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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘multinazionali’

Ministro Grillo: il governo sta con i farmacisti, non con le multinazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“ll principio per cui nelle farmacie italiane il 51% del capitale di gestione dev’essere rappresentato da farmacisti iscritti all’albo è per me fondamentale. Si tratta di un argine al rischio di strapotere delle società di capitale internazionali che possono fare piazza pulita delle piccole farmacie”. E’ Giulia Grillo a parlare dalla sua pagina Facebook. L’affondo ai precedenti governi è duro e senza perifrasi e così l’emendamento Cinque Stelle alla legge di bilancio, cassato soltanto ieri sera prima di arrivare all’aula della Camera, torna attualissimo grazie al sostegno esplicito del ministro della Salute: “Quella norma serve a impedire la svendita delle nostre farmacie alle catene che pagano le tasse all’estero, chissà dove, e la distruzione del lavoro dei farmacisti che sono professionisti sanitari e dunque rappresentano per tutti i cittadini, soprattutto nei piccoli centri, le sentinelle e spesso il primo punto di riferimento sanitario. Difendo i nostri farmacisti che lavorano e pagano le tasse in Italia. Il governo sta dalla loro parte, il Partito democratico evidentemente no, visto l’atteggiamento che sta avendo in Parlamento e il regalo fatto proprio dal governo Gentiloni alle lobby internazionali”. Infine un auspicio che rimette tutto in gioco e rimanda al Senato la parola definitiva: “Auspico che – nel pieno rispetto del dibattito parlamentare – la norma sia approvata, nonostante le resistenze del partito che ha governato questo Paese in modo disastroso in questi ultimi cinque anni”. (fonte Farmacista33)
Ministro Grillo: il governo sta con i farmacisti, non con le multinazionali “ll principio per cui nelle farmacie italiane il 51% del capitale di gestione dev’essere rappresentato da farmacisti iscritti all’albo è per me fondamentale. Si tratta di un argine al rischio di strapotere delle società di capitale internazionali che possono fare piazza pulita delle piccole farmacie”. E’ Giulia Grillo a parlare dalla sua pagina Facebook. L’affondo ai precedenti governi è duro e senza perifrasi e così l’emendamento Cinque Stelle alla legge di bilancio, cassato soltanto ieri sera prima di arrivare all’aula della Camera, torna attualissimo grazie al sostegno esplicito del ministro della Salute: “Quella norma serve a impedire la svendita delle nostre farmacie alle catene che pagano le tasse all’estero, chissà dove, e la distruzione del lavoro dei farmacisti che sono professionisti sanitari e dunque rappresentano per tutti i cittadini, soprattutto nei piccoli centri, le sentinelle e spesso il primo punto di riferimento sanitario. Difendo i nostri farmacisti che lavorano e pagano le tasse in Italia. Il governo sta dalla loro parte, il Partito democratico evidentemente no, visto l’atteggiamento che sta avendo in Parlamento e il regalo fatto proprio dal governo Gentiloni alle lobby internazionali”. Infine un auspicio che rimette tutto in gioco e rimanda al Senato la parola definitiva: “Auspico che – nel pieno rispetto del dibattito parlamentare – la norma sia approvata, nonostante le resistenze del partito che ha governato questo Paese in modo disastroso in questi ultimi cinque anni”. (fonte Farmacista33)

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Tassazione: le multinazionali devono rivelare quante tasse pagano per paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

strasburgoStrasburgo. I deputati europei hanno approvato in prima lettura nuove regole UE che obbligherebbero le grandi multinazionali a fornire informazioni pubbliche sul quante tasse che pagano in ogni Paese del mondo.I deputati hanno approvato una proposta legislativa che obbligherebbe le multinazionali di fornire al pubblico le dichiarazioni contabili paese per paese – con possibili esenzioni in caso di informazioni commercialmente sensibili. Si tratta del cosiddetto ‘country by country reporting’ (Cbcr).L’obiettivo è quello di aumentare la trasparenza fiscale rendendo pubblico il quadro delle imposte pagate dalle imprese e il luogo in cui tali imposte vengano pagate.Secondo le misure proposte dai deputati, che dovranno essere concordate con i ministri UE, le informazioni sull’imposta sul reddito delle multinazionali con un fatturato globale pari o superiore a 750 milioni di euro verrebbero pubblicate per ogni giurisdizione fiscale in cui l’impresa o la sua affiliata opererebbe. Questi dati sarebbero disponibili gratuitamente e resi accessibili a tutti sul sito web dell’impresa.La società sarebbe inoltre responsabile di inserire le informazioni in un registro pubblico gestito dalla Commissione europea.Tra le informazioni da condividere ci sono:
· il nome della compagnia e, ove possibile, la lista di tutte le affiliate, una breve descrizione delle attività e la posizione geografica di ognuna di essa;
· il numero di impiegati a tempo pieno;
· l’ammontare del fatturato netto;
· il capitale dichiarato;
· l’ammontare dell’utile o della perdita prima dell’imposta sul reddito;
· l’importo dell’imposta sul reddito pagata durante l’anno fiscale in questione da parte dell’impresa e delle sue succursali nella relativa giurisdizione;
· l’ammontare dei guadagni totali, e
· se le imprese, le affiliate o le succursali beneficiano di un trattamento fiscale preferenziale.

