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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘mostra fotografica’

Mostra fotografica di Cataldo Albano

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Matera. Dal 23 al 30 giugno 2019, La Lopa Matera (Via Bruno Buozzi 13) ospiterà la Mostra fotografica di Cataldo Albano “MATERA I SASSI”, che illuminerà successivamente la Città di Taranto (dal 24 agosto) e la città di Verona (dal 25 ottobre).La Mostra è organizzata da Cataldo Albano, con il Patrocinio del Comune di Matera, Comune di Taranto, Provincia di Verona, Lucana Film Commission; e con la partnership di La Lopa Matera, Vitis in Vulture, Cantine Ruggieri Lizzano, Casa Vestita Grottaglie, Simeoni Arti Grafiche Verona, Dolci Colori S.r.l. Verona.Si tratta di un’esposizione multimediale, foto e video, frutto del reportage nel mese di ottobre 2017 di Cataldo Albano in compagnia dei Sassi, di tre Artigiani e due Modelle. All’inaugurazione prevista per domenica 23 giugno ore 18,00, ai saluti di Antonella Passione (La Lopa) faranno seguito gli interventi di Mariella Cuoccio (poetessa), Mimmo Vestita (ceramista), Francesco Lenoci (docente Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano).Saranno ospiti e protagonisti della serata inaugurale: Mario Daddiego (Il Bottegaccio), Massimo Casiello (Tornitura Artistica Atelier del Legno), Eustachio Rizzi (Sassi in Miniatura), il Pane di Matera del Panificio Cifarelli e l’Aglianico del Vulture di Vitis in Vulture. L’ingresso è libero.
Nato a Taranto nel 1950, è residente a Verona dal 1980. Dopo essersi laureato in Scienze dell’Informazione, ha lavorato presso grandi aziende del settore informatico, dalla progettazione alle vendite, interessandosi parallelamente di comunicazione visiva. Negli ultimi anni ha ripreso la sua passione per la fotografia e le riprese video.

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Mostra fotografica san Francesco e il Sultano Malik al-Kȃmil

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

ASSISI (PERUGIA), – Si terrà venerdì 24 maggio alle 9.30 nella Sala Dono Doni del Sacro Convento di Assisi l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata all’ottavo centenario dell’incontro a Damietta tra san Francesco e il Sultano Malik al-Kȃmil. Un percorso iconografico, con oltre cinquanta immagini, che parte dalle primissime rappresentazioni dell’incontro negli affreschi e nelle miniature medievali per arrivare alle proposte di artisti contemporanei come Marco Rupnik.Il percorso espositivo è commentato dallo storico Franco Cardini e dalle testimonianze del direttore del CEFID (Centro Francescano Internazionale per il Dialogo), padre Silvestro Bejan, e dal presidente del Co.Re.Is. (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Yahya Pallavicini. Saranno questi ultimi due ad intervenire in occasione dell’inaugurazione.L’evento, che ricorda il coraggio e l’importanza del dialogo tra Cristianesimo ed Islam, sarà l’occasione per ammirare, nel Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco, alcuni manoscritti medievali della Biblioteca del Sacro Convento contenenti narrazioni dell’incontro con il Sultano. Verranno esposti anche antichi inventari d’archivio che fanno menzione della reliquia del “corno del Sultano” donato al Poverello di Assisi. Grazie alla disponibilità del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna sarà inoltre esposta una rarissima copia della prima edizione a stampa della “Divina commedia”, che nel canto XI del “Paradiso” ricorda con alcuni celebri versi l’incontro tra Malik al-Kȃmil e San Francesco.La mostra, aperta al pubblico fino al 1 settembre, è promossa dal Sacro Convento di san Francesco e dal Centro Francescano Internazionale per il Dialogo dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, in collaborazione con il Co.Re.Is. e l’Archivio fotografico del Sacro Convento. Per maggiori informazioni http://www.sanfrancesco.org (foto mostra francesco e il sultano)

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Mostra fotografica: La Firenze dei russi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Firenze Mercoledì 15 Maggio 2019 ore 17:00 Palazzo Coppini Via del Giglio, 10, Mostra fotografica: La Firenze dei russi di Massimo Agus con la partecipazione dell’autore e la presentazione di Lucia Tonini.
La mostra “Russkaja Florentsija – La Firenze dei Russi” è un itinerario nella città e nei dintorni di Firenze alla ricerca delle tracce delle presenze russe nella città: degli artisti, degli intellettuali, dei viaggiatori, dei mecenati, sia quelli passati per poco tempo a Firenze, sia quelli che la elessero a loro residenza per lunghi periodi.
Le tracce seguite non sono solo quelle materiali fatte di luoghi, targhe, tombe, monumenti, palazzi, ma sono anche quelle frutto di suggestioni poetiche, scritte o dipinte, che vengono interpretate fotograficamente ed rivisitate inserendole nella città di oggi.
Firenze nella sua vocazione internazionale ha da sempre accolto visitatori o residenti provenienti da altri paesi, che di volta in volta l’hanno amata, ammirata, odiata, ma mai restandone indifferenti. Con le sue opere d’arte, gli edifici, la natura circostante, la cultura dei suoi abitanti, Firenze ha sempre avuto un potere di attrazione anche per i russi, che dopo le prime visite meravigliate del quattrocento, l’hanno eletta a meta obbligata dei loro soggiorni nell’Europa occidentale.Dostoevskij, Tchaikovskij, Brodskij, Tarkovskij, la famiglia Demidoff, la chiesa russa ortodossa, i cimiteri per stranieri, sono queste le tappe dell’itinerario attraverso cui ci guidano le fotografie di Massimo Agus, affiancato nelle ricerche storiche da Michail Talalay e Lucia Tonini che hanno curato la parte storica della mostra.
La mostra viene in questa occasione aperta al pubblico dal Museo Fondazione Del Bianco in occasione dei 20 anni di rapporti e scambi culturali con la Russia.La mostra nel tempo ha viaggiato molto e ha avuto un importante successo: è stata portata nel 1999 a San Pietroburgo al Museo Dostoievskij, nel 2000 a Firenze nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi, nel 2011 a Firenze nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi e poi a Mosca nel Museo Storico di Mosca e quindi viene riaperta nel 2019 a Firenze nel Museo Fondazione Del Bianco.In questa occasione la Fondazione ha anche ristampato una piccola tiratura del libro che, nel 1999, venne curato da Lucia Tonini e Maurizio Bossi e lo ha omaggiato ai partecipanti di Artigianato e Palazzo, evento patrocinato dal Movimento Life Beyond Tourism.

