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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘motivazioni’

Poliziotti golpisti?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

Polizia di Stato officer school

Image via Wikipedia

E’ quanto paventa un giornale nazionale riprendendo la provocazione contenuta in un comunicato del sindacato Coisp della polizia dove, nel criticare gli smodati privilegi della casta dei politici, si leggeva la frase “viene voglia di venire sotto Palazzo Madama e Montecitorio, magari il giorno di ferragosto, e spararvici all’interno i nuovi lacrimogeni in dotazione…” (il seguente riferimento allo “sgombero” di un buon ristorante non lasciava dubbi circa il tenore dell’affermazione!), è stata bollata come progetto di golpe o minaccia, generando una reazione a catena che ha indotto anche altri organi di informazione ad occuparsi in vario modo dell’annosa e seria faccenda. “C’è da restare a bocca aperta – aggiunge Maccari -, ma in Italia ha più seguito semplicemente chi la spara più grossa! Parliamo e scriviamo seriamente di questioni importanti tutti i giorni, argomentando con motivazioni fondate ed equilibrate le critiche severe e durissime che rivolgiamo ai nostri politici e governanti, e quasi mai la cosa suscita le giuste e sacrosante discussioni. Decidiamo di fare la prova con piccolo e malcelato fuoco d’artificio e, dopo solo un mese, qualcuno ci scopre come i sovversivi più pericolosi d’Italia. E’ davvero troppo prevedibile come passo falso da parte dei nostri detrattori. Il Coisp oramai da tempo si è fatto conoscere bene da tutti come un interlocutore serio e coscienzioso, libero ed indipendente, responsabile ed equilibrato. Il confronto con la politica e con altre realtà della vita pubblica e sociale italiana ci vede sempre più spesso coinvolti, e le nostre iniziative, anche clamorose ma sempre estremamente rispettose delle regole di cui noi Poliziotti siamo i garanti, ci hanno portato al centro della ribalta nazionale. E davvero dovremmo meravigliarci, adesso, che qualcuno tenti di farci passare come i brutti e cattivi della situazione, come quelli che vogliono sovvertire l’ordine democratico, come quelli di cui avere paura? Suvvia… siamo seri”. “La riflessione che invece si impone – afferma ancora il Segretario del Coisp -, specialmente alla luce del nostro piccolo esperimento, è un’altra: ma veramente qualcuno pensa che siamo tutti senza cervello? Non può essere altrimenti, perché solo se gli italiani vengono ritenuti un popolo di senza cervello si può pensare che nessuno si accorga del fatto che non suscitano altrettanto scandalo, tanto quanto un’ironica e lapalissiana esagerazione di un Sindacato di Polizia, le esternazioni serissime di ben altri esponenti delle Istituzioni italiane. A partire dal vilipendio alla bandiera in cui si esibisce un Europarlamentare della Lega, che vuole usare il tricolore per difendere il balcone dalla cacca dei piccioni, passando per un Ministro che apostrofa i Poliziotti Servitori dello Stato come ‘panzoni’ e buona parte dei cittadini italiani meno fortunati come “la parte peggiore del Paese”, e poi attraverso la diffamazione e la calunnia da parte di un Parlamentare nei confronti di un intero Corpo giudiziario accusato di collusioni con la mafia, fino al tripudio di un Presidente del Consiglio che, evviva evviva, apostrofa l’Italia come Paese di merda! Che poesia, che stile! Questi sono solo alcuni degli esempi possibili che avremmo potuto fare, esempi di semplici dichiarazioni, perché volutamente tralasciamo, in questa sede, i fatti concludenti con i quali ci viene dimostrato tutti i giorni che degli uomini e delle donne della Polizia di Stato non importa proprio nulla a chi di dovere. Esempi che però – conclude Maccari -, già bastano per dire che in realtà, a ben vedere, da cotanti maestri noi piccoli sovversivi di provincia abbiamo solo da imparare, e che se l’informazione vuole veramente preoccuparsi delle insidie che corre questo Paese e del baratro in cui rischiamo di sprofondare definitivamente senza possibilità di risalire, allora deve guardare decisamente da un’altra parte. Perché gli idioti che scrivono sono quelli che si ispirano a ben altri modelli, modelli di civiltà, di senso dell’onore e del dovere, di coraggio e di spirito di sacrificio, modelli che per l’enormità del loro valore, troppo spesso sono stati spazzati via, magari da tonnellate di tritolo. Gli idioti che scrivono sono quelli che ancora, nonostante tutto, scendono nelle strade a prendersi pallottole nel petto nel peggiore dei casi e bottigliate in faccia nel migliore, per tenere in piedi questa nostra democrazia”.

