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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘mostra fotografica’

Mostra fotografica di Ulderico Tramacere Nylon

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

Milano Red Lab Gallery/Miele, di via Solari 46 dal 7 marzo 2 aprile 2019, mostra fotografica di Ulderico Tramacere Nylon, a cura di Gigliola Foschi.
Nylon, seconda di quattro esposizioni personali unite dal tema “Ascoltare la Terra”, è l’intenso e delicato racconto della fase che precede l’espianto degli ulivi nel Salento per far posto al TAP, il Gasdotto Trans Adriatico che, collegando il Gasdotto Anatolico alla zona di confine tra la Grecia e la Turchia, si snoda per 845 km prima di attraversare il territorio italiano per altri 33 km.Ulderico Tramacere, autore salentino nato a Lecce nel 1975 e intimamente legato alla sua terra, parte da un fatto di cronaca, che ha messo in discussione millenni di cultura e civiltà contadina, per invitare a riflettere su quello che le azioni umane possono provocare a livello ambientale, culturale e sociale.Distanti da una fotografia di racconto giornalistico o documentario, le sue immagini empatiche comunicano il sentimento di un’identità minacciata eppure potente.Nylon non vuole essere una denuncia o un giudizio di valore sul gasdotto, ma un atto di pietas, un gesto d’amore nei confronti degli ulivi del Salento: la ripetitività ritmica degli alberi incappucciati, sculture lignee dalle fattezze umane, e la scelta da parte dell’artista della stampa in bianco e nero, evidenziano il dramma in atto senza enfasi e in modo interrogativo.Insieme ai progetti del 2016 Cellophane (sul dramma dei migranti alla frontiera greco-macedone) e Pluriball (sulle devastazioni del terremoto nell’Italia centrale), Nylon rappresenta il terzo atto della trilogia “Film plastici”, nata con precisi obiettivi etici e con l’intento di riflettere sull’opacità dell’informazione. Gigliola Foschi: “Le sue immagini s’impongono per la loro essenzialità poetica, per la loro capacità metaforica di comunicare il dramma di questi alberi, eradicati dalla terra che li nutriva e trasformati in malati in attesa di spostamento. Basate sulla vicinanza e sulla capacità di “vedere-sentire” tali ulivi come presenze ferite e potenti, le fotografie di Tramacere compongono una sorta di inquietante e affascinante danza macabra; ci fanno avvertire il grido di dolore di una natura sempre più dominata dall’uomo ma, al contempo, ne fanno emergere la forza arcaica”.I racconti fotografici all’interno dell’avvolgente spazio della Red Lab Gallery vengono ulteriormente esaltati grazie a una innovativa modalità di allestimento, il sistema photoSHOWall: moduli-cornice che possono ospitare foto singole originali in tiratura limitata o scomposizioni inedite.In dialogo con le fotografie di Ulderico Tramacere l’artista Daniele Papuli presenta la sua opera Panta Rei realizzata con materiali plastici per imballaggi. (www.danielepapuli.net).
Durante tutte le inaugurazioni delle mostre del ciclo “Ascoltare la Terra”, lo chef Cristiano Bonolo proporrà ricette pensate per incoraggiare uno stile di vita sano e naturale, nel rispetto del Pianeta.Il progetto “Ascoltare la Terra”, dopo le mostre di Bruna Rotunno e Ulderico Tramacere continuerà con Nel buio si cela la luce di Erminio Annunzi (aprile/maggio 2019), e Atlas di Alessandra Baldoni (giugno/luglio 2019).

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Mostra fotografica di Evaristo Fusar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Il Magazzino del Sale Torre di Cervia Inaugurazione sabato 9 febbraio ore 18.00 ospiterà, dal 9 al 24 febbraio 2019, la Mostra fotografica di Evaristo Fusar, “Campioni e dintorni”, una raccolta di un centinaio di fotografie.Immagini scattate nel corso del secolo scorso a personaggi che sono stati grandi interpreti nella loro specialità: sport, pittura, danza, musica, cinema. Immagini apparse sui più importanti settimanali italiani e stranieri.Un’occasione per rivedere questi grandi del ventesimo secolo: Rudolf Nureyev, Grace Kelly, Groucho Marx, Soraya, Muhammad Alì, Pablo Picasso, Manuel Fangio, Walter Bonatti, Primo Carnera.
Orari di apertura della mostra: 9-24 febbraio 2019: tutti i giorni ore 15.30-18.30 / prefestivi e festivi anche 10.30-12.30

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Mostra fotografica: Il Taccuino di Bor di Emanuele Mascioni

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Roma 16 gennaio 2019, ore 19.45 ACCADEMIA D’UNGHERIA IN ROMA Palazzo Falconieri (Via Giulia, 1) Dal 16 al 28 gennaio 2019, (16 gennaio 2019, ore 18.00 Presentazione catalogo 16 gennaio 2019, ore 19.45 Vernissage) l’Accademia d’Ungheria in Roma, in collaborazione con la Biblioteca e Centro Informativo dell’Accademia Ungherese delle Scienze, ospiterà la mostra fotografica Il Taccuino di Bor di Emanuele Mascioni, curata da Antal Babus, Győző Ferencz e Ilari Valbonesi. Il Taccuino di Bor è il titolo della serie fotografica di Emanuele Mascioni realizzata nel 2016 a Bor, cittadina nella Serbia orientale sorta ai margini della grande miniera di rame RTB Bor. Il 20 maggio 1944, il poeta ungherese Miklós Radnóti (1909 – 1944) venne deportato in questa zona mineraria, e all’inizio di novembre dello stesso anno, trucidato con altri ventuno compagni di lavori forzati sulle sponde del fiume Rábca. Durante la riesumazione della fossa comune nei pressi di Abda, insieme a documenti, foto e lettere, venne ritrovato anche un taccuino con le sue ultime liriche, scritte in prigionia, a cui è stato dato il nome Taccuino di Bor (Bori Notesz). Bor è una periferia senza centro, che porta di quella storia il ricordo dell’area concentrazionaria, il grande sbancamento, il socialismo reale, – senza avere avuto la chance di fare di quelle ferite un monumento di qualche interesse. Il racconto di Emanuele Mascioni – per scelta “distillato”, obbliga a passare da un’immagine a un’altra, per approfondire, per cogliere qualcosa d’altro, e che solo dopo molti impossibili ritorni alla fine si rivela in ogni sua fotografia: il decentramento preso come soggetto in sé stesso.Una sezione della mostra sarà dedicata alla storia di Radnóti e del Taccuino, ricostruita grazie ai documenti del lascito di Fanni Radnóti, conservati presso la Biblioteca dell’Accademia delle Scienze di Budapest. A cura di Ilari Valbonesi e la consulenza scientifica di Győző Ferencz e Antal Babus. In occasione dell’apertura della mostra alle ore 18.00 si terrà nella Sala Liszt, al Piano Nobile dell’Accademia d’Ungheria in Roma, la presentazione del catalogo a cura di Ilari Valbonesi e della mostra, con interventi di Antal Babus (MTA), Győző Ferencz (Università degli Studi Eötvös Loránd di Budapest), e il fumettista serbo Aleksandar Zograf. Introdurrà: Prof. István Puskás, direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma. Durante la presentazione Edith Bruck leggerà Miklós Radnóti.Il catalogo costituisce la prima edizione italiana integrale del Taccuino di Bor di Miklós Radnóti tradotto da Edith Bruck. In appendice, 14 tavole sulla storia della prigionia di Miklós Radnóti realizzate dall’illustratore serbo Aleksandar Zograf, che fin dall’inizio del progetto ha instaurato con il fotografo un dialogo artistico a distanza su questa prodigiosa vicenda di valore universale. La mostra organizzata in collaborazione con la Biblioteca e Centro Informativo dell’Accademia Ungherese delle Scienze, e curata da Antal Babus, Győző Ferencz e Ilari Valbonesi, rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2019. Orari: lunedì – venerdì 10.00-17.00

