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Posts Tagged ‘mummia’

“Maestro del sonno eterno”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Mag 2011

Catania 21 maggio alle 18, la libreria Mondadori di Catania (corso Sicilia, 23), Presentazione del “Maestro del sonno eterno” di Davrio Piombino Mascali (Ed. la Zisa) Balzato alle vette delle classifiche e apprezzato da sia dagli addetti ai lavori che da un pubblico di non specialisti, «Il Maestro del Sonno Eterno» svela un segreto molto caro ai siciliani: quello relativo all’imbalsamazione di Rosalia Lombardo, la piccola mummia custodita alle Catacombe dei Cappuccini di Palermo ritenuta da molti la più bella del mondo. Con uno stile chiaro e avvincente, Dario Piombino-Mascali – ricercatore della prestigiosa Accademia Europea di Bolzano (Eurac) – prende per mano il lettore alla scoperta di una tecnica millenaria, ma soprattutto getta nuova luce su una figura, quella dell’imbalsamatore Alfredo Salafia, molto nota ai suoi tempi e altrettanto precocemente dimenticata. In occasione della presentazione catanese del saggio, moderata dalla giornalista Alessia Franco, Dario Piombino-Mascali, che può considerarsi l’unico studioso in Sicilia specializzato in mummiologia, illustrerà lo stato dell’arte delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, di cui è conservatore scientifico. «Stiamo per la prima volta procedendo alla campionatura dei reperti mummificati, sotto l’egida della Soprintendenza BB CC AA di Palermo – afferma lo studioso – per poi procedere alle analisi biomediche ed epidemiologiche. Tutte informazioni fondamentali per capire usi, costumi, modi di vita e malattie dei siciliani che ci hanno preceduto».

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Il maestro del sonno eterno

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Catania 21 maggio, alle 18, la libreria Mondadori di Catania (corso Sicilia, 23) ospiterà la presentazione del saggio «Il Maestro del Sonno Eterno», dell’antropologo Dario Piombino-Mascali, pubblicato dalla casa editrice La Zisa. Balzato alle vette delle classifiche e apprezzato da sia dagli addetti ai lavori che da un pubblico di non specialisti, «Il Maestro del Sonno Eterno» svela un segreto molto caro ai siciliani: quello relativo all’imbalsamazione di Rosalia Lombardo, la piccola mummia custodita alle Catacombe dei Cappuccini di Palermo ritenuta da molti la più bella del mondo. Con uno stile chiaro e avvincente, Dario Piombino-Mascali – ricercatore della prestigiosa Accademia Europea di Bolzano (Eurac) – prende per mano il lettore alla scoperta di una tecnica millenaria, ma soprattutto getta nuova luce su una figura, quella dell’imbalsamatore Alfredo Salafia, molto nota ai suoi tempi e altrettanto precocemente dimenticata. In occasione della presentazione catanese del saggio, moderata dalla giornalista Alessia Franco, Dario Piombino-Mascali, che può considerarsi l’unico studioso in Sicilia specializzato in mummiologia, illustrerà lo stato dell’arte delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, di cui è conservatore scientifico. «Stiamo per la prima volta procedendo alla campionatura dei reperti mummificati, sotto l’egida della Soprintendenza BB CC AA di Palermo – afferma lo studioso – per poi procedere alle analisi biomediche ed epidemiologiche. Tutte informazioni fondamentali per capire usi, costumi, modi di vita e malattie dei siciliani che ci hanno preceduto».

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“Ötzi: l’uomo venuto dal ghiaccio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2009

Camerino, 22 ottobre, con inizio alle ore 16.00 Università di Camerino Polo museale. E’ un interessante workshop sulla mummia di Similaun dal titolo “Ötzi: l’uomo venuto dal ghiaccio”. All’incontro, promosso dal Polo Museale dell’Università di Camerino nell’ambito della mostra “Sulla rotta del Beagle, in viaggio con Darwin alla scoperta della teoria evolutiva”, parteciperanno come relatori il Prof. Franco Ugo Rollo, docente della Facoltà di Scienze e Tecnologie Unicam, il Prof. Albert Zink e il dott. Marco Samadelli di EURAC, il Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano.  La mummia del Similaun, nota anche come Ötzi, è un reperto antropologico scoperto il 19 settembre 1991 sulle Alpi Venoste (ghiacciaio di Similaun) al confine fra Italia e la Valle del Tirolo Austriaco Ötztal. Si tratta del corpo di un essere umano di sesso maschile conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche prodottesi all’interno del ghiacciaio.   La mummia è stata oggetto di approfondite ricerche da parte del Prof. Rollo, che ritiene che probabilmente Ötzi possa rappresentare il “capolinea” di un gruppo di esseri umani estinti. In seguito ad analisi sul DNA mitocondriale del corpo mummificato, è risultato, infatti, che il ceppo genetico dell’uomo di Similaun risulta non più presente a livello mondiale.  L’incontro è rivolto a studenti universitari e degli istituti superiori, nonché alla cittadinanza e a quanti sono interessati ad approfondire la conoscenza di questo particolarissimo argomento.

