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Posts Tagged ‘moschee’

UCOII, scegliamo di tenere chiuse le nostre moschee

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

“Rimaniamo chiusi fino a dopo la festa di che chiude il Ramadan, Eid El Fitr. Questa è la scelta delle nostre comunità aderenti che, in una riunione telematica eccezionale tenutasi ieri, hanno espresso responsabilmente la loro posizione ritenendo la vita delle persone più sacra delle moschee stesse”, afferma il Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia Yassine Lafram.
Al di là di un eventuale annuncio da parte del Ministero dell’Interno, come UCOII vorremmo esortare le comunità islamiche di tutta Italia ad adottare la scelta consapevole e dettata dalla prudenza di mantenere le sale di preghiera chiuse fino a quando sarà terminato il Ramadan e la festa di Eid el Fitr.Sebbene stiamo individuando delle linee guida insieme al Ministero dell’Interno per poter riaprire in sicurezza, riteniamo che sia improbabile organizzare il grande flusso di devoti che durante il Ramadan frequentano i luoghi di culto e che soprattutto durante la festa di fine Ramadan, Eid El Fitr, popolano i locali di preghiera musulmani.La consultazione del 10 maggio, avvenuta con i responsabili delle comunità aderenti connessi da tutto il territorio nazionale su Zoom dalle 21,30 e protratta fino a tarda notte, si è conclusa con una decisione quasi unanime di una riapertura graduale a partire dal giorno seguente all’attesa festa, ovvero dopo il 24 maggio.I dirigenti delle comunità hanno inoltre espresso il dovere morale, etico e ancor prima religioso della tutela della vita umana, come principio cardine della fede islamica. Per questo la decisione nasce per non mettere a rischio i tanti sacrifici compiuti fino ad oggi, sia dal Governo che dalle singole comunità.La comunità islamica non gode di grandi tutele da parte dello Stato, non avendo questo ancora stipulato con i musulmani l’Intesa. Questo rende le varie comunità sul territorio ancor più vulnerabili, che non godendo dell’8×1000, né di leggi chiare in merito ai luoghi di culto, non sono messe nelle giuste condizioni per fronteggiare in maniera adeguata la difficile situazione. Per questo, la decisione di non attendere alcuna direttiva governativa in merito alle presunte aperture previste per il giorno 18 maggio ma di continuare, per scelta responsabile, di mantenere la linea già adottata dall’inizio della massima prudenza.La riapertura graduale sarà accompagnata da un nuovo decalogo che servirà come strumento base alle varie comunità per poter riaprire in sicurezza. Il documento comprenderà quindi le regole già emanate dal Ministero dell’Interno a riguardo, come la messa a disposizione dei dispositivi di sicurezza, la sanificazione dei locali prima e dopo ogni funzione, il mantenimento delle distanze di sicurezza durante le celebrazioni, evitare strette di mano e abbracci, non toccare libri, regolare gli accessi e le uscite dai locali, portarsi da casa un tappetino per la preghiera, non usare i bagni dei locali, non consumare cibo dentro i luoghi di culto e altre regole di prevenzione.In questo periodo di attesa, l’UCOII invita tutte le comunità islamiche a rifornirsi del materiale necessario e a prepararsi sensibilizzando sin da ora i propri fedeli alle regole restrittive a cui saremo chiamati ad abituarci in questa fase.L’Unione Comunità Islamiche d’Italia invita quindi tutte le comunità islamiche aderenti sul territorio nazionale:
– a sospese tutte le preghiere e lezioni in moschea fino dopo Eid El Fitr e salvo nuove comunicazioni;
– a non celebrare la preghiera di Eid El Fitr per evitare grandi flussi anche se eseguite all’aperto;
– a prepararsi alla fase successiva dotandosi di tutto il necessario per la prevenzione e la sanificazione;
– a sensibilizzare le proprie comunità sulle nuove regole che verranno adottate.
“Il nostro dolore nel non poter ancora frequentare le case di Dio deve essere alleviato dalla convinzione che questo nostro gesto di astinenza è esso stesso un’adorazione, perché rinunciare per Dio spesso è più grande che prendere”, aggiunge Yassine Lafram, il Presidente dell’UCOII.Con la speranza che questa difficile situazione si risolva il prima possibile, reiteriamo i nostri auguri alle comunità islamiche di tutta Italia per una buona continuazione del mese di Ramadan.

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Nuova Zelanda: “La politica si fermi a riflettere e la smette di cavalcare l’odio”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

Massimiliano Salini (Europarlamentare FI/PPE) dichiara: ““ Voglio esprimere il mio cordoglio a tutti i familiari delle persone colpite dall’ attento in Nuova Zelanda. Un gesto che lascia nello sconforto e che costringe tutti noi che ci occupiamo di politica a riflettere e a non fuggire dalle nostre responsabilità. Il fatto che per gli attentatori Luca Traini fosse un simbolo è significativo di quanto sia sbagliato in politica cavalcare l’odio per chi ha razza e religione diversa dalla nostra. Fermiamoci prima che sia troppo tardi e torniamo a dare un peso alle parole che usiamo. Combattiamo il terrorismo ma anche l’odio di qualsiasi matrice culturale sia, solo così potremo evitare altre stragi assurde”.