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Mostra Fotografica: “Legami che aiutano a crescere”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Milano Giovedì 29 novembre 2018 dalle ore 18:30 presso Castelli Gourmet in via Cerano 15 a Milano sarà possibile percorrere un itinerario di luoghi ed emozioni con la mostra-evento dal titolo “Legami che aiutano a crescere”: un’esposizione di suggestive immagini che 14 fotografi, fra cui Nicola Allegri, Silvia Badalotti, Uliano Lucas, Sergio Ramazzotti, Fabio Zoratti, hanno donato alla cinquantenaria associazione.Nell’occasione sarà possibile gustare un delizioso aperitivo e scoprire tutte le nuove proposte di CIAI per un Natale solidale, dai prodotti dolciari come il panettone e i biscotti a forma di cuore, ai taccuini e poi le agende e i calendari del 2019. Tanti modi per aiutare CIAI a rendere serena la vita dei più piccoli, garantendo loro attenzione, sostegno, cura, accoglienza, per aiutarli a camminare verso il futuro.

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Mostra Fotografica: “Legami che aiutano a crescere”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Milano Giovedì 29 novembre 2018, dalle ore 18:30 presso Castelli Gourmet in via Cerano 15 a Milano sarà possibile percorrere un itinerario di luoghi ed emozioni con la mostra-evento dal titolo “Legami che aiutano a crescere”: un’esposizione di suggestive immagini che 14 fotografi, fra cui Nicola Allegri, Silvia Badalotti, Uliano Lucas, Sergio Ramazzotti, Fabio Zoratti, hanno donato alla cinquantenaria associazione.Nell’occasione sarà possibile gustare un delizioso aperitivo e scoprire tutte le nuove proposte di CIAI per un Natale solidale, dai prodotti dolciari come il panettone e i biscotti a forma di cuore, ai taccuini e poi le agende e i calendari del 2019. Tanti modi per aiutare CIAI a rendere serena la vita dei più piccoli, garantendo loro attenzione, sostegno, cura, accoglienza, per aiutarli a camminare verso il futuro. Aperitivo e mostra fotografica organizzata da CIAI.

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Mostra fotografica di Massimiliano Camellini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Torino Opening giovedì 17 gennaio, ore 19, (18 gennaio – 17 febbraio 2019) Bookshop Fondazione Sandretto Re Rebaudengo via Modane, 16 mostra fotografica di Massimiliano Camellini Ore 18.00, l’orario è finito. E’ un progetto fotografico realizzato da Camellini all’interno degli spazi dell’ex Cotonificio Leumann di Collegno (Torino) dal 2010 al 2012, e curato da Lorand Hegyi; il lavoro è stato esposto, a partire dalla sua prima presentazione al MIA (Milan Image Art Fair) del 2013, nell’ambito del Festival Fotografico Europeo 2013 presso il Museo del Tessile di Busto Arsizio, all’interno della rassegna Italian Nostalgia presso il Museo della Fotografia di Seoul nel 2014 ed è stato oggetto della mostra “La suite du temps” organizzata dal MAMC – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Saint Etienne nel 2015; il progetto ora finalmente approda a Torino, territorio di partenza di questa ricerca, da un punto di vista iconografico ma anche emotivo e storico. Il luogo all’interno del quale si è sviluppato il lavoro di Massimiliano Camellini è l’antico Cotonificio Leumann di Collegno, in provincia di Torino, al centro dell’innovativo villaggio operaio che l’industriale Napoleone Leumann fece costruire attorno all’opificio tra fine Ottocento e inizio Novecento: un esperimento imprenditoriale illuminato che si faceva carico della riproduzione delle stesse risorse sociali sulle quali la fabbrica incideva.Il progetto fotografico racconta la fine dell’era industriale in Europa, l’epilogo di un sogno basato sull’espansione manifatturiera e il suo welfare e che a suo tempo non aveva fatto i conti con la globalizzazione.Le immagini sono state realizzate dal 2010 al 2012, e raccontano la presenza dei lavoratori che hanno vissuto la fabbrica e che l’hanno lasciata varcando per l’ultima volta quei cancelli nell’aprile del 2007, quanto fu chiusa per sempre. Ogni cosa era stata lasciata al suo posto, quasi a significare che la cessazione dell’attività fosse stata improvvisa. Le immagini ricostruiscono l’ultimo giorno di lavoro, quel momento dove la fine dell’orario lavorativo (18.00) ha coinciso con la fine di un’epoca. http://www.massimilianocamellini.org