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Ceta: Un nuovo regalo alle multinazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

europa comunitariaIl Ceta, l’accordo di libero scambio tra il Canada e L’Unione Europea a cui il Parlamento del vecchio continente ha appena dato il via libera, rappresenta un nuovo favore fatto dalla classe politica alle multinazionali dell’agroindustria. Questo accordo infatti produrrà un duro colpo alla sovranità alimentare e all’ambiente e si tradurrà in immensi guadagni realizzati dalle grandi imprese ai danni dei cittadini europei e canadesi.
Il Ceta è volutamente descritto dai suoi sostenitori come un passo avanti verso la liberalizzazione dei mercati e verso una maggiore concorrenza commerciale, ma la verità è che l’accordo provocherà un abbattimento degli standard qualitativi dei prodotti alimentari e che darà, attraverso delle cause giudiziarie, la possibilità alle multinazionali di piegare gli Stati nazionali ai propri interessi.
Trattati come questi non sono affatto il simbolo di quel progresso tanto auspicato, ma al contrario l’emblema della degenerazione di una politica che oramai risponde esclusivamente alle richieste delle lobby invece che a quelle dei cittadini.

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Il governo italiano favorisce le multinazionali americane a danno degli interessi nazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2016

ttipIl 16 e il 17 settembre saranno due giorni di mobilitazioni in tutta Europa per dimostrare che l’opposizione sociale ai due megatrattati di libero scambio è sempre più forte e diffusa. Il 16 settembre al Consiglio informale dei capi di Stato convocati a Bratislava, il Governo italiano spingerà per chiudere positivamente le trattative con gli Stati Uniti imponendo il TTIP a chi, come Francia, Germania e Austria, ha già dichiarato la propria contrarietà. L’Italia chiede, inoltre, anche di accelerare con la firma del CETA, il trattato analogo già chiuso con il Canada e che ne costituirebbe un pericoloso lasciapassare.
Per questo la campagna Stop TTIP Italia lancia un mailbombing e un tweet storm sul premier Matteo Renzi oltre a diverse iniziative locali, tra cui un flashmob a Milano. Il 17 settembre in oltre 20 città tra Germania e Austria la Campagna europea stop TTIP risponderà idealmente alle decisioni assunte per mettere definitivamente la parola fine sui negoziati Europa – Stati Uniti e per fermare l’approvazione del CETA.
Sul sito http://stop-ttip-italia.net alla pagina sul 16 settembre è possibile scaricare la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e i tweet da inviare a cominciare dalle 12 del 16 settembre, in sostegno delle mobilitazioni internazionali contro il TTIP e contro il CETA.
“Se qualcuno in Italia pensa ancora che possiamo guadagnarci qualcosa con TTIP e CETA, e non gli è bastato tutto quello che abbiamo diffuso finora, può leggere il rapporto “TTIP and Jobs” del Parlamento Europeo o gli impatti sull’agroalimentare italiano denunciati da Coldiretti Friuli Venezia Giulia” sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia. “Le posizioni critiche del ministro all’economia tedesco Sigmar Gabriel riprese dal suo collega francese Matthias Fekl suggeriscano a Renzi di rinsavire prima del Consiglio Europeo, e di unirsi a chi chiede di ritirare il mandato negoziale sul TTIP alla Commissione Europea e permettere al Parlamento europeo un’ampia discussione sull’Accordo con il Canada prima che esso venga firmato ufficialmente dalla Commissione, e dimostrando così di tenere più al futuro del suo Paese che ai diktat della Commissaria Europea Cecilia Malmstrom e alle avventurose speranze del ministro italiano Calenda”.
“Già nel luglio scorso le reti della società civile sono riuscite a impedire l’ennesima delegittimazione dei nostri Parlamenti” sottolinea Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia, “evitando che il Trattato con il Canada, ormai approvato, potesse essere considerato di competenza esclusiva dell’Unione Europea, cosa che non avrebbe permesso ne’ una discussione parlamentare in Italia ne’ una sua ratifica nazionale. A settembre come da tre anni una società civile autorevole e informata dice “no” e ha il diritto di poter contare in decisioni così strategiche”.
“Ci sono voluti anni di mobilitazioni per rendere TTIP e CETA comprensibili e visibili per l’opinione pubblica”, afferma Marco Bersani, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia. “Attraverso mobilitazioni, raccolte di firme, invii di email e di tweet i cittadini e le cittadine europei hanno forzato la Commissione Europea e i nostri Governi a cedere su una maggiore trasparenza e a dover rispondere delle loro scelte. La nostra lotta contro il TTIP e il CETA continuerà in tutta Europa per tutto l’autunno, per fermare la corsa dei due trattati e cambiare per sempre la politica economia e commerciale dell’Unione Europea”.

