pacificare così le aree presidiate dal contingente. ” La gravità del fatto ipotizzato – ha chiosato De Pierro –  è tale che il Governo dovrebbe rispondere immediatamente al Parlamento e cercare di produrre davanti al’opinione pubblica una corposa piattaforma probatoria con cui fugare anche il minimo dubbio di veridicità delle accuse rivolte. Qualora l’esecutivo non riuscisse a garantire la da noi sinceramente sperata dimostrazione di infondatezza di quanto affermato dal quotidiano, ci troveremmo di fronte ad un crisi gravissima tanto più perché parrebbe che se fosse confermata la versione, ciò sarebbe all’origine del decesso di dieci soldati francesi. In tal caso un governo responsabile  e con il minimo senso istituzionale avrebbe l’obbligo morale di dimettersi solo per il fatto di non riuscire a dimostrare il contrario. Chiaramente se ci fossero delle responsabilità accertate, dovrà essere l’autorità giudiziaria a fare piena luce senza sconti agli eventuali colpevoli che dovrebbero essere allontanati definitivamente da ogni attività istituzionale”.

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