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Mostra fotografica “Women in Art. Essenza di donna”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Cagliari Domenica 30 settembre, alle 16.30, inaugura a Cagliari, presso la Sala Mostre temporanee della Cittadella dei Musei di Cagliari, in piazza Arsenale, la mostra fotografica “Women in Art. Essenza di donna”.La mostra sarà visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, sino a sabato 6 ottobre.L’iniziativa è realizzata dall’associazione Artecrazia con il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari e con la collaborazione del giornale on line Artecracy.eu e dell’accademia fotografica Fine Art Studio. Ingresso gratuito. Artisti: Michelangelo Sardo, Cristiana Cappagli, Vincenzo Cara, Francesca Costa, Monica Garau, Giorgia Garzia, Federica Gerardi, Rosa Locci, Katia Marotto, Alessandra Maccioni, Francesca Marrocu, Francesca Mu, Gabriella Pira, Silvia Pranteddu, Paola Ruvioli, Elena Santucci, Angela Secchi.
Il progetto portato avanti dall’associazione Artecrazia nasce dalla volontà di rendere omaggio al ruolo della donna all’interno della storia dell’arte. Questo percorso ha avuto inizio nel 2017 con una conferenza dedicata a Palma Bucarelli e l’ebook “Bunker d’Arte Moderna”, per poi proseguire quest’anno con una serie di eventi di più ampio respiro. Il 2018 ha infatti visto una vera e propria strutturazione di “Women in Art”, rassegna che sulla scia di quanto già fatto l’anno scorso è riuscita ad arricchirsi con nuovi appuntamenti. Grazie al contributo dell’Università di Cagliari sono nate tre iniziative molto diverse tra loro, ma tutte legate da un unico filo conduttore: la donna nell’arte.
La prima di queste ha visto l’esibizione di tre ragazze e un ragazzo provenienti dall’Accademia di Musica di Cracovia: Isabel Rico Repiso, Ida Nystad, Agostina Meloni e Magnus Wenzel. I quattro musicisti si sono cimentati in un concerto di pianoforte nell’elegantissima sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari, dove attraverso la musica hanno saputo raccontare le loro esperienze formative all’estero e i legami che queste hanno contribuito a creare.
Il secondo appuntamento di “Women in Art” ha invece coinvolto Simona Campus, docente di Museologia dell’Università di Cagliari e Direttrice artistica dell’EXMA. Grazie al coinvolgente racconto della prof.ssa Campus i presenti hanno potuto apprezzare la storia di Peggy Guggenheim, donna straordinariamente importante per l’arte del Novecento, collezionista e icona glamour di un intero secolo. L’aula Coroneo della Cittadella dei Musei è stata quindi il teatro di un’avvincente viaggio attraverso i salotti e i musei che hanno visto protagonista questa eccezionale donna capace di unire la sua sconfinata fantasia alle grandi capacità manageriali degne della famiglia Guggenheim. L’ultimo appuntamento della rassegna è la mostra fotografica “Essenza di donna”.

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Arriva a Roma la mostra fotografica “Exodos

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Roma Giovedì 7 giugno verrà inaugurata a Roma la diciannovesima tappa della mostra fotografica “Exodos – rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione” organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) e il sostegno di Open Society Foundations.L’inaugurazione si terrà alle ore 18:30 presso Città dell’Altra Economia (Largo Dino Frisullo). Interverranno Laura Boldrini, ex presidente della Camera e ora deputata, Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, Alessandra Troncarelli, assessora alle Politiche Sociali Regione Lazio, Roberto Zaccaria, presidente del Consiglio italiano per i Rifugiati. Saranno presenti alcuni dei fotografi che hanno raccontato la fuga e la fatica dei migranti nel tentativo di integrarsi in terre straniere. Per l’occasione, Dari Tjupa, apolide, porterà la sua testimonianza. In tutto saranno esposte 48 fotografie scattate sulla rotte migratorie verso l’Europa, saranno proiettati un video della web serie “Passaggi” e i cortometraggi “SandSings” – sul tema dei minori non accompagnati che arrivano nel nostro Paese – e “Una storia invisibile” sul fenomeno dell’apolidia, realizzati dal regista Hermes Mangialardo.

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Mostra fotografica Hungrian Cubes

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

Roma Venerdì 18 maggio p.v. alle ore 19.30 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica HUNGARIAN CUBES, la baracca più allegra del blocco sovietico, di Katharina Roters e József Szolnoki, a cura di Tamás Torma. La mostra organizzata dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con la Galleria ACB di Budapest resterà aperta fino al 15 giugno p.v. Si tratta degli scatti della fotografa, artista visiva tedesco-ungherese Katharina Roters che ha deciso di realizzare un progetto fotografico su un fenomeno piuttosto interessante dell’architettura ungherese del XX secolo, ovvero sulle case unifamiliari e standardizzate sorte nei sobborghi di Budapest e delle periferie di numerose cittadine nell’Ungheria comunista del dopoguerra, soprannominate “Kádár kocka” (Cubi di Kádár), dal nome del leader comunista János Kádár, al potere in Ungheria tra il 1956 e il 1988.
La Roters attraverso i suoi scatti è riuscita a spogliare degli dettagli eccedenti (ringhiere, recinzioni, antene, segnali stradal, linee elettriche) le case che aveva fotografo, consentendo allo spettatore di concentrarsi sulle decorazioni ornamentali delle facciate e di vedere come esse siano state un’opportunità per i proprietari delle stesse per l’individualismo e una forma di protesta nei confronti della conformità del sistema comunista.
Parallelamente alla mostra fotografica di cui sopra, sul Piano Nobile dell’Accademia d’Ungheria in Roma verrà inaugurata anche un’altra mostra, quella delle opere pervenute all’omonimo concorso e workshop “Hungarian Cubes” organizzati in collaborazione con Sapienza, l’Università di Roma.
Io non mi vedo fotografa bensì pittrice. Anche da queste foto si percepisce che il colore all’epoca ebbe un ruolo piuttosto importante. Anche gli elementi decorativi erano favorevoli poiché la loro estetica prevedeva l’uso di colori tipici della Pop art. Quindi colori semplici, vivaci. Le foto realizzate con tecnica analogica in seguito ai lavori digitali di finissage – quindi l’eliminazione degli elementi ridonanti (quali fili elettrici, antenne e piante) – divennero dei simboli nitidi. Ciascuna foto è frontale. Quindi non si tratta di spazi, forme o volumi architettonici. La tipologia dei portait d’edifici esteticamente astratti ha reso possibile la raffigurazione del punto centrale delle facciate.(Katharina Roters, fotografa)

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Mostra fotografica “Pantelleria: il Rumore del Silenzio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2018

San Felice del Benaco (BS) 19 maggio 2018 presso la Fondazione Cominelli mostra fotografica “Pantelleria: il Rumore del Silenzio”, a cura di Dario Pace. (La mostra, con ingresso libero, proseguirà fino al 17 giugno ed è visitabile nei giorni di sabato e domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30)
Il Rumore del Silenzio si snoda in un percorso di oltre 60 opere a colori e in bianco e nero, che utilizzano tecniche di stampa ispirate al mondo dell’arte per poter trasmettere le intense emozioni dell’isola, come se si venisse avvolti dalla sua intensità.
Le immagini spingono nel profondo di questo paesaggio silente, incastonato nel suo meraviglioso mare blu verde e sembrano volerne fissare l’anima. Il progetto è quello di trasmettere queste emozioni, di far assaporare in qualche modo i profumi, far condividere i silenzi, e godere di tutte le sfumature dei suoi colori.” Gli autori, oltre agli stessi curatori, sono Anna Huerta, Grazia Cucci, Guido Santini e Adrian Hamilton.