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Appello in aiuto del popolo greco

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

 

Grecia

Image by joluka via Flickr

In riferimento alle drammatiche notizie provenienti dalla Grecia per la crisi finanziaria, a seguito della quale si registrano gravissime ripercussioni sullo stato di salute della popolazione più debole (bambini, anziani, malati), la CVDP – movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare, lancia un appello affinchè il Popolo Italiano corra in soccorso di quello Greco. Nello stesso tempo, aderendo alla campagna “Per fermare l’acquisto dei cacciabombardieri JSF”, il movimento esorta il Governo italiano e le Forze politiche che lo sostengono affinchè rinuncino all’acquisto previsto dei 131 cacciabombardieri, che costeranno all’Italia la bellezza di 14 miliardi di euro, destinando parte di tali ingenti risorse per inviare aiuti alimentari e farmacologici al Popolo Greco che versa ormai in una gravissima difficoltà a causa della corruzione politica e delle conseguenti ritorsioni finanziarie subìte.
Si investa nel valore più grande e prezioso in dono all’umanità, che è la vita stessa degli esseri umani, dando al tempo stesso uno schiaffo forte e deciso alle multinazionali della morte e della distruzione dei popoli.
Intente, tra l’altro, ad annientare le radici stesse della storia, della civiltà e della cultura nate proprio dall’asse italo-ellenico.

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Libia: affari da multinazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

“Il Governo per il timore di non partecipare alla spartizione del “dopo Gheddafi” si è buttato a capofitto in una guerra, quella contro la Libia, senza ragionare e senza soldi e per questo adesso mette le mani direttamente nelle tasche degli Italiani aumentando le accise sui carburanti” -Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)- “La “manovra” nascosta nelle pieghe del decreto per il rifinanziamento delle missioni all’estero – prosegue- prevede, al comma 3 dell’articolo 10, che i fondi destinati a finaziare la guerra contro la Libia gravino direttamente sulle accise dei carburanti il cui aumento è possibile nella misura massima di 5 centesimi al litro per reintegrare le risorse del “Fondo nazionale di protezione civile” che sono state utilizzate per i raid aerei e i bombardamenti. E’ sconcertante – sottolinea Comellini- che soldi pubblici destinati a realizzare interventi di protezione a favore delle popolazioni italiane colpite da calamita’ naturali, catastrofi o altri eventi straordinari, siano utilizzati per acquistare bombe e missili. Adesso -conclude- il Governo spieghi questa scelta agli Italiani e soprattutto a coloro che il 6 aprile 2009 persero tutto nel terremoto dell’Aquila e ancora oggi vivono in condizioni precarie.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)

