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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘multe’

Codici: il nuovo piano del Comune di Roma per far cassa con i parcheggi

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

campidoglioIl Comune di Roma si sa, un modo per fare cassa lo deve trovare, ci ha provato con le multe per la preferenziale di Via di Portonaccio, e vedremo, ovviamente ci auspichiamo fortemente di no, se gli riuscirà.Ed ecco che però, nel dubbio, in Campidoglio hanno pensato: con queste strisce blu si potrà sicuramente fare qualcosa, pensiamoci! All’orizzonte è spuntata la delibera che la Mobilità capitolina sta studiando da portare in Aula già per la prossima primavera: strisce blu in tutta Roma, via la riserva del 20% di parcheggi gratuiti, cancellazione dei mini-abbonamenti da 4 euro/8 ore di sosta; tariffazione anche vicino agli ospedali, riduzione da 2 a una targa per nucleo familiare esentata dal pagamento dei parcometri e, dulcis in fundo, aumento fino a 3 euro del costo di ogni ora di parcheggio su strada.Il nodo mobilità a Roma è oramai diventato un’emergenza: come ti muovi ti muovi sbagli.
Se prendi i mezzi pubblici forse sai quando parti ma sicuramente non ti è dato sapere quando arrivi. Se ci si muove con un mezzo proprio: non si trova parcheggio, e con queste “volponate” sulle strisce blu, fioccheranno copiose le multe sui cittadini romani. Su cosa basano queste scelte al Dipartimento mobilità di Roma Capitale? Ci sono degli studi analitici che le sottendono? Bisogna mettere fine a questa pratica di utilizzare i cittadini come bancomat.(n.r. La circolazione a Roma come del resto  lo è soprattutto nelle città più popolose è senza dubbio un problema serio. Come ridurre il disagio per i romani, e non solo, non è facile e ogni misura per quanto possa essere drastica non sembra sortire il suo effetto. A nostro avviso l’obiettivo dovrebbe essere quello di contrarre fortemente la circolazione dei mezzi privati e di intensificare quella dei mezzi pubblici. E proprio a questo punto che il “serpente si morde la coda”. Dovremmo aumentare di un buon 30% il parco degli autobus dell’Atac, per ridurre i tempi di attesa alle fermate, offrire agli automobilisti pendolari più parcheggi di scambio dislocati strategicamente in periferia e via di questo passo. Per un’operazione del genere immaginiamo che non ce la caveremmo  con non meno di 10 miliardi di euo. La verità è che Roma è stata depredata per anni, pur avendo avuto sostanziosi contributi pubblici, e ora non possiamo che raccoglierne i cocci e non dovremmo meravigliarci  più di tanto se per cavarcela ricorriamo a qualche espediente sebbene “poco onorevole”).

 

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Infrazioni comunitarie: Multe da 476 milioni di euro all’anno per l’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