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Salta la riforma P.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2011

<<La cosiddetta riforma Brunetta della P.A. – dice Silvestre Bertolini, nominato presidente di Confedir-Mit a dicembre 2010 – era sbagliata nei toni e nelle motivazioni (i fannulloni), ma per lo più giusta negli obiettivi. Voleva, infatti, rimettere al centro dell’attività di questa importantissima macchina statale il merito. Ridare così slancio ad un’organizzazione demotivata e impossibilitata a “darsi una mossa”. Purtroppo adesso dopo tanto rumore resta il nulla. Anzi, peggio. Oggi tutta la P.A. tutti i suoi dipendenti, in primis i suoi dirigenti, sono umiliati e scoraggiati. Privi di uno strumento vitale per ridare entusiasmo e produttività: il merito e la possibilità di misurarlo e premiarlo. E il danno lo condividiamo con tutti i cittadini, i nostri clienti, visto che vengono meno le condizioni per migliorare il servizio, per diventare veramente un motore dello sviluppo.
Quindi, oltre al danno anche la beffa. Abbiamo subito sbeffeggiamenti e offese, ma almeno speravamo di poter finalmente avere gli strumenti per guardare avanti con fiducia, per ridare motivazione, efficienza e efficacia alla nostra macchina. Per riprenderci l’orgoglio e la capacità di dimostrare che non siamo, tutti i dipendenti della P.A., “fannulloni”. Per avere finalmente noi dirigenti gli strumenti indispensabili per far funzionare qualsiasi organizzazione: deleghe, potere decisionale e libertà di premiare il merito, per legare il lavoro di tutti alla capacità di raggiungere i risultati.
Il settore privato si lamenta giustamente di troppa burocrazia, di tantissimi lacci e lacciuoli illogici e surreali che bloccano la sua capacità di intraprendere e creare valore.  Ma avete un’idea delle condizioni nelle quali si trova a lavorare il settore pubblico? Avete un’idea di cosa voglia dire essere privi di autonomia, schiavi dello spoil system che ogni cinque anni, in Italia ben più spesso, propone un azzeramento di quanto costruito in precedenza, che nega qualsiasi continuità, non lascia alcuna autonomia ai dirigenti, che costringe ogni volta a ricominciare da capo, spesso con direttive ancor più vessatorie delle precedenti.
La P.A. è la macchina dello Stato al servizio dei cittadini e delle imprese, ma di fatto è impossibilitata a servirli come dovrebbe e vorrebbe perché è in “balia” della politica.”
Silvestre Bertolini – dirigente associato a Manageritalia da oltre 20 anni, dove oggi opera nel consiglio direttivo dell’Associazione lombarda – è stato eletto presidente di Confedir-Mit dalla Giunta il 9 dicembre 2010. 56 anni palermitano, ma ormai milanese d’adozione, è Amministratore delegato del Gruppo GFK. Laureato in Economia e Sociologia, master alla Columbia Business Schooll di New York, ha iniziato la sua carriera come manager nel gruppo alimentare Alivar per passare poi a Fratelli Branca Distillerie e entrare nel 1991 in GFK. Ha fatto crescere il gruppo GFK e ha gestito la recente integrazione con Eurisko e oggi opera con responsabilità a livello mondiale.
Confedir-Mit (Confederazione dirigenti pubblici e manager del terziario) è il punto d’unione dei manager ed in generale delle alte professionalità del settore terziario pubblico e privato e porta una forte innovazione nel panorama della rappresentanza del management italiano.

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Efficienza delle forze del lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

Essere maggiormente reattivi nei confronti dei clienti: è questa, con il 37% dei voti, l’esigenza principale che spinge le aziende ad adottare una soluzione di Unified Communications (UC) che permetta all’impresa di gestire, come fossero una cosa sola, i molteplici punti di contatto di un’azienda, dai telefoni fissi a quelli mobili, dai sistemi di messaggistica vocale e di videoconferenza a e-mail, sms, social media. Nella classifica delle motivazioni più pressanti, seguono, al secondo posto, il bisogno di gestire la forza vendite dislocata sul territorio (27%); e al terzo e quarto posto, con lo stesso numero di preferenze, la necessità  di avere un ritmo di lavoro sostenuto e continuo (25%) e il bisogno di ridurre i costi di viaggio. Le strategie messe in opera per rispondere alle precedenti esigenze, vedono in testa alla classifica, con il 38%, l’aumento della collaborazione tra la forza lavoro, seguito da una maggiore reattività nei confronti dei clienti (34%), da una riduzione della “latenza” (tempi morti, assenza di risposta) a causa della comunicazione frammentata (25%) e, con il 23%, dall’ottimizzazione dei processi di business.Chi implementa una corretta soluzione di Unified Communications è in grado di migliorare del 34% i tempi di risposta ai clienti, di incrementare del 31% il lavoro di squadra e di aumentare del 58% l’efficienza della forza lavoro. Questo è quanto emerge dall’indagine realizzata da Aberdeen Group per Siemens Enterprise Communications .
L’indagine è stata svolta per conto di Siemens Enterprise Communications da Aberdeen Group su un campione eterogeneo di 184 aziende internazionali, di piccole, medie e grandi dimensioni, appartenenti sia al settore pubblico che a quello privato. Le aziende sono state classificate come “Best in Class” (le migliori), “Industry Average” (quelle che hanno ottenuto risultati medi) o “laggard” (le ultime della classe) in base ai seguenti parametri: riduzione dei tempi di risposta al cliente, incremento della collaborazione fra team e aumento dell’efficienza operativa.