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Mostra fotografica: “SI RIAccendono i colori della pace”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

Beppe con Emanuela TittocchiaBeppeRoma. E’ stata inaugurata a Roma la mostra fotografica “SI RIAccendodo i colori della pace” di Beppe Convertini presso il Doria Center a Palazzo Doria Pamphili. La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio per poi far tappa a Milano e Padova. Alla mostra erano presenti numerosi esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura, amici di Beppe. In primo luogo il Presidente di Terre des Hommes International Raffaele K. Salinari, Fondazione promotrice della mostra e poi: Guillermo Mariotto, il maestro Gianni Mazza, Manila Nazzaro, Fanny Cadeo, Elisabetta Pellini, Alma Manera, Janet De Nardis, Nadia Bengala, Amedeo Goria, Cinzia Malvini, Roberta Beta, Rossella Izzo, Stefano Dominella, e tanti altri. Un racconto fotografico della missione umanitaria che Convertini, testimonial della Fondazione, ha compiuto, questa estate, nel centro profughi siriano a Zarqa al confine Giordano Siriano.
Attraverso gli scatti fotografici i racconti impressi in un’immagine di migliaia di bambini, ognuno a testimoniare la propria storia. Tanti i temi affrontati e impressi in quelle immagini: l’educazione, beppe con G.Mariottol’istruzione, l’assistenza sanitaria e le attività ludiche. Grande attenzione al problema delle spose bambine, sempre più attuale e diffuso per cui sono costrette a diventare spose,e poi mamme,in età precoce, subendo così dei disturbi psico fisici irreparabili.
“Una grande dignità e compostezza – spiega Beppe Convertini – nel racconto di ogni memoria vissuta seppur nel dolore. Nel dramma sono stato rapito dalla gioia e dalla tenerezza dei più piccoli che mi hanno regalato con i loro sorrisi dei momenti indimenticabili più di quello che io ho potuto fare per loro. Il mio tempo l’ho dedicato ad aiutare gli uomini e gli straordinari volontari e cooperanti a caricare e scaricare aiuti e a costruire dei rifugi che li possa riparare dal gelo e dalle intemperie dell’inverno perché nelle tende ovviamente senza acqua, luce e riscaldamento è durissima sopravvivere. Ma soprattutto l’ho dedicato a loro, i bambini”.
“I gesti dicevano più di mille parole – continua nel racconto Beppe Convertini – alcune volte è bastato davvero uno sguardo o una carezza per sentirsi parte di loro. Ero emozionato quando facevano a gara per stringermi la mano o per darmi un bacio, in quel momento pensi di aver perso del tempo nella tua vita dietro alla futile quotidianità”. (foto: beppe con G.Mariotto, beppe, Beppe con Emanuela Tittocchia)

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Mostra fotografica: I bolscevichi al potere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

rivoluzione ottobre1Milano dall’11 novembre 2017 al 10 marzo 2018, La Casa di Vetro via Luisa Sanfelice, 3 mostra “I Bolscevichi al Potere. 1917 – 1940: dalla Russia rivoluzionaria al terrore staliniano”, con ca. 60 immagini storiche provenienti da agenzie internazionali distribuite in Italia da AGF – Agenzia Giornalistica Fotografica, racconta dalla caduta dello Zar alla Rivoluzione d’Ottobre, dalla guerra civile alla nascita dell’Unione Sovietica, dalla morte di Lenin al terrore staliniano e all’assassinio di Trotsky. La mostra fa parte del progetto History & Photography (www.history-and-photography.com), che ha per obiettivo raccontare la storia con la fotografia (e la storia della fotografia) al grande pubblico e ai più giovani valorizzando gli archivi storico fotografici con esposizioni e fotoproiezioni. Alle scuole sono proposte visite guidate, fotoproiezioni dal vivo e l’innovativa possibilità di usare in classe le immagini della mostra per fare lezione tramite connessione web.
La rivoluzione russa è stata tante rivoluzioni insieme, cominciate nel marzo (febbraio secondo il calendario giuliano) del 1917 e finite con quella più famosa nel novembre (ottobre secondo il calendario giuliano) dello stesso anno quando i bolscevichi guidati da Lenin, Trotsky e Stalin presero d’assalto il Palazzo d’Inverno a Pietroburgo, sede del governo provvisorio repubblicano in attesa che le imminenti elezioni insediassero la convenzione che avrebbe dovuto creare le basi istituzionali del nuovo stato repubblicano. A guidare il governo una coalizione interclassista – usando le categorie di Marx – di forze liberali, laiche, socialiste, populiste e radicali di centro-sinistra espressione della nascente società civile all’interno dell’impero zarista. Attori e protagonisti della caduta dello Zar, i partiti democratici e riformisti che ottennero le sue dimissioni e la fine dell’autocrazia non ebbero l’intelligenza, l’abilità politica e la forza caratteriale per fare fronte alla montante aggressività del partito bolscevico e dei suoi alleati, i socialisti rivoluzionari di sinistra, che approfittarono della loro mancanza di determinazione per prendere il potere con un colpo di mano militare. A supporto della rivoluzione comunista c’erano una parte di operai e contadini in nome dei quali il marxismo avrebbe dovuto trionfare per cambiare il mondo e renderlo un nuovo paradiso in terra. Ma le cose andarono subito diversamente. Le elezioni furono fatte e vennero perse dai bolscevichi (presero circa il 24% dei voti). La convenzione di conseguenza non iniziò mai ma in compenso cominciò subito la repressione. Una volta sconfitte le forze riformiste – democratiche e quelle reazionarie, piegati e dispersi i ceti nobiliari e borghesi, paradossalmente furono proprio gli operai e i contadini a diventare ben presto i più acerrimi nemici del nuovo potere e i suoi più strenui antagonisti. La storia dei successivi 20 anni è quella di una lunghissima e ferocissima guerra civile, a volte combattuta con le armi, che intraprese il partito comunista russo per domare e definitivamente soggiogare proprio quegli operai e contadini che avevano creduto nelle promesse del marxismo e dei suoi carismatici rappresentanti rivoluzionari.
rivoluzione ottobreLa fotografia ritrae e racconta la realtà ormai da quasi due secoli. È partendo da questo presupposto che nasce History &Photography (www.history-and-photography.com), un progetto che si pone tre obiettivi principali. Il primo è quello di realizzare e promuovere esposizioni che raccontino la storia contemporanea con la fotografia (e la storia della fotografia), esaltando sia la funzione narrativa e documentale delle immagini che il loro valore estetico. Il secondo è quello di riscoprire e rendere fruibili al grande pubblico i tantissimi archivi fotografici storici – sia italiani che stranieri, sia di fotografi che di enti pubblici e privati – che rimangono spesso sconosciuti o frequentati solo dagli addetti ai lavori. Il terzo è quello di supportare digitalmente l’insegnamento in scuole e università con foto-proiezioni di immagini storiche sia dal vivo che tramite connessione web (direttamente in classe durante le lezioni), offrendo a studenti e professori lo strumento della fotografia, e il punto di vista del fotoreportage in particolare, per approfondire la storia delle società contemporanee.
Il curatore è Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) un giornalista, un consulente e un curatore di iniziative con la fotografia. È infatti specializzato nella valorizzazione e promozione di archivi di fotografi, agenzie, case editrici, musei, aziende. In curriculum ha alcuni volumi fotografici e decine di mostre realizzate con enti pubblici e privati. È stato co-ideatore e co-curatore delle prime tre edizioni di Memorandum – Festival della Fotografia Storica di Torino e Biella, curatore della sezione rivoluzione ottobre2fotografica del festival Urbana di Biella e ideatore, curatore e co-produttore di All you need is photography! Unlimited Edition Photo Festival di Milano. Da qualche anno con il progetto History & Photography, realizzato in partnership con Eff&Ci – Facciamo Cose, racconta la storia della fotografia e del mondo contemporaneo sia al grande pubblico che ai ragazzi delle scuole con mostre e foto-proiezioni.
Facciamo Cose (www.effeci.facciamocose.com) fornisce servizi a chi opera nella cultura e nel sociale come enti pubblici e associazioni e propone agli artisti dal semplice supporto alle loro esigenze espositive fino alla progettazione, cura, allestimento, esposizione e promozione delle loro mostre. Nel corso di questi anni ha organizzato presso La Casa di Vetro di Milano diverse iniziative espositive – personali e collettive di fotografia, pittura e scultura. Nell’ambito del progetto History & Photography ha prodotto numerose mostre di fotografia storica.
Apertura al pubblico: Dall’11 novembre 2017 al 10 marzo 2018 ore 15.30 / 19.30 Interruzione natalizia:
24 dicembre – 7 gennaio Giorni e orari: Da lunedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 Ultimo ingresso alle 19:00 Giovedì dalle 15:30 alle 18:00 Ultimo ingresso alle 17:30 Domenica chiuso Ingresso: € 5,00. (foto: rivoluzione d’ottobre)

