Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘moralità’

Il discorso del Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

Repubblica Metro Stop, Rome

Molti, moltissimi hanno approvato il discorso del Presidente della Repubblica: “L’Italia può e deve farcela…. I sacrifici sono inevitabili, per tutti, e non saranno inutili. Gli italiani devono accettarli per assicurare un futuro ai propri figli…”. A me ha fatto rabbia e tristezza ad un tempo. Non si offenda Giorgio Napolitano, ma io in queste parole non posso non vedere dell’ipocrisia, ovviamente inconsapevole (potrebbe essere altrimenti, considerata la moralità della persona?). Inconsapevole, innocentissima ipocrisia. Sacrifici per tutti? O forse non capisco? Sarebbe così gentile il nostro amato Presidente da spiegarci in concreto in che cosa consisteranno i sacrifici dei ricconi del nostro bel Paese? Un giorno di vacanza in meno? Una barca un po’ più piccola? Una villa più modesta? Un gioiello in meno? Un appartamento un po’ meno lussuoso? Così potrò fare un confronto con i sacrifici di chi non riesce a pagare le bollette della luce e del gas prima della scadenza, oppure non riesce a pagarle neppure dopo la scadenza. A me viene in mente, sempre senza offesa, il noto “Armiamoci e partite!”. (Attilio Doni) (Condivido in pieno la riflessione che è stata portata alla nostra attenzione. Il presidente, forse, non poteva dire diversamente anche se da più parti l’invito rivoltogli era quello di essere più “sobrio”. Non si può, infatti parlare di sacrifici se è solo una parte del paese e, guarda caso, proprio quella che più ha dato e meno ha ricevuto e continua a subire. Da parte mia l’ho già scritto alla vigilia del discoro asserendo che per protesta non lo avrei ascoltato in quanto già sapevo che avrebbe urtata la mia sensibilità Riccardo Alfonso). precedente qui

 

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Politici in profonda crisi di coscienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

Lettera al direttore. Ci sono uomini politici in profonda crisi di coscienza. Siamo vicini al giorno del voto di fiducia in Parlamento, e molti che hanno a cuore esclusivamente il bene degli italiani, e non pensano certo ai loro interessi, né agli interessi degli amici e dei parenti, e degli amici dei parenti, non hanno ancora ben valutato se sia giusto dare la fiducia a Berlusconi, oppure sfiduciarlo. Questi uomini d’integerrima moralità, stanno vivendo un dramma interiore ineffabile. Non sarebbe opportuno procrastinare la data del voto di fiducia? (Renato Pierri)

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L’onestà e la moralità di Berlusconi non si discutono

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Lettera al direttore. Conversazione tra colleghi: «Il ministro Rotondi ha dichiarato: “Finisse anche domani il governo, tratterrei il grande onore di aver collaborato con un uomo onesto, pulito e carico di profondi valori morali: questo è Silvio Berlusconi”». «Ma chi è Rotondi?». «Rotondi è quello che disse: “La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia”. In ogni modo, io credo che il ministro sia in buona fede. Bisognerebbe sapere quale sia la sua morale, può darsi che sia simile a quella di Silvio Berlusconi. Lui vede nel suo adorato premier una persona moralmente superiore a lui e per questo lo ammira». «Sarà. Ma dico io, siamo in tempo di crisi, bisogna risparmiare. Non sarebbe il caso di cominciare a risparmiare anche le parole? Mai come in questo periodo se n’è fatto spreco. Parole, parole, parole, alle volte inutilmente cattive, offensive, altre volte inutili, ridicole, insensate». (Francesca Ribeiro)

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Lettera a Donna Assunta Almirante

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

Lettera al direttore. “Signora Almirante o meglio Donna Assunta, è vero che Suo Marito si è battuto storicamente per i valori che mancano ancor di più ora in questa Società, e dell’Altissima sua moralità. Ora critica aspramente Gianfranco Fini, successore di Suo Marito. Sta con Storace per difendere Berlusconi. Non sente da Lassù che c’è una voce che Le dice: Stai sbagliando Assunta. E’ Fini con il suo seguito che cerca sempre la strada del rinnovamento per migliorare la Società e trovare quegli equilibri che sempre suo marito intuiva e applicava. Comprendo che il suo passato è stato il migliore periodo della sua vita, ma siccome Lei è ancora, per fortuna viva e vegeta, e auguro a Lei di continuare per molti anni, deve orientarsi ed entrare di più nelle esigenze attuali della Società mantenendo i valori che anche Lei insegna. Fini, se non mi sbaglierò, sta interpretando benissimo il ruolo lasciatogli da Almirante perchè Suo Marito,con La propria intelligenza, non si sarebbe fermato nell’innovazione, come invece mi sembra  sia rimasta prigioniera Lei. Tanti auguri. Cordialmente. (Gianni Miotti)