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Ganzer condannato ma resta al suo posto

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

“Le gravissime motivazioni della sentenza di condanna a 14 anni di reclusione e della interdizione perpetua dai pubblici uffici pronunciata dai giudici dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano a carico del generale dei carabinieri Giampaolo Ganzer, ancora al comando dei ROS, non dovrebbero più lasciare alcun margine di discrezionalità al Ministro della difesa La Russa che già dallo scorso 12 luglio avrebbe dovuto adottare quei necessari  provvedimenti che le norme dell’ordinamento militare gli impongono in casi del genere.”  – Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) – “Ora il generale Ganzer dovrebbe essere obbligatoriamente sospeso dal servizio – prosegue Comellini –  in applicazione di quanto è previsto espressamente dal Codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo 66/2010), come avviene regolarmente per ogni altro militare rinviato a giudizio o condannato anche per fatti di minore gravità e non interdetto dai pubblici uffici. È auspicabile che il Ministro della Difesa si attivi immediatamente per dare all’Arma dei carabinieri un nuovo comandante dei ROS, a meno di non voler ammettere l’uso di pesi e misure differenti adottati in base al grado rivestito dal militare condannato. Sulla questione – conclude – lo scorso 14 luglio abbiamo presentato una interrogazione (4-08009) a firma del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, che ancora attende una risposta da parte del Ministro della difesa che non può essere rimandata ulteriormente.”

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Maternità e paternità sono pari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Dichiarazione della senatrice dei Radicali, Donatella Poretti Per la prima volta nella legge italiana si e’ equiparata la paternita’ alla maternita’. Sappiamo, infatti, come i congedi parentali siano poco utilizzati sia per questioni culturali, ma anche perche’ difficili da ottenere con tempistiche burocratiche che spesso non coincidono con i tempi naturali e in alcuni casi imprevedibili del parto e della gestione dei figli. Un emendamento nella legge sulla riforma forense, oggi approvato dall’aula del Senato, ha scritto nero su bianco che paternita’ e maternita’ possono essere entrambi buone motivazioni per interrompere il tirocinio e non venire sospesi dal registro dei praticanti avvocati. Mentre in Europa si va verso normative sempre più stringenti in questa direzione, mentre esempi pratici arrivano da Oltremanica con il primo ministro britannico Cameron prende un congedo di paternita’, l’Italia oggi ha fatto un piccolo atto di principio importante: i figli non hanno solo delle donne che si assentano dal lavoro quando divengono madri ma anche degli uomini che divengono padri.

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Dimissioni comites

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

Nella riunione del 18 ottobre 2010 i sei membri del Comites di Miami, su mozione presentata dal presidente Dott. Cesare Sassi ed assecondata dalla Dott.ssa Ilaria Belloni, hanno deciso con voto all’unanimità di rassegnare irrevocabilmente le proprie dimissioni. Le medesime avranno decorrenza dal 31/12/2010 al fine di concludere le attività programmate fino alla fine del presente anno. Le motivazioni delle dimissioni sono le seguenti:
1) I membri del Comites considerano esaurito il mandato quinquennale, ancorché prorogato per legge da oltre un anno e mezzo ed il loro impegno verso gli elettori.
2) La ridotta disponibilità dei fondi ministeriali per la gestione del Comitato e la rigidità nell’uso delle scarse risorse assegnate.
3) Lo status di pubblico ufficiale attribuito ai membri del Comites nell’esercizio di alcune attività istituzionali li espone a possibili procedimenti giudiziari.
4) L’impossibilità per il Comites di sostenere le spese legali per la difesa in caso di procedimenti giudiziari avviati contro il comitato.