corte di giustizia europeaSono 110 gli agglomerati condannati secondo la prima (in totale sono tre) procedura di infrazione inflitta all’Italia dall’Unione Europea per mancato adeguamento di impianti e reti di depurazione. In Sicilia sono 43 gli agglomerati di oltre 40.000 abitanti/equivalenti coinvolti con 80 interventi – solo Palermo ne ha circa 10.“I motivi dei ritardi sono legati alla pessima gestione delle rete idriche: manca il concetto di sistema idrico integrato – afferma Vania Contrafatto, Assessore per l’Energia e i servizi di pubblica utilità Regione Sicilia – “Ci sono ancora nella nostra Regione realtà che a Roma chiamano “i pozzettari”, reti idriche gestiti dai singoli cittadini che ostacolano le opere in atto. Nonostante questa anarchia di sistema, da quando la Presidenza del consiglio mi ha nominato Commissario Straordinario per la progettazione, l’affidamento e la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione, sono già stati avviati 10 interventi. Entro la fine dell’anno partiranno altri 10 e nei primi mesi del 2017 saranno avviati i restanti con l’obiettivo di avere una rete idrica funzionante entro il 2020.” “La Regione Sicilia è una terra meravigliosa con dei paesaggi che non hanno nulla da invidiare ai luoghi esotici, – continua Contrafatto – ma la mala gestione non ha dato un bel biglietto da visita. Siamo quindi qui a Watec Italy per trovare soluzioni innovative e tecnologiche per restituire alla Sicilia la bellezza che merita.”
Sono 40 i Paesi coinvolti, 50 le aziende che partecipano e 60 i relatori – tra esperti, accademici e decisori – che nei prossimi 3 giorni si confronteranno e accenderanno l’attenzione, con le loro testimonianze, sui temi più stringenti legati al trattamento e alla tutela della risorsa idrica, bene tra i più preziosi.Nelle conferenze, saranno approfondite tematiche come: il trattamento delle acque reflue industriali e i sistemi di distribuzione; la gestione delle acque reflue; la gestione urbana e rurale dell’acqua; la desalinizzazione nelle isole del Mediterraneo; il cambiamento climatico; l’acqua e l’agricoltura sostenibile; acqua e finanza; le perdite idriche. Fra i relatori si avvicenderanno importanti figure come l’onorevole Fulvio Martusciello, membro del Parlamento Europeo; Pavel Misiga, direttore pro-tempore della direzione generale Ambiente della Commissione Europea; il vice commissario per gli Affari Istituzionali presso il Dipartimento Ambiente della città di New York Eric Landau; un alto rappresentante della Banca Mondiale, Alexander Danilenko, che tratterà il tema “Acqua pubblica e sanità”; il professor Corrado Clini che, nell’ambito della conferenza sui cambiamenti climatici, effettuerà un approfondimento su Venezia, affrontando temi come la gestione delle maree, il trattamento dei fanghi e il caso di Porto Marghera. Sarà inoltre presente Vania Contrafatto, assessore per l’Energia e i Servizi di pubblica utilità della Regione Sicilia.Tra gli obiettivi di Watec Italy 2016 vi è quello di supportare le imprese partecipanti nel riconoscimento di linee finanziarie eleggibili in grado di posizionarle sui principali mercati esteri. Esperti di finanziamenti europei (a gestione diretta e indiretta) e nazionali (SACE) saranno consulenti delle aziende che esporranno. Inoltre, delegazioni provenienti da tutto il mondo – Nigeria, Australia Benelux, India, Israele, Cina Singapore, ecc. – sono state selezionate come potenziali buyers per avviare importanti iniziative a supporto dell’Export Credit e del trasferimento tecnologico.Prema Zilberman, direttore generale di Kenes Exhibitions, ha affermato: “Crediamo che Watec Italy 2016 sia una vetrina importantissima per le aziende italiane e venete che si occupano del trattamento dei reflui industriali e civili e un’occasione per le industrie dei settori maggiormente inquinanti di interagire con realtà di eccellenza e adottare nuove tecnologie per migliorare la sostenibilità idrica di produzione. La scelta di organizzare una mostra convegno sull’acqua proprio in Italia, a Venezia, nasce da molteplici fattori, in primis dalla presenza di eccellenze industriali che producono infrastrutture e tecnologie innovative, dalla centralità commerciale che da sempre contraddistingue questo territorio e dalla consapevolezza che qui l’acqua ha sempre giocato un ruolo vitale”.Watec Italy 2016 è patrocinato dalla Commissione e Parlamento europeo e dal New York City Environmental Protection Department e realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Sicilia, ICE – Istituto nazionale per il Commercio Estero, Confindustria Venezia, Porto di Venezia, Anbi Veneto, SSCE, Italveco, IBNET, Danieli Plant Engeeniring, Boer Group, Consorzio Arica, Coldiretti Veneto, RWL Water.

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Aziende elettriche multate. Un caso incredibile. Licenziare i responsabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2016

centrali elettricheL’Antitrust ha multato le aziende elettriche Acea, Enel, Eni ed Edison per pratiche commerciali scorrette, per un importo di 14, 5 milioni di euro. A tal proposito vogliamo raccontare una storia incredibile che e’ accaduta ad un consumatore che si e’ rivolto alla nostra associazione. Al consumatore giunse una bolletta elettrica di 5.900 euro. Allibito (vive da solo), si e’ rivolto a noi portando le bollette degli ultimi 10 anni. Da un calcolo fatto insieme, risultava che il consumatore aveva pagato di piu’ di quanto doveva e, al contrario di quanto chiedeva l’azienda elettrica, doveva ricevere e non dare. Contestata la bolletta, arriva una seconda comunicazione dell’azienda che diminuisce l’importo a 800 euro, dai 5.900 che erano, con avvertimento che in caso di mancato pagamento avrebbe diminuito la potenza elettrica e, successivamente, “staccato” la corrente. Nuova contestazione all’azienda e ricorso all’Autorita’ competente. L’azienda prosegue imperterrita, nonostante la comunicazione del ricorso, e da’ mandato ad una societa’ di recupero crediti la quale scrive intimando il pagamento e minacciando il ricorso alle vie legali. Questo tira e molla dura ben 5 mesi al termine del quale il nostro consumatore si vede arrivare a casa un assegno di 1.000 euro, come restituzione di quanto pagato in piu’ nel corso degli anni per la fornitura di energia elettrica. Conclusione e proposta:le aziende devono licenziare i responsabili di questi disservizi. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Multe semafori laser