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Mostra fotografica Traces of Light

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

Milano venerdì 3 maggio 2019 ore 18.00 Triennale di Milano all’interno del Festival dei Diritti Umani. i due fotografi e Marco Chiesara, Presidente WeWorld Onlus, racconteranno le storie delle donne, degli uomini e dei bambini che vivono nei campi informali nella valle della Bekaa, in Libano, dove WeWorld Onlus è presente con un programma volto a incoraggiare la resilienza e garantire la dignità di tutti, comunità siriane rifugiate e comunità ospitanti libanesi, attraverso progetti che garantiscano l’accesso all’acqua e con attività legate al supporto e alla difesa delle comunità più vulnerabili e delle persone con disabilità. La mostra sarà visibile alla Triennale di Milano fino al 4 maggio.

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Mostra fotografica di Ulderico Tramacere Nylon

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

Milano Red Lab Gallery/Miele, di via Solari 46 dal 7 marzo 2 aprile 2019, mostra fotografica di Ulderico Tramacere Nylon, a cura di Gigliola Foschi.
Nylon, seconda di quattro esposizioni personali unite dal tema “Ascoltare la Terra”, è l’intenso e delicato racconto della fase che precede l’espianto degli ulivi nel Salento per far posto al TAP, il Gasdotto Trans Adriatico che, collegando il Gasdotto Anatolico alla zona di confine tra la Grecia e la Turchia, si snoda per 845 km prima di attraversare il territorio italiano per altri 33 km.Ulderico Tramacere, autore salentino nato a Lecce nel 1975 e intimamente legato alla sua terra, parte da un fatto di cronaca, che ha messo in discussione millenni di cultura e civiltà contadina, per invitare a riflettere su quello che le azioni umane possono provocare a livello ambientale, culturale e sociale.Distanti da una fotografia di racconto giornalistico o documentario, le sue immagini empatiche comunicano il sentimento di un’identità minacciata eppure potente.Nylon non vuole essere una denuncia o un giudizio di valore sul gasdotto, ma un atto di pietas, un gesto d’amore nei confronti degli ulivi del Salento: la ripetitività ritmica degli alberi incappucciati, sculture lignee dalle fattezze umane, e la scelta da parte dell’artista della stampa in bianco e nero, evidenziano il dramma in atto senza enfasi e in modo interrogativo.Insieme ai progetti del 2016 Cellophane (sul dramma dei migranti alla frontiera greco-macedone) e Pluriball (sulle devastazioni del terremoto nell’Italia centrale), Nylon rappresenta il terzo atto della trilogia “Film plastici”, nata con precisi obiettivi etici e con l’intento di riflettere sull’opacità dell’informazione. Gigliola Foschi: “Le sue immagini s’impongono per la loro essenzialità poetica, per la loro capacità metaforica di comunicare il dramma di questi alberi, eradicati dalla terra che li nutriva e trasformati in malati in attesa di spostamento. Basate sulla vicinanza e sulla capacità di “vedere-sentire” tali ulivi come presenze ferite e potenti, le fotografie di Tramacere compongono una sorta di inquietante e affascinante danza macabra; ci fanno avvertire il grido di dolore di una natura sempre più dominata dall’uomo ma, al contempo, ne fanno emergere la forza arcaica”.I racconti fotografici all’interno dell’avvolgente spazio della Red Lab Gallery vengono ulteriormente esaltati grazie a una innovativa modalità di allestimento, il sistema photoSHOWall: moduli-cornice che possono ospitare foto singole originali in tiratura limitata o scomposizioni inedite.In dialogo con le fotografie di Ulderico Tramacere l’artista Daniele Papuli presenta la sua opera Panta Rei realizzata con materiali plastici per imballaggi. (www.danielepapuli.net).
Durante tutte le inaugurazioni delle mostre del ciclo “Ascoltare la Terra”, lo chef Cristiano Bonolo proporrà ricette pensate per incoraggiare uno stile di vita sano e naturale, nel rispetto del Pianeta.Il progetto “Ascoltare la Terra”, dopo le mostre di Bruna Rotunno e Ulderico Tramacere continuerà con Nel buio si cela la luce di Erminio Annunzi (aprile/maggio 2019), e Atlas di Alessandra Baldoni (giugno/luglio 2019).

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Mostra fotografica di Evaristo Fusar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Il Magazzino del Sale Torre di Cervia Inaugurazione sabato 9 febbraio ore 18.00 ospiterà, dal 9 al 24 febbraio 2019, la Mostra fotografica di Evaristo Fusar, “Campioni e dintorni”, una raccolta di un centinaio di fotografie.Immagini scattate nel corso del secolo scorso a personaggi che sono stati grandi interpreti nella loro specialità: sport, pittura, danza, musica, cinema. Immagini apparse sui più importanti settimanali italiani e stranieri.Un’occasione per rivedere questi grandi del ventesimo secolo: Rudolf Nureyev, Grace Kelly, Groucho Marx, Soraya, Muhammad Alì, Pablo Picasso, Manuel Fangio, Walter Bonatti, Primo Carnera.
Orari di apertura della mostra: 9-24 febbraio 2019: tutti i giorni ore 15.30-18.30 / prefestivi e festivi anche 10.30-12.30

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Mostra fotografica: Il Taccuino di Bor di Emanuele Mascioni

