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UNICEF su bambini di Mosul e della regione

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

iraq-mosul-jpgDichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa: “Il momento peggiore delle violenze a Mosul può essere terminato, ma per troppi bambini a Mosul e nella regione, continua una sofferenza estrema. Continuano ad essere trovati bambini in stato di shock, alcuni tra i detriti o nascosti nei tunnel di Mosul. Alcuni bambini hanno perso le loro famiglie mentre fuggivano per salvarsi. Le famiglie sono state costrette ad abbandonare i loro bambini, che ora vivono nella paura, soli. Molti bambini sono stati costretti a combattere e alcuni a compiere atti di violenza estrema.
Questi sono tempi terribili per troppi bambini in Iraq e in altri paesi colpiti dal conflitto nella regione. La violenza ei conflitti stanno mettendo a rischio la vita e il futuri di quasi 27 milioni di bambini.Nella città nord-orientale di Ar-Raqqa in Siria, la violenza si è ulteriormente intensificata nelle ultime settimane, con i bambini che vengono ripetutamente attaccati. Tra 30.000 e 50.000 civili continuano ad essere intrappolati nella città, mentre continua una terribile violenza attorno a loro. Le famiglie hanno parlato di condizioni orribili e pericolose, con cecchini, mine e ordigni di guerra inesplosi.Questi bambini sono stati arrestati, abusati e stigmatizzati per le affiliazioni percepite, mentre rimangono alte le tensioni all’interno e tra le comunità. Questi bambini che sono soli hanno bisogno del nostro supporto per trovare le loro famiglie, essere riuniti e essere accuditi con protezione e assistenza, indipendentemente dall’origine o dall’affiliazione della loro famiglia. Come per qualsiasi altro bambino nel mondo, hanno il diritto di essere salvaguardati, anche attraverso la documentazione legale. I bambini sono bambini! Ora è il momento di agire. Come possiamo costruire un futuro più stabile e prospero per tutti, mentre i bambini sono esposti a tali orrori e vengono trattati in questo modo?”

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Iraq: appello per proteggere i bambini intrappolati a Mosul ovest

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

iraq-mosul-jpg“Migliaia di bambini continuano ad essere intrappolati in una violenza implacabile nei quartieri della Città Vecchia di Mosul Ovest, visto che i combattimenti si sono fortemente intensificati nelle ultime ore.
I bambini stanno affrontando diverse minacce alla loro vita; alcuni sono bloccati dai combattimenti e si nascondono nei seminterrati, timorosi di un prossimo attacco; altri che cercano di fuggire rischiano di essere colpiti o feriti. Ci sono notizie di centinaia di civili che sono già stati uccisi e utilizzati come scudi umani.
I ragazzi e le ragazze che sono riusciti a fuggire mostrano segni di moderata malnutrizione e portano con loro ferite psicosociali dovute al conflitto, come conseguenza di ciò che hanno passato.
La difficile situazione di questi bambini e la loro sopravvivenza devono rimanere una priorità assoluta ora, nelle settimane e nei mesi successivi.
L’UNICEF ribadisce la sua richiesta a tutte le parti in conflitto di proteggere i bambini in ogni momento. I bambini devono essere tenuti fuori dai pericoli”.

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Nuova offensiva a Mosul: accogliere le persone in fuga rimane prioritario