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Tutte le anime della mummia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

ushabiChianciano fino al 6/1/2010 Museo Civico Archeologico di Chianciano via Dante, Un centinaio di oggetti provenienti dalle maggiori collezioni egiziane d’Italia e la ricostruzione parziale di una delle sepolture faraoniche piu’ grandi della Valle dei Re sono il cuore pulsante della mostra -Tutte le anime della mummia. La vita oltre la morte ai tempi di Sety I-, promossa da Museo Civico Archeologico di Chianciano e Museo Civico Archeologico di Bologna in collaborazione con il Museo Egizio di Firenze e i Musei Vaticani grazie al contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali.  Lo scopo dell’esposizione,), e’ quello di illustrare il rituale funerario egiziano in età ramesside, mettendo a confronto lo straordinario contesto sepolcrale del faraone Sety I (Nuovo Regno: XIX dinastia, 1290-1279 a.C.), dal quale provengono una quarantina di statuette e un rilievo riuniti per la prima volta a Chianciano, con un ideale corredo funerario di privato della stessa epoca. Oltre al corpo e alla mummia, i raffinati oggetti esposti in mostra raccontano quali -elementi incorporei- costituiscono la persona, e cioe’ quante sono le -anime- di un egiziano, da proteggere con cura nella tomba perche’ il defunto abbia una vita eterna dopo la morte. La stragrande maggioranza degli oggetti inseriti nel corredo funerario sono destinati al Ka e, tra quelli in mostra, la statua dei coniugi Merimaat e Nefertari, cibi e bevande nei propri contenitori, elementi d’arredo o di uso domestico come il poggiatesta, abiti, monili e altro ancora. L’Akh, raffigurato tramite il geroglifico dell’ibis crestato e qui visibile su un amuleto del cuore, indica uno stato di esistenza spirituale, che l’individuo puo’ raggiungere dopo la morte. Il defunto si trasfigura in Akh solo dopo avere ricevuto i rituali e le offerte funerarie adeguati oltre ad avere superato con successo tutte le prove e i pericoli del viaggio nell’aldilà. Il viaggio nella seconda sezione della mostra si svolge all’interno della tomba del faraone Sety I (King Valley 17). La cosiddetta Tomba Belzoni, dal nome del suo scopritore, deve la sua notorietà alle dimensioni eccezionali, alla pianta articolata, alla raffinata tecnica di esecuzione e alla innovativa scelta tematica delle scene scolpite a basso-rilievo e dipinte con grande ricchezza di colori su quasi tutte le sue pareti interne. La mostra, a cura di Daniela Picchi, si arricchisce di alcuni eventi collaterali destinati a pubblici differenziati per età e interessi. A partire dal 4 luglio, sempre a Chianciano, si terrà un ciclo di conferenze divulgative con noti esperti di settore. Il primo appuntamento e’ con lo scenografo Mauro Tinti che interverrà su -Giovan Battista Belzoni. Un Indiana Jones alla riscoperta della tomba di Sety I-. Domenica 19 luglio sarà Daniela Picchi, Conservatore della Collezione egiziana del Museo Civico Archeologico di Bologna e curatrice della mostra, ad intervenire su -Sety I e dintorni. La collezione egiziana del Museo Civico Archeologico di Bologna-. Sabato 1 agosto avrà luogo l’incontro con Maria Cristina Guidotti, Direttrice Museo Egizio di Firenze con una relazione dal titolo -Dalla Valle dei Re al Museo Egizio di Firenze: storie di viaggiatori, studiosi e archeologi- (Immagine: Ushabti di Sety)

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