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2015

semaforoIl ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel parere n. 3805/2015, ha sostenuto che i dispositivi count down “devono essere sottoposti a procedura di approvazione”, ma, non essendo ancora stato emesso il decreto ministeriale, “alla data odierna non sono ancora stati omologati”, pertanto, “nelle more di futuri procedimenti di omologazione, non è possibile installare i dispositivi”. Non solo, si comunica anche “che non è possibile installare dispositivi che variano il ciclo semaforico in relazione alla velocità di percorrenza dei veicoli, non essendo tali sistemi previsti dalle attuali norme” e che i dispositivi count down “non devono interferire con alcun dispositivo di controllo delle infrazioni al semaforo, né con il semaforo rosso”.
“Ora tutti gli automobilisti che sono stati multati con semafori attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo, possono far ricorso al Prefetto entro 60 giorni dal ricevimento della multa, allegando il parere del Ministero, chiedendo l’annullamento della sanzione. La nostra associazione è a disposizione per chiarimenti” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione di consumatori, però, fa ulteriori richieste al ministero e ai prefetti:
1) i proventi delle multe già incassate indebitamente dai comuni vanno restituiti ai consumatori e, soprattutto, vanno restituiti i punti della patente.
2) i comuni devono annullare le multe con un provvedimento di autotutela, per non costringere i multati a presentare migliaia di ricorsi al Prefetto, intasando gli uffici. Per questo si chiede al Ministero di emanare un decreto ad hoc che li costringa a restituire il maltolto.
3) i Prefetti ed il Ministero devono far rimuovere tutti quei semafori che fanno scattare il rosso quando si supera una certa velocità e di cui ormai l’Italia è piena. “Una pratica che non solo, come chiarito con questo parere, è illegale, ma anche pericolosissima. E’ di tutta evidenza, infatti, che se un automobilista incosciente va troppo forte, facendo scattare apposta il rosso si corre il rischio che il veicolo non riesca a fermarsi in tempo, prima dell’incrocio, aumentando la possibilità di incidenti” ha concluso Dona.

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Rateizzazione bollette, multe, avvisi, cartelle, imposte: guida pratica dell’Aduc

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2013

In periodo di notevole mancanza di soldi da parte di molte persone, quando giunge una bolletta o una cartella -sperando che non si tratti di quelle cosiddette “pazze” che spesso arrivano, e che devono essere contestate- anche il pagamento di utenze e/o multe per violazioni di norme, e’ un problema. Prima di farsi prendere dalla collera e buttarle in un angolo, dove e’ molto facile che entrino nel “dimenticatoio”, e’ bene informarsi su come ottemperare ai propri impegni “senza levarsi il cibo di bocca” e magari dover poi affrontare una serie di peripezie per comunque pagarle, magari con importi raddoppiati. Per questo abbiamo preparato una scheda pratica che riassume metodi e tempi normativi per le rateizzazioni di bollette, multe, avvisi, cartelle, imposte.
A cura di Rita Sabelli, che e’ responsabile per l’Aduc in materia di aggiornamento normativo, la scheda prende spunto dalla recente entrata in vigore del DM ministero dell’Economia sulla rateizzazione straordinaria fino a 120 rate delle cartelle esattoriali: occasione per fare chiarezza sulle rateizzazioni ottenibili dall’utente/consumatore anche nella sua posizione di contribuente.La scheda e’ cosi’ articolata:
– Bollette: tlc, elettricita’ e gas, acqua. Dipende dai contratti.
– Verbali multe stradali: rateizzabili in massimo 60 rate, a determinate condizioni.
-Canone/imposta Rai: i pensionati con reddito non superiore a 18.000 euro possono scegliere di pagare il canone con una trattenuta dalla pensione, in massimo 11 rate.
– Avvisi di liquidazione: i cosiddetti “avvisi bonari” che possono scaturire dalle prime fasi dei controlli fiscali, automatici o formali, che riguardano le dichiarazioni obbligatorie (iva, dei redditi, etc.).
– Cartelle esattoriali e avviso di accertamento esecutivi: nei casi in cui il debitore possa dimostrare di essere in temporanea difficoltà finanziaria, con richiesta all’agente della riscossione che la concederà valutando liberamente il caso.
– Imposte da dichiarazione annuale: il saldo dovuto come da dichiarazione dei redditi e il primo acconto inerente le imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP), a condizione di aver esercitato l’opzione nella dichiarazione stessa. Fanno eccezione gli acconti di Novembre, che devono essere versati in un’unica soluzione. Anche per l’IVA a debito che scaturisce dalla dichiarazione annuale all’ordinario termine unico di versamento (16/3 dell’anno successivo a quello oggetto di dichiarazione).

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Firenze: proventi multe stradali

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2012

Italiano: Matteo Renzi è un politico italiano,...

Image via Wikipedia

«E’ giusto far sapere ai cittadini quanti sono e come vengono usati i soldi che arrivano dalle multe stradali riscosse. Anche la città di Firenze renda pubblici questi dati e spieghi per quale motivo fino ad oggi non l’abbia fatto viste le richieste ricevute». Ad affermarlo è Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale per la sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, in merito alla richiesta di dati arrivata dalla Fondazione Luigi Guccione e la mancanza di collaborazione del Comune di Firenze. «Il sindaco Matteo Renzi – continua Lentino – credo conosca benissimo quanto stabilisce l’art. 208 del codice della strada. I soldi derivanti dalle multe riscosse dai Comuni italiani devono servire a migliorare la sicurezza stradale, a sostenere le vittime di incidenti e a garantire la manutenzione quotidiana delle città. Ora ci faccia conoscere quanto la città di Firenze ha incassato di multe e come siano stati spesi». «Esistono – conclude il portavoce di BastaUnAttimo – ancora troppe amministrazioni “furbette”, siamo certi che non è il caso di Firenze ma senza trasparenza i dubbi possono venire. Sulla sicurezza delle persone non si può giocare».