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Manifestazione: “Tra passati”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

Roma 9 maggio p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) ”TRA PASSATI”, è il nome della serie di manifestazioni con cui l’Accademia d’Ungheria in Roma intende discutere l’impossibità della rappresentazione del passato. L’iniziativa prende spunti dal film ”Il figlio di Saul” di László Nemes Jeles, nel quale il suddetto tema viene affrontato sotto un’ottica radicalmente nuova. Il programma prevede:
ore 18.00 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma,si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica ”Face About” /Ritratti degli attori del film ”Il figlio di Saul”, proveniente dalla collezione della Mai Manó Ház (La Casa dei Fotografi Ungheresi) di Budapest. La mostra ideata da László Nemes Jeles e Mátyás Erdély presenta n.31 ritratti a colore realizzati dalla fotografa Ildikó Hermann, scattati sul set del film; tre fotografie provenienti dal Museo statale di Auschwitz – Birkenau ed una ricostruzione dei testi scritti a mano sul muro dai prigionieri e membri del Sonderkommando di Auschwitz. L’esposizione resterà aperta fino al 14 maggio p.v.
ore 19.30 presso la Sala Liszt verrà proiettato il film ”Il figlio di Saul” di László Nemes Jeles che ha vinto tutti i premi più importanti dell’arte cinematografica, tra cui il Premio Oscar 2016 come miglior film straniero. La proiezione, in presenza del direttore della fotografia e dei produttori del film, si svolgerà in lingua italiana.
Prima della proiezione, alle ore 19.00 presso la Sala Liszt, gli interessati potranno partecipare ad un incontro con gli autori del film, tra cui il direttore della fotografia, Mátyás Erdély ed i produttori, Gábor Rajna e Gábor Sípos.

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Mostra fotografica “Scatta la notizia”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

scatta-la-notiziaSan Giovanni a Teduccio. Inaugurata stamattina la mostra fotografica “Scatta la notizia” presso l’Istituto Rosario Livatino seconda tappa del progetto fotografico e sociale per giovani studenti che ha tutte le carte in regola per andare ancora più lontano.Stamattina, nella gremita sala dell’Istituto Livatino, a presentare la mostra c’erano il Sottosegretario alla Difesa on.le Gioacchino Alfano, l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, l’Assessore alle Politiche Giovanili Alessandra Clemente per citare solo i rappresentanti istituzionali che sono intervenuti per dare il loro personale appoggio a un progetto che sta assumendo le sembianze di una vera e propria opera comunitaria, espressione della sinergia di un territorio che esce dai suoi confini, che raggiunge le sale degli alti palazzi ma rimane sempre concreto, legato alla realtà quella di una periferia che si riscopre protagonista attraverso i propri giovani, che se ben motivati si appassionano, riscoprono o scoprono il proprio vicino, il proprio territorio fatto di attività sconosciute, di sguardi di solidarietà, di inaspettato cameratismo.Gli interventi delle autorità tutti nella stessa direzione: una gara per accaparrarsi la mostra perché la sua prossima location sia un palazzo di esposizioni nel centro di Napoli o una foresteria romana. Insomma un lavoro con valore artistico che porta in sé un senso civile forte, un messaggio: quello di restituire attraverso gli scatti il degrado non velato ma vero di una strada, di uno sguardo, di un quartiere, ecco che il messaggio vuole essere condiviso e in ogni location possibile perché raggiunga un pubblico più vasto possibile.Annunciata l’esposizione della mostra presso il Palazzo Vescovile di Ascoli Piceno per portare un segno di vicinanza, di conforto ai ragazzi delle zone colpite dal terremoto, “sono i ragazzi di San Giovanni a Teduccio che vanno in aiuto dei ragazzi delle zone terremotate” queste le parole di Enrico Stefanelli, Direttore Artistico di Photolux nel comunicare della tappa che vedrà l’esposizione uscire dai confini della regione nei mesi estivi.Il progetto, Programma di Responsabilità Sociale sul fotogiornalismo, organizzato da Photolux e Neapolis Art e realizzato grazie al supporto di Canon, ha unito il percorso formativo di avviamento alla fotografia alla scatta-la-notizia1possibilità di raccontare la realtà di una periferia tra le meno felici della città di Napoli, scorgendovi anche il bello e soprattutto trasformandosi in qualcosa di concreto: una vera e propria mostra fotografica.I ragazzi sono stati guidati nel percorso formativo dal maestro Pietro Masturzo, vincitore del prestigioso premio World Press Photo of the Year nel 2010, appassionante il suo intervento “dopo questa esperienza amo ancora di più il mio lavoro, la spinta costante è di poter assistere a un cambiamento attraverso le proprie foto, a volte presunzione molto spesso disillusione. Ma con questo lavoro ho davvero visto il cambiamento. Ho dato pochissimo rispetto a quanto ho ricevuto da questi ragazzi”.Ospite d’onore della presentazione Tony Gentile, di un “grido di speranza” parla il fotografo delle stragi di mafia, quello stesso ritrovato nelle parole dei giovani fotografi. Gli scatti sono tanti gridi di speranza, di riscatto che ogni periferia lancia, che ogni periferia ha il diritto di poter trasmettere attraverso un canale ed ecco la fotografia diventa il tramite dell’espressione di un’anima.Ritratti nelle fotografie esposte scorci di vita ordinaria, che spesso passano inosservati: il mercato, un murales, un campetto di calcio, i pescatori. Le foto di Alessio, Ciro, Emanuele, Davide, Eduardo, Francesca, Giorgia, Giusy, Ivan, Luca, Mariarosa, Martina, Mattia, Michele, Rosalba, Sabrina e Sabatino trasmettono una storia che interpreta la realtà che li circonda con le sue contraddizioni e i suoi vizi. L’istituto superiore nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli, ha dato spazio alla voglia di raccontare per insegnare a usare la macchina fotografica e scoprire il linguaggio universale delle immagini. Un’opportunità per far conoscere il mondo dell’informazione sia come forma di espressione, che come possibile sbocco professionale per il futuro. (foto: scatta la notizia)

