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Posts Tagged ‘moro’

“La verità oltre il segreto”: Il delitto Moro

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2021

“Bisogna fare luce sui fatti insoluti collegati allo scenario internazionale occorsi nel secondo dopoguerra italiano. Per far luce anche sulla vicenda Moro è necessario costituire una Commissione d’inchiesta monocamerale o bicamerale in base alle indicazioni parlamentari, come abbiamo richiesto. Così da scoprire la verità, e non una verità. Lo dobbiamo alle vittime e ai famigliari – così il deputato Federico Mollicone, Presidente dell’intergruppo parlamentare “La verità oltre il segreto” intervenendo alla conferenza in Senato “Il caso Moro e la guerra fredda italiana: la verità oltre il segreto.” – Indagare su Moro non può che passare dalle indagini sul Lodo Moro, l’accordo per la santuarizzazione del territorio italiano contro gli attentati dei palestinesi. Lo stesso Moro scrisse più lettere, a ridosso della sua esecuzione, per far capire agli apparati investigativi e ai colleghi di governo dell’accordo fatto coi palestinesi, disse di richiamare da Beirut Giovannone, lui poteva essere il tramite operativo. Il Lodo Moro è la vicenda del dopo guerra italiano e della guerra fredda italiana, e dai documenti americani che si stanno via via desecretando potremo avere forse dei nuovi tasselli di questo mosaico. Importante è la ricerca della verità a 43 anni dai fatti perché tutte queste pagine strappate devono trovare una interpretazione di verità – dice Mollicone – e con questo spirito abbiamo fondato l’Intergruppo.” (n.r. Nonostante gli anni trascorsi e i tentativi di depistaggio vi sono ancora delle testimonianze che non sono state contattate e che ora, uscendo dall’ambito processuale, possono solo offrire l’opportunità di una ricostruzione storica componendo i vari pezzi del puzzle. Forse solo una commissione parlamentare potrà riuscirvi. Un particolare, ad esempio, spunta dal Libro “Il dittatore” che a suo tempo un noto personaggio politico ne ha, di fatto, impedito la divulgazione. Oggi c’è solo da chiedersi si vi è la volontà di farlo e se non vi è la convenienza a lasciare le cose come sono)

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Mario Tassone: Il sequesto Moro, un ricordo

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Il 16 marzo del 1978 veniva sequestrato Aldo Moro e trucidata la scorta. Iniziava l’agonia del presidente della D.C. e della Repubblica. Ricordo bene quel giorno, la confusione a Montecitorio, lo sbandamento di tutti, la percezione della minaccia seria alle istituzioni per opera di un nemico potente, distruttivo, da tempo in “attività” con le scie di sangue. Una pericolosità sottostimata, un coacervo di intrecci e di spinte eversive che hanno reso lo Stato debole nel contrastare le brigate rosse e tutti gli estremismi. Dopo il 16 marzo e il 9 maggio del ’78, giorno dell’assassinio di Moro, tutto è cambiato. Il brigatismo e gli estremismi sono stati sconfitti dopo la presa di coscienza e la mobilitazione del Paese, ma la democrazia è entrata in una bolla di declino. È entrata in crisi la politica, si sono spenti gli entusiasmi, si sono attenuati gli strumenti della partecipazione dei cittadini, si sono scardinati i presupposti della democrazia liberale. Oggi viviamo un momento difficile. C’è un nemico invisibile, corona virus, che sta inginocchiando non solo il nostro Paese ma tutto il pianeta. Bisogna ringraziare il mondo della sanità, i volontari, le forze dell’ordine, gli amministratori per il sacrificio e l’impegno profuso. Esprimiamo vicinanza alle tante famiglie colpite. Sconfiggeremo anche questo nemico. Ma bisogna sconfiggere il disegno di quanti, approfittando di questa tragica situazione, vagheggiano svolte autoritarie attraverso lo svuotamento delle istituzioni di rappresentanza. Durante i conflitti bellici ci sono stati gli approfittatori e gli sciacalli che si sono arricchiti. Tra dittatura e democrazia noi scegliamo la democrazia. Non una democrazia esangue ma vera dove c’è la politica e una classe dirigente meno approssimativa. (n.r. Un ricordo che resta vivo anche nella nostra memoria. In seguito abbiamo pubblicato, con i tipi della Fidest, un libro nel riportare la storia di un giornalista, Mino Pecorelli, che  avrebbe potuto raccontarci particolari  sul sequestro Moro e di quel che ne è seguito, se non fosse stato ucciso. Ma in proposito qualcosa abbiamo saputo e lo abbiamo scritto, ma non abbiamo fatto i conti con la “censura di Stato”.)