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Tutor: multe annullate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2011

Another bad driver

Image by Anika Malone via Flickr

Innovativa sentenza della Cassazione per le infrazioni multiple al Cds. E’ possibile il ricorso a un unico Giudice di Pace anche se le violazioni contestate all’automobilista siano state commesse in luoghi diversi. L’importante decisione che si riporta per la validità del procedimento logico argomentativo seguito, costituisce un prezioso precedente per quanti vorranno ricorrere a questo tipo di sanzioni amministrative che in effetti non denotano una particolare trasparenza nella loro emissione. L’automobilista proprietario del veicolo che sia stato sanzionato su un lungo tragitto autostradale accertate con il sistema di controllo della velocità “server-tutor”, può ricorrere davanti a un unico giudice di pace anche se ha violato più volte le disposizioni in materia di limiti di velocità contenute nel codice della strada. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza numero 23881 del 15 novembre 2011, nonostante le trasgressioni siano astrattamente di competenza dei giudici di pace diversi perché commessi in luoghi diversi. La Suprema Corte, ha ritenuto errata la dichiarazione di inammissibilità del ricorso del giudice di pace di Pistoia, in opposizione avverso diversi verbali della Polizia stradale per violazioni commesse durante il percorso autostradale Milano-Roma e Bologna Bari Taranto, rivelate con il sistema di controllo di velocità “server-tutor”. Tant’è che nel merito sottolineando la legge applicabile afferma che “In effetti il giudice di pace col suo provvedimento d’inammissibilità ai sensi dell’articolo 23 della legge 689, ha adottato un provvedimento non previsto da tale norma, nel quale sostanzialmente si afferma che in ipotesi di violazioni multiple, di competenza dei giudici di pace diversi perché commesse in luoghi diversi, ciascuno dei quali rientranti nella competenza di diversi uffici del giudice di pace, il giudice di pace investito dell’opposizione avverso tutti i verbali in questione, in relazione a ciascuno dei quali sussiste la propria incompetenza territoriale, può adottare la statuizione di inammissibilità prevista dal primo comma dell’articolo 23 della legge 689/81 soltanto per l’ipotesi di tardività dell’impugnazione”. Proprio in data 01/10/2011 Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, aveva segnalato l’importante sentenza del Giudice di Pace di Casarano, Avvocato Franco Giustizieri, il quale aveva già argomentato in materia anticipando anche gli assunti dell’autorevole decisione della cassazione.

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Multe e patente a punti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2011

Con la circolare prot. nr. 300/ A/7157/11/109/16 del 5 settembre 2011 il Ministero dell’interno ha fornito nuovi importanti chiarimenti sull’obbligo di comunicazione dei dati del conducente ex art- 126-bis, c. 2, del codice della strada in pendenza di ricorso giurisdizionale o amministrativo avverso la violazione principale.
La circolare del Ministero che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta sottilinea che “Riguardo alle perplessità di ordine giuridico, al di là delle diverse interpretazioni emerse in ambito giurisprudenziale, questa Direzione, nell’ambito dei poteri di coordinamento attribuiti al Ministero dell’Interno dall’articolo 11, comma 3, del C.d.S., ha ritenuto che non possa configurarsi un’omissione di collaborazione da parte del cittadino qualora questi comunichi all’organo di Polizia di aver proposto ricorso e che di per se ciò costituisca un giustificato e documentato motivo di omissione dell’indicazione delle generalità del conducente”.

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Multe e Manovra finanziaria 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

La manovra correttiva approvata il 30.06.2011 dal Consiglio dei Ministri introduce una serie di novità in materia di giustizia, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, destinate a produrre effetti dirompenti sul sistema e sulle tasche dei cittadini. Sono le cifre che emergono dal Rapporto Nazionale OsMed 2010, redatto dall’ISS in collaborazione con l’AIFA che, riporta. Infatti è scattato il 6 luglio l’aumento dal 10 al 20 % del contributo unificato che deve essere pagato da chi presenta ricorso al giudice di pace contro una multa stradale. Lo prevede l’art. 37, comma 6, della manovra correttiva di cui al decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011. Mentre la manovra correttiva prevede la sostituzione dell’imposta di bollo con il contributo unificato degli atti giudiziari.
Il contributo unificato, invece, è dovuto parametrandolo al valore della causa, valore che viene determinato in base ai criteri dettati dall’art. 12 del DLgs. 546/92, per cui si prende come riferimento il valore delle somme richieste a titolo di imposta al netto di sanzioni e interessi. Il contributo, ai sensi dell’art. 37 comma 6 del DL 98/2011, sarà dovuto nella seguente misura:
–      30 euro per le controversie di valore sino a 2.582,28 euro;
–      60 euro per le controversie di valore superiore a 2.582,28 e fino a 5.000 euro;
–    120 euro per le controversie di valore superiore a 5.000 e fino a 25.000 euro;
–    250 euro per le controversie di valore superiore a 25.000 e fino a 75.000 euro;
–    500 euro per le controversie di valore superiore a 75.000 e fino a 200.000 euro;
– 1.500 euro per le controversie di valore superiore a 200.000 euro.
Insomma, per le cause di valore elevato, superiore a 200.000 euro, si passa da un centinaio di euro di marche a 1.500 di contributo, con un significativo incremento di gettito per l’Erario.
1.500 euro di contributo per le cause sopra i 200.000 euro Il valore della lite deve risultare inoltre da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso. L’aspetto più interessante è comunque contenuto in un’altra norma, precisamente nell’art. 16 del DLgs. 546/92 così come riformato dalla manovra correttiva. Le comunicazioni, in base alla riforma, avverranno mediante mezzi telematici, e ciò è di certo da accogliere con favore. A tal fine, l’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore dovrà essere indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo. Attenzione però, perché all’art. 13, comma 3-bis del DPR 115/2002 viene previsto che, ove il difensore non indichi nell’atto introduttivo del giudizio il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, il contributo unificato è aumentato della metà.