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Mostra fotografica per gli “80 anni del Centro Sperimentale di Cinematografia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

carlo-verdoneRoma Centro Sperimentale di Cinematografia (Scuola Nazionale di Cinema) via Tuscolana, 1520 Lunedì 10 Ottobre 1965 – 1975 Sala Delux h. 15.30 Il canto d’amore di Alfred Prufrock di Nico D’Alessandria (1967, 20′) L’imperatore di Roma di Nico D’Alessandria (1988, 89′) Sala Delux h. 17.30 Un sacco bello di Carlo Verdone (1980, 96′) h. 20.00 Per l’occasione Carlo Verdone (ex allievo del CSC) insieme al presidente del CSC Stefano Rulli e alla preside Caterina d’Amico inaugureranno la mostra fotografica che accompagna questo lungo viaggio attraverso la storia della Scuola e del cinema italiano.L’iniziativa ha avuto inizio il 19 settembre scorso e si concluderà lunedì 28 novembre. Un lungo percorso diviso in decenni dove ogni appuntamento è accompagnato dall’incontro con gli ex allievi che raccontano il loro Centro Sperimentale di Cinematografia, ricostruendo tasselli di quel mosaico che è la storia del nostro cinema attraverso anche le immagini che loro stessi hanno realizzato negli anni della Scuola. Questa mostra costituita da circa 250 fotografie propone i primi frammenti di un ipotetico album fotografico degli allievi della sede romana di via Tuscolana, ritratti – quando possibile – all’interno delle mura del CSC o comunque quando sono stati allievi. A fianco del nome con il quale si sono iscritti (non di rado diverso dal nome d’arte con il quale sono diventati noti al pubblico) è specificato il corso che hanno frequentato e l’anno in cui hanno iniziato gli studi, che non sempre si sono conclusi con il conseguimento del diploma. La scelta degli allievi è totalmente arbitraria e non pretende di essere rappresentativa della miriade di professionisti usciti dalla scuola: vuole soltanto rievocare attraverso i loro volti più o meno famosi le aspettative le energie e i primi passi di cui il Centro Sperimentale è stato testimone.
h. 21.00 Fuori Campo di Peter Del Monte (1969, 81’)alla Casa del Cinema, nell’ambito dell’iniziativa “80 anni del Centro Sperimentale di Cinematografia (e non sentirli)”. La mostra è curata di Caterina d’Amico Progetto grafico di Alberto Guerri Allestimento di Carlo Rescigno Realizzato da Scenografica s.r.l. e la collaborazione di:Alessandro Andreini, Monica Bernardi, Lorena Canulli, Marina Cipriani, Adriano De Santis, Enrico Di Addario, Cristina Di Nunzio, Gian Paolo Falso, Fiammetta Lionti, Ennio Lucciola, Luca Pallanch. (foto: carlo verdone)

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Mostra fotografica “Visions of Venice”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

visions-of-venicevisions-of-venice1Milano 13 ottobre / 13 novembre 2016 Fondazione Stelline Corso Magenta, 61. È in esposizione dal 13 ottobre al 13 novembre 2016 alla Fondazione Stelline di Milano la mostra fotografica “Visions of Venice”, primo capitolo di “Impressions of the World”, il decennale progetto di Roberto Polillo ispirato ai pittori viaggiatori dell’800 che ha per obiettivo la ricerca del Genius Loci di città e paesi del mondo. Un’avventura artistica e spirituale che finora lo ha portato in Marocco, India, Sud Est Asiatico, America Centrale, New Mexico, Miami, Islanda e Italia.Tratta dal libro omonimo edito da Skira, presentata in anteprima ai Tre Oci di Venezia lo scorso inverno, la mostra è curata da Alessandro Luigi Perna ed è introdotta da un testo di Denis Curti. A comporre l’esposizione circa 75 immagini (dal piccolo al grandissimo formato) e una serie di citazioni dedicate a Venezia scelte dalle opere di alcuni degli scrittori più famosi che hanno parlato della città.
Il progetto “Impressions of the World” è tutto realizzato in ICM – Intentional Camera Movement, una tecnica di ripresa ancora poco conosciuta ma di grandi potenzialità artistiche che impone di realizzare le immagini tenendo tempi di ripresa lunghi e muovendo la macchina fotografica durante lo scatto. Il perfezionamento delle immagini avviene poi in postproduzione, fase di elaborazione fondamentale perché permette di declinarle secondo la cifra stilistica di ciascun autore. A ispirare culturalmente ed esteticamente Roberto Polillo è la fotografia pittorica delle origini, la pittura orientalista dell’800 e poi i grandi movimenti artistici della pittura moderna e contemporanea rappresentati da autori come Delacroix, Matisse, Renoir, Van Gogh, Turner, De Chirico. Ma per quanti riferimenti ci siano nelle sue immagini alle loro opere, Roberto Polillo riesce a creare per sé e per il suo pubblico un suggestivo universo artistico ed estetico del tutto originale e autonomo. Giorni e orari: Martedì – Domenica 10.00 – 20.00 Chiuso il lunedì (foto: Visions of Venice)