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Vogliamo un partito che dica: non ci stiamo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Tutta la sceneggiata di questi giorni, circa la crisi economica e le minacce di declassare la nostra capacità di onorare i nostri debiti a livello internazionale, ci lascia scettici. Prima di tutto perché i diretti interessati non sono i lavoratori pubblici e privati, i precari, i disoccupati, i pensionati, le piccole imprese, gli artigiani, ma i grandi capitali, le multinazionali, gli speculatori dell’alta finanza, le banche. Costoro vogliono far pagare agli incolpevoli la crisi di sistema: con gli Usa che hanno un debito da capogiro ma non si privano di tenere eserciti in tutte le parti del mondo e ad investire ingenti somme per armi di distruzione di massa sempre più evolute e l’Italia, per ciò che ci riguarda, a mantenere enti inutili (province ed istituti che ci costano 16 miliardi di euro), a favorire gli interessi partitici a quelli nazionali come le quote latte di cui paghiamo multe salatissime per evitare che lo facciano gli amici degli amici. (circa 5 miliardi di euro). Abbiamo oltre 70 miliardi di euro, certificati dalla corte dei conti, di sprechi e di consulenze milionarie. Ci permettiamo di rinnovare il nostro parco di armamenti a suon di miliardi di euro e, guarda caso, l’accorto ministro delle finanze non fa una piega ma non è dello stesso parere se si tagliano le pensioni, se si congelano le retribuzioni dei dipendenti, se si impongono ticket per la salute come se fosse un optional ammalarsi, se si ignorano i precari, se non si incentivano le imprese per ridurre la disoccupazione in primo luogo giovanile. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Caso Fiat e boicottaggi alle multinazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Ogni giorno leggiamo dati drammatici sulla situazione del nostro Paese, dichiara Paolo Landi di Adiconsum. La disoccupazione che cresce, i consumi che calano, i servizi sociali che vengono messi in discussione, il debito pubblico sempre più elevato e tutti noi sappiamo che la via per lo sviluppo significa soprattutto più investimenti, più ricerca soprattutto nel settore manifatturiero dove l’effetto della globalizzazione sta producendo rilevanti spostamenti di produzione dall’Europa ai Paesi a basso costo. Adiconsum, dichiara Pietro Giordano, considera irresponsabili posizioni, anche di Associazioni dei Consumatori, che incitano al boicottaggio dei prodotti Fiat e che probabilmente non hanno neanche letto l’Accordo Fiat, che non lede i diritti dei lavoratori, bensì tutela il primo diritto degli stessi: il diritto al lavoro. Di fronte ad un miliardo di ore di cassa integrazione, alla disoccupazione crescente, soprattutto nelle fasce giovanili, è irresponsabile e figlio di culture morte nel secolo scorso, fomentare il boicottaggio.Occorre quindi apprezzare e valorizzare le imprese che investono risorse rilevanti per mantenere le produzioni nel nostro Paese. Solo così si sviluppa produzione e produttività e quindi reddito per le famiglie italiane che così riprenderanno a realizzare consumi sempre più responsabili ed atti a far ripartire l’economia del Paese.Per Adiconsum quindi se c’è un aspetto da demonizzare è chi disinveste in Italia (come molte multinazionali) e non come quelle che investono, come Fiat.

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A Firenze arresti per eccesso di prescrizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

Sei persone ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze su una presunta associazione per delinquere tra medici specialisti e industrie multinazionali farmaceutiche. Secondo il farmacologo Silvio Garattini a fare gola è il giro d’affari di molti milioni di euro che riguarda certe classi di farmaci.
Sei persone sono finite ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze su una presunta associazione per delinquere composta da medici specialisti e loro collaboratori accusati di aver stipulato accordi corruttivi con imprenditori di industrie multinazionali farmaceutiche. Un vero e proprio terremoto nella dermatologia italiana con a capo dell’organizzazione, secondo l’accusa, Torello Lotti, 57 anni, ordinario di Dermatologia all’Università di Firenze e presidente Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse). «Le truffe che danneggiano il Ssn sono troppo frequenti. Le Asl dovrebbero esercitare maggiori controlli per evitare queste frodi che fanno calare la fiducia dei cittadini sia nei medici che nei farmaci», questo il commento del farmacologo Silvio Garattini. Secondo il farmacologo, comunque, a fare gola è il giro d’affari «di molti milioni di euro» che riguarda certe classi di farmaci, i cui prezzi sono estremamente elevati e «vengono imposti dalle industre farmaceutiche – afferma – senza giustificazione». Listino prezzi alla mano, infatti, se si prendono come riferimento gli anti TNF-alfa, farmaci biologici risultati efficaci nel trattamento della psoriasi e in reumatologia, i trattamenti costano dagli 800 a 1600 euro per una confezione a base di etanercept (a seconda del dosaggio), fino ai 1675 – 3350 per una confezione a base di adalimumab (sempre a seconda del dosaggio). «Non esiste – conclude – una giustificazione reale a questi costi. Certamente circa un terzo del prezzo è dovuto alla promozione fatta presso i medici per promuovere il farmaco e per far crescere le prescrizioni».