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Spiaggia e multe. Attenzione sono… salate!

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

Multe salate per i villeggianti, da 100 a 1.000 euro, per illeciti relativi alla inosservanza dell’uso del demanio marittimo, cioè delle spiagge. Possono venire multati coloro che portano cani, che giocano a pallone, a racchettoni o che comunque arrecano disturbo. Stessa sanzione per chi parcheggia veicoli sulla spiaggia. Inoltre entro 250 metri dalla battigia, dalle ore 9 alle 19 della stagione balneare (1 maggio – 30 settembre, orari e distanze possono variare), è proibita qualsiasi attività che possa arrecare disturbo o costituire pericolo per i bagnanti, quali acquascooter, sci nautico, tavole a vela, subacquei; per l’approdo di questi mezzi devono essere predisposti appositi spazi delimitati da corde e galleggianti. La norma è prevista da un Regio Decreto del 1942 e successive modifiche, che punisce tutti coloro che non osservano le disposizioni relative al Demanio marittimo che sono emesse, con ordinanza, dalle Capitanerie di Porto ed ora anche dai Comuni interessati. Le ordinanze sono affisse negli uffici delle Capitanerie e, in genere, agli ingressi degli stabilimenti balneari. Attenzione quindi, perchè la vacanza può trasformarsi in un vero e proprio salasso!!! (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Multe: validità ordinanza prefettizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Se l’ordinanza – ingiunzione del prefetto avverso il ricorso ad una multa al codice della strada è emessa dopo 180 giorni dal deposito del ricorso è invalida. Secondo la cassazione ai fini del computo del termine conta la data di emissione e non quella di notifica dell’ordinanza-ingiunzione In caso di richiesta di audizione del trasgressore il termine però rimane sospeso sino alla data fissata per l’ascolto Un’ordinanza della seconda sezione civile della Suprema corte pubblicata il 06 giugno scorso che viene commentata da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, chiarisce quale sia il termine di validità dell’ordinanza – ingiunzione prefettizia avverso le multe al codice della strada, specificando che il tempo di 180 giorni, s’intende sospeso fino alla data di espletamento dell’audizione o, in caso di mancata presentazione del ricorrente, comunque fino alla data fissata per l’audizione. Peraltro, secondo la Cassazione ai fini del computo del suddetto termine non rileva la data di notifica ma quella di emissione dell’ordinanza-ingiunzione. Come è noto, infatti, gli articoli 203, comma 2, e 204 del codice della strada sono stati modificati dal decreto legge 151/03, convertito dalla legge 214/03 che hanno specificato come al termine di 120 giorni, previsto dall’articolo 204 del Codice della strada, debba essere aggiunto quello di 60 giorni, stabilito dall’articolo 203, per la trasmissione degli atti al prefetto da parte del comando dell’organo accertatore cui è depositato il ricorso.
Secondo gli ermellini, però, i 180 giorni debbono intendersi sospesi quando è disposta l’audizione dell’interessato e posso dilatarsi sino a tale data o a quella di mancato espletamento. Nella fattispecie i giudici del Palazzaccio hanno accolto il ricorso di un’automobilista sanzionata per l’accesso abusivo nella Ztl di Torino. Nonostante la richiesta d’audizione e la conseguente sospensione del termine, il provvedimento del prefetto fu emesso oltre il termine massimo.

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Equitalia: rateizzare le multe

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2011

La scelta di Equitalia di allungare il periodo di rimborso delle rate di debito con il fisco – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario di Adiconsum – è un passo importante per i contribuenti, ma non risolutivo. La stessa forma trovata per concedere il rimborso rateale non è delle migliori: concederlo, infatti, solo a  fronte di un peggioramento della situazione economica della famiglia, attraverso la presentazione della certificazione ISEE, è insufficiente, perché in questa fase di diminuzione del potere di acquisto, anche a parità di reddito, le famiglie sono comunque più in difficoltà che in passato. La proposta di Adiconsum – prosegue Giordano – è quella di consentire la rateizzazione a tutti i contribuenti a semplice richiesta. Altra proposta è quella di riaprire il condono, consentendo il pagamento solo dell’ammontare originario del tributo o della multa. Ciò porterebbe tre conseguenze positive: permetterebbe all’Erario di incassare subito fondi, ridurrebbe l’enorme contenzioso tributario e sosterrebbe concretamente le famiglie in difficoltà.