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Roma 16 gennaio 2019, ore 19.45 ACCADEMIA D’UNGHERIA IN ROMA Palazzo Falconieri (Via Giulia, 1) Dal 16 al 28 gennaio 2019, (16 gennaio 2019, ore 18.00 Presentazione catalogo 16 gennaio 2019, ore 19.45 Vernissage) l’Accademia d’Ungheria in Roma, in collaborazione con la Biblioteca e Centro Informativo dell’Accademia Ungherese delle Scienze, ospiterà la mostra fotografica Il Taccuino di Bor di Emanuele Mascioni, curata da Antal Babus, Győző Ferencz e Ilari Valbonesi. Il Taccuino di Bor è il titolo della serie fotografica di Emanuele Mascioni realizzata nel 2016 a Bor, cittadina nella Serbia orientale sorta ai margini della grande miniera di rame RTB Bor. Il 20 maggio 1944, il poeta ungherese Miklós Radnóti (1909 – 1944) venne deportato in questa zona mineraria, e all’inizio di novembre dello stesso anno, trucidato con altri ventuno compagni di lavori forzati sulle sponde del fiume Rábca. Durante la riesumazione della fossa comune nei pressi di Abda, insieme a documenti, foto e lettere, venne ritrovato anche un taccuino con le sue ultime liriche, scritte in prigionia, a cui è stato dato il nome Taccuino di Bor (Bori Notesz). Bor è una periferia senza centro, che porta di quella storia il ricordo dell’area concentrazionaria, il grande sbancamento, il socialismo reale, – senza avere avuto la chance di fare di quelle ferite un monumento di qualche interesse. Il racconto di Emanuele Mascioni – per scelta “distillato”, obbliga a passare da un’immagine a un’altra, per approfondire, per cogliere qualcosa d’altro, e che solo dopo molti impossibili ritorni alla fine si rivela in ogni sua fotografia: il decentramento preso come soggetto in sé stesso.Una sezione della mostra sarà dedicata alla storia di Radnóti e del Taccuino, ricostruita grazie ai documenti del lascito di Fanni Radnóti, conservati presso la Biblioteca dell’Accademia delle Scienze di Budapest. A cura di Ilari Valbonesi e la consulenza scientifica di Győző Ferencz e Antal Babus. In occasione dell’apertura della mostra alle ore 18.00 si terrà nella Sala Liszt, al Piano Nobile dell’Accademia d’Ungheria in Roma, la presentazione del catalogo a cura di Ilari Valbonesi e della mostra, con interventi di Antal Babus (MTA), Győző Ferencz (Università degli Studi Eötvös Loránd di Budapest), e il fumettista serbo Aleksandar Zograf. Introdurrà: Prof. István Puskás, direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma. Durante la presentazione Edith Bruck leggerà Miklós Radnóti.Il catalogo costituisce la prima edizione italiana integrale del Taccuino di Bor di Miklós Radnóti tradotto da Edith Bruck. In appendice, 14 tavole sulla storia della prigionia di Miklós Radnóti realizzate dall’illustratore serbo Aleksandar Zograf, che fin dall’inizio del progetto ha instaurato con il fotografo un dialogo artistico a distanza su questa prodigiosa vicenda di valore universale. La mostra organizzata in collaborazione con la Biblioteca e Centro Informativo dell’Accademia Ungherese delle Scienze, e curata da Antal Babus, Győző Ferencz e Ilari Valbonesi, rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2019. Orari: lunedì – venerdì 10.00-17.00

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Mostra Fotografica: “Legami che aiutano a crescere”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Milano Giovedì 29 novembre 2018 dalle ore 18:30 presso Castelli Gourmet in via Cerano 15 a Milano sarà possibile percorrere un itinerario di luoghi ed emozioni con la mostra-evento dal titolo “Legami che aiutano a crescere”: un’esposizione di suggestive immagini che 14 fotografi, fra cui Nicola Allegri, Silvia Badalotti, Uliano Lucas, Sergio Ramazzotti, Fabio Zoratti, hanno donato alla cinquantenaria associazione.Nell’occasione sarà possibile gustare un delizioso aperitivo e scoprire tutte le nuove proposte di CIAI per un Natale solidale, dai prodotti dolciari come il panettone e i biscotti a forma di cuore, ai taccuini e poi le agende e i calendari del 2019. Tanti modi per aiutare CIAI a rendere serena la vita dei più piccoli, garantendo loro attenzione, sostegno, cura, accoglienza, per aiutarli a camminare verso il futuro.

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Mostra Fotografica: “Legami che aiutano a crescere”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Milano Giovedì 29 novembre 2018, dalle ore 18:30 presso Castelli Gourmet in via Cerano 15 a Milano sarà possibile percorrere un itinerario di luoghi ed emozioni con la mostra-evento dal titolo “Legami che aiutano a crescere”: un’esposizione di suggestive immagini che 14 fotografi, fra cui Nicola Allegri, Silvia Badalotti, Uliano Lucas, Sergio Ramazzotti, Fabio Zoratti, hanno donato alla cinquantenaria associazione.Nell’occasione sarà possibile gustare un delizioso aperitivo e scoprire tutte le nuove proposte di CIAI per un Natale solidale, dai prodotti dolciari come il panettone e i biscotti a forma di cuore, ai taccuini e poi le agende e i calendari del 2019. Tanti modi per aiutare CIAI a rendere serena la vita dei più piccoli, garantendo loro attenzione, sostegno, cura, accoglienza, per aiutarli a camminare verso il futuro. Aperitivo e mostra fotografica organizzata da CIAI.