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Caso Moro: “La verità oltre il segreto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

Nel quarantaduesimo anniversario della strage di via Fani, rendiamo omaggio a Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi che sono morti nell’adempimento del proprio dovere verso lo Stato.
La tragedia che coinvolse Moro ha ancora risvolti nascosti e, per questo, chiediamo che i 150 documenti del caso, citati dall’ex parlamentare componente delle principali commissioni di inchiesta Grassi, riguardanti la strage di Bologna e altri casi di terrorismo interno e internazionale vengano, finalmente, desecretati. Quella che abbiamo saputo sulla tragedia di Aldo Moro finora ha tenuto fuori dal perimetro politico, storico e giudiziario verità enormi, come il cosiddetto “Lodo”, accordo gestito dal capocentro SISMI di Beirut Giovannone, che avrebbe permesso il transito di armi palestinesi in Italia a fronte della santuarizzazione del nostro territorio. Finalmente, grazie al costante lavoro di inchiesta e di informazione di analisti, giudici, giornalisti, dai già parlamentari come Fragalà, Mantica e Raisi, così come dalle evidenze mostrate nel suo ultimo libro dall’ex Presidente della Commissione Moro 2 Fioroni e della giornalista Calabrò, risulta sempre più chiaro il legame che vedrebbe l’omicidio Moro, la strage di Bologna e Ustica nel quadro internazionale e alle operazioni della rete del terrorismo internazionale e dell’intelligence sovietica. Per questa ragione abbiamo fondato un intergruppo trasversale, con partecipazione di parlamentari di maggioranza e opposizione, con lo scopo di arrivare al più presto – e su questo lanciamo l’appello alla maggioranza – all’istituzione di una commissione di inchiesta bicamerale sui fatti concernenti il Lodo Moro e la strage di Bologna, correlata al quadro internazionale della guerra fredda italiana in cui maturarono sia il sequestro Moro che la strage di Ustica e in particolare all’intensità dell’attività terroristica internazionale palestinese e marxista, con Carlos e i servizi del Patto di Varsavia, nella nostra Nazione in quegli anni. Lanciamo, infine, un appello al presidente Roberto Fico affinchè, al termine dell’emergenza, presenti alla Camera immediatamente la nostra proposta di legge per la costituzione di una commissione d’inchiesta sui fatti del Lodo Moro, sulla strage di Bologna e sulle connessioni internazionali ad essi collegati.”Dichiarano i parlamentari componenti dell’Intergruppo parlamentare “La verità oltre il segreto – intergruppo parlamentare per la desecretazione degli atti concernenti i fatti del terrorismo interno e internazionale legati al Lodo Moro e alla strage di Bologna” Federico Mollicone, Paola Frassinetti, Galeazzo Bignami.

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Ricorrenza sequestro Moro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2010

Il 16 marzo 1978 un commando brigatista sequestrò l’on. Aldo Moro mentre i cinque membri della scorta caddero subito nell’eccidio di Via Fani. Le vicende di allora tornano strettamente d’attualità. Il deputato radicale Marco Beltrandi ha infatti presentato al Presidente del Consiglio ed  ai Ministeri degli Affari Esteri, dell’Interno e della Giustizia, una interrogazione parlamentare con cui chiede chiarezza in merito a una notizia recentemente diffusa da stampa e TV. L’interrogazione prende le mosse dalla segnalazione del ricercatore ternano Andrea Liberati, secondo il quale Alessio Casimirri, componente del gruppo di fuoco brigatista, condannato a undici ergastoli e segnalato da anni in Nicaragua, sarebbe facilmente rintracciabile on line, visibile a tutti. Per l’on. Beltrandi, componente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, se tali fatti fossero accertati, “ci troveremmo dinanzi a un grave vulnus allo Stato di diritto e a una grave ed ulteriore ingiustizia nei confronti dei familiari delle vittime*”. “Internet”, ha affermato il parlamentare radicale, “è il più grande mezzo di comunicazione di massa della storia dell’umanità, ma, come per ogni strumento, le finalità dipendono dalla volontà di chi se ne serve,  non dal mezzo stesso”. I “latitanti digitali” sono però almeno due: oltre a Casimirri, ci sarebbe anche Guglielmo Guglielmi, condannato complessivamente a trentanove anni per duplice omicidio e anch’egli subito fuggito in Nicaragua. Dalle sue UCC si generò la Brigata XXVIII Marzo che freddò il giornalista spoletino
Walter Tobagi, cronista del “Corriere della Sera”. Nonostante le condanne –mai scontate- Guglielmi avrebbe eseguito servizi per le Nazioni Unite, possedendo perfino un passaporto diplomatico. Ricordando che non esistono accordi per la cooperazione giudiziaria tra Italia e Nicaragua, l’on. Beltrandi ha chiesto al Governo di attivarsi affinché Casimirri e Guglielmi vengano estradati “seguendo gli usi formali ed informali propri del diritto internazionale”, diversamente da quanto avvenne nel 2004, quando la richiesta venne bocciata dalla Corte Suprema di Managua proprio in virtù dell’inesistenza di simili trattati.

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