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Comitato presidenza Assobiotec

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2010

Riccardo Palmisano (Genzyme) è il nuovo Vice Presidente delegato, affiancato da Marina Del Bue (MolMed), confermata Vice Presidente. Riccardo Palmisano è Direttore Generale e Amministratore Delegato della filiale italiana di Genzyme, una delle cinque più importanti società di biotecnologie al mondo, specializzata in trattamenti terapeutici innovativi, con particolare focus sulle Malattie Rare e gli “unmet clinical needs”. 51 anni, laureato in medicina, Riccardo Palmisano ha maturato 25 anni di esperienza nel settore farmaceutico, assumendo incarichi di crescente responsabilità in primarie aziende nazionali e multinazionali, fino ad approdare in Genzyme nel 2005. Marina Del Bue è Direttore Generale e membro del Consiglio di Amministrazione di MolMed, società biofarmaceutica focalizzata su ricerca, sviluppo e validazione clinica di terapie innovative per la cura del cancro, quotata a Borsa Italiana dal 2008. Ha più di 25 anni d’esperienza nella gestione degli aspetti economici della Ricerca & Sviluppo nell’industria farmaceutica. Prima di entrare in MolMed, ha lavorato per dieci anni nel Gruppo Menarini, dove ha acquisito una vasta esperienza come controller della R&S in ambito farmaceutico. I primi cinque anni di carriera li ha invece trascorsi come ricercatrice presso EniRicerche. Del Bue si è laureata in Scienze Biologiche presso l’Università La Sapienza di Roma, e ha conseguito un Master in Business Administration presso la SDA Bocconi di Milano.

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L’acqua è di tutti: Deve essere pubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Roma, sabato 20 marzo, ore 14 Piazza della Repubblica Manifestazione nazionale. Sono donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, che hanno contrastato i processi di privatizzazione della gestione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.  Hanno raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.  Mentre quel testo  giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, il Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, provvedimenti che consegnano il servizio idrico ai privati e alle multinazionali. E’ per questo che il 20 marzo oltre 100 realtà organizzate e migliaia di cittadine e cittadini lanceranno da Roma con una manifestazione nazionale il percorso che li porterà a raccogliere le firme necessarie per realizzare il Referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. E’ urgente intervenire subito. Le privatizzazioni in corso, infatti, hanno portato ad un aumento delle tariffe del 61,4% tra il 1997 e il 2006, a fronte di un’inflazione cumulata che nello stesso periodo è cresciuta di poco più di un terzo (25%). Ma è tra il 2002 e il 2008 che hanno subito il balzo più forte:  +30,5% a fronte di un’inflazione cumulata nello stesso periodo del 16,2%. Questo prelievo forzato dalle nostre tasche non ha portato, come pure qualcuno afferma, a un aumento degli investimenti nella rete e nel servizio: tra il 1990 e il 2000, infatti, sono crollati di oltre il 70%, da circa 2 miliardi di euro a 600 milioni.

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Tagli occupazionali per gli informatori farmaceutici

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

“In Italia dal 2008, circa 15 mila informatori scientifici del settore farmaceutico, hanno perso il lavoro per licenziamenti da parte di importanti multinazionali del settore”. Così l’On. Scilipoti in riferimento ai tagli occupazionali relativi al settore degli informatori medico scientifici. “Solo in Sicilia, l’espulsione dal mondo del lavoro ha interessato circa 1.700 professionisti e solo a Catania, dove operano 1.000 informatori scientifici, la riduzione ha interessato il 25% di loro. La cosa che lascia più perplessi – prosegue Scilipoti – e che le aziende che hanno promosso una politica di  trasferimenti forzati verso società di comodo, prossime al fallimento, ho peggio hanno assunto atteggiamenti vessatori e mobbizzanti nei confronti di chi ha cercato di difendere il proprio posto di lavoro, sono tutte grandi multinazionali, per di più  in piena salute, con bilanci altamente in attivo. Dietro questi licenziamenti, non c’è una vera e propria crisi ma solo un’immorale strategia speculativa, queste aziende, infatti, attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali attingono a denaro pubblico. E’ora di intervenire e di porre fine a questa ingiustizia”.