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Roma: multe nel centro storico

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 gennaio 2011

Prosegue l’opera di controllo della Polizia Municipale di via Montecatini, mirata a prevenire gli illeciti in quadranti specifici della movida nel Centro Storico. Importanti sono i risultati ottenuti dall’attività del I Gruppo, relativi alla vita notturna di venerdì 21 e sabato 22 gennaio:468 punti patente decurtati, 961 multe elevate per soste che recavano intralcio alla circolazione (via Vittorio Veneto, piazza del Popolo, corso Vittorio Emanuele e vie limitrofe) delle quali 265 in aree pedonali (piazza Navona, piazza di Spagna e zone adiacenti, via Veneto e piazza Borghese), 3 parcheggiatori abusivi contravvenzionati, 298 controlli di polizia amministrativa in pubblici esercizi e laboratori con 8 violazioni contestate, di cui 2 di carattere penale. Sono stati controllati gli accessi ai varchi elettronici della ZTL che hanno comportato ben n.115 infrazioni per transito contromano (60 verbali contestati direttamente ,2 a neopatentati). Le attività poste in essere dal I Gruppo Centro Storico hanno riguardato anche la tutela del consumatore con 298 controlli delle attività commerciali, pubblici esercizi e laboratori, con la contestazione di 2 denuncie penali e 6 violazioni amministrative. Sono stati inoltre fermati due cittadini del Bangladesh che vendevano merce abusiva e che sono stati accompagnati alla Questura per l’identificazione. Anche l’abusivismo commerciale su aree pubbliche sta fornendo dei risultati con 198 pezzi sequestrati nella lotta all’abusivismo commerciale solo nella mattinata di oggi. Il modello operativo, che vuole migliorare la qualità della vita attraverso la sicurezza stradale e la tutela del consumatore, è il collaudato ‘sistema a rete’ che prevede l’impiego di personale e il presidio del territorio con reparti di pronto intervento che seguono segnalazioni e richieste del cittadino.

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Roma: multe nel centro storico

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Il Primo Gruppo della Polizia Municipale chiude il 2010 con quasi 205mila multe elevate: 173.104 sono quelle che per infrazioni alla sosta e 31.372 quelle relative alle norme di comportamento al volante. In particolare, sono state 26.468 le contravvenzioni per violazioni della sosta nelle isole pedonali e 23.725 quelle per intralcio alla circolazione.  Per quel che riguarda le isole pedonali, la “classifica” delle multe vede in testa via del Corso (2.856 contravvenzioni) seguita da piazza Farnese (2.773), piazza di Spagna (2.654), piazza Navona (1.375) e piazza S. Pantaleo (1.208). La lotta all’intralcio alla circolazione vede in testa via Giulia (4.026 multe), in via di Propaganda con 1724 sanzioni, piazza del Popolo (1.437) via Marsala  (541) e di nuovo via del Corso con 460 contravvenzioni. Particolarmente attivi, poi, gli uomini del Primo Gruppo nel controllo delle aree adibite al carico e scarico merci e per la repressione della sosta in doppia fila.  Per il carico e scarico delle merci, sono state registrate 10.432 contravvenzioni. Le aree vicine alla Stazione Termini le più interessate: via Giolitti (725) via Principe Amedeo (706), via dei Sabini (584), via Marsala (572) e piazza di Spagna (536). Sempre nella zona della Stazione Termini si sono registrate le violazioni più ricorrenti per la sosta in doppia fila: via Filippo Turati (838) via Principe Amedeo (600), via Merulana(458) via Giolitti (380) e via Cavour (323) guidano questa lista.  L’analisi delle sanzioni per la violazioni “dinamiche” conferma l’idoneità del sistema di “controllo a rete” della Municipale del Centro Storico: 506 le sanzioni per transiti irregolari nelle zone pedonali e 2.637 vetture sono state multate per indebito accesso in Zone Traffico Limitato. Ma anche il controllo della mobilità dei veicoli pubblici ha segnato un punto a favore dei Vigili: 3.223 veicoli multati per aver occupato indebitamente le corsie degli autobus Atac e, nell’ambito della sicurezza stradale, 3.381 automobilisti sono stati sanzionati per guida con il cellulare senza auricolare. Il passaggio con il semaforo rosso, infine, considerato il comportamento stradale più pericoloso, è stato sanzionato 4.236 volte. Anche qui, una piccola classifica: gli automobilisti più insofferenti alla luce rossa si sono registrati a Porta Maggiore/ Giolitti (1000 multe), Numa Pompilio (417), Bocca della Verità/Via della Greca (306), viale Manzoni/E. Filiberto (115) e Via Labicana/ Merulana (108).