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Mostra fotografica di Massimiliano Camellini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Torino Opening giovedì 17 gennaio, ore 19, (18 gennaio – 17 febbraio 2019) Bookshop Fondazione Sandretto Re Rebaudengo via Modane, 16 mostra fotografica di Massimiliano Camellini Ore 18.00, l’orario è finito. E’ un progetto fotografico realizzato da Camellini all’interno degli spazi dell’ex Cotonificio Leumann di Collegno (Torino) dal 2010 al 2012, e curato da Lorand Hegyi; il lavoro è stato esposto, a partire dalla sua prima presentazione al MIA (Milan Image Art Fair) del 2013, nell’ambito del Festival Fotografico Europeo 2013 presso il Museo del Tessile di Busto Arsizio, all’interno della rassegna Italian Nostalgia presso il Museo della Fotografia di Seoul nel 2014 ed è stato oggetto della mostra “La suite du temps” organizzata dal MAMC – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Saint Etienne nel 2015; il progetto ora finalmente approda a Torino, territorio di partenza di questa ricerca, da un punto di vista iconografico ma anche emotivo e storico. Il luogo all’interno del quale si è sviluppato il lavoro di Massimiliano Camellini è l’antico Cotonificio Leumann di Collegno, in provincia di Torino, al centro dell’innovativo villaggio operaio che l’industriale Napoleone Leumann fece costruire attorno all’opificio tra fine Ottocento e inizio Novecento: un esperimento imprenditoriale illuminato che si faceva carico della riproduzione delle stesse risorse sociali sulle quali la fabbrica incideva.Il progetto fotografico racconta la fine dell’era industriale in Europa, l’epilogo di un sogno basato sull’espansione manifatturiera e il suo welfare e che a suo tempo non aveva fatto i conti con la globalizzazione.Le immagini sono state realizzate dal 2010 al 2012, e raccontano la presenza dei lavoratori che hanno vissuto la fabbrica e che l’hanno lasciata varcando per l’ultima volta quei cancelli nell’aprile del 2007, quanto fu chiusa per sempre. Ogni cosa era stata lasciata al suo posto, quasi a significare che la cessazione dell’attività fosse stata improvvisa. Le immagini ricostruiscono l’ultimo giorno di lavoro, quel momento dove la fine dell’orario lavorativo (18.00) ha coinciso con la fine di un’epoca. http://www.massimilianocamellini.org

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Mostra fotografica “Women in Art. Essenza di donna”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Cagliari Domenica 30 settembre, alle 16.30, inaugura a Cagliari, presso la Sala Mostre temporanee della Cittadella dei Musei di Cagliari, in piazza Arsenale, la mostra fotografica “Women in Art. Essenza di donna”.La mostra sarà visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, sino a sabato 6 ottobre.L’iniziativa è realizzata dall’associazione Artecrazia con il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari e con la collaborazione del giornale on line Artecracy.eu e dell’accademia fotografica Fine Art Studio. Ingresso gratuito. Artisti: Michelangelo Sardo, Cristiana Cappagli, Vincenzo Cara, Francesca Costa, Monica Garau, Giorgia Garzia, Federica Gerardi, Rosa Locci, Katia Marotto, Alessandra Maccioni, Francesca Marrocu, Francesca Mu, Gabriella Pira, Silvia Pranteddu, Paola Ruvioli, Elena Santucci, Angela Secchi.
Il progetto portato avanti dall’associazione Artecrazia nasce dalla volontà di rendere omaggio al ruolo della donna all’interno della storia dell’arte. Questo percorso ha avuto inizio nel 2017 con una conferenza dedicata a Palma Bucarelli e l’ebook “Bunker d’Arte Moderna”, per poi proseguire quest’anno con una serie di eventi di più ampio respiro. Il 2018 ha infatti visto una vera e propria strutturazione di “Women in Art”, rassegna che sulla scia di quanto già fatto l’anno scorso è riuscita ad arricchirsi con nuovi appuntamenti. Grazie al contributo dell’Università di Cagliari sono nate tre iniziative molto diverse tra loro, ma tutte legate da un unico filo conduttore: la donna nell’arte.
La prima di queste ha visto l’esibizione di tre ragazze e un ragazzo provenienti dall’Accademia di Musica di Cracovia: Isabel Rico Repiso, Ida Nystad, Agostina Meloni e Magnus Wenzel. I quattro musicisti si sono cimentati in un concerto di pianoforte nell’elegantissima sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari, dove attraverso la musica hanno saputo raccontare le loro esperienze formative all’estero e i legami che queste hanno contribuito a creare.
Il secondo appuntamento di “Women in Art” ha invece coinvolto Simona Campus, docente di Museologia dell’Università di Cagliari e Direttrice artistica dell’EXMA. Grazie al coinvolgente racconto della prof.ssa Campus i presenti hanno potuto apprezzare la storia di Peggy Guggenheim, donna straordinariamente importante per l’arte del Novecento, collezionista e icona glamour di un intero secolo. L’aula Coroneo della Cittadella dei Musei è stata quindi il teatro di un’avvincente viaggio attraverso i salotti e i musei che hanno visto protagonista questa eccezionale donna capace di unire la sua sconfinata fantasia alle grandi capacità manageriali degne della famiglia Guggenheim. L’ultimo appuntamento della rassegna è la mostra fotografica “Essenza di donna”.

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Arriva a Roma la mostra fotografica “Exodos

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Roma Giovedì 7 giugno verrà inaugurata a Roma la diciannovesima tappa della mostra fotografica “Exodos – rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione” organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) e il sostegno di Open Society Foundations.L’inaugurazione si terrà alle ore 18:30 presso Città dell’Altra Economia (Largo Dino Frisullo). Interverranno Laura Boldrini, ex presidente della Camera e ora deputata, Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, Alessandra Troncarelli, assessora alle Politiche Sociali Regione Lazio, Roberto Zaccaria, presidente del Consiglio italiano per i Rifugiati. Saranno presenti alcuni dei fotografi che hanno raccontato la fuga e la fatica dei migranti nel tentativo di integrarsi in terre straniere. Per l’occasione, Dari Tjupa, apolide, porterà la sua testimonianza. In tutto saranno esposte 48 fotografie scattate sulla rotte migratorie verso l’Europa, saranno proiettati un video della web serie “Passaggi” e i cortometraggi “SandSings” – sul tema dei minori non accompagnati che arrivano nel nostro Paese – e “Una storia invisibile” sul fenomeno dell’apolidia, realizzati dal regista Hermes Mangialardo.