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

iraq-mosul-jpgMosul. Mentre nuove operazioni militari sono in corso a Mosul, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), sta allestendo nuovi campi per accogliere le persone in fuga a seguito dei nuovi scontri.
Si stima che potrebbero esserci fino a 250.000 persone in fuga. A partire dal 17 ottobre sono fuggite quasi 217.000 persone, di cui circa 160.000 sono ancora sfollate. Altre sono tornate nelle loro case, nelle zone appena liberate. Ma la situazione resta incerta e pericolosa per tutti coloro che sono ancora intrappolati o colpiti dai combattimenti.
Attualmente, l’UNHCR ha aperto otto campi, mentre uno è in costruzione. L’Agenzia prevede di iniziare l’allestimento di un ulteriore campo presso un altro sito (Hamam Al Alil), a sud di Mosul. Al momento vi sono posti disponibili per altre 12.700 persone in tre campi allestiti a est di Mosul (Hasansham U3, Khazer M1 e M2). Ulteriori 1.000 lotti di terreno verranno annessi al campo Khazer M2. C’è inoltre disponibilità per 14.400 persone nel nuovo campo dell’UNHCR a Chamakor, dove 500 tende sono state già installate.
Il Governo iracheno ha deciso, inizialmente, di trasferire gli sfollati della zona ovest di Mosul nei campi a est, in attesa che venga ampliata la capacità dei campi a sud. Il supporto dell’UNHCR è stato chiesto anche per un nuovo sito governativo presso Hamam Al-Alil, 20 km a sud di Mosul. Si prevede che molti di coloro che fuggiranno da Mosul ovest si recheranno al sito di Hamam Al-Alil a piedi. Questo sito accoglierà fino a 60.000 persone e uno dei campi sarà costruito dall’UNHCR. Un altro, costruito dal governo e con una capacità di 24.000 persone, sarà supportato dall’UNHCR.
Con l’esodo previsto di circa un quarto di milione di persone, sarà impossibile accogliere numeri tanto alti nei siti esistenti. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha individuato altri terreni che potrebbero essere utilizzati come campi di accoglienza allorché il fronte dei combattimenti si sposterà.
Intanto, secondo diverse fonti e testimonianze, le condizioni di vita nei quartieri densamente popolati a ovest della città stanno peggiorando, e, pertanto, cresce la preoccupazione per la sicurezza dei civili. Alimenti, acqua potabile, carburante e medicine scarseggiano. La metà dei negozi di alimentari ha chiuso e la maggior parte della popolazione ha accesso esclusivamente ad acqua non potabile. I prezzi degli alimenti sono alle stelle e secondo alcune fonti, le famiglie bruciano mobili, vestiario e plastica per riscaldarsi. Le condizioni peggioreranno ulteriormente se i civili non potranno fuggire.
Durante i combattimenti per la presa della zona est di Mosul, è stata data priorità alla protezione dei civili nelle operazioni militari e l’UNHCR confida che tale principio continuerà ad essere sostenuto. Tuttavia, la nuova offensiva sarà diversa. I quartieri occidentali della città, caratterizzati da tanti vicoli stretti, sono densamente popolati, e gli scontri avverranno per le strade. I gruppi armati hanno costruito una rete di tunnel.
L’insicurezza e i recenti attacchi suicidi a Mosul est hanno portato alcune famiglie, precedentemente tornate nelle proprie case, a fare ritorno nei campi in cerca di protezione.

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I deputati europei sostengono l’operazione per la liberazione di Mosul

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

mosulBruxelles. In una risoluzione approvata giovedì, i deputati hanno sostenuto l’operazione avviata dall’Iraq per liberare Mosul dall’ISIS/Daesh, invitando le autorità irachene a compiere ogni sforzo per proteggere i civili, gli ospedali e le scuole. Le atrocità e i genocidi ad opera di Daesh nei confronti dei cristiani, degli yazidi e di altre minoranze etniche e religiose dovrebbero essere portati all’attenzione della Corte penale internazionale.Nel testo della risoluzione, approvata con 488 voti a favore, 11 contrari e 128 astensioni, i deputati sostengono l’operazione avviata dall’Iraq e supportata dalla Coalizione globale anti-ISIS/Daesh e dalle forze Peshmerga del governo regionale curdo, per la liberazione di Mosul da Daesh, che ha sottoposto dal 2014 la città ad un regime draconiano.
I deputati sono profondamente preoccupati dalle “continue segnalazioni che denunciano l’uso, da parte dell’ISIS/Daesh, di bambini, anziani, donne e persone vulnerabili come scudi” e condannano la violenza estrema diffusasi su tutto l’Iraq. Nel testo, si afferma inoltre che Daesh sta commettendo un genocidio nei confronti dei cristiani, degli yazidi e di altre minoranze, e si invitano gli Stati membri dell’UE a esercitare pressioni in vista di un deferimento alla Corte penale internazionale. Poiché a Mosul oltre 1,5 milioni di persone sono a rischio imminente di sfollamento, le autorità irachene devono adottare misure concrete per proteggere i civili e prendere tutte le precauzioni possibili per evitare vittime civili e violazioni dei diritti umani durante l’offensiva. Si esortano tutte le parti del conflitto ad aprire corridoi umanitari, a garantire assistenza e a istituire un meccanismo di monitoraggio da parte di terzi nel quadro delle Nazioni Unite.
L’UE ha finora fornito 134 milioni di euro in aiuti umanitari all’Iraq, dei quali 50 milioni di euro destinati a Mosul. Nel testo, si invitano gli Stati membri ad “adoperarsi maggiormente per la stabilizzazione delle zone liberate”.Poiché il nord dell’Iraq ha una storia di diversità etnico-religiosa, i deputati chiedono alla comunità internazionale di sostenere un assetto post-bellico sostenibile e inclusivo e una provincia autonoma comprendente la piana di Ninive, Sinjar e Tal Afar.