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Dal primo gennaio multe più care

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2011

“Dalla mezzanotte del 1° Gennaio scattano i nuovi aumenti delle contravvenzioni per il codice della strada il rincaro è il più basso di sempre a causa della bassa inflazione avutasi nel biennio precedente con cui si calcolano  gli aumenti da applicare alle multe come prevede l’art. 195 del codice stradale” ha dichiarato Stefano Giannini Segretario Vicario di Roma del Sulpm. “Ad esempio per un divieto di sosta si passerà da 38€ a 39€ con un aumento di un Euro” prosegue Giannini “per chi invece circola con il telefonino durante la guida si passerà da 74€ a 76€ mentre per il semaforo rosso si passerà da 155€ a 159€”.  “Sono escluse dagli aumenti” precisa Giannini “tutte quelle sanzioni che sono state modificate con i decreti estivi come la sosta dei ciclomotori sui marciapiedi e che restano immutate”. “Sono dei piccoli aumenti che vanno comunque ad incidere sul bilancio del Comune di Roma” conclude Giannini  “che ingloba quasi 2.000.000 di contravvenzioni ogni anno  chiediamo al Sindaco Alemanno che tutti questi soldi vengano destinati ad istituire nelle scuole elementari e medie corsi per l’educazione stradale in modo da favorire lo sviluppo di una nuova classe di guidatori più diligenti e accorti. L’obiettivo non è far “altra” cassa, naturalmente, ma cercare di prevenire quei comportamenti che sono la causa di incidenti sempre più spesso mortali. Roma è una città dove muoiono più di 180 persone l’anno, ed è come se sparisse un intero condominio.”

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Aumento multe per violazioni stradali

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Dal 1°  gennaio 2011 aumenteranno del 2,4% gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni stradali.  In questi giorni sarà infatti emanato il decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che disporrà l’adeguamento dell’entità delle sanzioni ai sensi dell’art. 195, comma 3, del codice della strada. Negli ultimi anni, gli importi delle contravvenzioni per le infrazioni del Codice della strada sono aumentati con cadenza quasi annuale, raggiungendo cifre veramente elevate: in alcuni casi più di quanto un lavoratore guadagna in una giornata. Secondo Giovanni D’AGATA componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, le multe non tengono in considerazione il reddito del trasgressore che può incidere fortemente sul bilancio familiare di quel mese.  Questo rappresenta la violazione dell’art. 3 della Costituzione che fa riferimento alla discriminazione delle capacità finanziare tra coloro che grazie al proprio censo possono pagare e chi invece meno abbiente viene messo in ginocchio.  In Europa alcuni stati, per esempio in Austria, in Svizzera, l’importo delle multe è proporzionale al reddito del trasgressore. In Italia al contrario nessuno ha mai ipotizzato questa soluzione che sarebbe vera espressione di uguaglianza e democrazia anche perché mantenendo lo status quo, un paperone in Ferrari si sentirà legittimato a trasgredire le norme del CdS, perché le sue tasche non verrebbero intaccate al contrario di un comune cittadino.

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Vigili urbani: la svolta di Alemanno

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Roma “Bravo Alemanno, nonostante i problemi economici di Roma ha fino ad ora mantenuto tutti gli impegni assunti con gli elettori e i sindacati, sia in termini di risorse umane, stabilizzando i 500 precari, assumendo tutti gli idonei in graduatoria ed indicendo un nuovo bando di concorso, sia nella trasformazione da Vigili sparamulte a Poliziotti di prossimita’ che è partita con l’assegnazione delle armi e proseguita dando  al Comandante del Corpo  un indirizzo politico teso ad ottenere non solo multe, ma un maggiore controllo ed interventismo sul territorio per stroncare le attivita’ illecite e di degrado e quindi per garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Anche se c’è ancora da fare, come far partire il concorso per ora solo indetto e sistemare le sedi del I e del XIX Gruppo, dobbiamo riconoscere al Sindaco Alemanno di aver affrontato e risolto già molti dei problemi da anni denunciati dai lavoratori e dai sindacati della Municipale.” ha dichiarato Alessandro Marchetti, Segretario Generale Aggiunto Sulpm commentando l’entrata in servizio dei 344 nuovi agenti e dei Dirigenti del Corpo.

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Multa autovelox illegittima

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Non sempre le Prefetture si dimostrano attente alle doglianze dei cittadini che abbiano fatto ricorso ad un verbale per via amministrativa secondo l’articolo 204 del Codice della Strada ed anzi dobbiamo purtroppo constatare che spesso si limitino a confermare pedissequamente le sanzioni ivi contenute dando in prima istanza ragione agli enti accertatori, ma che poi spesso vengono annullati dai Giudice di Pace perché palesemente illegittimi. Ecco perché  a Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” pare opportuno segnalare un recente decreto di archiviazione della Prefettura di Brindisi a seguito di un ricorso predisposto dai consulenti dello Sportello Dei Diritti avverso un verbale elevato a seguito di un infrazione per superamento del limite di velocità rilevato con apparecchiatura elettronica, in particolare quando non vi sia stata la contestazione immediata della violazione. Nel caso di specie, la Prefettura ha motivato l’archiviazione ritenendo che “la velocità del veicolo del ricorrente, pur avendo superato il limite consentito di 15 km/h, non può essere considerata talmente elevata da non consentire che il veicolo stesso potesse essere raggiunto per la contestazione immediata dell’infrazione”. Gli uffici amministrativi riportandosi alla copiosa giurisprudenza in materia di obbligo di contestazione immediata concludono che quando la stessa sia oggettivamente e concretamente possibile l’accertamento dell’infrazione debba considerarsi illegittimo ed infatti riportandosi al caso in questione “in considerazione del lieve eccesso di velocità suddetto ben può ritenersi che la contestazione immediata potesse essere effettuata, né le motivazioni addotte nel verbale appaiono confacenti al caso in esame, anche in considerazione della mancata specificazione di oggettive difficoltà (maltempo, velocità eccesia in senso oggettivo) ritenute dalla giurisprudenza impeditive della contestazione”.

