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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘multidisciplinare’

I mille volti del carcinoma prostatico

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

carcinoma colon rettoEquipe composte da medici specializzati in tutte le discipline coinvolte nell’approccio terapeutico al carcinoma prostatico sono indispensabili per una adeguata personalizzazione delle cure. Il tumore della prostata è infatti una neoplasia multiforme, che richiede terapie disegnate sulle esigenze del singolo paziente. Questo modello, già attivo in Italia all’Istituto Nazionale dei Tumori (INT), è ancora poco seguito a livello europeo, come emerso oggi all’INT, centro all’avanguardia nella cura delle neoplasie prostatiche, durante il convegno internazionale “Prostate Cancer Preceptorship”, in corso fino a sabato 27 febbraio.Proprio su questi temi sarà focalizzata una Master Class in programma per oggi, tenuta dal professor Riccardo Valdagni, direttore della Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica 1 e direttore Programma Prostata e dal dottor Giuseppe Procopio, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia medica genitourinaria.“La nostra struttura sanitaria è un’eccellenza in Europa per il trattamento multidisciplinare del carcinoma prostatico e qui all’Istituto Nazionale dei Tumori, sul modello delle Breast Unit per il tumore del seno, sono nate negli scorsi anni le Prostate Cancer Unit che hanno lo scopo di riunire nella stessa equipe tutti gli specialisti che si occupano del trattamento del carcinoma prostatico – afferma il dottor Procopio -.Per ogni singolo caso bisogna prevedere la possibilità di esaminare più strade. Esistono infatti numerose opzioni terapeutiche e osservazionali contro il carcinoma, dipendenti da caratteristiche del paziente e della malattia stessa: chirurgia, radioterapia, brachiterapia, ormonoterapia, chemioterapia, sorveglianza attiva e vigile attesa. Di conseguenza anche i professionisti coinvolti nell’approccio terapeutico necessariamente devono possedere diverse competenze”.La collaborazione tra urologi, oncologi medici e oncologi radioterapisti, anatomopatologi, psicologi e medici nucleari sembra risultare vincente, ma è ancora di difficile applicazione in molti ospedali.“In tutta Europa la diffusione e l’operatività delle Prostate Unit è ancora insufficiente – aggiunge il professor Riccardo Valdagni -. Solo in un numero limitato di strutture sanitarie la multidisciplinarietà rappresenta una pratica clinica di routine”.Per questo i medici ribadiscono che “solo una maggiore interazione tra le varie competenze specialistiche può consentire il miglioramento ulteriore della sopravvivenza e qualità della vita dei nostri pazienti”.Durante le sessioni del convegno verranno esplorate le complessità del paziente e la gestione del carcinoma prostatico a partire da un approccio multidisciplinare, nonché lo stato dell’arte e gli sviluppi della ricerca in questo ambito. In particolare, il corso svolto dal professor Valdagni e dal dottor Procopio in maniera interattiva, stimolerà la discussione tra medici di vari Paesi, fornendo strumenti utili per la pratica clinica quotidiana nell’ottica della condivisione di diverse conoscenze ed esperienze.

