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Lo sviluppo dei Monti di pietà in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 agosto 2017

monti di pietàPer quanto c’è dato di sapere fu Paolo III ad inaugurare a Perugia nel 1462 il primo monte di pietà al tempo denominato Montes. Seguirono ad Orvieto nel 1464, a Viterbo nel 1471, a Sulmona nel 1489, a Padova nel 1491, a Pavia nel 1493, nel 1495 a Firenze, nel 1497 a Milano e nel 1506 a Bologna. Dopo quest’ultima data non si contano più i numerosi Montes che si costituirono in tantissime città italiane. Alla diffusione di tali stabilimenti ci pensarono i francescani che accettando il suggerimento di Bernardino da Feltre espresso durante il concilio generale dell’ordine dei Minori del 1493 approvarono in tale assise l’iniziativa come l’unico rimedio contro l’usura, a patto, s’intende, che il tasso di interesse fosse veramente quasi simbolico, come in effetti lo fu, specie nelle sedi aperte dai Minoriti. Basterà dire per comprendere appieno il peso sociale ed economico dell’impresa che, alla fine del ‘400 in Italia i Montes furono circa 80 e che con il loro numero essi costituirono la migliore risposta alla necessità della loro esistenza e del loro sviluppo. Ma non mancarono severi ed alquanto ingenerosi critici in specie tra i Domenicani che considerarono tale iniziativa una nuova, subdola e pericolosa forma di usura. Ma la circostanza stessa che venissero di fatto ammessi, si giunse al riconoscimento di buona parte delle strutture bancarie. I Montes, in pratica, giustificarono e legittimarono la possibilità di raccogliere denaro liquido, quello occorrente per la costituzione e la regolare gestione del Monte stesso, dietro la corresponsione di un modico interesse. Nacque dunque con i Montes, è il caso di rilevarlo, un nuovo momento della storia economica e sociale, un momento in cui si cominciò concretamente a venire incontro alle necessità dei più poveri e alle opportunità di inaugurare una politica creditizia a quasi completo favore degli indigenti. Se rapportiamo il tutto all’attualità, ci accorgiamo che proprio il declino dei Monti di Pietà e la logica del profitto, fine a se stesso, degli istituti di credito ha portato ad un “riesplodere” del fenomeno dell’usura. Ora pensando anche alla triste situazione di alcuni Paesi del Sud del mondo ci chiediamo se non valga la pena di far voltare pagina, alla triste storia economica e sociale di quelle popolazioni, con un supporto simile a quello dei Montes. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi economici e finanziari della Fidest da “Lezioni di economia”)

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