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Mostra fotografica ‘‘Italian Liberty’’

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

villa_ruggeri_a_pesaroCervia 1-10 agosto 2016 magazzini del sale. Sarà inaugurata il 1 agosto alle ore 21:00 la mostra fotografica ‘‘Italian Liberty’’ che vede i Magazzini del Sale Cervia come prima location dell’esposizione itinerante. Parteciperanno il curatore Andrea Speziali che racconterà al pubblico la storia degli edifici Art Nouveau coinvolti, l’assessore alla Cultura di Cervia, Roberta Penso e il Sindaco Luca Coffari. In seguito al successo del premio fotografico internazionale ‘‘Italian Liberty’’, l’organizzazione del concorso, Aitm Art, in collaborazione con l’associazione Menocchio e il Comune di Cervia, hanno pensato e voluto la mostra fotografica nel fascinoso contesto dei Magazzini del Sale a Cervia.
Verranno esposte le stampe delle 33 immagini vincitrici delle tre edizioni del premio (svoltesi dal 2013 al 2015) con la proiezione di quattro importanti video che raccontano l’Art Nouveau a Milano, Viareggio, Livorno (con le Terme del Corallo), Cervia con villa Righini e la Lombardia con diversi edifici storici.
Copertina LibertyUn emozionante viaggio a ritroso nel tempo nel quale il fruitore potrà rivivere il fascino della Belle Époque con l’occhio dei fotografi vincitori che hanno saputo raccontare con la tecnica della fotografia e del video uno tra gli stili più seducenti del Novecento: L’Art Nouveau.
Si scorgeranno nel percorso espositivo opere che rappresentano tutto il Paese: il Casinò di San Pellegrino Terme, il chiosco Ribaudo a Palermo, la Villa Ruggeri sul lungomare di Pesaro, le scalinate Liberty di palazzi milanesi, il teatro Ambra Jovinelli a Roma (tra i pochi edifici Liberty della città eterna), Villa Masini a Montevarchi (location del film ‘‘La vita è bella’’ di Roberto Benigni), Villa Zanelli a Savona, vari palazzi dell’Emilia-Romagna ed altro ancora.
La mostra ‘‘Italian Liberty. Il sogno europeo della grande bellezza’’ che prende il nome dall’omonima monografia edita da Cartacanta Editore è curata dal Direttore Artistico del premio, Andrea Speziali con la partecipazione di Cecilia Casadei per la critica fotografica. Durante la mostra si darà vita ad approfondimenti molto importanti. (foto: villa_ruggeri_a_pesaro, Copertina Liberty)

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Il Giappone di Fosco Maraini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

fosco maranifosco marani1Cisano di San Felice del Benaco (BS) 30 luglio – 2 ottobre 2016 Inaugurazione: sabato 30 Luglio 2016 ore 18.00. Fondazione Raffaele Cominelli Negli spazi del palazzo benacense si svilupperà un percorso che metterà in risalto la complessa e poliedrica figura di Fosco Maraini: etnologo, antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore, esploratore e poeta. La mostra, a cura di Rosanna Padrini Dolcini e Nicola Rocchi, si focalizzerà sul legame profondo di Maraini con il Giappone, legame che ha inciso in maniera determinante su tutto il suo percorso esistenziale e culturale.Il rapporto di Fosco Maraini con il Giappone ha inizio alla fine degli anni ’30, quando si trasferisce nell’isola di Hokkaido per studiare l’arte, la religione tradizionale e la cultura del popolo degli Ainu. Da quel momento la sua vita professionale e privata si intreccerà profondamente con il Giappone, che sarà fonte inesauribile di ispirazione per documenti di vario tipo (libri, appunti, fotografie, etc).La mostra sarà realizzata grazie al consenso delle eredi di Fosco Maraini e alla collaborazione del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux di Firenze, cui lo stesso Maraini affidò la propria biblioteca orientale e i preziosi materiali prodotti nel corso della sua vita di viaggiatore e studioso: oltre 100 mila fotografie, i carteggi e la corrispondenza, i quaderni con gli appunti di viaggio e molte altre carte relative all’archivio di lavoro, gli scritti e le pubblicazioni, i documenti personali e familiari.
fosco marani2fosco marani3All’interno del palazzo Cominelli verrà esposta una selezione di fotografie, taccuini e altri documenti “giapponesi” di Maraini, oltre ai libri da lui dedicati al Giappone e all’Asia. Le fotografie, in bianco e nero, si riferiscono in particolare alla permanenza in Giappone negli anni Cinquanta: mostrano templi, riti e cerimonie religiose, ritratti e paesaggi. Agli scatti fotografici sono accostati alcuni dei taccuini sui quali Maraini annotava i propri appunti, accompagnandoli con schizzi, disegni e schemi. L’obiettivo della mostra è di evidenziare inoltre, il composito metodo di lavoro dello scrittore, la sua curiosità inesauribile e la pressante necessità interiore di comprendere a fondo la realtà.
L’esposizione sarà incentrata intorno a tre nuclei tematici, ai quali è dedicata una sala ciascuno.
Nella prima sala verranno raccolte immagini e agende con appunti e disegni relativi agli anni 1953-54: tutti materiali poi confluiti nel libro “Ore giapponesi” (1956), testo ancor oggi imprescindibile per chi desideri avvicinarsi alla cultura giapponese.
La seconda sala sarà dedicata alle fondamentali ricerche condotte sulle Ama, le pescatrici delle isole Hekura e Mikuriya – dell’arcipelago delle Nanatsu-to – e alle fotografie in cui Maraini le ritrasse nel fosco marani41954. Alcuni materiali documenteranno inoltre gli studi sui matsuri, le feste tradizionali giapponesi.
Nell’ultima sala verrà data testimonianza di un progetto a cui Maraini lavorò a lungo e non riuscì a concretizzare: saranno esposte alcune schede, parte del materiale preparatorio per un dizionario e un libro sui kanji – i caratteri di origine cinese utilizzati nella scrittura giapponese. “La presenza sibillina, alchemica, bellissima degli ideogrammi” è il primo indicatore che segnala a Clé – il protagonista del romanzo autobiografico “Case, amori, universi” – che il viaggiatore sta “davvero saltando oltre i valli del mondo indoeuropeo”. E l’interesse per gli ideogrammi, insieme alla profonda fascinazione per la religione scintoista, sono una costante nel rapporto tra l’etnologo fiorentino e la cultura giapponese.La mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente, oltre a numerose immagini, brevi testimonianze dei familiari sulla figura di Fosco Maraini e il suo rapporto col Giappone.
Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano, rientra nel programma espositivo che la Fondazione Raffaele Cominelli, per l’estate 2016, ha dedicato interamente al rapporto tra Giappone e Italia, e si aggiunge agli altri due eventi, dedicati rispettivamente alla mostra “Dialoghi – Gioielli contemporanei” e alla mostra “Eterne Stagioni” allestita al Museo D’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani, in cui si indaga il rapporto tra i più significativi artisti visivi del panorama contemporaneo e gli antichi paraventi giapponesi. Orari: sabato: dalle 17.00 alle 20.00 domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00 Ingresso libero (foto: fosco marani)