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Multe pagate immediatamente

Posted by fidest press agency su sabato, 21 agosto 2010

“La recente riforma del codice della strada, attuata con legge n. 120/2010, ha determinato una serie di importanti modifiche che incideranno notevolmente sulle abitudini di vita di tutti quegli utenti della strada che giornalmente percorrono le strade italiane.  Anche gli Operatori di Polizia dovranno però modificare il loro modus operandi. E non crediamo in meglio!” E’ quanto afferma il Coisp polizia e precisa: “Tra i molteplici argomenti interessati dalla riforma, vi è pure il “pagamento immediato” nelle mani dell’accertatore per talune violazioni commesse dai conducenti professionali di veicoli adibiti al trasporto di cose o persone. Senza entrare nel merito sull’efficacia della suindicata riforma, che sino ad oggi era applicata nei confronti dei conducenti stranieri, è di tutta evidenza che questa modifica comporterà un aggravio di responsabilità per gli Operatori che operano su strada”.  “Quotidianamente in tutta Italia – si fa notare – vengono sanzionate molte migliaia di condotte violatrici delle disposizioni di cui agli artt. 142, 167 e 174 del codice della strada (rispettivamente velocità, sovraccarichi e tempi di guida) per cui non è assolutamente azzardato ipotizzare la ”circolazione” di un fiume di denaro, pari a diversi milioni di euro, che gli Operatori su strada si troveranno a dover maneggiare con molta cautela”. “Pensiamo, ad esempio, a chi sta contestando una delle sopraccitate violazioni e sia chiamato ad intervenire su un incidente dove sono coinvolti più veicoli, in un tratto stradale che presenta elementi di pericolosità e con condizioni climatiche avverse. Siamo davvero sicuri – si chiede il Coisp – che i nostri capopattuglia e gregario abbiano la serenità di poter gestire la somma riscossa senza smarrirla e allo stesso tempo prestare i primi soccorsi ai feriti?”

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Roma: concordato multe

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

La proposta di definizione agevolata, il cosiddetto “concordato”, per le vecchie multe elevate sino al 31 dicembre 2004 a seguito di infrazioni commesse al Codice della strada si è chiusa con un incasso di 27.778.998,81 milioni di euro. Il termine per aderire al concordato è scaduto il 30 giugno scorso e a quella data i cittadini romani paganti sono risultati 109.463 per un totale di 25.792.275,35 euro incassati a livello locale da Equitalia-Gerit.  A quest’ultima cifra si aggiungono 1.841.092,95 di euro pagati da cittadini multati a Roma ma residenti altrove, nel periodo preso in considerazione dal “concordato”. L’invito ad aderire alla definizione agevolata consentiva di chiudere le vecchie posizioni ancora aperte dai contribuenti con uno sconto in media, pari ai 2/3 dell’importo originariamente dovuto e che, tenendo conto dell’agevolazione, ammontava nel complesso 99.576.599,49 euro.  Il totale incassato dal Comune (pari al 25,9% del valore del ‘carico’ posto in agevolazione) sarà suddiviso tra la gestione commissariale e quella ordinaria. Le cartelle iscritte a ruolo prima del 28 aprile 2004 (il 74% circa) andranno alla gestione commissariale e serviranno a finanziare il piano di rientro del debito pregresso per 20 milioni e 420 mila euro. Quelle riferite al periodo successivo (il 26% circa), confluiranno invece nella gestione del bilancio ordinario, per 7 milioni e 358 mila euro. L’effettivo utilizzo delle risorse incassate sarà stabilito sulla base della disciplina contenuta Nuovo Codice della strada (Dlgs n. 285/1992) in materia di destinazione dei proventi delle contravvenzioni (art. 208). La norma prevede in particolare che una quota pari al 50% delle risorse incassate con il concordato venga destinata a interventi di sostituzione, ammodernamento e potenziamento oltre che messa a norma della segnaletica stradale, nonché all’attività di controllo e accertamento mediante l’acquisto di automezzi e attrezzature dei corpi e dei servizi di polizia municipale. Nel medesimo ambito rientra la finanziabilità degli interventi di rifacimento del manto stradale e di manutenzione della rete viaria di proprietà comunale oltre che la facoltà da parte dell’ente locale di utilizzare le somme incassate con le multe per il controllo della sicurezza urbana e stradale.

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