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Quattro nuove associate in unicom

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2009

Il Consiglio Direttivo di Unicom ha accolto le domande di ammissione di quattro nuove Imprese:
ATINEDIS (Patrizio Callegari) Torino – Via Pianezza, 212 Atinedis è mirata al mondo delle imprese per gestire, trattare e pubblicarne la comunicazione, anche attraverso lo sviluppo di siti web dedicati ed in poco tempo si è affermata presso grandi realtà presenti sul territorio italiano nel mondo della grande distribuzione organizzata, delle aziende del mercato manifatturiero e dei servizi in genere. http://www.atinedis.it
BAGARRE (Stefania Farina) Torino – Via Po, 52 Agenzia che da quasi dodici anni si occupa di comunicazione. La spiccata vocazione creativa le ha permesso di lavorare con grandi aziende, nazionali e multinazionali, così come per piccole realtà locali con il medesimo impegno e ottimi risultati. Bagarre crede ancora nella comunicazione come una grande risorsa, e pensa che sia suo compito studiare e creare nuove soluzioni e nuovi media per favorire un contatto reale tra l’azienda e il suo pubblico. Opera nell’ambito della comunicazione tradizionale, quindi dall’advertising al packaging, dal below-the-line al brand image, ma è anche costantemente impegnata nell’offrire ai propri clienti soluzioni alternative e esclusive. http://www.bagarre.net
COMUNICATTORE (Federico Attore) Milano – Via Carlo Farini, 68 Agenzia di pubblicità e comunicazione fondata nel 2006 da Federico Attore e Christian Ubbiali, rivolta alle medie e grandi aziende per sviluppare piani di comunicazione offrendo competenze multidisciplinari. Andando oltre i confini del tradizionale, si distingue per le competenze nell’ambito del marketing non convenzionale: viral, ambient, guerrilla, word of mouth, social networking, digital pr ed ha attivato collaborazioni anche con imprese estere, pubbliche e private, che investono risorse sullo scenario del mercato Italia. http://www.comunicattore.com
STRATEGICA (Carlo Ramo) Palermo – Via Messina, 4 – Nasce nel 1998 dall’incontro tra Carlo Ramo (Direttore d’Agenzia), Irene Sorrente (Direttore Creativo) e Antonella Ingrassia (Direttore Marketing), tre professionisti della comunicazione con esperienze personali più che decennali nel settore. La filosofia aziendale di Stategica nasce insieme al nome: convinti che un’accurata strategia aggiunga sempre valore alla creatività e definisca il successo di un’idea.
Agenzia storica siciliana in grado di offre a clienti pubblici e privati un servizio completo di comunicazione integrata adotta un sistema di gestione della qualità certificato UNI EN ISO 9001:2000 ed è associata a Confindustria e al Palermo Convention Bureau. Molti i riconoscimenti ricevuti, tra i quali diversi premi “Agorà” e premi “Comunicazione di qualità” – Com.Pa. Bologna. http://www.strategica.it http://www.unicomitalia.org

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Uno sportello unico per le multinazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

La Provincia di Torino ed il CEIPIEMONTE (Centro Estero per l’Internazionalizzazione Piemonte) hanno unito le forze per realizzare un progetto pilota per la creazione di uno Sportello Unico dedicato alle imprese multinazionali presenti sul territorio provinciale. L’iniziativa è prevista da un accordo di cooperazione che fissa un elenco di azioni concrete a sostegno dell’internazionalizzazione dell’economia torinese: un’analisi sulla presenza multinazionale nel territorio della provincia di Torino sulla base degli studi più recenti relativi ai flussi di IDE (investimenti diretti esteri), al posizionamento competitivo di Torino e del Piemonte e dell’attrattività della provincia di Torino; uno studio sulle realtà aziendali presenti nel territorio per Paese di provenienza, settore merceologico, modalità di ingresso (greenfield o brownfield), quota di partecipazione o controllo e classi dimensionali; la creazione di un gruppo di lavoro e la costituzione di un tavolo tecnico per la condivisione del progetto, con il coinvolgimento dei principali attori locali e degli Sportelli Unici Associati per le Attività Produttive presenti nella provincia di Torino (in particolare quelli dei soggetti promotori dei Patti territoriali e dei Programmi territoriali integrati); una serie di incontri con le imprese multinazionali, selezionate con l’obiettivo di raccogliere informazioni qualitative e quantitative sulla loro relazione con il sistema locale (pubblica amministrazione ed Enti locali, mondo della ricerca e dell’innovazione, sistema della formazione, mondo accademico e universitario, sistema associativo di impresa); l’avvio delle attività dello Sportello Unico dedicato alle imprese multinazionali; un workshop conclusivo della prima fase di sperimentazione dello Sportello Unico dedicato alle imprese multinazionali, con l’obiettivo di analizzare l’esito delle attività e di divulgare i risultati.

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