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Posts Tagged ‘motoria’

Sport individuali e attività sportiva svolta individualmente, il governo ribadisce la differenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Maggio 2020

“Lo dicevamo nei giorni scorsi, sebbene possa apparire cervellotico, sport individuale, nell’accezione comune e olimpica del termine, è cosa differente da attività sportiva o motoria svolta individualmente. Lo si poteva evincere dalla distinzione operata dalle lettere g) ed f) dell’articolo 1 del d.p.c.m. 26 aprile 2020. Ora, se così si può dire, arriva la conferma di quella nostra lettura. Una sorta d’interpretazione autentica, tra molte virgolette, visto che si tratta dei chiarimenti forniti dal Governo sul significato di alcune delle norme meno chiare del d.p.c.m. 26 aprile 2020 nonché sui dubbi più ricorrenti. Ecco la FAQ e la relativa risposta. L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della propria abitazione. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti. È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti. Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

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Riabilitazione motoria e sclerosi multipla, i meccanismi del danno e le strategie del recupero

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2016

sclerosi_multiplaBologna Venerdì 19 febbraio, dalle 9.00, presso il Savoia Hotel Regency. Misurare l’efficacia della riabilitazione nei pazienti con sclerosi multipla con vari gradi di disabilità. E’ il tema al centro del convegno Riabilitazione motoria e sclerosi multipla, i meccanismi del danno e le strategie del recupero in programma a Bologna, organizzato da Sergio Stecchi, responsabile della Riabilitazione Sclerosi Multipla dell’ISNB, Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. I maggiori esperti neurologi e neuroriabilitatori, in ambito nazionale e internazionale, faranno il punto sui nuovi approcci, di cura, diagnosi e riabilitazione, tanto più efficaci se tarati sulla complessiva qualità della vita delle persone malate e delle famiglie che se ne prendono cura. La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale. Può manifestarsi con disturbi visivi, fatica, disturbi della sensibilità tattile, che possono associarsi, fino al 70% dei casi, a disturbi cognitivi legati a funzioni quali memoria, attenzione o linguaggio. In Italia, le persone con sclerosi multipla sono circa 63.000 (5.000 in Emilia Romagna con 250 nuovi casi all’anno), in gran parte donne, colpite per cause ancora non note in numero doppio rispetto agli uomini. Negli anni, la ricerca scientifica ha compiuto notevoli progressi riuscendo a individuare terapie capaci di rallentare la progressione della malattia e contrastare i disturbi cognitivi.La Riabilitazione dell’ISNB è punto di riferimento in area metropolitana per la diagnosi e la cura dei pazienti con Sclerosi Multipla e con spasticità, e si caratterizza per gli interventi riabilitativi per mantenere o rafforzare, se possibile, le abilità ancora presenti. Garantisce piani terapeutici personalizzati, per limitare il più possibile lo sviluppo di disabilità e ridurre il ricorso alla ospedalizzazione, grazie ad un team multispecialistico composto da neurologi, fisiatri, fisioterapisti, infermieri, psicologi e logopedisti. Alle attività del team concorrono, in relazione alle necessità di cura e assistenza del paziente, anche specialisti esterni o come psichiatri, neurofisiologi, urologi, oculisti, cardiologi, ginecologi, nutrizionisti, reumatologi.La struttura collabora con le principali realtà italiane e internazionali impegnate nella ricerca sulla Sclerosi Multipla, e partecipa a trial clinici e protocolli operativi per la sperimentazione di farmaci di ultima generazione. Promuove attività di ricerca nell’ambito della rieducazione e della riabilitazione, in sinergia con altre unità operative dell’Azienda USL di Bologna, con l’Università degli Studi di Bologna e con numerose aziende sanitarie italiane. Ospita, inoltre, i tirocini per gli studenti dei corsi di laurea in Fisioterapia e in Scienze Infermieristiche, e per gli specializzandi dei corsi di laurea in Neurologia e Psicologia.Nel 2015 ha seguito 1.300 pazienti, effettuando 4.000 visite ambulatoriali e 24 ricoveri in day hospital. Oltre il 50% dei pazienti proviene da fuori Bologna o da altre Regioni.

