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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘morto’

Morto dopo arresto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

“Sono vicino ai miei uomini. Li conosco bene e sono tutte persone perbene, e poliziotti dalla grande preparazione. Aspettiamo quindi con totale serenità che investigatori e magistratura facciano il proprio lavoro”.“Sono le parole che ci ha detto il Dirigente del Commissariato di Empoli, Francesco Zunino, a proposito della tragica vicenda conclusasi con la morte di un arrestato. E noi non possiamo che unirci a questi sentimenti di fiducia, perché condividiamo la consapevolezza della correttezza e della professionalità dei colleghi” afferma Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, a proposito del decesso dell’uomo arrestato a Empoli che, all’improvviso, ha dato in escandescenze aggredendo gli agenti intervenuti anche con morsi e calci.“I poliziotti italiani sono un modello per l’intera Europa e sono certamente i più preparati al mondo a gestire le situazioni limitando al minimo l’utilizzo della forza a costo di pagarne le conseguenze sulla propria pelle, come purtroppo è accaduto molto spesso. Eppure – aggiunge Mazzetti – temiamo che adesso parta la solita campagna di delegittimazione della divisa da parte di coloro i quali quasi attendono con ansia vicende del genere pur di poter crocifiggere chi appartiene alle Forze dell’ordine. Quel che va detto, invece, è che i poliziotti non sono medici, non possono essere lasciati da soli di fronte a situazioni in cui è palese la necessità di una gestione da parte di personale sanitario. Senza contare, poi, che ancora migliaia di Appartenenti al Comparto non possono contare su strumenti indispensabili a svolgere ancor meglio il proprio lavoro, e quindi non possiamo che auspicare che al più presto sia fatto tutto quanto indispensabile per ampliare le dotazioni, con taser, spray urticanti, telecamere, microfoni per le comunicazioni fra squadre e tutto quanto è indispensabile. Sappiamo bene che tutto ha un costo, ma la sicurezza è un investimento, e fare tutto il possibile per garantire la sicurezza è una priorità”.

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“Ci può scappare il morto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Antonio Di Pietro

Image via Wikipedia

Editoriale Fidest La frase che riportiamo nel titolo che abbiamo dato a questo articolo è stata espunta dalle recenti esternazioni dell’on.le Antonio Di Pietro e che ha, da subito, “scandalizzato” la maggioranza che si sente destinataria di tale messaggio per via della sua tenacia nel fare quadrato intorno al suo presidente del consiglio sulle richieste insistenti di dimissioni. La tesi sostenuta da Di Pietro affonda le sue ragioni in un malessere popolare diffuso e dalla percezione che più passa giorno e maggiore è il rischio di perdite finanziarie consistenti, e ciò esaspera non poco gli animi. Una di esse, la più evidente, è lo spread dei nostri titoli pubblici. Sino ad ora per i maggiori interessi pagati abbiamo già toccato quota 17 miliardi di euro. E oltre al danno, che continuiamo a subire, riscontriamo anche lo scorno di chi ci giudica all’estero incapaci di risolvere il problema della governabilità con un parlamento paralizzato e, quindi, incapace di esprimere non certo una diversa maggioranza ma di manifestare un minimo di ragionevolezza nel cambiare il cavaliere al suo destriero per salvare sia la tenuta del centro destra sia la stessa formula di governo e la coalizione che lo regge. Qualcuno ci ha chiesto: ma non sarebbe nell’interesse dello stesso Presidente del consiglio mettersi da parte pur restando nel “giro” assumendo la presidenza del Pdl e in tale veste gestire dall’esterno le sorti del partito e le sue alleanze? In effetti tale soluzione sarebbe la più logica se non ci fossimo imbattuti in un personaggio che è attaccato da tutte le parti, compresa l’aria di fronda all’interno del suo partito che lo spinge a dubitare della fedeltà di tutti e di tutto e tanto da temere l’effetto “gran consiglio” di memoria mussoliniana. D’altra parte uomini fidati li ha. Pensiamo alla squadra del Milano con l’avv. Adriano Galliani, a Fininvest con Confalonieri, al partito con Alfano e alla presidenza del consiglio Gianni Letta, quest’ultimo uomo preziosissimo e fedelissimo e che qualche maligno sussurra che è lui, in pratica, il vero presidente del Consiglio ma che ha un solo e grosso handicap: sa gestire ma non può governare essendone impedito dall’invadenza del suo “capo” e dai suoi errori incrollabili. Alla fine quelli del Pdl si ritroveranno come i classici pifferi: andarono per suonare e furono sonati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Pranzo col morto in un ospedale a Chivasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

“Quanto è avvenuto a Chivasso è un fatto increscioso. L’Italia che si reputa civile e tecnologicamente avanzata può avere strutture ospedaliere ridotte così?”. E’ questo l’interrogativo che si pone il vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà alla notizia che lunedì i carabinieri del Nas, ispezionando l’ospedale nel torinese, si sono trovati di fronte al cadavere della signora Clorinda Fiorio, 94 anni di San Mauro, ricoverata da venerdì nello stanzone del pronto soccorso. Spirata improvvisamente per un´emorragia celebrale è stata nascosta con un paravento. Ciò che aveva colpito i carabinieri però era il fatto che mentre si accertava la morte dell’anziana agli altri venti degenti ‘parcheggiati’ nei corridoi della struttura sanitaria veniva somministrato il pasto. “Questo episodio testimonia la mancanza di rispetto delle istituzioni ospedaliere per la signora Fiorio, per i suoi parenti e anche per tutti gli altri pazienti ricoverati. Non bastano le eventuali scuse che arriveranno da parte dei dirigenti del nosocomio, – continua Soldà – la struttura deve essere profondamente riorganizzata o, se ciò non fosse possibile, chiusa”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: “Quanto accaduto ci ricorda che la situazione dei reparti ospedalieri presente in Italia alcune volte è da terzo mondo. I parenti della signora fanno molto bene a protestare. Le tasse che i cittadini pagano devono finanziare strutture adeguate ai parametri di un paese tecnologicamente avanzato”.

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