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Mostra fotografica Pink Floyd

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

anfiteatro pompeiPompei il 21 giugno alle ore 11,30 in occasione della FESTA DELLA MUSICA indetta dal Ministero per i beni e le attività culturali e i Turismo in tutti i siti statali e museali oltre che in piazze e parchi d’Italia sarà aperta in anteprima la mostra, un vero percorso visivo e di ascolto nella storia e nella musica dei Pink Floyd. E’ previsto per la stampa l’incontro con il Soprintendente Massimo Osanna e il regista del video, nonché curatore della mostra, Adrian Maben. Sarà poi visitabile al pubblico dal 9 all’11 luglio e in maniera permanente dal 18 luglio per tutto il periodo estivo fino a settembre.
E’ così che a meno di un mese dal grande concerto di David Gilmour del 7 e l’8 luglio all’Anfiteatro, Pompei apre le gallerie dell’arena gladiatoria per celebrare con una mostra fotografica a cura della Soprintendenza Pompei e di Adrian Maben, la storica band inglese e soprattutto il momento che li vide esibirsi nel 1971 in questo luogo per il memorabile concerto a porte chiuse, che diede vita al video “Pink Floyd-Live at Pompeii”
I suggestivi passaggi sotterranei dell’Anfiteatro che consentivano l’accesso degli spettatori agli spalti, tornano dopo anni visitabili al pubblico e diventano con l’inaugurazione di “Pink Floyd. Live at Pompeii. The exhibition by Adrian Maben”, sede espositiva permanente per future mostre fotografiche.
Circa 80 metri di gallerie dell’ anfiteatro romano più antico e visitabile, mai prima rese fruibili ai visitatori e aperte solo nel 1971 per il concerto della band e nel 1984 per le esigenze di scena durante le riprese del film Gli Ultimi giorni di Pompei di Peter Hunt tratto dal romanzo storico del 1834 di Edward Bulwer-Lytton.
Due settori dedicati a Pompei e alla musica, quella del mitico 1971 (nel braccio sinistro) e alla Pompei dei tempi moderni ( a destra), alla sua lenta rinascita tra restauri, interventi di valorizzazione e eventi nel sito.Più di 250 foto, tra scatti di scena ed immagini inedite raccontano quei quattro giorni di inizio ottobre dal 4 al 7 del 1971 che divennero leggenda. Scatti originali di Jaques Boumandill, il cameraman di allora; il video del film, con le di interviste che Maben, il regista realizzò negli studi londinesi di Abbey Road mentre David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters e Richard Wright erano alle prese con le registrazioni dell’immortale album “The Dark Side of the Moon”, ma anche un video che raccoglie tagli di registrazione di chiacchiere in libertà della band, le cosiddette “Chit Chat with Oysters”. E ancora, filmati di alcuni tra i tanti gruppi attuali ispirati alla mitico formazione. E ad immettere nell’atmosfera di quei giorni la musica immortale della band che accompagna i visitatori lungo i passaggi sotterranei di questa sede espositiva unica e suggestiva. La mostra ha avuto il sostegno di Edizioni Flavius, Fondazione Bartolo Longo II Millennio, Parmalat CIL srl di Castellammare di Stabia, Marina di Stabia, Pastificio Lucio Garofalo SPA. (foto: anfiteatro pompei)

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Mostra fotografica al Rione Terra di Pozzuoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

pozzuoli mostraPozzuoli (Napoli) Si terrà sabato 4 e domenica 5 giugno – dalle ore 10 alle 22 – a Palazzo Migliaresi al Rione Terra di Pozzuoli, Napoli, la mostra fotografica “Seduzione del Paesaggio – Furti d’autore 2K16 “. L’evento è realizzato dagli allievi del Corso di “Tecnico di Fotografia” finanziato con i fondi di Garanzia Giovani e organizzato da Progetto Uomo onlus. La mostra è il risultato di un percorso di crescita artistico professionale avvenuto attraverso il costante supporto tecnico specialistico dei fotoreporter Enzo e Nicola Buono. Al Rione Terra saranno esposte ottanta scatti che riprendono il paesaggio e la quotidianità di Napoli e l’area flegrea. Le foto riassumono ed esaltano la bellezza dei paesaggi, dei volti e della vita quotidiana, proponendo immagini in cui rispecchiarsi e da cui essere sedotti.
Espongono: Giovanni Ariante, Federica Avallone, Antonio Borrino, Maria Chiara Cerullo, Francesco Clemente, Marco D’Auria, Martina Di Fraia, Shelia Giulia Donatore, Fabiana Gagliotti, Mariarosaria Izzo, Jennifer Lazzaro, Giovanni Looz, Assunta Lutricuso, Antonio Pensiero, Gessica Scamardella, Elena Vitolo. “Si tratta di belle foto che abbiamo effettuato durante le nostre uscite – spiega il fotoreporter Enzo Buono che, insieme al figlio Nicola, sono stati i docenti del corso – I ragazzi si sono appassionati alla fotografia. Hanno fatto gruppo tra di loro, hanno sperimentato tecniche nuove. Abbiamo fatto in modo che venisse fuori tutta la loro creatività accompagnata dalla tecnica fotografica”.”Il corso di “Tecnico della Fotografia” che abbiamo realizzato – spiega Luigi Saccenti, presidente di Progetto Uomo Onlus – è stato pensato per dare ai ragazzi delle competenze utili nella loro futura attività professionale. Scattare un’immagine, anche da uno smartphone, diventa indispensabile. Con il Corso siamo andati oltre e abbiamo provato a fare “leggere” ai nostri allievi il bellissimo paesaggio dell’area metropolitana. È emersa dalle loro foto la bellezza del paesaggio e le mille angolature da cui è possibile interpretare la nostra terra”. Il corso organizzato da Progetto Uomo onlus è stato finanziato da Garanzia Giovani Campania, Unione Europea, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Campania.Patrocinio del Comune di Pozzuoli. Partecipano: Dialogos Aps, I’m Alph, MicroHub Flegreo. Si ringrazia: Artantis. (foto: pozzuoli mostra)

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