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Battaglie Aduc per libertà espressione

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Comunicato Aduc: “Una sentenza della Cassazione (35511/2010) conferma le battaglie che da diversi anni stiamo conducendo anche nelle aule giudiziarie: un sito web non può essere equiparato ad un giornale stampato, per cui il direttore responsabile non è responsabile dei contenuti dello stesso. Una sentenza che è simile ad un’altra del 2008 che riguardava direttamente e che per prima ha tracciato un solco in una materia totalmente vergine ed arbitrio di sentenze spesso contraddittorie fra esse. Le motivazioni di queste sentenze sono quelle contro cui su cui si basano tutti i tentativi delle varie aziende che ci portano in tribunale per censurare chi nei forum sul nostro sito mette in discussione la loro politica commerciale. Cioè non si limitano a chiederci di eventualmente rimuovere affermazioni che loro ritengono diffamatorie, ma quando non li accontentiamo ci chiamano in giudizio come corresponsabili dei presunti diffamatori, anonimi o meno che siano. Un metodo che se avesse successo significherebbe la morte delle discussioni in Internet: la paura che il solo fatto di mettere in discussione qualcuno possa essere motivo per essere trascinati in giudizio, allontanerebbe i navigatori dai forum di discussione e, soprattutto, scoraggerebbe i gestori dei siti web nel mettere spazi di discussione a disposizione dei propri navigatori. A questo punto, per evitare anche di dover occupare i giudici su materie che ormai sembrano gia’ orientate in un certo senso, crediamo che dovrebbe intervenire il legislatore per porre punti precisi di riferimento. http://avvertenze.aduc.it/censura/

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Nuova disciplina dell’equo compenso

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

A parole, il Governo dichiara di voler sostenere la domanda, nei fatti introduce una nuova tassa sui consumi, pagata dai consumatori finali, ma che potrebbe portare ad una contrazione delle vendite a tutto svantaggio dell’industria di settore. In sostanza, quanto recentemente approvato a livello nazionale in tema di armonizzazione tra diritto d’autore e diritto del consumatore, risulta in palese contraddizione sia con la normativa Comunitaria in tema di aiuti di Stato, sia sotto il profilo del diritto amministrativo nazionale, in quanto lesivo della riserva di legge in materia tributaria. A trarne vantaggio, unicamente le casse della SIAE, che senza alcuno sforzo si vedono nella condizione di poter duplicare i propri introiti.Con queste motivazioni, 7 Associazioni dei Consumatori iscritte al Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti (Adiconsum, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) bocciano senza appello il decreto Bondi sull’equo compenso, con il quale è stato esteso il prelievo da parte della SIAE di una quota di prezzo destinato a remunerare gli autori per la copia privata, a tutti i dispositivi dotati di memoria (telefoni cellulari, hard disk, decoder, etc.). Tradotto, ne aumenterà il relativo costo: di circa 4€ per una semplice pen drive, anche di 30€ per alcuni hard disk. E di questi tempi, a risentirne potrebbero essere i volumi di vendita.  L’equo compenso – si legge nella nota congiunta delle Associazioni – rappresenta un’eredità di una cultura che fa ormai fatica ad adattarsi ad un contesto socio-economico e tecnologico cambiato, nel quale non solo molti consumatori utilizzano le nuove tecnologie, ma le stesse tecnologie digitali hanno dato vita a forme innovative di interazione sociale, rimettendo in discussione le logiche tradizionali della democrazia, della produzione e della rappresentanza.Oltre che di merito, le critiche delle Associazioni dei Consumatori attengono anche al metodo con il quale si è giunto alla nuova disciplina, lamentando l’assenza di rappresentanti dei consumatori all’interno della Comitato permanente sul diritto d’autore cui è stato affidato il compito di rivedere la materia. Per queste ragioni i Consumatori denunciano l’illegittimità del Decreto Bondi recante “Determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi”, e plaudono alla decisione del commissario europeo alla concorrenza Joaquìn Almunia, che ha annunciato di aver aperto un’indagine.

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Sciopero Cgil

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

12/3/2010 sciopero nazionale Gcil.  “La mobilitazione della Cgil è l’ennesimo segnale che il Paese reale – quello della gente che lavora, dei pensionati e dei disoccupati – lancia ad un governo capace di affrontare la crisi solo con i proclami, senza una strategia politica economica adeguata a superare la recessione e agganciare la ripresa. Per questo aderirò alla manifestazione, di cui condivido in pieno lo spirito e le motivazioni”. Queste le parole di Susanna Cenni, deputata del Pd che annuncia il suo sostegno alla mobilitazione nazionale della Cgil. “Il governo – aggiunge Cenni – è completamente fuori rotta riguardo alla strada che dovrebbe portare il Paese fuori dalla crisi: nonostante gli annunci, nessun incentivo è arrivato alle imprese, i diritti dei lavoratori diminuiscono a fronte di una maggiore precarizzazione del lavoro e nessuna riforma degli ammortizzatori sociali è all’orizzonte. Al contrario, si blocca l’estensione della cassa integrazione e si torna a mettere in discussione l’articolo 18. Come se non bastasse, sul fronte fiscale la lotta all’evasione è stata ridotta, mentre i capitali provenienti dall’estero condonati. Un quadro preoccupante, aggravato dal sistematico attacco alle regole democratiche che il centrodestra mette in atto quotidianamente”. Mi auguro che i tentativi di intervento per il prolungamento della cassa integrazione in atto in questi giorni in commissione lavoro, sui quali c’è stato un primo stop da parte del Ministro, possano invece trovare attuazione in Aula con un pronunciamento ampio e bipartisan. Il lavoro, la precarietà, la possibilità di tornare a credere nella possibilità di costruire progetti di vita, di famiglia, di serenità: queste sono le difficoltà nel Paese, infinitamente lontane dai pasticci vergognosi su liste e leggi ad personam”.