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Medicina rigenerativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Nuove prospettive si aprono per il futuro della medicina rigenerativa dei tessuti, grazie alla messa a punto di nuovi sistemi di coltura cellulare, capaci di influenzare specifici aspetti del comportamento delle cellule e riprodurli in laboratorio. Una strada sulla quale sono incamminati diversi team di ricerca nel mondo, che registra un passo avanti grazie ai ricercatori del progetto NanoScale, promosso da un consorzio multidisciplinare coordinato dal prof. Vincent Torre della SISSA di Trieste e costituito da cinque centri europei di eccellenza (SISSA, IOM-CNR – insediato in AREA Science Park -, ENS – Ecole Normale Supérieure di Parigi, NMI -Naturwissenschaftliches und Medizinisches Institut di Reutlingen e DTU – Technical University Denmark di Copenaghen) e da piccole imprese high-tech italiane e tedesche (Glance Vision Srl, Multi Channel Systems Gmbh, Promoscience srl di AREA Science Park ).
Partito nel 2008 e oggi in fase conclusiva, il progetto, finanziato dalla Commissione Europea con circa 3 milioni di euro, si è concentrato sull’influenza di substrati con geometrie definite a livello nanometrico sulla differenziazione in vitro di neuroni e la formazione di reti neurali, eventi e reazioni che avvengono alla scala di 1 Angstrom, ovvero un decimillesimo di micron. Grazie a una serie di nuovi nanodispositivi che integrano in un singolo chip molteplici funzioni proprie dell’attività di laboratorio (i cosiddetti Lab-On-Chip), nati dalla collaborazione tra scienziati e imprese industriali, si è riusciti a ottenere una migliore mappatura delle interazioni tra cellule e substrati. Gli esperimenti realizzati hanno dimostrato, in particolare, che, grazie all’uso di substrati con strutture a nanopillars (nanopilastri), si registra una maggiore e più rapida differenziazione delle cellule staminali in cellule neuronali rispetto a quanto avviene con substrati tradizionali.
Il dato saliente è che con questa tecnica è possibile ottenere la differenziazione cellulare in laboratorio senza l’utilizzo di agenti biochimici stimolanti, che comportano un rischio di proliferazione incontrollata, dunque di tumore, abbastanza elevato. E’ bene sottolineare che non si tratta di risultati definitivi, poiché restano ancora da chiarire pienamente i meccanismi genetici che influiscono sullo sviluppo cellulare indotto. Tuttavia, i diversi approcci tecnologici e metodologici ideati e sviluppati per gli esperimenti di NanoScale già prefigurano interessanti applicazioni in altri ambiti di ricerca. È per esempio il caso delle tecniche di nanofabbricazione (X-Ray litography e nanoimprinting) usate per imprimere specifiche ‘nanotrame’ sui substrati, nonché delle tecniche di nanoelettronica e microfluidica usate per la loro integrazione all’interno di un unico dispositivo. Questo know-how potrebbe portare alla produzione di vetrini con layout preconfigurati per favorire lo sviluppo di reti neuronali. Ancora più interessante potrebbe essere l’utilizzo di queste tecniche per creare arrays di microelettrodi per esperimenti di elettrofisiologia con una sorta di rivestimento superficiale permanente, capace di indirizzare i fenomeni cellulari descritti. A questi si aggiungono nuovi dispositivi di imaging 3D che consentono di vedere le interazioni tra cellule e substrati, oltre che innovativi modelli di analisi statistica della motilità cellulare. Questi metodi, oltre ad essere in fase di implementazione su una nuova piattaforma software open-source, sono stati già adottati da tre nuovi progetti di ricerca destinati a generare nuove conoscenze a partire dai risultati di NanoScale. (vincent)

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Partnership di ricerca tra Eni e Stanford University

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

Eni e la Stanford University hanno firmato oggi una nuova alleanza strategica per la ricerca e l’innovazione. Secondo l’accordo, nei prossimi quattro anni Eni investirà oltre 10 milioni di dollari in un programma di ricerca volto ad aumentare le opportunità di collaborazione tecnologica tra le parti. La partnership sarà incentrata principalmente sulle tecnologie core dell’oil & gas business. L’integrazione tra la visione accademica e quella industriale mira a capitalizzare le sinergie tra l’approccio multidisciplinare e tecnologico di Stanford e l’expertise di Eni per dar luogo a quelle innovazioni scientifiche che saranno necessarie per affrontare le sfide energetiche del futuro. Il portfolio di ricerca è infatti rivolto alla definizione e alla rapida applicazione di nuove tecnologie per le attività di esplorazione e produzione degli idrocarburi e lo sviluppo di metodologie innovative per la salvaguardia ambientale. Il Framework Research Agreement è stato firmato oggi presso il Campus dell’Università a Palo Alto (California) alla presenza di Ann Arvin, Vice Provost and Dean of Research of Stanford University e di Umberto Vergine, Direttore Studi e Ricerche Eni. La collaborazione fa leva sulla pluriennale collaborazione con l’Università di Stanford già in corso tra la divisione Exploration and Production di Eni e la Stanford’s School of Earth Sciences. Eni mira a essere leader nell’innovazione e ritiene fondamentale sia per il suo successo che per i futuri bisogni energetici mondiali lo sviluppo di un network di collaborazioni con centri di ricerca di eccellenza come Stanford, una delle più importanti università al mondo. Fondata nel 1891 da Jane e Leland Stanford, l’università fu concepita per preparare gli studenti al ³successo personale e a essere preparati alla vita  e per promuovere il benessere pubblico grazie a una benefica influenzasull’umanità e la civilizzazione. Oggi, la Stanford University continua a perseguire questa missione attraverso l’innovazione applicata a un ampio spettro di attività. Il suo approccio multidisciplinare ha favorito numerose scoperte che hanno contribuito a risolvere le sfide ingegneristiche delfuturo. L’alleanza con l’Università di Stanford è un importante tassello della strategia Eni che punta ad assicurare alla divisione E&P la leadership nell’innovazione tecnologica facendone un punto di forza per continuare a crescere nelle attività core dell’upstream.