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Mostra fotografica Hungrian Cubes

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

Roma Venerdì 18 maggio p.v. alle ore 19.30 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica HUNGARIAN CUBES, la baracca più allegra del blocco sovietico, di Katharina Roters e József Szolnoki, a cura di Tamás Torma. La mostra organizzata dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con la Galleria ACB di Budapest resterà aperta fino al 15 giugno p.v. Si tratta degli scatti della fotografa, artista visiva tedesco-ungherese Katharina Roters che ha deciso di realizzare un progetto fotografico su un fenomeno piuttosto interessante dell’architettura ungherese del XX secolo, ovvero sulle case unifamiliari e standardizzate sorte nei sobborghi di Budapest e delle periferie di numerose cittadine nell’Ungheria comunista del dopoguerra, soprannominate “Kádár kocka” (Cubi di Kádár), dal nome del leader comunista János Kádár, al potere in Ungheria tra il 1956 e il 1988.
La Roters attraverso i suoi scatti è riuscita a spogliare degli dettagli eccedenti (ringhiere, recinzioni, antene, segnali stradal, linee elettriche) le case che aveva fotografo, consentendo allo spettatore di concentrarsi sulle decorazioni ornamentali delle facciate e di vedere come esse siano state un’opportunità per i proprietari delle stesse per l’individualismo e una forma di protesta nei confronti della conformità del sistema comunista.
Parallelamente alla mostra fotografica di cui sopra, sul Piano Nobile dell’Accademia d’Ungheria in Roma verrà inaugurata anche un’altra mostra, quella delle opere pervenute all’omonimo concorso e workshop “Hungarian Cubes” organizzati in collaborazione con Sapienza, l’Università di Roma.
Io non mi vedo fotografa bensì pittrice. Anche da queste foto si percepisce che il colore all’epoca ebbe un ruolo piuttosto importante. Anche gli elementi decorativi erano favorevoli poiché la loro estetica prevedeva l’uso di colori tipici della Pop art. Quindi colori semplici, vivaci. Le foto realizzate con tecnica analogica in seguito ai lavori digitali di finissage – quindi l’eliminazione degli elementi ridonanti (quali fili elettrici, antenne e piante) – divennero dei simboli nitidi. Ciascuna foto è frontale. Quindi non si tratta di spazi, forme o volumi architettonici. La tipologia dei portait d’edifici esteticamente astratti ha reso possibile la raffigurazione del punto centrale delle facciate.(Katharina Roters, fotografa)

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Mostra fotografica “Pantelleria: il Rumore del Silenzio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2018

San Felice del Benaco (BS) 19 maggio 2018 presso la Fondazione Cominelli mostra fotografica “Pantelleria: il Rumore del Silenzio”, a cura di Dario Pace. (La mostra, con ingresso libero, proseguirà fino al 17 giugno ed è visitabile nei giorni di sabato e domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30)
Il Rumore del Silenzio si snoda in un percorso di oltre 60 opere a colori e in bianco e nero, che utilizzano tecniche di stampa ispirate al mondo dell’arte per poter trasmettere le intense emozioni dell’isola, come se si venisse avvolti dalla sua intensità.
Le immagini spingono nel profondo di questo paesaggio silente, incastonato nel suo meraviglioso mare blu verde e sembrano volerne fissare l’anima. Il progetto è quello di trasmettere queste emozioni, di far assaporare in qualche modo i profumi, far condividere i silenzi, e godere di tutte le sfumature dei suoi colori.” Gli autori, oltre agli stessi curatori, sono Anna Huerta, Grazia Cucci, Guido Santini e Adrian Hamilton.

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Mostra fotografica: “SI RIAccendono i colori della pace”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

Beppe con Emanuela TittocchiaBeppeRoma. E’ stata inaugurata a Roma la mostra fotografica “SI RIAccendodo i colori della pace” di Beppe Convertini presso il Doria Center a Palazzo Doria Pamphili. La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio per poi far tappa a Milano e Padova. Alla mostra erano presenti numerosi esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura, amici di Beppe. In primo luogo il Presidente di Terre des Hommes International Raffaele K. Salinari, Fondazione promotrice della mostra e poi: Guillermo Mariotto, il maestro Gianni Mazza, Manila Nazzaro, Fanny Cadeo, Elisabetta Pellini, Alma Manera, Janet De Nardis, Nadia Bengala, Amedeo Goria, Cinzia Malvini, Roberta Beta, Rossella Izzo, Stefano Dominella, e tanti altri. Un racconto fotografico della missione umanitaria che Convertini, testimonial della Fondazione, ha compiuto, questa estate, nel centro profughi siriano a Zarqa al confine Giordano Siriano.
Attraverso gli scatti fotografici i racconti impressi in un’immagine di migliaia di bambini, ognuno a testimoniare la propria storia. Tanti i temi affrontati e impressi in quelle immagini: l’educazione, beppe con G.Mariottol’istruzione, l’assistenza sanitaria e le attività ludiche. Grande attenzione al problema delle spose bambine, sempre più attuale e diffuso per cui sono costrette a diventare spose,e poi mamme,in età precoce, subendo così dei disturbi psico fisici irreparabili.
“Una grande dignità e compostezza – spiega Beppe Convertini – nel racconto di ogni memoria vissuta seppur nel dolore. Nel dramma sono stato rapito dalla gioia e dalla tenerezza dei più piccoli che mi hanno regalato con i loro sorrisi dei momenti indimenticabili più di quello che io ho potuto fare per loro. Il mio tempo l’ho dedicato ad aiutare gli uomini e gli straordinari volontari e cooperanti a caricare e scaricare aiuti e a costruire dei rifugi che li possa riparare dal gelo e dalle intemperie dell’inverno perché nelle tende ovviamente senza acqua, luce e riscaldamento è durissima sopravvivere. Ma soprattutto l’ho dedicato a loro, i bambini”.
“I gesti dicevano più di mille parole – continua nel racconto Beppe Convertini – alcune volte è bastato davvero uno sguardo o una carezza per sentirsi parte di loro. Ero emozionato quando facevano a gara per stringermi la mano o per darmi un bacio, in quel momento pensi di aver perso del tempo nella tua vita dietro alla futile quotidianità”. (foto: beppe con G.Mariotto, beppe, Beppe con Emanuela Tittocchia)