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Smog e blocco auto

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Per la prossima domenica 28 febbraio sono molte le città in cui, per combattere lo smog, è previsto il blocco del traffico. Ogni Sindaco ha una sua motivazione. Il top è quella del primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi: “anche se non serve a niente”. L’importante è esserci? Sembra proprio di si’, visto che abbiamo un passato glorioso di blocchi del traffico che non sono serviti a niente… e l’abitudine permane. Di domenica, poi, con il traffico drasticamente ridotto rispetto a qualunque altro giorno della settimana, la decisione, dal punto di vista ambientale, e’ ancora piu’ sintomatica per dimostrare -se ancora ce ne fosse bisogno- che non serve a nulla. Sarà, come dice il ministro Ignazio La Russa, che e’ un’indicazione culturale… se lo dice lui, che guida il dicastero  della Difesa. Sembra quasi che che ci sia un virus, quello del fare, che si stia diffondendo a macchia d’olio. Visto che e’ lo stesso virus che in questi giorni ci viene sempre ricordato come caratteristica di certe azioni del Governo, siamo preoccupati. Il virus del fare e’ quello di una Protezione Civile che, per civilmente proteggerci meglio, lo fa in ogni ambito anche se non si tratta di terremoti e disastri.. Il virus del fare dei nostri Sindaci contro lo smog sembra avere le medesime caratteristiche, ma i Sindaci non hanno i soldi della Protezione Civile e costruiscono poco e, pur sottraendo la percentuale che va alle mazzette, lo fanno anche male: come quel tram fiorentino che ci ha messo dieci anni e costi moltiplicati per comparire su un binario di pochi chilometri che, per esempio in una citta’ come Milano, servirebbe ad un settore marginale di una estrema periferia. Che fare? Come abbiamo reagito al virus dell’influenza A: non sentire ciò che dicono le autorita’, rispettarle facendogli ‘marameò e non arricchendo le casse comunali con infrazioni, ma facendo tesoro delle loro incapacità e del nostro innato senso di sopravvivenza. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Garibaldi a capo d’Orlando

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

U Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” presa contezza della sentenza emessa dal TAR di Catania, senza voler entrare nel merito delle motivazioni addotte, nel caso specifico, dall’organismo giudiziario torna a porre, la questione che è e resta politica, storiografica, culturale che è alla base della decisione del Primo Cittadino di Capo d’Orlando e che il deliberato del TAR, comunque appellabile, non sminuisce né smonta. Per questo motivo gli Indipendentisti Progressisti Messinesi che si riconoscono nelle posizioni du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” sono e restano convinti dell’intrinseca bontà di una scelta che ha avuto e ha ancora il merito di avere offerto attenzione al tema della riscoperta e condivisione della memoria storica negata, sin qui, al Popolo e alla Nazione Siciliana.  Gli Indipendentisti du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” restano, inoltre convinti, che,  Nel breve termine,  sarà possibile, nelle sedi dovute, fare in modo di riconoscere la giusta ispirazione che guidò la decisione del Sindaco Paladino e della sua maggioranza consiliare.  “Cogliamo tuttavia l’occasione – affermano i responsabili del Comitato – per  dire che la Battaglia per la memoria, l’identità e il futuro della Nazione Siciliana non si è limitata né fermata a Capo d’Orlando, ma semmai forte delle scelte coraggiose  maturate a Capo d’Orlando prosegue in tutto l’Arcipelago Siciliano, come appunto fanno quotidianamente i militanti e le militanti du F.N.S.”