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Gli italiani di ieri raccontati dai protagonisti di oggi

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Milano 16 novembre 2010 Dalle 10.00 alle 24.00 Palazzo Reale – Ingresso libero  terza tappa del tour in collaborazione con Telecom Italia e Comitato Italia 150  Un viaggio multidisciplinare nella storia dell’Italia più recente per capire meglio quanto le idee e gli uomini di ieri abbiano inciso sugli eventi che hanno cambiato il volto della società italiana contemporanea.  Un viaggio da nord a sud lungo tutta l’Italia attraverso le parole e gli aneddoti di centocinquanta protagonisti di oggi che svelano  sogni e sfide di altrettanti personaggi di primo piano di ieri.
Ideata dal giornalista e scrittore Gianluigi Ricuperati per festeggiare i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, l’iniziativa dopo Torino e Roma arriva a Milano e entra nelle sale di Palazzo Reale per una giornata di dodici ore, dalle dieci del mattino a mezzanotte,  orario continuato: quindici personalità eccellenti contemporanee del sapere e dell’agire in circa venticinque minuti tratteggiano le storie di quindici protagonisti di ieri della cultura, dell’economia, della politica e dell’industria che l’Italia l’hanno vissuta, amata, abitata e costruita negli ultimi 150 anni. Il tutto solo con la forza delle parole per un grande affresco ricco di aneddoti, ricordi, flashback, rievocazioni, episodi pubblici e privati.
Chi interviene: Il politico Francesco Forte racconta il controverso Edgardo Sogno; Fabio Poggiali racconta il fratello, pilota aeronautico e poeta, Maurizio Poggiali; Gli attori Elena Castagnoli e Federico Bava raccontano lo scrittore per eccellenza amato dai ragazzi, Gianni Rodari; Stefano Fava, make-up artist di fama internazionale racconta il padre di cui ha seguito le orme, Otello Fava; L’architetto Stefano Boeri racconta l’architetto Giancarlo De Carlo; l’imprenditore Vittorio Moretti racconta l’indimenticabile il giornalista sportivo Gianni Brera; il designer Andrea Branzi racconta la vita del padre, grande uomo della DC, Renato Branzi; Giorgio Terruzzi, giornalista sportivo, racconta l’avventurosa storia del pilota Achille Varzi; lo chef Gualtiero Marchesi racconta Aldo Calvi;  il giornalista e scrittore Matteo Collura racconta il drammaturgo, poeta e scrittore Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934.
Tutti gli appuntamenti sul sito di Telecom Italia (www.telecomitalia.it/canale150) e sul canale dedicato su YouTube (www.youtube.com/canale150)   http://www.canale150.it (palazzo reale)

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Amore coniugale e relazioni familiari