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Mostra fotografica: I bolscevichi al potere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

rivoluzione ottobre1Milano dall’11 novembre 2017 al 10 marzo 2018, La Casa di Vetro via Luisa Sanfelice, 3 mostra “I Bolscevichi al Potere. 1917 – 1940: dalla Russia rivoluzionaria al terrore staliniano”, con ca. 60 immagini storiche provenienti da agenzie internazionali distribuite in Italia da AGF – Agenzia Giornalistica Fotografica, racconta dalla caduta dello Zar alla Rivoluzione d’Ottobre, dalla guerra civile alla nascita dell’Unione Sovietica, dalla morte di Lenin al terrore staliniano e all’assassinio di Trotsky. La mostra fa parte del progetto History & Photography (www.history-and-photography.com), che ha per obiettivo raccontare la storia con la fotografia (e la storia della fotografia) al grande pubblico e ai più giovani valorizzando gli archivi storico fotografici con esposizioni e fotoproiezioni. Alle scuole sono proposte visite guidate, fotoproiezioni dal vivo e l’innovativa possibilità di usare in classe le immagini della mostra per fare lezione tramite connessione web.
La rivoluzione russa è stata tante rivoluzioni insieme, cominciate nel marzo (febbraio secondo il calendario giuliano) del 1917 e finite con quella più famosa nel novembre (ottobre secondo il calendario giuliano) dello stesso anno quando i bolscevichi guidati da Lenin, Trotsky e Stalin presero d’assalto il Palazzo d’Inverno a Pietroburgo, sede del governo provvisorio repubblicano in attesa che le imminenti elezioni insediassero la convenzione che avrebbe dovuto creare le basi istituzionali del nuovo stato repubblicano. A guidare il governo una coalizione interclassista – usando le categorie di Marx – di forze liberali, laiche, socialiste, populiste e radicali di centro-sinistra espressione della nascente società civile all’interno dell’impero zarista. Attori e protagonisti della caduta dello Zar, i partiti democratici e riformisti che ottennero le sue dimissioni e la fine dell’autocrazia non ebbero l’intelligenza, l’abilità politica e la forza caratteriale per fare fronte alla montante aggressività del partito bolscevico e dei suoi alleati, i socialisti rivoluzionari di sinistra, che approfittarono della loro mancanza di determinazione per prendere il potere con un colpo di mano militare. A supporto della rivoluzione comunista c’erano una parte di operai e contadini in nome dei quali il marxismo avrebbe dovuto trionfare per cambiare il mondo e renderlo un nuovo paradiso in terra. Ma le cose andarono subito diversamente. Le elezioni furono fatte e vennero perse dai bolscevichi (presero circa il 24% dei voti). La convenzione di conseguenza non iniziò mai ma in compenso cominciò subito la repressione. Una volta sconfitte le forze riformiste – democratiche e quelle reazionarie, piegati e dispersi i ceti nobiliari e borghesi, paradossalmente furono proprio gli operai e i contadini a diventare ben presto i più acerrimi nemici del nuovo potere e i suoi più strenui antagonisti. La storia dei successivi 20 anni è quella di una lunghissima e ferocissima guerra civile, a volte combattuta con le armi, che intraprese il partito comunista russo per domare e definitivamente soggiogare proprio quegli operai e contadini che avevano creduto nelle promesse del marxismo e dei suoi carismatici rappresentanti rivoluzionari.
rivoluzione ottobreLa fotografia ritrae e racconta la realtà ormai da quasi due secoli. È partendo da questo presupposto che nasce History &Photography (www.history-and-photography.com), un progetto che si pone tre obiettivi principali. Il primo è quello di realizzare e promuovere esposizioni che raccontino la storia contemporanea con la fotografia (e la storia della fotografia), esaltando sia la funzione narrativa e documentale delle immagini che il loro valore estetico. Il secondo è quello di riscoprire e rendere fruibili al grande pubblico i tantissimi archivi fotografici storici – sia italiani che stranieri, sia di fotografi che di enti pubblici e privati – che rimangono spesso sconosciuti o frequentati solo dagli addetti ai lavori. Il terzo è quello di supportare digitalmente l’insegnamento in scuole e università con foto-proiezioni di immagini storiche sia dal vivo che tramite connessione web (direttamente in classe durante le lezioni), offrendo a studenti e professori lo strumento della fotografia, e il punto di vista del fotoreportage in particolare, per approfondire la storia delle società contemporanee.
Il curatore è Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) un giornalista, un consulente e un curatore di iniziative con la fotografia. È infatti specializzato nella valorizzazione e promozione di archivi di fotografi, agenzie, case editrici, musei, aziende. In curriculum ha alcuni volumi fotografici e decine di mostre realizzate con enti pubblici e privati. È stato co-ideatore e co-curatore delle prime tre edizioni di Memorandum – Festival della Fotografia Storica di Torino e Biella, curatore della sezione rivoluzione ottobre2fotografica del festival Urbana di Biella e ideatore, curatore e co-produttore di All you need is photography! Unlimited Edition Photo Festival di Milano. Da qualche anno con il progetto History & Photography, realizzato in partnership con Eff&Ci – Facciamo Cose, racconta la storia della fotografia e del mondo contemporaneo sia al grande pubblico che ai ragazzi delle scuole con mostre e foto-proiezioni.
Facciamo Cose (www.effeci.facciamocose.com) fornisce servizi a chi opera nella cultura e nel sociale come enti pubblici e associazioni e propone agli artisti dal semplice supporto alle loro esigenze espositive fino alla progettazione, cura, allestimento, esposizione e promozione delle loro mostre. Nel corso di questi anni ha organizzato presso La Casa di Vetro di Milano diverse iniziative espositive – personali e collettive di fotografia, pittura e scultura. Nell’ambito del progetto History & Photography ha prodotto numerose mostre di fotografia storica.
Apertura al pubblico: Dall’11 novembre 2017 al 10 marzo 2018 ore 15.30 / 19.30 Interruzione natalizia:
24 dicembre – 7 gennaio Giorni e orari: Da lunedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 Ultimo ingresso alle 19:00 Giovedì dalle 15:30 alle 18:00 Ultimo ingresso alle 17:30 Domenica chiuso Ingresso: € 5,00. (foto: rivoluzione d’ottobre)