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Violenza alle donne: Giornata internazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2009

In occasione della celebrazione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre), le Associazioni nazionali che si riconoscono nello scopo del contrasto alla violenza di genere e nella sensibilizzazione di tutti verso questo tema, si sono date appuntamento a Roma, come ogni anno, per ricordare le milioni di vittime di abusi e maltrattamenti in tutto il mondo. “Vogliamo ricordare questo appuntamento, fondamentale per tutte le donne, e per la difesa dei diritti umani. Noi siamo contro ogni violenza e per questo la rete del sociale della Destra parteciperà numerosa. E’ importante anche sapere perché si è riconosciuto il 25 novembre come data, anche se a Roma si celebrerà il 28. Ecco un breve cenno storico: ricordando la motivazione della data onoriamo anche tre donne vittime di violenza atroce. Infatti proprio il 25 novembre del 1960 furono uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana: Patria Mercedes , Minerva Argentina e Antonia María Teresa Mirabal sono state tre sorelle dominicane che si opposero alla dittatura di Rafael Leonidas Trujillo il quale decise la loro crudele morte (furono portate in una piantagione di canna da zucchero, bastonate e strangolate). In Italia questa giornata è celebrata dai centri antiviolenza e Case delle donne,solo dal 2005; siamo quindi al IV anno di questa manifestazione. Nel nostro Paese una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo i dati dell’Istat, sono 6 milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Tre milioni di donne hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata. Ai danni di mogli e fidanzate i reati più gravi: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. E’ bene sottolineare come gli autori siano degli sconosciuti una volta su quattro: ad ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner (spesso gli autori sono anche zii e padri) il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Vogliamo anche ricordare che la violenza a cui sono sottoposte le donne non è ovviamente solo quella fisica: “la violenza sulle donne è anche quando in ufficio ti dicono “se volevi fare la mamma, allora te ne stavi a casa”, oppure quando ad un colloquio di lavoro ti chiedono se hai figli e in caso positivo storcono il naso il più delle volte.” (Cristiana Zarneri)

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Tra proroghe e riforme virtuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

Scrive Antonella Manotti Direttore de’ Il Nuovo Giornale dei Militari nel suo editoriale che riproduciamo in sintesi: “La nostra riflessione sulla recente decisione assunta in sede di Consiglio dei Ministri, di concedere un  anno di proroga ai delegati in carica della Rappresentanza Militare, non ha nulla di “personale”.  Non è nello stile del nostro giornale infatti, alimentare polemiche strumentali nei confronti di persone  o soggetti investiti di ruoli istituzionali, mentre riteniamo più corretto, spostare il ragionamento su un piano squisitamente politico.  Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che è concesso un allungamento al mandato rappresentativo. Le motivazioni sono per lo più le stesse…Se, al superamento dei trent’anni dal varo della legge 382/78, siamo ancora alla concessione delle proroghe, ciò significa che si deve percorrere ancora un lungo e tortuoso cammino per arrivare al traguardo di una  democrazia compiuta che riconosca al personale  militare il diritto a forme di tutela più adeguate.  Del resto, lo stanco dibattito parlamentare e la ritualità delle audizioni con i Cocer, dimostra il “distacco” e l’arretratezza di certe scelte legislative che limitano  il dibattito sul diritto di tutela del personale militare, a formule assai generiche e fumose. Soprattutto alla luce dei problemi sorti dopo anni di mazzate, tagli e ridimensionamenti, di un modello di Difesa che stenta a decollare, di precarietà, di ambienti di lavoro fortemente gerarchizzati, di incertezze previdenziali, di sofferenza economica…  Nel nostro Paese il Parlamento è il grande ammalato delle nostre Istituzioni. Non è più  il “luogo – officina” delle leggi discusse ed approfondite, bensì di leggi governative per lo più scritte sotto dettatura; una produzione legislativa sempre più pressata  dai decreti urgenti da approvare. Ogni giorno il bollettino parlamentare registra una emergenza… L’urgenza è il pane quotidiano  di cui si nutre la politica. Oppure c’è la politica degli annunci mediatici: tantissimi. Si ha l’impressione di vivere in un colossale “show delle riforme” che sembrano vere ma sono virtuali. Le infinite anomalie italiane si intrecciano sempre più strettamente, rischiano di soffocare la democrazia e certamente producono sfiducia crescente da parte dei cittadini elettori che si trovano radicalmente espropriati della possibilità di scegliere i loro rappresentanti.  Poco importa se al personale verrà sottratta la possibilità di esprimersi con il voto per il rinnovo dei Cobar, Coir e Cocer.  Ciò  che conta è “tamponare” con la proroga, l’assenza di coraggio politico”. (Antonella Manotti Direttore de’ Il Nuovo Giornale dei Militari)

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La protesta dei Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Stamani una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera di rifiuto per l’invito di domani in occasione di una presunta festa dei Vigili de Fuoco.  La RdB nelle sue motivazioni nel declinare l’invito alla predetta festa con assegnazione di medaglia d’oro alla bandiera per le emergenze del 1954, ha ribadito che tale invito ha tutta l’apparenza di una   operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale, e di chi governa il paese,  mentre tra le tendopoli dell’Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi “Pompieri”, sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici.   Infatti, i rappresentati sindacali hanno ribadito come giornalmente, si assiste ad una strana anomalia,  mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del Corpo Nazionale,  il Governo continua a tagliarci i fondi.  “Presidente Lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l’Italia agli standard europei”  Per questi motivi al posto di una poltrona al Quirinale domani i rappresentati della RdB manifesteranno nelle più importanti città del paese il loro disagi.