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

Lezioni sull’amore coniugale e sulle relazioni familiari. È quanto propone il corso “Amore, famiglia ed educazione” (AFE) organizzato dall’Istituto di Scienze Religiose all’Apollinare della Pontificia Università della Santa Croce di Roma. Giunta all’undicesima edizione, l’iniziativa è stata ideata per divulgare gli insegnamenti magisteriali “sulle tematiche legate alla relazione fra uomo e donna”. Attraverso un approfondimento multidisciplinare, viene proposto “lo studio dell’antropologia cristiana, un’antropologia duale che vede nella relazione uomo-donna il fondamento dell’umanità”, spiegano gli organizzatori. Tra le materie di insegnamento figurano “Teologia del matrimonio e della famiglia”, “Fondamenti biblici del matrimonio e della famiglia”, “Psicologia della vita coniugale”, “La famiglia come soggetto educativo”, “La dimensione giuridica dell’amore e della famiglia”, “Gestione della relazione coniugale e della relazione genitori-figli”. Secondo la prof.ssa Marta Brancatisano, che dirige il corso insieme alla prof.ssa Carla Rossi Espagnet, si tratta di un percorso accademico per “dare un apporto chiaro e scientificamente fondato su temi vitali che scuotono il nostro panorama culturale con l’intento di dare ragione del significato dell’amore umano alla luce della Rivelazione”. L’AFE ha una durata di due anni. È richiesta la presenza a 60 ore di lezione ogni anno, che si svolgono durante tre fine settimana (nel 2010 dal 19 al 21 febbraio, dal 14 al 16 maggio, dall’8 al 10 ottobre). Alle lezioni si aggiunge lo studio personale con il supporto di strumenti di lavoro come le guide didattiche e colloqui con il proprio tutor. Sono previste inoltre prove di controllo per l’assimilazione dei contenuti, seminari di approfondimento e un questionario finale. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 dicembre 2009 e si possono inviare tramite la pagina http://www.issra.it/

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Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

Bergamo Gli Ospedali Riuniti si confermano tra i primi centri al mondo per la cura di questa malattia genetica, spesso asintomatica e causa di decessi improvvisi nei bambini e nei giovani adulti. Dal 1996 sono stati eseguiti con successo 100 interventi chirurgici, merito di un approccio multidisciplinare al problema e di una équipe di anestesisti in grado di supportare i cardiochirurghi anche negli interventi più complessi. La cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva è una patologia che interessa una persona ogni 500 mila ed è difficile da diagnosticare perchè spesso asintomatica. E’ la più comune causa di morte improvvisa tra i giovani al di sotto dei 35 anni e si caratterizza per un aumento dello spessore della parete del cuore, tale da rendere difficoltoso il passaggio del sangue dal ventricolo all’aorta. Nel 20% dei casi è necessario un delicato intervento chirurgico, in cui viene asportata una porzione di muscolo cardiaco dalla cavità del ventricolo sinistro, in modo da allargare l’area e ridurre l’ostruzione. “Gli 88 posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva che avremo nel nuovo ospedale faranno dei Riuniti una della più grandi “aree critiche” d’Europa – commenta Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione degli Ospedali Riuniti e Presidente del Corso -. Questo ci permetterà di proseguire e potenziare l’ottimo lavoro che abbiamo fatto in questi anni in tutte le specialità che ci coinvolgono, in un’ottica di sempre maggiore integrazione e collaborazione tra le équipe di specialità guidate da Valter Sonzogni, Gianmariano Marchesi, Anna Zilio e Daniela Codazzi. Oggi la presenza 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno dei nostri anestesisti consente di eseguire in qualunque momento anche interventi molto sofisticati, dai trapianti agli interventi di cardiochirurgia, neurochirurgia e chirurgia complessa, sia negli adulti che nei bambini. Il nostro compito è di ridurre al minimo la mortalità anche negli interventi più difficili, che per esempio coinvolgono pazienti anziani con diverse patologie concomitanti, seguendoli in sala operatoria e, se necessario, nelle terapie intensive, fino a quando le funzioni vitali si sono stabilizzate.”