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Sclerosi multipla e riabilitazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

sclerosi_multiplaNon bastano tre cicli di poche sedute di riabilitazione, è ora di cambiare: la ricerca dimostra che una riabilitazione costante e personalizzata funziona come una terapia e cambia la storia quotidiana della sclerosi multipla.Unica tra le associazioni di persone con malattie neurologiche, AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ha proposto al Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN) un workshop scientifico centrato sulla «neuro-riabilitazione» che mette al centro «la persona e le cure integrate».Luca Prosperini (Università La Sapienza – Dipartimento Neurologia e Psichiatria Ospedale Sant’Andrea –, Roma), vincitore del Premio Rita Levi Montalcini 2015, ha evidenziato che «in una recente revisione della letteratura scientifica sulla riabilitazione, sono stati individuati 16 studi secondo i quali la riabilitazione motoria e cognitiva innesca un cambiamento funzionale e strutturale della plasticità cerebrale, con una correlazione diretta tra quanto una persona migliora funzionalmente dopo il trattamento e quanto migliora anche la funzionalità e la struttura cerebrale misurata attraverso risonanza magnetica».Proprio l’utilizzo della risonanza magnetica nella ricerca, per cui AISM è stata tra i pionieri in Italia, sta dunque segnando un cambio di paradigma, un salto di qualità nella capacità di misurare effettivamente non solo quanto la riabilitazione consente di migliorare nell’uso di una mano o di una gamba, ma anche il correlato cambiamento che un trattamento può indurre nella plasticità del sistema nervoso centrale e nella capacità di ogni persona, a qualsiasi età e in qualsiasi situazione di disabilità già acquisita, di recuperare i danni prodotti dalla sclerosi multipla.La professoressa Matilde Inglese (Mount Sinai School of Medicine, New York) ha presentato le diverse tecniche con cui la ricerca svolta con risonanza magnetica sta ‘imparando’ ad evidenziare I cambiamenti introdotti dalla riabilitazione. Inglese ha mostrato come «sia soprattutto una riabilitazione attiva, orientata a compiti precisi e ad alta intensità» ad ottenere i migliori risultati.
«Ogni traning riabiliativo – ha spiegato Prosperini – è utile se viene ripetuto con costanza e trova il giusto equilibrio di intensità e fatica: se è troppo facile non serve, se è troppo difficile è frustrante e la persona si ferma. In ogni caso – ha aggiunto – la riabilitazione non fa sconti: ogni persona con SM dovrebbe poter seguire una riabilitazione costante. Come capita a un calciatore che torna da un infortunio e non è immediatamente in grado di ripetere le prestazioni cui era abituato, così, ogni interruzione nel percorso riabilitativo comporta la perdita dei livelli di abilità raggiunti con il trattamento e induce nella funzionalità cerebrale una plasticità mal adattativa che risulta dannosa».La via per una riabilitazione efficace come una vera e propria terapia è dunque tracciata, ma la meta è ancora da conquistare, come hanno riconosciuto all’unanimità i relatori del workshop. Matilde Inglese, in particolare, ha concluso il suo intervento ricordando come « bisogna ancora verificare su studi più ampi, eseguiti con gruppi di controllo, quale sia la durata e l’intensità ottimale di un trattamento; bisogna identificare quali sono i predittori su chi risponderà meglio ai trattamenti ed effettuare nuovi studi in particolare sulle persone con forme progressive di SM, coloro che forse hanno più necessità di interventi riabilitativi adeguati. Infine, sarà importante indagare come la riabilitazione interagisca con i trattamenti farmacologici e con le nuove tecniche di stimolazione cerebrale».Durante il workshop i ricercatori della Fondazione di AISM, Giampaolo Brichetto e Andrea Tacchino, hanno presentato interessanti sviluppi di progetti di ricerca che l’Associazione sta realizzando nel campo del monitoraggio della malattia attraverso le applicazioni mobili come smartphone e tablet (Mobile Healthcare) e nella messa a punto di applicazioni innovative per effettuare a domicilio una riabilitazione cognitiva intensiva, che si calibra progressivamente sulla risposta fornita da ciascuna persona e, dunque, consente di personalizzare ciascun trattamento in vista di una maggiore efficacia.Presentati, infine, da Brichetto alcuni interessanti preliminari ottenuti con il progetto «PROMOPROMS» che, su un campione di circa 800 persone seguite dai Centri riabilitativi AISM, sta individuando un nuovo profilo di indicatori per monitorare, prevedere e trattare in anticipo la progressione della disabilità nella SM, prevenendone il più possibile l’aggravamento.La ricerca in neuro riabilitazione, come sta avvenendo per le terapie farmacologiche, sta dimostrando dunque che la personalizzazione, il corretto monitoraggio, la capacità di anticipare le scelte terapeutiche ed effettuare adeguati esercizi e trattamenti terapeutici neuro riabilitativi il più precocemente possibile possa essere un punto di svolta nella cura della sclerosi multipla.
«Questo simposio – ha concluso Paola Zaratin, Direttore Ricerca Scientifica della Fondazione di AISM – conferma che la ricerca in riabilitazione sta individuando concretamente le evidenze scientifiche che consentono, come vuole l’Agenda della Sclerosi Multipla 2020, di riconoscere «la valenza di cura dell’intervento riabilitativo»e , dunque, di rendere migliore la vita reale delle persone con SM».