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M5S Lombardia. Moschee: nessuna novità, solo propaganda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

regione lombardia“Sostanzialmente sulle moschee non è cambiato nulla. L’assessore Beccalossi, che millanta l’ennesimo propagandistico stop ai centri culturali islamici che svolgono funzione di luogo di culto, si è fermata solo a un censimento dei circa 700 luoghi di culto non ufficiali che esistono in Lombardia e che peraltro erano già noti a tutti, Comuni e forze dell’ordine, ossia gli unici che possono gestire la situazione. Sono i sindaci che devono intervenire e non la regione che ha prodotto un obbrobrio legislativo bocciato dalla Consulta e soprattutto da tutte le undici confessioni religiose presenti in Lombardia perché rende molto difficile la costruzione di nuove attrezzature religiose, non solo delle moschee. Come al solito in Lombardia si dimentica che forze dell’ordine, magistratura e servizi segreti sono concordi sul fatto che avere luoghi ufficiali di culto per i musulmani favorisce il contrasto al terrorismo islamico e non il contrario come questa Maggioranza continua a ripetere ingannando i cittadini”, così Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia.

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Islam e Integrazione nella Città

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2011

Firenze 22 Marzo, 9:30 – 17:30 Villa La Pietra—New York University Florence. Le recenti polemiche sorte attorno alla costruzione di moschee in alcune città europee e americane hanno sollevato interrogativi più vasti sull’immigrazione mussulmana nel mondo post 11 settembre: come si sono adattati i Mussulmani alle loro nuove vite, quale ruolo ha giocato l’Islam nello sviluppo delle società multiculturali contemporanee e in quale modo le polemiche sulle moschee hanno cristallizato le tensioni? La conferenza Islam e Integrazione nella Città,  riunirà un gruppo di esperti per discutere il caso di Firenze e collocarlo in un contesto globale. La conferenza è aperta al pubblico su prenotazione allapietra.policy.dialogues@nyu.edu. Relatori:Timothy Verdon, Presidente della Commissione per l’Ecumenismo ed il Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi fiorentinaIzzedin Elzir, Imam di Firenze e Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche  d’ItaliaFranco Cardini, professore ordinario di Storia Medievale, l’Istituto Italiano di Scienze UmaneClaudius Wagemann, professore, New York University a Firenze e segretario scientifico, Istituto Italiano di Scienze UmaneRainer Bauböck, professore di teoria politica e sociale, l’Istituto Universitario EuropeoLorenzo Bosi, Marie Curie Fellow, European University InstituteLaura Grazzini, responsabile  per l’immigrazione, l’integrazione e l’antirazzismo, ARCI di Firenze.

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Libertà di movimento per Serbia e Montenegro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) apprende con sdegno l’annuncio dell’Alto rappresentante dell’UE Javier Solanas che a partire dal 2010 i cittadini della Serbia e del Montenegro non avranno più bisogno di un visto per viaggiare nei paesi dell’accordo di Schengen. Resta l’obbligo del visto per i cittadini della Bosnia Erzegovina. Per quattro anni l’Europa è rimasta a guardare il genocidio commesso contro i musulmani della Bosnia: l’accerchiamento e la fucilazione della popolazione di cinque città bosniache, l’istituzione dei campi di concentramento e l’assassinio di migliaia di prigionieri, i crimini commessi nei campi di stupro nei quali furono quotidianamente torturate per mesi decine di migliaia di donne, il massacro di 8.376 ragazzi e uomini nella zona di protezione dell’ONU a Srebrenica e la distruzione di 1.188 moschee.Marek Edelmann, ultimo comandante sopravvissuto dei combattenti per la libertà del ghetto di Varsavia, ha definito il genocidio dei musulmani bosniaci “una vittoria postuma di Hitler”, Simon Wiesenthal vi rivedeva particolari dell’Olocausto e Alfred Grosser, ricordando la Shoah, ha definito il mancato intervento dell’Europa come atteggiamento ipocrita. Accanto a loro, tante altre note personalità ebraiche si erano impegnato per la sorte dei musulmani bosniaci. L’APM si appella all’Europa, colpevole di non aver fatto quanto possibile per salvare la popolazione musulmana della Bosnia e di avere all’epoca rifiutato un intervento che mirasse ad aprire e liberare i prigionieri e le prigioniere dei campi di concentramento e di stupro, perché cancelli l’obbligo di visto per i cittadini della Bosnia Erzegovina, in concomitanza con l’eliminazione dell’obbligo di visto per i cittadini serbi, montenegrini e macedoni. L’APM inoltre chiede che l’eliminazione dell’obbligo di visto per la Serbia sia legato all’estradizione del ricercato criminale di guerra Ratko Mladic, il cui nascondiglio in Serbia è ormai noto da anni.

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