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La sfera di cristallo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2010

Editoriale fidest. Mentre si stanno affinando le armi dei politici nel gioco delle leadership e la loro trasversalità per sperimentare nuove formule capaci di rappresentare l’area d’influenza elettorale più rispondente alla ricerca di consensi diffusi, i problemi reali del paese languono. Le riforme da decenni preannunciate restano sulla punta della pena dei loro promotori. Qui non si tratta di introdurre una dose di moralità nella classe politica italiana, pur avendone bisogno, né di stimolare chi disgustato si è estraniato, lasciandogli intravedere una nuova stagione, qui dobbiamo capire se si vuole mettere mano ad un cambiamento reale o continuare a prenderci in giro in un rituale sadomo-masochista da trivio. Sappiamo bene che il male che ci logora viene da lontano e che noi non facciamo altro che aggiungere qualche dose di fantasia in più. Grandi interessi, grandi opportunismi, cinismo e disprezzo per chi vive ai margini della società costretti dalla povertà, dalla mancanza di lavoro, dalle logiche consumistiche e quanto altro. Dagli anni del nostro secondo dopoguerra, tanto per non andare troppo a ritroso, abbiamo vissuto una lunga stagione di attese e di speranze e le strade intraprese ci hanno persino incoraggiati a credere che ci saremmo avvicinati alla meta agognata. Gli stessi fermenti sessantottini e quelli di mani pulite, sia pure di segno diverso, sono stati archiviati come una tensione libertaria che sapesse con una lezione culturale e giustizialista farci crescere e prosperare. Ci mancava l’uomo del destino ed avendo perso il ricordo di chi nel passato lo cercava con il lanternino ci siamo affidati al primo imbonitore che si è affacciato sul proscenio. Ed è stato tanto il desiderio di voler voltare pagina e di contare su una guida “carismatica” che non abbiamo tanto guardato per il sottile e di quest’uomo abbiamo perdonato tutto. Come dire: chi non ha peccato scagli la pietra e noi siamo tutti, chi più chi meno, dei peccatori. E questo feeling dura ancora ma non possiamo troppo a lungo tirare la corda per via, se non altro, della nostra mancanza di eternità. Ma quello che ci trattiene è la sensazione di vuoto che il poi ci riserva. Chi dopo lui? Siamo circondati da un’aurea mediocritas che rende grande anche chi è piccolo e i nostri sogni e le nostre speranze non possono essere svendute. Questo è il dramma che ci tocca recitare sulla scena della vita, purtroppo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Fini e mezzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Lettera al direttore. Silvio Berlusconi, in una trasmissione televisiva ha affermato: “Abbiamo portato nuova moralità nella politica”. Ha detto il vero. La novità  consiste nel fatto d’avere cambiato la norma secondo la quale il fine non giustifica i mezzi, nella norma secondo la quale il fine giustifica i mezzi. Qualche esempio. Le impronte digitali prese ai bambini rom. In questo caso il fine addotto era, tra l’altro, apparentemente buono, il mezzo senz’altro cattivo. Lo stesso dicasi per il Lodo Alfano, e per i respingimenti dei barconi di disperati provenienti dall’Africa, e per la legge sul reato di clandestinità: fine apparentemente buono e mezzo palesemente cattivo. E adesso la legge sullo scudo fiscale. In questo caso il fine è, in realtà, buono, poiché si mira a combattere l’evasione fiscale, ma il mezzo, assolutamente non necessario, spudoratamente cattivo. (Renato Pierri)

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Perplessità

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, sicuramente diversi uomini politici di specchiata moralità del PdL, in cuor loro non approveranno il comportamento, per dirla eufemisticamente, scanzonato del premier. Nessuno di loro però dichiara apertamente il proprio pensiero. L’alibi morale sarà: taccio per il bene del Paese. Lungi da loro il pensiero che tacciono per il bene proprio. (Elisa Merlo) (n.r. ci sembra di capire che si sta insediando nel nostro paese un nuovo modo di concepire la “moralità” come un tempo si usava dire: “fa quel che dice il prete non quello che fa” soltanto che oggi tra il dire e il fare non c’è molta differenza e in un paese dove tutti parlano come si fa ad ascoltare?)

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