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A un italiano premio Eacr per ricerca sul cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Assegnato ieri sera a Fabrizio d’Adda di Fagagna dell’IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) di Milano, durante il Congresso multidisciplinare di Oncologia dell’ESMO (European Society for Medical Oncology) e dell’ECCO (European CanCer Organisation) che si sta svolgendo a Berlino, il prestigioso premio EACR Young Cancer Researcher Award  che l’European Association for Cancer Research – l’autorevole associazione internazionale  fondata nel 1968 con lo scopo di promuovere la ricerca sul cancro – conferisce annualmente a un giovane scienziato  che si è segnalato per un importante contributo alla ricerca sui tumori. Gli studi recentemente condotti da d’Adda di Fagagna hanno svelato i complessi meccanismi con cui la cellula si difende dalla formazione del tumore attivando un processo di senescenza. “Le cellule normali umane si difendono dall’insorgenza di tumori diventando precocemente vecchie o senescenti” spiega d’Adda di Magagna, “questo fenomeno è stato scoperto per la prima volta nel 1997 ma non era ancora chiaro quali fossero i meccanismi capaci di instaurare la senescenza cellulare in seguito all’attivazione di un oncogene.” Le ricerche condotte da d’Adda di Fagagna hanno fatto luce appunto su questo processo: l’attivazione di un oncogene, ovvero un gene mutato che causa l’inizio del cancro, porta all’attivazione di un sistema di protezione definito checkpoint che arresta permanentemente la proliferazione cellulare, inducendo nella cellula la senescenza e arrestando perciò il cancro al suo insorgere. “Stiamo ora studiando i meccanismi di questo arresto permanente e approfondendo il potenziale terapeutico delle nostre scoperte”.

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Expo: Luis Eduardo Aute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2009

annunciacionRoma. La Real Academia de España, la Sociedad Estatal para la Acción Cultural Exterior di Spagna, SEACEX, e la Dirección de Relaciones Culturales y Científicas del Ministerio de Asuntos Exteriores y de Cooperación di Spagna hanno organizzato questa ampia mostra antologica sull’opera pittorica dell’artista Luis Eduardo Aute che conta anche sulla collaborazione dell’Ambasciata di Spagna a Roma.  Come afferma il curatore dell’esposizione, Borja Casani, l’intera opera di Luis Eduardo Aute andrebbe intesa da un punto di vista multidisciplinare. Impresa ardua quando una delle identità dell’artista, quella di compositore e interprete musicale, rischia di ridurre l’impatto del resto della sua produzione.  Senza dubbio, la pittura fu per Aute la forma originaria di espressione artistica, prima che cominciasse a comporre canzoni per altri interpreti e ad incidere le sue composizioni nel 1966. Esposta per la prima volta a Madrid nel 1960, influenzata nei suoi esordi dall’espressionismo tedesco, la sua pittura ebbe un immediato riconoscimento che portò Aute ad essere selezionato nel 1964 per la Biennale di Parigi e, nel 1967, per la IX Biennale di San Paolo. Nel 1974 arrivò poi il premio della pittura della XXVIII Mostra Fondazione Michetti in Italia. I suoi dipinti e i suoi disegni sono l’illustrazione grafica delle ossessioni che abitano l’universo espressivo dell’artista, creatore di mostri angelici e di delicate belve, in perenne tensione tra corporeità e immortalità, innocenza e desolazione, sensibilità e perversione. L’elemento erotico domina anche nelle sue canzoni, dove però si affianca all’impegno politico e sociale che fin dagli anni ’60 caratterizza il cantautore influenzato dalla musica di Bob Dylan e dalla tradizione sudamericana.  L’intera opera di Luis Eduardo Aute, nelle sue diverse forme e declinazioni, mostra l’essenza del suo spirito umanista, e rappresenta la massima realizzazione per un artista: fare di ogni creazione un atto di libertà.  Per questo Aute è considerato uno dei più rispettati protagonisti dell’attuale panorama culturale spagnolo. Dipinti, disegni, poesie, pellicole e canzoni si mescolano e si completano come vasi comunicanti di un universo perfettamente riconoscibile e di grande originalità.  In occasione della mostra, il 16 aprile alle ore 18.30, avrà luogo un concerto dell’artista all’interno del cortile dell’Accademia. Venerdì 17 aprile 2009 alle ore 20.30, nelle Sale di Piazza Navona 91 presso l’Istituto Cervantes, ci sarà un Recital di poesie di Luis Eduardo Aute. (foto annunciacion)

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