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Canone Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

“Siamo dalla parte del cittadino, con La Destra di Storace, nella battaglia contro il canone Rai. In tempi non sospetti avevamo già rivolto l’invito a non pagare questo balzello feudale per un servizio che di pubblico non ha più nulla se non appunto, il costo. – Lo ha detto il capogruppo alla Regione Lazio della Lista Storace, Vladimiro Rinaldi. – Una provocazione, la nostra, che oggi trova maggiori motivazioni nell’uso, sempre più scorretto e pericoloso, del mezzo televisivo come ostaggio di giochi di potere e logiche di partito che non possono garantire un vero pluralismo dell’informazione.”

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Roma: stampa internazionale plaude alla scelta di Muti

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2009

Grande rilievo sulla stampa internazionale all’accordo raggiunto con il Maestro Riccardo Muti per assumere la direzione dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. La notizia diffusa in via preliminare dalla “Associated Press” è stata ripresa dal “New York Times”, che evidenzia come l’accordo sia stato raggiunto dopo l’incontro a Salisburgo tra il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il direttore d’orchestra, che terrà la direzione anche della Chicago Symphony Orchestra a partire dalla stagione 2010-2011, dopo aver assunto ufficialmente la guida dell’Orchestra del Teatro dell’ Opera di Roma nel Dicembre del 2010.  Proprio sul doppio incarico si sofferma il “Chicago Tribune” che, alla stregua del “Washington Post”, sottolinea le motivazioni della scelta del Sindaco Alemanno come “una necessità della Capitale di alzare il suo profilo musicale perseguendo l’eccellenza, un tentativo che nel caso della lirica ha avuto successo”. Anche l’agenzia di stampa tedesca Apa ha diffuso la notizia precisando che il maestro dirigerà due titoli a stagione più due concerti, dopo un “corteggiamento” delle istituzioni romane durato otto mesi.  Lo precisa una nota del Campidoglio.

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Occhio di turista: le bellezze italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Le bellezze artistiche sono la cosa piu’ conosciuta dell’Italia all’estero ma per i turisti che vengono a visitare il Bel Paese, parmigiano e pasta ci rappresentano meglio del Colosseo e della Torre di Pisa  Ma cosa conoscevano i turisti dell’Italia prima di arrivare nel nostro Paese? La maggioranza (41%) risponde “le bellezze artistiche”, il 36% dice “il cibo/la cucina” e il 32% conosce la nostra Nazione per “il calcio”. Mafia, dolce vita ed altri luoghi comuni sono noti al 27% e a seguire ci sono  “la moda” (19%) e “alcuni attori / film” (15%). Resta pero’ l’enogastronomia il miglior ambasciatore dell’Italia all’estero tanto che alla domanda le piacerebbe imparare a cucinare italiano? solo il 38% risponde di no, adducendo peraltro motivazioni piuttosto legittime come l’eccessiva difficolta’ delle ricette” (43%), la difficolta’ a reperire gli ingredienti giusti nel proprio Paese (28%). Ben il 62% ha invece il rammarico di non rimanere abbastanza tempo in Italia per imparare i segreti della sua cucina. Addirittura c’e’ chi sogna di portarsi a casa, invece dei soliti souvenir per turisti,  il segreto di un piatto della gastronomia italiana. In questo caso il trionfo assoluto si registra per i primi piatti di pasta: la pasta con il ragu’ (63%) precede lasagne e timballi (59%) di un’incollatura, mentre i tortellini in brodo (52%) chiudono il podio. La prima pietanza che non sia a base di pasta e’ al quarto posto con la mozzarella in carrozza (46%), decimo posto per il tiramisu’ (22%) e solo undicesimo per la cotoletta alla milanese (18%).Un successo della cucina italiana che va al di la’ di ogni aspettativa, basti pensare alle risposte alla domanda che e’ stata posta su quali siano secondo loro i “simboli” che meglio identificano la bellezza e la qualita’ dell’Italia. Prima ancora dei classici monumenti che ci vengono invidiati da tutto il mondo, infatti, emergono prodotti e piatti della nostra cucina. Ecco allora che per il 69% degli intervistati il simbolo assoluo della nostra Nazione e’ “il parmigiano” seguito dalla “pasta” (63%). Per trovare la prima opera d’arte bisogna scendere al terzo e quarto posto con il Colosseo (58%), che precede la Torre di Pisa (55%). La pizza (52%) e la mozzarella (48%) precedono la Basilica di S. Pietro (43%) e Piazza San Marco (36%). A chiudere la top ten ci sono gli scavi di Pompei (24%) e il prosciutto (18%) (fonte Guglielmo Iezzi / BocconiTrovato&Partners)