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Iraq: l’UNHCR si prepara ad un esodo di massa da Mosul

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2016

iraq-MMAP-mdIn Iraq con le operazioni militari che si stanno concentrando in direzione di Mosul potrebbero drammaticamente peggiorare gli esodi forzati della popolazione. Negli ultimi mesi, circa 213.000 persone hanno abbandonato le loro case in diverse parti del paese: 48.000 persone dalla zona di Mosul, 87.000 dalla regione di Falluja, e 78.000 da Shirqat, Qayyara e dalle aree circostanti.
Mosul è la seconda città più grande dell’Iraq e l’impatto umanitario di un’offensiva militare potrebbe essere enorme e coinvolgere fino a 1.2 milioni di persone. In questo contesto di grande crisi, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta facendo il possibile per costruire nuovi campi per ospitare le persone e alleviare le loro sofferenze, ma è necessario che siano presto disponibili altri terreni e ulteriori finanziamenti per costruire i campi.L’Iraq rappresenta già una delle più grandi situazioni di sfollamento interno a livello mondiale. Circa 3.380.000 persone hanno lasciato le loro case dal gennaio 2014, e molte famiglie sono state costrette a spostarsi all’interno del paese più di una volta in cerca di un luogo sicuro.In un conflitto così volatile, in rapida evoluzione e complesso, l’UNHCR continua a fare appello affinché venga garantita la libertà di movimento dei civili. Ciò è particolarmente importante quando si tratta di persone in fuga da aree di conflitto. Deve essere fatto tutto il possibile per garantire sicurezza e dignità alla popolazione colpita.L’UNHCR fornisce sostegno umanitario, tra cui alloggi, kit di soccorso e servizi di protezione, come, ad esempio, l’assistenza legale per le famiglie sfollate. Con il rapido evolversi della situazione a Mosul, l’Agenzia sta ampliando i propri sforzi per essere in grado di assistere centinaia di migliaia di persone.Nel contesto di una risposta inter-agenzia alla crisi in corso, sono stati elaborati piani di emergenza per fornire assistenza e alloggi ad un numero massimo di 120.000 persone in fuga dal conflitto a Mosul e nelle zone circostanti. In tutta la regione una serie di campi sono in fase di espansione o di allestimento, mentre si stanno valutando altre opzioni per garantire ripari e alloggi.
A Debaga, nel Governatorato di Erbil, sono stati completati due campi tra luglio ed agosto per dare ospitalità agli sfollati iracheni fuggiti dai villaggi ad est del Tigri. Visto l’alto numero di nuovi arrivi giornalieri, l’UNHCR ha in programma la costruzione di un altro campo ed è in attesa che le autorità locali mettano a disposizione dei terreni. Debaga è cresciuta di quasi dieci volte nel giro di pochi mesi – passando dai 3.500 sfollati accolti a marzo in un singolo campo alle oltre 34.000 persone accolte ad oggi in varie aree.
A nord di Mosul, sono quasi terminati i lavori di costruzione del sito di Zelekan, nel distretto di Sheikhan, con una capacità di 1.200 tende. Sono inoltre in corso i lavori per l’allestimento di un campo con una capacità di 3.000 tende presso Amalla, nel distretto di Telafar, a nord-ovest di Mosul.A Kirkuk, l’UNHCR sta costruendo un nuovo campo nel distretto di Daquq, con una capacità di 1.000 tende e sta ampliando la capacità d’accoglienza dei campi di Nazrawa e Laylan, ora completamente pieni. Sono in corso i lavori per allestire un campo di 1.000 tende a Salah al-Din, presso Tal al-Seebat.L’UNHCR sta inoltre valutando e individuando altri siti in tutto l’Iraq settentrionale, in stretta collaborazione con le autorità.
Complessivamente, l’UNHCR sta cercando di allestire campi in sei aree in tutto l’Iraq settentrionale, tali progressi dipendono tuttavia sia dalla disponibilità di terreni che dai finanziamenti. Al 2 agosto, l’appello generale dell’UNHCR, con cui si chiedono 584 milioni di dollari per far fronte ai bisogni di sfollati interni e rifugiati iracheni nella regione, è stato finanziato solo al 38 per cento.La ricerca di aree disponibili per la costruzione di nuovi campi è ormai diventata una questione critica. I terreni vengono individuati e forniti dalle autorità locali e la loro idoneità viene valutata dall’UNHCR, da altre agenzie delle Nazioni Unite e dai partner nel settore umanitario. Tuttavia ci sono diversi problemi. Molti proprietari non sono disposti concedere in affitto i propri terreni; altre aree non sono adatte a causa della loro topografia, della loro vicinanza al fronte o alle operazioni militari, per il rischio che vi siano ordigni inesplosi o mine, oppure perché situate in zone in cui l’arrivo degli sfollati potrebbe portare a tensioni etniche, settarie, religiose o tribali.L’UNHCR è responsabile della protezione, degli alloggi, della distribuzione di beni non alimentari e del coordinamento e gestione complessiva dei campi. L’Agenzia ha attualmente scorte di emergenza di tende ed altri generi di soccorso per 20.000 famiglie nel paese.

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