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Manifestazione: “Tra passati”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

Roma 9 maggio p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) ”TRA PASSATI”, è il nome della serie di manifestazioni con cui l’Accademia d’Ungheria in Roma intende discutere l’impossibità della rappresentazione del passato. L’iniziativa prende spunti dal film ”Il figlio di Saul” di László Nemes Jeles, nel quale il suddetto tema viene affrontato sotto un’ottica radicalmente nuova. Il programma prevede:
ore 18.00 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma,si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica ”Face About” /Ritratti degli attori del film ”Il figlio di Saul”, proveniente dalla collezione della Mai Manó Ház (La Casa dei Fotografi Ungheresi) di Budapest. La mostra ideata da László Nemes Jeles e Mátyás Erdély presenta n.31 ritratti a colore realizzati dalla fotografa Ildikó Hermann, scattati sul set del film; tre fotografie provenienti dal Museo statale di Auschwitz – Birkenau ed una ricostruzione dei testi scritti a mano sul muro dai prigionieri e membri del Sonderkommando di Auschwitz. L’esposizione resterà aperta fino al 14 maggio p.v.
ore 19.30 presso la Sala Liszt verrà proiettato il film ”Il figlio di Saul” di László Nemes Jeles che ha vinto tutti i premi più importanti dell’arte cinematografica, tra cui il Premio Oscar 2016 come miglior film straniero. La proiezione, in presenza del direttore della fotografia e dei produttori del film, si svolgerà in lingua italiana.
Prima della proiezione, alle ore 19.00 presso la Sala Liszt, gli interessati potranno partecipare ad un incontro con gli autori del film, tra cui il direttore della fotografia, Mátyás Erdély ed i produttori, Gábor Rajna e Gábor Sípos.

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Mostra fotografica “Scatta la notizia”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

scatta-la-notiziaSan Giovanni a Teduccio. Inaugurata stamattina la mostra fotografica “Scatta la notizia” presso l’Istituto Rosario Livatino seconda tappa del progetto fotografico e sociale per giovani studenti che ha tutte le carte in regola per andare ancora più lontano.Stamattina, nella gremita sala dell’Istituto Livatino, a presentare la mostra c’erano il Sottosegretario alla Difesa on.le Gioacchino Alfano, l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, l’Assessore alle Politiche Giovanili Alessandra Clemente per citare solo i rappresentanti istituzionali che sono intervenuti per dare il loro personale appoggio a un progetto che sta assumendo le sembianze di una vera e propria opera comunitaria, espressione della sinergia di un territorio che esce dai suoi confini, che raggiunge le sale degli alti palazzi ma rimane sempre concreto, legato alla realtà quella di una periferia che si riscopre protagonista attraverso i propri giovani, che se ben motivati si appassionano, riscoprono o scoprono il proprio vicino, il proprio territorio fatto di attività sconosciute, di sguardi di solidarietà, di inaspettato cameratismo.Gli interventi delle autorità tutti nella stessa direzione: una gara per accaparrarsi la mostra perché la sua prossima location sia un palazzo di esposizioni nel centro di Napoli o una foresteria romana. Insomma un lavoro con valore artistico che porta in sé un senso civile forte, un messaggio: quello di restituire attraverso gli scatti il degrado non velato ma vero di una strada, di uno sguardo, di un quartiere, ecco che il messaggio vuole essere condiviso e in ogni location possibile perché raggiunga un pubblico più vasto possibile.Annunciata l’esposizione della mostra presso il Palazzo Vescovile di Ascoli Piceno per portare un segno di vicinanza, di conforto ai ragazzi delle zone colpite dal terremoto, “sono i ragazzi di San Giovanni a Teduccio che vanno in aiuto dei ragazzi delle zone terremotate” queste le parole di Enrico Stefanelli, Direttore Artistico di Photolux nel comunicare della tappa che vedrà l’esposizione uscire dai confini della regione nei mesi estivi.Il progetto, Programma di Responsabilità Sociale sul fotogiornalismo, organizzato da Photolux e Neapolis Art e realizzato grazie al supporto di Canon, ha unito il percorso formativo di avviamento alla fotografia alla scatta-la-notizia1possibilità di raccontare la realtà di una periferia tra le meno felici della città di Napoli, scorgendovi anche il bello e soprattutto trasformandosi in qualcosa di concreto: una vera e propria mostra fotografica.I ragazzi sono stati guidati nel percorso formativo dal maestro Pietro Masturzo, vincitore del prestigioso premio World Press Photo of the Year nel 2010, appassionante il suo intervento “dopo questa esperienza amo ancora di più il mio lavoro, la spinta costante è di poter assistere a un cambiamento attraverso le proprie foto, a volte presunzione molto spesso disillusione. Ma con questo lavoro ho davvero visto il cambiamento. Ho dato pochissimo rispetto a quanto ho ricevuto da questi ragazzi”.Ospite d’onore della presentazione Tony Gentile, di un “grido di speranza” parla il fotografo delle stragi di mafia, quello stesso ritrovato nelle parole dei giovani fotografi. Gli scatti sono tanti gridi di speranza, di riscatto che ogni periferia lancia, che ogni periferia ha il diritto di poter trasmettere attraverso un canale ed ecco la fotografia diventa il tramite dell’espressione di un’anima.Ritratti nelle fotografie esposte scorci di vita ordinaria, che spesso passano inosservati: il mercato, un murales, un campetto di calcio, i pescatori. Le foto di Alessio, Ciro, Emanuele, Davide, Eduardo, Francesca, Giorgia, Giusy, Ivan, Luca, Mariarosa, Martina, Mattia, Michele, Rosalba, Sabrina e Sabatino trasmettono una storia che interpreta la realtà che li circonda con le sue contraddizioni e i suoi vizi. L’istituto superiore nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli, ha dato spazio alla voglia di raccontare per insegnare a usare la macchina fotografica e scoprire il linguaggio universale delle immagini. Un’opportunità per far conoscere il mondo dell’informazione sia come forma di espressione, che come possibile sbocco professionale per il futuro. (foto: scatta la notizia)