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Progetti all’estero

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2009

Milano 22 giugno 2009, ore 13.45-17.00 Sala Falck, via Chiaravalle 8 Gestione del bosco secco in Ecuador. Filmato a cura di COSV, realizzazione: Luca Campus Coordinare progetti all’estero. Modello di competenze. Quali competenze definiscono questo ruolo di frontiera, tra l’ambasciatore e il direttore lavori? Quali attitudini richiede? Come individuarle nella selezione? Quale il mix ottimale tra formazione teorica e esperienza sul campo? Come motivare e trattenere i migliori? Marco Galbiati, Hay Group Lele Pinardi, COSV, Presidente Ass.ne ONG Lombardia Testimonianza: Maria Cristina Negro, Fondazione Giordano Dell’Amore Ne discutono: Alba Bonetti, Techint* Carla Ricci, Coopi Massimo Zortea, VIS Gianni Vaggi, Master Intern.le Cooperazione allo Sviluppo, Università Pavia Paolo Magri, Ispi Giorgio Fiorentini, Università Bocconi Giuseppe Pitotti, Assoconsult Coordina:  Maria Teresa Scherillo, Fondazione Sodalitas Dibattito, testimonianze, considerazioni conclusive.

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Primo Convegno Alleanza Cristiana Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2009

Si è svolto all’Hotel Palace di Mondello, il Primo Convegno di Alleanza Cristiana Sicilia. Il partito che ha iniziato il suo percorso solamente un anno fa, ha voluto esporre ai cittadini il suo programma e i suoi obbiettivi, ma soprattutto le motivazioni che spingono un nuovissimo partito ad iniziare una scalata per niente facile, e a proporsi come valida alternativa alla politica del Paese. Ad aprire i lavori, Gianclaudio Allegra, segretario regionale di Acs : “Districhiamoci dalle realtà politiche attuali che hanno condotto ad una quasi ingovernabilità del Paese – ha sottolineato Allegra- Diciamo no alla politica utopistica ma portiamo avanti una politica caratterizzata da prospettive, che sfrutta le risorse attuali e non impegnate”. Ad esporre le basi teoriche dell’Ideologia Politica Cristiana è stato Guido Bissanti, Presidente regionale di Acs: “Noi cristiani abbiamo l’obbligo morale di porre le fondamenta per una nuova epoca della Politica – poi paragonando la società alla famiglia spiega – In una buona famiglia esiste una politica di indirizzo che procede dai valori morali fino ai valori monetari. Durante la mattina è stata nominata la dirigenza costituita da professionisti in grado di interfacciarsi in maniera valida con le istituzioni pubbliche. Presidente Dott.Guido Bissanti Segretario Politico (referente Sicilia) Dott. Gianclaudio Allegra Segretario Amministrativo Avv.Carlo Manduca Segretario provincia Trapani Dott. Gioacchino Allotta

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Persone e conoscenze in front-line

Posted by fidest press agency su sabato, 9 Mag 2009

Roma 14 maggio (Piazza S. Croce in Gerusalemme, 10-12), dalle 10.00 alle 13.00.un incontro dedicato alla gestione delle conoscenze per il personale di front-line: il workshop Persone e conoscenze in front-line si svolgerà presso presso la Sala Camino della Domus Sessoriana Partendo dalle riflessioni sui risultati della Ricerca 2008 del Customer Management Forum, saranno evidenziati gli aspetti strategici relativi alla gestione delle informazioni e delle conoscenze nei processi di front-line.  Le persone a contatto con i clienti e cittadini hanno necessità di informazioni corrette, presentate in modo adeguato, in tempi rapidi: da questo dipende buona parte della loro performance e questo influisce significativamente sui livelli di morale e motivazione e sulla modalità complessiva di gestione del contatto. Durante l’incontro saranno presentati i possibili approcci e strumenti, i possibili percorsi di intervento per progettare soluzioni di knowledge management in front-line, anche attraverso casi ed esperienze in vari settori pubblici e privati.  L’incontro sarà moderato dal dott. Maurizio Mesenzani e dalla d.ssa Gloria Sciarra, che animeranno un dibattito tra i presenti. La partecipazione al workshop è gratuita per gli Sponsor della IX Edizione, per gli invitati del CMF e della Fondazione Irso. Per tutti gli altri, la giornata ha un costo di Euro 450,00. Per iscriversi è necessario compilare la scheda d’iscrizione ed inviarla via fax allo 02-48016195.

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