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Un ticket contro l’obesità

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

Chi è sovrappeso dovrà pagare un ticket. E’ la proposta provocatoria che è stata lanciata al congresso milanese “La Medicina del Benessere: attualità e prospettive” da Arsenio Veicsteinas, Ordinario di Fisiologia Umana e Direttore del Centro Ricerche Alta Valtellina (CRAV) “Movimento e Benessere” dell’Università degli Studi di Milano. Il professore dà, alle istituzioni, cinque anni di tempo per  organizzare un’educazione sanitaria seria, con promozione dell’attività motoria e la creazione di sedi ove praticare sport per tutti, in particolare per i più giovani. Cinque anni di spiegazioni e pubblicizzazione dell’iniziativa, con suggerimenti da parte del Servizio Sanitario Nazionale, in collaborazione con l’industria alimentare più “illuminata”. I dati parlano chiaro: secondo l’Istat nel 2007 il 41,6% degli italiani non svolgeva alcun tipo di attività fisica e il 37,6% solo attività sportive occasionali. Sommando le due cifre, gli italiani che conducono una vita prevalentemente sedentaria sono il 79,2%. Secondo il ministero della Salute in Italia gli obesi (o comunque chi è sovrappeso) rappresentano circa il 45% della popolazione adulta. Solo a Milano è “grasso” un abitante su tre. Secondo Veicsteinas questa situazione è aggravata dal fatto che i medici di famiglia, per mancanza di formazione o interesse alla prevenzione, non si fanno promotori, in modo adeguato e pressante, di un corretto stile di vita. E i medici sportivi sono pochi e spesso intervengono solo laddove sono necessarie visite per chi pratica l’agonismo. “Invece”, dichiara il professore, “bisognerebbe prescrivere l’esercizio fisico, così come si fa con i farmaci. E a tutte le età, anche quelle più avanzate, e nei soggetti con alcune patologie croniche stabilizzate”. Altrimenti si rischia di vedere crescere non solo il numero di obesi, ma anche di individui colpiti soprattutto di diabete di tipo II, patologie cardiovascolari e neoplasie. Per stare bene in salute, secondo Veicsteinas, occorre fare attività fisica per un totale di almeno 1500 Kcal in una settimana. Basterebbe qualche lavoro in casa, un po’ di marcia a passo svelto quotidianamente, un’ora in bicicletta, un po’ di ginnastica o di ballo e, se possibile, del giardinaggio. Ma, attenzione, avverte: niente sforzi saltuari e intensi, come partite di calcio o tennis, anche solo una volta alla settimana, dopo i 50 anni, senza allenamento. “Il ticket aggiuntivo non è una provocazione”, conclude Veicsteinas, “è la conseguenza logica della realtà italiana, peraltro simile a quella dei paesi più industrializzati. Non resta, perciò, che toccare la coscienza economica della popolazione, colpire il portafoglio”.

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