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Mostra fotografica per gli “80 anni del Centro Sperimentale di Cinematografia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

carlo-verdoneRoma Centro Sperimentale di Cinematografia (Scuola Nazionale di Cinema) via Tuscolana, 1520 Lunedì 10 Ottobre 1965 – 1975 Sala Delux h. 15.30 Il canto d’amore di Alfred Prufrock di Nico D’Alessandria (1967, 20′) L’imperatore di Roma di Nico D’Alessandria (1988, 89′) Sala Delux h. 17.30 Un sacco bello di Carlo Verdone (1980, 96′) h. 20.00 Per l’occasione Carlo Verdone (ex allievo del CSC) insieme al presidente del CSC Stefano Rulli e alla preside Caterina d’Amico inaugureranno la mostra fotografica che accompagna questo lungo viaggio attraverso la storia della Scuola e del cinema italiano.L’iniziativa ha avuto inizio il 19 settembre scorso e si concluderà lunedì 28 novembre. Un lungo percorso diviso in decenni dove ogni appuntamento è accompagnato dall’incontro con gli ex allievi che raccontano il loro Centro Sperimentale di Cinematografia, ricostruendo tasselli di quel mosaico che è la storia del nostro cinema attraverso anche le immagini che loro stessi hanno realizzato negli anni della Scuola. Questa mostra costituita da circa 250 fotografie propone i primi frammenti di un ipotetico album fotografico degli allievi della sede romana di via Tuscolana, ritratti – quando possibile – all’interno delle mura del CSC o comunque quando sono stati allievi. A fianco del nome con il quale si sono iscritti (non di rado diverso dal nome d’arte con il quale sono diventati noti al pubblico) è specificato il corso che hanno frequentato e l’anno in cui hanno iniziato gli studi, che non sempre si sono conclusi con il conseguimento del diploma. La scelta degli allievi è totalmente arbitraria e non pretende di essere rappresentativa della miriade di professionisti usciti dalla scuola: vuole soltanto rievocare attraverso i loro volti più o meno famosi le aspettative le energie e i primi passi di cui il Centro Sperimentale è stato testimone.
h. 21.00 Fuori Campo di Peter Del Monte (1969, 81’)alla Casa del Cinema, nell’ambito dell’iniziativa “80 anni del Centro Sperimentale di Cinematografia (e non sentirli)”. La mostra è curata di Caterina d’Amico Progetto grafico di Alberto Guerri Allestimento di Carlo Rescigno Realizzato da Scenografica s.r.l. e la collaborazione di:Alessandro Andreini, Monica Bernardi, Lorena Canulli, Marina Cipriani, Adriano De Santis, Enrico Di Addario, Cristina Di Nunzio, Gian Paolo Falso, Fiammetta Lionti, Ennio Lucciola, Luca Pallanch. (foto: carlo verdone)

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Mostra fotografica “Visions of Venice”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

visions-of-venicevisions-of-venice1Milano 13 ottobre / 13 novembre 2016 Fondazione Stelline Corso Magenta, 61. È in esposizione dal 13 ottobre al 13 novembre 2016 alla Fondazione Stelline di Milano la mostra fotografica “Visions of Venice”, primo capitolo di “Impressions of the World”, il decennale progetto di Roberto Polillo ispirato ai pittori viaggiatori dell’800 che ha per obiettivo la ricerca del Genius Loci di città e paesi del mondo. Un’avventura artistica e spirituale che finora lo ha portato in Marocco, India, Sud Est Asiatico, America Centrale, New Mexico, Miami, Islanda e Italia.Tratta dal libro omonimo edito da Skira, presentata in anteprima ai Tre Oci di Venezia lo scorso inverno, la mostra è curata da Alessandro Luigi Perna ed è introdotta da un testo di Denis Curti. A comporre l’esposizione circa 75 immagini (dal piccolo al grandissimo formato) e una serie di citazioni dedicate a Venezia scelte dalle opere di alcuni degli scrittori più famosi che hanno parlato della città.
Il progetto “Impressions of the World” è tutto realizzato in ICM – Intentional Camera Movement, una tecnica di ripresa ancora poco conosciuta ma di grandi potenzialità artistiche che impone di realizzare le immagini tenendo tempi di ripresa lunghi e muovendo la macchina fotografica durante lo scatto. Il perfezionamento delle immagini avviene poi in postproduzione, fase di elaborazione fondamentale perché permette di declinarle secondo la cifra stilistica di ciascun autore. A ispirare culturalmente ed esteticamente Roberto Polillo è la fotografia pittorica delle origini, la pittura orientalista dell’800 e poi i grandi movimenti artistici della pittura moderna e contemporanea rappresentati da autori come Delacroix, Matisse, Renoir, Van Gogh, Turner, De Chirico. Ma per quanti riferimenti ci siano nelle sue immagini alle loro opere, Roberto Polillo riesce a creare per sé e per il suo pubblico un suggestivo universo artistico ed estetico del tutto originale e autonomo. Giorni e orari: Martedì – Domenica 10.00 – 20.00 Chiuso il lunedì (foto: Visions of Venice)

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